2016_07_07 laVerdi per un tutto Berlioz con direttore Claus Peter Flor

Giovedì 07 Luglio 2016_07_07 (ore 20.30)
Venerdì 08 Luglio 2016_07_08 (ore 20.00) 
Domenica 10 Luglio 2016_07_10 (ore 16.00) 
Auditorium di Milano, largo Mahler
Stagione sinfonica 2016
L’idée fixe di Berlioz tra Fantastique e Lélio
Voce recitante Marco Foschi
Tenore Bernhard Berchtold
Baritono Thomas Tatzl
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Maestro del Coro Erina Gambarini
Direttore Claus Peter Flor

La Sinfonia Fantastica (Symphonie Fantastique) di Hector Berlioz è opera particolarmente amata da laVerdi, che la eseguì nel suo primo concerto ufficiale in quell’ormai lontano 13 novembre 1993, al Conservatorio di Milano, sotto la direzione dell’indimenticabile Vladimir Delman. Il capolavoro del compositore d’Oltralpe – vera e propria “confessione in musica” dell’autore, come conferma il sottotitolo Episodi della vita di un artista – viene riproposto al pubblico milanese in quest’ultimo programma della Stagione sinfonica prima della ripresa autunnale, in un triplo appuntamento giovedì 7 (ore 20.30), venerdì 8 (ore 20.00) e domenica 10 luglio (ore 16.00), all’Auditorium di Milano, con laVerdi diretta da Claus Peter Flor. La prestigiosa “bacchetta” tedesca torna quindi sul podio di largo Mahler due mesi dopo la direzione dello Stabat Mater di Dvorák. La locandina è completata da Lélio, o il ritorno alla vita, proseguimento e conclusione ideale della Fantastica, all’insegna di quella idée fixe della donna amata, filo conduttore delle due opere. Sul palco dell’Auditorium anche il Coro Sinfonico guidato da Erina Gambarini e la voce recitante dell’attore Marco Foschi, protagonista de L’opera da Tre Soldi di Brecht – Weill, andata in scena al Piccolo Teatro di Milano da aprile a giugno. 

(Biglietti: euro 35,00/15,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar – dom ore 14.30 – 19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line:  www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).

Programma
La scelta di proporre in abbinamento la Symphonie fantastique e il Lélio di Berlioz si attiene all’intenzione originaria del compositore di proporle in un’unica azione drammatica.
La Sinfonia fantastica è una confessione in musica, come conferma il sottotitolo Episodi della vita di un artista. I cinque movimenti di cui è composta rievocano la tormentata storia d’amore del compositore con l’attrice Harriet Smithson, dalla “gioia e il dolore inesprimibili provati dall’artista prima di vedere l’amata” all’”amore vulcanico improvvisamente ispirato da lei”; dal rifiuto da parte della donna fino all’incubo indotto dall’oppio negli ultimi due movimenti, in cui l’artista sogna di aver ucciso la donna, di essere condotto al patibolo e di trovarsi nel mezzo di un macabro sabba di streghe.
La novità quasi provocatoria della sinfonia sta, oltre all’articolazione in cinque movimenti, nell’uso di una idée fixe che rappresenta l’amata e fa da filo conduttore dell’intera composizione, anticipando la tecnica dei leitmotiv di Wagner (ma in ambito sinfonico). E ancora, innovativo è il genere della sinfonia “a programma”, ibrido tra la sinfonia vera e propria e il nascituro poema sinfonico (il primo sarà Les Préludes di Liszt del 1848).
Nato come pendant e conclusione ideale della Fantastica, Lélio, o Il ritorno alla vita ne riprende l’idée fixe e ne completa il racconto: assistiamo al risveglio dai sogni allucinati della sinfonia, il “ritorno alla vita” per mezzo della musica e della poesia (shakespeariana). Siamo di fronte a un “monodramma lirico”: la parte narrativa è affidata infatti a un attore che recita sei monologhi, scritti dallo stesso Berlioz, intervallati ad altrettanti episodi musicali tenuti insieme dalla ricca orchestrazione e dallo spunto autobiografico Berlioz-Lélio.

