2009 03 16 Stagione di Concerti del Collegio Ghislieri

Lunedì 16 marzo 2009, ore 21
Aula Magna del Collegio Ghislieri

VII Stagione di Concerti del Collegio Ghislieri
Serata inaugurale
Ne cadant in obscurum
Il Requiem di Johann Ernst Eberlin



Naoco Yamamura, soprano •  Morena Carlin, alto
Krystian Krzeszowiak, tenore
•  Carlo Checchi, basso


Arìon Choir & Consort
del Collegio Ghislieri

Giulio Prandi, direttore


PROGRAMMA DELLA SERATA:


Antonio Caldara
(Venezia 1670 •  Vienna 1736)
Triosonata in fa maggiore op. 1 n. 1

per due violini e continuo
Grave - Allegro - Adagio - Presto


Johann Ernst Eberlin
(Jettingen 1702 •  Salisburgo 1762)
Requiem in si bemolle maggiore
per soli, coro, due violini e continuo
Requiem æternam - Dies iræ - Offertorium - Sanctus - Benedictus - Agnus Dei


* * *


Giovanni Platti
(Padova 1697 •  Würzburg 1763)
Missa in fa maggiore
per soli, coro, due violini e continuo
Kyrie - Gloria - Credo - Sanctus - Benedictus - Agnus Dei


al termine del concerto
degustazione offerta dal Club del Buttafuoco Storico con
Buttafuoco Chinato

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Arìon Choir & Consort
del Collegio Ghislieri

Marco Bianchi, violino
Fabio Ravasi, violino
Gianni Maraldi, viola
Marco Testori, violoncello
Nicola Barbieri, contrabbasso
Michele Pasotti, tiorba
Maria Cecilia Farina, organo


soprani
Grazia Abbà, Irene Alfinito, Valentina Argentieri
Tomoko Nakahara, Naoco Yamamura


alti
Silvia Bertoluzza, Morena Carlin
Ilaria Pasotti, Ilaria Ribezzi, Claudia Romano


Tenori
Gianfranco Cerreto, Yasuharu Fukushima,
Krystian Krzeszowiak, Paolo Tormene, Matteo Zenatti


bassi
Jacopo Binazzi, Daniele Brigante, Carlo Checchi
Paolo Graziano, Antonio Masotti

Giulio Prandi, direttore


Leggi le note introduttive al concerto:
http://www.ghislierimusica.org/Eventi/note_sala.php?id_replica=76
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Apertura biglietteria presso l'Aula Magna del Collegio Ghislieri: ore 18
Aperture sala: ore 20.30


BIGLIETTI:

Settore A • Intero: € 10
Settore A • Ridotto: € 7
Settore B • Intero: € 7
Settore B • Ridotto: € 5
"Speciale Giovani"
€ 5 (Sett. A e B)

Prevendita tramite il circuito VIVATICKET:
•    online sui siti www.vivaticket.it e www.ghislierimusica.org

•    presso i punti vendita Vivaticket presenti su tutto il territorio nazionale (a Pavia presso la Coop di Viale Campari, 64 – ufficio soci all’ingresso)
•    chiamando il callcenter Vivaticket 899.666.805
•    con pagamento da effettuarsi tramite carta di credito o presso gli sportelli bancomat del circuito Intesa Sanpaolo abilitati

Hanno diritto ad abbonamenti e biglietti ridotti:
•    Over 65, mutilati, invalidi e militari
•    Amici di Ghislierimusica
•    Allievi, docenti e personale dell'Istituto Parificato e della Civica Scuola di Musica "F. Vittadini"
•    Studenti, Ricercatori, Personale docente e Personale tecnico-amministrativo dell'Università di Pavia
•    Titolari Carta Più Feltrinelli
•    Soci Coop
•    Dipendenti associati al CRAL del Comune di Pavia
•    Dipendenti ASL Pavia
•    Aderenti al Circolo del personale Banca Regionale Europea
•    Dipendenti e tesserati Idea Blu
Lo speciale “Ridotto Giovani” è riservato a:
•    Under 26
•    Iscritti al Coro del Collegio Ghislieri

L'ingresso è gratuito per i ragazzi fino a 12 anni accompagnati da un adulto
Per riservare questa opzione inviare un e-mail a segreteria@ghislierimusica.org


diritto di prevendita: 10% del costo facciale del biglietto a partire da un minimo di € 1,50
non è ammessa la restituzione dei biglietti acquistati – per informazioni: info@ghislierimusica.org

Riparte la programmazione della Rete Orfeo per il 2009.

Circuito Lombardo di Musica Antica 2009  -ReteOrfeo
LE CITTA' DELLA MUSICA
Giunto nel 2009 al quarto anno di vita, il Circuito Lombardo di Musica Antica di ReteOrfeo torna a toccare quattro città di grande storia e cultura: Pavia, Mantova, Milano, Brescia.
Pensato e realizzato in prima persona dai musicisti, il network popone come sua cifra stilistica la volontà di stimolare un confronto tra artisti diversi per esperienze e specificità che però condividono una comune sensibilità nel modo di fare musica.
Nei cartelloni di ciascuna rassegna, le nostre quattro città lanciano un ponte ideale verso quattro capitali della musica europea del Settecento - la Salisburgo di Eberlin e Mozart, la Venezia di Vivaldi, la Londra di Händel e Haydn, la Vienna di Haydn e Mozart - per proporre letture nuove di pagine amatissime dal grande pubblico, ma anche alla scoperta di capolavori musicali per troppo tempo dimenticati.
I quattro gruppi fondatori, Arìon Choir & Consort, Orchestra Barocca Zefiro, Il Quartettone e Brixia Musicalis, sono formazioni di eccellenza accomunate dalla volontà di coinvolgere con proposte di qualità il pubblico del proprio territorio.
Per la prima volta, nell'ambito del Circuito, all'intensa attività di produzione dei gruppi fondatori, si associano quest'anno due ospiti di fama mondiale: Giuliano Carmignola e l'English Concert. [ GiulioPrandi Direttore di ReteOrfeo].
 
 

ReteOrfeo

LE CITTA' DELLA MUSICA

Circuito Lombardo di Musica Antica 2009

Il calendario

Domenica 15 marzo – Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci
Lunedì 16 marzo – Pavia, Aula Magna del Collegio Ghislieri
Venerdì 23 ottobre – Brescia
NE CADANT IN OBSCURUM
Il Requiem di Johann Ernst Eberlin
Naoco Yamamura • Morena Carlin • Krystian Krzeszowiak • Carlo Checchi
Arìon Choir & Consort
Giulio Prandi, direttore

***

Mercoledì 15 aprile – Pavia, Aula Magna del Collegio Ghislieri
Venerdì 8 maggio – Mantova, Teatro Bibiena
Sabato 9 maggio – Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci
Lunedì 27 settembre – Montichiari
Mercoledì 29 settembre – Brescia
ARTIFIZIO E SENTIMENTO
Concerti per violino e archi di Vivaldi
Elisa Citterio, violino
Brixia Musicalis

***

Sabato 25 aprile – Mantova, Teatro Bibiena
Lunedì 27 aprile – Pavia, Aula Magna del Collegio Ghislieri
LASCIA CH'IO PIANGA
La cruda sorte delle eroine händeliane
Roberta Invernizzi, soprano
Arìon Consort
Giulio Prandi, direttore

***

Sabato 2 maggio – Mantova, Teatro Bibiena
Domenica 3 maggio – Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci
ALLEGRO E SPIRITOSO
Haydn & Mozart - Divertimenti per archi e fiati
Giuliano Carmignola & Friends

***

Sabato 16 maggio – Mantova, Teatro Bibiena
Domenica 24 maggio – Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci
Rodengo Saiano, data da definire
A PAPA' HAYDN CON AFFETTO
Haydn & Mozart - Sinfonie e concerti
Il Quartettone
Carlo De Martini, violino e direttore

***

Giovedì 28 maggio – Pavia, Aula Magna del Collegio Ghislieri
Venerdì 29 maggio – Mantova, Piazza Santa Barbara
FIREWORKS MUSIC
G.F. Händel - Musica per i reali fuochi d'artificio
Orchestra Barocca Zefiro
Alfredo Bernardini, direttore

***

Venerdì 19 giugno – Pavia, Aula Magna del Collegio Ghislieri
Sabato 20 giugno – Brescia
IN FURORE IUSTISSIMAE IRAE
Musiche di Bach, Händel e Vivaldi
Elizabeth Watts, soprano
The English Concert

Successo dei Solisti di Pavia in tournée e concerto del 18 marzo

Enrico Dindo, fondatore dell'orchestra (9 dicembre 2001), festeggia quest'anno i sette anni dalla nascita dell'Orchestra I SOLISTI, residente al Teatro Fraschini di Pavia. 
In questi anni il gruppo musicale ha realizzato cicli di concerti nelle chiese pavesi, concerti nel Teatro di residenza, ma anche una ricca e prestigiosa tournée all'estero.
Successo di pubblico e di critica in occasione dei due  ultimi concerti  appena realizzati: il primo a Siena, al Teatro dei Rozzi, il 27 febbraio, il secondo al Conservatorio "G. Verdi di Torino, l'11 marzo 2009.

La Stagione di Musica del Teatro Fraschini prosegue
mercoledì 18 marzo 2009, alle ore 21.00

I Solisti di Mosca diretti da Yuri Bashmet

Programma:
Johann Sebastian Bach, Concerto Brandeburghese n. 3 in Sol magg. BWW 1048
Franz Schubert, Sonata in la minore per arpeggione e pianoforte D 821
Nicolò Paganini, Concertino per viola
Pëtr Il'ič Čajkovskij "Souvenir de Florence", op. 70

L'Orchestra de I solisti di Mosca, nata nel 1984 sotto la direzione di Yuri Bashmet, è formata esclusivamente da solisti laureati in concorsi internazionali. Il repertorio è classico (Vivaldi, Bach, Mozart, Mendelssohn, Schubert ecc.), ma anche formato da compositori russi contemporanei come Golovin, A.Ciajkovskij, M.Jermolajev, A.Schnitke, V.Barkauskas. Yuri Bashmet, uno dei più prestigiosi violisti russi, ha, tra gli altri, il merito di aver amalgamato al meglio questi giovani e prestigiosi musicisti.

