2020_01_26 Tornano i Piccoli Pomeriggi con la PRINCIPESSA ANASTASIA



I Pomeriggi Musicali
in collaborazione con Sconfinarte
presentano


I PICCOLI POMERIGGI MUSICALI 
XIII STAGIONE
TI SUONO UNA FIABA


LA MERAVIGLIOSA STORIA
DELLA PRINCIPESSA ANASTASIA

Voce recitante: Veronica Franzosi
con la partecipazione di Giovanni Durosini
Adattamento drammaturgico e regia: Manuel Renga
Direttore: Daniele Parziani
Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali

Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro 2 – Milano


Domenica 26 gennaio 2020, ore 11:00

Per il primo appuntamento del 2020, I Piccoli Pomeriggi Musicali racconteranno una storia senza tempo; racconteranno di castelli, principi e principesse, di un cattivo di tutto rispetto, di congiure e fughe rocambolesche, fino al gran finale, una vera e propria sorpresa! Domenica 26 gennaio, alle ore 11:00, al Teatro Dal Verme andrà in scena La meravigliosa storia della Principessa Anastasia.
L’avventurosa storia dell’ultima discendente dei Romanov, gli ultimi Zar di Russia, fra leggenda, verità e, chissà, fantasia, sarà raccontata dalla giovane attrice e amica dei nostri piccoli professori Veronica Franzosi, la quale, con l’aiuto di Giovanni Durosini, farà rivivere sul palco tutti i personaggi di questo indimenticabile racconto.
L’adattamento drammaturgico e la messa in scena dello spettacolo sono stati curati dal regista Manuel Renga, mentre per la parte musicale il M° Daniele Parziani ha preparato i nostri piccoli professori all’esecuzione di alcune delle più belle pagine di Strauss, proprio perché saranno le melodie del valzer a far immergere il pubblico nei fasti della corte degli Zar.
La natura eclettica che contraddistingue i repertori proposti dai Piccoli Pomeriggi Musicali alle note straussiane farà poi alternare brani di estrazione popolare e classica, che porteranno il pubblico a rivivere, al fianco della protagonista, ricordi di tempi lontani.

DANIELE PARZIANI
Daniele Parziani è, dalla fondazione, il Direttore musicale dell'Accademia de I Piccoli Pomeriggi Musicali. Si è laureato in direzione d'orchestra, con distinction, presso la Newcastle University, in Inghilterra, dove gli è stata affidata la direzione della Newcastle University Symphony Orchestra. È stato allievo effettivo al corso di direzione d’orchestra del M° Gianluigi Gelmetti presso l’Accademia Chigiana di Siena. È attualmente dottorando presso il Royal Northern College of Music di Manchester, dove svolge una ricerca specialistica sulla direzione delle orchestre giovanili. Musicista eclettico, Daniele ha arrangiato e diretto gli archi della Czech National Symphony Orchestra per l'album Ricreazione di Malika Ayane, artista raffinata del panorama pop italiano con cui collabora stabilmente. Parziani è, inoltre, membro cofondatore del Trio NefEsh, formazione con cui svolge un'intensa attività concertistica e un lavoro di ricerca musicale che spazia dal klezmer al tango, dalle musiche balcaniche a quelle mediorientali, a cavallo fra classico, jazz e popolare.

MANUEL RENGA
Attore e regista, studia con Fondazione Aida (VR), Scena Sintetica (BS) e si diploma al corso di regia della Scuola Paolo Grassi di Milano nel 2013. Nel 2012 segue la regia di Ay Carmela di Sinisterra e Shakespeare without eyes (Franco Parenti, Libero MI). Nel 2013 partecipa al concorso Nuova finestra sulla drammaturgia tedesca ed è selezionato come regista di Il Cane, la notte e il coltello, di Von Mayenburg (Piccolo Teatro di Milano, festival Vie, Piccolo Orologio, Teatro della Cooperativa). Nel 2014 cura la regia di: Portami in un posto carino (Teatro Libero, ATIR, Teatro Portlan, Teatro Sociale di Valenza Po) e di Assassine (Teatro Libero). Nel 2014 è selezionato da Residenza Idra/Teatro Inverso con La mia massa muscolare magra di Tobia Rossi per Wonderland Festival, 2014, (poi Tramedautore 2014 e Torino Fringe Festival). È assistente alla regia di Massimo Navone per il progetto Storia di Q di Dario Fo e Franca Rame (Piccolo Teatro di Milano) e di Tatiana Olear per Best Of, (Tramedautore, 2014, e Teatro Libero, 2015). Nel 2016 cura la regia di Call of duty fake version con cui è in finale al Premio Lidia Petroni di Brescia e alla rassegna Innesti presso Tieffe Teatro Menotti di Milano. Segue diversi percorsi di didattica per la Scuola Teatri Possibili a Milano, per la scuola del Teatro Oscar a Milano e, dal 2017, è docente della Paolo Grassi di Milano. Dal 2014 cura la regia dei concerti/spettacolo per la stagione de I Piccoli Pomeriggi Musicali al Teatro Dal Verme di Milano. Nel 2011 fonda compagnia teatrale Chronos3 che organizza la stagione del Circuito Contemporaneo Bresciano e che, dal 2015, è membro del Circuito multidisciplinare della Lombardia CLAPS Spettacolo dal Vivo. Dal 2013 segue la direzione artistica di Isolacasateatro a Milano; dal 2016 è co-direttore artistico insieme a Corrado Accordino del Teatro Libero di Milano.

