2018_09_09 MITO SettembreMusica 2018 presenta Musica e Liturgia

MiTo, concerti a Milano Festival edizione 2018
Musica e Liturgia

Doppia chiesa, doppio appuntamento
Alle 12, celebrazione liturgica cantata con la Missa di Jan Zelenka
proposta nell’edizione critica appena pubblicata
Alle 15, il Coro e l’Accademia del Santo Spirito presentano
Esther di G. F. Haendel. Oratorio o masque?


Domenica 9 settembre 2018
 

LE INVENZIONI DI ZELENKA
ore 12, Chiesa di San Marco, Piazza San Marco 2, Milano
Celebrazione liturgica cantata
Celebra Don Luigi Gardini
 

TRA ORATORIO E MASQUE
ore 15, Chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia, Piazza Missori 4, Milano
Coro e Orchestra dell'Accademia del Santo Spirito
Robert King, direttore
Pietro Mussino, maestro del coro
Georg Friederich Händel

Esther, masque per soli, coro e orchestra HWV 50a
Ingresso gratuito

Due chiese, due concerti. Domenica 9 settembre spazio al repertorio sacro. Alle ore 12, nella Chiesa di San Marco, la Missa Omnium Sanctorum ZWV 21 di Jan Zelenka (1679-1745), autore adombrato da Bach, ma capace di pagine di grande bellezza. Proposta nell’edizione critica appena pubblicata, questa Messa è ricca di invenzioni e con un Gloria quasi danzante. Sarà al centro della celebrazione liturgica cantata proposta da MITO SettembreMusica. Protagonisti laBarocca, diretta da Ruben Jais e l’Ensemble Vocale laBarocca, diretto da Gianluca Capuano. Celebra don Luigi Garbini.

Alle ore 15, nella Chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia, spazio alla masque per soli, coro e orchestra HWV 50°, Esther, di Georg Friedich Händel (1685-1759), con il Coro e Orchestra dell’Accademia del Santo Spirito diretti da Robert King. Maestro del coro Pietro Mussino. Sul palco anche Heidi Maria Taubert e Carmela Konrad, soprani, il contraltista David Allsopp, i tenori Andreas Karasiak e Markus Schäfer e i bassi Thilo Dahlmann e Valerio Zanolli.

A lungo considerata il primo oratorio inglese, Esther è in realtà un ibrido molto vitale, in cui convivono elementi dell’oratorio, del masque, della cantata pastorale e dell’opera. Domenica, per MITO, sarà presentata nella versione andata in scena nel 1720, prima esecuzione del lavoro.
La storia di Esther narra la liberazione della comunità ebraica di Persia da una sentenza di morte. Haman, il malvagio ministro del Re Ahasuerus, minaccia di annientare gli ebrei persiani. Nella narrazione biblica Haman persuade lo stesso re a condannare gli ebrei, cosa che quest’ultimo decreta senza conoscere l’identità del suo popolo e senza sapere che la sua stessa moglie, Esther, è ebrea. Il decreto, in quanto ordine del re, non può essere revocato: tuttavia, sebbene il re abbia condannato a morte chi si presenta al suo cospetto, eccezion fatta per quanti sono introdotti su suo ordine, Esther spinta dal cugino e custode Mordecai, che precedentemente aveva salvato la vita di Ahasuerus, entra nella sala del trono. Qui invita il re a cena con Haman. Durante la cena essa rivela la sua identità al marito e lo supplica per la salvezza della sua gente. Ahasuerus riconosce la lealtà del popolo ebraico, revoca il decreto, onora Mordecai per avergli salvato la vita e condanna a morte il suo ministro Haman.

Il libretto dell’oratorio händeliano ha una storia piuttosto intricata: il drammaturgo francese Jean Racine trae dall’Antico Testamento il testo della sua tragedia Esther, rappresentata per la prima volta nel 1689; il drammaturgo inglese Thomas Brereton traduce l’opera di Racine in lingua inglese con il titolo Esther, or Faith triumphant nel 1715; infine alcuni poeti legati alla stretta cerchia del Duca di Chandos, che si adoperò per avere Händel quale direttore della cappella musicale presso la sua superba dimora a Cannons, redigono il libretto utilizzato da Händel: si tratta di Alexander Pope e soprattutto di John Arbuthnot al quale, secondo alcuni studiosi, è attribuibile gran parte del lavoro.

Stando a quanto riferito nel libretto redatto in occasione di un’esecuzione nel 1732, Esther è stata composta per il Duca di Chandos nel 1720. La più antica copia indica che Händel ha composto Esther a Londra nel 1718. Evidentemente fra i vari manoscritti date e luoghi non corrispondono. Molti studi hanno indicato una data più plausibile di un’altra. Altre prova documentano che almeno parte di Esther non possa essere stata scritta nel 1718 e, perciò, che la prima esecuzione ricostruibile sia quella del 1720.

Diversamente dagli oratori scritti in Italia, in Esther il coro assume notevole importanza: astratto ma efficace elemento contemplativo, quanto gruppi di personaggi veri e propri (Coro di soldati persiani, Coro degli israeliti). Non a caso Händel attinge a più riprese alla Brockes-Passion che forse più di qualunque altro suo lavoro costituisce un nesso con la Germania e con la tradizione corale tedesca. Peraltro i differenti contesti in cui si collocarono originariamente la Brockes-Passion ed Esther allora non permisero di apprezzarne i significativi e numerosi legami. Non stupisce dunque, come scrive John Butt, che «gli ascoltatori inglesi fortunatamente non si siano accorti che l’ultima aria del malvagio Haman, in cui egli si lamenta del suo destino, originariamente fosse cantata da Gesù».

Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Andrea Banaudi. 

PROGRAMMA


Le Invenzioni di Zelenka

Jan Zelenka (1679-1745)
Missa Omnium Sanctorum ZWV 21

laBarocca
Ruben Jais, direttore
Ensemble Vocale laBarocca
Gianluca Capuano, direttore

Celebra don Luigi Garbini
Ingresso gratuito

Tra Oratorio e Masque

Georg Friedrich Händel (1685-1759)
Esther, masque per soli, coro e orchestra HWV 50°
su libretto di Alexander Pope e John Arbuthnot
da Esther di Jean Racine

Coro e Orchestra dell’Accademia del Santo Spirito
Robert King, direttore
Pietro Mussino, maestro del coro
Heidi Maria Taubert, soprano
Carmela Konrad, soprano
David Allsopp, contraltista
Andreas Karasiak, tenore
Markus Schäfer, tenore
Thilo Dahlmann, basso voce
Valerio Zanolli, basso voce

In collaborazione con
Accademia del Santo Spirito

Ingresso gratuito


BIGLIETTERIA
La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. I tagliandi d’ingresso dei concerti a ingresso libero saranno distribuiti contestualmente all'apertura della sala, presso la sede del concerto e fino a esaurimento dei posti disponibili. La distribuzione dei tagliandi inizierà 45 minuti prima dello spettacolo. Ogni spettatore avrà diritto ad un solo tagliando.
Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it
http://www.mitosettembremusica.it/biglietti/2018/milano-biglietteria.html

2018_09_09 Primo appuntamento in Auditorium con laVerdi per MiTo

MiTo, concerti a Milano Festival edizione 2018
 

TANGO, omaggio alla grande storia del Tango

Fabio Armiliato, duende e cantor,
e Davide Vendramin, al bandoneón,
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Giuseppe Grazioli 

Musiche di Igor Stravinsky, Astor Piazzolla, Mariano Mores e una prima esecuzione italiana di Carlos Gardel /Diego Collati

Domenica 9 settembre 2018, ore 21, Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Mahler, 7, Milano

Posto unico numerato, 20 euro
Biglietti in vendita su www.ticketone.it


Il concerto dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta da Giuseppe Grazioli in cartellone a MITO SettembreMusica domenica 9 settembreore 21, all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo omaggia la grande storia del tango, con un programma che affronta con originalità la tradizione “roots”, del tango cantato e del “baile”, e arriva al tango nuevo e alla produzione sinfonica ispirata dal genere di un gigante del Novecento come Igor Stravinsky. Il concerto vede la partecipazione straordinaria del tenore Fabio Armiliato, in veste di “cantor” e, al bandoneón, di Davide Vendramin.

È dal Tango per piccola orchestra di Igor Stravinsky (1882-1971) che il programma prende le mosse. La composizione testimonia del processo che ha portato il tango a diventare, nel corso del Novecento, una vera e propria forma autonoma, non più legata necessariamente alla danza, con cui i compositori si esercitano, tanto da cominciare a scrivere tanghi anche imballabili.

