2026_09_19 TEATRO MARTINETTI DI GARLASCO STAGIONE 2026 AUTUNNO

TEATRO MARTINETTI DI GARLASCO (PV)

Teatro Martinetti Via della Santissima Trinità 6, a Garlasco (PV)
STAGIONE 2026 AUTUNNO

Per ulteriori informazioni e per acquistare i biglietti, 
è possibile contattare la biblioteca “M. Milani” (0382-801009).


Sabato 19 Settembre 2026_09_19

alle 21,15 con l’evento per festeggiare il ventennale di attività, dal titolo “Teatro Martinetti 2006-2026 – Maggio canta Dalla in Jazz”, concerto con Antonio Maggio, artista internazionale che reinterpreterà in chiave jazz alcune delle canzoni indimenticabili del cantautore bolognese


Domenica 20 Settembre 2026_09_20

XX anniversario, è in programma un evento alle ore 17, a ingresso libero, con l’amministrazione comunale, la commissione teatro e le associazioni locali che hanno animato in questi anni il Martinetti.


Sabato 26 Settembre 2026_09_26

“Teatro 18” seconda edizione del music contest, con l’esibizione di artisti emergenti e ospiti speciali, tra cui Pier Davide Carone, Giuseppe Anastasi, Crytical e Giulia Mutti.


Sabato 24 Ottobre 2026_10_24

“Corto Circuito”, spettacolo del comico Leonardo Manera


Sabato 14 Novembre 2026_11_14

“La me fiola sa spusa”, commedia proposta dalla Compagnia del Patatrac insieme all’Università del Tempo Libero


Sabato 21 Novembre 2026_11_21

“La me fiola sa spusa”, commedia proposta dalla Compagnia del Patatrac insieme all’Università del Tempo Libero


Sabato 12 Dicembre 2026_12_12

“Gospel Night” dei Free Gospel Band.


Sabato 26 Dicembre 2026_12_26

38esimo “Concerto della Pace”, promosso dall’associazione Amici della musica A. Huskovic e diretto dal maestro Luigi Bascapè.

2026_11_21 Torna in scena al Lirico di Magenta la storia della giovane gheiscia Cio-Cio San ovvero Madama Butterfly

Al Teatro Lirico di Magenta, sabato 21 novembre 2026 alle ore 20.30, torna in scena Madama Butterfly di Giacomo Puccini, a quasi sette anni dall'ultima rappresentazione, andata in scena nel 2019.

TEATRO LIRICO  
via B.Cavallari, 2 Magenta 
Sabato 21 novembre 2026  ore 20:30
GIACOMO PUCCINI
MADAMA BUTTERFLY
Opera su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Serata benefica a favore di A.I.C.I.T.
INFO E BIGLIETTI:+333 200 1317 - 02 979 2374

Personaggi e interpreti
Madama Butterfly / Cio Cio-san 
HIROKO MORITA (soprano)
B. F. Pinkerton, della marina degli Stati Uniti 
GIAMPAOLO GUAZZOTTI (tenore)
Suzuki, servente di Cio Cio-san 
GIORGIA GAZZOLA (mezzosoprano)
Sharpless, console degli Stati Uniti a Nagasaki 
GIORGIO VALERIO (baritono)
Goro, nakodo 
GIORGIO TIBONI (tenore)
Lo zio Bonzo 
ALBERTO TRONCONI (basso)
Principe Yamadori 
ANTONIO FRANCESCO BUONO (tenore)
Kate Pinkerton 
FERNANDA CIFFRO (mezzosoprano)
Lo zio Yakusidé 
MASSIMO GAVARDI (baritono)
Il commissario imperiale 
MARCO BELLINI (basso)
L'ufficiale del registro 
Artista del coro (basso)
La zia CRISTINA BARBIERI (soprano)
La cugina SIMONA COLOMBO (soprano)
La madre TIZIANA ARENA (soprano)
Dolore Noemi Bolletta (bambino)
Parenti, amiche e amici di Cio‑Cio‑San, servi
Coro Giuseppe Verdi di Pavia 
Maestro del Coro Yutaka Tabata
Orchestra Colli Morenici
Direttore d’orchestra FILIPPO DADONE
Regia Gabriele Bolletta  
Costumi Sartoria Teatrale Bianchi
Presenta Arabella Biscaro 
Audio e luci a cura di Gianni Ciocca
Organizzazione tecnica Giuseppe Lisca – Tiziana Arena

La realizzazione dell'evento è resa possibile grazie all'impegno di Giuseppe Lisca, che da molti anni si conferma un'inesauribile fonte di idee e iniziative per la promozione di spettacoli lirici sempre legati a finalità benefiche. In questa occasione, il ricavato della vendita dei biglietti sarà destinato all'AICT di Magenta.

I biglietti sono già disponibili e possono essere prenotati ai numeri di telefono indicati nel materiale informativo dell'evento.

La trama dell'opera è universalmente conosciuta, o almeno così crediamo. Racconta la vicenda di una quindicenne giapponese, Cio-Cio-San, detta Butterfly, che si innamora sinceramente del giovane ufficiale della Marina americana Benjamin Franklin Pinkerton. Per lui, però, il matrimonio rappresenta poco più di un passatempo esotico: con la stessa superficialità con cui acquista la casa che li ospiterà temporaneamente, egli "compra" anche il diritto di sposare la giovane secondo le usanze locali, convinto di poter un giorno tornare negli Stati Uniti per unirsi a una vera sposa americana.

Dalla loro relazione nasce un figlio, che Butterfly chiamerà Dolore. La giovane vive per anni nell'attesa fiduciosa del ritorno del marito, certa che egli manterrà la promessa fatta prima della partenza. Quando Pinkerton torna finalmente in Giappone, però, la realtà si rivela tragica: è accompagnato dalla sua legittima moglie americana ed è tornato soltanto per prendere con sé il bambino e condurlo negli Stati Uniti.

Di fronte alla distruzione di ogni speranza e alla certezza di dover rinunciare al figlio, Butterfly, ormai diciottenne, compie il gesto estremo del suicidio, scegliendo di recidere per sempre ogni legame che possa trattenere il bambino nella sua terra natale, il Paese del Sol Levante.

2026_10_04 Nel giorno del ricordo di San Francesco si apre la Stagione 2026-2027 del Gifra a Vigevano

Stagione 2026-2027


Domenica 04 Ottobre 2026_10_04
“Una ballata per Chiara”
Ippolita Baldini, cabarettista e volto noto di Zelig Lab con Lucia, la milanese single in cerca d’amore.

Sabato 24 Ottobre 2026_10_24
“Circostanze condominiali”
i clown TipiAtipici, che portano anche il sorriso nelle corsie ospedaliere.

Sabato 21 Novembre 2026_11_21
Gruppo teatro Astrolabio propone
“L’ultimo scaffale”
regia di Salvatore Poleo
Letture teatralizzate di violenza e di donne e uomini vittime della solitudine.

Sabato 05 Dicembre 2026_12_05
Eugène Ionesco
“La cantatrice calva”
compagnia Teatro a Parte

Sabato 30 Gennaio 2027_01_30
“Donne in guerra”
letture teatralizzate
Gruppo Teatro Gifra e il regista Francesco Maestrone

Sabato 13 Febbraio 2027_02_13
Neil Simon
“La strana coppia”
compagnia La Lampada

Sabato 13 Marzo 2027_03_13
Domenica 14 Marzo 2027_03_14
Sabato 20 Marzo 2027_03_20
Domenica 21 Marzo 2027_03_21
“Questioni di naso (come si umilia un vanesio in due atti)”
liberamente ispirato al “Miles gloriosus” di Plauto
gruppo Astrolabio
regia di Beppe Bianchi e Salvatore Poleo

Sabato 10 Aprile 2027_04_10
concerto
gruppo brit rock dei White Waters

Sabato 01 Maggio 2027_05_01
Domenica 02 Maggio 2027_05_02
Venerdì 07 Maggio 2027_05_07
Sabato 08 Maggio 2027_05_08
Stefano Massini
“7 Minuti”
Gruppo Teatro Gifra
regia di Francesco Maestrone.
Teatro Gifra dei Frati Cappucini
Corso Genova,38  - Vigevano
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2026_10:10 Beato Matteo e la musica: quali iniziative per Vigevano?

