ALESSANDRO BARICCO togliere i finanziamenti a SPETTACOLI & CULTURA

"In questi tempi di crisi non si può più pensare che tutta la cultura sia finanziata con i fondi statali. L'intervento pubblico ha prodotto stagnazione. Basta soldi pubblici al teatro meglio puntare su scuola e Tv" ALESSANDRO BARICCO

in ROSSO = evidenzio frasi di Baricco
in BLU = vedi i miei commenti

Sotto la lente della crisi economica, piccole crepe diventano enormi, nella ceramica di tante vite individuali, ma anche nel muro di pietra del nostro convivere civile.
Una che si sta spalancando, non sanguinosa ma solenne, è quella che riguarda le sovvenzioni pubbliche alla cultura.
Il fiume di denaro che si riversa in teatri, musei, festival, rassegne, convegni, fondazioni e associazioni.

Io prenderei ad esempio il nucleo fondamentale della nostra società: LA FAMIGLIA
piccole crepe diventano enormi
In un momento di crisi ogni famiglia deve fare i conti con le entrate e le uscite.
 
1) se le entrate sono SOLO lo stipendio che arriva da un lavoro dipendente non ci sono molte possibilità di intervento sulle entrate, forse chiedere l'aumento??
Ma se c'è crisi è più facile perdere il proprio lavoro che vedere un aumento dello stipendio.
 
2) se le entrate sono le PENSIONI, idem come per lo stipendio salvo un minimo di adeguamento annuale che già esiste e che lo stato potrebbe ritoccare aumentandolo.
In questo caso però con una percentuale inversa rispetto al massimale dell'importo erogato. Chi più prende meno aumenta!!
 
3) se le entrate derivano da una attività, magari basta ritoccare i prezzi e magari si continua comunque a vendere e le entrate se non aumentano almeno sopportano meglio la crisi.
 
QUINDI OCCORRE OPERARE TAGLI SULLE USCITE, PERFETTO
 

sovvenzioni pubbliche alla cultura
1) governo dopo governo alla cultura si fanno dei tagli
2) ci sono i grandi enti di IMPORTANZA NAZIONALE che DEVONO essere sempre salvati, SCALA, ARENA DI VERONA???
3) lo STATO eroga a loro cifre enormi quando sono gli unici che hanno un incasso garantino
4) perchè non si finanziona con gli incassi e riduco le loro spese
 

fiume di denaro che si riversa in teatri, musei, festival, rassegne, convegni, fondazioni e associazioni
1) vedi sopra
2) il problema è quali sono i soggetti che ricevono i SOLDONI e chi ha deciso, con quale capacità critica di DARGLIELI
3) il problema è stato e sarà che saranno ancora dati TROPPI SOLDI a chi siautopagherà uno stipendio di 62.000 Euro/Anno più appartamento, più spese pagate, luce, uffici gratuti dal Comune e quanto altro per produrre tre/quattro eventi
mentre
se i soli,  dico SOLI, 62.000 Euro se fossero stati stanziati come UNICO investimento culturale della città avrebbero potuto produrre anni di avvenimenti formativi in campo culturale di grande valore anche se di costo minimale rispetto a quanto buttato al vento senza lasciare ai posteri che un ENORME BUCO FINANZIARIO. (il caso è reale e può essere docuementato)

 
Dato che il fiume si sta estinguendo, ci si interroga. Si protesta. Si dibatte. Un commissariamento qui, un'indagine per malversazione là, si collezionano sintomi di un'agonia che potrebbe anche essere lunghissima, ma che questa volta non lo sarà. Sotto la lente della crisi economica, prenderà tutto fuoco, molto più velocemente di quanto si creda.

In situazioni come queste, nei film americani puoi solo fare due cose: o scappi o pensi molto velocemente. Scappare è inelegante. Ecco il momento di pensare molto velocemente. Lo devono fare tutti quelli cui sta a cuore la tensione culturale del nostro Paese, e tutti quelli che quella situazione la conoscono da vicino, per averci lavorato, a qualsiasi livello. Io rispondo alla descrizione, quindi eccomi qui. In realtà mi ci vorrebbe un libro per dire tutto ciò che penso dell'intreccio fra denaro pubblico e cultura, ma pensare velocemente vuol dire anche pensare l'essenziale, ed è ciò che cercherò di fare qui.

Se cerco di capire cosa, tempo fa, ci abbia portato a usare il denaro pubblico per sostenere la vita culturale di un Paese, mi vengono in mente due buone ragioni.
Prima: allargare il privilegio della crescita culturale, rendendo accessibili i luoghi e i riti della cultura alla maggior parte della comunità.
Seconda: difendere dall'inerzia del mercato alcuni gesti, o repertori, che probabilmente non avrebbero avuto la forza di sopravvivere alla logica del profitto, e che tuttavia ci sembravano irrinunciabili per tramandare un certo grado di civiltà.

A queste due ragioni ne aggiungerei una terza, più generale, più sofisticata, ma altrettanto importante: la necessità che hanno le democrazie di motivare i cittadini ad assumersi la responsabilità della democrazia: il bisogno di avere cittadini informati, minimamente colti, dotati di principi morali saldi, e di riferimenti culturali forti.
 
[ma è vero che si eroga alla cultura per creare cittadini coli ed informati?? Visto che si spendono soldi per oscenità in luogo pubblico, cacca in giardino, effusioni sotto le lenzuola e quanto altro di più come ne LA CASA DEL GRANDE FRATELLO e simili ISOLE dei FAMOSI (prima o dopo) mi sembra che si spenda per formare dei DEFICIENTI più che acculturare i miseri sprovveduti]
 
Nel difendere la statura culturale del cittadino, le democrazie salvano se stesse, come già sapevano i greci del quinto secolo, e come hanno perfettamente capito le giovani e fragili democrazie europee all'indomani della stagione dei totalitarismi e delle guerre mondiali. [come dice Baricco le democrazie !! non qualcosaltro]
Adesso la domanda dovrebbe essere: questi tre obbiettivi, valgono ancora?
Abbiamo voglia di chiederci, con tutta l'onestà possibile, se sono ancora obbiettivi attuali? Io ne ho voglia. E darei questa risposta: probabilmente sono ancora giusti, legittimi, ma andrebbero ricollocati nel paesaggio che ci circonda. Vanno aggiornati alla luce di ciò che è successo da quando li abbiamo concepiti. Provo a spiegare.

Prendiamo il primo obbiettivo: estendere il privilegio della cultura, rendere accessibili i luoghi dell'intelligenza e del sapere. Ora, ecco una cosa che è successa negli ultimi quindici anni nell'ambito dei consumi culturali: una reale esplosione dei confini, un'estensione dei privilegi, e un generale incremento dell'accessibilità. L'espressione che meglio ha registrato questa rivoluzione è americana: the age of mass intelligence, l'epoca dell'intelligenza di massa.

Oggi non avrebbe più senso pensare alla cultura come al privilegio circoscritto di un'élite abbiente: è diventata un campo aperto in cui fanno massicce scorribande fasce sociali che da sempre erano state tenute fuori dalla porta. Quel che è importante è capire perché questo è successo. Grazie al paziente lavoro dei soldi pubblici? No, o almeno molto di rado, e sempre a traino di altre cose già successe. La cassaforte dei privilegi culturali è stata scassinata da una serie di cause incrociate: Internet, globalizzazione, nuove tecnologie, maggior ricchezza collettiva, aumento del tempo libero, aggressività delle imprese private in cerca di un'espansione dei mercati. Tutte cose accadute nel campo aperto del mercato, senza alcuna protezione specifica di carattere pubblico.

Se andiamo a vedere i settori in cui lo spalancamento è stato più clamoroso, vengono in mente i libri, la musica leggera, la produzione audiovisiva: sono ambiti in cui il denaro pubblico è quasi assente. Al contrario, dove l'intervento pubblico è massiccio, l'esplosione appare molto più contratta, lenta, se non assente:
pensate all'opera lirica,
alla musica classica,
al teatro,
se non sono stagnanti, poco ci manca. Non è il caso di fare deduzioni troppo meccaniche, ma l'indizio è chiaro: se si tratta di eliminare barriere e smantellare privilegi, nel 2009, è meglio lasciar fare al mercato e non disturbare. Questo non significa dimenticare che la battaglia contro il privilegio culturale è ancora lontana dall'essere vinta: sappiamo bene che esistono ancora grandi caselle del Paese in cui il consumo culturale è al lumicino. Ma i confini si sono spostati. Chi oggi non accede alla vita culturale abita spazi bianchi della società che sono raggiungibili attraverso due soli canali: scuola e televisione.
Quando si parla di fondi pubblici per la cultura, non si parla di scuola e di televisione.
Sono soldi che spendiamo altrove. Apparentemente dove non servono più.
Se una lotta contro l'emarginazione culturale è sacrosanta, noi la stiamo combattendo su un campo in cui la battaglia è già finita.

Secondo obbiettivo: la difesa di gesti e repertori preziosi che, per gli alti costi o il relativo appeal, non reggerebbero all'impatto con una spietata logica di mercato. Per capirci: salvare le regie teatrali da milioni di euro, La figlia del reggimento di Donizetti, il corpo di ballo della Scala, la musica di Stockhausen, i convegni sulla poesia dialettale, e così via. Qui la faccenda è delicata. Il principio, in sé, è condivisibile. Ma, nel tempo, l'ingenuità che gli è sottesa ha raggiunto livelli di evidenza quasi offensivi.

