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2017_10_05 Laboratorio La bella molinara si conclude con lo spettacolo in Sala Verdi

Giovedì 5 ottobre 2017 ore 21:00
Sala Verdi Conservatorio - Milano
LA BELLA MOLINARA
Non solo Schubert - tra Italia, Vienna e Berlino
Musica di Schubert, Paisiello, Beethoven, Berger
progetto di Stelia Doz;
regia di Laura Cosso;
immaginario visivo di Gian Luca Massiotta
da un'idea di Anna Maria Rastelli
Canzoni e Lieder di Franz Schubert, Giovanni Paisiello, Ludwig Berger elaborati dagli studenti di Composizione del Conservatorio di Milano
Personaggi ed interpreti:
Il mugnaio (tenore) Stefano Gambarino
Rose, la molinara (soprano) Mariachiara Cavinato
Il giardiniere (mezzosoprano en travesti) Vittoria Vimercati
Il padrone (baritono) Kim Sunghun
Il cacciatore (baritono) Kim Sunghun
Strumentisti dell’ensemble:
Francesco Pavan violino
Matilde Simionato, viola
Ivo Martinenghi violoncello
Riccardo Buoli contrabbasso
Miriam Marcone clarinetto in si bemolle e clarinetto basso
Carlotta Raponi flauto e ottavino
Gioele Corrado corno
Jin Ying e Ryu Sinyeol pianoforte
Lee Deun direttore
Ingresso libero

Il "Laboratorio La bella molinara" si conclude con la realizzazione di questo spettacolo, nato dal lavoro sui Lieder dalla Die schöne Müllerin di Schubert
e di autori della stessa epoca in collaborazione con i corsi di Musica vocale da camera, Musica da camera, Canto, Arte scenica
Laboratorio per voci e gruppo strumentale:
Voci: soprano 1, soprano 2, mezzosoprano, tenore, baritono
Strumenti: violino, viola, violoncello, contrabbasso, pianoforte (organico del quintetto La Trota), flauto, corno, clarinetto in sib, clarinetto in La, clarinetto basso
Svoltosi nel periodo: 28 Aprile – 26 Maggio 2017 con ripresa delle prove in settembre in prossimità dello spettacolo

Elenco dei brani musicali:
Franz Schubert: Introduzione da Trockne Blumen op. 160, per flauto e pianoforte
Giovanni Battista Paisiello - Giacomo Riva: Nel cor più non mi sento, dall’opera La Molinara
Franz Schubert - Marco Alibrando: Das Wandern, Girovagare (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 1
Franz Schubert - Mauro Battipede: Wohin?, Dove? (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 2
Franz Schubert - Pietro Brenna: Halt!, Alt! (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 3
Ludwig Berger - Elia Praderio: Vogelgesang vor der Müllerin Fenster, L’uccellino alla finestra della Molinara (H. von Stågemann)
Franz Schubert - Andrea Benedetto: Am Feierabend, Vigilia di festa (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 5
Ludwig Berger - Sara Lattuada: Am Bach, Al ruscello (Luise Hensel)
Franz Schubert - Giovanni Battista Boccardo: Ungeduld, Impazienza (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 7
Ludwig Berger - Luca Monteverdi: Nachtlied, Canto notturno (Luise Hensel)
Franz Schubert - Vincenza Cabizza: Tränenregen, Pioggia di lacrime (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 10
Franz Schubert - Adriana Cioffi: Mit dem grünen Lautenbande, Col nastro verde del liuto (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 13
Franz Schubert - Simone Cernuschi: Mein!, Mia! (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 11
Franz Schubert: Jägerlied, Canto del cacciatore (Th. von Körner), per voce e corno
Ludwig Berger: Rose, die Müllerin, Rosa la Molinara (Hedwig von Stågemann)
Franz Schubert - Mauro Saleri: Der Alpenjäger, Il cacciatore delle Alpi (Johan Mayrhofer)
Franz Schubert - Alessio Cavalazzi: Der Jäger! Il Cacciatore (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 14
Franz Schubert - Mateo Servian: Ellen’s zweiter Gesang, Secondo canto di Ellen (Walter Scott)
Ludwig Berger - Daniele Mandonico: Am Maienfeste, Alla f
esta di maggio (Wilhelm Hensel)
Franz Schubert - Giacomo Contri: Eifersucht und Stolz, Gelosia e orgoglio (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 15
Franz Schubert - Roberto De Mattia: Die liebe Farbe, Il colore amato (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 16
Franz Schubert - Hussein Djouab: Trockne Blumen, Fiori appassiti (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 18
Franz Schubert - Claudia Florio: Der Müller und der Bach, Il Mugnaio e il Ruscello (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 19
Franz Schubert - Giulio Frigerio: Des Baches Wiegenlied, Ninna nanna del ruscello (W. Müller), Die schöne Müllerin n. 20
PER FINIRE
Ludwig Berger - Gaston Polle Ansaldi: Rose, die Müllerin, Rosa la Molinara (Hedwig von Stågemann)
 Ensemble strumentale e cantanti del Laboratorio del Conservatorio di Milano
tenuto da Marco Pace, Emanuela Piemonti, Laura Cosso, Stelia Doz
http://www.consmilano.it/it/laboratorio-la-bella-molinara-5-ottobre-2017


2017_10_05 TEATRO LIBERO calendario completo stagione 2017-2018


TEATRO LIBERO
STAGIONE DI PROSA 2017/18

ORARI SPETTACOLI
Salvo diverse indicazioni, gli spettacoli vanno in scena
dal lunedì al sabato alle ore 21.00 e domenica alle ore 16.00.
Da maggio 2018 invece tutti i giorni alle ore 21.00.

Giovedì 05 Ottobre 2017_10_05
Venerdì 06 Ottobre 2017_10_06
Sabato 07 Ottobre 2017_10_07
Domenica 08 Ottobre 2017_10_08
Lunedì 09 Ottobre 2017_10_09
Martedì 10 Ottobre 2017_10_10
5-10 ottobre 2017/prima nazionale
Effetto Morgana-compagnia in residenza TLLT
40 GRADI
drammaturgia e regia Andrea Maria Brunetti
con Fabio Banfo, Luigi Guaineri, Roberto Testa
assistente alla regia Serena Piazza
Due uomini, due attori russi, sullo sfondo della violenza e della criminalità degli anni ’90 si trovano, alla fine di una tournée invernale nella provincia battuta dal vento e dalla neve, bloccati in un paesino sperduto del nord, in una misera stanza ammobiliata. Qui, reduci da una apocalittica bevuta, senza un rublo in tasca, abbandonati dalla loro stessa Compagnia ripartita per San Pietroburgo, incontrano un uomo che vuole aiutarli: a patto che loro non facciano nulla per ricambiare il suo gesto. Ma i due senza saperlo gli salvano la vita, e l’uomo ora vuole riscuotere a tutti i costi ciò che gli è dovuto. Quaranta sono i gradi della vodka; quaranta sotto zero sono i gradi a cui scende la temperatura nella provincia russa, dove i due attori malandati stanno mettendo in scena il Macbeth di Shakespeare. Siamo nel post “perestroyka”, la ricostruzione attesa con speranza quasi mistica. Il dialogo è serrato: galleggia nell’alcol alimentando e distorcendo riflessioni su Dio, sull’arte, sulla morale, sul senso della vita. Il tutto con lo slancio tipico della “russkaja ducha”, l’anima russa, vera protagonista di questo atto unico.

Mercoledì 11 Ottobre 2017_10_11
ATIR/Piccolo Teatro di Milano- spettacolo–ospite
MAESTRO!
Memorie di un guitto
di e con Stefano de Luca
La storia di un giovane attore e del suo indimenticabile incontro con Giorgio Strelher. In un racconto sfacciatamente autobiografico che passa dall'aneddoto alla citazione, dal ricordo alla riflessione, il regista Stefano de Luca ci trasporta nel cuore di un'esperienza irripetibile: l'incontro con uno dei più grandi maestri del teatro. “Da anni ormai sento la necessità, quasi l'urgenza, di raccontare qualche frammento dell' esperienza vissuta nell'arco di dieci anni accanto a Strehler - racconta - E ho deciso di dare forma teatrale a questi ricordi e a queste riflessioni e di presentarle al pubblico in forma di monologo. Lo spettacolo si snoda tra coincidenze, innamoramenti e segni premonitori. E’ la storia di un giovane attore giunto a Milano sul finire degli anni '80, alla scuola del più famoso regista europeo, e di alcune grandi lezioni di teatro e di vita apprese nei modi più curiosi e imprevedibili.

Giovedì 12 Ottobre 2017_10_12
Venerdì 13 Ottobre 2017_10_13
Sabato 14 Ottobre 2017_10_14
Domenica 15 Ottobre 2017_10_15
Lunedì 16 Ottobre 2017_10_16
Martedì 17 Ottobre 2017_10_17
Carolina Reaper
IN.TER.NOS.
Indagine – Li hai visti? – Pigiama party
drammaturgia Livia Castiglioni
regia Patrizio Luigi Belloli
con Silvia Giulia Mendola, Francesco Meola, Elena Scalet
musiche Gipo Gurrado
luci Daniel Tummolillo
“Indagine” – “Li hai visti?” – “Pigiama party”: tre brevi atti unici caratterizzati da un sottofondo di inquietudine ed estraneità. Ogni episodio nasce e si conclude in un interno, una stanza. Da una quotidianità rassicurante emergono con prepotenza sfumature di debolezze e fragilità al limite del sopportabile. Un basso continuo di sussurri, grida soffocate che risuonano come un vago rumore di fondo a tratti assordante. In INDAGINE, due agenti di polizia si trovano a interrogare una ragazza riguardo misteriosi avvenimenti accaduti la notte prima a una festa di compleanno. LI HAI VISTI? ci racconta invece il progressivo isolamento che una giovane coppia costruisce attorno alla propria abitazione per il terrore che scatena la comparsa di quattro sinistri individui. PIGIAMA PARTY si apre con l’atmosfera leggera di una serata tra amici dove, tra cioccolata calda e sogni ad occhi aperti, aleggiano vecchie leggende metropolitane e storie dell’orrore. E forse basta l’anta di un armadio malmessa per trascinarci in un epilogo ai confini della realtà.

Mercoledì 18 Ottobre 2017_10_18
Giovedì 19 Ottobre 2017_10_19
Venerdì 20 Ottobre 2017_10_20
Sabato 21 Ottobre 2017_10_21
Associazione Culturale Anfiteatro
ARIA-Una fiaba sulla libertà
scritto da Francesco Niccolini
regia Roberto Aldorasi
con Naya Dedemailan
scene Antonio Panzuto
Una mattina apri la porta di casa e trovi un regalo inatteso. Troppo bello per essere capitato proprio a te. È quello che accade a Liguor, il protagonista di questa storia: un piccolo uomo che vive su di un'isola triste, piena di divieti, compreso ridere e nuotare in mare. Chi sgarra fa una brutta fine. Ma oggi è il giorno fortunato di Liguor: dietro la porta di casa trova una bambina appena nata. Bella, sorridente, tranquilla e così leggera che deciderà di chiamarla Aria. “ARIA” è una fiaba moderna sulla libertà di espressione, sulla fuga dall’oppressione, dalla dittatura, dai divieti, sul rapporto padre e figlia. Aria è un monito a tutti noi, un invito a guardare oltre.

