2020_05_02 RICORDIANA Novembre 1995 si parla di Vivaldi e di Bayreuth

RICORDIANA Anno 1 N.9 Novembre 1955
Antonio Vivaldi
Quando il presente non faceva rimpiangere il passato, i musicisti, coll’atto di morte, sparivano pure dalla vita musicale. Cosi fu per Claudio Monteverdi, del quale si ricordava come cosa lontana, quasi leggendaria, il solo Lamento di Arianna; eppure al suo tempo fu considerato un Dio: il divino Claudio. Era forse preferibile che la vita continuasse noncurante di chi non è più su questa terra, anziché impagliare i morti, come si fa ora. Gli imbalsamatori sono abili, scaltri, ma l'idolatria abolisce il controllo su ciò che in realtà rappresenta l'idolo, sia pure un pelo della barba del Profeta o un dente d'elefante.
Da tre quarti di secolo si innalzano, spesso con materiale molto friabile, i piedistalli sui quali i geni musicali dovrebbero toccare il cielo.
E' sorta in tal modo una autentica torre di Babele, o, per meglio dire un conglomerato di torri di Babele in cemento armato (armato di malafede) vuote all'interno per potervi insediare l'amministrazione di tutte le speculazioni musicali. La vera torre di Babele non raggiunse il cielo perché gli uomini finirono col non comprendersi più, esattamente come accade nella Babele musicale: l'incomprensione ha fatto perdere ogni più elementare senso di pudore.
Le esumazioni ebbero inizio il giorno in cui l'arte contemporanea vestì il saio del mendico, quando cioè a Beethoven era succeduto, erede universale, Johannes Brahms, autore della decima Sinfonia.
La musicologia divenne allora l'unica risorsa per i compositori falliti, i quali per non fallire una seconda volta, vestirono alla moda corrente i compositori del passato. Qualora li avessero lasciati com'erano, urtando contro il gusto corrente, avrebbero forse subito la stessa sorte dei compositori che rappresentano veramente il nostro tempo.
Le rielaborazioni, gli adattamenti e perfino le edizioni accademiche di opere antiche contribuirono a chiudere un'altra via d'uscita alla musica contemporanea la quale, più vicina all'antica che a quella dell'Ottocento, avrebbero potuto allargare un po' gli orizzonti del disorientato ascoltatore. Invece, facendo di Palestrina un maestro da chiesa di campagna, di Monteverdi (vedi le elaborazioni di Vincent d'Indy) un Wagner alla casalinga e di Vivaldi un classico del primo Ottocento, insomma l'approfittare dei morti per penetrare nella già circoscritta vita musicale dei concerti e del teatro, doveva, per forza di cose, annullare ogni possibilità di influire sulla evoluzione non della musica ma di coloro che credono di amarla.
Antonio Vivaldi più degli altri si prestava a equivoche interpretazioni, che già Giovanni Sebastiano Bach aveva dato l'esempio, soltanto che le sue elaborazioni si dice che da principio non citasse il vero autore del Concerto per quattro clavicembali (e di altre opere vivaldiane delle quali s'era invaghito) rispettavano naturalmente lo stile dell'epoca, e poi Bach era Bach. Negli ultimi vent'anni, direttori d'orchestra, musicologi, compositori si gettarono addosso al prete rosso per servircelo poi, malamente digerito.
La vita di Antonio Vivaldi è avvolta in quel mistero che a Venezia è sempre stato conseguenza del pettegolezzo. Vivaldi era prete ed era rosso, singolare contrasto! Non diceva Messa perché ammalato, tanto ammalato che alcune dame pietose quanto belle, si sacrificavano accompagnandolo nei viaggi e tenendogli costantemente compagnia. La città mormorava, tanto mormorava che non prima del 1724 (cioè all'età di circa 50 anni) si è potuto nominarlo (e della sua nomina non esistono documenti irrefutabili) « maestro » alla Pietà.
Antonio Vivaldi visse a cavallo di due secoli, ma leggendo del suo incontro con Carlo Goldoni, si ha l'impressione di vivere a Venezia al tempo di Baldassarre Galuppi e di Alessandro Longhi.
Nelle Memorie il Goldoni racconta della sua visita al Vivaldi e descrive molto vivacemente il prete rosso, le sue reazioni, la infatuazione per la sua allieva: madamigella Giraud. Egli si fa trovare assorto nella lettura del breviario che getta irriverentemente per terra quando il Goldoni lo entusiasma improvvisando i versi per un'aria adatta alle qualità canore di madamigella Giraud. Viaggiò quasi sempre per la rappresentazione dei suoi melodrammi, eppure la sua fama di violinista era ormai volata molto lontano e di molto aveva preceduto quella del compositore, ma allora i compositori viaggiavano più dei « virtuosi » perché questi dipendevano da quelli.
Nella vignetta del non più enigmatico frontespizio del “Teatro alla moda” di Benedetto Marcello, Antonio Vivaldi è raffigurato come angelo che suona il violino e sta ritto sul timone per guidare la barca del famoso impresario Orsatto, anzi con le ali la sospinge, la « fa andare avanti ». Ciò nonostante la sua attività di compositore melodrammatico è secondaria, « pratica » : essa gli dava da vivere.
La nota con la quale, in una partitura autografa, dichiara di aver scritto in « cinque giorni » un certo melodramma, è un'altra prova dell'esistenza di due Vivaldi, uno alla moda che forniva le opere necessarie per alimentare i teatri che allora si nutrivano esclusivamente di novità [ndr il cosiddetto repertorio nasce molto tardi alla fine dell’800] , l'altro bizzarro, originale e di una fecondità non compromessa dai bisogni della vita quotidiana.
Nei Concerti per orchestra (non c'era ragione per comporli con l'orologio alla mano) la sua fantasia è molto più sbrigliata che nelle opere teatrali, non sappiamo però, né ci interessa saperlo, con quanta rapidità siano stati composti: certo, sono parecchi.
I titoli: Concerto delle stagioni, La Notte, Il Riposo e molti altri ancora, non sottintendono un programma, ma corrispondono piuttosto a una visione squisitamente poetica, talvolta pittorica, non pittoresca. Se si pens'a alle opere di Arcangelo Corelli (1653-1713) e dei suoi seguaci, non si riesce a scoprire da dove discenda Antonio Vivaldi.
II prete rosso vive, come tutti gli innovatori, fuori del tempo ; il suo stile è quello della sua epoca, e lo ha imposto a quasi tutta la musica del XVIII secolo.
Non minuetti graziosi, né le solite gighe, bensì nuovi ritmi, inaspettate forme di espressione.
Ascoltando per esempio il concerto La Notte si sente che è notte profonda, impenetrabile. Non si può analizzare Vivaldi, non si deve rompere l'incanto abbandonandosi a una inopportuna e sterile retorica. Trattenere il respiro, ascoltare religiosamente si deve, e infine ringraziare le dame pietose che l'hanno aiutato, non vogliamo sapere come, a creare tanti capolavori.
Chi voglia curare l'edizione delle musiche di Antonio Vivaldi, non deve illudersi di fare grandi scoperte, né di risolvere gravi problemi, basta non cedere alla tentazione di trasformare Vivaldi in un Beethoven, alterando le armonie, i valori ritmici, ecc., ecc.
Un musicista che interpreta Vivaldi deve essergli legato spiritualmente, comprendere la sua musica e per pubblicarla non occorre il medico chirurgo, basta l'umile copista, fedele, attento e diligente.
Guai ad aggiungere legature che queste alterano il fraseggio.
L'arco due secoli fa era meno lungo di quello d'oggi, perciò il carattere lirico di molta musica vivaldiana viene appunto determinato da questo materialissimo particolare.
E' stolido anacronismo l'aggiunta delle legature per il fatto che oggi si fabbricano archi più lunghi di allora.
Il prete rosso è rosso perché brucia ed è prete perché è un mistico, ma egli è anzitutto umano e non ha bisogno di collaboratori, bensì di servitori.
Va ascoltato con gli occhi chiusi e la mente aperta.
Ma poi? Quale può essere presentemente la sua influenza?
Certo Vivaldi è un primitivo, una forza primordiale.
Non esiste di lui alcun scritto sulla sua estetica.
Claudio Monteverdi al principio del XVII secolo annunziava e difendeva la sua « seconda prattica » rispondendo al canonico Giovanni Maria Artusi il quale non era critico di professione bensì un teorico che sapeva di musica e temeva che il Monteverdi compromettesse l'esistenza del suo trattato “L'Arte del contrappunto” (1586-1589).
Il prete rosso lo immaginiamo invece con l'orecchio contro il violino per meglio ascoltarsi, per la gioia di vibrare col suo istrumento, noncurante di ciò che la musica fu prima di lui, e sarà dopo la sua scomparsa.
L'inizio dei concerti ha per lui valore tematico e così pure il ritorno dell'idea principale ; il resto è riservato al suo piacere come se nessuno l'ascoltasse, e sono arpeggi e scale che si ripetono come cibo preferito da un buongustaio metodico e intransigente.
Oggi i Concerti di Vivaldi, nella loro veste originale, riscuotono in tutto il mondo molti consensi perché con la loro vivacità e spensieratezza reagiscono alla severità dei classici, pur non rappresentando una reazione contro checchessia.
Mentre l'arte musicale nostra contemporanea è combattuta dalla speculazione degli orecchianti e dalla sapienza dei neo-pitagorici, l'arte di Vivaldi offre con la sua meravigliosa vivacità un ristoro agli assetati di musica, rinfresca lo spirito tanto che la mente riposata può concedersi il lusso di pensare e di chiedersi perché dopo Riccardo Wagner non ci sia più pace nel mondo dei suoni.
Vivaldi ci ammonisce : egli visse in pace con se stesso, tanto che i suoi compatrioti lo han lasciato morire miseramente a Vienna il 28 luglio 1741.
Il funerale costò 19 fiorini e 45 soldi e suonarono « le campane dei poveri ».
Articolo di GIAN  FRANCESCO  MALIPIERO