VERONICA FRANZOSI
Nasce e cresce a Milano, durante le scuole medie inizia a studiare teatro. Frequenta la scuola Quelli di Grock, si laurea in Scienze dei Beni Culturali e poi arriva la grande occasione della Paolo Grassi di Milano. Studia per tre anni con grandi maestri e debutta al Piccolo Teatro di Milano con Il cane la notte e il coltello di Marius Von Mayenburg. Dopo il diploma lavora in teatro (con Stefano DeLuca, Corrado Accordino, Maurizio Panici, Massimo Navone e Dario Fo, e presso sale quali il Teatro Lirico di Cagliari, il Teatro di Gianni e Cosetta Colla, La Casa delle Storie), in tv (Alex and Co, Crozza nel Paese delle meraviglie, Camera Café) ed è testimonial di campagne pubblicitarie nazionali. Ha all'attivo una lunga collaborazione con la compagnia Chronos 3, di cui è socia dal 2017 in qualità di attrice e insegnante di teatro. Dal 2007 è educatrice al MUBA di Milano e dalla stagione 2017/2018 partecipa ai cartelloni dei Piccoli Pomeriggi Musicali presso il Teatro Dal Verme.

I PICCOLI POMERIGGI MUSICALI
L’Orchestra de I Piccoli Pomeriggi Musicali nasce nel 2007 e si esibisce nello spettacolo di Francesco Micheli I Musicanti di Brema, che si è tenuto presso il Teatro Dal Verme di Milano. Il grande successo dello spettacolo spinge la Fondazione I Pomeriggi Musicali, in collaborazione con l'Associazione culturale Sconfinarte, a istituire l’Accademia di Formazione Professionale Orchestrale I Piccoli Pomeriggi Musicali. Essa nasce per promuovere la cultura orchestrale tra i bambini avviati allo studio della musica preparandoli all’esecuzione dei concerti della stagione di musica per i bambini, ma si pone anche lo scopo di appassionare le nuovissime generazioni al mondo della musica classica. I Piccoli Pomeriggi Musicali sono Nucleo aderente al Sistema e fanno parte di FuturOrchestra, l’orchestra lombarda del Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili in Italia patrocinato dal M° Claudio Abbado. I Piccoli Pomeriggi Musicali sono oggi considerati tra le realtà più interessanti nel panorama delle formazioni giovanili. Direttore della formazione è, dalla sua fondazione, il M° Daniele Parziani. I Piccoli Pomeriggi Musicali hanno festeggiato nel 2016/2017 la loro decima stagione concertistica.

Biglietti:
Adulti: € 7,00 + prevendita
Bambini: € 5,00 + prevendita



Biglietteria TicketOne – Teatro Dal Verme 
Via San Giovanni Sul Muro, 2 – 20121 Milano 
Tel. 02 87.905.201
dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00 - Domenica (nelle date dei concerti) ore 10:00 – 11:00

Biglietteria on-line: www.ticketone.it 

2020_01_26 I POMERIGGI ALLA TRIENNALE

DOMENICA 26 gennaio 2020, ore 11.00
Triennale Milano
Viale Emilio Alemagna, 6 – Milano
SPAZIO AGORÀ
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno
I POMERIGGI ALLA TRIENNALE
sei concerti da camera dal 13 ottobre 2019 al 12 maggio 2020
Nino Rota, Quartetto d'archi
Bela Bartók, Quartetto d’archi n. 2, in la minore, op. 17
Violini: Fatlinda Thaci, Andrea Del Moro
Viola: Laura Vignato
Violoncello: Marija Drincic
Nel 2020 proseguono gli appuntamenti con I Pomeriggi alla Triennale. Domenica 26 gennaio, alle ore 11:00, presso lo Spazio Agorà di Triennale Milano, a esibirsi sarà il quartetto d’archi dei Pomeriggi Musicali formato da Fatlinda Thaci, Andrea Del Moro, Laura Vignato e Marija Drincic. Il concerto proporrà e metterà a confronto due modi di intendere la scrittura per quartetto d’archi nel Novecento. In apertura ascolteremo il Quartetto d’archi a firma di Nino Rota, famoso certo per il suo sodalizio con Federico Fellini e per la sua carriera di compositore di colonne sonore – nel corso di quasi mezzo secolo di attività compone le colonne sonore di circa centoquaranta lungometraggi, lavorando con grandi registi italiani e stranieri e vincendo per cinque volte il Nastro d’argento e l’Oscar per la miglior colonna sonora de Il Padrino – Parte II – ma che mai smise di comporre musica per orchestra, da camera e vocale. Subito dopo, il concerto proporrà l’esecuzione del Quartetto d’archi n. 2 di Béla Bartók. Benché abbia sofferto di certe difficoltà di comprensione da parte del pubblico musicale, il Secondo quartetto è oggi quello più frequentato fra i sei a firma dell’ungherese. In esso si trovano sublimati i risultati degli studi compiuti da Bartók sulla musica vocale popolare ungherese e vi si manifestano per la prima volta con straordinaria coesione, tanto che l’opera segna un punto di svolta nella poetica compositiva bartokiana, che, di qui in avanti, muoverà in maniera più decisa verso questo nuovo indirizzo. Sulle note di questo brano, il cartellone proposto da I Pomeriggi alla Triennale domenica 26 gennaio celebra il Novecento riecheggiando altresì le recenti sorti della storia cittadina, se pensiamo che la morte di Bartók, 75 anni or sono, nel 1945, coincide infatti con la fine dell’ultima Guerra Mondiale e l’inizio per Milano della rinascita dalle macerie, nonché con la fondazione dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, che il 27 novembre di quell’anno teneva il suo concerto di debutto presso il Teatro Nuovo.