Il punto è: solo col candore e l'ottimismo degli anni Sessanta si poteva davvero credere che la politica, l'intelligenza e il sapere della politica, potessero decretare cos'era da salvare e cosa no. Se uno pensa alla filiera di intelligenze e saperi che porta dal ministro competente giù fino al singolo direttore artistico, passando per i vari assessori, siamo proprio sicuri di avere davanti agli occhi una rete di impressionante lucidità intellettuale, capace di capire, meglio di altri, lo spirito del tempo e le dinamiche dell'intelligenza collettiva?
Con tutto il rispetto, la risposta è no.
Potrebbero fare di meglio i privati, il mercato? Probabilmente no, ma sono convinto che non avrebbero neanche potuto fare di peggio.

Mi resta la certezza che l'accanimento terapeutico su spettacoli agonizzanti, e ancor di più la posizione monopolistica in cui il denaro pubblico si mette per difenderli, abbiano creato guasti imprevisti di cui bisognerebbe ormai prendere atto.
Non riesco a non pensare, ad esempio, che l'insistita difesa della musica contemporanea abbia generato una situazione artificiale da cui pubblico e compositori, in Italia, non si sono più rimessi: chi scrive musica non sa più esattamente cosa sta facendo e per chi, e il pubblico è in confusione, tanto da non capire neanche più Allevi da che parte sta (io lo so, ma col cavolo che ve lo dico).

Oppure: vogliamo parlare dell'appassionata difesa del teatro di regia, diventato praticamente l'unico teatro riconosciuto in Italia?
Adesso possiamo dire con tranquillità che ci ha regalato tanti indimenticabili spettacoli, ma anche che ha decimato le file dei drammaturghi e complicato la vita degli attori: il risultato è che nel nostro paese non esiste quasi più quel fare rotondo e naturale che mettendo semplicemente in linea uno che scrive, uno che recita, uno che mette in scena e uno che ha soldi da investire, produce il teatro come lo conoscono i paesi anglosassoni: un gesto naturale, che si incrocia facilmente con letteratura e cinema, e che entra nella normale quotidianità della gente.

Come vedete, i principi sarebbero anche buoni, ma gli effetti collaterali sono incontrollati. Aggiungo che la vera rovina si è raggiunta quando la difesa di qualcosa ha portato a una posizione monopolistica. Quando un mecenate, non importa se pubblico o privato, è l'unico soggetto operativo in un determinato mercato, e in più non è costretto a fare di conto, mettendo in preventivo di perdere denaro, l'effetto che genera intorno è la desertificazione. Opera, teatro, musica classica, festival culturali, premi, formazione professionale: tutti ambiti che il denaro pubblico presidia più o meno integralmente. Margini di manovra per i privati: minimi.
Siamo sicuri che è quello che vogliamo?
Siamo sicuri che sia questo il sistema giusto per non farci derubare dell'eredità culturale che abbiamo ricevuto e che vogliamo passare ai nostri figli?

Terzo obbiettivo: nella crescita culturale dei cittadini le democrazie fondano la loro stabilità. Giusto.
Ma ho un esempietto che può far riflettere, fatalmente riservato agli elettori di centrosinistra. Berlusconi. Circola la convinzione che quell'uomo, con tre televisioni, più altre tre a traino o episodicamente controllate, abbia dissestato la caratura morale e la statura culturale di questo Paese dalle fondamenta: col risultato di generare, quasi come un effetto meccanico, una certa inadeguatezza collettiva alle regole impegnative della democrazia. Nel modo più chiaro e sintetico ho visto enunciata questa idea da Nanni Moretti, nel suo lavoro e nelle sue parole. Non è una posizione che mi convince (a me Berlusconi sembra più una conseguenza che una causa) ma so che è largamente condivisa, e quindi la possiamo prendere per buona.
E chiederci: come mai la grandiosa diga culturale che avevamo immaginato di issare con i soldi dei contribuenti (cioè i nostri) ha ceduto per così poco?

Bastava mettere su tre canali televisivi per aggirare la grandiosa cerchia di mura a cui avevamo lavorato?
Evidentemente sì. E i torrioni che abbiamo difeso, i concerti di lieder, le raffinate messe in scena di Cechov, la Figlia del reggimento, le mostre sull'arte toscana del quattrocento, i musei di arte contemporanea, le fiere del libro? Dov'erano, quando servivano? Possibile che non abbiano visto passare il Grande Fratello? Sì, possibile. E allora siamo costretti a dedurre che la battaglia era giusta, ma la linea di difesa sbagliata. O friabile. O marcia. O corrotta. Ma più probabilmente: l'avevamo solo alzata nel luogo sbagliato.
[Com'era bella la RAI quando era in bianco e nero con teatro in prima serata ogni venerdì sera, con ragazzi che andavano con i genitori in latteria, dove c'era la TiVù per vederli pagando solo una bibita, visto che la TiVù in casa non c'era e che il teatro costava]
Riassunto. L'idea di avvitare viti nel legno per rendere il tavolo più robusto è buona: ma il fatto è che avvitiamo a martellate, o con forbicine da unghie. Avvitiamo col pelapatate. Fra un po' avviteremo con le dita, quando finiranno i soldi.

Cosa fare, allora? Tenere saldi gli obbiettivi e cambiare strategia, è ovvio. A me sembrerebbe logico, ad esempio, fare due, semplici mosse, che qui sintetizzo, per l'ulcera di tanti.

1. Spostate quei soldi, per favore, nella scuola e nella televisione.
Il Paese reale è lì, ed è lì la battaglia che dovremmo combattere con quei soldi. Perché mai lasciamo scappare mandrie intere dal recinto, senza battere ciglio, per poi dannarci a inseguire i fuggitivi, uno ad uno, tempo dopo, a colpi di teatri, musei, festival, fiere e eventi, dissanguandoci in un lavoro assurdo? Che senso ha salvare l'Opera e produrre studenti che ne sanno più di chimica che di Verdi?
 
Cosa vuol dire pagare stagioni di concerti per un Paese in cui non si studia la storia della musica neanche quando si studia il romanticismo?
 
Perché fare tanto i fighetti programmando teatro sublime, quando in televisione già trasmettere Benigni pare un atto di eroismo?
Con che faccia sovvenzionare festival di storia, medicina, filosofia, etnomusicologia, quando il sapere, in televisione - dove sarebbe per tutti - esisterà solo fino a quando gli Angela faranno figli? Chiudete i Teatri Stabili e aprite un teatro in ogni scuola. Azzerate i convegni e pensate a costruire una nuova generazione di insegnanti preparati e ben pagati. Liberatevi delle Fondazioni e delle Case che promuovono la lettura, e mettete una trasmissione decente sui libri in prima serata.
Abbandonate i cartelloni di musica da camera e con i soldi risparmiati permettiamoci una sera alla settimana di tivù che se ne frega dell'Auditel.
[ su questo devo dire che il mio avvicinamento alla musica da camera è avvenuto con i vari concerti proposti in città mentre oggi tutti si sono disabiutati ad ascoltarla. Quando propongo uno strumento solo mi si chiede --- ma non si può fare venire qualcun'altro in più - Ughi vale meno di un trio, ed un trio meno di un quartetto, una orchestra da camera meno di una sinfonica, più sono più valgono per cui finaziamo solo TE DEUM di Berlioz o SINFONIA DEI MILLE di Mahler]
Lo dico in un altro modo: smettetela di pensare che sia un obbiettivo del denaro pubblico produrre un'offerta di spettacoli, eventi, festival: non lo è più. Il mercato sarebbe oggi abbastanza maturo e dinamico da fare tranquillamente da solo. Quei soldi servono a una cosa fondamentale, una cosa che il mercato non sa e non vuole fare:
formare un pubblico consapevole, colto, moderno.
E farlo là dove il pubblico è ancora tutto, senza discriminazioni di ceto e di biografia personale: a scuola, innanzitutto, e poi davanti alla televisione.
La funzione pubblica deve tornare alla sua vocazione originaria: alfabetizzare. C'è da realizzare una seconda alfabetizzazione del paese, che metta in grado tutti di leggere e scrivere il moderno. Solo questo può generare uguaglianza e trasmettere valori morali e intellettuali. Tutto il resto, è un falso scopo.

2. Lasciare che negli enormi spazi aperti creati da questa sorta di ritirata strategica si vadano a piazzare i privati.
Questo è un punto delicato, perché passa attraverso la distruzione di un tabù: la cultura come business. Uno ha in mente subito il cattivo che arriva e distrugge tutto. Ma, ad esempio, la cosa non ci fa paura nel mondo dei libri o dell'informazione: avete mai sentito la mancanza di una casa editrice o di un quotidiano statale, o regionale, o comunale? Per restare ai libri: vi sembrano banditi Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, Adelphi, per non parlare dei piccoli e medi editori? Vi sembrano pirati i librai? È gente che fa cultura e fa business. Il mondo dei libri è quello che ci consegnano loro. Non sarà un paradiso, ma l'inferno è un'altra cosa. E allora perché il teatro no? Provate a immaginare che nella vostra città ci siano quattro cartelloni teatrali, fatti da Mondadori, De Agostini, Benetton e vostro cugino. È davvero così terrorizzante? Sentireste la lancinante mancanza di un Teatro Stabile finanziato dai vostri soldi?

Quel che bisognerebbe fare è creare i presupposti per una vera impresa privata nell'ambito della cultura.
 
Crederci e, col denaro pubblico, dare una mano, senza moralismi fuori luogo. Se si hanno timori sulla qualità del prodotto finale o sull'accessibilità economica dei servizi, intervenire a supportare nel modo più spudorato. Lo dico in modo brutale: abituiamoci a dare i nostri soldi a qualcuno che li userà per produrre cultura e profitti.
 
Basta con l'ipocrisia delle associazioni o delle fondazioni, che non possono produrre utili: come se non fossero utili gli stipendi, e i favori, e le regalie, e l'autopromozione personale, e i piccoli poteri derivati.
 
