2021_10_02 Stagione musicale della Associazione Più Che suono 20^ Stagione Musicale
2021_09_26 Teatro Fraschini Pavia apre con un concerto di Maurizio Pollini la stagione 2021-2022
Stagione 2021-2022 (settembre - dicembre )
VEDI FOTOSERVIZIO CONCERTODAUTUNNO
Giacomo Puccini
luci Fiammetta Baldisserri
2021_09_24 TEATRO C.COCCIA - Novara STAGIONE AUTUNNO/INVERNO 2021
Giovedì 07 Ottobre 2021_10_07 ore 20.30GALA D’ARIE D’OPERA ACCADEMIA AMOMusiche di repertorio operisticoDirettore Margherita ColomboSolisti Accademia AMOOrchestra Carlo Coccia
L’inaugurazione con l’Orchestra RAI e Gile Baedirette da Tianyi Lu
Opere, contaminazioni, nuovi format L’avvio del progetto delle “farse rossiniane” con RossiniLab, AMO e il patrocinio della Fondazione Rossini
Il ritorno della Prosa con Anna Foglietta e Paola Minaccioni Due opere inedite per celebrare DanteE l’ultima notte dell’anno a ritmo di Musical. Riparte Venerdì 24 Settembre 2021 la stagione autunno/inverno del Teatro Coccia, giorno in cui il Teatro sarà finalmente restituito alla città dopo l’anno di lavori che hanno interessato le messe a norme e la sicurezza.
Dopo
l’inaugurazione del 22 Dicembre 1888, con Gli Ugonotti di Meyerbeer
diretto da Arturo Toscanini, e del 21 Febbraio 1993, con il concerto
diretto da Riccardo Muti, il Teatro Coccia si prepara a un nuovo grande Concerto d’inaugurazione: l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai con la partecipazione straordinaria di Gile Bae come pianista solista, dirette da Tianyi Lu, la giovane direttrice classe 1990, vincitrice dell’XI edizione del Premio Cantelli,
quella targata 2020, nell’anno della rinascita dopo 40 anni. Un momento
emozionante che si inserisce nel solco della tradizione e nel nome del
Maestro Guido Cantelli. Il programma: Le Ebridi Op. 26 in si minore di F. Mendelssohn, Concerto per pianoforte n. 5 "l'Egiziano" di C. Saint-Saëns, Sinfonia n. 4 in la maggiore "Italiana" op. 90 di F. Mendelssohn.
Traendo spunto dall’”Egiziano” di C. Saint-Saëns l’evento segna anche l’inizio di una collaborazione tra il Teatro Coccia e il Museo Egizio di Torino.
Spazio ai format sia nuovi che consolidati, originali del Teatro Coccia: concert opera in design Sabato 2 e Domenica 3 Ottobre, un lavoro multidisciplinare in cui musica, teatro, fotografia e parola si fondono e confondono. Maudit. Tu, Maledetto come noi. Interrogatorio a Rimbaud,
su musiche di repertorio barocco e contemporaneo (A. Webern, P.
Hindemith, A. Vivaldi, A. Corelli), e la drammaturgia, i testi e la
regia di Davide Rondoni, in buca la Nuova Orchestra Cameristica di Milano diretta da Maurizio Dones.
Giovedì 7 Ottobre un Gala d’Arie d’Opera interpretato dagli Allievi dell’Accademia dei Mestieri dell’Opera AMO diretti dal maestro Margherita Colombo. In programma da I Racconti di Hoffmann a Il Trovatore, da L'occasione fa il Ladro a Bohéme, da Le Nozze di Figaro a Lakmé, fino a Madame Butterfly, L’elisir d’Amore, e Rigoletto.
Prosegue un Ottobre che si potrebbe definire “noir” e che vede altri due appuntamenti musicali, uno inedito e uno di tradizione: l’opera da camera Le Ore delle Spose l’8 e il 9 Ottobre alle 20.30 a Casa Bossi e il 23 e il 24 ottobre Il Castello di Barbablù di Béla Bartók al Teatro Coccia, entrambi firmati dalla regia di Deda Cristina Colonna e con le scene di Matteo Capobianco.Le Ore delle Spose, musica in prima esecuzione assoluta commissionata a Claudio Scannavini, Quartetto d’archi Dàidalos, su libretto di Francesca Bocca-Aldaqre, vede protagoniste le voci del soprano Laura Catrani e le attrici Carolina Rapillo e Giuditta Pascucci.Le ore delle spose – spiega Deda Colonna - è la storia di un’attesa. Giuditta oracolare ed incisiva, Arianna attiva e sfidante sono portate in scena da due attrici che incarnano gli arabeschi poetici di Francesca Bocca-Aldaqr in una resa quasi da tanztheater, in cui i linguaggi verbale e non-verbale si concertano nell’accumularsi di parola e azione, gesto e ripetizione […] L’installazione di Matteo Capobianco definisce il contesto di questa avventura intima in uno spazio scandito dalla progressiva stratificazione di forme piene e vuote, leggere come parole, pesanti come note. La performance non rappresenta una vicenda personale, ma illustra un itinerario intimo di ricerca, scoperta e rinuncia: dove il bisogno personale si scopre vertiginoso e profondo, la rinuncia appare come la sola via possibile; di un amore come quello di Barbablù - occupato, infedele, violento, incoerente, avaro di sentimenti - non si può salvare nulla, se non se stesse. La musica composta da Claudio Scannavini rappresenta la presenza/assenza di Barbablù e ritaglia zone della performance in cui la parola del testo poetico quasi si smaterializza per divenire essa stessa materia coreografica, linguaggio astratto di relazione tra parola e gesto, tra il languire dell’attesa e la crudezza del carattere. Il quartetto esegue dal vivo anche composizioni di Bartok e di Schönberg che demarcano nell’irregolare scorrere del tempo le fasi successive di questo labirintico itinerario personale”.
