2014_09_28 LaVerdi Gaetano d’Espinosa torna alla guida de laVerdi nel 90° anniversario della nascita del grande violinista, direttore e compositore russo Rudolf Barshai

Venerdì 26 settembre 2014_09_26 ore 20.00
Domenica 28 settembre 2014_09_28 ore 16.00
Auditorium di Milano, largo Mahler 
Stagione Sinfonica 2014/15  
Omaggio a Barshai
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi 

D.Šostakovic  Sinfonia da camera in Do minore op.110/a
G.Mahler Sinfonia n.10 in Fa diesis maggiore

Il 28 settembre 1924 nasceva in Unione Sovietica Rudolf Barshai, scomparso il 2 novembre 2010 a Basilea.
Venerdì 26 (ore 20.00) e domenica 28 settembre 2014 (ore 16.00), all’Auditorium di Milano in largo Mahler, l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, sotto la guida del suo Direttore Principale Ospite Gaetano d’Espinosa, rende omaggio a uno dei protagonisti assoluti della scena musicale e culturale mondiale del Novecento. nel novantesimo anniversario della nascita.
laVerdi, che Barshai diresse in numerose occasioni dal 2001 al 2009, eseguirà due pietre miliari del percorso artistico del mitico conductor: la Sinfonia da camera in Do minore op.110/a di Šostakovic (dal Quartetto d’archi n.8 in Do minore op. 110), e la Sinfonia n.10 in Fa diesis maggiore di Mahler, nella versione che porta la firma di Barshai. 
(Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, orari apertura: mar – dom, ore 14.30 – 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org, biglietti euro 35,00/25,00/20,00/15,00). 

Venerdì 26 settembre torna il tradizionale appuntamento con le conferenze settimanali di presentazione dei concerti de laVerdi, nel Foyer della Balconata (ore 18.30). Per il ciclo Mahler e il Novecento europeo, Francesco Attardi e Lorenzo Casati presentano Omaggio a Rudolf Barshai (1924-2010): accanto ai temi centrali della Sinfonia da camera e della Decima, i relatori illustreranno il lavoro di barshai, ricordandone la collaborazione con laVerdi nel 90° della nascita.

Programma
Il programma di questo secondo appuntamento con la Stagione sinfonica de laVerdi è anche un omaggio alla figura straordinaria di Rudolf Barshai (1924-2010). Violinista e direttore d’orchestra fra i più creativi del secondo Novecento, ebbe la ventura di formarsi e crescere nella Russia sovietica del dopoguerra, di far parte dalla fondazione del Quartetto Borodin, di fondare l’Orchestra da camera di Mosca, di suonare con David Oistrakh, Sviatoslav Richter, Mstislav Rostropovic. Fu amico di Prokof’ev e Šostakovic. Espatriato nel 1977, diresse numerosi complessi di prestigio, in America come in Europa, compresa la nostra orchestra fra il 2001 e il 2009. 
Barshai non fu solo esecutore, ma anche compositore e trascrittore. Merito suo aver trasformato un quartetto per archi in sé perfetto come l’Ottavo di Šostakovic in una capolavoro per orchestra da camera, con archi multipli e divisi, che in altro modo esprimono la tragedia immanente nella scrittura originale. Pure suo è il completamento della Decima sinfonia, della quale Mahler aveva compiuto solo un immenso Adagio e appena abbozzato il resto di un lavoro che voleva monumentale. La versione di Barshai è dell’anno 2000, e ci appare come la più intensa, pur nel rispetto degli ormai storici completamenti precedenti di Deryck Cooke (1960-1975) e del successivo (2010) sforzo dell’allora ventitreenne Yoel Gamzou, ultimo e prodigioso allievo di Carlo Maria Giulini. [ di Enzo Beacco ]

2014_09_28 LaVerdi Secondo concerto della nuova stagione di Musica da camera: protagonisti Gli Archi de laVerdi e il chitarrista Emanuele Segre

Domenica 28 settembre 2014_09_28 ore 11.30
Auditorium Largo Mahler Milano
Musica da camera 2014/15
La chitarra di Emanuele Segre
tra gli Archi de laVerdi
Secondo appuntamento della nuova stagione  
A.Vivaldi - Concerto in re maggiore F XII n.15 per chitarra e archi
N.Castiglioni -Come io passo l’estate, versione per chitarra e archi di Carlo Boccadoro
G.Sollima - The black Owl per chitarra e archi
M.Giuliani - Gran Quintetto op. 65, versione per chitarra e orchestra d’archi
Gradito ritorno all’Auditorium di  Milano, domenica 28 settembre (ore 11.30), per il secondo appuntamento della nuova stagione di Musica da camera de laVerdi. Il chitarrista Emanuele Segre – star internazionale di prima grandezza –  vicino all’Orchestra di largo Mahler dalla nascita della formazione, affiancherà infatti gli Archi de laVerdi in un programma che spazia dal barocco alla contemporaneità. La mattinata in musica prenderà  il via con Vivaldi (Concerto in re maggiore F XII n.15 per chitarra e archi), per passare a Castiglioni (Come io passo l’estate, versione per chitarra e archi di Carlo Boccadoro), proseguire con Sollima (The black Owl per chitarra e archi) e concludersi con Giuliani (Gran Quintetto op. 65, versione per chitarra e orchestra d’archi). 
Ricordiamo che nel Foyer del bar dell’Auditorium sarà a disposizione del pubblico sia la colazione prima del concerto sia il brunch a seguire. 
(Info e prenotazioni: Auditorium di Milano fondazione Cariplo, orari apertura: mar – dom, ore 14.30 – 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org, biglietti euro 15,00/12,50/9,00).

Il programma 
Chitarra e orchestra d’archi nei quattro brani di autori italiani che Emanuele Segre eseguirà accompagnato dagli Archi di laVerdi.
Il programma si apre e si chiude con due composizioni del Settecento: il poetico Concerto in re magg F. XII N° 15 di Antonio Vivaldi e il brillantissimo Gran Quintetto op. 65 di Mauro Giuliani, che nella parte solistica, impone alla chitarra difficoltà e ardimenti del tutto simili a quelli che un virtuoso del belcanto incontra quando si cimenta con qualcuna delle arie più impegnative di Gioacchino Rossini.
La parte centrale comprende un paio di brani che al nome di Segre sono strettamente vincolati, giacché di entrambi egli affrontò a loro tempo le prime esecuzioni. Si tratta di The Black Owl, una composizione di straordinaria intensità nella quale Giovanni Sollima, voce tra le più originali nel panorama della musica contemporanea, fonde molteplici tecniche compositive, riuscendo ad amalgamare ritmi d’ispirazione mediterranea con spunti tratti dal poprock, dalla musica etnica e dall’improvvisazione.
Come io passo l’estate di Niccolò Castiglioni propone dieci brevi brani descrittivi, quasi “cartoline musicali”, nelle quali la delicata sensibilità del compositore per la natura e per il paesaggio alpino si trasfigura in un magico susseguirsi di suoni candidi e teneramente scanditi.

La Stagione
Una nuova Stagione dedicata esclusivamente alla Musica da camera: l’inedita iniziativa de laVerdi si inserisce nel ricco cartellone che la Fondazione ha messo a punto da settembre 2014 a dicembre 2015, con una proposta di 46 concerti all’Auditorium di Milano in largo Mahler - tutti la domenica mattina e sempre alle ore 11.30 -  spalmati  su 16 mesi, periodo Expo compreso.
Due gli elementi caratteristici e peculiari dell’iniziativa: da una parte offrire al pubblico la possibilità di ascoltare solisti già affermati sulla scena artistica e, dall’altra, proporre un panorama estremamente ampio e articolato della produzione cameristica – dal barocco al contemporaneo -  attraverso gli ensemble delle prime parti de laVerdi, con programmi a prezzi contenuti.
“In questo modo – spiega Ruben Jais, direttore artistico de laVerdi – il pubblico potrà seguire un percorso cronologico e filologico che gli consentirà di avere un esauriente quadro d’insieme della vastissima produzione cameristica mondiale, attraverso cicli, come quelli dedicati a Beethoven e Bach, o i concerti spot. Senza togliere a nessuno il piacere di gustarsi la singola esibizione, indipendentemente dal programma complessivo, che più e meglio può corrispondere al gusto personale o alle proprie aspettative musicali”.

