2018_10_27 Il Coccia di Novara gioca un altro asso nella stagione 2018-2019, con THE BEGGAR’S OPERA affidato a a Les Arts Florissants

Teatro Coccia, Novara
Sabato 27 ottobre 2018 ore 20:30
Domenica 28 ottobre 2018 ore 16:00
John Gay e Johan Christoph Pepusch
THE BEGGAR’S OPERA

PERSONAGGI E INTEPRETI
Mr. Peachum ROBERT BURT
Mrs. Peachum / Diana Trapes BEVERLEY KLEIN
Polly Peachum KATE BATTER
Macheath BENJAMIN PURKISS
Lockit KRAIG THORNBER
Lucy Lockit OLIVIA BRERETON
Jenny Diver LYNDSEY GARDINER
Filch / Manuel SEAN LOPEMAN
Matt GAVIN WILKINSON
Jack / Prison guard TAITE-ELLIOT DREW
Robin WAYNE FITZSIMMONS
Harry DOMINIC OWEN
Molly NATASHA LEAVER
Betty EMILY DUNN
Suky LOUISE DALTON
Regia ROBERT CARSEN
Le scene sono di James Brandily,
i costumi di 
Petra Reinhardt,
la coreografia di 
Rebecca Howell,
le luci di 
Robert Carsen e Peter van Praet

Dopo le date al Festival dei Due Mondi di Spoleto e al Teatro Verdi di Pisaultima opportunità per vedere in Italia The Beggar’s Opera di John Gay e Johan Christoph Pepusch, nella coproduzione internazionale capitanata dal Théâtre des Bouffes du Nord, firmata dal regista canadese Robert Carsen: in scena al Teatro Coccia di Novara sabato 27 ottobre alle ore 20.30 e domenica 28 ottobre 2018 alle ore 16.

Venerdì 26 ottobre 2018 ore 21:00
In occasione del grande evento del fine settimana al Teatro Coccia, The Beggar's Opera di John Gay e Johan Christoph Pepusch, nella coproduzione internazionale capitanata dal Théâtre des Bouffes du Nord di Parigi, e firmata dal regista canadese Robert Carsen, sono diversi gli appuntamenti e le iniziative messi in campo dal teatro per prepararsi allo spettacolo. L'opera sarà anticipata dalla "Guida all'Ascolto" a cura di Diana Re, in collaborazione con il Circolo dei Lettori, venerdì 26 ottobre alle 21 (ingresso 10,00 euro, ridotto per gli abbonati alla stagione del Teatro Coccia)
Sabato 27 ottobre 2018 ore 19:45Domenica 28 ottobre 2018 ore 15:15
"Due chiacchiere su The Beggar's Opera"
con il direttore, Corinne Baroni, che attende il pubblico di The Beggar's Opera nel foyer del teatro. 

Di Robert Carsen anche la nuova versione del testo, scritta insieme con il drammaturgo inglese Ian Burton; l’ideazione musicale è di William Christie, il celebre clavicembalista, direttore d´orchestra, musicologo e insegnante, pioniere della riscoperta della musica barocca nonché membro dell´Académie des Beaux-Arts francese e membro onorario della Royal Academy of Music di Londra. In palco, insieme con una strepitosa compagnia di attori inglesi, che recitano, cantano e ballano, spicca un ensemble musicale d’eccellenza quale Les Arts Florissants, la prestigiosa compagine strumentale che, fondata proprio da William Christie, da più di tre decadi domina la scena barocca internazionale; a dirigerla dal clavicembalo nelle recite pisane sarà Florian Carré. Coproduttori con il Théâtre des Bouffes du Nord sono un bel novero di realtà europee dagli stessi Les Arts Florissants con il sostegno di CA-CIB, e: Angers Nantes Opéra, Opéra de Rennes, Les Théâtres de la Ville de Luxem-bourg, Opéra Royal / Château de Versailles Spectacles, Grand Théâtre de Ge-nève, Théâtre de Caen, Edinburgh International Festival, Festival di Spoleto, Centre Lyrique Clermont-Auvergne, Opéra Royal de Wallonie-Liège, Opéra de Reims / La Comédie de Reims CDN, Teatro Coccia di Novara, Teatro Verdi di Pisa, Attiki cultural Society, Cercle des partenaires des Bouffes du Nord, il tutto con il generoso supporto di KT Wong Fondation.

Dalle parole di Robert Carsen “The Beggar's Opera è considerata la prima commedia musicale, che ha anticipato di circa 300 anni l'attuale moda delle produzioni «jukebox», che creano una trama adatta alle hit. Gay ha preso alcuni dei brani più famosi del suo tempo, sia classici che popolari, e li ha trasformati in un racconto selvaggiamente satirico ambientato tra ladri, protettori e prostitute di Londra. Estremamente popolare dalla sua prima messa in scena nel 1728, da allora è stata la base per numerosi adattamenti di prosa, musicali e cinematografici. The Beggar's Opera esplora un mondo cinico in cui l'avidità capitalista, il crimine e la disuguaglianza sociale sono la norma. Tutti i politici e i funzionari sono, per definizione, corrotti, e non c'è altro da fare che aderire se vuoi andare avanti. Suona familiare? In effetti non è cambiato molto da quando l'opera ha avuto la sua anteprima, e i temi di The Beggar's Opera sono quelli che continuano a ossessionare la televisione e il cinema moderni. In questa produzione speriamo di abbinare il mood trasgressivo e l'energia inquieta dell'originale. Con un'osservazione affilata come il rasoio, uno dei personaggi dice all'inizio del terzo atto: “i leoni, i lupi e gli avvoltoi non vivono insieme in branchi, frotte o greggi. Di tutti gli animali da preda, l'uomo è l'unico socievole. Ognuno di noi preda al suo vicino, eppure ci raduniamo insieme”.

La trama è imperniata su un famoso bandito, Macheath(**), spacciatore, ladro, protettore di prostitute, adorato da ogni donna, che sposa segretamente Polly, figlia del ricco Peachum, riciclatore di tutti i frutti del malaffare della città, nonostante che in precedenza avesse sedotto e promesso di sposare Lucy, figlia del corrottissimo capo delle guardie carcerarie Lockit. Le due famiglie, inferocite, cercano in tutti i modi di rovinare Macheath, di farlo arrestare e di farlo impiccare, più che per vendetta per accaparrarsene le ingenti fortune, ma proprio quando Macheath sarà sulla forca un colpo di scena finale ribalterà completamente la situazione…  
(** diventerà poi il celebre Mackie Messer, protagonista della famosa ballata Moritat di Mackie Messer nella Opera da tre soldi di B.Brecth e Kurt Weil)
The Beggar's Opera è stato presentato in anteprima al Lincoln's Inn Fields Theatre il 29 gennaio 1728 ed è andato in scena per 62 repliche, la più lunga “maratona” nella storia del teatro fino a quel momento. Il lavoro è diventato il più grande successo di Gay ed è stato definito "lo spettacolo più popolare del diciottesimo secolo". Nel 1920, The Beggar's Opera iniziò uno strabiliante recupero delle scene con 1.463 repliche al Lyric Theatre di Hammersmith, a Londra, una delle più longeve rappresentazioni della storia per qualsiasi spettacolo musicale dell'epoca.
Lo spettacolo è anche una satira dell'opera italiana, divenuta popolare a Londra. Secondo il New York Times: "Gay ha scritto l'opera più come un'anti-opera che come un'opera, una dei motivi di attrazione per il pubblico londinese del diciottesimo secolo è proprio la satira che egli fa dello stile operistico italiano e il fascino esercitato sul pubblico inglese".
Al posto della grande musica e dei temi dell'opera, The Beggar’s Opera usa melodie familiari e personaggi che in realtà sono persone comuni. Alcune delle canzoni sono composte da compositori d'opera come Handel, ma sono state utilizzate solo le più popolari. Il pubblico può canticchiare con la musica e identificarsi con i personaggi.