RICORDIANA Anno 1 N.9 Novembre 1955
Il "nuovo stile" scenico nel teatro wagneriano a Bayreuth
Da parecchi anni molte riviste musicali tedesche, specialmente quelle « d'avanguardia », e talune d'altre nazioni vanno elogiando il rinnovamento scenografico e mimico promosso nelle rappresentazioni al teatro wagneriano di Bayreuth dai nipoti di Riccardo, figlioli di Sigfrido, e soprattutto da Volfango. L'opportunità di conoscere e giudicare tale innovazione e insieme il desiderio di risentire i drammi di Wagner nella sede da lui fondata e curata, mi hanno indotto al viaggio estivo e riposante.
La lettura di opuscoli informativi, dei giornali locali, e le più insistenti voci del pubblico, subito avvertivano che in realtà non l'integrità dell'arte da Riccardo stessa fissata nei vari elementi drammaturgici traeva tanta gente nella provinciale cittadina onorata da un tal tempio, ma il « superamento », la « modernizzazione », la « personale interpretazione » scenica.
Appunto la « novità » incuriosiva i nuovi pellegrini, li elettrizzava e disponeva a letizia e soddisfazione.
Indiscussa ammissione del fatto nuovo. Tale inclinazione non è propria della maggior parte del pubblico che si reca a Bayreuth, ma diffusa, si sa, ovunque, ed incoraggiata e goduta. D'altro canto non mancano là e altrove resistenze, opposizioni, sdegni.
Per veder chiaro bisogna formulare un preciso e generale quesito:
quale convinzione storica ed estetica guida al radicale mutamento dell'apparato d'un melodramma, sia antico, sia moderno, che nei tre elementi, il verbale, il musicale e lo scenico, è di fatto una unità, e ha la sua data storica, come momento dell'artista e del gusto sociale?
Questa proposta di ragionamento non ha di solito, e non potrebbe avere, una ragionata risposta. Per lo più si dice: — Oggi così usa, così si fa, si vuoi fare così. — E sono affermazioni del gusto mutevole. Da parte la moda, occorre toccare il problema perenne, e sostenere i concetti di unità, di intangibilità dell'opera d'arte, di fedeltà interpretativa, opposti ai preconcetti rotanti attorno al « moderno sentire e volere », i quali suggeriscono considerazioni soltanto pratiche e, spesso, commerciali.
Non si ha qui spazio per trattare il vasto problema (che ho svolto, mi permetto di ricordare, nel saggio incluso nel volume “Tempi e aspetti della scenografia”, Torino, lite, 1955), ma solo per scegliere fra le molte osservazioni le impressioni durante l'udizione dell'Anello del Nibelungo, (riferite nella Stampa del 9, 11 e 17 agosto 1955), quelle che meglio mostrano la consistenza del così detto « nuovo stile » o « svecchiamento » clell'inscenatura minuziosamente prescritta e approvata da Riccardo, e i risultati.
Affermando il principio dell'intangibilità, non si pretende, è ovvio, la rinuncia o quegli odierni meccanismi atti a vincere le difficoltà ed evitare le manchevolezze, talvolta enormi, che gli inscenatori di ottant'anni fa non poterono dominare.
Si esige che la complessa concezione dell'artista creatore non sia abolita, né falsata.
Qui, a Bayreuth, dove l'esecuzione vocale e strumentale era ottima, e fedele l'interpretazione, la rappresentazione parve impropria, conturbante, nemica.
Per lo più soppresse le azioni dei personaggi, cangiati gli atteggiamenti e le figure, sostituite alle pittoriche immaginazioni di Wagner quelle di tempi posteriori, dei quali egli sarebbe stato il profeta, l'unità drammaturgica risultò infranta.
Fra le felici soluzioni di ardue inscenature è da citare nella Vigilia la rappresentazione del Reno. Striature verdi e gialle luminosamente proiettate su cortine di veli danno l'immagine della corrente. Le Ondine vagano in varia altezza, mai emergendo, scendono, salgono invisibili gradini, corrono, giuocano, inseguono Alberico. Ed ecco perfezionato uno spettacolo difficilmente realizzabile. Una piacevole vista, ma del tutto contrastante col sentimento del dramma, è invece quella del funebre corteo di Sigfrido. Una lunga teoria binaria di uomini va lentissima verso il lontano fondo del palco, tutta avvolta, soffocata, in un cinereo grigiore; è come un pastello tenue, morbido, delicato. E perciò fa a pugni con la dinamica energia dell'espressione della musica, con l'epico, solenne, eroico, fragoroso epicedio. Sgradevole turbamento dell'attenzione.
Questa regia è talvolta minuziosa, realistica, nell'esporre gli oggetti necessari, per esempio quelli della fucina di Mime, talaltra priva di indicazioni, come nel primo atto della Valchiria; quasi al buio, non c'è tavolo, sgabello, panca; un piccolo braciere fa le veci del camino: non si sa donde i personaggi escano; Hunding non è armato; soppressa la porta «della primavera». E il frassino? Striature. L'elsa? Una lampadina elettrica d'un quarto di candela. Così tutta l'azione è annullata. Brunnhilde appare poi, non balzante di roccia in roccia, ma ritta di fronte a Wotan. Monotonia delle positure. Al terzo atto, non « culmine di montagna rocciosa », non « foreste di pini », non armi alle Walkirie, e niente fiamme attorno a Brunnhilde assopita. Soltanto veli scarlatti.
Tanto la musica guizza, tanto la scenografia s'appiattisce.
A diecine s'annoterebbero altre trasgressioni.
La rappresentazione oscilla fra l'osservanza e la trascuratezza delle disposizioni di Wagner, fra il verismo e l'allusivo; meglio, fra il visibile e l'incomprensibile. Equivoca, s'illude di trascendere con l'astrazione quelle necessarie finzioni, la cui materialità Wagner già elesse segni della fantasia e della poesia sue.
Il « nuovo stile » domina i costumi, i trucchi, la mimica.
Ciarpame vien considerato l'armamento e il vestiario prescritto.
Via, i cimieri, gli scudi, le corazze. Le cinque Walkirie non han neppure la lancia. Quando Siegfried ridesta Brunnhilde non ha da « tagliare dalle due parti dell'intera armatura i fermagli ad anello della corazza e togliere gli schinieri». Il palpitante momento della femminile rivelazione è ridotto alla lesta scucitura d'una tunica. Wotan non porta mai il cappello, né nasconde l'occhio. Siegfried, anziché tener Nothung infilzata nella cintura e sempre a portata della mano, l'abbandona ora qua, ora là, quasi distrattamente. Hunding è del tutto inerme. L'esclusione dei bellici strumenti non solo sguarnisce gli eroi, ma anche priva la partitura d'un singolare contributo rumoroso. Infatti i Guerrieri di Gunther non hanno scudi, e perciò non « cozzano le armi con fragore » e ritmicamente.
E non si sa perché si faccia così.
Articolo di ANDREA DELLA  CORTE



2020_05_02 Straordinaria novità del 1955 il Giradischi LUXOR

Una straordinaria novità,
il giradischi svedese completamente automatico
LUXOR
esclusività per l'Italia
Con una sola manovra si ottiene:
• la messa in moto alla velocità desiderata
• il cambio della puntina
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Il cambiadischi funziona con dischi diversi, anche se mescolati.
giradischi  L.  22.000
(con  supporto  di  metallo L. 24.000) -  cambiadischi L. 42.000
PREZZI AL PUBBLICO
G.RICORDI & C. S.R. L.
Milano, Via Berchet, 2



Inserzione apparsa su RICORDIANA rivista della Casa Ricordi nel numero di Luglio-Agosto 1955.
Se non avessi conservato nell'archivio di Concertodautunno questi reperti sembrerebbe incredibile ma questa era la straordinaria invenzione e a prezzi folli per allora, figuratevi che nel 1970 ben quindici anni dopo lo stipendio mensile di un tecnico elettronico al primo impiego era di 120.000 Lire.
Un quinto dello stipendio mensile era necessario per l'acquisto,  rapportato ad oggi con uno stipendio di 1.200€ costerebbe 240€.

2020_04_25 Un Blog che è una vera miniera per gli appassionati della lirica

La "pazza mentalità da collezionista", e la fine dei giorni.

Anno 2020 primavera di epidemia per l'infezione mondiale da Corona Virus (Covid-19) un tempo per restare in casa sperando di salvarsi e nel contempo scorrere pagine e pagine di pubblicazioni on-line sino ad imbatterti in un BLOG che ha una raccolta incredibile di omaggi ad artisti lirici che non sono certo conosciuti da tutti ma che vale la pena scoprire.. Ecco la traduzione di come l'autore si presenta.