Domenica 22 Ottobre 2017_10_22
Lunedì 23 Ottobre 2017_10_23
Martedì 24 Ottobre 2017_10_24
Mercoledì 25 Ottobre 2017_10_25
ARCUS Milano – Università degli Studi di Milano
DISSOLVENZE INCROCIATE
da Harold Pinter
regia e adattamento Claudio Marconi
con Sergio Longo, Omar Nedjari, Marika Pensa, Daniele Santisi
assistente alla regia Paola Arcuria
scene e costumi Claudio Marconi e Paola Arcuria
luci Giuseppe Amato
Ci sono scrittori che sanno davvero descrivere la vita, altri che senza descriverla ce la raccontano, altri ancora sono scrittori dell’istante, del frammento isolato del nostro inquieto e approssimativo procedere nell’esistenza. Uno di questi ultimi grandi fotografi-scrittori è Harold Pinter. Il nostro racconto è fatto di imperscrutabili incroci di voci che si dissolvono nel non-sense dell’attimo che ci sfugge. Pinter ha fissato nelle sue istantanee una realtà resa surreale dall’estrapolazione illogica dal contesto di riferimento. Un’umanità scossa che vaga attraverso discorsi sospesi spesso non destinati a concludersi, ma solo a dissolversi insieme ai sogni, alle emozioni, alle tensioni che li hanno generati. Queste strane “dissolvenze incrociate” sono qui inanellate come piccole perle con la stessa meticolosa incoerenza con cui Pinter ha scattato negli anni le sue istantanee, archiviandole sotto forma di radiodrammi, short stories, fino a farle catalogare - dagli altri - addirittura come atti unici.

Giovedì 26 Ottobre 2017_10_26
Venerdì 27 Ottobre 2017_10_27
Sabato 28 Ottobre 2017_10_28
Domenica 29 Ottobre 2017_10_29
Lunedì 30 Ottobre 2017_10_30
Martedì 31 Ottobre 2017_10_31
Teatrouvaille
EROTICA LINEA GOTICA
di Stefano Braschi
regia Stefano Cordella
con Monica Faggiani, Francesca Gemma, Paola Giacometti, Chiara Serangeli
in collaborazione con Centro di produzione teatrale ELSINOR
Erotica-Linea-Gotica prende spunto dai racconti di mamme, nonne e zie sul passaggio del fronte nell'autunno 1944, ma anche da qualche racconto confuso del nonno della prima guerra. Gli orrori sono fuori della porta, ma piovono anche dal soffitto, insieme con le bombe e le granate, soldati da ogni angolo del globo bussano alla porta, buoni e cattivi ma pur sempre uomini. Ed insieme alla guerra, gli amori o i desideri d’amore, di cui i racconti delle zie, allora ragazze, erano traboccanti. La scena è ambientata in una piccola chiesetta di Cà Baccagli, in Emilia Romagna, adiacente alla villa padronale requisita dai tedeschi. Dentro vi si sono asserragliate una madre, una zia zitella e due figlie, Il filo rosso di questo spettacolo è il rapporto con il corpo. Il corpo maciullato e deformato dei soldati in guerra in contrasto con le forme e la tensione genuinamente erotica delle protagoniste. La curiosità verso il corpo dell'altro censurata dal senso del pudore e dalle rigidità culturali dell’epoca. La religione e il sesso.

Giovedì 02 Novembre 2017_11_02
Venerdì 03 Novembre 2017_11_03
Sabato 04 Novembre 2017_11_04
Domenica 05 Novembre 2017_11_05
Lunedì 06 Novembre 2017_11_06
Martedì 07 Novembre 2017_11_07
Giorni Dispari Teatro
LUDOVICO SECONDO LUDOVICO
scritto e diretto da Vittorio Bizzi
con Leonardo Lempi, Sarah Collu, Andrea Benvenuto e Nicolas Errico
assistente alla regia Jacopo Girardi
scene Debora Palmieri
costumi Officine Red Carpet Teatro
suono Alessandro Cerea
luci e audio Stefano Capra
Ludwig II di Baviera: il re pazzo. Un mito che si rinnova tra follia e grandezza, tra sogno e realtà, e costruisce castelli sempre più in alto, tra le aquile. O solo nella sua mente. Una storia di narcisismo, inquietudine, insoddisfazione e solitudine, ma soprattutto la storia di una visione delle cose, di un uomo nel mondo diverso dal mondo. Questa pièce si allontana dall'oggettività storica e propone una visione interna di Ludwig, portando fuori dal corpo del re il teatro magico delle sue visioni, materializzando l'inferno dei rapporti umani. Un grezzo simbolismo da ragazzi di oggi di una periferia metropolitana, Los Angeles, banlieue di Marsiglia o Quarto Oggiaro, che improvvisano rituali crudeli di sesso, di vita e di morte per sfuggire alla noia. Quattro attori interpretano una dozzina di personaggi. Ludovico, capetto controverso di una microsocietà alla deriva, risponde anch’egli al carattere crudo della messinscena: una ricerca personale e artigianale fatta con quello che si ha a disposizione, perché una società ai margini utilizza ogni oggetto che ha, di recupero, riciclo, assemblato da materiale con funzioni originarie anche molto lontane.

Giovedì 09 Novembre 2017_11_09
Venerdì 10 Novembre 2017_11_10
Sabato 11 Novembre 2017_11_11
Domenica 12 Novembre 2017_11_12
Lunedì 13 Novembre 2017_11_13
Martedì 14 Novembre 2017_11_14
Mercoledì 15 Novembre 2017_11_15
Giovedì 16 Novembre 2017_11_16
Fenice dei Rifiuti
LA BISBETICA DOMATA - L'anarchia dell'obbedienza
liberamente ispirato all’opera di William Shakespeare
drammaturgia e regia Alessandro Veronese
con Alessandro Veronese e cast in via di definizione
produzione Fenice dei Rifiuti
Prendi il mio corpo. Coloralo di bianco, e sarò sposa. Coloralo di azzurro, e sarò oceano. Coloralo di rosso, e sarò sangue. Coloralo di nero, e sarò lutto. Ti guardo immobile, goffo manichino. Per convincerti, anche questa volta, che io ti abbia obbedito. Una rilettura del testo originale, in cui lo sguardo del regista Alessandro Veronese si sposta sul tema della dittatura in un continuo ribaltamento di piani tra verità autentica e verità raccontata. Lo spettatore è condotto per mano da alcune donne travestite da croupiers all’interno di una sfavillante casa da gioco il cui premio finale è il corpo delle giovani sorelle Caterina e Bianca. L’arte del travestimento è la chiave di lettura del gioco: nulla è come sembra. I tavoli sono in realtà luccicanti prigioni, con catene legate alle caviglie degli spettatori. Le croupiers non smettono mai di esercitare il loro controllo mentale nei confronti dei partecipanti al gioco, in una continua e massacrante corsa al rilancio.

Sabato 18 Novembre 2017_11_18
Domenica 19 Novembre 2017_11_19
Lunedì 20 Novembre 2017_11_20
Martedì 21 Novembre 2017_11_21
Mercoledì 22 Novembre 2017_11_22
Giovedì 23 Novembre 2017_11_23
Strutture Primarie
MADAME BOVARY
scritto e diretto da Luciano Colavero
con Chiara Favero
scenografia Alberto Favretto e Marcello Colavero
suono Michele Gasparini
luci Elisa Bortolussi
costumi Stefania Cempini
Madame Bovary: il titolo è una trappola. Quando ho cominciato a scriverlo questo testo non era nemmeno Madame Bovary, era solo un breve monologo nato dalla lettura di “Consumo dunque sono” di Zygmunt Bauman. Poi ho capito che quel materiale poteva dialogare con il romanzo di Flaubert. Ho osato una riscrittura radicale. Ho imprigionato Emma nel momento del suicidio e ho scritto un monologo per dissezionarla ed estrarne il cuore: il suo desiderio di essere altrove, di vivere un’altra vita, di essere qualcun altro. Quando si è trattato di metterlo in scena volevo che fosse un lavoro completamente incentrato sulla recitazione: ho intrappolato l’attrice in una pedana lunga 4 metri e larga 50 centimetri, un palcoscenico troppo stretto per recitare, dal quale non scende mai per tutta la durata dello spettacolo. Quando immagino madame Bovary vedo una donna che ha fame, vedo una donna drogata di desiderio. La sua droga non sono gli oggetti, la sua droga è l’immagine, la visione, il sogno di ciò che non possiede. Lei vede qualcosa che non ha, lo desidera e corre. Il desiderio l’avvelena ma nello stesso tempo la rende viva.

Venerdì 24 Novembre 2017_11_24
Sabato 25 Novembre 2017_11_25
Domenica 26 Novembre 2017_11_26
Rassegna Palco Off
Mana Chuma Teatro
COME UN GRANELLO DI SABBIA
testo e regia di Salvatore Arena e Massimo Barilla
con Salvatore Arena
scene Aldo Zucco
musiche originali Luigi Polimeni
disegno luci Stefano Barbagallo
assistente alla regia Ylenia Zindato
Giuseppe Gulotta, giovane muratore, viene arrestato e costretto a confessare l'omicidio di due carabinieri in provincia di Trapani. Il delitto nasconde un mistero indicibile: servizi segreti e uomini dello Stato che trattano con gruppi neofascisti traffici di armi e droga. Gulotta ha vissuto 22 anni in carcere da innocente e 36 anni di calvario con la giustizia. Non è mai fuggito, ha lottato a testa alta, restando lì come un granello di sabbia all’interno di un enorme ingranaggio. La voce di Giuseppe ci attira in questo vortice raccontando, come trovasse per la prima volta qualcuno disposto ad ascoltare, la gioventù interrotta, l’arresto, le torture, i colpevoli silenzi, i pregiudizi, ma anche l’irriducibile cocciuta speranza in una restituzione finale della propria umile e alta identità. Lo fa alternandosi a voci secondarie, ma necessarie: un vicequestore illuminato, schiacciato anche lui dall’ingranaggio, l’ufficiale dell’arma, regista occulto delle torture, la moglie Michela, i genitori.

Giovedì 30 Novembre 2017_11_30
Venerdì 01 Dicembre 2017_12_01
Sabato 02 Dicembre 2017_12_02
Domenica 03 Dicembre 2017_12_03
Lunedì 04 Dicembre 2017_12_04
Martedì 05 Dicembre 2017_12_05
Mercoledì 06 Dicembre 2017_12_06
Giovedì 07 Dicembre 2017_12_07
Venerdì 08 Dicembre 2017_12_08
Sabato 09 Dicembre 2017_12_09
Domenica 10 Dicembre 2017_12_10
Lunedì 11 Dicembre 2017_12_11
Martedì 12 Dicembre 2017_12_12
Teatro dell'Allodola
PASSI
di Antonio Alamo
regia Tiziana Bergamaschi
con Valentina Ferrari, Marisa Miritello, Elisabetta Torlasco, Greta Zamparini
Una madre e una figlia. E alcuni scarafaggi parlanti. Tutti vivono nella stessa casa, seppur in luoghi diversi. Nuria, la figlia, vuole liberare l’appartamento dove vive la madre ma Carmen, la madre, non vuole assolutamente lasciare la sua casa. La demenza senile le permette di sentir parlare gli scarafaggi tra di loro. Il fatto che parlino non importa nulla. Il problema è solo come sterminarli. Antichi rancori e nuovi destini attendono donne e scarafaggi. In questo testo l’autore abbandona statisti e inventori per dare voce e spazio a persone e fatti quotidiani. Ma il dramma è sempre lo stesso: gli umani rischiano di distruggere se stessi e l’ambiente in cui vivono perché sono incapaci di ascoltare e comunicare, ognuno preso dai suoi egoismi dalle sue esigenze. Su questa linea narrativa si sviluppa il tema doloroso del rapporto vecchi/giovani attraverso le difficoltà di comunicazione dovute a uno stato alterato di coscienza come può essere la demenza senile o l’Alzheimer.