Curioso per natura, Stravinsky negli anni '40 si stava divertendo con il ragtime, il jazz, la polka. Scrive il suo Tango per pianoforte (poi trascritto per orchestra) nello stesso periodo, inquadrando in un metro lineare e standard una certa varietà ritmica fatta di sincopi e inciampi ritmici e formali, suoi tratti distintivi. Ne viene fuori una danza cubista, così moderna che la prima versione orchestrale (di Felix Gunther) fu diretta da Benny Goodman, capace di restituire lo swing introdotto in un tipo di musica che normalmente non lo prevedrebbe. La seconda versione, che si ascolta in questo concerto, fu realizzata dallo stesso Stravinskij che pensò a un ensemble piuttosto singolare, ricco di strumenti a fiato e con la presenza della chitarra.

Il divertente tango-milonga El firulete di Mariano Mores (1918-2016), seconda composizione in programma, racconta come il tango argentino – il più “quadrato” e quindi più accessibile dei generi di danza sudamericani tradizionali – abbia avuto la meglio, assorbendone i caratteri tipici, sulle danze sue antenate, endemicamente diffuse sul territorio sudamericano, come l’ondeggiante e lenta habanera cubana e la più ballabile milonga, ma anche il choro brasiliano e l’uruguayano candombe.

In prima esecuzione italiana nell’orchestrazione del giovane compositore argentino Diego Collati, una raccolta dei noti tanghi di Carlos Gardel (1890-1935), scritti per lo più nei primi anni '30 del secolo scorso, cioè all’apice del suo successo e vicino alla prematura morte. I tango di Gardel, parlano quasi tutti d’amore, o del tango, che poi – per Gardel – sono la stessa cosa. La suite inizia con Melodia de arrabal eEl día que me quieras, dichiarazioni d’amore attraverso il tango, Volver (con le parole dello scrittore Alfredo Le Pera, autore di molti testi per Gardel), forse il più famoso tango della nostalgia, Mi Buenos Aires querido Lejana tierra mía, omaggi ai luoghi delle proprie origini, e Por una cabeza, particolarmente celebre perché il motivo è così potente da essere divenuto un brano autonomo.

Il programma si conclude con una delle opere che maggiormente segnano il contatto tra musica classica e tango: Las cuatro estaciones porteñas, le personali quattro stagioni di Astor Piazzolla (1921-1992) (scritte originariamente per violino e ensemble), che costituiscono un doppio omaggio: ai concerti violinistici vivaldiani e al porto di Buenos Aires, ove si dice il tango sia nato. Già entrati nel repertorio di molti musicisti, delle più diverse estrazioni, questi brani mostrano come il tango sia definitivamente stato assorbito dalla tradizione musicale universale e sottratto a una dimensione folkloristica e locale.

Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Federico Capitoni.

PROGRAMMA

Igor Stravinskij (1882-1971)
Tango, versione per piccola orchestra

Carlos Gardel (1890-1935)
Melodía de arrabal
El día que me quieras
Volver 
Mi Buenos Aires querido

Lejana tierra mía

Por una cabeza

Trascrizione per tenore e orchestra di Diego Collatti
Prima Esecuzione in Italia

Mariano Mores (1918-2016)
El firulete, tango milonga
Astor Piazzolla (1921-1992)

Las cuatro estaciones porteñas per bandoneón e archi
Verano Porteño

Otoño Porteño

Primavera Porteña

Invierno Porteño 

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Giuseppe Grazioli direttore
Fabio Armiliato tenore
Davide Vendramin bandoneón

In collaborazione con laVerdi 

BIGLIETTERIA
La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. I tagliandi d’ingresso dei concerti a ingresso libero saranno distribuiti contestualmente all'apertura della sala, presso la sede del concerto e fino a esaurimento dei posti disponibili. La distribuzione dei tagliandi inizierà 45 minuti prima dello spettacolo. Ogni spettatore avrà diritto ad un solo tagliando.
Informazioni: +39.02.87905201 – 
biglietteriamito@ipomeriggi.it
http://www.mitosettembremusica.it/biglietti/2018/milano-biglietteria.html

2018_09_08 IL GIORNO DEI CORI E MITO OPEN SINGING

MiTo, concerti a Milano Festival edizione 2018

Milano, sedi diverse, sabato 8 settembre 2018, ore 15 / 16
MITO SETTEMBREMUSICA 2018
Il giorno dei Cori
MITO Open Singing
Milano, Conservatorio – Sala Verdi, sabato 8 settembre, ore 21
Torino, OGR Officine Grandi Riparazioni, domenica 9 settembre, ore 21

Fra gli appuntamenti più attesi e caratterizzanti di MITO SettembreMusica c’è il Giorno dei cori: punto fermo anche nella programmazione 2018, in calendario sabato 8 settembre a Milano e domenica 9 settembre a Torino.
Cantare in coro fa bene al cuore e alla mente, come ama ripetere il direttore artistico Nicola Campogrande, e la proposta si delinea di anno in anno con novità legate ai programmi e ai partecipanti. Nel 2018 i cori sono quindici, non solo italiani, e distribuiti in dieci concerti pomeridiani a Milano e a Torino, nelle chiese, nei teatri e nei conservatori.
A fine giornata, tutti i coristi si raduneranno per cantare insieme alla cittadinanza, al Coro Giovanile Italiano diretto da Gary Graden, specializzato nella direzione di grandi masse corali, e con Loris Di Leo al pianoforte, per MITO Open Singing.
La serata è programmata in due nuove sedi: nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano (sabato 8 settembre, ore 21) e alle Officine Grandi Riparazioni di Torino (domenica 9 settembre, ore 21), dove saranno distribuiti gratuitamente i fascicoli con le partiture in programma: alcuni “grandi classici”, come pagine corali di Mozart, Bach e Verdi, ma anche inserti dal repertorio tradizionale, pop e gospel. Un’occasione unica in Italia che, attraverso la forza di aggregazione del cantare insieme, rappresenta un momento intenso di condivisione fra il pubblico, i musicisti e gli appassionati, come solo il canto corale sa creare.
Protagonisti dei concerti a Milano di sabato 8 settembre sono: Coro Giovanile Italiano, Coro Femminile Enjoy di Ceriano Laghetto, Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia, Ensemble Vocale Calycanthus di Parabiago, Coro Anthem di Monza, Coro Dalakopen di Legnano, Coro Giovanile Toscano, Coro da Camera Sine Nomine Città di Varese, Coro Musicanova di Roma, Coro Nuova Armonia di San Bernardino di Chiari, Coro Calicantus di Locarno, Società Corale Euridice di Bologna, Coro Giovanile Piemontese, Gruppo Vocale Terzo Suono di Rivolta d’Adda, Ensemble Libercantus di Perugia.
Protagonisti dei concerti a Torino di domenica 9 settembre sono: Corale Roberto Goitre di Torino, Coro Calicantus di Locarno, Coro Vox Viva di Torino, Coro Artemusica di Valperga, Coro La Rupe di Quincinetto, Coro Polifonico di Aosta, Coro Giovanile Regionale del Friuli Venezia Giulia, Ensemble Vocale Hasta Madrigalis di Asti, Ensemble Libercantus di Perugia, VocInNote di Torino, Coro Giovanile Toscano, Les Notes Fleuries du Grand Paradis di Sarre, Coro Musicanova di Roma, Coro da Camera di Torino, Giovani Cantori di Torino.
L’organizzazione del “Giorno dei cori” e Mito Open Singing è realizzata in collaborazione con FENIARCO - Federazione Nazionale Italiana delle Associazioni Regionali Corali, Unione Società Corali Italiane della Lombardia e Associazione Cori Piemontesi.
Per i concerti a pagamento:
Milano: costo del biglietto 3 euro (posto unico numerato)
Torino: costo del biglietto 3 euro (ingresso in piedi)
Le partiture dell'Open Singing 2018 sono disponibili online

L'edizione 2018 di MiTo Settembre musica ha fatto registrare un totale di 73.000 presenze nelle due città di Milano e Torino la dodicesima edizione del Festival MITO SettembreMusica, che si è chiusa ieri, mercoledì 19 settembre 2018, al Teatro Dal Verme di Milano, con il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretto da Stanislav Kochanovsky ed Enrico Dindo come solista. Un dato significativo in sé, ma ancor più se si pensa che l’edizione di quest’anno non prevedeva concerti in piazza, limitando necessariamente quel libero afflusso di pubblico che ha caratterizzato le due passate edizioni.

Quello di ieri sera è stato l’ultimo dei successi di una manifestazione che ha visto il susseguirsi di artisti come Marin Alsop e Sergej Krylov con la Royal Philharmonic Orchestra; una formazione iconica come il Kronos Quartet in un programma “manifesto”, dedicato ai compositori africani e mediorientali del nostro tempo; la straordinaria percussionista non udente Evelyn Glennie; il giovanissimo pianista coreano Seong-Jin Cho e Myung-whun Chung con la Filarmonica della Scala; Martha Argerich con l’Orchestra Giovanile dello Stato di Bahia; l’Orchestra dell’Accademia della Scala diretta da Vladimir Fedoseyev e altre star.

