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2011_11_07 Requiem Tedesco di Brahms a Santa Maria delle Grazie

Lunedì 7 novembre 2011_11_07 - ore 21.15
BASILICA DI SANTA MARIA DELLE GRAZIE - MILANO
Johannes Brahms
Ein Deutsches Requiem op. 45
per soprano e baritono soli,
coro e orchestra
 
Coro Polifonico Theophilus
maestro del coro Matteo Baxiu
Coro Antiche Armonie
maestro del coro Giovanni Duci

Orchestra Arteviva
Soprano Azusa Kinashi
Baritono Davide Rocca
Direttore Matteo Baxiu
Ingresso a pagamento: 25,00 € - 18,00 € - 5,00 €
Informazioni, prenotazioni e acquisto biglietti presso Aragorn tel. 02.465467467

Per ulteriori dettagli visita il nostro sito alla pagina prossimi concerti

Ein Deutsches Requiem (noto in Italia come Requiem tedesco) è un'opera sacra di Johannes Brahms. Completato nel 1868, è un lavoro sinfonico corale polifonico. Rese noto il compositore tedesco, allora trentacinquenne. Non si tratta di un requiem in senso propriamente liturgico, e non ha una diretta relazione con le messe funebri in latino come quelle di Mozart o Verdi. Si tratta infatti di un'opera concepita essenzialmente per le rappresentazioni concertistiche. Questa funzione si rispecchia indirettamente nel testo, che è di forma abbastanza libera. Brahms infatti non usò il testo latino prescritto dalla chiesa per composizioni da requiem: egli stesso compose un libretto scegliendo minuziosamente tra i testi della Bibbia in tedesco, nella versione di Martin Lutero. Il concetto di fondo portato avanti da Brahms era di natura più filosofica che politica: le persone cui portare aiuto e consolazione non erano i morti, ma i vivi. Il tono di pace e consolazione, peraltro, è chiaramente percepibile fin dalle prime battute dell'opera. La morte dell'amico Robert Schumann nel luglio del 1856 e della madre di Brahms nel febbraio del 1865 dovrebbero aver dato la spinta decisiva per la composizione di questa opera, malgrado Brahms pianificasse da tempo un lavoro del genere. Johannes Herbeck diresse i primi tre movimenti a Vienna il 1° dicembre 1867. La rappresentazione fu aspramente criticata. Tuttavia, il venerdì santo del 1868, una versione più completa fu rappresentata nella cattedrale di Brema: il successo significò una svolta decisiva nella carriera di Brahms.
L'esecuzione integrale del Deutsches Requiem costituisce un evento raro, di richiamo e di forte interesse per la bellezza e la complessità esecutiva dell'opera.

2011_11_07 MEMORIAL DEL BARITONO MARIO BASIOLA AGLI AMICI DEL LOGGIONE DELLA SCALA

Lunedì 7 novembre 2011_11_07 ore 18.00
Amici del Loggione del Teatro alla Scala in via Silvio Pellico 6 - Milano
MEMORIAL DEL BARITONO MARIO BASIOLA
Festa grande della musica operistica, alle ore 18 di lunedì 7 novembre quando verrà presentata la biografia di Mario Basiola, nella sede degli Amici del Loggione del Teatro alla Scala in via Silvio Pellico 6, nell'auditorium che si affaccia sulla Galleria del Duomo.
Il mitico baritono cremonese torna così in quella Milano che, dopo i lunghi anni americani, quando visse praticamente in modo stabile le stagioni del Metropolitan e i suoi lunghi tour per tutti gli USA, lo accolse in storiche serate scaligere e lo ospitò poi come maestro di canto quando aprì qui una fucina dalla quale uscirono autentiche celebrità come il tenore bolognese Gianni Raimondi.
Edito dall'Associazione Culturale Mario Basiola di Annicco (CR), città natale dell'artista, il volume è stata scritto con umana passione e grande impegno per la storicizzazione della realtà artistica di Basiola, da Daniele Rubboli, giornalista professionista e musicologo, nonchè affermato regista, e vanta una corposa cronologia curata da Carlo Marinelli Roscione di Roma.
Rubboli, che dirige il Laboratorio Lirico Europeo di Milano, ha raccontato la vita e l'opera di Mario Basiola realizzando un autentico romanzo storico e mettendo in luce nomi di artisti celeberrimi, ma anche di tanti "dimenticati" che con lui hanno disivo decenni di successi in tutto il mondo, dal 1918 all'inizio degli Anni Cinquanta.
Nel corso della presentazione, condotta dallo stesso autore, verrano ascoltati vari brani della discografia di Mario Basiola e una memoria di questo artista dalla viva voce della figlia, professoressa Marta.
L'ingresso è gratuito e aperto a tutti.