Unica
composizione operistica nel catalogo bartokiano, Il castello del
principe Barbablù mette in luce gli ultimi legami del trentenne Bartok
con le risorse musicali della drammaturgia simbolista ed espressionista:
si nota, allo stesso tempo, l’urgenza tipica in Bartok di rinverginare
il linguaggio attingendo dal repertorio popolare della sua terra. Da
parte sua, Bela Balazs non aveva pensato a un libretto in senso stretto,
ma piuttosto a una ballata, dotata di una propria autonomia letteraria,
impregnata di reminiscenze folkloristiche e ammiccante alle tendenze
moderne della ‘Literaturoper’, l’opera lirica che utilizza testi
letterari senza passare attraverso un apposito ‘libretto’. Attingendo
dal soggetto favolistico di Charles Perrault – per altro gia utilizzato
da Maeterlinck e musicato da Dukas – Balazs, regista, scrittore e autore
drammatico, imprime al testo un’invenzione autonoma e originale, dove –
come avverte prudentemente il prologo parlato con cui inizia il dramma –
gli ascoltatori sono messi di fronte a una vicenda che e solo il
pretesto per la simbolica rappresentazione di un dramma interiore, dove
si gioca il conflitto tra desiderio e impotenza, luminosa sensibilita
femminile e meccanica ottusita maschile. Echeggiando i modelli vocali
sperimentati da Debussy nel Pelléas et Mélisande, Bartok adotta una
vocalita tutta contenuta entro una sorta di recitativo melodico,
sfaccettato in modo tale da lasciar intravedere le differenze
comportamentali e psicologiche dei due personaggi: se il cupo e austero
Barbablu mantiene il suo canto in una sorta di declamazione, costruita
entro una scala pentafonica, la luminosa ed esuberante Judit vanta una
maggior varieta ritmica e modale.
L’opera sarà preceduta da un preludio musicale commissionato al compositore Claudio Scannavini: Dopo L’ultima Stanza, Preludio al Barbablù.
Al Castello di Barbablù si arriverò, come consuetudine del Teatro Coccia, a seguito di una serie di appuntamenti di anteprima e approfondimento. Un viaggio nel mondo di Barbablù: da Lunedì 11 a Venerdì 22 Ottobre
sarà possibile entrare nelle scene dell’allestimento, incontrarne i
protagonisti, ascoltare il racconto della nascita del progetto e
assistere brevissimi spettacoli messi in scena al Piccolo Coccia.
Ogni
spettacolo prevede una durata di circa 10/15 minuti per permettere di
essere ripetuto più volte nella stessa giornata (su prenotazione) ed è
pensato per incantare un pubblico di ogni età, con un linguaggio
semplice, poetico e intrigante.
Lo
spettacolo, realizzato da Controluce Teatro d’Ombre sarà pensato per un
solo operatore che accompagnerà il racconto con le silhouette di teatro
d’ombre e brevi ascolti musicali registrati.
Nel retropalco del Conte Caccia sarà inoltre ricreato un allestimento di costumi e attrezzeria a “tema Barbablù”
Tornano, in presenza gli appuntamenti Chi ha Paura del Melodramma? dedicati all’opera da vivere in e con la famiglia. Dopo le felici esperienze online I Viaggi di Gulliver (in una nuova e aggiornata versione) e Cendrillon (e il BIanconiglio) arrivano dal vivo rispettivamente il 7 e l’8 Novembre e il 12 e il 13 Dicembre 2021, con repliche per le scuole il Lunedì mattina.
Con Chi ha paura del Melodramma? prende il via anche ufficialmente la nuova piattaforma del Teatro Coccia: Sipario Virtuale. Uno spazio parallelo a quello della vita teatrale, nel quale ritrovare programmazioni storiche, ma soprattutto contenuti inediti e approfondimenti. E un’area dedicata al gaming: per i più giovani (ma non solo) esperienze di gioco virtuali per entrare nel teatro attraverso una porta inusuale. Dove si nasconde il Bianconiglio? Quali stanze si aprono all’ingresso dei palchi? Cosa c’è sotto il palcoscenico? A questi e altri interrogativi i giocatori potranno e dovranno trovare risposta nel corso del game.
Il Teatro Coccia dedica a Dante due appuntamenti nell’arco di 15 giorni sul finire di questo 2021 di celebrazioni. E lo fa portando in scena ciò che è parte fondamentale della sua missione: producendo due opere liriche, commissionate e prodotte, che nascono per mano di compositori, poeti e librettisti contemporanei e debutteranno tra Novembre e Dicembre. Filo conduttore tra le opere la bacchetta di Matteo Beltrami a dirigere l’orchestra.
Sabato 20 e Domenica 21 Novembre Rapimenti d’Amore, opera in un atto unico, scritta da Cristian Carrara su soggetto e libretto di Davide Rondoni, con la regia di Andrea Chiodi. In buca l’Orchestra I Virtuosi Italiani
(anche coproduttori dell’allestimento). Un lavoro inedito che vede
impegnato un cast di voci davvero straordinarie, tra le quali quelle di Sonia Prina, Salvatore Grigoli, Vittorio Prato. Fosca,
ragazza vivace e di temperamento, si dispera con la sua serva, alla
vigilia della festa di maggio, a Firenze. Il padre, un tipo autoritario e
formale, l’ha promessa in sposa ad un ragazzo che non ama. Sullo sfondo
della vicenda, una Firenze divisa in fazioni, guelfi e ghibellini si
fronteggiano. Simone, ragazzo allegro con nel fondo un po’ di mestizia,
amico di Fosca, raccoglie dalla serva la confidenza del matrimonio
combinato. Anche lui si dispera. Non crede nell’amore, ma lungo la
vicenda ne riscopre il senso, proprio scoprendosi innamorato di Fosca.