2014_10_02 Massimo Ranieri torna al teatro degli Arcimboldi di Milano con uno dei suoi più entusiasmanti show.

Giovedì 2 ottobre 2014_10_02 Ore 21:00
Teatro degli Arcimboldi di Milano
V.le dell’Innovazione, 20 - Milano
Dagli studi di Rai Uno al palcoscenico del Teatro degli Arcimboldi, Massimo Ranieri torna con il suo più emozionante show
Cose di Musica
Presenta
MASSIMO RANIERI
Sogno e son desto
Chi nun tene coraggio
nun se cocca ch’ ‘e femmene belle
Scritto da Gualtiero Peirce e Massimo Ranieri
Luci di Maurizio Fabretti
Maestro d'armi Renzo Musmeci Greco
Regia di Massimo Ranieri
Biglietti da € 30,00 a € 60,00 (+ prevendita)
Nel nuovo spettacolo, ideato e scritto da Gualtiero Peirce e Massimo Ranieri, canzoni e monologhi intrecciano un racconto giocoso e provocatorio, un inno alla vita, all'amore e alla speranza. L'affettuoso viaggio dedicato ai mille significati del coraggio, già al centro del recital Chi nun tene coraggio nun se cocca ch’ ‘e femmene belle, si arricchisce nel nuovo show dei sogni e delle aspirazioni, trasformatesi in grandi successi, dello stesso protagonista, che incrocia così la sua incantata storia personale - attraverso tutti i brani che lo hanno reso famoso - con l'eroismo degli ultimi e dei sognatori, come gli uomini e le donne cantati dalla musica di Giorgio Gaber o raccontati dal teatro di Raffaele Viviani.

Teatro degli Arcimboldi
Viale dell’Innovazione, 20 – 20126 Milano
Tel. 02.64.11.42.212/214
Biglietteria Ticketone www.ticketone.it

2014_09_26 Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci in musica

Venerdì 26 settembre 2014
via S. Vittore 21, Milano
Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci
e Orchestra Carisch presentano:
MUSICA AL MUSEO
ore 19.30 - Chiostro
I doppi concerti di Vivaldi: RV533 per 2 flauti e RV536 per 2 oboi
Norma Marazzi e Stefano Cannetta - flauti
Vincenzo Ciacco e Maurizio Pecile - oboi
ore 20.30 - Chiostro
I cameristi dell'Orchestra Carisch
Luigi Boccherini:Settimino op. XV n. 6 G466 
ore 21.30 - Sala del Cenacolo
Carisch Ensemble: repertorio di madrigali rinascimentali a 4 e 5 voci

INGRESSO LIBERO AL MUSEO DALLE ORE 18 ALLE ORE 24.00
Nell'ambito de "La notte dei ricercatori"

Nata dalla rinnovata attenzione di Carisch nei confronti del repertorio classico, l’Orchestra Carisch si propone di promuovere e valorizzare la pratica della musica amatoriale, attività ancora poco diffusa nel nostro Paese, ma capillarmente estesa nel nord d’Europa.
Il progetto è dedicato a tutti quei musicisti che, pur avendo percorso una strada professionale diversa da quella musicale, continuano a coltivare la loro naturale passione artistica. La città di Milano offre scarsi spazi per attività amatoriali di buon livello: ecco che Carisch cerca di colmare questo vuoto culturale.
Ci piace citare le parole di Stefano Bollani: “sono pochissime in Italia le persone che hanno occasione di suonare indipendentemente dal professionismo, e questo va a deperimento della fruizione stessa della musica: sarebbe bello che ci fossero in ogni città cori e orchestre amatoriali in cui medici, avvocati e perché no, anche operai si trovano la sera per suonare Schubert o il jazz”.
Fare musica: questo è il principale obiettivo dell’Orchestra. A tal fine sono previste prove una volta alla settimana indipendentemente dall’attività concertistica. 
Gli autori di Carisch Classica offrono un supporto didattico e tengono stage e seminari rivolti ai musicisti dell’organico, mettendo a disposizione la loro esperienza e professionalità.
Attività di fondamentale importanza per l’orchestra e veicolo di primario interesse per la diffusione della cultura musicale è quella concertistica e divulgativa del repertorio sinfonico, testimonianza dell’attenzione di Carisch nei confronti del vastissimo pubblico della musica, soprattutto giovanile.
L'attività dell'Orchestra Carisch è sostenuta dalla Fondazione Antonio Carlo Monzino (www.fondazioneacmonzino.org)
Per informazioni:
www.orchestracarisch.com | orchestra@carisch.com  

2014_10_01 Teatro Libero un esperimento di drammaturgia collettiva in NUNCA MÀS

TEATRO LIBERO MilanoStagione 2014-2015
Dall'1 al 6 ottobre 2014
Teatro Libero Via Savona, 10 - Milano
NUNCA MÀS
Gente che scompare
drammaturgia e regia Alessandro Veronese
scritto ed interpretato da Laura Angelone, Flavia Gilberti, Michela Giudici, Susanna Miotto, Alice Pavan, Chiara Salvucci
produzione Fenice dei Rifiuti

Un esperimento di drammaturgia collettiva, un testo scritto da tutte le attrici in collaborazione con il regista per il secondo capitolo del Progetto Trittico dell’Invisibile.Due storie, che scorrono su binari paralleli. Epoche diverse, mondi agli antipodi. E un unico comune denominatore: la violenza come forma di garanzia del silenzio. Roba che di solito fa la mafia. Roba che di solito fa anche lo Stato.
Gente che scompare, e non torna più. Sistematicamente, per anni e anni e anni. Non solo politici. Non solo giornalisti. Non solo intellettuali. Si parla di milioni di persone.  Non è un’iperbole, purtroppo, ma la realtà di molto Sudamerica in un tempo troppo vicino al nostro.
E vent’anni dopo, dall’altra parte del mondo, gente che scompare, anche se solo per pochi giorni. Scompare nel nulla (si scoprirà: in una caserma) e quando esce la cosa più carina che si sente dire è che si è inventato tutto. Che Bolzaneto è un parto della fantasia, che alla Diaz ci hanno fatto un picnic e che Giuliani è solo un digestivo. Si sente dire che Genova non è mai esistita.
Dal nome del rapporto che nel 1984 fece luce sul dramma dei desaparecidos, il nuovo progetto di Fenice dei Rifiuti si muove tra l’Argentina e Genova, tra coreografie e narrazione, per raccontare il sottile filo (neanche tanto sottile, in realtà) che ha collegato, in una sorta di scherzo spazio – temporale, una delle più grandi tragedie della storia dell’umanità con una delle pagine più infami dell’intera storia italiana.
BIGLIETTERIA
PREZZI BIGLIETTI
intero € 19,00
ridotto under26 e over60 € 13,00
allievi Teatri Possibili con TPCard € 6,00
ORARIO SPETTACOLI
dal lunedì a sabato ore 21:00
domenica ore 16:00
ORARI BIGLIETTERIA
da lunedì a venerdì dalle 15:00 alle 19:00
Nei giorni di spettacolo:
da lunedì a venerdì fino alle 21:30
sabato dalle 19:00 alle 21:30
domenica dalle 14:00 alle 16:30
CONTATTI 02 8323126 biglietteria@teatrolibero.it
ACQUISTI ONLINE www.teatrolibero.it

2014_10_11 Concerto d'organo a Robecco s/n (Mi)

Sabato 4 ottobre 2014_10_04, 21.00
Chiesa di S.G. Battista - Robecco Sul Naviglio
CONCERTO ORGANISTICO
In onore della Beata Vergine del Rosario
Organista: Paolo La Rosa
ORGANO CESARE BERNASCONI E FIGLIO GIOVANNI - 1902
Ingresso Libero

