2018_09_11 MiTo BALLATE TRECENTESCHE al Litta e poi ...

 
Un martedì tra danze e ballate
Ballate, virelai e istampitte risalenti al Due-Trecento.
Danze sonore francesi tra Sei e Settecento.
Martedì 11 settembre 2018
 

BALLATE TRECENTESCHE
ore 17, Teatro Litta, Corso Magenta 24, Milano
Posto unico numerato, 5 euro
Biglietti in vendita su 
www.ticketone.it
Ballate Trecentesche
(Teatro Litta/ ore 17)

Antonio Zacara da Teramo (ca. 1355-1416)
Ie suy navrés– Gnaff’a le Guagnele
Benché lontan mi trovi
Ciaramella
Ad ogne vento come foglia
Codex London add 29987
Trotto, Istampitta Tre Fontane,
Lamento di Tristano, La Rotta


Johannes Ciconia (1370-1412),
Caçando un giorno
Gli atti col danzar

Guillaume de Machaut (1300-1377)
Plus dure qu'un dyamant
Douce Dame Jolie
Dame a vous sans retollir

Paolo da Firenze (ca.1355-1436)
Godi, Firençe
Antonello da CasertaMatteo da Perugia
Più chiar che’l sol
Robertsbridge Codex
Estampie

Bartolino da Padova (ca. 1365-1405)
Strinçe la man

Antonello da Caserta 
Del Glorioso Titolo
 

La fonte musica
Michele Pasotti, direttore e liuto
 


LES CARACTERES DE LA DANSE
ore 21, Certosa di Garegnano, Via Garegnano 28, Milano
Les Caracteres de la Danse
(Certosa di Garegnano/ ore 21)
Marin Marais (1656-1728)
Da Suite in do minore dal Livre III de Pièces de Viole
Prélude – Allemande – Courante – Sarabande grave – Gigue Rondeau

Jean-Henri d`Anglebert (1629-1691)
da Pièces de Clavecin (1689)
Ouverture de Proserpine (de Lully)
Sarabande grave
Chaconne de Galatée (de Lully)

Jean-Baptiste Lully (1632-1687)
Da Le Bourgeois Gentilhomme
trascrizione per viola da gamba e basso continuo di Vittorio Ghielmi:
Marche pour la cérémonie des Turques
Canarie
Chaconne des Scaramouches, Trivelins et Arlequins

Marin Marais
Dalla Suite en la mineur du Livre III de Pièces de Viole
Prélude
Grand Ballet

Intervallo

Jean-Philippe Rameau (1683-1764)
Da Nouvelles Suites de Pièces de Clavecin (1727)
Allemande
Courante
Sarabande
Gavotte avec Doubles
Antoine Forqueray “Le Diable” (1672-1745)
Suite II en sol majeur
La Bouron
La Mandoline
La Dubreüil
La Leclair
Chaconne. La Buisson
 

Vittorio Ghielmi, viola da gamba
Florian Birsak, clavicembalo
Ingresso gratuito

 
 

È festa a MITO SettembreMusica, martedì 11 settembre per gli amanti della musica antica, con tre concerti che risalgono il corso del tempo dall’ars nova trecentesca al barocco francese, passando per la produzione rinascimentale dei compositori franco-fiamminghi.

Alle ore 17, al Teatro Litta e alle 21 alla Certosa di Garegnano MITO SettembreMusica dedica due di questi appuntamenti all’intricato mondo della danza antica, indagando trame sonore e sviluppi storici che dal medioevo si dipanano lungo l’arco di secoli.

«Non stupisce che la danza abbia da sempre rappresentato una feconda fonte di ispirazione per i compositori, perché nelle sue forme e strutture si trova esplicitato in forma fisica ciò che il pensiero musicale disegna nel tempo. Dal medioevo ad oggi, non c’è stata epoca che si sia privata del piacere di comporre ed eseguire musica in vario modo ispirata ad essa», affermava infatti, introducendo il festival, il direttore artistico Nicola Campogrande.

Alle 17, al Teatro Litta, l’ensemble la fonte musicale diretta da Michele Pasotti si soffermerà su quel momento magico in cui una cultura orale, quella di ballate, virelai e istampitte, ha trovato la via della scrittura. Alle 21, presso la Cerosa di Garegnano, il duo composto da Vittorio Ghielmi alla viola da gamba e Florian Birsak al clavicembalo proporrà un programma dedicato alla musica strumentale francese tra Sei e Settecento, musica che fu particolarmente ricettiva nei confronti della danza.


Ballate Trecentesche (ore 17, Teatro Litta)

la fonte musicale, ensemble, fondato e diretto da Michele Pasotti, specializzato in musica tardomedievale e nato per interpretare la musica di passaggio tra l’età medievale e quella umanistica (ca. 1320- 1440, con particolare attenzione al Trecento italiano) su strumenti d’epoca, ci guida in un’interessante lettura della cosiddetta Ars nova, espressione che indica tanto un’epoca – Trecento e primi del Quattrocento – quanto uno specifico genere di musica, così come la notazione che fissò il repertorio sulla carta.

Sia nella sua declinazione francese sia in quella italica, la musica dell’Ars nova, sembra essere stata un genere sostanzialmente elitario, coltivato in ambiti sociali e culturali ristretti. In Italia, la sua culla furono le corti dei signori o, come a Firenze, circoli ancor più esigui di personalità distinte. I compositori furono in gran parte colti ecclesiastici. L’arco cronologico messo a fuoco va dal finire del secolo al principio del Quattrocento, quando lo stile dei maestri francesi influenza in modo decisivo i compositori peninsulari. Fra questi Johannes Ciconia (1370-1412), che rappresenta questa commistione tra tradizione italiana e costumi oltremontani.

Al centro del programma tre virelai, tipica forma francese nata per la danza, di Guillaume de Machaut(1300-1377), massimo compositore transalpino del Trecento, la cui musica era ben conosciuta nella penisola, soprattutto nelle regioni del nord. Grande parte in questa commistione ebbe l’età dei concili che favorì il contatto diretto fra musiche e musicisti di tradizioni differenti. Dal 1309 la residenza dei papi si era stabilita ad Avignone; qui, a quanto pare, dobbiamo individuare il luogo d’origine del cantus fractus, un genere che influirà a lungo nella storia della musica liturgica.

I ripetuti incontri fra i musici al seguito di papi e cardinali favorì anche quella gara di sottigliezza tecnica che contraddistingue la stagione estrema dell’Ars nova (detta Ars subtilior). Figura di spicco di questo periodo è Antonio detto Zacara da Teramo (ca. 1355-1416), magister Zacharias, al servizio presso tutta una serie di papi più o meno legittimi, da Bonifacio IX a Gregorio XII all’antipapa Giovanni XXIII. Proprio il tema dell’instabilità sta al centro della ballata Ad ogne vento, un “manuale di sopravvivenza” nell’ambiente infido delle corti. Nella ballata Ciaramella il cantore papale si sbizzarrisce in una sequela di oscenità ben poco occultate; nella ballata doppia Ie suy navrés– Gnaff’a le Guagnele frasi nonsense in italiano, latino e francese si attorcigliano in una serie di maledizioni e invettive.

Scorrono dunque i nomi degli altri rappresentanti dell’estrema stagione creativa dell’Ars nova italiana.Paolo da Firenze (ca.1355-1436), monaco camaldolese, Bartolino da Padova (ca. 1365-1405), il monaco italiano e Antonello da Caserta, il cui Del glorioso titolo, si è ipotizzato, fu scritto per l’incoronazione di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, nel 1395.

Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon.
Il testo si avvale del contributo musicologico Angelo Rusconi.
Les Caracteres de la Danse (ore 21 Cerosa di Garegnano)

Il concerto del duo Vittorio Ghielmi alla viola da gamba e Florian Birsak al clavicembalo è un tuffo nell’età d’oro del Barocco francese. Due strumenti simbolo della musica d’Oltralpe nei decenni a cavallo tra Sei e Settecento, un’epoca modellata dal lungo regno di Luigi XIV di Borbone, il Re Sole, sovrano accentratore ma anche un grande mecenate in tutte le arti, e tra queste non di meno nel campo della musica strumentale, che equivale a dire: la danza di corte. Maestri di musica e di danza (e drammaturghi e pittori) ricevevano incarichi specifici presso la corte di Versailles, e fu in gran parte al suo interno che si svilupparono tecniche esecutive e compositive tali che oggi si possano delineare delle vere e proprie “scuole”.