Biglietti dai 32,00 ai 62,00 euro su www.fondazioneteatrococcia.it e presso la biglietteria del teatro (martedì – sabato dalle 10.30 alle 18.30)

2018_10_12 Teatro Fraschini di Pavia Stagione LIRICA 2018/2019 appuntamenti di ottobre

Teatro Fraschini di Pavia
Stagione 2018/2019

www.teatrofraschini.org Call center Vivaticket by Charta 899.666.805
Call center 89.24.24 Pronto PagineGialle

Dopo avere aperto le porte, o meglio il suo palcoscenico per lo spettacolo di "Barocco è il mondo"  dedicato a Igor Strawinsky con la sua "Histoire du soldat" in un affascinante allestimento, arrivano le prime programmazioni delle nuova stagione:

Venerdì 12 ottobre 2018, ore 20.30 
Domenica 14 ottobre 2018, ore 15.30
Gioachino Rossini 
IL VIAGGIO A REIMS (opera)
Libretto Luigi Balocchi
Personaggi e interpreti
Corinna Maria Laura Iacobellis
La Marchesa Melibea Irene Molinari
La Contessa di Folleville Francesca Benitez, Paola Leoci
Madama Cortese Marigona Qerkezi
Cavaliere Belfiore Matteo Roma
Conte di Libenskof Ruzil Gatin
Lord Sidney Andrea Patucelli
Don Profondo Vincenzo Nizzardo
Barone di Trombonok Giuseppe Esposito
Don Alvaro Guido Dazzini
Don Prudenzio Massimiliano Mandozzi
Don Luigino Nico Franchini
Delia Francesca Benitez, Paola Leoci
Maddalena Francesca Di Sauro
Modestina Elena Caccamo
Zefirino/Gelsomino Ermes Nizzardo
Antonio Luca Vianello
Orchestra
Direttore Michele Spetti
Regia Michal Znaniecki
VEDI FOTOSERVIZIO DI CONCERTODAUTUNNO
                                     
Mercoledì 17 ottobre 2018, ore 20.30
Sala del Ridotto
ASSAGGI D'OPERA
Degustazioni d'autore con intrattenimento musicale
SERATA ROSSINI
posti limitati, prenotazione obbligatoria Tel. 0382.371214

Venerdì 19 ottobre 2018, ore 21.00 
Sabato 20 ottobre 2018, ore 21.00 
Domenica 21 ottobre 2018, ore 16.00 
MACBETTU (prosa) di Alessandro Serra
tratto da Macbeth di William Shakespeare
Musiche - pietre sonore Pinuccio Sciola
Regia, Scene, Luci, Costumi Alessandro Serra
in sardo con sovratitoli in italiano premio ubu miglior spettacolo dell'anno

Mercoledì 24 ottobre 2018, ore 20.30
Sala del Ridotto
ASSAGGI D'OPERA
Degustazioni d'autore con intrattenimento musicale
SERATA PUCCINI
posti limitati, prenotazione obbligatoria Tel. 0382.371214

Venerdì 26 ottobre 2018, ore 20.30
Domenica 28 ottobre 2018, ore 15.30
Giacomo Puccini
TOSCA (opera)
libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Fonti letterarie: La Tosca (1887) di Victorien Sardou
Prima rappresentazione: 14 gennaio 1900 – Teatro Costanzi di Roma
Personaggi e interpreti
Floria Tosca Virginia Tola (26/10), Charlotte-Anne Shipley  (28/10)
Mario Cavaradossi Luciano Ganci (26/10), Mikheil Sheshaberidze (28/10)
li Barone Scarpia Angelo Veccia (26/10), Devid Cecconi (28/10)
Cesare Angelotti Nicolo Ceriani
Il Sagrestano Luca Gallo
Spoletta Nicola Pamio
Sciarrone Stefano Cianci
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Coro di OperaLombardia
Coro Voci Bianche "I Piccoli Musici"
Direttore Valerio Galli
Regia Andrea Cigni
Maestro del coro Diego Maccagnola
VEDI FOTOSERVIZIO DI CONCERTODAUTUNNO

SCUOLA DI TEATRO
Aperte le iscrizioni alla selezioni per
CORSO ATTORI e CORSO DI TEATRO SOCIALE
info www.teatrofraschini.org
Richiedi e invia il modulo a produzione@teatrofraschini.org
entro il 31 ottobre 2018

2018_11_05 Almo Collegio Borromeo di Pavia Stagione Musicale

Almo Collegio Borromeo di Pavia
CONTRASTI
Stagione Musicale 2018/2019
Alessandro Marangoni, Direttore Artistico
don Alberto Lolli, Rettore del Collegio Borromeo
SALA DEGLI AFFRESCHI
Almo Collegio Borromeo ore 21.00

Lunedì 05 Novembre 2018_11_05
Incontri: Quirino Principe Il mito di Faust

Mercoledì 07 Novembre 2018_11_07
Paolo Oreni Organo

Martedì 22 Gennaio 2019_01_22
Incontri: Oreste Bossini Eurobrexit

Martedì 29 Gennaio 2019_01_29
Quartetto di Fiesole con Andrea Lucchesini

Mercoledì 13 Febbraio 2019_02_13
Domenico Nordio, violino

Lunedì 25 Febbraio 2019_02_25
Incontri: Ferruccio De Bortoli con Aldo Ceccato

Martedì 19 Marzo 2019_03_19
Incontri: Enrico Girardi con Gianandrea Noseda

Domenica 24 Marzo 2019_03_24 Ore 18,00
I Solisti di Pavia, Enrico Dindo

Mercoledì 27 Marzo 2019_03_27
Sentieri Selvaggi, Carlo Boccadoro

Lunedì 08 Aprile 2019_04_08
Incontri: Luigi Attademo Trascrizione e interpretazione

Giovedì 11 Aprile 2019_04_11
Marco Vincenzi, pianoforte

Aprile 2019 da definire
Incontri: Angelo Foletto con Riccardo Chailly

Mercoledì 08 Maggio 2019_05_08
Simone Gramaglia, viola Luigi Attademo, chitarra
INGRESSO LIBERO sino ad esaurimento posti