Programma
J.P. Sweelinck (1562-1621) Variazioni su:
Mein junges Leben hat ein End
G. Muffat (1653-1704) Toccata VI
G. Böhm (1661-1733) Choralarbeiten:
Ach wie nichtig, ach wie flüchtig
J.S. Bach (1685-1750) - Concerto da Vivaldi in fa maggiore BWV 978
Allegro – Largo – Allegro
- Meine Seele erhebt den Herrn
Fuga sopra il Magnificat BWV 733
J. Brahms (1833-1897) Choralvorspiele op.122
-Herzlich tut mich erfreuen n. 4
-Es ist ein’ Ros’entsprungen n. 8
-Herzlich tut mich verlangen n. 9
L. Vierne (1872-1937)
- Scherzetto (Pièces en style libre op. 31)
- Communion op. 8
J. Langlais (1907-1991) dalla Suite Médiévale:
V. Acclamations
(Sur le texte des acclamations carolingiennes)
P. La Rosa (1971) Tema e variazioni su:
Ave Maria di Lourdes

2014_09_18 LaVerdi20142015 primo concerto in Auditorium con Andaloro e Zhang ancora con Tchaikowsky

 Fondazione Orchestra Sinfonica
e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
largo Mahler - Milano
STAGIONE SINFONICA

giovedì 18 settembre 2014_09_18
venerdì 19 settembre 2014_09_19
domenica 21 settembre 2014_09_20
Concerto inaugurale
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Pianoforte Giuseppe Andaloro
Direttore Zhang Xian
 A quattro giorni dal concerto al Teatro alla Scala, Zhang Xian, direttore musicale de laVerdi per la sesta stagione consecutiva, torna alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi ma all’Auditorium di Milano in largo Mahler - la “casa” de laVerdi - per questo programma di apertura della lunga Stagione sinfonica 2014/15, che si prolungherà fino a dicembre del prossimo anno.
L’appuntamento di giovedì 18 (ore 20.30), venerdì 19 (ore 20.00) e domenica 21 settembre (ore 16.00) ritroverà sul palco di largo Mahler – come già alla Scala – il pianista Giuseppe Andeloro, che proprio al Piermarini ha debuttato con laVerdi, per un programma ancora interamente all’insegna di Čajkovskij e imbevuto di un leitmotiv di natura folkloristica e popolare.
Del geniale musicista russo sarà infatti eseguito il celeberrimo Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in Si bemolle minore op. 23 (pianoforte Giuseppe Andaloro), preceduto da un altro brano particolarmente amato dal grande pubblico, Capriccio italiano op. 45, e seguito infine dalla altrettanto popolarissima Sinfonia n. 2 in Do minore op. 17, universalmente conosciuta come Piccola Russia, così soprannominata da Nikolay Kashkin, famoso critico moscovita dell'epoca e uno dei migliori amici del compositore.
(Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, orari apertura: mar – dom, ore 14.30 – 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org, biglietti euro 35,00/25,00/20,00/15,00).

Giovedì 18 settembre riprendono le conferenze settimanali di presentazione dei concerti, che si terranno in Auditorium nel foyer della Balconata, con inizio alle ore 18.30. Il primo appuntamento si intitola Čajkovskij e la letteratura, relatore Fausto Malcovati, per il ciclo Storia della musica russa, in collaborazione con Associazione Italia-Russia. La figura di Čajkovskij viene presentata sotto l’aspetto dei rapporti con Ostrovskij, Cechov e Tolstoj. Il tema della letteratura verrà ripreso in occasione dei concerti dedicati ai lavori da Puskin, Shakespeare, Dante (11 e 19 novembre).

Programma
Amare la musica di Čajkovskij oltre le melodie, bellissime, che subito si colgono e non si dimenticano più. Scoprire le armonie che consentono di intrecciare e di costruire un discorso fatto di suoni e non più di parole. Cogliere il valore dei ritmi che scandiscono lo scorrere dei tempi. Soprattutto capire quanto sia importante il gioco dei timbri, cioè dei colori dell’orchestra, dei singoli strumenti, delle relative famiglie. Rendersi conto che Čajkovskij è un geniale inventore di suoni.
Queste sono alcune fra le tante possibili chiavi di lettura del concerto, dedicato per intero al grande compositore russo. Infatti, le tre composizioni in programma, tutte popolarissime, vivono di melodie altrui. Addirittura uno zibaldone di canti popolari della campagna romana è il Capriccio italiano posto in apertura, composto in una stagione felice trascorsa nel Belpaese e ideato come sfida a tenere insieme, con mezzi puramente timbrici e armonici, un materiale non solo eterogeneo ma altrui.
Nel celeberrimo Primo concerto per pianoforte e orchestra avremo occasione di sentire come un canto popolare ucraino e una canzonetta francese, l’uno nel primo e l’altra nel terzo movimento, assurgano a collante melodico delle pirotecniche evoluzioni di un solista che assorbe la sfavillante tecnica pianistica alla Liszt e di un’orchestra piena di invenzioni timbriche alla Čajkovskij.
E appartengono tutte al folklore ucraino le tre melodie che reggono altrettanti movimenti della Seconda sinfonia, quella che apre all’ancor giovane compositore la porta del successo, prima nella patria russa, subito dopo nel mondo intero. [ di Enzo Beacco]

  
Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

2014_09_22 Partirà da Milano il tour in Italia dei Dervisci di Konya a Largo Mahler, Milano

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Stagione Sinfonica 2014-2015
Organizzato da LaVerdi Milano
Lunedì 22 settembre 2014_09_22 ore 19.30
 
Invito all’Amato
Dialoghi e danze dei Dervisci di Konya
Fondazione
ORCHESTRA SINFONICA GIUSEPPE VERDI MILANO
Serata in collaborazione con
CONSOLATO DI TURCHIA

Partirà da Milano il tour in Italia dei Dervisci di Konya (Turchia) che propongono la loro cerimonia danzante guidati dal ventiduesimo discendente diretto del maestro sufi Rumi. L’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo di largo Mahler ospita questo evento d’eccezione, protagonista il gruppo di venti artisti tra danzatori e musicisti, accompagnati dall’esecuzione di musiche tradizionali.  
La “celebrazione religiosa” della danza dei Dervisci rotanti rappresentata sul palcoscenico – dal titolo Invito all’Amato. Dialoghi e danze dei Dervisci di Konya - avrà come unica tappa milanese la data di lunedì 22 settembre (ore 19.30), e proseguirà a Roma nei giorni successivi (23 al Teatro Argentina, 24 in Vaticano, 25 settembre all’Università la Sapienza).
L’evento è organizzato dal Ministero della Cultura della Repubblica della Turchia, dall’Ambasciata della Turchia presso la Santa Sede, dalla COREIS (Comunità Religiosa Islamica) italiana e dalla International Mevlana Foundation, cui si deve il merito di tramandare il sapere Mevlevi riconosciuto dall’UNESCO come “Capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell’Umanità”.
Prima dello spettacolo milanese è previsto un momento di saluto da parte del rabbino capo Alfonso Arbib, il delegato dell’Arcivescovo Angelo Scola, mons. Luca Bressan e il presidente della COREIS Italiana, lo Shaykh Abd al-Wahid Pallavicini.
Il presidente e maestro della IMF, Faruk Hemdem Celebi, ha affermato: “Nonostante il passare dei secoli, il valore di Mevlana Celaleddin Rumi cresce ancora oggi di giorno in giorno. Si è preservato infatti l’interesse non solo verso la sua figura, ma anche verso i valori da lui trasmessi quali l’unità dei popoli, l’amicizia, la pace, l’anelito a vivere onestamente. Senza dubbio gli insegnamenti di Rumi, come egli stesso ne era consapevole, potranno echeggiare per tutto il mondo sino a quando persisterà nell’umanità la sete per tali valori universali”. Si tratta quindi di un’occasione particolarmente significativa per aprirsi al dialogo con il mondo musulmano e con quella saggezza che oltrepassa i confini delle etnie e dei continenti.
Il programma della serata prevede una breve introduzione delle autorità civili e religiose della Città di Milano; seguirà la danza rituale.
La finalità dell’evento è riportare l’attenzione sull’Amore di Dio e sull’amore per il prossimo tramite l’arte e la musica, in questi tempi di tragiche violenze e persecuzioni, in modo da preservare l’autenticità e l’importanza della vocazione spirituale, del dialogo fraterno e della pace interiore nelle tre religioni che si rifanno al monoteismo di Abramo.
In un insegnamento del Maestro Rumi troviamo il segreto delle parole “amore” e “pace”: “Nell’uomo c’è una tale forza di amore, dolore, desiderio che se egli dovesse diventare proprietario di mille mondi, non acquisirebbe comunque serenità e pace. Le persone impegnano la loro vita con ogni sorta di attività, commercio, astuzia, posizione; imparano l’astronomia, la medicina e tante altre cose ma non trovano la pace perché il loro scopo non è stato raggiunto. Non a caso l’Amato è nominato ‘la Pace del cuore’ proprio perché il cuore trova Pace tramite Lui.”
La serata è patrocinata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca della Repubblica Italiana; dalla Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi; da Alessandro Nangeroni International Endowment for Dialogue e da Interreligious Studies Academy.