Prossimi appuntamenti

23 febbraio 2020, ore 11:00 - AGORÀ
Charles Koechlin, Trio, in sol maggiore per flauto, clarinetto e fagotto, op. 92
Georges Auric, Trio, per oboe, clarinetto e fagotto
Karl Goepfart, Quartet, in re minore per flauto, oboe, clarinetto e fagotto, op.93
Flauto: Elisabetta La Licata
Oboe: Francesco Quaranta
Clarinetto: Giuseppe Cultraro
Fagotto: Lorenzo Lumachi

22 marzo 2020, ore 11:00 - AGORÀ
Giovanni Sollima, Sonnets et Rondeaux
Ildebrando Pizzetti, Quartetto per archi n. 2
Violini: Igor Riva, Elena Bassi
Viola: Lizabeta Soppi
Violoncello: Andrea Cavuoto

Per tutti i concerti l’ingresso è libero fino a esaurimento posti
Triennale Milano
Viale Alemagna, 6 - 20121 Milano
T. +39 02 724341


2020_01_19 I concerti della Civica Claudio Abbado, calendario

Domenica 19 gennaio 2020, ore 17.00
Chiesa di San Giuseppe, MI
via Verdi, ingresso libero fino a esaurimento posti
Musica scolpita: l’eleganza del classicismo
a cura dell'Associazione La Cappella Musicale
in occasione della mostra “Canova | Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna”, esposta presso le Gallerie d’Italia - Piazza Scala, museo di Intesa Sanpaolo a Milano
Looking Glass Ensemble
Studenti della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano
Jody Livo violino
Natalia Duarte Jeremías viola
Giacomo Biagi violoncello

JAZZ AL PICCOLO 20 gennaio/20 aprile 2020 XXII edizione 
Lunedì 20 gennaio 2020_01_20 ore 21.00
Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2, MI 
OMAGGIO A COUNT BASIE
direttori Enrico Intra e Luca Missiti con la Civica Jazz Band diretta da Enrico Intra con ospiti italiani e serate dedicate ai grandi di ieri e di oggi

Incontri Musicali con l'Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado - XVI edizione
Milano, Castello Sforzesco, Sala della Balla ore 16.00 
14 dicembre 2019/30 maggio 2020
in collaborazione con il Civico Museo degli Strumenti Musicali di Milano

Sabato 25 gennaio 2020_01_25 ore 16.00
Jean-Baptiste Lully & Michel Pignolet de Montéclair 
Musiques au temps du Roi Soleil et Louis le Bien-Aimé

Michel Pignolet de Montéclair 
Serenade out concert divisée en trois suites
Jean-Baptiste Lully
Premiere marché de mousquetaires
Les folies d'Espagne
Marche pour la cérémonie des Turcs (da Le Bourgeois Gentilhomme)

Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano
Stefano Montanari, direttore 

Sabato 25 gennaio 2020 ore 20.00
Auditorium Lattuada, corso di Porta Vigentina 15/a, MI
ingresso libero
allievi di Roberto Coviello in concerto
La voce lirica nella musica sacra d'autore

Lunedì 27 gennaio 2020_01_27 ore 20.30
Villa Simonetta, via Stilicone 36
ingresso libero
Pour la fin du temps
Dal 
Quatuor di Olivier Messiaen
in occasione della Giornata della Memoria 
Maurizio Ghezzi, violino
Gaia Busnelli, clarinetto
Andrea Stringhetti, violoncello
Francesca Formenti, pianoforte

Civica Scuola di Musica Claudio Abbado - Fondazione Milano®, Villa Simonetta - via Stilicone 36 - 20154 - Milano tel. 02.97.15.24 - uff. st. 339.85.30.339  info_musica@scmmi.it  - www.fondazionemilano.eu/musica