2016_07_05 Nasce un nuovo negozio On-Line specializzato in musica classica

Negozio on line di Musica classica, lirica e Jazz 
"Il Corno di Sigfrido" 
di Francesco Babbini 
59100 Prato (PO) - Italy
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2016_07_20 MILANO ARTE MUSICA 2016 European Union Baroque Orchestra

MAM2016 
MILANO ARTE MUSICA 2016 (X edizione)
dal 7 luglio al 25 agosto 2016
Mercoledì 20 luglio 2016, ore 20.30
Basilica di San Simpliciano
Piazza San Simpliciano, Milano
Händel e i suoi colleghi a Londra

Programma
Johann Ernst Galliard (c.1687-1749) Suite di danze da Pan and Syrinx
Ouverture - Non troppo presto - Gavotte - Gigue - Sarabande - Bourrée - Gigue 

Georg Friedrich Händel (1685-1759) Concerto Grosso in fa maggiore Op. 6 n. 2
Andante larghetto - Allegro - Largo - Allegro ma non troppo

William Babell (c.1690-1723) Concerto per flauto diritto in mi minore Op. 3 n. 3
Adagio - Allegro - Adagio - Allegro 

Georg Friedrich Händel  Musica da balletto da Alcina
Entrée des Songes agréables - Entrée des Songes funestes - 
Entrée des Songes agréables effrayés - Le Combat des Songes funestes et agréables

Giuseppe Sammartini(1695-1750) Concerto per flauto diritto in fa 
Allegro - [Siciliano] - Allegro assai

Francesco Saverio Geminiani (1687-1762) Concerto Grosso Op. 3 n. 2 in sol minore
Largo e staccato - Allegro - Adagio - Allegro

Georg Friedrich Händel  Water Music Suite n. 3 in sol maggiore HWV 350
[Sarabande] - Rigaudon [Presto] - [Rigaudon 2] - Minuet [1] - [Minuet 2] - [Gigue 1] - [Gigue 2]

Dopo lo straordinario successo nel 2013, che li vide protagonisti dell’acclamato concerto di chiusura della stagione, torna la European Union Baroque Orchestra, che – come da tradizione – presenta ogni anno una nuova selezione di talenti.
I giovani artisti dell’EUBO, con il violino di Bojan Čičić e il flauto solista di Jan Van Hoecke, diretti da Lars Ulrik Mortensen, animeranno, mercoledì 20 luglio alle ore 20.30, la basilica di San Simpliciano con note di Händel, Galliard, Babell, Sammartini e Geminiani.
Il programma offre uno spaccato dell’ambiente musicale londinese attorno a Händel, presentando una serie di musicisti di nazionalità diversa che fecero di Londra la loro nuova patria, influenzando con le loro musiche il gusto del pubblico inglese.

