2021_09_24 TEATRO C.COCCIA - Novara STAGIONE AUTUNNO/INVERNO 2021

TEATRO C.COCCIA - Novara
STAGIONE AUTUNNO/INVERNO 2021
CALENDARIO CRONOLOGICO
Orari di biglietteria
Da martedì a sabato, esclusi festivi, con orario continuato: 10:30 - 18:30
Nei giorni di spettacolo da un'ora prima a mezz'ora dopo l'inizio delle rappresentazioni. 



Venerdì 24 Settembre 2021_09_24 ore 20.30 
INAUGURAZIONE DEL TEATRO COCCIA
ANTONINO FOGLIANI dirige
l’ORCHESTRA SINFONICA DELLA RAI
sostituendo TIANYI LU, (Vincitrice Concorso Internazionale per Direzione d’Orchestra “Guido Cantelli” 2020) costretta a rinunciare per via di un’indisposizione
Pianista Gile Bae
Orchestra Sinfonica Nazionale RAI
PROGRAMMA OMAGGIO A CAMILLE SAINT-SAËNS
Felix Mendelssohn-Bartholdy - Ouverture Le Ebridi op.26 in si minore
Camille Saint-Saëns - Concerto per pianoforte n. 5 op. 103 in fa maggiore 'Egiziano'
Felix Mendelssohn-Bartholdy - Sinfonia n. 4 op. 90 in la maggiore 'Italiana' (MWV N 16)
Nuova produzione Fondazione Teatro Coccia

Sabato 02 Ottobre 2021_10_02 ore 20.30
Domenica 03 Ottobre 2021_10_03 ore 16.00 
CONCERT IN DESIGN
MAUDIT
TU, MALEDETTO COME NOI
INTERROGATORIO A RIMBAUD
Musiche di repertorio barocco e contemporaneo A. Webern, P. Hindemith, A. Vivaldi, A. Corelli
Drammaturgia, testi e regia Davide Rondoni
Attore Filippo Lanzi
Materiale fotografico Manuel Palmieri
Direttore Maurizio Dones
Nuova Orchestra Cameristica di Milano
Nuova produzione Fondazione Teatro Coccia 

Giovedì 07 Ottobre 2021_10_07 ore 20.30 
GALA D’ARIE D’OPERA ACCADEMIA AMO
Musiche di repertorio operistico
Direttore Margherita Colombo
Solisti Accademia AMO
Orchestra Carlo Coccia

Venerdì 08 Ottobre 2021_10_08 
Sabato 09 Ottobre 2021_10_09 
ore 20.30 
Casa Bossi
LE ORE DELLE SPOSE
OPERA DA CAMERA
Libretto Francesca Bocca-Aldaqre
Regia Deda Cristina Colonna
Scenografia Matteo Capobianco 
Soprano Laura Catrani 
Attrice Carolina Rapillo
Attrice Giuditta Pascucci
Musica in prima esecuzione assoluta commissionata a Claudio Scannavini
Quartetto d’archi Dàidalos
Nuova produzione Fondazione Teatro Coccia 

Sabato 23 Ottobre 2021_10_23 ore 20.30
Domenica 24 Ottobre 2021_10_24 ore 16.00   
L’ULTIMA STANZA. PRELUDIO AL BARBABLÙ
OPERA
Musica in prima esecuzione assoluta commissionata a Claudio Scannavini
IL CASTELLO DI BARBABLU’
Musica di Béla Bartók
Orchestrazione per organico orchestrale ridotto Accademia AMO
Direttore Marco Alibrando
Regia Deda Cristina Colonna
Scene e costumi Matteo Capobianco
Barbablù Andrea Mastroni, basso
Judith Mary Elizabeth Williams, soprano
Orchestra del Teatro Coccia
Coproduzione Fondazione Teatro Coccia e Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi

Mercoledì 27 ottobre 2021 ore 20:30
Concerto omaggio a Čajkovskij
Orchestra Sinfonica Carlo Coccia
Violoncello solista Christiana Coppola
Direttore Andrea Cappelleri
Posto unico 15€

In collaborazione con il Conservatorio Guido Cantelli
Un concerto organizzato da Centro Studi Fratelli Olivieri con il Conservatorio Guido Cantelli, i cui incassi saranno destinati alla ristrutturazione e al riarredo dei camerini del Teatro Coccia per il progetto "Chi è di scena"!

Sabato 30 Ottobre 2021_10_30 ore 21.00
Domenica 31 Ottobre 2021_10_31 ore 16.00
di Remo Binosi
PROSA
Con Anna Foglietta e Paola Minaccioni
Regia Michela Cescon
Scene Dario Gessati
Costumi Giovanni Buzzi
Musiche originali Andrea Farri
Produzione TEATRO DI DIONISO e TEATRO STABILE DEL VENETO
In collaborazione con FONDAZIONE MUSICA PER ROMA e TEATRO STABILE DI BOLZANO
Produzione esecutiva Teatro di Dioniso

Sabato 6 Novembre 2021, ore 17:00
Piccolo Coccia
ALESSANDRO BARBAGLIA 
presenta "SCACCO MATTO TRA LE STELLE"
a dialogo con EMMA PILOTA (8 anni)
Finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi 8+

Domenica 07 Novembre 2021_11_07 ore 16.00 
Lunedì 08 Novembre 2021_11_08 ore 9.00 e 11.30 (recite per le scuole) 
CHI HA PAURA DEL MELODRAMMA?
I VIAGGI DI GULLIVER
OPERA DA CAMERA
Musica di Bruno Moretti
Libretto Rosa Mogliasso
Direttore Andreas Gies
Messinscena e regia Controluce Teatro d’Ombre
Ripresa allestimento Alberto Jona
Costumi Giuseppe Palella
Gulliver Semyon Basalaev * aggiornamento cast 3/11/2021
La cantante Giulia Bolcato
Bianconiglio Leonardo Pesucci
Ombre Cora De Maria, Marco Intraia,
Jenaro Meléndrez Chas
Attori Scuola del Teatro Musicale - STM
Giovane Ensemble Guido Cantelli
Nuova versione aggiornata, produzione Fondazione Teatro Coccia 

WikiCoccia con Luca Baccolini
Terza Stagione da Lunedì 8 Novembre 2021
Tutte le mattine da Lunedì a Venerdì alle 8:30 sul canale YouTube del Teatro e sulla pagina Facebook, il buongiorno del Teatro Coccia tra storia, curiosità e aneddoti.

Sabato 20 Novembre 2021_11_20 ore 20.30 
Domenica 21 Novembre 2021_11_21 ore 16.00
RAPIMENTI D’AMORE
Musica di Cristian Carrara
OPERA
Soggetto e libretto di Davide Rondoni
Direttore Matteo Beltrami
Regia e scene Andrea Chiodi
Costumi Ilaria Ariemme
Fosca Sonia Prina
Dante Vittorio Prato
Padre di Fosca Salvatore Grigoli
Cavalcanti Valerio Borgioni
Simone Ettore Agati
Padre dello sposo Antonio De Gobbi
Randazzo Mario Tathouh
La serva Veronica Niccolini (Accademia AMO)
Orchestra I Virtuosi Italiani 
Nuova commissione Fondazione Teatro Coccia 
In occasione delle celebrazioni di Dante 700

Venerdì 03 Dicembre 2021_12_03 ore 20.30 
Sabato 04 Dicembre 2021_12_04 ore 20.30 
UN DIVORATO CUORE 
Musica di Joe Schittino, Cristiano Serino, Marco Taralli
Versi Francesca Bocca, Fabio Ceresa, Davide Rondoni
OPERA
Regia, drammaturgia e con Gioele Dix
Direttore Antonello Allemandi
Scene Angelo Lodi
Coro Sinfonico Teatro Coccia
Orchestra Sinfonica Carlo Coccia
Nuova commissione Fondazione Teatro Coccia 
In occasione delle celebrazioni di Dante 700
L’idea nasce dal primo sonetto contenuto nella Vita Nova di Dante Alighieri “A ciascun'alma presa e gentil core”. Dante afferma di aver composto il testo per salutare «tutti li fedeli d'Amore» e per chiedere loro «che giudicassero» un sogno fatto dopo aver incontrato Beatrice per la seconda volta, all'età di 18 anni. In questo sogno il poeta vede Amore personificato che tiene in braccio Beatrice addormentata avvolta in un drappo sanguigno. In una delle mani Amore tiene il cuore del poeta e, dopo aver svegliato la donna, le fa mangiare il cuore, cosa che ella fa «dubitosamente», cioè con paura. Molti sono stati nella storia i poeti che hanno “risposto” a questa sorta di “proposta” lanciata da Dante, a partire da Cavalcanti fino ad arrivare a D’Annunzio. Questa la genesi di UN DIVORATO CUORE, un’investigazione sull’Amore guidata da Gioele Dix coautore del testo insieme a Davide Rondoni, nonché regista e interprete nei panni di un curioso investigatore, che utilizzerà i tre sonetti commissionati in risposta al sonetto “proposta” dantesco a tre poeti del nostro tempo, Francesca Bocca-Aldaqre, Fabio Ceresa e Davide Rondoni, come fossero degli indizi utili alla comprensione del mistero che aleggia attorno a questo DIVORATO CUORE. La partitura è stata commissionata a tre compositori italiani Cristiano Serino, Joe Schittino e Marco Taralli ognuno dei quali musicherà un sonetto proponendo una cifra personale ma al contempo in sintonia con l’intera composizione che troverà unitarietà e completezza nelle parti di raccordo musicale laddove i tre compositori si uniranno in una sorta di contrappunto a tre voci.