Fri, 23 November 2012 What was I thinking?????
My very dear opera friends,
                     You may or may not understand a "crazy collector's mentality," but as I approach age 77, I look around and feel that some day I do not want my enormous collection to go into a dumpster. My joke is that when I met Anja Silja a few years ago after a Jenufa, I asked her for the Elena Makropolous formula so I could have 356 years more to listen to my tapes. She must have thought "who is this nutcase?"

Venerdì 23 novembre 2012 Cosa stavo pensando?????
Miei carissimi amici dell'opera,
Potreste capire o meno la "pazza mentalità da collezionista", ma mentre mi avvicino all'età di 77 anni, mi guardo intorno e sento che un giorno non vorrei che la mia enorme collezione [musicale] finisca in un cassonetto. Ho incontrato [il soprano] Anja Silja qualche anno dopo una sua Jenufa, e le ho chiesto [quale fosse la sua] formula [per cantare ancora] Elena Makropolous in modo da poter avere [ancora] 356 anni in più per ascoltare i miei nastri. Deve aver pensato "chi è questo pazzo?"
                I have been discarding reels and cassettes (ever hear of them?), but what remains is still an enormous collection of CD's,VHS videos, and LP's, not just the items I used for a 25 year "Pirate business" but lots of commercial material. For example, do you know anyone who has over 50 Elektras or every Ring that was ever recorded?
Ho scartato bobine e cassette (avete sentito parlare di queste?), Ma ciò che rimane è ancora un'enorme raccolta di CD, video VHS e LP, non solo gli oggetti che ho usato per 25 anni per fare il "business pirata" [registrazioni pirata di esecuzioni live], ma molti materiali normalmente in commercio. Ad esempio, conoscete [forse] qualcuno che ha oltre 50  edizioni di Elektra [R.Strauus] o ogni tutte le edizioni del "Ring" [R.Wagner] che siano mai state registrate?
                  I look around and wonder what I was thinking when I would visit Tower Records after a Met performance and buy something like the complete works of Heinrich Schlachenheimer (??)This is why I am so glad Tower closed because I can save a little money!
Mi guardo intorno e mi chiedo cosa stessi pensando quando avrei visitato la Tower Records dopo un'esibizione al Met e avrei comprato qualcosa come l'opera completa di Heinrich Schlachenheimer (??)[tanto per dire che avrebbe acquistato comunque l'opera omnia di un esimio sconosciuto]. Ecco perché sono così contento che Tower abbia chiuso, perché posso risparmiare un bel po' di soldi!
             In your travels (and I am also speaking to singers or opera-lovers who reside in other countries), you might know some younger opera lovers, similar to a 17 year old Charlie Handelman who knew every note of Zinka Milanov's repertory.(and most of the words.) Also,you may be affiliated with a school like MSM where young students can enjoy some of my enormous collection...rather than have it lay around and gather dust.
Nei tuoi viaggi (e parlo anche ai cantanti o amanti dell'opera che risiedono in altri paesi), potresti conoscere alcuni giovani amanti dell'opera, simili a un Charlie Handelman di 17 anni che conosceva ogni nota del repertorio di Zinka Milanov.(e la maggior parte delle parole). Inoltre, potresti essere affiliato a una scuola come MSM in cui i giovani studenti possono godersi parte della mia enorme collezione ... piuttosto che lasciarla in giro e raccogliere polvere.
            This does not mean that I am discarding everything, but let's face it....there is just too much...and I would like to "spread the wealth" to those of you who might be interested. Of course, you would need a truck, a U-haul, or a large tenor to pick stuff up. Why should it sit around here and some day be discarded, although my executor can do what he wants with it..but it would be an enormous job.
Questo non significa che sto scartando tutto, ma ammettiamolo ... ce n'è davvero troppo ... e vorrei "diffondere la ricchezza" a quelli di voi che potrebbero essere interessati. Certo, avresti bisogno di un camion, U-haul [grande camion noleggiabile] o un grande sforzo per raccogliere la roba. Perché dovrebbe sedersi qui giorni per essere scartato, anche se il mio esecutore può fare quello che vuole con esso ... ma sarebbe un lavoro enorme.
             Well, that is where I am at the moment, and please feel free to write or phone me if you have any ideas..but do not give anything to anyone who never heard of Claudia Muzio!
Love  Charlie  Placido21@aol.com Category:general -- posted at: 7:27pm EDT
Bene, è lì che sono in questo momento, e per favore sentiti libero di scrivermi o telefonarmi se hai qualche idea ... ma non dare niente a nessuno che non abbia mai sentito parlare di Claudia Muzio!
Con affetto Charlie Placido21@aol.com Categoria: generale - pubblicato alle 19:27 EDT

2020_04_23 Giovanna d'ARCO in musica e non solo

Giovedì 23 aprile 2020, tempo di epidemia e peste, come se fossimo in guerra, guerra che sconvolse la Francia e nella quale una giovane donna rivesti le armi guerriere per salvarne le sorti:


GIOVANNA D'ARCO - JEANN D'ARC
Teatro Regio di Parma al Teatro Farnese
2, 9, 15, 20 ottobre 2016
GIOVANNA D’ARCO
Fondazione Teatro Regio di Parma 
Festival Verdi al Teatro Farnese
domenica 2 Ottobre 2016, ore 20.30 fuori abbonamento
domenica 9 Ottobre 2016, ore 20.30 fuori abbonamento
sabato 15 Ottobre 2016, ore 20.30 fuori abbonamento
giovedì 20 Ottobre 2016, ore 20.30 fuori abbonamento
GIUSEPPE VERDI
GIOVANNA D’ARCO
Dramma lirico in tre atti su libretto di Temistocle Solera dal dramma Die Jungfrau von Orléans di Friedrich Schiller
Editore Casa Ricordi, Milano
Personaggi ed Interpreti
Carlo VII, re di Francia (tenore) LUCIANO GANCI
Giovanna, figlia di Giacomo (soprano) VITTORIA YEO
Giacomo, Pastore in Dom-Remi (baritono) VITTORIO VITELLI
Delil, Ufficiale del re (tenore) GABRIELE MANGIONE
Talbot, supremo comandante degli inglesi (basso) LUCIANO LEONI
Ufficiali del Re, Borghigiani, Popolo di Remis, Soldati francesi, Soldati inglesi, Spiriti eletti, Spiriti malvagi, Grandi del regno, Araldi, paggi, fanciulle, Marescialli, Deputati, Cavalieri e Dame, Magistrati, Alabardieri, Guardie d'onore (Coro)
Giovanna innocente LINDA VIGNUDELLI
Giovanna guerriera LARA GUIDETTI
I VIRTUOSI ITALIANI
CORO DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Maestro concertatore e direttore RAMON TEBAR
Regia SASKIA BODDEKE e PETER GREENAWAY
Aiuto regia SARA THAIZ BOZANO
Video edit a cura di ELMER LEUPEN
Scene ANNETTE MOSK
Costumi CORNELIA DOORNEKAMP
Luci FLORIAAN GANZEVOORT
Video design PETER WILMS
Coreografie LARA GUIDETTI
Maestro del coro MARTINO FAGGIANI
Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma
Durata complessiva 2 ore e 20 minuti circa, incluso un intervallo di 20 minuti
Il video era disponibile dalle ore 20.00 di mercoledì 22 aprile 2020 fino alle ore 24.00 di giovedì 23 aprile 2020.
Storia dentro la storia. È il seicentesco Teatro Farnese di Parma, fantasia barocca intagliata nel legno, ad abbracciare il nuovo allestimento di Giovanna D’Arco disegnato da Saskia Boddeke e Peter Greenaway.
Luciano Ganci, Vittorio Vitelli, Vittoria Yeo, Gabriele Mangione e Luciano Leoni interpretano quella che nel 1845 lo stesso Verdi definì “la migliore delle opere senza eccezione e senza dubbio”. Passioni terrene e purezza sovrannaturale trovano colore e intensità nelle interpretazioni de I Virtuosi Italiani e Coro del Teatro Regio di Parma diretti da Ramon Tebar.

Oggi il Teatro Regio di Parma ha messo in linea per un tempo limitato l'edizione al tetro Farnese del 2016. Questo mi ha suscitato il desiderio di raccogliere qui alcune delle varie vesti musicali che sono state pensate per raccontare la storia della giovane e sfortunata fanciulla francese.
Giovanna d'arco in musica: Il personaggio della santa guerriera ha ispirato compositori di epoche diverse, il più eseguito è sicuramente Giuseppe Verdi ma in anni diversi anche Čajkovskij, Honegger, Rossini, Marco Enrico Bossi.

