2019_01_22 Agorà Robecco non si limita al repertorio scontato, l'anno si aprirà con DAMA DI PICCHE di Tchaikowsky


Programmazione Musica e teatro
Cineteatro AGORA' - Robecco sul naviglio (Mi)


Stagione 2018 - 2019 Stagione d’ Opera, Danza e Grande Arte

CineTeatroAgorà P.zza XXI luglio Robecco sul Naviglio

Programmazione anno 2019


Martedì 22 Gennaio 2019_01_22 ore 19:45
Live Royal Opera House Londra L'opera più ambiziosa di Ciajkovskij contiene alcuni dei suoi più grandi brani musicali. Royal Opera House, Bow Street, Covent Garden, London, WC2E 9DD
Pyotr Il’yich Tchaikovsky
LA DAMA DI PICCHE
The Queen of Spades - PIKOVAYA DAMA
Personaggi ed interpreti:
Herman, o Gherman un ufficiale dell'esercito russo (tenore) ALEKSANDRS ANTONENKO
Il conte Tomskij (baritono) JOHN LUNDGREN
Il principe Eleckij (baritono) VLADIMIR STOYANOV
Čekalinskij, un altro ufficiale (tenore) ALEXANDER KRAVETS
Surin, un altro ufficiale (basso) TIGRAN MARTIROSSIAN
Čaplickij (tenore) KONU KIM
Narumov (basso) MICHAEL MOFIDIAN
Il maestro di cerimonie (tenore) HARRY NICOLL
La contessa (mezzosoprano) FELICITY PALMER
Liza, sua nipote e fidanzata di Eleckij (soprano) EVA-MARIA WESTBROEK
Paolina (contralto) ANNA GORYACHOVA
La governante (mezzosoprano) LOUISE WINTER
Maša, cameriera di Liza (soprano)
Il ragazzo comandante (non canta)
Prilepa (soprano) JACQUELYN STUCKER
Milovzor (contralto)
Zlatogor (baritono)
Coro (balie, governanti, passanti, maestri di ballo, ospiti, bambini, giocatori)
ROYAL OPERA CHORUS e Orchestra of the Royal Opera House
ANTONIO PAPPANO, direttore
Regia STEFAN HERHEIM
Scene Philipp Fürhofer
Luci Bernd Purkrabek
Drammaturgo Alexander Meier-Dörzenbach
Concert master SERGEY LEVITIN
L'opera dura circa 3h 25' per terminare alle 22:25 circa
Atto I, Atto II Scene 1 1 ora 45 minuti
Intervallo 30 minuti
Atto II Scene 2, Atto III 1 ora 10 minuti

Struttura dell'opera
Introduzione breve, lenta con un tema che ricorda i suoi grandi balletti
Atto I Scena prima
1 Coro dei bambini, delle bambinaie e altri
2 Scena e arioso di Herman https://youtu.be/8aXGOYDhs0Y?t=2908
3 Coro delle persone a passeggio e scena
4 Quintetto e scena
5 Scena e ballata di Tomskij
6 Scena finale. La tempesta
Atto I Scena seconda
7 Duetto
8 Scena, romanza di Polina e canzone russa con coro
9 Scena e arioso della governante
10 Scena finale, aria di Liza e arioso di Herman lo straordinario finale del grande duetto tra i due protagonisti.





Atto II Scena prima
11 Intermezzo e coro
12 Scena e aria del principe Eleckij
13 Scena
14 Intermezzo: La fedeltà delle pastorelle
Coro dei pastori e delle pastorelle
Danza dei pastori e delle pastorelle (sarabanda)
Duetto di Prilepa e Milovzor
Finale
15 Scena finale
Atto II Scena seconda
16 Scena e coro
17 Scena finale
Atto III Scena prima
18 Intermezzo e scena
19 Scena
Atto III Scena seconda
20 Scena e arioso di Liza
21 Scena e duetto
Scena terza
22 Coro e scena
23 Canzone di Tomskij e coro dei giocatori
24 Scena finale e aria di Herman

L'azione è tratta da un dramma di Puskin ed ha luogo a San Pietroburgo alla fine del XVIII secolo.

Atto I Scena prima Nel Giardino d'estate. Gli ufficiali Surin e Čekalinskij parlano dello strano comportamento del loro conoscente Herman, un altro ufficiale di origine tedesca, povero e ambizioso: egli passa le sue notti nelle sale da gioco, senza però mai osare tentare la sorte. Arriva proprio Herman, accompagnato dal conte Tomskij, e racconta di essere follemente innamorato, ma di non sapere nemmeno il nome della sua amata. Si unisce al gruppo il principe Eleckij, che parla del suo imminente fidanzamento: Herman apprende con sgomento che la fidanzata in questione è proprio la sua innamorata, che si chiama Liza, perché in quel momento passa lì vicino accompagnando la contessa sua nonna. Le due donne, notando lo sguardo dell'infelice Herman, sono prese da oscuri presentimenti. Tomskij racconta la leggenda che circonda la fortuna della vecchia contessa: da giovane era molto bella, ma aveva perso una fortuna al gioco. Era vissuta in Francia, dove incontrò il conte di Saint Germain che, ammaliato da lei, le confidò il segreto per vincere al gioco detto delle tre carte, così ella seppe rifarsi delle perdite precedenti e vincere una fortuna. La contessa confidò il segreto prima al marito e poi ad un amante, ma in seguito le apparve in sogno un fantasma che l'avvisò che il terzo uomo a cui avrebbe confidato il segreto sarebbe stato per lei sinonimo di morte. Herman è molto colpito dal racconto, ma inizia una tempesta e tutti, tranne lui, se ne vanno.

Atto I Scena seconda A casa della contessa. Liza è con le sue amiche che cantano, mentre lei è pensierosa. Rimasta sola nella sua camera, lascia aperta la porta del balcone, quando compare Herman che si getta ai suoi piedi dicendosi perdutamente innamorato di lei. La nonna bussa alla porta e Liza fa nascondere Herman. Quando la contessa se n'è andata, i due si dichiarano a vicenda il loro amore.

Atto II Scena prima Ad un ballo in maschera. I compagni di Herman lo prendono in giro per la sua ossessione di impadronirsi del segreto delle tre carte. Eleckij nota che Liza è triste e le assicura il suo amore. Il maestro di cerimonie annuncia l'inizio dell'intermezzo: La fedeltà delle pastorelle, dopo il quale Liza dà a Herman di nascosto le chiavi della stanza della nonna, dicendogli che la vecchia sarà assente l'indomani. Il giovane però si persuade a recarsi dalla contessa quella notte stessa, per carpirle il segreto per vincere al gioco.