Domenica 12 Dicembre 2021_12_12 ore 16.00 
Lunedì 13 Dicembre 2021_12_13 ore 9.00 e 11.30 (recite per le scuole) 
CHI HA PAURA DEL MELODRAMMA?
Musica di Pauline Viardot
OPERA DA CAMERA
Elaborazione e orchestrazione di Paola Magnanini (Accademia AMO)
Versione ritmica italiana di Vincenzo De Vivo
Direttore Valentino Alfredo Zangara (Accademia AMO)
Regia Teresa Gargano
Scene e costumi Danilo Coppola 
Le Baron de Pictordu Pasquale Greco
Cendrillon Eriko Hashimoto (Accademia AMO)
Armelinde Simona Ruisi (Accademia AMO)
Maguelonne Ramezani Meiami Rakhsha (Accademia AMO)
La Fée Vinci Federica (Accademia AMO)
Le Prince Charmant Francesco Scalas,
Le Comte Barigoule Dario Sebastiano Pometti
Giovane Ensemble Guido Cantelli
Coproduzione Fondazione Teatro Coccia con Teatro dell'Opera Giocosa di Savona e Associazione Traiectoriae
Riguardo questa nuova Cendrillon racconta Paola Magnanini “una nuova orchestrazione con soli cinque strumenti molto diversi da loro, passando dalla sonorità calda del violoncello all'asprezza degli acuti del violino, giocando con la versatilità dei clarinetti e la leggerezza del flauto, abbracciando e sostenendo i momenti musicali con il suono del pianoforte. A disposizione avevo un ensemble molto ridotto, che però mi ha permesso di giocare attraverso la scelta degli strumenti con varie sfumature e contrasti definiti, così come i personaggi della fiaba. Il mio compito è stato elaborare ed interpretare i gesti dell'autrice, che davano già indicazioni e spunti per trasformare la scrittura pianistica in un linguaggio ampio e moderno, caratterizzando i personaggi e caricaturando i momenti scenici in un colore orchestrale. La sfida è stata inoltre quella di cercare la varietà e cercare di esplicitare i gesti nascosti dello spartito attraverso lo studio approfondito degli strumenti, valorizzando i diversi registri sonori e avvalendomi delle tecniche dello strumento stesso. Con la nuova versione del testo in italiano, anche il suono dell'ensemble da camera ha acquistato funzionalità alla scena e ha permesso di valorizzare maggiormente il richiamo dell'opera al sapore del salotto ottocentesco”.

Mercoledì 22 Dicembre 2021_12_22 ore 20.30 
Giovedì 23 Dicembre 2021_12_23 ore 20.30 
Musica di Gioachino Rossini
Libretto Gaetano Rossi
OPERA 
Cast Allievi del progetto RossiniLab e European Opera Academy
Direttore Mirca Rosciani
Orchestra del Teatro Coccia
Nuova produzione in versione semiscenica
Collaborazione Fondazione Teatro Coccia con il Conservatorio Guido Cantelli di Novara
A dicembre La cambiale di matrimonio, di Gioachino Rossini sarà eseguita in forma semiscenica, in collaborazione con il Conservatorio Guido Cantelli con il cast degli allievi del progetto RossiniLab e European Opera Academy. Il RossiniLab è un modulo EOA fondato dal Maestro Giovanni Botta e si rivolge a cantanti che desiderano studiare e approfondire il proprio repertorio rossiniano. Lo scopo principale del modulo R-Lab è fornire agli studenti un approccio metodologico per eseguire e interpretare correttamente le arie rossiniane. Alla fine del workshop, gli studenti avranno quindi la possibilità di esibirsi davanti al pubblico nell'opera in forma di concerto con Orchestra al Teatro Coccia di Novara, partner ufficiale di R-Lab. Questa sarà anche un’occasione di scambio con gli allievi e i docenti dell’Accademia dei Mestieri dell’Opera del Teatro Coccia e di apertura verso scenari internazionali.

Venerdì 31 Dicembre 2021_12_31 
ore 22.15 Teatro Coccia 
GRAN GALA DI SAN SILVESTRO
Regia e coreografie Melina Pellicano
Arrangiamenti e musiche Marco Caselle
Scenografie Anna Maria Carbone
Costumi Agostino Porchietto e Lucrezia Zoroddu
Produzione Compagnia BIT Distribuzione Equipe Eventi
A chiusura il classico Concerto di San Silvestro, l’evento immancabile che chiude la programmazione annuale tra grandi successi e brindisi: un evento di gala unico che celebra grandi successi con uno show particolarmente coinvolgente.
Grease, La febbre del Sabato Sera, Moulin Rouge, A Chorus Line, Cabaret, Chicago, Notre Dame de Paris, Cats, The Phantom the Opera
I musical più belli di tutti i tempi sono protagonisti di questo spettacolo che propone, a ritmo incalzante e in modo originale, una brillante rassegna di splendidi medley che faranno rivivere al pubblico le emozioni di storici e famosissimi musical.
Un'audizione, per cominciare, come succede sempre prima di una produzione, sulle note di "A Chorus Line": il coreografo scandisce i passi, si provano le coreografie del musical, il cast è formato e lo spettacolo può avere inizio. Subito dopo la scenografia prende forma e lo show si realizza, dapprima con le melodie di "Notre Dame de Paris" e poi, indietro nel tempo, ai primi del ‘900, in uno scatenato can can, per assistere alla storia d'amore e di passione del musical "Moulin Rouge”. Buio in sala, è un'altra storia celebre che si racconta: "The Phantom of the Opera" e uno splendido ballo in maschera. Willkommen … ed è subito "Cabaret"! Poi eccoci all'ingresso del locale più famoso di "Chicago", tra lo scintillio e le piume dei costumi. Un suggestivo cambio di luci e si vola negli anni ‘70, con tutto il cast in scena per rievocare "La febbre del sabato sera" e, per finire "Grease"- brillantina”

Le date della stagione:
Giovedì 02 Settembre 2021_09_02 
Venerdì 24 Settembre 2021_09_24 
Giovedì 07 Ottobre 2021_10_07 
Venerdì 08 Ottobre 2021_10_08 
Sabato 09 Ottobre 2021_10_09 
Sabato 23 Ottobre 2021_10_23 
Domenica 24 Ottobre 2021_10_24 
Sabato 30 Ottobre 2021_10_30 
Domenica 31 Ottobre 2021_10_31 
Domenica 07 Novembre 2021_11_07 
Lunedì 08 Novembre 2021_11_08 
Sabato 20 Novembre 2021_11_20 
Domenica 21 Novembre 2021_11_21 
Mercoledì 01 Dicembre 2021_12_01 
Giovedì 02 Dicembre 2021_12_02 
Domenica 12 Dicembre 2021_12_12 
Lunedì 13 Dicembre 2021_12_13 
Mercoledì 22 Dicembre 2021_12_22 
Giovedì 23 Dicembre 2021_12_23 
Venerdì 31 Dicembre 2021_12_31 

Il Teatro Coccia annuncia la programmazione autunno/inverno 2021
L’inaugurazione con l’Orchestra RAI e Gile Baedirette da Tianyi Lu
Opere, contaminazioni, nuovi format L’avvio del progetto delle “farse rossiniane” con RossiniLab, AMO e il patrocinio della Fondazione Rossini
Il ritorno della Prosa con Anna Foglietta e Paola Minaccioni Due opere inedite per celebrare DanteE l’ultima notte dell’anno a ritmo di Musical. Riparte Venerdì 24 Settembre 2021 la stagione autunno/inverno del Teatro Coccia, giorno in cui il Teatro sarà finalmente restituito alla città dopo l’anno di lavori che hanno interessato le messe a norme e la sicurezza.

Dopo l’inaugurazione del 22 Dicembre 1888, con Gli Ugonotti di Meyerbeer diretto da Arturo Toscanini, e del 21 Febbraio 1993, con il concerto diretto da Riccardo Muti, il Teatro Coccia si prepara a un nuovo grande Concerto d’inaugurazione: l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai con la partecipazione straordinaria di Gile Bae come pianista solista, dirette da Tianyi Lu, la giovane direttrice classe 1990, vincitrice dell’XI edizione del Premio Cantelli, quella targata 2020, nell’anno della rinascita dopo 40 anni. Un momento emozionante che si inserisce nel solco della tradizione e nel nome del Maestro Guido Cantelli. Il programma: Le Ebridi Op. 26 in si minore di F. Mendelssohn, Concerto per pianoforte n. 5 "l'Egiziano" di C. Saint-Saëns, Sinfonia n. 4 in la maggiore "Italiana" op. 90 di F. Mendelssohn.

Traendo spunto dall’”Egiziano” di C. Saint-Saëns l’evento segna anche l’inizio di una collaborazione tra il Teatro Coccia e il Museo Egizio di Torino.

