Venerdì 9 aprile 2010
Ora 21.00
Chiesa di San Francesco in Mantova
Franz Joseph Haydn
Harmoniemesse
Te Deum
Sinfonia n.104
Gemma bertagnolli-soprano
Marina De Liso- contralto
Mirko Guadagnini- tenore
Fulvio Bettini- baritono
Orchestra da camera di Mantova
Coro da camera Ricercare Ensemble
Giovanni Antonini - direttore
Romano Adami- maestro del coro
2010_04_10 PARLAMI d'AMORE MARIU'
Sabato 10 aprile 2010
TEATRO G. MONTINI Verolavecchia (BS)
PARLAMI D'AMORE MARIU'
Barbara Fasol, soprano
TEATRO G. MONTINI Verolavecchia (BS)
PARLAMI D'AMORE MARIU'
Barbara Fasol, soprano
Andrea Bragiotto, tenore
Walter Rubboli, cantattore
regia Daniele Rubboli
regia Daniele Rubboli
al pianoforte Paolo Marconi
Sabato 10 aprile, alle ore 21, il Teatro Giorgio Montini di Verolavecchia (BS) ospita lo spettacolo di Daniele Rubboli "Parlami d'amore Mariu'", con gli artisti del Laboratorio Lirico Europeo di Milano.
Scelto da Lino Dalè della Commissione Culturale per il Teatro Montini, questo nuovo spettacolo scritto e raccontato da Rubboli vuole invitare il pubblico a riappropriarsi delle radici melodiche della storia della canzone italiana.
Una storia che l'autore, docente universitario e musicologo, ha sviluppato anche quest'anno nei suoi corsi alle università civiche di Chiavari e Sestri Levanti.
Da qui nasce questo teatrale per una indimenticabile serata dedicata al "cantare all'italiana" e in particolare ai piccoli capolavori firmati da Bixio & Cherubini dagli anni Venti agli Anni Quaranta. Cartoline musicali nate al profumo della cosiddetta Belle époque, con i suoi café chantant, con il teatro di varietà, il furoreggiare di nuovi balli come il tango e soprattutto, con l'invenzione della radio. Arriva la radio e la musica poco a poco entra nelle case degli italiani. Ed ecco che con il 1930 nasce anche il cinema sonoro ed è un nuovo-mondo che si propone al grande pubblico, ricchissimo di proposte musicali. Lo spettacolo farà ascoltare anche la storica prima canzone da film italiana: La Canzone dell'amore (1930) che decretò il successo delle musiche composte da Cesare Andrea Bixio, segnando l'inizio di una costante e feconda produzione legata al cinema. Tra i successi di quegli anni "Parlami d'amore Mariù" (1932) per la voce di Vittorio De Sica che l'avrebbe interpretata nel film "Gli uomini che mascalzoni".
Ma non mancheranno gli esempi delle canzoni da teatro, quelle create dall'indimenticabile Ettore Petrolini o dal misterioso Gabrè, come non ci si dimenticherà del repertorio popolare, quello senza autori, ma ancor oggi nella memoria comune.
Protagonisti dello spettacolo tre professionisti di fama internazionale: il tenore Andrea Bragiotto di Milano, appena reintrato dalle lunghe tournèe invernali a Londra e Malta; il delizioso soprano leggero Barbara Fasol che recentemente ha raccolto personalissimi successi nella "Sonnambula" a Volterra e in "Cenerentola" a Lecco; ed il cantattore Walter Rubboli, personaggio televisivo perchè adattatore al doppiaggio per tante produzioni di Mediaset.
Al pianoforte il funambolico Paolo Marconi di Pavia.
Info presso Laboratorio Lirico Europeo di Milano - via Venini 23 - tel 02.2842836
2010_04_08 Bacalov suona Bacalov al Fraschini
Giovedì 8 aprile 2010, alle ore 21.00
Teatro Fraschini -Pavia Stagione di musica
Bacalov suona Bacalov
Luis Bacalov che eseguirà un concerto insieme all’Orchestra d’archi Giuseppe Tartini, solista Antonio Cipriani.