55 concerti sold out e decine di appuntamenti molto vicini al “tutto esaurito” – sia a Torino sia a Milano – hanno entusiasmato il pubblico portando spesso gli artisti all’esecuzione di applauditi fuori programma: su tutti, indimenticabile, l’omaggio di Marin Alsop al suo Maestro Leonard Bernstein nel centenario della nascita nei due concerti di apertura al Teatro Regio di Torino e alla Scala di Milano con la Royal Philharmonic Orchestra.

Oltre che dai grandi nomi in cartellone, il successo del Festival è stato assicurato dalla sua capacità di offrire – come promesso – una programmazione originale e assai diversificata, frutto di una ricerca particolareggiata e di un’attenta collaborazione con gli artisti ospiti. Sono stati infatti accolti con grande attenzione e consapevolezza i concerti dedicati alla scoperta dell’influenza della danza sulla musica cantata e strumentale dal Rinascimento ai nostri giorni, quelli consacrati alle intersezioni tra prospettiva “colta” e folklore, per non parlare delle riscoperte, da parte del grande pubblico, di capolavori come la Missa Galeazescha di Loyset Compère e la Missa Omnium Sanctorum di Jan Zelenka, e degli appuntamenti dedicati alla danza vera e propria, con la prima assoluta del nuovo Bach Project, coprodotto con i festival Torinodanza e – novità di quest’anno – MilanOltre.

«L’edizione 2018 di MITO SettembreMusica – dice la Sindaca di Torino Chiara Appendino – si è chiusa con successo confermando la reputazione e il prestigio del Festival, così come la scelta di diffondere la musica in tutta la città per raggiungere ascoltatori abituali e nuovo pubblico. In particolare, ho molto apprezzato la presenza di grandi interpreti donne come la pianista Zee Zee e Marin Alsop alla guida della Royal Philharmonic Orchestra. Anche per l’OPEN SINGING nella nuova sede delle OGR il pubblico ha dimostrato immutato entusiasmo».

«MITO SettembreMusica – afferma il Sindaco di Milano Giuseppe Sala – è una straordinaria rassegna che anche quest’anno ha offerto sia a Milano sia a Torino un programma di concerti di altissimo livello coinvolgendo musicisti, interpreti e spettatori in una grande festa della musica. Tutto ciò è stato possibile grazie alla collaborazione proficua tra le due città e tra le sue più importanti istituzioni culturali. Ringrazio in particolare la presidenza e la direzione artistica di MITO SettembreMusica per l’ottimo risultato ottenuto e tutto il pubblico che, anche quest’anno, con una partecipazione assidua, attenta e appassionata, ha generosamente premiato le nostre proposte e le novità che abbiamo pensato di introdurre».

Particolarmente significativo il successo dei concerti decentrati, che quest’anno per la prima volta sono stati proposti a pagamento. La novità non ha limitato la partecipazione del pubblico, sempre attento, incuriosito proprio dalle sedi inusuali dei concerti, che rappresentano la vocazione di MITO come Festival diffuso in tutta l’area metropolitana, dal centro ai nuovi quartieri.

«È stata un’edizione davvero emozionante – dice il Direttore artistico Nicola Campogrande. Non solo per la lunga serie di orchestre e star internazionali che si sono ritrovate una accanto all’altra in cartellone né per l’esecuzione dei programmi, tutti originali e spesso molto curiosi: ciò che mi ha toccato il cuore è stata la partecipazione di un pubblico vivace, esigente, generoso. E la passione che ho messo nel progettare il Festival, e che tutti i musicisti hanno condiviso accettando di partecipare a una programmazione tematica, innovativa, con la presenza costante di musica di autori viventi, si è rispecchiata in una passione simmetrica da parte degli ascoltatori. Non ho mai avuto dubbi: la musica classica è viva, vitale, capace di suggerire idee ed emozioni uniche, e questa edizione di MITO SettembreMusica, con le sue decine di sold out, con gli infiniti applausi, con l’aria di complicità e di festa che ha circondato ognuno dei 125 concerti, sia a Milano sia a Torino, lo conferma una volta di più».

Nell’arco di diciassette giorni, nel segno della “danza” – tema che ha permesso di scoprire la profonda relazione tra la musica e l’arte coreutica – si sono succeduti 125 concerti nelle due città, con programmi musicali originali e concepiti appositamente per il Festival. Accanto alle formazioni e ai musicisti di provenienza internazionale si sono distinte le forze musicali torinesi e milanesi di maggior prestigio, unendo simbolicamente le due città in un grande abbraccio musicale. E la metafora dell’abbraccio collettivo può essere usata anche per il Giorno dei cori, ben quindici quest'anno, cui si è unito il pubblico nel momento culminante dell’ormai tradizionale OPEN SINGING, proposto in due nuove sedi: la Sala Verdi del Conservatorio a Milano e le Officine Grandi Riparazioni a Torino.

«Successo crescente di pubblico e critica per l’edizione 2018 del Festival MITO Settembre Musica – dice la Presidente Anna Gastel. Il tema della danza ha affascinato un pubblico giovane ed eterogeneo che ha affollato con gioiosa partecipazione anche le sale più decentrate, accettando di buon grado il modico prezzo di tre euro a biglietto, a testimonianza di un crescente senso di responsabilità nei confronti della fruizione del bello. Entrata gratuita come sempre per i concerti nelle chiese, che hanno registrato lunghe e pazienti file per l’accesso, confermando il piacere – anche da parte dei fedeli – di vivere il momento della spiritualità in musica. Tanti e prolungati gli applausi come i bis concessi generosamente dagli artisti, anch’essi coinvolti dalla tangibile emozione degli spettatori allegramente partecipi di questa grande “Festa della Musica”. Il sostegno deliberato dal FUS per il Festival quest’anno, inoltre ci mette in una prospettiva nuova: quella di guardare al futuro e sviluppare con ancora maggior convinzione, in un’ottica triennale, i temi e le strategie sperimentati in questi anni».

I momenti più significativi del Festival saranno inclusi in un documentario prodotto da Rai Cultura che andrà in onda su Rai5 sabato 29 settembre 2018 alle 22.45 e in replica domenica 30 settembre (ore 15.45), giovedì 4 ottobre (ore 16.45) e sabato 6 ottobre (ore 15.45). Radio3 ha trasmesso in diretta o differita 6 concerti. La Rete Due della RSI Radiotelevisione Svizzera ha dedicato al Festival, durante la prima settimana, una trasmissione quotidiana di due ore.

Info: www.mitosettembremusica.it

Info: www.mitosettembremusica.it

2018_09_05 MiTo questa sera il primo intervento a Milano deell'ensemble de laVerdi


laVerdi a MI.TO. 2018 con cinque appuntamenti
Programma

“Danze d’ambiente”
TORINO Officine Caos
Mercoledì 5 settembre 2018 - ore 21.00
MILANO Teatro della Cooperativa
Giovedì 6 settembre 2018_09_06 - ore 21.00
Posto unico numerato €3
Korngold Much Ado about Nothing (Molto rumore per nulla), suite op.11
Bernstein Danze da West Side Story
Williams Three Concert Pieces da Schindler’s List
Gershwin/ Heifetz Selezione da Porgy and Bess
I Solisti de laVerdi
Violino Luca Santaniello
Pianoforte Carlotta Nicole Lusa

“Le invenzioni di Zelenka”
MILANO Chiesa di San Marco
Domenica 9 settembre 2018_09_09 - ore 12.00
Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
Jan Zelenka Missa Omnium Sanctorum ZWV 21
Ensemble vocale e strumentale de laBarocca
Direttore dell'Ensemble Vocale Gianluca Capuano
Direttore Ruben Jais

“Tango”
TORINO Auditorium Rai Arturo Toscanini
Sabato 8 settembre 2018 - ore 21.00
Domenica 9 settembre 2018_09_09 - ore 21.00
Posto unico numerato € 20
Musiche di Igor Stravinsky, Carlos Gardel, Mariano Mores, Astor Piazzolla
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Tenore Fabio Armiliato
Bandoneón Davide Vendramin
Direttore Giuseppe Grazioli