Spazio ai format sia nuovi che consolidati, originali del Teatro Coccia: concert opera in design Sabato 2 e Domenica 3 Ottobre, un lavoro multidisciplinare in cui musica, teatro, fotografia e parola si fondono e confondono. Maudit. Tu, Maledetto come noi. Interrogatorio a Rimbaud, su musiche di repertorio barocco e contemporaneo (A. Webern, P. Hindemith, A. Vivaldi, A. Corelli), e la drammaturgia, i testi e la regia di Davide Rondoni, in buca la Nuova Orchestra Cameristica di Milano diretta da Maurizio Dones. 

Giovedì 7 Ottobre un Gala d’Arie d’Opera interpretato dagli Allievi dell’Accademia dei Mestieri dell’Opera AMO diretti dal maestro Margherita Colombo. In programma da I Racconti di Hoffmann a Il Trovatore, da L'occasione fa il Ladro a Bohéme, da Le Nozze di Figaro a Lakmé, fino a Madame Butterfly, L’elisir d’Amore, e Rigoletto. 

Prosegue un Ottobre che si potrebbe definire “noir” e che vede altri due appuntamenti musicali, uno inedito e uno di tradizione: l’opera da camera Le Ore delle Spose l’8 e il 9 Ottobre alle 20.30 a Casa Bossi e il 23 e il 24 ottobre Il Castello di Barbablù di Béla Bartók al Teatro Coccia, entrambi firmati dalla regia di Deda Cristina Colonna e con le scene di Matteo Capobianco.Le Ore delle Spose, musica in prima esecuzione assoluta commissionata a Claudio Scannavini, Quartetto d’archi Dàidalos, su libretto di Francesca Bocca-Aldaqre, vede protagoniste le voci del soprano Laura Catrani e le attrici Carolina Rapillo e Giuditta Pascucci.Le ore delle spose – spiega Deda Colonna - è la storia di un’attesa. Giuditta oracolare ed incisiva, Arianna attiva e sfidante sono portate in scena da due attrici che incarnano gli arabeschi poetici di Francesca Bocca-Aldaqr in una resa quasi da tanztheater, in cui i linguaggi verbale e non-verbale si concertano nell’accumularsi di parola e azione, gesto e ripetizione […] L’installazione di Matteo Capobianco definisce il contesto di questa avventura intima in uno spazio scandito dalla progressiva stratificazione di forme piene e vuote, leggere come parole, pesanti come note. La performance non rappresenta una vicenda personale, ma illustra un itinerario intimo di ricerca, scoperta e rinuncia: dove il bisogno personale si scopre vertiginoso e profondo, la rinuncia appare come la sola via possibile; di un amore come quello di Barbablù - occupato, infedele, violento, incoerente, avaro di sentimenti - non si può salvare nulla, se non se stesse. La musica composta da Claudio Scannavini rappresenta la presenza/assenza di Barbablù e ritaglia zone della performance in cui la parola del testo poetico quasi si smaterializza per divenire essa stessa materia coreografica, linguaggio astratto di relazione tra parola e gesto, tra il languire dell’attesa e la crudezza del carattere. Il quartetto esegue dal vivo anche composizioni di Bartok e di Schönberg che demarcano nell’irregolare scorrere del tempo le fasi successive di questo labirintico itinerario personale”.

 Il Castello di Barbablù di Béla Bartók vede coinvolti nel ruolo di Barbablù Andrea Mastroni e in quello di Judith Klára Kolonits, Orchestra del Teatro Coccia, diretta da Marco Alibrando.

Unica composizione operistica nel catalogo bartokiano, Il castello del principe Barbablù mette in luce gli ultimi legami del trentenne Bartok con le risorse musicali della drammaturgia simbolista ed espressionista: si nota, allo stesso tempo, l’urgenza tipica in Bartok di rinverginare il linguaggio attingendo dal repertorio popolare della sua terra. Da parte sua, Bela Balazs non aveva pensato a un libretto in senso stretto, ma piuttosto a una ballata, dotata di una propria autonomia letteraria, impregnata di reminiscenze folkloristiche e ammiccante alle tendenze moderne della ‘Literaturoper’, l’opera lirica che utilizza testi letterari senza passare attraverso un apposito ‘libretto’. Attingendo dal soggetto favolistico di Charles Perrault – per altro gia utilizzato da Maeterlinck e musicato da Dukas – Balazs, regista, scrittore e autore drammatico, imprime al testo un’invenzione autonoma e originale, dove – come avverte prudentemente il prologo parlato con cui inizia il dramma – gli ascoltatori sono messi di fronte a una vicenda che e solo il pretesto per la simbolica rappresentazione di un dramma interiore, dove si gioca il conflitto tra desiderio e impotenza, luminosa sensibilita femminile e meccanica ottusita maschile. Echeggiando i modelli vocali sperimentati da Debussy nel Pelléas et Mélisande, Bartok adotta una vocalita tutta contenuta entro una sorta di recitativo melodico, sfaccettato in modo tale da lasciar intravedere le differenze comportamentali e psicologiche dei due personaggi: se il cupo e austero Barbablu mantiene il suo canto in una sorta di declamazione, costruita entro una scala pentafonica, la luminosa ed esuberante Judit vanta una maggior varieta ritmica e modale.

L’opera sarà preceduta da un preludio musicale commissionato al compositore Claudio Scannavini: Dopo L’ultima Stanza, Preludio al Barbablù. 

Al Castello di Barbablù si arriverò, come consuetudine del Teatro Coccia, a seguito di una serie di appuntamenti di anteprima e approfondimento. Un viaggio nel mondo di Barbablù: da Lunedì 11 a Venerdì 22 Ottobre sarà possibile entrare nelle scene dell’allestimento, incontrarne i protagonisti, ascoltare il racconto della nascita del progetto e assistere brevissimi spettacoli messi in scena al Piccolo Coccia.

Ogni spettacolo prevede una durata di circa 10/15 minuti per permettere di essere ripetuto più volte nella stessa giornata (su prenotazione) ed è pensato per incantare un pubblico di ogni età, con un linguaggio semplice, poetico e intrigante.

Lo spettacolo, realizzato da Controluce Teatro d’Ombre sarà pensato per un solo operatore che accompagnerà il racconto con le silhouette di teatro d’ombre e brevi ascolti musicali registrati.

Nel retropalco del Conte Caccia sarà inoltre ricreato un allestimento di costumi e attrezzeria a “tema Barbablù” 

Tornano, in presenza gli appuntamenti Chi ha Paura del Melodramma? dedicati all’opera da vivere in e con la famiglia. Dopo le felici esperienze online I Viaggi di Gulliver (in una nuova e aggiornata versione) e Cendrillon (e il BIanconiglio) arrivano dal vivo rispettivamente il 7 e l’8 Novembre e il 12 e il 13 Dicembre 2021, con repliche per le scuole il Lunedì mattina.

Con Chi ha paura del Melodramma? prende il via anche ufficialmente la nuova piattaforma del Teatro Coccia: Sipario Virtuale. Uno spazio parallelo a quello della vita teatrale, nel quale ritrovare programmazioni storiche, ma soprattutto contenuti inediti e approfondimenti. E un’area dedicata al gaming: per i più giovani (ma non solo) esperienze di gioco virtuali per entrare nel teatro attraverso una porta inusuale. Dove si nasconde il Bianconiglio? Quali stanze si aprono all’ingresso dei palchi? Cosa c’è sotto il palcoscenico? A questi e altri interrogativi i giocatori potranno e dovranno trovare risposta nel corso del game.

Il Teatro Coccia dedica a Dante due appuntamenti nell’arco di 15 giorni sul finire di questo 2021 di celebrazioni. E lo fa portando in scena ciò che è parte fondamentale della sua missione: producendo due opere liriche, commissionate e prodotte, che nascono per mano di compositori, poeti e librettisti contemporanei e debutteranno tra Novembre e Dicembre. Filo conduttore tra le opere la bacchetta di Matteo Beltrami a dirigere l’orchestra. 

Sabato 20 e Domenica 21 Novembre Rapimenti d’Amore, opera in un atto unico, scritta da Cristian Carrara su soggetto e libretto di Davide Rondoni, con la regia di Andrea Chiodi. In buca l’Orchestra I Virtuosi Italiani (anche coproduttori dell’allestimento). Un lavoro inedito che vede impegnato un cast di voci davvero straordinarie, tra le quali quelle di Sonia Prina, Salvatore Grigoli, Vittorio PratoFosca, ragazza vivace e di temperamento, si dispera con la sua serva, alla vigilia della festa di maggio, a Firenze. Il padre, un tipo autoritario e formale, l’ha promessa in sposa ad un ragazzo che non ama. Sullo sfondo della vicenda, una Firenze divisa in fazioni, guelfi e ghibellini si fronteggiano. Simone, ragazzo allegro con nel fondo un po’ di mestizia, amico di Fosca, raccoglie dalla serva la confidenza del matrimonio combinato. Anche lui si dispera. Non crede nell’amore, ma lungo la vicenda ne riscopre il senso, proprio scoprendosi innamorato di Fosca. Dante e Cavalcanti, amici di Simone, si ingegnano per aiutarlo. Da loro nasce l’idea di inscenare il rapimento di Fosca. Sullo sfondo della vicenda, le discussioni sull’amore tra Dante e Cavalcanti. I due si stimano, ma diversa è la loro visione della vita e dell’amore. Per Cavalcanti “non conduce a canoscenza/ la nostra umana, povera semenza”. Da questa esperienza Dante capisce che ha un compito “Indicare di ogni amore/ la difficile commedia/ e il dramma che lo assedia” e inizia il suo viaggio, quello che lo porterà a scrivere la Divina Commedia: “Avrò i suoi occhi fissi in me/ cuore sbranato e pur felice/ avrò lei che fin là mi guida/ la mia donna Beatrice”, ”Ora che ho amato da morire/ sono pronto ad iniziare”.