 

2009 03 16 Mara Baronti presenta India al Fraschini

Teatro Fraschini Pavia

"ALTRI PERCORSI" 
Lunedì 16 marzo 2009 alle ore 21 
INDIA di Mara Baronti
regia Alfonso Santagata.
Teatro Stabile di Genova – Mercadante Teatro Stabile di Napoli
Con la collaborazione di Istituzione per i servizi culturali Comune di La Spezia
 
Personaggi e interpreti
Narratrice Mara Baronti
Canto, movimenti, percussioni, fiati Cristina Alioto, Patrizia Belardi
regia Alfonso Santagata
immagini, scene, costumi Beatrice Meoni
supervisione musicale Chiara Cipolli, Davide Ferrari
musiche Chiara Cipolli, Davide Ferrari, Cristina Alioto, Francesco Menconi
design immagini Uovoquadrato
luci Sandro Sussi
fonico Francesco Monconi
capo elettricista Marco Giorcelli
organizzazione e distribuzione Associazione Culturale Argante
amministratore di compagnia Daniela Capace
fotografie di scena Enrico Buselli
durata 1 ora e 30 minuti

Mara Baronti dopo aver militato sotto la direzione di importanti registi teatrali quali Luigi Squarzina, Giancarlo Nanni, Gianfranco De Bosio, per citarne solo alcuni, si è dedicata a lungo al teatro di narrazione, a partire dagli anni'80, ideato per i ragazzi e anche per un pubblico di adulti, affinando tecniche affabulatorie, dimostrando notevoli doti da "incantatrice" in racconti dove utilizza tecniche recitative codificate, senza dimenticare una certa dose di improvvisazione.
India è perfettamente in linea con questo percorso dell'attrice, che ci racconta la storia di questo affascinante paese, accompagnata dai movimenti scenici e dal canto di due attrici- ancelle.
Il racconto cerca di catturare la complessità dello spirito indiano e la sua religiosità che ci aiuta ad entrare nella filosofia dei suoi abitanti. L'India è un paese dove la presenza delle divinità è concreta e reale ancora oggi. E' tutto e il contrario di tutto, la ricchezza culturale e l'indigenza più estrema.
L'interesse però si concentra sulle favole e i miti, perché sono la base della vita e perché danno suggerimenti che interessano all'uomo e alla sua essenza più profonda, non alla società nel suo complesso. Nello spettacolo spirito e corpo, sensualità ed ascetismo convivono e danzano insieme.
Si delinea la netta linea di demarcazione tra un universo orientale ciclico e la linearità dell'occidente, visioni del mondo diametralmente opposte: miti e parabole dimostrano tutta l'umiltà della prima, che sviluppo quel senso di " sentirsi una minima parte del grande cerchio del cosmo" rispetto al credo occidentale di forte impronta egocentrica. Ma non c'è alcuna visione oleografica o turistica, né denuncia dello sviluppo accelerato che sta trasformando il paese.
Si susseguono le storie basate sui testi di Heinrich Zimmer e della millenaria tradizione orale, di una terra affollata di dei, tradizioni, leggende e riti che rendono appassionato ed emozionante lo spettacolo in un susseguirsi di mitologia e realtà.
Diretta da Alfonso Santagata, artista scontroso e visionario del teatro di ricerca, l'attrice si muove su una scena a pannelli mobili che diventano, di volta in volta, quadri e schermi per la proiezione di immagini di film di Bollywood. Per la prima volta Santagata dirige un lavoro al di fuori della sua compagnia, certamente perché con la protagonista ha condiviso in passato altre esperienze teatrali. In questa occasione ha lasciato sfogare il flusso creativo delle interpreti, scegliendo e ordinando la gran quantità di materiale emerso.


PREZZI E MODALITA' DI ACQUISTO
Per i biglietti: Biglietteria del Teatro Fraschini (orari 11-13/17-19)
acquisto on-line www.teatrofraschini.it
Costi: da euro 14,00 a euro 6,00

FONDAZIONE TEATRO FRASCHINI
fraschini@comune.pv.it
per le foto dello spettacolo: Area stampa su www.teatrofraschini.it

2009 02 29 Auditorium Brera di Novara

Venerdì 20 febbraio 2009 al Brera
CONCERTO DELLA "VARIABILE BIG BAND"
Si svolgerà venerdì 20 febbraio alle ore 21 presso l'Auditorium dell'Istituto Civico Musicale Brera di Novara il concerto tenuto dalla "Variabile Big Band" diretta da Giuseppe Canone e che avrà per ospiti Rudy Migliardi (trombone) e Paolo Tomelleri (sax). La manifestazione, che si inserisce nel programma del 150esimo anniversario della fondazione dell'Istituto, avrà per programma un insieme di partiture realizzate per l'occasione. Si tratta di brani del grande repertorio swing che i grandi Count Basie, Duke Ellington, Ray Anthony e Joe Garland hanno scritto e portato al successo con le loro orchestre.
Molti dei lavori che verranno eseguiti sono trascrizioni fedeli dei dischi incisi proprio dagli autori, mentre altri sono arrangiamenti prodotti per l'occasione, tutto a cura del maestro Franco Perone. Alcuni titoli fra i più significativi: Satin Doll, In the Mood, Chattanooga Cho-Cho, Pensilvanya 6-5000, Caravan...
La formazione di Big Band tipica verrà arricchita dalla presenza di clarinetti e flauti traversi dando una sonorità interessante all'ensemble.
Il gruppo, nato dal già esistente "Variabile Ensemble" (attivo sul territorio nazionale e non solo, spaziando dalla musica classica a quella etnica al jazz) è costituito da 25 musicisti novaresi e vercellesi allievi dell'Istituto "Brera", che nonostante la loro giovane età vantano numerosissime esperienze musicali spaziando da quella cameristica all'orchestrale.
A loro si affianca un musicista novarese di grande esperienza come Filippo Rodolfi oltre ai due grandi del jazz internazionale già citati.
Il prossimo aprile saranno in tournèe in Spagna con tappa a Valencia.
Il prossimo appuntamento con i concerti dell'anniversario del Brera sarà il 7 marzo con "Così Piazzolla racconta di Maria de Buenos Aires".

Piazzolla racconta Maria de Buoenos Aires

Sabato 7 marzo 2009, presso il rinnovato Auditorium del Civico Istituto Musicale Brera, alle ore 21.00, ad ingresso libero, si terrà il 5° appuntamento della Rassegna organizzata in favore del 150° Anniversario della fondazione dell'Istituto :

Così Piazzolla racconta Maria de Buoenos Aires

Con musiche di Astor Piazzolla, su testo di Horacio Ferrer ed arrangiamenti dei Maestri

Claudio Macaluso e Dino Scalabrin

"In quanto protagonista di quest'opera, Maria de Buenos Aires personifica il tango : è nata sulle rive dell'enorme foce del Rio de la Plata; alcuni contadini argentini rifugiati ed innumerevoli immigrati europei a metà del XIX° secolo la portano nei sobborghi di Buenos Aires; aspettando la felicità a cui aspira, la milonga argentina, i ritmi a afro-americani del candombe, la habanera ispano-cubana e le danze europee si confondono per formare un tango multiculturale, col suo incomparabile colore fatto di bandonéon e di strumenti a corde"

 

Personaggi ed interpreti

Voce femminile

Analia Gomez

Voce maschile

Marco Iacomelli

Voce recitante

Marcello Murgia

   

Violino

Dino Scalabrin

Flauto

Laura Caldarera

Fisarmonica

Fernanda Saravalli

Pianoforte

Claudio Macaluso

Viola Bassa da gamba

Giorgio Delrosso

Chitarra -contrabbasso elettrico

Cristian Anzaldi

Batteria

Sebastiano Sempio

   

Ballerini di tango argentino

Federica Bolengo

Milongueando

Gianluca Berti

   

Coordinamento artistico

Antonella Panighini

2009 03 17 NERUDA CANTA LE DONNE al Piccolo Coccia

Martedì 17 marzo 2009 ore 21.oo

Letture, suoni ed immagini il 17 marzo al Piccolo Coccia

"NERUDA CANTA LE DONNE"
Durata dello spettacolo: 1 ora e 15 minuti.

Il Piccolo Coccia ospiterà lo spettacolo "Neruda canta le donne" promosso dall'assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Novara in occasione della Festa della Donna. Lo spettacolo che avrà inizio alle 21 proporrà letture espressive tratte dalla produzione di Neruda accompagnate da musica dal vivo e immagini. Ideata e realizzata da Fabio Cassanmagnago, Mauro Re Dionigi e Luca Visconti, con la voce femminile di Irene Villa e le musiche di Roberto Salis, l'iniziativa si rivolge a tutta la cittadinanza e ai dipendenti del Comune di Novara.

"Sarà uno spettacolo molto piacevole – commenta l'assessore alle Pari Opportunità Silvana Moscatelli – che abbinerà alle letture, la musica e le immagini, creando un'atmosfera emozionante. L'iniziativa si aggiunge ad una serie di attività che l'assessorato ha promosso e sta promuovendo nell'ambito delle pari opportunità: è in dirittura d'arrivo il cosiddetto "taxi rosa", ossia la possibilità, da parte delle donne, di fruire del servizio taxi in città, dopo una certa ora, a prezzi agevolati; ha avuto un gran successo la campagna "Salute in Comune" promossa a favore dei dipendenti; altrettanto bene sta andando l'iniziativa, sostenuta dal Comune di Novara, del corso di autodifesa femminile alla Bicocca".

Lo spettacolo di martedì 17 sarà ad ingresso gratuito. Alle donne presenti saranno consegnato un omaggio floreale. Al termine della serata ci sarà un piccolo rinfresco.
Reading poetico con musica dal vivo
L'immortale poesia del cantore cileno in un suggestivo reading. Pablo Neruda è un poeta che come nessun altro ha saputo cantare il risveglio del cuore in amore, i profumi e i palpiti di stagioni e sentimenti rinascenti. C'è l'impegno civile, ma soprattutto, struggenti, le varie corde dell'amore: disperazione, passione, tenerezza, incanto, furore, in una poesia che sa coniugare la semplicità del quotidiano allo slancio assoluto.  Senza dimenticare i brani in prosa che tratteggiano ritratti e scorci di vita. Un'attenzione particolare nella scelta delle poesie è stata dedicata ai colori, agli aromi e ai paesaggi che omaggiano la primavera.  Il compito di emozionare il pubblico è affidato alle voci di tre lettori che interpreteranno la parola, e ai suoni di un musicista, le cui note e canzoni eseguite creeranno atmosfera e accompagneranno i testi.  Un ruolo visivo importante ricoprono le suggestive immagini, evocative di sensazioni, proiettate su maxischermo.
Lo spettacolo è prodotto dall'Associazione di promozione sociale "La Manifattura" www.lamanifattura.org

Le Cinque Giornate di Milano - rassegna dal 18 al 23 Marzo 2009

Museo del Risorgimento di Milano
Le Cinque Giornate di Milano una rassegna di eventi
Milano 18 - 23 marzo 2009

In collaborazione con
Touring Club Italiano
Civico Museo del Risorgimento
Fondazione Italia Russia
Instituto Cervantes Milano
Museo Martinitt e Stelline
Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico
Centro Studi Manzoniani
Un progetto a cura di Le Voci della Città
tel. 02 - 3910 4149
info@levocidellacitta.org
www.levocidellacitta.org


Cinque giorni di eventi culturali, approfondimenti, percorsi di riscoperta della Città, con il coinvolgimento attivo di luoghi chiave del Risorgimento milanese e del sistema museale del centro storico. Si tratta di un contenitore di eventi promossi da diverse prestigiose realtà culturali attive a Milano, dal Museo del Risorgimento, al Centro studi Manzoniani, passando per la Fondazione Italia Russia, il Museo Martinitt e stelline e l'Istituto Cervantes di Milano. Un percorso che si snoda tra momenti commemorativi e di tradizione, visite guidate, incontri di approfondimento, musica e letture. Dalla cerimonia di commemorazione che si svolge tradizionalmente in Piazza Cinque Giornate il 18 marzo prende avvio un vasto panorama di appuntamenti che, ruotando attorno alla ricorrenza dei moti milanesi del '48, offre un'ampia panoramica sull'Ottocento europeo attraverso la letteratura, la musica e le arti.

