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2010_03_08 Freddy suona Schumann

Lunedì 8 marzo 2010 Ora:21.00
Conservatorio G. Verdi - Via Conservatorio 12 - Milano, Italy
FREDDY KEMPF in concerto 8 marzo - SCHUMANN/LISZT - promozione speciale
DescrizioneLunedì 8 marzo 2010 – ore 21.00
IL DOPO HOROWITZ
Pianista FREDDY KEMPF
R. SCHUMANN
Toccata in do maggiore op. 7
Arabeske in do maggiore op. 18
Blumenstück in re bemolle maggiore op. 19
Humoreske in si bemolle maggiore op. 20
LISZT/HOROWITZ
Seconda Rapsodia ungherese
F. LISZT
Mephisto Valzer

PROMOZIONE A 5 EURO PER GLI AMICI DI FACEBOOK DI SERATE MUSICALI !!!

2010_03_07 Sacro e profano (2010_03_08)

domenica 7 marzo 2010 ore 10.30
lunedì 8 marzo 2010 ore 20.45
Palazzina Liberty - Milano

TRA SACRO E PROFANO

Francesco Antonio Bonporti
"Clarae stellae", mottetto a voce sola "Per la Madonna"

Giovanni Battista Pergolesi
Concerto in si bemolle maggiore per violino, archi e b.c.

Gianbattista Ferrandini
"Sventurati miei sospiri" - "Pari all'amor fu immenso" da "Il pianto di Maria"

Antonio Vivaldi
Concerto per violino solo, archi e b.c. in si bem maggiore RV 378
"Longe mala, umbrae, terrores" (Introduzione al Gloria) RV 629

Massimo Graziato
Ninna nanna alla Vergine
(prima esecuzione assoluta)

Antonio Vivaldi
Concerto per violino, archi e b.c. in mi bem maggiore "La tempesta di mare" RV 253
"In turbato mare irato", mottetto per voce sola, archi e b.c. RV 627

Enrico Casazza violino e direzione
Marina De Liso mezzosoprano

Un suggestivo e solenne concerto per archi e mezzosoprano, in una calibrata successione di arie sacre e profane, con una prima esecuzione assoluta.
ORCHESTRA DA CAMERA MILANO CLASSICA
Via Leoncavallo 8 - 20131 MILANO
Tel. 02-28510173 Fax 02-28510174
info@milanoclassica.it
www.milanoclassica.it

2010_03_08 Otello con un nuovo loock

Lunedì 8 marzo 2010 alle ore 21
Teatro Fraschini – Pavia Rassegna Altri Percorsi
LITTA_produzioni presenta
Progetto Work in Progress
OTELLO
di William Shakespeare
Progetto e Regia Claudio Autelli
Primo Spettatore Antonio Syxty
Traduzione Salvatore Quasimodo
Con Enrico Ballardini, Matilde Facheris, Lino Musella, Irene Serini, Francesco Villano

Personaggi ed interpreti
Cassio Enrico Ballardini
Emilia Matilde Facheris
Iago Lino Musella
Desdemona Irene Serini
Otello Francesco Villano
Scene e Costumi Paola Tintinelli, Maria Chiara Vitali, Gilda Esposito
Aiuto Regia Lorenzo Facchinelli

Nella riduzione scenica del giovane regista Claudio Autelli
Lo spettacolo ha vinto nel 2008 il premio Nuove creatività dell’Ente Teatrale Italiano.
Sfoltita di ogni orpello, il regista si immagina la vicenda tra Otello e Desdemona intorno ad un interminabile tavola nuziale che si trasforma via via in un’unica cerimonia alla quale partecipano tutti i personaggi. Il tempo è scandito dall’evolversi degli accadimenti, dal mutare dei rapporti che scivolano verso una inevitabile degenerazione. Al rito sacrificale, tra brindisi e discorsi, segnato a tratti da un sottofondo di musica rock, partecipano i protagonisti della “saga shakespeariana”: Cassio, aitante luogotenente del Moro, Iago alfiere e stretto consigliere di Otello, accompagnato dalla fragile consorte Emilia, sottilmente invidiosa della felicità di Desdemona, Otello, generale bisognoso di valori ed accecato dai fantasmi della sua mente, Desdemona, vittima sacrificale di tutti i commensali del banchetto.