Mercoledì 1 e Giovedì 2 Dicembre un evento straordinario: Gioele Dix firma la regia, la drammaturgia e dà voce a Un divorato cuore, investigazioni sull’amore in risposta ad un sonetto (azione scenica in un atto). Le musiche sono composte da tre compositori del nostro tempo, Cristiano Serino, Joe Schittino, Marco Taralli. Un divorato cuore nasce da “Chi oggi ha il cuore divorato da Amore?” il primo sonetto contenuto nella Vita Nova di Dante Alighieri “A ciascun'alma presa e gentil core”. Dante afferma di aver composto il testo per salutare «tutti li fedeli d'Amore» e per chiedere loro «che giudicassero» un sogno fatto dopo aver incontrato Beatrice per la seconda volta, all'età di 18 anni. In questo sogno il poeta vede Amore personificato che tiene in braccio Beatrice addormentata avvolta in un drappo sanguigno. In una delle mani Amore tiene il cuore del poeta e, dopo aver svegliato la donna, le fa mangiare il cuore, cosa che ella fa «dubitosamente», cioè con paura. Molti sono stati nella storia i poeti che hanno “risposto” a questa sorta di “proposta” lanciata da Dante, a partire da Cavalcanti fino ad arrivare a D’Annunzio.  Questo è Un divorato cuore: un’investigazione sull’Amore guidata da Gioele Dix nei panni di un curioso investigatore, che utilizzerà i tre sonetti come fossero degli indizi utili alla comprensione del mistero che aleggia attorno a questo divorato cuore. Ognuno dei tre compositori impegnati nell’opera ha musicato un sonetto proponendo una cifra personale ma al contempo in sintonia con l’intera composizione che troverà unitarietà e completezza nelle parti di raccordo musicale laddove i tre compositori si uniranno in una sorta di contrappunto a tre voci. Con l’attore e i cantanti, una danzatrice e un mimo.

Dal giorno successivo la messa in scena, il Teatro Coccia e la città di Novara diventeranno set del film Un divorato cuore che verrà girato da Gioele Dix come trasposizione del testo teatrale.

Dopo la felice esperienza di Una Domanda di Matrimonio di Chailly andata in scena nell’Arengo del Broletto il 29 Maggio 2021, come primo spettacolo in presenza del Teatro Coccia, prosegue la collaborazione con il Conservatorio Guido Cantelli: il 22 e 23 Dicembre alle 20.30 La Cambiale di Matrimonio, musica di Gioachino Rossini, libretto Gaetano Rossi, solisti gli allievi del progetto RossiniLab e European Opera Academy, direttore Mirca Rosciani.
L’orchestra sarà un ensemble in seno alla neonata Orchestra del Teatro Coccia, in collaborazione con il Conservatorio Cantelli.

Ensemble orchestrale che sarà anche protagonista del Galà di Arie d’Opera dell’Accademia AMO del 7 Ottobre 2021.

Si apre così il ciclo delle cinque farse rossiniane “Lui, Lei, L’Altro”. Cinque titoli che il Teatro Coccia, con RossiniLab e il patrocinio della Fondazione Rossini metterà in scena con la regia degli allievi AMO con il docente Roberto Recchia. Ma non solo: alle farse si arriverà a seguito della commissione di altrettante opere buffe ad autori contemporanei, anch’esse con filo conduttore “Lui, Lei, L’Altro”. Il Teatro Coccia investe ancora nel futuro dell’opera italiana, ponendo particolare attenzione all’opera buffa che va scomparendo.

La riapertura coinciderà anche con la programmazione di spettacoli di Teatro di Parola e Musical. L’attesa Sabato 30 e Domenica 31 Ottobre 2021 e All That Musical Venerdì 31 dicembre 2021.

L’attesa, spettacolo firmato da Remo Binosi vede protagoniste due straordinarie e poliedriche interpreti del nostro tempo, Anna Foglietta e Paola Minaccioni, dirette da un’altra importante artista italiana Michela Cescon. La produzione è Teatro Di Dioniso E Teatro Stabile Del Veneto In Collaborazione Con Fondazione Musica Per Roma E Teatro Stabile Di Bolzano. L’Attesa, anche oggi a tanti anni dalla sua scrittura, è un testo contemporaneo, caratteristica che solo le grandi opere hanno. Il rapporto serva-padrona, il doppio, il grande seduttore Casanova, la maternità, il male, la morte - sono raccontati con cambi di registro narrativo: dalla commedia al dramma, dal noir fino a sfiorare la tragedia. Il linguaggio è originale e sorprendente, con una naturale vis comica che garantisce una presa certa sul pubblico, paragonabile a quella dei testi di Goldoni e di Eduardo. La particolarità della messinscena di Cescon è che parte dalla prima stesura che l’autore veronese fece del testo - datata 1991 - che presenta notevoli differenze rispetto a quello portato in scena nel 1994: la nutrice ha un ruolo decisamente più marginale che in questa messinscena scomparirà completamente; i dialoghi sono più scarni, in qualche modo più «contemporanei»; l’azione si concentra totalmente sulle due protagoniste e sull’evoluzione del loro rapporto durante la forzata clausura.

Il Musical che accompagna allo scoccare della mezzanotte tra il 2021 e il 2022 è prodotto dalla Compagnia BIT con la regia e le coreografie di Melina Pellicano e gli arrangiamenti musicali di Marco Caselle. Nomi ormai noti al pubblico in sala al Teatro Coccia il 31 Dicembre e che hanno sempre ottenuto un notevole successo.

Ripartono inoltre gli appuntamenti WikICoccia a cura di Luca Baccolini e Le Caramelle al Melodramma con Roberto Recchia, Corinne Baroni e i loro ospiti. Tutti i video diventeranno poi fruibili su Sipario Virtuale e alcuni temi saranno dedicati proprio alla programmazione futura.

I biglietti per gli spettacoli saranno in vendita in tre tranche: da Mercoledì 8, 29 Settembre e 27 Ottobre) questo per mantenere monitorata la situazione sanitaria globale e offrire al pubblico un servizio sempre più sicuro e potenzialmente sempre più ampio. Nascono così i Mini Abbonamenti “Eco”: l’abbonamento “di ritorno” e “sostenibile”. Non paghi tutto subito, puoi acquistare il primo spettacolo, pensarci e tornare ad acquistare il secondo biglietto con il 25% di sconto (Il Castello di Barbablù + Rapimenti d’Amore; Maudit. Tu, maledetto come noi interrogatorio a Rimbaud + Gala d’arie d’opera Accademia AMO; I viaggi di Gulliver + Cendrillon; Rapimenti d’Amore + Un divorato cuore).

Sostenibilità che diventerà uno dei temi portanti delle stagioni del Teatro Coccia: allestimenti e costumi realizzati con materiali di riciclo o bio; materiale di comunicazione e promozione stampato in quantità ridotte e con utilizzo di carte riciclate. Si è calcolato che in un anno il Teatro Coccia stampa l’equivalente di due alberi. Il Teatro, in collaborazione con il Comune di Novara, non solo si impegna per una maggiore sostenibilità, ma a fine anno ripianterà due alberi in un parco cittadino che verrà concordato.

 

Fondazione Teatro Coccia
Via Fratelli Rosselli 47 | 28100 Novara NO
Biglietteria +39 0321 233201 | Tel. +39 0321 233200 



2021_12_04 Vespri d'organo per l'Avvento e il Natale nelle Chiese di Vigevano 11a edizione

Sette note verso il cielo
"In Locum Angelorum"
Vespri d'organo per l'Avvento e il Natale.
Undicesima edizione
Appuntamenti a partire dal 4 dicembre 2021 al 6 gennaio 2022.
Direzione artistica Mauro Banzòla

Organizzazione a cura di:
Associazione Carlo Natale e Carlo Vella, Rotary club Cairoli distretto 2050, associazione nazionale insigniti onorificenze cavalleresche delegazione di Vigevano, Priorato delle Confraternite e dei Sodalizi laici della Diocesi di Vigevano, parrocchia di San Francesco, Confraternita della Morte in Santa Maria della Neve, Confraternita del SS. Crocifisso in San Bernardo, Confraternita di Santa Maria del Popolo, comunità della Madonna degli Angeli, in collaborazione con comitato Cantica Organi.
Ritorna a Vigevano la rassegna di Vespri d’Organo per l’Avvento e il Natale. 
Sabato 4 dicembre, alle 16,45, presso la chiesa della Madonna della Neve con la premiata organista cremonese Simona Fruscella, che siederà all’organo Biroldi del 1846. Il Vespro sarà preceduto alle 15,30 dall’inaugurazione del museo rinnovato della Confraternita della Morte. Si terminerà giovedì 6 gennaio, giorno dell’Epifania, sempre alle ore 16,45 presso la chiesa di S. Bernardo con ospite l’organista siciliano Matteo Saverio Grasso, che siederà alla consolle dell’organo Mentasti del 1875.