Atto II Scena seconda Nella camera della contessa. Herman sta aspettando ed osserva il ritratto della contessa da giovane. Quando l'anziana entra, egli la implora di svelarle il segreto delle tre carte, ma lei, terrorizzata, tace. Allora Herman la minaccia con una pistola, al che la contessa cade a terra morta senza aver rivelato il suo segreto. Allertata dal rumore arriva Liza, che vede il suo innamorato ancora armato e la nonna riversa a terra. La ragazza allora lo scaccia, maledicendolo.

Atto III Scena prima Nella camera di Herman in caserma. Herman legge un messaggio di Liza, che chiede un incontro chiarificatore. Dalla finestra una folata di vento fa apparire lo spettro della contessa che gli rivela, a condizione di sposare la nipote, le tre carte del segreto: il tre, il sette e l'asso.

Atto III Scena seconda Presso il canale d'inverno. Liza aspetta l'amato passeggiando lungo il fiume; finalmente, allo scoccare della mezzanotte, Herman arriva, ripetendo le parole che ha sentito dallo spettro della contessa, poi scappa via per andare a giocare. Liza non lo segue e, convinta che oramai tutto sia perduto, si getta nel fiume.

Atto III Scena terza Alla bisca. Gli ufficiali giocano e si divertono tra canti e risate. C'è anche Eleckij, che ha rotto il fidanzamento con Liza. Arriva Herman e si mette a giocare, tra la sorpresa generale. Egli vince la prima e la seconda giocata con il tre ed il sette, guadagnando una somma strepitosa. Rigioca tutto ma nessuno osa sfidarlo. Si fa avanti allora il principe Eleckij che accetta la sfida. Sicuro della vittoria Hermann non guarda neppure la carta, annunciando: "Asso!", invece appare la dama di picche, nella quale Herman crede di riconoscere il ghigno della vecchia contessa. Disperato Hermann si suicida e, agonizzante, chiede perdono a Liza.

2018_12_29 La Nona di Beethoven classico appuntamento in Auditorium di Milano, largo Mahler

laVerdi stagione sinfonica 2018-2019
Sabato 29 dicembre 2018_12_29, ore 20.00
Domenica 30 dicembre 2018_12_30, ore 20.00
Lunedì 31 dicembre 2018_12_31, ore 20.00 
Martedì 1 gennaio 2019_01_01, ore 16.00
Auditorium di Milano, largo Mahler
Stagione Sinfonica 2018/19
La Nona di Beethoven
Capodanno in musica con laVerdi
Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 9 in Re minore op. 125
Soprano Gal James
Contralto Sonia Prina
Tenore Cameron Becker
Basso Jochen Kupfer
Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Maestro del Coro Erina Gambarini
Direttore Claus Peter Flor

sabato 29 dicembre 2018 ore 18.00 
Auditorium di Milano - Foyer della balconata
Dentro la Nona. Architettura di un capolavoro
Affermare che il principio della variazione sia vecchio quanto la musica stessa potrebbe forse essere considerato un’imprudenza musicologica. Pur non esistendo testimonianze dirette che rimontino a tempi tanto remoti, è tuttavia certo che, fin dalle prime civiltà che ci hanno lasciato testimonianze del proprio passato musicale, la fortuna di tale concetto è stata notevole. Non ci deve dunque stupire il “procedimento” della variazione affiori in maniera decisa e sublime in uno dei maggiori capolavori di ogni tempo, la Sinfonia Corale di Beethoven, il cui monumentale quarto movimento, con le sue continue variazioni sul celebre Inno alla Gioia, ne costituisce una celebrazione fra le più illustri quanto entusiasmante.
Relatore: Lorenzo Casati
Ingresso libero


Com’è ormai tradizione da oltre vent’anni, laVerdi brinderà al nuovo anno con il suo pubblico e con Milano, intonando le note immortali del prodigioso Inno alla Gioia - esaltante finale della Nona Sinfonia di Beethoven. Rivoluzionaria e misteriosa, la Nona sinfonia di Beethoven porta a ogni ascolto emozioni nuove e imprevedibili.
I quattro appuntamenti all’Auditorium di largo Mahler sono ormai un evento esclusivo e un rito immancabile per la città di Milano, che continua la tradizione consolidata di eseguire il capolavoro di Beethoven in occasione della fine dell’anno come avviene anche a Berlino, Vienna e New York. 
Un brindisi ideale che durante la Stagione 2018-19 sarà ancora più significativo, visto che si festeggiano i 25 anni dalla fondazione dell’Orchestra sinfonica. 
Quest’anno l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi ritrova la bacchetta del suo direttore musicale, il Maestro di Claus Peter Flor che aveva diretto la prima edizione del capolavoro beethoveniano nel 1999, in occasione dell’inaugurazione dell’Auditorium di Milano e successivamente nella Stagione sinfonica 2017 de laVerdi. 
La sua formazione, esperienza e sensibilità, porteranno sul palco dell’Auditorium una nuova intensa interpretazione di questo capolavoro senza età. 
Sul palco, naturalmente, anche il Coro Sinfonico diretto Erina Gambarini. A completare uno scenario d’impatto inimitabile - con circa 200 persone in scena tra musicisti e orchestrali, anche quattro solisti di fama internazionale: il soprano Karina Gauvin, il contralto Sonia Prina, il tenore Cameron Becker e il basso Jochen Kupfer
Biglietti: euro 52,00/20,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it