Anche nel 2018 laVerdi partecipa a MITO SettembreMusica, il festival che si svolge dal 3 al 19 settembre tra Milano e Torino. Un ponte musicale che collega due realtà vicine con 16 giorni di musica, per un totale di 125 appuntamenti pensati per un pubblico eterogeneo e con un filo conduttore che quest’anno è la danza. laVerdi è presente con l’Orchestra sinfonica, l’ensemble laBarocca e I solisti de laVerdi per un totale di cinque appuntamenti tra Milano e Torino.
Ai solisti Luca Santaniello (violino) e Carlotta Nicole Lusa (pianoforte) è affidato il compito di evocare le atmosfere legate al teatro, al musical e al cinema con quattro compositori americani che sfruttano ritmi e colori legati alla danza per dare un ambiente alle loro storie: Erich Wolfgang Korngold, Leonard Bernstein, George Gershwin, John Williams. Grazie alla loro musica I Solisti de laVerdi propongono un viaggio musicale tra Shakespere (a cui Korngold si è ispirato per la suite “Molto rumore per nulla”) e il cinema e il musical: da Porgy and Bess, a West side Story, a Schindler’s list.
L’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi diretta dal Maestro Giuseppe Grazioli accompagnerà invece il pubblico in un viaggio nella grande musica composta per il Tango e quindi strettamente legata alla danza, un genere musicale che fin da subito  ha catalizzato componenti diverse sia ritmiche che culturali e che nel tempo si è modificato in tante  affascinanti declinazioni e contaminazioni. A partire dal russo Igor Stravinsky che a questo genere musicale volle dedicare la sua prima composizione al suo arrivo negli Stati Uniti nel 1940, fino al “nuevo tango” dell’argentino Astor Piazzolla, considerato il grande riformatore del tango. In programma anche le più classiche e celebri canzoni di autori come Carlos Gardel, la “voce” del tango” e Mariano Mores, eletto con voto popolare come "miglior compositore di tango del secolo".  A dirigere l’Orchestra Verdi che partecipa con un doppio concerto (l’8 settembre a Torino, il 9 settembre a Milano) in questo programma popolare e al contempo decisamente raffinato, sarà il Maestro Giuseppe Grazioli. Sul palco non mancherà un classico strumento del tango, il bandonéon, affidato al talento di Davide Vendramin, mentre la voce del tango sarà quella del tenore Fabio Armilato.
L’altro concerto, con l’ensemble vocale e strumentale laBarocca, è invece centrato sulla riscoperta di un autore meno conosciuto, il compositore boemo Jan Zelenka. Personalità eminente del periodo tardobarocco, stimato da Johann Sebastian Bach e a lui stilisticamente affine, Zelenka, che fu dimenticato subito dopo la morte, per essere riscoperto solo nel XIX secolo, compose lavori estremamente originali e inusuali per la sua epoca, con pagine di
bellezza straordinaria. Come la Messa che viene proposta nella splendida cornice della chiesa di San Marco, ricca di invenzioni e con un Gloria quasi danzante. A dirigere laBarocca sarà il Maestro Ruben Jais mentre la parte vocale sarà affidata all’ensemble diretto da Gianluca Capuano.


Per informazioni e biglietti:
MITO Teatro Dal Verme -  Via San Giovanni sul Muro 2, Milano - (martedì-sabato 11.00-19.00)
tel. +39.02.87905201 biglietteriamito@ipomeriggi.it

2018_09_18 Barocco è il Mondo, l’appuntamento autunnale di Ghislierimusica dedicato a Stravinskij

Pavia celebra il centenario dell’opera di Stravinskij
BAROCCO È IL MONDO 2018:
HISTOIRE DU SOLDAT

PROGRAMMA APPUNTAMENTI

Martedì 18 settembre 2018_09_18 ore 21
Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri
HISTOIRE DU DIABLE (ED DU SOLDAT)
Appunti sul concetto di morte, di esilio e di confine
Incontro con Guido Barbieri

Guido Barbieri è professore di Storia ed estetica della musica presso il Conservatorio Bruno Maderna di Cesena. Conduttore e consulente per i programmi musicali di Radio 3, scrive di critica musicale per quotidiani nazionali e riviste specializzate ed è direttore artistico della Società Amici della Musica “Guido Michelli” di Ancona. Collabora stabilmente con le maggiori istituzioni musicali italiane (Teatro La Fenice di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo) e svolge un’intensa attività organizzativa in campo concertistico e drammaturgico, componendo testi teatrali e libretti d’opera. Oltre ad essersi occupato di Haendel e Mozart, ha collaborato al primo volume dell’Enciclopedia delle arti contemporanee, curata da Achille Bonito Oliva, e alla Grande storia della musica classica pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso.

Giovedì 20 settembre 2018_09_20 ore 21 
Cinema Teatro Politeama
FAUST
Proiezione del film di F.W. Murnau (1926)
Regia di Friedrich Wilhelm Murnau. Interpreti: Gösta Ekman, Emil Jannings, Camilla Horn,
Frida Richard, William Dieterle, Yvette Guilbert, Eric Barclay, Hanna Ralph, Werner Fuetteter,
Hans Brausewetter, Lothar Müthel, Hans Rameau, Hertha von Walther, Emmy Wyda.
Origine: Germania, 1926. Durata: 116’.
Accompagnamento musicale dal vivo al pianoforte di Daniele Furlati
Introduce Roberto Figazzolo
Dall’archivio della Cineteca di Bologna

Sabato 22 settembre 2018_09_22 ore 21
Teatro Fraschini
HISTOIRE DU SOLDAT
Opera da camera di Igor Stravinskij
Libretto di Charles-Ferdinand Ramuz

ENSEMBLE 1918
Lorenzo Rovati, violino
Giancarlo De Frenza, contrabbasso
Tindaro Capuano, clarinetto
Eyal Streett, fagotto
Salvatore Magazzù, cornetta a pistoni
Giuseppe Mendola, trombone
Luca Gusella, percussioni
Simone Bernardini, direttore

CANTIERE BIRNAM
Claudia Gambino, voce narrante
Francesco Meola e Matteo Moglianesi, attori
Regia di Piera Mungiguerra
Prima rappresentazione italiana in co-produzione con International Festival Wratislavia Cantans (Polonia)

NOTE DI REGIA Histoire du Soldat
Quando nel 1918 Stravinskij e Ramuz iniziano a lavorare a Histoire du Soldat hanno in mente una messa in scena ben precisa: pochi esecutori, pochi personaggi e scene leggere da poter agilmente trasportare qua e là per i paesini svizzeri dove intendono portare il lavoro. Un teatrino ambulante, una situazione ben diversa da quella dei grandi Balletti Russi, ma l’esilio forzato, le ristrettezze economiche, il cambio potente di prospettiva della grande guerra portano il compositore a sperimentare nuove forme. 
Il nostro progetto e l’allestimento teatrale partono dallo studio filologico di quest’opera, delle sue vicende, del periodo storico e della vicenda umana del compositore.
Siamo partiti proprio da quell’idea iniziale di ‘baracca’, di spazio semplice, povero e neutro che la fantasia dell’invenzione scenica può animare per raccontare una storia attraverso pochi elementi. 
La nostra scena è composta da due semplici pareti bianche di tela, dietro e davanti alle quali emergerà un mondo fatto di ombre e immagini e verrà raccontata la storia del soldato, di come fu tentato dal diavolo, di come questi gli regalò ogni ricchezza e insieme gli fece perdere tutto.
La storia scritta da Ramuz ha origine da diverse favole popolari russe, che per loro natura si snodano lungo un potente impianto magico e immaginifico: queste caratteristiche sono state da noi sviluppate attraverso le figure evocate dalle ombre, così veloci ed evanescenti. Sono immagini oniriche e insieme provenienti da un mondo sommerso che si addentra nella psicologia del soldato e dell’uomo del Novecento, sopraffatto dalla velocità del nuovo secolo, dal progresso e dalla violenza brutale e senza precedenti della prima guerra mondiale che scaraventano l’uomo nel baratro più nero degli istinti primitivi.
Stravinskij non riuscì a far girare la sua baracca come avrebbe inizialmente voluto: per una strana ironia della sorte lo spettacolo debuttò invece nell’elegante Teatro di Losanna. 
Quando si è prospettata la possibilità di realizzare lo spettacolo al Teatro Fraschini, ci si è interrogati su come questa nostra baracca potesse entrare in un teatro tanto bello. La scelta è stata quella di portare il pubblico sul palco insieme alla scena e di rivolgerlo direttamente verso lo splendore dei palchi: di illustrare, cioè, la storia del soldato tentato e vinto, come Faust, non dal sapere ma dalla materialità; di mostrare, per contrasto, l’uomo la cui grande guerra ha lasciato l’anima inaridita dopo avergli mostrato il mondo, la stessa illusione che avrebbe lasciato in eredità all’uomo moderno.
Note di Piera Mungiguerra