Il clima che si viene così a creare resta in equilibrio tra un esordio festoso ed una rovinosa caduta infernale successiva; l’affresco che viene ultimato mostra l’ ineluttabile degenerazione dei reciproci rapporti dei personaggi, accecati da una violenza mai sopita, caricata da incomprensioni irrisolvibili, invidie e menzogne connaturate all’indole umana. Tutto l’agire, nella sua continuità, con il procedere, sviluppa una tensione sempre crescente e definisce con maggior puntualità i personaggi, conferendo solidità ed intensità alla messinscena.

Claudio Autelli, attore, regista

2010_03_08 Manifestazioni della Provincia di Novara per la Festa della donna

Assessorato Pari Opportunità
PROVINCIA DI NOVARA
Piazza Matteotti, 1
Tel 0321-378273 / 378852
FESTA DELLA DONNA
8 MARZO LA PROVINCIA DI NOVARA PER LE DONNE
Lunedì 8 Marzo
Gli Assessori Anna Maria Mariani e Annamaria Mellone, insieme alla Presidente del Consiglio Lavinia Calabrò incontrano le dipendenti della Provincia
 
Dal 5 al 21 Marzo
Palazzo Tornielli–Via Greppi –Novara
DONNE E MADONNE
NEI SACRI MONTI DEL PIEMONTE E DELLA LOMBARDIA

Mostra Fotografica
Inaugurazione mostra
venerdì 5 marzo 2010 - ore 18
Orario di apertura
ore 10-12 da lunedì a sabato
ore 16-18 lunedì, giovedì, sabato e domenica
 
Giovedì  18 Marzo
ore 10 - Sala Consiliare della Provincia di Novara:
Convocazione dei componenti del Protocollo d'Intesa e presentazione del progetto di interventi a favore delle donne vittime di violenza attraverso percorsi di lavoro
 
Martedì 30 Marzo
ore 11 - Sala consiliare della Provincia di Novara - Piazza Matteotti,1
Presentazione nuova Commissione
Pari Opportunità
 
Mercoledì 31 Marzo
ore 14,30 - Aula Magna Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" - Via Perrone, 18 - Novara:
Seminario di formazione: Donne vittime di Stalking in collaborazione con Procura della Repubblica e Ordine degli Avvocati di Novara, Università del Piemonte Orientale, Associazione Industriali e Camera di Commercio di Novara.

Le prossime esibizioni del complesso I Baraban

2010_03_05
Venerdì 5 marzo ore 21
Cerro Maggiore (MI), Auditorium, via Boccaccio
2010_03_08
Lunedì 8 marzo ore 21
Sondrio, Auditorium Torelli
2010_03_14
Domenica 14 marzo ore 17
Rozzano (MI), Cascina Grande
Barabàn
L'anello forte
La donna nei canti, dalla tradizione popolare a De André
con Maddalena Soler: voce solista, violino Vincenzo Caglioti: organetto diatonico, voce Aurelio Citelli: voce solista, tastiere, bouzouky Giuliano Grasso: violino, voce Paolo Ronzio: chitarra, bouzouky, voce
Info tel. 338.7189841 – 339.2658341 info@baraban.it www.baraban.it

2010_03_08 MusicAcross a Milano, il 2010_03_09 a Cremona

MusicAcross – "Contemporanea"