La Cerimonia del Sema
La Cerimonia del Sema dei Mevlevi consiste in una danza rotante disciplinata da diverse regole. Dopo un digiuno di molte ore, i danzatori iniziano a roteare sul loro piede sinistro in brevi volute, utilizzando il loro piede destro per slanciare i loro corpi attorno alla gamba sinistra; mentre rotea, il derviscio dev’essere flessibile, tenere gli occhi aperti, ma senza fissare lo sguardo, di modo che nessuna immagine possa distrarne la meditazione. Durante questo rito viene eseguito un particolare repertorio musicale composto di quattro sessioni di composizioni sia vocali che strumentali; l’esecuzione più essenziale prevede una voce, un flauto, delle percussioni e un cembalo. In passato, la danza rituale veniva appresa tramite un ritiro di 1001 giorni presso le confraternite dei dervisci, dove i discepoli apprendevano l’etica, il codice di comportamento e la fede esercitandosi nella preghiera, nella musica religiosa, nella poesia e nella danza. Dopo questa formazione, essi rimanevano membri della confraternita, ma ritornavano ai loro lavori e alle loro famiglie.

(Info e prenotazioni: Auditorium di Milano fondazione Cariplo, orari apertura: mar – dom, ore 14.30 – 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org, biglietti posto unico euro  10,00).

Coreis - Comunità Religiosa Islamica Italiana
Ufficio stampa Yahya Zanolo
C. +39 335 8453431
ufficio.stampa@coreis.it

Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

2014_09_23 PaviaBarocca nel Castello Visconteo, ore 21.00 con FRANCESCA AJMAR QUINTET

Martedì 23 settembre 2014_09_23
Il concerto del ciclo
DIVAGANDO ... TRA JAZZ E MUSICA BRASILIANA
di martedì 23 settembre
si terrà in Santa Maria Gualtieri
e non al Castello Visconteo, come originariamente indicato!
Pavia, Castello Visconteo, ore 21.00
RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA DEL COLLEGIO GHISLIERI 
Tutti quanti voglion fare … il jazz
 Secondo appuntamento del ciclo
DIVAGANDO … TRA JAZZ E MUSICA BRASILIANA
a cura di Francesca Ajmar
Dopo il successo dello scorso anno e dopo il successo del primo concerto 2014, il ciclo Divagando - tra Jazz e musica brasiliana, alla seconda edizione, prosegue con un nuovo appuntamento. Ancora una piacevole divagazione, che porterà il pubblico di Pavia Barocca ad esplorare un repertorio come quello della musica brasiliana, cronologicamente e geograficamente lontano, eppure a suo modo “barocco” nel desiderio di stupire e divertire l’ascoltatore, così come nel dare ampio spazio all’espressività dell’esecutore. 
Martedì 23 settembre, nella suggestiva sede del Castello Visconteo, accanto a Moacyr Luz, pietra miliare del samba carioca e tra i maggiori compositori di Música Popular Brasileira, Francesca Ajmarpresenta un nuovo lavoro discografico, una serie di brani originali, scritti ed arrangiati da Luz e dagli altri musicisti del suo quintetto. Il repertorio proposto, in linea con il legame culturale molto vivo e solido che da molti anni esiste tra Italia e Brasile, è dedicato a figure che hanno lasciato un segno profondo e vivido in entrambi i paesi, ed è interpretato da una formazione che cerca, attraverso la musica, di ridurre almeno le distanze geografiche tra i due paesi, con la partecipazione di musicisti sia italiani che brasiliani.

FRANCESCA AJMAR QUINTET & MOACYR LUZ
Presentazione del cd Dois Lugares

Malícia di M. Luz / R. Batalha
Ah, Yolanda di M. Luz / C. Di Jaguarão
Circular di M. Luz
Garrincha di A. Zambrini / F. Ajmar
Espelho d’água di M. Luz / R. Didio
Ilha das cobras di M. Luz / C. Di Jaguarão
Choro triste di A. Zambrini / F. Ajmar
Arpoador di M. Luz / R. Didio
Dança de roda di F. Ajmar / A. Zambrini / E. Mangialajo
Amacíado di T. Mangialajo Rantzer / F. Ajmar
Um raro esplendor di M. Luz / Se

Francesca Ajmar voce
Antonio Zambrini pianoforte
Riccardo Bianchi chitarra
Tito Mangialajo Rantzer contrabbasso
Gilson Silveira percussioni 
Moacyr Luz voce e chitarra

Accanto a Moacyr Luz, Francesca Ajmar presenta un nuovo lavoro discografico, una serie di brani originali, scritti ed arrangiati da Luz e dagli altri musicisti del suo quintetto.

Francesca Ajmar, considerata una delle maggiori interpreti di jazz e di musica brasiliana in Italia, ha pubblicato sei cd a suo nome, di cui tre dedicati alla musica brasiliana. Dois Lugares, appena uscito per l’etichetta svizzera FMC, vede la partecipazione speciale di Moacyr Luz, pietra miliare del samba carioca e tra i maggiori compositori di Música Popular Brasileira. Il titolo del CD, pensato da Moacyr Luz, rimanda ai Due Luoghi sia geografici che ideali, sempre presenti in questo nuovo lavoro discografico. Francesca incontra Moacyr a Rio de Janeiro; nasce un profondo legame tra i due artisti e il desiderio di realizzare insieme un nuovo disco, che possa essere un incontro ed un incrocio tra la scrittura e l’interpretazione di un sambista carioca come Luz e la capacità espressiva della Ajmar, attraverso l’accompagnamento e l’interplay di ottimi jazzisti italiani come Antonio Zambrini e Tito Mangialajo Rantzer, coinvolti a pieno titolo in questo lavoro fin dal primo istante, anche come autori. Moacyr Luz scrive ben sette brani per questo cd, veri gioielli di musica carioca, e li registra per la prima volta proprio in Italia assieme a musicisti con cui la Ajmar collabora da tempo, come Gilson Silveira, percussionista brasiliano originario del Minas Gerais, che da più di vent’anni vive in Italia, Riccardo Bianchi e Alberto Graziani alle chitarre, Alessandro Marzi, batterista che vanta già notevoli collaborazioni con musicisti brasiliani, Carlo Nicita al flauto traverso, e il grande Fausto Beccalossi, fisarmonicista già affianco ad Al Di Meola in diversi tour mondiali. I testi sono di prestigiosi parolieri brasiliani, come Carlos Di Jaguarão, Rogério Batalha, Roberto Didio e Sereno, e della stessa Ajmar. L’esperienza, la sensibilità e la forte personalità di ogni musicista coinvolto si ritrova nella capacità di ascolto reciproco e nell’intenzione di perseguire una linea stilistica omogenea e compatta in questo lavoro realizzato a più mani, caratterizzato da un linguaggio capace di superare ormai qualsiasi distanza fisica e rafforzato da quel legame culturale vivo e solido che già da molti anni esiste tra Italia e Brasile. In completa sintonia con la musica e i testi, il libretto del cd riporta alcune opere scelte di Dim Sampaio, tra i più interessanti ed importanti artisti del panorama contemporaneo, brasiliano originario di Teresina, nel Piauí, che da tempo vive e lavora in Italia.
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Il ciclo si concluderà, domenica 12 ottobre 2014_10_12: in scena il chitarrista e compositore Guinga, oggi giustamente riconosciuto e acclamato come uno dei maggiori musicisti brasiliani della scena internazionale. Con il titolo di Contenda, da una delle sue composizioni, che significa Contesa, lotta interiore con se stessi, senza inizio né fine, il concerto trasporterà il pubblico nello straordinario ed affascinante universo musicale di Guinga stesso. 
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Biglietti di ingresso
da euro 6.00 a euro 12.00
in vendita da lunedì 8 settembre

