Domenica 21 marzo 2010 ore 16
"Sinagoga e Museo ebraico F. Levi"di Soragna (Parma)
Luogo:Soragna - Parma
Dario e le sue "stellerranti"
"Presentazione di "Ascoltare la luce" sulla vita e sulle opere di Janus Korczak
di e con DARIO ARKEL
Sarà presente la poetessa e giornalista Elena Raissa Petrassi Interludi musicali a tema con il duo Stelleerranti
Mariacinzia Bauci detta Mirele contralto, voce recitante
Pier Gallesi pianoforte, fisarmonica e voce
Per info:Sinagoga e Museo Ebraico "Fausto Levi" Soragna (Parma)
e-mail: info@museoebraicosoragna.net
Tel. + 39 0524 599399 mobile +39 331 9230750 www.museoebraicosoragna.net www.stellerranti.com
2010_03_08 Freddy suona Schumann
Lunedì 8 marzo 2010 Ora:21.00
Conservatorio G. Verdi - Via Conservatorio 12 - Milano, Italy
FREDDY KEMPF in concerto 8 marzo - SCHUMANN/LISZT - promozione speciale
DescrizioneLunedì 8 marzo 2010 ore 21.00
IL DOPO HOROWITZ
Pianista FREDDY KEMPF
FREDDY KEMPF in concerto 8 marzo - SCHUMANN/LISZT - promozione speciale
DescrizioneLunedì 8 marzo 2010 ore 21.00
IL DOPO HOROWITZ
Pianista FREDDY KEMPF
R. SCHUMANN
Toccata in do maggiore op. 7
Arabeske in do maggiore op. 18
Blumenstück in re bemolle maggiore op. 19
Humoreske in si bemolle maggiore op. 20
Toccata in do maggiore op. 7
Arabeske in do maggiore op. 18
Blumenstück in re bemolle maggiore op. 19
Humoreske in si bemolle maggiore op. 20
LISZT/HOROWITZ
Seconda Rapsodia ungherese
Seconda Rapsodia ungherese
F. LISZT
Mephisto Valzer
PROMOZIONE A 5 EURO PER GLI AMICI DI FACEBOOK DI SERATE MUSICALI !!!
Mephisto Valzer
PROMOZIONE A 5 EURO PER GLI AMICI DI FACEBOOK DI SERATE MUSICALI !!!
2010_04_20 Elio e la storia tesa di Figaro di Siviglia
Martedì 20 aprile 2010 Ora:20.30
Luogo:Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Indirizzo:Largo Mahler, 1 Milano, Italy
Figaro il Barbiere
Elio/Figaro musiche ridotte da "Il barbiere di Siviglia" di Gioacchino Rossini
musiche ridotte da "Il barbiere di Siviglia" di Gioacchino Rossini
con la partecipazione di
Roberto Fabbriciani flauto
Fabio Battistelli clarinetto
Massimiliano Damerini pianoforte
Produzione Just in Time srl direzione Mauro Diazzi
"Figaro il barbiere" è una proposta in versione cameristica de Il barbiere di Siviglia di G. Rossini.
Alla musica di Rossini, nella riduzione originale dell'epoca, si unisce un narratore che, dialogando con il pubblico, racconta i momenti salienti e introduce i personaggi.
L'obiettivo è rendere l'opera lirica accattivante e apprezzabile a un pubblico di giovani.
Figaro il barbiere
Nella storia del melodramma esiste il bizzarro caso di una professione (non particolarmente affascinante) che ha avuto l'onore di ben tre grandi Opere dove compare come protagonista assoluta. La professione è quella del barbiere, e le Opere ad essa dedicate sono i due famosi "Barbiere di Siviglia", rispettivamente di Paisiello e Rossini, e "Le nozze di Figaro" di W.A. Mozart. II frequentatore dei Teatri operistici non di rado si trova a dover assistere alle peregrine evoluzioni di personaggi improbabilissimi, i cui nomi hanno reso la vita infelice a molti figli di famiglie melomani che li hanno voluti chiamare Assalonne, Aida, Sigfrido, Escamillo o, addirittura, Nabuccodonosor.
Si trattava perlopiù di Faraoni, Gran Sacerdoti Illirici, Re Mesopotamici, Eroi Nibelungici, Regine Nubiane e Sacerdotesse Galliche. Ed è in questo ciarpame rivestito di cotonina stampata e bigiotteria dozzinale che irrompe l'ottimo Figaro con 1a sua carica di simpatia, la sua inventiva e, perche no?, con la sua umanissima esperienza nell'arte di arrangiarsi.
Figaro prosegue la grande tradizione degli Scapini e dei Leporelli, ma non si presta volentieri a far da spalla a protagonisti di più illustre casata: egli emerge vivacemente come un demiurgo,
un astuto diplomatico, un consumato stratega che manipola uomini e cose al fine di assecondare i suoi desideri ed i suoi interessi. Eccolo quindi mettere in scacco l'avarizia e la dabbenaggine, soccorrere l'amore contrastato, incoraggiare le buone cause, affrontare gli usurpatori dell'altrui buona fede, farsi paladino della giustizia spicciola, intrigare ai danni degli intriganti. Il tutto con le semplici ed innocue armi del pennello da barba, del rasoio e del pettine. E chi meglio di un barbiere, allora, potrà raccontare le gesta del suo illustre predecessore. II pazientissimo cliente siede sulla poltrona nichelata, ed assiste sgomento al periglioso mulinare dell'affilatissimo rasoio attorno alle sue indifese fattezze.
II barbiere s'infervora sempre di piu' nel narrare l'ormai passata grandezza dei suoi colleghi d'altri tempi. Gli altri clienti in attesa, abituati da anni alle sparate del loro Figaro, intermezzano la farraginosa narrazione con le arie più note dell'Opera rossiniana, eseguendo gli arrangiamenti che si stamparono in Germania nel 1820.
Qualcuno forse si scandalizzerà ma da un barbiere, com'è ormai noto ai più, ci si può aspettare di tutto; anche di sentirlo cimentarsi in un mestiere non suo, interrompendo, ahimè, un delicatissimo "contropelo".
(Roberto Fabbriciani)
PREZZI DEI BIGLIETTI:
platea 25,00 Euro
balconata 20,00 Euro
galleria 15,00 Euro
A questi prezzi si applicherà il 5% di diritto di prevendita.
I BIGLIETTI SONO IN VENDITA PRESSO:
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
da martedì a domenica dalle ore 14.30 alle ore 19.00
Lunedì chiuso.
tel. 02.83389.401/402/403 fax 02.83389.300
info@auditoriumdimilano.org
IAT - Informazione e Accoglienza Turistica della Provincia di Milano
Piazza Duomo 19/A (ang. S. Pellico)
lunedì/venerdì ore 10/13 e 14/18, sabato e domenica ore 10/13 - 14/17
tel. 02.80500355
VENDITA ON LINE: www.laverdi.org www.vivaticket.it
Luogo:Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Indirizzo:Largo Mahler, 1 Milano, Italy
Figaro il Barbiere
Elio/Figaro musiche ridotte da "Il barbiere di Siviglia" di Gioacchino Rossini
musiche ridotte da "Il barbiere di Siviglia" di Gioacchino Rossini
con la partecipazione di
Roberto Fabbriciani flauto
Fabio Battistelli clarinetto
Massimiliano Damerini pianoforte
Produzione Just in Time srl direzione Mauro Diazzi
"Figaro il barbiere" è una proposta in versione cameristica de Il barbiere di Siviglia di G. Rossini.
Alla musica di Rossini, nella riduzione originale dell'epoca, si unisce un narratore che, dialogando con il pubblico, racconta i momenti salienti e introduce i personaggi.
L'obiettivo è rendere l'opera lirica accattivante e apprezzabile a un pubblico di giovani.
Figaro il barbiere
Nella storia del melodramma esiste il bizzarro caso di una professione (non particolarmente affascinante) che ha avuto l'onore di ben tre grandi Opere dove compare come protagonista assoluta. La professione è quella del barbiere, e le Opere ad essa dedicate sono i due famosi "Barbiere di Siviglia", rispettivamente di Paisiello e Rossini, e "Le nozze di Figaro" di W.A. Mozart. II frequentatore dei Teatri operistici non di rado si trova a dover assistere alle peregrine evoluzioni di personaggi improbabilissimi, i cui nomi hanno reso la vita infelice a molti figli di famiglie melomani che li hanno voluti chiamare Assalonne, Aida, Sigfrido, Escamillo o, addirittura, Nabuccodonosor.