La Stagione Concertistica dell'Almo Collegio Borromeo si può considerare la stagione di musica da camera di Pavia, differenziandosi nella sua specificità dalle altre realtà musicali cittadine.  Il tema conduttore della Stagione 2018/2019 sarà: “Contrasti”. Si alterneranno sul palco della Sala Affreschi del Borromeo artisti di fama internazionale. Il tradizionale Concerto di San Carlo di novembre sarà una produzione originale a cavallo tra musica e cinema: Paolo Oreni, organista italiano tra i più noti soprattutto per le sue doti di improvvisatore, sonorizzerà con improvvisazioni estemporanee il film muto “Faust” di Murnau, con l’organo “Wanderer”, un organo a canne modulare a tre tastiere trasportabile progettato da Oreni stesso e realizzato dalla ditta Tamburini.
Tra i più importanti appuntamenti della stagione, torna in Collegio il Quartetto di Fiesole, che festeggia i 30 anni dalla fondazione; insieme a loro il grande pianista Andrea Lucchesini, tra i più grandi pianisti sulla scena internazionale, che per la prima volta suonerà al Borromeo: in programma i contrasti tra il sapore americano del Quartetto di Dvorak e la Russia rivoluzionaria del Quintetto di Šostakovič.
Si prosegue a febbraio con il violinista Domenico Nordio che offrirà al pubblico un concerto per violino solo molto accattivante: accanto alla celebre Partita n. 2 di Bach e alla Ciaccona di Reger, brani di grande virtuosismo strumentale, ci sarà una prima esecuzione assoluta di un brano di Orazio Sciortino, giovane e già affermato compositore e pianista al quale il Collegio Borromeo ha commissionato un nuovo brano. A concludere il programma un altro compositore/pianista, ossia Fazil Say con il brano Cleopatra.
Come ogni anno il tradizionale concerto de I Solisti di Pavia, diretti da Enrico Dindo a impreziosire la stagione con un programma che ruota intorno a Schumann.
Un intero concerto della stagione è dedicato alla musica del nostro tempo con Sentieri Selvaggi, diretto da Carlo Boccadoro. Tra i brani in programma anche un pezzo di Boccadoro, accanto a Carlo Galante, Giorgio Colombo Taccani, Luca Francesconi, Fabio Massimo Capogrosso, Mauro Montalbetti, Filippo Del Corno: musica del nostro tempo per tutti.
Torna a Pavia il pianista genovese Marco Vincenzi che eseguirà stili in contrasto in un recital pianistico che si dipana tra Mozart e Schumann.
In chiusura della stagione un duo inusuale: Simone Gramaglia, violista e componente del Quartetto di Cremona insieme a Luigi Attademo, tra i più grandi chitarristi italiani eseguiranno Bach, Paganini e l’Arpeggione di Schubert.
Ad impreziosire i concerti ci saranno gli Incontri Musicali, conferenze e incontri con grandi artisti del nostro tempo, musicologi e giornalisti. Il 5 novembre 2018 ore 18 aprirà la serie Quirino Principe, scrittore, musicologo e critico de Il Sole 24 ore notissimo: parlerà del mito di Faust, introducendo il concerto di Paolo Oreni. Per la prima volta al Borromeo Oreste Bossini, storica voce di Radio3, commenterà il repertorio, tra America e Russia, che sarà eseguito dal Quartetto di Fiesole e ancora Luigi Attademo commenterà il programma che proporrà insieme a Simone Gramaglia. Di grande rilievo il ciclo di incontri con grandi direttori d'orchestra sull'importanza della musica nella nostra società e in ogni campo del sapere: saranno con noi Aldo Ceccato in dialogo con Ferruccio de Bortoli, Gianandrea Noseda con Enrico Girardi e Riccardo Chailly, in dialogo con Angelo Foletto.
L'Almo Collegio Borromeo, conscio dell'importanza della musica nell'educazione e dell'apporto fondamentale che essa dà in ogni campo del sapere, ha fondato il Coro, formato dagli alunni del Borromeo e da studenti dell'Università di Pavia, diretto da Marco Berrini e l'Orchestra del Collegio diretta da Denis Zanchetta, composta dagli alunni e da giovani strumentisti selezionati. 
La Stagione è realizzata in collaborazione con l’Associazione Forte?Fortissimo! e con il contributo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia.

Almo Collegio Borromeo
piazza Borromeo 9, 27100 Pavia
tel. +39 0382 395 1
info@collegioborromeo.it
www.collegioborromeo.it

Gabriele Romagnoli L'ULTIMO AMORE dall'autore del bellissimo NAVI IN BOTTIGLIA

ArcipelagoMilano
 

23 ottobre 2018

L'ULTIMO AMORE, UNA GRAZIA CONQUISTATA

"Senza fine", il nuovo libro di Gabriele Romagnoli

181023_BellonMolti libri e film sono stati dedicati al primo amore. Ma, secondo Gabriele Romagnoli, giornalista e scrittore, quello che conta è l'ultimo. Viviamo talmente a lungo e facciamo così tante esperienze che il primo ce lo dimentichiamo, resterà una foto scolorita o un nome sulla punta della lingua. Invece l'ultimo è quello con cui arriviamo al traguardo. Quello conclusivo che ci definisce.

Così nel nuovo libro "Senza fine" (Feltrinelli Editore, pagine 94, euro 10), Romagnoli ci descrive la meraviglia dell'ultimo amore. L'idea di un amore giovanile che duri per sempre appartiene alle vecchie generazioni. Questa lunga vita è disseminata di storie, che si accendono e si spengono. Come diceva Woody Allen in uno spot pubblicitario: "Fino a centoventi anni? E quanti divorzi dovremmo affrontare?"

L'importante è imparare durante tutto il percorso, sapendo che la principale ragione di vita è la scoperta. La prima convivenza o matrimonio è facile da sbagliare, non conosciamo a fondo le nostre necessità, i nostri desideri. Nel tempo dobbiamo capire non solo chi sono gli altri ma anche chi siamo noi. Solo imparando chi siamo faremo le scelte giuste. E la foto scattata al traguardo visualizzerà una persona al nostro fianco, l'ultimo amore, quello con cui passeremo la parte non declinante, ma più importante della vita. E' quell'amore, cui consegneremo il ricordo di noi stessi o quello di cui avremo il ricordo quando tutto sarà finito.

Come è possibile individuare la fine del viaggio? Quando si sente il desiderio di fermarsi, la sicurezza di non volere altro e di non voler essere altro. Ci sono tre possibili percorsi, come descrive Romagnoli, che portano all'ultimo amore: il cerchio, la linea retta e quella spezzata. Che sia una persona incontrata al termine della vita o la riscoperta di quella che si è sempre avuta accanto, o ancora chi c'era stato all'inizio, quando non si era pronti. Bisogna essere preparati, sapendo che lungo il cammino si incontreranno degli ostacoli: il disamore, la propria fallibilità e una serie di errori.

Ci si innamora con un colpo di fulmine, ma quando finisce si cercano spiegazioni razionali. Non può l'amore finire come era cominciato, non per un senso ma per un'intuizione? "Ho visto oltre ottanta Paesi – scrive l'autore -, cambiato ventotto case, principalmente perché finiva una relazione e ne cominciava un'altra. Ho messo in conto il disamore, mio e altrui, talora in felice simultaneità. Ne ho fatto una scelta di filosofia, materia che mi appassionava a ventidue anni e a cui vorrei dedicarmi nel finale della vita. Di fatto si è trattato di un confronto teorico pratico tra due pensatori: il danese Søren Kierkegaard e il polacco Zygmunt Bauman."