PROGRAMMA DELLA SERATA
LUIS BACALOV
A ciascuno il suo (colonna sonora del film omonimo)
La seduzione (colonna sonora del film omonimo)
CARLOS GARDEL / ALFREDO LE PERA
El dia que me quieras
ENNIO MORRICONE
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
(colonna sonora del film omonimo)
LUIS BACALOV
Concerto grosso per violino ed archi (solista Antonio Cipriani)
Astoreando (colonna sonora del film "Milonga")
ANGEL VILLOLDO
El Choclo
ASTOR PIAZZOLLA
Invierno Porteño
LUIS BACALOV
Una storia semplice
Il Postino (colonna sonora del film omonimo)
Baires 1a Suite
Teatro Fraschini -Pavia Stagione di musica
Bacalov suona Bacalov
Luis Bacalov che eseguirà un concerto insieme all’Orchestra d’archi Giuseppe Tartini, solista Antonio Cipriani.
PROGRAMMA DELLA SERATA
LUIS BACALOV
A ciascuno il suo (colonna sonora del film omonimo)
La seduzione (colonna sonora del film omonimo)
CARLOS GARDEL / ALFREDO LE PERA
El dia que me quieras
ENNIO MORRICONE
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
(colonna sonora del film omonimo)
LUIS BACALOV
Concerto grosso per violino ed archi (solista Antonio Cipriani)
Astoreando (colonna sonora del film "Milonga")
ANGEL VILLOLDO
El Choclo
ASTOR PIAZZOLLA
Invierno Porteño
LUIS BACALOV
Una storia semplice
Il Postino (colonna sonora del film omonimo)
Baires 1a Suite
Luis Bacalov, compositore
Antonio Cipriano, violino
Orchestra da camera "Giuseppe Tartini"
2010_04_12 Il violino rosso
lunedì 12 aprile 2010 ore 21
Elfo Puccini - Teatro d'Arte Contemporanea Sala Baush
C.so Buenos Aires, 33 Milano
THE RED VIOLIN
Programma:
Elfo Puccini - Teatro d'Arte Contemporanea Sala Baush
C.so Buenos Aires, 33 Milano
THE RED VIOLIN
Programma:
John Adams American Berserk
John Corigliano The red violin Caprices
Aaron Jay Kernis Two Movements (with bells) prima italiana
John Adams Road Movies
Piercarlo Sacco, violino
Andrea Rebaudengo, pianoforte
John Corigliano The red violin Caprices
Aaron Jay Kernis Two Movements (with bells) prima italiana
John Adams Road Movies
Piercarlo Sacco, violino
Andrea Rebaudengo, pianoforte
Il secondo appuntamento della stagione di musica contemporanea 2010 di Sentieri selvaggi Nuovo Mondo è The Red Violin che vede protagonisti Andrea Rebaudengo al pianoforte e Piercarlo Sacco al violino in un programma tutto americano con musiche di John Adams, John Corigliano e Aron Jay Kernis.
Il concerto è dedicato al potere evocativo del violino; è infatti un misterioso violino rosso di Stradivari, il cui colore si dice dovuto al sangue della moglie del suo artefice, quello al quale dà voce John Corigliano (New York, febbraio 1938) nei suoi The Red Violin Caprices, tratti dalla colonna sonora vincitrice dell'Oscar 1998 per l'omonimo film di François Girard.
Profondamente americani sono i linguaggi che influenzano gli altri autori in programma: Aaron Jay Kernis (Philadelphia, gennaio 1960) con Two movements (with bells) in prima italiana, una tenera e vibrante memoria di suo padre e della sua passione per il jazz.
Di John Adams (Worcester, febbraio 1947) viene presentata American Berserk, ispirata al romanzo Pastorale Americana di Philip Roth di cui ne evoca la sensazione di delirio e di incubo.
Sempre di Adams verrà eseguita la composizione per pianoforte e violino Road Movies suddivisa in tre movimenti: I. First movement: Relaxed groove II. Second movement: meditative III. Third movement: 40% swingper descritti così dall'autore: "Il primo movimento può essere considerato come un tranquillo cammino su una strada sconosciuta. Le cellule musicali sono riproposte in sequenze circolari che rimandano alla forma
del rondò; il secondo movimento è concepito come una meditazione affidata a piccoli motivi e per la quale l'autore suggerisce l'immagine di una figura solitaria nel deserto; il terzo movimento fa riferimento a una macchina sempre in azione denominata 'Swing 40%'. Sui moderni sequencers MIDI si può regolare l'emissione di swing, che posizionato al 40% rimanda a qualcosa che sta tra un ragtime di Ives e a come
suonava l'Orchestra di Benny Goodman nel 1939."