Abituiamoci ad accettare imprese vere e proprie che producono cultura e profitti economici, e usiamo le risorse pubbliche per metterle in condizione di tenere prezzi bassi e di generare qualità. Dimentichiamoci di fargli pagare tasse, apriamogli l'accesso al patrimonio immobiliare delle città, alleggeriamo il prezzo del lavoro, costringiamo le banche a politiche di prestito veloci e superagevolate.

Il mondo della cultura e dello spettacolo, nel nostro Paese, è tenuto in piedi ogni giorno da migliaia di persone, a tutti i livelli, che fanno quel lavoro con passione e capacità [e molte volte sono costretti a pagare di tasca propria per produrre momenti artistici di grande qualità che altrimenti nessuno, dico nessuno caccerebbe 50 Euro per finanziarli]
Diamogli la possibilità di lavorare in un campo aperto, sintonizzato coi consumi reali, alleggerito dalle pastoie politiche, e rivitalizzato da un vero confronto col mercato.
Sono grandi ormai, chiudiamo questo asilo infantile.
Sembra un problema tecnico, ma è invece soprattutto una rivoluzione mentale. I freni sono ideologici, non pratici.
Sembra un'utopia, ma l'utopia è nella nostra testa: non c'è posto in cui sia più facile farla diventare realtà.
 

 
il testo di base è stato tratto da http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/spettacoli_e_cultura/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco.html sperando che siano esattamente le parole di Baricco.
 
 

2009 03 10 Concerto pianistico di Gabriele Prodi

Martedì, 10 marzo 2009 - ore 20.30
Auditorium della Vecchia Filanda - Cambiago, Milano
CMT - Centro Musicale Territoriale del Comune di Cambiago
 
Concerto pianistico di Gabriele Prodi

Programma
FRANZ JOSEPH HAYDN - Sonata in fa magg. Hob XVI: 23
FELIX MENDELSSOHN - Andante cantabile e Presto agitato in si magg.
MUSSORGSKIJ - Quadri di una esposizione


GABRIELE PRODI, pianoforte
Ha cominciato in giovanissima età lo studio del pianoforte con il M° Sergio Torri, diplomandosi presso il Conservatorio di Musica di Trento nel 1986 con il massimo dei voti e la lode. Successivamente ha seguito il corso triennale di perfezionamento tenuto dal M° Konstantin Bogino del Trio Čajkowskij, presso la Fondazione Musicale "S. Cecilia" di Portogruaro (VE). Privilegiando sempre il repertorio cameristico, ha tenuto concerti nell'ambito di importanti rassegne musicali in Italia (Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, Festival Mozart di Rovereto, Estate Musicale di Lanciano, Estate Musicale di Portogruaro, etc.), e all'estero in Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania, Spagna, Portogallo, Belgio e Grecia.
Classificatosi tra i vincitori del concorso nazionale per titoli ed esami per l'insegnamento di Pianoforte Complementare nei Conservatori di Musica, è stato chiamato in ruolo nel 1998. Dall'anno accademico 2004/05 insegna presso il Conservatorio di Musica "L. Marenzio" di Brescia.
Dal 2003 vive a Gessate, assieme alla moglie Daniela ed ai figli Francesco (9 anni), Anna (6 anni) e Gianluca (14 mesi), a cui dedica con tutto il cuore questa serata.
 
Centro Musicale Territoriale del Comune di Cambiago
Organizzazione: Musicisti Associati - Via John Fitzgerald Kennedy, 15 - 20040 CAMBIAGO (Milano)
www.musicadarte.com - Tel. 348 71 50 380  - Email: direzione@musicadarte.com - Partita IVA: 13223530158

2009 03 14 Offerta musicale Ricordando Luigi Rossi

Sabato 14 marzo 2009 - ore 21,15
Offerta musicale Ricordando Luigi Rossi
10 marzo 1979 -10 marzo 2009
"... e siamo ancora qui con te"
musiche di
Bach, Des Prez, Mozart, Perosi
Coro I cantori sampietrini
direttore Giovanni Scomparin
con la straordinaria partecipazione di
Coro stella alpina di Rho
direttore
GlANNI BORGHETTI
organista Maria Massimini
Chiesa Parrocchiale San Pietro
via Gorizia, 29 - Rho

2009 03 22 Oggi suono anch'io ore 11 Teatro Dal Verme

I Piccoli Pomeriggi Musicali
CONCERTO DI PRIMAVERA
Domenica 22 marzo 2009 alle ore 11.00 presso il Teatro Dal Verme (via San Giovanni Sul Muro, 2 – Milano) si terrà il Concerto di Primavera dell'Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali.
 
Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali
Direttore -  Daniele Parziani
Percussioni: Marco Contini, Gabriele Di Giacomo, Diego Verzeroli
Musiche di: Vivaldi, Boccherini, Purcell, Morelli, Gay
Biglietti Adulti Euro 5,00; Bambini Euro 3,00
Informazioni per il Pubblico:
Fondazione I Pomeriggi Musicali: Tel 02 87905
http://www.ipomeriggi.it  http://www.dalverme.org

Il Concerto di Primavera propone un'assoluta novità: una prima esecuzione di un brano composto da Walter Morelli per tre giovanissimi percussionisti solisti e orchestra.
Partecipando al Concerto sarà possibile accedere gratuitamente all'iniziativa Oggi suono anch'io !
Laboratorio Musicale allestito all'interno del Teatro dove i piccoli spettatori potranno vedere, toccare e provare a suonare vari strumenti a percussione che saranno illustrati dai giovani esecutori dell'orchestra.
Il Laboratorio si terrà dalle ore 10.00 alle 10.50 e saranno ammessi bambini di tutte le età.
 
Daniele Parziani
Ha studiato al Conservatorio G. Verdi di Milano con Daniele Gay e Fulvio Luciani, diplomandosi con il massimo dei voti. Ha suonato come solista e in diverse formazioni cameristiche per la Società dei Concerti di Milano, gli Amici del Loggione del Teatro alla Scala, Rai Radio Tre, Ravello Festival, la Guildhall School of Music di Londra, il Castello Schlöss Albeck in Austria, la Musik Saal di Düsseldorf, lo Stadt Casino di Basilea, il Palazzo dei Congressi di Madrid, il Palau della Musica Catalana di Barcellona e in diverse altre sale e teatri in Italia e all'estero.
È risultato vincitore di Rassegne e Concorsi (fra cui Vittorio Veneto e Postacchini), nonche' di una borsa di studio di seimila dollari offerta dall'Universita' di Boulder, Colorado-USA.
Amante del Tango, Daniele Parziani è primo violino del Quintetto Mirage, formazione che nasce in collaborazione con il bandoneonista Gilberto Pereyra. Ha inoltre suonato con il gruppo Tangoseis in Italia e all'estero, avendo avuto cosi' l'occasione di lavorare con la voce favorita dal Maestro Astor Piazzolla: quella di Milva.
Daniele Parziani si dedica all'attività dell'insegnamento della musica e del violino da diversi anni, lavorando con allievi di ogni età in diverse Scuole Musicali durante l'anno e in Corsi Estivi di Musica.
E' il Direttore dell'Orchestra de "I Piccoli Pomeriggi Musicali". 

2009 03 13 - Ginkgo Rassegne Speriamo che sia femmina

Rassegna cinematografica: tributo alle donne
GINKGO RASSEGNE 2009 "DONNE ALLA RIBALTA"

Presso la sala Consiliare di Villa Imbaldi
venerdì 13 marzo 2009 ore 21:00

SPERIAMO CHE SIA FEMMINA
Regia di Mario Monicelli (Commedia, Italia, 1986)
Interpreti:
Liv Ullmann, Catherine Deneuve, Giuliana De Sio, Stefania Sandrelli,
Lucrezia Lante Della Rovere, Athina Cenci,
Philippe Noiret, Bernard Blier, Giuliano Gemma, Paolo Hendel, Ron

INGRESSO LIBERO
 

2009 03 09 In nome della donna di Erri de Luca al Teatro Fraschini

Lunedì 9 marzo  2009 alle ore 21 si festeggia la donna  con lo spettacolo Nel nome della donna, progetto del Teatro Officina di Milano, ispirato a Nel nome della madre di Erri de Luca. Lo spettacolo, diretto da Massimo De Vita, è inserito nella rassegna Altri Percorsi della Stagione teatrale del Fraschini.
 