Pagine che danno speranza, soprattutto per affrontare le due paure più grandi: l'amore e la morte. Romagnoli non lascia spazio al rimpianto senza verifica, perché significherebbe avere mancanza di fiducia nel futuro o in se stessi. Gli ultimi amori hanno qualcosa in comune: la consapevolezza di aver trovato nell'altro la certezza di quel che si è. E il raggiungimento di questo obiettivo è il più avventuroso di tutti, anche quando si è a pochi passi dal traguardo della nostra vita. Perché "non è finita finché ricomincia".

Cristina Bellon


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5 giugno 2018

LIBRI – CHE COSA SUCCEDE IN CATALOGNA

Cristina Bellon

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2018_10_23 KLIMT e SCHIELE, Eros e psiche al Cineteatro AGORA' - Robecco


Programmazione Musica e teatro
Cineteatro AGORA' - Robecco sul naviglio (Mi)
Stagione 2018 - 2019 Stagione d’ Opera, Danza e Grande Arte
http://www.concertodautunno.it/agora-robecco/agora-robecco-1819.htm
CineTeatroAgorà P.zza XXI luglio Robecco sul Naviglio
www.cineteatroagora.it info@cineteatroagora.it Cell. 349 82 53 070


Martedì 23 Ottobre 2018 ore 21:00
La Grande Arte
KLIMT e SCHIELE, Eros e psiche 

KLIMT & SCHIELE-EROS E PSICHE. Durata: 1:37:58
A cento anni dalla morte di Schiele.  Regia del milanese Michele Mally.  Erotismo, sensualità, psiche e guerra; mentre i boati della prima guerra mondiale si vanno spegnendo, a Vienna, nel cuore della Mitteleuropa, un'epoca dorata è ormai al tramonto. L'impero austro-ungarico comincia a disgregarsi. Gustav KLIMT ed Egon SCHIELE sono legati dal rapporto maestro allievo, ma anche dalla tragica coincidenza di morire a breve distanza l'uno dall'altro. KLIMT il 6 febbraio 1918 a 56 anni ed SCHIELE il 31 ottobre 1918 a soli 28 anni, nel letto della sua casa, una delle venti milioni di vittime causate dall’influenza spagnola.
Il 2018 segna quindi il centenario delle morte dei due artisti ai quali sono state dedicate numerose esposizioni. Il film racconta scandali, sogni e ossessioni della Vienna dell’epoca d’oro attraverso le opere raccolte  all’Albertina, al Belvedere, al Kunsthistorisches, al Leopold, al Freud e al Wien Museum con la partecipazione straordinaria del giovane attore italiano Lorenzo Richelmy. 
Entrambi gli artisti hanno lavorato sulla rappresentazione del corpo umano con due stili però completamente diversi anche se paralleli per un certo periodo. Klimt dissolve corpi e amplessi in un trionfo di tessere dorate come in un antico mosaico ravennate, dove l’oro campeggia e impedisce quasi il riconoscimento della figura umana che in esso si dissolve. Schiele mette a nudo il corpo umano maschile e femminile che campeggia sulla tela in deformanti contorsioni ed esplosioni di macchie e linee di colore.
“A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà”. È il motto che campeggia a lettere d’oro sull’ingresso del palazzo della Secessione, movimento capeggiato da Klimt, e inaugura un tempo nuovo. Klimt e Schiele: Eros e Pische, raccontata dalla voce dell’attore Lorenzo Richelmy, presenta una città negli anni in cui per le strade o nei caffè si potevano incontrare Hugo von Hofmannsthal, il giovane Ludwig Wittgenstein, i futuri registi Fritz Lang e Erich von Stroheim, a teatro andavano in scena i drammi di Arthur Schnitzler e all’opera si assisteva alla prima de La vedova allegra di Lehar (1905) come alla Salomè di Richard Strauss (1905). “Ballando sull’orlo del baratro” nel quale si precipitò con la prima guerra mondiale. 
Il documentario presenta immagini di straordinaria forza, con le decorazioni ammalianti e avvolgenti proprie dei quadri di Klimt fino alle tormentate linee di Egon Schiele. Nei suoi nudi magnetici e nelle figure contorte esplode un erotismo invincibile eppure sofferto. Un tema -scandalo – proprio negli anni in cui si sviluppava la psicoanalisi – che causò al pittore un’incarcerazione e un processo nella cittadina di Neulengbach. Il diverso approccio all’erotismo è il filo conduttore di questa analisi dell’opera pittorica dei due autori alla luce  della pubblicazione dell’Interpretazione dei sogni di Sigmund Freud (1899), dove l’inconscio sale prepotentemente in superficie. La psicoanalisi, con le sue dirompenti teorie sulla sessualità infantile e le emozioni represse o rimosse, scuote una società benpensante che comincia ad aprire gli occhi sulla natura profonda dell’Ego.
Un coro di voci diverse entreranno nel documentario attraverso le letture dell’attrice e modella Lily Cole e interviste internazionali: dal Nobel per la medicina e neuroscienziato Eric Kandel, che potrà svelarci le connessioni tra inconscio, mente e creatività, agli storici dell’arte Alfred Weidinger e Jane Kallir che racconteranno Klimt, Schiele e gli altri, e spiegheranno perché i loro quadri ci parlano ancora. Colonna sonora sarà l’iniziale drammatico Mozart, i valzer che si spegneranno “sull’orlo del baratro” con la Vedova allegra, e la nuova musica dodecafonica che sconvolgerà il mondo sonoro come i due artisti hanno fatto nel visivo.

Note di sala a cura di Mario Mainino www.concertodautunno.it

2018_10_28 Brahms a Milano stagione concertistica promossa dall’Associazione Marco Budano

Domenica 28 OTTOBRE 2018 - ore 18.00
Auditorium Stefano Cerri. Via Carlo Valvassori Peroni, 56, 20133 Milano
M2 Lambrate; Tram 19, 33; Autobus 175
Brahms a Milano
“Le tre età”: trio op.postuma, op. 87, op. 114
Premio del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano
Con un intervento di Giovanni Bietti

Trio in La maggiore per pianoforte, violino e violoncello, op.post.
Moderato
Vivace
Lento
Presto
Chiara Pulsoni, pianoforte; Clara Franziska Shoetensack, violino; Augusto Gasbarri, violoncello

Trio in do maggiore per pianoforte, violino e violoncello, op.87 (1880-1882)
Allegro
Andante con moto
Scherzo. Presto
Allegro giocoso
Alice Baccalini, pianoforte; Alexandra Soumm, violino; Paolo Bonomini, violoncello

Trio in la minore per pianoforte, clarinetto e violoncello, op.114 (1891)
Allegro
Adagio
Andantino giocoso
Allegro
Alessandro Deljavan, pianoforte; Michele Naglieri, clarinetto; Giorgio Casati, violoncello

BRAHMSaMILANO
Al via la prima stagione concertistica promossa dall’Associazione Marco Budano
Da ottobre 2018 a luglio 2019
14 concerti in luoghi non convenzionali della città