Omaggio a Claudio Monteverdi

8 marzo - Teatro Dal Verme di Milano ore 21

9 marzo - Teatro Ponchielli di Cremona ore 20.30

Tre prime assolute di Giorgio Battistelli, Ivan Fedele, Luca Francesconi

Caterina Caselli, direttore artistico di Music Across

Il concerto è ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
Informazioni per il pubblico:
Teatro Dal Verme: Via San Giovanni Sul Muro, 2 – Milano
Tel. 02 87905 ; www.dalverme.org
Teatro A. Ponchielli: Corso Vittorio Emanuele, 52 - Cremona
Tel. 0372.022001/02 ; www.teatroponchielli.it

musikFabrik, ensamble strumentale

Peter Rundel, direttore d'orchestra

Valentina Coladonato, soprano

Sandro Naglia, tenore

Grazie alla iniziativa della Dottoressa Luisa Vinci, Direttore dell'Accademia del Teatro alla Scala e del compositore Michele Dall'Ongaro, Responsabile della programmazione musicale di Radio 3, Radio RAI registrerà le tre esecuzioni in diretta e le
manderà in onda nelle prossime settimane in differita su Radio 3.

MusicAcross, l'innovativo progetto artistico promosso dall'Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia e affidato alla direzione artistica di Caterina Caselli, ha sviluppato la sua proposta in tre diverse sezioni (Indeepandance, LiveAcross e Contemporanea), mescolando e intrecciando le radici musicali del nostro tempo con le più moderne forme d'arte.

Dopo l'esordio dello scorso anno, con i due concerti inseriti nel cartellone del Festival di Cremona Claudio Monteverdi, dei quali sono stati interpreti, rispettivamente, l'Ensemble XX dell'Accademia Teatro alla Scala e l'Ensemble Ictus, quest'anno "Contemporanea" compie un passo avanti di grande prestigio, presentando al pubblico tre nuove opere appositamente commissionate per la rassegna diretta da Caterina Caselli.

"Contemporanea" rende così omaggio all'opera di Claudio Monteverdi con un doppio concerto: il primo lunedì 8 marzo al Teatro Dal Verme di Milano e il secondo, che si inserisce all'intero del Festival Monteverdi, martedì 9 marzo al Teatro Ponchielli di Cremona.

Saranno presentate in prima assoluta le composizioni di tre tra i più interessanti compositori italiani: Giorgio Battistelli, Luca Francesconi, Ivan Fedele. Tutti e tre i lavori si ispirano, se pur con modalità diverse, all'opera monteverdiana reinterpretandone lo spirito con un linguaggio del tutto originale.

A proporre in prima assoluta le tre composizioni sarà musikFabrik, uno dei principali ensemble di musica contemporanea. Come è noto, musikFabrik è una vera e propria fucina al servizio dell'innovazione artistica: il lavoro del gruppo è dedicato in forma quasi esclusiva alla proposta di opere nuove o inedite, affrontate in stretta collaborazione con i loro autori. Con musikFabrik prenderanno parte ai concerti il soprano Valentina Coladonato e il tenore Sandro Naglia. I concerti saranno diretti da Peter Rundel, tra i più sensibili interpreti del repertorio del nostro tempo.

Note sulle composizioni

Giorgio Battistelli, compositore

INVENTIS FACILE EST ADDERE (2009)
per ensemble di ottoni, percussioni, archi, tastiera sampler, pianoforte e celesta