2011_09_30 Arteviva apre la nuova stagione con Brahms

Associazione Musicale Arteviva
STAGIONE CONCERTISTICA 2011/2012
30 settembre 2011 - 11 giugno 2012
con i patrocini di Provincia di Brescia Comune di Brescia

30 settembre 2011_09_30
Chiesa di San Francesco d'Assisi - Brescia
Brahms: Ein Deutsches Requiem, op. 45
per soli, coro e orchestra
in collaborazione con Coro Antiche Armonie
Solisti Azusa Kinashi, soprano - Davide Rocca, baritono
 

29 ottobre 2011_10_29
Chiesa Antica di Santa Maria Assunta - Canegrate (Mi)
31 ottobre 2011_10_31
Chiesa dei S.S. Giacomo e Filippo - Cornaredo (Mi)
01 novembre 2011_11_01
Chiesa di San Giorgio Martire - Endine Gaiano (Bg)
Brahms: Ein Deutsches Requiem, op. 45
versione originale per soli, coro e 2 pianoforti
in collaborazione con Coro Antiche Armonie
 
CONCERTO PER IL DECENNALE DELL'ASSOCIAZIONE ARTEVIVA
7 novembre 2011_11_07
Basilica di Santa Maria delle Grazie - Milano
Brahms: Ein Deutsches Requiem, op. 45
per soli, coro e orchestra
in collaborazione con Coro Antiche Armonie
 
8 dicembre 2011_12_08
Abbazia di Morimondo - Morimondo (Mi)
10 dicembre 2011_12_10
Chiesa dei S.S. Giacomo e Filippo - Cornaredo (Mi)
Concerto di Natale: musiche di Haendel, Corelli e Rutter
per soprano solo, coro e orchestra
 
10 febbraio 2012_02_10
Concerto per le scuole - Milano
Prokofiev: Pierino e il Lupo
 
27 febbraio 2012_02_27
Basilica di Santa Maria delle Grazie - Milano
Mozart: Sinfonia n. 38, KV 504 "Praga"
Mozart: 2 concerti per corno e orchestra, KV 412 e KV 495
 
2 aprile 2012_04_02 
Basilica di Santa Maria delle Grazie - Milano
Mozart: Davidde Penitente, Oratorio KV 465
per soli, doppio coro e orchestra
 
23 aprile 2012_04_23
Basilica di Santa Maria delle Grazie - Milano
Schubert: Sinfonia n. 5, D 485
 
21 maggio 2012_05_21
Basilica di Santa Maria delle Grazie - Milano
Haydn: Harmoniemesse, Hob XXII n. 14
per soli, coro e orchestra
 
8 giugno 2012_06_08
Chiesa di San Francesco d'Assisi - Brescia
11 giugno 2012_06_11
Basilica di Santa Maria delle Grazie - Milano
Beethoven: Sinfonia n. 5, op. 67
 
Coro Polifonico Theophilus
Orchestra da camera Arteviva
Direttore artistico e musicale
Matteo Baxiu

www.associazionearteviva.eu

 

Per ulteriori dettagli visita il nostro sito alla pagina prossimi concerti

 
 

Nuove occasioni di cultura a Vigevano

Comune di Vigevano - Assessorato alla Valorizzazione Culturale
APPUNTAMENTI CULTURALI
Venerdì 4 novembre 2011_11_04 alle ore 21.00
presso la Sala Franzoso della Biblioteca Civica Mastronardi
Il prof. Giuseppe Vico, già Docente di Pedagogia presso l’Università Cattolica di  Milano e Preside di Facoltà, presenterà il suo ultimo libro “Raccontami del filo d’erba”, edizione Albatros, con l’Associaz. Genti Lucane.

Domenica 6 novembre 2011_11_06, dalle ore 17,00
in Cavallerizza, nell’ambito della mostra Arte in Vigevano VI° ediz., asta di quadri a favore dell’ospedale pediatrico di Bor, organizzata dall’Ass. Vigevano Prabis. La mostra prosegue fino al 7 novembre.

Prosegue inoltre, in Seconda Scuderia, la mostra “Sguardo al Novecento italiano”, pittori e scultori da collezioni private, fino al 27 novembre.


Lunedì 7 novembre 2011_11_07 ore 21
Auditorium San Dionigi, P.zza Martiri Liberazione – Vigevano
La cucina come fattore di unificazione nazionale,  Relatrice: Grazia Carraro Rossanigodell’Associazione “Tavola”  - a cura della Società Storica Vigevanese. 

2011_11_07 Costi quel che costi anchio ci voglio essere, Viva la Libertà ovvero DON GIOVANNI alla Scala

Ci siamo, tra pochi minuti si alzerà il sipario al Teatro alla Scala sulla nuova stagione con l'opera Don  Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart.
Vedi dettagli evento su:

2011_12_07 Il dissoluto punito o forse no, in scena alla Scala Don Giovanni

Ma noi ci siamo già potuti incazzare abbastanza alla antegenerale dove abbiamo finalmente capito che si proietta questo avvenimento in diretta nelle carceri per inasprire la pena ai poveri carcerati.

Per chi da sempre ama l'opera così profondamente come me, questo allestimento è un insopportabile INSULTO al genio di Mozart/Da Ponte, e poco importa che il signor Robert Carsen abbia prodotto in passato un bell'allestimento come "Dialoghi delle Carmelitane" di F.Poulenc.

In questo caso ci troviamo di fronte ad un ribaltamento gratuito delle situazioni librettistiche e musicali per andare a parare non si sa dove, con un recupero di trovate ammuffite come non si vedevano da almeno 30anni.