Dante e Cavalcanti, amici di Simone, si ingegnano per aiutarlo. Da loro
nasce l’idea di inscenare il rapimento di Fosca. Sullo sfondo della
vicenda, le discussioni sull’amore tra Dante e Cavalcanti. I due si
stimano, ma diversa è la loro visione della vita e dell’amore. Per
Cavalcanti “non conduce a canoscenza/ la nostra umana, povera semenza”.
Da questa esperienza Dante capisce che ha un compito “Indicare di ogni
amore/ la difficile commedia/ e il dramma che lo assedia” e inizia il
suo viaggio, quello che lo porterà a scrivere la Divina Commedia: “Avrò i
suoi occhi fissi in me/ cuore sbranato e pur felice/ avrò lei che fin
là mi guida/ la mia donna Beatrice”, ”Ora che ho amato da morire/ sono
pronto ad iniziare”.
Mercoledì 1 e Giovedì 2 Dicembre un evento straordinario: Gioele Dix firma la regia, la drammaturgia e dà voce a Un divorato cuore, investigazioni sull’amore in risposta ad un sonetto (azione scenica in un atto). Le musiche sono composte da tre compositori del nostro tempo, Cristiano Serino, Joe Schittino, Marco Taralli. Un divorato cuore nasce da “Chi oggi ha il cuore divorato da Amore?” il primo sonetto contenuto nella Vita Nova di Dante Alighieri “A ciascun'alma presa e gentil core”. Dante afferma di aver composto il testo per salutare «tutti li fedeli d'Amore» e per chiedere loro «che giudicassero» un sogno fatto dopo aver incontrato Beatrice per la seconda volta, all'età di 18 anni. In questo sogno il poeta vede Amore personificato che tiene in braccio Beatrice addormentata avvolta in un drappo sanguigno. In una delle mani Amore tiene il cuore del poeta e, dopo aver svegliato la donna, le fa mangiare il cuore, cosa che ella fa «dubitosamente», cioè con paura. Molti sono stati nella storia i poeti che hanno “risposto” a questa sorta di “proposta” lanciata da Dante, a partire da Cavalcanti fino ad arrivare a D’Annunzio. Questo è Un divorato cuore: un’investigazione sull’Amore guidata da Gioele Dix nei panni di un curioso investigatore, che utilizzerà i tre sonetti come fossero degli indizi utili alla comprensione del mistero che aleggia attorno a questo divorato cuore. Ognuno dei tre compositori impegnati nell’opera ha musicato un sonetto proponendo una cifra personale ma al contempo in sintonia con l’intera composizione che troverà unitarietà e completezza nelle parti di raccordo musicale laddove i tre compositori si uniranno in una sorta di contrappunto a tre voci. Con l’attore e i cantanti, una danzatrice e un mimo.
Dal giorno successivo la messa in scena, il Teatro Coccia e la città di Novara diventeranno set del film Un divorato cuore che verrà girato da Gioele Dix come trasposizione del testo teatrale.
Dopo la felice esperienza di Una Domanda di Matrimonio
di Chailly andata in scena nell’Arengo del Broletto il 29 Maggio 2021,
come primo spettacolo in presenza del Teatro Coccia, prosegue la
collaborazione con il Conservatorio Guido Cantelli: il 22 e 23 Dicembre alle 20.30 La Cambiale di Matrimonio, musica di Gioachino Rossini, libretto Gaetano Rossi, solisti gli allievi del progetto RossiniLab e European Opera Academy, direttore Mirca Rosciani.
L’orchestra sarà un ensemble in seno alla neonata Orchestra del Teatro Coccia, in collaborazione con il Conservatorio Cantelli.
Ensemble orchestrale che sarà anche protagonista del Galà di Arie d’Opera dell’Accademia AMO del 7 Ottobre 2021.
Si apre così il ciclo delle cinque farse rossiniane “Lui, Lei, L’Altro”. Cinque titoli che il Teatro Coccia, con RossiniLab e il patrocinio della Fondazione Rossini metterà in scena con la regia degli allievi AMO con il docente Roberto Recchia. Ma non solo: alle farse si arriverà a seguito della commissione di altrettante opere buffe ad autori contemporanei, anch’esse con filo conduttore “Lui, Lei, L’Altro”. Il Teatro Coccia investe ancora nel futuro dell’opera italiana, ponendo particolare attenzione all’opera buffa che va scomparendo.
La riapertura coinciderà anche con la programmazione di spettacoli di Teatro di Parola e Musical. L’attesa Sabato 30 e Domenica 31 Ottobre 2021 e All That Musical Venerdì 31 dicembre 2021.
