2010_04_25 Solo uno spettacolo per The Opera Show

DOMENICA 25 APRILE 2010 SOLO LO SPETTACOLO DELLE ORE 16.00
IL TEATRO ARCIMBOLDI INFORMA che
THE OPERA SHOW
Idea, coreografia e regia: MITCH SEBASTIAN
Arrangiamenti musicali: MATTHEW FREEMAN & NOEL VINE
Set design: SEAN CAVANGH
Costumi: CHRISTOFER GILES
Lighting design: CHRIS ELLIS
Sound design: MIKE WALKER


I Pomeriggi Musicali comunicano che nonostante tutto l'impegno riversato in una lunga trattativa volta a realizzare una ulteriore replica domenica 25 aprile alle ore 21.00, la compagnia di THE OPERA SHOW non ha ritenuto di dare la sua disponibilità per motivi tecnico artistici.
Restano confermati gli spettacoli del 24 aprile alle ore 16.00 e ore 21.00.
DOMENICA 25 APRILE ANDRA' IN SCENA LA SOLA REPLICA DELLE ORE 16.00.

Coloro che fossero in possesso dei biglietti per lo spettacolo di domenica 25 aprile - ore 21.00 - possono rivolgersi presso il proprio punto vendita per il cambio data o il rimborso del biglietto.
Il termine per richiedere il rimborso è fissato entro e non oltre il giorno 25 maggio.
Per ulteriori informazioni: www.ticketone.it Segui il link VAI AL SITO



Prima assoluta in Italia

The Opera Show è il vaudeville del 21esimo secolo, uno spettacolo completamente nuovo, audace e sublime che vince la sfida impervia di inserire la straordinaria eredità operistica in un paesaggio assolutamente attuale, contemporaneo.

The Opera Show ha debuttato in Inghilterra nell’estate 2008. E’ il frutto della collaborazione di un eclettico team di teatranti, stilisti, designers e musicisti di formazione classica. Conta su un eccezionale cast di cantanti e danzatori ed è articolato in tre atti, ciascuno dei quali risulta caratterizzato da un suo specifico aspetto visuale e musicale. Il filo rosso dello spettacolo è costituito da una selezione delle più famose arie d’opera eseguite fuori dal contesto narrativo delle singole opere dalle quali sono tratte ed inserite invece all’interno di nuove situazioni visuali.

Il primo atto si apre nel fasto di un antico palazzo italiano popolato di aristocratici e servitori. L’impatto visuale, la ricchezza delle scene e dei costumi, il colore vocale delle esecuzioni, tutto allude all’origine barocca dell’opera. Nel palazzo italiano il passato e il presente si incontrano e gli stili musicali coesistono definendo nuove armonie: ritroviamo Haendel e Purcell, Rossini e Mozart, Lascia che io pianga insieme ad arie tratte dal Flauto magico e dal Barbiere di Siviglia. Il palcoscenico si riempie di musica e di luci, in un crescendo che culmina nell’esecuzione di O’ Sole Mio che chiude l’atto e annuncia la nuova era.

La musica romantica di un balletto sulle punte apre il secondo atto. Siamo negli Anni ’40. Gli spettatori non hanno più di fronte a sé il palcoscenico, ma anche uno studio di registrazione. La scena si svolge su due piani, assistiamo in parallelo alla storia di una compagnia di canto italiana che si prepara a registrare arie d’opera e alle vicende di una famiglia spagnola che ascolta i dischi da un grammofono. La musica sconvolgerà le storie degli uni e degli altri, in una serie di quadri divertentissimi sulle note di Verdi e di Puccini passando per Bizet.

E si arriva al terzo atto, il futuro entra in scena. Effetti speciali, tecnologia, musica digitale. Bach, Beethoven, Mozart, Dvorak, Puccini finiscono nell’ingranaggio della musica elettronica; compare la stella del rock nel firmamento dell’opera. Qui tutto può succedere, che una ballerina sulle punte danzi la Toccata e fuga di Bach mentre una chitarra elettrica accompagna un soprano nella più rock Regina della Notte che mai si sia ascoltata.

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