Sabato 04 Dicembre 2021 ore 16.45
Chiesa della Madonna della Neve - organo Biroldi del 1846
Simona Fruscella, organo

Sabato 11 dicembre 2021_12_11 ore 17.00
Chiesa di San Francesco  - organo Lingiardi del 1860
Pour l'Amour de Marie
Vespro dorgano e "Missa cum organo"
Maria Cecilia Farina, organo
 
Domenica 12 dicembre 2021_12_12 ore 16.30
Chiesa di Santa Maria del Popolo - organo Lingiardi del 1843
Il libro del Montserrat
Cappella Musicale della Cattedrale di Vigevano
Direttore Don Paolo Lobiati

Domenica 19 dicembre 2021_12_19 ore 16.30
Chiesa Santuario della Immacolata
Aspettando la notte Santa
Canti della tradizione natalizia

Giovedì 6 gennaio 2022_01_06 ore 16.45
Chiesa di San Bernardo - organo Mentasti del 1875
Giunsero tre Re
Matteo Saverio Grasso, organo

Ingresso Libero nel rispetto delle norme anti-Covid

2021_12_02 TORNA L'APERITEATRO CON TERZETTO SPEZZATO

Riprende al Ecoteatro via Fezzan,1  Milano, la formula APERITEATRO con un divertentissimo spettacolo adatto a tutte le età:
- alle ore 18 aperitivo con drink e snack offerti dal teatro
- alle ore 19 spettacolo dalla durata di circa un'ora
Prezzo straordinario € 10 comprensivo di aperitivo e spettacolo
giovedì 2 dicembre 2021
ore 18 aperitivo e ore 19 spettacolo
venerdì 3 dicembre 2021_12_03
ore 18 aperitivo e ore 19 spettacolo 
TERZETTO SPEZZATO 
Commedia "spiritosa" con musica
L'intreccio è dei più collaudati: marito, moglie e il di lei amante. Con una particolare caratteristica: lei è defunta e i due uomini attendono impazienti il materializzarsi del suo spettro. Battute serrate e argute, arricchite da musiche, canzoni e acrobazie, ci regaleranno momenti di grandi sorprese e divertimento.
martedì 7 dicembre 2021_12_07
ore 20.45 spettacolo 
mercoledì 8 dicembre 2021_12_03
 ore 16.00 spettacolo 
TERZETTO SPEZZATO 
Commedia "spiritosa" con musica
E per chi invece volesse vederlo nei soliti orari, lo spettacolo replica martedì 7 dicembre (S. Ambrogio) alle ore 20:45 e mercoledì 8 dicembre (festivo) alle ore 16:00. Anche per queste due date prezzo speciale per gli iscritti alla Newsletter.
Biglietteria aperta da lunedì a sabato dalle ore 10 alle 13
il giorno  dello spettacolo a partire da un'ora prima dell'inizio
Lo sconto è valido in biglietteria e on line:
INFO LINE: 02 82773651 (con possibilità di prenotazione telefonica in orario di biglietteria)

2021_11_29 Angela Finocchiaro e Renato Sarti in NAUFRAGHI SENZA VOLTO al PICCOLO TEATRO STREHLER


Naufraghi senza volto
Questa sera al teatro Strehler a Milano, la versione in grande del Piccolo teatro, Angela Finocchiaro - con Renato Sarti -non ha fatto ridere per nulla, anzi ha costretto le persone che sono venute a sentirla a riflettere su un argomento che, non direi è solo scottante, ma direi è molto maleodorante, maleodorante come l'odore che si respira nelle sale delle anatomie, quando i medici sono costretti ad affrontare l'esame delle salme in qualunque condizione siano, per capire le cause di morte e/o per identificare chi sono le persone che hanno davanti.
Dove è molto facile capirlo, il motivo della morte, è quando si tratta di una strage in mare, si tratta di affogamento [una morte orribile, ci si sente scoppiare, si sviene e ci si riprende per diversi minuti, una delle morti più strazianti] come quella che è stata raccontata e che è oggetto del libro che questa sera è stato presentato, attraverso la lettura teatrale delle pagine di Cristina Cattaneo.
Una lettura sconvolgente che descrive nei minimi particolari il progetto di recupero di un barcone [2016] con una strage di corpi di migranti, che hanno chiuso la loro vita in fondo al mare, ammassati come in una scatoletta di sardine. 
A volte verrebbe da dire "non buttiamola sempre in politica" però questa sera il teatro era pieno pieno di persone che condividono il valore della vita umana, il riconoscimento dell'identità e della sofferenza delle persone che, a costo della morte, di una morte atroce per bambini, donne, uomini di tutte le età, lasciano i loro paesi per cercare una speranza che non raggiungeranno mai.
Nella foto di Concertodautunno la standing ovation finale
E trovano invece una fine orribile in fondo al mare a poca distanza dalle nostre coste, ma certi nomi della politica italiana non saranno mai presenti a queste letture e di queste cose non ne vorranno mai sentire parlare perché loro ci ridono sopra da anni purtroppo.

Naufraghi senza volto
Dare un nome alle vittime del Mediterraneo
di Cristina Cattaneo. medico legale
Professore ordinario Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute
Antropologia, Scienza e Divulgazione scientifica
Il racconto di un medico legale nel tentativo di dare un nome alle vittime del Mediterraneo, testimoni della violenza e della disperazione del nostro tempo.
Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera della biblioteca; i resti di un bambino che veste ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti nel tentativo di arrivare nel nostro paese su barconi fatiscenti, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati. Il libro racconta, attraverso il vissuto di un medico legale, il tentativo di un paese di dare un nome a queste vittime dimenticate da tutti, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo.
Biografia dell'autore: Cristina Cattaneo, medico e antropologo, è professore ordinario di Medicina Legale all’Università degli Studi di Milano e direttore del Labanof, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense, presso la stessa Università. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Crimini e farfalle (con M. Maldarella, 2006), Naufraghi senza volto (2018) vincitore del premio Galileo 2019 e bestseller internazionale tradotto in numerose lingue e Corpi, scheletri e delitti (2019). 
A Cristina Cattaneo nel 2021 verrà assegnato l’Ambrogino d’Oro dal Comune di Milano.




Lunedì 29 novembre 2021_11_29 ore 20.30
PICCOLO TEATRO STREHLER - Milano
Largo Greppi 1 – M2 Lanza
FUORI NIGUARDA
NAUFRAGHI SENZA VOLTO
lettura teatrale di Renato Sarti


tratta dal libro Naufraghi senza volto di Cristina Cattaneo (Raffaello Cortina Editore)
con Angela Finocchiaro e Renato Sarti
video e immagini Mattia Colombo, Jacopo Loiodice, Valentina Cicogna
musiche Carlo Boccadoro
produzione Teatro della Cooperativa in collaborazione con AGIDI
si ringraziano
Gruppo dell’Allenza Progressista dei Socialisti & Democratici al Parlamento Europeo e Casa Comune

Da "Naufraghi senza volto" Raffaello Cortina Editore, Premio Galileo 2019, scritto dall’antropologa forense Cristina Cattaneo, una lettura teatrale per raccontare il dramma dei naufragi nel Mediterraneo dal punto di vista di chi lavora per restituire, attraverso le analisi autoptiche, identità e dignità ai profughi morti in mare. 
Lunedì 29 novembre sul prestigioso palco del Piccolo Teatro Strehler Angela Finocchiaro, una delle grandi interpreti del panorama teatrale italiano, e Renato Sarti daranno vita al reading prodotto dal Teatro della Cooperativa in collaborazione con AGIDI per un evento speciale.
È raro soffermarsi a pensare alla sofferenza di chi ha una persona cara, che ha intrapreso un viaggio alla ricerca di un futuro migliore e non sa se ce l’abbia fatta, se stia bene, se lo rivedrà mai.
Si chiama ambiguous loss (perdita ambigua) il lutto che non si riesce ad accettare, perché non c’è la presenza di un corpo a confermare la morte. È il sentimento che provano i parenti delle persone scomparse. La speranza di rivedere il proprio caro, anche dopo anni, non svanisce mai e si trasforma in un limbo di incertezza senza fine. Se alla sofferenza personale si aggiungono carenze di carattere tecnico, come vuoti normativi e inadempienze da parte di enti e istituzioni, la possibilità di avere una risposta si fa ancora più remota, al dolore si aggiunge la rabbia e il problema diventa anche sociale. Soprattutto quando si evidenzia la differenza di trattamento riservata ai morti “nostri” e ai “loro”, come se ci fossero vite di serie A e altre di serie B. 
È questo il contesto in cui opera il Labanof, Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano diretto da Cristina Cattaneo. Il Labanof, nato con scopi di ricerca, didattica e consulenza tecnica, grazie all’impegno e alla passione delle persone che vi lavorano, è riuscito a realizzare un piccolo miracolo: “restituire una storia, un'identità e perfino la dignità” ai cadaveri senza nome dei migranti scomparsi nei tanti naufragi del Mediterraneo. 
Questa autentica crociata coordinata dall'Ufficio del Commissario Straordinario del Governo per le Persone Scomparse, dalla Marina Militare e coadiuvata anche da diverse università e organizzazioni di volontariato, è raccontata nel libro di Cristina Cattaneo partendo dai naufragi dell’ottobre del 2013 e, soprattutto, dalla ancor più difficile impresa legata alla tragedia del 18 aprile 2015. In quel caso la nave affondò con circa novecento persone a bordo. Il barcone fu in seguito recuperato e sistemato su un pontile di Melilli, vicino a Catania. Lì, in stretta collaborazione con le altre realtà e organizzazioni succitate, l’equipe del Labanof effettuò sui 566 corpi recuperati le analisi autoptiche (DNA, impronte digitali, profili genetici e dentali), la catalogazione dei vestiti e degli oggetti ritrovati e mise i risultati della scienza forense al servizio dei familiari dei dispersi per poter permettere loro il riconoscimento delle vittime.
Ora è fondamentale che le istituzioni e il mondo della politica, stimolati anche da associazioni che operano nel sociale e da realtà culturali e mediatiche, facciano la loro parte e riescano a non disperdere questa esperienza preziosa, in modo che il paradigma Labanof diventi prassi a livello nazionale ed europeo.
Fin dalla fondazione il Teatro della Cooperativa si è occupato di migrazione, proponendo spettacoli legati a questa tematica (La nave fantasma nel 2004, Premio Gassman; Servi, di e con Marco Rovelli e Mohamed Banel 2009; M’bira, di Roberto Castello, finalista premio Ubu 2019) e impiegando spesso attori e attrici immigrati in Italia (Sogno di una notte di mezza estate, La molto tragica storia di Piramo e Tisbe, Chicago boys).
È per dare continuità e maggior spessore a questo impegno, sentito come necessario, che Renato Sarti ha deciso di scrivere e realizzare, in collaborazione con Cristina Cattaneo, una versione teatrale del libro Naufraghi senza volto.