2014_09_17 Teatro Libero, torna Novecento da Baricco a D'Elia ad aprire la nuova stagione


Calendario della stagione del Teatro Libero 2014-2015
Dal 17 al 29 settembre 2014_09_17
Teatro Libero Via Savona, 10 - Milano
NOVECENTO
di Alessandro Baricco
diretto ed interpretato da Corrado d'Elia
produzione Teatro Libero

"Suonavamo perché l’Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era e chi era. Suonavamo per farli ballare, perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio. E suonavamo il regtime, perché è la musica su cui Dio balla quando nessuno lo vede".
Teatro Libero via Savona 10, 20144 Milano tel. biglietteria 02-8323126

Ieri sera a Teatro Libero Corrado D'Elia ha riportato in scena "Novecento" di Alessandro Baricco.
Si tratta di uno dei suoi più corposi racconti che arriva ad oltre un'ora e mezza. "A me piace raccontare e questa storia è piena di personaggi.." dice Corrado ed infatti rende nel suo racconto i diversi protagonisti indossando per ognuno un diversa "maschera" fatta di gesti e voci diverse, sbalzi di volume,  tic nervosi,  risate isteriche come per il jazz man salito su quella nave per sfidare, sulle onde dell'oceano, quel mostriciattolo che minaccia la sua fama e che nello scontro lo vince.
Le molteplici voci scelte da Corrado e le gag della prima parte strappano le risate e gli applausi a scena aperta ma, dopo la metafora inventata da Baricco de "il quadro e il chiodo", la rotta sull'oceano della vita cambia ed entriamo nella parte più emozionante del racconto.
La voce infantile che Corrado da a questo piccolo uomo si arricchisce di intensità e ci porta inevitabilmente a commuoverci e sintonizzarci con il dolore di questa piccola vita.
Un sopito dolore che rivela nel suo schema di vita il trucco per proseguire la vita sull'oceano infinito: lasciare ogni speranza
Archiviare ogni desiderio, le donne, l'amore, i figli e pure il sogno stesso della felicità, per vivere, solo con la meraviglia della musica, sino al giorno in cui questa sarà una nota sola, e si entrerà nel nulla, o nell'infinito, saltando un aria su di una montagna di dinamite.
Nella ambientazione scenica si evocano le "geometrie del racconto" con i grandi tasti del pianoforte sul fondo e i cubi bianchi di varie dimensioni, illuminati e sparsi nello spazio, sui quali ricreare i vari ambienti dell'azione.
Immancabile il plauso allo staff tecnico che lavora come un "meccanismo svizzero" con precisi attacchi e stacchi della bella colonna sonora sincronizzati con i gesti delle mani di Corrado. Una colonna sonora che evoca mirabilmente il clima creato da Ennio Morricone (1976) per l'omonimo film per il quale avrebbe (come per tanti altri) meritato un oscar. [mm]


Seguono note di sala:
Teatro Libero apre la stagione 2014-2015 con il ritorno, a grandissima richiesta, di uno degli spettacoli cult di Corrado d’Elia: la storia, incredibile, fantastica, quasi irreale di Danny Boodman T.D. Lemon “Novecento”, un pianista, anzi il più grande pianista del mondo, nato su una nave e lì vissuto per tutta la vita, senza mai scendere.
L'uomo che sapeva suonare una musica... indefinibile, soprattutto quando suonava in terza classe, per chi non se la poteva permettere.
La dimensione è quella del ricordo, denso, intenso, come quello delle grandi storie che parlano di un tempo andato, quelle che riempiono le ore lunghe, magari ascoltate dalla rauca voce di un marinaio in una bettola in un porto, tra incanto e incredulità, tra verità e allucinazione.
Il tempo della storia sono i meravigliosi Anni Venti, a cavallo tra le due guerre, l'età del jazz, quando ogni cosa sembrava muoversi seguendo quel ritmo irresistibile.
Il ritmo è quello gradevolmente denso, di quando le parole e la musica si incontrano in accordo e si scambiano i ruoli, le parole diventano musica e le note racconto indispensabile, fino a comporre una partitura originale, unica.
Il luogo è una nave, il Virginian, dal nome che sa di lontano, che fa la spola dall'Europa alla sognata America e che racchiude in sé tutte le storie del mondo.
Per tutto questo Novecento non è un monologo, ma un incarnato di perfezione, una favola struggente e bellissima da raccontare con la stessa malinconica voluttà che lui usava quando accarezzava le curve di un ragtime.
Con capacità da acrobata e intensità poetica, quelle caratteristiche a cui ci ha abituati con i suoi personaggi e le sue indimenticabili interpretazioni, Corrado d'Elia racconta Novecento, con la leggerezza di un sogno, suonando con magia una partitura di fini emozioni.

BIGLIETTERIA
PREZZI BIGLIETTI intero € 21,00
ridotto under26 e over60 € 15,00
allievi Teatri Possibili con TPCard € 10,00
ORARIO SPETTACOLI
dal lunedì a sabato ore 21:00
domenica ore 16:00
ORARI BIGLIETTERIA
da lunedì a venerdì dalle 15:00 alle 19:00
Nei giorni di spettacolo:
da lunedì a venerdì fino alle 21:30
sabato dalle 19:00 alle 21:30
domenica dalle 14:00 alle 16:30
CONTATTI 02 8323126 biglietteria@teatrolibero.it
ACQUISTI ONLINE www.teatrolibero.it

2014_09_28 Classica in castello per l'ultimo appuntamento chiusura affidata a Antonio Bologna

Seconda scuderia leonardesca
Castello Sforzesco di Vigevano
Organizzato da Classica Viva
In collaborazione con Diapason Consortium
in collaborazione con UnPoPerEXPOClassica in castello
Domenica 7 settembre 2014 ore 21:30
Primo concerto

Al chiaro di luna in Castello
Stefano Ligoratti, pianoforte
Ludwig van Beethoven
Sonata n.8 op.13 in do minore "Patetica"
Sonata n.14 op.27/2 in do diesis minore
"Chiaro di luna: quasi una fantasia"
Sonata n.23 op.57 in fa minore "Appassionata
In collaborazione con Fabio Marcantognini saranno disponibili assaggi di vini a bio-origine controllata. www.bevobene.com

Domenica 14 settembre 2014 ore 21:30
Secondo concerto

Schubertiade: vino e sachertorte
Stefano Ligoratti, pianoforte
Luca Ciammarughi, pianoforte
Danilo Lorenzini, pianoforte
Matilda Colliard, violoncello

Alessandra Pavoni Belli, violino
Franz Schubert
Sonata "Arpeggione" per violoncello e pianoforte
Fantasia a quattro mani in fa minore D940
Piano Trio op.100 n.2
In collaborazione con UrbanFarmLab saranno infatti disponibili vino e la famosa torta viennese al cioccolato.

Domenica 21 settembre 2014 ore 21:30
Terzo concerto

Appassionatamente
Stefano Ligoratti, pianoforte
Matilda Colliard, violoncello
In programma sonate di Beethoven e Rubinstein.