2020_01_25 Raixe Storte Poiana e i suoi fratelli

sabato 25 gennaio 2020, ore 20.45
Raixe Storte
Poiana e i suoi fratelli
Pièce di teatro-canzone di e con Andrea Pennacchi e Giorgio Gobbo
musiche dal vivo di Giorgio Gobbo
quando?
sabato 25 gennaio, ore 20.45
dove?
Teatro il Cielo sotto Milano, il primo teatro al mondo in un metrò.
Viale Molise,
all'interno della fermata del Passante di Porta Vittoria
raggiungibile tramite Passante ferroviario,
tram 12 o 27, bus 73 e filovia 90, 91 e 93
disponibile parcheggio in via Valentino Mazzola
quanto?
tessera annuale (una tantum): €3
contributo di 15€ (spettacolo + un piatto + vino o birra)
under26: 10€ (spettacolo + un piatto + vino o birra)
per info e prenotazioni:
chiamare 02 915 38 705 (biglietteria)
o +39 338 191 25 81‬ (Lucrezia)
oppure inviare una mail a
organizzazione@ladualband.com

Raixe storte
Poiana e i suoi fratelli
Pièce di teatro-canzone di e con Andrea Pennacchi e Giorgio Gobbo
musiche dal vivo di Giorgio Gobbo
Una galoppata – sarcastica e velenosa – tra i fatti più sanguinosi della storia veneta; un antidoto al mito dei bei tempi antichi ("co se copava i peoci co i pichi"), dell'età dell'oro della polenta e tocio che sgorga dalle sorgenti del Po, ma anche a quello dei veneti buoni e coglioni, o solo storpiati dalla miseria e dalla pellagra.

Una sana dose di storytelling omeopatico, innaffiato da buona musica, per conoscere il lato noir del Veneto, dai tagliagole delle paludi dei Celti ai serial killer d'oggi.
Una serie di brevi racconti e canzoni, come in un ideale Corriere Illustrato del Veneto oscuro: come dare uno sguardo all'altro lato della locomotiva d'Italia...
(Compreso il nuovo sillabario per aiutare i foresti (e i veneti) a capire il Veneto).


Andrea Pennacchi
È noto per le feroci incursioni settimanali nella trasmissione de La7 Propaganda Live, con Diego Bianchi (Zoro). Negli ultimi tempi sta spopolando un video sul web: il titolo è “This is racism” e il protagonista della clip è l’attore Andrea Pennacchi. «Ciao terroni, come va, mi ricordo di voi», è l’incipit con il quale Pennacchi esordisce.
Pennacchi ha iniziato la sua professione nel 1993 grazie al Teatro Popolare di Ricerca – Centro Universitario Teatrale di Padova.Ha studiato con Eimuntas Nekrosius, Carlos Alsina e Cesar Brie. Lavora per sei anni insieme a Cinzia Zanellato al laboratorio Teatro Carcere. Lavora come tutor all’Università degli studi di Padova, al Laboratorio di regia del claVES, alla Fondazione del teatro civico di Schio, all’Accademia teatrale veneta e all’Accademia teatrale Da Ponte.
È conosciuto anche al cinema per la sua partecipazione in numerosi film, tra i quali “Io sono Li”, “La sedia della felicità”, “Leoni”, “Suburra”.

2020_01_18 Sabrina Impacciatore e Brando Bertrand

sabato 18 gennaio 2020 ore 20:45
domenica 19 gennaio 2020_01_19 ore 16:00
PASSIONE D'ATTORE
con Sabrina Impacciatore e Brando Bertrand
Sabrina Impacciatore è l'interprete di uno show esilarante, ironico e pieno di brio dedicato ad uno dei vizi capitali preferiti dagli italiani: i peccati di gola ! Sul palco insieme a lei il giovane e virtuoso pianista Brando Bertrand che alternerà ogni "portata" con brani classici e canzoni popolari.

OFFERTA LAST MINUTE ultimi posti platea/galleria
12 € con il codice sconto 38299
ACQUISTA ON LINE
Biglietteria aperta nei seguenti giorni/orari:
mercoledì dalle ore 10,30 alle 13
giovedì dalle ore 10 alle 13
venerdì dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19
e a partire da un'ora prima dell'inizio della rappresentazione
INFO LINE: 02 82773651 (con possibilità di prenotazione telefonica in orario di biglietteria)
email:  biglietteria@ecoteatro.org

2020_01_25 PANTANI, STORIA DI UN CAPRO ESPIATORIO

Sabato 25 Gennaio 2020 - ore 21.00
Sebastiano Gavasso & Stefano Moretti
D5 PANTANI, STORIA DI UN CAPRO ESPIATORIO
scritto e diretto da Chiara Spoletini
con Sebastiano Gavasso e Stefano Moretti
partecipazione video di Alessandro Lui e Giuseppe Spoletini
consulenza Francesco Ceniti de La Gazzetta dello Sport
voce di Davide De Zan


Al termine dello spettacolo avrà luogo un incontro con giornalisti e sportivi, sulla figura di Marco Pantani: DAVIDE DE ZAN, EVGENIJ BERZIN, FAUSTO PEZZI, ROBERTO CONTI