Al fianco di conversazioni, visite guidate e concerti non mancano momenti più divertenti come il concerto di campane, tenuto presso la chiesa di S. Francesco di Paola, in Via Manzoni angolo Montenapoleone alle 19.15 di domenica 22 marzo. Nel cartellone spiccano le possibilità di visitare il nuovissimo e interessantissimo Museo Martinitt e Stelline, oppure il Museo del Risorgimento nel rinnovato allestimento.

Con il trascorrere del tempo è possibile perdere il senso della memoria storica e anche le ricorrenze sbiadiscono e perdono significato. Questo festival contenitore non vuole essere celebrativo di una memoria antica ma piuttosto occasione per riflettere e approfondire sugli eventi che hanno caratterizzato la nostra storia gettando le basi della società contemporanea europea. Il percorso che ne deriva è dedicato certamente a valorizzare la Città anche turisticamente, con luoghi e opere d'arte meno noti ma di grande rilievo. Lunedì 23 marzo, il festival si conclude presso Casa del Manzoni, in un simbolico sesto giorno che suggerisce la fine dei contrasti, l'armonia dei popoli e la cultura internazionale.


18 – 23 marzo 2009


PRIMO GIORNO

mercoledì 18 marzo, mattina orario da definire
a cura del Museo del Risorgimento in collaborazione con la Scuola Militare Teuliè
Piazza Cinque Giornate, Milano
Davanti al monumento opera di Giuseppe Grandi (1881 – 94)
Cerimonia di apertura con la bandiera originale delle Cinque Giornate
Omaggio al monumento in memoria delle Cinque Giornate
alla presenza delle autorità



mercoledì 18 marzo, ore 18
a cura del Museo del Risorgimento
Museo del Risorgimento
Via Borgonuovo, 22 Milano
Alla scoperta del Museo del Risorgimento
Il direttore, Roberto Guerri, conduce una visita guidata
al percorso museale rinnovato
Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili



SECONDO GIORNO

giovedì 19 marzo, ore 21

a cura del Centro Studi Manzoniani
Casa del Manzoni
Via Morone, 1 Milano
Un incontro dedicato al libro di Silvia Giacomoni
Alessandro Manzoni: quattro ritratti stravaganti (ediz. Guanda)
A cura dell'autrice, Silvia Giacomoni con la partecipazione di
Stefano Levi Della Torre, Marta Morazzoni e Andrea Kerbaker.
Il libro ripropone il ciclo di letture "animate e commentate" tenute in San Fedele con grande successo di pubblico. Una lettura anticonvenzionale e per molti aspetti innovativa del romanzo, còlto nei suoi aspetti meno frequentati e simbolicamente più rilevanti.
Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili
Info tel. 02 8646 0403




TERZO GIORNO

venerdì 20 marzo, ore 15 e 16

Museo Martinitt e Stelline
Corso Magenta, 57 Milano
I Martinitt alle Cinque Giornate
Visita guidata con illustrazione delle testimonianze legate alla partecipazione appassionata dei giovani Martinitt agli scontri sulle barricate. Letture scelte dall'opera "1848", dramma in tre atti di Emilio De Marchi composto per il teatro dell'Orfanotrofio Maschile di Milano.
Ingresso libero e gratuito
È preferibile prenotare
tel. 02 4300 6521 - 02 4300 6524
museo@pioalbergotrivulzio.it



venerdì 20 marzo, ore 18

in collaborazione con Fondazione Sviluppo rapporti Italia - Russia
con la partecipazione dell'Associazione Italia Russia
Fondazione Italia Russia
Via Silvio Pellico, 8 Milano (4° piano)
Omaggio a Nikolaj Vasil'evič Gogol, gli anni 1847 - 1848 e l'Italia
in occasione del duecentesimo anniversario della nascita
(20 marzo 1809 – 20 marzo 2009)
a cura di Fausto Malcovati
Silvia Santin, voce recitante
Matteo Galli, pianoforte

La sede della Fondazione per lo Sviluppo dei rapporti Italia Russia diviene luogo ideale per approfondire la vita, la storia e l'opera di un fra i più celebri letterati russi del XIX secolo. Fausto Malcovati, introduce la figura dello scrittore russo Nikolaj Vasil'evič Gogol in occasione del duecentesimo anniversario della nascita. Si tratta di una conversazione divulgativa con letture estratte dalla vasta opera di Gogol. L'interpretazione dei testi sarà sostenuta da una sorta di quinta musicale realizzata al pianoforte.
Ingresso gratuito su prenotazione Tel 02 80.56.122



venerdì 20 marzo, ore 20.30
a cura di Biblioteca Comunale Palazzo Sormani
nell'ambito delle Giornate per la Lettura
Palazzo Sormani – Biblioteca centrale
Sala del Grechetto
Via Francesco Sforza, 7 Milano
Dai "Giorni del riscatto" alla "CONFLAGRAZIONE"
Letture e musica intorno al patriottismo, dal Risorgimento alla prima Guerra Mondiale, dall'opera del Futurista Paolo Buzzi
Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili




QUARTO GIORNO

sabato 21 marzo, ore 10.30 e 11.30
Museo Martinitt e Stelline
Corso Magenta, 57 Milano
I Martinitt alle Cinque Giornate
Visita guidata con illustrazione delle testimonianze legate alla partecipazione appassionata dei giovani Martinitt agli scontri sulle barricate. Letture scelte dall'opera "1848", dramma in tre atti di Emilio De Marchi composto per il teatro dell'Orfanotrofio Maschile di Milano.
Ingresso libero e gratuito
È preferibile prenotare
tel. 02 4300 6521 - 02 4300 6524
museo@pioalbergotrivulzio.it


per i giovanissimi
sabato 21 marzo, ore 18.30
in collaborazione con Instituto Cervantes di Milano
in collaborazione con Direzione Generale Ospedale Fatebenefratelli e Oftlamico

Ospedale Fatebenefratelli
Corso di Porta Nuova, 23 Milano
Uno sguardo sull'Ottocento in Spagna
Maestro Pérez l'organista (Leggenda di Siviglia)
Lettura in musica di un racconto di Gustavo Adolfo de Bequer (1836 – 1870)
per voce recitante e organo
Silvia Santin, voce recitante
Matteo Galli, organo
(con la partecipazione di un gruppo di bambini protagonisti di un workshop promosso in collaborazione con l'Istituto Cervantes di Milano)

al termine del concerto

Visita della "Fabbrica neoclassica"
ingresso e cortile con statue e lapidi commemorative del 1848
cappella neoclassica con la cupola affrescata
da Baldassare Verazzi da Caprezzo (1819 – 1886)
autore del celebre quadro "Episodio delle Cinque Giornate a Palazzo Litta"
Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili
Info tel. 02 3910 4149
info@levocidellacitta.org



sabato 21 marzo, ore 20.45
a cura del Centro Studi Manzoniani
Casa del Manzoni
Via Morone, 1 Milano
Il primo capitolo dei «Promessi Sposi»
interpretato da Piero Mazzarella

Le sale al primo piano della Casa del Manzoni, dove lo scrittore ideò il romanzo, vedono il grande attore vestire per una sera i panni di Don Abbondio, muovendo dall'incontro con i bravi e dalle drammatiche vicende del primo capitolo per riproporne l'angusta ma coerente visione del mondo. In un irresistibile crescendo, il monologo di Don Abbondio diventa un incalzante e caleidoscopico dialogo con se stesso, con gli altri personaggi, con l'autore e con il pubblico.
Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili
Info tel. 02 8646 0403




QUINTO GIORNO

domenica 22 Marzo, ore 19,15
Chiesa di S. Francesco di Paola
Via Manzoni angolo Via Montenapoleone, Milano
Le Campane suonano a festa nella Corsia del Giardino
concerto di campane suonate a corda secondo la tradizione lombarda
Gruppo concertisti della Federazione Campanari Ambrosiani
coordinato e diretto da Corrado Codazza
Info tel. 02 3910 4149
info@levocidellacitta.org



IL GIORNO DOPO

lunedì 23 marzo, ore 18
a cura del Centro Studi Manzoniani
Casa del Manzoni
Via Morone, 1 Milano
A Milano con Gorge Byron
Letture interpretate da Alessandro Quasimodo
Conduzione a cura di Gianmarco Gaspari

Il viaggio in Italia di Byron, nel 1816, tenne a battesimo il Romanticismo italiano. Nella memoria del poeta inglese, che stava allora lavorando al Manfred, la breve tappa milanese fu segnata dal trafugamento di una ciocca di capelli di Lucrezia Borgia, all'Ambrosiana, e dall'incontro con Vincenzo Monti. Ma la Milano di Byron ha ancora molto da raccontare, come mostra questo percorso che ripropone, attraverso le letture di Alessandro Quasimodo, la cronaca di quei mesi folgoranti.
Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili
Info tel. 02 8646 0403