Il legame con Corelli e il concerto grosso è evidente nell’opera di Händel, che portò sempre con sé l’esperienza del viaggio in Italia. La musica teatrale del Sassone mantiene, in tutta la sua produzione, un riferimento ai teatri di Napoli e Venezia visitati nel suo tour. Uno degli elementi caratteristici della produzione di quegli anni era la musica per occasioni celebrative e di festa, spesso eseguita in luoghi all’aperto, com’è il caso della celeberrima Musica sull’Acqua di Händel, eseguita da cinquanta musicisti su una chiatta nel mezzo del Tamigi su richiesta del re Giorgio I il 17 luglio del 1717. Grande successo avevano anche le suite di danza, tratte da lavori teatrali di diversa natura e spesso riproposte in occasioni d’intrattenimento più o meno privato. John Ernest Galliard, originario di Celle, in Germania, fu un brillante oboista e compositore. Dopo aver studiato oboe e flauto con il francese Pierre Maréchal a Celle, fu iniziato alla composizione in stile italiano da Stefani e Farinelli a Hannover, dove lavorò nell’orchestra del teatro. Dopo la chiusura dell’ente nel 1706, si trasferì a Londra, per intraprendere una brillante carriera, dedicata all’opera inglese, ai balletti e ai masques, oltre che alla musica strumentale. La suite di danze del masque Pan e Syrinx è un miscuglio di stili diversi, dall’ouverture alla francese a riferimenti italiani nelle danze seguenti.
Uno dei musicisti privati di Giorgio I, William Babell fu apprezzato come violinista e clavicembalista virtuoso, soprattutto per le sue famosissime trascrizioni di arie e altre musiche di Händel, del quale sembra essere stato allievo. La collezione di concerti in sette parti per violini e flauto piccolo (o Sixth, un flauto soprano tagliato in re) apparve postuma nel 1726 anche se alcuni di questi risalgono almeno a un decennio prima e venivano regolarmente eseguiti in diversi teatri. Per assecondare la tessitura acuta e brillante dello strumento solista, Babell rinuncia alla viola, aggiunge una parte di violino solista che dialoga con il flauto e mantiene due parti di violino. Gli influssi händeliani sono evidenti, anche se ancora più forte si sente la vicinanza con Antonio Vivaldi e la scuola italiana.
La morte del Musick Master del Principe di Galles, Giuseppe Sammartini, fu annunciata il 24 novembre 1750 nel Whitehall Evening Post ricordandolo come miglior oboista d’Europa. Figlio di un oboista francese, Alexis Saint-Martin, e fratello del compositore Giovanni Battista, studiò col padre, fra Novara e Milano. Iniziò giovanissimo a comporre per il suo strumento e per il teatro, mantenendo sempre un’altissima reputazione come strumentista: Quantz in visita a Milano nel 1726 lo considera l’unico fiato di buon livello dell’orchestra. Il suo trasferimento a Londra è attestato nel 1729 durante un concerto alla Hickford’s Room. Da quel momento, la sua fama come virtuoso e compositore lo portò a collaborare come oboe solista in molti lavori di Händel e a prodursi regolarmente in concerti. Oltre all’oboe, Giuseppe suonava brillantemente anche il flauto, per il quale compose sonate e trii, oltre che il concerto in fa, divenuto il brano più spesso eseguito e meglio conosciuto. Il suo stile è vicino a quello di Corelli e Geminiani, anche se aperto a tendenze più moderne.
Geminiani si trasferì a Londra nel 1714, dopo aver studiato a Roma con Corelli e Stradella, anzi, si presentò al pubblico londinese proprio in veste di allievo di Corelli, ottenendo subito un grande successo come virtuoso del violino. Nonostante questo, Charles Burney ci ricorda che le sue esibizioni pubbliche erano molto rare, preferendo gli intrattenimenti in case private della nobiltà o dell’aristocrazia. Corelli è la principale fonte d’ispirazione nei Concerti Grossi op. 2 e 3, apparsi nel 1732. I concerti sono modellati sulla sonata da chiesa in quattro movimenti e contengono diverse citazioni, piuttosto esplicite, di passi dello stesso Corelli.

BIGLIETTI
20 luglio         posto unico 10 euro

Vendita sul posto, secondo disponibilità, 40 minuti prima di ogni concerto e presso la segreteria parrocchiale di S. Maria della Passione (via Conservatorio 16) dal lunedì al venerdì dalle 9.15 alle 12.00.
Abbonamenti: 140 euro (tel 02.76317176)
Prevendite biglietti (diritto di prevendita Euro 1,80):
Circuito Vivaticket www.vivaticket.it
Call center (servizi a pagamento): Vivaticket 892.234 (from outside Italy: +39.041.2719035) e Seat Pagine Gialle 89.24.24 (attivo 24 ore su 24)
App Vivaticket Mobile per iPhone e Android disponibile sull’app Store e su Google play
Punti vendita Vivaticket, elenco alla pagina http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg[ricercaPV]

Sede del concerto
Basilica di San Simpliciano
piazza San Simpliciano
MM Lanza/Moscova, tram 2, 4, 12, 14, bus 43, 57, 61, 94 
Per informazioni:
Associazione Culturale La Cappella Musicale
via Vincenzo Bellini 2 - 20122 Milano
tel e fax 02.76317176          e-mail mail@lacappellamusicale.com
twitter @lacappellamusic

2016_07_18 MILANO ARTE MUSICA 2016

MAM2016 
MILANO ARTE MUSICA 2016 (X edizione)
dal 7 luglio al 25 agosto 2016

Lunedì 18 luglio 2016, ore 20.30
 Basilica di Santa Maria della Passione
Via Conservatorio 16, Milano
 Tre Fedi, un solo Dio