Si trattava perlopiù di Faraoni, Gran Sacerdoti Illirici, Re Mesopotamici, Eroi Nibelungici, Regine Nubiane e Sacerdotesse Galliche. Ed è in questo ciarpame rivestito di cotonina stampata e bigiotteria dozzinale che irrompe l'ottimo Figaro con 1a sua carica di simpatia, la sua inventiva e, perche no?, con la sua umanissima esperienza nell'arte di arrangiarsi.
Figaro prosegue la grande tradizione degli Scapini e dei Leporelli, ma non si presta volentieri a far da spalla a protagonisti di più illustre casata: egli emerge vivacemente come un demiurgo,
un astuto diplomatico, un consumato stratega che manipola uomini e cose al fine di assecondare i suoi desideri ed i suoi interessi. Eccolo quindi mettere in scacco l'avarizia e la dabbenaggine, soccorrere l'amore contrastato, incoraggiare le buone cause, affrontare gli usurpatori dell'altrui buona fede, farsi paladino della giustizia spicciola, intrigare ai danni degli intriganti. Il tutto con le semplici ed innocue armi del pennello da barba, del rasoio e del pettine. E chi meglio di un barbiere, allora, potrà raccontare le gesta del suo illustre predecessore. II pazientissimo cliente siede sulla poltrona nichelata, ed assiste sgomento al periglioso mulinare dell'affilatissimo rasoio attorno alle sue indifese fattezze.
II barbiere s'infervora sempre di piu' nel narrare l'ormai passata grandezza dei suoi colleghi d'altri tempi. Gli altri clienti in attesa, abituati da anni alle sparate del loro Figaro, intermezzano la farraginosa narrazione con le arie più note dell'Opera rossiniana, eseguendo gli arrangiamenti che si stamparono in Germania nel 1820.
Qualcuno forse si scandalizzerà ma da un barbiere, com'è ormai noto ai più, ci si può aspettare di tutto; anche di sentirlo cimentarsi in un mestiere non suo, interrompendo, ahimè, un delicatissimo "contropelo".
(Roberto Fabbriciani)
PREZZI DEI BIGLIETTI:
platea 25,00 Euro
balconata 20,00 Euro
galleria 15,00 Euro
A questi prezzi si applicherà il 5% di diritto di prevendita.
I BIGLIETTI SONO IN VENDITA PRESSO:
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
da martedì a domenica dalle ore 14.30 alle ore 19.00
Lunedì chiuso.
tel. 02.83389.401/402/403 fax 02.83389.300
info@auditoriumdimilano.org
IAT - Informazione e Accoglienza Turistica della Provincia di Milano
Piazza Duomo 19/A (ang. S. Pellico)
lunedì/venerdì ore 10/13 e 14/18, sabato e domenica ore 10/13 - 14/17
tel. 02.80500355
VENDITA ON LINE: www.laverdi.org www.vivaticket.it
2010_03_09 Ancora Chopin per la Verdi per Tutti
CONCERTO laVERDI PER TUTTI
all'interno della giornata celebrativo dei 35 anni di AAGD Lombardia
Martedì 9 marzo 2010 ore 20.30
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Mahler Milano, Italy
I Giovani per i Giovani
la Verdi per tutti
direttore Jader Bignamini
Fryderyk Chopin
Variazioni su "Là ci darem la mano" op.2
Pianoforte Giulia Rossini
Grande fantaisie sur des airs nationaux polonais in La maggiore n.2 op.13
Pianoforte Alba Gentili Tedeschi
Krakowiak in Fa maggiore n.3 op.14
Pianoforte Leonardo Rudy Locatelli
Grande polonaise brillante précédée d'un Andante spianato n.6 op.22
Pianoforte Emanuele Scaramuzza
Ingresso libero con offerta
all'interno della giornata celebrativo dei 35 anni di AAGD Lombardia
Martedì 9 marzo 2010 ore 20.30
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Mahler Milano, Italy
I Giovani per i Giovani
la Verdi per tutti
direttore Jader Bignamini
Fryderyk Chopin
Variazioni su "Là ci darem la mano" op.2
Pianoforte Giulia Rossini
Grande fantaisie sur des airs nationaux polonais in La maggiore n.2 op.13
Pianoforte Alba Gentili Tedeschi
Krakowiak in Fa maggiore n.3 op.14
Pianoforte Leonardo Rudy Locatelli
Grande polonaise brillante précédée d'un Andante spianato n.6 op.22
Pianoforte Emanuele Scaramuzza
Ingresso libero con offerta
LaVerdi per tutti è una orchestra amatoriale nata nel 2005, presso l'Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, dal progetto dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.
Aperta a tutti, senza limiti di età e di titoli, l'orchestra è composta da 70 orchestrali, di età compresa tra i 17 e i 70 anni accomunati dalla voglia di fare musica insieme.
Tutti i componenti dell'Orchestra hanno studiato uno strumento e continuano ancora oggi a esercitarsi con grande passione - spesso con un livello molto buono - pur non avendo fatto della musica una professione. Quello che mancava loro era la possibilità di suonare insieme ad altri musicisti e di eseguire pagine del grande repertorio sinfonico.
Settimanalmente i musicisti si esercitano sotto la direzione di Jader Bignamini, affiancati da tre maestri preparatori, professori della Verdi, Fausto Ghiazza per i fiati, Luca Santaniello per i violini e le viole, Mario Shiraj Grigolato per i violoncelli e i contrabbassi.
Mentre in altri paesi europei le orchestre amatoriali di ampio organico sono delle realtà diffuse e consolidate, in Italia l'opportunità di suonare in grandi compagini sinfoniche per amatori è molto rara.
Sotto questo aspetto LaVerdi per tutti può essere considerata l'unico esempio in Italia di orchestra amatoriale appoggiata da una delle istituzioni sinfoniche più importanti del paese.
LaVerdi per tutti a maggio 2008 ha vinto il primo premio nella categoria "Filippo Siebaneck" in occasione del XXVII Premio della critica musicale Franco Abbiati.
Aperta a tutti, senza limiti di età e di titoli, l'orchestra è composta da 70 orchestrali, di età compresa tra i 17 e i 70 anni accomunati dalla voglia di fare musica insieme.
Tutti i componenti dell'Orchestra hanno studiato uno strumento e continuano ancora oggi a esercitarsi con grande passione - spesso con un livello molto buono - pur non avendo fatto della musica una professione. Quello che mancava loro era la possibilità di suonare insieme ad altri musicisti e di eseguire pagine del grande repertorio sinfonico.
Settimanalmente i musicisti si esercitano sotto la direzione di Jader Bignamini, affiancati da tre maestri preparatori, professori della Verdi, Fausto Ghiazza per i fiati, Luca Santaniello per i violini e le viole, Mario Shiraj Grigolato per i violoncelli e i contrabbassi.
Mentre in altri paesi europei le orchestre amatoriali di ampio organico sono delle realtà diffuse e consolidate, in Italia l'opportunità di suonare in grandi compagini sinfoniche per amatori è molto rara.
Sotto questo aspetto LaVerdi per tutti può essere considerata l'unico esempio in Italia di orchestra amatoriale appoggiata da una delle istituzioni sinfoniche più importanti del paese.
LaVerdi per tutti a maggio 2008 ha vinto il primo premio nella categoria "Filippo Siebaneck" in occasione del XXVII Premio della critica musicale Franco Abbiati.
2010_03_07 Sacro e profano (2010_03_08)
domenica 7 marzo 2010 ore 10.30
lunedì 8 marzo 2010 ore 20.45
Palazzina Liberty - Milano
TRA SACRO E PROFANO
Francesco Antonio Bonporti
"Clarae stellae", mottetto a voce sola "Per la Madonna"
Giovanni Battista Pergolesi
Concerto in si bemolle maggiore per violino, archi e b.c.