La viola da gamba, diffusasi in Italia durante il Rinascimento, poi in Inghilterra (il consort di viole fu l’ensemble più in voga durante l’età elisabettiana) e quindi nell’Europa continentale, conobbe in Francia una fioritura più lunga, sino ai primi decenni del XVIII secolo. Capostipite della scuola nazionale è da considerarsi Jean de Saint-Colombe (ca. 1640- 1700), cui si deve lo sviluppo della versione francese dello strumento, a sette corde anziché sei, il cui allievo più importante fu senza dubbio Marin Marais (1656-1728), considerato il maggior virtuoso di tutti i tempi. “Joueur de viole de la chambre du Roi” per quasi mezzo secolo (dal 1679 al 1725), fu allievo per la composizione di Lully e pubblicò oltre 600 pezzi, la quasi totalità all’interno dei cinque libri di Pièces de viole.

Se Marais «suonava come un angelo» – scrisse un collega, Hubert Le Blanc – «come un diavolo» si esibiva Antoine Forqueray “Le Diable” (1672-1745). Una personalità turbolenta, con una vita travagliata e uno stile musicale molto originale, alimentato dalle sue brillanti doti di improvvisatore e da uno straordinario ventaglio espressivo, capace grazie a questo di realizzare in tutte le sue Suite ritratti di personalità del tempo e pezzi di genere anche a carattere imitativo (come nella ciaccona La Mandoline, tutta note ribattute e arpeggi).

Come la viola, anche il clavicembalo nel Seicento aveva dato vita a una scuola francese, discendente dall’operato di Jacques Champion de Chambonnières. Le danze popolari che nel Cinquecento si usava suonare con il liuto (pavanagagliardaallemandacorrentesarabandagiga) furono adattate alla tastiera e conobbero via via rielaborazioni in forme sempre più astratte e complesse, un processo che si rispecchia splendidamente nelle composizioni di Jean-Henry d’Anglebert (1629-1691). Maestro del contrappunto, che era capace di piegare a effetti di grande espressività, era legato da vera amicizia con Lully, di cui ammirava i lavori teatrali: ne trascrisse molti brani per cembalo, riuscendo in questo ad arricchire con la sua scrittura le possibilità timbriche dello strumento e a suggerire così le sonorità dell’orchestra.

La scuola clavicembalistica francese passa poi (letteralmente) per le mani di François Couperin e di Jean-Philippe Rameau (1683-1764), oggi forse più conosciuto per le opere teatrali, ma la cui produzione per la tastiera non è di minor importanza. Il suo librettista Alexis Piron disse di lui: «Tutta la sua anima e il suo spirito erano nel suo clavicembalo, quando questo era chiuso la casa pareva vuota». Le Nouvelles Suites de Pièces de Clavecin (terza e ultima raccolta pubblicata nel 1727) sono coetanee delle Partite per cembalo di Bach, fatto che si avverte in particolare nell’Allemanda, di grande raffinatezza armonica. LaSarabanda sarà ripresa da Rameau nell’opera Zoroastre trent’anni più tardi, mentre nella Gavotta, con le sue sei variazioni (doubles), il virtuosismo raggiunge vette ulteriori.

Figura centrale nel Seicento musicale francese, dalla quale si dipanano pressoché tutte le altre esperienze, è ovviamente quella di Jean-Baptiste Lully (1632-1687), chiamato dal 1664 a collaborare con Moliére per una serie di comédies-ballets. Tra le più famose Il borghese gentiluomo (1670), una satira piuttosto esplicita nei confronti del re, alla cui prima rappresentazione prese parte lo stesso Lully, nelle vesti di Muftì per la scena della cerimonia turca: la marcia che l’apre è stata il suggestivo modello per molta musica orientale nei secoli a venire.

Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione di Luigi Marzola.
Il testo si avvale del contributo musicologico Simone Solinas.



BIGLIETTERIA
La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. I tagliandi d’ingresso dei concerti a ingresso libero saranno distribuiti contestualmente all'apertura della sala, presso la sede del concerto e fino a esaurimento dei posti disponibili. La distribuzione dei tagliandi inizierà 45 minuti prima dello spettacolo. Ogni spettatore avrà diritto ad un solo tagliando.
Informazioni: +39.02.87905201 – 
biglietteriamito@ipomeriggi.it
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2018_09_10 Mito Ritmi e danze spagnole con l'arpa del giovane Xavier de Maistre e Lucero Tena, nacchere

MiTo, concerti a Milano Festival edizione 2018
 

DANZE SPAGNOLE

Ritmi e danze spagnole avvolgono il pas de deux di
 Xavier de Maistre, star europea dell’arpa
e
Lucero Tena, leggenda vivente delle nacchere

Lunedì 10 settembre 2018, ore 21, Piccolo Teatro Grassi
Via Rovello, 2, Milano
Posto unico numerato, 15 euro
Biglietti in vendita su www.ticketone.it
 
Frammento di una grande artista in concerto a Milano al Piccolo Teatro, sperando che questo omaggio non sia bloccato.
Un augurio a tutti i musicisti e ascoltatori di vivere la musica così.
Buon Natale 2022 Felix Navidad Merry Christmas
Piccolo Teatro Grassi - Milano
Lunedì 10 settembre  2018 – ore 21,00
MiTo edizione2018 - Milano
DANZE SPAGNOLE
Xavier de Maistre, arpa
Lucero Tena, nacchere
Video
Fotoservizio

Ritmi, melodie e stilemi tratti dal patrimonio popolare della danza spagnola impregnano il programma del concerto dell’arpista Xavier de Maistre, che segna un felice ritorno a MITO, in duo con la señora delle nacchere, Lucero Tenalunedì 10 settembre alle 21 al Piccolo Teatro Grassi per MITO SettembreMusica 2018.

Il duo indulge nel repertorio per tastiere spagnolo – il diritto dell’arpa di “pascolare” in tale ambito si fonda su un’antica prassi che s’intreccia all’evoluzione di una propria letteratura – e per chitarra, dal Settecento al presente, con la prima esecuzione italiana di Pluie à Auvers e di Charing Cross Bridge
da Après une visite à Gregynog di Richard Dubugnon (1968).

La Sonata in re maggiore del compositore basco settecentesco Mateo Pérez de Albéniz, pubblicata nel 1925 dal pianista cubano Joachin Nin, è stata adocchiata subito dagli arpisti che l’hanno adottata nel loro repertorio, grazie agli echi di tecniche chitarristiche e allo stile di scrittura innervata di vocaboli popolari, come il chiaro riferimento al fandango. Oltre a Scarlatti, da cui mutua la forma di sonata bipartita, punto di riferimento di Albéniz erano anche le Sonate di Antonio Soler, prolifico monaco catalano, come la Sonata in re maggiore R. 84, trascritta per arpa dallo stesso de Maistre dove, tra viticci di scale e arpeggi intrecciati, ben si scorgono i ritmi di danze spagnole tipiche, come il fandango e la jota.


Basco era anche Jesús Guridi, compositore e organista del primo Novecento, nella cui produzione l’eco della musica nazionale basca si ammanta di una veste armonica ricca e moderna, come nel caso di Viejo Zortzico, del 1949, che prende spunto da una tradizionale danza basca in ritmo composto di 5/8 (e combinazioni più complesse).

In prima italiana, il nuovo lavoro di Richard Dubugnon, commissionato nel 2015 dal Gregynog Festival, Après une visite à Gregynog, s’ispira a tre capolavori della collezione Davies, fondatrici del festival inglese: Pluie à Auvers, l’ultimo domicilio di Van Gogh, evoca il vuoto e la malinconia del paesaggio sferzato dalla pioggia, ma visto con gli occhi di un’anima insaziabile di luce e di colore, e Charing Cross Bridge, uno dei capolavori dell’ultimo Monet, ispira a Dubugnon un’arpa dal suono iridescente e guizzante, figlio del virtuosismo pianistico di Ravel ma irrobustito da sincopi ritmiche di gusto contemporaneo (omesso il brano centrale, ispirato a Cézanne).

Isaac Albéniz ed Enrique Granados, due giganti del pianoforte spagnolo a cavallo del Novecento, va riconosciuto lo sforzo di elevare canti e danze della tradizione folkloristica alla dignità della musica d’arte, come nelle composizioni intitolate a nomi di luoghi, che in una prospettiva nazionalistica si caricano di un ethos esclusivo, di cui la musica cattura l’essenza profondo: del primo, Torre Bermeja, simbolo della riunificazione cristiana della penisola iberica si traduce in un canto notturno colmo di emozione. Allo stesso modo, nella serenata ispirata dalla misteriosa città di Granada (che dà il titolo del primo dei tre brani in programma tratti da Suite española) affiorano i melismi tipici del cante jondo dei gitani. Zaragoza, invece, capitale dell’Aragona, ha un folklore più legato ai ritmi di danza, che nella trascrizione di de Maistre ritrova il tocco mordente del polpastrello sulla corda della chitarra. Asturia, sintesi perfetta tra il suono del pianoforte e la forza struggente della leggenda di questa terra aspra e infelice è addirittura diventato una pietra miliare del repertorio chitarristico grazie alla celebre trascrizione di Segovia. Del resto, tutta questa musica pianistica, compresa la danza Andaluza di Granados, arriva all’arpa passando dalla mediazione della chitarra, per l’ovvia affinità di produzione del suono.