Dal 18 settembre torna Barocco è il Mondo, l’appuntamento autunnale di Ghislierimusica, sviluppato d’intesa con il Comune di Pavia, che esplora i legami tra l’antico e il contemporaneo spaziando tra diverse forme d’arte.
Quest’anno, in occasione del centenario di Histoire du Soldat di Igor Stravinskij, rappresentata per la prima volta nel settembre 1918 a Losanna, Ghislierimusica propone un nuovo allestimento dell’opera, che prevede un approccio filologico all’esecuzione musicale, tramite l’utilizzo di strumenti del primo Novecento per ricercare un suono vicino all’estetica dell’epoca.
Lo spettacolo andrà in scena sabato 22 settembre alle 21 presso il Teatro Fraschini di Pavia. L’allestimento, per la regia di Piera Mungiguerra, è realizzato dalla compagnia teatrale Cantiere Birnam e dall’Ensemble 1918, diretto da Simone Bernardini, che si è costituito per l’occasione con musicisti provenienti da alcune delle più rinomate orchestre sinfoniche e barocche. Per l’occasione, il pubblico assisterà allo spettacolo da una posizione insolita e particolare: gli spettatori non occuperanno la platea del teatro, ma condivideranno la zona del palcoscenico con attori e musicisti.
Il progetto è in coproduzione con il festival internazionale Wratislavia Cantans di Wroclaw, dove lo spettacolo debutterà sabato 8 settembre.
Altri due eventi affiancheranno l’esecuzione di Histoire du soldat: martedì 18 settembre alle 21 nell’Aula Goldoniana del Collegio Ghislieri, si terrà un incontro ad ingresso libero dal titolo Histoire du Diable (et du Soldat). Appunti sul concetto di morte, di esilio e di confine, con il critico musicale e giornalista Guido Barbieri; giovedì 20 settembre alle 21 presso il Cinema Teatro Politeama verrà proiettato Faust di F.W. Murnau, con accompagnamento musicale dal vivo al pianoforte di Daniele Furlati e l’introduzione a cura del critico Roberto Figazzolo.
La programmazione artistica è a cura di Jacopo Binazzi.

Informazioni di biglietteria:
Tariffe Faust
18€ intero | 15€ ridotto | 6€ under30
Tariffe Histoire du Soldat
8€ intero | 6€ ridotto | 3€ under30
I biglietti saranno acquistabili sul circuito Vivaticket a partire dal 4 settembre unicamente a prezzo intero più i diritti di prevendita. La vendita serale apre alle 19.30 presso le sedi degli eventi.

2018_09_09 Mercatino Enogastronomico della Certosa in trasferta

Data :09/09/2018
Mercatino Enogastronomico della Certosa in trasferta
Sede Morimondo
Città: Morimondo (Mi)
Sezione #concertodautunnonews: altro
Descrizione: Mercatino Enogastronomico della Certosa on the road
Tipicità a chilometro vero in trasferta: il MEC a Morimondo
Domenica 9 Settembre il Mercatino Enogastronomico della Certosa torna sulla Strada delle Abbazie con il suo catalogo di eccellenze food&wine

Mercatino Enogastronomico della Certosa
Domenica 9 Settembre2018
Dalle 9 alle 19
Via Roma, Morimondo (Mi)
Per informazioni 347 7264448; www.agenziareclam.it
Morimondo, Settembre 2018. Il farmers' market della Certosa di Pavia altresì detto MEC torna on the road: l'appuntamento è per domenica 9 Settembre in via Roma, sulla strada che porta alla bellissima abbazia romanica lombarda, con la sua vetrina di sapori genuini a chilometro vero.
Cultura del gusto ma anche l'occasione per una gita fuori porta a conoscere la grande bellezza di un gioiello a portata di mano come l'Abbazia di Morimondo, alle porte di Milano: nella seconda domenica di Settembre foodies e turisti della domenica potranno non solo assaggiare prodotti food&wine DOP, DOC e IGP provenienti dal Pavese, dalla Lomellina, dall'Oltrepo, dal Monferrato ma anche fare una visita guidata dell'orto delle erbe officinali dell'Abbazia (ogni ora dalle 14,30 alle 16,30), ammirare il bellissimo chiostro o ancora visitare il complesso monastico accompagnati da una guida (ogni ora dalle 15 alle 17).
Nella vetrina del MEC prodotti a filiera corta: funghi, riso, succhi di frutta e salse, confetture e composte, miele, specialità casearie di latte vaccino e per quanti tengono d'occhio il tasso di colesterolo, anche di pecora e capra. Non mancheranno Varzi DOP (prodotto con l'utilizzo del filetto che è la parte più pregiata del maiale) e salame d'oca di Mortara IGP, pregiata produzione lomellina. Lomellina ancora protagonista tra i banchi del MEC con i prosciutti ed il paté di fegato d'oca. E ancora tisane, vini, distillati, grappe, digestivi, liquori e creme per torte e gelati, miele, riso, verdura, frutta, olio e conserve dalla Sicilia. Per i golosi del dolce le pluripremiate offelle di Parona.

Il MEC tornerà a Morimondo il 14 Ottobre 2018.

L'Abbazia di Morimondo fu fondata nel 1136 dai cistercensi provenienti dal monastero francese di Morimond, i quali, trapiantati in Lombardia, conservarono il nome della loro abbazia madre (da "mora", parola della bassa latinità = palude). La basilica, sorta in periodo successivo alla costruzione del monastero (dal 1182), è oggi il monumento di maggior importanza di Morimondo. Rispecchia il disegno delle chiese cistercensi voluto da S. Bernardo: grandiose e solenni in contrasto con l'austerità e la povertà della vita dei monaci, cui è attribuito il merito di aver intrapreso l'opera di bonifica e valorizzazione agricola del territorio. L'esterno in mattoni è intile gotico francese con elementi romanico-lombardi. La facciata presenta un taglio a capanna; il portale è preceduto da un pronao (porticato posto davanti alla chiesa) aggiunto nel 1736. Un rosone centrale, bifore, aperture cieche e altre a cielo aperto definiscono la parte superiore, coronata da una fila di archetti che continuano sui fianchi. L'interno di forma basilicale, a 3 navate su pilastri con volte a crociera, con transetto e abside rettangolare. Opere: entrando a destra si nota una magnifica acquasantiera trecentesca con rosoni e teste fantastiche. Degno di nota il coro, commissionato dai monaci di Settimo Fiorentino, stabilitisi a Morimondo nel 1490, all'intagliatore abbiatense Francesco Giramo, che lo concluse nel 1522.

Contatti:
Indirizzo e-mail :
Numero di cellulare:
Numero fisso:
Sito Web: http://www.prolocomorimondo.it

2018_09_28 MTM al Teatro LITTA STAGIONE 2018-2019

Teatro Litta, corso Magenta 24
MANIFATTURE TEATRALI MILANESI
STAGIONE 2018-2019

Venerdì 28 Settembre 2018_09_28
Sabato 29 Settembre 2018_09_29
Domenica 30 Settembre 2018_09_30
SONOSARÒ
COMPAGNIA LA LUCINA - RASSEGNA HORS

Event Type :Hors,Stagione 2018-2019

Venerdì 05 Ottobre 2018_10_05
Sabato 06 Ottobre 2018_10_06
Domenica 07 Ottobre 2018_10_07
IL PARADISO DEGLI IDIOTI
LA BALLATA DEI LENNA - RASSEGNA HORS

Sabato 13 Ottobre 2018_10_13
IL PROCESSO PER L'OMBRA DELL'ASINO
CON SUONO BINAURALE

Giovedì 18 Ottobre 2018_10_18
Venerdì 19 Ottobre 2018_10_19
Sabato 20 Ottobre 2018_10_20
Domenica 21 Ottobre 2018_10_21
Lunedì riposo
Martedì 23 Ottobre 2018_10_23
Mercoledì 24 Ottobre 2018_10_24
Giovedì 25 Ottobre 2018_10_25
Venerdì 26 Ottobre 2018_10_26
Sabato 27 Ottobre 2018_10_27
Domenica 28 Ottobre 2018_10_28
L'INSONNE
LAB 121

Martedì 06 Novembre 2018_11_06
Mercoledì 07 Novembre 2018_11_07
Giovedì 08 Novembre 2018_11_08
Venerdì 09 Novembre 2018_11_09
Sabato 10 Novembre 2018_11_10
Domenica 11 Novembre 2018_11_11
COSÌ È (FORSE)
TEATRO DEL SIMPOSIO

Giovedì 15 Novembre 2018_11_15
Venerdì 16 Novembre 2018_11_16
Sabato 17 Novembre 2018_11_17
Domenica 18 Novembre 2018_11_18
Lunedì riposo
Martedì 20 Novembre 2018_11_20
Mercoledì 21 Novembre 2018_11_21
Giovedì 22 Novembre 2018_11_22
Venerdì 23 Novembre 2018_11_23
Sabato 24 Novembre 2018_11_24
Domenica 25 Novembre 2018_11_25
FAKE

Martedì 27 Novembre 2018_11_27
Mercoledì 28 Novembre 2018_11_28
Giovedì 29 Novembre 2018_11_29
Venerdì 30 Novembre 2018_11_30
Sabato 01 Dicembre 2018_12_01
Domenica 02 Dicembre 2018_12_02
ALICE
OCCHISULMONDO