Giovedì 14 Dicembre 2017_12_14
Venerdì 15 Dicembre 2017_12_15
Sabato 16 Dicembre 2017_12_16
Domenica 17 Dicembre 2017_12_17
Lunedì 18 Dicembre 2017_12_18
Martedì 19 Dicembre 2017_12_19
Effetto Morgana
SEMMELWEIS-Breve storia dell'Igiene
di e con Fabio Banfo
regia Serena Piazza
produzione Effetto Morgana
Considerato il Galileo della medicina, per la sua scoperta rivoluzionaria e per l'ostilità che gli procurò, il dottor Semmelweis è uno di quegli uomini che la storia ha dimenticato. Ignac Semmelweis, nei primi anni dell'800, nel cercare di combattere la febbre puerperale che mieteva decine e decine di vittime nel reparto di ostetricia dell'ospedale di Vienna, scopre la contaminazione batterica per pura intuizione. Semmelweis arriva a questa scoperta solo attraverso l'osservazione empirica, verificando come nel suo ospedale, più che in altri, le puerpere muoiano a causa di febbre post parto ed incrociando questo dato con il fatto che i medici dissezionavano i cadaveri nell'attiguo reparto di anatomia prima di passare a visitare le partorienti. La sua scoperta lo porterà a fare una richiesta alle autorità ospedaliere: disinfettarsi le mani prima di entrare in ostetricia. Questa semplice richiesta gli arrecherà scherno e danni alla carriera, fino al suo allontanamento dall'ospedale.

Giovedì 21 Dicembre 2017_12_21
Venerdì 22 Dicembre 2017_12_22
Sabato 23 Dicembre 2017_12_23
Rassegna Palco Off
La Memoria del Teatro
VIRGINEDDA ADDURATA
regia Nicola Alberto Orofino
di Giuseppina Torregrossa
con Egle Doria e Francesca Vitale
voce fuori campo Fiorenzo Fiorito
disegno luci Simone Raimondo
costumi Monia Torchia
IN SOSTITUZIONE DELLO SPETTACOLO “IL NOSTRO AMORE SCHIFO”
Rosalia visse gran parte della sua vita nel silenzio di una grotta, prima nei pressi di Agrigento, poi a Palermo. Abituata al silenzio, del tutto priva di condizionamenti di culture, media e tendenze dominanti, ma anche di controculture e di controtendenze. Una donna misteriosa, della cui vita si sa pochissimo e che fu conosciuta solo dopo la sua morte per il miracolo della guarigione palermitana dall’epidemia di peste che colpì la città nel 1624. Lo spettacolo prende spunto da un fatto di cronaca avvenuto a Trapani qualche anno fa. Un marito, con la complicità della sua amante, trascina in un agguato la moglie, al nono mese di gravidanza, le spacca la testa, la cosparge di benzina e poi le dà fuoco. Le protagoniste della storia, prima che la tragedia si compia, vanno tutte supplici dalla “Santuzza”. Nel confronto il confine tra bene e male si appanna, le donne si fidano e confidano nella Santa, la quale di rimando, brutalmente, ammonisce che spesso le cose, più che dal cielo, vanno risolte sulla terra.
Mercoledì 27 Dicembre 2017_12_27
Giovedì 28 Dicembre 2017_12_28
Venerdì 29 Dicembre 2017_12_29
Sabato 30 Dicembre 2017_12_30
Domenica 31 Dicembre 2017_12_31
Mò.Mì
COPPIA APERTA QUASI SPALANCATA
di Dario Fo e Franca Rame
diretto e interpretato da Lidia Miceli e Alessandro Moser
aiuto regia Alessandro Natale
scene Paolo Pioppini
disegno luci Rocco Giordano
Un emozionante e irriverente viaggio all'interno delle dinamiche di coppia. Un uomo e una donna dopo anni di matrimonio rigorosamente monogamo provano ad aprirsi verso estemporanee relazioni sentimentali. Un equilibrio familiare compromesso. I rapporti fugaci e i maldestri tentativi di suicidio. La speranza offerta da un nuovo legame e un tardivo rimpianto che sfocia quasi in pazzia. Portata al successo da Dario Fo e Franca Rame, l’opera viene riproposta restituendo tutta la comicità propria del testo originale, nel quale s’innestano riflessioni e considerazioni di vibrante attualità.

Mercoledì 10 Gennaio 2018_01_10
Giovedì 11 Gennaio 2018_01_11
Venerdì 12 Gennaio 2018_01_12
Sabato 13 Gennaio 2018_01_13
Domenica 14 Gennaio 2018_01_14
Lunedì 15 Gennaio 2018_01_15
Martedì 16 Gennaio 2018_01_16
Mercoledì 17 Gennaio 2018_01_17
Giovedì 18 Gennaio 2018_01_18
Venerdì 19 Gennaio 2018_01_19
Sabato 20 Gennaio 2018_01_20
Domenica 21 Gennaio 2018_01_21
Lunedì 22 Gennaio 2018_01_22
Martedì 23 Gennaio 2018_01_23
Compagnia Teatro Binario 7
COME SONO DIVENTATO STUPIDO
di Martin Page
drammaturgia e regia Corrado Accordino
con Corrado Accordino, Chiara Tomei, Alessia Vicardi e lo Stupido
assistente alla regia Valentina Paiano
scene e costumi Maria Chiara Vitali
Antoine ha una grave malattia: l’intelligenza. E’ una persona particolarmente dotata, fisiologicamente più sensibile e acuta della media, e ha capito che il suo spirito inquieto e la sua curiosità intellettuale lo condannano al mal di vivere. Tenta quindi varie strade per risolvere la sua difficoltà a partecipare alla vita fino a quando prenderà la decisione definitiva: diventare stupido. Ma non è così facile: il percorso è più accidentato di quanto sembri. Lui vorrebbe dimenticare di capire, appassionarsi alla quotidianità, credere nella politica, comprare bei vestiti, seguire gli avvenimenti sportivi, fantasticare sull’ultimo modello di automobile, guardare con interesse e partecipazione emotiva i programmi televisivi. Vorrebbe tutto questo. E soprattutto vorrebbe stare bene con gli altri, non capirli ma essere come loro, fra di loro, uno di loro, e come loro condividere le stesse cose.
Venerdì 26 Gennaio 2018_01_26
Sabato 27 Gennaio 2018_01_27
Domenica 28 Gennaio 2018_01_28
Rassegna Palco Off
Briglia d'Oro Teatro
MOZZA
di e con Claudia Gusmano
aiuto regia Laura Palmeri
musiche Ermanno Dodaro
luci Michelangelo Vitullo
scenografia Martina Picchioni e Letizia Cascia
C’è una giovane donna in mare sulla prua di un peschereccio. Una generazione di marinai la sua, a partire dal nonno, che il mare “ce l’aveva dentro” perché lo aveva bevuto tutto durante la sua vita. Con la sua morte, il destino di Mozza si palesa. Un sintomo di malessere dietro l’altro, analisi del sangue, un urlo liberatorio, insegnato dal nonno per farle tornare il sangue in corpo che le era stato tolto, viene scambiato per un sintomo di follia. Lo psicologo dice: “c’è una sola cura e il da farsi è chiaro: Mozza a mare deve stare”. Il suo peschereccio, dotato di un campanaccio da suonare in caso di emergenza, manca di una parte fondamentale: il timone. Escludendo categoricamente la richiesta di aiuto, non c’è più nulla che dipenda dalla sua volontà, né tornare né proseguire.
Giovedì 01 Febbraio 2018_02_01
Venerdì 02 Febbraio 2018_02_02
Sabato 03 Febbraio 2018_02_03
Domenica 04 Febbraio 2018_02_04
Lunedì 05 Febbraio 2018_02_05
Martedì 06 Febbraio 2018_02_06
Giorni Dispari Teatro
FRIDA K
testo di Serena Nardi tratto dagli scritti di Frida Kahlo
regia Serena Nardi
con Sarah Collu e Serena Nardi
coreografie Lara Guidetti
video Vittorio Bizzi
musiche originali Alessandro Cerea
scene e costumi Officine Red Carpet Teatro
Una messa in scena che prende il via dai fatti biografici, così come Frida stessa li racconta nei numerosi scritti che ha lasciato, ma non vuole esserne un racconto. Gli episodi che segnarono l’esistenza di questa donna straordinaria sono la partitura su cui si costruisce una scena che squarcia la tela di nuvole dipinte per mostrarci la forza e la tenacia con cui Frida si aggrappava alla vita, che la morte le contendeva fin dall’adolescenza. Frida ci viene mostrata letteralmente appesa a una serie di nastri rosso sangue, da cui pendono, come tanti tarocchi che già hanno rivelato ciò che dovevano rivelare, dettagli di alcuni dipinti famosi. Compagna di gioco sarà la morte, venuta a prenderla questa volta senza possibilità di appello. In una danza di ricordi scambiati – a volte leggeri, spesso crudelmente dolorosi ma sempre veri – Frida e la Morte si palleggeranno i racconti, le impressioni, le emozioni e i sentimenti, in un’atmosfera spesso grottesca e dissacrante che tutto cerca, fuorché il melodramma.
Giovedì 08 Febbraio 2018_02_08
Venerdì 09 Febbraio 2018_02_09
Sabato 10 Febbraio 2018_02_10
Domenica 11 Febbraio 2018_02_11
Lunedì 12 Febbraio 2018_02_12
Chronos3
NUOVO EDEN
di e con Jessica Leonello
regia Manuel Renga
video Nicola Zambelli
scene Mario Leonello, Mario Barnabi, Manuel Renga
Immaginate di addormentarvi per quindici anni. Di risvegliarvi e tornare a fare un giro per le vostre città, cercando i luoghi impressi nella vostra memoria, le persone, le abitudini. Tutto sommato, a noi, pare non sia successo nulla. Ma per Cesare, che viveva nel cuore storico di un’operosa città del Nord Italia, quasi tutto è cambiato: il cinema Eden - che era l’ultimo cinema a luci rosse rimasto in città - si è trasformato in un cinema d’essai; il cricket è diventato il secondo sport più praticato e i suoi giocatori sono tutti indiani e pachistani ormai di seconda generazione; ogni semaforo si è trasformato in rotonda. Ai bordi della città solo residui industriali di vecchie fabbriche abbandonate e al loro posto un luna park e centri commerciali; perfino le prostitute anziane, coetanee di Cesare, sono le ultime rimaste, con le loro sedie, a lavorare in orario diurno nel centro storico, tra i vicoli di un quartiere simbolo dell’aggregazione e della vita popolare. Riaprite gli occhi e il vostro vecchio eden, è un nuovo eden.
Martedì 13 Febbraio 2018_02_13
Mercoledì 14 Febbraio 2018_02_14
Giovedì 15 Febbraio 2018_02_15
Venerdì 16 Febbraio 2018_02_16
Sabato 17 Febbraio 2018_02_17
CHRONOS3
MARIA SOTTERRATA-La terra trema, la volontà no
drammaturgia Davide Lo Schiavo
regia Valentina Malcotti
con Valeria Sara Costantin
scene e costumi Antonella De Iorio
realizzazione scene Gianmarco Malcotti e Antonella De Iorio
Uno spettacolo realizzato con il contributo del Comune di Gemona del Friuli e in collaborazione con LAB Laboratorio Internazionale della Comunicazione Maria Fantìn è una giovane ragazza di Gemona che sogna di diventare un’abile sarta e lavorare in un atelier di moda a Parigi. Il terremoto sconvolge la sua realtà: Maria rimane imprigionata sotto le macerie, non sa più dove si trova, non riesce ad uscire. In uno spazio e un tempo in continuo mutamento ripercorre la sua vita, nel tentativo di ritrovare la propria identità per sfuggire alla cinica Nostra Signora Morte, anch’essa rimasta incastrata sotto il terremoto, suo malgrado. Le parole di Maria rievocano la sua vita passata: l’infanzia, le amicizie perdute, il primo amore, la prima discoteca, il lavoro in manifattura, la Gemona sconosciuta di prima del terremoto, la sua famiglia. Maria combatte fra passato e futuro sospesa in un limbo di attesa: oscillando tra vita e morte, le circostanze del crollo e lo scacco con Nostra Signora Morte la costringeranno a compiere una scelta decisiva.
Domenica 18 Febbraio 2018_02_18
Lunedì 19 Febbraio 2018_02_19
Martedì 20 Febbraio 2018_02_20
Mercoledì 21 Febbraio 2018_02_21
Giovedì 22 Febbraio 2018_02_22
Il Servo Muto Teatro
FANTINE-Quando dal Caos nacque l'Amore
ispirato a “I Miserabili” di Victor Hugo
drammaturgia e regia Michele Mariniello
con Sara Drago
sound design Fabrizo Frisan
scene Silvia Cremaschi
“Fantine – Quando dal Caos nacque l’Amore” è un monologo tratto dal romanzo I Miserabili di Victor Hugo. Una rivisitazione del personaggio di Fantine, estrapolato dal contesto romantico-ottocentesco e fatto rivivere al giorno d’oggi. La storia racconta in chiave attuale le vicende del personaggio del romanzo, calato però nella degradata periferia di una grande città: un cupo agglomerato di palazzoni ad alveare da regime sovietico e case popolari. Fantine, rappresentata nell’attimo prima di morire, inizia a raccontare la sua storia animando situazioni e personaggi: la vita nella casa popolare, la storia dei suoi genitori, di come la mamma si sia rifatta tutta per poi fuggire in Belize con Jesus e di come papà abbia smesso di parlare, per fissarsi sul televisore. Racconta il luogo in cui vive, i panorami disperanti e le persone che vi abitano; racconta l’amore, unica possibilità, fra ignoranza e squallore, di cambiare il destino.