La Nona Sinfonia di Beethoven
È difficile, per l’ascoltatore dei nostri tempi, capire quanto traumatica possa essere stata per il pubblico contemporaneo a Beethoven l’introduzione di solisti e coro in una sinfonia, fino ad allora appannaggio della sola orchestra. Così come è difficile comprendere la complessità e la meraviglia dell’opera ed in particolare del suo quarto movimento, che si pone di fronte all’uditorio come summa del pensiero, musicale, ma soprattutto umano, del compositore. Quando la Nona fu eseguita per la prima volta a Vienna (al Teatro di Porta Carinzia, il 7 maggio del 1824), la Capitale degli Asburgo venne piacevolmente coinvolta in un appuntamento di cui si era persa da tempo la consuetudine. In effetti, Ludwig van Beethoven non regalava ai viennesi una nuova sinfonia da tempo immemorabile. L’ultimo lavoro di questo genere uscito dalla sua penna era stato messo in cartellone ormai una decina d’anni prima - esattamente il 27 febbraio 1814 - quando l’Ottava aveva ottenuto un buon consenso di pubblico e qualche segno d’incomprensione da parte della critica.
La parziale incomprensione dell’Ottava non aveva certo impedito a Beethoven di progettare nuove sinfonie, anche se il compositore parve dedicarsi, per gli anni a seguire, con maggiore dedizione alla cameristica, e in particolare all’amato pianoforte, consegnando alla storia senza sosta una serie impressionante di capolavori. 
Ma certamente l’estrema sinfonia beethoveniana appare come apportatrice di un’urgenza espressiva capace di trasferirsi in musica con una forza inaudita. Attraverso l’uso del coro, infatti, la partitura può trasmettere con maggiore energia un concetto filosofico, un “programma” che diviene evidente e definitivamente riconoscibile nell’Inno alla Gioia, testo amatissimo che il compositore tedesco aveva progettato di mettere in musica verso per verso addirittura dal 1793. E così, alla “prima” viennese, accompagnata da un successo enorme, il pubblico comprese appieno la portata del messaggio di Beethoven, di quell’uomo burbero e scontroso che senza arrendersi alle avversità aveva concepito in musica la rappresentazione di una tensione illuministica finalizzata al raggiungimento della felicità universale, condizione perseguibile nell’esaltazione della fratellanza e nel sincero convincimento della presenza di una Bontà Celeste, di un Essere Supremo che dal caos primordiale fonda un ordine morale a cui ogni uomo è chiamato a contribuire, esercitando la virtù. Da quel 7 maggio del 1824 la Nona, pubblicata nel 1826 da Schott e dedicata A Sua Maestà il Re di Prussia Federico Guglielmo III, non smetterà più di circolare, di essere eseguita e di continuare a commuoverci, simboleggiando con forza il testamento spirituale e la forza morale di un uomo con pochi termini di paragone nell’intera storia della nostra cultura.

Fotoservizi Concertodautunno

Sabato 29 dicembre 2012 ore 20:00Ludwig van Beethoven
Sinfonia n.9 in Re minore per soli, coro e orchestra op. 125 (durata 70')
Soprano:Laura Aikin
Mezzosoprano:Eva Vogel
Tenore:Alexander Kaimbacher
Basso:Thomas Tatzl
Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore:Zhang Xian
Maestro del Coro:Erina Gambarini
http://www.concertodautunno.it/121229-laverdi/121229-laverdi.htm

Domenica 29 dicembre 2013 ore 20:00
Ludwig van Beethoven
Sinfonia n.9 in Re minore per soli, coro e orchestra op. 125
Maida Hundeling, soprano
Deborah Nansteel, mezzosoprano
Gregory Warren, tenore
Rudolf Rosen, baritono
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Direttore Zhang Xian
Maestro del Coro Erina Gambarini
http://www.concertodautunno.it/131228-laverdi/131228-laverdi.htm

Martedì 30 dicembre 2014 ore 20:00Ludwig van Beethoven
Sinfonia n.9 in Re minore per soli, coro e orchestra op. 125
Dedicato a Samantha Cristoforetti
Meeta Raval, soprano
Stefanie Irányi, mezzosoprano
Danilo Formaggia, tenore
Rudolf Rosen, baritono
ORCHESTRA SINFONICA GIUSEPPE VERDI MILANO
Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Maestro del Coro Erina Gambarini
Direttore OLEG CAETANI
http://www.concertodautunno.it/141230-laverdi20142015/141230-laverdi-nona.htm

Mercoledì 30 dicembre 2015 ore 20:00
Concerto sinfonico
Ludwig van Beethoven
SINFONIA N.9 "CORALE" in Re minore per soli coro e orchestra op. 125
Solisti:
Soprano Sabina von Walther
Contralto Sonia Prina
Tenore Dominik Wortig
Basso Sebastian Holecek
Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Maestro del Coro Erina Gambarini
ORCHESTRA SINFONICA GIUSEPPE VERDI MILANO
Direttore Zhang Xian
www.concertodautunno.it/151230-laverdi-nona/151230-laverdi_nona.htm

Giovedì 4 febbraio 2016 ore 20:30Concerto sinfonico
Concerto Straordinario La Nona che non ti aspetti
Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 9
nella trascrizione di Franz Liszt:
Concerto Straordinario La Nona che non ti aspetti
Cinzia Forte (soprano)
Beatrice Mezzanotte (mezzosoprano)
Carlo Allemano (tenore)
Ugo Guagliardo (basso)
Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
diretto da Erina Gambarini
Maurizio Baglini, pianoforte
www.concertodautunno.it/160205-laverdi-nona/160205_laverdi.htm

Venerdì 29 dicembre 2017 ore 20:00CONCERTO DI CAPODANNO
Beethoven "nona" sinfonia
Cinzia Forte, soprano
Stefanie Iranyi, contralto
Carlo Alemanno, tenore
Simon Schnorr, basso
Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Maestro del Coro Erina Gambarini
Direttore Elio Boncompagni
www.concertodautunno.it/171229-laverdi-nona/171229_laverdi-nona.htm

Sabato 29 dicembre 2018 ore 20.00
Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 9 in Re minore op. 125
Soprano Gal James
Contralto Sonia Prina
Tenore Cameron Becker
Basso Jochen Kupfer
Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Maestro del Coro Erina Gambarini
Direttore Claus Peter Flor
http://www.concertodautunno.it/181229-laverdi-nona/181229_laverdi-nona.htm

1998_07_09 Flauto Magico di Mozart al Castello sforzesco di Milano

MILANO d'ESTATE - Castello sforzesco di Milano
ASSOCIAZIONE MILANO FESTIVAL
Cultura e Musei
Mercoledì 8 luglio 1998, ore 21.30
Giovedì 9 luglio 1998, ore 21.30

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
Il Flauto Magico
(Die zauberflote)
opera in due atti su libretto a Johann Emanuel Schikaneder. 
Prima rappresentazione: Vienna, Theater auf der wieden, 30 settembre 1791.