Adams ci tiene a sottolineare che il titolo di questo brano è del tutto fantasioso e rimanda probabilmente al trattamento "groovy", trascinante, del pianoforte, necessario per ottenere l'effetto "swing" (la seconda e la quarta nota di ogni gruppo di quattro sono infatti suonate con un leggero ritardo).
Il prossimo appuntamento con Nuovo Mondo sarà lunedì 3 maggio, ore 21, Elfo Puccini - sala Baush, con Makrokosmos che prevede l'esecuzione dell'omonima composizione in due volumi di Geogre Crumb eseguita al pianoforte da Andrea Rebaudengo.
Il concerto è dedicato al potere evocativo del violino; è infatti un misterioso violino rosso di Stradivari, il cui colore si dice dovuto al sangue della moglie del suo artefice, quello al quale dà voce John Corigliano (New York, febbraio 1938) nei suoi The Red Violin Caprices, tratti dalla colonna sonora vincitrice dell'Oscar 1998 per l'omonimo film di François Girard.
Profondamente americani sono i linguaggi che influenzano gli altri autori in programma: Aaron Jay Kernis (Philadelphia, gennaio 1960) con Two movements (with bells) in prima italiana, una tenera e vibrante memoria di suo padre e della sua passione per il jazz.
Di John Adams (Worcester, febbraio 1947) viene presentata American Berserk, ispirata al romanzo Pastorale Americana di Philip Roth di cui ne evoca la sensazione di delirio e di incubo.
Sempre di Adams verrà eseguita la composizione per pianoforte e violino Road Movies suddivisa in tre movimenti: I. First movement: Relaxed groove II. Second movement: meditative III. Third movement: 40% swingper descritti così dall'autore: "Il primo movimento può essere considerato come un tranquillo cammino su una strada sconosciuta. Le cellule musicali sono riproposte in sequenze circolari che rimandano alla forma
del rondò; il secondo movimento è concepito come una meditazione affidata a piccoli motivi e per la quale l'autore suggerisce l'immagine di una figura solitaria nel deserto; il terzo movimento fa riferimento a una macchina sempre in azione denominata 'Swing 40%'. Sui moderni sequencers MIDI si può regolare l'emissione di swing, che posizionato al 40% rimanda a qualcosa che sta tra un ragtime di Ives e a come
suonava l'Orchestra di Benny Goodman nel 1939."
Adams ci tiene a sottolineare che il titolo di questo brano è del tutto fantasioso e rimanda probabilmente al trattamento "groovy", trascinante, del pianoforte, necessario per ottenere l'effetto "swing" (la seconda e la quarta nota di ogni gruppo di quattro sono infatti suonate con un leggero ritardo).
Il prossimo appuntamento con Nuovo Mondo sarà lunedì 3 maggio, ore 21, Elfo Puccini - sala Baush, con Makrokosmos che prevede l'esecuzione dell'omonima composizione in due volumi di Geogre Crumb eseguita al pianoforte da Andrea Rebaudengo.