 
Lunedì 9 marzo 2009, ore 21.00
Teatro Officina
NEL NOME DELLA DONNA
Brani ispirati al testo di Erri de Luca
"Nel nome della madre" e testimonianze di madri straniere
regia Massimo de Vita
con Irene Quartana, Sacha Oliviero
paesaggi sonori  Emanuele "Manolo" Cedrone
scenografia Gianluca Martinelli e Carla Cipolla
fotografie Donatella De Vito (Casa della Carità)
durata 1 ora senza intervallo

Lo spettacolo  Nel nome della donna nasce da un progetto del Teatro Officina, della Casa della Carità e della Provincia di Milano con la volontà di raccogliere la voce totalmente inascoltata delle donne straniere, migranti e madri, spesso clandestine, che abitano mestamente le nostre città. Con queste interviste si assottiglia un buio pesante e profondo, lentamente emergono volti e storie che finalmente conquistano una luce troppo al lungo negata.
Attraverso la mediazione della ripresa filmata, sono finalmente emerse le storie (tre interviste ad una donna peruviana, una nigeriana, una Rom), verità che riportano l'attenzione anche su un altro tema fondamentale per la nostra società contemporanea: la solidarietà che nasce tra italiani e stranieri e stravolge un'immagine stereotipata dell'Italia.
Queste  testimonianze si alternano alle parole di Erri de Luca, tratte dal libro In nome della madre. La figura di Maria,  giovane madre che incarna anche il simbolo della clandestinità,  per nulla reticente, ma consapevole e fiera nel mostrare la gravidanza in tutta la sua dolcezza, parla di quel mistero in cui la vita si schiude.  Si trova però a fronteggiare una dimensione sociale che le è ostile: dovrà convincere Giuseppe, futuro sposo,  e sua madre; dovrà affrontare un viaggio verso una città che le negherà accoglienza. Un percorso narrativo e poetico  condotto con delicata allegria che contagia lo spettatore. Con spontaneità ed in solitudine verrà dato alla luce il figlio: il parto si trasforma così per la donna in un viaggio d'estasi, una partenza segnata dal piacere e dal contatto corporeo tra madre e figlio.
Il Teatro Officina di Milano è una  piccola e preziosa sala milanese che si è sempre distinta, fin dagli esordi nel 1973, per la forte matrice interculturale e di spiritualità laica. Anima da più di trent'anni di questo spazio culturale è Massimo De Vita, attore e regista, che ha condiviso l'arte con le eccellenze del nostro teatro, a partire da Giorgio Strehler e Paolo Grassi fino a Dario Fo e Franca Rame (con cui nel 1968 ha fondato la cooperativa Nuova Scena).  Costante è il lavoro del Teatro Officina  nei quartieri più disagiati della città,  anche a carattere  antropologico, alla riscoperta della tradizione e a favore dello scambio tra culture differenti:  raccoglie  testimonianze che restituisce alle comunità attraverso eventi che coinvolge i cittadini non come semplici spettatori ma come veri e propri co-autori.
PREZZI E MODALITA' DI ACQUISTO
Per i biglietti: Biglietteria del Teatro Fraschini (orari 11-13/17-19) tel. 0382/371214
acquisto on-line www.teatrofraschini.it
Costi: da  euro  14,00 a euro 6,00 FONDAZIONE TEATRO FRASCHINI fraschini@comune.pv.it  
 
 

Gli Amici del Teatro presentano Il sindaco del Rione Sanità nell'incontro del 17 marzo

AMICI DEL TEATRO CAGNONI
APPUNTAMENTI MESE DI MARZO 2009

MARTEDI' 17 MARZO 2009
Il sindaco del Rione Sanità
Relatrice la prof.ssa Mariuccia Passadore
Sala del Consiglio della Cariparma e Piacenza
Piazza Ducale – ore 21.00
Tutti i soci sono invitati ad intervenire ed estendere l'invito ad altri amanti del teatro.
Nel corso della serata sarà possibile iscriversi all'Associazione e, per chi non avesse ancora provveduto, rinnovare la quota associativa.

2009 03 10 Violini e viola del Quartetto Emerson con Ralph Kirshbaum al violoncello

I concerti della stagione 2008-09
144° Stagione Società del Quartetto di Milano
martedì 10 marzo, ore 20.30
sala Verdi del Conservatorio
Violini e viola del Quartetto Emerson con Ralph Kirshbaum al violoncello
PROGRAMMA:
B.Martinu - 3 Madrigali per violino e viola
B.Bartok - 6 Duetti dai "44 Duos per 2 violini" Sz 98
A.Dvorak - Terzetto per 2 violini e viola in do maggiore op. 74
W.A.Mozart - Divertimento per violino, viola e violoncello in mi bemolle maggiore KV 563

Quartetto Emerson
Eugene Drucker violino
Philip Setzer violino
Lawrence Dutton viola
con la partecipazione straordinaria di
Ralph Kirshbaum violoncello


Per gravi motivi di salute David Finckel, il violoncellista del Quartetto Emerson, deve rinunciare alla tournée europea del gruppo. Per mantenere l'impegno preso con la nostra Società gli altri membri del celebre quartetto americano hanno chiesto la collaborazione straordinaria del violoncellista Ralph Kirshbaum.
Il nuovo programma non si misura con il tradizionale repertorio quartettistico dell'Emerson ma mantiene in maniera esemplare lo spirito della storica formazione, da sempre saldamente radicata nella tradizione ma allo stesso tempo aperta a presentare l'incredibile varietà stilistica e di organici della musica.
Con la partecipazione di Ralph Kirshbaum verrà eseguito uno dei grandi capolavori di Mozart, il Divertimento per violino, viola e violoncello in mi bemolle maggiore KV 563.

Il programma di sala del concerto, in versione pdf, è disponibile sul sito dal venerdì pomeriggio precedente il concerto.
Biglietti: intero € 35, ridotto € 25 - Giovani (fino a 30 anni) € 5
Società del Quartetto di Milano
Palazzo Durini - Via Durini, 24 - 20122 Milano - Tel. 02 76005500 - Fax 02 76014281
www.quartettomilano.it  - info@quartettomilano.it

Femminile come Arte 10° anniversario

Femminile come Arte 10° anniversario

 Palazzo Sanseverino
sale dello STUDIO B dell' Ing. Buscaglia
Inaugurazione  8 marzo 2009 alle ore 17.0


Esporranno :
Albani Giuse
Dell'Erba Laura
Gioetto Carla
Hannan Kathy
Iannello Giuse
Rolando Grazia
Salè Tiziana
Siviero Giovanna
Rita Viarenghi

La mostra sarà aperta nei giorni 7 – 8 – 14 – 15 Marzo 2009
dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30

In concomitanza con la festa della donna, il gruppo artistico "Femminile come Arte" festeggia il 10° anniversario di nascita nella splendida cornice dello storico Palazzo Sanseverino, ospiti nelle sale dello STUDIO B dell' Ing. Buscaglia. Come ogni anno le artiste faranno coincidere l'inaugurazione con la festa della donna, per dare il giusto  risalto e importanza che la figura femminile e la stessa festa hanno ormai perso nel corso degli anni. L'inaugurazione si terrà quindi il giorno 8 Marzo alle ore 17.00 con lettura di poesie, rigorosamente femminili, a cura di  Raffaella Buscaglia con accompagnamento musicale.

Cenni storici sul Palazzo Sanseverino

Palazzo Sanseverino rappresenta il secondo complesso della città di Vigevano per importanza e valore storico, dopo il sistema Castello Sforzesco – Piazza Ducale.
Edificato alla fine del XV° secolo come residenza del capitano Gian Galeazzo Sanseverino, comandante della guarnigione sforzesca e genero di Ludovico il Moro, la struttura dopo pochi anni è stata trasformata dallo stesso in fortezza attraverso la costruzione di fossati, mura e quattro torri. La Rocca Nuova – così il popolo la chiamò, in contrapposizione con la già esistente Rocca Vecchia, edificata nella metà del 1300 – fu ulteriormente fortificata dal Marchese Alfonso D'Avalos; nel 1645, con l'arrivo degli spagnoli, la fortezza venne demolita e si salvò solo parte del nucleo centrale, Palazzo Sanseverino appunto, che dal 1655 al 1810 fu destinato a monastero di clausura per l'ordine religioso delle Clarisse, intitolato a Santa Chiara. Successivamente il palazzo passò a diverse proprietà private: pur avendo subito, in tempi recenti, notevoli rimaneggiamenti, Palazzo Sanseverino conserva dal punto di vista planimetrico caratteristiche
 formali evidenti e unitarie.

2009 03 06 Arnoldo Foà al Teatro Balbo di Canelli

Stagione teatrale-musicale 2008 - 2009
Direzione artistica: M° Sebastian Roggero
VIII appuntamento
Teatro Balbo, Via dei Partigiani CANELLI

Venerdì 6 marzo 2009 alle ore 21,15

Arnoldo Foà in
OMAGGIO A LEOPARDI E CHOPIN
Poesie di Giacomo Leopardi e musiche di Frederich Chopin
Con
Arnoldo Foà - voce recitante
Giorgio Costa – pianoforte
 
Arnoldo Foà ed il pianista Giorgio Costa; poesia e musica, uno straordinario omaggio al romanticismo europeo titolato: "Omaggio a Leopardi e Chopin". Lo spettacolo ha già fatto il giro delle più importanti città d'Italia, da Torino e Milano a Roma e poi Parigi, in ottanta centri della penisola e all'estero, si è ripetuto il plauso a questa iniziativa. A Courmayeur tra il pubblico pensoso e plaudente c'era anche l'ex Presidente Ciampi.
Una fusione fra l'arte musicale e l'arte poetica di due geni irriducibili, quali il nostro Giacomo Leopardi e il pianista compositore polacco Frederich Chopin. L'esibizione applauditissima ha visto Foà e Costa protagonisti di un dialogo tra poesia e musica , un botta e risposta tra le parole delle poesie di Leopardi e le note delle sinfonie di Mozart , due artisti che ebbero molto in comune morirono entrambi giovanissimi (Mozart a 35 anni e Leopardi a 39!) dopo una vita vissuta intensamente costellata da tanti momenti di sofferenza ma da altrettanti di speranza. Una serata che gli
organizzatori, dichiarano sin d'ora indimenticabile, piena di equilibrio e armonia
Biglietti: intero euro 14, ridotto (sotto i 25 anni e sopra i 60) euro 10. Info su www.tempovivo.it  o al telefono 0141/590064.
Prevendite dei biglietti all'agenzia viaggi "Il Gigante" di Canelli, in viale Risorgimento 19, tel: 0141/832524 o direttamente la sera dello spettacolo .
L'ora d'inizio degli spettacoli è fissata alle 21.15. Seguirà il dopo teatro. Info su: www.tempovivo.it

2009 03 19 I Pomeriggi Musicali concerto al Teatro Dal Verme

Orchestra I Pomeriggi Musicali  64ª Stagione Sinfonica
Giovedì 19 marzo 2009 alle ore 20.30 e sabato 21 marzo alle ore 17 presso il Teatro Dal Verme (via San Giovanni Sul Muro, 2- Milano) si terrà il diciassettesimo appuntamento. Continuano i concerti alla riscoperta del Pianismo Biedermeier, l'Orchestra I Pomeriggi Musicali sarà diretta dal Maestro Julien Salemkour, al pianoforte Giuseppe Albanese, al cymbalon Luigi Gaggero.
 