Personaggi
Sarastro, gran sacerdote del Regno della Saggezza (basso) STEPHEN HOLLOWAY (Narratore)
Tamino, giovane principe (tenore) BJORN ARVIDSSON
Pamina, giovane amata da Tamino (soprano) ANNE O'BYRNE
Astrifiammante, la Regina della Notte, madre di Pamina (soprano) JACQUELINE PARKER
Papageno, uccellatore (basso) KEELE WATSON
Papagena (soprano) KARMEN GUTTERIDGE
Monostatos, moro, carceriere di Pamina e servo di Sarastro (tenore) ARWELL TREHARME-MORGAN
2° uomo Armato / 2° sacerdote: JULTAN SAIPE
1° uomo Armato / 1° sacerdote: RICHARD OWEN
Prima Dama / Primo Genio: SALLY-ANN SHEPHERDSON
seconda Dama / Secondo Genio: PAMELA BAXTER
Terza Dama / Terzo Genio: TASMIN DALLEY

Orchestra e Coro della European Chamber Orchestra
Direttore: David Gibson
Regia: Stefan Paul Sanchez
Scene e costumi: Katrina Lindsey

L'ultimo capolavoro di Mozart, quest'opera, che Salieri, uno degli oppositori da Mozart a Vienna, definì subito grande, degna di venire rappresentata nelle maggiori solennità, che Goetlie ritenne come la sola musica che avrete potuto rivestire di note il Faust, e che Warner infine considerò una delle vette dell'arte musicale, è un monumento che accoglie in sé tutti i più importanti elementi stilistici e razionali della musica operistica settecentesca, fondendoli in un'unità drammatica-musicale carica di significati simbolici e che servirà da modello all'opera romantica tedesca, a cominciare da C.M. von Weber.
Da parte sua Schikaneder, confratello in massoneria di Mozart, che aveva da poco riaperto il popolare Teatro auf der Wieden rappresentandovi soprattutto il genere del Singspiel, concepì un libretto che, almeno nello spunto originario, rifletteva i propri scopi spettacolari. Ma nel corso della stesura della partitura, quella materia da lui radunata saccheggiando le varie fonti letterarie che avevano notoriamente fornito argomenti di successo, venne trascurata.
Ecco che all'intreccio in origine abbastanza banale, che meccanicamente alternava scene buffonesche e parti drammatiche, e che era destinato a essere valorizzato fa una ricca messa in scena, portò vita e fascino proprio il fatto che il poeta e il musicista lo modificassero ispirandosi ai rituali massonici, la vicenda diveniva così un fiabesco rito di iniziazione, e le peripezie dei protagonisti assunsero un nuovo significato, alto e inatteso.
La European Chamber Opera (ECHO) è stata fondata nel 1991 fa Stefan Paul Sanchez, suo direttore artistico, sotto il patrocinio del celebre soprano Montserrat Caballé. Negli ultimi cinque anni, la compagnia ha ottenuto un crescente successo dì critica e di pubblico. Originale, per molti versi eccentrica, la filosofia interpretativa dell'ECHO sposa una vivace ricerca teatrale al più attento rigore esecutivo, con risultati sorprendenti, lontani dai normali canoni della rappresentazione operistica, e per questo non solo curiosi ma profondamente suggestivi.


Quando non potevo usare la macchina fotografica ... c'era sempre la .. MATITA!



2019_01_16 Canino-Ballista 60 anni di amicizia e di musica da festeggiare con l’Orchestra Verdi all’Auditorium

Mercoledì 16 gennaio 2019, ore 20.30
Auditorium di Milano, largo Mahler
Stagione 2018/19 Concerto Straordinario
Duo pianistico Canino-Ballista
60 anni di amicizia e di musica da festeggiare 
con l’Orchestra Verdi all’Auditorium
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Pianoforte Bruno Canino - Antonio Ballista
Direttore Marcello Bufalini
J.Sebastian Bach
Concerto per due pianoforti e orchestra in Do maggiore BWV 1061
W. Amadeus Mozart
Concerto per due pianoforti e orchestra in Mi bemolle maggiore K 365
Ennio Morricone
"Varianti per Ballista Antonio Canino Bruno" per due pianoforti e orchestra
Francis Poulenc
Concerto per due pianoforti e orchestra in Re minore

Con un concerto straordinario laVerdi omaggia due interpreti tra i più carismatici della scena musicale internazionale; il duo pianistico composto dal napoletano Bruno Canino e dal milanese Antonio Ballista che quest’anno festeggia 60 anni di amicizia e di sodalizio musicale. Per celebrare questo anniversario l’Orchestra Verdi diretta per l’occasione dal Maestro Marcello Bufalini, esegue quattro capolavori concertistici per due pianoforti e orchestra; dai grandi classici di Bach, Mozart e Poulenc fino ad Ennio Morricone. 
Il sodalizio tra Ballista e Canino nacque al Conservatorio di Milano dove i due frequentavano la stessa classe di pianoforte e nel 1956 suonarono per la prima volta insieme in pubblico dando così inizio a una fortunata carriera che si è protratta fino ad oggi senza interruzioni, rivestendo un ruolo di primo piano nell’elevare a dignità concertistica le trascrizioni storiche. Nel loro repertorio figura l’opera completa di Brahms, Debussy, Mozart, Rachmaninov, Schubert, Schumann e Strawinski, ma il duo, che ha lavorato a fianco delle avanguardie,  fu fondamentale anche per la diffusione delle nuove opere dei compositori contemporanei, tra cui  Castaldi, Castiglioni, Corghi, Donatoni, Mosca, Panni, Sciarrino, Sollima. Tanti grandi artisti, da Boulez a Dallapiccola, da Ligeti a Cage suonarono in concerto con il duo e Stockhausen collaborò personalmente alla lunga tournée di “Mantra”. Luciano Berio dedicò loro un Concerto eseguito in prima mondiale a New York con la New York Philarmonic diretta da Boulez, la cui incisione discografica valse al duo un prestigioso Music Critic Award, mentre nel 2017  Ennio Morricone compose  “Varianti per Ballista Antonio e Canino Bruno per due pianoforti e orchestra”. E proprio quest’opera verrà eseguita mercoledì 16 gennaio 2019 alle ore 20.30 nel concerto che laVerdi dedica al 60° anniversario del duo pianistico. Un evento anche per la città di Milano, con un programma decisamente “straordinario”, dato che è rarissimo vedere riunite in un solo concerto ben quattro capolavori concertistici per due pianoforti e orchestra. Verranno infatti eseguiti anche il Concerto in Do magg. BMV 1061 di J.S.Bach, Il Concerto in Mib magg K 365 di  W.A. Mozart e quello in Re minore di Francis Poulenc. Un’occasione da non perdere per festeggiare il duo che, per bocca di Antonio Ballista, afferma: “Siamo veramente felici di partecipare ai festeggiamenti del 25° anno di attività dell’orchestra Verdi di Milano, anniversario che coincide con il nostro 60° anno di collaborazione e di esibirci davanti al pubblico dell’Auditorium insieme all’Orchestra Verdi.“

Biglietti serie Verdi: euro 36.00/16.00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org  www.vivaticket.it. 