L’attesa, spettacolo firmato da Remo Binosi vede protagoniste due straordinarie e poliedriche interpreti del nostro tempo, Anna Foglietta e Paola Minaccioni, dirette da un’altra importante artista italiana Michela Cescon. La produzione è Teatro Di Dioniso E Teatro Stabile Del Veneto In Collaborazione Con Fondazione Musica Per Roma E Teatro Stabile Di Bolzano. L’Attesa, anche oggi a tanti anni dalla sua scrittura, è un testo contemporaneo, caratteristica che solo le grandi opere hanno. Il rapporto serva-padrona, il doppio, il grande seduttore Casanova, la maternità, il male, la morte - sono raccontati con cambi di registro narrativo: dalla commedia al dramma, dal noir fino a sfiorare la tragedia. Il linguaggio è originale e sorprendente, con una naturale vis comica che garantisce una presa certa sul pubblico, paragonabile a quella dei testi di Goldoni e di Eduardo. La particolarità della messinscena di Cescon è che parte dalla prima stesura che l’autore veronese fece del testo - datata 1991 - che presenta notevoli differenze rispetto a quello portato in scena nel 1994: la nutrice ha un ruolo decisamente più marginale che in questa messinscena scomparirà completamente; i dialoghi sono più scarni, in qualche modo più «contemporanei»; l’azione si concentra totalmente sulle due protagoniste e sull’evoluzione del loro rapporto durante la forzata clausura.
Il Musical che accompagna allo scoccare della mezzanotte tra il 2021 e il 2022 è prodotto dalla Compagnia BIT con la regia e le coreografie di Melina Pellicano e gli arrangiamenti musicali di Marco Caselle. Nomi ormai noti al pubblico in sala al Teatro Coccia il 31 Dicembre e che hanno sempre ottenuto un notevole successo.
Ripartono inoltre gli appuntamenti WikICoccia a cura di Luca Baccolini e Le Caramelle al Melodramma con Roberto Recchia, Corinne Baroni e i loro ospiti. Tutti i video diventeranno poi fruibili su Sipario Virtuale e alcuni temi saranno dedicati proprio alla programmazione futura.
I biglietti per gli spettacoli saranno in vendita in tre tranche: da Mercoledì 8, 29 Settembre e 27 Ottobre) questo per mantenere monitorata la situazione sanitaria globale e offrire al pubblico un servizio sempre più sicuro e potenzialmente sempre più ampio. Nascono così i Mini Abbonamenti “Eco”: l’abbonamento “di ritorno” e “sostenibile”. Non paghi tutto subito, puoi acquistare il primo spettacolo, pensarci e tornare ad acquistare il secondo biglietto con il 25% di sconto (Il Castello di Barbablù + Rapimenti d’Amore; Maudit. Tu, maledetto come noi interrogatorio a Rimbaud + Gala d’arie d’opera Accademia AMO; I viaggi di Gulliver + Cendrillon; Rapimenti d’Amore + Un divorato cuore).
Sostenibilità
che diventerà uno dei temi portanti delle stagioni del Teatro Coccia:
allestimenti e costumi realizzati con materiali di riciclo o bio;
materiale di comunicazione e promozione stampato in quantità ridotte e
con utilizzo di carte riciclate. Si è calcolato che in un anno il Teatro
Coccia stampa l’equivalente di due alberi. Il Teatro, in collaborazione
con il Comune di Novara, non solo si impegna per una maggiore
sostenibilità, ma a fine anno ripianterà due alberi in un parco
cittadino che verrà concordato.
2021_10_01 In prima nazionale al Teatro della Limonaia (Firenze) il testo della drammaturga Irene Petra Zani
2021_07_09 FESTIVAL ULTRAPADUM edizione 2021 - NOTE PER RIPARTIRE
Calendario 2021
I concerti si terranno nel rispetto delle regole anti-covid che, ricordiamo, prevedono attualmente l'obbligo di mascherina, l'utilizzo di gel disinfettante, il distanziamento interpersonale.
Venerdì 09 Luglio 2021_07_09
Torre d’Isola, ore 21 Villa Botta Adorno Ouverture
Sabato 10 Luglio 2021_07_10
Torricella Verzate, ore 21.15 Santuario della Passione Arie d’Oper
Sabato 17 Luglio 2021_07_17
Pontecurone (Al), ore 21.15 Villa Liberty Un Amore così Grande
Domenica 18 Luglio 2021_07_18
Romagnese, ore 16 Piazza del Castello Percussion Ensemble
Domenica 25 Luglio 2021_07_25
Oliva Gessi, ore 21.15 Piazza della Chiesa Gran Galà dell’Operetta
Sabato 31 Luglio 2021_07_31
Cecima, ore 21.15 Piazza della Chiesa Tributo ai Nomadi
Sabato 07 Agosto 2021_08_07
Val di Nizza, ore 21.15 Castello di Oramala Al dolce guidami, castel natìo
Domenica 08 Agosto 2021_08_08
Silvano Pietra, ore 21.15 Piazza della Chiesa Viaggio musicale dall’Italia al Brasile
Venerdì 13 Agosto 2021_08_13
Varzi, ore 21.15 Piazza del Municipio A Kind of Miles
Sabato 11 Settembre 2021_09_11
Bressana Bottarone, ore 21.15 Area Feste Five for Brass
Sabato 25 Settembre 2021_09_25
Cava Manara, ore 21.15 Fronte Palazzetto Omodei
Hope, un soffio di speranza
Domenica 26 Settembre 2021_09_26
Morimondo (Mi), ore 17 Abbazia Orchestra Filarmonica dei Navigli
Sabato 02 Ottobre 2021_10_02
Voghera, ore 21.15 Luogo da definire Concerto per le vittime del Covid
Domenica 03 Ottobre 2021_10_03
Ozzero (Mi), ore 16 Chiesa S.Siro, Palazzo Cagnola III Rassegna Concertistica Francesca Nava D’Adda
Domenica 10 Ottobre 2021_10_10
Ozzero (Mi), ore 16 Chiesa S.Siro, Palazzo Cagnola III Rassegna Concertistica Francesca Nava D’Adda