2008!!!
Non so voi, ma dal mio eremo non ho avuto alcuna notizia di iniziative musicali organizzate in occasione della festa del Beato Matteo Carreri a Vigevano. Un uccellino mi ha sussurrato dell'esistenza di una rappresentazione lirica a cura de I Maestri Cantori di Vigevano, ma non sono riuscito ad avere alcun dettaglio: dove, come e quando si terrà.
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Mi piace però ricordare che nel 2007, grazie al ragionier Torrielli, iniziai la collaborazione con la Fondazione di Piacenza e Vigevano, producendo il primo spettacolo lirico dedicato a Maria Callas. L'evento era allora collocato alla fine di settembre. L'anno successivo, nel 2008, realizzammo uno spettacolo commemorativo dedicato a Luciano Pavarotti, scomparso pochi mesi prima.

Come le altre produzioni organizzate in quegli anni, anche quell'iniziativa riempì il Teatro Cagnoni. Certo, qualcuno potrebbe osservare che l'ingresso era gratuito, ma non fu soltanto questo a decretarne il successo.

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Lo spettacolo venne infatti inserito nel Festival Ultrapadum e la notizia dell'evento raggiunse tutta la provincia attraverso l'opuscolo della manifestazione, distribuito in migliaia di copie. Fu anche un'importante occasione di promozione per Vigevano e per numerose attività commerciali della città.

Oggi si parla molto della necessità di rilanciare Vigevano. Sarà quindi interessante vedere quali iniziative nasceranno in occasione della festa del Beato Matteo. Ormai al 10 ottobre mancano pochissimi giorni.

Per chi non avesse seguito queste vicende, ricordo che successivamente lo spettacolo lirico da me organizzato venne spostato proprio alla vigilia del Beato Matteo. Le ultime due produzioni furono addirittura due opere complete: Cavalleria rusticana e Tosca, con l'orchestra Sinfolario diretta dal maestro Roberto Gianola.

Negli anni successivi l'opera lirica, affidata ad altre compagnie, sembrò diventare uno degli appuntamenti centrali delle celebrazioni dedicate al nostro beato protettore.

Nel frattempo, però, si è iniziato a parlare di costi sempre più elevati per la realizzazione degli spettacoli operistici. Un'altra iniziativa che aveva caratterizzato quelle giornate, il concerto delle formazioni di Ars Cantus di Varese, è invece scomparsa dal programma.

Vedremo se resterà almeno l'appuntamento che ne prese il posto negli anni successivi: il concerto dell'Orchestra di Vigevano.

2026_09_27 Casa della Musica di Mairano inaugura la nuova stagione con due appuntamenti speciali

Casa della Musica di Mairano inaugura la nuova stagione con due appuntamenti speciali!
SUONI NOVELLI
Musica, arti, territorio
L'ingresso è a offerta libera sino ad esaurimento posti.

DOMENICA 27 SETTEMBRE 2026 ore 11.00
Alberto DALGO
Recital pianistico
Temi che ritornano, fermentano e si affinano: tre modi di percorrere la variazione nei lavori di Mozart, Grieg e Mendelssohn.
Al termine del concerto sarà possibile degustare un calice gentilmente offerto da Tenuta Le Fracce.
Prima e dopo il concerto inoltre l'Ape di Ale sarà disponibile per una sosta golosa, tra proposte dolci e salate (consumazioni a pagamento).

DOMENICA 4 OTTOBRE 2026_10_04 ore 17.30
Paolo TOMELLERI
Jazz Quartet
Grandi classici, tra gusto della tradizione e frizzante improvvisazione, interpretati e raccontati da una delle voci più interessanti del panorama musicale italiano.
Al termine del concerto sarà possibile degustare un calice gentilmente offerto da Tenuta Le Fracce.

È consigliata la prenotazione a questo link:
casadellamusica.mairano@gmail.com - 333 582 1619

Per l'occasione un'ora prima di ciascun concerto sarà visitabile la collezione di Casa dell'Art Brut.
Fondazione Bussolera Branca Le Fracce Casa dell'Art Brut

2026_10_10 Il concerto PER ELISA arriva alla sua XX edizione a Magenta

 Graziella e Giuseppe Lisca organizzano

PER ELISA 2026 XX EDIZIONE

Sabato 10 OTTOBRE 2026 ore 21,00

Franz Lehár

La Vedova Allegra


COMPAGNIA D'OPERETTE ELENA D'ANGELO

Cast
ANNA GLAVARY Elena D'Angelo
CONTE DANILO Paolo Cauteruccio
CAMILLO DE ROSSILLON Mattia Pelosi
VALANCIENNE Merita Dileo
NJEGUS Matteo Mazzoli
BARONE ZETA Gianni Versino
direttore Marcella Tessarin
regia Elena D'Angelo
pianoforte Marcella Tessarin
coreografie Martina Ronca
Orchestra e corpo di ballo della compagnia Elena D'Angelo
costumi Grandi Spettacoli
presenta Angelica Scaglioni

Serata benefica a favore di Cuori Grandi ETS

Il ricavato sarà devoluto alla missione in Togo dove opera Maristella Bigogno

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Offerta minima € 15,00

info: Tel. 333 2001317 - 340 2545332

2026_09_12 Il festival LeAltreNote fa tappa al ManLo Museo Archeologico Nazionale di Vigevano

BIGLIETTI: https://portale.museiitaliani.it/b2c/buyTicketless/c7e7016a-e5d7-476d-ace2-f828882f29af/5932

Come per lo scorso anno, il Museo Archeologico Nazionale di Vigevano prosegue la sua collaborazione con il festival musicale LeAltreNote. Sabato 12 settembre, alle ore 18:00, i locali del museo, situati nel Castello di Vigevano, ospiteranno il concerto "Surrealismi e parole in libertà", dedicato al fantastico incontro tra un regista come Federico Fellini e un'artista come Regina Cassolo, della quale è attualmente ospitata una mostra temporanea, almeno fino a quando il Comune di Mede non disporrà di spazi adeguati per accoglierla e ne richiederà il rientro.


Lo spettacolo, che fa parte di questo festival itinerante, vedrà per la parte musicale la partecipazione del trio eccentrico costituito da Massimo Ghetti al flauto, Alan Selva al clarinetto e Javier Adrian Gonzales al fagotto. I loro interventi musicali saranno alternati alle letture dell'attore Renato Geremicca.

Dopo la tappa vigevanese, il festival LeAltreNote proseguirà domenica 13 settembre alle 18:30 presso il Complesso Monumentale della Certosa di Pavia con un concerto eseguito dal Quartetto Mythos, composto da Francesco Parrino al violino, Stefano Parrino al flauto, Daniele Bogni al violoncello e Dario Bonuccelli al pianoforte.



2026_09_05 Opera in Castello a Galliate, torna l'operetta con la riscoperta di un titolo di rara esecuzione

Castello Sforzesco Di Galliate (Quadriportico)
Sabato 5 settembre 2026 alle ore 21:00
Opera In Castello 2026
Evento di Amici della Musica di Galliate
Emmerich Kálmán
LA DUCHESSA DI CHICAGO
Con: Elena D'Angelo e Matteo Mazzoli
Corpo di Ballo e l'Orchestra 
della Compagnia di Compagnia d'operette Elena D'angelo.
Direzione d'orchestra: Marcella Tessarin
Regia: Serge Manguette
Direzione artistica: Gianni Versino
(In caso di maltempo: Sala "Don Manfredda", Viale Beato Quagliotti 1)

INFO & BIGLIETTI
Prevendite dal 1° agosto:
Erboristeria "Il Fior di Spigo" (Piazza San Giuseppe 18, Galliate)
Profumeria Cristina (Piazza Martiri della Libertà 1, Galliate)
 
UNA SERATA DI GRANDE OPERETTA AL Castello di Galliate
Il fascino del teatro, l'ironia e la grande musica dal vivo vi aspettano per il tradizionale appuntamento con "Opera in Castello"!
Quest'anno l'Associazione Amici della Musica porta in scena "LA DUCHESSA DI CHICAGO" di Emmerich Kálmán, un lavoro brillante, ricco di ritmo ed eleganza.