In programma
 
Nora II per cymbalon e orchestra di Alessandro Solbiati
La follia spagnola di Antonio Salieri
Concerto n. 3 op. 58 per pianoforte e orchestra di Ignaz Moscheles

 
 
Il compositore Alessandro Solbiati presenta così Nora II:
"NORA II, per cymbalom e orchestra d'archi, è stato scritto nel 2008 su commissione dell'Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano ed è dedicato a Luigi Gaggero, giovane solista di fama internazionale attraverso il quale, nel 1998, conobbi e utilizzai per la prima volta questo strumento. Si trattò allora di un uso piuttosto limitato entro un brano cameristico dedicato a György Kurtág, un uso sufficiente però a farmene intuire le enormi potenzialità. Lavorando allora con lo stesso Gaggero, scoprii timbri ed articolazioni, usi di bacchette differenti, delle mani che pizzicano e battono le corde o strisciano su di esse, di armonici, di suoni al ponticello e così via e riversai questo patrimonio in un seguito di brevi pezzi, ciascuno frutto di una differente suggestione immaginativa e sonora, dal titolo appunto di "QUADERNO D'IMMAGINI" (2002/3).
Uno di tali brani, ad esempio, conteneva un vistoso riferimento jazzistico, per me del tutto inusitato, suscitato dall'assomiglianza sorprendente tra il timbro di una bacchetta da timpano sulle corde gravi dello cymbalom e i pizzicati di un contrabbasso. Le risonanze di ciascuno degli otto piccoli pezzi mi suggerirono l'anno successivo di riunirli in una sorta di suite per cymbalom e sette strumenti, intitolata NORA, eseguita la prima volta a Köln dall'Ensemble MusikFabrik nel 2004, di cui realizzai poco dopo una versione per cymbalom e tre strumenti eseguita dall'Ensemble Accroche Note a Strasbourg nel 2006.
Siamo ora quindi all'atto culminante e più ampio di questo mio amore per lo cymbalom: la sequenza di situazioni musicali da lui suggerite è ora avvolto, riverberato e commentato da un'intera orchestra."
 

Julien Salemkour, direttore d'orchestra
Nato nel 1969 di madre tedesca e padre algerino, Julien Salemkour inizia i suoi studi musicali nel 1987 con il Prof. Hans Herbert Joeris, e li prosegue al Mozarteum di Slaisburgo con Michael Gielen nel 1989.
Si costruisce quindi da subito un vastissimo repertorio operistico, lavorando in qualità di assistente con direttori quali Christoph Von Dohnanyi, sir Georg Solti e Pierre Boulez, e lavorando come coach e chef de chant in diversi Teatri tedeschi.
La sua prima esperienza direttoriale è a Lipsia, al Teatro dell'Opera con la riscoperta di J. A. Hiller "Die jagd": nel 1995 si trasferisce a Dortmund per "Pagliacci" dopo i quali viene confermato per "Die fledermaus" e "Eine nacht in Venedig", eseguita nell'edizione critica per la prima volta. Ha quindi diretto diverse opere quali "Rigoletto", "Hänsel und Gretel", "Drei Wasserspiele" di Detlef Glanert (Mannheim), "Zar und Zimmermann" (Berlino), "Ein Landarzt" di Hans Werner Henze, "Il Prigioniero" (Bielefeld), "Carmen" e "Der Freischutz" (Lucerna).
Dal 2001 Julien Salemkour è scritturato dalla Staatsoper Unter den Linden di Berlino come Direttore e Assistente di Daniel Barenboim, e dirige "Die Zauberflöte", "Don Giovanni", una nuova produzione di "Romeo et Juliette" di Prokofiev, "Le Sacre du Printemps", "Giselle", "Il Barbiere di Siviglia", "Der Ferne Klang", "Il naso" di Shostakovich, "Il lago dei cigni", "Freischutz", "Feuervogel", "Zauberlöte", "Turandot", "Katja Kabanova", e nel gennaio 2006 ha sostituito il M° Barenboim un'ora prima del concerto dirigendo e suonando il Concerto per piano K 488  nel "250° Mozart Gala Concert".
Nel 2004 è stato invitato al Concertgebouw di Amsterdam a dirigere "Der Ferne Klang" di Schreker, ed ha poi diretto a Berlino "Moses und Aaron", "Zauberlöte", "Turandot", "Katja Kabanova",  assistendo il M° Barenboim in "Die Walküre", "Parsifal" e "Moses una Aron".
Come pianista, ha suonato con l'Austrian New Music Ensemble in numerose premiéres, spesso con il violinista Oswald Sallaberger, e come accompagnatore di Liederabend lavora sovente con Ruth Ziesak (Paris, Radio Classique, Stuttgart, SWR) e con Christine Schaefer.
Come solista, ha interpretato la prima assoluta di "Fleuve" di David Coleman nel 1997, ed è stato a Jena come solista e direttore nel "Concerto per piano n° 1" di Mendelssohn, dirigendo poi un'altra prima assoluta di David Coleman nel novembre 2003.
I prossimi impegni prevedono "Fidelio", "Tosca", "Forza del Destino" a Berlino, ed assisterà il M° Barenboim in "Tristan und Isolde" (Scala e Metropolitan Opera), "Faust", "Boris Godunov", "Parsifal", "Sinfonie" di Mahler, "Eugenio Oniegin", a Berlino ed al Festival di Salisburgo.
 
Giuseppe Albanese, pianoforte
Nato a Reggio Calabria e cresciuto a Palmi, inizia lo studio del pianoforte all'età di cinque anni e si diploma nel 1996 - a soli diciassette anni - con il massimo dei voti, lode e menzione d'onore presso il Conservatorio "G. Rossini" di Pesaro sotto la guida di Annamaria Cristina Raffa. Prosegue gli studi di perfezionamento pianistico presso l'Accademia Internazionale di Imola, sotto la guida di prestigiosi maestri quali Franco Scala e Piero Rattalino (nonché seguendo i corsi di tutti gli altri docenti interni ed ospiti:  Berman, Beroff,  Dalberto, Lonquich, Lortie, Petrushansky,  Weissenberg), conseguendovi nel 2003 il diploma con il titolo onorifico di "Master", la qualifica più alta rilasciata da tale istituzione.
Già vincitore di primi premi assoluti in concorsi pianistici nazionali, nel 1997 partecipa al "Premio Venezia", dove la Giuria (presieduta da Roman Vlad) gli conferisce all'unanimità il primo premio assoluto. Successivamente, alla 54ª edizione del Concorso Internazionale "Busoni" di Bolzano, ottiene il "Premio speciale per la migliore esecuzione dell'opera contemporanea"; mentre nel 2003 si aggiudica il primo premio assoluto al Concorso Internazionale "Vendome Prize" (finali a Lisbona e Londra, con presidente di Giuria Sir Jeffrey Tate: definito da Le Figaro "Il concorso più prestigioso del mondo attuale").
Si esibisce come solista (i suoi concerti sono solitamente trasmessi da RAI-Radiotre) suonando presso prestigiosi Teatri in Italia  il San Carlo di Napoli, il Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice di Venezia, l'Auditorium Parco della Musica e l'Opera di Roma, l'Auditorium "Verdi" ed il  Teatro "Dal Verme" di Milano, il Comunale di Bologna, il Lingotto di Torino, il Carlo Felice di Genova, il "Valli" di Reggio Emilia; l'Auditorium "Paganini" di Parma; l'Alighieri  di Ravenna, l'Olimpico di Vicenza, il Politeama "Garibaldi" di Palermo) ed all'estero (il Metropolitan Museum e la Rockefeller University  di New York, la Konzerhaus di Berlino, la Philharmonie di Essen, il Mozarteum di Salisburgo, la "Salle Cortot" di Parigi, St.-Martin-in-the-Fields a Londra, la Filharmonia Narodowa di Varsavia, la "Gulbenkian" di Lisbona, il Teatro della Musica Araba de Il Cairo), nonché in alcuni festival internazionali come "En Blanco y Negro" di Mexico City, il Festival of International Competition Winners di New York,  il Festival Internazionale di Colmar, il Festival di Sintra, il Mittelfest.
Vanta collaborazioni con direttori d'orchestra di livello internazionale, tra cui Pavel Baleff, James Conlon, Will Humburg, Dmitri Jurowski, Alain Lombard, Othmar Maga, Anton Nanut, Tomas Netopil, George Pehlivanian, Jurai Valcuha, Jonathan Webb, ecc.
Numerose anche le sue registrazioni discografiche: nel 1998 ha inciso a Roma il suo primo CD-Recital con le Fantasie di Schubert, Chopin, Schumann e Skrjabin. Nel 1999 registra per "Agorà" di Milano la prima esecuzione assoluta del "Concerto dell'Europa" di L. Simoni con la Targu-Mures Philarmonic.
Nel 2000 per l'etichetta "Frame" di Firenze incide come solista "1900" con musiche di Skrjabin, Szymanowski, Mac Dowell e Bartók: questa incisione è recensita dalla rivista "Suonare news" come "CD del mese" (dicembre 2001) e dalla rivista "Amadeus" con giudizio "5 stelle" sia artistico che tecnico (dicembre 2001).
Infine, nel  2004  pubblica "En plen air" (con musiche di Mendelssohn, Weber, Tausig, Debussy e Bartók) registrato in Israele per il Jerusalem Music Centre.
Giuseppe Albanese ha affiancato alla formazione musicale quella culturale umanistica, diplomandosi al Liceo Classico con il massimo dei voti e laureandosi nel  2003  in Filosofia con il massimo dei voti e la lode presso l'Università degli Studi di Messina (con una tesi sull'estetica di Liszt  nelle "Années de  pèlerinage").
Dal 2005 è docente a contratto di Metodologia della Comunicazione Musicale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Messina.
 