Info Sentieri selvaggi www.sentieriselvaggi.org
2010_04_25 Monteverdi in simbiosi con la Santa Messa
Domenica 25 aprile 2010, ore 17.15
DUE ORGANI IN CONCERTO - XI edizione
Basilica di Santa Maria della Passione
via Conservatorio 16, Milano
Missa Solemnis
Nel corso della celebrazione della S. Messa
Basilica di Santa Maria della Passione
via Conservatorio 16, Milano
Missa Solemnis
Nel corso della celebrazione della S. Messa
Claudio Monteverdi
Messa a quattro voci da cappella dalla "Selva morale e spirituale"
Messa a quattro voci da cappella dalla "Selva morale e spirituale"
Ingresso libero
PROGRAMMA
Introito Misericordia Domini schola
Claudio Monteverdi - Messa a Quattro voci da cappella coro(dalla "Selva morale e spirituale")
Kyrie
Gloria
Alleluia Redemptionem misit Dominus schola
Offertorio Deus, Deus meus schola
Claudio Monteverdi - Messa a Quattro voci da cappella coro(dalla "Selva morale e spirituale")
Credo
Sanctus/Benedictus
Communio Ego sum pastor bonus schola
Claudio Monteverdi - Messa a Quattro voci da cappella coro(dalla "Selva morale e spirituale")
Agnus Dei
Claudio Monteverdi
Ite missa est
Cantate Domino a 6 voci coro
Claudio Monteverdi - Messa a Quattro voci da cappella coro(dalla "Selva morale e spirituale")
Kyrie
Gloria
Alleluia Redemptionem misit Dominus schola
Offertorio Deus, Deus meus schola
Claudio Monteverdi - Messa a Quattro voci da cappella coro(dalla "Selva morale e spirituale")
Credo
Sanctus/Benedictus
Communio Ego sum pastor bonus schola
Claudio Monteverdi - Messa a Quattro voci da cappella coro(dalla "Selva morale e spirituale")
Agnus Dei
Claudio Monteverdi
Ite missa est
Cantate Domino a 6 voci coro
Per informazioni:
Associazione Culturale La Cappella Musicale, via V. Bellini 2 20122 Milano
Tel e fax 02.76317176 - e-mail: lacappellamusicale@libero.it - sito www.lacappellamusicale.com
Associazione Culturale La Cappella Musicale, via V. Bellini 2 20122 Milano
Tel e fax 02.76317176 - e-mail: lacappellamusicale@libero.it - sito www.lacappellamusicale.com
Direzione Artistica: Edoardo Bellotti e Maurizio Salerno
Coordinamento e comunicazione: Lucia Olivares
Coordinamento e comunicazione: Lucia Olivares
Note al programma:
L'appuntamento conclusivo dell'undicesima edizione di Due Organi in Concerto si svolgerà all'interno della liturgia: domenica 25 aprile (ore 17.15), nel corso della celebrazione della S. Messa, il Coro Sicardo di Cremona, diretto da Fulvio Rampi, propone la Messa a quattro voci da cappella dalla "Selva morale e spirituale" di Claudio Monteverdi, affiancata alle pagine gregoriane del Proprium adatte alla IV domenica di Pasqua, sottolineando ancora una volta il legame indissolubile tra queste partiture, l'ambiente architettonico della chiesa e l'atmosfera della liturgia.
È ormai tradizione che la rassegna "Due Organi in concerto" proponga al suo interno l'esecuzione di una composizione sacra nel contesto di un'autentica celebrazione liturgica. Quest'anno è la Messa a 4 voci da Cappella di Claudio Monteverdi ad accompagnare la celebrazione della Messa vespertina. La Selva morale e spirituale può considerarsi il vero e proprio manifesto della "Seconda Prattica" nell'ambito della musica sacra. Voci e strumenti, soli e tutti si alternano in questa ampia raccolta di materiale liturgico e devozionale. Potrebbe sorprendere il fatto che, all'interno di siffatta raccolta, si trovi una messa a 4 voci definita "da cappella", e cioè non concertata con strumenti secondo l'uso moderno, ma che sembra riprendere modi e stilemi dello stile antico, radicati nella polifonia rinascimentale. In realtà è importante ricordare come la "seconda prattica" non rappresentò mai un radicale rifiuto del passato, ma che l'alternanza di nuovo ed antico, di modernità e di tradizione, fu una prassi costante nel barocco fino a Bach. Monteverdi fu proprio maestro nell'armonizzare lo "stil moderno" con lo "stile antiquo", nel fondere le nuove possibilità espressive della monodia con la solenne complessità del contrappunto rinascimentale, operazione che nei medesimi anni Frescobaldi tentava con successo nel campo della musica strumentale per tastiera. Va però detto che, ad un'analisi più attenta della polifonia monteverdiana, non possono sfuggire alcune particolarità: soprattutto una nuova declamazione del testo ed una cura della linea melodica e del dialogo tra le voci che conferiscono alla partitura un senso di teatralità assente nella purezza della polifonia rinascimentale: è come se Monteverdi, anche nella elaborazione del tessuto polifonico, desse a ciascuna voce un ruolo di personaggio, quella gestualità e quel senso retorico che aveva sviluppato nella sua produzione melodrammatica. Il Seicento è teatro, ed anche nella polifonia sacra le voci si atteggiano ad attori che recitano un dramma sacro: l'altare è il palcoscenico su cui si rappresenta il dramma più alto della storia umana, il Figlio di Dio che offre la sua vita per riscattare l'umanità. La musica è partecipe di questo dramma, come avviene in forma evidente anche nella produzione organistica cattolica (si pensi alla Toccata per l'elevazione): essa ha il compito di introdurre l'assemblea nei misteri della fede, troppo grandi per essere compresi con la ragione, ma accessibili attraverso il cuore "commosso".