In qualche caso, però, la letteratura chitarristica fornisce direttamente il materiale, come nel caso del vernacolare Recuerdos de la Alhambra (1896) di Francisco Tárrega, uno dei giovani artisti impegnati nella rinascita della musica spagnola e della chitarra alla fine dell’Ottocento, amico di Albéniz, Granados, Joaquín Turina.

La regione meridionale, quasi confinante con l’Africa della Andalusia era anche la terra di Manuel de Falla, il più radicale e moderno promotore di un rapporto con la tradizione popolare che riscopre dalle sue più autentiche radici, per rinnovare il linguaggio musicale romantico ormai esausto, in maniera analoga all’attività di Béla Bartók. Uno dei risultati più precoci di questa ricerca fu l’opera La vida breve, 1913, basata su autentici elementi del folklore gitano andaluso. La musica ha avuto fortuna soprattutto nella sua versione sinfonica, in sala da concerto, lasciando una scia di trascrizioni che arrivano fino a quella virtuosistica e variopinta di Marcel Grandjany, un arpista americano di origine francese, famoso concertista e importante didatta.

Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon e trasmesso in diretta radiofonica da Radio 3 RAI.

Il testo si avvale del contributo musicologico di Oreste Bossini.

PROGRAMMA
Mateo Antonio Pérez de Albéniz (1755-1831)
Sonata in re maggiore op. 13 *

Jesús Guridi (1886-1961)
Viejo Zortzico (Zortzico Zarra) *

Isaac Albéniz (1860-1909)

Torre Bermeja (Serenata) n. 12 da 12 Piezas características op. 92 *
Granada (Serenata) dalla Suite española n. 1 op. 47 *
Zaragoza dalla Suite española n. 2 op. 97 *
Asturias (Leyenda) dalla Suite española n. 1 op. 47 *

Antonio Soler (1729-1783)
Sonata in re maggiore per arpa n. 84 *

Richard Dubugnon (1968)
Pluie à Auvers
Charing Cross Bridge

da Après une visite à Gregynog op. 73
Prima Esecuzione in Italia

Enrique Granados (1867-1916)
Andaluza, n. 5 dalle 12 Danzas españolas *

Francisco Tárrega (1852-1909)
Recuerdos de la Alhambra *

Manuel de Falla (1876-1946)
Danza spagnola n. 1 da La vida breve
trascrizione per arpa di Marcel Grandjany
* trascrizioni per arpa di Xavier de Maistre

Xavier de Maistre arpa
Lucero Tena nacchere


BIGLIETTERIA
La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. I tagliandi d’ingresso dei concerti a ingresso libero saranno distribuiti contestualmente all'apertura della sala, presso la sede del concerto e fino a esaurimento dei posti disponibili. La distribuzione dei tagliandi inizierà 45 minuti prima dello spettacolo. Ogni spettatore avrà diritto ad un solo tagliando.
Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it
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2018_09_09 MITO SettembreMusica 2018 presenta Musica e Liturgia

MiTo, concerti a Milano Festival edizione 2018
Musica e Liturgia

Doppia chiesa, doppio appuntamento
Alle 12, celebrazione liturgica cantata con la Missa di Jan Zelenka
proposta nell’edizione critica appena pubblicata
Alle 15, il Coro e l’Accademia del Santo Spirito presentano
Esther di G. F. Haendel. Oratorio o masque?


Domenica 9 settembre 2018
 

LE INVENZIONI DI ZELENKA
ore 12, Chiesa di San Marco, Piazza San Marco 2, Milano
Celebrazione liturgica cantata
Celebra Don Luigi Gardini
 

TRA ORATORIO E MASQUE
ore 15, Chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia, Piazza Missori 4, Milano
Coro e Orchestra dell'Accademia del Santo Spirito
Robert King, direttore
Pietro Mussino, maestro del coro
Georg Friederich Händel

Esther, masque per soli, coro e orchestra HWV 50a
Ingresso gratuito

Due chiese, due concerti. Domenica 9 settembre spazio al repertorio sacro. Alle ore 12, nella Chiesa di San Marco, la Missa Omnium Sanctorum ZWV 21 di Jan Zelenka (1679-1745), autore adombrato da Bach, ma capace di pagine di grande bellezza. Proposta nell’edizione critica appena pubblicata, questa Messa è ricca di invenzioni e con un Gloria quasi danzante. Sarà al centro della celebrazione liturgica cantata proposta da MITO SettembreMusica. Protagonisti laBarocca, diretta da Ruben Jais e l’Ensemble Vocale laBarocca, diretto da Gianluca Capuano. Celebra don Luigi Garbini.

Alle ore 15, nella Chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia, spazio alla masque per soli, coro e orchestra HWV 50°, Esther, di Georg Friedich Händel (1685-1759), con il Coro e Orchestra dell’Accademia del Santo Spirito diretti da Robert King. Maestro del coro Pietro Mussino. Sul palco anche Heidi Maria Taubert e Carmela Konrad, soprani, il contraltista David Allsopp, i tenori Andreas Karasiak e Markus Schäfer e i bassi Thilo Dahlmann e Valerio Zanolli.

A lungo considerata il primo oratorio inglese, Esther è in realtà un ibrido molto vitale, in cui convivono elementi dell’oratorio, del masque, della cantata pastorale e dell’opera. Domenica, per MITO, sarà presentata nella versione andata in scena nel 1720, prima esecuzione del lavoro.
La storia di Esther narra la liberazione della comunità ebraica di Persia da una sentenza di morte. Haman, il malvagio ministro del Re Ahasuerus, minaccia di annientare gli ebrei persiani. Nella narrazione biblica Haman persuade lo stesso re a condannare gli ebrei, cosa che quest’ultimo decreta senza conoscere l’identità del suo popolo e senza sapere che la sua stessa moglie, Esther, è ebrea. Il decreto, in quanto ordine del re, non può essere revocato: tuttavia, sebbene il re abbia condannato a morte chi si presenta al suo cospetto, eccezion fatta per quanti sono introdotti su suo ordine, Esther spinta dal cugino e custode Mordecai, che precedentemente aveva salvato la vita di Ahasuerus, entra nella sala del trono. Qui invita il re a cena con Haman. Durante la cena essa rivela la sua identità al marito e lo supplica per la salvezza della sua gente. Ahasuerus riconosce la lealtà del popolo ebraico, revoca il decreto, onora Mordecai per avergli salvato la vita e condanna a morte il suo ministro Haman.

Il libretto dell’oratorio händeliano ha una storia piuttosto intricata: il drammaturgo francese Jean Racine trae dall’Antico Testamento il testo della sua tragedia Esther, rappresentata per la prima volta nel 1689; il drammaturgo inglese Thomas Brereton traduce l’opera di Racine in lingua inglese con il titolo Esther, or Faith triumphant nel 1715; infine alcuni poeti legati alla stretta cerchia del Duca di Chandos, che si adoperò per avere Händel quale direttore della cappella musicale presso la sua superba dimora a Cannons, redigono il libretto utilizzato da Händel: si tratta di Alexander Pope e soprattutto di John Arbuthnot al quale, secondo alcuni studiosi, è attribuibile gran parte del lavoro.

Stando a quanto riferito nel libretto redatto in occasione di un’esecuzione nel 1732, Esther è stata composta per il Duca di Chandos nel 1720. La più antica copia indica che Händel ha composto Esther a Londra nel 1718. Evidentemente fra i vari manoscritti date e luoghi non corrispondono. Molti studi hanno indicato una data più plausibile di un’altra. Altre prova documentano che almeno parte di Esther non possa essere stata scritta nel 1718 e, perciò, che la prima esecuzione ricostruibile sia quella del 1720.

Diversamente dagli oratori scritti in Italia, in Esther il coro assume notevole importanza: astratto ma efficace elemento contemplativo, quanto gruppi di personaggi veri e propri (Coro di soldati persiani, Coro degli israeliti). Non a caso Händel attinge a più riprese alla Brockes-Passion che forse più di qualunque altro suo lavoro costituisce un nesso con la Germania e con la tradizione corale tedesca. Peraltro i differenti contesti in cui si collocarono originariamente la Brockes-Passion ed Esther allora non permisero di apprezzarne i significativi e numerosi legami. Non stupisce dunque, come scrive John Butt, che «gli ascoltatori inglesi fortunatamente non si siano accorti che l’ultima aria del malvagio Haman, in cui egli si lamenta del suo destino, originariamente fosse cantata da Gesù».

Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Andrea Banaudi. 

PROGRAMMA


Le Invenzioni di Zelenka

Jan Zelenka (1679-1745)
Missa Omnium Sanctorum ZWV 21

laBarocca
Ruben Jais, direttore
Ensemble Vocale laBarocca
Gianluca Capuano, direttore

Celebra don Luigi Garbini
Ingresso gratuito

Tra Oratorio e Masque

Georg Friedrich Händel (1685-1759)
Esther, masque per soli, coro e orchestra HWV 50°
su libretto di Alexander Pope e John Arbuthnot
da Esther di Jean Racine

Coro e Orchestra dell’Accademia del Santo Spirito
Robert King, direttore
Pietro Mussino, maestro del coro
Heidi Maria Taubert, soprano
Carmela Konrad, soprano
David Allsopp, contraltista
Andreas Karasiak, tenore
Markus Schäfer, tenore
Thilo Dahlmann, basso voce
Valerio Zanolli, basso voce

In collaborazione con
Accademia del Santo Spirito

Ingresso gratuito


BIGLIETTERIA
La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. I tagliandi d’ingresso dei concerti a ingresso libero saranno distribuiti contestualmente all'apertura della sala, presso la sede del concerto e fino a esaurimento dei posti disponibili. La distribuzione dei tagliandi inizierà 45 minuti prima dello spettacolo. Ogni spettatore avrà diritto ad un solo tagliando.
Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it
http://www.mitosettembremusica.it/biglietti/2018/milano-biglietteria.html

2018_09_09 Primo appuntamento in Auditorium con laVerdi per MiTo

MiTo, concerti a Milano Festival edizione 2018
 

TANGO, omaggio alla grande storia del Tango

Fabio Armiliato, duende e cantor,
e Davide Vendramin, al bandoneón,
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Giuseppe Grazioli 

Musiche di Igor Stravinsky, Astor Piazzolla, Mariano Mores e una prima esecuzione italiana di Carlos Gardel /Diego Collati

Domenica 9 settembre 2018, ore 21, Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Mahler, 7, Milano

Posto unico numerato, 20 euro
Biglietti in vendita su www.ticketone.it


Il concerto dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Giuseppe Grazioli in cartellone a MITO SettembreMusica domenica 9 settembreore 21, all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo omaggia la grande storia del tango, con un programma che affronta con originalità la tradizione “roots”, del tango cantato e del “baile”, e arriva al tango nuevo e alla produzione sinfonica ispirata dal genere di un gigante del Novecento come Igor Stravinsky. Il concerto vede la partecipazione straordinaria del tenore Fabio Armiliato, in veste di “cantor” e, al bandoneón, di Davide Vendramin.

È dal Tango per piccola orchestra di Igor Stravinsky (1882-1971) che il programma prende le mosse. La composizione testimonia del processo che ha portato il tango a diventare, nel corso del Novecento, una vera e propria forma autonoma, non più legata necessariamente alla danza, con cui i compositori si esercitano, tanto da cominciare a scrivere tanghi anche imballabili.

Curioso per natura, Stravinsky negli anni '40 si stava divertendo con il ragtime, il jazz, la polka. Scrive il suo Tango per pianoforte (poi trascritto per orchestra) nello stesso periodo, inquadrando in un metro lineare e standard una certa varietà ritmica fatta di sincopi e inciampi ritmici e formali, suoi tratti distintivi. Ne viene fuori una danza cubista, così moderna che la prima versione orchestrale (di Felix Gunther) fu diretta da Benny Goodman, capace di restituire lo swing introdotto in un tipo di musica che normalmente non lo prevedrebbe. La seconda versione, che si ascolta in questo concerto, fu realizzata dallo stesso Stravinskij che pensò a un ensemble piuttosto singolare, ricco di strumenti a fiato e con la presenza della chitarra.

Il divertente tango-milonga El firulete di Mariano Mores (1918-2016), seconda composizione in programma, racconta come il tango argentino – il più “quadrato” e quindi più accessibile dei generi di danza sudamericani tradizionali – abbia avuto la meglio, assorbendone i caratteri tipici, sulle danze sue antenate, endemicamente diffuse sul territorio sudamericano, come l’ondeggiante e lenta habanera cubana e la più ballabile milonga, ma anche il choro brasiliano e l’uruguayano candombe.

In prima esecuzione italiana nell’orchestrazione del giovane compositore argentino Diego Collati, una raccolta dei noti tanghi di Carlos Gardel (1890-1935), scritti per lo più nei primi anni '30 del secolo scorso, cioè all’apice del suo successo e vicino alla prematura morte. I tango di Gardel, parlano quasi tutti d’amore, o del tango, che poi – per Gardel – sono la stessa cosa. La suite inizia con Melodia de arrabal eEl día que me quieras, dichiarazioni d’amore attraverso il tango, Volver (con le parole dello scrittore Alfredo Le Pera, autore di molti testi per Gardel), forse il più famoso tango della nostalgia, Mi Buenos Aires querido Lejana tierra mía, omaggi ai luoghi delle proprie origini, e Por una cabeza, particolarmente celebre perché il motivo è così potente da essere divenuto un brano autonomo.

Il programma si conclude con una delle opere che maggiormente segnano il contatto tra musica classica e tango: Las cuatro estaciones porteñas, le personali quattro stagioni di Astor Piazzolla (1921-1992) (scritte originariamente per violino e ensemble), che costituiscono un doppio omaggio: ai concerti violinistici vivaldiani e al porto di Buenos Aires, ove si dice il tango sia nato. Già entrati nel repertorio di molti musicisti, delle più diverse estrazioni, questi brani mostrano come il tango sia definitivamente stato assorbito dalla tradizione musicale universale e sottratto a una dimensione folkloristica e locale.

Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Federico Capitoni.

PROGRAMMA

Igor Stravinskij (1882-1971)
Tango, versione per piccola orchestra

Carlos Gardel (1890-1935)
Melodía de arrabal
El día que me quieras
Volver 
Mi Buenos Aires querido

Lejana tierra mía

Por una cabeza

Trascrizione per tenore e orchestra di Diego Collatti
Prima Esecuzione in Italia

Mariano Mores (1918-2016)
El firulete, tango milonga
Astor Piazzolla (1921-1992)

Las cuatro estaciones porteñas per bandoneón e archi
Verano Porteño

Otoño Porteño

Primavera Porteña

Invierno Porteño 

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Giuseppe Grazioli direttore
Fabio Armiliato tenore
Davide Vendramin bandoneón

In collaborazione con laVerdi 

BIGLIETTERIA
La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. I tagliandi d’ingresso dei concerti a ingresso libero saranno distribuiti contestualmente all'apertura della sala, presso la sede del concerto e fino a esaurimento dei posti disponibili. La distribuzione dei tagliandi inizierà 45 minuti prima dello spettacolo. Ogni spettatore avrà diritto ad un solo tagliando.
Informazioni: +39.02.87905201 – 
biglietteriamito@ipomeriggi.it
http://www.mitosettembremusica.it/biglietti/2018/milano-biglietteria.html

2018_09_08 IL GIORNO DEI CORI E MITO OPEN SINGING

MiTo, concerti a Milano Festival edizione 2018

Milano, sedi diverse, sabato 8 settembre 2018, ore 15 / 16
MITO SETTEMBREMUSICA 2018
Il giorno dei Cori
MITO Open Singing
Milano, Conservatorio – Sala Verdi, sabato 8 settembre, ore 21
Torino, OGR Officine Grandi Riparazioni, domenica 9 settembre, ore 21