2009 il 14-15 marzo a Vigevano torna il Mercatino dei Sapori e delle Tradizioni


2009 il 14-15 marzo a Vigevano torna il Mercatino dei Sapori e delle Tradizioni
MERCATINO DEI SAPORI E DELLE TRADIZIONI
A
Vigevano NELLE VIE Corso Vittorio Emanuele II e Via Cesare Battisti
Vigevano si dispone ad accogliere la seconda edizione del Mercatino dei Sapori e delle Tradizioni: sabato 14 e domenica 15 Marzo dalle 10.00 alle 20.00 Corso Vittorio Emanuele II e Via Cesare Battisti ospiteranno il meglio dell'enogastronomia italiana.
Dopo il successo della manifestazione precedente, il Mercatino dei Sapori e delle Tradizioni che è alle porte non cambia formula, cercando di avvicinare consumatori e produttori nell'intendo di recuperare il piacere dei gusti tradizionali che passa attraverso la conoscenza di questi mondi straordinari di cui i produttori presenti a Vigevano sono depositari.
Il Mercatino dei Sapori e delle Tradizioni è un'occasione imperdibile per conoscere i prodotti dell'eno-gastronomia italiana, i territori e la spontaneità della loro gente: i produttori presenti potranno accompagnare gli amanti del mondo dell'eccellenza alimentare alla scoperta dei piccoli segreti di produzione e guidare personalmente nella degustazione dei prodotti proposti.
L'evento, voluto dal Comune di Vigevano che patrocina l'iniziativa, è ideato da Totem Eventi in collaborazione con l'Associazione Nazionale La Compagnia dei Sapori che propone in tante città italiane un circuito di eventi dedicati alle eccellenze eno-gastronomiche italiane e alla vendita diretta di qualità.
I prodotti presenti a Vigevano
Dalla LIGURIA:
La pasta tradizionale essiccata (trofie, corzetti,…), i testaroli
L'olio di olive taggiasche del Ponente Ligure
Il pesto, le creme e le salse tipiche della tradizione delle due Riviere


I funghi, le olive e le acciughe sott'olio
Dal PIEMONTE
- I vini doc Piemontesi (Barbera, Dolcetto, Moscato Passito,..)
- I formaggi di alpeggio ed i formaggi affinati in baita
- Il cioccolato e la pralineria
La torta di nocciole, i torcetti, le paste di meliga, il miele
Dalla TOSCANA
- I vini doc Toscani (Chianti, Vin Santo,..)
- Il lardo di colonnata
- Il pane di patate cotto sulla pietra e la schiacciata
- Il prosciutto tagliato al coltello, la mortadella di Prato, la finocchiona ed i salumi tipici
- lI pecorino

Dalle altre Regioni….
- I vini dell'Oltrepò, il tonno e altri prodotti di tonnara da Favignana, il miele e il pecorino sardi, i formaggi della Valcamonica, i prodotti trentini, le mostarde e l'aceto balsamico di Modena, la mozzarella e altri prodotti di caseificio sorrentino, l'olio e il vino umbri, i dolci napoletani, il salame di Varzi, i prodotti calabresi, erbe e spezie, la birra artigianale.

VINCENZO SALEMME AL FRASCHINI CON LA COMMEDIA BELLO DI PAPA'


Venerdì 13 marzo 2009, alle ore 21 la Stagione di Prosa del Fraschini ospita lo spettacolo Bello di papà di Vincenzo Salemme. Repliche sabato 14 marzo alle 21.00 e domenica 15 marzo 2009 alle ore 16.00.


CHI E' DI SCENA- DIANA OR.I.S.
presentano
VINCENZO SALEMME AL FRASCHINI CON LA COMMEDIA BELLO DI PAPA'
Commedia in due atti
di VINCENZO SALEMME
con (in o.di.e.)
Marina YULIYA MAYARCHUK
Antonio VINCENZO SALEMME
Lo psicoanalista GIOVANNI RIBO'
Emilio DOMENICO ARIA
Attilio, cognato di Antonio NICOLA ACUNZO
Sheila, sorella di Antonio SUSY DEL GIUIDICE
L'odontotecnico ANTONIO GUERRIERO
La mamma di Antonio ADELE PALDOLFI

Scene ALESSANDRO CHITI
Costumi MARIANO TUFÀNO
Musiche ANTONIO BOCCIA
Regia VINCENZO SALEMME

Direttore di scena Giuseppe Sabatino
Produttore esecutivo Gianpiero Mirra
Direttore di produzione Claudio Formisano

Prodotto da Valeria Esposito per Chi è di scena e da Lucio Mirra per Diana OR. I. S.

Durata 2 ore e 30 compreso intervallo

Bello di papà è una esilarante avventura architettata dalla geniale fantasia dell'autore: il protagonista, Antonio, tutto carriera e divertimento, poco propenso al matrimonio e a fare figli, eternamente fidanzato con Marina, viene trascinato in una bizzarra situazione-stratagemma. Come convincere uno scapolo, a cambiare idea?
Con la simulazione e l'equivoco: il suo migliore amico, depresso ed ipnotizzato da uno psichiatra, è regredito all'età mentale di sette anni. Antonio viene suo malgrado avvicinato all'esperienza della paternità con questo escamotage di padre inaspettato. Ma diventare genitore "per forza" per spirito d'amicizia può giocare brutti scherzi: bisogna accettare gli stravolgimenti domestici, le feste di compleanno con i parenti, il ribaltamento improvviso dei ruoli. Da qui si innesca una girandola di situazioni comiche che coinvolgono altri personaggi come la cognata popolana, la fidanzata del protagonista che flirta con l'amico-regredito, e via di seguito.

Una comicità che fotografa anche momenti di vita reale, con personaggi stereotipati che attingono al mondo cinematografico delle commedie brillanti all'italiana degli anni '70 o al corposo universo della sceneggiata napoletana.

Al centro di questa commedia c'è dunque un uomo che ha paura di crescere e di prendersi la responsabilità che la vita impone; tra le considerazioni finali emerge che tutto si può fare, ma non prima di aver spento la diciottesima candelina.

A colorare questo spettacolo è prima di tutto la bravura d'attore di Vincenzo Salemme che utilizza ogni mezzo espressivo: i tempi comici perfetti, le tirate monologanti che ribaltano tutto, un flusso ininterrotto di energia, una gestualità prorompente. Un vero animale da palcoscenico che si butta a capofitto anche nell'improvvisazione e nel rapporto diretto con il pubblico, cercando un contatto con gli spettatori che in breve si lasciano coinvolgere dal suo entusiasmo. Le risate sono assicurate.

PREZZI E MODALITA' DI ACQUISTO Per i biglietti: Biglietteria del Teatro Fraschini (orari 11-13/17-19) acquisto on-line
www.teatrofraschini.it
Costi: da euro 30,00 (platea e palchi centrali) a euro 7,00 (posti in piedi)
Sono previste riduzioni per studenti, personale del Comune di Pavia e Università degli Studi, soci Coop, soci Amici del Fraschini.
FONDAZIONE TEATRO FRASCHINI
fraschini@comune.pv.it

ALLA LIBRERIA CONVIVIO VAFFANBANKA!


Sabato 14 marzo 2009 alle 21
Lino Morandotti
presenta
MARCO FRATINI & LORENZO MARCONI
ALLA LIBRERIA CONVIVIO
Corso Garibaldi 23 a Vigevano

VAFFANBANKA!

L'idea di poter mandare a quel paese ,in modo elegante, la vostra banca vi attira e siete alla ricerca di qualcuno che vi insegni come farlo ?

Non è questo il libro che dovete leggere.

Se invece siete curiosi di conoscere i meccanismi psicologici e gli strumenti che consentono al solito gregge di essere profittevolmente tosato ; se vi siete resi conto di aver fatto parte del gregge e siete disposti a cambiare il vostro atteggiamento di investitori per non ripetere la brutta esperienza, allora vi conviene leggerlo incominciando così a investire in modo diverso.

Il primo vero investimento che vi viene richiesto, oltre al costo del libro è un po' del vostro tempo, che vi servirà per leggerlo , per conoscere meglio voi stessi, i mercati finanziari e gli strumenti a disposizione. Approcciate questo libro con sufficiente umiltà e ne riceverete un notevole beneficio.

Le banche , si sa, sono delle società che mirano al profitto e non esitano certo a utilizzare tutti gli strumenti creati dai loro uffici commerciali e di marketing per rendere più brillanti i bilanci e soddisfare così gli azionisti ed anche i dirigenti che si sono approvati o fatti approvare remunerazioni e premi da capogiro, liquidabili al raggiungimento di determinati obiettivi di redditività della Banca stessa.

L'evoluzione dei mercati finanziari globali ha determinato la creazione di una miriade di strumenti di scambio di denaro e di conseguenza la creazione di una notevole quantità di servizi che le banche sono in grado di offrire alle loro controparti , privati o aziende. Questo libro ne analizza diversi ,sezionandoli, per consentire di capire i dettagli dei meccanismi che determinano il risultato.

Le banche sanno benissimo che, più i servizi offerti sono evoluti / complicati , meno le controparti sono in grado di valutare la convenienza in termini di costi, rischi e benefici e allora avanti con swap, cartolarizations, reverse convertible bond,reverse floater ,corporate bond, warrant, high yield bond, hedge fund ecc. ecc.

Perfino le Poste hanno affiancato ai tradizionali Buoni Postali dei nuovi strumenti di investimento , sicuramente ricchi per chi li colloca, ma di tuttaltro che facile valutazione per il normale investitore.

Parecchie volte è sufficiente trasformare un insipiente termine italiano che identifica un semplice strumento in una parola difficile da leggere , scrivere e pronunciare (possibilmente in inglese) e automaticamente lo strumento può essere venduto a un prezzo più elevato facendo leva sul senso di incompetenza e ignoranza che a volte coglie chi si trova per la prima volta di fronte a nuovi termini o acronimi appositamente coniati.

E se dopo aver letto il libro, scopriste che avete fatto grossi passi avanti nella conoscenza di voi stessi (cosa sempre utile) , dei mercati finanziari e degli strumenti a disposizione ma non avete la possibilità di dedicare sufficiente tempo per gestire adeguatamente il vostro patrimonio?

Avrete comunque affinato le vostre capacità di selezionare un interlocutore professionale che sarà in grado di affiancarvi più facilmente nel distinguere i gestori bravi da quelli fortunati,le società che vendono fumo da quelle serie,aiutandovi ad individuare, scegliere e monitorare gli strumenti più adeguati al raggiungimento dei vostri obiettivi.

Lino Morandotti

Serata Zelig al Teatro Cagnoni per mercoledì 18 marzo 2009

Stagione teatrale 2008/2009

Il 18 marzo il duo Paniate & Santonastaso  al Teatro Cagnoni


Facce pulite, da ragazzi della porta accanto, ma con una piccola, impertinente vena di pazzia nello sguardo.