La duchessa di Chicago è un’operetta in due atti, con prologo ed epilogo, composta da Emmerich Kálmán su libretto di Julius Brammer e Alfred Grünwald, e presentata per la prima volta il 5 aprile 1928 al Theater an der Wien di Vienna. 
L’operetta fonde con brillantezza le sonorità del jazz americano con i motivi della tradizione viennese, richiamando lo stile opera-walzer tipico degli anni Venti e intrecciandolo con elementi musicali ungheresi caratteristici del linguaggio di Kálmán. 
La trama si svolge in un regno immaginario, Sylvaria, in evidente crisi economica e politica, un contesto che richiama vagamente quello della Vedova allegra di Franz Lehár. 
Anche qui la protagonista è una figura centrale e affascinante, ma non si tratta di una vedova bensì di una ricchissima americana che giunge in Europa con l’intenzione di “comprarsi qualcosa di bello”, identificando questo “qualcosa” prima nel palazzo reale di Sylvaria e poi nel principe ereditario. Attraverso il classico gioco del travestimento tra principe e attendente, che ricorda la Cenerentola di Rossini, la giovane americana finisce per innamorarsi dell'attendente (ovvero del principe sotto mentite spoglie), e la vicenda si risolve con un colpo di scena teatrale del tutto imprevedibile. 
La musica alterna e contrappone il valzer viennese e il charleston, generi prediletti rispettivamente dai due protagonisti, che arrivano persino a scontrarsi su quale stile rappresenti meglio la loro identità. Accanto alla coppia principale si sviluppa una seconda storia d’amore: il segretario dell’americana e la principessa destinata inizialmente al principe ereditario che intrecciano infatti una loro personale liaison amoureuse, contribuendo a rendere l’intreccio ancora più vivace e ricco di sfumature. 
L’operetta si distingue così per la sua capacità di mescolare ironia, romanticismo e modernità musicale, offrendo un ritratto brillante dello scontro – e dell’incontro – tra la vecchia Europa e la nuova America degli anni Venti.
Alcuni dei brani dell'operetta LA DUCHESSA DI CHICAGO:
  • “Wiener Musik, wie bist du wunderschön” – “Musica viennese, quanto sei meravigliosa”  (Principe Sándor con gli ufficiali e il coro) 
  • “O, My Golden Baby” – “Oh, mio splendido tesoro”  (James Bondy, il segretario, e la Principessa Rosemarie) 
  • “In Chicago, wissen Sie, da ist das so” – “A Chicago, sai, funziona così”  (Mary, la duchessa di Chicago, e il Principe ereditario Sándor) 
  • “Wir Ladies aus Amerika” – “Noi signore dalla America”  (Mary e coro femminile) 
  • “Ein kleiner Slow-Fox mit Mary” – “Un piccolo slow‑fox con Mary”  (James Bondy e Mary) 
  • “Wie sich’s gehört, so wird’s gemacht” / “Komm, Prinzchen, komm her” – “Come si conviene, così si fa” / “Vieni, principino, vieni qui”  (Finale I – Mary e Sándor) 
  • “Wenn die Garde aufmarschiert” – “Quando la guardia sfila”  (Principessa Rosemarie e Principe Sándor) 
  • “Du lieber, alter Hauptmann” – “Caro, vecchio capitano”  (Mary e Sándor) 
  • “Vom Nationalgefühl, mein Schatz” – “Sul sentimento nazionale, tesoro mio”  (James Bondy e Rosemarie) 
  • “Das war ein schöner Traum” – “È stato un bel sogno”  (Mary – romanza) 
  • “Komm, wir tanzen Shimmy!” – “Dai, balliamo lo shimmy!”  (James Bondy e Principessa Rosemarie – duetto comico)
[Elaborazione testi dal materiale reperibile on-line]

Un poco di storia:
Vedi 2025 Puccini Turandot
Vedi 2024
SING SING SWING
Vedi 2023 Benatzky Al Cavallino Bianco
Vedi 2022 Verdi Rigoletto
Vedi 2021 Verdi Traviata
Vedi 2021 Ricordo di Guido Cantelli
Vedi 2020 Omaggio a Morricone
Vedi 2019 Donizetti L'ELISIR D'AMORE
Vedi 2018 Lombardo e Ranzato CIN CI LA
Vedi 2017 Lombardo e Ranzato IL PAESE DEI CAMPANELLI
Vedi 2016 Lehàr LA VEDOVA ALLEGRA
Vedi 2015 Ardenti palpiti...la melodia dell'opera lirica da Rossini a Puccini
Vedi 2014 Rossini IL BARBIERE DI SIVIGLIA
Vedi 2013 Gala verdiano
Vedi 2012 Mascagni CAVALLERIA RUSTICANA
Vedi 2011 Verdi NABUCCO

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2026_10_11 SpazioTeatro89 concerti per la stagione 2026-2027

 Spazio Teatro 89 presenta:
27a Rassegna Musicale
“In Cooperativa per Amare la Musica”
in collaborazione con Milano Classica
Foto concerto edizione 2025

È buona e fa bene - Musica, la cura che innamora dall’11 ottobre 2026 al 21 marzo 2027
Nel valutare quale potesse essere un motto che come da ormai lunga tradizione si prestasse a intitolare e a esprimere sinteticamente i contenuti e gli auspici della nuova rassegna concertistica di Spazio Teatro 89, abbiamo deciso di essere consapevolmente e insolitamente espliciti nell’affermare una delle nostre convinzioni più profonde, ovvero che la musica sia cosa buona, anzi buonissima, un culmine evolutivo della specie umana rappreso in suono ritmo e forma, e che in virtù di questa sua bontà sia anche in grado di portare benessere, alla mente e al corpo, al pensiero e al respiro, alla libertà e all’autocontrollo delle emozioni, perchè la musica è sicuramente anche una cura, sia nel suo senso più limitato di terapia, sia e soprattutto nei suoi significati più ampi e più belli di attenzione, accuratezza, sollecitudine, è insomma evenienza che vive e si sostanzia in un “prendersi cura di” i cui punti di partenza e di arrivo pare proprio coincidano con quella empatica capacità di capire e capirsi che con poetica e poietica parola definiamo amore. In più, evocando il concetto di cura ci è sovvenuto anche un altro collegamento, questa volta più obliquo e perché no anche un po’ ironico, ma non meno prezioso per una stagione che, articolandosi fino al marzo 2027, intercetterà l’anno del bicentenario beethoveniano, per celebrare il quale - ebbene sì, sappiatelo - vi somministreremo robuste dosi di “cura Ludovico”, sia con attesissimi concerti monografici (le imperdibili Variazioni Diabelli interpretate da Davide Cabassi; i cinque Concerti per pianoforte e orchestra in versione cameristica con i Solisti di Milano Classica e cinque giovanissimi talenti della tastiera, l’originalissimo “Signora Beethoven”, spettacolo fra teatro e musica della scrittrice/attrice Rita Charbonnier con il pianista Alessandro Commellato), sia con stimolanti percorsi in cui brani noti e meno noti del Titano di Bonn si confrontano con la creatività di altri autori, come nei recital pianistici di Costanza Principe e di Paolo Salvi, o nei preziosi programmi cameristici intessuti dal violista Giuseppe Russo Rossi partendo dal raro Notturno op. 42 e dal Trio Lumia intorno al sontuoso Trio “Arciduca”. Tanto tantissimo Beethoven dunque, ma non solo: a novembre ospiteremo anche il “secondo tempo” delle Partite di Bach interpretate da Maria Clementi; e a dicembre ci scambieremo gli auguri natalizi con un brillante concerto vivaldiano a cura di Piercarlo Sacco, direttore e concertatore dell’ensemble d’archi dell’Istituto Piseri di Brugherio. Vi aspettiamo come sempre nell’auditorium più accogliente di Milano, insieme al Titano, e con il cuore in mano.
Spazio Teatro 89 in sintesi:
• sala e palcoscenico di dimensioni e qualità acustiche ideali per la musica da camera
• programmi vari, rari e interessanti in ambito strumentale e vocale; costante attenzione alla musica del presente
• interpreti di chiara fama e giovani emergenti
• guide all'ascolto sintetiche ma esaurienti a cura della direzione artistica
• connubio di informalità, professionalità e ospitalità nel rapporto tra platea e palcoscenico
• prezzi dei biglietti contenuti, per favorire la partecipazione delle fasce di reddito più deboli
Si ringraziano per il sostegno:
Fondo Morosini per la Musica e la Cultura
Luca Schieppati Tognazzi
Sede dei concerti
Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89 - 20153 Milano Autobus: 49, 78. (Nelle vicinanze: MM5 S.Siro Stadio)
Biglietti: interi € 10; ridotti (under 25, over 65, CartaPiù Feltrinelli, Soci Touring Club) € 7