La particolarità di proporre una Messa nel contesto della Messa (passi la tautologia), sta nel fatto che le sue parti si collocano separatamente all'interno del rito, alternandosi ad altri eventi musicali e non, come il canto gregoriano o gli interventi dell'organo, od anche a silenzi, preghiere e letture. Solo nel contesto liturgico si ritrova il giusto equilibrio musicale tra le parti di una Messa, certamente concepita come elemento unitario ma anche elaborata in perfetta armonizzazione con gli altri ingredienti (passi la parola) del rito.
La Messa di Monteverdi sorprende all'ascolto per la sua modernità, pur nel mutato contesto liturgico, perché perfettamente in grado ancora oggi di "elevare gli animi a Dio ed alle cose celesti", un difficile compito per la musica sacra ribadito anche dal Vaticano II.
La particolarità di proporre una Messa nel contesto della Messa (passi la tautologia), sta nel fatto che le sue parti si collocano separatamente all'interno del rito, alternandosi ad altri eventi musicali e non, come il canto gregoriano o gli interventi dell'organo, od anche a silenzi, preghiere e letture. Solo nel contesto liturgico si ritrova il giusto equilibrio musicale tra le parti di una Messa, certamente concepita come elemento unitario ma anche elaborata in perfetta armonizzazione con gli altri ingredienti (passi la parola) del rito.
La Messa di Monteverdi sorprende all'ascolto per la sua modernità, pur nel mutato contesto liturgico, perché perfettamente in grado ancora oggi di "elevare gli animi a Dio ed alle cose celesti", un difficile compito per la musica sacra ribadito anche dal Vaticano II.
2010_04_07 primo festival di Teatro Scolastico della Città di Novara
Mercoledì 7 aprile 2010 ore 11
Scuola teatro LaRibalta in via Magalotti 11 (presso la scuola Media Pier Lombardo) NOVARA
Scuola teatro LaRibalta in via Magalotti 11 (presso la scuola Media Pier Lombardo) NOVARA
Primo Festival di teatro scolastico della città di Novara
I direttori artistici della scuola, Roberto Lombardi e Giuseppe Sinatra, saranno lieti di incontrare giornalisti e fotografi per presentare la Prima Rassegna Concorso di Teatro Scolastico “Franco Agostino Teatro Festival - Città di Novara” che avrà luogo dal 14 al 17 aprile nelle strutture della scuola Media Pier Lombardo e del liceo Scientifico Antonelli.
PROGRAMMA
Periodo: 14 - 15 – 16 – 17 aprile 2010.
Luoghi: Scuola Secondaria Primo livello Pier Lombardo – Liceo Scientifico Antonelli – Centro/Parco Cittadino
PROGRAMMA
Mercoledì 14 aprile ore 21
Nella palestra della Scuola Secondaria Primo livello Pier Lombardo Spettacolo Teatrale a cura della Scuola Teatro LARIBALTA a partecipazione pubblica per l'inaugurazione della manifestazione.
Nella palestra della Scuola Secondaria Primo livello Pier Lombardo Spettacolo Teatrale a cura della Scuola Teatro LARIBALTA a partecipazione pubblica per l'inaugurazione della manifestazione.
Giovedì 15 aprile
Rassegna delle Scuole Secondarie di Primo livello alla scuola Pier Lombardo
Venerdì 16 aprile
Rassegna delle Scuole Secondarie di Secondo livello al Liceo Scientifico Antonelli
Rassegna delle Scuole Secondarie di Secondo livello al Liceo Scientifico Antonelli
Sabato 17 aprile
Centro città di Novara - Parco dei Bambini
Centro città di Novara - Parco dei Bambini
Festa finale in Centro Città con Banda Musicale, Giocolieri, Trampolieri,
Mangiafuoco, Trucca-bimbi, sculture di palloncini, Danze popolari, Scuole di
Novara, Associazioni teatrali e culturali.