Domenica 17 Ottobre 2021_10_17
Ozzero (Mi), ore 16 Chiesa S.Siro, Palazzo Cagnola III Rassegna Concertistica Francesca Nava D’Adda
Giovedì 21 Ottobre 2021_10_21
Voghera, dal 21 al 24 ottobre Concorso Lirico Internazionale G.Fregosi
Voghera, finale Concorso Lirico Internazionale G.Fregosi
Attenzione: il concerto del 17 luglio 2021 non sarà più a Villa Liberty
ma sarà all'oratorio di San Francesco in via San Francesco d'Assisi a Pontecurone
Orchestra Musica in Scena
Viaggio musicale dall’Italia al Brasile
Alberto Mandarini, tromba, flicorno, elettronica
il concerto non si terrà più in piazza del Municipio bensì nel giardino di Villa Mangini, molto più ampio
OZZERO (Mi) Chiesa di S. Siro, Palazzo Cagnola
Concerto NOTE D'AUTUNNO
Mingxuan Wang, baritono
Lanmeng zhang, mezzosoprano
Angiolina Sensale, pianoforte
con la partecipazione straordinaria del soprano
Susie Georgiadis
2021_09_09 Teatro delle Donne, al via giovedì 9 settembre, fino al 5 dicembre a Firenze, Scandicci, Sesto Fiorentino
AVAMPOSTITeatroFestival
EXTENDED EDITION 021
Fino al 5 dicembre a Firenze, Scandicci, Sesto Fiorentino
Inaugurano tre nuovi testi, tre prove di attrice con
Valentina Banci, Elena Arvigo, Raffaella Azim
Manifestazione realizzata grazie al determinante contributo di Fondazione CR Firenze
Il titolo del festival sta nell’identità del Teatro delle Donne, che si è conquistato un ruolo fra i teatri nazionali, come centro per la drammaturgia contemporanea, UNA ROCCAFORTE, UNA POSTAZIONE AVANZATA, UN PRESIDIO CULTURALE, UN AVAMPOSTO PER IL TEATRO D’INNOVAZIONE, LE AUTRICI E GLI AUTORI CONTEMPORANEI.
Il festival in questa edizione, pone al centro la “voce”, elemento intangibile ma potentissimo. La voce è ‘portabile’, largamente modulabile, leggera, veicolo di storie e di narrazioni in grado di creare ‘empatia’ e coinvolgimento, e di sviluppare l’immaginario. La voce in teatro è ‘parola potente’, coinvolgente, veicolo di emozioni.
Il titolo fa riferimento ad un uso specifico della voce: a gran voce, a voce piena, con voce alta e robusta e ad una modalità: gridando con energia e insistenza, con tutte le proprie forze. Ed è con tutte le forze che dobbiamo reagire all’aumento della discriminazione e della violenza, registrato dal marzo 2020 ad oggi, ad ogni violazione dei diritti, alla messa in discussione e in pericolo della stessa vita delle donne. E’ un dato di fatto che la violenza contro le donne sia enormemente aumentata nel periodo della pandemia. Le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza sulle donne e lo stalking, sono aumentate del 79,5% rispetto al 2019, nel corso del 2020. A comunicarlo è l’Istat.
Sul tema della violenza, affrontato con ironia in AMARTI, CHE FATICA! di Andrea Muzzi, con VALENTINA BANCI, il festival s’inaugura nel Cortile di Villa Vogel, giovedì 9 e venerdì 10 settembre (ore 19,30 - ingresso da via Delle Torri, 23 nell'ambito dell'Estate Fiorentina promossa dal Comune di Firenze). E’ un testo in cui si affronta la relazione di una donna con un narcisista patologico, la tipologia di uomo più vicina a quella dell’autore di violenza contro le donne. Ma non è solo un problema di violenza, le donne hanno pagato la pandemia anche con la perdita del lavoro e le maggiori necessità di cura di figli e genitori.
A VIVA VOCE pone l’accento sulla precarietà del lavoro, anche in ambiti che di solito vengono considerati privilegiati, come quello dello spettacolo o del giornalismo, vedi il testo UNA STORIA AL CONTRARIO di Francesca De Sanctis in cui si parla della perdita del lavoro ma anche della chiusura di uno storico quotidiano italiano L’UNITA’, con ELENA ARVIGO, l’11 settembre a Villa Vogel (ore 19,30). Domenica 12 settembre con RAFFAELLA AZIM e Daniela Ardini ci immergeremo nel mondo fiabesco e terribile di CREATURA DI SABBIA e di Notte fatale di Tahar Ben Jelloun, uno spaccato emozionante su un tema attualissimo: l’identità di genere. Toccheremo il tema dei rapporti generazionali e coniugali e le loro mutazioni durante e post lockdown, il tema dei migranti e dell’accoglienza, che sono spesso oggetto di contraddizioni e accese contrapposizioni, vedi il testo MARIO E SALEH di Saverio La Ruina (24 settembre, Teatro Studio).
Avamposti festival riflette ed invita a riflettere sull’attualità del mondo femminile e non solo. I titoli, tutti di autori/autrici contemporanei, sono importanti. E’ una peculiarità del centro di drammaturgia del Teatro delle Donne quella di presentare testi di autori quasi sempre viventi, autori i cui testi rappresentano quanto c’è di nuovo in Italia in ambito drammaturgico e che vengono presentati in Toscana spesso esclusivamente dal Teatro delle Donne.
Le serate si svolgono nel rispetto delle norme anti-Covid, occorre presentare il Green Pass e un documento all’ingresso. Gli spettacoli a Villa Vogel iniziano alle ore 19,30. Biglietti da 5 a 14 euro (riduzioni per i residenti del Quartiere 4). Info, prenotazioni e prevendite sul sito ufficiale www.teatrodelledonne.com (tel. 0552776393 - teatro.donne@libero.it).