BIGLIETTERIA DEL TEATRO STREHLER
Info e prenotazioni - Tel. 02.21126116  – www.piccoloteatro.org
Da lunedì a sabato 12.30 | 18
Domenica e festivi chiuso
La biglietteria del Teatro Strehler è aperta anche nei giorni di spettacolo a partire da un’ora prima dell’inizio della recita in programma
BIGLIETTI
Platea: intero € 33 | ridotto (under 26 e over 65) € 21
Balconata: intero € 26 | ridotto (under 26 e over 65) € 18
Lo spettacolo è in abbonamento

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2021_12_03 FESTIVAL DI NATALE 2021 a Pavia ed a Vigevano da Ghislieri Musica

CENTRO DI MUSICA ANTICA DELLA FONDAZIONE GHISLIERI
FONDAZIONE DI PIACENZA E VIGEVANO
FESTIVAL DI NATALE 2021
I CONCERTI SERALI - Pavia
I CONCERTI POMERIDIANI - Vigevano


Venerdì 03 Dicembre 2021_12_03, ore 21:00
Aula Magna del Collegio Ghislieri, piazza Ghislieri - Pavia
SARBACANES
Musiche del XVIII secolo per ottetto di fiati 
PROGRAMMA, ECHI VIENNESI AI TEMPI DI MOZART 
Johann Nepomuk Hummel (1778-1837): Partita S. 48
Antonio Salieri (1750-1825): Armonia per un Tempio della Notte
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791): The Magic Flute K.620 – Overture, selection of Arie (transcribed by Heidenreich); Serenade K.375
Sarbacanes sono:
Gabriel Pidoux e Neven Lesage, oboi
Roberta Cristi e Arthur Bolorinos, clarinetti
Alejandro Pérez Marin e Florian Gazagne, fagotti
Alessandro Orlando e Felix Roth, corni
Caroline Peach, contrabbasso
Questo programma mira a dare uno sguardo alla ricchissima vita musicale di Vienna nei decenni 1780 e 1790. Insieme ad opere originali scritte per ottetto di fiati come Armonia per un Tempio della Notte di Salieri, la Partita in mi bemolle maggiore di Hummel e la Serenata K.375 di Mozart, l’ensemble Sarbacanes offre la trascrizione de Il flauto magico, contemporanea alla creazione del pezzo, come era uso in quel periodo fornire tale adattamento per un ensemble di fiati.

Domenica 05 Dicembre 2021_12_05, ore 17:00
Auditorium ex Chiesa di San Dionigi - Vigevano
SARBACANES
Musiche del XVIII secolo per ottetto di fiati 

Martedì 07 Dicembre 2021_12_07, ore 21:00
Aula Magna del Collegio Ghislieri, piazza Ghislieri - Pavia
FILOBAROCCO
Diari di viaggio – Telemann in Polonia 

Sabato 11 Dicembre 2021_12_11 ore 16:30
Museo Archeologico Nazionale della Lomellina - Vigevano
SCHOLA GREGORIANA Ghislieri
direttore Renato Cadel
Con la partecipazione di PALISANDER
La Rinascita degli antichi codici gregoriani della Certosa di Pavia

Domenica 12 Dicembre 2021_12_12, ore 17:00
Auditorium ex Chiesa di San Dionigi - Vigevano
PALISANDER
Recorder Revolution - Flauti rivoluzionari

Martedì 14 Dicembre 2021_12_14, ore 21:00
Aula Magna del Collegio Ghislieri, piazza Ghislieri - Pavia
PALISANDER
Recorder Revolution - Flauti rivoluzionari

Ritorna a dicembre il Festival di Natale con 3 concerti serali di ensemble emergenti dell’Unione Europea selezionati nel quadro del progetto Eeemerging+ e tanti eventi musicali diffusi in tutta la città di Pavia!
Per assistere ai concerti è necessario essere in possesso di Green Pass in corso di validità e l’ uso della mascherina.
I biglietti dei concerti serali saranno presto in prevendita online su Vivaticket.it e per Vigevano ingresso gratuito ma con prenotazione.
Centro di Musica Antica della Fondazione Ghislieri
Piazza Ghislieri, 4 27100 Pavia +39 0382 3786266

2021_11_28 Spettacoli al Teatro Sociale di Stradella per la STAGIONE 2021-2022

Teatro Sociale di Stradella
STAGIONE 2021-2022



Domenica 28 novembre 2021_11_28 ore 21:00
COME UN FIORE RARO
Prosa

Martedì 30 NOVEMBRE 2021_11_30 ore 21.00
ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
Arturo Cirillo mette in scena uno dei capolavori letterari di una scrittrice che osserva compiaciuta quel che le accade accanto, reinterpretando la realtà, che non smette mai di essere vera, come il teatro.
Prosa

Giovedì 9 DICEMBRE 2021_12_09 ore 21.00
SUL BEL DANUBIO BLU
Il manifesto di un’intera epoca. Uno spettacolo pieno di leggerezza e seduzione dove, ballando un vorticoso valzer, può succedere di innamorarsi. Poco più di 150 anni fa Johann Strauss figlio scriveva quello che sarebbe diventato il manifesto di un’intera epoca: ‘Sul bel Danubio blu’. Più che un semplice valzer, il simbolo di un mito che ancora oggi vive e si rinnova generazione dopo generazione.
Opera,Operetta

Sabato 11 DICEMBRE 2021_12_11 ore 21.00
LA FANCIULLA DI NEVE
Sneguročka, la Fanciulla di Neve, figlia di Nonno Gelo e della Fata Primavera, vive nel regno d’inverno. Liberamente ispirata dalla leggenda Russa “Sneguročka”, la storia è stata rielaborata e coreografata interamente dai Primi Ballerini e Direttori Artistici Ines Albertini & Walter Angelini.
Danza

Giovedì 16 DICEMBRE 2021_12_16 ore 21.00 e PRIMAVERA 2022
I CONCERTI DEL RIDOTTO
‘I concerti del Ridotto’ è un nuovo percorso tematico all’interno della stagione del Teatro Sociale di Stradella, di cui saranno protagonisti i migliori allievi dell’Accademia del Ridotto e una serie di grandi interpreti della musica, a partire dagli stessi docenti dell’Accademia.
Musica

Sabato 18 dicembre 2021_12_18 ore 21:00
NICO GORI SWING 10TET | THE TENTET IS COMING TO TOWN - CONCERTO DI NATALE
Musica

Domenica 19 dicembre 2021_12_19 ore 21:00
CI VUOLE ORECCHIO - ELIO CANTA E RECITA ENZO JANNACCI
Musica

Martedì 21 DICEMBRE 2021_12_21 ore 21.00
RITORNI
Tornare in scena e riempire lo spazio, tornare a condividere, tornare sui propri passi per scoprire nuovi percorsi, tornare alle origini per inventare il futuro.

Mercoledì 12 GENNAIO 2022_01_12 ore 21.00
LA VITA DAVANTI A SÉ
Con Silvio Orlando. Una storia commovente e sempre attualissima, che racconta di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia.

Sabato 15 gennaio 2022_01_15 ore 21:00
ROBERTO CAPPELLO | DALL'ORCHESTRA AL PIANOFORTE
Musica

Dal 16 GENNAIO al 10 APRILE 2022
LE DOMENICHE alle 17:30
POMERIGÉZZ - RASSEGNA DOMENICALE DI MUSICA JAZZ
Nel ridotto del Teatro Sociale continua la tradizione della rassegna domenicale di musica jazz promossa dall’Accademia musicale Città di Stradella. Ingresso Gratuito.