Per info : http://www.laribaltaartgroup.it
2010_04_15 Nuova composizione per I Pomeriggi
65ª Stagione Sinfonica Orchestra I Pomeriggi Musicali
Giovedì 15 aprile 2010 ore 21
Sabato 17 aprile 2010 ore 17
Concerto sinfonico
Felix Mendelssohn: Le Ebridi, ouverture
Flavio Emilio Scogna: Discanto
Arvo Pärt: Fratres per violino e orchestra
Wilhelm Richard Wagner: Idillio di Sigfrido
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Direttore: Flavio Emilio Scogna
Violino: Francesco D’Orazio
La Prova Generale aperta al pubblico si terrà giovedì 15 aprile alle ore 10.
I biglietti sono in vendita tutti i giorni, compresa la mattina stessa.
Giovedì 15 aprile 2010 ore 21
Sabato 17 aprile 2010 ore 17
Concerto sinfonico
Felix Mendelssohn: Le Ebridi, ouverture
Flavio Emilio Scogna: Discanto
Arvo Pärt: Fratres per violino e orchestra
Wilhelm Richard Wagner: Idillio di Sigfrido
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Direttore: Flavio Emilio Scogna
Violino: Francesco D’Orazio
La Prova Generale aperta al pubblico si terrà giovedì 15 aprile alle ore 10.
I biglietti sono in vendita tutti i giorni, compresa la mattina stessa.
Flavio Emilio Scogna, direttore d'orchestra
Francesco D'Orazio, violinista
2010_04_07
Mercoledì 7 aprile 2010 ore 21.00
Teatro Fraschini – Pavia Rassegna Altri Percorsi
IL POPOLO NON HA IL PANE? DIAMOGLI LE BRIOCHES
di Filippo Timi
con
Filippo Timi = Amleto
Paola Fresa =Ofelia
e Lucia Mascino, Luca Pignagnoli, Marina Rocco
regia Filippo Timi e Stefania De Santis
Produzione Santo Rocco e Garrincha
In collaborazione con Nuovo Teatro Nuovo di Napoli – Artedanza E 20 – Teatro Stabile dell’Umbria
In il popolo non ha il pane Timi prende a prestito la tragedia del Bardo. Ma si immagina un Amleto furioso, il primo ad avere coscienza di essere un ruolo, perchè da quattrocento anni muore ogni sera, e allora lo riscrive di sana pianta (è il suo primo testo teatrale, condiviso con Stefania De Santis) come se il Principe di Danimarca fosse ormai stanco di subire il proprio destino.
Come la frase attribuita a Maria Antonietta è un paradosso, così Amleto è tutto un paradosso; come quelle parole sono una risposta assurda dei potenti alle esigenze concrete della gente, anche Amleto, consapevole dall’ambiente da cui proviene, cosciente di sé, stanco del suo ruolo, vuole svelare il gioco della finzione teatrale a tutti i personaggi. Strizzando un po’ l’occhio ad uno dei suoi miti, Carmelo Bene, fa esplodere, all’interno di una vicenda tragica, una vitalità dirompente: la trasforma in un gioco comico, tutto metateatrale: Amleto mette in scena Amleto davanti alla corte, e, sempre paradossalmente, manovra abilmente i personaggi senza nemmeno riuscire a portare a termine il famoso monologo. I due autori riscrivono le parti per ogni personaggio e sono tutti impegnati a smontare pezzo dopo pezzo l’impianto originale del testo. L’unica a rimanere attaccata al “suo ruolo” sarà Ofelia, tutta concentrata nell’innamoramento, ignara di un amato tutto preso da se stesso. Il risultato è comico, colorato, dal sapore vintage (costumi e scene), frivolo e segnato a tratti di vivace sensualità e follia.
Filippo Timi, oggi al massimo della popolarità, è già stato incoronato dal cinema con una carrellata di personaggi da Saturno contro di Ozpetek al doppio ruolo in Vincerò di Bellocchio. Ha vinto il Premio Martini a Milano e il Premio Pasinetti a Venezia. In teatro si è accaparrato il Premio Ubu come miglior attore under 30 nel 2005, dopo aver lavorato con la Valdoca, la Societas Raffaello Sanzio, soprattutto con Barberio Corsetti, con il quale ha condiviso undici anni di palcoscenico. Si è cimentato anche nella scrittura, il primo romanzo nel 2006 su tutta una serie di sventure Tuttalpiù muoio fino a Peggio che diventare famoso. Ha iniziato a fare l’attore per caso, è stato adottato da Milano, si prepara, con il cinema, a varcare i confini nazionali.