Domenica 11 Ottobre 2026_10_11 ore 17
Nel bosco, al chiaro di luna
Quando la musica incontra la natura
Costanza Principe, pianoforte
L. van Beethoven: Sonata quasi una Fantasia op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”; Andante favorì
R. Schumann: Waldszenen op. 82; O. Messiaen: Catalogue des oiseaux
Da sempre i compositori hanno tratto ispirazione dalla natura, di volta in volta imitandone suoni e voci o evocandone suggestioni ed emozioni da essa suscitate. Le Waldszenen di Schumann, pur non rinunciando ad alcuni aspetti descrittivi (squilli di corni, guizzi angosciati di animali braccati, frusci e svolazzi di profetici uccelli) rientrano soprattutto nella seconda eventualità, privilegiando l’introspezione attraverso l’infinita sottigliezza di cangianti armonie, flessuose linee melodiche, ingegnosi contrappunti, in una scrittura di rara flessibilità che ben esprime la trepida e ambivalente inquietudine nel contatto con una natura cui l’uomo romantico sente al tempo stesso di appartenere e di essere estraneo. In questa prevalenza dell’interiorità, Schumann è sicuramente in sintonia con il Beethoven della Sinfonia pastorale,“più espressione del sentimento che pittura”. E proprio di Beethoven ascolteremo la Sonata “Al chiaro di luna”, titolo apocrifo il cui immediato successo ci fa comunque capire l’efficacia del binomio musica/natura nell’epoca della Naturphilosophie di Schelling e di Goethe; e l’Andante favorì, inizialmente scritto per un’altra Sonata dal titolo apocrifo e naturalistico: l’op. 53, ovvero la cosiddetta “Aurora”. Completamente diverso l’approccio novecentesco di Olivier Messiaen, che nel Catalogue des oiseaux parte dall’annotazione quanto più precisa possibile di suoni e ritmi nel canto degli uccelli, trasformandoli in una scrittura pianistica di rara efficacia per luminosa brillantezza e virtuosistica spettacolarità. Siamo due volte grati a Costanza Principe: per il suo ritorno a Spazio Teatro 89 e per bellezza e originalità del programma proposto.

Domenica 25 Ottobre 2026_10_25 ore 17
Signora Beethoven
La storia della donna che Ludwig odiava
Alessandro Commellato, pf.; Rita Charbonnier, autrice e voce recitante
Monologo per voce e pianoforte, dal romanzo Signora Beethoven di Rita Charbonnier (Marcos y Marcos)
Musiche di Beethoven (Fantasia op. 77, estratti dalle Variazioni op. 35, 107, 120)
Da anni Spazio Teatro 89 esplora formule alternative nel proporre la musica cosiddetta classica, con spettacoli che nell’unire musica, narrazione e recitazione riescano a eludere la staticità vagamente ieratica dei concerti tradizionalmente intesi. In ciò ci siamo trovati in perfetta sintonia d’intenti con la scrittrice Rita Charbonnier, che oltre a competenze letterarie e musicali possiede anche le qualità attoriali per mettere in scena personalmente i propri testi dedicati a figure femminili che in qualche modo ebbero a che fare con i grandi musicisti. Da noi, insieme al pianoforte del maestro Alessandro Commellato, verrà per dare voce a Johanna van Beethoven, che di Ludwig van fu cognata e che da lui venne ingiustamente e implacabilmente vessata. Ecco come l’autrice stessa presenta lo spettacolo:
“Johanna van Beethoven, nata Reiss, ha sposato uno dei due fratelli di Ludwig. Per cinque anni le è toccato combattere in tribunale contro il cognato più famoso d’Europa, che voleva toglierle il figlio: e per riuscire a vedere il suo bambino si è travestita da uomo, come la Leonora del Fidelio. Ora prende la parola, con un bicchiere di buon vino in mano e nessuna intenzione di essere diplomatica. In musica, Alessandro Commellato asseconda e contraddice il suo racconto, mentre Johanna avanza una pretesa che nessuno si aspetterebbe: senza di lei, non avremmo la Nona Sinfonia.”

Domenica 08 Novembre 2026_11_08 ore 17
Fantasie notturne
La luce lunare della viola
Giuseppe Russo Rossi, viola; Luca Schieppati, pf.
J.S. Bach/Z. Kodaly: Fantasia Cromatica; G. Ph. Telemann: Fantasia n. 7
L. van Beethoven: Notturno op. 42; P. Hindemith, Sonata "Fantasie" op. 11 n. 4
Il repertorio solistico della viola è tanto esiguo quanto straordinariamente di pregio, e il programma impaginato per noi dal violista Giuseppe Russo-Rossi, interprete colto, sensibile e virtuoso del cui ritorno a Spazio Teatro 89 siamo estremamente felici, ce ne offre una esauriente antologia che parte dal barocco di Telemann, con una delle sue tanto meravigliose quanto poco note Fantasie per viola sola, e arriva alla fluente, esuberante Sonata-Fantasia di Hindemith, capolavoro in cui convivono senza attriti intensità espressionista, costruttivismo neoclassico e lirismo romantico. Al centro del percorso, il raro Notturno op. 42 di Beethoven, unica opera di Ludwig van per viola e pianoforte, auto-trascrizione dalla Serenata per Trio d’archi op. 8 che, nella nuova veste strumentale, aggiunge alla nostalgica grazia settecentesca dell’originale una “tinta” più modernamente romantica. In apertura del concerto, un altro brano per viola sola, la Fantasia cromatica di Bach trascritta da Zoltan Kodaly, omaggio novecentesco a uno dei più impervi e stupefacenti capolavori barocchi, nonché stimolante esercizio di “straniamento timbrico” nel passare dalle sferraglianti sonorità del clavicembalo alla voce lunare della viola.

Domenica 22 Novembre 2026_11_22 ore 17
Clementi plays Bach
Le Partite di Johann Sebastian Bach (2)
Maria Clementi, pianoforte
Johann Sebastian Bach: Partite n. 3, n. 4, n. 5
Pubblicate singolarmente fra il 1726 e il 1730 e poi riunite quale prima delle quattro parti del Clavier-Übung, le Sei Partite di Johann Sebastian Bach sono ormai da tempo uscite dall’ambito didattico in cui lo stesso titolo della raccolta pareva volerle relegare (Clavier-Übung significa Esercizi per tastiera) per entrare stabilmente nel repertorio dei pianisti concertisti. Stabilmente sì, ma non integralmente: se assai gettonate sono sempre le prime due, più infrequente è poter ascoltare dal vivo le altre quattro. Siamo dunque grati a Maria Clementi - il cui smagliante nomen-omen è chiaro segno di predestinazione per affrontare un repertorio che unisca preparazione accademica di altissimo livello, consapevolezza storica e sensibilità interpretativa – per questa sua “integrale”, che dopo il primo capitolo (anzi vien da dire il “primo tempo”, trattandosi di Partite) dell’anno scorso in cui abbiamo ascoltato le Partite n. 1, 2 e 6, conclude quest’anno il percorso, nel beneaugurante giorno di Santa Cecilia, con le n. 3, 4 e 5, in una mirabile ed equilibrata di alternanza astrazione contrappuntistica, danzante eleganza e cantabilità ora profonda ora fiorita.

Domenica 13 Dicembre 2026_12_13 ore 17
Viva Vivaldi!
La leggerezza del Genio, fra sacro e profano
Piercarlo Sacco, direttore e concertatore
Zara Dimitrova, soprano; Külli Tomingas, mezzosoprano
Ensemble d’archi dell’Istituto Piseri di Brugherio
Musiche di Antonio Vivaldi
Concerti per violino e archi op. 3, n. 9 e n. 12; Concerto per due violoncelli e archi RV 531
Concerto per due violini e archi op. 3 n. 11
Mottetto “Nulla in mundo pax sincera” RV 630; Cum dederit, dal Nisi Dominus RV 608
Alla prestigiosa carriera solistica e cameristica, con un repertorio che spazia dal barocco alla musica contemporanea, il violinista Piercarlo Sacco da molti anni affianca anche una intensa attività didattica presso importanti istituzioni, e il concerto che ci propone quest’anno rientra proprio in quest’ultimo ambito: tornerà da noi infatti nella veste di direttore, concertatore e, in senso più ampio, mentore dell’ensemble d’archi formato dagli studenti dell’Istituto Piseri di Brugherio, con un programma interamente dedicato al genio estroso di Antonio Vivaldi, la cui musica di gioiosa vitalità è sicuramente auspicio per le imminenti festività natalizie, nonchè stimolante pietra di paragone per l’ensemble giovanile che la eseguirà. Il repertorio sarà sia strumentale che vocale, sia sacro che profano, con alcuni brani eseguiti dalle voci del soprano Zara Dimitrova e del mezzosoprano Külli Tomingas, tra i quali il mottetto “Nulla in mundo pax sincera”, titolo il cui senso purtroppo è rimasto inalterato dal ‘700 di Vivaldi alla nostra bellicosa attualità.