Mercoledì 9 FEBBRAIO 2022_02_09 ore 21.00
UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO
Il testo è ambientato nella New Orleans degli anni quaranta e narra la storia di Blanche, che dopo che la casa di famiglia è stata pignorata si trasferisce dalla sorella Stella sposata con un uomo rozzo e volgare di origine polacca, Stanley. Ma il violento conflitto che si innesca fra lei e Stanley, la porterà alla pazzia, già latente in lei.

Domenica 20 febbraio 2022_02_20 ore 21:00
EDUARDO DE FILIPPO - DITEGLI SEMPRE DI SI'

Sabato 12 MARZO 2022_03_12 ore 21.00
TULLIO DE PISCOPO & TIZIANO CHIAPELLI QUINTET
Tullio De Piscopo, batterista e percussionista tra i più celebrati del nostro tempo, artista prediletto dal grande Astor Piazzolla che con lui incise il celebre ‘Libertango’, incontra il fisarmonicista Tiziano Chiapelli con il suo quintetto per un appassionante omaggio al maestro di Buenos Aires.

Giovedì 17 MARZO 2022_03_17 ore 21.00
LA PARRUCCA
Da ‘La parrucca’ e ‘Paese di mare’ di Natalia Ginzburg, con Maria Amelia Monti e Roberto Turchetta. ‘La parrucca’ e ‘Paese di mare’ sono due atti unici di Natalia Ginzburg che sembrano l’uno la prosecuzione dell’altro.

Sabato 2 APRILE 2022_04_02 ore 21.00
SIMONE ZANCHINI QUARTET
Simone Zanchini rivisita in chiave jazzistica con il suo quartetto, e con arrangiamenti originali, alcuni tra i temi più popolari della musica da ballo romagnola. Fisarmonicista tra i più interessanti e innovativi del panorama internazionale, Zanchini si muove tra i confini della musica contemporanea, acustica ed elettronica, sperimentazione sonora, contaminazioni extracolte, senza dimenticare la tradizione.

Sabato 7 MAGGIO 2022_05_07 ore 21.00 - FUORI ABBONAMENTO
FABRIZIO BOSSO SPIRITUAL TRIO
“SOMEDAY”
Lo Spiritual Trio è uno dei progetti più affascinanti di Fabrizio Bosso. Con il terzo album, pubblicato a Dicembre 2019 dal titolo SOMEDAY, il passaggio ulteriore è stato quello di ampliare ulteriormente la ricerca fra brani che, pur non provenendo dalla tradizione Spiritual, possano essere reinterpretati in quella chiave.

Teatro Sociale di Stradella
Vicolo Faravelli, 2 27049 Stradella (PV)
+39 0385 246569

2021_12_03 Nuova produzione della Fondazione Teatro Coccia di Novara con GIOELE DIX protagonista, drammaturgo e regista

Nuova produzione della Fondazione Teatro Coccia di Novara
Venerdì 3 Dicembre 2021
Sabato 4 Dicembre 2021
in chiusura delle celebrazioni dantesche
GIOELE DIX protagonista, drammaturgo e regista
di uno spettacolo multidisciplinare
tra parola, poesia, danza e musica
CUORE DIVORATO
 Musiche originali di
JOE SCHITTINO, CRISTIANO SERINO, MARCO TARALLI
 Versi di FRANCESCA BOCCA ALDAQRE,
FABIO CERESA, DAVIDE RONDONI
 In scena con Gioele Dix
un coro di 21 cantanti e l’Orchestra Sinfonica Carlo Coccia
diretti da FRANCESCA TOSI
e la danzatrice GIADA VAILATI

Il Teatro Coccia di Novara programma a chiusura dell’anno di celebrazioni per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, Dante Alighieri, un evento inedito: una prima assoluta.

Venerdì 3 e Sabato 4 Dicembre alle 20.30 Gioele Dix firma la regia, la drammaturgia ed è protagonista di Cuore divoratoinvestigazioni sull’amore in risposta ad un sonetto (azione scenica in un atto). 

Chi oggi ha il cuore divorato da Amore?

L’idea nasce dal primo sonetto contenuto nella Vita Nova di Dante Alighieri “A ciascun'alma presa e gentil core”. Dante afferma di aver composto il testo per salutare «tutti li fedeli d'Amore e per chiedere loro che giudicassero un sogno fatto dopo aver incontrato Beatrice per la seconda volta, all'età di 18 anni. In questo sogno il poeta vede Amore personificato che tiene in braccio Beatrice addormentata avvolta in un drappo sanguigno. In una delle mani Amore tiene il cuore del poeta e, dopo aver svegliato la donna, le fa mangiare il cuore, cosa che ella fa «dubitosamente», cioè con paura.

Molti sono stati nella storia i poeti che hanno “risposto” a questa sorta di “proposta” lanciata da Dante, a partire da Cavalcanti fino ad arrivare a D’Annunzio.

Questa la genesi di Cuore Divorato, un viaggio interiore nell’Amore guidato da Gioele Dix, drammaturgo, regista e protagonista, che utilizzerà i tre sonetti commissionati in risposta al sonetto dantesco a tre poeti del nostro tempo, Francesca Bocca Aldaqre, Fabio Ceresa e Davide Rondoni come fossero degli indizi utili alla comprensione del mistero che aleggia attorno a questo divorato cuore.

La partitura delle musiche originali dello spettacolo è stata commissionata a tre compositori contemporanei Cristiano Serino, Joe Schittino e Marco Taralli ognuno dei quali musica un sonetto proponendo una cifra personale, ma al contempo in sintonia con l’intera composizione che trova unitarietà e completezza nelle parti di raccordo musicale laddove i tre compositori si uniranno in una sorta di contrappunto a tre voci.

Le scene sono di Angelo Lodi. Il disegno di luci di Daniele Savi.

L’Orchestra Sinfonica Carlo Coccia è diretta dal Maestro Antonello Allemandi. Le voci sono quelle del Coro del Teatro Coccia – protagonista della scena insieme a Gioele Dix -, Maestro del Coro è Francesca Tosi.

In scena la danzatrice Giada Vailati dà corpo a un’eterea figura di donna angelicata. La si vedrà sul palco e in video, anche in età più tenera, interpretata dalla giovanissima Emma Pilota. 

SINOSSI

Un Personaggio, interpretato da Gioele Dix, entra in scena e, con l’ausilio di un computer, conduce una parafrasi del Sonetto dantesco “A ciascun alma presa e gentil core”. La parafrasi si fa sorprendentemente urgente, personale, intima, e si capisce presto che il Personaggio vive in prima persona ciò che descrive: la sua figura si sovrappone a quella di Dante, mantenendo però la sua modernità, tanto da lanciare un appello in diretta su un social mediaUn intervento del coro propone l’ultima terzina del sonetto di Dante mentre il Personaggio è sdraiato e parla delle sue pene d’amore ad uno psicanalista che crede essere alle sue spalle. Ma nessuno è dietro di lui: si rivolge quindi ai membri del coro che rispondono animatamente. La Prima Variazione al Sonetto, cantata nel Primo Madrigale, arriva sotto forma di risposta del social media. Il Personaggio, seduto ad un banco scolastico, recupera ricordi ed impressioni dell’infanzia associandoli al rapporto tra Dante e Beatrice Arriva un’altra risposta dei social media: la Seconda Variazione al Sonetto, cantata nel Secondo Madrigale. Durante l’esecuzione compaiono proiettate immagini di Beatrice bambina; il Personaggio ricorda un suo amore infantile che si sovrappone alla figura della piccola Beatrice. Il Personaggio riflette sul rapporto tra Tempo, Amore e Morte; entra in scena una danzatrice: è Beatrice già donna.

Sul fondo appare Davide Rondoni, il poeta autore della Terza Variazione al Sonetto che recita in un collegamento video chiuso dal Terzo Madrigale. Nel Finale il Personaggio, accompagnato dal Coro e dall’Orchestra, riassume tutti i temi toccati, con un intenso monologo sul Cuore come matrice, miraggio e simbolo di ogni rapporto d’amore.

Gioele Dix racconta “In occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, Il Teatro Coccia mi ha commissionato la drammaturgia e la regia di un progetto multidisciplinare che mi è subito apparso meravigliosamente e pericolosamente ricco di suggestioni, suoni e risonanze. Uso il termine “pericolosamente” non solo per il sorprendente coraggio produttivo di commissionare a tre poeti e tre compositori contemporanei musiche e parole che impegnano sul palco - oltre a me - orchestra, coro ed una danzatrice, ma anche perché una sovrabbondanza di immagini e temi, così potenti da attraversare indenni sette secoli, costituisce per un regista una sfida che, come direbbe Dante con una delle sue più note immagini, “fa tremar le vene e i polsi”… Scelgo questa immagine non a caso, perché racconta del rapporto così forte di Dante con la fisicità, con il corpo, con il sangue che pulsa nelle vene, fosse anche per trascenderlo, ma senza mai prescinderne.

E di carne e sangue parla, tra le altre cose, il celebre sonetto dalla Vita Nuova “A ciascun’alma presa e gentil core” scelto come perno poetico del progetto, attorno al quale si articolano le tre variazioni dei poeti Francesca Bocca, Fabio Ceresa e Davide Rondoni, che divengono dei madrigali estremamente suggestivi, grazie alle notevoli musiche composte da Joe Schittino, Cristiano Serino e Marco Taralli, lavorando direttamente sui testi e sulle situazioni drammaturgiche evocate.