Martedì 18 Dicembre 2018_12_18
Mercoledì 19 Dicembre 2018_12_19
Giovedì 20 Dicembre 2018_12_20
Venerdì 21 Dicembre 2018_12_21
Sabato 22 Dicembre 2018_12_22
Domenica 23 Dicembre 2018_12_23
ROMEO E GIULIETTA
L'AMORE FA SCHIFO MA LA MORTE DI PIÙ

Giovedì 10 Gennaio 2019_01_10
Venerdì 11 Gennaio 2019_01_11
Sabato 12 Gennaio 2019_01_12
Domenica 13 Gennaio 2019_01_13
Lunedì riposo
Martedì 15 Gennaio 2019_01_15
Mercoledì 16 Gennaio 2019_01_16
Giovedì 17 Gennaio 2019_01_17
Venerdì 18 Gennaio 2019_01_18
Sabato 19 Gennaio 2019_01_19
Domenica 20 Gennaio 2019_01_20
IL FU MATTIA PASCAL
L'UOMO CHE VISSE DUE VOLTE
https://concertodautunno.blogspot.com/2019/01/20190110-teato-litta-il-mattia-pascal.html

Mercoledì 23 Gennaio 2019_01_23
Giovedì 24 Gennaio 2019_01_24
Venerdì 25 Gennaio 2019_01_25
Sabato 26 Gennaio 2019_01_26
Domenica 27 Gennaio 2019_01_27
IL VENDITORE DI SIGARI
DI AMOS KAMIL

Martedì 05 Febbraio 2019_02_05
Mercoledì 06 Febbraio 2019_02_06
Giovedì 07 Febbraio 2019_02_07
Venerdì 08 Febbraio 2019_02_08
Sabato 09 Febbraio 2019_02_09
Domenica 10 Febbraio 2019_02_10
ANDY WARHOL SUPERSTAR
CON IRENE SERINI

Giovedì 14 Febbraio 2019_02_14
Venerdì 15 Febbraio 2019_02_15
Sabato 16 Febbraio 2019_02_16
Domenica 17 Febbraio 2019_02_17
Lunedì riposo
Martedì 19 Febbraio 2019_02_19
Mercoledì 20 Febbraio 2019_02_20
Giovedì 21 Febbraio 2019_02_21
Venerdì 22 Febbraio 2019_02_22
Sabato 23 Febbraio 2019_02_23
Domenica 24 Febbraio 2019_02_24
SCHIANTO
COMPAGNIA OYES

Venerdì 01 Marzo 2019_03_01
Sabato 02 Marzo 2019_03_02
Domenica 03 Marzo 2019_03_03
Lunedì riposo
Martedì 05 Marzo 2019_03_05
Mercoledì 06 Marzo 2019_03_06
Giovedì 07 Marzo 2019_03_07
Venerdì 08 Marzo 2019_03_08
Sabato 09 Marzo 2019_03_09
Domenica 10 Marzo 2019_03_10
ROOMS FOR SECRETS
PROGETTO DI ANTONIO SYXTY
Palazzo Litta, Corso Magenta 26

Giovedì 14 Marzo 2019_03_14
Venerdì 15 Marzo 2019_03_15
Sabato 16 Marzo 2019_03_16
Domenica 17 Marzo 2019_03_17
Lunedì riposo
Martedì 19 Marzo 2019_03_19
Mercoledì 20 Marzo 2019_03_20
Giovedì 21 Marzo 2019_03_21
Venerdì 22 Marzo 2019_03_22
Sabato 23 Marzo 2019_03_23
Domenica 24 Marzo 2019_03_24
CIRCEO
IL MASSACRO

Lunedì 06 Maggio 2019_05_06
Martedì 07 Maggio 2019_05_07
Mercoledì 08 Maggio 2019_05_08
Giovedì 09 Maggio 2019_05_09
Venerdì 10 Maggio 2019_05_10
Sabato 11 Maggio 2019_05_11
Domenica 12 Maggio 2019_05_12
TUTTO QUELLO CHE VOLETE
GLI ECCENTRICI DADARÒ

Mercoledì 19 Giugno 2019_06_19
Giovedì 20 Giugno 2019_06_20
Venerdì 21 Giugno 2019_06_21
Sabato 22 Giugno 2019_06_22
Domenica 23 Giugno 2019_06_23
Lunedì riposo
Martedì 25 Giugno 2019_06_25
Mercoledì 26 Giugno 2019_06_26
Giovedì 27 Giugno 2019_06_27
Venerdì 28 Giugno 2019_06_28
Sabato 29 Giugno 2019_06_29
Domenica 30 Giugno 2019_06_30
Lunedì riposo
Martedì 02 Luglio 2019_07_02
Mercoledì 03 Luglio 2019_07_03
Giovedì 04 Luglio 2019_07_04
Venerdì 05 Luglio 2019_07_05
Sabato 06 Luglio 2019_07_06
PRODUZIONE MTM
SINCERAMENTE BUGIARDI
MARIA TERESA RUTA E GUENDA GORIA

MTM
corso Magenta 24 20123 Milano T 02 80.55.882
https://www.mtmteatro.it/stagione-mtm-teatro-litta/
BIGLIETTERIA UNICA
T 02 86.45.45.45
biglietteria@mtmteatro.it

2018_09_07 MITO DANZE IN MUSICA DAL MEDIOEVO AL BAROCCO-FOLK

MiTo, concerti a Milano Festival edizione 2018
Venerdì 7 settembre 2018
DANZE IN MUSICA
DAL MEDIOEVO AL BAROCCO-FOLK

Due concerti ci guidano alla scoperta di trame sonore danzanti
Dal medioevo, con la Civica Scuola di Musica C. Abbado di Milano,
al Folk-Barocco dell’ensemble Brù, che suona in Italia
per la prima volta e propone 4 prime esecuzioni italiane

ore 17, Teatro Filodrammatici, Via Filodrammatici 1, Milano
Folk-Barocco
Posto unico numerato, 5 euro
Biglietti in vendita su www.ticketone.it

ore 21, Piccolo Teatro Grassi, Via Rovello 2, Milano
Danzare nel Medioevo
Posto unico numerato, 3 euro
Biglietti in vendita su www.ticketone.it

Il variegato programma di questa XII edizione di MITO SettembreMusica, caleidoscopica Suite che propone esperienze e programmi sempre nuovi, mostra anche in questo caso la propria raffinata coesione di fondo nel richiamarsi, costantemente ed elegantemente, al tema di base: la danza. Ed in particolare alla danza antica, di cui ne indaga, musicalmente, le origini.
Venerdì 7 settembre, due concerti guardano allo stretto connubio che unisce, musica, voce, danza e tradizioni, restituendone un quadro interessante, e mai didascalico, che va dal XII secolo fino al barocco, interpretato nelle sue matrici popolari più profonde.
Alle 17, al Teatro Filodrammatici, protagonista l’ensemble barocco Brù, che eseguirà danze composte tra Sei e Settecento e le loro matrici popolari irlandese, scozzesi, svedesi e finlandesi. Con ben quattro prime esecuzioni in Italia.
Alle 21, al Teatro Edi - Centro Sociale Barrio’s, MITO coinvolge un’altra protagonista del mondo artistico milanese: la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano che porta al festival il suo Ensemble di musica medievale per far esplorare danze e ballate, tra fonti letterarie e brani vocali dal XII al XIV secolo.


Folk-Barocco (Ensemble Brù)
(ore 17, Teatro Filodrammatici)
VEDI FOTOSERVIZIO CONCERTODAUTUNNO