Luigi Gaggero, cymbalon
È nato a Genova nel 1976. Momento fondamentale per la sua formazione musicale è l'incontro con Andrea Pestalozza che lo porta allo studio appassionato della musica del Novecento.
Ha studiato cimbalom con Márta Fábián a Budapest, strumenti a percussione con Andrea Pestalozza a Genova e successivamente con Edgar Guggeis e Rainer Seegers presso la Hochschule für Musik Hanns Eisler di Berlino, dove ha conseguito il Diploma di solista (Konzertexamen) con lode. E' stato per due volte vincitore dello "Hanns-Eisler-Preis" per l'interpretazione di musica contemporanea.
Tiene concerti come solista e in formazioni cameristiche in tutta Europa (Ultraschall-Festival, Konzerthaus e Filarmonia di Berlino, WDR Köln, NDR Hamburg, MDR Leipzig, Dresdner Musikfestspiele, Konzerthaus Dortmund, Prinzregententheater di Monaco, De Singel di Anversa, Royal Festival Hall di Londra, Konserthuset di Goteborg, Biennale di Venezia, Milano Musica, Traiettorie-Parma, Società del Quartetto, Musica-Strasbourg, Radio France, Fundaçao Gulbenkian di Lisbona, Filarmonica Romana) e a New York.
Come cimbalonista suona con le orchestre Berliner Philharmoniker, Münchner Philharmoniker, Deutsches Symphonie-Orchester Berlin, Rundfunk Sinfonieorchester Berlin, SWR Freiburg e Frankfurt, Berliner Sinfonie-Orchester, Gürzenich-Orchester Köln, Orchester des Théâtre de la Monnaie a Bruxelles, Orchestra Mozart, Orchestra RAI di Torino, Orchestra del Teatro La Fenice, Orchestra della Toscana, Orchestra della Svizzera Italiana,Orquesta Sinfónica de la RTVE, e con gli ensembles Scharoun, MusikFabrik, Oriol, Contrechamps, Itinéraire, Accroche Note, Musiques Nouvelles, Resonanz, United Berlin, Spectra, Remix,Gageego, sotto la direzione di Claudio Abbado, Stefan Asbury, Pierre Boulez, Reinbert de Leeuw, Peter Eötvös, Michael Gielen, Michail Jurowski, Riccardo Muti, Kent Nagano, Kazushi Ono, Zoltán Peskó, Emilio Pomarico, Markus Poschner, Filip Rathé, Simon Rattle, Markus Stenz e Arturo Tamayo.
Come solista ha suonato fra gli altri con Sinfonieorchester des NDR Hamburg, Radio Filharmonisch Orkest Holland, Orchestra Filarmonica della Scala di Milano, Münchener Kammerorchester, Orchester der Komischen Oper Berlin, Philharmonia Orchestra e con numerosi ensemble di musica contemporanea.
Luigi Gaggero ha effettuato diverse registrazioni radiotelevisive e discografiche. Da alcuni anni cerca di esplorare nuove possibilità sonore dello cimbalom attraverso l'impiego di nuove tecniche e la collaborazione con compositori che gli hanno dedicato loro opere, fra cui Luca Antignani, Luca Francesconi, Stefano Gervasoni, Konstantia Gourzi, Jongtae Ha, Erik Janson, Mauro Lanza, Carla Magnan, Alessandro Solbiati e Franck C. Yeznikian.
Luigi Gaggero è titolare dell'unica cattedra di cimbalom in Europa occidentale presso il Conservatorio di Strasburgo.
Interi: Primo Settore € 17,00; Secondo Settore € 12,00; Balconata € 9,50
Ridotti: (Giovani under 26 ; Anziani over 60; Cral ; Associazioni Culturali ; Biblioteche ; Scuole e Università), Primo Settore €13,50; Secondo Settore € 10,50; Balconata € 7,50
La Prova Generale Aperta al Pubblico si terrà giovedì 19 marzo alle ore 10. I biglietti sono in vendita tutti i giorni, compresa la stessa mattina, al Teatro a Euro 5.00 l'intero e Euro 3.00 il ridotto.
Informazioni per il Pubblico:Teatro Dal Verme: Tel 02 87905 http://www.ipomeriggi.it  http://www.dalverme.org
 

2009 03 01 Histoire du soldat uno Stravinskij per l'ora del tea


domenica 1 marzo 2009 alle 16,30
Tea Concert nell'Auditorium della Vecchia Filanda
in via ai Campi a Cambiago (a 20 minuti da Milano)

L'Histoire du soldat
di Igor Stravinskij – Luigi Maio

con il cantattore Luigi Maio
e il trio Maria Pia Carola, pianoforte, Silvio Moscatelli, violino,
Sergio Del Mastro, clarinetto
Al termine the e pasticcini per tutti - Info: 348 71 50 380


2009 03 15 Quirino Principe e Alessandro Marangoni ore 16.30 al Teatro Dal Verme

ARMONIE D'AUTORE
Quirino Principe e Alessandro Marangoni
domenica 15 marzo 2009 ore 16.30 al Teatro Dal Verme
Ultimo appuntamento con la rassegna Armonie d'Autore, ospiti saranno Quirino Principe e Alessandro Marangoni che proporranno un omaggio rossiniano dal titolo
ROSSINI SECONDO ALESSANDRO QUIRINI E QUIRINO ALESSANDRINI, OVVERO: PECCATI DI GOLA E DI VECCHIAIA

Quirino Principe, voce recitante
Alessandro Marangoni, pianoforte
G. ROSSINI
Dai Péchés de vieillesse - Album de Chaumière:
Gymnastique d'écartement
Petite polka chinoise
Prélude inoffensive
Marche
 
G. ROSSINI
Dai Péchés de vieillesse - Album pour les enfants dégourdis
Barcarola
Une caresse à ma femme
Un petit train de plaisir, comico-imitatif
 
Quirino Principe, voce recitante
Nato a Gorizia nel 1935, ha insegnato nei corsi superiori di Musicologia del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Fra i suoi libri principali di argomento musicale si ricordano: Mahler (1983), Strauss (1989), "La Sonnambula" di Vincenzo Bellini (1991), I quartetti per archi di Beethoven (1993), La musica a Milano nel Novecento (1996), L'opera tedesca dal 1830 al 1918 (1996). Fra i suoi libri di argomento non musicale: Vita e morte della scuola (1970), I potenti della letteratura (1970), Il libro dei cinque sentieri (poesie, 1973; premio Sebeto 1974 per la poesia), La rivelazione incompiuta (saggi filosofici, 1974),  Manuale di idee per la scuola (1977; premio Sibari per la saggistica 1978). Ha in preparazione due volumi di poesie: Enigmi e Grimoire.
Traduttore dal tedesco e da altre lingue, insignito nel 1991 del «Premio Internazionale Ervino Pocar» per la traduzione dal tedesco, ha tradotto opere di Ernst Jünger, Max Horkheimer, Hannah Arendt, Karl Jaspers, Jean Guitton, Henry Perl, Hugo von Hofmannsthal, Hedwig Lachmann, John Dryden, Théophile Gautier, oltre ai testi di numerosissimi libretti d'opera, Lieder e melòloghi (vari autori, fra cui Johann Wolfgang von Goethe, Friedrich Rückert, Joseph von Eichendorff, Gottfried Daumer, ecc.). Dal 1994 sta traducendo l'integrale dei testi delle Cantate di Johann Sebastian Bach. Ha tradotto i testi delle musiche di scena composte da Felix Mendelssohn-Bartholdy per Oedypus in Kolonos.
Ha curato molti libri stranieri in edizione italiana e raccolte di atti e saggi. Fra l'altro, è il curatore dell'edizione italiana de Il signore degli anelli di J. R. R. Tolkien (Rusconi, Milano 1970) e del volume Ebrei e Mitteleuropa (Shakespeare & Company, Brescia 1984).
Ha scritto testi teatrali e di libretti d'opera, fra cui Cronache (1991), Turbativa (1992), Le Saracena, ovvero amabile conversazione con un egocentrico (1998), A Whinnymuir (2000). È autore delle rielaborazioni in forma narrativa dei testi del Bourgeois gentilhomme di Molière per un'esecuzione delle musiche di scena di Richard Strauss, e di Thamos, König in Ägypten di Philipp von Gebler con musiche di scena di Wolfgang Amadeus Mozart.
Dal 1993 al 1997 è stato consigliere d'amministrazione del Teatro alla Scala; attualmente ricopre la medesima carica presso la Casa di riposo per musicisti Giuseppe Verdi e I Pomeriggi Musicali di Milano. È consigliere dell'Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei di Gorizia e membro di due associazioni viennesi, la Gustav Mahler Gesellschaft e la Richard Strauss Gesellschaft.
Nel 1996 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica d'Austria la Croce d'Onore di Prima Classe (Ehrenkreuz 1. Klasse) per meriti culturali e artistici (litteris et artibus).
 