Gianbattista Ferrandini
"Sventurati miei sospiri" - "Pari all'amor fu immenso" da "Il pianto di Maria"
Antonio Vivaldi
Concerto per violino solo, archi e b.c. in si bem maggiore RV 378
"Longe mala, umbrae, terrores" (Introduzione al Gloria) RV 629
Massimo Graziato
Ninna nanna alla Vergine
(prima esecuzione assoluta)
Antonio Vivaldi
Concerto per violino, archi e b.c. in mi bem maggiore "La tempesta di mare" RV 253
"In turbato mare irato", mottetto per voce sola, archi e b.c. RV 627
Enrico Casazza violino e direzione
Marina De Liso mezzosoprano
Un suggestivo e solenne concerto per archi e mezzosoprano, in una calibrata successione di arie sacre e profane, con una prima esecuzione assoluta.
ORCHESTRA DA CAMERA MILANO CLASSICA
Via Leoncavallo 8 - 20131 MILANO
Tel. 02-28510173 Fax 02-28510174
info@milanoclassica.it
www.milanoclassica.it
Sonnambula per la prima volta al Rosetum

Venerdì 5 marzo 2010 ore 20,30
Teatro Rosetum - Milano Via Pisanello, 1
La sonnambula
Opera in due atti messa in musica da Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani
Personaggi:
Il conte Rodolfo (basso) Giampaolo Vessella
Teresa, mugnaia (mezzosoprano)
Amina, sua figlia adottiva (soprano) Ekin Futaci De Ambrogio
Elvino, ricco possidente (tenore) Enrico Giovagnoli
Lisa, ostessa (soprano)
Alessio (basso)
Un notaio (tenore)
Villici (coro)
Voce narrante, Daniele Rubboli
La direzione musicale è di Luis Baragiola.
Per la prima volta nella storia del teatro Rosetum di via Pisanello 1 a Milano, va in scena il capolavoro di Vincenzo Bellini:"La sonnambula".
Il titolo, che viene presentato nella nuova proposta di opere-raccontate, per meglio avvicinare il grande pubblico allo spettacolo operistico, sarà interpretata dal piu' celebre soprano turco del nostro tempo, Ekin Futaci De Ambrogio, da vari anni residente a Milano dove ha perfezionato gli studi e iniziato una brillante carriera che, dalle tavole del Rosetum, l'ha portata ad impegni internazionali . Tra i suoi programmi futuri anche il debutto nel "Barbiere di Siviglia" di Gioachino Rossini, il 30 luglio prossimo nella prestigiosa stagione estiva di Varazze.

Al suo fianco, nel ruolo di Elvino, l'ottimo tenore marchigiano Enrico Giovagnoli, balzato alla notorietà il tenore Enrico Giovagnoli il basso Giampaolo Vessella dopo i numerosi passaggi televisivi che lo hanno consacrato come il Moschettiere dei tenori italiani. Al di là delle performances sul piccolo schermo, Giovagnoli è uno dei tenori lirici piu' importanti emersi nel panorama italiano negli ultimi quattro anni.
Per il ruolo del nobile, elegante, ma anche intrigante Conte Rodolfo, Daniele Rubboli che sarà al Rosetum come "narratore" e curatore della rassegna, ha voluto il basso milanese Giampaolo Vessella, artista di grande intelligenza scenica e musicale che domenica scorsa nel varesotto ha ottenuto un trionfo personale nel "Barbiere di Siviglia" come Don Basilio.
La direzione musicale è di Luis Baragiola.
2010_03_08 Otello con un nuovo loock
Lunedì 8 marzo 2010 alle ore 21
Teatro Fraschini – Pavia Rassegna Altri Percorsi
LITTA_produzioni presenta
Progetto Work in Progress
OTELLO
di William Shakespeare
Progetto e Regia Claudio Autelli
Primo Spettatore Antonio Syxty
Traduzione Salvatore Quasimodo
Con Enrico Ballardini, Matilde Facheris, Lino Musella, Irene Serini, Francesco Villano
Personaggi ed interpreti
Cassio Enrico Ballardini
Emilia Matilde Facheris
Iago Lino Musella
Desdemona Irene Serini
Otello Francesco Villano
Scene e Costumi Paola Tintinelli, Maria Chiara Vitali, Gilda Esposito
Aiuto Regia Lorenzo Facchinelli
Nella riduzione scenica del giovane regista Claudio Autelli
Lo spettacolo ha vinto nel 2008 il premio Nuove creatività dell’Ente Teatrale Italiano.
Sfoltita di ogni orpello, il regista si immagina la vicenda tra Otello e Desdemona intorno ad un interminabile tavola nuziale che si trasforma via via in un’unica cerimonia alla quale partecipano tutti i personaggi. Il tempo è scandito dall’evolversi degli accadimenti, dal mutare dei rapporti che scivolano verso una inevitabile degenerazione. Al rito sacrificale, tra brindisi e discorsi, segnato a tratti da un sottofondo di musica rock, partecipano i protagonisti della “saga shakespeariana”: Cassio, aitante luogotenente del Moro, Iago alfiere e stretto consigliere di Otello, accompagnato dalla fragile consorte Emilia, sottilmente invidiosa della felicità di Desdemona, Otello, generale bisognoso di valori ed accecato dai fantasmi della sua mente, Desdemona, vittima sacrificale di tutti i commensali del banchetto.
Il clima che si viene così a creare resta in equilibrio tra un esordio festoso ed una rovinosa caduta infernale successiva; l’affresco che viene ultimato mostra l’ ineluttabile degenerazione dei reciproci rapporti dei personaggi, accecati da una violenza mai sopita, caricata da incomprensioni irrisolvibili, invidie e menzogne connaturate all’indole umana. Tutto l’agire, nella sua continuità, con il procedere, sviluppa una tensione sempre crescente e definisce con maggior puntualità i personaggi, conferendo solidità ed intensità alla messinscena.
Teatro Fraschini – Pavia Rassegna Altri Percorsi
LITTA_produzioni presenta
Progetto Work in Progress
OTELLO
di William Shakespeare
Progetto e Regia Claudio Autelli
Primo Spettatore Antonio Syxty
Traduzione Salvatore Quasimodo
Con Enrico Ballardini, Matilde Facheris, Lino Musella, Irene Serini, Francesco Villano
Personaggi ed interpreti
Cassio Enrico Ballardini
Emilia Matilde Facheris
Iago Lino Musella
Desdemona Irene Serini
Otello Francesco Villano
Scene e Costumi Paola Tintinelli, Maria Chiara Vitali, Gilda Esposito
Aiuto Regia Lorenzo Facchinelli
Nella riduzione scenica del giovane regista Claudio Autelli
Lo spettacolo ha vinto nel 2008 il premio Nuove creatività dell’Ente Teatrale Italiano.
Sfoltita di ogni orpello, il regista si immagina la vicenda tra Otello e Desdemona intorno ad un interminabile tavola nuziale che si trasforma via via in un’unica cerimonia alla quale partecipano tutti i personaggi. Il tempo è scandito dall’evolversi degli accadimenti, dal mutare dei rapporti che scivolano verso una inevitabile degenerazione. Al rito sacrificale, tra brindisi e discorsi, segnato a tratti da un sottofondo di musica rock, partecipano i protagonisti della “saga shakespeariana”: Cassio, aitante luogotenente del Moro, Iago alfiere e stretto consigliere di Otello, accompagnato dalla fragile consorte Emilia, sottilmente invidiosa della felicità di Desdemona, Otello, generale bisognoso di valori ed accecato dai fantasmi della sua mente, Desdemona, vittima sacrificale di tutti i commensali del banchetto.
Il clima che si viene così a creare resta in equilibrio tra un esordio festoso ed una rovinosa caduta infernale successiva; l’affresco che viene ultimato mostra l’ ineluttabile degenerazione dei reciproci rapporti dei personaggi, accecati da una violenza mai sopita, caricata da incomprensioni irrisolvibili, invidie e menzogne connaturate all’indole umana. Tutto l’agire, nella sua continuità, con il procedere, sviluppa una tensione sempre crescente e definisce con maggior puntualità i personaggi, conferendo solidità ed intensità alla messinscena.
Claudio Autelli, attore, regista
2010_03_06 Casanova in balletto al Fraschini
La Stagione di Danza del Teatro Fraschini prosegue
Sabato 6 marzo 2010, alle ore 21.00
CASANOVA di ATERBALLETTO
coreografie di Eugenio Scigliano.