"Sessant'anni di amicizia" di Piero Rattalino  
“Tutti i grandi compositori di musica per pianoforte solo a partire da Mozart - ed escluso soltanto Chopin, che pure suonò musiche di altri in coppia con Moscheles, con Hiller, con Liszt - composero anche, qual più, qual meno, per pianoforte a quattro mani, mettendo insieme un corpus considerevole di opere di gran pregio che da un certo momento in poi non ebbe più la sua naturale collocazione nelle esecuzioni private ma che non poteva restare confinato ai margini della vita musicale pubblica. Il concertismo conobbe così il fenomeno dei duo pianistici professionali stabili che svolgevano attività concertistica sia a quattro mani che con due pianoforti. E dopo qualche tempo si cominciò a pensare che anche le versioni a quattro mani della musica sinfonica e della musica da camera avevano dei buoni numeri per essere rimesse all'onor del mondo. Il duo formato da Bruno Canino e da Antonio Ballista fu tra i primi a proporre trascrizioni, sia a quattro mani che per due pianoforti. E io ricordo la sorpresa - con un po' di scandalo - che ci fu quando i due eseguirono la Sinfonia n. 9 di Beethoven trascritta per due pianoforti da Liszt e la Sagra della primavera trascritta a quattro mani da Stravinsky. (…)
Oggi non c'è duo che non abbia una larga fetta di trascrizioni  nel suo repertorio e non c'è pubblico che non si dichiari soddisfatto dopo averle sentite. A questa evoluzione della cultura il duo Canino-Ballista ha dato un notevolissimo, un fondamentale contributo. (…) Con ciò non voglio dire che sia questa la sola ragione per cui, a sessant'anni dalla sua costituzione, possiamo parlare del duo Canino-Ballista come di un complesso di rilevanza storica. Ma una delle ragioni che hanno fatto del Duo un protagonista dell'interpretazione musicale negli anni a cavallo fra Novecento e Duemila è questa. La seconda ragione, come si evince del resto da ciò ho testé detto, è la disponibilità verso la musica contemporanea d'avanguardia. Il numero delle prime esecuzioni assolute e delle prime esecuzioni italiane che ebbero come protagonista il duo Canino-Ballista è molto elevato. Berio, Donatoni, Stockhausen, Boulez, Ligeti, Castaldi, Bussotti.... Si può dire che non c'è pagina importante della seconda metà del Novecento che non lo abbia visti all'opera, il duo Canino-Ballista. 
(…) La terza motivazione di eccellenza del duo Canino-Ballista riguarda il loro approccio al repertorio tradizionale. Il Duo ha percorso con rispetto e amore il repertorio a quattro mani e per due pianoforti da Bach a Bartok, riuscendo a non ghettizzare né l'avanguardia né la storia. E questo è un raro merito: non mettere il presente in guerra col passato, o viceversa, significa concepire la musica come un continuum storico in cui i valori umanistici prevalgono su tutto. E questo è fare della musica una ragione di vita.” (Piero Rattalino)

Programma

J.S.Bach (1685 - 1750)  Concerto in do maggiore per due clavicembali e orchestra, BWV 1061
Al clavicembalo Johann Sebastian Bach dedicò tredici concerti: sette per un solo cembalo, tre per due cembali, due per tre cembali e un concerto per quattro cembali. Risalgono tutti al medesimo periodo, gli anni 1727-36, trascorsi a Lipsia, e si presentano in sostanza come un blocco compatto di composizioni, dal valore davvero storico non solo per l'altissima qualità del contenuto musicale ma anche per avere impresso un nuovo corso alla storia dello strumento a tastiera in precedenza sempre relegato a un ruolo secondario. Nei tredici concerti bachiani il cembalo viene per la prima volta "promosso" al ruolo di solista, aprendo così inesplorati e fertilissimi orizzonti al genere del concerto. Ad eccezione di questo, composto per due cembali, tutti i concerti cembalistici di Bach non sono in realtà opere interamente originali, bensì trascrizioni da preesistenti concerti per strumenti melodici risalenti al periodo di Cöthen. Mentre nei Concerti in do minore i due cembali si contrappongono come un blocco omogeneo al gruppo orchestrale, in BWV 1061 i cembali operano un continuo dialogo fra di loro, che sottrae spazio e importanza all'orchestra. In sostanza, come ha rilevato nel 1802 il primo biografo di Bach, Johann Nikolaus Forkel, «può essere suonato interamente senza l'accompagnamento degli archi, ed è eccellente così». È possibile quindi che l'autore abbia concepito in un primo momento la composizione come una pagina per due cembali soli, e vi abbia aggiunto in un secondo momento l'accompagnamento orchestrale. 
W.A. Mozart (1756 - 1791) Concerto per due pianoforti e orchestra n. 10 in Mi bemolle magg K 365