Milano, 25 settembre 2018 – Portare la musica classica di alta qualità in luoghi non convenzionali. Questo è l’intento dell’Associazione Marco Budano, fondata l’anno scorso in ricordo del giovane violoncellista Marco (1989-2011), che con il progetto BrahmsaMilano, patrocinato dal Comune di Milano, intende diffondere la cultura musicale non soltanto ad un pubblico di musicofili, ma anche a chi si appresta per la prima volta all’ascolto, favorendo attraverso la musica, l’impegno, il riconoscimento delle diversità e l’inclusione sociale.
14 gli appuntamenti, in collaborazione con 16 associazioni diverse e con l’interpretazione di musicisti rinomati a livello internazionale e di giovani emergenti nella scena musicale europea. I concerti si terranno in luoghi urbani non tradizionali come teatri di periferia, auditorium e carceri, saranno aperti a tutti, fino ad esaurimento posti e gratuiti (le offerte volontarie saranno interamente devolute alle associazioni coinvolte).  I luoghi sono stati scelti con una particolare attenzione al loro valore simbolico e non si limitano al centro di Milano, con l’intento di attraversare le frontiere invisibili della città.
BrahmsaMilano è un progetto ideato dalla pianista Alice Baccalini e dal violoncellista Giorgio Casati che regalerà ai cittadini, attraverso i 14 concerti, l’esecuzione integrale della musica da camera di Johannes Brahms.
“L'opportunità che ci si apre - sottolinea Filippo del Corno, Assessore alla Cultura di Milano - è quella di ascoltare, per la prima volta, tutto Brahms in una luce diversa, non solo grazie alla straordinaria qualità degli interpreti impegnati nel progetto, ma anche per la particolarità e l'eccezionalità di ciascun diverso luogo in cui si svolgeranno i concerti; e l'aspetto più prezioso e al tempo stesso più coraggioso di questa avventura, di cui dobbiamo essere grati ai generosi promotori, è che questa esperienza sarà condivisa con tantissimi cittadini, di provenienze sociali e geografiche estremamente variegate, nel nome di una vera pluralità e accessibilità del patrimonio artistico e culturale europeo. 

La scelta dei musicisti - spiegano Alice Baccalini e Giorgio Casati - è improntata alla diversità e all’incontro. Alcune delle esecuzioni musicali sono affidate a gruppi già costituiti, altre favoriscono l’incontro tra musicisti di estrazione differente; la manifestazione, che questo primo anno è autofinanziata dall’Associazione, testimonia anche una grande varietà di stili interpretativi, includendo anche alcune esecuzioni su strumenti originali. La maggioranza dei musicisti proviene dalle nuove generazioni della musica da camera europea ed italiana; tuttavia non mancano sia artisti affermati, come Mario Brunello, Lorenza Borrani, Gabriele Carcano,  Trio Isimsiz, sia musicisti giovanissimi, come alcuni studenti del Conservatorio di Milano e della Musik Hochschule di Lubecca. Tutti i musicisti e gli ospiti, indipendentemente dalla loro notorietà, riceveranno lo stesso trattamento professionale.
Ogni concerto è svolto a sostegno di una diversa associazione o ente (Anffas Lombardia, Gli amici di Edoardo, La casa di Accoglienza delle donne maltrattate, Il Conservatorio G.Verdi, Emergency, Esperanz’arts, Ilumina Festival, Libera, Mountain Wilderness, Nessuno Tocchi Caino, Pianosofia, Riaprire i Navigli, La Società Umanitaria, Lo Stampatello, Università degli Studi Milano-Bicocca) scelte per l’impegno profuso a favore dell’inclusione sociale e del riconoscimento delle diversità.
Il Conservatorio di Milano ha istituito una borsa di studio di musica da camera in memoria di Marco Budano all’interno del consueto “Premio del Conservatorio” annuale e l’Università degli Studi Milano-Bicocca ha deciso di contribuire all’iniziativa offrendo una tesi di dottorato del dipartimento di antropologia ed etnologia.
Ad ogni incontro saranno individuati e presentati percorsi tematici nell’ambito della musica di Brahms, tra questi l’amicizia, il rapporto con la cultura zigana, la relazione uomo-natura, l’ammirazione per il passato, le nuove vie del suo linguaggio musicale. Ciascuno dei temi sarà messo a confronto con il lavoro dell’associazione ospitante, costruendo una vera occasione di approfondimento e dibattito.
Il progetto è orientato a sensibilizzare in particolare chi, anche tra i musicisti e i musicofili, tende a considerare l’ese­cuzione di musica del passato come un atto di evasione, lontano dall’impegno quotidiano nella nostra realtà sociale e politica.

www.brahmsamilano.it
www.associazionemarcobudano.it

2018_10_16 Vigevano, città del teatro partecipato

Teatroincontro
Presenta il progetto
"Vigevano: città del teatro partecipato"
diretto da Mimmo Sorrentino
con il sostegno di
Fondazione Piacenza e Vigevano
e
Fondazione Vismara Peppino
Per informazioni e prenotazioni degli spettacoli contattare teatroincontrocoopsoc@gmail.com e 351.8589448 (anche Whatsapp)







Martedì 16 Ottobre 2018 ore 21:00
SPAZIO CSA EVERGREEN
Via Sacchetti, 3 - Vigevano
DON CHISCIOTTE AL DE RODOLFI
Scritto e diretto da Mimmo Sorrentino
Con gli ospiti del De Rodolfi:
Giuseppe Morgantino, Sante Manin, Gaspare Trungadi, Nives Locatelli, Maria Nai Oleari, Sandra Gaggianesi, Rosanna Mauri
e le attrici di Teatroincontro Nicoletta Lodola e Morena Arlenghi
Ingresso Gratuito

Martedì 30 Ottobre - ore 20
Teatro del carcere di Vigevano
SANGUE
scritto e diretto da Mimmo Sorrentino
con sei detenute e sei agenti del Carcere di Vigevano

Teatroincontro Coop. Sociale
Via Madonna degli Angeli 20
Vigevano, Pv 27029

2018_10_25 Polvere

TEATRO LIBERO DI VIA SAVONA A MILANO STAGIONE 2018-2019
https://concertodautunno.blogspot.com/2018/09/20180920-teatro-libero-di-via-savona.html
Data :25/10/2018
Polvere
Sede Teatro Libero
Città: Milano
Sezione #concertodautunnonews: teatro
Descrizione: Giovedì 25 Ottobre 2018_10_25
Venerdì 26 Ottobre 2018_10_26
Sabato 27 Ottobre 2018_10_27
Domenica 28 Ottobre 2018_10_28
TEATRO LIBERO - Milano
POLVERE
drammaturgia Marzia Gallo, Michele Segreto
regia Michele Segreto
con Marzia Gallo
scene Diego Ossoli
disegno luci Iro Suraci
registrazioni Silvia D'Agostino
consulenza movimenti Natascia Medaglia
liberamente tratto da Se è una bambina di Beatrice Masini
produzione ServoMuto Teatro
Vincitore Premio della Arti Sceniche L. A. Petroni
Vincitore Tagad'Off – Festival di Nuova Drammaturgia Lombarda e Menzione Miglior Regia, Miglior Allestimento
Vincitore Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2016 – Sezione Monologhi.
Secondo Miglior Spettacolo Progetto W.A.Y. We Are Young

«Il 75%, se non oltre, della polvere che si produce nelle nostre case è composta dalle cellule morte della pelle umana. Questo significo che se una persona abita un luogo per un tempo sufficientemente lungo, lascerà traccia in polvere del suo passaggio, anche quando se ne sarà andata...»