Figura emblematica, evocativa, particolarmente adatta ad una trasposizione gestuale, Casanova viene evocato attraverso la sfera sensuale, ma anche all’interno della dimensione avventurosa che ha segnato la sua biografia.
Affidata a Eugenio Scigliano, la coreografia si snoda attraverso passaggi emblematici – spettacolari, espressivi, atleticamente esigenti - approfondisce un eroe fascinoso destinato però ad una ineluttabile sorte, segnata da solitudine e disperazione. Scigliano si tiene distante da qualunque espressione didascalica e costruisce invece un linguaggio espressivo astratto. Solo qualche cenno ci rimanda ad una connotazione storica (le musiche sono evocative del “secolo dei lumi”) essenziale la costruzione dello spazio, in cui domina un grande specchio simbolico. La drammaturgia bilancia le parti coreografiche, che mutuano episodi tratti dalla vita privata e cavalleresca, attraverso il tema della leggerezza del vivere. E se il balletto prende avvio con il protagonista davanti allo specchio, solo con la propria immagine in un gioco intimo ed introspettivo, si sviluppano le sequenze successive con situazioni teatrali ed astratte, con un epilogo che ci riconduce all’immagine iniziale, moltiplicata, immersa in un mondo sedotto ma mai conquistato.
Informazioni Tel. 0382/371214
Vendita on-line www.teatrofraschini.it
PREZZI A partire da euro 30 fino euro 7 (posti in piedi)
2010_03_10 L'arte della fuga
Stagione di Musica del Teatro Fraschini - Pavia
Mercoledì 10 marzo 2010, alle ore 21.00
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Die Kunst der Fugue (L’arte della fuga)
Akademie für Alte Musik Berlin
Nel 2007 l’Akademie für Alte Musik Berlin ha festeggiato i venticinque anni di attività. Fondata nel 1982 a Berlino Est, l’Akademie für Alte Musik Berlin si è rapidamente affermata come una delle orchestre più prestigiose. Ad ogni stagione l’ensemble è ospite dei centri musicali europei più significativi quali Vienna, Parigi, Amsterdam, Zurigo, Londra e Bruxelles. Innumerevoli tournée hanno portato l’orchestra in tutta Europa, in Asia, America del Nord e del Sud, e lo scorso aprile negli Stati Uniti e Canada. Dalla riapertura nel 1984 del Konzerthaus di Berlino, l’orchestra organizza un proprio ciclo di concerti nella sala al Gendarmenmarkt. Dal 1994 l’Akademie für Alte Musik Berlin viene regolarmente invitata alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino e alle Innsbrucker Festwochen der Alten Musik.
Un’intensa collaborazione artistica unisce l’ensemble ai direttori René Jacobs, Marcus Creed e Daniel Reuss, ai cori da camera RIAS e Vocalconsort Berlin, ai cantanti Andreas Scholl e Cecilia Bartoli, alla regista e coreografa Sasha Waltz.
Note a cura di Mariateresa Dellaborra
L’imponente pezzo tramandato con il titolo Die Kunst der Fugue (L’arte della fuga) è l’ultimo dei capolavori di Johann Sebastian Bach (1685-1750) che, dopo aver completato l’Offerta musicale, omaggio a Federico II re di Prussia, progettò di far conoscere questo monumento dell’ars subtilior attraverso la stampa per suscitare l’interesse degli «intenditori». Tuttavia prima che questa fosse completata e soprattutto prima che egli stesso potesse terminare il manoscritto, morì. L’Arte della fuga rimase così incompiuta e né l’autografo né l‘edizione originale stampata subito dopo la sua morte, probabilmente per volere del figlio Carl Philip Emanuel, possono dare un’idea completa delle sue intenzioni. Nell’avvertenza iniziale all’edizione del 1751 si apprende che l’autore è morto prima di aver portato a termine l’opera e che «gli amici della sua musa» hanno ritenuto opportuno collocare come pezzo di chiusura l’elaborazione contrappuntistica di un corale che egli stesso, già cieco, aveva estemporaneamente dettato a un amico. In effetti Wenn wir in heochsten Noethen Canto Fermo in Canto, rielaborazione ampliata dell’omonimo corale dell’Orgelbuchlein, si interrompe con la dichiarazione «Su questa fuga, dove il nome BACH viene usato come controsoggetto, l’autore è morto». La successione dei brani, dopo i primi undici ordinati dall’autore, è frutto dunque di un’ipotetica ricostruzione fondata su principi formali e sui modi di intendere il legame tra ogni contrapunctus - tale è la denominazione originaria della maggior parte dei pezzi - e i canoni. Tutti sono basati sulla stessa idea musicale, apparentemente semplice e lineare, e sulla medesima tonalità. Il tema, di costruzione regolare e simmetrica, mantiene invariati i suoi intervalli fondamentali anche se suonato in forma invertita. I singoli contrappunti possono essere letti in modo diverso e le variazioni, cui sono incessantemente sottoposte le forme del tema dato rectus e inversus, palesano le più audaci speculazioni contrappuntistiche. Ad esempio nella fuga speculare a quattro, dopo aver presentato tutte le voci della fuga come rectus nella forma “da manuale”, Bach le scrive interamente come inversus. Per rafforzare ulteriormente l’idea dello specchio, la parte più acuta del rectus diventa la più grave dell’inversus e anche le parti intermedie si scambiano di ruolo, come se l’intera composizione risultasse completamente capovolta. In un altro contrapunctus “a specchio” solo tre voci vengono coinvolte nelle imitazioni e la quarta vi è completamente indipendente. Se da un punto di vista della dottrina tale procedimento si impone come poco ortodosso, da un punto di vista uditivo appare molto attraente. Oltre a giocose sperimentazioni che attengono la sfera melodica, si ascoltano anche sapienti procedimenti di aumentazione e diminuzione relativamente alle durate. Ogni variazione applica dunque le più complesse regole previste dai trattati o le disattende, creando intrica tema affascinanti eccezioni.
Ultimo e non secondario problema connesso a L’arte della fuga concerne la mancata specificazione da parte di Bach degli strumenti musicali cui destinare l’intera opera o le singole parti. In realtà tale “sospensione” non costituisce una lacuna, ma sottolinea semmai come L’arte della fuga sia una opera dal doppio volto, riservata alla lettura tanto da parte di chi, in quanto musicista ne vuole sperimentare sulla tastiera la condotta polifonica, quanto da parte di chi ne vuole studiare sul piano speculativo la complessa trama, senza preoccuparsi dell’effettiva rispondenza sonora. Gli interpreti di tutti i tempi hanno potuto quindi sbizzarrirsi nel trovare gli organici più congeniali alla loro sensibilità: dal semplice clavicembalo al quartetto d’archi e all’orchestra più allargata.
Rivolta innanzitutto ai sapienti membri della Società scientifica Mizler e non a un concerto pubblico, che all’epoca era ancora in fieri, l’opera non incontrò il minimo interesse nonostante una nuova edizione nel 1752. In effetti L’arte della fuga non è l’avvio all’arte della fuga, ma semmai una «codificazione superiore», ai massimi livelli che, stando al progetto originario, avrebbe svelato i segreti del «costruttivismo polifonico solo a chi ne aveva padronanza» e avrebbe nel contempo condotto il musicista a sfiorare le barriere dell’assoluto musicale. È una «cattedrale interrotta» dalla malattia e dalla cecità, ma espressione di un’energia e di una forza spirituale straordinarie.
Mercoledì 10 marzo 2010, alle ore 21.00
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Die Kunst der Fugue (L’arte della fuga)
Akademie für Alte Musik Berlin
Nel 2007 l’Akademie für Alte Musik Berlin ha festeggiato i venticinque anni di attività. Fondata nel 1982 a Berlino Est, l’Akademie für Alte Musik Berlin si è rapidamente affermata come una delle orchestre più prestigiose. Ad ogni stagione l’ensemble è ospite dei centri musicali europei più significativi quali Vienna, Parigi, Amsterdam, Zurigo, Londra e Bruxelles. Innumerevoli tournée hanno portato l’orchestra in tutta Europa, in Asia, America del Nord e del Sud, e lo scorso aprile negli Stati Uniti e Canada. Dalla riapertura nel 1984 del Konzerthaus di Berlino, l’orchestra organizza un proprio ciclo di concerti nella sala al Gendarmenmarkt. Dal 1994 l’Akademie für Alte Musik Berlin viene regolarmente invitata alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino e alle Innsbrucker Festwochen der Alten Musik.
