Mercoledì 16 settembre 2026 ore 21:00
Venerdì 18 settembre 2026 ore 21:00
Teatro Sociale
Via Giuseppe Mazzini, 69, 47863 Novafeltria RN, Italia
CORIOLANO
Dal palinsesto del lavoro di William Shakespeare
Lo spettacolo, che ha debuttato scegliendo la cornice del Teatro Sociale di Novafeltria in settembre, si appresta ad approdare nel prossimo mese di novembre in quel di Roma. John Alexander Petricich, attore e regista, lavora sul testo originale di uno dei testi meno frequentati del grande Willy cercando di darne una nuova e contemporanea visione.
Il debutto in prima nazionale del "Coriolano" di William Shakespeare, adattato, diretto e interpretato da John Alexander Petricich, dimostra come anche "i classici elisabettiani" in particolare quelli di Shakespeare, posseggano una forza intrinseca capace di dialogare con la contemporaneità; questa produzione realizza l'atto programmatico di riportare il dramma del potere politico alla sua dimensione più concreta e viscerale.
L'elemento centrale della messinscena risiede nella gestione dello spazio drammaturgico.
Il pubblico all'ingresso in teatro si trova di fronte a un teatro sventrato, denudato della sua finzione e ridotto alla sua essenza geometrica e strutturale, sipario aperto, quinte e fondali con attrezzerie a vista.
Questa ferita visiva diventa lo specchio di una Roma lacerata dalle lotte intestine tra patrizi e plebei.
In questo deserto spazio scenico spicca un unico controcanto visivo: una bacinella battesimale, sostenuta solo da qualche pezzo di rete metallica. È un'immagine di estrema precarietà materica che contrasta con la durezza della pietra e del ferro, un contrappunto sacro e fragile sospeso nel vuoto, che evoca l'idea di una purezza impossibile da preservare o di un rito di iniziazione costantemente in pericolo.
Con il progredire del dramma la scena si invade di oscurità: il buio inghiotte le coordinate spaziali, trasformando le pareti spoglie in un vuoto labirinto mentale e politico, dove l'ambizione e il tradimento si consumano tra ombre dense e taglienti. È un'oscurità che non solo nasconde, ma rivela la solitudine profonda del protagonista.
Nel finale, dopo la caduta e il sacrificio di Coriolano, l'illusione si dissolve del tutto. La scena ritorna a essere una vuota scatola: un contenitore privo di vita, un deserto di cemento e assi che sancisce il fallimento della politica e la desolazione morale della polis.
È proprio in questa architettura del vuoto che si compie la novità più interessante e originale della lettura di Petricich. Oltre a restituire i caratteri generali e canonici del personaggio — l'orgoglio marziale, la fierezza aristocratica e l'inflessibilità rude —, il regista e attore sceglie di scavare sotto la corazza del condottiero. John Alexander Petricich mette infatti in risalto una debolezza di fondo tutta umana, una fragilità intima e irrisolta che squarcia il mito dell'eroe monolitico.
Questo Coriolano non è solo una macchina da guerra incapace di piegarsi ai compromessi populisti, ma un uomo nudo, spaventato dalla propria inadeguatezza emotiva e schiacciato dal peso delle aspettative. Questa chiave di lettura profondamente umana e vulnerabile dona al personaggio una dimensionalità inedita, rendendo la sua caduta ancora più tragica ed empatica per lo spettatore.
Il fatto che Coriolano sia colto fondamentalmente da un infarto, e che strisci per tutto il palcoscenico per uscire di scena, aggiunge una dimensione di cruda verità biologica a questo crollo, privando la morte di qualsiasi retorica eroica per restituirla alla sua dimensione più dolorosa, terrena e solitaria.
La tenuta drammatica è sostenuta dal resto del cast. Mariarita Gemelli ed Enrico Caruso offrono performance valide, in uno spazio scenico che esalta la parola e il gesto, restituendo al pubblico tutta la tensione delle dinamiche shakespeariane e facendo da contrappeso alla dolente fragilità del protagonista.
Utilizzando il teatro stesso come un corpo da sezionare, la regia dimostra che il teatro contemporaneo non ha bisogno di scenografie colossali, ma di una visione lucida capace di trasformare lo spazio in pensiero e di svelare l'uomo dietro all'eroe.
Il Coriolano di Petricich è un'operazione teatrale coraggiosa e di impatto visivo che si rinnoverà sicuramente nella prossima messa in scena.