Ricordi, voci, odori. Tatto, udito, olfatto. Cosa rimane di tangibile una persona quando se n'è andata?
Polvere. Soprattutto, polvere. Costituita in gran parte di cellule morte della pelle umana, la polvere comune è ciò che rimane in casa a ricordo di una persona che abbia vissuto in quel luogo.
Un evento drammatico separa una madre e una bambina. Un evento che impossibile da nominare, impossibile da capire, e quindi mascherato, nel ricordo di una bambina che non sa (ancora) accettare la realtà. Bombardamento, guerra. Un dolore talmente universale e intimo che poco importa sapere di quale guerra si tratti; poco importa datarne il periodo, precisarne il luogo, stabilirne i contorni.
C'è un dialogo che non è un dialogo, uno scambio di battute tra due voci che non si sentono, tra un corpo -presente, in scena-¬ e una voce distante, familiare, nota ma irraggiungibile.
Tra il fiume in piena, privo di pause, che sono le parole della bambina e le parole precise, scelte con cura della madre. Una relazione che non è una relazione, priva di scambio, in binari paralleli mai destinati ad incrociarsi.
Però vale la pena tentare.
C'è una bambina, sola, che trascorre giornate sempre identiche in un collegio, tra divise, letti numerati e cibo privo di sapore; che cerca nei pochi affetti rimasti (il nonno) un'ancora a cui aggrapparsi in un momento difficile. Una bambina sveglia, che osserva e impara, che racconta per tenere compagnia per prima cosa a se stessa, in modo impreciso, frettoloso, sovrapponendo ricordo e presente, fantasia e realtà.
E poi una seconda voce. Priva di fisicità, priva di legami, in una bolla sospesa nel tempo. Cerca un contatto (impossibile?) con la sua bambina. Così lo spettatore viene eletto a testimone, se non addirittura a tramite tra questo mondo e quello, tra madre e figlia, vivi e morti, carne e polvere. Presente e assente, si posiziona al centro di quel contrasto insanabile tra aspettativa e realtà.
Stabilire una relazione tra due voci che per la loro stessa natura non ne hanno, che apparentemente non potrebbero essere più diverse ma che hanno la necessità di trovare il loro incastro. Relazionarsi con la figura di una bambina, rispondendo operativamente al paradosso interpretativo di trasporne le parole nel corpo di un'attrice adulta, evitando quanto più possibile gli stereotipi immaginifici.
Contatti: Teatro Libero di Milano via Savona, 10 – 20144 Milano
Indirizzo e-mail :
Numero di cellulare:
Numero fisso:
Sito Web: www.teatrolibero.it

2018_11_13 Festeggiamenti per i 25 anni dell’Orchestra Verdi un libro, una mostra e sei sinfonie ...

Un libro, una mostra e sei sinfonie ...
Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi - Milano

laVerdi - Stagione concertistica da settembre 2018 a giugno 2019


Festeggiamenti per i 25 anni dell’Orchestra Verdi

1) un libro
Un’Orchestra da amare
laVerdi. Storia, esperienza, progetto (SKIRA)
il libro di Luciano Ballabio ne ripercorre la storia

Martedì 13 novembre 2018 ore 18.00 nel giorno del compleanno dell’Orchestra
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo - Largo Mahler
INIZIATIVE CULTURALI
Presentazione del libro di Luciano Ballabio
Intervengono con l’autore Gianni Cervetti, Ruben Jais, Luca Santaniello
Per il 25° compleanno dell’Orchestra, Luciano Ballabio, Coach ed Emotional Trainer, ma anche violinista dell’Orchestra “laVerdi per tutti”, ha raccolto in un libro appassionato e coinvolgente le tante ragioni per amare laVerdi. Introdotto da un messaggio di Giorgio Napolitano, il volume ne ripercorre la storia soffermandosi sul ruolo sociale dell’orchestra e del coro, modelli esemplari per tutte le organizzazioni complesse. Il libro, arricchito da numerose testimonianze e fotografie, è stato realizzato grazie al contributo di Calvi holding Spa.
Ingresso libero

Nata a Milano nel 1993, in 25 anni di attività laVerdi si è affermata non solo come una delle più importanti Orchestre Sinfoniche europee, ma anche per la sua vocazione a diffondere la cultura dell’ascolto e della pratica musicale coinvolgendo tutti, in particolare i giovani, per avvicinare alla musica un pubblico il più vasto possibile: non solo esperti e musicofili, ma anche persone che abitualmente non frequentano le sale da concerto.
Grazie anche all’altissimo livello qualitativo delle proposte, anno dopo anno laVerdi si è trasformata in una vulcanica fucina di iniziative aperte a tutti. Accanto all’Orchestra sinfonica e alle altre formazioni artistiche professionali (il Coro sinfonico, laBarocca) sono nate altre realtà volte a valorizzare la musica e il canto come l’Orchestra amatoriale “laVerdi per tutti”, l’Orchestra sinfonica Junior (OSJ), il Coro di Voci bianche, il Coro degli stonati, ma anche iniziative come i corsi di musica, le visite in Auditorium, i concerti per le scuole e tanto altro.
In occasione del venticinquesimo compleanno dell’Orchestra, Luciano Ballabio, Coach ed Emotional Trainer, ma anche violinista dell’Orchestra amatoriale “laVerdi per tutti” fin dalla sua fondazione (2006), ha raccolto in un libro appassionato e coinvolgente le tante ragioni per amare laVerdi.
Il volume, arricchito da numerose interviste e testimonianze dei protagonisti, oltre che da una preziosa galleria fotografica, non solo ripercorre la storia dell’Orchestra e della Fondazione, ma si sofferma anche sul ruolo sociale che assume un’istituzione musicale grazie alla quale orchestra e coro diventano un modello concreto, vivente ed esemplare per tutte le organizzazioni complesse, sia aziendali che sociali e politiche. Fare musica insieme permette infatti di generare una relazione continua e uno scambio benefico che iniziano  all’interno dell’orchestra o del coro e giungono fino al pubblico, creando una comunità vitale  e attiva.
Un'orchestra da amare - laVerdi. Storia esperienza progetto, che contiene anche un messaggio di Giorgio Napolitano, è edito da Skira ed è stato realizzato grazie al contributo di Calvi holding Spa, sponsor del progetto.
Prezzo di copertina €28. (€20 per i soci e gli abbonati de laVerdi al bookshop dell’Auditorium).
Il libro – in vendita in libreria e al Bookshop dell’Auditorium -  sarà presentato in Auditorium (Foyer della balconata) nel giorno del compleanno dell’Orchestra, martedì 13 novembre  2018 alle ore 18.00. A seguire, alle ore 20.30, il primo dei tre concerti (gli altri il 15 e il 18 novembre) dedicati alle Sei Sinfonie di Cajkovskij, dirette dal Maestro Claus Peter Flor, che idealmente riceve la bacchetta del Maestro Vladimir Delman, il quale, proprio dopo l’esperienza delle “Magnifiche Sei”, nel novembre 1993 diede inizio alla storia dell’Orchestra.