Davide Paniate e Andrea Santonastasio sono la proposta sostitutiva ma di sicura comicità per l'appuntamento del 18 marzo con il cabaret al Teatro Cagnoni.

Purtroppo, per motivi di salute, Teresa Mannino, conduttrice di Zelig Off non potrà raggiungere il nostro palcoscenico. Rimarrà invece Federico Basso ad eseguire un pezzo con i bravi comici che dal '98 fanno "cabaret" e calcano i palcoscenici di tutta Italia, per approdare praticamente fin da subito a Zelig e al suo laboratorio.

Genovese il primo, bolognese il secondo, formano un affiatato duo di comicità.
Tantissima televisione (il primo "Saturday Night Live" italiano, "Zelig" nel 2003 e nel 2008, "Comedy Lab" su Mtv per due stagioni, "Sformat" su Rai due, la sit "Call Center" per Happy Channel e chi più ne ha), la Radio ("Sottovuoto" su Kiss Kiss Network, Disco Radio) e un pizzico di cinema ("Mi fido di te" con Ale e Franz, "Tandem" con Paolo e Luca, "Fortezza Bastiani") sono gli ingredienti che compongono il curriculum di questo duo che non disdegna qualche incursione nei programmi degli "altri" ("Camera Cafè", "Love Bug's", "Casa Tinelli").

Ogni tanto si separano per qualche prova da attore (Paniate in "Don Luca" e nell'ultimo "Love Bug's", Santonastaso nelle fiction "Don Matteo", "Giacomo Puccini" e "Lo smemorato di Collegno" e nell'ultima campagna pubblicitaria di Danacol), ma di fatto non riescono proprio a fare uno a meno dell'altro in un sodalizio che è davvero destinato a resistere.

Una nuova idea "A teatro con il bus" in arrivo dal Teatro Fraschini di Pavia

In  alcune giornate di programmazione degli spettacoli - Stagione 2008/2009 - viene istituito un servizio bus navetta su tutto il territorio comunale, un progetto sperimentale Fondazione Teatro Fraschini, Comune di Pavia - Ufficio Traffico e Trasporto Locale, Line S.p.A.
            
A teatro con il bus - Teatro Fraschini
Il servizio, completamente gratuito, prevede che chi ha effettuato la prenotazione del trasporto al Teatro (tel. Biglietteria Teatro Fraschini 0382/371214)  verrà raccolto nei diversi luoghi prestabiliti, che corrisponderanno comunque alle fermate delle linee, ed accompagnato a Teatro. Al ritorno si effettuerà il percorso inverso.
Per usufruire del servizio, l'utente deve essere munito di biglietto dello spettacolo o abbonamento alla Stagione, o essere in possesso della contromarca dell'acquisto di biglietto on-line.
Gli itinerari osservati saranno quelli delle linee urbane con la possibilità di modifica del percorso per ridurre i tempi di trasporto e per soddisfare adeguatamente la domanda degli spettatori.
La prenotazione del servizio deve essere effettuata entro e non oltre le ore 13.00 di due giorni antecedenti la rappresentazione (se data unica), oppure  due giorni  antecedenti la prima delle tre repliche (se lo spettacolo è programmato per tre sere).
Sarà il Teatro a comunicare telefonicamente agli utenti gli orari e i luoghi di carico, coincidenti con le fermate delle linee urbane.
Le serate  di marzo previste per il servizio sono:
 
13, 14 e 15    - spettacoli  ore 21,00 (Bello di papà)
16       - spettacolo ore 21,00 (India)
18       - spettacolo ore 21,00 (I solisti di Mosca)
20, 21 - spettacoli  ore 21,00 (La Sirena)
22                   - spettacolo ore 16,00 (La Sirena)
25       - spettacolo ore 21,00 (BUCHAREST PHILHARMONIC ORCHESTRA GEORGE ENESCU)
26       - spettacolo ore 21,00 (I giganti della montagna)  

ALESSANDRO BARICCO togliere i finanziamenti a SPETTACOLI & CULTURA

"In questi tempi di crisi non si può più pensare che tutta la cultura sia finanziata con i fondi statali. L'intervento pubblico ha prodotto stagnazione. Basta soldi pubblici al teatro meglio puntare su scuola e Tv" ALESSANDRO BARICCO

in ROSSO = evidenzio frasi di Baricco
in BLU = vedi i miei commenti

Sotto la lente della crisi economica, piccole crepe diventano enormi, nella ceramica di tante vite individuali, ma anche nel muro di pietra del nostro convivere civile.
Una che si sta spalancando, non sanguinosa ma solenne, è quella che riguarda le sovvenzioni pubbliche alla cultura.
Il fiume di denaro che si riversa in teatri, musei, festival, rassegne, convegni, fondazioni e associazioni.

Io prenderei ad esempio il nucleo fondamentale della nostra società: LA FAMIGLIA
piccole crepe diventano enormi
In un momento di crisi ogni famiglia deve fare i conti con le entrate e le uscite.
 
1) se le entrate sono SOLO lo stipendio che arriva da un lavoro dipendente non ci sono molte possibilità di intervento sulle entrate, forse chiedere l'aumento??
Ma se c'è crisi è più facile perdere il proprio lavoro che vedere un aumento dello stipendio.
 
2) se le entrate sono le PENSIONI, idem come per lo stipendio salvo un minimo di adeguamento annuale che già esiste e che lo stato potrebbe ritoccare aumentandolo.
In questo caso però con una percentuale inversa rispetto al massimale dell'importo erogato. Chi più prende meno aumenta!!
 
3) se le entrate derivano da una attività, magari basta ritoccare i prezzi e magari si continua comunque a vendere e le entrate se non aumentano almeno sopportano meglio la crisi.
 
QUINDI OCCORRE OPERARE TAGLI SULLE USCITE, PERFETTO
 

sovvenzioni pubbliche alla cultura
1) governo dopo governo alla cultura si fanno dei tagli
2) ci sono i grandi enti di IMPORTANZA NAZIONALE che DEVONO essere sempre salvati, SCALA, ARENA DI VERONA???
3) lo STATO eroga a loro cifre enormi quando sono gli unici che hanno un incasso garantino
4) perchè non si finanziona con gli incassi e riduco le loro spese
 

fiume di denaro che si riversa in teatri, musei, festival, rassegne, convegni, fondazioni e associazioni
1) vedi sopra
2) il problema è quali sono i soggetti che ricevono i SOLDONI e chi ha deciso, con quale capacità critica di DARGLIELI
3) il problema è stato e sarà che saranno ancora dati TROPPI SOLDI a chi siautopagherà uno stipendio di 62.000 Euro/Anno più appartamento, più spese pagate, luce, uffici gratuti dal Comune e quanto altro per produrre tre/quattro eventi
mentre
se i soli,  dico SOLI, 62.000 Euro se fossero stati stanziati come UNICO investimento culturale della città avrebbero potuto produrre anni di avvenimenti formativi in campo culturale di grande valore anche se di costo minimale rispetto a quanto buttato al vento senza lasciare ai posteri che un ENORME BUCO FINANZIARIO. (il caso è reale e può essere docuementato)

 
Dato che il fiume si sta estinguendo, ci si interroga. Si protesta. Si dibatte. Un commissariamento qui, un'indagine per malversazione là, si collezionano sintomi di un'agonia che potrebbe anche essere lunghissima, ma che questa volta non lo sarà. Sotto la lente della crisi economica, prenderà tutto fuoco, molto più velocemente di quanto si creda.

In situazioni come queste, nei film americani puoi solo fare due cose: o scappi o pensi molto velocemente. Scappare è inelegante. Ecco il momento di pensare molto velocemente. Lo devono fare tutti quelli cui sta a cuore la tensione culturale del nostro Paese, e tutti quelli che quella situazione la conoscono da vicino, per averci lavorato, a qualsiasi livello. Io rispondo alla descrizione, quindi eccomi qui. In realtà mi ci vorrebbe un libro per dire tutto ciò che penso dell'intreccio fra denaro pubblico e cultura, ma pensare velocemente vuol dire anche pensare l'essenziale, ed è ciò che cercherò di fare qui.

Se cerco di capire cosa, tempo fa, ci abbia portato a usare il denaro pubblico per sostenere la vita culturale di un Paese, mi vengono in mente due buone ragioni.
Prima: allargare il privilegio della crescita culturale, rendendo accessibili i luoghi e i riti della cultura alla maggior parte della comunità.
Seconda: difendere dall'inerzia del mercato alcuni gesti, o repertori, che probabilmente non avrebbero avuto la forza di sopravvivere alla logica del profitto, e che tuttavia ci sembravano irrinunciabili per tramandare un certo grado di civiltà.

A queste due ragioni ne aggiungerei una terza, più generale, più sofisticata, ma altrettanto importante: la necessità che hanno le democrazie di motivare i cittadini ad assumersi la responsabilità della democrazia: il bisogno di avere cittadini informati, minimamente colti, dotati di principi morali saldi, e di riferimenti culturali forti.
 
[ma è vero che si eroga alla cultura per creare cittadini coli ed informati?? Visto che si spendono soldi per oscenità in luogo pubblico, cacca in giardino, effusioni sotto le lenzuola e quanto altro di più come ne LA CASA DEL GRANDE FRATELLO e simili ISOLE dei FAMOSI (prima o dopo) mi sembra che si spenda per formare dei DEFICIENTI più che acculturare i miseri sprovveduti]
 
Nel difendere la statura culturale del cittadino, le democrazie salvano se stesse, come già sapevano i greci del quinto secolo, e come hanno perfettamente capito le giovani e fragili democrazie europee all'indomani della stagione dei totalitarismi e delle guerre mondiali. [come dice Baricco le democrazie !! non qualcosaltro]
Adesso la domanda dovrebbe essere: questi tre obbiettivi, valgono ancora?
Abbiamo voglia di chiederci, con tutta l'onestà possibile, se sono ancora obbiettivi attuali? Io ne ho voglia. E darei questa risposta: probabilmente sono ancora giusti, legittimi, ma andrebbero ricollocati nel paesaggio che ci circonda. Vanno aggiornati alla luce di ciò che è successo da quando li abbiamo concepiti. Provo a spiegare.

Prendiamo il primo obbiettivo: estendere il privilegio della cultura, rendere accessibili i luoghi dell'intelligenza e del sapere. Ora, ecco una cosa che è successa negli ultimi quindici anni nell'ambito dei consumi culturali: una reale esplosione dei confini, un'estensione dei privilegi, e un generale incremento dell'accessibilità. L'espressione che meglio ha registrato questa rivoluzione è americana: the age of mass intelligence, l'epoca dell'intelligenza di massa.