Fra gli appuntamenti più attesi e caratterizzanti di MITO SettembreMusica c’è il Giorno dei cori: punto fermo anche nella programmazione 2018, in calendario sabato 8 settembre a Milano e domenica 9 settembre a Torino.
Cantare in coro fa bene al cuore e alla mente, come ama ripetere il direttore artistico Nicola Campogrande, e la proposta si delinea di anno in anno con novità legate ai programmi e ai partecipanti. Nel 2018 i cori sono quindici, non solo italiani, e distribuiti in dieci concerti pomeridiani a Milano e a Torino, nelle chiese, nei teatri e nei conservatori.
A fine giornata, tutti i coristi si raduneranno per cantare insieme alla cittadinanza, al Coro Giovanile Italiano diretto da Gary Graden, specializzato nella direzione di grandi masse corali, e con Loris Di Leo al pianoforte, per MITO Open Singing.
La serata è programmata in due nuove sedi: nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano (sabato 8 settembre, ore 21) e alle Officine Grandi Riparazioni di Torino (domenica 9 settembre, ore 21), dove saranno distribuiti gratuitamente i fascicoli con le partiture in programma: alcuni “grandi classici”, come pagine corali di Mozart, Bach e Verdi, ma anche inserti dal repertorio tradizionale, pop e gospel. Un’occasione unica in Italia che, attraverso la forza di aggregazione del cantare insieme, rappresenta un momento intenso di condivisione fra il pubblico, i musicisti e gli appassionati, come solo il canto corale sa creare.
Protagonisti dei concerti a Milano di sabato 8 settembre sono: Coro Giovanile Italiano, Coro Femminile Enjoy di Ceriano Laghetto, Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia, Ensemble Vocale Calycanthus di Parabiago, Coro Anthem di Monza, Coro Dalakopen di Legnano, Coro Giovanile Toscano, Coro da Camera Sine Nomine Città di Varese, Coro Musicanova di Roma, Coro Nuova Armonia di San Bernardino di Chiari, Coro Calicantus di Locarno, Società Corale Euridice di Bologna, Coro Giovanile Piemontese, Gruppo Vocale Terzo Suono di Rivolta d’Adda, Ensemble Libercantus di Perugia.
Protagonisti dei concerti a Torino di domenica 9 settembre sono: Corale Roberto Goitre di Torino, Coro Calicantus di Locarno, Coro Vox Viva di Torino, Coro Artemusica di Valperga, Coro La Rupe di Quincinetto, Coro Polifonico di Aosta, Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia, Ensemble Vocale Hasta Madrigalis di Asti, Ensemble Libercantus di Perugia, VocInNote di Torino, Coro Giovanile Toscano, Les Notes Fleuries du Grand Paradis di Sarre, Coro Musicanova di Roma, Coro da Camera di Torino, Giovani Cantori di Torino.
L’organizzazione del “Giorno dei cori” e Mito Open Singing è realizzata in collaborazione con FENIARCO - Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Regionali Corali, Unione Società Corali Italiane della Lombardia e Associazione Cori Piemontesi.
Per i concerti a pagamento:
Milano: costo del biglietto 3 euro (posto unico numerato)
Torino: costo del biglietto 3 euro (ingresso in piedi)
Le partiture dell'Open Singing 2018 sono disponibili online

L'edizione 2018 di MiTo Settembre musica ha fatto registrare un totale di 73.000 presenze nelle due città di Milano e Torino la dodicesima edizione del Festival MITO SettembreMusica, che si è chiusa ieri, mercoledì 19 settembre 2018, al Teatro Dal Verme di Milano, con il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretto da Stanislav Kochanovsky ed Enrico Dindo come solista. Un dato significativo in sé, ma ancor più se si pensa che l’edizione di quest’anno non prevedeva concerti in piazza, limitando necessariamente quel libero afflusso di pubblico che ha caratterizzato le due passate edizioni.

Quello di ieri sera è stato l’ultimo dei successi di una manifestazione che ha visto il susseguirsi di artisti come Marin Alsop e Sergej Krylov con la Royal Philharmonic Orchestra; una formazione iconica come il Kronos Quartet in un programma “manifesto”, dedicato ai compositori africani e mediorientali del nostro tempo; la straordinaria percussionista non udente Evelyn Glennie; il giovanissimo pianista coreano Seong-Jin Cho e Myung-whun Chung con la Filarmonica della Scala; Martha Argerich con l’Orchestra Giovanile dello Stato di Bahia; l’Orchestra dell’Accademia della Scala diretta da Vladimir Fedoseyev e altre star.

55 concerti sold out e decine di appuntamenti molto vicini al “tutto esaurito” – sia a Torino sia a Milano – hanno entusiasmato il pubblico portando spesso gli artisti all’esecuzione di applauditi fuori programma: su tutti, indimenticabile, l’omaggio di Marin Alsop al suo Maestro Leonard Bernstein nel centenario della nascita nei due concerti di apertura al Teatro Regio di Torino e alla Scala di Milano con la Royal Philharmonic Orchestra.

Oltre che dai grandi nomi in cartellone, il successo del Festival è stato assicurato dalla sua capacità di offrire – come promesso – una programmazione originale e assai diversificata, frutto di una ricerca particolareggiata e di un’attenta collaborazione con gli artisti ospiti. Sono stati infatti accolti con grande attenzione e consapevolezza i concerti dedicati alla scoperta dell’influenza della danza sulla musica cantata e strumentale dal Rinascimento ai nostri giorni, quelli consacrati alle intersezioni tra prospettiva “colta” e folklore, per non parlare delle riscoperte, da parte del grande pubblico, di capolavori come la Missa Galeazescha di Loyset Compère e la Missa Omnium Sanctorum di Jan Zelenka, e degli appuntamenti dedicati alla danza vera e propria, con la prima assoluta del nuovo Bach Project, coprodotto con i festival Torinodanza e – novità di quest’anno – MilanOltre.

«L’edizione 2018 di MITO SettembreMusica – dice la Sindaca di Torino Chiara Appendino – si è chiusa con successo confermando la reputazione e il prestigio del Festival, così come la scelta di diffondere la musica in tutta la città per raggiungere ascoltatori abituali e nuovo pubblico. In particolare, ho molto apprezzato la presenza di grandi interpreti donne come la pianista Zee Zee e Marin Alsop alla guida della Royal Philharmonic Orchestra. Anche per l’OPEN SINGING nella nuova sede delle OGR il pubblico ha dimostrato immutato entusiasmo».

«MITO SettembreMusica – afferma il Sindaco di Milano Giuseppe Sala – è una straordinaria rassegna che anche quest’anno ha offerto sia a Milano sia a Torino un programma di concerti di altissimo livello coinvolgendo musicisti, interpreti e spettatori in una grande festa della musica. Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione proficua tra le due città e tra le sue più importanti istituzioni culturali. Ringrazio in particolare la presidenza e la direzione artistica di MITO SettembreMusica per l’ottimo risultato ottenuto e tutto il pubblico che, anche quest’anno, con una partecipazione assidua, attenta e appassionata, ha generosamente premiato le nostre proposte e le novità che abbiamo pensato di introdurre».

Particolarmente significativo il successo dei concerti decentrati, che quest’anno per la prima volta sono stati proposti a pagamento. La novità non ha limitato la partecipazione del pubblico, sempre attento, incuriosito proprio dalle sedi inusuali dei concerti, che rappresentano la vocazione di MITO come Festival diffuso in tutta l’area metropolitana, dal centro ai nuovi quartieri.

«È stata un’edizione davvero emozionante – dice il Direttore artistico Nicola Campogrande. Non solo per la lunga serie di orchestre e star internazionali che si sono ritrovate una accanto all’altra in cartellone né per l’esecuzione dei programmi, tutti originali e spesso molto curiosi: ciò che mi ha toccato il cuore è stata la partecipazione di un pubblico vivace, esigente, generoso. E la passione che ho messo nel progettare il Festival, e che tutti i musicisti hanno condiviso accettando di partecipare a una programmazione tematica, innovativa, con la presenza costante di musica di autori viventi, si è rispecchiata in una passione simmetrica da parte degli ascoltatori. Non ho mai avuto dubbi: la musica classica è viva, vitale, capace di suggerire idee ed emozioni uniche, e questa edizione di MITO SettembreMusica, con le sue decine di sold out, con gli infiniti applausi, con l’aria di complicità e di festa che ha circondato ognuno dei 125 concerti, sia a Milano sia a Torino, lo conferma una volta di più».

Nell’arco di diciassette giorni, nel segno della “danza” – tema che ha permesso di scoprire la profonda relazione tra la musica e l’arte coreutica – si sono succeduti 125 concerti nelle due città, con programmi musicali originali e concepiti appositamente per il Festival. Accanto alle formazioni e ai musicisti di provenienza internazionale si sono distinte le forze musicali torinesi e milanesi di maggior prestigio, unendo simbolicamente le due città in un grande abbraccio musicale. E la metafora dell’abbraccio collettivo può essere usata anche per il Giorno dei cori, ben quindici quest'anno, cui si è unito il pubblico nel momento culminante dell’ormai tradizionale OPEN SINGING, proposto in due nuove sedi: la Sala Verdi del Conservatorio a Milano e le Officine Grandi Riparazioni a Torino.