Domenica 28 settembre 2014 ore 21:30
Quarto concerto

Hammering - martellate
Antonio Bologna, pianoforte
In programma:
J.S. Bach Preludio e fuga da CBT
L. v. Beethoven Sonata Les Adieux op 81a
F. Chopin Scherzo op 31
F. Liszt tre brani da "Anni di Pellegrinaggio"
B. Bartok Allegro Barbaro
G. Gershwin 3 preludi
A. Bologna stelleamaggio
R. Sakamoto Miniatura

2014_09_19 Concerto sotto la torre del Bramante

Venerdì 19 Settembre 2014 ore 21.30
Castello Sforzesco di Vigevano, ingresso Piazza Ducale
Bottega dei Suoni
BOPAL QUINTET
Fino al 28 settembre, tutti i giorni, dalle 8 alle 24 proprio ai piedi della torre di Bramante incontri, eventi, cinema, musica. Il calendario real-time, sincronizzabile in un clic con tutti gli smartphones all'indirizzo www.diapason.it. 
INGRESSO LIBERO
Torna ad esibirsi in castello il gruppo musicale composto da Bob Ronzi alla chitarra, Marcello Turcato al saxofono, Antonio Bologna al piano, Alberto Rizzo al basso e Paolo Carena alla batteria.
Un esecuzione raffinata ed elettrica dei brani presenti nel nuovo album. 
e-mail: bottegadeisuoni@mediumsize.org
Tel/Fax: 0381 73967
Web: www.mediumsize.org

2014_09_20 Labirinti presso lo Spazio Rocco Scotellaro

Sabato 20 settembre 2014_09_20 alle ore 17,30
presso lo Spazio Rocco Scotellaro via Cesarea 49 Vigevano
sarà inaugurata la mostra
Labirinti
dell’artista Gianna Tosello.                                                    
La mostra gode del Patrocinio   dell’Amministrazione comunale di Vigevano.
Gianna Tosello nasce a Sarajevo ex Yugoslavia. All' età di quattro anni si trasferisce con la famiglia a Merano (Bz.). Nei primi anni 70 dopo aver frequentato l'Istituto Marangoni, a Milano, lavora per la moda, negli anni 80 si sposta tra Milano e Roma.
Collabora con il gruppo Nuova Alchimia. Negli anni 90, torna a Merano dedicandosi completamente alla pittura. Inaugura una serie di personali. 
Suscita interesse all' estero, ha collezionisti a Stoccarda, Berlino, Vienna, Londra ed in Spagna. 
Nel 2013 l'Ambasciata d'Italia a Sarajevo le organizza una personale alla galleria Java di Sarajevo, ed una a Tuzla presso l'Associazione Tuzlanska Amica.
Apertura mercoledì e venerdì 21-23; giovedì e sabato 17-19

2014_09_22 Teatro Carcano20142015 una intensa stagione dal classico al contemporaneo tra teatro e danza

TeatroCarcano20142015
Dal 22 settembre 2014 al 26 aprile 2015

Spettacoli dal teatro classico al contemporaneo, alla danza.
Si parte con Dario Fo e si arriva a Tornatore in chiusura della intensa stagione.

dal 22/09/2014 al 27/09/2014
Coppia aperta, quasi spalancata 
di: Dario Fo e Franca Rame
regia:Carlo Emilio Lerici
interpreti principali:
Antonio Salines
Francesca Bianco
con
Carlo Emilio Lerici
scene e costumi di Giuseppe Lorenzo
musiche originali di DJ Atomic Aldho
Produzione Teatro Belli di Roma  (Note)

dal 03/10/2014 al 12/10/2014 
TRAPPOLA MORTALE
di:Ira Levin
regia:Ennio Coltorti
interpreti principali:
Corrado Tedeschi
Ettore Bassi
Miriam Mesturino
con
Giovanni Argante
Silvana De Santis
traduzione di Luigi Lunari
scene di Gianluca Amodio
costumi di Marina Luxardo
disegno luci di Stefano Lattavo
musiche originali di Gary Yershon
sound designer Simon Baker
effetti speciali Galiano Fx
maestro d’armi Alberto Bellandi
Produzione Artù Produzioni – XLVII Festival Teatrale di Borgio Verezzi

dal 15/10/2014 al 26/10/2014
Cyrano de Bergerac 
di:Edmond Rostand
regia:Carlo Sciaccaluga e Matteo Alfonso
interpreti principali:
Antonio Zavatteri
Filippo Dini
Silvia Biancalana
Roberto Serpi
con
Alberto Giusta
Vincenzo Giordano
Massimo Brizi
Matteo Alfonso
Carlo Sciaccaluga
Sarah Pesca
Davide Gagliardini
Produzione Compagnia GANK – Teatro de gli Incamminati - Festival Teatrale di Borgio Verezzi
in collaborazione con Teatro Stabile di Genova
“Orsù che dovrei fare? …Cercarmi un protettore, eleggermi un signore,e dell’ellera a guisa che de l’olmo tutoreaccarezza il gran tronco e ne lecca la scorza,arrampicarmi, invece di salire per forza?No, grazie!”. Cyrano de Bergerac è la storia di un uomo che ama una cosa sopra tutte le altre, la libertà. In un mondo in cui o si è potenti o ci si lega a dei potenti, Cyrano si...

dal 29/10/2014 al 09/11/2014
Eva contro eva
di:Mary Orr
regia:Maurizio Panici
interpreti principali:
Pamela Villoresi
Romina Mondello
Luigi Diberti
con
Massimiliano Franciosa
Stefania Barca
Maurizio Panici
Alessia Spinelli
versione italiana di Maurizio Panici e Marzia G. Lea Pacella
scene di Giorgio Gori
costumi di Lucia Mariani
musiche di Stefano Saletti
luci di Emiliano Pona
video di Andrea Giansanti
Produzione Associazione Teatrale Pistoiese – ArTè Teatro Stabile di Innovazione - in collaborazione con La Versiliana Festival

dal 12/11/2014 al 23/11/2014 
Aspettando Godot
di:Samuel Beckett
regia:Maurizio Scaparro
interpreti principali:
Antonio Salines
Virginio Gazzolo
Edoardo Siravo
Enrico Bonavera
scene di Francesco Bottai
costumi di Lorenzo Cutùli
traduzione di Carlo Fruttero
Produzione Compagnia Teatro Carcano

dal 26/11/2014 al 07/12/2014 
Magazzino 18
di: Simone Cristicchi e Jan Bernas
regia: Antonio Calenda
interpreti principali: Simone Cristicchi
musiche e canzoni inedite di Simone Cristicchi
musiche di scena e arrangiamenti di Valter Sivilotti
registrate dalla FVG Mitteleuropa Orchestra
scene di Paolo Giovanazzi
luci di Nino Napoletano
Produzione Promo Music -Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

dal 10/12/2014 al 21/12/2014 
Il cappotto
di: liberamente ispirato all'omonimo racconto di Nikolaj V.Gogol'
regia: Alessandro D'Alatri
interpreti principali: Vittorio Franceschi
con
Umberto Bortolani
Marina Pitta
Federica Fabiani
Andrea Lupo
Giuliano Brunazzi
Matteo Alì
Alessio Genchi
Valentina Grasso
scene di Matteo Soltanto
costumi di Elena Pozzo
luci di Paolo Mazzi
musiche di Germano Mazzocchetti
Produzione ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione

dal 31/12/2014 al 01/01/2015 
Giselle
Balletto di Mosca con
Nedejda Ivanova - Ekaterina Shalyapina (Giselle)
Dmitry Smirnov - Alexandr Tarasov - Sergey Kuptsov (Albrecht)
musica di Adolphe Adam
coreografia di Marius Petipa, dopo Jean Coralli e Jules Perrot
libretto di Jules-Henry Vernoy de Saint-Georges e Théophile Gauthier
costumi di Elik Melikov
scenografie di Evgeny Gurenko
Produzione MG Eventi

il 04/01/2015 
Il paese del sorriso (Tu che m'hai preso il cuor)
di: L. Herzer e F. Lohner-Beda
musica di Franz Lehár
regia: Corrado Abbati
Compagnia Corrado Abbati
coreografie di Giada Bardelli
direzione musicale di Marco Fiorini
Produzione InScena srl - Compagnia Corrado Abbati
Nuova produzione in esclusiva nazionale

il 05/01/2015
La vedova allegra
di: Victor Leon e Leo Stein
musica di Franz Lehár
regia: Corrado Abbati
Compagnia Corrado Abbati
coreografie di Giada Bardelli
direzione musicale di Marco Fiorini
Produzione InScena srl - Compagnia Corrado Abbati

il 06/01/2015 
Te' per due (No, no Nanette)
di: O. Harbach, F. Mandel, I. Caesar
musica di Vincent Youmans
regia: Corrado Abbati
Compagnia Corrado Abbati
coreografie di Giada Bardelli
direzione musicale di Marco Versari
In esclusiva nazionale
Produzione InScena srl - Compagnia Corrado Abbati

dal 07/01/2015 al 18/01/2015 
La vita che ti diedi
di: Luigi Pirandello
regia: Marco Bernardi
interpreti principali:
Patrizia Milani
Carlo Simoni
scene di Gisbert Jaekel
costumi di Roberto Banci
Produzione Teatro Stabile di Bolzano