BIGLIETTI 18 luglio  posto unico 10 euro

PROGRAMMA
Canto sufi, modo Hijaz Ayyuhal Nas
Cantico dei Cantici, Salmo del Re David Dodi Yarad
Hildegard von Bingen (1098-1179)  Ave generosa (Inno per la Vergine Maria)  
Canto maronita in lingua araba  Kyrie eleyson 
Codice Las Huelgas (XIII sec.)  Virgines egregie
Canto liturgico ebraico   Adonai bekol Shofar 
Canto siriaco ortodosso   Sawmo
Strumentale da Codice Las Huelgas  Ex agone sanguinis 
Laude mariana del XV sec.   Ave de li superni caeli
Anonimo da Codice Las Huelgas Iam nubes dissolvitur 
Canto sufi   Tala’al Badru ‘Alayna 
Canto di nozze ispano giudaico  Cum mucha lecenzia (Balcani)
Composizione strumentale   Zavil saz semao dalla tradizione Ottomana-Turca
Canto di nozze ispano giudaico (Marocco) Ay Madre 
Canto tradizionale di Calenzana (Corsica)  Stabat mater 
Canto cristiano maronita  Ya Khaliqual akwani 
Canto tradizionale femminile per il Giovedì Santo di Ischitella (Puglia) E lu giovedì sante 
Canto maronita in aramaico  Abo Dkochto 
Canto sefardita No la puso su madre / Canto aramaico siriaco Amano morio / Canto tradizionale italiano In quella sera del giovedì santo

L’imponente basilica di Santa Maria della Passione ospiterà, lunedì 18 luglio, alle ore 20.30, uno dei più emozionanti concerti della decima stagione di Milano Arte Musica, un intenso progetto musicale presentato per la prima volta a Milano. Le voci di Patrizia Bovi, Fadia Tomb El-Hage e Françoise Atlan, accompagnate dagli strumenti di Gabriele Miracle e Peppe Frana, si uniranno per celebrare la tradizione musicale e vocale della religione islamica, cristiana ed ebraica, a testimonianza di come la musica sia, da sempre, un linguaggio universale in grado di unire i popoli. Tre voci sublimi che delineano un percorso contemplativo in cui parole e musica superano le diversità di credo e si combinano nella fede in un unico Dio.

Creato a conclusione delle due mostre sulle Tre Religioni del Libro («Religions of the Book») e sui luoghi di pellegrinaggio («Sacred Places, Sacred Books») tenutesi al MAS e all’Hendrik Conscience Heritage Library di Anversa su commissione di AMUZ, questo progetto unisce la tradizione musicale vocale delle tre grandi religioni monoteiste.
Patrizia Bovi ha invitato Fadia Tomb El-Hage e Françoise Atlan per esplorare rispettivamente la musica della parte mistica dell’Islam, quella della chiesa maronita d’Oriente e la tradizione ebraica sefardita. Alcuni canti nel programma vengono dalla tradizione sufi, come il canto iniziale Ayyuhal Nas, un invito alla preghiera, o Tala’al Badru ‘Alayna, i brani Kyrie eleison, Ya Khaliqual akwani e Abo Dkochto sono in aramaico, arabo e siriano. I canti della tradizione ebraica vengono dal Cantico dei Cantici o da repertori regionali come il giudaico provenzale Adonai bekol shofar, o i brani Ay madre e Cum mucha lecenzia che vengono dalle regioni balcaniche e dal Marocco, dove gli ebrei avevano trovato rifugio dopo la diaspora del 1492.
I canti cristiani sono, invece, preghiere e inni alla Vergine Maria della mistica Ildegarda di Bingen o conducti e mottetti tratti dal codice Las Huelgas del XIII secolo, manoscritto in uso al monastero femminile di Santa Maria di Las Huelgas a Burgos, oltre ad alcuni brani di tradizione orale come lo Stabat Mater di Calenzana (Corsica) e il canto di passione delle donne di Ischitella (Puglia) E lu giovedì sante.