La musica di Monteverdi dalla quale ho preso spunto proviene dai Madrigali guerrieri e amorosi, dunque dal Libro VIII dei Madrigali. Dalla prefazione del Libro VIII ho tratto anche il titolo Inventis facile est addere. Queste indicazioni, scritte proprio da Monteverdi, mi sono sembrate il suggerimento di un compito e di una sfida. Inventare aggiungendosi al lavoro altrui, variando o magari distorcendo il lavoro altrui, non è necessariamente più facile in un'epoca come la nostra, nella quale tutto lo spettro di possibilità che va dall'interpretazione al tradimento, dalla citazione alla dissimulazione, è stato ampiamente battuto e ribattuto. Da quelle parole di Monteverdi ho voluto prendere spunto per compiere un viaggio diverso: non partire dal mio linguaggio per trasformare quello di Monteverdi, ma imparare dalla sua lingua per modificare la mia.
Vanamente, dunque, si cercherebbero qui delle citazioni: ce ne sono, si possono riconoscere volendo piccoli frammenti sparsi. L'ambito della citazione, però, non è quello in cui ho voluto portare la sfida che proveniva da Monteverdi. Dalla sua musica ho cercato semmai di riprendere la dimensione materiale e gestuale. L'aspetto performativo e teatrale, rappresentativo, prevale perciò sul gioco del reperimento di singole somiglianze. Sin da quando ho lavorato sul Combattimento di Tancredi e Clorinda, nel 2005, avevo capito del resto che la ricerca di affinità e somiglianze non è il modo giusto per lavorare non tanto su Monteverdi, ma con lui. La musica di Monteverdi mette in gioco strategie di elusione più che di riconoscimento, di travestimento più che di identificazione, di equivoco più che di comprensione. Di qui l'idea di accogliere la funzione costruttiva da lui assegnata ai ritmi, alle dinamiche, ai timbri, e di comporre una musica il più possibile libera dal rovello mentale della profondità e dell'interiorità, esonerata dalla psicologia e dal romanticismo. Sappiamo quanto Nietzsche fosse diffidente nei confronti della profondità e raccomandasse, semmai, la superficie. Risalendo alle origini della lingua musicale moderna riconosciamo in Monteverdi un filosofo della maschera e dell'apparenza e desideriamo leggerlo con gli occhi di Nietzsche, un po' come Borges ha voluto fare con il Don Chisciotte seguendo il lavoro immaginario di Pierre Menard. Leggendo Monteverdi in questo modo troviamo in lui, oggi, quella che Luciano Berio definiva «la complessità della semplicità». L'ornamentazione, le fioriture, la prevalenza di uno sviluppo orizzontale rispetto al dominio della verticalità, dimensione più adatta allo scavo del mondo interiore, è ciò che riflette nella composizione una convinzione insieme rinascimentale e contemporanea: quella per cui la profondità può essere un inganno. Avendo voluto lavorare sulla materia e sul gesto della musica di Monteverdi, non si troverà in questa mia nuova composizione la voce, non si troverà il canto. Solo in chiusura dall'impasto dell'orchestra emergerà un suono vocale, sia pure in maschera, cioè campionato. Una sola nota, un Re, che si estende solo su quattro battute sopra una dissolvenza incrociata degli archi subito prima che la musica si spenga nel silenzio, per evocare con quell'unica nota la memoria di una voce ridotta a gesto sonoro e non, come pure avviene nella musica di Monteverdi, a ingrediente drammatico ed espressivo. Proprio la memoria è l'altro aspetto su cui gioca una composizione basata su elementi ricorrenti, ostinati come possono esserlo alcune figure ritmiche inventate da Monteverdi e da lui donate al futuro della musica perché questa potesse aggiungervi invenzioni ulteriori, non necessariamente più facili. Intensificazioni della dinamica e del movimento si alternano, qui, a momenti di sospensione, sfere di suono più rarefatto nelle quali tutta l'agitazione precedente si disperde come in uno stato gassoso subito prima di tornare a farsi solida e di ricominciare il suo corso. Alcune anomalie timbriche incidono tagli nel tessuto sonoro come se un altro gesto, preso dall'arte figurativa del Novecento, collaborasse con le fioriture monteverdiane e fare della musica un luogo di rammemorazione e di pensiero. Compare per esempio il pianoforte. Alla fine, come si è detto, appare la voce. Ma è una voce paradossalmente assente, è l'elusione della voce più che l'aggiunta del canto. È la maschera di Monteverdi che, sotto mentite spoglie, torna a giocare con noi la strategia musicale dell'inganno.
Giorgio Battistelli

Luca Francesconi, compositore

ATTRAVERSO (2009)
per soprano e un consort di legni, ottoni, percussioni, archi, pianoforte