Venerdì 23 Febbraio 2018_02_23
Sabato 24 Febbraio 2018_02_24
Domenica 25 Febbraio 2018_02_25
Rassegna Palco Off
Onirika del Sud
LA VOCE DI PEPPINO IMPASTATO
di Giuseppe Caramagno
con Pierpaolo Saraceno e Mariapaola Tedesco
regia Pierpaolo Saraceno
Dalle frequenze di Radio Aut, radio libera fondata a Terrasini nel 1977, si poteva ascoltare la voce secca, diretta e sincera di un uomo semplice e umile, ma tanto forte da sfidare nella sua terra martoriata dalla mafia, la sua stessa famiglia mafiosa. Quell’uomo è Peppino Impastato, grande lottatore ma soprattutto grande spirito ribelle, ucciso a soli trent'anni su ordine del capo di Cosa Nostra, Gaetano Badalamenti (Don Tano), bersaglio preferito di Peppino nelle sue trasmissioni di Radio Aut. L’ambiente scenico è diviso in due parti: da un lato la madre di Peppino che racconta, con occhi pieni d’amore, il mondo del figlio, la sua lotta, la sua forza d’animo. Dall’altro, una serie di flashback che ripropongono la vita di Peppino, le sue azioni, ma soprattutto la sua voce.
Giovedì 01 Marzo 2018_03_01
Venerdì 02 Marzo 2018_03_02
Sabato 03 Marzo 2018_03_03
Domenica 04 Marzo 2018_03_04
Lunedì 05 Marzo 2018_03_05
Martedì 06 Marzo 2018_03_06
Il Giardino delle Ore/Teatro del Rimbombo/Belafonte
con il supporto di Teatro Binario 7 e Residenza Carte Vive
CANE SUGAR
di Simone Severgnini, Andrea Robbiano e Davide Bonaldo
supervisione drammaturgica Filippo Pozzoli
con Simone Severgnini e Andrea Robbiano
video e luci Davide Bonaldo
musiche Tommaso Severgnini
scene Francesca Mazzarello
Siete mai stati contattati dal profilo di un morto su facebook? Che fine fanno le nostre identità virtuali una volta che il corpo ci abbandona? Da questi interrogativi è partito il lavoro di ricerca per la realizzazione di “Cane Sugar”, progetto teatrale che intende indagare due grandi temi: l’identità e il lutto. La prima in quanto multiforme essere che vive sia in noi, sia nelle nostre appendici, oggi sempre più virtuali; il secondo in quanto ancestrale dolore dell’umanità. Ci si sono così aperte altre due grosse questioni che sono state il motore del lavoro drammaturgico e di ricerca attorale: dove sta oggi la mia identità? Quanto è ancora il corpo il depositario di quello che sono? E quanto ho realmente delegato al web di essa? Come cambia la percezione del lutto attraverso internet? Quanto il contatto, molto più stretto e realistico che ci viene permesso oggi dall’etere, con i nostri cari defunti, sta cambiando la nostra percezione della morte e della sofferenza ad essa legata? Può davvero il nuovo contatto che il web mi consente con i morti semplificare il processo di elaborazione del lutto? “Cane Sugar” è uno scherzo che si spinge oltre il limite. Uno spunto per riflettere sulla nostra nuova immortalità, forse un nuovo modo di riproporre il mito di Frankestein, laddove il ruolo che una volta era della corrente elettrica ora è del web: spinta pulsante che rianima anche il più defunto dei corpi.
Giovedì 08 Marzo 2018_03_08
Venerdì 09 Marzo 2018_03_09
Sabato 10 Marzo 2018_03_10
Domenica 11 Marzo 2018_03_11
Lunedì 12 Marzo 2018_03_12
Martedì 13 Marzo 2018_03_13
Mercoledì 14 Marzo 2018_03_14
Giovedì 15 Marzo 2018_03_15
Venerdì 16 Marzo 2018_03_16
Sabato 17 Marzo 2018_03_17
Domenica 18 Marzo 2018_03_18
Lunedì 19 Marzo 2018_03_19
Martedì 20 Marzo 2018_03_20
Compagnia Teatro Binario 7
AMORE ORGANICO
con Alfredo Colina, Rossana Carretto, Fabio Zulli
scritto e diretto da Corrado Accordino
assistente alla regia Valentina Paiano
scene e costumi Maria Chiara Vitali
Oggi tutto si può comprare. Qualcuno potrebbe dire che nei secoli è sempre stato così, ma ora più che mai è evidente il potere e il fascino che il denaro esercita. Tutto ha un prezzo, purché ci sia un compratore. Ebbene, uno dei mercati più fiorenti e longevi che la storia conosca è quello degli organi. La nostra storia si dipana esattamente tra le follie di questo mercato altamente sensibile. Un uomo e una donna hanno bisogno dello stesso trapianto di organi. Facile immaginare che, nella nostra storia, uno sia ricco e uno sia povero. E che il ricco prevarrà sul povero. Meno prevedibile è però la macchinazione che il povero sta escogitando. La ricca è una vedova senza scrupoli. Il povero è un vedovo disgraziato, senza un futuro né un passato dignitoso. E poi c’è un terzo uomo, bello, aitante, affascinante, un seduttore nato, che sconvolgerà le regole del gioco.

Giovedì 22 Marzo 2018_03_22
Venerdì 23 Marzo 2018_03_23
Sabato 24 Marzo 2018_03_24
Domenica 25 Marzo 2018_03_25
Lunedì 26 Marzo 2018_03_26
Martedì 27 Marzo 2018_03_27
Teatro Libero Palermo
CONTRAZIONI
di Mike Bartlett
traduzione italiana Monica Capuani
regia Luca Mazzone
con Viviana Lombardo e Silvia Scuderi
spazio scenico e paesaggio sonoro Luca Mazzone
progetto e realizzazione video Pietro Vaglica
luci Fiorenza Dado e Gabriele Circo
Una manager e una sottoposta, una serie d’interviste, una morbosa curiosità che sconfina nell’ossessiva e ingombrante presenza voyeuristica dell’azienda nella vita privata dei propri lavoratori. Un testo asciutto e crudo del giovane e affermato drammaturgo inglese Mike Bartlett (Oxford 1980) – prodotto più volte dalla Royal Court e dal National Theatre di Londra – che mette due donne una di fronte all’altra, in una sorta d’intervista dove una è carnefice, l'altra è vittima. È un gioco di sottile tensione quello che si crea tra le due donne che, seppure nella consapevolezza che il potere trasforma le persone a prescindere dalla loro cultura, dal loro credo, dal loro genere sessuale, mette in luce aspetti inconsueti delle relative femminilità che si incrociano e si scontrano.
Mercoledì 04 Aprile 2018_04_04
Giovedì 05 Aprile 2018_04_05
Venerdì 06 Aprile 2018_04_06
Sabato 07 Aprile 2018_04_07
Domenica 08 Aprile 2018_04_08
Lunedì 09 Aprile 2018_04_09
Martedì 10 Aprile 2018_04_10
Mercoledì 11 Aprile 2018_04_11
Giovedì 12 Aprile 2018_04_12
Venerdì 13 Aprile 2018_04_13
Sabato 14 Aprile 2018_04_14
Domenica 15 Aprile 2018_04_15
prima nazionale
Compagnia Teatro Binario 7
MUNCH-La vita fa schifo, il panorama è bellissimo
di Corrado Accordino in collaborazione con Simona Bartolena
regia Corrado Accordino
assistente alla regia Valentina Paiano
scene e costumi Maria Chiara Vitali
Un urlo, un grido, uno spostamento della realtà dai contorni inafferrabili, un tormento che nasce in noi e si espande sulla vita intorno a noi: questo non è Munch, o meglio, non è solo Munch. E’ l’intero Novecento che si apre su queste premesse. Dio è morto, le guerre indossano per la prima volta nella storia l’aggettivo Mondiale, Freud ha cominciato a mischiare e confondere le carte, la modernità è sinonimo di grandezza, di volontà, di spinte propositive ma anche di isolamento, di nuovi paradigmi della paura, di nuovi contorni dell’anima. Tutto si trasformerà nel Novecento, tutto perderà il suo senso riconoscibile e oggettivo per trovarne un altro, meno afferrabile, meno riducibile, più potente e anche più pericoloso. Questo Tutto o smarrimento del Tutto, di un insieme che diviene attimo e atomo assoluto, che sa sprigionare potenza e bellezza e orrore insieme, è già impresso nelle anime di quegli artisti che sono in empatia con il mondo, qualunque sia il volto che il mondo sta assumendo.

Giovedì 26 Aprile 2018_04_26
Venerdì 27 Aprile 2018_04_27
Sabato 28 Aprile 2018_04_28
Domenica 29 Aprile 2018_04_29
Skené Company Milano
LA FORTUNA
Da Il Giocatore di Carlo Goldoni e Fëdor Dostoëvskij
drammaturgia Marika Pensa e Omar Nedjari
regia Omar Nedjari
con Enrico Ballardini, Michele Bottini, Giulia D'Imperio, Sergio Longo, Enrico Maggi, Marika Pensa
luci Ornella Banfi
in collaborazione con la Compagnia Teatrale dell'Università degli Studi di Milano e Compagnia Teatrale Odemà Il gioco d’azzardo non è solo una malattia contemporanea, è anche il sintomo di una distorta idea della realizzazione personale e del rapporto con il proprio Ego, promossa spesso dalle dinamiche economiche e sociali. In un’ambientazione estremamente contemporanea, che tende quasi al futuro, lo spettacolo vede in scena un caleidoscopio di personaggi, che i cinque attori interpretano aiutati da maschere non più della commedia dell’arte, ma del mondo moderno, come la maschera della donna rifatta per il personaggio di Gandolfa, anziana donna che vuole a tutti i costi apparire giovane e sposare Florindo. In un incubo serrato e incalzante il protagonista vivrà la sua discesa nel baratro della dipendenza da se stesso.