Lo spettacolo racconta la vicenda umana e sportiva di Marco Pantani, partendo dalla squalifica del ciclista alla penultima tappa del Giro d'Italia 1999 a Madonna di Campiglio. Sul fatto i media non hanno dubbi: accostano subito a Marco l’ombra del doping, un’ombra che lo perseguita e che lo trascina  nel buio.
Questo per ripercorrere la storia dell’uomo Marco e del campione Pantani, fino all’ultimo capitolo: l’arrivo nella stanza D5 dell’hotel "Le Rose" di Rimini, dove il ciclista si chiude in una solitudine silenziosa fino alla morte. Un vero e proprio giallo, una messa in scena costruita maniacalmente a cui ancora oggi non viene attribuito un regista.
Il debutto è stato il 3 dicembre 2016 al Teatro Comunale di Dozza (BO), paese natale di Luciano Pezzi che ha rappresentato tanto nella vita di Marco Pantani. Per l’occasione, Fausto Pezzi, figlio di Luciano, ha concesso di utilizzare in scena una delle biciclette di Marco e la Fondazione Pantani ha dato il suo supporto ufficiale allo spettacolo. Nel mese di maggio 2017 lo spettacolo ha seguito alcune delle tappe del Centesimo Giro d’Italia, partendo da Reggio Calabria e risalendo lo stivale fino a Milano, contando sul supporto in fase di comunicazione della Gazzetta dello Sport, della Rai e del proprio ufficio stampa.
Lo spettacolo viene qui proposto nella stagione 2019, anno che segna il 50° anniversario della nascita di Marco Pantani.

“L’urgenza che ci muove a raccontare questa storia prende vita dall’assurdità stessa della vicenda. Una cronaca di non troppo tempo fa trattata con menefreghismo, disattenzione e cattiveria. Una favola macabra, un sogno che si trasforma nel più nero degli incubi già dal 5 Giugno 1999, quando si gridava al doping, quando si strillava che Pantani fosse dopato, un drogato che aveva imbrogliato tutti, i conti non tornavano e oggi la cronaca da ragione a quei dubbi. Nel settembre del 2016 esce la notizia che la squalifica del ‘99 fosse la punta di un iceberg di diversi interessi camorristici e che l’esclusione del ciclista da quel Giro avesse uno scopo economico, assolutamente nulla a che vedere con la necessità di fare giustizia nell’ambiente ciclistico o di proporre riscatto, o ancora che ci fosse un interesse a difendere chi “era pulito”, perché nessuno lo era.

Ad oggi, possiamo affermare che Pantani fu un capro espiatorio: prima ingiustizia.
La seconda arriva qualche anno più tardi, quando nel 2004 il campione viene ritrovato morto nella stanza di una pensione di Rimini, la D5, appunto. Un giallo incredibile. Gli assurdi movimenti maldestri degli inquirenti, degli uomini del Ris, di chi ha condotto le indagini, dei medici coinvolti, dei testimoni mai ascoltati, della scena del delitto contaminata dai primi minuti di indagine, dalle misteriose fughe delle persone “informate sui fatti” e coinvolte, ci hanno mosso ad andare più a fondo, col “solo” intento di informare, di riportare i fatti a galla, per tentare di capire se è ancora possibile incuriosire con questa storia una donna o un uomo, per tentare di riconsegnare a uno sportivo che ha contribuito a rendere immortale la storia del ciclismo italiano, una dignità perduta e fin troppo maltrattata.”

L’opera scritta e diretta da Chiara Spoletini, che vede in scena gli attori Sebastiano Gavasso e Stefano Moretti, in video Alessandro Lui e Giuseppe Spoletini, e che può vantare la voce di Davide De Zan, nasce da un gruppo di artisti, autori, giornalisti e illustratori uniti dalla volontà di restituire a Marco Pantani la sua dignità di essere umano e di sportivo; volontà che ha portato il gruppo anche alla promozione su Change.org di due petizioni contro l’archiviazione delle inchieste sui controlli antidoping di Madonna di Campiglio in occasione del Giro d’Italia del 1999, e sulla morte di Marco a Rimini nel 2004 (www.change.org/pantani).

La timeline della vicenda ripercorre perciò le prime scalate con la bicicletta di quando era bambino, l’approdo alla squadra che lo rappresenterà per anni, la Mercatone Uno, le vittorie e le sconfitte, fino alla penultima tappa del Giro d’Italia 1999, quando viene squalificato a Madonna di Campiglio per un valore di ematocrito nel sangue sopra la soglia consentita. I media accostano subito a Marco l’ombra del doping: un’ombra che lo perseguita e che lo trascina nel buio. Ultimo capitolo della messa in scena quindi, l’arrivo nella “famosa” D5, la camera dell’hotel Le Rose, che il campione affitta a Rimini per rinchiudersi in una solitudine silenziosa che lo porterà alla morte. Un vero e proprio giallo, una messa in scena costruita maniacalmente a cui ancora oggi non viene attribuito un regista.

Ad affiancare la figura di Pantani nella messa in scena c’è un giornalista sportivo, tifoso appassionato di Marco, dell’uomo e del campione, che insieme a lui dall’inizio, ripercorre la scalata, lasciandosi ispirare  e guidare nella stesura del proprio libro dallo stesso Pantani. E’ stato perciò necessario portare in scena due fonti di informazione: gli attori e il mezzo mediatico. Disseminati tra gli spettatori si trovano dei monitor e le immagini che un videoproiettore getta sulla parete di fondo. Sul palcoscenico due biciclette, immancabili: la più grande, quella delle gare e delle vittorie, e la più piccola, rossa, quella degli inizi, di un Marco bambino che muoveva i primi passi sui pedali.
 