«Successo crescente di pubblico e critica per l’edizione 2018 del Festival MITO Settembre Musica – dice la Presidente Anna Gastel. Il tema della danza ha affascinato un pubblico giovane ed eterogeneo che ha affollato con gioiosa partecipazione anche le sale più decentrate, accettando di buon grado il modico prezzo di tre euro a biglietto, a testimonianza di un crescente senso di responsabilità nei confronti della fruizione del bello. Entrata gratuita come sempre per i concerti nelle chiese, che hanno registrato lunghe e pazienti file per l’accesso, confermando il piacere – anche da parte dei fedeli – di vivere il momento della spiritualità in musica. Tanti e prolungati gli applausi come i bis concessi generosamente dagli artisti, anch’essi coinvolti dalla tangibile emozione degli spettatori allegramente partecipi di questa grande “Festa della Musica”. Il sostegno deliberato dal FUS per il Festival quest’anno, inoltre ci mette in una prospettiva nuova: quella di guardare al futuro e sviluppare con ancora maggior convinzione, in un’ottica triennale, i temi e le strategie sperimentati in questi anni».

I momenti più significativi del Festival saranno inclusi in un documentario prodotto da Rai Cultura che andrà in onda su Rai5 sabato 29 settembre 2018 alle 22.45 e in replica domenica 30 settembre (ore 15.45), giovedì 4 ottobre (ore 16.45) e sabato 6 ottobre (ore 15.45). Radio3 ha trasmesso in diretta o differita 6 concerti. La Rete Due della RSI Radiotelevisione Svizzera ha dedicato al Festival, durante la prima settimana, una trasmissione quotidiana di due ore.

Info: www.mitosettembremusica.it

Info: www.mitosettembremusica.it

2018_09_05 MiTo questa sera il primo intervento a Milano deell'ensemble de laVerdi


laVerdi a MI.TO. 2018 con cinque appuntamenti
Programma

“Danze d’ambiente”
TORINO Officine Caos
Mercoledì 5 settembre 2018 - ore 21.00
MILANO Teatro della Cooperativa
Giovedì 6 settembre 2018_09_06 - ore 21.00
Posto unico numerato €3
Korngold Much Ado about Nothing (Molto rumore per nulla), suite op.11
Bernstein Danze da West Side Story
Williams Three Concert Pieces da Schindler’s List
Gershwin/ Heifetz Selezione da Porgy and Bess
I Solisti de laVerdi
Violino Luca Santaniello
Pianoforte Carlotta Nicole Lusa

“Le invenzioni di Zelenka”
MILANO Chiesa di San Marco
Domenica 9 settembre 2018_09_09 - ore 12.00
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
Jan Zelenka Missa Omnium Sanctorum ZWV 21
Ensemble vocale e strumentale de laBarocca
Direttore dell'Ensemble Vocale Gianluca Capuano
Direttore Ruben Jais

“Tango”
TORINO Auditorium Rai Arturo Toscanini
Sabato 8 settembre 2018 - ore 21.00
Domenica 9 settembre 2018_09_09 - ore 21.00
Posto unico numerato € 20
Musiche di Igor Stravinsky, Carlos Gardel, Mariano Mores, Astor Piazzolla
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Tenore Fabio Armiliato
Bandoneón Davide Vendramin
Direttore Giuseppe Grazioli


Anche nel 2018 laVerdi partecipa a MITO SettembreMusica, il festival che si svolge dal 3 al 19 settembre tra Milano e Torino. Un ponte musicale che collega due realtà vicine con 16 giorni di musica, per un totale di 125 appuntamenti pensati per un pubblico eterogeneo e con un filo conduttore che quest’anno è la danza. laVerdi è presente con l’Orchestra sinfonica, l’ensemble laBarocca e I solisti de laVerdi per un totale di cinque appuntamenti tra Milano e Torino.
Ai solisti Luca Santaniello (violino) e Carlotta Nicole Lusa (pianoforte) è affidato il compito di evocare le atmosfere legate al teatro, al musical e al cinema con quattro compositori americani che sfruttano ritmi e colori legati alla danza per dare un ambiente alle loro storie: Erich Wolfgang Korngold, Leonard Bernstein, George Gershwin, John Williams. Grazie alla loro musica I Solisti de laVerdi propongono un viaggio musicale tra Shakespere (a cui Korngold si è ispirato per la suite “Molto rumore per nulla”) e il cinema e il musical: da Porgy and Bess, a West side Story, a Schindler’s list.
L’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta dal Maestro Giuseppe Grazioli accompagnerà invece il pubblico in un viaggio nella grande musica composta per il Tango e quindi strettamente legata alla danza, un genere musicale che fin da subito  ha catalizzato componenti diverse sia ritmiche che culturali e che nel tempo si è modificato in tante  affascinanti declinazioni e contaminazioni. A partire dal russo Igor Stravinsky che a questo genere musicale volle dedicare la sua prima composizione al suo arrivo negli Stati Uniti nel 1940, fino al “nuevo tango” dell’argentino Astor Piazzolla, considerato il grande riformatore del tango. In programma anche le più classiche e celebri canzoni di autori come Carlos Gardel, la “voce” del tango” e Mariano Mores, eletto con voto popolare come "miglior compositore di tango del secolo".  A dirigere l’Orchestra Verdi che partecipa con un doppio concerto (l’8 settembre a Torino, il 9 settembre a Milano) in questo programma popolare e al contempo decisamente raffinato, sarà il Maestro Giuseppe Grazioli. Sul palco non mancherà un classico strumento del tango, il bandonéon, affidato al talento di Davide Vendramin, mentre la voce del tango sarà quella del tenore Fabio Armilato.
L’altro concerto, con l’ensemble vocale e strumentale laBarocca, è invece centrato sulla riscoperta di un autore meno conosciuto, il compositore boemo Jan Zelenka. Personalità eminente del periodo tardobarocco, stimato da Johann Sebastian Bach e a lui stilisticamente affine, Zelenka, che fu dimenticato subito dopo la morte, per essere riscoperto solo nel XIX secolo, compose lavori estremamente originali e inusuali per la sua epoca, con pagine di
bellezza straordinaria. Come la Messa che viene proposta nella splendida cornice della chiesa di San Marco, ricca di invenzioni e con un Gloria quasi danzante. A dirigere laBarocca sarà il Maestro Ruben Jais mentre la parte vocale sarà affidata all’ensemble diretto da Gianluca Capuano.


Per informazioni e biglietti:
MITO Teatro Dal Verme -  Via San Giovanni sul Muro 2, Milano - (martedì-sabato 11.00-19.00)
tel. +39.02.87905201 biglietteriamito@ipomeriggi.it

2018_09_18 Barocco è il Mondo, l’appuntamento autunnale di Ghislierimusica dedicato a Stravinskij

Pavia celebra il centenario dell’opera di Stravinskij
BAROCCO È IL MONDO 2018:
HISTOIRE DU SOLDAT

PROGRAMMA APPUNTAMENTI

Martedì 18 settembre 2018_09_18 ore 21
Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri
HISTOIRE DU DIABLE (ED DU SOLDAT)
Appunti sul concetto di morte, di esilio e di confine
Incontro con Guido Barbieri

Guido Barbieri è professore di Storia ed estetica della musica presso il Conservatorio Bruno Maderna di Cesena. Conduttore e consulente per i programmi musicali di Radio 3, scrive di critica musicale per quotidiani nazionali e riviste specializzate ed è direttore artistico della Società Amici della Musica “Guido Michelli” di Ancona. Collabora stabilmente con le maggiori istituzioni musicali italiane (Teatro La Fenice di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo) e svolge un’intensa attività organizzativa in campo concertistico e drammaturgico, componendo testi teatrali e libretti d’opera. Oltre ad essersi occupato di Haendel e Mozart, ha collaborato al primo volume dell’Enciclopedia delle arti contemporanee, curata da Achille Bonito Oliva, e alla Grande storia della musica classica pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso.