Gioachino Rossini (1792-1868)
GIOVANNA D'ARCO - 1832
cantata per contralto e pianoforte
In tempi moderni è stata rielaborata in forma orchestrale da Salvatore Sciarrino e da Marco Taralli. La versione di Sciarrino è stata commissionata dal Rossini Opera Festival del 1989 e ha visto come interprete della prima esecuzione Teresa Berganza sotto la direzione di Alberto Zedda. È stata poi riproposta ancora nel 1997, sempre al Rossini Opera Festival. La versione di Taralli invece è stata commissionata nel 2011 dal Festival Rossini in Wildbad ed interpretata da Marianna Pizzolato sotto la direzione di Antonino Fogliani. Tra le interpreti della Cantata di Rossini a Teatro alla Scala ricordiamo Marilyn Horne (1979), Teresa Berganza (1988) e Joyce Di Donato (2007).
► Info da Wikipedia

Giuseppe Verdi (1813-1901)
GIOVANNA D'ARCO - 1845
Dramma lirico di Giuseppe Verdi, su libretto di Temistocle Solera, rappresentato per la prima volta il 15 febbraio 1845, tratto parzialmente dal dramma Die Jungfrau von Orleans (La Pulzella d'Orléans) di Friedrich Schiller.
Info da Wikipedia
► 2015_12_07 Teatro alla Scala apertura della Stagione 2015-2016 Lunedì 7 dicembre 2015 ore 18.00 Teatro alla SCALA di Milano Giuseppe Verdi GIOVANNA D'ARCO Inaugurazione Stagione d’Opera e Balletto
► Dicembre 2015 "Giovanna d'Arco Teatro alla Scala di Milano Eccomi reduce dalla visione delle generale di GIOVANNA D'ARCO (grazie ad un'altra Giovanna che gentilmente mi ha procurato l'ingresso!). Che dire, la Pulzella è diventata la "Posseduta di Orleans" in questo nuovo lussureggiante - scenicamente - allestimento scaligero, credo che questo segni il trionfo della grafica e delle videoproiezioni e il definitivo tracollo della REGIA. Decidiamoci a prendere atto che le varie epoche giungono al tramonto: finita quella degli AUTORI (addio verdi o Rossini, quali dei contemporanei passerà ai posteri), finita l'era dei DIRETTORI (Toscanini, Karajan, Abbado, Muti quanti di oggi emergeranno in modo assoluto tanto da ... passare ai posteri), finita l'era dei CANTANTI (Callas, Di Stefano, Tebaldi, Del Monaco ma Domingo, Cappuccilli, Freni o Ricciarelli, oggi c'è una marea di professionisti ma quale genio brilla?), finita l'epoca dei REGISTI (dove sono gli Strehler, Ronconi o i Visconti) chi rimane? 
Gli scenografi, gli scenotecnici, loro si che sono i veri geni delle rappresentazioni contemporanee come in questo caso.  Poi non ditemi che c'è qualcosa di nuovo in una povera pazza ricoverata con continue visioni, ma scusate non era tale ambientazione anche per la Giselle di Mats Eks (1997 Giselle in manicomio e il principe resta nudo) oppure per l'Amleto di Alessandro Preziosi, con il principino sull'orlo di una crisi di nervi nel suo lettino dove forse si è sognato tutto? 
Quindi persa ogni speranza di una visione drammaturgica delle messe in scena, che diano un senso al testo ed alla musica, accontentiamoci delle visioni sciorinate. 
Ogni nuovo allestimento è un capolavoro alla Hieronymus Bosch dove c'è di tutto e ognuno ci veda quello che vuole.  Peccato che ormai anche cantanti e musicisti abbiano rinunciato a trovare un senso nel loro lavoro."
2015_10_11 Agorà Stagione La grande Arte Stagione Balletti Bolshoi
► 2015_12_05 Concerti di Spazio Teatro 89 - Milano 150 anni dopo. Con Giovanna d'Arco la Scala riscopre la sua tradizione 

Pëtr Il'ič Čajkovskij - Piotr Illic Tchaikovsky (1840-1893)
LA PULZELLA D'ORLÉANS - 1881
Opera in quattro atti e sei scene su libretto del compositore stesso a partire da fonti diverse: La Pulzella d'Orléans (Die Jungfrau von Orleans) di Friedrich Schiller; Giovanna d'Arco di Jules Barbier, il libretto di Auguste Mermet per la propria opera Jeanne d'Arc e la biografia di Giovanna d'Arco di Henri Wallon.Dedicata al direttore d'orchestra Eduard Nápravník, rappresentata  al teatro Mariinskij di San Pietroburgo, il 13 febbraio 1881.
Ricordo che Mirella Freni fu una grande interprete del ruolo di protagonista in questa versione in russo.
► Info da Wikipedia



Marco Enrico Bossi (1861-1925)
GIOVANNA D’ARCO - 1911/1913
Cantata op. 135, poema sinfonico-vocale. Mistero di Luigi Orsini. Prima esecuzione in Italia a cura de «La riforma musicale». Teatro Vittorio Emanuele -Torino, 5 dicembre 1914.
Marco Enrico Bossi, compositore e organista italiano , nel 1961 Peter Maag diresse questo raro mistero "Giovanna d’Arco"  con Raina Kabaivanska protagonista.
Secondo Roberto Zanetti “Giovanna d’Arco nacque da quel momento d’approfondimento linguistico e tecnico che l’arte del Bossi conobbe intorno al 1910, come risposta personale a quanto andava avvenendo anche da noi e così impegnando il musicista nel trattamento quasi impressionistico della materia sonora, conseguendo soluzioni linguistiche, tecniche e espressive più avanzate e più varie che non quelle ottenute nel Canticum Canticorum e nel Paradiso perduto, ma anche una concezione architettonica globale più libera e meglio articolata”[4]. Il Mompellio vi rileva inoltre “idee più decisamente personali, sviluppo sempre basato sul principio tematico ma meno rigido e nelle simmetrie meno sillogistico. Maggiore curiosità nella continuazione delle melodie, maggiore libertà d’atteggiamenti, a cui molto contribuisce la rinnovata concezione armonico-tonale del compositore
Info tratte da ...

Arthur Honegger (1892 - 1955)
JEANNE D'ARC AU BÛCHER - 1938
Giovanna d'Arco al rogo oratorio drammatico in 1 prologo e 10 scene per voci, recitanti, coro misto a 4 voci e coro infantile,  su libretto di Paul Claudel. L'opera, commissionata da Ida Rubinštejn, debuttò al Kunstmuseum di Basilea il 12 maggio 1938, con la stessa Rubinštejn nel ruolo di Giovanna d'Arco.
Alla Scala la Giovanna d’Arco al rogo di Honegger giunge nel 1954 in italiano in un’edizione leggendaria: dirige Gianandrea Gavazzeni, le voci recitanti sono quelle di Ingrid Bergman e Memo Benassi, la regia è di Roberto Rossellini.
► Info da Wikipedia
► Vedi struttura dell'opera

Walter Braunfels (1882-1954)
SZENEN AUS DEM LEBEN DER HEILIGEN JOHANNA 1943
"Scene dalla vita della santa Giovanna (D'Arco)",  azione in un preludio e tre parti, Op. 57
Libretto dell'autore basato sugli atti del processo di Giovanna del 1431.
Braunfels iniziò la composizione dopo aver partecipato alla premiere di Mathis der Maler di Hindemith nel maggio 1938, e aveva completato l'opera nel 1943. Il libretto, scritto dal compositore, si basa sugli attuali documenti francesi e latini del processo di Giovanna d'Arco nella loro traduzione tedesca (1935), ci sono anche alcuni riferimenti alla commedia Saint Joan di George Bernard Shaw e altre interpretazioni del 20 ° secolo di Giovanna d'Arco. Il libretto produce molte delle ingenue dichiarazioni di Joan testualmente dai documenti del processo.
Info su ...
► WALTER BRAUNFELS • JEANNE D’ARC fu eseguita al Festival di Salisburgo il 1 agosto 2013  Manfred Honeck, Conductor Salzburger Festspiele

Touve R.Ratovondrahety (organista,pianista dell' Opera de Paris)
Giovanna d’Arco La passion de Jeanne D’Arc 
Musiche originali ed.2012
Sabato 23 agosto 2014 Chiesa di S. Ambrogio – Stresa
Nell'ottobre 2012 una delle sue creazioni per coro e orchestra fu eseguita in prima all'International Silent Film Festival in Pordenone, Italia, accompagnando la proiezione del film "La passione di Giovanna d'Arco"(The Passion of Joan of Arc) nella regia di Carl Theodor Dreyer. Il Festival delle settimane Musicali di Stresa ha ripreso questa iniziativa due anni dopo nel 2014.
LA PASSION DE JEANNE D' ARC - 2012, musique du long métrage  pour "La Passion de Jeanne d' Arc" de Dreyer, pour Choeur, Cuivres, Orgue, Voix d'enfants et Violoncelle Solo ( durée 1h30, Crée au Festival Giornate del Cinema Muto, Pordenone, Italie, Octobre 2012, recrée au Festival International de Stresa, Lac Majeur, Italie, le 23 Août 2014)

Charles Péguy (1873-1914)
Peguy letterato di talento, socialista, si convertì al cattolicesimo nel 1907, ma per la sua intransigenza non fu mai accettato completamente da nessuna delle due comunità. La sua opera più famosa, “I misteri di Giovanna d’Arco” si compone di quattro diverse opere, uscite in tempi diversi, opere in prosa e in versi sciolti, che per il linguaggio moderno, ripetizioni quasi ipnotiche e per il contenuto profondamente religioso, assolutamente non banale, sono estremamente suggestive e interessanti, in ordine:
  • “Il mistero della carità di Giovanna d’Arco”, 
  • “Il portico del mistero della seconda virtù”,
  •  “Il mistero dei santi innocenti” - postuma, 
  • “Il mistero della vocazione di Giovanna d’Arco” postuma.
“Il mistero della carità di Giovanna d’Arco” è una sceneggiatura a tre voci: Giovanna d’Arco, tredicenne, Hauviette, la sua amica di dieci anni, e madame Gervaise, giovane suora appena convertita, con cui Giovanna vuole confrontarsi per porle i suoi dubbi di fede. Giovanna e madame Gervaise, entrambe visionarie, discutono e dibattono a lungo su temi religiosi, e madame Gervaise, più matura, con un lungo monologo che a volte passa dalla prosa ai versi sciolti, rintuzza più volte l’orgoglio (personale e patriottico) e la presunzione dell’adolescente Giovanna, che non accetta di subire l’invasione della Lorena da parte degli inglesi e si vergogna dell’acquiescenza dei suoi cari e della popolazione locale.

