2011_04_15 Annunciata Abbiategrasso, sesto concerto con Requiem di Mozart

Venerdì 15 aprile 2011_04_15
Ex Convento della Annunciata - Abbiategrasso
Sesto concerto della stagione 2010/2011
Wolfgang Amadeus Mozart
Requiem in re minore K 626
Antonella Matarazzo soprano
Akiko Kikuki mezzosoprano
Davide Fior tenore
Daniele Biccirè basso

Gruppo Vocale Canone Inverso, Milano
Maestro del coro Riccardo Doni

Accademia Musicale Annunciata, Abbiategrasso
Carlo De Martini. direttore
[seguono note di presentazione di Paolo Zeccara]
"Mistero nei misteri" il Requiem di Mozart, come si sa, è l'estremo lavoro del maestro salisburghese. Le numerose ombre che da subito si sono addensate sulla composizione di questa messa sono ancora oggi ben lungi dall'essere dipanate, poiché indissolubilmente legate all'altrettanto misteriosa morte del compositore. Per cercare di chiarire meglio la storia che ha portato Mozart a scrivere questo lavoro procediamo come se ci si trovassimo di fronte ad un'indagine.
Anzitutto chiariamo subito che alle prime leggende attorno alla morte di Mozart e alla creazione della misteriosa aura che aleggia sul Requiem ha fortemente contribuito Constanze Weber, la moglie del compositore, la quale (spinta dal il timore di perdere il denaro pattuito per la composizione e dalla volontà di creare un'immagine del marito al limite del mitologico) ha sovrapposto, in vari periodi della sua vita, ricordi reali ad altri assolutamente di fantasia, situazioni davvero accadute ad altre totalmente inventate, brandelli di ricordi amplificati o alterati dalla volontà di consolidare la crescente popolarità che, tra la fine del '700 e l'inizio dell'800, la figura artistica di Mozart stava conoscendo.
Dunque: si dice che Mozart non conoscesse colui che gli aveva commissionato il Requiem. Non è vero: Mozart sapeva benissimo chi era il committente, se non altro perché a Vienna era personaggio molto popolare, proprio per il "vezzo" di far scrivere musica ai grandi compositori del momento e poi (con una lauta ricompensa) chiederne l'anonimato e la rinuncia della paternità su quelle pagine per spacciarle come proprie. Si trattava del conte Franz von Walsegg che (rimasto vedovo della ventenne moglie) volle "scrivere" un Requiem in occasione dell'anniversario della scomparsa della contessa, incaricando del lavoro Mozart .
Si dice che il committente fosse un "uomo misterioso" e che si fosse presentato lugubremente in casa Mozart per affidargli il lavoro. Non è vero: il committente che andò a casa di Mozart era (con ogni probabilità) Michael Puchberg, amico "fraterno" del compositore. Fraterno perché appartenevano alla stessa loggia massonica, e ancor più fraterno perché Mozart gli era debitore di svariate migliaia di ducati chiesti in prestito per coprire i suoi scellerati investimenti finanziari. Puchberg viveva in un casa in affitto il cui proprietario era proprio il conte von Walsegg e poiché era evidentemente troppo esposto finanziariamente col compositore, pensò bene di veicolare questa commissione su lui, proponendogli un prezzo assolutamente allettante per la composizione del Requiem. Era un modo semplice e delicato per tornare in possesso, almeno per una parte, dei suoi crediti.
Si dice che Mozart sentisse «la morte vicina» (parole di Constanze) e che vivesse un periodo di depressione. Non è vero: Mozart visse uno periodo di forte calo musicale tra il 1789 e il 1790, ma il 1791 vede una sorta di "rinascita" mozartiana, con una serie di commissioni importanti e ben pagate. Mai Mozart aveva composto due opere liriche nello stesso anno, ma nel 1791 questo accade (La clemenza di Tito per Praga e il Flauto magico per Vienna), così come accade che lentamente gli allievi tornino a lui per le lezioni di pianoforte. Mozart viveva quest'anno con grande speranza ed ottimismo. E tutto grazie anche all'aiuto dal presunto "nemico" Antonio Salieri.
Si dice che Mozart (sentendo la morte vicina...) non desiderava «lasciare questo lavoro imperfetto». La frase virgolettata è una citazione di uno scritto che è datato "7bre 1791" (settembre 1791). Ma lo scritto si è rivelato un abile falso di quegli anni, fatto apposta per alimentare il mistero e le leggende attorno a Mozart. Piero Buscaroli (La morte di Mozart, Milano 1996) ha ben spiegato che Mozart poteva essere uno sprovveduto col denaro, non certo con la sua immagine di musicista. Perché vendere un capolavoro ad uno stolto, millantatore nobile viennese e non averne nemmeno un briciolo di merito - se non un compenso ben adeguato? Ed ecco che con sapienza straordinaria Mozart infarcisce questa messa di citazioni tratte da lavori di altri compositori: il Kyrie è una parafrasi dal coro And with his stripes we are healed tratto dal Messiah di Handel; sempre da Handel si è ispirato il Requiem aeternam iniziale (dall'Ode funebre per la Regina Carolina) così come si trovano tracce del Requiem in do minore di Michael Haydn: il popolarissimo Confutatis si è fortemente ispirato alla Sinfonia di Venezia di Pasquale Anfossi; l'assolo di trombone del Tuba murim fa riferimento addirittura a due composizioni, una di Leopold Gassmann (un altro Requiem) e una di Andrea Luchesi; ancora François-Joseph Gossec (nel Lacrimosa) dalla sua Messe des morts con influenze da una Sinfonia in re minore (la stessa tonalità di questo Requiem) di Wilhelm Friedemann Bach.
Un lavoro frammentario quindi? No, perché la genialità di Mozart ha saputo armoniosamente mediare, mescolare stili di diversa natura in un lavoro che - probabilmente - sentiva un po' meno "suo" di tutti gli altri. Lo ha lasciato incompiuto, questo e vero, come è vero che fu la vedova Constanze ad affannarsi perché queste pagine avessero una forma compiuta e quindi poter riscuotere anche la restante metà del compenso del conte von Walsegg. E qui ancora misteri e molte confusioni: fu l'ultimo allievo di Mozart la persona prescelta per il completamento (tutto in gran segreto, per non irritare il committente) del Requiem, Franz Xavier Süssmayr. Dopo una prima rinuncia da parte di Süssmayr fu Joseph von Eybler (un ottimo compositore viennese) ad essere invitato a completare questo capolavoro. Dopo qualche mese di lavoro, anche Eybler si dà per vinto e la partitura (con molte parti già scritte da Eybler) torna da Constanze che assilla Süssmayr per l'immediato completamento. La cosa avverrà a scapito di una alterna qualità musicale del lavoro ma che, comunque, per almeno un secolo sarà quello principalmente eseguito in molte funzioni funebri di personalità di prestigio.
Lunedì 11 aprile 2011_04_11
Casa della Musica, ore 20.30
Ensemble Prometeo - Trio
Mario Caroli
Claude Hauri
Alfonso Alberti
Biglietteria presso la reception della Casa della Musica (P.le San Francesco, 1) il giorno stesso del concerto a partire dalle ore 10.
Biglietti: Intero € 10,00 - Ridotto € 5,00
A coloro che sottoscriveranno la FP Card 2011 verrà riconosciuto l'ingresso omaggio a tutti i concerti della rassegna.
Per maggiori informazioni:
Casa della Musica, tel. 0521 031170, www.lacasadellamusica.it
Fondazione Prometeo, tel. 0521 708899 - 0521 031128, www.fondazioneprometeo.org