Mercoledì 02 Maggio 2018_05_02
Giovedì 03 Maggio 2018_05_03
Sabato 05 Maggio 2018_05_05
Domenica 06 Maggio 2018_05_06
Lunedì 07 Maggio 2018_05_07
Martedì 08 Maggio 2018_05_08
Mercoledì 09 Maggio 2018_05_09
Giovedì 10 Maggio 2018_05_10
Venerdì 11 Maggio 2018_05_11
Sabato 12 Maggio 2018_05_12
Domenica 13 Maggio 2018_05_13
prima nazionale
TLLT - Teatro Libero Liberi Teatri
KOBANE
di Fabio Banfo
regia Manuel Renga
con Corrado Accordino, Cinzia Spanò, Nicola Stravalaci, Matteo Vitanza, Roberta Lanave
produzione TLLT
Il testo è stato presentato in forma di lettura/studio al Milano Playwright Festival 2015 Maria ritorna a casa, convertita all'Islam, dopo essere stata rapita in territorio Siriano dai miliziani dell'Isis. Suo padre è un anziano docente di storia, malato di Alzheimer. Sua madre, Elena, sta sacrificando la sua vita per accudire il marito. Teo, il fratello, è un giovane omosessuale. Il vicino di casa, un carabiniere divorziato, cerca di aiutare Elena, di cui è innamorato. In questa piccola cellula di conflitti ideologici e di sangue, si sintetizza il magma ribollente che è oggi il Mediterraneo. Un testo che per parlare dell'Isis sceglie il tema dei foreign-fighter e di ambientare la storia in Italia, un paese di frontiera, il luogo ideale per raccontare la contrapposizione tra Occidente e Terrorismo Islamico. Una storia che si svolge in una famiglia, perché è un luogo sacro per entrambe queste due religioni, perché è un luogo di conflitti di sangue, così come lo sono i territori di guerra.

Lunedì 14 Maggio 2018_05_14
Martedì 15 Maggio 2018_05_15
Mercoledì 16 Maggio 2018_05_16
Giovedì 17 Maggio 2018_05_17
Teatro dell'Allodola
LE LACRIME AMARE DI PETRA VON KANT - UNO STUDIO
di Rainer Werner Fassbinder
con Monica Faggiani, Valentina Ferrari, Bianca Iannaccone, Marisa Miritello, Elisabetta Torlasco, Greta
Zamparini e una giovane attrice da definire
regia Tiziana Bergamaschi
Il testo, del quale è stata realizzata anche una versione cinematografica con la nota attrice Hanna Schygulla nel ruolo di Karin, è sicuramente uno dei capolavori del drammaturgo regista tedesco e apre il ciclo dei suoi grandi melodrammi. E' la vicenda di una stilista di moda, Petra von Kant, ricca, affascinante, intelligente, tipica figura di donna emancipata e cosciente che cade però preda dell'amore per Karin, una ragazza di estrazione proletaria spregiudicata e senza scrupoli. I ruoli si ribaltano: la donna di successo, abituata a dominare gli altri, diventa schiava del suo oggetto amoroso. La grandezza del personaggio consiste proprio nella disperata determinazione di far vivere il proprio sentimento ad ogni costo, infrangendo passo dopo passo tutte le convenzioni sociali che lo impedirebbero: il rapporto con la figlia, l'amicizia con l'amica Sidonie, il rispetto per la madre ed infine l'equilibrio "ambiguo" con Marlene, una factotum onnipresente e completamente asservita, muto testimone per tutto lo spettacolo.

Venerdì 18 Maggio 2018_05_18
Sabato 19 Maggio 2018_05_19
Domenica 20 Maggio 2018_05_20
Rassegna Palco Off
CHRONOS3/ La Memoria del Teatro
LA COSA BRUTTA
di Tobia Rossi
regia Manuel Renga
con Francesca Vitale e cast in via di definizione
Premio Hystrio 2016
La storia di una famiglia come tante, senza eroi e senza vincitori, l’avventura tragicomica, allo stesso tempo comunissima e straordinaria, di un piccolo nucleo di esseri umani che affronta il tracollo finanziario, la perdita, la paura, lo smarrimento, la tristezza, l’indicibile tabù del dolore, della depressione. Fino all’invocazione della morte come liberazione e salvezza. Guardare i nostri famigliari da vicino, affacciarsi sul loro baratro e affrontare la vertigine della messa in discussione di ciò che riteniamo saggio, giusto, sensato: così una madre scopre che suo figlio è diventato un uomo e suo figlio scopre che la madre è una donna oramai anziana, fragile e fallibile, piena di ferite, meschinità e menzogne che racconta a sé stessa e agli altri, sola. Questa storia così intima e privata è adagiata sul manto muschiato della favola nera, con atmosfere che rimandano ai Fratelli Grimm e ai racconti di Hoffman, un incubo lungo una notte popolato da esseri umani, animali, forse anche mostri.
Giovedì 24 Maggio 2018_05_24
Venerdì 25 Maggio 2018_05_25
Sabato 26 Maggio 2018_05_26
Domenica 27 Maggio 2018_05_27
Lunedì 28 Maggio 2018_05_28
Martedì 29 Maggio 2018_05_29
Teatro del Simposio/A3 Apulia Project
STORIA DI UN IMPIEGATO
da Fabrizio De Andrè
drammaturgia Antonello Antinolfi
regia Francesco Leschiera
con Francesco Leschiera, Fabio Bagnato (chitarre e voce), Walter Bagnato (pianoforte, fisarmonica, voce), Umberto Gillio (batteria) assistente alla regia Alessandro Macchi “La Storia di un impiegato l’abbiamo scritta io, Bentivoglio, Piovani, in un anno e mezzo tormentatissimo e quando è uscita volevo bruciare il disco. Era la prima volta che mi dichiaravo politicamente e so di aver usato un linguaggio oscuro, difficile”- (Fabrizio De Andrè in un’intervista tratta dalla Domenica del Corriere del gennaio 1974). Uno spettacolo musicale che abbina la scrittura originale alle musiche e alle canzoni dell’artista suonate dal vivo. Uno spettacolo delicato perché…“le guerre quotidiane si vincono e si perdono nel più assoluto silenzio”.
Giovedì 31 Maggio 2018_05_31
Venerdì 01 Giugno 2018_06_01
Sabato 02 Giugno 2018_06_02
Domenica 03 Giugno 2018_06_03
Lunedì 04 Giugno 2018_06_04
Martedì 05 Giugno 2018_06_05
Compagnia Óyes
IL PREFERITO
drammaturgia e regia Dario Merlini
con Daniele Crasti e Dario Sansalone
assistente alla regia Greta Gentilomo
scenografia Dario Merlini
Due fratelli. Un odio antico. Irrazionale. Uno l'opposto dell'altro e allo stesso tempo uno lo specchio dell'altro. Si combattono, si invidiano, si feriscono a vicenda da tutta una vita, rubandosi a turno ciò che hanno di più caro. Saranno costretti ad allearsi per salvare la cosa più importante: il buon nome della Famiglia, non importa a prezzo di quali menzogne e quali crimini. Perché è solo sulla famiglia che puoi contare per sopravvivere in un mondo cinico e corrotto. Faranno i conti con il loro passato e si strapperanno le reciproche maschere nell'ultimo, disperato tentativo di conquistarsi l'amore di una donna e il favore di un padre anziano, agonizzante in un letto d'ospedale carico di segreti vergognosi.

Giovedì 07 Giugno 2018_06_07
Venerdì 08 Giugno 2018_06_08
Sabato 09 Giugno 2018_06_09
Domenica 10 Giugno 2018_06_10
Lunedì 11 Giugno 2018_06_11
Martedì 12 Giugno 2018_06_12
PianoInBilico in collaborazione con Amor Vacui
MATER CERTA-Storie di donne che vorrebbero essere madri
di Michele Ruol
regia Lorenzo Marangoni
con Andrea Bellacicco, Silvia Giulia Mendola, Silvia Rubino, Andrea Tonin
aiuto produzione Silvia Borsari
Una coppia vorrebbe un figlio, ma non ci riesce. “Mater certa” s’infila in questa discrepanza privata per raccontare cosa succede quando desiderio di maternità e paternità si scontrano con una realtà difficile e a volte impossibile da accettare. Il testo è strutturato in due atti: il primo, dedicato maggiormente alla figura maschile, si confronta direttamente con il mito, rivisitando la tragedia a lieto fine di Euripide, Ione, nella quale Creusa e Xuto si recano all’oracolo di Delfi perché non riescono ad avere un figlio. Il secondo atto invece è ambientato nel presente e dedicato alla sfera femminile. Segnalato al premio Hystrio Scritture di Scena 2017, questo lavoro affronta l’ossessione contemporanea per la maternità, idealizzata e indotta in forma di nevrosi collettiva.

Giovedì 14 Giugno 2018_06_14
Venerdì 15 Giugno 2018_06_15
Sabato 16 Giugno 2018_06_16
Domenica 17 Giugno 2018_06_17
Lunedì 18 Giugno 2018_06_18
Martedì 19 Giugno 2018_06_19
Teatrouvaille
DOVE CRESCONO LE ORTICHE
di Tobia Rossi
ispirato al film documentario “Grey Gardens” (1975) di Albert e David Maysles
regia Alessandro Castellucci
con Monica Faggiani, Paola Giacometti
e la speciale partecipazione di Justine Mattera
aiuto regia Alessandro Milone
scenografie Andrea Colombo
costumi Arionne Monique Medici
Un inconsueto pezzo di storia americana: il punto di vista di Big Edie e Little Edie Bouvier Beale, rispettivamente zia e cugina di Jacqueline Kennedy, indimenticata first lady e icona di stile. Una pièce dolceamara e desolata che racconta di due anime alla deriva passate alla storia come le parenti povere di Jacky, figure femminili border line perennemente sospese tra i ricordi di un passato di fasti e un futuro opaco e incerto. Lo spettacolo mostra allo spettatore, privilegiato e occasionale voyeur, la vita di questi due personaggi reali – icone cult in America ma poco conosciuti in Italia – e lo conduce alla scoperta del mondo di “mammina” e “tesoro”, creature fragili e disperate che si mantengono vive tra offese reciproche, vivono di ricordi, perlustrano la loro tenuta, i loro corpi e i loro cuori alla ricerca disperata di brandelli di umanità.

NOVITA’ ASSOLUTA!
TEATRO LIBERO ADERISCE A CLAPS – SPETTACOLO DAL VIVO
CIRCUITO LOMBARDIA ARTI PLURIDISCIPLINARI
NASCE LA PRIMA STAGIONE DI DANZA CONTEMPORANEA
FOCUS DANZA
Direzione artistica: CLAPS – Spettacolo dal Vivo
“Siamo felici di poter ospitare e rendere parte integrante della nostra stagione teatrale, la rassegna Focus Danza, con la direzione artistica di Luisa Cuttini e di CLAPS – Spettacolo dal Vivo. Una programmazione continuativa da gennaio a giugno, che porterà sul palco di Teatro Libero cinque fra le compagnie più interessanti della danza contemporanea italiana, in un percorso che possa arricchire il nostro campionario umano di DISQUILIBRI”.

Corrado Accordino, Manuel Renga, codirettori artistici di Teatro Libero

IL PROGRAMMA DI FOCUS DANZA29-30 gennaio 2018: NEW HORIZON - coreografie di Francesco Marilungo
Nel 2009 la sonda sviluppata dalla NASA per l’esplorazione di Plutone e le sue lune abbandonerà il sistema solare portando con sé un messaggio costituito da immagini e suoni, un breve autoritratto dell’uomo e della Terra destinato ad eventuali forme di vita extraterrestri.