Vendita sul posto, secondo disponibilità, 40 minuti prima di ogni concerto e presso la segreteria parrocchiale di S. Maria della Passione (via Conservatorio 16) dal lunedì al venerdì dalle 9.15 alle 12.00.
Abbonamenti: 140 euro (tel 02.76317176)
Prevendite biglietti (diritto di prevendita Euro 1,80):
Circuito Vivaticket www.vivaticket.it
Call center (servizi a pagamento): Vivaticket 892.234 (from outside Italy: +39.041.2719035) e Seat Pagine Gialle 89.24.24 (attivo 24 ore su 24)
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Sede del concerto
Basilica di Santa Maria della Passione
via Conservatorio 16
MM San Babila, tram 9, 23, bus 54, 61, 94
Per informazioni:
Associazione Culturale La Cappella Musicale
via Vincenzo Bellini 2 - 20122 Milano
tel e fax 02.76317176          e-mail mail@lacappellamusicale.com
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Direzione Artistica: Maurizio Salerno

Coordinamento e comunicazione: Lucia Olivares, Luana Castelli, Federica Parati

2016_07_14 MILANO ARTE MUSICA 2016 in programma musiche di Bonporti

MAM2016 
MILANO ARTE MUSICA 2016 (X edizione)
dal 7 luglio al 25 agosto 2016

Giovedì 14 luglio 2016_07_14, ore 20.30
Chiesa di San Bernardino alle Monache
Via Lanzone 13, Milano
F. A. Bonporti: Sonate a due violini e b.c. op. 1
BIGLIETTI  posto unico 10 euro
PROGRAMMA
Francesco Antonio Bonporti (1672-1749)
Sonata I in re maggiore 
Adagio, allegro - Allegro - Grave - Lento, allegro, lento, allegro

Sonata II in si bemolle maggiore
Adagio, vivace, adagio, vivace, adagio, vivace, adagio - Alla breve, adagio - Grave - Allegro

Sonata III in sol minore 
Largo - Allegro - Adagio - Con spirito

Sonata IV in si minore 
Grave - Allegro - Andante - Spiritoso 

Sonata V in re minore 
Andante - Vivace - Grave - Allegro e presto, adagio, allegro, adagio, allegro, alla breve

Sonata VI in fa maggiore
Largo - Allegro - Adagio - Presto e allegro 

Sonata VII in mi maggiore
Allegro, adagio, allegro, adagio, allegro, adagio - Allegro e puntato, adagio - Grave, presto, grave - Prestissimo

Sonata VIII in la minore
Adagio - Vivace - Largo - Presto presto e unito 

Sonata IX in do maggiore 
Vivace, adagio - Allegro - Adagio assai, allegro, adagio assai, allegro, adagio, allegro, adagio - Presto 

Sonata X in la maggiore
Spiccato - Tempo giusto - Adagio e spiccato, spiccato - Presto

Il secondo appuntamento dedicato all’esecuzione integrale di opere monografiche vede protagonista Camerata Musicae, per la prima volta a Milano Arte Musica.
Giovedì 14 luglio alle ore 20.30, l’ensemble strumentale, composto da giovani allievi della Scuola Civica di Musica di Milano C. Abbado, proporrà al pubblico l’opera prima di Francesco Bonporti, eseguendo le sonate a tre per due violini e basso continuo – pubblicate nel 1696 – nella coinvolgente atmosfera di San Bernardino alle Monache.