Domenica 24 Gennaio 2027_01_24 ore 17
Tre per un Trio
L’Arciduca musico, l’Ongarese a Londra, il Salisburghese sul Baltico
Trio Lumia
Francesca Leonardi, pf.; Germana Porcu Morano, vl.; Matilda Colliard, vcl.
L. van Beethoven: Trio op. 97 “Arciduca”
F.J. Haydn: Trio Hob. XV/25 “Gypsy”; A. Pärt: Mozart Adagio
Chi sia l’Arciduca musico è abbastanza facile: Rodolfo d’Asburgo-Lorena, ultimo figlio dell’imperatore Leopoldo II, arcivescovo dell’arcidiocesi boema di Olomouc in Boemia e poi cardinale,e soprattutto appassionato musicista allievo di Ludwig van Beethoven nonché dedicatario di un numero impressionante di capolavori del Maestro, tra i quali appunto il sontuoso Trio op. 97 detto “dell’Arciduca”. Meno intuitivo è forse riconoscere gli altri due personaggi-brani musicali cui allude il titolo del nostro concerto: l’Ongarese a Londra è il Trio “Gypsy” scritto da Haydn durante una delle sue trasferte nella capitale britannica e concluso da uno spigliatissimo Rondò “All’Ongarese”. Infine, il Salisburghese sul Baltico è il divino Mozart, il cui malinconico Adagio dalla Sonata per pianoforte K 280 è stato trascritto per Trio dall’estone Arvo Pärt. A interpretare questo viaggio attraverso l’Europa tra ‘700 e ‘900 sarà per noi il Trio Lumia, formato da tre giovani musiciste il cui versatile talento ha saputo trovare un perfetto equilibrio fra individualità solistiche e alchimie cameristiche.

Domenica 07 Febbraio 2027_02_07 ore 17
Suggestioni, ossessioni, pulsazioni
Beethoven e i Romantici, fra eredità e reminiscenze
Paolo Salvi, pianoforte
R. Schumann: Esercizi in forma di Variazioni su un Tema di Beethoven
F. Schubert: Improvviso op. 90 n. 3; B. Campodonico: Allegretto (Bagatella für Beethoven)
L. van Beethoven: Sonata quasi una Fantasia op. 27 n. 1
F. Liszt: Fantasia quasi Sonata Apres une lecture du Dante
I lettori di libri gialli sanno che gli indizi non sono prove, ma sanno anche che possono comunque essere probanti qualora siano “gravi, precisi e concordanti”. Orbene, la piccola ipotesi proposta dal programma di questo concerto è basata su indizi e non su prove, ma si ritiene che tali indizi siano molto convincenti. L’ipotesi è che l’Allegretto della 7a Sinfonia di Beethoven, con la sua costante pulsazione di dattili (lunga-breve-breve) e spondei (lunga-lunga) alternati, sia divenuto per Schubert fonte di ispirazione ricorrente e persino ossessiva. Gli indizi constano di varie composizioni schubertiane che utilizzano la stessa pulsazione (l’elenco è lungo, ma ricordiamone almeno alcune: i Lieder Der Tod und das Mädchen, Der Wanderer e Trockne Blumen; gli Improvvisi op. 90 n. 3 e op. 142 n. 3; il secondo tema del Lebensstürme). E poi vi sono gli indizi indiretti rinvenibili in Schumann, grande assimilatore di tracce musicali significanti, che nel terzo movimento della sua Fantasia sovrappose citazioni del fatale Allegretto beethoveniano e dello schubertiano Improvviso op. 90 n. 3, e che proprio al Tema della 7a dedicò una serie di enigmatici e incompiuti “Esercizi in forma di Variazione”. A questa ipotesi, che farà da riferimento anche a un breve brano di Beatrice Campodonico (Allegretto – Bagatella für Beethoven), il colto e sensibile pianista Paolo Salvi accosta anche un altro confronto diretto fra le feconde ispirazioni del Titano di Bonn e la generazione romantica, con l’ascolto ravvicinato della beethoveniana Sonata quasi una Fantasia op. 27 n. 1 e della Fantasia quasi Sonata “dopo una lettura di Dante” di Franz Liszt, ambiziosa struttura in cui convivono le simmetrie delle forme classiche, la libertà dell’improvvisazione, la sinestesia del poema sinfonico.

Domenica 21 Febbraio 2027_02_21 ore 17
Dica “33”
Le Variazioni Diabelli di Beethoven
Davide Cabassi, pianoforte
L. van Beethoven: 33 Variazioni su un Valzer di Anton Diabelli, op. 120
Da alcuni anni l’eletta schiera di interpreti che si sono dedicati all’esecuzione integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven si è arricchita di un nuovo protagonista: Davide Cabassi, che procede nella colossale impresa consapevole dei gloriosi precedenti da cui attingere ispirazione, ma senza mai rinunciare alla sorgiva spontaneità del suo pianismo, da sempre votato a una calda, eloquente, gioiosa espressività, dunque perfettamente in sintonia con l’esortazione che Beethoven inserì prima dell'inno alla Gioia: “Amici, non questi suoni, bensì altri più piacevoli e gioiosi!”.
Dopo aver eseguito e inciso un ampio numero di Sonate. Cabassi affronta adesso alle monumentali 33 Variazioni su un Valzer di Diabelli, capolavoro estremo nel quale Beethoven riversa ispirazioni di ogni genere, riflessioni storiche ed estetiche, commossa partecipazione, ironico distacco. Alla gioia (beethoveniana) di ospitare nuovamente un interprete che ci onora della sua presenza fin dalle primissime annate della nostra rassegna, si unisce dunque l’orgoglio di presentare una autorevole interpretazione di un brano che per la sua evidente, trascendentale difficoltà esecutiva e concettuale è da sempre di rarissima esecuzione.

Domenica 07 Marzo 2027_03_07 ore 17
Domenica 21 Marzo 2027_03_21 ore 17
I magnifici cinque
I 5 Concerti di Beethoven per pianoforte e orchestra
I Solisti di Milano Classica
Pianisti:
Valeria Bianchi, Deng Fuke, Cezar Platon, Gabriele Corsello, Sebastiano Benzing
7 marzo: Concerti n. 1, n. 2 e n. 3
21 marzo: Concerti n. 4 e 5
Scritti fra il 1795 e il 1809, i cinque Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven delineano un percorso di progressiva elaborazione di forme e contenuti che si pone come un ponte solido e perfettamente compiuto fra l’influenza mozartiana e le molteplici successive derivazioni, con i primi due Concerti che pur nel rispetto delle ereditate convenzioni esibiscono un virtuosismo modernamente spettacolare, il Terzo che definisce una sorta di paradigmatico “stile Impero” affine al gusto delle coeve opere di Cherubini e Spontini, fino alla rivoluzionaria libertà di concezione del Quarto,in cui il dialogo fra solista e orchestra si fonde in un’ininterrotta e inesauribile effusione lirica, e del Quinto, primo esempio di “concerto sinfonico” in cui il pianoforte è trattato al pari di una sezione dell’orchestra, con una scrittura totalmente integrata in partitura che non prevede le tradizionali cadenze affidate all’estro creativo del solista. Ascoltare questi cinque capolavori - nella versione con quartetto d’archi di Franz Lachner (1803-1890) - suddivisi in due concerti nell’arco di due settimane è sicuramente esperienza ad altissimo tasso di emozione, tanto più perché affidati alla sensibile maestria dei Solisti di Milano Classica e, per le parti solistiche, al talento di cinque giovani interpreti che alle precoci qualità tecniche e musicali sapranno unire l’energico, contagioso entusiasmo della loro invidiabile età.