Un’intensa collaborazione artistica unisce l’ensemble ai direttori René Jacobs, Marcus Creed e Daniel Reuss, ai cori da camera RIAS e Vocalconsort Berlin, ai cantanti Andreas Scholl e Cecilia Bartoli, alla regista e coreografa Sasha Waltz.
Note a cura di Mariateresa Dellaborra
L’imponente pezzo tramandato con il titolo Die Kunst der Fugue (L’arte della fuga) è l’ultimo dei capolavori di Johann Sebastian Bach (1685-1750) che, dopo aver completato l’Offerta musicale, omaggio a Federico II re di Prussia, progettò di far conoscere questo monumento dell’ars subtilior attraverso la stampa per suscitare l’interesse degli «intenditori». Tuttavia prima che questa fosse completata e soprattutto prima che egli stesso potesse terminare il manoscritto, morì. L’Arte della fuga rimase così incompiuta e né l’autografo né l‘edizione originale stampata subito dopo la sua morte, probabilmente per volere del figlio Carl Philip Emanuel, possono dare un’idea completa delle sue intenzioni. Nell’avvertenza iniziale all’edizione del 1751 si apprende che l’autore è morto prima di aver portato a termine l’opera e che «gli amici della sua musa» hanno ritenuto opportuno collocare come pezzo di chiusura l’elaborazione contrappuntistica di un corale che egli stesso, già cieco, aveva estemporaneamente dettato a un amico. In effetti Wenn wir in heochsten Noethen Canto Fermo in Canto, rielaborazione ampliata dell’omonimo corale dell’Orgelbuchlein, si interrompe con la dichiarazione «Su questa fuga, dove il nome BACH viene usato come controsoggetto, l’autore è morto». La successione dei brani, dopo i primi undici ordinati dall’autore, è frutto dunque di un’ipotetica ricostruzione fondata su principi formali e sui modi di intendere il legame tra ogni contrapunctus - tale è la denominazione originaria della maggior parte dei pezzi - e i canoni. Tutti sono basati sulla stessa idea musicale, apparentemente semplice e lineare, e sulla medesima tonalità. Il tema, di costruzione regolare e simmetrica, mantiene invariati i suoi intervalli fondamentali anche se suonato in forma invertita. I singoli contrappunti possono essere letti in modo diverso e le variazioni, cui sono incessantemente sottoposte le forme del tema dato rectus e inversus, palesano le più audaci speculazioni contrappuntistiche. Ad esempio nella fuga speculare a quattro, dopo aver presentato tutte le voci della fuga come rectus nella forma “da manuale”, Bach le scrive interamente come inversus. Per rafforzare ulteriormente l’idea dello specchio, la parte più acuta del rectus diventa la più grave dell’inversus e anche le parti intermedie si scambiano di ruolo, come se l’intera composizione risultasse completamente capovolta. In un altro contrapunctus “a specchio” solo tre voci vengono coinvolte nelle imitazioni e la quarta vi è completamente indipendente. Se da un punto di vista della dottrina tale procedimento si impone come poco ortodosso, da un punto di vista uditivo appare molto attraente. Oltre a giocose sperimentazioni che attengono la sfera melodica, si ascoltano anche sapienti procedimenti di aumentazione e diminuzione relativamente alle durate. Ogni variazione applica dunque le più complesse regole previste dai trattati o le disattende, creando intrica tema affascinanti eccezioni.
Ultimo e non secondario problema connesso a L’arte della fuga concerne la mancata specificazione da parte di Bach degli strumenti musicali cui destinare l’intera opera o le singole parti. In realtà tale “sospensione” non costituisce una lacuna, ma sottolinea semmai come L’arte della fuga sia una opera dal doppio volto, riservata alla lettura tanto da parte di chi, in quanto musicista ne vuole sperimentare sulla tastiera la condotta polifonica, quanto da parte di chi ne vuole studiare sul piano speculativo la complessa trama, senza preoccuparsi dell’effettiva rispondenza sonora. Gli interpreti di tutti i tempi hanno potuto quindi sbizzarrirsi nel trovare gli organici più congeniali alla loro sensibilità: dal semplice clavicembalo al quartetto d’archi e all’orchestra più allargata.
Rivolta innanzitutto ai sapienti membri della Società scientifica Mizler e non a un concerto pubblico, che all’epoca era ancora in fieri, l’opera non incontrò il minimo interesse nonostante una nuova edizione nel 1752. In effetti L’arte della fuga non è l’avvio all’arte della fuga, ma semmai una «codificazione superiore», ai massimi livelli che, stando al progetto originario, avrebbe svelato i segreti del «costruttivismo polifonico solo a chi ne aveva padronanza» e avrebbe nel contempo condotto il musicista a sfiorare le barriere dell’assoluto musicale. È una «cattedrale interrotta» dalla malattia e dalla cecità, ma espressione di un’energia e di una forza spirituale straordinarie.
2010_03_11 La Bicorchestra in concerto
Giovedì 11 marzo 2010 Ora 21.00
Auditorium dell'Università di Milano-Bicocca, via Vizzola n.5, Milano
Concerto
La BicOrchestra e Giovanni Falzone
Auditorium dell'Università degli studi di Milano-Bicocca
Via vizzola n. 5, 20126, Milano
Ingresso libero
La BicOrchestra (l'orchestra/big band amatoriale dell'Università degli Studi Milano-Bicocca) si presenta al pubblico con il primo concerto della stagione 2010.
Il programma del concerto prevede musiche di A.Piazzolla, H. Villa Lobos, K. Weill e L. Bonfà nel primo tempo, standard Jazz e brani originali nella seconda parte.
Sebbene la musica sia il secondo linguaggio di ogni Nazione del mondo e permetta agli individui di esprimere se stessi, la società contemporanea spinge troppo spesso solo al consumo musicale e alla competizione tecnica tra musicisti.
A questi valori la Bicorchestra vuole opporre una visione della musica come attività poietica, veicolo di relazioni sociali ma non per questo di basso valore musicale. Il concerto vedrà la partecipazione come musicisti di studenti e personale dell'Università guidati e preparati da giovani talentuosi quali Mattia Mugnai e Paolo Troni e jazzisti di fama internazionale come Giovanni Falzone e Roberto Favilla.
Per informazioni: orchestra@musicainbicocca.it, http://www.musicainbicocca.it
Auditorium dell'Università di Milano-Bicocca, via Vizzola n.5, Milano
Concerto
La BicOrchestra e Giovanni Falzone
Auditorium dell'Università degli studi di Milano-Bicocca
Via vizzola n. 5, 20126, Milano
Ingresso libero
La BicOrchestra (l'orchestra/big band amatoriale dell'Università degli Studi Milano-Bicocca) si presenta al pubblico con il primo concerto della stagione 2010.
Il programma del concerto prevede musiche di A.Piazzolla, H. Villa Lobos, K. Weill e L. Bonfà nel primo tempo, standard Jazz e brani originali nella seconda parte.
Sebbene la musica sia il secondo linguaggio di ogni Nazione del mondo e permetta agli individui di esprimere se stessi, la società contemporanea spinge troppo spesso solo al consumo musicale e alla competizione tecnica tra musicisti.
A questi valori la Bicorchestra vuole opporre una visione della musica come attività poietica, veicolo di relazioni sociali ma non per questo di basso valore musicale. Il concerto vedrà la partecipazione come musicisti di studenti e personale dell'Università guidati e preparati da giovani talentuosi quali Mattia Mugnai e Paolo Troni e jazzisti di fama internazionale come Giovanni Falzone e Roberto Favilla.