Oggi non avrebbe più senso pensare alla cultura come al privilegio circoscritto di un'élite abbiente: è diventata un campo aperto in cui fanno massicce scorribande fasce sociali che da sempre erano state tenute fuori dalla porta. Quel che è importante è capire perché questo è successo. Grazie al paziente lavoro dei soldi pubblici? No, o almeno molto di rado, e sempre a traino di altre cose già successe. La cassaforte dei privilegi culturali è stata scassinata da una serie di cause incrociate: Internet, globalizzazione, nuove tecnologie, maggior ricchezza collettiva, aumento del tempo libero, aggressività delle imprese private in cerca di un'espansione dei mercati. Tutte cose accadute nel campo aperto del mercato, senza alcuna protezione specifica di carattere pubblico.

Se andiamo a vedere i settori in cui lo spalancamento è stato più clamoroso, vengono in mente i libri, la musica leggera, la produzione audiovisiva: sono ambiti in cui il denaro pubblico è quasi assente. Al contrario, dove l'intervento pubblico è massiccio, l'esplosione appare molto più contratta, lenta, se non assente:
pensate all'opera lirica,
alla musica classica,
al teatro,
se non sono stagnanti, poco ci manca. Non è il caso di fare deduzioni troppo meccaniche, ma l'indizio è chiaro: se si tratta di eliminare barriere e smantellare privilegi, nel 2009, è meglio lasciar fare al mercato e non disturbare. Questo non significa dimenticare che la battaglia contro il privilegio culturale è ancora lontana dall'essere vinta: sappiamo bene che esistono ancora grandi caselle del Paese in cui il consumo culturale è al lumicino. Ma i confini si sono spostati. Chi oggi non accede alla vita culturale abita spazi bianchi della società che sono raggiungibili attraverso due soli canali: scuola e televisione.
Quando si parla di fondi pubblici per la cultura, non si parla di scuola e di televisione.
Sono soldi che spendiamo altrove. Apparentemente dove non servono più.
Se una lotta contro l'emarginazione culturale è sacrosanta, noi la stiamo combattendo su un campo in cui la battaglia è già finita.

Secondo obbiettivo: la difesa di gesti e repertori preziosi che, per gli alti costi o il relativo appeal, non reggerebbero all'impatto con una spietata logica di mercato. Per capirci: salvare le regie teatrali da milioni di euro, La figlia del reggimento di Donizetti, il corpo di ballo della Scala, la musica di Stockhausen, i convegni sulla poesia dialettale, e così via. Qui la faccenda è delicata. Il principio, in sé, è condivisibile. Ma, nel tempo, l'ingenuità che gli è sottesa ha raggiunto livelli di evidenza quasi offensivi.

Il punto è: solo col candore e l'ottimismo degli anni Sessanta si poteva davvero credere che la politica, l'intelligenza e il sapere della politica, potessero decretare cos'era da salvare e cosa no. Se uno pensa alla filiera di intelligenze e saperi che porta dal ministro competente giù fino al singolo direttore artistico, passando per i vari assessori, siamo proprio sicuri di avere davanti agli occhi una rete di impressionante lucidità intellettuale, capace di capire, meglio di altri, lo spirito del tempo e le dinamiche dell'intelligenza collettiva?
Con tutto il rispetto, la risposta è no.
Potrebbero fare di meglio i privati, il mercato? Probabilmente no, ma sono convinto che non avrebbero neanche potuto fare di peggio.

Mi resta la certezza che l'accanimento terapeutico su spettacoli agonizzanti, e ancor di più la posizione monopolistica in cui il denaro pubblico si mette per difenderli, abbiano creato guasti imprevisti di cui bisognerebbe ormai prendere atto.
Non riesco a non pensare, ad esempio, che l'insistita difesa della musica contemporanea abbia generato una situazione artificiale da cui pubblico e compositori, in Italia, non si sono più rimessi: chi scrive musica non sa più esattamente cosa sta facendo e per chi, e il pubblico è in confusione, tanto da non capire neanche più Allevi da che parte sta (io lo so, ma col cavolo che ve lo dico).

Oppure: vogliamo parlare dell'appassionata difesa del teatro di regia, diventato praticamente l'unico teatro riconosciuto in Italia?
Adesso possiamo dire con tranquillità che ci ha regalato tanti indimenticabili spettacoli, ma anche che ha decimato le file dei drammaturghi e complicato la vita degli attori: il risultato è che nel nostro paese non esiste quasi più quel fare rotondo e naturale che mettendo semplicemente in linea uno che scrive, uno che recita, uno che mette in scena e uno che ha soldi da investire, produce il teatro come lo conoscono i paesi anglosassoni: un gesto naturale, che si incrocia facilmente con letteratura e cinema, e che entra nella normale quotidianità della gente.

Come vedete, i principi sarebbero anche buoni, ma gli effetti collaterali sono incontrollati. Aggiungo che la vera rovina si è raggiunta quando la difesa di qualcosa ha portato a una posizione monopolistica. Quando un mecenate, non importa se pubblico o privato, è l'unico soggetto operativo in un determinato mercato, e in più non è costretto a fare di conto, mettendo in preventivo di perdere denaro, l'effetto che genera intorno è la desertificazione. Opera, teatro, musica classica, festival culturali, premi, formazione professionale: tutti ambiti che il denaro pubblico presidia più o meno integralmente. Margini di manovra per i privati: minimi.
Siamo sicuri che è quello che vogliamo?
Siamo sicuri che sia questo il sistema giusto per non farci derubare dell'eredità culturale che abbiamo ricevuto e che vogliamo passare ai nostri figli?

Terzo obbiettivo: nella crescita culturale dei cittadini le democrazie fondano la loro stabilità. Giusto.
Ma ho un esempietto che può far riflettere, fatalmente riservato agli elettori di centrosinistra. Berlusconi. Circola la convinzione che quell'uomo, con tre televisioni, più altre tre a traino o episodicamente controllate, abbia dissestato la caratura morale e la statura culturale di questo Paese dalle fondamenta: col risultato di generare, quasi come un effetto meccanico, una certa inadeguatezza collettiva alle regole impegnative della democrazia. Nel modo più chiaro e sintetico ho visto enunciata questa idea da Nanni Moretti, nel suo lavoro e nelle sue parole. Non è una posizione che mi convince (a me Berlusconi sembra più una conseguenza che una causa) ma so che è largamente condivisa, e quindi la possiamo prendere per buona.
E chiederci: come mai la grandiosa diga culturale che avevamo immaginato di issare con i soldi dei contribuenti (cioè i nostri) ha ceduto per così poco?

Bastava mettere su tre canali televisivi per aggirare la grandiosa cerchia di mura a cui avevamo lavorato?
Evidentemente sì. E i torrioni che abbiamo difeso, i concerti di lieder, le raffinate messe in scena di Cechov, la Figlia del reggimento, le mostre sull'arte toscana del quattrocento, i musei di arte contemporanea, le fiere del libro? Dov'erano, quando servivano? Possibile che non abbiano visto passare il Grande Fratello? Sì, possibile. E allora siamo costretti a dedurre che la battaglia era giusta, ma la linea di difesa sbagliata. O friabile. O marcia. O corrotta. Ma più probabilmente: l'avevamo solo alzata nel luogo sbagliato.
[Com'era bella la RAI quando era in bianco e nero con teatro in prima serata ogni venerdì sera, con ragazzi che andavano con i genitori in latteria, dove c'era la TiVù per vederli pagando solo una bibita, visto che la TiVù in casa non c'era e che il teatro costava]
Riassunto. L'idea di avvitare viti nel legno per rendere il tavolo più robusto è buona: ma il fatto è che avvitiamo a martellate, o con forbicine da unghie. Avvitiamo col pelapatate. Fra un po' avviteremo con le dita, quando finiranno i soldi.

Cosa fare, allora? Tenere saldi gli obbiettivi e cambiare strategia, è ovvio. A me sembrerebbe logico, ad esempio, fare due, semplici mosse, che qui sintetizzo, per l'ulcera di tanti.

1. Spostate quei soldi, per favore, nella scuola e nella televisione.
Il Paese reale è lì, ed è lì la battaglia che dovremmo combattere con quei soldi. Perché mai lasciamo scappare mandrie intere dal recinto, senza battere ciglio, per poi dannarci a inseguire i fuggitivi, uno ad uno, tempo dopo, a colpi di teatri, musei, festival, fiere e eventi, dissanguandoci in un lavoro assurdo? Che senso ha salvare l'Opera e produrre studenti che ne sanno più di chimica che di Verdi?
 
Cosa vuol dire pagare stagioni di concerti per un Paese in cui non si studia la storia della musica neanche quando si studia il romanticismo?
 
Perché fare tanto i fighetti programmando teatro sublime, quando in televisione già trasmettere Benigni pare un atto di eroismo?
Con che faccia sovvenzionare festival di storia, medicina, filosofia, etnomusicologia, quando il sapere, in televisione - dove sarebbe per tutti - esisterà solo fino a quando gli Angela faranno figli? Chiudete i Teatri Stabili e aprite un teatro in ogni scuola. Azzerate i convegni e pensate a costruire una nuova generazione di insegnanti preparati e ben pagati. Liberatevi delle Fondazioni e delle Case che promuovono la lettura, e mettete una trasmissione decente sui libri in prima serata.
Abbandonate i cartelloni di musica da camera e con i soldi risparmiati permettiamoci una sera alla settimana di tivù che se ne frega dell'Auditel.
[ su questo devo dire che il mio avvicinamento alla musica da camera è avvenuto con i vari concerti proposti in città mentre oggi tutti si sono disabiutati ad ascoltarla. Quando propongo uno strumento solo mi si chiede --- ma non si può fare venire qualcun'altro in più - Ughi vale meno di un trio, ed un trio meno di un quartetto, una orchestra da camera meno di una sinfonica, più sono più valgono per cui finaziamo solo TE DEUM di Berlioz o SINFONIA DEI MILLE di Mahler]
Lo dico in un altro modo: smettetela di pensare che sia un obbiettivo del denaro pubblico produrre un'offerta di spettacoli, eventi, festival: non lo è più. Il mercato sarebbe oggi abbastanza maturo e dinamico da fare tranquillamente da solo. Quei soldi servono a una cosa fondamentale, una cosa che il mercato non sa e non vuole fare:
formare un pubblico consapevole, colto, moderno.
E farlo là dove il pubblico è ancora tutto, senza discriminazioni di ceto e di biografia personale: a scuola, innanzitutto, e poi davanti alla televisione.
La funzione pubblica deve tornare alla sua vocazione originaria: alfabetizzare. C'è da realizzare una seconda alfabetizzazione del paese, che metta in grado tutti di leggere e scrivere il moderno. Solo questo può generare uguaglianza e trasmettere valori morali e intellettuali. Tutto il resto, è un falso scopo.