2026_07_07 Rassegna di Concerti al Castello di Vigevano edizione 2026

Annunciati oggi nella Aula Consiliare del Comune di Vigevano i concerti che si terranno nel cortile del Castello di Vigevano organizzati dalla AUDERE che già da almeno tre anni porta i grandi nomi della musica leggera e dello spettacolo comico satirico in due trance, la prima dal 7 al 14 luglio 2026 con Federico Buffa, Il Volo, Filippo Caccamo, La vita a 30 anni, Noemi, Giorgia (13/07) e chiusura il 15 con Fiorella Mannoia.
La seconda parte dal 1 al 9 settembre con Federico Basso, i Pooh, Enrico Brignano, Claudio Baglioni (6/09) e Riccardo Cocciante in chiusura al 9 settembre. Le prenotazioni saranno sul sito Ticketone o al biglietteria@audere.srl
Nella foto Marco Sabotti organizzazione rassegna
Nella foto Mario Mainino con Marco Sabotti



Martedì 07 Luglio 2026_07_07

Federico Buffa


Mercoledì 08 Luglio 2026_07_08

Il Volo


Giovedì 09 Luglio 2026_07_09

Filippo Caccamo


Venerdì 10 Luglio 2026_07_10

La vita a 30 anni


Domenica 12 Luglio 2026_07_12

Noemi


Lunedì 13 Luglio 2026_07_13

Giorgia


Mercoledì 15 Luglio 2026_07_15

Fiorella Mannoia



Martedì 01 Settembre 2026_09_01

Federico Basso


Venerdì 04 Settembre 2026_09_04

Pooh


Sabato 05 Settembre 2026_09_05

Enrico Brignano


Domenica 06 Settembre 2026_09_06

Claudio Baglioni
*Annuncio Importante* da A U D E R E
In merito a quanto già comunicato relativamente posticipo del “GrandTour LA VITA È ADESSO” di CLAUDIO BAGLIONI, si informa che, a seguito di tutte le verifiche fatte, la data al Castello Sforzesco di Vigevano (PV), inizialmente prevista per il 6 settembre 2026, non potrà essere recuperata nel 2027.
Si dà pertanto il via alle procedure di rimborso. Di seguito le informazioni:
-Per chi ha acquistato online (su Ticketone e Ticketmaster), il rimborso avverrà in automatico.
-Per chi ha acquistato nei punti vendita sarà possibile chiedere il rimborso, entro il 30 settembre 2026, attraverso il circuito di vendita utilizzato in fase di acquisto.
Tutti i possessori di Ticket riceveranno una comunicazione sull’indirizzo e-mail utilizzato in fase di registrazione, indicando in maggior dettaglio modalità e tempistiche della procedura come previsto dalle Condizioni Generali di Contratto consultabili all’interno della sezione dedicata ai rimborsi sul sito TicketOne.
Per info e supporto, vi invitiamo a contattarci via email a: info@youservizi.it  


Mercoledì 09 Settembre 2026_09_09

Riccardo Cocciante


2026_08_14 Vigilia di ferragosto tra meditazione e ricordi

Arthur C. Clarke
I NOVE MILIARDI DI NOMI DI DIO
" ... quando avremo scritto tutti i nomi che gli abbiamo dato, si calcola che siano circa nove miliardi, Dio avrà raggiunto il suo fine. ... e lassù, senza tanto chiasso, le stelle si stavano spegnendo."

(The Nine Billion Names Of God, 1953) Star Science Fiction Stories, 1953 
Immagine creata by mm con Copilot, testo del racconto tratto da PDF rintracciabile on-line

«È una richiesta un po' insolita» disse il dottor Wagner, con quella che sperava apparisse una lodevole esibizione di tatto. «Per quello che ne so è la prima volta che qualcuno ci chiede di fornire a un monastero tibetano un computer a sequenza automatica. Non desidero certo apparire indiscreto, ma non avrei mai pensato che il vostro, ehm, istituto potesse avere qualche motivo per utilizzare una macchina di questo tipo.  Potrebbe spiegare l'uso che intendete farne?» 
«Volentieri» rispose il lama, lisciandosi la veste di seta e mettendo via con cura il regolo calcolatore che aveva usato per convertire la valuta. 
«Il vostro computer Mark V può eseguire qualunque operazione matematica di routine fino a dieci cifre. Tuttavia, per il nostro lavoro, siamo interessati a lettere non a numeri. Noi desideriamo che modifichiate i circuiti di output, in modo che la macchina stampi parole, non colonne di cifre». 
«Non riesco bene a capire...» 
«Questo è un progetto al quale abbiamo lavorato durante gli ultimi tre secoli, da quando è stata fondata la lamasseria, il monastero, in pratica. È un po' estraneo al vostro modo di pensare, perciò spero che vorrà ascoltare con mente aperta mentre glielo spiego». 
«Naturalmente». 
«In realtà è molto semplice. Abbiamo compilato una lista che conterrà tutti i nomi di Dio». 
«Scusi?» 
«Abbiamo motivo di credere» continuò il lama, imperturbabile, «che tutti quei nomi possano essere scritti con non più di nove lettere in un alfabeto che abbiamo ideato noi stessi». 
«E lo state facendo da tre secoli?» 
«Sì. Ci aspettavamo che ci sarebbero voluti circa quindicimila anni per completare l'impresa». 
«Oh». 

Il dottor Wagner parve un po' stordito. 

«Adesso capisco perché volete affittare una delle nostre macchine. Ma qual è esattamente lo scopo di questo progetto?» 

Il lama esitò per una frazione di secondo, e Wagner si chiese se non l'avesse involontariamente offeso. Ma se era così, non vi fu la minima traccia di fastidio nella sua risposta. 

«Lo chiami pure un rituale, se vuole, ma è una componente fondamentale della nostra fede. 
Tutti i molti nomi dell'Essere Supremo, Dio, God, Jeovah, Allah, e così via, sono soltanto etichette prodotte dall'uomo. 
Qui esiste un problema filosofico d'una certa difficoltà, che non ho intenzione di discutere, ma in qualche punto fra tutte le possibili combinazioni di lettere che possono esistere vi sono quelli che potremmo chiamare i veri nomi di Dio. 
Attraverso una sistematica permutazione delle lettere, abbiamo tentato di elencarli tutti». 
«Capisco. Avete cominciato con AAAAAAAAA... per arrivare a ZZZZZZZZZ...» 
«Proprio così, anche se usiamo un nostro speciale alfabeto. Modificare le scriventi automatiche per risolvere questo aspetto è naturalmente banale. Un problema molto più interessante è quello di progettare dei circuiti adatti per eliminare le combinazioni assurde. Per esempio, nessuna lettera deve comparire più di tre volte di seguito». 
«Tre? Certamente vorrà dire due». 
«Tre è giusto: temo che ci vorrebbe troppo tempo per spiegarle il perché, anche se lei capisce la nostra lingua». 
«Sono certo di sì» si affrettò ad aggiungere Wagner. «Continui pure». 
«Per fortuna sarà una faccenda molto semplice adattare il vostro computer a sequenza automatica per questo lavoro, poiché quando sarà stato programmato in maniera corretta, permuterà ogni lettera volta per volta e stamperà il risultato. Dove sarebbero stati necessari quindicimila anni per completare il lavoro, potremo farlo in cento soltanto». 

Il dottor Wagner quasi neppure si accorgeva del lontano fragore che saliva dalle strade di Manhattan, molto più in basso. Si trovava in un mondo diverso, un mondo di montagne naturali, non create dall'uomo, in alto fra quelle vette lontane, quei monaci avevano continuato a lavorare pazientemente, generazione dopo generazione, compilando le loro liste di parole senza senso. 

Esisteva qualche limite alle follie dell'umanità? 

Comunque, non doveva far trapelare nessun segno dei suoi pensieri interiori. Il cliente aveva sempre ragione... «Non c'è alcun dubbio» rispose il dottor Wagner, «sul fatto che noi siamo in grado di modificare il Mark V così da stampare automaticamente liste di questo tipo. Mi preoccupano molto di più i problemi dell'installazione e della manutenzione. Raggiungere il Tibet, al giorno d'oggi, non sarà facile». 
«Possiamo organizzare tutto noi. Le componenti sono abbastanza piccole da poter viaggiare per via aerea, è uno dei motivi per cui abbiamo scelto la vostra macchina. Se riuscirete ad arrivare in India, provvederemo noi a fornire i mezzi di trasporto da lì». 
«E volete assumere due dei nostri tecnici?» 
«Sì, per i tre mesi necessari al progetto». 
«Non ho alcun dubbio che il nostro ufficio personale potrà occuparsene». 

Il dottor Wagner scribacchiò qualcosa su un blocco di appunti sulla sua scrivania. «Ci sono soltanto altri due punti...»
 Prima che potesse terminare la frase, il lama aveva tirato fuori un foglietto. «Questa è la certificazione del mio credito presso la Banca Asiatica». 
«Grazie. Pare... ah... adeguato. La seconda questione è così banale che esito a farvi accenno, ma è sorprendente quanto spesso le cose ovvie vengano trascurate. Di quale fonte di energia elettrica disponete?» 
«Un generatore diesel che fornisce cinquanta kilowatt a centodieci volt. È stato installato circa cinque anni fa ed è molto affidabile. Ha reso la vita nel nostro monastero molto più comoda, ma naturalmente è stato installato soprattutto per fornire energia alle nostre ruote di preghiera». 
«Naturalmente» gli fece eco il dottor Wagner. «Avrei dovuto pensarci». 