Dal 16 settembre il festival si svolgerà al Teatro Studio “Mila Pieralli” di Scandicci (FI), nuova sede di residenza del Teatro delle Donne dal marzo 2021. Inizio spettacoli ore 21.
Il 16 e il 17 settembre è la volta di PADRE D’AMORE, PADRE DI FANGO di e con CINZIA PIETRIBIASI, presentato in prima restituzione di residenza nel 2020, ora riproposto nella sua forma definitiva, produzione del Teatro delle Donne.
Sabato 18 settembre andrà finalmente in scena il testo di Emanuele Aldrovandi FARFALLE, ne era programmata la produzione nella stagione 2019/2020, una storia di famiglia fra Milano, Palermo e New York, con BRUNA ROSSI e GIORGIA SENESI.
Un graditissimo ritorno quello del drammaturgo SAVERIO LA RUINA che porterà in scena in prima regionale il suo testo MARIO E SALEH insieme a CHADLI ALOUI il 24 settembre.
Il 25 e 26 settembre Katia Ippaso presenterà il suo testo NON DOMANDARMI DI ME, MARTA MIA, con ELENA ARVIGO. Il 26 settembre, la mattina, si terrà un seminario drammaturgico con la stessa Katia Ippaso.
Il 28 e 29 settembre tornerà in scena, per la prima volta al Teatro Studio, CIRCEO: IL MASSACRO, un testo intrigante scritto da Filippo Renda e Elisa Casseri partendo dalle suggestioni dello storico episodio del Circeo, a luglio pubblicato sulla rivista Hystrio. Un fatto epocale, una violenza inaudita, nata da una quotidianità malata. O forse no? Come nasce la violenza, da cosa ha origine, come ci si arriva? Il testo ci porta per mano, col fiato sospeso, in un vero “gioco al massacro”. Da non perdere. In scena: ALICE SPISA, ARIANNA PRIMAVERA, MICHELE DI GIACOMO, LUCA MAMMOLI.
Il festival proseguirà la sua extended edition nei mesi di ottobre, novembre, dicembre.
La storica collaborazione con Intercity Festival porterà alla coproduzione in PRIMA ASSOLUTA di SUL PRINCIPIO DEL PRECIPIZIO di Irene Petra Zani, sui rapporti generazionali. 1-2-3 ottobre, Teatro della Limonaia.
In ottobre presenteremo una nuova produzione sullo sviluppo delle relazioni coniugali durante il periodo del lockdown, a scrivere ed interpretare FRAMMENTI CONIUGALI sono GABRIELE GIAFFREDA e ELENA MIRANDA. Ancora sul tema della pandemia e delle sue conseguenze LOCKDOWN MEMORY della compagnia INSTABILI VAGANTI che sarà in residenza al teatro Studio dal 12 al 16 ottobre.
Per la GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, il 25-26-27-28 novembre, al Teatro Studio di Scandicci LA DONNA FATTA A PEZZI, il testo di FILIPPO RENDA tratto dal bellissimo racconto delle “Mille e una notte” riscritto e attualizzato da Assia Djebar nella raccolta “Nel cuore della notte algerina”. Interprete della narrazione ANTONIO FAZZINI.
Il festival si chiuderà con lo smarrimento dei personaggi - ben interpretati da ANNIBALE PAVONE e ANTONIO FAZZINI - di SILVIA CALAMAI in DALLE STELLE (2-5 dicembre, teatro Studio). Smarrimento comune un po’ a tutti noi, davanti a questi mesi di pandemia che non finiscono mai, davanti ad un mondo un po’ surreale, come in uno spettacolo beckettiano.
Non è andato tutto bene, come alcuni ottimisti avevano previsto. E’ andata abbastanza male, soprattutto per il teatro, gli artisti, tutti gli addetti del settore.
Il Teatro delle Donne ha passato un brutto periodo, che lo ha lasciato in una precarietà non ancora superata. Siamo di nuovo qui, su un palcoscenico, grazie ad alcuni partner che ci hanno sostenuto con convinzione, alla nostra capacità di resilienza e anche grazie alla qualità delle nostre proposte. Sperando che il pubblico ci segua, come sempre.
I partner del Teatro delle Donne sono FONDAZIONE CR FIRENZE, FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA, COMUNE DI SCANDICCI. Il festival è organizzato con il determinante contributo di FONDAZIONE CR FIRENZE e con il sostegno di MINISTERO DELLA CULTURA, REGIONE TOSCANA, COMUNE DI FIRENZE-ESTATE FIORENTINA, CITTA’ METROPOLITANA, UNICOOP FIRENZE. In collaborazione con INTERCITY FESTIVAL, QUARTIERE 4.
INAUGURAZIONE
Il Teatro delle Donne
AMARTI, CHE FATICA!
Progetto e regia Andrea Muzzi
con VALENTINA BANCI
reading
Lo spettacolo è un monologo introspettivo che attraversa con divertimento gli stati d’animo dell’abbandono; la speranza, la rabbia e la paura. Uno spettacolo che, grazie alla testimonianza della vittima, fotografa una categoria di persone che ti legano saldamente alla sofferenza, i narcisisti patologici! Come liberarsene?
Il Teatro delle Donne
UNA STORIA AL CONTRARIO
Riduzione al libro di Francesca De Sanctis
Con ELENA ARVIGO
reading
“Hanno ucciso L’Unità”: è il 30 luglio del 2014 e in segno di protesta L’Unità esce in edicola solo con poche pagine bianche. A novant’anni dalla nascita il quotidiano fondato da Gramsci sospende le pubblicazioni e in tanti perdono il lavoro. Fra questi c’è Francesca, incinta di quattro mesi e madre di una bimba di cinque. L’Unità riprenderà le pubblicazioni ma nel giugno 2017 chiuderà di nuovo. Francesca vive la sua “storia al contrario”.