Per informazioni: orchestra@musicainbicocca.it, http://www.musicainbicocca.it
2010_03_09 Serata inaugurale - Primavera Barocca 2010 del Collegio Ghislieri
Martedì 9 marzo 2010, ore 21
Aula Magna del Collegio Ghislieri
VIII Stagione di Concerti del Collegio Ghislieri • Serata inaugurale
Nell'ambito del Circuito Lombardo di Musica Antica 2010
Stella mattutina
Inni alla Vergine nella Napoli barocca
Karin Selva, soprano • Morena Carlin, alto • Gianluca Ferrarini, tenore
Carlo Checchi, basso • Alessandro Nuccio, basso
Arìon Choir & Consort del Collegio Ghislieri
Giulio Prandi, direttore
PROGRAMMA DELLA SERATA:
Francesco Durante (Frattamaggiore, 1684 • Napoli, 1755 )
Magnificat in si bemolle maggiore per coro, soli, archi e continuo
Magnificat - Et misericordia ejus - Deposuit potentes de sede
Suscepit Israel - Sicut locutus est - Sicut erat in principio
Concerto IV in mi minore per archi e continuo
Adagio - Ricercar del quarto tono - Largo - Presto
Pasquale Cafaro (San Pietro in Galatina, 1715 o 1716 • Napoli 1787)
Litanie a quattro voci con violini e basso per coro, soli, due violini e continuo
Kyrie - Sancta Maria - Salus infirmorum - Regina Angelorum - Agnus Dei
Emanuele Rincon Barone D'Astorga (Augusta, 1680 • Madrid, 1757 )
Stabat Mater per coro, soli, archi e continuo
Stabat Mater - O quam tristis et afflicta - Quis est homo - Eia Mater - Sancta Mater
Fac me tecum pie flere - Virgo virginum praeclara - Fac me plagis vulnerari - Christe, cum sit hinc exire
Componenti del Arìon Choir & Consort del Collegio Ghislieri
Marco Bianchi, violino
Alberto Stevanin, violino
Gianni Maraldi, viola
Jorge Alberto Guerrero, violoncello
Giorgio Sanvito, contrabbasso
Michele Pasotti, tiorba
Maria Cecilia Farina, organo
soprani
Irene Alfinito, Valentina Argentieri
Emma Popolani, Karin Selva, Sonia Tedla
alti
Carla Babelegoto, Silvia Bertoluzza
Morena Carlin, Ilaria Pasotti, Ester Piazza
Tenori
Gianfranco Cerreto, Gianluca Ferrarini
Salvatore Gaias, Sergio Martella, Paolo Tormene
bassi
Jacopo Binazzi, Daniele Brigante, Carlo Checchi
Paolo Graziano, Alessandro Nuccio
Giulio Prandi, direttore
Leggi le note introduttive al concerto:http://www.ghislierimusica.org/Eventi/note_sala.php?id_replica=115
Aula Magna del Collegio Ghislieri
VIII Stagione di Concerti del Collegio Ghislieri • Serata inaugurale
Nell'ambito del Circuito Lombardo di Musica Antica 2010
Stella mattutina
Inni alla Vergine nella Napoli barocca
Karin Selva, soprano • Morena Carlin, alto • Gianluca Ferrarini, tenore
Carlo Checchi, basso • Alessandro Nuccio, basso
Arìon Choir & Consort del Collegio Ghislieri
Giulio Prandi, direttore
PROGRAMMA DELLA SERATA:
Francesco Durante (Frattamaggiore, 1684 • Napoli, 1755 )
Magnificat in si bemolle maggiore per coro, soli, archi e continuo
Magnificat - Et misericordia ejus - Deposuit potentes de sede
Suscepit Israel - Sicut locutus est - Sicut erat in principio
Concerto IV in mi minore per archi e continuo
Adagio - Ricercar del quarto tono - Largo - Presto
Pasquale Cafaro (San Pietro in Galatina, 1715 o 1716 • Napoli 1787)
Litanie a quattro voci con violini e basso per coro, soli, due violini e continuo
Kyrie - Sancta Maria - Salus infirmorum - Regina Angelorum - Agnus Dei
Emanuele Rincon Barone D'Astorga (Augusta, 1680 • Madrid, 1757 )
Stabat Mater per coro, soli, archi e continuo
Stabat Mater - O quam tristis et afflicta - Quis est homo - Eia Mater - Sancta Mater
Fac me tecum pie flere - Virgo virginum praeclara - Fac me plagis vulnerari - Christe, cum sit hinc exire
Componenti del Arìon Choir & Consort del Collegio Ghislieri
Marco Bianchi, violino
Alberto Stevanin, violino
Gianni Maraldi, viola
Jorge Alberto Guerrero, violoncello
Giorgio Sanvito, contrabbasso
Michele Pasotti, tiorba
Maria Cecilia Farina, organo
soprani
Irene Alfinito, Valentina Argentieri
Emma Popolani, Karin Selva, Sonia Tedla
alti
Carla Babelegoto, Silvia Bertoluzza
Morena Carlin, Ilaria Pasotti, Ester Piazza
Tenori
Gianfranco Cerreto, Gianluca Ferrarini
Salvatore Gaias, Sergio Martella, Paolo Tormene
bassi
Jacopo Binazzi, Daniele Brigante, Carlo Checchi
Paolo Graziano, Alessandro Nuccio
Giulio Prandi, direttore
Leggi le note introduttive al concerto:http://www.ghislierimusica.org/Eventi/note_sala.php?id_replica=115
2010_03_08 Manifestazioni della Provincia di Novara per la Festa della donna
Assessorato Pari Opportunità
PROVINCIA DI NOVARA
Piazza Matteotti, 1
Tel 0321-378273 / 378852
PROVINCIA DI NOVARA
Piazza Matteotti, 1
Tel 0321-378273 / 378852
FESTA DELLA DONNA
8 MARZO LA PROVINCIA DI NOVARA PER LE DONNE
Lunedì 8 Marzo
Gli Assessori Anna Maria Mariani e Annamaria Mellone, insieme alla Presidente del Consiglio Lavinia Calabrò incontrano le dipendenti della Provincia
Gli Assessori Anna Maria Mariani e Annamaria Mellone, insieme alla Presidente del Consiglio Lavinia Calabrò incontrano le dipendenti della Provincia
Dal 5 al 21 Marzo
Palazzo TornielliVia Greppi Novara
DONNE E MADONNE
NEI SACRI MONTI DEL PIEMONTE E DELLA LOMBARDIA
Mostra Fotografica
Inaugurazione mostra
venerdì 5 marzo 2010 - ore 18
Orario di apertura
ore 10-12 da lunedì a sabato
ore 16-18 lunedì, giovedì, sabato e domenica
Palazzo TornielliVia Greppi Novara
DONNE E MADONNE
NEI SACRI MONTI DEL PIEMONTE E DELLA LOMBARDIA
Mostra Fotografica
Inaugurazione mostra
venerdì 5 marzo 2010 - ore 18
Orario di apertura
ore 10-12 da lunedì a sabato
ore 16-18 lunedì, giovedì, sabato e domenica
Giovedì 18 Marzo
ore 10 - Sala Consiliare della Provincia di Novara:
Convocazione dei componenti del Protocollo d'Intesa e presentazione del progetto di interventi a favore delle donne vittime di violenza attraverso percorsi di lavoro
ore 10 - Sala Consiliare della Provincia di Novara:
Convocazione dei componenti del Protocollo d'Intesa e presentazione del progetto di interventi a favore delle donne vittime di violenza attraverso percorsi di lavoro
Martedì 30 Marzo
ore 11 - Sala consiliare della Provincia di Novara - Piazza Matteotti,1
Presentazione nuova Commissione
Pari Opportunità
ore 11 - Sala consiliare della Provincia di Novara - Piazza Matteotti,1
Presentazione nuova Commissione
Pari Opportunità
Mercoledì 31 Marzo
ore 14,30 - Aula Magna Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" - Via Perrone, 18 - Novara:
Seminario di formazione: Donne vittime di Stalking in collaborazione con Procura della Repubblica e Ordine degli Avvocati di Novara, Università del Piemonte Orientale, Associazione Industriali e Camera di Commercio di Novara.
ore 14,30 - Aula Magna Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" - Via Perrone, 18 - Novara:
Seminario di formazione: Donne vittime di Stalking in collaborazione con Procura della Repubblica e Ordine degli Avvocati di Novara, Università del Piemonte Orientale, Associazione Industriali e Camera di Commercio di Novara.