Il testo e la messinscena raccontano la vicenda con attenzione puntuale, con un obiettivo prima di tutto: il passaggio limpido dell’informazione e dell’emozione sincera che solo da tale informazione onesta può provenire.

Uno spettacolo, dunque, che vuole informare, coinvolgere e appassionare, realizzato con la consulenza tecnica di Francesco Ceniti, giornalista de La Gazzetta dello Sport e co-autore con Tonina Pantani del libro In nome di Marco, e con la collaborazione dell’illustratore Enrico Cicchetti.
Un grande evento dedicato a Marco e a tutti coloro che vogliono pedalare con lui e per lui, per restituirgli la dignità che gli è stata rubata due volte: il 5 Giugno del 1999 e il 14 Febbraio del 2004.

Un segno chiaro dentro lo spettacolo e la regia per riaffermare che questo non è solo una ricostruzione di gestasportive e una performance artistica fine a se stessa, ma una “battaglia artistica” di questa compagnia teatrale per andare oltre l’intrattenimento. E schierarsi senza indugi tra chi crede che il Pirata sia stato un capro espiatorio, figlio di una doppia ingiustizia.
(Luca Sancini. La Repubblica, 2 Dicembre 2016)

C’è una intercettazione che potrebbe riscrivere la storia del 5 giugno 1999, quando Marco Pantani fu estromesso da un Giro d’Italia stravinto per un valore di ematocrito (51,9) oltre la soglia consentita (50). Una vera e propria “confessione” involontaria da parte di un affiliato alla camorra: la criminalità organizzata avrebbe pianificato e portato a termine l’esclusione del Pirata dalla corsa rosa. Il motivo? Economico, in primis: c’era sul tavolo un vortice di scommesse clandestine miliardarie con il romagnolo vincente. (…) Non è una novità la pista della camorra “regista” nello stop di Pantani. Spunta già nel 1999: a raccontarla non è uno qualunque, ma Renato Vallanzasca che nella sua biografia, uscita pochi mesi dopo il 5 giugno, racconta: “Un membro di un clan camorristico, mio vicino di cella, mi consigliò fin dalle prime tappe di puntare tutti i soldi che avevo sulla vittoria dei rivali di Pantani. Alle mie obiezioni sulla forza dimostrata in salita dal Pirata, rispondeva: “Non so come, ma il pelatino non arriva a Milano. Fidati.” 
(Francesco Ceniti, La Gazzetta dello Sport, 25 Settembre 2015)

Chiara Spoletini, autrice, regista, attrice, giornalista. Master in drammaturgia e sceneggiatura presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico in Roma. Finalista alla X Edizione del Festival delle lettere. Vincitrice del premio del pubblico al concorso TheatrAgon. Prima classificata per il monologo Cancro presso la I Edizione del Club dei Narrautori. Miglior attrice presso il Festival Antimafie e Dirittinscena. Menzione speciale alla V Edizione del Festival Internazionale di Teatro di Varsavia. Nel cast del pluripremiato Dignità Autonome di Prostituzione di Luciano Melchionna. Ha lavorato inoltre con Emma Dante, Pierpaolo Sepe, Giancarlo Sepe, Matteo Tarasco, Pier Francesco Favino, Claudio De Maglio, Eric De Bont.
 
Sebastiano Gavasso, attore. Formatosi alla Scuola Internazionale di Teatro di Roma e al PAC - Perth Actors Collective di Perth, Western Australia. Tra i fondatori delle compagnie Les Enfants Terribles e Cattive Compagnie, con cui produce e interpreta gli spettacoli Toghe Rosso Sangue e Horse Head, vincitore del Roma Fringe Festival e ospitato al New York Fringe Festival. Menzione speciale all’ International Film Festival di Guadalajara, Mexico, per la docu-fiction Born in the U.S.E. di Michele Diomà. Nel cast del pluripremiato Dignità Autonome di Prostituzione di Luciano Melchionna e nelle produzioni del Teatro Bellini di Napoli: Arancia Meccanica e Il Giocatore per la regia di Gabriele Russo. Ha lavorato inoltre con Laura Morante, Sergio Rubini, Francesco Rosi, Giuseppe Tornatore, Cosimo Alemà, Massimo Bonetti, Damon Lockwood e Mark Storen.

Stefano Moretti, attore. Collabora attivamente col teatro Stabile d’Abruzzo e in diverse produzioni cinematografiche, televisive e teatrali. Dal 2014 è nel cast delle serie Rai Un posto al sole nel ruolo di Giacomo Schenardi, detto Scheggia, e Don Matteo nel ruolo di Silvio Pittalunga. A teatro in Sogno di una notte di mezza estate e Odissea del Teatro Stabile d’Abruzzo, La forma delle cose di Neil Labute e Giochi di Famiglia di B. Srbljanovic. Ha lavorato inoltre con Andrea Baracco, Alessandro Preziosi, Nicolaj Karpov.