Il panorama dal parapetto dava le vertigini, ma col tempo ci si abitua a tutto. Dopo tre mesi, George Hanley non provava più quell'impressione di vertigine alla vista dello strapiombo di seicento metri sull'abisso e della remota scacchiera di campi coltivati nella valle sottostante. 
Era appoggiato alle pietre levigate dal vento e fissava imbronciato le lontane montagne delle quali non si era mai preoccupato di scoprire i nomi. Questa, pensò George, era la cosa più folle che gli fosse mai capitata. «Progetto Shangri-La», qualcuno l'aveva battezzato laggiù nei laboratori della ditta. 

Da settimane ormai il Mark V aveva sfornato chilometri e chilometri di fogli coperti di segni incomprensibili. Con inesorabile pazienza il computer aveva riorganizzato le lettere in tutte le loro possibili combinazioni, esaurendo ogni singola classe prima di passare alla successiva. 
A mano a mano che i fogli emergevano dalle scriventi elettriche, i monaci li tagliavano con estrema attenzione incollandoli in enormi libroni. 
Una settimana ancora e, grazie al cielo, avrebbero finito. 
Quali oscuri calcoli avessero convinto i monaci di non doversi preoccupare di esaminare, dopo, le parole di dieci, venti o cento lettere, George non lo sapeva. 
Uno dei suoi incubi ricorrenti era che ci sarebbe stato un cambio di programma e che il Gran Lama (loro, naturalmente, lo chiamavano Sam Jaffe, anche se non assomigliava neanche un po' all'attore) annunciava all'improvviso che il progetto sarebbe stato prolungato all'incirca fino all'anno 2060 d.C. Erano capacissimi di farlo.
George sentì la grande porta di legno massiccio sbattere al vento quando Chuck uscì fuori, e si fermò a ridosso del parapetto accanto a lui. Come al solito, Chuck stava fumando uno di quei sigari che l'avevano reso così popolare fra i monaci i quali, a quanto pareva, erano più che disposti ad abbracciare tutti i piccoli piaceri della vita, e anche quelli più grandi. 
Questa era una delle cose a loro favore: potevano anche essere pazzi, ma non erano bacchettoni. 
Quei frequenti viaggi che facevano giù fino al villaggio, per esempio... «Ascoltami, George» disse Chuck, con una certa angoscia nella voce. «Ho saputo qualcosa che può significare guai per noi». 
«Cosa c'è che non va? La macchina non funziona come si deve?» 

Quello era il peggior guaio che George potesse immaginare. Avrebbe potuto ritardare il loro ritorno, e nessun'altra prospettiva gli appariva altrettanto orribile. 
Visto come si sentiva in quel momento, perfino la contemplazione d'uno spot pubblicitario televisivo gli sarebbe parsa una manna dal cielo. Per lo meno avrebbe significato un collegamento con casa sua. 
«No, niente del genere». Chuck si appoggiò al parapetto, il che era insolito, giacché quello strapiombo gli aveva sempre fatto paura. 
«Ho appena scoperto cos'è in realtà tutta questa faccenda». 
«Cosa vuoi dire? Credevo che lo sapessimo». 
«Sicuro. Sappiamo quello che i monaci stanno cercando di fare. Ma non ne sapevamo il perché. È la cosa più folle che...» 
«Vuoi dirmelo, allora?» gemette George. «... il vecchio Sam si è appena confidato con me. Tu sai che viene ogni pomeriggio a guardare i fogli mentre si srotolano fuori. Bene, questa volta pareva piuttosto eccitato, o quanto meno, quanto potrà mai esserlo uno come lui. Quando gli ho detto che eravamo arrivati all'ultimo ciclo, mi ha chiesto con quel suo affascinante accento inglese, se mi fossi mai domandato cosa stavano cercando di fare. "Certo" gli ho risposto, e lui me l'ha raccontato». 

«Continua, ci rinuncio». 

«Bene, loro credono che quando avranno elencato tutti i Suoi nomi, e calcolano che ce ne siano all'incirca nove miliardi, Dio avrà conseguito il suo scopo. La razza umana avrà portato a termine il compito per cui è stata creata, e non ci sarà più nessuna ragione per continuare. Addirittura, l'idea stessa è blasfema». 
«Allora, cosa si aspettano che facciamo, che ci suicidiamo?» 
«Non ce ne sarà bisogno. Una volta completata la lista, Dio interviene e conclude ogni cosa... tombola!» 
«Oh, capisco. Quando avremo finito il nostro lavoro, ci sarà la fine del mondo». 
Chuck se ne uscì in una risatina nervosa. 
«È proprio quello che ho detto a Sam. E sai cos'è successo? Mi ha guardato in maniera molto strana, come se io fossi l'idiota della classe, e ha replicato: "Non è niente di così banale"». 
George ci rifletté per un attimo. «È quello che io dico avere la Grande Visione» commentò, qualche istante dopo. 
«Ma cosa pensi che dovremmo fare? Non mi pare che ci sia la minima differenza, per noi. Dopotutto, sapevamo che erano matti». 
«Sì, ma non capisci cosa potrebbe accadere? Quando la lista sarà completata e l'Ultima Tromba non squillerà, o qualunque altra cosa si aspettino, potremmo essere noi a venire incolpati. È la nostra macchina che stanno usando. Questa situazione non mi piace neanche un po'». 
«Capisco» replicò George, lentamente. 
«Qui hai colto nel segno. Ma questo genere di cose è già successo altre volte, sai. Quand'ero ragazzino, giù in Louisiana, avevamo un predicatore quasi del tutto partito con la testa il quale un giorno disse che il mondo sarebbe finito domenica prossima. Centinaia di persone gli credettero, finirono perfino per vendere le proprie case. Eppure, quando non successe niente, non s'infuriarono con lui come ti saresti aspettato. Decisero semplicemente che aveva sbagliato i suoi calcoli e continuarono a credere. Sono convinto che qualcuno ci creda ancora». 
«Bene, questa non è la Louisiana, nel caso in cui non te ne sia accorto. Noi siamo soltanto due e questi monaci sono centinaia. Mi sono simpatici e mi dispiacerà per il vecchio Sam quando si accorgerà che il compito della sua vita si rivolterà contro di lui, ma preferirei lo stesso trovarmi da qualche altra parte».
«Sono settimane che anch'io lo desidero ardentemente. Ma non c'è niente che possiamo fare fino a quando il contratto non sarà concluso e non arriverà l'aereo a riportarci a casa». 
«Naturalmente» disse Chuck, pensieroso, «potremmo sempre tentare un piccolo sabotaggio». 
«Col cavolo che possiamo fare una cosa simile. Non farebbe altro che peggiorare le cose». 
«Non come intendo io. Mettiamola così. La macchina finirà il suo lavoro fra quattro giorni, sulla base delle venti ore giornaliere di oggi. Il trasporto arriverà fra una settimana. D'accordo? Tutto quello che dobbiamo fare è trovare qualcosa che debba venir sostituito, durante i periodi di manutenzione, qualcosa che faccia sospendere il lavoro per un paio di giorni. Noi ripareremo il guasto, naturalmente, ma non troppo in fretta. Se sincronizzeremo le cose per bene, potremmo trovarci giù all'aeroporto quando l'ultimo nome schizzerà fuori dalla stampante. A quel punto, non ce la faranno più a prenderci».
«Non mi piace» disse George. 
«Sarà la prima volta che abbandonerò un lavoro. Inoltre li renderebbe sospettosi. No, resterò qui e accetterò quello che sarà». 