Pur essendo un ottimo violinista e un compositore capace, Bonporti non si considerò mai un musicista professionista, bensì un dilettante, nel senso di chi trae piacere estetico nella pratica dell’arte musicale, senza dover suonare per vivere. La famiglia benestante gli permise di compiere i suoi studi universitari, completati e Innsbruck (1688-91) e poi di trasferirsi a Roma, allievo del Collegio Germanico (1691-95). Musicalmente Roma era la capitale del mondo, con i maggiori innovatori del nuovo stile strumentale attivi in quegli anni (Corelli, Pasquini, Scarlatti). Sembra che Bonporti abbia avuto contatti per lezioni sia con Arcangelo Corelli sia con il musicografo Giovanni Antonio Pitoni, uno dei grandi eruditi del tempo, che stava redigendo in quegli anni la sua monumentale Guida Armonica, una raccolta teorico pratica di tutta la musica, divisa per i diversi stili. Con molta probabilità Pitoni discusse a fondo delle caratteristiche dello stile che egli considerava il più moderno in assoluto, quello della libera invenzione strumentale tipica di Corelli.  Di romano, e in particolare corelliano, c’è molto nelle dieci triosonate con le quali Bonporti inaugura la sua carriera di compositore dilettante. Le due parti acute, affidate ai violini, dialogano costantemente fra loro, in giochi di serrate imitazioni, botta e risposta, echi, secondo gli stilemi delle più moderne composizioni da camera. Si diceva sonate in trio, perché la parte grave, affidata agli strumenti del continuo (formazione variabile a seconda delle disponibilità dei musicisti e delle tasche dei mecenati), non agisce come semplice accompagnamento, ma riprende molto spesso gli spunti tematici proposti dai violini, procedendo con una linea autonoma e indipendente.
Mentre altri compositori del nord, come Dall’Abaco, erano più attenti alla lezione formale di Corelli e cercavano di espanderla e renderla più chiara, Bonporti è maggiormente interessato alla melodia, sia nel suo insieme, sia nei dettagli. All’ascolto, le sue sonate sono estremamente godibili, anche perché basate su incisi tematici molto semplici. Si tratta di gesti strumentali brevi, ma molto efficaci, che si susseguono secondo una teatralità basata sul contrasto. Questo fa sì che l’ascoltatore venga catturato dal gioco delle tre linee melodiche, in modi sempre diversi. A volte si tratta di bruschi cambi di tempo, a volte di giochi dinamici, altre ancora di esitazioni su situazioni armoniche particolarmente aspre (cioè accordi che subiscono un’alterazione rispetto a come si presentano normalmente in quel contesto) per ragioni espressive. Il risultato è una conversazione a tre, garbata ed elegante, alla quale l’ascoltatore viene introdotto grazie a chi, sul palco, fa rivivere queste musiche, arricchendole anche della propria personalità. Infatti, una grande parte della resa artistica è lasciata al gusto degli esecutori, che hanno il compito di ornare e diminuire le linee melodiche di Bonporti, per renderle ancora più attraenti, o meglio, affettuose.
Vendita sul posto, secondo disponibilità, 40 minuti prima di ogni concerto e presso la segreteria parrocchiale di S. Maria della Passione (via Conservatorio 16) dal lunedì al venerdì dalle 9.15 alle 12.
Abbonamenti: 140 euro (tel 02.76317176)
Prevendite biglietti (diritto di prevendita Euro 1,80):
Circuito Vivaticket www.vivaticket.it
Call center (servizi a pagamento): Vivaticket 892.234 (from outside Italy: +39.041.2719035) e Seat Pagine Gialle 89.24.24 (attivo 24 ore su 24)
App Vivaticket Mobile per iPhone e Android disponibile sull’app Store e su Google play
Punti vendita Vivaticket, elenco alla pagina http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg[ricercaPV]

Sede del concerto Chiesa di San Bernardino alle Monache
via Lanzone 13  MM Sant’Ambrogio, tram 2, 14, bus 50, 58, 94
Per informazioni:
Associazione Culturale La Cappella Musicale
via Vincenzo Bellini 2 - 20122 Milano
tel e fax 02.76317176 e-mail mail@lacappellamusicale.com
twitter @lacappellamusic


2016_07_11 MILANO ARTE MUSICA 2016 concerto de La Magnifica Comunitàe

MAM2016 
MILANO ARTE MUSICA 2016 (X edizione)
dal 7 luglio al 25 agosto 2016

Lunedì 11 Luglio 2016_07_11 ore 18.30 e ore 20.30
Chiesa di San Sepolcro (Biblioteca Ambrosiana)
Piazza San Sepolcro, Milano
Antonio Vivaldi: Sonate per violino op. 2
Sonate 1-6: ore 18.30
Sonate 7-12: ore 20.30
posto unico 10 Euro

ORE 18.30

Antonio Vivaldi (1678-1741)
Sonata n. 1 in sol minore, RV 27
Preludio. Andante, Giga. Allegro, Sarabanda. Largo, Corrente. Allegro 
Sonata n. 2 in la maggiore, RV 31
Preludio a capriccio, Corrente. Allegro, Adagio, Giga. Allegro 

Sonata n. 3 in re minore, RV 14
Preludio. Andante, Corrente. Allegro, Adagio, Giga. Allegro

Sonata n. 4 in fa maggiore, RV 20
Andante, Allemanda. Allegro, Sarabanda. Andante, Corrente. Pesto 