Intorno alla metà del Diciottesimo secolo i Concerti per due strumenti a tastiera erano frequenti: tuttavia Mozart non prese esempio da quei suoi predecessori, perché, sebbene al momento di comporre il Concerto in mi bemolle maggiore per due pianoforti e orchestra K 365 avesse poco più di vent'anni, aveva già creato un nuovo tipo di Concerto, tagliando i ponti con l'alternanza barocca tra soli e tutti, che era alla base dei Concerti degli altri compositori ma che con lui divenne soltanto uno degli elementi di un'entità musicale molto più articolata, varia e flessibile. La prima esecuzione nota è quella del 23 novembre 1781 in un concerto privato a Vienna. Fu in quell'occasione che Mozart ampliò l'orchestra con l'aggiunta di clarinetti, trombe e timpani. I solisti erano egli stesso e la sua allieva Josepha Auernhammer, che nelle sue lettere Wolfgang definì "una grassa signorina" e "un orrore", riconoscendo però che suonava "in modo incantevole". Questi giudizi non proprio amorevoli sulla sua partner pianistica viennese avvalorano l'ipotesi che Mozart avesse in realtà scritto questo Concerto per la sua amatissima sorella Nannerl, anch'ella acclamata concertista, perché i due pianisti intessono un dialogo che implica una grande complicità: "Dividono ogni loro melodia, variano uno la musica dell'altro, si interrompono vicendevolmente, all'occasione discutono gentilmente; il loro fraterno dialogo non è turbato da nessuna seria divergenza di opinione", come ha scritto Hermann Abert nella sua classica monografia su Mozart.
Ennio Morricone "Varianti per Ballista Antonio Canino Bruno" per due pianoforti e orchestra
Il brano 'Varianti per Ballista Antonio Canino Bruno', scritto da Ennio Morricone per il duo Ballista Canino è stato eseguito la prima volta il 26 gennaio 2017 nell’aula magna dell’Università statale di Milano, in occasione della laurea magistrale in Scienze della musica e dello spettacolo (la sua terza laurea honoris causa dopo quelle ricevute a Cagliari e a Roma) conferita al grande compositore  che in carriera ha ricevuto tanti riconoscimenti tra cui due premi Oscar, tre Grammy Awards, quattro Golden Globes, dieci David di Donatello, undici Nastri d'Argento, due European Film Awards e un Leone d'Oro alla carriera. Dopo l’esecuzione dei due pianisti Antonio Ballista e Bruno Canino accompagnati dall'Orchestra della Statale, lo stesso Morricone ha dichiarato: "Nella musica io amo molto le pause. Non sempre le prime esecuzioni vanno come questa, stavolta non è capitato alcun incidente. La velocità, lo spazio e l'intensità sono le componenti che caratterizzano questo pezzo, 'Varianti per Ballista Antonio Canino Bruno'. Spero che riascoltando il pezzo lo possiate apprezzare di più". 
Francis Poulenc Concerto per due pianoforti e orchestra in Re minore
Il concerto per due pianoforti venne composto nel 1932, quando Poulenc era già un affermato compositore. Il successo gli aveva arriso nel 1924 con Le Biches, uno dei tanti capolavori di cui dobbiamo essere grati ai Ballets russes di Diaghilev. Oramai Poulenc frequentava il prestigioso salotto della Principessa de Polignac, cui lo stesso Proust si ispirò per il salotto di Madame Verdurin nella Recherche. Dalla principessa de Polignac il lavoro fu commissionato e a lei venne dedicato.Il lavoro fu presentato il 5 settembre del 1932 al Teatro La Fenice di Venezia per il Festival di musica contemporanea, ottenendo un notevole successo. Esecutori furono lo stesso Poulenc al secondo pianoforte e Jacques Fevrier al primo, mentre direttore d’orchestra fu Désiré Defauw.  Lo stesso anno era stato fatidico per un altro grande compositore, Maurice Ravel, che aveva da poco completato e inaugurato i suoi due concerti per pianoforte (Concerto per pianoforte e orchestra e Concerto per pianoforte per la mano sinistra) al primo dei quali Poulenc sicuramente si ispirò per la scrittura del suo Concerto. Poulenc ammirava incondizionatamente Ravel e aveva anche cercato anni prima di divenirne allievo; così si spiega la breve citazione del movimento centrale del concerto in Sol del più anziano collega. In una lettera a Paul Collaer Poulenc loda la “grandezza, energia e violenza” del proprio concerto. Non è il primo lavoro di Poulenc che coinvolge due pianisti contemporaneamente: il primo in assoluto fu la Sonata per pianoforte a 4 mani (1918); segue poi la Sonata per due pianoforti (1959). Il successo della prima esecuzione di questo concerto fu così clamoroso che Benjamin Britten, a distanza di più di 10 anni (1945) invitò Poulenc con il suo Concerto a Londra. 

2019_07_19 MACERATA OPERA FESTIVAL calendario recite edizione 2019 #rossodesiderio

Macerata - Arena Sferisterio
MOF Macerata Opera Festival 2019
55esima edizione
#concertodautunnonews
dopo #verdesperanza arriva #rossodesiderio
MACERATA OPERA
Piazza Giuseppe Mazzini, 10, 62100 Macerata MC, Italia

Sarà #rossodesiderio il tema del Macerata Opera Festival 2019, declinato nei toni della gelosia, del potere e della possessività, evocati rispettivamente da Carmen, Macbeth e Rigoletto, le tre opere in programma. Allo Sferisterio, dal 19 luglio all’11 agosto, andranno in scena Carmen, Macbeth, Rigoletto.

Calendario cronologico rappresentazioni:
Venerdì 19 Luglio 2019_07_19  Georges Bizet Carmen
Sabato 20 Luglio 2019_07_20  Giuseppe Verdi Macbeth
Domenica 21 Luglio 2019_07_21  Giuseppe Verdi Rigoletto
Venerdì 26 Luglio 2019_07_26  Giuseppe Verdi Macbeth
Sabato 27 Luglio 2019_07_27  Giuseppe Verdi Rigoletto
Domenica 28 Luglio 2019_07_28  Georges Bizet Carmen
Venerdì 02 Agosto 2019_08_02  Giuseppe Verdi Rigoletto
Sabato 03 Agosto 2019_08_03  Georges Bizet Carmen
Domenica 04 Agosto 2019_08_04  Giuseppe Verdi Macbeth
Venerdì 09 Agosto 2019_08_09  Giuseppe Verdi Rigoletto
Sabato 10 Agosto 2019_08_10  Georges Bizet Carmen


Venerdì 19 Luglio 2019_07_19 ore 21:00
Domenica 28 Luglio 2019_07_28 ore 21:00
Sabato 03 Agosto 2019_08_03 ore 21:00
Sabato 10 Agosto 2019_08_10 ore 21:00
Georges Bizet  Carmen
Don José Migran Agadzhanyan
Escamillo David Bizic
Carmen Irene Roberts
Micaëla Valentina Mastrangelo
Orchestra Regionale Delle Marche E Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
Direttore Francesco Lanzillotta
Regia Jacopo Spirei
Scene e Costumi Mauro Tinti
Luci Giuseppe Di Iorio
Martino Faggiani maestro del coro Nuova produzione dell’Associazione Arena Sferisterio
Nella Carmen – musicata da Georges Bizet su libretto di Henri Meillac e Ludovic Halévy nel 1875 – agisce un triangolo rosso di seduzione, amore e gelosia tra Carmen, Don José ed Escamillo che dapprima li avvince ma poi li divide, portando alla morte della protagonista in un estremo afflato di libertà ed emancipazione. A muovere il quadro passionale una partitura indimenticabile nella quale spicca la celeberrima “Habanera”.

Sabato 20 Luglio 2019_07_20 ore 21:00
Venerdì 26 Luglio 2019_07_26 ore 21:00
Domenica 04 Agosto 2019_08_04 ore 21:00
Giuseppe Verdi Macbeth
Macbeth Roberto Frontali
Banco Alex Esposito
Lady Macbeth Saioa Hernandez
Macduff Giovanni Sala
Orchestra Regionale delle Marche e Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
Direttore Francesco Ivan Ciampa
Regista Emma Dante
Scene Carmine Maringola
Costumi Vanessa Sannino
Luci Cristian Zucaro
Martino Faggiani maestro del coro
Coproduzione dell’Associazione Arena Sferisterio, del Teatro Massimo di Palermo e del Teatro Regio di Torino
Nel Macbeth – musicato da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave nel 1847 – la sete di potere tinge di rosso le vicende di cui sono protagonisti la crudele Lady Macbeth e l’inquieto protagonista eponimo in un l’oscuro e stregonesco scenario dal quale uscirà vincitore Macduff, come la profezia iniziale aveva previsto. Nella densa e raffinatissima partitura non mancano i coinvolgenti momenti corali (come “Patria oppressa!”) e la commovente aria “Pietà, rispetto, amore”.

