Louis Vierne, Alexandre Guilmant, César Franck, Gioachino Rossini
Louis Vierne, Alexandre Guilmant, Antonio Cesti, Antonio Lotti
NATALE AL TEATRO BELLONI di Barlassina
In occasione di ogni spettacolo, come da tradizione del Teatro Belloni, sarà tirato a sorte un cesto natalizio che sarà vinto da uno degli spettatori presenti a ciascun concerto.
Inoltre, al termine di ogni concerto, sarà offerto un brindisi augurale alla presenza degli artisti.
Per prenotare potete telefonare alla Signora Pamela Lizio al numero 338 5901328 oppure connettervi alla biglietteria elettronica del Teatro
https://www.teatrobelloni.it/biglietteria.html
Sabato 20 dicembre 2025_12_20 alle ore 16 | Natale al Teatro Belloni
Domenica 21 dicembre 2025_12_21 alle ore 16 | Lirica di Natale
Domenica 21 dicembre alle ore 21 | Natale al Teatro Belloni
Interi 30 euro
Ragazzi sino a 18 anni 25 euro
Bambini sino a 12 anni 20 euro
Sabato 20 dicembre alle ore 21 | Natale con Monica
Interi 25 euro
Ragazzi sino a 18 anni 20 euro
Bambini sino a 12 anni 15 euro
Ecco i programmi in dettaglio degli spettacoli di Natale, ideati e narrati da Andrea Scarduelli.
Regista e maestro alle luci, Giovanni Belloni.
Sabato 20 dicembre alle ore 16
Domenica 21 dicembre alle ore 21
NATALE AL TEATRO BELLONI
Riccardo Zangirolami, maestro arrangiatore, concertatore e pianista
Francesco Tamburini, violoncellista
JOHN WILLIAMS (1932) | Tribute to the Film Composer
FRANK CHURCHILL (1901-1942) | Dumbo (1941) | Baby Mine
ALAN MENKEN (1949) | Aladdin (1992) | Friend Like Me
JOHN WILLIAMS (1932) | Home Alone | Mamma ho perso l'aereo (1990)
Somewhere in My Memory | Da qualche parte fra i miei ricordi
RICCARDO ZANGIROLAMI (2001) | Rudolph (2025)
RYUICHI SAKAMOTO (1952-2023) | Furyo (1983) | Merry Christmas Mr. Lawrence
JOHN WILLIAMS (1932) | Memoirs of a Geisha | Memorie di una geisha (2005)
A Dream Discarded | Un sogno scartato
HANS ZIMMER (1957) | Gladiator (2000) | Now we are free | Ora siamo liberi
DANNY ELFMAN (1953) The Simpsons (1989) | I Simpsons | Tema principale
HANS ZIMMER (1957) | Interstellar (2014) | Day One | Il primo giorno
ENNIO MORRICONE (1928-2020) | The Bad, The Good and The Ugly
Il buono, il brutto e il cattivo (1966) | The Ecstasy of Gold | L'estasi dell'oro
RICCARDO ZANGIROLAMI (2001) & FRANCESCO TAMBURINI (2000)
Improvvisazioni natalizie
Sabato 20 dicembre alle ore 21
NATALE CON MONICA
Monica Zhang, pianista
WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756-1791)
Fantasia N. 3 in Re minore KV 397 (1782)
FRANZ SCHUBERT (1797-1828)
Wanderer-Fantasie in Do maggiore Op. 15, D. 760 (1822)
FERENC LISZT (1811-1886)
Ständchen № 7, S. 560 | Serenata (1838)
PËTR IL'IČ ČAIKOVSKIJ (1840-1893)
Lo schiaccianoci Op. 71 (1892)
№ 7 Andante Maestoso | Pas de Deux
SERGEJ VASIL'EVIC RACHMANINOV (1873-1943)
Études-Tableaux Op. 39 (1916-1917)
№ 1 Allegro agitato | Do minore | 'Il mare'
Domenica 21 dicembre alle ore 16
LIRICA DI NATALE
Marta Pluda, mezzosoprano
Stefano Giannini, maestro concertatore e pianista
WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756-1791)
Le nozze di Figaro KV 492 (1786)
'Voi che sapete che cosa è amor'
La clemenza di Tito KV 621 (1791)
'Parto, ma tu ben mio … Guardami e tutto oblio … Ah qual poter oh Dei!
GIOACHINO ROSSINI (1792-1868)
Aureliano in Palmira (1813)
'Ah! Non posso … Non lasciarmi in tal momento'
La Cenerentola o sia La Bontà in trionfo (1816)
'Nacqui all'affanno, al pianto … Non più mesta accanto al fuoco'
JOHANN STRAUSS II (1825-1899)
Die Fledermaus | Il pipistrello (1874)
Ouverture
PËTR IL'IČ ČAIKOVSKIJ (1840-1893)
Lo schiaccianoci Op. 71 (1892)
Danse de la Fée-Dragée | Danza della fata dei confetti
Pas de Deux | Passo a due
Canti tradizionali natalizi

Missa nativitatis in tempore belli
Introduzione all'opera di Lorenzo Massellucci
Festeggiare i cento anni del Corpo musicale “Santa Cecilia” di Buscate significa non solo celebrare una lunga tradizione, ma anche guardare al futuro con nuove prospettive. È proprio così che quest'anno si è intrapreso un cammino di sperimentazione, portando la nostra banda a confrontarsi con la musica contemporanea attraverso una composizione che oggi viene eseguita per la prima volta al mondo.