26-27 febbraio 2018 :CHENAPAN - Compagnia MF, coreografie di Francesco Colaleo
La compagnia già ospite di diverse rassegna internazionali approda a Milano con una produzione, in prima regionale, che debutta nell’ambito della rassegna.

28-29 marzo 2018: TRE/14 - Dejà Donné, Coreografia di Virginia Spallarossa
Ogni momento esistito, che sta esistendo, che esisterà, che non è mai esistito e che mai esisterà qui, contenuto nel rapporto di una circonferenza e del suo diametro.

23-24 aprile 2018: ESEMPLARI FEMMINILI - Fattoria Vittadini, coreografia di Francesca Penzo, Tamar Grosz Il lavoro nasce dalla volontà di comprendere i diversi aspetti che arricchiscono il genere femminile e cosa significhi per due donne essere tali all’interno della società contemporanea.

21-22 maggio 2018: GEOOGRAFIE DELL’ISTANTE - TIR Danza/Manfredi Perego
L’istante è la frazione temporale che attiva il tempo dell’anima, della coscienza. Si muove tra le fratture di un tempo ordinato. Coglie, scuote, pizzica la geografia dell’anima. Genera energia, stimola percezioni, muta il corpo in funzione di ciò che è stato e lo attiva.
In “ENIGMA” di Massini, la protagonista femminile ad un certo punto dice: “In quegli anni non so cosa cambiò di più: io, i ragazzi, la Germania… Me ne resi conto tutto insieme. Durante? No. E’ incredibile come puoi continuare a vivere, un giorno dopo l’altro, con la sensazione che in fondo sia tutto come il giorno prima. La forza dei cambiamenti – quelli veri – sta nel fatto che non li senti. Ci ha fatto caso? E non li senti perché ci stai dentro. Immerso, anche tu. Sono talmente chiari che non li vedi. Fatto sta che in quei dieci anni molto cambiò. Tutto sembrava fermo, eppure tutto si muoveva. Io? Dentro. Lì. Ma eravamo dentro il frullatore, tutti.” La società oggi è all'interno di una profonda crisi, in una fase di ricerca di nuovi modelli. La crisi per sua definizione porta turbamento, sovverte una situazione. Come accade per la terra dopo un terremoto, per una stella dopo un’esplosione, per qualsiasi sistema in equilibrio che si conosca, la ricerca di nuovi modelli porta degli scompensi. Dei disquilibri. Il lavoro artistico che ha portato alla costruzione della stagione teatrale di Teatro Libero è stato quello di fotografare lo stato di disequilibrio della nostra società attraverso spettacoli che trattino tematiche contemporanee, oppure che raccontino personaggi che hanno fatto di questi disquilibri la loro scelta di vita. Sovvertire è stata la parola d'ordine. Disquilibrio indica un’evidente mancanza di equilibro, una situazione instabile. Così è il nostro modo di far teatro: instabile, evanescente, poetico, intenso, perennemente in disequilibrio rispetto alle correnti che sembrerebbero condurre il sistema. Il disequilibrio porta a cadere, porta a dover rischiare, a compiere passi inaspettati: scoprire il nuovo, il non consensuale, il diverso è una vera ricchezza. Essere messi in condizione di vivere qualcosa di non stabilito è un privilegio, scoprire un raggio di luce nelle difficoltà è un'ancora di salvezza. Concediamoci di fotografare quei momenti delicati e fragili. Concediamoci di sentirci, grazie ad essi, profondamente umani.
TEATRO LIBERO: STAGIONE 2017-2018
Corrado Accordino, Manuel Renga
Spazio della contemporaneità sui tetti di Milano… Teatro Libero attraverso la sua programmazione intende tracciare un percorso creativo fatto di sollecitazioni provenienti dalla realtà che ci circonda. Che siano rivisitazioni di autori noti o nuove drammaturgie originali, i titoli che si susseguono parlano del nostro presente. E lo fanno raccontando storie di oggi e di ieri, fatti di cronaca, accadimenti reali o immaginari che possano rappresentare un forte collegamento con il nostro sentire. Riletture di grandi personaggi della storia e dell’arte, nuove produzioni incentrate su temi di urgente attualità, spettacoli che ci rappresentano nelle nostre sensibilità e contraddizioni: DISQUILIBRI è un viaggio nella contemporaneità. Dal 2016, con la direzione artistica di Corrado Accordino e Manuel Renga, Teatro Libero è la casa di TLLT - Teatro Libero Liberi Teatri - l'associazione presieduta da Renato Lombardo che raggruppa sei diverse compagnie: La Danza Immobile, CHRONOS3, Palco Off, Effetto Morgana, Giorni Dispari, Fenice dei Rifiuti. Un Progetto di Residenza Urbana unico nella città di Milano. Oltre alle produzioni delle compagnie residenti, il teatro ospita spettacoli di compagnie scelte tra le proposte giovani più interessanti presenti sul territorio. E, per il primo anno, in forza dell’adesione a CLAPS – Spettacolo dal Vivo, Circuito Lombardia Arti Pluridisciplinari, si apre alla danza contemporanea.
 INFO BIGLIETTERIA:
Email: biglietteria@teatrolibero.it
Telefono: 02.8323126
ORARI SPETTACOLI:
dal lunedì al sabato alle ore 21.00 e domenica alle ore 16.00
Da maggio 2018 tutti i giorni alle ore 21
PREZZI BIGLIETTI PROSA STAGIONE 17-18:
INTERO € 18,00
RIDOTTO UNDER 25 / OVER 60 E TESSERE CONVENZIONATE € 13,00
UNDER 18 E SCUOLE DI TEATRO € 10,00
PREZZI BIGLIETTI FOCUS DANZA:
PREZZO UNICO € 13,00
ABBONAMENTI:
CARTALIBERA (5 ingressi) € 60,00
CARTALIBERA PLUS (10 ingressi) € 100,00
Teatro Libero di Milano
via Savona, 10 – 20144 Milano | www.teatrolibero.it

2017_10_05 ATIR al Teatro LaCucina con VALORE D’USO regia Antonio Viganò


Da giovedì 5 a domenica 8 ottobre 2017
Teatro LaCucina – OLINDA
c/o ex O.P. Paolo Pini - Via Ippocrate, 45 20161 Milano
VALORE D’USO
produzione ATIR in collaborazione con Comunità Progetto
all’interno del progetto di teatro integrato “Gli spazi del Teatro”
regia Antonio Viganò / collaborazione alla drammaturgia e alle visioni Gigi Gherzi / con Matteo Ambrosini, Edoardo Busnati, Cristina Ciminaghi, Luana De Lucia, Massimiliano Pensa e Chiara Tacconi / in collaborazione con in collaborazione con Teatro La Ribalta – Accademia Arte della diversità / si ringrazia Olinda per la collaborazione
Spettacoli: giovedì-venerdì-sabato ore 20.45 / domenica ore 16.00
Biglietti: 15.00/8.50 euro

“Essere sempre accompagnati, essere sempre compresi, essere sempre guardati, scusati, valutati, esposti... è insopportabile.
Questo è un destino obbligato, crudele, dei corpi non conformi, deformati, non convenzionali, eretici.

E questa condizione, in teatro, trova la sua esposizione in forma esagerata, spettacolare, circense, voyeristica.  A volte, quella condizione sociale, sul palco, viene consacrata, esaltata, altre volte diffamata, oltraggiata, esposta come semplice patologia.
In questo processo di creazione teatrale, che è solo all'inizio, abbiamo cercato, nella assoluta consapevolezza degli attori che sono sulla scena, di presentare, elencare, esporre e rappresentare (nel senso di trasfigurazione teatrale - coscienza poetica) i vari sguardi e valori d'uso che tutti noi, nessuno escluso, mette in gioco nel suo ruolo di spettatore.
Fatti cadere dentro un'arena, 6 attori cercano, ognuno a modo suo e con strumenti e linguaggi diversi, un modo, una forma, un'azione, un gesto, per compiacere, per affascinare, stupire o sorprendere il pubblico. Sembra che chiedano continuamente: "vado bene così?".”
note di Antonio Viganò

ACQUISTI ONLINE - STAMPA@CASA e salta la fila!
Con stampa@casa puoi entrare direttamente in sala senza nemmeno passare dalla biglietteria, solo mostrando il codice ricevuto sul tuo smartphone o la stampa della mail di conferma.
> nessuna maggiorazione di prevendita sul biglietto

BIGLIETTERIA
> fino al 29 settembre dal mercoledì al venerdì dalle 15 alle 19 c/o il Teatro Ringhiera
> nei giorni di spettacolo solo da 1h30 prima dell’orario di inizio c/o il Teatro La Cucina
> prenotazioni telefoniche: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00
tel. 02.84892195 – prenotazioni@atirteatroringhiera.it

COME RAGGIUNGERCI
TeatroLaCucina
M3 Affori FN uscita via Ciccotti – scendere in testa al treno - Bus: 40,41,52 e 89
Facilità di parcheggio vicino al teatro

Laboratorio di Filosofie del Teatro
in collaborazione con ATIR

Con la prospettiva di offrire agli studenti e alla cittadinanza un’occasione unica di riflessione intorno alla relazione fra arte drammatica e ricerca filosofica, intendiamo proporre il laboratorio “Filosofie del teatro” proseguendo la collaborazione inaugurata nel 2016 fra Università Vita-Salute San Raffaele e Atir Teatro Ringhiera. La prima edizione del Laboratorio, svoltasi fra novembre 2016 e maggio 2017, ha inaugurato un confronto fra filosofia e teatro, intese come espressioni costitutive del nostro orizzonte culturale.
Come è accaduto per la prima edizione, il Laboratorio di Filosofie del Teatro 2017/2018 intende proporsi come un ciclo di incontri che vedranno affiancate una riflessione filosofica e una prospettiva artistica: l’intervento del filosofo sarà accompagnato dalla performance e da un dibattito con gli artisti. Si andrà così a costruire un dialogo sulla base di argomenti concordati e legati da un filo conduttore che accompagnerà il pubblico lungo l’intero ciclo. Ogni incontro prevede la presenza di un filosofo e di uno o più artisti. Il dialogo potrà svolgersi all’interno della scenografia dello spettacolo che seguirà. L’incontro sarà così strutturato:
Breve performance degli artisti tratta dallo spettacolo in scena nei giorni stabiliti per gli incontri
Intervento del filosofo
Intervento dell’artista e dibattito con il pubblico
Visione dello spettacolo
Aperto agli studenti e alla cittadinanza, il laboratorio si rivolge a chiunque sia incuriosito dall’intreccio inedito fra sapere teatrale e filosofico. Fra gli obiettivi formativi, ci proponiamo di fornire ai partecipanti gli strumenti per un’analisi filosofica dell’evento teatrale e dei suoi contenuti teorico-pratici. Inoltre, verranno acquisite conoscenze orientate ad una visione consapevole della rappresentazione teatrale nei suoi molteplici linguaggi, dalla drammaturgia alla regia, dal lavoro degli attori alla scenografia, dalle musiche alle luci. Al termine del corso verrà consegnato ai partecipanti un attestato di frequenza, grazie al quale saranno conferiti 3 CFU agli studenti.