Segue INCONTRO con Francesca De Sanctis ed Elena Arvigo
Lunaria Teatro
CREATURA DI SABBIA
Dai romanzi Creatura di sabbia e Notte fatale di Tahar Ben Jelloun
Regia Daniela Ardini
Adattamento Daniela Ardini e Raffaella Azim
Con RAFFAELLA AZIM
reading
Nell’adattamento scenico originale, Creatura di sabbia racconta di una fanciulla costretta a vivere in un corpo non suo: Mohamed/Zahra, cresciuta come uomo dal padre dopo la nascita di sette figlie femmine. Per conservare il patrimonio famigliare, assumendo il ruolo di capofamiglia, Mohamed accetta un matrimonio con la cugina, figlia dello zio al quale, per la legge coranica, sarebbe andata la parte principale dell’eredità. Dalla notte fatale in cui il padre muore, la fanciulla nascosta in un altro corpo, lentamente, si riappropria della sua identità.
Il Teatro delle Donne
FAVOLE&MERENDA
Spettacolo per bambini a cura di VANIA ROTONDI e ANTONIO FAZZINI
segue merenda
Il Teatro delle Donne
PADRE D’AMORE, PADRE DI FANGO
di e con CINZIA PIETRIBIASI
musica e suoni Giorgia Pietribiasi
immagini Ayanta Noviello, Cinzia Pietribiasi
scene Giulia Drogo
voce narrante Michele Zaccaria
in collaborazione con NoveTeatro, con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia, Selezione Visionari 2020-Kilowatt festival
NUOVA PRODUZIONE
Lo spettacolo racconta la storia di una relazione. Quella di una figlia con il proprio padre. Una storia vera che non viene raccontata ma piuttosto attraversata. Il luogo dove tutto accade è Schio, cittadina operaia in provincia di Vicenza. La piccola e industriosa città, che vede nascere e crescere grandi aziende tessili come la Lanerossi, negli anni ‘80 viene letteralmente sommersa dall’eroina, assistendo con indifferenza e paura all’annichilimento della generazione venti-trentenne dell’epoca.
Associazione Teatrale Autori Vivi
FARFALLE
testo e regia Emanuele Aldrovandi
impianto visivo e sonoro Maria Vittoria Bellingeri
scene e grafiche CMP design
con BRUNA ROSSI e GIORGIA SENESI
PRIMA REGIONALE
Una favola nera fra Milano, Palermo e New York. Un gioco divertente e crudele. Un legame che non può essere spezzato. Una madre suicida da lasciarsi alle spalle. Un padre assente che appare solo per creare problemi.
Scena Verticale
MARIO E SALEH
Scritto e diretto Saverio La Ruina
con SAVERIO LA RUINA e CHADLI ALOUI
PRIMA REGIONALE
All’indomani di un terremoto, in una delle tende allestite nei luoghi del sisma, si ritrovano Mario, un occidentale cristiano, e Saleh, un arabo musulmano. La relazione ravvicinata tra i due si evolve tra differenze e agnizioni. Eventi esterni e fatti concreti ribaltano le percezioni che hanno l’uno dell’altro.
Nido di Ragno
NON DOMANDARMI DI ME, MARTA MIA
intorno al carteggio Luigi Pirandello – Marta Abba
di Katia Ippaso
regia di Arturo Armone Caruso
musiche originali Maria Fausta
scene Francesco Ghisu
con ELENA ARVIGO
PRIMA REGIONALE
Il 10 dicembre del 1936, data della morte di Luigi Pirandello, Marta Abba stava recitando a New York, al Plymouth Théatre di Broadway. Quella sera, dopo aver fatto al pubblico l’annuncio dell’improvvisa scomparsa di Pirandello alla fine dello spettacolo, Marta Abba si trova da sola nella sua camera di Manhattan, a dover fare i conti con il suo passato.
Il Teatro delle Donne
CIRCEO: IL MASSACRO
di Filippo Renda, Elisa Casseri
regia Filippo Renda
con MICHELE DI GIACOMO, ALICE SPISA,
ARIANNA PRIMAVERA, LUCA MAMMOLI
In collaborazione con: Riccione Teatro, Associazione DIG, Rete degli archivi per non dimenticare, Corte Ospitale, Alchemico Tre
Raccontare il massacro del Circeo per cercare di capire cos'è la violenza, ma senza mettere in scena quella specifica violenza né i suoi protagonisti: è stata questa la premessa che ha portato alla scrittura di un testo che, nonostante abbia le sue radici negli atti di uno dei processi giudiziari più famosi di questo paese, drammaturgicamente si muove intorno a un altro tipo di processo, quello di negazione.
Il Teatro delle Donne-Intercity Festival
SUL PRINCIPIO DEL PRECIPIZIO
di Irene Petra Zani
regia di Sebastiano Spada
assistente alla regia Francesco Grossi
con LUCA PEDRON e SIMONE TANGOLO
PRIMA ASSOLUTA
Un ragazzo e un adulto si incontrano sul Precipizio. L’adulto dice di essere sul Precipizio per suonare e infatti è seduto a un pianoforte. Il ragazzo dice di non potersi buttare prima dell’adulto, in nome di una regola scritta su un apposito opuscolo, e infatti resta seduto su una sedia sdraio, in attesa.
Non si conoscono, non si presentano. Chi si butta per primo? C’è una regola? Sì, c’è un principio. Ma non sono le regole a condizionare due uomini sul precipizio, e nemmeno la verità.