Sede dei concerti:
Casa della Musica
P.le San Francesco, 1 - 43121 Parma
Tel. 0521 031170
www.lacasadellamusica.it

Continua il viaggio tra l'Ottocento e i giorni nostri con i concerti proposti dal programma di “Verso Traiettorie…”, la rassegna di musica moderna promossa dalla Casa della Musica in collaborazione con la Fondazione Prometeo: il prossimo appuntamento è fissato per lunedì 11 aprile alle 20.30 nella Sala dei Concerti dell’Istituzione di piazzale San Francesco.
Protagonista l’Ensemble Prometeo, che nella sua formazione di trio composta da Mario Caroli al flauto, Claude Hauri al violoncello e Alfonso Alberti al pianoforte proporrà un concerto particolarmente ricco di interessanti partiture.

In particolare verranno eseguite di Kaija Saariaho (1952) Cendres (1998) per flauto in sol, violoncello e pianoforte, di Fabio Nieder (1957) Requiem für einen Namen (2010) per pianoforte – prima esecuzione assoluta, di Heitor Villa-Lobos (1887-1959) Assobio a játo (1950) per flauto e violoncello, di Toshiro Mayuzumi (1929-1997) Bunraku (1960) per violoncello, di Claude Debussy (1862-1918) il Prélude à l’après-midi d’un faune (1891-1894) nella trascrizione per flauto e pianoforte di Gustave Samazeuilh e infine di Nadir Vassena (1970) Cinque stanze buie (2009) per flauto, violoncello e pianoforte.
Sarà questa inoltre l’occasione di ascoltare, in formazione ridotta, l'Ensemble Prometeo, nuovo gruppo musicale costituito per iniziativa della Fondazione Prometeo e formato con il sostegno e la partecipazione dei principali ensemble italiani nonché di solisti italiani di chiara fama internazionale. Fin dalle prime produzioni (Sixteen Dances e Imaginary Landscapes di John Cage, Die Schachtel di Franco Evangelisti), l'Ensemble si propone di promuovere la musica contemporanea in Italia e all’estero, rivolgendo particolare attenzione all'impiego delle nuove tecnologie elettroniche.
In questo concerto sarà ancora presente al pianoforte Alfonso Alberti, ben conosciuto dal pubblico parmigiano anche per aver tenuto il concerto inaugurale della rassegna. Mario Caroli, flautista di fama internazionale, è il solista preferito dei più grandi compositori di oggi, in grado di eseguire il più classico dei concerti e la più ardita composizione contemporanea con lo stesso virtuosismo e la stessa vivida musicalità; per le sue interpretazioni, dotate di fantasia ed energia, la critica non ha esitato a parlare di lui in termini di "fenomeno". Anche lo svizzero Claude Hauri, attivo come solista e in varie formazioni cameristiche, primo violoncello dell'ensemble Algoritmo di Roma e dell'ensemble Nuovo Contrappunto di Firenze, ha sempre dedicato alla musica contemporanea una particolare attenzione che lo ha portato a lavorare con compositori quali Bussotti, Stroppa, Berio, Battistelli, Sciarrino, Ammann.

2011_04_09 CLAUDIO MORBO DIRIGE NABUCCO DI G.VERDI A CASALE MONFERRATO

Sabato 9 aprile 2011_04_09 ore 20.30
Teatro Municipale di Casale Monferrato
Giuseppe Verdi
Nabucco
Orchestra Sinfolario di Lecco, Regia Vincenzo Santagata, Corale “Francesco Tamagno”.
Direttore Claudio Morbo
Nabucco è la terza opera di Giuseppe Verdi e quella che ne decretò il successo. E' stata spesso letta come l'opera più risorgimentale di Verdi, poiché gli spettatori italiani dell'epoca potevano riconoscere la loro condizione politica in quella degli ebrei soggetti al dominio babilonese. Il cast si compone di voci notevoli e note, oltre al grndissimo basso che è arrivato da tokyo e attendevamo con gioia, ENRICO IORI in Zaccaria, ecco gli altri nomi di spicco : Nabucco-Massimiliano Fichera, Ismaele – Fabio Buonocore ( artista a cui Casale ha dato i natali), Abgaille – Maria Cristina Berardo, Fenena – Emanuela Barazia, IL sacerdote – Luca Banfo, Abdallo – Franco Berto , Anna – Anna Delfino.

Abbiamo intervistato il Maestro Claudio Morbo che è alla sua ennesima direzione di tal opera:“Nabucco è forse tra le opere di Verdi, quella di spirito più spiccatamente patriottico, pur affrontando una Ho vicenda lontana nel tempo e nello spazio. Certo che il pubblico milanese che vide alla Scala la prima di quest'opera indubbiamente percepì un immediato senso di partecipazione per la vicenda degli ebrei lontani dalla loro patria e si immedesimò nella loro nostalgia. E quando udirono Zaccaria gridare "sia morte allo stranier" non poterono sicuramente trattenere una sferzata di orgoglio, venendo a toccare un sentimento che covava sotto la cenere di una mal digerita occupazione austro-ungarica; continua Morbo - Pur essendo solo la terza opera composta da un Verdi che non aveva avuto la possibilità di frequentare regolari studi accademici, musicalmente è una miniera di elementi di straordinario interesse, che mescolano uno slancio che a momenti è un torrente di lava che travolge tutto e tutti nella sua forza dirompetne, e a momenti, pensiamo alla preghiera di Zaccaria accompagnata da sei violoncelli, tocca vette di grande raffinatezza che lasciano intravvedere gli straordinari risultati delle sue opere future. Inoltre dobbiamo ricordare che nel Nabucco, il coro, cioè il popolo, acquista una dimensione drammatica che raramente aveva impersonato nel melodramma italiano dell'800 (fatto salvo nelle opere serie di Rossini). Qui il popolo è veramente un personaggio, che soffre, si dispera e gioisce, al pari di Abigaille e di Nabucco, dotato di psicologia e di contorni caratteriali e quando, al colmo della nostalgia, intona il "Va pensiero" ci regala una di quelle pagine di teatro musicale destinate a rimanere conficcate indelebilmente nella memoria storica di un'intera nazione.”(intervista e foto isabella stefania gottardis – citare)Abbiamo incontrato il Maestro Morbo già tempo fa (www.claudiomorbo.it) per parlarci un po’ di sè un po’ di sé in un’intervista che troviamo on line su http://www.youtube.com/watch?v=1_9rgT64VmU ideazione isg theater (di isabella stefania gottardis).