CALENDARIO
Il laboratorio propone ai teatri che ospiteranno la stagione “On the road” di Atir i seguenti appuntamenti:

Giovedì 10 maggio 2018_05_10
Teatro Franco Parenti
Spettacolo: L’arte della gioia
Filosofo: Prof. Roberta Sala (Interfaculty centre for gender studies, UniSR)

Giovedì 24 maggio 2018_05_24
Teatro Manzoni
Spettacolo: Di a da in con su per tra fra Shakespeare
Filosofo: Prof. Massimo Donà (Centro di Metafisica e Filosofia delle Arti, UniSR)

Martedì 12 giugno 2018_06_12
Teatro Elfo Puccini
Evento conclusivo: La tragedia greca
Filosofo: Massimo Cacciari, professore emerito e fondatore della facoltà UniSR
Iscrizioni e informazioni:  filosofie.teatro@gmail.com

ATIR TEATRO RINGHIERA
Piazza Fabio Chiesa / Via Pietro Boifava 17
20142 Milano – tel. 02.87390039
info@atirteatroringhiera.it
www.atirteatroringhiera.it

2017_10_05 Quaranta gradi al Teatro Libero di Milano

5 ottobre – 10 ottobre 2017 | Compagnia in residenza TLLT
40 GRADI
drammaturgia e regia Andrea Maria Brunetti
con Fabio Banfo, Luigi Guaineri, Roberto Testa
assistente alla regia Serena Piazza
produzione Effetto Morgana
PRIMA NAZIONALE

Quaranta gradi sono i gradi della vodka, ma è anche la temperatura febbrile dell’anima russa, vera protagonista di questo atto unico che, nella lacerazione post-perestrojka, mette in scena la miseria, la follia alcolica, l’amore per il teatro e gli slanci mistici di due attori rimasti senza un soldo nel cuore della loro sconfinata e crudele terra. Ma soprattutto è un atto d’amore, sul palcoscenico, verso la Russia.

Due uomini, due attori russi, sullo sfondo della violenza e della criminalità degli anni ’90 si trovano, alla fine di una tournée invernale nella provincia battuta dal vento e dalla neve, bloccati in un paesino sperduto del nord, in una misera stanza ammobiliata. Qui, reduci da una apocalittica bevuta, senza un rublo in tasca, abbandonati dalla loro stessa Compagnia ripartita per San Pietroburgo, incontrano un uomo che vuole aiutarli: a patto che loro non facciano nulla per ricambiare il suo gesto. Ma i due senza saperlo gli salvano la vita, e l’uomo ora vuole riscuotere a tutti i costi ciò che gli è dovuto. Quaranta sono i gradi della vodka; quaranta sotto zero sono i gradi a cui scende la temperatura nella provincia russa, dove i due attori malandati stanno mettendo in scena il Macbeth di Shakespeare. Siamo nel post “perestroyka”, la ricostruzione attesa con speranza quasi mistica. Il dialogo è serrato: galleggia nell’alcol alimentando e distorcendo riflessioni su Dio, sull’arte, sulla morale, sul senso della vita. Il tutto con lo slancio tipico della “russkaja ducha”, l’anima russa, vera protagonista di questo atto unico.

Note di drammaturgia/regia
Vivevo e lavoravo a San Pietroburgo da un anno circa quando ho messo in scena un mio testo, Malamore, con un attore 50enne che si chiama Sacha Ronis. Alcolista, ex-primattore bello e famoso, un tempo insignito della medaglia “attore popolare dell’Unione Sovietica” (cosa che non mancava di ricordare appena aveva bevuto, con uno guizzo di dignità teatrale). Mi ha raccontato, durante le prove, di come negli anni novanta il teatro in cui lavorava, l’Alexandrinskij di San Pietroburgo, lo pagasse con 100 uova al mese. Salario proteico. E’ dal racconto di quell’attore, Ronis, che è partito tutto. Poi ho letto Vampilov, un autore sovietico che aveva scritto “20 minuti con un angelo”. Testo non tradotto che mi aveva subito colpito. Nel frattempo avevo in testa Beckett, finale di partita soprattutto, e ho trovato che nei personaggi sovietici di Vampilov ci fosse qualcosa di assurdo e apocalittico, esattamente come in Beckett, però con un sapore diverso: non algido, elegante e britannico, ma sporco, povero e ubriaco, alla russa. E poi c’era San Pietroburgo, il suo mondo teatrale ma soprattutto la gente che, nel frattempo, iniziavo a capire, e con cui passavo notti estenuanti, a bere e parlare, parlare, loro sono davvero la società della conversazione, sempre bevendo, sempre in cucina, o te o vodka, o entrambi. E spesso i loro racconti, ancora, sugli anni novanta, sulla criminalità che si era impadronita del vuoto rimasto in cui galleggiavano tutti. Probabilmente la mia intenzione era quella di mettere insieme tutte queste sensazioni, per fermarle in un qualche album di fotografie, in una cosa che avrei potuto prendere e portarmi via. Perché sapevo che un giorno me ne sarei andato. Era un posto dove stare, succhiarne il più possibile avidamente, e fuggire.

ANDREA BRUNETTI
Andrea Brunetti si è diplomato in drammaturgia alla Paolo Grassi di Milano e in regia alla scuola d’arte e mestieri della Scala di Milano. Ha vinto nel 2006 il premio Flaiano per il testo Malamore, messo in scena in Germania e in Russia (dove lui stesso ne ha curato la regia al teatro Lensoveta di San Pietroburgo). Ha lavorato come pedagogo presso l’accademia nazionale di teatro drammatico a San Pietroburgo. Con la compagnia fondata insieme a Fabio Banfo e Paolo Andreoni ha messo in scena vari spettacoli: Napoleone (di cui è anche autore) Ubu Roi (riscrittura da Jarry) Faust (riscrittura a partire da Christopher Marlowe), Lotta di negro contro cani (Koltés), Finale di Partita (Beckett), Giorni Felici (Beckett), lo Straniero (riscrittura da Camus). Le rappresentazioni si sono tenute in vari teatri italiani (Franco Parenti, Litta, Arsenale, a Milano e in vari teatri e festival a Napoli, Torino, Roma, in Argentina (tournée del Faust presso il festival itinerante El teatro del Mondo en Argentina) Germania e Russia. E’ autore di due romanzi (Nagott, L’amore male detto). Oggi lavora a Milano dove svolge le attività di regista teatrale e di regista pubblicitario.

EFFETTO MORGANA
La Compagnia

La compagnia “Effetto Morgana” fondata nel 2014 da Fabio Banfo e Serena Piazza. Ha all'attivo diverse produzioni: “Quello che le donne non dicono” (in Cile “Lo que las Mujeres non dicen”) e “Lenny”,  di cui curano soggetto, scrittura e regia e messa in scena. Per la Universidad Finis Terrae di Santiago del Cile dirigono “Sueňo de una noce de Verano”, saggio di diploma del quarto anno di recitazione dell'Universidad Finis Terrae di Santiago del Cile, con il Drammaturgo Julio Pincheira.
“Swing for Life!” e “Alfredino, l'Italia in fondo al pozzo” sono i progetti in cantiere della compagnia, rappresentati come “studio” al IT Festival 2015 e 2016 e al Festival Hu Topic di Milano.


Poetica

Effetto Morgana ha come scopo di raccontare, cercando di rappresentarlo, il mondo in cui viviamo. Solo uno sguardo che osserva, studia, penetra nel segreto profondo delle cose per strapparne un possibile senso, è uno sguardo significativo, capace di offrire l'opportunità di vedere e sentire la vita sotto una nuova e inaspettata luce. Abbiamo l'ambizione di agire nel suo significato letterale la parola riflessione: il nostro è un teatro su cui vorremmo venisse riflessa l'immagine del mondo, o meglio, di quella porzione di mondo su cui abbiamo scelto di far indugiare il nostro sguardo.

Date e orari:
da giovedì 5 a mercoledì 10 ottobre 2017 ore 21.00
domenica ore 16.00
biglietti:interi 18 euro, ridotti 13

Info biglietteria:
biglietteria@teatrolibero.it
telefono: 02.8323126
www.teatrolibero.it
Pr acquisto online: https://www.teatrolibero.it/40gradi
Ufficio stampa:
Simona Griggio, 3288839902
stampa@teatrolibero.it

2017_10_05 Appuntamenti in Biblioteca a Novara

Tornano i “Giovedì letterari in biblioteca” alla Negroni appuntamento settimanale con la letteratura e la storia. La Sezione Novarese si trova al primo piano di Palazzo Vochieri, in corso Cavallotti 6, e vi si possono trovare tutti i testi e le informazioni riguardanti Novara sotto vari aspetti come storia, arte, tradizioni, letteratura, scienza, sport e molto altro. La Sezione contiene, in una saletta, la Biblioteca del Centro Novarese di Studi Letterari, e dal novembre 2013 anche l’Archivio Letterario Graziosi. L’attività della Sezione Novarese è possibile grazie a un gruppo di volontari che tengono aperti gli spazi martedì e giovedì mattina e pomeriggio, venerdì pomeriggio e sabato mattina, proponendo anche attività e incontri. Un gruppo di volontari si occupa dello spoglio dei periodici novaresi e, di recente, della sistemazione dei materiali posseduti dall’architetto Daverio, studioso dell’Antonelli.

 Biblioteca Civica Negroni in corso Cavallotti 6 - Novara
OTTOBRE

Giovedì 05 Ottobre 2017_10_05 
ore 18
Ercole, il mito secondo uno scrittore novarese
Simone Sarasso
presenta Né uomo né dio (Mondadori)
a colloquio con Virginia Elia
Introduzione di Paolo Cortese

Giovedì 12 Ottobre 2017_10_12 
ore 18
Un giallo nella guerra d’Etiopia
Sconfinamenti tra storia e letteratura
a cura di Anna Cardano su
Marco Consentino, Domenico Dodaro, Luigi Panella,
I fantasmi dell’Impero (Sellerio)
Etiopia, 1937: la guerra per la verità nelle indagini del colonnello Bernardi

Giovedì 19 Ottobre 2017_10_19 
 ore 16
Memorie di provincia
Libroforum sul libro di
Elisa Monteverdi
La rava e la fava (Eos)
a cura di Maria Adele Garavaglia

Giovedì 26 Ottobre 2017_10_26 
ore 18
Dallo stadio ad Auschwitz
Presentazione del video
L’allenatore in campo
di Red Riot (Andrea Licata) e i ragazzi di Promemoria Auschwitz
prodotto da Mike Dedhouse (Michele De Domenico)
Con Giovanni Cerutti

NOVEMBRE

Giovedì 02 Novembre 2017_11_02 
ore 18
Quando i libri parlano
Andrea Kerbaker
presenta Diecimila.
Autobiografia di un libro (Interlinea)
intervistato da Dario Caprai

Giovedì 09 Novembre 2017_11_09 
ore 18
Drammi femminili nella Grande Guerra
Sconfinamenti tra storia e letteratura
a cura di Anna Cardano su
Elisabetta Rasy, Le regole del fuoco (Rizzoli)
Nuove donne: da Napoli due infermiere volontarie
nel dramma del primo conflitto mondiale

Giovedì 16 Novembre 2017_11_16 
ore 16
Mafia e legalità: un mosaico
Libroforum sul libro di
Massimo Savastano
Il sangue non sporca i giusti (Interlinea)
a cura di Maria Adele Garavaglia

Giovedì 23 Novembre 2017_11_23 
ore 18
La nascita di uno scrittore
Vassalli prima della Chimera:
dalla neoavanguardia a Campana
Mostra bibliografica e documentaria
a cura del Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica
Presentazione di Roberto Cicala e Giovanni Tesio

Giovedì 30 Novembre 2017_11_30 
ore 18
Un novarese da Novara all’Europa
Mario Bonfantini (1904-1978). Un salto nella libertà
presentazione del numero monografico
della “Rivista di Storia dell’Università di Torino”
con Clara Allasia e Laura Nay
coordina Massimo Bonfantini
Giornata Bonfantini 2017