Sonata n. 5 in si minore, RV 36
Preludio. Andante, Corrente. Allegro, Giga. Presto

Sonata n. 6 in do maggiore, RV 1
Preludio. Andante, Allemanda. Presto, Giga. Allegro

ORE 20.30

Antonio Vivaldi (1678-1741)
Sonata n. 7 in do minore, RV 8
Preludio. Andante, Allemanda. Allegro, Corrente. Allegro

Sonata n. 8 in sol maggiore, RV 23
Preludio. Largo, Giga. Presto, Corrente. Allegro

Sonata n. 9 in mi minore, RV 16
Preludio. Andante, Capriccio. Allegro, Giga. Allegro, Gavotta. Presto 

Sonata n. 10 in fa minore, RV 21
Preludio. Largo, Allemanda. Allegro, Giga. Allegro

Sonata n. 11 in re maggiore, RV 9
Preludio. Andante, Fantasia. Presto, Gavotta. Allegro

Sonata n. 12 in la minore, RV 32
Preludio. Largo, Capriccio. Presto, Grave, Allemanda. Allegro 

Lunedì 11 luglio, nella chiesa di San Sepolcro, Milano Arte Musica ospita per la prima volta Enrico Casazza e La Magnifica Comunità, e si affida al loro virtuosismo per l’esecuzione, in un doppio appuntamento, delle Sonate per violino e basso continuo op. II di Antonio Vivaldi: alle 18.30 verranno eseguite le Sonate 1-6, alle 20.30 le Sonate 7-12. Il doppio concerto segna il primo degli appuntamenti dedicati all’esecuzione integrale di opere monografiche di autori che hanno fortemente innovato il Barocco musicale, influenzando generazioni successive di musicisti e compositori.

Gli anni dal 1703 al 1709 sono, per Antonio Vivaldi, il momento d’affermazione sia come compositore maturo, sia come virtuoso del violino. Le dodici Sonate a violino e basso per il cembalo op. II (1709) sono la prima raccolta che egli dedica a uno strumento solista, dopo l’esordio del 1705 (forse retrodatabile al 1703) con le sonate a tre. Proprio quest’ultima tipologia era considerata il banco di prova per i giovani compositori, che, seguendo l’esempio delle sonate corelliane, dovevano dimostrare la loro disinvoltura nel maneggio dei materiali musicali, ovvero la capacità di metter in dialogo le parti e di costruire un buon ordito contrappuntistico ‘alla moderna’.
Diversamente andava per le sonate solistiche, dove l’attenzione si spostava sulla padronanza della melodia e della tecnica strumentale. Sempre di più, infatti, allo strumento veniva richiesto di rivaleggiare con quanto la voce umana riusciva a compiere sul palco dei teatri: alle prime donne non potevano che rispondere “le prime parti”. Non è quindi un caso che lo strumento scelto per oltre i due terzi delle sonate solistiche vivaldiane sia proprio il violino. Sin da questa prima raccolta, Vivaldi dimostra totale controllo e capacità di sfruttare appieno le potenzialità timbriche ed espressive di questo strumento, nella sua forma compiuta e ‘moderna’, come usciva in quelli stessi anni ad esempio dalla bottega di Antonio Stradivari.
Dedicate al re Federico IV di Danimarca e Norvegia e forse eseguite in occasione del suo passaggio in città, tra la fine del 1708 e l’inizio del 1709, alle sonate op. II è stata attribuita anche una valenza didattica, visto che Vivaldi aveva già assunto il posto d’insegnante. Si pensa, infatti, che le diverse e crescenti difficoltà tecniche siano presentate in maniera da offrire alle allieve dell’Ospedale della Pietà materiali musicali sui quali affinare le loro capacità esecutive e il loro gusto interpretativo.
Legate al modello della sonata da camera, tutte le sonate presentano un preludio iniziale e, tranne la n. 2, sono in quattro o tre tempi distinti. Per molti movimenti la struttura è quella binaria, con la possibilità di eseguire ornamentazioni anche estemporanee nella ripetizione delle due sezioni. Prevalenti sono i movimenti di danza stilizzata, ai quali sono accostati i due capricci e la fantasia, rispettivamente nelle sonate n. 9 e 12 e nella n. 11. I tempi lenti offrono maggior spazio per l’esplorazione di figurazioni espressive, quasi in stile recitativo, come nel caso dell’Adagio, terzo tempo della sonata n. 2, che è anche l’unico movimento ad essere scritto in una tonalità diversa (fa diesis minore) rispetto a quella d’impianto.
Vivaldi dimostra una piena maturità nella gestione fra la parte solistica e il basso. Anzi, come giustamente osserva Cesare Fertonani, sembra essere “il rapporto più intenso e il più contrappuntisticamente elaborato dell’intera produzione vivaldiana di sonate solistiche.” In alcuni casi lo stesso materiale viene riproposto sia dal violino sia dal cembalo, in altri al basso è affidata una parte non solo di supporto armonico, ma anche di ricerca virtuosistica, tramite l’inserimento di passaggi veloci in dialogo, nuovamente, con la parte superiore. Non deve poi stupire l’ascoltatore il fatto che siano presenti più strumenti nella realizzazione della parte del basso. Se il clavicembalo, anche nel titolo, ha un ruolo privilegiato, le sfumature di colore degli altri strumenti che realizzano le armonie (violoncello barocco, tiorba e organo) contribuiscono in maniera determinante alla riuscita del dialogo e al sostentamento della parte acuta affidata al violino.
La ricerca virtuosistica si sente forse in maniera più evidente nel Capriccio della sonata n. 12, per l’insistenza sui registri acuto e sovracuto, con certi arpeggi che ricordano gli episodi solistici dei concerti dell’Estro armonico.  