Il direttore è sempre attivo sul territorio piemontese ma anche lombardo, tutta italia ed estero da anni . Citiamo solo alcune delle date ( le più importanti) ove lo abbiamo potuto ascoltare e VEDER DIRIGERE TUTTO A MEMORIA SENZA SPARTITO, UNA PARTICOLARITA’ DEI Più GRANDI DIRETTORI DEL MONDO per interagire meglio con orchestra e cantanti/coro e perché la musica pervade la sua mens da bambino, e date ove lo incontreremo nuovamente anche in occasione del 150° dell’Italia ove Verdi sarà la rappresentazione del risorgimento italiano.
27/11/2010 Borgo Dalmazzo concerto programma cameristico
21/01/2011 Nichelino Opera lirica Un ballo in maschera
05/02/2101 Casale Opera lirica Un ballo in maschera
09/04/2011 Casale Opera liricaNabucco


Lo attendiamo a fine maggio in altri concerti sinfonici e in anche nel circuito lirico della nostra regione e della Liguria con esecuzioni di La traviata, Il trovatore, Nabucco, Tosca, La bohème, Madama Butterfly, Cavalleria rusticana ed altri titoli ancora.

2011_04_10 Viaggio musicale intorno a Goya

Domenica 10 aprile 2011_04_10 ore 20.30
Milano, Palazzina Liberty
Milano Classica
XIX Stagione Concertistica 2010 – 2011
GOYA: RIFLESSIONE E RIVOLUZIONE
Viaggio musicale intorno a Goya

I. Gli inizi: fede e speranza
PADRE ANTONIO SOLER (1729-1783)
Apertura (Allegro)
Entrada (Allegro spiritoso)

JUAN FRANCÉS DE IRIBARREN (1699-1767)
Por aquel horizonte da Cantada al Nassimiento
Recitado – Aria (Allegro)

II. L’illusione della tranquillità e della nobiltà
LUIGI BOCCHERINI (1743-1805)
Pastorale (dal Quintetto n. 4 in re maggiore G 448)

VICENTE GARVISO
Polaca (por Carlos IV) (Andante allegretto)

III. La realtà della miseria e della degenerazione psichica
FRANCISCO COURCELLE (1702-1778)
Lamentación n. 2 del Viernes Santo (Adagio)

IV. Danza y diferencias: una celebrazione della vita
LUIGI BOCCHERINI
Allegro con vivacità (dal Quintetto n. 6 in sol maggiore G 450)
Grave – Fandango (dal Quintetto n. 4 in re maggiore G 448)

V. Majas y Majos
LUIGI BOCCHERINI
Allegro moderato (dal Quintetto n. 7 in mi minore G 451)

FERNANDO SOR (1778-1839)
Las mujeras y cuerdas
Si dices que mis ojos
El que quisiera amando
Muchacha, y la vergüenza
De amor en las prisiones

VI. La decadenza dell’impero e l’orgoglio nazionale
LUIGI BOCCHERINI
La ritirata de Madrid (Maestoso e lento) (dal Quintetto n. 8 in do maggiore G 453)

PABLO ESTEVE (1730?-1790?)
La Guía de Madrid (Allegretto)

VII. Maggio 1808: dolore, violenza, resistenza, rassegnazione
FERNANDO SOR
Prepárame la tumba
Cesa de atormentarme

FRANÇOIS DE FOSSA (1775-1849)
Allegro agitato – Lento sensibile sostenuto (dal Quartetto op. 19 n. 3)

VIII. Ultimi giorni: disperazione e speranza
LUIGI BOCCHERINI
Allegro assai (dal Quintetto n. 1 in re minore G 445)

Marta Almajano, soprano
http://concertodautunno-cur.blogspot.com/2011/04/marta-almajano-soprano.html
Richard Savino, chitarra barocca e direzione
http://concertodautunno-cur.blogspot.com/2011/04/richard-savino-chitarra-barocca-e.html
Orchestra da Camera Milano Classica

Si terrà alle 20.30 di domenica 10 aprile (e non come da tradizione alle 10.30 del mattino) il nuovo concerto della Stagione orchestrale di Milano Classica.
Il programma propone un doppio percorso: pittorico intorno all’opera di Francisco Goya, musicale intorno a pagine di autori che hanno segnato la storia della scuola musicale spagnola.

La Stagione da camera di Milano Classica torna domenica 17 aprile, come sempre alle ore 10.30 in Palazzina Liberty, con il concerto del duo Enrico Casazza violino e Carlo Balzaretti pianoforte. In programma pagine di Schumann e Brahms.

Domenica 8 maggio alle ore 10.30 programma “antico” per la stessa stagione con Michael Chance controtenore, Paul Beier liuto e Gianluca Capuano organo, che inanellano lavori di Luzzasco Luzzaschi, Cipriano de Rore, John Danyel, John Dowland, Claudio Monteverdi, Pierluigi da Palestrina

2011_04_20 Moni Ovadia ritorna a Teatro Libero

Teatro Libero Milano (Via Savona)
20, 21 e 22 aprile 2011_04_20, 2011_04_21, 2011_04_22
Moni Ovadia
IL REGISTRO DEI PECCATI
di e con Moni Ovadia
organizzazione Promo Music

PREZZI BIGLIETTI
Intero: 23,00 €
Under 26: 19,00€
Over 60 e possessori TP CLUB: 15,00€
allievi con carta TP CARD (prima e seconda replica): 2,00 €

ORARIO SPETTACOLI
da mercoledì a venerdì ore 21.00


ORARI E INFO  BIGLIETTERIA
Dal lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Nei giorni di spettacolo:
da lunedì a venerdì fino alle ore 21.00
sabato dalle ore 18.30 alle 21.00
domenica dalle ore 14.00 alle 16.30
Tel. 02 8323126

PRENOTAZIONI

È possibile prenotare nelle seguenti modalità:
via e-mail scrivendo a biglietteria@teatrolibero.it
chiamando allo 02 8323126

Il registro dei peccati
Anche quest'anno Moni Ovadia torna in scena a Teatro Libero con uno spettacolo che celebra la fragilità umana e la sua bellezza
Il mondo raccontato da Marc Chagall nei suoi celeberrimi dipinti e disegni è una creazione della sua straordinaria fantasia di genio artistico o è esistito realmente? Il mondo e l’umanità che Chagall ha trasfigurato nella sua arte suprema è autenticamente esistito? Si, e fu un mondo vero, pulsante, fatto di esseri umani, troppo umani e, per questo, inadatti ad un pianeta posseduto dai demoni della violenza, del razzismo, del delirio nazionalista.
La spiritualità di quella gente della diaspora ebraica che vestiva in bianco e nero era davvero coloratissima, lo era con i colori del fervore estatico eppure quotidiano. Il linguaggio più autentico con cui si espressero quegli ebrei fu quello del khassidismo, la celebrazione della fragilità umana e della sua bellezza. In quella celebrazione si riconosce la maestà ineffabile del divino che non si vede, il cui nome è impronunciabile, e ciò nonostante con quel divino si intrattengono relazioni di familiarità e persino di prossimità irriverente, senza che questa contraddizione trascorra mai nella blasfemia. Quel divino che viene celebrato sì con la preghiera e con lo studio, ma anche con il canto, la danza, la narrazione e predilige l’umorismo.
Moni Ovadia conduce per mano lo spettatore verso un mondo straordinario che è stato estirpato dal nostro paesaggio umano e spirituale dalla brutalità dell’odio, ma che ci parla e ci ammaestra anche dalla sua assenza attraverso un’energia che pulsa in chi la sa ascoltare ed accogliere perché sente di potere costruire in sé, per sé e per l’altro un essere umano migliore, più degno e più consapevole del proprio statuto spirituale.
Il grande teologo cattolico Teillard de Chardin ha scritto:”noi non siamo esseri materiali che vivono un’esperienza spirituale, noi siamo esseri spirituali che fanno un’esperienza materiale”. Gli ebrei del khassidismo, come forse nessun altro nella terra d’Europa, hanno letteralmente incarnato, nel loro modo di vivere concreto e mistico, la straordinaria intuizione del grande teologo francese. Incontrare quel mondo, anche solo nel riverbero delle sue iridescenze, percepire i profumi della sua anima e ascoltarne la voce è un'esperienza indimenticabile che spiazza ogni ortodossia clericale e smaschera la miseria dei baciapile.