Mettere ordine è una cosa di cui sento la necessità nella mia casa, ma, lo confesso, molto meno nei miei pensieri; chi mi conosce bene sa quanto amo, anche sul palcoscenico, lasciarmi andare alle digressioni, al flusso delle associazioni e dei ricordi. Mi fa felice la leggerezza del pensiero e della parola che lo comunica, e diffido istintivamente della retorica… Come affrontare dunque, rimanendo me stesso, la molteplicità di codici che avevo davanti sotto forma di 14 endecasillabi rimati con ordine assoluto nelle canoniche due quartine e due terzine del sonetto stilnovistico? Credo molto anche al valore della pigrizia, una pigrizia creativa, diciamo così, per questo non ho cercato troppo lontano ed ho pensato di fare come Dante con l’Aldilà: ci sono entrato dentro in punta di piedi, portandomi dietro la mia storia, i miei ricordi e la mia personalità, mescolandomi e in qualche modo confondendomi con questi potenti flussi di senso. Facendolo - e cercando di conservare la felicità e la leggerezza del pensiero e della parola- ho scoperto che cercando una chiave, o, meglio, più chiavi e più percorsi nell’universo dantesco, si sente chiaramente che tutta questa materia è ancora viva e pulsante, è ancora parte del nostro grande cuore collettivo di uomini e donne del XXI secolo.

Ho pensato di affrontare da subito la materia poetica da cui partiamo, il sonetto di Dante appunto, ed ho deciso di farlo nel più tradizionale dei modi: raccontandolo, parafrasandolo. Vengo da un’idea di teatro che non nasconde e non dà per scontato nulla. E’ così che faccio iniziare questo viaggio, parlo al pubblico e racconto da dove partiamo, e, facendolo, quasi inevitabilmente entro nei panni di Dante, gli presto la mia voce e ospito la sua. Il sonetto stesso, in effetti, è costruito in modo da chiedere all’inizio – forma tipica della poetica stilnovistica - un parere, una risposta a tutti noi che siamo in qualche modo vittime dell’amore.

Dante racconta un sogno, un sogno profondamente angoscioso, in cui la sua amata, Beatrice, appare, cullata tra le braccia di Amore personificato e da lui riceve il cuore ardente del poeta e se ne nutre, lo mangia addirittura. Alla fine Amore si allontana piangendo e, lo sappiamo perché Dante ce lo spiega nel commento, lo fa perché presagisce la morte di Beatrice. Sappiamo nello stesso modo che Dante ha visto per la prima volta Beatrice quando erano bambini, a nove anni, e la rivede e conosce poi a diciotto. Come è noto Beatrice si sposa presto con un altro e muore giovane, probabilmente a ventiquattro anni. Questo lo sfondo reale su cui si proietta il sogno e tutto ciò che ne segue.

Per il Talmud il cuore “lev” ha certo a che fare con le emozioni, ma molto di più è la sede della volontà e dell’intelletto, un paradosso che rovescia il nostro senso comune di lettori occidentali. Il cuore è sicuramente il centro di questa narrazione e mi è sembrato interessante, sulla scorta del Talmud, delle mie passioni letterarie, ma soprattutto sollecitato dalle identità precise e diverse dei tre sonetti/variazioni e delle musiche che li accompagnano, fare un percorso in cui il cuore diventa incrocio, punto di incontro, luogo in cui ci si realizza, o ci si perde.

Il primo sonetto, di Francesca Bocca, parla appunto della perdita, con un chiaro collegamento alla perdita di Beatrice ma più in generale si tratta della perdita, non necessariamente negativa, del rapporto con la realtà, il cuore lascia un buco, un buco che dobbiamo riempire di senso.  Nel secondo, di Fabio Ceresa, si parla del cuore come misura del tempo: quanto è diverso il cuore di un bambino da quello di una persona anziana? Quanto si sottrae al tempo il nostro cuore? La terza variazione al Sonetto, di Davide Rondoni, parla di un cuore fisico, umorale, legato ai cinque sensi, alla vista in particolare, riportandoci al legame forte di Dante e Beatrice, un amore nato “a prima vista” a nove anni e che ci fa pensare agli amori infantili, coltivati nel cuore come giardini segreti e alimentati quasi disperatamente dalla possibilità di vedere la persona amata.

Temi grandi quindi: amore, perdita e morte, tempo e senso della vita, gioventù e vecchiaia, ricordo e rimpianto, il corpo e la mente, la vista e i cinque sensi… Per provare a contenerli abbiamo progettato con Angelo Lodi una scenografia pulita, una sorta di guscio accogliente, di conchiglia, collocata in gran parte nel golfo mistico, in modo da permettere al pubblico lo sguardo diretto sul palcoscenico dove il coro, l’orchestra, la danzatrice sono parte fondamentale – anche visivamente - dello spettacolo, assieme alle luci disegnate da Daniele Savi ed alle grafiche video dello studio Mati. Lo scopo dell’allestimento nel suo complesso è di creare una avvolgente, suggestiva immersione di tutti i sensi nel cuore –è il caso di dirlo- della poetica dantesca, e permettere a tutti con più facilità di identificarsi nell’appello iniziale del poeta, quasi un abbraccio o forse una chiamata di corresponsabilità: A ciascun’alma presa e gentil core…

Sulla musica interviene Marco Traralli “Creare la musica per questo spettacolo è stata una sfida: mettere in musica l'anima di 3 poeti – e che poeti! - che hanno raccontato loro stessi attraverso tre sonetti, composizioni letterarie brevissime, in solo 14 versi vengono esposti universi. Era necessaria allora la presenza di 3 compositori, 3 anime musicali che fondessero il loro pensiero con quello dei poeti, per poterci raccontare questi diversissimi stati d'animo attraverso la composizione di 3 madrigali.

Esattamente 3 madrigali, pensati e creati con il più puro spirito del compositore attuale che vuole esprimersi e raccontarsi attraverso questa forma antichissima, nel più puro spirito degli antichi maestri contrappuntisti.

E così Joe Schittino, ha reinterpretato le brume del sonetto di Francesca Bocca, io racconterò l'apollineo componimento di Fabio Ceresa e Cristiano Serino il tormentato sonetto di Davie Rondoni.

I tre madrigali vanno così a segnare il ritmo generale dello svolgimento della storia, ma con la volontà, a chiusura dell'anno dedicato al Sommo Poeta, di lanciare un messaggio che travalichi le nostre esistenze, e possa essere da invito per coloro che verranno, a raccogliere ancora una volta il messaggio che Dante affidò alla sua bottiglia gettata nel mare del tempo, e a voler a loro volta rispondere, in una ricerca senza fine”.

Conclude Antonello Allemandi “Questo spettacolo per me è un cambiamento di prospettive. Quando ho cominciato la mia attività di direttore a fine anni 70l ho frequentato molto pezzi di compositori contemporanei. Non c’erano molte possibilità di dirigere opere di repertorio. Allora era quasi una scelta obbligata. Oggi dopo oltre 40 anni di carriera è stata una proposta molto allettante: dopo decenni di musica sifonica e operistica, ritornare a una partitura contemporanea, con questa interazione con Gioele Dix in uno spettacolo unico e particolare, che coinvolge varie sezioni di musicisti e genera interazione tra parti musicali e monologhi in un’ora e un quarto, è stato davvero stimolante”.

Biglietti dai 15,00 ai 30,00 euro sul sito del Teatro e presso la biglietteria.

Mercoledì 1 Dicembre alle 18.30 Gioele Dix incontrerà i pubblico a dialogo con l’ex Procuratore della Repubblica Mariinda Mineccia, in un appuntamento dal titolo: Chi ha il Cuore Divorato oggi? tra mito, letteratura, arte, quotidiano e cronaca. Modera il giornalista Luca Baccolini.

Ingresso gratuito con biglietto.

Lo spettacolo e la sua costruzione, inoltre, saranno oggetto di una docu-fiction, che vede coinvolto anche l’attore Francesco Brandi, firmato dalla regista Chiara Toschi, in cui il racconto di Cuore Divorato si unisce alla ricerca di un fantasma all’interno del teatro. Le riprese sono già in corso.

CORO DEL TEATRO COCCIA
SOPRANI Maria Eleonora Caminada, Lala Murshudli, Kim Hyejung
MEZZISOPRANI Lee Jaeyeong, Cecilia Taliano Grasso,Federica Passoni
CONTRALTI Anqi Huang, Chen Guannan, Sara Lacitignola
CONTROTENORI Matteo Caria, Nikos Angelis,Giulia Diomede
TENORI Nanxin Ye, Cao Zhi, Davide Lando
BARITONI Semyon Basalaev, Giuseppe Matteo Serreli, Liu Chao
BASSI Kil Kyungnam, Stefano Arnaudo,Han Zhengji
ORCHESTRA CARLO COCCIA
Eleonora Grampa oboe/corno inglese
Ivan Corona clarinetto/clarinetto basso
Mathias Milanolo sassofono
Angelo Borroni corno I
Federico Armari corno II
Maurizio Paletta timpani/percussioni
Roberto Villa pianoforte
Leoluca di Miceli viola I
Leonardo Saracino viola II
Davide Agamennone viola III
Eugenio Solinas violoncello I
Emma Borrelli violoncello II
Davide Cocito violoncello III
Tonino Chiodo contrabbasso

 

 

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