Giovedì 20 settembre 2018_09_20 ore 21 
Cinema Teatro Politeama
FAUST
Proiezione del film di F.W. Murnau (1926)
Regia di Friedrich Wilhelm Murnau. Interpreti: Gösta Ekman, Emil Jannings, Camilla Horn,
Frida Richard, William Dieterle, Yvette Guilbert, Eric Barclay, Hanna Ralph, Werner Fuetteter,
Hans Brausewetter, Lothar Müthel, Hans Rameau, Hertha von Walther, Emmy Wyda.
Origine: Germania, 1926. Durata: 116’.
Accompagnamento musicale dal vivo al pianoforte di Daniele Furlati
Introduce Roberto Figazzolo
Dall’archivio della Cineteca di Bologna

Sabato 22 settembre 2018_09_22 ore 21
Teatro Fraschini
HISTOIRE DU SOLDAT
Opera da camera di Igor Stravinskij
Libretto di Charles-Ferdinand Ramuz

ENSEMBLE 1918
Lorenzo Rovati, violino
Giancarlo De Frenza, contrabbasso
Tindaro Capuano, clarinetto
Eyal Streett, fagotto
Salvatore Magazzù, cornetta a pistoni
Giuseppe Mendola, trombone
Luca Gusella, percussioni
Simone Bernardini, direttore

CANTIERE BIRNAM
Claudia Gambino, voce narrante
Francesco Meola e Matteo Moglianesi, attori
Regia di Piera Mungiguerra
Prima rappresentazione italiana in co-produzione con International Festival Wratislavia Cantans (Polonia)

NOTE DI REGIA Histoire du Soldat
Quando nel 1918 Stravinskij e Ramuz iniziano a lavorare a Histoire du Soldat hanno in mente una messa in scena ben precisa: pochi esecutori, pochi personaggi e scene leggere da poter agilmente trasportare qua e là per i paesini svizzeri dove intendono portare il lavoro. Un teatrino ambulante, una situazione ben diversa da quella dei grandi Balletti Russi, ma l’esilio forzato, le ristrettezze economiche, il cambio potente di prospettiva della grande guerra portano il compositore a sperimentare nuove forme. 
Il nostro progetto e l’allestimento teatrale partono dallo studio filologico di quest’opera, delle sue vicende, del periodo storico e della vicenda umana del compositore.
Siamo partiti proprio da quell’idea iniziale di ‘baracca’, di spazio semplice, povero e neutro che la fantasia dell’invenzione scenica può animare per raccontare una storia attraverso pochi elementi. 
La nostra scena è composta da due semplici pareti bianche di tela, dietro e davanti alle quali emergerà un mondo fatto di ombre e immagini e verrà raccontata la storia del soldato, di come fu tentato dal diavolo, di come questi gli regalò ogni ricchezza e insieme gli fece perdere tutto.
La storia scritta da Ramuz ha origine da diverse favole popolari russe, che per loro natura si snodano lungo un potente impianto magico e immaginifico: queste caratteristiche sono state da noi sviluppate attraverso le figure evocate dalle ombre, così veloci ed evanescenti. Sono immagini oniriche e insieme provenienti da un mondo sommerso che si addentra nella psicologia del soldato e dell’uomo del Novecento, sopraffatto dalla velocità del nuovo secolo, dal progresso e dalla violenza brutale e senza precedenti della prima guerra mondiale che scaraventano l’uomo nel baratro più nero degli istinti primitivi.
Stravinskij non riuscì a far girare la sua baracca come avrebbe inizialmente voluto: per una strana ironia della sorte lo spettacolo debuttò invece nell’elegante Teatro di Losanna. 
Quando si è prospettata la possibilità di realizzare lo spettacolo al Teatro Fraschini, ci si è interrogati su come questa nostra baracca potesse entrare in un teatro tanto bello. La scelta è stata quella di portare il pubblico sul palco insieme alla scena e di rivolgerlo direttamente verso lo splendore dei palchi: di illustrare, cioè, la storia del soldato tentato e vinto, come Faust, non dal sapere ma dalla materialità; di mostrare, per contrasto, l’uomo la cui grande guerra ha lasciato l’anima inaridita dopo avergli mostrato il mondo, la stessa illusione che avrebbe lasciato in eredità all’uomo moderno.
Note di Piera Mungiguerra

Dal 18 settembre torna Barocco è il Mondo, l’appuntamento autunnale di Ghislierimusica, sviluppato d’intesa con il Comune di Pavia, che esplora i legami tra l’antico e il contemporaneo spaziando tra diverse forme d’arte.
Quest’anno, in occasione del centenario di Histoire du Soldat di Igor Stravinskij, rappresentata per la prima volta nel settembre 1918 a Losanna, Ghislierimusica propone un nuovo allestimento dell’opera, che prevede un approccio filologico all’esecuzione musicale, tramite l’utilizzo di strumenti del primo Novecento per ricercare un suono vicino all’estetica dell’epoca.
Lo spettacolo andrà in scena sabato 22 settembre alle 21 presso il Teatro Fraschini di Pavia. L’allestimento, per la regia di Piera Mungiguerra, è realizzato dalla compagnia teatrale Cantiere Birnam e dall’Ensemble 1918, diretto da Simone Bernardini, che si è costituito per l’occasione con musicisti provenienti da alcune delle più rinomate orchestre sinfoniche e barocche. Per l’occasione, il pubblico assisterà allo spettacolo da una posizione insolita e particolare: gli spettatori non occuperanno la platea del teatro, ma condivideranno la zona del palcoscenico con attori e musicisti.
Il progetto è in coproduzione con il festival internazionale Wratislavia Cantans di Wroclaw, dove lo spettacolo debutterà sabato 8 settembre.
Altri due eventi affiancheranno l’esecuzione di Histoire du soldat: martedì 18 settembre alle 21 nell’Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri, si terrà un incontro ad ingresso libero dal titolo Histoire du Diable (et du Soldat). Appunti sul concetto di morte, di esilio e di confine, con il critico musicale e giornalista Guido Barbieri; giovedì 20 settembre alle 21 presso il Cinema Teatro Politeama verrà proiettato Faust di F.W. Murnau, con accompagnamento musicale dal vivo al pianoforte di Daniele Furlati e l’introduzione a cura del critico Roberto Figazzolo.
La programmazione artistica è a cura di Jacopo Binazzi.

Informazioni di biglietteria:
Tariffe Faust
18€ intero | 15€ ridotto | 6€ under30
Tariffe Histoire du Soldat
8€ intero | 6€ ridotto | 3€ under30
I biglietti saranno acquistabili sul circuito Vivaticket a partire dal 4 settembre unicamente a prezzo intero più i diritti di prevendita. La vendita serale apre alle 19.30 presso le sedi degli eventi.

2018_09_09 Mercatino Enogastronomico della Certosa in trasferta

Data :09/09/2018
Mercatino Enogastronomico della Certosa in trasferta
Sede Morimondo
Città: Morimondo (Mi)
Sezione #concertodautunnonews: altro
Descrizione: Mercatino Enogastronomico della Certosa on the road
Tipicità a chilometro vero in trasferta: il MEC a Morimondo
Domenica 9 Settembre il Mercatino Enogastronomico della Certosa torna sulla Strada delle Abbazie con il suo catalogo di eccellenze food&wine

Mercatino Enogastronomico della Certosa
Domenica 9 Settembre2018
Dalle 9 alle 19
Via Roma, Morimondo (Mi)
Per informazioni 347 7264448; www.agenziareclam.it
Morimondo, Settembre 2018. Il farmers' market della Certosa di Pavia altresì detto MEC torna on the road: l'appuntamento è per domenica 9 Settembre in via Roma, sulla strada che porta alla bellissima abbazia romanica lombarda, con la sua vetrina di sapori genuini a chilometro vero.
Cultura del gusto ma anche l'occasione per una gita fuori porta a conoscere la grande bellezza di un gioiello a portata di mano come l'Abbazia di Morimondo, alle porte di Milano: nella seconda domenica di Settembre foodies e turisti della domenica potranno non solo assaggiare prodotti food&wine DOP, DOC e IGP provenienti dal Pavese, dalla Lomellina, dall'Oltrepo, dal Monferrato ma anche fare una visita guidata dell'orto delle erbe officinali dell'Abbazia (ogni ora dalle 14,30 alle 16,30), ammirare il bellissimo chiostro o ancora visitare il complesso monastico accompagnati da una guida (ogni ora dalle 15 alle 17).
Nella vetrina del MEC prodotti a filiera corta: funghi, riso, succhi di frutta e salse, confetture e composte, miele, specialità casearie di latte vaccino e per quanti tengono d'occhio il tasso di colesterolo, anche di pecora e capra. Non mancheranno Varzi DOP (prodotto con l'utilizzo del filetto che è la parte più pregiata del maiale) e salame d'oca di Mortara IGP, pregiata produzione lomellina. Lomellina ancora protagonista tra i banchi del MEC con i prosciutti ed il paté di fegato d'oca. E ancora tisane, vini, distillati, grappe, digestivi, liquori e creme per torte e gelati, miele, riso, verdura, frutta, olio e conserve dalla Sicilia. Per i golosi del dolce le pluripremiate offelle di Parona.

Il MEC tornerà a Morimondo il 14 Ottobre 2018.