2011_04_08 Twentieth century e Puppets- '900 e Marionette

Venerdì 8 aprile 2011_04_08 ore  20.30
Atelier Carlo Colla e figli
via Montegani 35/1 Milano, Italy
Twentieth century & Puppets- '900 e Marionette
Programma musicale:

Igor Stravinskij: Suite italienne per vl e pf
Igor Stravinskij: Tango per pf
Maurice Ravel: Ma mère l'Oye per pf a 4 mani
Carlo Durando: Scena VII da Cenerentola (pf a 4 mani)
Danilo Lorenzini: Ouverture per "Gerolamo finto orso" e scena da "La lampada di Aladino"

Luca Ciammarughi e Danilo Lorenzini, pianoforte
Jacopo Ciammarughi, violino
http://www.classicaviva.com/LucaCiammarughi.htm
I Venerdì dell'Atelier: Quattro appuntamenti con marionette e musica dal vivo
Indagare il mondo delle marionette non significa soltanto aprire uno spaccato sulla cultura e sulla società del passato e del presente ma, soprattutto, sconfiggere l’errata convinzione che vuole relegare questi straordinari personaggi di legno a spettacolo “per i più piccini”. Basterebbe analizzare l’attenzione che sempre (sino alla seconda guerra mondiale) la censura ebbe per questo genere di spettacolo. Con “I Venerdì dell’Atelier” si vuole riportare l’attenzione su particolari momenti del grande repertorio della “Carlo Colla e Figli” spaziando dal mondo del melodramma a quello del balletto e della commedia, a dire quale importante fucina per il Teatro Gerolamo in più di mezzo secolo di attività e quale preziosa testimonianza artistica e culturale rappresenti la “Carlo Colla e Figli” oggi nel panorama teatrale milanese. L’incontro con Danilo Lorenzini, avvenuto nel 1977 con la ripresa del Ballo Excelsior e proseguito felicemente negli anni seguenti offre l’opportunità di piacevoli serate dove siano protagonisti la musica, il canto e le marionette.

2011_04_12 Requiem a due voci al Duomo di Milano

Martedì 12 aprile 2011_04_12 ore 19,30
Duomo di Milano
Piazza Duomo, Milano
Le Voci della Città
PASQUA 2011

Secondo ciclo 12 aprile – 6 maggio 2011


Giuseppe Verdi
Requiem
Nella versione per organo e pianoforte del 1874
Francesco Attesti, pianoforte
Matteo Galli, organo
Ingresso Euro 12 comprensivo di visita alle terrazze

http://www.concertodautunno.it/100000-varie/101023-verdi-requiem.htm

Durante le festività Pasquali, Milano accoglie un importante flusso turistico internazionale, e diventa luogo di riscoperta da parte degli stessi milanesi, che ritrovano il piacere di vivere nuovamente la città, con i suoi monumenti e le sue tradizioni. I giorni di Pasqua esprimono una grande intensità spirituale che viene enfatizzata da questo percorso musicale e di riscoperta della Città che contribuisce a ritrovare luoghi d’arte di valore assoluto. Gli appuntamenti proposti da questa rassegna sono il frutto di una sinergica e preziosa collaborazione fra varie realtà milanesi, dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, alla Basilica di Sant’Ambrogio, al Touring Club Italiano, all’Instituto Cervantes, alle Basiliche di San Vittore e di San Lorenzo. Si tratta di un cartellone innovativo, che vede la presenza di eventi musicali dal profondo significato spirituale collocati anche nei giorni intensi della Settimana Santa. Nei giorni seguenti la Pasqua la rassegna prosegue con una due giorni promossa in collaborazione con il Consolato Generale dei Paesi Bassi che vede protagonista la Cattedrale con il suo organo a cui fa seguito uno spettacolo itinerante di organi da strada che arriveranno appositamente dall’Olanda, per la prima volta nel nostro Paese. Si tratta di un percorso in musica che contribuisce a proiettare l’identità di Milano in una dimensione internazionale attraverso il linguaggio universale dell’arte.

Letizia Moratti, Sindaco di Milano
Alessandro Morelli, Assessore Turismo, Marketing Territoriale, Identità

2011_05_03 Arcimboldi dantesco in musica

Il Teatro degli Arcimboldi ospiterà Inferno e Cantica II, prime due parti di una trilogia ispirata alla Divina Commedia: un doppio spettacolo che porta sulla scena un caleidoscopio di immagini tratte dai più famosi canti dell’opera dantesca, creando un mondo dove il reale e il virtuale si intrecciano.
Il progetto porta la firma di Emiliano Pellisari, regista e coreografo, ideatore già di Daimon, Nogravity e Comix. 

dal 3 al 8 maggio 2011_05_03
INFERNO
dal 10 al 15 maggio 2011_05_10
CANTICA II
 

STRAORDINARIE OFFERTE: 
Acquistando il biglietto per entrambi gli spettacoli sarà possibile avvalersi di una speciale promozione per i posti di platea.
I carnet sono disponibili presso le biglietterie del Teatro degli Arcimboldi, tel. 02 64 11 42 212/214 e del Teatro Dal Verme, tel. 02 87205201
Visita subito i canali su myspace e facebook per usufruire di una straordinaria offerta per i posti di platea, affrettati i posti sono limitati! 