L’intrigante programma dall’ensemble specializzato Brù nel pomeriggio indaga le origini e le suggestioni di componimenti e danze scritti da compositori di Sei e Settecento, mettendoli a confronto con le loro matrici popolari, radicate in brani di musica tradizionale di stampo nordico, tra Irlanda, Scozia, Svezia e Finlandia. Con arrangiamenti in stile folk-barocco.
L’incredibile e vivacissimo gruppo strumentale estremamente creativo è nato su impulso dell’eclettico italo-indiano Krishna Nagaraja. Formato da organico flessibile composto da musicisti attivi sulla scena europea di musica barocca, sarà composto per l’occasione dalla stratosferica flautista francese Anna Besson, al flauto traversiere, Davide Monti al violino barocco, Krishna Nagaraja alla viola barocca, Marco Testori al violoncello barocco e Michele Pasotti alla tiorba.
Brù ci guida in un percorso musicale folkloristico che ritorna alle origini. Non dimentichiamo, infatti, che, nell’Europa del XVI-XVII secolo, poteva persino essere difficile distinguere i due mondi, quello tradizionale e quello popolare, perché inizialmente da questo terreno comune si svilupparono indipendentemente i due generi. La matrice popolare di fondo si rispecchia nell’etichetta di Folk-Baroque: un’impronta di linguaggio che rivive dal ripescaggio di formule, idiomi ritmici, moduli melodico-armonici in gran parte sull’area irlandese, svedese, finnica (quest’ultima, la stessa dove Krishna Nagaraja si era trasferito); in più con uno sguardo attento anche alla Polonia e all’avamposto più profondo dell’Europa dell’est.
Il programma muove da Les Caractères de la Danse, composta da Jean-Féry Rebel nel 1715, suite opulenta raccoglie che una quindicina di danze sei-settecentesche. Per poi iniziare glia accostamenti veri e propri. Va ricordato infatti che nel Settecento i vari Telemann, Vivaldi e Geminiani dovevano conoscere molto bene il retroterra musicale del popolo, così come ovviamente accadrà due secoli più tardi a Bartók, Hindemith e più di recente a Ligeti. Per questo gli equilibri sono sempre molto delicati, perennemente in bilico fra nuovo e antico, intenzione e tradizione. Ecco allora brani tradizionali scozzesi e irlandesi, in arrangiamento, accostati alla “vera” Scozzese di Veracini. O, spostandosi nell’aria baltica, tra Polonia e Paesi nordici, ecco il richiamo a Telemann con il suo Concerto TWV 43:G7 “Polonois” che ci fa rivivere perfettamente la stessa atmosfera popolare in voga in quelle regioni, ma filtrata da uno stile più galante, raffinato e colto. Per indugiare infine nel retroterra folk della musica antica svedese, quando la Finlandia era ancora un feudo culturale della Svezia: prima con The Lappfjärd set, poi con una Polska efter Gubben  Kihlstedt (Polska after Somebody in Värmland), polska davvero particolare, cin punte di hard rock. Entrambi in prima esecuzione assoluta.
Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Luigi di Fronzo.

PROGRAMMA
INVITO ALLA DANZA
Jean-Féry Rebel (1666-1747)
Les Caractères de la Danse (1715)
Prélude – Courante – Menuet – Bourrée – Chaconne – SarabandeGigue – Rigaudon – Passepied –Gavotte – Sonate – Loure – Musette  Sonate

IRLANDA E SCOZIA
tradizionale scozzese (arr. Brù)
The Good Fellows set
There are few good fellows when Jamie’s awa’
[Tradizionale Scozzese, James Oswald, The Caledonian Pocket Companion (ca. 1745-60)]
Hornpipe: [Tradizionale Irlandese “Barbara  Allen”]
Jig: Rolling in the mud [Krishna Nagaraja]
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA


Tradizionale (arr. AnnaBesson, Michele Pasotti)
Irish  and  Scottish  tunes
My Nanny O [Tradizionale  Scozzese (James  Oswald, The Caledonian  Pocket Companion (ca.  1745-60)]
Donald  na Grena [Tradizionale Irlandese (O’Farrels, Pocket Companion for  the Union  Pipes (1806)]
Jackson’s Coge in the morning [Tradizionale  Irlandese, ibid.]

Francesco Maria Veracini (1690-1768)
Scozzese (dalla Sonata op. 2 n. 9, 1744)

Tradizionale irlandese (arr. Krishna Nagaraja)
The Rock of Cashel set
Port na bPúcaí
The Rock of Cashel (Krishna Nagaraja)
Reel: Scotch Mary
Reel: A fair wind
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA

POLONIA E PAESI NORDICI
George Philipp Telemann (1681-1767)
Concerto  TWV  43:G7  “Polonois”
Dolce – Allegro – Largo (Polonaise) – Allegro

tradizionale finlandese (arr. Krishna  Nagaraja)
The Lappfjärd set
Minuetto I – Minuetto II – Polska
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA

tradizionale svedese (arr. Krishna  Nagaraja)
Polska after Somebody in Värmland
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA

Brú
Anna Besson, flauto traversiere
Davide Monti, violino barocco
Krishna Nagaraja, viola barocca
Marco Testori, violoncello barocco
Michele Pasotti, tiorba


Danzare nel Medioevo
(ore 21, al Teatro Edi - Centro Sociale Barrio’s)

L’ensemble di musica medievale della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano esplora danze e ballate, tra fonti letterarie e brani vocali dal XII al XIV secolo. Il ricco programma esplora il ballo non solo in quanto genere strumentale ma prima ancora come danza associata a brani vocali.
Nel Medioevo l’atteggiamento nei confronti della danza è ambivalente: considerato, da un lato, un’attività peccaminosa, dall’altro il ballo è visto come un’umana imitazione dell’ordine celeste e una nobile espressione di serenità spirituale. Un’ambivalenza, riflessa nell’iconografia, che corrisponde alla capillare diffusione della danza in ogni ambito, contesto e strato della società medioevale. Una società nella quale tutti ballavano, dal re ai servi, nei palazzi, nelle chiese, nelle strade e nei giardini, per celebrare festività religiose e avvenimenti politici o semplicemente come passatempo.
Le parole chiave «saltare» e «ballare» riecheggiano nei nomi dei pezzi da danzare, come nel caso del saltarello (dal Quattrocento inglobato nella famiglia della bassa danza), del trotto e della ballata, una forma di poesia chiamata anche canzone a ballo perché destinata al canto e alla danza e che è uno dei generi portanti dell’Ars Nova italiana del Trecento, di cui è protagonista Francesco Landini.
Il nesso tra poesia, musica e danza del resto è essenziale anche per altre tipologie come il rondeau e l’estampie (o estampida o istampitta), costituita dalla successione di sezioni ripetute, di cui Kalenda Maya di Raimbaut de Vaqueiras è probabilmente l’esempio più illustre.
Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione di Luigi Marzola.



Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon
Posto unico numerato € 5
Danzare nel Medioevo
(Teatro Edi Centro Sociale Barrio's / ore 21)
Anonimo XII secolo
A l’entrada del tens clar (Veris ad Imperia)
Anonimo XIII secolo
De patre principio, rondellus
Anonimo XIV secolo
La Quarta Estampie Royal
Raimbaut de Vaqueiras (ca. 1155-1207)
Kalenda Maya
Anonimo inglese XIII secolo
Cantus Superius / Cantus inferior, danza
Anonimo catalano XIV secolo
Stella splendens ad trepudium rotundum
Ad mortem festinamus, dance macabre
Anonimo francese XV secolo
Dame vailants/Amis, de tant que vous avés desyr/Certainement puet on bien affirmer, ballade
Anonimo italiano XIV secolo
Trotto
Anonimo francese XIV secolo
Or sus amans, veulliés vous resveillier, rondeau
Anonimo italiano XIV secolo
Salterello
Francesco Landini (ca. 1335-1397)
Ecco la primavera, ballata
Anonimo italiano XIV secolo
Ghaetta, istampitta
Anonimo italiano XV secolo
Bel ore dança, bassa danza

Ensemble di musica medioevale
della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano
Daniela Beltraminelli, voce, viella
Alberto Bertolotti, voce, cornamusa in re (musette francese), cornamusa in sol (piva emiliana)
Margherita Burattini, arpa medievale
Caterina Chiarcos, voce
Ninon Dusollier, flauti dolci
Iris Fistarollo, viella
Nao Kirihata, flauti dolci
Stefano Maffioletti, voce, organo portativo
Josè Luis Molteni, voce, bombarda medievale, ciaramello, percussioni Atsufumi Ujiie, percussioni, voce
Claudia Caffagni, direttore, voce e liuto

In collaborazione con
Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano

2018_09_04 MiTo apre il calendario appuntamenti a Milano al Teatro alla Scala

MiTo, concerti a Milano Festival edizione 2018
Festival edizione 2018
per alcuni concerti seguiranno le documentazioni visive di Concertodautunno

Martedì 04 Settembre 2018_09_04 
Teatro alla Scala / ore 21
BALLETTI RUSSI 
Royal Philharmonic Orchestra
Marin Alsop, direttore
Julia Fischer, violino
Musiche di Victoria Borisova-Ollas(da Robert Schumann), Pëtr Il’ič Čajkovskij, Igor Stravinsky
Čajkovskij ha in mente i suoi celebri balletti anche quando scrive per violino e orchestra. Stravinsky destina alla danza il capolavoro con il quale si rivela al mondo. E Victoria Borisova-Ollas si avvicina a Schumann in punta di piedi, sfruttando la tavolozza timbrica del presente. Tre generazioni di compositori russi, qui riuniti per una serata di festa.
Victoria Borisova-Ollas(da Robert Schumann)
Träumerei, da Kinderszenen op.15
Orchestrazione di Victoria Borisova-Ollas dall’originale per pianoforte
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA
Pëtr Il'ič Čajkovskij
Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 35
Igor Stravinsky
L’oiseau de feu
Posti numerati € 25, € 30
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Igor Stravinsky
The Firebird - L'oiseau de feu - L'Uccello di Fuoco op. K 10
Numero I-Catalogue IIS 10
Anno/Data di composizione 1910
Prima performance 1910-6-25 in Paris, Théâtre National de L’Opéra
Prima edizione 1910 - Moscow: P. Jurgenson
Durata media 45-50 minutes
Movimenti/Sezioni 2 tableaux
Il Mago Kascèj l’Immortale ha rapito la principessa e la tiene prigioniera nel suo giardino. Il principe Ivan che vuole liberarla, cattura l’Uccello di Fuoco e questo per ottenere la libertà gli dona una penna magica con cui il principe sconfigge Kascej e i suoi demoni liberando la principessa e facendola sua.