2. Lasciare che negli enormi spazi aperti creati da questa sorta di ritirata strategica si vadano a piazzare i privati.
Questo è un punto delicato, perché passa attraverso la distruzione di un tabù: la cultura come business. Uno ha in mente subito il cattivo che arriva e distrugge tutto. Ma, ad esempio, la cosa non ci fa paura nel mondo dei libri o dell'informazione: avete mai sentito la mancanza di una casa editrice o di un quotidiano statale, o regionale, o comunale? Per restare ai libri: vi sembrano banditi Mondadori, Feltrinelli, Rizzoli, Adelphi, per non parlare dei piccoli e medi editori? Vi sembrano pirati i librai? È gente che fa cultura e fa business. Il mondo dei libri è quello che ci consegnano loro. Non sarà un paradiso, ma l'inferno è un'altra cosa. E allora perché il teatro no? Provate a immaginare che nella vostra città ci siano quattro cartelloni teatrali, fatti da Mondadori, De Agostini, Benetton e vostro cugino. È davvero così terrorizzante? Sentireste la lancinante mancanza di un Teatro Stabile finanziato dai vostri soldi?

Quel che bisognerebbe fare è creare i presupposti per una vera impresa privata nell'ambito della cultura.
 
Crederci e, col denaro pubblico, dare una mano, senza moralismi fuori luogo. Se si hanno timori sulla qualità del prodotto finale o sull'accessibilità economica dei servizi, intervenire a supportare nel modo più spudorato. Lo dico in modo brutale: abituiamoci a dare i nostri soldi a qualcuno che li userà per produrre cultura e profitti.
 
Basta con l'ipocrisia delle associazioni o delle fondazioni, che non possono produrre utili: come se non fossero utili gli stipendi, e i favori, e le regalie, e l'autopromozione personale, e i piccoli poteri derivati.
 
Abituiamoci ad accettare imprese vere e proprie che producono cultura e profitti economici, e usiamo le risorse pubbliche per metterle in condizione di tenere prezzi bassi e di generare qualità. Dimentichiamoci di fargli pagare tasse, apriamogli l'accesso al patrimonio immobiliare delle città, alleggeriamo il prezzo del lavoro, costringiamo le banche a politiche di prestito veloci e superagevolate.

Il mondo della cultura e dello spettacolo, nel nostro Paese, è tenuto in piedi ogni giorno da migliaia di persone, a tutti i livelli, che fanno quel lavoro con passione e capacità [e molte volte sono costretti a pagare di tasca propria per produrre momenti artistici di grande qualità che altrimenti nessuno, dico nessuno caccerebbe 50 Euro per finanziarli]
Diamogli la possibilità di lavorare in un campo aperto, sintonizzato coi consumi reali, alleggerito dalle pastoie politiche, e rivitalizzato da un vero confronto col mercato.
Sono grandi ormai, chiudiamo questo asilo infantile.
Sembra un problema tecnico, ma è invece soprattutto una rivoluzione mentale. I freni sono ideologici, non pratici.
Sembra un'utopia, ma l'utopia è nella nostra testa: non c'è posto in cui sia più facile farla diventare realtà.
 

 
il testo di base è stato tratto da http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/spettacoli_e_cultura/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco.html sperando che siano esattamente le parole di Baricco.
 
 

2009 03 10 Concerto pianistico di Gabriele Prodi

Martedì, 10 marzo 2009 - ore 20.30
Auditorium della Vecchia Filanda - Cambiago, Milano
CMT - Centro Musicale Territoriale del Comune di Cambiago
 
Concerto pianistico di Gabriele Prodi

Programma
FRANZ JOSEPH HAYDN - Sonata in fa magg. Hob XVI: 23
FELIX MENDELSSOHN - Andante cantabile e Presto agitato in si magg.
MUSSORGSKIJ - Quadri di una esposizione


GABRIELE PRODI, pianoforte
Ha cominciato in giovanissima età lo studio del pianoforte con il M° Sergio Torri, diplomandosi presso il Conservatorio di Musica di Trento nel 1986 con il massimo dei voti e la lode. Successivamente ha seguito il corso triennale di perfezionamento tenuto dal M° Konstantin Bogino del Trio Čajkowskij, presso la Fondazione Musicale "S. Cecilia" di Portogruaro (VE). Privilegiando sempre il repertorio cameristico, ha tenuto concerti nell'ambito di importanti rassegne musicali in Italia (Festival Pianistico di Brescia e Bergamo, Festival Mozart di Rovereto, Estate Musicale di Lanciano, Estate Musicale di Portogruaro, etc.), e all'estero in Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania, Spagna, Portogallo, Belgio e Grecia.
Classificatosi tra i vincitori del concorso nazionale per titoli ed esami per l'insegnamento di Pianoforte Complementare nei Conservatori di Musica, è stato chiamato in ruolo nel 1998. Dall'anno accademico 2004/05 insegna presso il Conservatorio di Musica "L. Marenzio" di Brescia.
Dal 2003 vive a Gessate, assieme alla moglie Daniela ed ai figli Francesco (9 anni), Anna (6 anni) e Gianluca (14 mesi), a cui dedica con tutto il cuore questa serata.
 
Centro Musicale Territoriale del Comune di Cambiago
Organizzazione: Musicisti Associati - Via John Fitzgerald Kennedy, 15 - 20040 CAMBIAGO (Milano)
www.musicadarte.com - Tel. 348 71 50 380  - Email: direzione@musicadarte.com - Partita IVA: 13223530158

2009 03 14 Offerta musicale Ricordando Luigi Rossi

Sabato 14 marzo 2009 - ore 21,15
Offerta musicale Ricordando Luigi Rossi
10 marzo 1979 -10 marzo 2009
"... e siamo ancora qui con te"
musiche di
Bach, Des Prez, Mozart, Perosi
Coro I cantori sampietrini
direttore Giovanni Scomparin
con la straordinaria partecipazione di
Coro stella alpina di Rho
direttore
GlANNI BORGHETTI
organista Maria Massimini
Chiesa Parrocchiale San Pietro
via Gorizia, 29 - Rho

2009 03 22 Oggi suono anch'io ore 11 Teatro Dal Verme

I Piccoli Pomeriggi Musicali
CONCERTO DI PRIMAVERA
Domenica 22 marzo 2009 alle ore 11.00 presso il Teatro Dal Verme (via San Giovanni Sul Muro, 2 – Milano) si terrà il Concerto di Primavera dell'Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali.
 
Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali
Direttore -  Daniele Parziani
Percussioni: Marco Contini, Gabriele Di Giacomo, Diego Verzeroli
Musiche di: Vivaldi, Boccherini, Purcell, Morelli, Gay
Biglietti Adulti Euro 5,00; Bambini Euro 3,00
Informazioni per il Pubblico:
Fondazione I Pomeriggi Musicali: Tel 02 87905
http://www.ipomeriggi.it  http://www.dalverme.org

Il Concerto di Primavera propone un'assoluta novità: una prima esecuzione di un brano composto da Walter Morelli per tre giovanissimi percussionisti solisti e orchestra.
Partecipando al Concerto sarà possibile accedere gratuitamente all'iniziativa Oggi suono anch'io !
Laboratorio Musicale allestito all'interno del Teatro dove i piccoli spettatori potranno vedere, toccare e provare a suonare vari strumenti a percussione che saranno illustrati dai giovani esecutori dell'orchestra.
Il Laboratorio si terrà dalle ore 10.00 alle 10.50 e saranno ammessi bambini di tutte le età.
 
Daniele Parziani
Ha studiato al Conservatorio G. Verdi di Milano con Daniele Gay e Fulvio Luciani, diplomandosi con il massimo dei voti. Ha suonato come solista e in diverse formazioni cameristiche per la Società dei Concerti di Milano, gli Amici del Loggione del Teatro alla Scala, Rai Radio Tre, Ravello Festival, la Guildhall School of Music di Londra, il Castello Schlöss Albeck in Austria, la Musik Saal di Düsseldorf, lo Stadt Casino di Basilea, il Palazzo dei Congressi di Madrid, il Palau della Musica Catalana di Barcellona e in diverse altre sale e teatri in Italia e all'estero.
È risultato vincitore di Rassegne e Concorsi (fra cui Vittorio Veneto e Postacchini), nonche' di una borsa di studio di seimila dollari offerta dall'Universita' di Boulder, Colorado-USA.
Amante del Tango, Daniele Parziani è primo violino del Quintetto Mirage, formazione che nasce in collaborazione con il bandoneonista Gilberto Pereyra. Ha inoltre suonato con il gruppo Tangoseis in Italia e all'estero, avendo avuto cosi' l'occasione di lavorare con la voce favorita dal Maestro Astor Piazzolla: quella di Milva.
Daniele Parziani si dedica all'attività dell'insegnamento della musica e del violino da diversi anni, lavorando con allievi di ogni età in diverse Scuole Musicali durante l'anno e in Corsi Estivi di Musica.
E' il Direttore dell'Orchestra de "I Piccoli Pomeriggi Musicali". 

2009 03 13 - Ginkgo Rassegne Speriamo che sia femmina

Rassegna cinematografica: tributo alle donne
GINKGO RASSEGNE 2009 "DONNE ALLA RIBALTA"

Presso la sala Consiliare di Villa Imbaldi
venerdì 13 marzo 2009 ore 21:00

SPERIAMO CHE SIA FEMMINA
Regia di Mario Monicelli (Commedia, Italia, 1986)
Interpreti:
Liv Ullmann, Catherine Deneuve, Giuliana De Sio, Stefania Sandrelli,
Lucrezia Lante Della Rovere, Athina Cenci,
Philippe Noiret, Bernard Blier, Giuliano Gemma, Paolo Hendel, Ron

INGRESSO LIBERO
 

2009 03 09 In nome della donna di Erri de Luca al Teatro Fraschini

Lunedì 9 marzo  2009 alle ore 21 si festeggia la donna  con lo spettacolo Nel nome della donna, progetto del Teatro Officina di Milano, ispirato a Nel nome della madre di Erri de Luca. Lo spettacolo, diretto da Massimo De Vita, è inserito nella rassegna Altri Percorsi della Stagione teatrale del Fraschini.
 