La voce segue gradazioni progressive di pathos.
Dopo una invocazione sommessa e accorata alle Muse e alle loro cetre, una Musica imperturbabile canta una linea raggelata, fuori dal tempo.
Man mano che la drammaturgia si compie il canto si carica di espressività, fino al un climax di disperazione molto umana, di reazione emotiva estrema all'ingiustizia della sorte.
Ma è solo quando ritrova la componente di mistero evocata dai suoni che Orfeo accede ad una dimensione " altra", trascendente.
Il pezzo è una rilettura a volo radente della storia di Orfeo, attraverso una scelta minimale di versi tratti dall'originale di Alessandro Striggio.
In un certo senso ho intravisto le forze oscure che muovono celate dietro il racconto e, probabilmente, dietro la vita di ciascuno.
Gli occhi che osservano, come succede nell'Orfeo, sono spesso femminili e pervasi di una misteriosa accettazione del destino : come di un accidente inevitabile.
L'unico testo "maschile", cioè cantato da Orfeo, è legato al momento della volontà, della risoluzione razionale : combattere il Fato fino in fondo con i propri versi ( "se alcuna cosa i versi ponno, n'andro' sicuro ai più profondi abissi).
Alla presenza del Dio traghettatore alle soglie dell'Ade, Orfeo però si trasforma in musica lui stesso. La sua perorazione perde i connotati verbali e razionali e diventa un rituale incantatorio, ipnotico.
E' pronto a varcare una soglia, attraverso una linea invisibile. Solo grazie a questa trasfigurazione (e dunque alla musica) egli riesce a entrare nel Regno delle Ombre.
Fortuna che viene vanificata, nel tentativo di uscirne con Euridice, dall'avventatezza tutta umana del dubbio.
Questo costante squilibrio fra istinto e dubbio razionale, è il tormento dell'uomo.
Ancora una volta la donna sottolinea l'assurdità di questa condizione, con una struggente verità : "Così per troppo amor dunque mi perdi ?"
Luca Francesconi

Ivan Fedele, compositore

THANATOS ÉROS (2010)
'riduzione del testo originale di Torquato Tasso a cura di Giuliano Corti e Ivan Fedele'
per soprano, tenore e un ensemble strumentale con legni, ottoni, archi, arpa, pianoforte e tastiera midi

Quando MusicAcross mi commissionò una nuova composizione per il Festival Monteverdi di Cremona, composizione che avesse un legame con l'autore dell'Orfeo, pensai subito a ciò che non avrei voluto fare, ovvero non avrei utilizzato alcuno spunto musicale derivato dalla musica del compositore cremonese. Pensai piuttosto che avrei preferito ispirarmi al tempo di Monteverdi, alla letteratura per esempio, e mi rivolsi subito alla Gerusalemme liberata che è la fonte del testo di Il combattimento di Tancredi e Clorinda. La scelta di questo episodio, che nella mia versione è mantenuto pressoché inalterato con alcune compressioni o dilatazioni operate nel rispetto dell'originale del Tasso, fu determinata dal forte impatto emozionale che ha sempre avuto su di me. In esso possiamo ritrovare tutti i caratteri del mythos (la parola che racconta) a cui tanta letteratura e la psicanalisi stessa hanno fatto sovente riferimento, in seguito, attraverso nuovi testi, glosse e rielaborazioni (logos, la parola che spiega). La vicenda è in sé emblematica e collega strettamente la vita alla morte attraverso quel legame impalpabile e al tempo stesso tremendamente forte che è l'amore, l'amore che genera vita e il conflitto che ignora l'amore (Tancredi non sa che il suo avversario è l'amata Clorinda), sono le antitesi di una eterna dialettica che in questo caso tanto più si fa struggente quanto più è fatale. Nella psicologia freudiana la diade è presentata anteponendo l'amore alla morte: éros e thanatos. In Thanatos éros avviene il contrario: non solo, ma viene eliminata la congiunzione quasi a voler significare un legame ancor più stretto, un abbraccio indissolubile tra morte e amore. I due personaggi, il soprano e il tenore, sono stati pensati come attori di un duello più metafisico che fisico e le opzioni musicali hanno spesso prediletto ossimori espressivi in cui sovente a un testo concitato viene associato un carattere straniato, quasi che i due contendenti fossero in condizione di guardare se stessi duellare in slow motion. Altrove invece, come in un montaggio cinematografico molto serrato, il focus, l'immagine ritorna sui soggetti in prima persona a mo' di punteggiatura drammaturgica. Il narratore che si inserisce tra una scena e l'altra, è una voce trattata elettronicamente al quale non viene affidato il compito di descrivere e commentare il già noto, ma di sublimare in musica il senso delle parole. Nelle mie intenzioni questa composizione è una scena lirica che bene si accoppierebbe, in un dittico o un trittico, con altri brani che con essa avessero un legame (penso, che so, a un Orfeo che composi in forma radiofonica alcuni anni orsono).
Ivan Fedele