Marta Morazzoni
"Il fuoco di Jeanne" (Guanda)
La vita e la leggenda di Giovanna d'Arco in una nuova e appassionante visione:
meno eroina e più umana. "Nata a Domremy o a Parigi? Morta sul rogo nel 1431 o nel suo letto nel 1450? Pastora o principessa, santa o indemoniata? La vicenda di Jeanne d’Arc è un gioco di specchi, in cui ognuno può vedere ciò che vuole: la guerriera che spezzò l’assedio di Orléans; la contadina inviata da Dio a spianare a Carlo di Valois la strada verso il trono ..." [vedi ..]

2017_10_07 CONCERTO – EVENTO CÓRDOBA E I SUOI CORTILI in Auditorium

Sabato 7 Ottobre 2017 Alle 20.30
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo Largo Gustav Mahler 20136 Milano
(In Occasione Della Festa Nazionale Di Spagna)
CONCERTO – EVENTO
"CÓRDOBA E I SUOI CORTILI" 
LA CITTÀ ANDALUSA SI RACCONTA
A MILANO CON LA MUSICA CLASSICA SPAGNOLA
OLTRE IL GUADALQUIVIR - 1ª EDIZIONE MILANO - FIP GUADALQUIVIR “CÓRDOBA E I SUOI CORTILI”
Posto unico €24,00 / ridotto 1º € 20,00 / ridotto 2º € 15,00

Solisti dell’Orchestra FIP Guadalquivir:
Evgeny Syrkin, violino I
Alicia Rando, violino II
Dimitri Hoffman, viola
Francesco Martignon, cello
Gianluca Muzzolon, violoncello
Piermario Murelli, contrabasso
Soprano: Inmaculada Almeda
Chitarra: Francisco Luis Bernier I,Francesco Mariotti II
Pianoforte: María Dolores Gaitán
Danza: Marta Gálvez, Juan Carlos Avecilla
Voce recitante: Sebastián Ferrada
Scenografia: Enrique Martínez

PROGRAMMA musicale
E. Granados Oriental Intermezzo
L. Boccherini Fandango D Maggiore G448
E. Palomo (compositore di Córdoba) Nanna Sefardì
F.G. Lorca - E.Syrkin
Canzoni Popolari Spagnole
Anda, jaleo
I quattro mulattieri
Le tre foglie
I giovani di Monleón
Le morillas di Jaén
Sevillanas del XVIII secolo
Il Caffe di Chinitas
Nanna di Siviglia
I pellegrini
Zorongo
Romanze di Don Boyso
I re del mazzo di carte
La Tarara, canzone infantile

I. Albéniz Córdoba
J.Turina L`orazione del torero op.34

M. de Falla
Sette Canzoni Popolari Spagnole
Paño moruno
Seguidilla murciana
Asturiana
Jota
Nanna
Canzone
Polo

Danza spagnola n.1. di “ La Vida Breve”
Selezione dalla suite del “Amor Brujo” Pantomima e danza rituale del fuoco

VEDI FOTOSERVIZIO DI CONCERTODAUTUNNO

Info:Tel. 02.83389401/2/3


Con “Oltre il Guadalquivir” - 1ª Edizione Milano - FIP Guadalquivir “Córdoba e i suoi Cortili”, approdo milanese della manifestazione spagnola “Festival Internacional de Piano Guadalquivir (FIP Guadalquivir) – Le mille e una Córdobas”, la città di Cordova, celebre per i suoi cortili storici patrimonio dell’Unesco dal 2012, si presenta a Milano con due iniziative: “Moda e Gioielli di Córdoba”, una mostra in cui sono esposte, tra le altre, le creazioni di Elio Berhanyer, stilista di moda tra i più famosi e celebri a livello mondiale, e, in occasione della Festa Nazionale di Spagna, “Córdoba e i suoi Cortili”, un concerto – evento di musica classica spagnola rivisitata con sonorità popolari che guida un percorso sensoriale e conoscitivo attraverso la danza, l’architettura, il design, l’artigianato, l’enogastronomia tipicamente cordovesi. A fare da sfondo una scenografia di forte impatto che ricrea sul palco i tipici cortili di Cordova. Come filo conduttore la musica capace di coinvolgere e creare occasioni di incontro di altissimo livello tra differenti realtà e culture. La città andalusa, seguendo il leitmotiv della manifestazione “Córdoba e i suoi Cortili”, si presenta come elemento innovatore capace di valorizzare Milano secondo la filosofia cordovesa. Fondatrice e direttrice del festival a Cordova e della sua edizione a Milano María Dolores Gaitán Sánchez, pianista di fama internazionale, riconosciuta dalle istituzioni spagnole come una delle più importanti artiste iberiche in Italia.
Partecipano il ballerino di flamenco Juan Carlos Avecilla e la pianista María Dolores Gaitán Sánchez, direttrice e fondatrice del Festival Internacional de Piano Guadalquivir (FIP Guadalquivir) – Le mille e una Cordobas” e della sua edizione italiana “Oltre il Guadalquivir”.

Dopo il grande successo di pubblico all’inaugurazione del 14 settembre scorso, presso l’Instituto Cervantes di Milano, della mostra “Moda e Gioielli di Córdoba” (www.milan.cervantes.es), in programma fino al 25 ottobre 2017, la manifestazione “Oltre il Guadalquivir - 1ª Edizione Milano - FIP Guadalquivir “Córdoba e i suoi Cortili” (www.guadalquivirpianistico.org) prosegue e si conclude con il concerto - evento " Córdoba e i suoi cortili" in programma all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo di Largo Mahler il 7 ottobre 2017 alle 20.30, in occasione della Festa Nazionale di Spagna. “Oltre il Guadalquivir” rappresenta l’approdo in Italia del “Festival Internacional de Piano Guadalquivir (FIP Guadalquivir) – Le mille e una Córdobas” (Cordova e Villa del Rio) che si tiene dal 22 settembre al 1° ottobre. Fondatrice e direttrice del festival a Cordova e della sua edizione a Milano María Dolores Gaitán Sánchez, pianista di fama internazionale, riconosciuta dalle istituzioni spagnole come una delle più importanti artiste iberiche in Italia.

L’obiettivo della manifestazione milanese è quello di raccontare la città di Cordova attraverso i suoi tratti più caratteristici: l’architettura, i gioielli, la moda e l’enogastronomia tipicamente cordovesi. Guida di questo percorso sensoriale e conoscitivo la cultura musicale classica spagnola, capace di coinvolgere e creare occasioni di incontro tra realtà artistiche di altissimo livello. Seguendo il leitmotiv “Córdoba e i suoi Cortili” la città andalusa si presenta come elemento innovatore capace di valorizzare Milano secondo la filosofia cordovesa attraverso due eventi unici di forte impatto.

Il concerto - evento "Córdoba e i suoi cortili", serata di musica, tradizioni, arte, design e cultura cordovese, presenterà le intense ed ancestrali sonorità spagnole attraverso i grandi artisti della città di Cordova e i “Solisti dell`Orchestra FIP Guadalquivir di Cordova”, una realtà che è nata otto anni fa all`interno del festival grazie all`importante convivenza tra musicisti di altissimo livello invitati alla manifestazione. Le loro performance - con un accento più marcatamente folcloristico attraverso la sinergia della chitarra, del canto, del ballo e della percussione corporale - raccontano la storia della musica classica spagnola colta ispirandosi alle sonorità e alle danze della tradizione più popolare.


A collegare un brano musicale all’altro una voce recitante che interpreta poesie di autori spagnoli contemporanei e storici. Un programma del tutto innovativo che, con differenti formazioni musicali, spazia in numerosi generi, sullo sfondo di una scenografia d`impatto che ricrea visivamente l`essenza architettonica e cromatica dei cortili di Cordova - riconosciuti Patrimonio dell’Unesco nel 2012 - trasportando idealmente il pubblico nella città del califfato. Autore delle scenografie è Enrique Martínez, commissario anche della mostra “Moda e Gioielli di Córdoba”, di cui sarà possibile vedere nel foyer dell’auditorium, nella sola serata del 7 ottobre, una selezione dei vestiti e gioielli esposti all’Instituto Cervantes, tra cui gli abiti di Elio Berhanyer, designer di fama internazionale che, assieme al maestro Balenciaga, è considerato lo stilista di maggior rilievo della moda spagnola.