L'ouverture viene "sceneggiata" con l'apparizione di Don Giovanni in giacca e pantaloni di fresco lana e il sipario non lo alzano ma anzi viene strappato facendolo cadere sul palco ai piedi di Don Giovanni. Dietro appare una grande superficie a specchio che riflette l'intera sala del teatro ed il suo pubblico.

Al passaggio musicale della ouverture, che Mozart ha ideato per evocare una specie di "stordimento", questa superficie arretra ondeggiando e quindi esaltando l'effetto musicale.

Fine di tutte le trovate "intelligenti" da qui in avanti finiamo nel puro delirio.

Don Giovanni è a letto con una Donna Anna piuttosto conseziente e per nulla celato da maschere quando irrompe nella camera il Commendatore che rimane ucciso nel letto in una morte piuttosto casuale.

Donna Anna corre a chiedere aiuto, per pura formalità,  e rientrando rimane colpita dalla morte del padre,  finalmente raccoglie gli abiti che erano sparsi per la camera e si allontana con Don Ottavio.

Nel frattempo Leporello, che altro non è che uno dei tanti macchinisti di scena, interloquisce con il suo "padrone" il quale passa in accappatoio nella scena successiva alla scelta di un abito, dalla sua collezione da dandy, cosa che farà più volte nel corso della storia.

Anche la povera Donna Elvira che esce attraverso le porte dei vari pannelli riproducenti il sipario della Scala, seguita dalla cameriera, rimane ben presto in sottoveste, un costume piuttosto economico (in tempo di crisi)  nel quale ci si ritroverà spesso nei momenti a venire.

Il libro di Leporello altro non è che una serie di segni sulla parete della "camera scopatoria" del padrone, come per un carcerato che conta i giorni della pena.

Le trovate più vecchie in assoluto sono l'uso del palco reale per l'apparizione del Commendatore defunto anche se per la platea l'immagine viene riflessa dalla parte a specchio della ouverture e l'uso della platea, per la passeggiata di Don Giovanni e Leporello e per l'arrivo delle tre maschere. Costingendo il direttore a girarsi verso il pubblico per poterli guidare nel canto.

Ben diverso fu l'allestimento ravennate con Claudio Abbado dove un percorribile circolare avvolgeva l'orchestra unendo il palcoscenico alla platea.

In quanto ai costumi, praticamente non ce ne sono, gli unici abiti "in stile" sono quelli della scena a ballo nel palazzo di Don Giovanni dove però sono tutti in velluto rosso per cui praticamente indistinguibili l'uno dagli altri da palchi e gallerie ( forse hanno fatto uno sconto sull'acquisto della stoffa??? ).

Il costume pià bello è quello della cameriera di Donna Elvira che si limita alle sole scarpe e calze autoreggenti senza nient'altro addosso, lasciando la bella ragazza alla contemplazione del pubblico maschile o non.

Peccato che pure la bacchetta di Baremboin sembra insabbiata, con tempi lentissimi, e i poveri cantanti sembrano impegnati nei Vespri solemnes de Confessore piuttosto che in Don Giovanni, tanto che il protagonista alla fine della sua serenata si deve ... applaudire da solo.

Che dire poi del finale "questo è il fin di chi fa mal alla vita è sempre ugual!" ovvero Carsen ha capito che chi si diverte per tutta la vita "Voglio solo divertirmi" si diverte con la risata finale apparendo spavaldo, dopo il concertoato delle morale e la sua morte a questo punto fasulla, per vedere sprofondare nelle fiamme il quartetto dei "moralisti" che credevano di avere detto loro l'ultima parola.

Che ci vogliamo fare, purtroppo diamo TROPPI SOLDI  a questa spaventosa voragine, che impedisce a molti Italiani di avere la cultura alla porta di casa e si porta via il 17,7% di tutto il FUS (Fondo Unico Spettacolo).

Grazie sovrintendente, visto che la lasciano fare spenda pure i nostri soldi, ma si ricordi che Don Giovanni dice "Visto che spendo i MIEI DENARI"  e non quelli degli altri veda di spenderne meno e spenderli MEGLIO.

Spero che il "mio pubblico" non se la prenda con me, se la regia l'avessi firmata io, Mozart e Da Ponte avrebbero dormito sogni tranquilli.

ULTERIORE COMMENTO dopo la proiezione cinematografica
Il regista televisivo, restringendo i campi di ripresa, privilegiando i primi piani, cambiando il punto di vista ha reso molto più accettabile una regia che manco chi l'ha fatta è riuscito a giustificare in pieno.
Non che non fosse possibile intravvedere una sua specifica lettura, ma se il sig. Carsen vede a questo modo il Mito Don Giovanni, perchè non ci è cercato un librettista ed un compositore e non si è scritto una nuova opera.
Deve ringraziare un cast di ottimi attori, anche se qualcuno avrebbe dovuto metterci un po' più fuoco nella sua  intepretazione.
Meno male che il pubblico ha goduto delle ripresa televisiva ed è stato molto, ma molto più clemente di me.

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)