Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query 2021_05_07. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query 2021_05_07. Ordina per data Mostra tutti i post

2021_05_07 Addio a Carla Fracci


Giovedì 27 maggio 2021, Carla FRACCI se ne è andata, sulle punte non danzerà più, almeno non su questa terra, il suo ultimo "grand jeté" l'ha portata via in un paradiso dove tornerà ad abbracciare i suoi grandi partner da Rudolf Nureyev a Erik Bruhn.

Carla Fracci, all'anagrafe Carolina Fracci (Milano, 20 agosto 1936 – Milano, 27 maggio 2021), è stata una ballerina italiana. È stata una delle più grandi ballerine del Novecento. 
Nel 1981 il New York Times la definì prima ballerina assoluta.

2021_02_26 Beethoven tra musica, parola e scena a cura di Enrico Reggiani

Associazione Casa della Cultura – Via Borgogna 3 – 20122 Milano (MM1 – San Babila)

La musica come “arte eloquente”

Beethoven tra musica, parola e scena

Ciclo di incontri a cura di Enrico Reggiani

(Università Cattolica del Sacro Cuore)

venerdì 26 febbraio 2021_02_26, ore 21

Sempre più semplice”: esiste il “linguaggio musicale” beethoveniano?

giovedì 18 marzo 2021_03_18, ore 18

Svaniscono lo spazio e il tempo”: Beethoven e il Lied

martedì 13 aprile 2021_04_13, ore 18

Tutto è mutato in me e intorno a me”: l’utopia intermediale del “Fidelio”

venerdì 7 maggio 2021_05_07, ore 18

Quale musica per T. S. Eliot? Suggestioni beethoveniane

interviene la Prof. Savina Stevanato

(Università degli Studi Roma Tre)

Beethoven […] concepiva sonate e sinfonie come arte ‘eloquente’ e ‘rappresentazione di caratteri’ mediante i suoni”. Così, in Beethoven e il suo tempo (1990), il grande musicologo tedesco Carl Dahlhaus (1928-1989) sintetizzò i presupposti linguistico-comunicazionali dello “stile sinfonico” del Genio di Bonn, del quale anche nel 2021 proseguono le celebrazioni del 250° anniversario della nascita.

Tale approccio, che sembra presupporre l’esistenza di un “linguaggio musicale” beethoveniano modellato sul linguaggio verbale, può essere applicato alla sua produzione con testo verbale? Nella valutazione del rapporto di Beethoven con il linguaggio verbale e con la letteratura coeva, basta adottare la prospettiva di Walter Riezler, che, nel suo celebre saggio, scrisse che “Beethoven non ha bisogno della parola, per essere chiaro”? Come ha recepito la produzione letteraria degli epigoni il rapporto di Beethoven con la parola e con le arti della parola?

In continuità con le precedenti serie di incontri (tutte reperibili in youtube) proposte presso la Casa della Cultura nel 2016 (La musica (classica è cultura. Sei pilastri del canone cultural-musicologico europeo tra 18° e 20° secolo), 2017 (1917: i linguaggi della musica. Sei protagonisti della scena cultural-musicologica di un secolo fa), 2018 (Tre secoli di pianoforte: linguaggi, culture, economie) e, soprattutto, 2020 (#BTHVN2020. Ludwig van Beethoven nel 250° della nascita), ognuno dei quattro appuntamenti di questo ciclo si concentrerà su un aspetto pertinente dell’esperienza beethoveniana. Ciascun aspetto verrà esemplificato mediante l’“ascolto cultural-musicologico di una composizione che verrà esaminata per evidenziarne quanto Lawrence Kramer, uno dei massimi esponenti della Cultural Musicology, ha definito “musical subjectivity in history”. Obiettivo ultimo del ciclo è far sperimentare ai partecipanti una fruizione musicale culturalmente consapevole e un approccio interdisciplinare ai brani musicali proposti che consenta di individuarne ed interpretarne le principali componenti cultural-musicologiche.

Il ciclo in oggetto è rivolto a studenti universitari, ad allievi delle varie istituzioni musicali, a docenti di discipline musicali negli istituti scolastici di ogni ordine e grado, a musicisti e musicologi di ogni età e a tutti gli appassionati musicofili con le più diverse competenze professionali e/o amatoriali.