L'Abbazia di Morimondo fu fondata nel 1136 dai cistercensi provenienti dal monastero francese di Morimond, i quali, trapiantati in Lombardia, conservarono il nome della loro abbazia madre (da "mora", parola della bassa latinità = palude). La basilica, sorta in periodo successivo alla costruzione del monastero (dal 1182), è oggi il monumento di maggior importanza di Morimondo. Rispecchia il disegno delle chiese cistercensi voluto da S. Bernardo: grandiose e solenni in contrasto con l'austerità e la povertà della vita dei monaci, cui è attribuito il merito di aver intrapreso l'opera di bonifica e valorizzazione agricola del territorio. L'esterno in mattoni è intile gotico francese con elementi romanico-lombardi. La facciata presenta un taglio a capanna; il portale è preceduto da un pronao (porticato posto davanti alla chiesa) aggiunto nel 1736. Un rosone centrale, bifore, aperture cieche e altre a cielo aperto definiscono la parte superiore, coronata da una fila di archetti che continuano sui fianchi. L'interno di forma basilicale, a 3 navate su pilastri con volte a crociera, con transetto e abside rettangolare. Opere: entrando a destra si nota una magnifica acquasantiera trecentesca con rosoni e teste fantastiche. Degno di nota il coro, commissionato dai monaci di Settimo Fiorentino, stabilitisi a Morimondo nel 1490, all'intagliatore abbiatense Francesco Giramo, che lo concluse nel 1522.

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2018_09_28 MTM al Teatro LITTA STAGIONE 2018-2019

Teatro Litta, corso Magenta 24
MANIFATTURE TEATRALI MILANESI
STAGIONE 2018-2019

Venerdì 28 Settembre 2018_09_28
Sabato 29 Settembre 2018_09_29
Domenica 30 Settembre 2018_09_30
SONOSARÒ
COMPAGNIA LA LUCINA - RASSEGNA HORS

Event Type :Hors,Stagione 2018-2019

Venerdì 05 Ottobre 2018_10_05
Sabato 06 Ottobre 2018_10_06
Domenica 07 Ottobre 2018_10_07
IL PARADISO DEGLI IDIOTI
LA BALLATA DEI LENNA - RASSEGNA HORS

Sabato 13 Ottobre 2018_10_13
IL PROCESSO PER L'OMBRA DELL'ASINO
CON SUONO BINAURALE

Giovedì 18 Ottobre 2018_10_18
Venerdì 19 Ottobre 2018_10_19
Sabato 20 Ottobre 2018_10_20
Domenica 21 Ottobre 2018_10_21
Lunedì riposo
Martedì 23 Ottobre 2018_10_23
Mercoledì 24 Ottobre 2018_10_24
Giovedì 25 Ottobre 2018_10_25
Venerdì 26 Ottobre 2018_10_26
Sabato 27 Ottobre 2018_10_27
Domenica 28 Ottobre 2018_10_28
L'INSONNE
LAB 121

Martedì 06 Novembre 2018_11_06
Mercoledì 07 Novembre 2018_11_07
Giovedì 08 Novembre 2018_11_08
Venerdì 09 Novembre 2018_11_09
Sabato 10 Novembre 2018_11_10
Domenica 11 Novembre 2018_11_11
COSÌ È (FORSE)
TEATRO DEL SIMPOSIO

Giovedì 15 Novembre 2018_11_15
Venerdì 16 Novembre 2018_11_16
Sabato 17 Novembre 2018_11_17
Domenica 18 Novembre 2018_11_18
Lunedì riposo
Martedì 20 Novembre 2018_11_20
Mercoledì 21 Novembre 2018_11_21
Giovedì 22 Novembre 2018_11_22
Venerdì 23 Novembre 2018_11_23
Sabato 24 Novembre 2018_11_24
Domenica 25 Novembre 2018_11_25
FAKE

Martedì 27 Novembre 2018_11_27
Mercoledì 28 Novembre 2018_11_28
Giovedì 29 Novembre 2018_11_29
Venerdì 30 Novembre 2018_11_30
Sabato 01 Dicembre 2018_12_01
Domenica 02 Dicembre 2018_12_02
ALICE
OCCHISULMONDO

Martedì 18 Dicembre 2018_12_18
Mercoledì 19 Dicembre 2018_12_19
Giovedì 20 Dicembre 2018_12_20
Venerdì 21 Dicembre 2018_12_21
Sabato 22 Dicembre 2018_12_22
Domenica 23 Dicembre 2018_12_23
ROMEO E GIULIETTA
L'AMORE FA SCHIFO MA LA MORTE DI PIÙ

Giovedì 10 Gennaio 2019_01_10
Venerdì 11 Gennaio 2019_01_11
Sabato 12 Gennaio 2019_01_12
Domenica 13 Gennaio 2019_01_13
Lunedì riposo
Martedì 15 Gennaio 2019_01_15
Mercoledì 16 Gennaio 2019_01_16
Giovedì 17 Gennaio 2019_01_17
Venerdì 18 Gennaio 2019_01_18
Sabato 19 Gennaio 2019_01_19
Domenica 20 Gennaio 2019_01_20
IL FU MATTIA PASCAL
L'UOMO CHE VISSE DUE VOLTE
https://concertodautunno.blogspot.com/2019/01/20190110-teato-litta-il-mattia-pascal.html

Mercoledì 23 Gennaio 2019_01_23
Giovedì 24 Gennaio 2019_01_24
Venerdì 25 Gennaio 2019_01_25
Sabato 26 Gennaio 2019_01_26
Domenica 27 Gennaio 2019_01_27
IL VENDITORE DI SIGARI
DI AMOS KAMIL

Martedì 05 Febbraio 2019_02_05
Mercoledì 06 Febbraio 2019_02_06
Giovedì 07 Febbraio 2019_02_07
Venerdì 08 Febbraio 2019_02_08
Sabato 09 Febbraio 2019_02_09
Domenica 10 Febbraio 2019_02_10
ANDY WARHOL SUPERSTAR
CON IRENE SERINI

Giovedì 14 Febbraio 2019_02_14
Venerdì 15 Febbraio 2019_02_15
Sabato 16 Febbraio 2019_02_16
Domenica 17 Febbraio 2019_02_17
Lunedì riposo
Martedì 19 Febbraio 2019_02_19
Mercoledì 20 Febbraio 2019_02_20
Giovedì 21 Febbraio 2019_02_21
Venerdì 22 Febbraio 2019_02_22
Sabato 23 Febbraio 2019_02_23
Domenica 24 Febbraio 2019_02_24
SCHIANTO
COMPAGNIA OYES

Venerdì 01 Marzo 2019_03_01
Sabato 02 Marzo 2019_03_02
Domenica 03 Marzo 2019_03_03
Lunedì riposo
Martedì 05 Marzo 2019_03_05
Mercoledì 06 Marzo 2019_03_06
Giovedì 07 Marzo 2019_03_07
Venerdì 08 Marzo 2019_03_08
Sabato 09 Marzo 2019_03_09
Domenica 10 Marzo 2019_03_10
ROOMS FOR SECRETS
PROGETTO DI ANTONIO SYXTY
Palazzo Litta, Corso Magenta 26

Giovedì 14 Marzo 2019_03_14
Venerdì 15 Marzo 2019_03_15
Sabato 16 Marzo 2019_03_16
Domenica 17 Marzo 2019_03_17
Lunedì riposo
Martedì 19 Marzo 2019_03_19
Mercoledì 20 Marzo 2019_03_20
Giovedì 21 Marzo 2019_03_21
Venerdì 22 Marzo 2019_03_22
Sabato 23 Marzo 2019_03_23
Domenica 24 Marzo 2019_03_24
CIRCEO
IL MASSACRO

Lunedì 06 Maggio 2019_05_06
Martedì 07 Maggio 2019_05_07
Mercoledì 08 Maggio 2019_05_08
Giovedì 09 Maggio 2019_05_09
Venerdì 10 Maggio 2019_05_10
Sabato 11 Maggio 2019_05_11
Domenica 12 Maggio 2019_05_12
TUTTO QUELLO CHE VOLETE
GLI ECCENTRICI DADARÒ

Mercoledì 19 Giugno 2019_06_19
Giovedì 20 Giugno 2019_06_20
Venerdì 21 Giugno 2019_06_21
Sabato 22 Giugno 2019_06_22
Domenica 23 Giugno 2019_06_23
Lunedì riposo
Martedì 25 Giugno 2019_06_25
Mercoledì 26 Giugno 2019_06_26
Giovedì 27 Giugno 2019_06_27
Venerdì 28 Giugno 2019_06_28
Sabato 29 Giugno 2019_06_29
Domenica 30 Giugno 2019_06_30
Lunedì riposo
Martedì 02 Luglio 2019_07_02
Mercoledì 03 Luglio 2019_07_03
Giovedì 04 Luglio 2019_07_04
Venerdì 05 Luglio 2019_07_05
Sabato 06 Luglio 2019_07_06
PRODUZIONE MTM
SINCERAMENTE BUGIARDI
MARIA TERESA RUTA E GUENDA GORIA

MTM
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