«Non mi piace ancora» dichiarò, sette giorni più tardi, mentre i piccoli e robusti pony di montagna li stavano trasportando giù per la strada serpeggiante. «E non credere che io stia scappando perché ho paura. È soltanto che sono dispiaciuto per quei poveracci là sopra, e non voglio trovarmi lì intorno quando scopriranno che razza di gonzi sono stati. Mi chiedo come la prenderà Sam». 
«È strano» replicò Chuck, «ma quando l'ho salutato ho avuto l'impressione che sapesse che stavamo tagliando la corda e che non gliene importasse, perché sapeva che la macchina funziona alla perfezione e che il lavoro sarebbe stato ben presto finito. Dopo... be', naturalmente, per lui non esiste nessun Dopo...» 
George si girò sulla sua sella, e sollevò lo sguardo verso la strada di montagna. Quello era l'ultimo punto da cui era possibile vedere chiaramente il monastero. Il profilo dei tozzi edifici angolosi si stagliava contro il riverbero del tramonto: qua e là baluginavano luci, come gli oblò sulla fiancata di un transatlantico. Luci elettriche, naturalmente, le quali condividevano lo stesso circuito del Mark V. 
Per quanto tempo ancora l'avrebbero condiviso? si chiese George. 
I monaci avrebbero fracassato il computer in preda alla collera e al disappunto? 
Oppure si sarebbero seduti tranquilli, ricominciando daccapo i loro calcoli? 
Lui sapeva esattamente ciò che stava succedendo lassù sulla montagna, in quel preciso istante. 
Il Gran Lama e i suoi assistenti se ne stavano seduti, avvolti nelle loro vesti di seta, intenti a ispezionare i fogli a mano a mano che i monaci cadetti li portavano via dalla stampante, e li incollavano nei grandi volumi. Nessuno diceva niente. 
L'unico suono, là dentro, era l'incessante ticchettio, l'interminabile grandinare dei tasti che colpivano la carta, giacché di per sé il Mark V era del tutto silenzioso mentre smaltiva le molte migliaia di calcoli ad ogni singolo secondo. 
Tre mesi di questo, pensò George, erano sufficienti per far ammattire chiunque.
 «Eccolo là!» gridò Chuck, indicando il fondovalle. «Non è bello?»
 E certamente lo era, pensò George. Il vecchio, ammaccato DC3 spiccava in fondo alla pista come una minuscola croce d'argento. Fra due ore li avrebbe condotti verso la libertà e l'equilibrio mentale. 
Era un pensiero che valeva la pena di assaporare come se si trattasse di un liquore di qualità. George lasciò che gli passasse e gli ripassasse nel cervello, gustandolo, mentre il pony continuava a scendere con passo paziente e pesante il pendio. 
Adesso la rapida notte dell'alto Himalaya era quasi su di loro. Per fortuna la strada era molto buona, secondo la qualità media delle strade in quella regione, e tutti e due erano muniti di torce. 
Non c'era il minimo pericolo, soltanto il lieve disagio dovuto al freddo pungente. 
Il cielo sopra di loro era perfettamente limpido, e acceso dal brulichio delle familiari e amichevoli stelle. Per lo meno, pensò George, non ci sarebbe stato il rischio che il pilota non potesse decollare a causa delle cattive condizioni del tempo. 
Quella era l'unica preoccupazione che gli era ancora rimasta. 
Cominciò a cantare, ma dopo un po' ci rinunciò. 
Quel vasto anfiteatro di montagne che si stagliavano da ogni lato simili a bianchi fantasmi incappucciati, non incoraggiava una simile esuberanza. 
Poco dopo, George diede un'occhiata al suo orologio. 
«Dovremmo esserci fra un'ora» gridò a Chuck, senza voltarsi. 
Poi aggiunse, a mo' di ripensamento: «Mi chiedo se il computer non abbia finito il suo lavoro. Dovrebbe essere all'incirca adesso». 
Chuck non rispose, così George si girò sulla sella. Poteva vedere il volto di Chuck, un ovale bianco rivolto al cielo. «Guarda» bisbigliò Chuck, e George sollevò gli occhi verso il firmamento. (C'è sempre un'ultima volta per ogni cosa.) In alto, senza nessun clamore, le stelle si stavano spegnendo.

2026_09_10 TRAME E INTRECCI al cinema teatro Odeon di Vigevano

All'Odeon di Vigevano è stata presentata la rassegna di film offerti a solo 3.50€ di ingresso
dal 10 al 20 Settembre 2026 
TRAME E INTRECCI

Giovedì 10 Settembre 2026_09_10 ore 16.00 e 21.15
Venerdì 11 Settembre 2026_09_11 ore 18.30
ALLORA BALLIAMO di Amélie Bonnin

Cécile è una giovane chef di successo a un passo dall’aprire il proprio ristorante a Parigi. Tuttavia, quando suo padre viene colto da un infarto, è costretta a tornare nel villaggio d’infanzia, dove ritrova il suo primo amore Raphaël. Tra ricordi che riaffiorano ed emozioni sopite, le certezze incrollabili di Cécile iniziano ad incrinarsi. E forse la vera ricetta della felicità non è quella che aveva immaginato.

Giovedì 10 Settembre 2026_09_10 ore 18.30
Venerdì 11 Settembre 2026_09_11 ore 16.00 e 21.15
MIO FRATELLO È UN VICHINGO di Anders Thomas Jensen

Anker, un ex rapinatore, esce dopo 15 anni di prigione con un solo obiettivo recuperare il bottino nascosto dal fratello Manfred, il quale però soffre di gravi disturbi mentali ed è convinto di essere John Lennon. Quest’ultimo non ha nessuna memoria o volontà di dire dove ha nascosto i soldi

Sabato 12 Settembre 2026_09_12 ore 21.15
Domenica 13 Settembre 2026_09_13 ore 19.00 e 21.15
BENVENUTI IN CAMPAGNA di Giambattista Avellino

La famiglia Fontana — formata dal ricercatore precario Gerry, dalla vigilessa stressata Ilaria e dal figlio Giulio — sfinita dal caos e dallo stress della vita in città, decide di trasferirsi in un vecchio casale di campagna per ricominciare a vivere a contatto con la natura. Ma niente è come lo avevano immaginato riusciranno a sopravvivere alla loro odissea agreste?

Domenica 13 Settembre 2026_09_13 ore 15.00 e 17.00
TOY STORY 5 di Andrew Stanton e McKenna Harris

Nel mondo dei giocattoli è arrivata una nuova, inattesa rivale la tecnologia, che attraverso mille dispositivi ruba il tempo ai giovanissimi e impedisce loro di continuare a giocare nella realtà. Jessie e i suoi amici temono un imminente destino di estinzione. Quando i genitori di Bonnie le regalano un tablet, Jessie si vede perduta e chiede l’aiuto di Woody e Buzz. Nel frattempo da un container escono decine di Buzz Lightyear che individuano nella stella da sceriffo a di Jessie il comando stellare che sono destinati a incontrare, mentre il Buzz originale cerca il momento giusto per chiedere a Jessie di unirsi a lui per sempre.

Giovedì 17 Settembre 2026_09_17 ore 18.30
Venerdì 18 Settembre 2026_09_18 ore 16.00 e 21.15
HEN – STORIA DI UNA GALLINA di György Pálfi

Il film segue la vita di una gallina nera, Hen, fuggita da un allevamento intensivo. La storia è narrata interamente dal punto di vista dell’animale, che si ritrova coinvolto tra dinamiche di cortile e, sullo sfondo, una spietata rete di traffico clandestino di migranti in Grecia.

Giovedì 17 Settembre 2026_09_17 ore 16.00 e 21.15
Sabato 19 Settembre 2026_09_19 ore 18.30
LO CHIAMAVA ROCK ‘N ROLL di Saverio Smeriglio

Mauro è un surfista famoso che, in seguito ad un incidente, perde un amico e si ritrova con un problema invalidante ad una gamba. Costretto a una lungodegenza in una clinica di riabilitazione, conosce Federico, affetto da Atassia di Friedreich e costretto su una sedia a rotelle. L’iniziale scontro tra i due si trasforma in un’amicizia profonda che li porterà a compiere insieme un percorso fuori dagli schemi.

Venerdì 18 Settembre 2026_09_18 ore 18.30
Sabato 19 Settembre 2026_09_19 ore 16.00 e 21.15
IL PRIGIONIERO di Alejandro Amenábar

Algeri, 1575. Islam e Cristianesimo sono in lotta per il dominio del Mediterraneo e i corsari arabi catturano le navi cristiane, vendendo i passeggeri come schiavi o ostaggi. I prigionieri d’alto rango vengono trattenuti dal temuto Hasan Bajà, il Signore d’Algeri detto il Veneziano. Fra i suoi prigionieri c’è Miguel de Cervantes, futuro autore del Don Chisciotte. Miguel si fa benvolere dai compagni di sventura e da Bajà, ma si troverà al centro di attenzioni e gelosie e farà di tutto per sopravvivere ad una situazione di costante pericolo.

Domenica 20 Settembre 2026_09_20 ore 16, 18.30 e 21.00
ELECTION DAY di Giorgio Amato

Nella notte elettorale in cui si decide il suo destino politico, la deputata progressista Renata Innocenti vede la sua carriera sull’orlo del baratro quando il suo compagno e giornalista sportivo, Carlo De Santis, diventa protagonista di un clamoroso scandalo mediatico per avere rivolto a un calciatore un insulto razzista in diretta TV. Tra tensioni familiari, pressioni politiche e colpi di scena, Renata dovrà lottare duramente per salvare tutto ciò che ha costruito.

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