Il Teatro delle Donne
FRAMMENTI CONIUGALI
Liberamente ispirato a Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman
Testo di Gabriele Giaffreda e Elena Miranda
Regia Gabriele Giaffreda
Con GABRIELE GIAFFREDA e ELENA MIRANDA
PRIMA ASSOLUTA
Poteva forse esistere momento migliore di questa stretta attualità, anzi, proprio di questa attualità "ristretta" per riportare alla luce riflessioni così fondamentali sui rapporti umani e nello specifico quelli tra coniugi? Ancora una volta il teatro si fa motore vivo di questi interrogativi, specchio com'è da secoli di ciò che nella vita di tutti giorni, semplicemente, siamo.
Instabilivaganti
LOCKDOWN MEMORY
Drammaturgia originale Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola
Testi e citazioni Anna Dora Dorno, Nicola Pianzola, Arundhati Roy, Appello degli artisti iraniani agli USA, Meng Fan, Jesus Quintero, Ana Gabriela Pulido, Juliana Spinola, Cecilia Seaward
Regia Anna Dora Dorno
Performer in scena ANNA DORA DORNO e NICOLA PIANZOLA
Performer in video Sun Young Park - COREA DEL SUD, Juliana Spinola - BRASILE, Anurada Venkataram - INDIA, Cecilia Seaward - USA | SWEDEN, Jesus Quintero - USA | COLOMBIA, Ana Gabriela Pulido - MESSICO, Maham Suahil - PAKISTAN | SPAGNA, Jialan Cai e Yuwei Jiang - CINA, Danial Kheyrikhah - IRAN, Fatih Genckal – TURCHIA
PRIMA REGIONALE
Lo spettacolo vuole essere un esperimento utopico di condivisione artistica a livello globale, che nasce in risposta all’attuale crisi causata dalle restrizioni e dalle misure per contrastare la Pandemia. attraverso un innovativo metodo di lavoro capace di generare un nuovo linguaggio trans mediale che combina teatro, arti visive e audiovisive.
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE
Il Teatro delle Donne
LA DONNA FATTA A PEZZI
dal racconto di Assia Djebar nella raccolta Nel cuore della notte algerina
testo e regia Filippo Renda
aiuto regia Martina Vianovi
con ANTONIO FAZZINI
collaborazione e patrocinio Casa Editrice Giunti e Istituto Francese di Firenze
La narrazione prende spunto dalla omonima novella delle Mille e una notte in cui si racconta la storia di una giovane donna senza nome che sarà uccisa dal marito ebbro di una gelosia innescata da un equivoco. Ma l’oggetto della narrazione diviene a sua volta voce narrante, in un dipanarsi articolato e avvincente di racconto nel racconto, fino all’Algeria del 1994. Un’Algeria devastata dalla guerra civile. Qui la giovane insegnante Atika verrà uccisa per avere insegnato in francese, lingua del colonialismo, “storie oscene”, ovvero le Mille e una notte.
Il Teatro delle Donne
DALLE STELLE
di Silvia Calamai
regia Fabio Mascagni
allestimento
disegno luci Andrea Narese
con ANTONIO FAZZINI e ANNIBALE PAVONE
Due uomini in pigiama, di circa settant’anni, la comicità leggera e stralunata che permea i dialoghi tra i due personaggio beckettiani, intenti a condurre inesauribilmente un curioso dialogo seduti su una panchina. L’ironia è totale: l’Alzheimer, la malattia che impedisce di stabilire una connessione tra le cose e il loro nome e di portare a conclusione un ragionamento, è la condizione che libera il discorso. I due personaggi parlano di loro stessi e del mondo, in dialoghi serrati e battute più o meno taglienti.
N.B. gli orari di inizio degli spettacoli potrebbero subire variazioni
partner
FONDAZIONE CR FIRENZE – FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA – COMUNE DI SCANDICCI
con il contributo di:
FONDAZIONE CR FIRENZE, MINISTERO BENI E ATTIVITÀ CULTURALI, REGIONE TOSCANA, COMUNE DI FIRENZE-ESTATE FIORENTINA, CITTA’ METROPOLITANA, UNICOOP FIRENZE
in collaborazione con:
INTERCITY FESTIVAL, QUARTIERE 4
INGRESSO SPETTACOLI VILLA VOGEL/FIRENZE E TEATRO STUDIO “MILA PIERALLI”/SCANDICCI
interi 14 € ridotti 10 € (over 60, under 25, Coop, Arci, Uisp, ATC)
ridotti 7 € per i residenti a Scandicci e nel quartiere 4
ridotti 5 € per tutti gli iscritti ai corsi di formazione
CORTILE DI VILLA VOGEL
Via Delle Torri, 23 – FIRENZE
TEATRO STUDIO “MILA PIERALLI” - NUOVA SEDE DEL TEATRO DELLE DONNE
VIA Donizetti, 58 - SCANDICCI (FI)
TEATRO DELLA LIMONAIA
via Gramsci, 426 – SESTO FIORENTINO (FI)
vedi costi dei biglietti Festival Intercity
BIBLIOTECA DI SCANDICCI
Via Roma, 384 –SCANDICCI (FI)
Ingresso gratuito
INFO E PRENOTAZIONI:
IL TEATRO DELLE DONNE
Presso TEATRO STUDIO “MILA PIERALLI” via Donizetti, 58 – 50018 SCANDICCI (FI)
www.teatrodelledonne.com - 055 2776393 - teatro.donne@libero.it
facebook/ilteatrodelledonne | twitter/teatro_donne | instagram/teatrodelledonne
prevendita: Negozi del Circuito BoxOfficeToscana e Ticketone, online su www.ticketone.it