Associazione Casa della Cultura – Via Borgogna 3 – 20122 Milano (MM1 – San Babila)

02 795567 – 02 76005383 – fax 02 76008247

e-mail: segreteria@casadellacultura.it - www.casadellacultura.it

C.F. 80115850150 – P.IVA 13307640154

2021_05_07 laVerdi prosegue #instreaming la presentazione dei suoi concerti

Venerdì 7 maggio 2021 ore 21:00
In Streaming sul portale web della 
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Rapsodia su un tema di Paganini
Krzysztof Urbański arriva all’Auditorium di Milano col talento pianistico di Vadym Kholodenko
Concerto in collaborazione con FAZIOLI
Sergej Rachmaninov
Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra op. 43
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Pianoforte Vadym Kholodenko
In Streaming sul portale web dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi (streaming.laverdi.org)

Un pianista ucraino, un direttore polacco e un compositore russo. Il mondo musicale slavo arriva all’Auditorium di Milano in tutto il suo splendore: Vadym Kholodenko, talento pianistico classe 1986, ormai consacrato a livello mondiale, fa da solista nell’esecuzione della Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra op.43 di Sergej Rachmaninov, con Krzysztof Urbański, già Direttore Musicale della Indianapolis Symphony Orchestra, alla testa dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. Succede venerdì 7 maggio alle ore 21, sul portale streaming dell’Orchestra (streaming.laverdi.org).
Vadym Kholodenko, vincitore del prestigioso concorso Van Cliburn nel 2013, affronta questa meravigliosa pagina di Rachmaninov su un pianoforte grancoda modello F278 di ultima generazione che l'azienda Fazioli ha gentilmente offerto per la realizzazione di questo concerto. Un grande strumento, dalla grande potenza espressiva, del resto richiesta da questa grande partitura. 
Si tratta dell’ultima grande pagina di Rachmaninov pensata per il pianoforte e per l’orchestra, che arriva infatti nel 1934, dopo i quattro Concerti per questo organico. Rachmaninov si misura col tema del Capriccio n.24 di Nicolò Paganini, tema con cui illustri colleghi del passato si sono già misurati, sviscerandone una grandissima quantità di possibilità di variazione. Basti pensare a Schumann, Liszt e Brahms, che hanno mostrato, già nell’Ottocento, la genialità di questo tema paganiniano. Rachmaninov compone queste variazioni sul Lago di Lucerna, e le eseguirà come solista a Baltimora, negli USA, affidando la direzione d’orchestra a Leopold Stokowski. 
A partire dall’introduzione, le 24 variazioni che compongono questa Rapsodia sono un viaggio tra contemporaneità, come spesso si avverte in molti passaggi dalle tinte estremamente “americane”, in cui il colore orchestrale è utilizzato in maniera avanguardistica, e reminiscenze di un passato molto antico, come attesta ad esempio la comparsa, in più battute, del tema del Dies Irae. Una composizione che raggiunge il suo culmine espressivo nella variazione n.18, una struggente romanza introdotta dal pianoforte nella tonalità di Re bemolle maggiore, a cui segue la risposta degli archi all’unisono. Un piccolo capolavoro nel capolavoro, utilizzata non di rado all’interno delle colonne sonore dei film di Hollywood e non solo.
Al talento e al virtuosismo di Vadym Kholodenko è affidata la magnifica parte solistica di questa composizione. Alla sapienza di Krzysztof Urbański è affidata la direzione dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, in una collaborazione che lo vedrà impegnato anche la settimana successiva, venerdì 14 maggio, sempre alle ore 21, con la magnifica Sinfonia n.9 in mi minore op.95 “Dal Nuovo Mondo” di Antonin Dvořàk.

Venerdì 7 maggio 2021 ore 18:00
videoconferenza introduttiva su Microsoft Teams 
“L’ultimo compositore-virtuoso”: 
Ripudiato come “l’antico bardo dei commercianti all’ingrosso”
Relatore Martino Tosi
Per partecipare scrivere all’indirizzo federica.candela@laverdi.org.
Prima del concerto, alle ore 18.00, sarà possibile partecipare alla videoconferenza introduttiva su Microsoft Teams “L’ultimo compositore-virtuoso”: Ripudiato come “l’antico bardo dei commercianti all’ingrosso” dalla cultura di stato della madrepatria, allora URSS, tacciato di conservatorismo dalle avanguardie del Novecento, Sergej Rachmaninov affina il suo stile rinnovando il confronto con la figura demoniaca del compositore-interprete, del “virtuoso” ottocentesco, incarnata da Paganini e Liszt. La Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra, composta nel 1934 e osteggiata dalla critica, incontrò un immediato successo di pubblico. Relatore Martino Tosi.
Esattamente come accade per i concerti dal vivo, laVerdi non rinuncia agli approfondimenti. Ed è così che, insieme ai concerti, anche i programmi di sala approdano online, e diventano consultabili sul portale online de laVerdi. Un ulteriore modo di rendere la fruizione musicale ancor più completa e consapevole, una strategia per avvicinare ancor di più la modalità di ascolto online a quella dei concerti dal vivo.

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)