MOSTRA “MODA E GIOIELLI DI CÓRDOBA”

Sede della mostra:
Instituto Cervantes Milano
Via Dante 12 – 1º piano 20121 Milano
Tel. 02 72 02 34 50 cenmil@cervantes.es
Info:
www.milan.cervantes.es
www.guadalquivirpianistico.org
Periodo di esposizione: 14 settembre - 25 ottobre 2017
Orari: Dal lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00
Ingresso libero
Come raggiungere la sede espositiva: Metro - linea 1, fermata Cairoli o Cordusio

Il rinfresco per gli ospiti del Consolato di Spagna era curato da
La casa Iberica - Viale Premuda, 1 Milano
info@lacasaiberica.it
www.
lacasaiberica.it

2020_04_12 Esplosione di contenuti on-line da vedere in casa durante il tempo dell'epidemia CoronaVirus Covid19

#laculturanonsiferma

Non ci sono nuovi spiragli che permettano di uscire dalla fase di blocco in casa, unico modo che si è trovato per contenere la diffusione del contagio di Corona Virus Covid-19.
Ma la chiusura in casa non è una modifica di condizioni di vita per pensionati più o meno soli e a basso reddito, non parlo dei vecchietti da maldive, ma di chi esce solo per andare al supermercato.
Se nel proprio orizzonte culturale si è interessati a qualcosa di più tosto de "Il grande fratello" su internet si stanno realizzando tantissime proposte. Sia in diretta streaming con l'appuntamento ad una data/ora sia che i contenuti si lascino disponibile per un determinato lasso di tempo o disponibili senza scadenza.
In questo post ho pensato di raccoglierne alcuni secondo i vari generi.


MUSICA CLASSICA - LIRICA - BALLETTO

► I Pomeriggi Musicali Milano Un cartellone on Facebook Nel frattempo restano attivi i siti ipomeriggi.it e dalverme.org sui quali pubblicheremo tutti gli aggiornamenti man mano che arriveranno. Sulle pagine facebook dei Pomeriggi, facebook.com/ipomeriggi/ e del Teatro facebook.com/teatrodalverme/ pubblicheremo ogni giorno nuovi contenuti per ripercorrere insieme i momenti più belli delle ultime Stagioni, per ritrovare vecchi amici e, soprattutto, per ascoltare la musica che tanto amiamo.
► Easter@Philharmonie Festival Berliner Philharmoniker
► MEI ON LINE: ECCO TUTTO IL PALINSESTO DELLA SETTIMANA DAL 13 AL 19 APRILE DELLE DIRETTE IN STREAMING , LEZIONI ON LINE, VIDEOCLIP SUL SITO E POI RUBRICHE E CLASSIFICHE – TUTTO GIORNO PER GIORNO
► Balletto di Milano sul canale Youtube una serie di produzioni disponibili

TEATRO

► Le belle bandiere. Dallo scrigno ecco cinque serate di teatro
► Archivio Vivo Letture teatrali

ARTE




LUOGHI




CULTURA VARIA




CUCINA



2019_10_04 Teatro Fraschini di Pavia Stagione 2019-2020 calendario appuntamenti

Teatro Fraschini di Pavia
Stagione 2019-2020

www.teatrofraschini.org Call center Vivaticket by Charta 899.666.805
Call center 89.24.24 Pronto PagineGialle
La Fondazione Teatro Fraschini presenta la nuova stagione d’opera e la stagione Teatrale che comprende le sezioni di opera, prosa, musica, altri percorsi, danza e operetta.  Calendario completo degli spettacoli, le date, il calendario di vendita su www.teatrofraschini.it 
Controllare sempre DATE, ORARI e PREZZI sul sito ufficiale!

BIGLIETTERIA Per informazioni tel. 0382/371214 biglietteria@teatrofraschini.org
Calendario di vendita con tutti i prezzi su www.teatrofraschini.org

La Fondazione Teatro Fraschini presenta il Cartellone 2019/2020: 

mercoledì 19 giugno 2019_06_19
Teatro Fraschini - Pavia
Festa di presentazione
il Palazzo del Broletto si trasforma in un palcoscenico per l’anteprima degli spettacoli, con intrattenimento musicale e teatrale.
ore 18.30
Solisti di Pavia
ore 21.15
primo anno del Corso Attori
A chiusura DJ Set By Alabaster fino a notte.

La Stagione del Teatro Fraschini sarà presentata alla cittadinanza mercoledì 19 giugno con la formula di una giornata dedicata al Teatro pavese all’interno del Palazzo del Broletto in Piazza della Vittoria a Pavia. Una sorta di festa di apertura nella quale saranno coinvolti due dei “progetti artistici” forse più significativi che la Fondazione ha realizzato e consolidato negli ultimi vent’anni: l’Ensemble dei Solisti di Pavia, e il corso attori della Scuola interna al Teatro Settecentesco.
Per far riscoprire agli interessati le bellezze storico-artistiche della Città, la Fondazione ha immaginato di offrire una visita guidata al Palazzo del Broletto, che include anche la splendida ala da pochi anni restaurata- Sede del prestigioso IUSS- nella quale si potrà ammirare la statua lignea della Madonna e la Sala del Caminetto. Per la visita è necessaria la prenotazione telefonica o mail a 345 9020597 info@dedalopv.it i posti sono limitati.
Alle ore 18.00 una breve conferenza introduttiva agli spettacoli presenti in cartellone, che si terrà nella Sala del Caminetto. Lo sguardo oltre, ovvero suggestioni e nuove proposte di teatro, danza, musica. Introduce il Direttore Generale Francesca Bertoglio alla presenza delle principali cariche istituzionali cittadine. 
Saranno i Solisti di Pavia ad aprire la parte di intrattenimento. Alle ore 18.30, nel Cortile del Palazzo, interpreteranno alcune pagine musicali scelte. In programma musiche di G. Tartini, J. Boulogne Chevalier de Saint-George, W.A. Mozart e F. Mendelssohm. 
Seguirà un brindisi augurale, offerto dall’Azienda Torrevilla sponsor della Fondazione.
Alle ore 21.15, sempre nel cortile, il primo anno del Corso Attori, guidato da Angela Malfitano e da Diego Doa  presenta una performance dedicata alle fiabe africane della tradizione orale. 

STAGIONE D’OPERA AL TEATRO FRASCHINI DI PAVIA 2019-2020
OPERALOMBARDIA
La Fondazione Teatro Fraschini ha presentato la nuova Stagione 2019-2020 che si aprirà il 4 ottobre 2018 con il dittico costituito L’Heure espagnole di Maurice Ravel e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, diretto da Sergio Alapont, regia Carmelo Rifici. L’opera prodotta dal Teatro Fraschini quest’anno sarà Macbeth di Giuseppe Verdi e andrà in scena al Teatro Fraschini il 25 e il 27 ottobre. Al fine di accompagnare il pubblico all’inizio della programmazione, nel mese di maggio il Teatro organizza tre conversazioni domenicali presso la Pasticceria Vigoni di C.so Strada Nuova 10 alle ore 10.30. Il primo appuntamento sarà domenica 12 maggio dal titolo Aida e Macbeth con Alberto Mattioli. Domenica 19 maggio Gianni Schicchi e L’Heure espagnole con Angelo Foletto. Terzo e ultimo incontro domenica 26 maggio con Fabio Larovere. Accompagnamento al pianoforte Andrès Jesus Gallucci.A partire da martedì 4 giugno saranno in vendita i nuovi abbonamenti.

venerdì 4 ottobre 2019_10_04 ore 20:30
domenica 6 ottobre 2019_10_06 ore 15:30

Maurice Ravel
L'HEURE ESPAGNOLE
Commedia musicale per cinque voci soliste e orchestra
Libretto di Franc - Nohain
Personaggi e Interpreti
Concepcion, moglie di Torquemada Antoinette Dennefeld
Gonzalve, studente Didier Pieri
Ramiro, mulattiere Valdis Jansons
Don Inigo Gomez, banchiere Andrea Concetti
Torquemada, orologiaio Jean François Novelli
Maestro Concertatore e Direttore SERGIO ALAPONT
Regia CARMELO RIFICI
Scene GUIDO BUGANZA
Costumi MARGHERITA BALDONI

Giacomo Puccini 
GIANNI SCHICCHI
Opera comica in un atto
Libretto di Giovacchino Forzano
Personaggi e Interpreti
Gianni Schicchi Sergio Vitale
Lauretta Serena Gamberoni
Zita Agostina Smimmero
Rinuccio Pietro Adaini
Gherardo Didier Pieri
Nella Marta Calcaterra
Betto di Signa Andrea Concetti
Simone Mario Luperi
Marco Valdis Jansons
La Ciesca Cecilia Bernini
Maestro Spinelloccio/ Messer Amantio di Nicolao Nicolò Ceriani
Pinellino Zabulon Salvi
Guccio Marco Tomasoni
Maestro Concertatore e Direttore SERGIO ALAPONT
Regia CARMELO RIFICI
Scene GUIDO BUGANZA
Costumi MARGHERITA BALDONI
Luci VALERIO TIBERI
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Nuovo allestimento dei Teatri di OperaLombardia
Coproduzione Teatri di OperaLombardia
VEDI FOTOSERVIZIO CONCERTODAUTUNNO