Info e prenotazioni al numero 348.1127776, sulla pagina facebook “Teatro Moderno – Associazione Culturale Il Mosaico”, oppure sul sito internet www.teatroilmosaico.it

2020_01_19 MALAVOGLIA APRE IL CONCERTO DI BOLOGNA DELLE SARDINE

DOMENICA 19 GENNAIO ALLE 15 IL CANTAUTORE MALAVOGLIA APRE IL CONCERTO DI BOLOGNA DELLE SARDINE CON L’INNO PER LE SARDINE PRODOTTO DAL MEI DI FAENZA
L”Inno per le Sardine “6000 (siamo una voce)” del giovane cantautore MaLaVoglia prodotto dal MEI di Giordano Sangiorgi in poche ore diventa un successo virale ed  approda sui principali canali tv e viene diffuso da moltissime radio locali e web radio.
Ospite ad Agora’ su Rai Tre, MaLaVoglia ha potuto presentare il suo brano e raccontare come e’ nato mentre Mezz’ora in piu’, il programma di Lucia Annunziata su Rai Tre della domenica, l’ha inserito all’interno della scheda di presentazione delle Sardine.
“In piazza abbiamo riscoperto la voglia di cantare tutti insieme. Perché la musica ci fa stringere, ci fa emozionare, ci offre la certezza che l’unione pacifica dei corpi e delle voci potrà davvero cambiare la storia”
La canzone infatti è stata accolta con entusiasmo dalle Sardine di tutta Italia e verrà cantata in Piazza VIII Agosto il 19 gennaio a Bologna dalle ore 15 in apertura del concerto insieme a tanti nomi importanti della musica italiana come gli Afterhours, Subsonica, Vasco Brondi, Willie Peyote, Marracash, Bandabardo’, Modena City Ramblers, Rumba de Bodas e tantissimi altri.
L’Inno sulla pagina Facebook di 6000 sardine: https://bit.ly/2SzLEtb
e Su Youtube: https://youtu.be/QbdnGUOzMHk  ha superato le 100 mila visualizzazioni.
Un estratto del testo (completo in allegato) : “In questi giorni di politici né carne né pesce tutti cambiano partiti come cambiano scarpe. Papà Mameli ci voleva desti, un po’ in ritardo, ma adesso siamo svegli! Siamo Sardine e siamo tante. Siamo formiche col passo d’elefante. Siamo l’Italia che si sta svegliando. Guarda le piazze: stiamo arrivando!”
Il brano “6000 (siamo una voce)” è stato realizzato da Malavoglia con il musicista Francesco Tripi e con Marco Mori su idea di Giordano Sangiorgi e prodotto da MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti.

2020_01_18 Classica all’Atelier Musicale

Data :18/01/2020
Classica all'Atelier Musicale
Sede Camera del Lavoro
Città: Milano
Sezione #concertodautunnonews: concerto
Descrizione: Classica all'Atelier Musicale: pagine di Poulenc, Ligeti, Scelsi,
Milhaud, Takemitsu e Honegger con il duo Meloni-Yoshikawa
sabato 18 gennaio alla Camera del Lavoro di Milano
Si intitola "Divertissement per clarinetto" il concerto che vedrà protagonisti alla Camera del Lavoro di Milano il clarinettista Fabrizio Meloni e il pianista Takahiro Yoshikawa. In programma pagine che provengono da vari ambiti del Novecento musicale e che compongono un florilegio in grado di evidenziare le molteplici possibilità dei due strumenti, insieme ma anche nella dimensione del solo
L'Atelier Musicale, la rassegna in equilibrio tra jazz, classica e suoni contemporanei organizzata dall'associazione culturale Secondo Maggio, ospiterà un eccezionale duo di artisti scaligeri sabato 18 gennaio nell'auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano (inizio concerto ore 17.30; ingresso 10 euro + tessera associativa a 5 euro): Fabrizio Meloni, primo clarinetto dell'Orchestra del Teatro e della Filarmonica della Scala, e il pianista giapponese Takahiro Yoshikawa, più volte solista con l'Orchestra della Scala e spesso impegnato in progetti con i suoi più importanti esponenti.
Insieme a Yoshikawa, Meloni proporrà un Divertissement, ovvero qualcosa di non serioso ma di grandi contenuti, trattati in modo leggero e comunicativo. Nel programma troviamo pagine che provengono da vari ambiti del Novecento musicale, con tre autori (Milhaud, Honegger e Poulenc) che appartenevano al gruppo dei sei, un artista emblematico quale Giacinto Scelsi, uno dei massimi esponenti della musica contemporanea giapponese (Toru Takemitsu) e György Ligeti, compositore divenuto ormai un classico del secolo scorso. Si tratta di pagine tra loro eterogenee, di grande diversità poetica, che compongono un florilegio in grado di evidenziare le molteplici possibilità dei due strumenti, insieme ma anche nella dimensione del solo.
Nato nel 1984, Fabrizio Meloni è uno dei più brillanti solisti italiani e vanta prestigiose collaborazioni con musicisti del calibro di Bruno Canino, Alexander Lonquich, Riccardo Muti e Daniel Barenboim, oltre ad aver collaborato intensamente e per oltre cinque anni con Luciano Berio. Ha tenuto tournées negli Stati Uniti e in Israele con il Quintetto a Fiati Italiano e masterclass di alto perfezionamento in prestigiosi istituti internazionali e nazionali. La rivista "Amadeus" gli ha dedicato diverse uscite e Sky Classica un documentario della serie "I notevoli".
Diplomatosi in pianoforte a Tokyo e vincitore di numerosi concorsi internazionali, Takahiro Yoshikawa ha poi studiato in Italia con Anita Porrini, pupilla di Cortot e Benedetti Michelangeli. Concertista poliedrico, impegnato in una carriera internazionale che lo ha portato a esibirsi più volte nel suo Paese natale, Yoshikawa ha già inciso con Fabrizio Meloni per la Deutsche Grammophon e ha collaborato con il balletto della Scala nello spettacolo "Petite Mort".