Alessandro Marangoni, pianoforte
Ha debuttato nel dicembre 2007 con un recital al Teatro alla Scala di Milano, in un omaggio a Victor de Sabata nel 40° anniversario della morte, insieme a Daniel Barenboim.
Nato nel 1979, Alessandro Marangoni ha iniziato giovanissimo gli studi musicali e si è laureato in pianoforte col massimo dei voti, lode e menzione con Marco Vincenzi presso il Conservatorio di Alessandria.
In seguito si è perfezionato con Maria Tipo e Pietro De Maria alla Scuola di Musica di Fiesole. Contemporaneamente si è laureato in Filosofia presso l'Università di Pavia (con una tesi sulla filosofia della musica di Fernando Liuzzi), alunno di merito dell'Almo Collegio Borromeo.
Premiato in diversi concorsi nazionali e internazionali, tiene regolarmente concerti come solista nei principali centri italiani ed europei, svolgendo anche un'intensa attività cameristica con musicisti quali Mario Ancillotti, Marco Berrini, Vittorio Ceccanti, Fanny Clamagirand, Daria Masiero, Ermanno Molinaro, Stefano Parrino, Quirino Principe, Carlo Zardo, il Quartetto di Fiesole e il Nuovo Quartetto Italiano.
Di recente ha suonato all'Accademia di Santa Cecilia a Roma (Parco della Musica), all'Accademia della Crusca di Firenze, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Verdi di Trieste, alla Cappella Paolina del Quirinale in Roma, per l'Orchestra Filarmonica di Torino, l'Associazione Musicale Lucchese, la Fondazione Walton di Ischia, l'Engadiner Internationale Kammermusik-Festspiele, il Festival "Suoni e Colori della Toscana", la Sagra Musicale Umbra, l'Estate Musicale a Portogruaro, il Centro Studi Musicali "F. Busoni" di Empoli, il Teatro Giordano di Foggia, il Teatro Gentile di Fabriano, il Teatro Coccia di Novara, il Teatro Dal Verme di Milano, l'Aula Magna dell'Università "La Sapienza" di Roma, il St. John's College di Cambridge, l'Istituto Italiano di Cultura a Londra, con notevole successo di pubblico e di critica. Ha inoltre eseguito alcuni concerti di Mozart in tournèe con la Amadeus Kammerorchester del Mozarteum di Salisburgo. Recentemente ha debuttato con successo in Spagna con l'Orchestra Filarmonica di Malaga e a Bratislava con l'Orchestra Filarmonica Slovacca, sotto la grande bacchetta di Aldo Ceccato. Ha inoltre istaurato un sodalizio artistico con l'attrice Valentina Cortese e stanno ottenendo molto successo i suoi recital su Rossini, in duo con Quirino Principe come voce recitante.
E' il pianista del Trio Albatros Ensemble, formazione particolarmente attenta alla musica contemporanea, alla quale hanno dedicato delle partiture compositori quali Bettinelli, Chailly, Gaslini, Festa, Mosca, Solbiati, Scogna: con questa formazione ha registrato un cd dedicato a Nino Rota per Stradivarius e ha suonato in diretta al Tg2 e RAI Mizar. E' inoltre impegnato nella registrazione integrale dei Peccati di vecchiaia di Rossini e del Gradus ad parnassum di Clementi per la Naxos. Recentemente Alessandro Marangoni ha riscoperto la produzione pianistica di Victor de Sabata, che ha registrato per La Bottega Discantica. Nel 2007 ha vinto il prestigioso Premio Internazionale "Amici di Milano" per la Musica. Di recente ha effettuato concerti e masterclasses in Sud America con molto successo di pubblico e di critica.
Biglietti Intero 10 € ; Ridotto 8 €
Informazioni per il Pubblico: Teatro Dal Verme: Tel 02 87905 http://www.dalverme.org

2009 03 12 I POMERIGGI MUSICALI al Teatro Dal Verme

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI 64ª Stagione Sinfonica
   
Giovedì 12 marzo 2009 alle ore 20.30 e sabato 14 marzo alle ore 17 presso il Teatro Dal Verme (via San Giovanni Sul Muro, 2- Milano) l'Orchestra I Pomeriggi Musicali sarà diretta dal Maestro Vittorio Parisi, al pianoforte il solista Maurizio Baglini. Verrà eseguito il Concerto op. 89 per pianoforte e orchestra di Hummel e la Serenata n. 1 op. 11 di Brahms.
 
 
Vittorio Parisi, direttore
Nato a Milano ha studiato al Conservatorio G.Verdi pianoforte, composizione e direzione d'orchestra con Mario Gusella e Gianluigi Gelmetti. Si è perfezionato in Direzione in Olanda con Kirill Kondrashin. Ha diretto le principali orchestre sinfoniche e da camera italiane e quelle di numerosi Enti Lirici fra cui l'Opera di Roma, la Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli, i Teatri di Cagliari, Genova, Catania e Treviso collaborando con registi come Luca Ronconi, Roberto De Simone, Quirino Conti, Walter Malosti, Giorgio Barberio Corsetti e molti altri. Ha tenuto concerti in Svizzera, Francia, Germania, Stati Uniti, Olanda, Albania, Turchia, Australia e Nuova Zelanda. In particolare ha diretto la Sydney Symphony alla Sydney Opera House e la Auckland Philharmonia e la sua interpretazione della Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorak è stata scelta come primo podcasting sinfonico della Radio neozelandese. Nel campo della musica contemporanea ha diretto prime esecuzioni assolute di moltissimi compositori, diverse delle quali a lui dedicate, e ha collaborato con Berio e Cage. Ha diretto la prima esecuzione pubblica del don Perlimplin di Maderna e del Sogno di un tramonto d'autunno di Malpiero, la prima scenica del Barrabas di Togni, la prima in epoca moderna del pastiche di Da Ponte L'Ape Musicale, la prima ripresa di Marie Galante di Weill. Primo direttore dell'Angelicum dal 1984 al 1988, è stato Direttore stabile del Gruppo Nuova Consonanza di Milano e Direttore Artistico e Stabile dei Solisti Aquilani dal 2003 al 2005. Dal 1995 è Direttore Artistico e stabile del Dèdalo Ensemble di Brescia. Insegna Direzione d'Orchestra al Conservatorio di Milano e dalla sua classe sono usciti giovani direttori attualmente impegnati in diversi teatri nel mondo. Ha tenuto Masterclass di Direzione in Australia (Melbourne Symphony Orchestra) e Albania.
 
Maurizio Baglini, pianoforte
Premiato giovanissimo nei più importanti concorsi internazionali – Busoni di Bolzano, Chopin di Varsavia,  William Kapell del Maryland –,  a soli 24 anni vince con consenso unanime della giuria il World Music Piano Master di Montecarlo.
È stato ospite dei più prestigiosi Festivals di tutto il mondo – La Roque d' Anthéron Loeckenhaus , Yokohama Piano Festival , Australian Chamber Music Festival, Benedetti Michelangeli di Bergamo e Brescia –, viene regolarmente invitato da istituzioni concertistiche internazionali di grande spessore come solista e in formazioni di musica da camera: Salle Gaveau di Parigi, Kennedy Center di Washington,  Auditorium del Louvre, Gasteig di Monaco di Baviera.
È stato solista al fianco di prestigiose orchestre quali : la Philarmonique di Montecarlo, la Sinfonica di Barcellona, la  Zurich Kammer Orchestra, I Pomeriggi Musicali di Milano, Baltimore Symphony Orchestra. Ha collaborato con direttori quali Emmanuel Krivine, Armin Jordan, Howard Griffiths, Donato Renzetti, Maximiano Valdes.
Ha al suo attivo una rilevante discografia che include fra l' altro due versioni dei 27 Studi di Frederyk Chopin, eseguiti sia su strumenti originali del XIX secolo , che su pianoforte moderno ( Phoneix Classics ).
Nel 2005 ha dato inizio alla registrazione dell' opera integrale per pianoforte di Bach – Busoni, edita da Tudor, che si completerà nel 2008.
Ha pubblicato per Kashima Productions un DVD con il Concerto n° 1 op. 11 di Chopin accompagnato dalla New Japan Philarmonic Orchestra .
Interprete versatile, ha un vasto repertorio che spazia da William Byrd alla musica contemporanea, con riferimenti importanti a Chopin, oltre ad un profondo interesse per la prassi esecutiva filologica su clavicembalo e fortepiano.
Nel 2006, Azio Corghi dedica al duo Silvia Chiesa – Maurizio Baglini la Suite d' après cinq chansons d' élite , edita da BMG Ricordi e subito incisa dai due musicisti per l' etichetta Concerto.
Dal 2007, é direttore artistico e fondatore del Festival Dionisus di Musica, Arte e Multimedia che si tiene ogni estate presso il Castello e le Cantine di Collemassari ( Cinigiano, Grosseto ).
Nel dicembre 2007 viene invitato come unico pianista italiano a festeggiare i 100 anni della Salle Gaveau a Parigi, in una serata trasmessa dall' emittente televisiva France 3 a cui , fra gli altri, hanno partecipato Martha Argerich, Nelson Freire, Jean Marc Luisada.
Il 9 Maggio 2008 è stato ospite principale della trasmissione televisiva Toute la Musique qu' ils aiment,  presentata da Alain Duault su France 3, prestigioso spazio televisivo francese dedicato alla musica d' arte .
Di recente pubblicazione è l'integrale dell' opera per pianoforte solo di Rolf Urs Ringger ( Tudor ) che include cinque prime assolute.
Nel 2008 esegue al Musée d' Orsay a Parigi la Sinfonia n° 9 di Beethoven nella trascrizione per pianoforte solo di Franz Liszt, accompagnato dal Coro di Radio France diretto da Matthias Brauer, in diretta radiofonica su France Musique.
Nel Giugno 2008  ha pubblicato l' opera di Camille Saint Saëns  per violoncello e pianoforte insieme a Silvia Chiesa da parte della prestigiosa rivista musicale Amadeus.
Prevista per il Marzo  2009 a Pordenone e Trieste l' esecuzione in prima assoluta del Concerto per pianoforte e Orchestra del compianto Giuseppe Molinari con l' Orchestra del Friuli Venezia Giulia.
Interi: Primo Settore € 17,00; Secondo Settore € 12,00; Balconata € 9,50
Ridotti: (Giovani under 26 ; Anziani over 60; Cral ; Associazioni Culturali ; Biblioteche ; Scuole e Università), Primo Settore €13,50; Secondo Settore € 10,50; Balconata € 7,50
La Prova Generale Aperta al Pubblico si terrà giovedì 12 marzo alle ore 10. I biglietti sono in vendita tutti i giorni, compresa la stessa mattina, al Teatro a Euro 5.00 l'intero e Euro 3.00 il ridotto.
Informazioni per il Pubblico: Teatro Dal Verme: Tel 02 87905 http://www.ipomeriggi.it http://www.dalverme.org

Workshop - Physical Theatre - aprile in Slvoenia

International Physical Theatre Laboratory 
intensive practical training with Russian director and teacher Sergei Ostrenko
April 16-24 Bovec, Slovenia

 

The Lab is offering four places for reduced participation fee (for students up to 50%)

Applications are considered on a competitive basis. 