venerdì 25 ottobre 2019_10_25 ore 20:30
domenica 27 ottobre 2019_10_27 ore 15:30
Giuseppe Verdi
MACBETH
Melodramma in quattro atti
Libretto di Francesco Maria Piave, tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare.
Personaggi e Interpreti
Macbeth: Angelo Veccia
Banco: Alexey Birkus
Lady Macbeth: Silvia Dalla Benetta
Dama di Lady Macbeth: Katarzyna Medlarska 
Macduff: Giuseppe Distefano
Malcolm: Alessandro Fantoni
Medico/Domestico di Macbeth/Sicario: Alberto Comes
Coro OperaLombardia
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Maestro concertatore e Direttore d’orchestra
Gianluigi Gelmetti
Regia Elena Barbalich
Assistente alla regia Costanza Degani
Scene e Costumi Tommaso Lagattolla
Luci Giuseppe Ruggiero
Coreografie Danilo Rubeca
Maestro del coro Diego Maccagnola
Allestimento del Teatro Nacional de Sao Carlos di Lisbona
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giovedì 21 novembre 2019_11_21 ore 20:30
sabato 23 novembre 2019_11_23 ore 20:30
Giuseppe Verdi
AIDA
Opera drammatica in quattro atti 
Libretto di Antonio Ghislanzoni
Personaggi e Interpreti
Aida, Maria Teresa Leva
Radamès, Samuele Simoncini
Amneris, Cristina Melis
Amonasro, Leon Kim
Ramfis, Fabrizio Beggi
Il Re d’Egitto, Francesco Milanese
Una sacerdotessa, da definire
Un messaggero, da definire
Coro OperaLombardia
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Maestro concertatore e Direttore d’orchestra
Francesco Cilluffo
Regia e scene Franco Zeffirelli
Regia e riallestimento delle scene riprese da Stefano Trespidi
Costumi Anna Anni
Costumi ripresi da Lorena Marin
Luci Fiammetta Baldiserri
Coreografia Luc Bouy
Maestro del coro – Diego Maccagnola
Coproduzione Teatri di OperaLombardia
VEDI FOTOSERVIZIO CONCERTODAUTUNNO

venerdì 13 dicembre 2019_12_13 ore 20:30
domenica 15 dicembre 2019_12_15 ore 15:30
Vincenzo Bellini
LA SONNAMBULA
Melodramma in due atti
Libretto di Felice Romani, dal ballo pantomimo La somnambule, ou L’arrivée d’un nouveau seigneur di Eugène Scribe e Jean-Pierre Aumer.
Personaggi ed Interpreti
Il Conte Rodolfo: Davide Giangregorio
Teresa: Sofia Janelidze
Amina: Veronica Marini
Elvino: Ruzil Gatin (13/12), Edoardo Milletti (15/12)
Lisa: Giulia Mazzola
Alessio: Luca Vianello
Un notaio: Claudio Grasso
Coro OperaLombardia 
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Maestro concertatore e Direttore d’orchestra
Leonardo Sini
Regia Raúl Vázquez
Scene Sergio Loro
Costumi Claudio Martín
Maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina
Coproduzione Teatri di OperaLombardia e Ópera Las Palmas
Prosegue la Stagione d’Opera del Teatro Fraschini, l’allestimento che andrà in scena è realizzato dal Teatro Sociale di Como e frutto della coproduzione dei teatri di tradizione di OperaLombardia.
La regia è affidata a Raύl Vàzquez, nato a Bilbao, si forma accanto a importanti registi come Robert Carsen, David Alden, Emilio Sagi e Graham Vick. Successivamente lavora come assistente alla regia con Mario Pontiggia, Miguel dell’Arco, Joan Anton Rechi, Cesare Lievi, Paco Azorín e Nicola Berloffa, in prestigiosi teatri e festival.
La direzione è del Maestro Leonardo Sini, sardo, studia presso il Conservatorio di Musica "L. Canepa" diplomandosi in tromba nel 2009. Si perfeziona in seguito presso la Royal Academy of Music di Londra dove consegue il Master of Arts nel 2013. A Londra intraprende lo studio della direzione d'orchestra con Sian Edwards e collabora con diverse orchestre esibendosi fra le altre nella prestigiosa Royal Festival Hall. Scene di Sergio Loro. Costumi di Claudio Martín.
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venerdì 17 gennaio 2020_01_17 ore 20:30
domenica 19 gennaio 2020_01_19 ore 15:30
Gioachino Rossini
GUGLIELMO TELL
Melodramma tragico in quattro atti
Libretto di Étienne de Jouy e Hyppolite Bis, tratto dall'omonimo dramma di Friedrich Schiller - Traduzione ritmica italiana di Calisto Bassi
Personaggi ed Interpreti
Guglielmo Tell: Gezim Myshketa / Michele Patti
Arnoldo: Giulio Pelligra / Matteo Falcier
Matilde: Marigona Qerkezi / Clarissa Costanzo
Gualtiero Farst: Davide Giangregorio
Melchthal: Pietro Toscano
Jemmy: Barbara Massaro
Edwige: Irene Savignano
Un pescatore: Nico Franchini
Leutoldo: Luca Vianello
Gessler: Rocco Cavalluzzi
Rodolfo: Giacomo Leone
Coro OperaLombardia 
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Maestro concertatore e Direttore d’orchestra
Jacopo Brusa
Regia Arnaud Bernard
Scene e Video design Virgile Koering
Costumi Carla Galleri
Assistente alla regia Yamala Irmici
Maestro del coro Massimo Fiocchi Malaspina
Coproduzione Teatri di OperaLombardia
VEDI FOTOSERVIZIO CONCERTODAUTUNNO

Teatro Fraschini di Pavia
Stagione 2019/2020
CALENDARIO CRONOLOGICO DEGLI APPUNTAMENTI

La Fondazione Teatro Fraschini presenta la nuova stagione d’opera e la stagione Teatrale che comprende le sezioni di opera, prosa, musica, altri percorsi, danza e operetta.

Venerdì 04 Ottobre 2019_10_04 ore 20:30
Domenica 06 Ottobre 2019_10_06 ore 15:30
L'HEURE ESPAGNOLE E GIANNI SCHICCHI
L'HEURE ESPAGNOLE - Commedia musicale per cinque voci soliste e orchestra - Musica di Maurice Ravel - Libretto di Franc - Nohain GIANNI SCHICCHI - Opera comica in un atto - Musica di Giacomo Puccini - Libretto di Giovacchino Forzano

Venerdì 25 Ottobre 2019_10_25 ore 20:30
Domenica 27 Ottobre 2019_10_27 ore 15:30
MACBETH
Melodramma in quattro atti - Musica di Giuseppe Verdi - Libretto di Francesco Maria Piave, tratto dall’omonima tragedia di William Shakespeare.

Venerdì 08 Novembre 2019_11_08 ore 20,30
Sabato 09 Novembre 2019_11_09
Domenica 10 Novembre 2019_11_10 ore 16,00
IL MAESTRO E MARGHERITA
Il capolavoro di Bulgakov in scena. Potente e funambolico. Woland, Il Maestro, Ponzio Pilato, Margherita sono i protagonisti di questo viaggio surreale in cui lo spettatore, in un gioco quasi pirotecnico, è catapultato all’interno del romanzo.

Venerdì 15 Novembre 2019_11_15 ore 20,30
HO PERSO IL FILO
Un’inedita Angela Finocchiaro che racconta, con la sua stralunata comicità e ironia, un’eroina nei panni di Teseo infilata nei meandri del Labirinto per combattere il suo Minotauro.

Giovedì 21 Novembre 2019_11_21 ore 20:30
Sabato 23 Novembre 2019_11_23 ore 20:30
AIDA
Opera drammatica in quattro atti - Musica di Giuseppe Verdi - Libretto di Antonio Ghislanzoni

Martedì 26 Novembre 2019_11_26 ore 20,30
L’ABISSO
Spontanea e umanissima levità quella dello scrittore palermitano Davide Enia. Con lo spettacolo tratto dal suo premiatissimo romanzo "Appunti per un naufragio", ci porta con sé nell’intimità del viaggio indimenticabile in compagnia del silenzioso padre, a Lampedusa.

Venerdì 29 Novembre 2019_11_29 ore 20,30
Sabato 30 Novembre 2019_11_30
Domenica 01 Dicembre 2019_12_01 ore 16,00
1984
Un romanzo visionario o premonitore? Scritto nel 1948, Orwell voleva parlare di futuro: il 1984. Winston, impiegato al Ministero della Verità dello stato-continente Oceania, per lavoro ogni giorno rettifica libri già pubblicati a favore di un pensiero unico: l’infallibilità del “leader” del Paese, il Grande Fratello.

Martedì 03 Dicembre 2019_12_03 ore 20,30 in abbonamento
Mercoledì 04 Dicembre 2019_12_04 ore 20,30 fuori abbonamento
WINSTON VS CHURCHILL
Winston Churchill è il Novecento, colui che ha saputo rappresentare un’intera nazione, la sua Gran Bretagna, segnando per sempre le sorti d’Europa e del mondo. Battiston incontra l’uomo e lo stratega in un presente onirico in cui l’intera sua esistenza parla dell’oggi con una precisione disarmante.

Giovedì 05 Dicembre 2019_12_05 ore 21,00
PATTI SMITH - Words And Music
Torna in Italia, e per la prima volta a Pavia, la leggenda del rock e della poesia con un concerto-reading acustico battezzato “Words and Music” che vedrà la cantautrice statunitense, affiancata da Tony Shanahan.

Lunedì 09 Dicembre 2019_12_09 ore 20,00
I SOLISTI DI PAVIA
I Solisti di Pavia guidati da Enrico Dindo, insieme al percussionista Simone Rubino, omaggiano Tan Dun, compositore cinese vincitore di un Premio Oscar e del Leone d’oro alla carriera. Tra i suoi lavori più celebri, la colonna sonora del film La tigre e il dragone.