Inoltre acquistando il biglietto per entrambi gli spettacoli sarà possibile avvalersi di una speciale promozione.
I carnet sono disponibili presso le biglietterie del Teatro degli Arcimboldi, tel. 02 64 11 42 212/214 e del Teatro Dal Verme, tel. 02 87205201

Martedì 12 aprile ore 18
Teatro Dal Verme
INCONTRO CON EMILIANO PELLISARI

Le Macchine teatrali e la tradizione del teatro delle Meraviglie 
L’autore Emiliano Pellisari si soffermerà sul suo particolare linguaggio scenotecnico che affonda le radici nel Seicento (ad esempio, il recupero delle illusioni create dalle macchine catottriche). 
L’incontro è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. 
Per partecipare scrivere a pomeriggi@ipomeriggi.it Per maggiori informazioni su tutte le promozioni della Stagione visita i nostri canali myspacee facebook

2011_ Concorso per cantanti lirici Spiros Argiris

DODICESIMA EDIZIONE DEL PREMIO SPIROS ARGIRIS DEDICATO AI GIOVANI CANTANTI LIRICI.
In un momento storico dove i Teatri tagliano e cancellano questa manifestazione sarzanese aggiunge opportunità di crescita e di cultura.
Oltre al Concorso e ai diversi eventi che accompagnano la competizione, quest’anno si riconferma la MASTERCALSS EUROPEA con una bellissima sorpresa con questa nuova edizione: il corso tenuto dal maestro ENZO DARA sarà finalizzato ad un’opera “IL BARBIERE DI SIVIGLIA” DI GIOACHINO ROSSINI.
Quest’ultima novità chiude il ciclo voluto dal DIRETTORE ARTISTICO SABINO LENOCI (direttore della RIVISTA L’OPERA) che da sempre si è battuto perché il concorso non fosse solo fine a se stesso ma che potesse essere un momento formativo sia per i concorrenti sia per gli spettatori.
Senza togliere nulla al CONCORSO che vanta un MONTEPREMI DI 18.000 EURO, di cui 8.000 AL VINCITORE, ma non solo premi in denaro, infatti, il TEATRO CARLO FELICE DI GENOVA darà una scrittura per la prossima stagione selezionato direttamente dal SOVRINTENDENTE GIOVANNI PACOR, mentre L’OPERA DI SOFIA ospiterà un evento con i migliori del Concorso selezionati direttamente dal direttore artistico.
Fiore all’occhiello per il 2011 è la MASTER CLASS EUROPEA “IL BARBIERE DI SIVIGLIA”dove i migliori candidati europei potranno partecipare COMPLETAMENTE SPESATI IN TUTTO ad una master che li porterà ad ANDARE IN SCENA, una settimana intensa tra corsi e prove di scena, studio al pianoforte e con orchestra, prove d’insieme e di regia…UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI CANTANTI LIRICI!

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

2011_04_16 Fraschini di Pavia un balletto con scuole ArteDanza

SABATO 16 APRILE 2011_04_16 ORE 21.00
DOMENICA 17 APRILE 2011_04_17 ORE 15.00
TEATRO FRASCHINI - PAVIA
Napoli
Balletto in tre atti
Su musiche di:
Niels Wilhelm Gade, Edvard Helsted, Hans Christian Lumbye, e Holger Simon Paulli

Coreografia: CATERINA COLOMBINI – GINO POTENTE
SCENOGRAFIE: CLAUDIO BONVINI
Con la partecipazione di:
Elisa Torchio, Marci Caliendo
Con:
Teresina: Elisa Mazzola
Gennaro: Alessio Castrigiano
dio Golfo: Gino Potente
i pretendenti: Francesco Scalas, Matteo Mersi, Andrea Colli
la mamma di Teresina: Luigi Parola
il frate: Corrado Morale
le nereidi:
Federica Boneschi Sonetti ARAD, Lara Bernardi ARAD, Luana Pirella, Elisa Torchio ARAD, Nicole Colombo, Chloè Veneziani, Camilla Rabussini.
Corpo di ballo:
Valentina Volpi, Alice Boschini, Valentina Barbieri, Marta Massimini, Jessica Ottobrino, Marta Marchesi, Silvia Ciusani, Sveva Perucchini, Vittoria Doi, Francesca Buonocore.
CON LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DI: ANGIOLINA SENSALE (pianoforte) SUSIE GEORGIADIS (soprano)
Nella foto Elisa Mazzola ed Alessio Castrigiano
Trama: Teresina, una ragazza del popolo, ha tre pretendenti. Lei è innamorata di Gennaro, un pescatore. Per confutare i pettegolezzi sull’ infedeltà di Teresina, Gennaro le chiede la mano. Partono insieme in barca, ma una tempesta affonda il battello e solo Gennaro si salva. La madre di Teresina lo accusa di aver ammazzato la figlia. Gennaro, disperato, cerca consolazione presso un frate, che gli dona il ciondolo che lui stesso aveva ricevuto in dono da Teresina e lo esorta ad andare alla ricerca della sua amata. Teresina intanto, è stata salvata dalle Nereidi che l’ hanno portata alla Grotta Azzurra dove dimora il dio Golfo. Il dio si invaghisce della ragazza e la trasforma in Nereide, cancellando in lei ogni ricordo della sua esistenza precedente. Gennaro approda nella grotta e vede Teresina, ma lei non lo riconosce. Le mostra il ciondolo, ed a Teresina viene miracolosamente restituita la forma umana ed i suoi ricordi. Golfo, davanti ad una simile potenza, non può fare altro che lasciar tornare alla loro vita gli sposini. Ricompaiano a Napoli per fare un pellegrinaggio di ringraziamento, ma il popolo accusa Gennaro di stregoneria per aver risuscitato un’ annegata. Il frate interviene, svelando che non è stato Gennaro, ma l'intervento miracoloso della Madonna a salvare Teresina. Finisce felicemente con una scatenata tarantella, accompagnato dalla musica di Hans Christian Lumbye. Il senso di umorismo che trapela da questa trama ha sicuramente contribuito a mantenere vivo l'interesse per il balletto Napoli dal 1842 ad oggi.

2011_04_20 Alfieri Torino presenta Cinzia Dato

ASSOCIAZIONE PIEMONTE DANZA MUSICA TEATRO con il sostegno del Ministero Beni e Attività Culturali e Regione Piemonte
I CONCERTI DEL POMERIGGIO AL TEATRO ALFIERI DI TORINO Stagione 2011 Edizione XXI
Teatro Alfieri, mercoledì 20 aprile 2011_04_20, ore 16
Indimenticabili sonate
CINZIA DATO pianoforte
In programma
L. v. Beethoven Sonata "quasi una fantasia"op.27 n.1 in mi bem. magg.
Andante – Allegro molto e vivace – Adagio con espressione – Allegro vivace
F. J. Haydn Grande Sonata in do magg. Hob XVI:50
Allegro – Adagio - Allegro
F. Chopin Sonata in si bem. min. op. 35 n. 2
Grave, doppio movimento - Scherzo - Marcia funebre – Presto
F. Chopin Andante spianato e grande polacca brillante in mi bem. magg. op.22

Cinzia Dato, pianoforte


I CONCERTI DEL POMERIGGIO organizzazione:
ASSOCIAZIONE PIEMONTE DANZA MUSICA TEATRO
Direzione Artistica : Secondo Villata - Segreteria : Maria Borasio ( tel.011.223.9138 )
Biglietto posto unico numerato 8 euro, ridotto 7 euro . Info 011.562.3800

2011_04_05 Gregorio Nardi a Firenze

Martedì 5 aprile 2011_04_05 alle ore 20,30
Presso la Sala Michelangelo al Museo del Bargello in via del Proconsolo, in chiusura del Festival Flame Così fa Mozart, Gregorio Nardi suonerà al pianoforte musica di Mozart, Beethoven, Liszt. In particolare, segnalo che tra i pezzi di Liszt ci sarà qualche spleciale rarità. Sono incluse anche brevi composizioni di Gyorgy Kurtag, l’autore contemporaneo più profondamente legato ai grandi classici. Alcuni dei suoi brani sono in prima esecuzione italiana.