To apply for participation, please send your CV/résumé with photo and a letter of motivation stating the dates of the event to globtheatre@gmail.com 

Participants who successfully complete the programme receive the Certificate.

During the Lab hotel accommodation and meals are organized. 
Details: 
http://www.artuniverse.org/projects/theatre.Slovenia.php

2009 03 09 ARMONIE D'AUTORE - ore 16.30 - Teatro Dal Verme

Domenica 8 marzo alle ore 16.30 presso il Teatro Dal Verme (Via San Giovanni Sul Muro, 2- Milano) sarà ospite della rassegna Armonie d'Autore
il pianista Paolo Bordoni
In programma:
L. v. Beethoven
RONDO in Do maggiore op. 50 n. 1
VARIAZIONI su "God save the King" WoO78
SONATA in Fa minore op. 2 n.l
 
C. Debussy
SUITE BERGAMASQUE
 
G. Faurè
NOTTURNO n. 3 op. 33
NOTTURNO n. 4 op. 36
VALSE CAPRICE n. 1 op. 30
 
 
Paolo Bordoni, pianoforte
Uno dei più assidui interpreti di Schubert del panorama pianistico italiano e internazionale, nasce a Bergamo, studia a Roma con Vera Gobbi Belcredi e con Guido Agosti e a Parigi con Magda Tagliaferro.
Ha tenuto recital come solista, oltre che alla specialistica Schubertiade di Hohenems, nei principali festival internazionali in Europa, in Giappone e in America: a Parigi, a Lucerna in occasione della serata "Clara Haskil", al festival di Bergamo-Brescia, alla Rias di Berlino, alla Hercules Saal di Monaco di Baviera, alla Skuba University per la NHK di Tokio. Al suo debutto negli Stati Uniti, a Charleston, ha eseguito il 3° concerto di Beethoven con la New York Orchestra diretta da Raymond Leppard.
Si è esibito inoltre sotto la direzione di Rudolf Kempe, Gianandrea Gavazzeni, Daniel Oren, Riccardo Chailly, Luca Foss, Hubert Soudant, Cari Melles, Spiros Argiris, Carlo Zecchi, Marc Andrae, Moshe Atzmon, Andre Vandernoot, Donato Renzetti, Daniele Gatti e Umberto Benedetti Michelangeli.
Noti musicisti hanno collaborato con lui in varie formazioni cameristiche. Ha sempre costituito parte della sua attività la preparazione e il perfezionamento, presso prestigiose istituzioni italiane, giapponesi e spagnole, di giovani pianisti avviati alla carriera concertistica. È membro delle giurie di diversi concorsi internazionali.
Ha inciso per la EMI le fantasie di Mozart, gli improvvisi e le variazioni di Chopin, l'integrale dei valzer e delle sonate incompiute di Schubert. In seguito ha pubblicato, per la Divox, i valzer di Chopin, di Grieg, di Listz, di Ravel, di Debussy e le danze di Schubert, nonché, per la Novalis, il Konzertstùck op. 86 di Schumann, con l'orchestra Sinfonica di Basilea.
È recente una sua tournée in Estremo Oriente. 
Biglietti Intero 10 € ; Ridotto 8 € 
Informazioni per il Pubblico: Teatro Dal Verme: Tel 02 87905 http://www.dalverme.org 

2009 01 03 Elisir d'amore a cura dell'Ass. Croma 2000 Libertas al Don Bosco di Pavia

Associazione Croma 2000 Libertas
Domenica 1 marzo 2009 ore 15:30
Gaetano Donizetti
Elisir d'amore
Adina Carmen Claure
Nemorino Fabio Lanni
Dulcamara Michele Filanti
Belcore Vicente Antequera
al pianoforte il M° Enrico Zucca
Attore narratore Pier Luigi Boggeri
Immagini di Emanuele Vicini
Teatro Don Bosco - Via S.G.Bosco, 4 - Pavia

Con Elisir d'Amore di Gaetano Donizetti ,in scena il 1 marzo al teatro Don Bosco di Pavia ( ore 1530), si avvia alla conclusione la piccola stagione lirica
prodotta dalla nostra Associazione Croma 2000 Libertas Siamo partiti in sordina e cresciuti nel tempo , tanto che La Traviata andata in scena il 15 febbraio ha registrato il tutto esaurito!
Sulla scena i cantanti selezionati nell'audizione del giugno 2008.Allestimento e direzione artistica di Malva Bogliotti Per chi fosse interessato ad assistere allo spettacolo si possono avere informazioni telefonando al 333 6136152 oppure acquistare i biglietti presso la LIBRERIA IL DELFINO ( a Pavia in piazza della Vittoria), LIBRERIA LOFT 10 ( a Pavia in piazza CAVAGNERIA), oppure LORY DECORAZIONI ( a Pavia in corso cavour)

2009 03 05 Storie dall'Odissea al Dal verme

Giovedì 5 marzo 2009 - ore 18
Storie dall'Odissea: un racconto in quattro puntate

Il Progetto di Giovanna Bozzolo e Eva Cantarella nasce dall'incontro di due passioni. Da un lato l'amore di Eva Cantarella per Omero, storico globale del mondo greco arcaico e per la bellezza dei suoi racconti fantastici, dall'altro la passione di Giovanna Bozzolo per la tradizione orale della poesia epica. Ogni puntata del racconto è stata pensata come autonoma in se stessa e nel contempo parte di un racconto globale che copra l'arco intero della storia nelle sue tappe salienti: la situazione di Penelope e Telemaco a Itaca in assenza di Ulisse, i viaggi e le avventure di Ulisse, il suo ritorno a casa e la strage dei pretendenti. La colonna sonora, che accompagna ciascun racconto è a cura di Franco Bezza, il quale utilizza prevalentemente musiche del '900 dai più diversi repertori, da Šostakovicˇ a Mina, da Ligeti a Nono.
Primo incontro: Penelope e i proci - I pretendenti e la discutibile fedeltà di Penelope
Biglietti: Intero 10,00 €, Ridotto 8,00 €
Abbonamenti : Intero 28 €, Ridotto 20 €  

2009 03 08 Soprano, flauto e pianofoert in concerto a Fara Gera d'Adda (Bg)

Domenica 8 marzo 2009 ore 21.00
Biblioteca comunale - Via Rosa 2
FARA GERA D'ADDA (Bg)

C O N C E R T O

programma:

G. Donizetti - Sonata in Do per flauto e pianoforte
G. Puccini – “Vissi d'arte” aria da Tosca
V. Bellini – “Casta Diva” aria da Norma
G. Briccialdi – Fantasia su Rigoletto Op.106 per flauto e pianoforte

C. Ciardi – “Le carneval russe” per flauto e pianoforte
G. Verdi – “Tacea la notte placida” aria da Il Trovatore
G. Puccini – “In quelle trine morbide” aria da Manon Lescaut
C. Ciardi - "L'usignuolo" Op.61 romanza per canto, flauto e pianoforte

Enrica Fabbri soprano
Hana Budišová Colombo flauto
Enrico Tansini pianoforte

informazioni sul sito : www.windflute.com

2009 03 01 Ai di di di Dai di Lev Chadash

Domenica 1 marzo 2009   alle ore 12.00
Piazza S. Giovanni Battista, 1 Cesano Boscone (MI)
L'ensemble vocale "Ai di di di Dai" di Lev Chadash
Diretto da Pierantonio Gallesi e Maria Cinzia Bauci
parteciperà all'evento
 
2°ed. BLACK HISTORY MONTH - GOSPEL WORKSHOP
con Carol Bernard
Incontro ecumenico tra le varie confessioni religiose: Esperienza Buddista, esperienza Ebraica, esperienza Musulmana, esperienza di accoglienza ecumenica, esperienza di coesistenza tra i popoli ed esperienza Cristiana Avventista.

Le Associazioni Feder Gospel Choirs e J.G.A. Jazz Gospel Alchemy e con il patrocinio,in corso di attivazione, del Consolato USA di Milano, del Comune di Cesano Boscone, del Comune di Zelo Surrigone, e della condotta Sloowfood del Corsichese (MI) in occasione del "Black History Month" – evento dedicato al miglioramento delle relazioni tra le diverse etnie – organizza a Cesano Boscone (Milano) dal 27-28 Febbraio e 01 Marzo 2009 la seconda edizione del Black History Month Gospel Workshop.
 

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)