dal 21/01/2015 al 25/01/2015 
Puzzle
Kataklo' Athletic Dance Theatre
creazione di Kataklò Athletic Dance Theatre
ideazione e direzione artistica di Giulia Staccioli
assistente alle coreografie Paolo Benedetti
Produzione Kataklò Athletic Dance Theatre – MITO srl

dal 28/01/2015 al 08/02/2015
Il berretto a sonagli
di: Luigi Pirandello
regia: Luigi De Filippo
interpreti principali: Luigi De Filippo
con
Stefania Ventura
Stefania Aluzzi
Francesca Ciardiello
Giorgio Pinto
Vincenzo De Luca
Claudia Balsamo
Marisa Carluccio
versione di Eduardo De Filippo
scene e costumi di Aldo Buti

dal 12/02/2015 al 01/03/2015 
Assassinio sul Nilo
di: Agatha Christie
regia: Stefano Messina
interpreti principali:
Viviana Toniolo
Annalisa Di Nola
Stefano Messina
Carlo Lizzani
con
Roberto Della Casa
Claudia Crisafio
Elisa Di Eusanio
Sebastiano Colla
Viviana Picariello
Luca Marianelli
traduzione di Edoardo Erba
Produzione Attori & Tecnici - Teatro Vittoria di Roma

dal 04/03/2015 al 15/03/2015 
Erano tutti miei figli
di: Arthur Miller
regia: Giuseppe Dipasquale
interpreti principali:
Mariano Rigillo
Anna Teresa Rossini
con
Ruben Rigillo
Silvia Siravo
Filippo Brazzaventre
Barbara Gallo
Enzo Gambino
Annalisa Canfora
Giorgio Musumeci
traduzione di Masolino D’Amico
scene di Antonio Fiorentino
costumi di Silvia Polidori
luci di Franco Buzzanca
Produzione Teatro Stabile di Catania - Doppiaeffe Production Compagnia di Prosa

dal 17/03/2015 al 22/03/2015
Come vi piace (As you like it)
di: William Shakespeare
regia: Maurizio Panici
con
Camilla Alisetta
Sergio Basile
Mauro Bernardi
Alessandro Federico
Massimiliano Franciosa
Massimiliano Iacolucci
Leonardo Lidi
Rocco Piciulo
Daniele Pilli
Alba Maria Porto
Alice Spisa
Rocco Rizzo
Annamaria Troisi
musicisti
Sandro Paradisi (fisarmonica)
Giuseppe Copia (chitarre)
Fabio Soriano (flauti)
Alessia Salvucci (tamburelli)
uno spettacolo di Maurizio Panici e Ambrogio Sparagna
commedia con musiche dal vivo
traduzione e adattamento di Maurizio Panici e Alice Spisa
musiche originali di Ambrogio Sparagna
scene di Tiziano Fario
progetto visivo di Andrea Giansanti
costumi di Marta Genovese e Valentina Zucchet
luci di Roberto Rocca
Produzione Compagnia dei Giovani - La Versiliana Festival - Orchestra Giovanile di Musica Popolare

dal 27/03/2015 al 29/03/2015 
Ferite a morte
di: Serena Dandini
regia: Serena Dandini
interpreti principali:
Lella Costa
Orsetta De Rossi
Giorgia Cardaci
Rita Pelusio
con la collaborazione ai testi di Maura Misiti
Produzione Mismaonda - La Contemporanea

dal 10/04/2015 al 13/04/2015 
Il piccolo principe
di: Antoine de Saint-Exupery
regia: Italo Dall'Orto
interpreti principali:
Italo Dall'Orto (Il pilota)
Pietro Santoro - Luciano Militello (Il Piccolo Principe)
e con
Gionni Dall’Orto
Simona Haag
Marta Brilli
Produzione ENTR'ARTe - Compagnia Mannini Dall’Orto Teatro
tratto dal testo di Antoine de Saint-Exupéry
scene di Armando Mannini
costumi di Elena Mannini
musiche originali di Gionni Dall’Orto e Erika Giansanti

dal 15/04/2015 al 26/04/2015 
Una pura formalita'
di: Giuseppe Tornatore
regia: Glauco Mauri
interpreti principali:
Glauco Mauri
Roberto Sturno
con
Giuseppe Nitti
Amedeo D’Amico
Paolo Benvenuto Vezzoso
scene di Giuliano Spinelli
costumi di Irene Monti
musiche di Germano Mazzocchetti
Produzione Compagnia Mauri Sturno

TEATRO CARCANO
Corso di Porta Romana, 63 - 20122 - Milano
Tel. 02 55181377 - 02 55181362
Fax 02 55181355
ACQUISTA ON-LINE
info@teatrocarcano.com http://www.teatrocarcano.com

2014_09_22 Teatro Carcano inaugura la stagione 2014/15 con COPPIA APERTA, QUASI SPALANCATA di Dario Fo e Franca Rame

Da lunedì 22 a sabato 27 settembre 2014_09_22 ore 20,30
Teatro Carcano di Milano
Antonio Salines / Francesca Bianco
COPPIA APERTA, QUASI SPALANCATA
di Dario Fo e Franca Rame
Con Carlo Emilio Lerici
Scene e costumi di Giuseppe Lorenzo
Musiche originali di DJ Atomic Aldho
Produzione Teatro Belli
Regia di Carlo Emilio Lerici
Prezzi poltronissima € 34,00 – balconata € 25,00

La stagione 2014/15 del Teatro Carcano verrà inaugurata lunedì 22 settembre con COPPIA APERTA, QUASI SPALANCATA di Dario Fo e Franca Rame. Antonio Salines e Francesca Bianco diretti da Carlo Emilio Lerici impersonano una coppia alle prese con un matrimonio che sta andando allo sfascio e che decide di sperimentare la formula della “coppia aperta” per risolvere i problemi della loro relazione. Ma la “coppia aperta” in realtà è un’invenzione del marito per giustificare le sue infedeltà di immaturo, vanaglorioso dongiovanni (con comico strazio della moglie ridotta a maldestri tentativi di suicidio). 
Infatti, fino a che di questa libertà fruisce il maschio va tutto bene, ma cosa succede quando anche la donna, superate le iniziali ritrosie, decide di reclamare la sua parte  trovandosi un altro, bello, intelligente, docente universitario, ricercatore nucleare, innamorato di lei? I ruoli si invertono: il marito strilla, va in crisi, vuole la mamma e minaccia il suicidio, salvo poi ringalluzzirsi precipitosamente non appena la moglie, impietosita, confessa di avere inscenato una situazione del tutto inventata. Naturalmente, a questo punto, non può mancare il classico colpo di scena …
La commedia, un’ora e dieci di puro divertimento, è una sorta di vaudeville sulla liberalizzazione della vita coniugale degno del miglior Feydeau, al quale l’ironia surreale di Fo e Rame sembra ispirarsi.
"Scritta nel 1983, la commedia è il lavoro di due comici purissimi, la coppia più famosa e forse più dialetticamente scomoda del teatro italiano, che ha vissuto per decenni in un clima di diffuso ostracismo intellettual-culturale combattendo spesso con la censura. Con più di settecento allestimenti nel mondo, è l’opera di maggior successo scritta dai due artisti." 
Tra le edizioni italiane si ricordano quella recitata dalla stessa Rame con Giorgio Biavati e quella prodotta a fine anni Novanta dal Teatro Stabile di Bolzano con Patrizia Milani e Carlo Simoni.
TeatroCarcano20142015
Per informazioni e prenotazioni 02 55181377 – 02 55181362
Per gruppi organizzati gruppi@teatrocarcano.com
Teatro Carcano – corso di Porta Romana, 63 – 20122 Milano

2014_09_14 LaVerdi20142015 Concerto straordinario in collaborazione con il Teatro alla Scala

Domenica 14 settembre 2014_09_14, ore 20.00
Milano, Teatro alla Scala
Concerto straordinario
in collaborazione con il Teatro alla Scala
Piotr Iliic Tchaikovsky (1840 – 1893)
Marcia slava op. 31
Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Sol maggiore op. 44 (versione Siloti)
Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64 
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Pianoforte Giuseppe Andaloro
Direttore Zhang Xian

LaVerdi torna al Teatro alla Scala di Milano con il tradizionale concerto che precede l’apertura ufficiale della nuova stagione.
Sul podio del Piermarini, il Maestro Zhang Xian - per la sesta stagione consecutiva Direttore Musicale dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi - presenterà un programma interamente dedicato a Pëtr Il’ic Cajkovskij che non sarà lo stesso del concerto che successivamente aprirà la Stagione nella sede di residenza dell'Auditorium
Ad accompagnare laVerdi nell’esecuzione del secondo brano in programma, il pianista Giuseppe Andaloro, al debutto con l’Orchestra di largo Mahler. 