Venerdì 8 aprile 2011_04_08 alle ore 11,30
Sabato 9 aprile 2011_04_09 alle ore 11,30
Alla Galleria d’Arte Moderna in Palazzo Pitti, nel Saloncino delle Statue, in occasione dellaXIII Settimana della Cultura e dei festeggiamenti per l’anniversario dell’Unità d’Italia, presenterà due diversi programmi lisztiani: parafrasi da Rossini, Bellini e Verdi, due Sonetti da Dante e da Petrarca e altri brani legati all’esperienza italiana di Liszt.
Gregorio Nardi, pianoforte


MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO
via del Proconsolo 4 - Firenze
Martedì 5 aprile 2011, ore 20,30

COSÌ FA MOZART

Si conclude la bella rassegna musicale che tra febbraio e aprile ha animato la splendida Sala del Michelangelo del Museo Nazionale del Bargello. E’ l’ultima delle sei serate del festival tra musica e arte, in un inedito connubio tra le meraviglie scultoree e quelle musicali. I grandi capolavori mozartiani affiancati dalle opere dei più importanti compositori del Novecento, in un singolare omaggio “compositore più universale nella storia della musica occidentale”: un’occasione per riscoprire la modernità di Mozart. In quest’ultimo appuntamento Gregorio Nardi proporrà un imperdibile programma che, in un ampio gioco di rimandi, si articolerà tra le più belle pagine di Kurtag, come Hommage à Jehuda Elkana 70 e Un brin de bruyère à Witold, e i capolavori di Mozart, Beethoven e Liszt.

György Kurtág Hommage à Jehuda Elkana 70 (2004)

Wolfgang Amadeus Mozart Sonata KV 570, si bemolle maggiore (1789)
Allegro
Adagio
Allegretto

György Kurtág
Geburtstagsgruss für Kurt Wölfel (1994)
Geburtstagsgruss für Nuria (2002)

Ludwig van Beethoven
Sonata op. 90, in mi minore (1814)
Mit Lebhaftigkeit und durchaus mit Empfindung und Ausdruck
Nicht zu geschwind und sehr singbar vorgetragen

György Kurtág
Un brin de bruyère à Witold (1994)
Studie zu Büchners „Lenz“ (1997)

Ferenc Liszt
“Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen” Präludium nach Joh. Seb. Bach S.179 (1859)
Années de Pèlerinage. Troisième Année: Les jeux d'eaux à la Villa d'Este S.163/2 (1877)

György Kurtág
Aus der Ferne IV (1996)
... emlékek, kicsi ólomkatonák ... (2000)

Ferenc Liszt
Ich weil' in tiefer Einsamkeit (Lassen) S.495 (1872)
Don Carlos, Coro di festa e Marcia funebre (Verdi) S.435 (1867-68)

Info ingresso:
10 euro soci sostenitori FLAME ingresso gratuito + 1CD
Per informazioni e prenotazioni:

FLAMEnsemble
Via G. D'Annunzio 121 | 50135 Firenze
tel 055 611299 | 055 6123516
info@flamensemble.com
www.flamensemble.com

Amici di Palazzo Pitti
CONCERTO CXXXI
XIII Settimana della Cultura
Galleria d’Arte moderna - Saloncino delle Statue
venerdì 8 aprile 2011, ore 11,30

L’unità d’Italia a Palazzo Pitti
da Rossini a Verdi, 1e parafrasi di Franz Liszt (1811-1886)
al pianoforte Gregorio Nardi

Air du Stabat mater - cujus animam, 1847 (da Rossini)
Réminiscences des Puritains: Variations sur A te, o cara, 1837 (da Bellini)
Sonetto 104 del Petrarca, 1842-46
Don Carlos, Coro e Marcia funebre, 1867-68 (daVerdi) Salve Maria! de l'opéra: Jérusalem [seconda vers.],1882 (da Verdi)
Rigoletto. Paraphrase de Concert, 1859 (da Verdi)

INGRESSO LIBERO AI VISITATORI DEL MUSEO

CONCERTO CXXXIII
XIII Settimana della Cultura
Galleria d’Arte moderna - Saloncino delle Statue
sabato 9 aprile 2011, ore 11,30

L’unità d’Italia a Palazzo Pitti
da Rossini a Verdi, 2
parafrasi di Franz Liszt (1811-1886)
al pianoforte Gregorio Nardi
Air du Stabat mater - cujus animam, 1847 (da Rossini)
Agnus Dei de la Messe de Requiem de G. Verdi, 1877 (da Verdi)
Les jeux d'eaux à la Villa d'Este, 1877
Réminiscences de Boccanegra, 1882 (da Verdi)
Sonetto “Tanto gentile e tanto onesta pare”, 1874 (da Bülow)
Rigoletto. Paraphrase de Concert, 1859 ( da Verdi)
INGRESSO LIBERO AI VISITATORI DEL MUSEO

2011-04_09 Madama Butterfy a Melzo

Sabato 9 aprile 2011_04_09 ore 20.30
Teatro Trivulzio di Melzo (MI)
Giacomo Puccini
Madama Butterfly
Akiko Yamaguchi Madama Butterfly
Luigi Albani Pinkerton
Seon Young Pak Suzuki
Giorgio Valerio Sharpless
Antonio Murgo Goro
Clara Bertella Kate Pinkerton
Antonio Corsano Yamadori-Commissionario
Guillermo Bussolini Lo Zio Bonzo

CORO MAYR DI BERGAMO
Maestro del coro: SALVO SGRÒ

Flauto GIAMBATTISTA GRASSELLI
Clarinetto ROBERTO PEZZOTTA
Violino SILVIA MAFFEIS
Violoncello ANTONIO VISIOLI
Pianoforte SALVO SGRÒ
(Trascrizione a cura di Silvia Maffeis)

Regia Pierluigi Malinconico
Scene Andrea Zaniboni
Costumi Sartoria Teatrale Bianchi ( www.sartoriateatralebianchi.it )

Per i costi dell'ingresso consultare il sito internet: www.teatrotrivulzio.it

2011_04_12 Inno di Mameli, la vera storia

Caffè Letterario di Precotto
Milano - viale Monza 224
ha il piacere di invitarvi all’incontro
Martedì 12 aprile 2011_04_12 ore 21.00
con il direttore Adriano Bassi il quale, per il tema “Musica e Risorgimento”, parlerà de
La storia dell’Inno di Mameli
e delle altre musiche legate all’ideale dell’Unità d’Italia.

Adriano Bassi è direttore d’orchestra, musicologo e giornalista.
In questa ricerca sulla musica risorgimentale ha saputo riunire felicemente la competenza professionale con la passione per la cultura storica.
Come già le altre volte, l’incontro avrà luogo nella Sala San Filippo, entrando in oratorio a destra, Parrocchia di San Michele Arcangelo 224.