Luciano Ballabio, biografia 
Dopo la laurea in Filosofia, conseguita all’Università degli Studi di Milano nel 1975, e dopo diverse esperienze di lavoro in scuole pubbliche e aziende private, nel 1997 ha scelto la libera professione prima come Formatore, ottenendo nel 2004 la Certificazione di qualità AIF, poi come Coach ed Emotional Trainer.
E’ stato socio di AIF-Associazione Italiana Formatori, FIC-Federazione Italiana Coach, ICF-International Coach Federation e socio fondatore dell’Università delle persone.
Quattro suoi progetti di team e personal coaching, realizzati tra il 2006 e il 2009, hanno ricevuto la Segnalazione di eccellenza al Premio nazionale AIF-PA Filippo Basile.
Dal 1988 ad oggi ha pubblicato tredici volumi, tra cui, in collaborazione con altri, Personaleprofessionale (2006), Ispirati dalla bellezza (2008) e, insieme a Giorgio Fabbri e Francesco Senese, Come un’orchestra (Presentazione di Salvatore Accardo, 2010), tutti editi da FrancoAngeli.
Nel 1986, a 34 anni, ha iniziato, con Adalberto Murari, lo studio del violino, che ha poi perfezionato con Silvana Pomarico.  Dal 2006 è violinista nella più importante Orchestra Sinfonica Amatoriale italiana, laVerdi per tutti, creata nello stesso anno dalla Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi.
Dal 2012 al 2015 ha fatto parte anche dell’Orchestra Carisch di Milano e dal 2016 dell’Orchestra Maria Teresa Agnesi di Merate (www.lucianoballabio.org).

Festeggiamenti per i 25 anni dell’Orchestra Verdi
2) una mostra

Triennale di Milano
L’Auditorium di Milano
Architettura - Musica 1938-2018
Inaugurazione mercoledì 7 novembre 2018_11_07 ore 19.00

Tra gli anniversari che laVerdi festeggia nella Stagione 2018-19, c’è anche quello che riguarda l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo di largo Mahler, da 20 anni “casa” dell’Orchestra Verdi e che fin dalla sua inaugurazione è divenuta un polo culturale imprescindibile nella vivace zona milanese dei Navigli e della Darsena.
La mostra, che sarà inaugurata alla Triennale di Milano mercoledì 7 novembre 2018 (ore 19.00), è dedicata alla storia architettonica dell’Auditorium che nasce dalla riconversione del “Cinema Massimo”. Progettato dall’architetto Alessandro Rimini e inaugurato il 20 ottobre 1938, il “Cinema Teatro Massimo” diede lustro anche alla zona popolare dove negli anni ‘20 era sorto il “Cineteatro la Montagnetta”, mantenendo la sua funzione per tutti gli anni della guerra, del dopoguerra, del boom economico e fino agli anni ‘80.
Dopo la chiusura nel 1979 il teatro fu trasformato in studio di registrazione per programmi televisivi fino a quando, negli anni ’90, grazie all'intervento dell'imprenditore Agostino Liuni, lo Studio di Architettura Marzorati fu incaricato di realizzare un progetto di ristrutturazione. L’Architetto Giancarlo Marzorati definisce la sua esperienza con la sala di largo Mahler “Un’emozione che finisce in una nota musicale.”
La musicalità - continua l’architetto -  è stato l’elemento fondante di un progetto che puntava a creare emozione fin dal momento dell’ingresso in sala, grazie al legno, alla sagomatura delle pareti, al soffitto che ricorda un ragno, alla esasperata attenzione acustica. Anche le sedute sono state realizzate in legno pregiato e accuratamente studiate affinché ciascuno spettatore si potesse immergere nell’ascolto della musica sentendosi come a casa, sul proprio divano. Una sfida resa particolarmente complicata dall’acustica esterna, visto che l’Auditorium si trova al piano terra di un edificio di abitazione civile e in una zona molto rumorosa e trafficata di Milano, con lo sferragliare continuo dei tram.
I lavori interni poi furono condizionati da un palcoscenico troppo stretto per allargare il quale fu sollevato e poi riappoggiato il boccascena.  I lavori furono completati in un anno, restando nei tempi previsti, grazie alla collaborazione, giorno e notte, di tutte le maestranze contagiate dal nostro entusiasmo. E così il sogno è diventato realtà. Se penso che lo spazio dell’Auditorium era destinato a diventare un centro commerciale o un parcheggio, credo che davvero si possa parlare di una sorta di miracolo reso possibile dall’amore per la musica.”
La sala è stata ufficialmente inaugurata il 6 ottobre 1999 con la Sinfonia n. 2 "Resurrezione" di Mahler diretta da Riccardo Chailly, diventando così la nuova sede stabile dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.
La mostra alla Triennale di Milano, con oltre ottanta immagini, presenta le vicende e le fasi di questa lunga evoluzione e della ricca storia successiva cui hanno dato vita l’Orchestra, il Coro, gli innumerevoli musicisti, direttori, solisti, compositori che vi si sono avvicendati. Insieme, la mostra vuole promuovere una migliore conoscenza e giusta rivalutazione della figura di Alessandro Rimini nella storia della Milano Moderna.
La mostra sarà aperta al pubblico (ingresso libero) da giovedì 8 novembre a domenica 2 dicembre 2018.
Il catalogo della mostra, curata da Pasquale Guadagnolo e Giancarlo Marzorati, è edito da Silvana Editoriale.

Festeggiamenti per i 25 anni dell’Orchestra Verdi
3) sei sinfonie
Stagione Sinfonica 2018/19
 “Le Magnifiche Sei” da Delman a Flor
A 25 anni dal suo debutto l’Orchestra Verdi
esegue l’integrale delle sinfonie di Čajkovskij

Martedì 13 novembre 2018_11_13 ore 20.30
Sinfonia n.2 in Do minore op.17 Piccola Russia
Sinfonia n.4 in Fa minore op.36

Giovedì 15 novembre 2018_11_15  ore 20.30
Sinfonia n.1 in Sol minore op. 13 Sogni d’Inverno
Sinfonia n.5 in Mi minore op. 64

Domenica 18 novembre 2018_11_18  ore 20.30
Sinfonia n.3 in Re maggiore op. 29 Polacca
Sinfonia n.6 in Si minore op. 74 Patetica
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore Claus Peter Flor