2010_03_08 Concerto delle donne a Turbigo

Amici della Musica Turbigo - Stagione Musicale 2010 
Con il patrocinio del Comune di Turbigo (Mi)
Auditorium Comunale di Via Trieste a Turbigo (Mi)
Lunedì 8 marzo 2010 - ORE 21,00
Il Concerto delle Donne
Ingresso al concerto: interi € 10,00 – Ridotti € 8,00
Info: tel 347.2466918         e-mail: amicimusicaturbigo@libero.it
 
CONCERTO
Lunedì 8 marzo alle 21.00 presso l'Auditorium Comunale di Turbigo (Mi) inizia la stagione concertistica 2010 organizzata dall' Associazione Amici della Musica con il primo concerto dal titolo "Il Concerto delle Donne". Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura ed ha il patrocinio del Comune di Turbigo (Mi).  Il titolo del concerto riprende il nome di un gruppo musicale femminile che a Ferrara, presso la Corte Estense, partecipava a tutte le manifestazioni di Corte. Ormai alla quinta edizione, il concerto, nel giorno della festa internazionale della donna, è un piccolo contributo e un riconoscimento della Associazione alla verità della storia umana fatta da uomini e donne. 
E'' la musica stessa a dirci come l'armonia nasce dalla diversità, e come la diversità sia un valore. ad una condizione: quella di riconoscerla e di rispettarla.
Soprattutto nel teatro e nella musica la donna è sempre stata non solo musa e ispiratrice, ma protagonista.
E protagonista sarà in questo concerto in cui il talento, la teatralità e la raffinatezza al femminile avrà  modo di manifestarsi  e di esibirsi in alcune delle mille faccie della cultura: nella musica (arpa, flauto, pianoforte), nel canto (lirico e moderno), nella recitazione (cabaret, declamazione) e nella danza.
CONCORSO
Anche quest'anno prosegue, dopo il successo dell'anno scorso e in concomitanza con il  concerto, l' iniziativa, sempre dedicata alla donna, di "UNICA PER UN GIORNO", in cui tutte le donne, anche non associate, possono partecipare e candidarsi a diventare "Unica", raccontando una storia di bellezza femminile in cento parole. Una giuria, composta da nostra associati, esaminerà i lavori presentati e  le tre migliori storie verranno declamate durante il concerto.
La vincitrice, che sarà scelta tra le tre migliori, verrà premiata e  proclamata "UNICA PER UN GIORNO" nell'intervallo tra la prima e seconda parte del concerto.
 
Sei una donna che desidera essere UNICA ..?
Racconta una storia di bellezza con 100 parole o meno e diventerai Unica.
"UNICA PER UN GIORNO"
Bellezza come segno esteriore ed interiore dell'universo femminile;
Raccontalo (in prosa, poesia...) con un massimo di 100 parole;
Tutte le donne possono partecipare (socie o non socie) ed ognuna è candidata a diventare "Unica";
I nostri esaminatori sceglieranno insindacabilmente i migliori e i primi tre, con le loro autrici, verranno presentati durante il Concerto delle Donne;
I racconti vanno consegnati in busta chiusa entro sabato 28 febbraio 2010 completi di dati personali e recapito telefonico;
a Turbigo: Cartolibreria Torno-Buffetti, Tabaccheria Sartorelli e Biblioteca Comunale: a Castano: Cartoleria "Lo Scarabocchio"; a Buscate: Biblioteca Comunale;
oppure telefonando al 347.2466918 - 0331 899709 - 0331323589 o per email amicimusicaturbigo@libero.it
Tutti i racconti presentati diventeranno di proprietà della Associazione Amici della Musica di Turbigo.

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)