Domenica 21 Luglio 2019_07_21 ore 21:00
Sabato 27 Luglio 2019_07_27 ore 21:00
Venerdì 02 Agosto 2019_08_02 ore 21:00
Venerdì 09 Agosto 2019_08_09 ore 21:00
Giuseppe Verdi Rigoletto
Il Duca Di Mantova Enea Scala
Rigoletto Amartuvshin Enkhbat
Gilda Claudia Pavone
Sparafucile Simon Orfila
Maddalena Martina Belli
Orchestra Regionale delle Marche e Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini”
Direttore Giampaolo Bisanti 
Regista Federico Grazzini 
Scene Andrea Belli
Costumi Valeria Donata Bettella
Luci Alessandro Verazzi
Martino Faggiani maestro del coro Allestimento dell’Associazione Arena Sferisterio
Nel Rigoletto si assiste a un crescendo di violenza e smania di possesso che vedrà il protagonista trasformarsi da fedele complice del Duca di Mantova in suo acerrimo nemico dopo il rapimento della figlia Gilda che, tuttavia finirà per soccombere, tramutando l’effimera vendetta paterna in tragica disperazione. Fanno parte di quest’opera – scritta da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave nel 1851 – alcuni fra i motivi che sono divenuti quintessenza del melodramma italiano, come “Questa o quella”, “Cortigiani, vil razza dannata”, “La donna è mobile”, il quartetto “Bella figlia dell’amore”.

La 55a edizione del festival maceratese si apre con una nuova produzione del capolavoro di Georges Bizet Carmen che andrà in scena il 19 e 28 luglio e il 3 e 10 agosto: sul podio il direttore musicale Francesco Lanzillotta e la regia affidata a Jacopo Spirei, fra i migliori talenti italiani della generazione dei quarantenni. Completano il programma operistico due allestimenti di grande successo per due titoli capitali del catalogo di Giuseppe Verdi: Macbeth con la regia di Emma Dante – spettacolo vincitore dell’Herald Angel Award di Edimburgo nel 2017 – , coprodotto dall’Associazione Arena Sferisterio insieme al Teatro Massimo di Palermo e al Regio di Torino, che vedrà sul podio Francesco Ivan Ciampa (20 e 26 luglio; 4 agosto); quindi l’acclamato Rigoletto andato in scena a Macerata nel 2015 con la rutilante regia di Federico Grazzini e la direzione di Giampaolo Bisanti (21 e 27 luglio, 2 e 9 agosto).
https://www.sferisterio.it/news/macerata-opera-festival-2019-rossodesiderio
https://www.sferisterio.it/biglietteria-arena/biglietteria-sferisterio

1985_xx_xx Haendel THE MESSIAH con i Kantorei und Collegium Musicum der Stiftskirche Herrenberg

Milano, Chiesa di Sant'Alessandro
Georg Friedrich Haendel
THE MESSIAH
Solisti
Gali MacGowan, Soprano 
Saskia Klumpp, Mezzo soprano
Martin Wanner, Tenone 
Kantorei und Collegium Musicum der Stiftskirche Herrenberg
Coro e l’Orchestra dell’Abbazia di Herrenberg provenienti dalla Germania
Ulrich Feige, Direttore

L’opera per Coro, Orchestra e Soli, è divisa in tre parti.
Il significato profondo dell’opera è l’attesa del Messia e il suo futuro destino in terra. Il Messia è come una biografia spirituale del Cristo, ritratta attraverso le profezie del Vecchio e del Nuovo Testamento: la Nascita, la Passione, la Resurrezione, il Giudizio Universale. Haendel stesso, conoscitore profondo della Bibbia, fornì la trama a Charles Jennes, che fu l’autore del testo originale inglese.

La Kantorei e il Collegium Musicum sono i due gruppi che animano e caratterizzano la vita musicale della Stiftskirche di Herrenberg. L'attività di entrambi i gruppi si svolge da un lato nell'ambito delle manifestazioni religiose. La Kantorei canta una volta al mese e, ogni due mesi, si aggiunge l'orchestra.
Dall'altro lato coro ed orchestra, rafforzata da studenti dei corsi superiori, organizzano quattro volte l'anno, accanto a famosi solisti vocali, un concerto nella Stiftskirche. In queste occasioni sono state eseguite le seguenti opere di musica sacra: La Passione secondo Giovanni, L'Oratorio di Natale, mottetti e cantate di Bach; Il Messia di Haendel, il Requiem di Mozart e la sua sublime Messa in do minore, il Requiem Tedesco di Brahms e messe di Schubert e Dvorak. Sono inoltre stati protagonisti di numerose tournées all'estero. I due gruppi sono diretti dall'83 da Ulrich Feige, il quale ha studiato direzione e organo dal 1977 al 1982 presso i conservatori di Lubecca e di Stoccarda, specializandosi in musica sacra.

Note 2016 :
La Kantorei e Collegium Musicum della Stiftskirche Herrenberg è un grande coro misto che attualmente, con i suoi 100 componenti, include caratteristiche ed età molto diverse: i membri hanno infatti tra i 17 e i 70 anni. La Kantorei ha nel suo repertorio l’intero programma classico della musica sacra per coro e orchestra tra cui oltre al “Messiah” di Händel; “l’Oratorio di Natale”, la “Passione secondo Giovanni”, la “Passione secondo Matteo”, la “Messa in si minore”, il “Magnificat” e i Mottetti di Bach; la “Creazione” di Haydn; la “Messa in do minore” e il Requiem di Mozart; il Requiem di Brahms; gli Oratori “Paulus” e “Elias” di Mendelssohn.
Inoltre, la Kantorei si dedica regolarmente anche allo studio ed all’interpretazione della musica romantica tra cui spiccano l’Oratorio “Das Sühneopfer des neuen Bundes” (il Sacrificio espiatorio della Nuova Alleanza) di Carl Loewe; la “Passione” e “L’Oratorio di Natale” di Heinrich von Herzogenberg, la “Petite Messe Solennelle” di G. Rossini. Inoltre le Cantate ed i Mottetti della famiglia Bach, della scuola tedesca settentrionale e di Mendelssohn rappresentano un altro punto di forza del coro. I musicisti che accompagnano il coro appartengono al “Collegium Musicum”, partner strumentale storico della Kantorei.
La Kantorei ha partecipato, con grandi ed entusiastici riscontri, a numerosissimi concerti in Germania ed all’estero: Amburgo, Lubecca, Berlino, Lipsia, Dresda, Eisenach, Görlitz, Breslavia, Londra, Milano, Padova, Bologna, Lione, Parigi.
I musicisti che accompagnano il coro appartengono al “Collegium Musicum”, partner strumentale storico della Kantorei. 