Biglietti da 85.00 a 14.00 euro; per informazioni e prenotazioni: 02.83389401/2/3 www.laverdi.org

Programma (testi a cura di Francesco Attardi)

Piotr Iliic Tchaikovsky (1840 – 1893)
Marcia slava op. 31
Fu la crisi dei Balcani  del 1875,  con i tumulti in Bosnia ed Erzegovina contro i Turchi e la guerra serbo-turca tra popoli slavi e impero ottomano, l’occasione storica che diede origine alla Marche Slave op. 31 (il titolo è in francese), uno dei brani più popolari di Cajkovskij. Con l’entrata in guerra della Russia nel 1876, la Società Musicale Russa volle commissionare all’ormai celebre compositore, attraverso l’autorevole figura di Nicolai Rubinstein, una musica che esaltasse il patriottismo e i valori russi per un concerto in aiuto della Croce Rossa e a beneficio dei soldati feriti. Eseguita per la prima volta il 17 novembre 1876 sotto la direzione dello stesso Rubinstein, la marcia è pervasa da un forte impronta patriottica e susciterà l’entusiasmo del pubblico, dando la carica ai russi nell’aiutare i fratelli serbi contro l’impero ottomano.  
Se una stolida superstizione vuole che la Sinfonia Patetica non porti buono, possiamo affermare viceversa che questa Marcia slava, trasformando la disperazione in vittoria e profetizzando il trionfo dei popoli slavi sulla tirannia, fu  positivamente benaugurale e presaga dell’esito felice della guerra, che si concluderà due anni più tardi con la vittoria della coalizione serbo-russa, dando un nuovo assetto all’Europa dell’Est e uno sbocco sul Mediterraneo alla grande madre Russia.

Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in Sol maggiore op. 44 (versione Siloti)
Il secondo movimento contiene assoli importanti per violino e violoncello, rendendo il lavoro a tutti gli effetti un concerto per trio con pianoforte e orchestra. Nella edizione popolarmente eseguita di Alexander Siloti che ha rimosso grandi sezioni di lavoro, comprese questi assoli. 
Siloti inizialmente aveva proposto questa serie di modifiche alla partitura, ma Tchaikovsky si era opposto a queste idee. Col passare del tempo, però, Tchaikovsky accettò alcune modifiche. Tuttavia Siloti pubblica nel 1897, quattro anni dopo la morte di Tchaikovsky, la propria versione inclusi tagli e trasposizioni con cui Tchaikovsky aveva fortemente in disaccordo. Tuttavia, la versione Siloti divenne la versione standard per molti anni.Da segnalare anche il grado di separazione tra orchestra e solista, soprattutto nel movimento di apertura. Tchaikovsky aveva detto al suo amico Hermann Laroche molti anni prima che non avrebbe mai scritto un concerto per pianoforte perché non poteva tollerare il suono del pianoforte e della orchestra suonando insieme. Anche se ha gestito questo rapporto abbastanza bene nel Primo Concerto per pianoforte, Tchaikovsky avrebbe sempre più inframmezzato passaggi simili a Cadenza per il solista nei movimenti delle sue ultime opere per pianoforte e orchestra. 
Per gli ascoltatori che cercano di orientarsi attraverso questo concerto, queste Cadenza, con il loro brusco passaggio tra pianoforte e strumenti a supporto, si riconoscono facilmente. [ traduzione dall'inglese mm]

Per una sorta di imperscrutabile fato, ma anche di un’inerzia delle società orchestrali preoccupate sin dall’Ottocento dai parametri della cosiddetta “audience”, alcuni pregevoli (capo)lavori sono rimasti pressoché dimenticati e mai entrati a far parte del grande repertorio. Di questo bizzarro destino fa parte il Secondo concerto in Sol maggiore op. 44 di Cajkovskij, schiacciato dalla notorietà strabordante del Concerto n.1 in Si bemolle minore ma non meno felice in quanto a originalità, virtuosismo e tensione emotiva.
Nikolai Rubinstein, dopo le severe critiche mosse al Primo, si ricredette sul valore di quell’opera, divenendone eccellente interprete e accrescendone la popolarità, ed è per questo che Cajkovskij, quasi per ricambiare, gli dedicò il suo secondo concerto pianistico. 
Composto rapidamente nel corso del 1879, nel marzo successivo il concerto era già ultimato compresa l’orchestrazione.  Per Cajkovskij, critico implacabile di se stesso, è una delle poche proprie composizioni che lo appaghino totalmente, ritenendolo perfetto. Le osservazioni di Rubinstein non tardarono a venire, ora molto più caute, e riguardarono il rapporto del solista con l’orchestra, secondo lui troppo “episodico”, aggiungendo però che forse si sbagliava. Critiche che non turbarono stavolta il Compositore, che un anno dopo, nel marzo del 1881, rimase annichilito  dalla morte improvvisa di Nicolai, tanto da lasciare immediatamente Parigi per partecipare ai funerali. Fu questo motivo a differire l’esecuzione in patria di questo splendido concerto, il più virtuosistico dei tre scritti dal compositore: sepolto Rubinstein, che senz’altro gli avrebbe dato duratura fama come era avvenuto per il Primo, questo lavoro ebbe vita alquanto travagliata, a cominciare dalla sua prima esecuzione che non avvenne in Russia, bensì negli Stati Uniti, dove la New York Philarmonic diretta da Theodore Thomas lo eseguì il 12 novembre 1881, pianista Madeline Schiller. La prima in Russia si avrà solo nel maggio 1882 con al piano Sergei Taneyev, allievo di Cajkovskij, sotto la direzione di Anton Rubinstein, fratello del defunto Nicolai. 

Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64
Composta fra il maggio e l’agosto 1888, La Sinfonia n. 5 in Mi minore op. 64 fu eseguita per la prima volta a San Pietroburgo al Teatro Mariinsky nel novembre di quell’anno, sotto la direzione dell’Autore. Similmente alla Quarta, è una sinfonia ciclica, ovvero presenta un tema principale (nel suo celebre esordio esposto dal clarinetto nel registro grave), che ritorna negli altri movimenti e che identifichiamo come tema del destino, un fato cui fa cenno lo stesso compositore nel suo diario il 15 aprile 1888. Dal carattere funebre dell’inizio il tema si trasformerà nell’ultimo tempo in una sorta di marcia trionfale, secondo il paradigma per aspera ad astra, che dalla Quinta sinfonia di Beethoven sarà caro ai grandi sinfonisti tardo romantici, soprattutto a Mahler, volgendo in anelito di vita i presupposti cupi e funerei degli esordi: un ottimismo che non troveremo più nella Sesta, la Sinfonia  Patetica, che con il celebre Adagio lamentoso concluderà la parabola artistica e la vita stessa del Compositore.
Scritta nei quattro movimenti tradizionali, la Quinta non ebbe da principio particolare fortuna, tanto che, dopo la seconda esecuzione, in un momento di tetro pessimismo, il compositore stesso ebbe a dire “Sono giunto alla conclusione che si tratta di un fallimento”.
Fu durante la seconda Guerra mondiale che essa venne rivalutata, divenendo celebre: eseguita e diffusa dalla Filarmonica di Leningrado durante l’assedio dell’ottobre 1941 e da Radio Londra, essa simboleggiò in quei momenti terribili la “vittoria finale attraverso la sofferenza e il conflitto”.  Oggi la Quinta - una delle sinfonie più amate e universalmente note - ha smentito i timori del suo artefice come quelli della critica più retriva. Cajkovskij, grande musicista tragico che si affaccia sugli abissi dell’animo umano, è qui inarrivabile poeta, come dimostrano i tempi di mezzo - l’Andante cantabile con alcuna licenza e la Valse - nonché uno dei più grandi orchestratori della storia.

Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi www.laverdi.org

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