 
Lunedì 9 marzo 2009, ore 21.00
Teatro Officina
NEL NOME DELLA DONNA
Brani ispirati al testo di Erri de Luca
"Nel nome della madre" e testimonianze di madri straniere
regia Massimo de Vita
con Irene Quartana, Sacha Oliviero
paesaggi sonori  Emanuele "Manolo" Cedrone
scenografia Gianluca Martinelli e Carla Cipolla
fotografie Donatella De Vito (Casa della Carità)
durata 1 ora senza intervallo

Lo spettacolo  Nel nome della donna nasce da un progetto del Teatro Officina, della Casa della Carità e della Provincia di Milano con la volontà di raccogliere la voce totalmente inascoltata delle donne straniere, migranti e madri, spesso clandestine, che abitano mestamente le nostre città. Con queste interviste si assottiglia un buio pesante e profondo, lentamente emergono volti e storie che finalmente conquistano una luce troppo al lungo negata.
Attraverso la mediazione della ripresa filmata, sono finalmente emerse le storie (tre interviste ad una donna peruviana, una nigeriana, una Rom), verità che riportano l'attenzione anche su un altro tema fondamentale per la nostra società contemporanea: la solidarietà che nasce tra italiani e stranieri e stravolge un'immagine stereotipata dell'Italia.
Queste  testimonianze si alternano alle parole di Erri de Luca, tratte dal libro In nome della madre. La figura di Maria,  giovane madre che incarna anche il simbolo della clandestinità,  per nulla reticente, ma consapevole e fiera nel mostrare la gravidanza in tutta la sua dolcezza, parla di quel mistero in cui la vita si schiude.  Si trova però a fronteggiare una dimensione sociale che le è ostile: dovrà convincere Giuseppe, futuro sposo,  e sua madre; dovrà affrontare un viaggio verso una città che le negherà accoglienza. Un percorso narrativo e poetico  condotto con delicata allegria che contagia lo spettatore. Con spontaneità ed in solitudine verrà dato alla luce il figlio: il parto si trasforma così per la donna in un viaggio d'estasi, una partenza segnata dal piacere e dal contatto corporeo tra madre e figlio.
Il Teatro Officina di Milano è una  piccola e preziosa sala milanese che si è sempre distinta, fin dagli esordi nel 1973, per la forte matrice interculturale e di spiritualità laica. Anima da più di trent'anni di questo spazio culturale è Massimo De Vita, attore e regista, che ha condiviso l'arte con le eccellenze del nostro teatro, a partire da Giorgio Strehler e Paolo Grassi fino a Dario Fo e Franca Rame (con cui nel 1968 ha fondato la cooperativa Nuova Scena).  Costante è il lavoro del Teatro Officina  nei quartieri più disagiati della città,  anche a carattere  antropologico, alla riscoperta della tradizione e a favore dello scambio tra culture differenti:  raccoglie  testimonianze che restituisce alle comunità attraverso eventi che coinvolge i cittadini non come semplici spettatori ma come veri e propri co-autori.
PREZZI E MODALITA' DI ACQUISTO
Per i biglietti: Biglietteria del Teatro Fraschini (orari 11-13/17-19) tel. 0382/371214
acquisto on-line www.teatrofraschini.it
Costi: da  euro  14,00 a euro 6,00 FONDAZIONE TEATRO FRASCHINI fraschini@comune.pv.it  
 
 

Gli Amici del Teatro presentano Il sindaco del Rione Sanità nell'incontro del 17 marzo

AMICI DEL TEATRO CAGNONI
APPUNTAMENTI MESE DI MARZO 2009

MARTEDI' 17 MARZO 2009
Il sindaco del Rione Sanità
Relatrice la prof.ssa Mariuccia Passadore
Sala del Consiglio della Cariparma e Piacenza
Piazza Ducale – ore 21.00
Tutti i soci sono invitati ad intervenire ed estendere l'invito ad altri amanti del teatro.
Nel corso della serata sarà possibile iscriversi all'Associazione e, per chi non avesse ancora provveduto, rinnovare la quota associativa.

2009 03 10 Violini e viola del Quartetto Emerson con Ralph Kirshbaum al violoncello

I concerti della stagione 2008-09
144° Stagione Società del Quartetto di Milano
martedì 10 marzo, ore 20.30
sala Verdi del Conservatorio
Violini e viola del Quartetto Emerson con Ralph Kirshbaum al violoncello
PROGRAMMA:
B.Martinu - 3 Madrigali per violino e viola
B.Bartok - 6 Duetti dai "44 Duos per 2 violini" Sz 98
A.Dvorak - Terzetto per 2 violini e viola in do maggiore op. 74
W.A.Mozart - Divertimento per violino, viola e violoncello in mi bemolle maggiore KV 563

Quartetto Emerson
Eugene Drucker violino
Philip Setzer violino
Lawrence Dutton viola
con la partecipazione straordinaria di
Ralph Kirshbaum violoncello


Per gravi motivi di salute David Finckel, il violoncellista del Quartetto Emerson, deve rinunciare alla tournée europea del gruppo. Per mantenere l'impegno preso con la nostra Società gli altri membri del celebre quartetto americano hanno chiesto la collaborazione straordinaria del violoncellista Ralph Kirshbaum.
Il nuovo programma non si misura con il tradizionale repertorio quartettistico dell'Emerson ma mantiene in maniera esemplare lo spirito della storica formazione, da sempre saldamente radicata nella tradizione ma allo stesso tempo aperta a presentare l'incredibile varietà stilistica e di organici della musica.
Con la partecipazione di Ralph Kirshbaum verrà eseguito uno dei grandi capolavori di Mozart, il Divertimento per violino, viola e violoncello in mi bemolle maggiore KV 563.

Il programma di sala del concerto, in versione pdf, è disponibile sul sito dal venerdì pomeriggio precedente il concerto.
Biglietti: intero € 35, ridotto € 25 - Giovani (fino a 30 anni) € 5
Società del Quartetto di Milano
Palazzo Durini - Via Durini, 24 - 20122 Milano - Tel. 02 76005500 - Fax 02 76014281
www.quartettomilano.it  - info@quartettomilano.it

Femminile come Arte 10° anniversario

Femminile come Arte 10° anniversario

 Palazzo Sanseverino
sale dello STUDIO B dell' Ing. Buscaglia
Inaugurazione  8 marzo 2009 alle ore 17.0


Esporranno :
Albani Giuse
Dell'Erba Laura
Gioetto Carla
Hannan Kathy
Iannello Giuse
Rolando Grazia
Salè Tiziana
Siviero Giovanna
Rita Viarenghi

La mostra sarà aperta nei giorni 7 – 8 – 14 – 15 Marzo 2009
dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30

In concomitanza con la festa della donna, il gruppo artistico "Femminile come Arte" festeggia il 10° anniversario di nascita nella splendida cornice dello storico Palazzo Sanseverino, ospiti nelle sale dello STUDIO B dell' Ing. Buscaglia. Come ogni anno le artiste faranno coincidere l'inaugurazione con la festa della donna, per dare il giusto  risalto e importanza che la figura femminile e la stessa festa hanno ormai perso nel corso degli anni. L'inaugurazione si terrà quindi il giorno 8 Marzo alle ore 17.00 con lettura di poesie, rigorosamente femminili, a cura di  Raffaella Buscaglia con accompagnamento musicale.

Cenni storici sul Palazzo Sanseverino

Palazzo Sanseverino rappresenta il secondo complesso della città di Vigevano per importanza e valore storico, dopo il sistema Castello Sforzesco – Piazza Ducale.
Edificato alla fine del XV° secolo come residenza del capitano Gian Galeazzo Sanseverino, comandante della guarnigione sforzesca e genero di Ludovico il Moro, la struttura dopo pochi anni è stata trasformata dallo stesso in fortezza attraverso la costruzione di fossati, mura e quattro torri. La Rocca Nuova – così il popolo la chiamò, in contrapposizione con la già esistente Rocca Vecchia, edificata nella metà del 1300 – fu ulteriormente fortificata dal Marchese Alfonso D'Avalos; nel 1645, con l'arrivo degli spagnoli, la fortezza venne demolita e si salvò solo parte del nucleo centrale, Palazzo Sanseverino appunto, che dal 1655 al 1810 fu destinato a monastero di clausura per l'ordine religioso delle Clarisse, intitolato a Santa Chiara. Successivamente il palazzo passò a diverse proprietà private: pur avendo subito, in tempi recenti, notevoli rimaneggiamenti, Palazzo Sanseverino conserva dal punto di vista planimetrico caratteristiche
 formali evidenti e unitarie.

2009 03 06 Arnoldo Foà al Teatro Balbo di Canelli

Stagione teatrale-musicale 2008 - 2009
Direzione artistica: M° Sebastian Roggero
VIII appuntamento
Teatro Balbo, Via dei Partigiani CANELLI

Venerdì 6 marzo 2009 alle ore 21,15

Arnoldo Foà in
OMAGGIO A LEOPARDI E CHOPIN
Poesie di Giacomo Leopardi e musiche di Frederich Chopin
Con
Arnoldo Foà - voce recitante
Giorgio Costa – pianoforte
 
Arnoldo Foà ed il pianista Giorgio Costa; poesia e musica, uno straordinario omaggio al romanticismo europeo titolato: "Omaggio a Leopardi e Chopin". Lo spettacolo ha già fatto il giro delle più importanti città d'Italia, da Torino e Milano a Roma e poi Parigi, in ottanta centri della penisola e all'estero, si è ripetuto il plauso a questa iniziativa. A Courmayeur tra il pubblico pensoso e plaudente c'era anche l'ex Presidente Ciampi.
Una fusione fra l'arte musicale e l'arte poetica di due geni irriducibili, quali il nostro Giacomo Leopardi e il pianista compositore polacco Frederich Chopin. L'esibizione applauditissima ha visto Foà e Costa protagonisti di un dialogo tra poesia e musica , un botta e risposta tra le parole delle poesie di Leopardi e le note delle sinfonie di Mozart , due artisti che ebbero molto in comune morirono entrambi giovanissimi (Mozart a 35 anni e Leopardi a 39!) dopo una vita vissuta intensamente costellata da tanti momenti di sofferenza ma da altrettanti di speranza. Una serata che gli
organizzatori, dichiarano sin d'ora indimenticabile, piena di equilibrio e armonia
Biglietti: intero euro 14, ridotto (sotto i 25 anni e sopra i 60) euro 10. Info su www.tempovivo.it  o al telefono 0141/590064.
Prevendite dei biglietti all'agenzia viaggi "Il Gigante" di Canelli, in viale Risorgimento 19, tel: 0141/832524 o direttamente la sera dello spettacolo .
L'ora d'inizio degli spettacoli è fissata alle 21.15. Seguirà il dopo teatro. Info su: www.tempovivo.it

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)