UNA PROMOZIONE RISERVATA AGLI ASCOLTATORI DI MILANO ARTE MUSICA

Grazie alla collaborazione con MilanoCard, che gestisce l’apertura e le visite alla Cripta di San Sepolcro appena restaurata e riaperta al pubblico, gli ascoltatori di Milano Arte Musica hanno diritto allo sconto del 10% sul prezzo del biglietto d’ingresso alla cripta. Per avvalersi di questa opportunità è sufficiente presentare il biglietto per uno dei concerti del festival alla biglietteria della cripta.

In occasione del concerto di lunedì 11 luglio, proprio per favorire la visita da parte del pubblico di Milano Arte Musica, la Cripta di San Sepolcro rimarrà aperta fino alle ore 22.30.


Informazioni Cripta di San Sepolcro:
Orario di apertura: tutti i giorni dalle ore 12.00 alle ore 20.00
Ingresso e biglietti da Piazza San Sepolcro, lato destro della Chiesa
Biglietti: ingresso intero 10€; accesso gratuito per bambini accompagnati dai genitori (formula famiglia, biglietto richiesto solo per i genitori), per le guide turistiche e per gli accompagnatori di disabili (1 ogni 4)
Contatti: email cripta@milantourismpoint.com, telefono: +39.340.4085729, sito http://www.criptasansepolcromilano.it/

Vendita sul posto, secondo disponibilità, 40 minuti prima di ogni concerto e presso la segreteria parrocchiale di S. Maria della Passione (via Conservatorio 16) dal lunedì al venerdì dalle 9.15 alle 12.00.
Abbonamenti: 140 euro (tel 02.76317176)
Prevendite biglietti (diritto di prevendita Euro 1,80):
Circuito Vivaticket www.vivaticket.it
Call center (servizio a pagamento): Vivaticket 892.234 (from outside Italy: +39.041.2719035)
App Vivaticket Mobile per iPhone e Android disponibile sull’app Store e su Google play
Punti vendita Vivaticket, elenco alla pagina http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg[ricercaPV]

SEDE DEL CONCERTO
Chiesa di San Sepolcro (Biblioteca Ambrosiana)
Piazza San Sepolcro
MM Duomo, tram 1, 2, 3, 12, 14, 15, 16, 24, 27

Per informazioni:
Associazione Culturale La Cappella Musicale
via Vincenzo Bellini 2 - 20122 Milano
tel e fax 02.76317176            e-mail mail@lacappellamusicale.com
twitter @lacappellamusic

Direzione Artistica: Maurizio Salerno
Coordinamento e comunicazione: Lucia Olivares, Luana Castelli, Federica Parati

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