Segue la trascrittura del programma di sala con la versione italiana del Messia di Haendel che è stato eseguito in quella occasione.


PARTE PRIMA
Sinfonia (Grave-Allegro moderato)
n. 1 Recitativo accompagnato (Tenore) Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità, perché ha ricevuto dalla mano del Signore doppio castigo per tutti i suoi peccati». Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio». (Is. 40,1-3)
n. 2 Aria (Tenore)
Ogni valle sia colmata, ogni monte e colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in pianura. (Is. 40, 4)
n. 3 Coro
Allora si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà, poiché la bocca del Signore ha parlato, (Is. 40, 5)
n. 7 Recitativo (Mezzo soprano) Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emmanuele, che significa, Dio con noi. (Is. 7,14; Mt. 1, 23)
n. 8-9 Aria e Coro (Mezzo soprano, Coro) Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion; alza la voce con forza, tu che rechi liete notizie in Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annunzia alla città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!», (Is. 40, 9)
Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. (Is. 60,1)
n. 10 Recitativo accompagnato (Basso) Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere, (Is. 60, 2-3)
n. 11 Aria (Basso)
Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse, (Is. 9, 2)
n. 12 Coro
Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed è chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace, (Is. 9, 6)
n. 13 Sinfonia pastorale
n. 14 Recitativo (Soprano) C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. (Lc. 2, 8)
Recitativo accompagnato (Soprano) Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento. (Lc. 2, 9)
Recitativo (Soprano)
Ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto popolo: Oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore». (Lc. 2,10—11)
Recitativo accompagnate (Soprano) E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: (Lc. 2,13)
n. 15 Coro
Gloria a Dio nel più alto dei cicli e pace in terra agli uomini che egli ama. (Lc. 2,14)
n. 16Aria (Soprano) Esulta grandemente figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, annunzierà la pace alle genti. (Zc. 9, 9-10)
n. 17a Recitativo (Mezzo soprano) Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto. (Is. 35, 5-6)
n. 18a Duetto (Mezzo soprano, Soprano) Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri. (Is. 40,11)
Venite a Lui, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, ed Egli vi ristorerà. Prendete il Suo giogo sopra di voi e imparate da Lui, che è mite e umile di cuore, a troverete ristoro per le vostre anime. (ML 11, 28-29)
n. 19 Coro
Il Suo giogo è dolce e il suo carico leggero. (Mt. 11,30)
PARTE SECONDA
n. 20 Coro
Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo. (Gv. 1, 29)
n. 21Aria (Mezzo soprano)
Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, ffs. 53, 3) Ha presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che gli strappavano la barba; non ha sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. (Is. 50, 6)
n. 22 Coro
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui. (Is. 53, 4-5)
n. 23 Coro
Per le sue piaghe noi siamo guariti. (Is. 53, 5)
n. 24 Coro
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. (Is. 53, 6)
n. 25 Recitativo accompagnato (Tenore) Lo scherniscono tutti quelli che lo vedono, storcono le labbra, scuotono il capo, dicendo: (Sal. 22, 8)
n. 26 Coro
«Si è affidato al Signore, lui lo scampi; lo liberi, se è suo amico». (Sal. 22, 9)
n. 27 Recitativo accompagnato (Tenore)
L’insulto ha spezzato il Suo cuore e viene meno. Ha atteso compassione, ma invano, consolatori, ma non ne ha trovati. (Sal. 69,21)
n. 28Arioso (Tenore)
Ecco, considerate e osservate se c'è un dolore simile al Suo dolore. (Lam. 1,12)
n. 29 Recitativo accompagnato (Tenore) Fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquità del Tuo popolo fu percosso a morte. (Is 53, 8)
n. 30Aria (Tenore)
Perché non abbandonerai la Sua vita nel sepolcro, né lascerai che il Tuo santo veda la corruzione. (Sal. 16,10)
n. 31 Coro
Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. Chi è questo re della gloria? Il Signore forte e potente, il Signore potente in battaglia. Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. Chi è questo re della gloria? Il Signore degli eserciti è il re della gloria. (Sal. 24, 7-10)
n. 32 Recitativo (Tenore)
Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: «Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato»? (Eb. 1, 5)
n. 33 Coro
Lo adorino tutti gli angeli di Dio. (Eb. 1, 6)
n. 38Aria (Basso)
Perché, le genti congiurano, perché invano cospirano i popoli? Insorgono i re della terra e i principi congiurano insieme contro il Signore e contro il suo Messia. (Sal. 2,1—2)
n. 39 Coro
Spezziamo le loro catene, gettiamo via i loro legami. (Sal. 2,3)
n. 40 Recitativo (Tenore)
Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall'alto il Signore. (Sal. 2, 4)
n. 41 Aria (Tenore)
Li spezzerai con scettro di ferro, come vasi d'argilla li frantumerai. (Sal. 2, 9)
n. 42 Coro
Alleluia. Ha preso possesso del suo regno il Signore, il nostro Dio, l'Onnipotente. (Ap. 19, 6) Il regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo: egli regnerà nei secoli dei secoli. (Ap. 11,15)
Re dei re e Signore dei signori. (Ap- 19,16) Alleluia!

PARTE TERZA
n. 43 Air (Soprano)
Io lo so che il mio Redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, senza la mia carne, vedrò Dio. (Gb. 19,25-26)
Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. (1Cor. 15, 20)
n. 44 Coro
Poiché a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, cosi tutti riceveranno la vita in Cristo. (1 Cor. 15, 21-22)
n. 45 Recitativo accompagnato (Basso) Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba. (1 Cor. 15, 51-52)
a. 46 Aria (Bosso)
Suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. (1 Cor. 15,52)
n. 47 Recitativo (Mezzo soprano) Allora si compirà la parola della Scrittura: «La morte è stata ingoiata per la vittoria». (1 Cor. 15, 54)
n. 51 Coro
L’Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione. A Colui che siede sul trono, e all'Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli. Amen. (Ap. 5,12-14)





Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)