2010_03_03 Concerti al Teatro Alfieri di Torino
ASSOCIAZIONE PIEMONTE DANZA MUSICA TEATRO con il sostegno del Ministero Beni e Attività Culturali e Regione Piemonte
I CONCERTI DEL POMERIGGIO AL TEATRO ALFIERI DI TORINO Stagione 2010 Edizione XX
Teatro Alfieri, mercoledì 3 marzo 2010, ore 16
Fantasie e capricci da arie d'opera
R. Schumann (1810-1856) Phantasiestücke op. 73 (Dolce e con espressione, Vivace- leggero , Allegro con bri)
L. Bassi (1833-1871) Fantasia da Concerto su “Rigoletto” di G.Verdi
I. Muller (1786-1854) Fantasia su Cavatina del “Barbiere di Siviglia” di G.Rossini
E. Becucci(1845-1905) Capriccio – Fantasia su “Tosca” – Op.268 (piano solo)
G. Rossini( 1792-1868) Fantasia per clarinetto e pianoforte
I CONCERTI DEL POMERIGGIO organizzazione:ASSOCIAZIONE PIEMONTE DANZA MUSICA TEATRO
Direzione Artistica : Secondo Villata - Segreteria : Maria Borasio ( tel.011.223.9138 )
Biglietto posto unico numerato 8 euro, ridotto 7 euro . Info 011.562.3800
I CONCERTI DEL POMERIGGIO AL TEATRO ALFIERI DI TORINO Stagione 2010 Edizione XX
Teatro Alfieri, mercoledì 3 marzo 2010, ore 16
Fantasie e capricci da arie d'opera
Francesco Gardella,clarinetto
Alessandro Magnasco, pianoforte
L. v. Beethoven (1770-1827) I. Muller(1786-1854) AdelaideR. Schumann (1810-1856) Phantasiestücke op. 73 (Dolce e con espressione, Vivace- leggero , Allegro con bri)
L. Bassi (1833-1871) Fantasia da Concerto su “Rigoletto” di G.Verdi
I. Muller (1786-1854) Fantasia su Cavatina del “Barbiere di Siviglia” di G.Rossini
E. Becucci(1845-1905) Capriccio – Fantasia su “Tosca” – Op.268 (piano solo)
G. Rossini( 1792-1868) Fantasia per clarinetto e pianoforte
I CONCERTI DEL POMERIGGIO organizzazione:ASSOCIAZIONE PIEMONTE DANZA MUSICA TEATRO
Direzione Artistica : Secondo Villata - Segreteria : Maria Borasio ( tel.011.223.9138 )
Biglietto posto unico numerato 8 euro, ridotto 7 euro . Info 011.562.3800
2010_003_19 Arpa e voce alla Associazione Amici del Loggione

Venerdì 19 marzo 2010
Ore 21.00
CONCERTO
AMEYLIA SAAD WU RECITAL
Voce e arpa celtica
Eseguirà musiche tradizionali irlandesi e sue composizioni originali.
Il concerto si terrà nella sede dell'Associazione, in via Silvio Pellico, 6 (MM Duomo).
Si ringrazia Arpitalia per la gentile concessione dello strumento
2010_03_03 Concerto pianistico
TEATRO ARCILIUTO JAZZ FESTIVAL 2010
Mercoledì 3 marzo ore 21,30
Teatro Arciliuto, Sala Anfiteatro, Piazza di Montevecchio 5 (Piazza Navona), Roma.
Concerto
Giuseppe De Gregorio - pianoforte
Nella splendida Sala Anfiteatro del Teatro Arciliuto di Roma continuano anche per il 2010 i concerti del Teatro Arciliuto Jazz Festival. Il filo conduttore del festival è la contaminazione tra il linguaggio jazz, inteso come libertà di creazione estemporanea, come concezione di una musica aperta a generi e strutture, e la nostra cultura musicale italiana. Direzione artistica del festival: Mario Di Marco. Organizzazione generale: Giovanni Samaritani.
Giuseppe De Gregorio è un artista di ricerca. Un essere umano alla ricerca di dar voce alla propria voce. Un musicista alla ricerca di un sound proprio, sintesi tra molteplici influenze ed esperienze sonore, che appartengono a diversi territori della musica: il jazz,la musica classica e contemporanea,e la forma canzone. Il pianista romano si propone con un repertorio che privilegia l'esecuzione di brani orignali, che si prestano quale "contenitore" ideale in grado di accogliere una particolare miscela tra ritmo (jazz),
colori armocici pittorico impressionistici (musica classica), cantabilità melodica (musica popolare-canzone d'autore), ricerca ed astrazione melodico ritmica (musica contemporanea).
Con il patrocinio dell' Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e dell'Assessorato Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.
Info:
Dalle 19,30 aperitivo jazz con "Free buffet" al Salotto Musicale
Alle 21,30 Concerti nella Sala Anfiteatro. Biglietto per i concerti: 10,00 euro.
Teatro Arciliuto, Sala Anfiteatro, Piazza di Montevecchio 5 (Piazza Navona), Roma.
Info: 06 6879419
info@arciliuto.it
www.myspace.com/arciliutojazzfestival
Mercoledì 3 marzo ore 21,30
Teatro Arciliuto, Sala Anfiteatro, Piazza di Montevecchio 5 (Piazza Navona), Roma.
Concerto
Giuseppe De Gregorio - pianoforte
Nella splendida Sala Anfiteatro del Teatro Arciliuto di Roma continuano anche per il 2010 i concerti del Teatro Arciliuto Jazz Festival. Il filo conduttore del festival è la contaminazione tra il linguaggio jazz, inteso come libertà di creazione estemporanea, come concezione di una musica aperta a generi e strutture, e la nostra cultura musicale italiana. Direzione artistica del festival: Mario Di Marco. Organizzazione generale: Giovanni Samaritani.
Giuseppe De Gregorio è un artista di ricerca. Un essere umano alla ricerca di dar voce alla propria voce. Un musicista alla ricerca di un sound proprio, sintesi tra molteplici influenze ed esperienze sonore, che appartengono a diversi territori della musica: il jazz,la musica classica e contemporanea,e la forma canzone. Il pianista romano si propone con un repertorio che privilegia l'esecuzione di brani orignali, che si prestano quale "contenitore" ideale in grado di accogliere una particolare miscela tra ritmo (jazz),
colori armocici pittorico impressionistici (musica classica), cantabilità melodica (musica popolare-canzone d'autore), ricerca ed astrazione melodico ritmica (musica contemporanea).
Con il patrocinio dell' Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e dell'Assessorato Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.
Info:
Dalle 19,30 aperitivo jazz con "Free buffet" al Salotto Musicale
Alle 21,30 Concerti nella Sala Anfiteatro. Biglietto per i concerti: 10,00 euro.
Teatro Arciliuto, Sala Anfiteatro, Piazza di Montevecchio 5 (Piazza Navona), Roma.
Info: 06 6879419
info@arciliuto.it
www.myspace.com/arciliutojazzfestival
2010_03_04 Tango sul palcoscenico del Lirico di Magenta
Giovedì 4 marzo 2010 ore 21
Teatro Lirico di Magenta
PASIONES COMPANY in
DIVINO TANGO
Pasion del sér urbano
Regia Adrian Aragon
Produzione : Aragon Boaglio Producciones S.A
Con: Adrian Aragon e Erica Boaglio
Teatro Lirico di Magenta
PASIONES COMPANY in
DIVINO TANGO
Pasion del sér urbano
Regia Adrian Aragon
Produzione : Aragon Boaglio Producciones S.A
Con: Adrian Aragon e Erica Boaglio
Costo del biglietto: 25 euro in platea; 20 euro in galleria.