Era il 13 novembre 1993 quando l’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi inaugurava la sua prima stagione al Conservatorio di Milano, sotto la direzione del grande Maestro russo Vladimir Delman. Dopo 40 giorni continuativi di prove i giovanissimi ed emozionati professori della neonata Orchestra debuttarono nella sala Grande del Conservatorio G.Verdi di Milano eseguendo la Serenata per archi di Čajkovskij e la Sinfonia fantastica di Berlioz.
Nel suo XXV anniversario laVerdi rende omaggio a colui che diede inizio alla sua storia, dedicandogli l’esecuzione integrale delle Sei Sinfonie di Čajkovskij, che lo stesso Delman volle fortemente eseguire con gli studenti dei Conservatori di Mosca, Pittsburgh e Milano. Il sogno e la sfida di Delman non erano solo quelli di puntare sui giovani, ma anche dimostrare che la musica può unire il mondo in una prospettiva di pace e progresso civile; in quegli anni infatti il disgelo Usa-Urss non era ancora realizzato appieno e la presenza di musicisti russi e americani sul palco era un chiaro messaggio di pace.
Da questa esperienza - che fu registrata e trasmessa dalla Rai con lo scopo di avvicinare il grande pubblico alla musica classica - scaturì in Vladimir Delman la volontà di investire sul futuro della musica e della cultura per creare a Milano un’orchestra sinfonica composta da giovani elementi, un progetto condiviso con Luigi Corbani e con l’allora direttore del Conservatorio Marcello Abbado.
Fu così che nacque l’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi che si esibì prima al Conservatorio poi al Teatro Lirico di Milano, fino a trovare la sua sede definitiva nel 1999 all’Auditorium di largo Mahler.
Oggi, a distanza di 25 anni da quel felice debutto, sul palco dell’Auditorium si ritrovano ancora molti di quei giovani musicisti, come Luca Santaniello che è attualmente il primo violino dell’Orchestra.
Per festeggiare questo importante compleanno dell’Orchestra, che in questi anni ha ottenuto sempre più crescenti riconoscimenti di pubblico e critica in Italia e nel mondo, la bacchetta passa idealmente dalle mani di Vladimir Delman a quelle di Claus Peter Flor, oggi direttore musicale dell’Orchestra. L’entusiasmo con cui direttore e orchestra affrontano questa nuova sfida è lo stesso che mosse 25 anni fa Vladimir Delman.
Le “Magnifiche sei” di Čajkovskij composte nell’arco di 25 anni della travagliata vita del compositore russo, saranno eseguite all’Auditorium di largo Mahler durante la seconda settimana di novembre in tre serate (il 13,15 e 18 novembre).
Venerdì 16 novembre, inoltre, nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale laVerdi festeggerà con una cena di gala il compleanno insieme ai vertici delle istituzioni milanesi e i Soci della Fondazione. Nel corso della serata l’Orchestra Verdi eseguirà il programma del primo concerto di 25 anni, ovvero la Serenata per archi di Čajkovskij e la Sinfonia Fantastica di Berlioz.
Nel 2013, in occasione del ventennale, laVerdi ha pubblicato il cofanetto “Le magnifiche sei” contenente sei dvd con le registrazioni di quei concerti mandati in onda dalla Rai. Il cofanetto delle Magnifiche sei è in vendita al bookshop dell’Auditorium.

(Biglietti: euro 36.00/16,00; E’ possibile acquistare il Carnet “Le Magnifiche sei” (€ 55.00) con il quale si può assistere ai tre concerti. Per gli Under 30 e i Soci il costo del Carnet è €30.00.
info e prenotazioni: Auditorium di Milano
Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401/2; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).

2018_10_25 POMERIGGI MUSICALI ospitano Arvo Volmer a capo della Orchestra Haydn di Bolzano e Trento

Giovedì 25 ottobre 2018_10_25 ore 20.00
Sabato 27 ottobre 2018_10_27  ore 17.00
Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro 2 – Milano
74ª STAGIONE SINFONICA
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
Ritratti d’Autore
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno
Pärt, Cantus in Memory of Benjamin Britten
Mozart, Concerto per violino e orchestra n. 5, in La maggiore, K219
Beethoven, Sinfonia n. 3, “Eroica”, in Mi bemolle maggiore, op. 55
Orchestra Haydn di Bolzano e Trento
Direttore: Arvo Volmer
Violino: Alexandra Soumm


Mentre I Pomeriggi Musicali sono impegnati per il cartellone di OperaLombardia nei più bei teatri di tradizione della regione, sul palcoscenico del Teatro Dal Verme di Milano, giovedì 25 ottobre, alle ore 20:00 (con replica sabato 27 ottobre, alle ore 17:00), l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento apre il ciclo dedicato alle formazioni ospiti per un gradito ritorno – la formazione non suonava al Dal Verme dal 2015 – diretto dal M° Arvo Volmer.

Dopo un’introduzione lasciata alle delicate note di Cantus in Memory of Benjamin Britten di Arvo Pärt, sarà l’abilità al violino di Alexandra Soumm a stupire il pubblico nel Concerto per violino e orchestra n. 5 di Wolfgang Amadeus Mozart. Il finale verrà lasciato alle epiche note della celeberrima Sinfonia n. 3, “Eroica”, di Ludwig van Beethoven.

Biglietti per la 74ª Stagione Sinfonica, Ritratti d’Autore

Interi Primo Settore (Platea, da fila 1 a 30) € 20,00 + prevendita
Secondo Settore (Platea, da fila 31 a 40) € 14,50 + prevendita
Balconata € 11,00 + prevendita

Ridotti* Primo Settore (Platea da fila 1 a 30) € 16,00 + prevendita
Secondo Settore (Platea da fila 31 a 40) € 12,50 + prevendita
Balconata € 9,00 + prevendita

Carnet Liberi di scegliere (15 concerti scelti all’atto dell’acquisto):

Interi Primo Settore (Platea, da fila 1 a 30) € 236,25 + prevendita
Secondo Settore (Platea, da fila 31 a 40) € 186,75 + prevendita
Balconata € 147,00 + prevendita

Ridotti* Primo Settore (Platea da fila 1 a 30) € 177,00 + prevendita
Secondo Settore (Platea da fila 31 a 40) € 165,75 + prevendita
Balconata € 107,25 + prevendita

* (Giovani under 26; Anziani over 60; Cral; Associazioni Culturali; Biblioteche; Gruppi; Scuole e Università)
Biglietteria TicketOne - Teatro Dal Verme
Via San Giovanni Sul Muro, 2 – 20121 Milano
Tel. 02 87.905.201 - dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00
www.ipomeriggi.it www.ipomeriggi.it/facebook www.ipomeriggi.it/youtube
Biglietteria on-line: www.ticketone.it

2018_10_24 UNITRE MILANO CONCERTO DI JAZZ TRADIZIONALE

UNITRE MILANO
NELL'AMBITO DELLE PROPRIE ATTIVITA'  DI AVVIO
DELL'ANNO ACCADEMICO 2018 - 2019
ORGANIZZA
MERCOLEDI' 24 OTTOBRE 2018ALLE ORE 15:30
PRESSO UNITRE TEATRO
Il prof. Alberto Springolo
(corso Unitre di Storia del Jazz)
presenta
UN CONCERTO DI JAZZ TRADIZIONALE
LA  MUSICA DI NEW ORLEANS
CON
Vittorio Castelli: clarinetto
Luciano Invenizzi : trombone 
Nino Frasio : banjo
Alberto Springolo: contrabasso
UNITRE MILANO - Università delle Tre Età
Via Ariberto, 11 -  20123 - Milano
tel. 02 89422307- 02 58102458-02  89415017-  cellulare 3336092746
e-mail: segreteria@unitremilano.com -
sito: www.unitremilmano
PER INFORMAZIONI
tutti i giorni, esclusi i festivi - Via Ariberto, 11 - 20123 Milano 
Orario: da lunedì a venerdì 9,30 - 21,00 (orario continuato) 
Tel. 02 58102458 - 02 89415017 - 02 58118319 - 333 6092746
 E-mail: segreteria@unitremilano.com
Sito: www.unitremilano.com

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)