Venerdì 13 Dicembre 2019_12_13 ore 20:30
Domenica 15 Dicembre 2019_12_15 ore 15:30
LA SONNAMBULA
Melodramma in due atti - Musica di Vincenzo Bellini - Libretto di Felice Romani, dal ballo pantomimo La somnambule, ou L’arrivée d’un nouveau seigneur di Eugène Scribe e Jean-Pierre Aumer.

Giovedì 19 Dicembre 2019_12_19 ore 20,30
FINCHÉ SOCIAL NON CI SEPARI
Angelo e Katia, insieme sul palco e nella vita, decidono di dirsi tutto, anche le cose meno belle che riguardano la vita quotidiana di coppia.

Martedì 31 Dicembre 2019_12_31 ore 21,30
Mercoledì 01 Gennaio 2020_01_01 ore 18,00
GREASE
Torna in Italia, e per la prima volta a Pavia, la leggenda del rock e della poesia con un concerto-reading acustico battezzato “Words and Music” che vedrà la cantautrice statunitense, affiancata da Tony Shanahan.

Venerdì 10 Gennaio 2020_01_10 ore 20,30
Sabato 11 Gennaio 2020_01_11
Domenica 12 Gennaio 2020_01_12 ore 16,00
LE SIGNORINE
Addolorata e Rosaria sono due sorelle zitelle che passano la loro esistenza in una piccola merceria di Napoli. La loro vita, che è stata all’insegna del sacrificio e dal risparmio, è scandita solo dal loro scoppiettante reciproco litigio.

Venerdì 17 Gennaio 2020_01_17 ore 20:30
Sabato 18 Gennaio 2020_01_18
Domenica 19 Gennaio 2020_01_19 ore 15:30
GUGLIELMO TELL
Melodramma tragico in quattro atti - Musica di Gioachino Rossini - Libretto di Étienne de Jouy e Hyppolite Bis, tratto dall'omonimo dramma di Friedrich Schiller - Traduzione ritmica italiana di Calisto Bassi

Venerdì 24 Gennaio 2020_01_24 ore 20,30
Sabato 25 Gennaio 2020_01_25
Domenica 26 Gennaio 2020_01_26 ore 16,00
I PROMESSI SPOSI ALLA PROVA
«Questo è un tempo di inquietudini, di perdita di confini e valori che chiede di tornare indietro per fare il punto, confrontarsi e rimettersi “alla prova”.

Martedì 04 Febbraio 2020_02_04 ore 20,30
100 CELLOS
I 100Cellos sono un’esperienza unica, originalissima che, sotto la guida sapiente di Sollima e Melozzi, riesce a portare sui palchi più prestigiosi, ma anche per strada tra la gente comune, la travolgente gioia e allegria di bambini, appassionati, talenti in erba, in una vera festa della musica.

Venerdì 07 Febbraio 2020_02_07 ore 20,30
Sabato 08 Febbraio 2020_02_08
Domenica 09 Febbraio 2020_02_09 ore 16,00
IL GIARDINO DEI CILIEGI
L’opera si apre e si chiude in una stanza speciale: la stanza dei bambini. Tra poco arriveranno i padroni, hanno viaggiato molto, vissuto e dissipato la loro vita. Il Giardino è una partitura per anime, monologhi interiori che si intrecciano in unico respiro.

Martedì 11 Febbraio 2020_02_11 ore 20,30
FESTIVAL STRINGS LUCERNE
Il Festival Strings Lucerne estende il suo repertorio dal barocco alla musica contemporanea esibendosi regolarmente in tutta Europa e Oltreoceano. Violinista tedesca, Arabella Steinbacher si è affermata come una delle soliste più significative della sua generazione.

Giovedì 20 Febbraio 2020_02_20 ore 20,30
GRAVITÉ - BALLET PRELJOCAJ
Preljocaj, coreografo riconosciuto a livello mondiale. La sua nuova creazione, Gravité, esplora ciò che tutti i danzatori desiderano: volare nell’aria. Come si possono rendere le sensazioni corporee e spaziali generate de forze di gravità diverse tra loro?

Venerdì 21 Febbraio 2020_02_21 ore 20,30
Sabato 22 Febbraio 2020_02_22
Domenica 23 Febbraio 2020_02_23 ore 16,00
DON CHISCIOTTE
Don Chisciotte nel suo girovagare combatte contro un sistema che non lascia spazio all’immaginazione e annichilisce le aspirazioni, e lo fa nella leggerezza del sogno, della poesia e della grande letteratura.

ANNULLATI TUTTI GLI APPUNTAMENTI PER LOCK DOWN SINO AL 3 MAGGIO 2020

Venerdì 28 Febbraio 2020_02_28 ore 20,30
Sabato 29 Febbraio 2020_02_29
Domenica 01 Marzo 2020_03_01 ore 16,00
ARLECCHINO SERVITORE DI DUE PADRONI
Non aspettatevi la teatralità settecentesca, le maschere, i dialetti e una certa comicità fisica tutta frizzi e lazzi. L’Arlecchino “contemporaneo” di Binasco è un poveraccio, interpretato dal noto attore comico Natalino Balasso.

Lunedì 02 Marzo 2020_03_02 ore 20,30
SHEKU KANNEH-MASON
Sheku viene da Nottingham ed è una delle nuove stelle più promettenti della scena musicale internazionale. Vincitore del BBC Young Musician of the Year nel 2016, è volato nel 2018 alla prima posizione della Classical Chart con il suo CD di debutto.

Venerdì 06 Marzo 2020_03_06 ore 20,30
Sabato 07 Marzo 2020_03_07
Domenica 08 Marzo 2020_03_08 ore 16,00
ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
Jean Austen diede alla luce il romanzo Orgoglio e pregiudizio nel 1813. Uno sguardo acuto, ironico e distaccato sui giovani nel momento di passaggio all’età adulta: il pudore, i turbamenti, l’orgoglio e i pregiudizi che la fanciullezza porta con sé.

Martedì 10 Marzo 2020_03_10 ore 20,30
WHEN THE RAIN STOPS FALLING
Storia delle famiglie Law e York: quattro generazioni di padri, madri e figli, nel testo epico di A. Bovell: un racconto intimo e distopico di una saga familiare che ci porta, vertiginosamente – dal 2039 al 1959, slittando nel e con il tempo.

Giovedì 12 Marzo 2020_03_12 ore 20,30
ALEXANDER MALOFEEV
È riduttivo definire brillante la performance di Alexander Malofeev: di fronte alla consapevole maturità delle sue interpretazioni non si può che restare stupiti, attoniti, per poi sciogliere l’incantesimo in entusiastica ammirazione.

Giovedì 19 Marzo 2020_03_19 ore 20,30
COUS COUS KLAN
Cous Cous Klan racconta le vicende di una comunità di senzatetto, instabile e tragicomica; un esempio di teatro sospeso tra farsa ed elegia, capace di fotografare senza fronzoli uno spaccato esistenziale spinto all’assurdo che appartiene al nostro quotidiano.

Lunedì 23 Marzo 2020_03_23 ore 20,30
LA BIBBIA RIVEDUTA E SCORRETTA
Per la prima volta gli Oblivion si cimentano nel musical, con la loro scintillante creatività inventano uno spettacolo comico e dissacrante, carico di musiche e canzoni originali, nel puro stile che il quintetto di funamboli teatrali ci ha abituato ad apprezzare.

Venerdì 27 Marzo 2020_03_27 ore 20,30
BALLET DU GRAND THÉÂTRE DE GENÈVE
La danza di Abou Lagraa è un mélange di classicismo, d’energia urbana e di espressività contemporanea. Una sorta di poesia incarnata e sensibile scritta sul corpo dei danzatori, e sostenuta magistralmente dalla Messa in Do minore, opera religiosa composta da Mozart.

Martedì 07 Aprile 2020_04_07
Mercoledì 08 Aprile 2020_04_08
Giovedì 09 Aprile 2020_04_09 ore 20,30
JOHN GABRIEL BORKMAN
Il dramma scritto da Henrik Ibsen nel 1896 ripercorre le vicende di un cinico e spregiudicato banchiere, rinchiuso in casa in attesa di una occasione di riscatto dopo essere stato condannato per i suoi loschi affari e aver trascorso anni di carcere.

Martedì 21 Aprile 2020_04_21 ore 20,30
DANCE ME - Les Ballets Jazz De Montréal
Tre coreografi internazionali, quattordici danzatori straordinari, una messa in scena superba con luci magnifiche, video emozionanti e costellazioni di effetti spettacolari, in un omaggio capace di evocare i grandi cicli della vita attraverso le opere musicali del creatore di Hallelujah, Leonard Cohen.

Calendario completo degli spettacoli, le date, il calendario di vendita sul sito ufficiale!
BIGLIETTERIA C.so Strada Nuova 136 - Pavia Tel. 0382-371214
Aperta dal lunedì al sabato dalle ore 11 alle 13 e dalle 17 alle 19 Aperta un’ora prima di ogni spettacolo
PREZZI Tutti i prezzi sono pubblicati sul sito
ACQUISTO ON LINE www.teatrofraschini.org

Controllare sempre DATE, ORARI e PREZZI  sul sito ufficiale!

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