Uno spettacolo elegante, sensuale e di alto impatto emotivo. Dove il filo della storia ci porta alle meravigliose ed affascinanti scene di una Argentina viva, piena di speranza.. Luci, coreografie e musiche articolate senza fessure, rialzano ancora di più il grande livello artistico della Pasiones Company. Con Erica Boaglio e Adrián Aragón come protagonisti indiscutibili di uno spettacolo mozzafiato,che fulmina i sensi. Classico e contemporaneo al tempo steso, Divino Tango è una magistrale creazione con una messa in scena superba,agile e struggente. Storie in bianco e nero, o colorate dalla passione. L´eros sottilmente presente quando la coppia va oltre al ballo... e il ballo è una conseguenza di due corpi che ci suggeriscono il dopo. Adrian ed Erica ci porteranno nell' anima di un paese ricco culturalmente, dove l´immaginazione viaggia tanto velocemente quanto la voglia di uscire da una eterna crisi che ci colpiscesi continuo. La colonna sonora e stata accuratamente selezionata a fine di portare ad ogni coreografia, gli elementi sensibili che la storia richiede. Carlos Gardel, Astor Piazzolla, Francisco Canaro, affiancati alle nuove creazione di Luis Corallini, danno personalità all' opera
Il tango non è una proprietà privata, o soltanto un passo più o meno complesso o sensuale...Non è soltanto un Museo di personaggi di inizio del Novecento nei fiumi peccaminosi delle Milonghe. Il Tango non si impara, si vive! Il Tango è parte della nostra anima argentina...oggi...come ieri come domani. E se la nostra anima e Divina, lo é anche il nostro Tango! Adrian Aragon
2010_03_05 Lezione concerto tra chitarra e fiati
EDUCATIONAL LEZIONE CONCERTO
venerdì 5 marzo 2010, ore 10.30
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
"STREET BAND QUARTET"
un quartetto originale
Musiche di Astor Piazzolla, Tom Jobim, Girolamo Frescobaldi, Eduardo Di Capua e J.S. Bach
Fisarmonica Davide Vendramin
Chitarra Sergio Lavia
Trombone Giuliano Rizzotto
Contrabbasso Tony Del Coco
Batteria Mario Rizzotto
Lezione insolita e ricca di proposte musicali con un repertorio che spazia dalle musiche popolari a quelle classiche. Fra un brano e l'altro ogni musicista racconterà la caratteristica e la storia del proprio strumento.
Fra i tanti brani musicali che allieteranno il pubblico ricordiamo Libertango di Astor Piazzolla, Desafinado e Girl from Ipanema di Tom Jobim, Sonate classiche di Frescobaldi, O Sole mio di Di Capua, Aria sulla 4° corda di J.S. Bach.
venerdì 5 marzo 2010, ore 10.30
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
"STREET BAND QUARTET"
un quartetto originale
Musiche di Astor Piazzolla, Tom Jobim, Girolamo Frescobaldi, Eduardo Di Capua e J.S. Bach
Fisarmonica Davide Vendramin
Chitarra Sergio Lavia
Trombone Giuliano Rizzotto
Contrabbasso Tony Del Coco
Batteria Mario Rizzotto
Lezione insolita e ricca di proposte musicali con un repertorio che spazia dalle musiche popolari a quelle classiche. Fra un brano e l'altro ogni musicista racconterà la caratteristica e la storia del proprio strumento.
Fra i tanti brani musicali che allieteranno il pubblico ricordiamo Libertango di Astor Piazzolla, Desafinado e Girl from Ipanema di Tom Jobim, Sonate classiche di Frescobaldi, O Sole mio di Di Capua, Aria sulla 4° corda di J.S. Bach.
2010_03_06 Ai piccoli raccontiamo Beethoven
CRESCENDO IN MUSICA
sabato 6 marzo 2010 ore 15.30
sabato 6 marzo 2010 ore 15.30
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Raccontare Beethoven
Musiche di Ludwig van Beethoven
Musiche di Ludwig van Beethoven
Voce recitante Roberto Corona
Soprano Kaoru Saito
Mezzosoprano Irene Ripa
Tenore Francesco Frasca
Baritono Fausto Candi
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore Massimo Cottica
Soprano Kaoru Saito
Mezzosoprano Irene Ripa
Tenore Francesco Frasca
Baritono Fausto Candi
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore Massimo Cottica
Nuovo appuntamento per i bambini: sul palco sarà protagonista Ludwig van Beethoven, la sua storia e le sue composizioni, raccontate attraverso la musica dall'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.
E' difficile insegnare che cosa è l'arte, ma sicuramente si può tentare di "educare al bello": ecco dunque in scena un attore (Roberto Corona), strampalato insegnante di musica di una scuola primaria e una bambina, sua allieva, con il suo flauto.
Con l'aiuto di Ludwig van Beethoven (Massimo Cottica), apparso di sorpresa sul palcoscenico, che racconterà di sé e suonerà alcune delle sue straordinarie composizioni, l'insegnante capirà che la migliore conoscenza di un musicista si ottiene attraverso l'ascolto delle sue opere, andando ai concerti in cui vengono eseguite le sue musiche da un'orchestra.
L'insegnante deciderà, così, di far uscire dalla scuola, rumorosa e caotica, i suoi alunni e di portarli su un palcoscenico, in mezzo a veri musicisti.
L'insegnante deciderà, così, di far uscire dalla scuola, rumorosa e caotica, i suoi alunni e di portarli su un palcoscenico, in mezzo a veri musicisti.
2010_03_03 Vivaldi con Sonia Prina all'Auditorium di Milano
mercoledì 3 marzo 2010 ore 20.30
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
laVERDI BAROCCA
Antonio Vivaldi
Sinfonia Al Santo Sepolcro in Si minore RV 169
Stabat Mater in Fa minore per contralto, archi e continuo RV 621
Contralto Sonia Prina
Sinfonia Al Santo Sepolcro in Si minore RV 169
Stabat Mater in Fa minore per contralto, archi e continuo RV 621
Contralto Sonia Prina
Franz Joseph Haydn
Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla Croce per soli, coro e orchestra
Soprano Alessandra Gardini
Contralto Giuseppe Conte
Tenore Maurizio Dalena
Basso Marco Bellasi
Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla Croce per soli, coro e orchestra
Soprano Alessandra Gardini
Contralto Giuseppe Conte
Tenore Maurizio Dalena
Basso Marco Bellasi
Ensemble vocale de laVerdi Barocca
Direttore Gianluca Capuano
Orchestra laVerdi Barocca
Direttore Ruben Jais
Direttore Gianluca Capuano
Orchestra laVerdi Barocca
Direttore Ruben Jais
Nuovo concerto del Ciclo laVerdi Barocca diretto da Ruben Jais con un programma interamente dedicato a Vivaldi e Haydn.
I concerti del ciclo laVerdi Barocca sono eseguiti da un Ensemble costituito da musicisti e coristi che hanno svolto il loro percorso di studi approfondendo le pratiche di esecuzione barocca.
Il calendario propone un repertorio scelto tra le più alte pagine della musica sacra barocca, con composizioni che spaziano da Monteverdi a Vivaldi, da Bach a Haendel, da Haydn a Mozart e che seguirà i tempi del calendario liturgico.
2010_03_04 Tra Verdi e Beethoven, repliche 2010_03_05 e 2010_03_07
STAGIONE SINFONICA AUDITORIUM DI MILANO
giovedì 4 marzo 2010 ore 20.30
venerdì 5 marzo 2010 ore 20.00
domenica 7 marzo 2010 ore 16.00
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
giovedì 4 marzo 2010 ore 20.30
venerdì 5 marzo 2010 ore 20.00
domenica 7 marzo 2010 ore 16.00
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Tutti all'opera
Giuseppe Verdi
La forza del destino, Ouverture
Béla Bartók
Concerto per orchestra Sz 116
Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore Ludovic Morlot
Giuseppe Verdi
La forza del destino, Ouverture
Béla Bartók
Concerto per orchestra Sz 116
Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 5 in Do minore op. 67
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore Ludovic Morlot
Debutta con laVerdi la bacchetta del francese Ludovic Morlot, che si cimenterà in due composizioni, rispettivamente di Verdi e Beethoven, legate dal tema del Fato.
Il concerto si apre con l'ouverture de La forza del destino di Verdi, opera che racconta le epiche vicende dei protagonisti in fuga dal mondo e dagli uomini.
Segue il Concerto per orchestra di Béla Bartók, scritto nel 1943, come una sorta di "esibizione" dell'orchestra stessa, in cui i diversi gruppi strumentali si separano e si oppongono, per esplorare possibilità timbriche inedite.
Infine la Sinfonia n. 5 di Beethoven, pagina tra le più conosciute di tutti i tempi.
Il concerto si apre con l'ouverture de La forza del destino di Verdi, opera che racconta le epiche vicende dei protagonisti in fuga dal mondo e dagli uomini.
Segue il Concerto per orchestra di Béla Bartók, scritto nel 1943, come una sorta di "esibizione" dell'orchestra stessa, in cui i diversi gruppi strumentali si separano e si oppongono, per esplorare possibilità timbriche inedite.
Infine la Sinfonia n. 5 di Beethoven, pagina tra le più conosciute di tutti i tempi.
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