Ingresso libero
Tutti gli incontri cominciano alle ore 21, presso Sala San Michele
Parrocchia di San Michele Arcangelo in Precotto
viale Monza 224 - 20128 Milano
MM1 Precotto - Bus 44 - 51 - Tram 7
Prossimi incontri
Martedì 10 maggio 2011_05_10 :
Giovanna Ferrante: La Famiglia Manzoni (fasti e nefasti)
Martedì 7 giugno 2011_06_07:
Ella Torretta presenta, con P.L. Amietta, il suo libro: “Città Studi, Ortica,
Lambrate, Porta Venezia e Porta Vittoria - alla scoperta dei Quartieri di Milano”

2011_04_17 Requiem Mozart revisione critica "Levin"

Domenica 17 aprile 2011_04_17 ore 17
Lunedì 18 aprile 2011_04_18 ore 20
Martedì 19 aprile 2011_04_19 ore 20
Auditorio Conservatorio G. Verdi Torino
Wolfgang Amadeus Mozart
Requiem K 626
Soprano Chiara Giudice
Mezzosoprano Annalisa Stroppa
Tenore Alejandro Escobar
Basso Maurizio Franceschetti
Coro Accademia Stefano Tempia di Torino
Orquestra Filarmonica di Torino
Direttore Francesco Ciluffo

2011_04_16 Duo violoncello e pianoforte

I Concerti gratuiti dell’Associazione Musicale Dino Ciani a Milano
sabato 16 aprile 2011_04_16
Milano
Circolo A. Volta - via G. Giusti 16
sabato 16 aprile 2011 ore 17.00 ingresso libero
ANDREA FAVALESSA violoncello
MARIA SEMERARO pianoforte
musiche di F. Liszt, O. Respighi e A. Casella

info 335 6083581 – www.dinociani.com


Associazione Musicale Dino Ciani
Tel. 0324 243046 - 041 528 60 92
Cell: 335 6083581 E-Mail: concerti@dinociani.com www.dinociani.com 

2011_04_12 Mario Brunello al Quartetto

Martedì 12 aprile 2011_04_12, ore 20.30
ore 11.30, prova aperta guidata da Oreste Bossini
Sala Verdi del Conservatorio - via Conservatorio 12
Mario Brunello violoncello

Bach - Suite n. 3 in do maggiore BWV 1009
Crumb - Sonata per violoncello solo (1955)
Weir - Unlocked (1999)
Bach - Suite n. 2 in re minore BWV 1008
Sokolovic - Vez
Anonimo - Canti armeni per violoncello solo (trascrizione di Mario Brunello) 


Brunello, musicista fantasioso e carismatico, ha sempre desiderato mostrare la forza espressiva delle Suites a contatto con musiche di altro genere, come se il mondo di Bach fosse talmente compiuto in sé da sostenere il dialogo con qualunque altra forma di esperienza artistica. La voce del violoncello intona così altri monologhi del Novecento, includendo autori molto eterogenei. Accanto a Bach troviamo una compositrice canadese di origine serba, Ana Sokolovic; uno dei maggiori autori americani interessati ai nuovi linguaggi come George Crumb; una musicista scozzese ancora ignorata in Italia come Judith Weir e i canti armeni trascritti dallo stesso Brunello. 

Anche la nostra Società aderisce all'iniziativa Milano per le donne promossa dal Comune. Per questo concerto mette a disposizione 100 biglietti gratuiti (50 per la prova mattutina e 50 per la sera). Le donne interessate possono telefonare allo 020202 (servizio gratuito di informazione) attivo 24 ore fornendo identità e codice fiscale. Tutti gli appuntamenti suwww.comune.milano.it/spettacolo



Parole in nota
ore 18, Casa Verdi, Piazza Buonarroti - ingresso libero
Lunedì 11 aprile 2011_04_11
Mario Botta

Dal contenuto al contenitore: a Parole in nota si parla di architettura dei teatri insieme a Mario Botta, autore anche di numerosi edifici per la cultura, musei, biblioteche. Suoi – per citarne alcuni - il Teatro e Casa della cultura “André Malraux” di Chambéry (Francia), il MART-Museo di arte moderna e contemporanea, di Trento e Rovereto, il Museo Jean Tinguely a Basilea, il MOMA di San Francisco. Per la maggior parte dei milanesi è l’architetto della ristrutturazione della Scala (2002-2004), ma è anche protagonista del dibattito culturale della nostra città. Numerosi i suoi interventi su mostre, ecologia ed Expo 2015, temi sui quali Andrea Kerbaker e Carlo Sini lo solleciteranno a tornare in questo quarto appuntamento di conversazioni a Casa Verdi. Il 9 maggio, a chiusura del ciclo di Parole in nota, ospiteremo lo scrittore Aldo Nove, del quale è di recente uscito La vita oscena (Einaudi/Stile Libero).
Vai alla news - Video Approfondimento

Società del Quartetto di Milano
via Durini 24 - 20122 Milano - Tel. 02 76005500 Fax 02 76014281
www.quartettomilano.it - info@quartettomilano.it

 

2011_04_06 In memoria di Giovanni Marra

Mercoledì 6 Aprile 2011_04_06 alle ore 21.00
Civico Tempio di S. Sebastiano
Via Torini,28 Milano
si terrà un Concerto in
Memoria di Giovanni Marra.
Nell' 0ccasione si esibirà l'Orchestra e il Coro Ludwig van Beethoven
diretti dal M° Adriano Bassi.
Verranno eseguite musiche di. Donizetti, Cavalli, Rheinberger, Vivaldi, Verdi
Solisti
Alfredo Pedretti Corno
Tatiana Chivarova: Soprano
INGRESSO LIBERO
Per informazioni: 347.6779797

2011_04_08 Traviata in arrivo al Coccia di Novara

Teatro Coccia
Venerdì 8 aprile 2011_04_08 ore 20.30
Domenica 10 aprile 2011_04_10 ore 16.00
LA TRAVIATA
Melodramma in tre atti 
su libretto di Francesco Maria Piave
Musica di Giuseppe Verdi
Maestro Concertatore e Direttore Valerio Galli


Personaggi e Interpreti 
Violetta Valery ELENA ROSSI 
Flora Bervoix MONICA TAGLIASACCHI 
Annina  ALESSANDRA FERRARI 
Alfredo Germont SERGEJ ROMANOVSKY 
Giorgio Germont, suo padre  GIANFRANCO MONTRESOR 
Gastone, Visconte de Letorières  MARCO VOLERI 
Barone Douphol  DAVIDE ROCCA 
Marchese D’Obigny  LUCA LUDOVICI 
Dottor Grenvil  VEJO  TORCIGLIANI 
Giuseppe, servo di Violetta  MICHELE VISELLI 
Domestico di Flora  PIER MARCO VIÑAS MAZZOLENI  
Commissionario  GILLES ARMANI
Regia  

Paolo Bosisio, regista

Maestro del Coro Gianmario Cavallaro - Lighting Designer Jean Paul Carradori
Movimenti Coreografici Cristina Molteni
Orchestra Filarmonica Italiana
Coro della Fondazione Teatro Coccia
Balletto di Milano
Produzione Fondazione Teatro Coccia di Novara
Info su : http://www.fondazioneteatrococcia.it/stagione011_operaeballetto_latraviata.asp