La domanda che ha ispirato il compositore canario Álvaro Moro Lorenzo è universale e profondamente attuale: “Qual è il significato del Natale in un mondo segnato da ingiustizie, conflitti e guerre?”
Nato nel 1995 sull’isola di Fuerteventura, Moro Lorenzo ha realizzato questa composizione in occasione del concerto natalizio che celebra il centenario del Corpo musicale “Santa Cecilia” di Buscate. Il titolo della sua opera, Missa nativitatis in tempore belli, richiama inevitabilmente alla memoria la Missa in tempore belli di Franz Joseph Haydn, che fu scritta durante un periodo turbolento della storia europea, segnato dalle guerre napoleoniche. A distanza di quasi 300 anni, ci ritroviamo ancora a riflettere su temi simili, con conflitti che affliggono il nostro mondo.
Il rimando alla composizione di Haydn si ritrova anche nell’uso dei timpani, che scandiscono il tempo e sono motore dell’intera narrazione musicale della messa. Inoltre, il compositore ha voluto realizzare una messa riprendendo la struttura del rito ambrosiano con le sue antiche caratteristiche: prima tra tutte, il Kyrie con le sue 12 invocazioni, che nelle celebrazioni liturgiche più solenni rappresenta un appello amplificato alla misericordia divina. L'invocazione numerosa è simbolo di una richiesta di salvezza che si fa collettiva e profonda.
La Missa nativitatis in tempore belli di Moro Lorenzo, è un viaggio profondo nell’animo umano. Un cammino che, partendo dalle ombre e dalle ferite del nostro cuore, giunge a riflettere le tensioni e le guerre che attraversano il nostro mondo. Ma non è un viaggio senza luce. È un percorso che, attraverso la musica, ci invita a guardare oltre le difficoltà, a riscoprire la forza della speranza e della pace, e a credere che, anche nel caos, possiamo sempre trovare un futuro di riconciliazione e di armonia.
Le sonorità gravi dell'inizio introducono l’ascoltatore, lasciando poi spazio alle varie fasi della messa, fino alla proclamazione pasquale con l’“Ecce annuntio vobis”, un passaggio in cui si alternano gli squilli degli ottoni e i momenti corali meditativi. Il cammino prosegue fino al Credo, dove il compositore sottolinea il concetto di fratellanza umana, rappresentato da voci corali separate che, con un accompagnamento ostinato, senza soluzione di continuità, vuole simboleggiare i popoli del mondo che si ritrovano in una sola fede universale, cantando per l’appunto “Credo la Chiesa una santa cattolica ed apostolica”.
L’idea di riconciliazione e di speranza trova la sua massima espressione nell’ultimo brano, dove tutte le melodie precedenti si intrecciano in un grande canone, evocando l’immagine di un mare che abbraccia e protegge ogni territorio, ogni popolo.
Ogni compositore scrive musica che riflette la propria anima e le influenze del luogo che lo circonda. Il compositore di Fuerteventura, ha infuso nella sua Missa nativitatis in tempore belli l’essenza della sua isola: melodie ampie che alternano momenti idilliaci e sereni a passaggi di grande tensione, estesi come il deserto con le sue dune dune o l'oceano segnato da onde che, in apparenza calmo, nasconde la forza di tempeste improvvise.
Il finale di questa messa, e il significato che il compositore ha voluto trasmettere con l’intera opera, non vuole essere un'illusione, qualcosa che si dissolve al risveglio, come un sogno che svanisce, come scriveva il poeta Miguel de Unamuno: “se me pierden como un sueño de madrugada en la lejania del recuerdo” (mi perdono come un sogno all’alba nella lontananza del ricordo). Al contrario, questo viaggio musicale ci invita a riflettere sul nostro tempo e sulla necessità di pace, collaborazione e unità.
Tutte le parti della messa si rivelano quindi l’edificazione di una “fortezza di spiritualità”, un concetto caro a Unamuno, che così amava definire l’isola di Fuerteventura. Un luogo dentro cui proteggere la nostra voglia di bene e la fiducia verso un futuro di pace e riconciliazione. Un luogo dove rievocare l’intreccio di sonorità ampie e contrastanti, tanto sognanti quanto cupe o tese, ma anche luminose come la gioia autentica. È in questa fortezza che dobbiamo proteggere la nostra speranza, che non svanisce con il tempo, ma che continua a crescere, alimentata oggi dalla musica che ascoltiamo e da tutta quella che la Banda di Buscate ha portato con sé nei suoi cento anni di storia. Alimentata dalla musica che la banda continuerà a portare con sé, salda alla propria storia ma sempre in costante cambiamento verso una continua sperimentazione, proprio come il detto majorero: “una duna nunca ha sido la misma” (una duna non è mai stata la stessa).