Sabato 18 gennaio, ore 17.30 - Duo Meloni-Yoshikawa
Divertissement per clarinetto.
Fabrizio Meloni (clarinetto), Takahiro Yoshikawa (pianoforte).

Programma:
F. Poulenc: Sonata per clarinetto e pianoforte;
G. Ligeti: Musica ricercata (estratti per pianoforte solo);
G. Scelsi: Ixor (per clarinetto solo);
D. Milhaud: Sonatine (per clarinetto e pianoforte);
T. Takemitsu: Lytani II (per pianoforte);
A. Honegger: Sonatina (per clarinetto e pianoforte).

Conduce Maurizio Franco.
Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.

Contatti: Auditorium G. Di Vittorio, Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
Ingresso: con tessera di socio (5 euro) e biglietto (10 euro).
Email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it;
Indirizzo e-mail : secondomaggio@alice.it
Numero di cellulare: 348-3591215
Numero fisso: 02-5455428
Sito Web: www.secondomaggio.it

IL FASCINO DELLA NOTTE, presso la sala conferenze della Basilica di San Giorgio al Palazzo,

lunedì 20 gennaio 2020, ore 21
Basilica di San Giorgio al Palazzo
Sala Interna - ingresso dal cortile
Piazza San Giorgio 2 Milano

Nell'ambito del ciclo di appuntamenti IL FASCINO DELLA NOTTE, presso la sala conferenze della Basilica di San Giorgio al Palazzo, Silvano Petrosino presenta il suo ultimo lavoro editoriale recentemente edito per i tipi di Vita e Pensiero. L'incontro è promosso in collaborazione con il Centro Culturale delle Basiliche.
Quello del desiderio è un tema caldo nel dibat­tito attuale, oggetto di analisi riguardo alle sue modalità e anche di interessata attenzione da parte della società dei consumi. In questa arena di discussione il filosofo Silvano Petrosino si inserisce con un approccio nuovo, cercando vie d'indagine che escano dal seminato della riduzione banale. In continuo dialogo con il pensiero di Heidegger, Sartre, Kojève, Lévinas e soprattutto Lacan, egli arriva a rintracciare nel desiderio quel particolare modo di essere dell'u­mano che lo distingue da tutti gli altri viventi, quella 'stranezza' già riconosciuta dai tragici greci che rimanda a una 'mancanza' incolma­bile, ben diversa dall''assenza' del bisogno, che invece può essere colmata e soddisfatta. Il desiderio si manifesta dunque come tensio­ne a un qualcosa d'altro mai racchiudibile nel possesso, una tensione in cui troviamo la radice stessa dell'identità dell'umano, sempre aperta a un'eccedenza che spiazza ogni pretesa di dominio. E in questa sorprendente, libera e positiva 'scena umana' abitata dalla mancanza radicale si apre infine la possibilità di pensare a Dio, non come colui che spegne il desiderio umano, come riem­pimento di un vuoto a mo' di tappabuchi, ma come colui che ne è la sorgente e non finirà mai di accrescerlo.
Silvano Petrosino internazionalmente noto per i suoi studi sul pensiero di Lévinas e Derrida, è professore ordinario presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegna Teorie della Comunicazione e Antropologia religiosa e media. Tra le sue nu­merose pubblicazioni ricordiamo: Visione e de­siderio. Sull'essenza dell'invidia (2010), Ripen­sare il quotidiano (Vita e Pensiero, 2012), Elogio dell'uomo economico (Vita e Pensiero, 2013), Il sacrificio sospeso. Per sempre (2015), Pane e Spirito (Vita e Pensiero, 2015), Il magnifico segno. Comunicazione, esperienza, narrazione (2015), L'idolo. Teoria di una tentazione (2015), La scena umana. Grazie a Derrida e Lévinas (2016), Contro la cultura. La letteratura, per fortuna (Vita e Pensiero, 2017), La donna nel giardino. Che cosa Eva avrebbe potuto rispon­dere al serpente (2019).

ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti
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