DICEMBRE

Giovedì 07 Dicembre 2017_12_07 
ore 18
Figure di donne dalla Turchia all'Artsackh...
Antonia Arslan
presenta Lettera a una ragazza in Turchia (Rizzoli)
a colloquio con Silvia Benatti
e Anna Cardano

Giovedì 14 Dicembre 2017_12_14 
ore 18
Una storia berlinese dietro le quinte
Sconfinamenti tra storia e letteratura
a cura di Anna Cardano su
Jenny Erpenbeck, Voci del verbo andare (Sellerio)
Il futuro e l’attesa negli incontri inaspettati
tra un pensionato e un gruppo di esuli africani
a Berlino

Giovedì 21 Dicembre 2017_12_21 
ore 16
Lotta armata e gioventù nelle nostre montagne
Libroforum sul libro di
Luca Ottolenghi
Questa terra (Iemme)
a cura di Maria Adele Garavaglia


Tutti i giorni di apertura
della Sezione Novarese
bookcrossing
il martedì e il giovedì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18
il venerdì dalle 15 alle 18
il sabato dalle 10 alle 12
scambio libero e gratuito di libri
a cura dei volontari della biblioteca


Per informazioni
biblioteca.negroni@comune.novara.it
0321 3702807

2017_10_05 John Axelrod dirige laVerdi nel suo ultimo impegno come Direttore principale ospite

Giovedì 05 Ottobre 2017_10_05
Venerdì 06 Ottobre 2017_10_06
Domenica 08 Ottobre 2017_10_08
Auditorium di Milano - largo Mahler
STAGIONE SINFONICA 2017/18
Note oltre la morte
John Axelrod dirige laVerdi nel suo ultimo impegno come Direttore principale ospite, in un programma dedicato al tema dell’aldilà, sempre caro all’uomo di ogni epoca
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore John Axelrod

L’americano John Axelrod è il protagonista di questo terzo incontro con la Stagione sinfonica, chiudendo un arco temporale di ben 6 anni di collaborazione con laVerdi in qualità di Direttore principale ospite.  Alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, l’apprezzata bacchetta statunitense lascerà certamente il segno sul pubblico milanese, esprimendosi al meglio in un programma impressivo quanto evocativo, dall’indelebile impronta simbolica.
Triplice appuntamento giovedì 5 (ore 20.30), venerdì 6 (ore 20.00) e domenica 8 ottobre (ore 16.00), all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo in largo Mahler, per una locandina improntata a uno dei temi più suggestivi e più ricercati dall’uomo, in ogni sua espressione artistica, attraverso il tempo: la vita e la morte o - piuttosto – la vita e l’aldilà. Ascolteremo quindi, nell’ordine, Morte e Resurrezione del contemporaneo giapponese Toru Takemitsu: vero e proprio instant classic entrato stabilmente di diritto nei repertori delle grandi orchestre di tutto il mondo; Morte e Trasfigurazione, breve poema per grande orchestra di Richard Strauss; infine la Sinfonia n. 1 in Re maggiore di Gustav Mahler, universalmente conosciuta come Titano, maestosa e imponente nella sua espressione musicale come nell’organico orchestrale.
Programma
Il tema della morte spaventa da sempre l’uomo, tuttavia nessuno può negare che esso sia ancora oggi uno dei temi più attrattivi in assoluto. Tutti noi lo cerchiamo inconsapevolmente nei libri e nei film e il motivo è uno solo: con l’arte l’uomo riesce ad andare oltre la morte, a plasmare e a trasfigurare le sue forze inesorabili e incontrastabili. Apriamo dunque questo terzo programma stagionale con Toru Takemitsu, compositore giapponese dall’esperienza musicale ed estetica davvero particolare, che dalla musica nipponica è poi entrato in contatto con le avanguardie più importanti del Novecento: Morte e resurrezione è un arrangiamento della colonna sonora del film giapponese Pioggia nera (1989) di Shōhei Imamura, ambientato durante le fasi del terribile bombardamento atomico di Hiroshima.
Morte e trasfigurazione di Richard Strauss è invece un sognante poema sinfonico che scaturisce dalla memoria di un malato: ricordi, rimpianti e speranze per l’aldilà: la partitura segue una poesia di Alexander Ritter con il caratteristico linguaggio immaginifico di Strauss.
In conclusione, un nuovo appuntamento con Gustav Mahler e la sua Sinfonia n. 1, opera che inaugura l’amplissimo organico orchestrale tipico del Mahler sinfonico, che richiede necessariamente una sapiente direzione.
Il Maestro Axelrod introduce all’ascolto:
“Innanzitutto devo dire che sono profondamente onorato di avere ‘servito’ per ben 6 anni come Direttore principale ospite de laVerdi, e sarò eternamente grato al pubblico di Milano per il suo fedele supporto. Considero un privilegio personale aver fatto musica per così lungo tempo con gli ottimi Professori e Musicisti de laVerdi e di aver così contribuito alla gloriosa storia di quest’orchestra.
“Passando ai contenuti, questo mio ultimo programma palesa un’intenzione simbolica: resurrezione e trasfigurazione sono infatti effettivamente due parole chiave. Mahler, Strauss e Takemitsu furono – insieme a molti altri compositori – fortemente ispirati dalle implicazioni metafisiche della vita e della morte. La musica in sé è un microcosmo di questa esperienza. Con ogni respiro, il suono vive, quindi muore, e un altro suono inevitabilmente segue. E quando la musica finisce, l’esperienza continua nella risonanza e nel ricordo.
Così, il ciclo inesorabile della vita e della morte porta con sé cambiamenti e opportunità, a cominciare dalla realtà concreta. Così laVerdi ora può continuare il suo percorso con un nuovo direttore musicale, mentre io mi trovo concentrato su Siviglia - prima Città della Musica per l’UNESCO – nella doppia veste di Chief Executive Officer e di Direttore musicale ed artistico dell’Istituzione.
“Ma non potrò mai dimenticare i preziosi contributi professionali e i tantissimi momenti significativi che abbiamo condiviso a Milano: laVerdi sarà sempre nel mio cuore. Grazie mille a tutti!”.

Giovedì 5 ottobre 2017, sempre in Auditorium (ore 18.00, Foyer della balconata, ingresso libero), appuntamento con la tradizionale conferenza di introduzione al programma, dal titolo: “L’universo Mahler”, relatore Francesco Attardi. La caleidoscopica Sinfonia n. 1 di Gustav Mahler può essere riassunta in questa folgorante affermazione di Quirino Principe: “Diversamente dalla Sinfonia n. 1 di Beethoven, le cui piccole burle alle spalle della tonalità ci emozionano costringendoci a pensare a tutto quello che verrà poi, la Prima di Mahler è già un concluso sistema di autocitazioni. È la citazione di un mondo, ed è già una sorta di autobiografia culturale”.

(Biglietti: euro 42,00/16,00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org  www.vivaticket.it).

2017_10_05 TieffeTeatro Milano UN SALTO IN CIELO–BRECHTSUITE

STAGIONE  2017 | 2018
TieffeTeatro Milano
Stagione 48… il viaggio continua
@TieffeTeatro 
CALENDARIO SPETTACOLI TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano - tel. 02 36592544 - biglietteria@tieffeteatro.it

ORARI BIGLIETTERIA
Dal lunedì al sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00
domenica ore 14.30 | 16.30 solo nei giorni di spettacolo

Acquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.org

ORARI SPETTACOLI
martedì, giovedì e venerdì ore 20.30
mercoledì e sabato ore 19.30 (eccetto le prime ore 20.30)
domenica ore 16.30


5 | 15 ottobre
TieffeTeatro Milano in collaborazione con Area M
e il contributo di Regione Lombardia – Progetto NEXT 2016
presenta
UN SALTO IN CIELO–BRECHTSUITE
con Marco Balbi, Paolo Bessegato, Francesca Gemma, Andrea Mirò,
Romina Mondello, Lucia Vasini
e i musicisti di Artchipel Orchestra
Marco Fior, Andrea Baronchelli, Andrea Ciceri, Carlo Nicita, Eloisa Manera,
Fabrizio Fogagnolo, Luca Gusella, Mariangela Tandoi
drammaturgia e regia Emilio Russo
direzione musicale e arrangiamento Ferdinando Faraò

Lo spettacolo è un viaggio alla scoperta del grande autore tedesco, della sua umanità, della malinconia per le cose del passato, del suo amore per gli esseri della terra e il suo sdegno per la crudeltà, la bassezza del vivere sociale. L’opera di Bertolt Brecht è un immenso, inquietante, fascinoso e provocatorio diario lirico. Il teatro, la poesia, le canzoni, le schegge, i frammenti, le osservazioni lancinanti sul mondo e l’arte intessono una vera e propria biografia letteraria, culturale e sociale della prima metà del Novecento, il cosiddetto secolo breve.
È anche una storia di storie dove i personaggi sono profughi in fuga da un’Europa incendiata dal furore del nazismo e dei popoli complici, verso un sogno americano, già sfumato alle prime luci dell’alba, dove quel barlume di apparente libertà si compra e a caro prezzo al mercato delle illusioni, della miseria, della non appartenenza.
Ogni mattino, per guadagnarmi il pane vado al mercato dove si comprano menzogne.
Pieno di speranza mi metto in fila fra i venditori.
Come non pensare alla condizione degli stessi Brecht e Kurt Weil in fuga dalle persecuzioni anti semite e ai loro anni vissuti dapprima in viaggio per l’Europa e poi decisamente oltre oceano, dove hanno continuato tra diffidenze e intolleranze ad esprimere il proprio genio poetico e musicale?
Un salto in cielo-Brechtsuite è proprio dedicato ai profughi e ai viaggiatori di tutte le epoche, raccontando di un luogo-non luogo, senza passato e senza futuro, come sono proprio gli approdi di chi viaggia in fuga, o forse le tappe di esistenze inquiete. o magari il senso stesso della metafora teatrale, che è forse e comunque solo un viaggio da una quinta all’altra. In questo luogo del possibile alcuni personaggi delle pagine brechtiane prenderanno vita per una narrazione in bilico tra immaginazione e verità, in gioco con lo scorrere del tempo. La violenza di un presente senza futuro e la speranza della fine di un incubo collettivo, sono ai confini di una storia, che è fatta anche di sentimenti semplici, di amori perduti, di amicizie ritrovate, di idee nascoste, di ironia, di disperazione. Brecht e il suo pianeta, insomma.

La scena rappresenta un vicolo ingombro di rifiuti e cose abbandonate. È il retro di un locale (Mahagonny Night) a cui si accede da una scala. Siamo a New York negli anni ‘40. In scena due profughe, Jenny e Yvette, sono venute via dal nazismo e dall’Europa in fiamme. Si arrangiano nel locale, un po' puttane, un po' cameriere, ballerine e cantanti. Le comanda, e anche le tutela, Giovanna, che conosce il vecchio e il nuovo mondo. Ci sono altri due personaggi, il professore e l’operaio, anche loro profughi, probabilmente senza casa, che passano il loro tempo al Mahagonny a scrivere e a dialogare.  Infine Judith, una giovane donna borghese che arriva anche lei dall’Europa per trovare rifugio in quel luogo. Sarà dapprima vista con sospetto, reagirà con diffidenza e paura e poi capirà che accettare le regole e la vita delle altre sarà l’unica possibilità che le resta per sopravvivere e forse anche per non perdere del tutto la voglia di sognare. Accetterà anche lei questo mondo… e accompagnerà proprio lei il pubblico dentro il locale alla scoperta dell’ultima notte del Mahagonny, tra la musica di una vera e propria orchestra di nove elementi e i numeri di un cabaret senza tempo. Nessuno riuscirà a trattenere risate e lacrime, prima del grande buio, anche se in fondo e dentro noi stessi quella piccola luce non è mai stata del tutto spenta…
   Emilio Russo

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