NOTE DI REGIA Traviata: un dramma sociale
Mettere in scena Traviata significa misurarsi con un melodramma caratterizzato da forti tinte drammatiche, la cui tradizione scenica è tale da comportare atteggiamenti per così dire preconcetti nel pubblico che, dallo spettacolo, si aspetta sempre e comunque una serie di puntuali e quasi rituali momenti di emozione legati ai passaggi musicali topici dell’opera. La tragedia di Violetta, “donna sola e abbandonata”, è, infatti, tradizionalmente letta come l’inevitabile conseguenza di un sacrificio dettato prevalentemente dal cuore, ossia dall’amore ch’ella, prostituta seppure d’alto bordo, per la prima volta proverebbe per Alfredo. 
Violetta vittima, dunque, ma soprattutto donna che ama e generosamente compie l’estremo gesto, rinunciando alla propria felicità e immolandosi per il bene della sorella dell’amato, la giovane “pura siccome un angelo”, che costituirebbe il perfetto contraltare alla “traviata”, e perciò indegna, amante di Alfredo. In tale contesto Germont appare tradizionalmente come un povero vecchio che si vede, suo malgrado e dolorosamente, costretto a intervenire per fare salva la reputazione della famiglia, compromessa dall’avventatezza sentimentale di Alfredo, per consentire nozze adeguate alla figlia, appunto “pura siccome un angelo” che è impensabile non difendere dal fango della corruzione. 
Senza alcuna pretesa di sovvertire la tradizione per sostituire a letture preconcette una non meno preconcetta interpretazione, mi è parso necessario cercare all’interno della materia sentimentale e a tratti anche un poco sentimentalistica, qualche ragione in più. Oltre che storia di sentimenti, di emozioni, di mondanità, Traviata mi sembra un dramma sociale, prima ancora che umano, e ciascuno dei personaggi pare inserirsi perfettamente all’interno di uno schema relazionale determinato appunto dalle norme del mondo ritratto, impossibile da mutare. I personaggi del dramma, prima forse che individui, sono ingranaggi di un meccanismo sociale consolidato all’interno del quale non c’è spazio per l’amore, per la compassione, per la salvezza.
In tale prospettiva (e nella mia lettura personale dell’opera), Germont diventa il personaggio chiave del dramma. Egli è il motore dell’azione drammatica che si sviluppa dalla sovrapposizione di esigenze di carattere sociale e mondano alla spontanea dialettica dei sentimenti. Egli incarna quell’urgenza di rispettabilità che è la spinta di ogni suo agire: non l’amore per la propria figlia, non la compassione per Violetta, ma la necessità tutta borghese di difendere la sua reputazione, la rispettabilità della sua famiglia e della classe sociale cui appartiene orgogliosamente, guidano la sua mano a tessere la trama drammatica della vicenda. Egli è un uomo ancora giovane, ancora inserito ‘nella vita’, attivo, egli stesso, forse, frequentatore abituale (e clandestino) di quelle prostitute che in società disprezza e non può certo accogliere nella vita della propria famiglia. Nel primo atto, lo si vede dunque entrare nella casa di Violetta, accogliere benevolmente e non senza compiacimento i complimenti di alcune giovani frequentatrici di quel salotto in cui è presente il bel mondo, in gran parte aristocratico, certamente meno preoccupato di far salve le apparenze rispetto ai borghesi che, come Germont appunto, si lasciano affascinare dal piacere in sé e dal gusto di imitare la classe superiore, senza possederne la congenita “sprezzatura”. 
Contraltare di Germont è il di lui figlio Alfredo, che a me pare come un giovanissimo, ingenuo giovanotto, affatto inesperto della vita nella quale è entrato con la facilità del denaro paterno e senza le avvedutezze che l’esperienza sola può assicurare: egli si innamora (o, chissà, crede di innamorarsi) perdutamente di Violetta, e senza curarsi della di lei poco presentabile attività professionale, o forse addirittura attratto inconsapevolmente dal desiderio di sottrarre una preda scontata dagli artigli dell’aristocrazia. Il suo è un amore sensuale e romantico, come spesso è quello dei giovani alle prime esperienze sentimentali
Appassionato e impulsivo come vuole la sua giovane età, egli cade vittima del fascino di Violetta, anch’ella giovane, (ma che, di contro alla fonte dumasiana, io vedo di qualche anno più adulta di lui) e soprattutto dotata di un’esperienza della vita e del mondo che la rendono disincantata e lucida. Violetta è una professionista che ha fatto dell’amore e del piacere sensuale un mestiere e che ha presto compreso la necessità, per salvaguardarsi, di tenere proprio l’amore e il piacere lontani dal suo io più profondo. 
Ella non è una donna “sola e abbandonata”, ma una professionista cinica, cui accade di essere incuriosita e infine contagiata dall’irrazionale amore giovanile di Alfredo, che la lascia incredula dinnanzi alla sincerità dei suoi sentimenti. E così, Violetta si trova a scegliere, per una volta, di credere nell’amore, di cedere al richiamo dei sensi, aprendo una breccia nel muro dietro il quale la sua razionalità l’ha confinata, decidendo di annullare lo iato che ella aveva posto tra se stessa e l’amore. 
Ma l’illusione ha vita breve e, quando Violetta si scontra con la realtà e accetta di sacrificare il suo amore su richiesta di Germont, non lo fa tanto per compassione verso di lui o verso la sua giovane figlia, quanto perché ricondotta bruscamente alla consapevolezza dell’ineluttabilità del suo destino e della necessità di portare fino alle estreme conseguenze la sua scelta di vita. Germont non la commuove con la storiella della figlia candida e pura, ma la riconduce crudamente alle regole del gioco: una prostituta ha compiuto una scelta di vita che la esclude definitivamente dalla società, con la quale può avere relazioni esclusivamente di carattere mercenario. I sentimenti e le buone intenzioni non bastano a cancellare la macchia di una professione disonorante, seppure accolta e sfruttata serenamente da tutti entro la zona franca del piacere.
Attorno ai tre protagonisti si muove una girandola di personaggi che incarnano posizioni e istanze di carattere sociale altrettanto definite e concorrono a dare vita a una Traviata in cui i sentimenti tracollano dinnanzi alle costrizioni sociali e in cui la regia sceglie di adottare un registro caratterizzato da estrema castigatezza di tinte drammatiche.
A connotare ulteriormente questa messa in scena, anche la scelta di posticipare l’ambientazione del dramma dalla metà dell’Ottocento alla Belle Époque, “l’epoca bella”, “i bei tempi” che sembrano essere la cornice ideale per le vicende musicate da Verdi e ambientate in una Parigi che proprio in quegli anni del Novecento fu capitale indiscussa e fucina incessante di tendenze che contagiarono l’intera Europa. 
Chi si aspettasse lacrime, abbracci, struggimenti, commozioni transitorie e “lieto” fine con decesso risolutivo di tutti i problemi in campo (fatti salvi quelle della defunta), potrà forse rimanere deluso dal rigore dei quadri in cui si sottolinea, con l’uso dello spazio, dei gesti e della luce, la solitudine disperata di Violetta che muore, corrosa dal male e da una povertà che si è scelta forse come un sacrificio sull’altare dell’unico amore della sua vita, senza che alcuno le porga il conforto di un contatto autentico, di un sentimento profondo di solidarietà, capace di travalicare anche le barriere imposte dalla società e dalle norme della “creanza”. [Paolo Bosisio regista]

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)