Teatro Fraschini – Pavia Rassegna Altri Percorsi
IL POPOLO NON HA IL PANE? DIAMOGLI LE BRIOCHES
di Filippo Timi
con
Filippo Timi = Amleto
Paola Fresa =Ofelia
e Lucia Mascino, Luca Pignagnoli, Marina Rocco
regia Filippo Timi e Stefania De Santis
Produzione Santo Rocco e Garrincha
In collaborazione con Nuovo Teatro Nuovo di Napoli – Artedanza E 20 – Teatro Stabile dell’Umbria
In il popolo non ha il pane Timi prende a prestito la tragedia del Bardo. Ma si immagina un Amleto furioso, il primo ad avere coscienza di essere un ruolo, perchè da quattrocento anni muore ogni sera, e allora lo riscrive di sana pianta (è il suo primo testo teatrale, condiviso con Stefania De Santis) come se il Principe di Danimarca fosse ormai stanco di subire il proprio destino.
Come la frase attribuita a Maria Antonietta è un paradosso, così Amleto è tutto un paradosso; come quelle parole sono una risposta assurda dei potenti alle esigenze concrete della gente, anche Amleto, consapevole dall’ambiente da cui proviene, cosciente di sé, stanco del suo ruolo, vuole svelare il gioco della finzione teatrale a tutti i personaggi. Strizzando un po’ l’occhio ad uno dei suoi miti, Carmelo Bene, fa esplodere, all’interno di una vicenda tragica, una vitalità dirompente: la trasforma in un gioco comico, tutto metateatrale: Amleto mette in scena Amleto davanti alla corte, e, sempre paradossalmente, manovra abilmente i personaggi senza nemmeno riuscire a portare a termine il famoso monologo. I due autori riscrivono le parti per ogni personaggio e sono tutti impegnati a smontare pezzo dopo pezzo l’impianto originale del testo. L’unica a rimanere attaccata al “suo ruolo” sarà Ofelia, tutta concentrata nell’innamoramento, ignara di un amato tutto preso da se stesso. Il risultato è comico, colorato, dal sapore vintage (costumi e scene), frivolo e segnato a tratti di vivace sensualità e follia.
Filippo Timi, oggi al massimo della popolarità, è già stato incoronato dal cinema con una carrellata di personaggi da Saturno contro di Ozpetek al doppio ruolo in Vincerò di Bellocchio. Ha vinto il Premio Martini a Milano e il Premio Pasinetti a Venezia. In teatro si è accaparrato il Premio Ubu come miglior attore under 30 nel 2005, dopo aver lavorato con la Valdoca, la Societas Raffaello Sanzio, soprattutto con Barberio Corsetti, con il quale ha condiviso undici anni di palcoscenico. Si è cimentato anche nella scrittura, il primo romanzo nel 2006 su tutta una serie di sventure Tuttalpiù muoio fino a Peggio che diventare famoso. Ha iniziato a fare l’attore per caso, è stato adottato da Milano, si prepara, con il cinema, a varcare i confini nazionali.
2010_04_09 Arteviva a Cornaredo con la Messa di Haydn

Venerdì 9 aprile 2010
Chiesa dei S.S. Giacomo e Filippo
Cornaredo - Piazza Libertà
Franz Joseph Haydn (Rohrau, 31 marzo 1732 – Vienna, 31 maggio 1809)
Theresienmesse
Hob. XXII n. 12 per soli coro e orchestra
Coro Polifonico Theophilus
Orchestra da camera Arteviva
Soprano Tiziana Falco
Contralto Ilaria Ribezzi
Tenore Sungchun Kim
Basso Daniele Bicciré
Direttore Matteo Baxiu
L'Associazione Musicale Arteviva ha ottenuto il Patrocinio del Ministero per i Beni e Attività Culturali - Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, per tutti i suoi progetti musicali ad ingresso gratuito. Tale riconoscimento ci gratifica e ci stimola ad una crescita qualitativa del nostro lavoro. Rivolgiamo un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno fin qui contribuito alla realizzazione del nostro importante ed impegnativo progetto.
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