01. Introduction
Tableau I.
02. Le jardin enchanté de Kastchei «Il giardino incantato di Kascej L’Immortale»
03. Apparition de l’oiseau de feu, poursuivi par Ivan Tsarevitch  «Apparizione dell'uccello di fuoco inseguito da Ivan Zarevitch»
04. Danse de l’oiseau de feu  «Danza dell'Uccello di Fuoco»
05. Capture de l’oiseau de feu par Ivan Tsarevitch «Cattura dell'Uccello di Fuoco»
06. Supplications de l’oiseau de feu «Supplica dell'Uccello di Fuoco»
07. Apparition des treize princesses enchantées «apparizione delle principesse incanatate»
08. Jeu de princesses avec les pommes d’or «Gioco delle principesse con le mele d'oro»
09. Brusque apparition d’Ivan Tsarevitch «Improvvisa apparizione di Ivan Zarevitch»
10. Khorovod (Ronde) des princesses «Ronda delle principesse»
11. Lever du jour «Sorge il giorno»
12. Carillon féérique, apparition des Monstres-gardiens de Kastchei «Apparizione dei mostri guardiani e cattura di Ivan Zarevitch»
13. Arrivée de Kastchei l’immortel, Dialogue de Kastchei avec Ivan Tsarevitch, Intercession des princesses «Danza del seguito di Kascej L’Immortale incantati dall'uccello»
14. Apparition de l’oiseau de feu «Apparizione dell'Uccello di Fuoco»
15. Danse de la suite de Kastchei enchantée par l’oiseau de feu
16. Danse infernale de tous les sujets de Kastchei «Danza infernale di Kascej L’Immortale»
17. Berceuse (l’oiseau de feu) «Berceuse - Ninna nanna»
18. Réveil de Kastchei, Mort de Kastchei, Profondes tenèbres
Tableau II.
19. Disparition du palais et des sortilèges de Kastchei, animation des chevaliers petrifiés. Allegresse génerale
«Sparizione del palazzo e dei sortilege». «Animazione dei cavalieri pietrificati». Allegria generale

The entire 1st violin section retunes the E string to D (scordatura), in order to play some natural harmonics.
L'intera sezione del 1 ° violino ripete la corda MI (E) in RE (D) (scordatura), per suonare alcune armoniche naturali.

LE SUITE «L’UCCELLO DI FUOCO» DI IGOR STRAVINSKIJ 
Igor Stravinskij scrisse anche nel 1911 la Suite n.1 per orchestra dal suo balletto «L’Uccello di Fuoco»  e la Suite n.2 nel 1919

Igor Stravinsky
"L'oiseau de feu" (The Firebird), Suite n. 1 (1911)
01.Introduzione Introduction
04.Danza dell’Uccello di Fuoco The Firebird's dance
10.Danza delle principesse ( O ronda ) The princesses' round
16.Danza infernale del re Katschej King Kashchei's infernal dance
17.18.Berceuse e Finale (basato su un tema lituano) Berceuse, Final

Igor Stravinsky 
"L'oiseau de feu" (The Firebird), Suite n. 2 (1919) 
01. Introduzione - Introduction  04. Danza dell'Uccello di Fuoco The Firebird and its dance   Variazioni The Firebird's variation
10.Ronda delle principesse The Princesses' Khorovod (Rondo, round dance)
16.Danza infernale di Kascej Infernal dance of King Kashchei   17.Berceuse (Lullaby)
18.Finale (Final)

I movimenti da cinque diventano quattro ma con fusioni di parti del balletto originale.

2018_09_07 MiTo porta al Piccolo Teatro Grassi il celebre Kronos Quartet

MiTo, concerti a Milano Festival edizione 2018

Venerdì 7 settembre 2018, ore 21
Piccolo Teatro Grassi Via Rovello, 2, Milano
MITO SettembreMusica 2018 presenta
KRONOS
Il Kronos Quartet, alfiere mondiale di un modo nuovo di concepire il quartetto d’archi, in un viaggio sonoro attorno al mondo.
Quattro, le prime esecuzioni italiane
Posto unico numerato, 15 euro

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Biglietti in vendita su www.ticketone.it
La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19. I tagliandi d’ingresso dei concerti a ingresso libero saranno distribuiti contestualmente all'apertura della sala, presso la sede del concerto e fino a esaurimento dei posti disponibili. La distribuzione dei tagliandi inizierà 45 minuti prima dello spettacolo. Ogni spettatore avrà diritto ad un solo tagliando.
Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it
http://www.mitosettembremusica.it/biglietti/2018/milano-biglietteria.html


Kronos Quartet composto da:
David Harrington, John Sherba, violini
Hank Dutt, viola
Sunny Yang, violoncello

PROGRAMMA
Islam Chipsy (1985) Zaghlala
arrangiamento di Jacob Garchik
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA

Dan Becker (1960) Carrying the Past *
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA

Fodé Lassana Diabaté (1971) Sunjata’s Time: 5. Bara kala ta *
arrangiamento di Jacob Garchik
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA

Laurie Anderson (1947) Flow +
arrangiamento di Jacob Garchik

Michael Gordon (1956) Clouded Yellow *

Konono N°1 Kule Kule +
arrangiamento di Jherek Bischoff

Abel Meeropol (1903-1986) Strange Fruit +
arrangiamento di Jacob Garchik

Terry Riley (1935) One Earth, One People, One Love da Sun Rings*

Intervallo

Omar Souleyman (1966) La Sidounak Sayyada +
arrangiamento di Jacob Garchik

Pete Townshend (1945) Baba O’Riley +
arrangiamento di Jacob Garchik

George Gershwin (1898-1937) Summertime +
arrangiamento di Jacob Garchik
PRIMA ESECUZIONE IN ITALIA

Steve Reich (1976) Different Trains *
 * Scritti per Kronos Quartet               + Arrangiati per Kronos Quartet

Capita - di rado - che artisti, musicisti, da soli o in gruppo, riscrivano con la loro genialità il modo di interpretare un brano o un genere, e che arrivino persino a ridefinire la storia del loro stesso strumento. Il Kronos Quartet è uno di questi. Il Quartetto di San Francisco, in 45 anni di vita ha profondamente ridisegnato il suono stesso di questa formazione, mutando, apripista di esperienze successive, la natura stessa di questa formazione.
Venerdì 7 settembre, al Piccolo Teatro Grassi, ore 21, il Kronos Quartet - David Harrington e John Sherba al violino, Hank Dutt alla viola e Sunny Yang al violoncello - offrirà in esclusiva italiana al pubblico di MITO Settembremusica l’esperienza unica di quella musicalità e di quella duttilità espressiva che li contraddistiguono, nate anni fa dall’uso delle nuove tecniche d’amplificazione per gli strumenti acustici, dall’interazione con i suoni preregistrati e dall’esplorazione di territori musicali inesplorati. Le loro inconfondibili caratteristiche segnano anche una continuità tra gli esordi, vissuti in stretta collaborazione con la prima generazione dei minimalisti americani, e l’attualità di quest’infaticabile gruppo, che affida a uno staff appositamente creato – la Kronos Performing Arts Association – la ricerca e l’arrangiamento del suo repertorio.
Tra i molti brani in programma quattro prime esecuzioni italiane. La prima, in apertura, è Zaghlala di Islam Chipsy (1985), figura di spicco della Electro Shaabi, o più propriamente Mahraganat, la parola araba per Festival, una musica che, in Egitto, è fenomeno sociale, colonna sonora dei movimenti che nel 2011 hanno rovesciato il presidente Hosni Mubarak, basata su un singolare mix fra la musica tradizionale egiziana (Shaabi), l’hip hop americano, il software per la manipolazione elettronica degli strumenti e della voce e l’uso di materiale scaricato dalla rete. La musica di Islam Chipsy (nome d’arte per Islam Said) si spinge, però, al di là dei confini dell’Electro Shaabi e dell’Egitto, segnata da molte collaborazioni con musicisti e istituzioni d’Europa e d’America. Fra queste anche quella con il Kronos Quartet, che nel 2017 gli ha commissionato Zaghlala af dando l’arrangiamento a Jacob Garchik.
Altra prima esecuzione italiana è Carrying the Past di Dan Becker (1960), uno degli autori più in vista della corrente post-minimalista. «Ho provato a scrivere per il Kronos Quartet un lavoro che rispecchiasse la relazione fra la mia sensibilità e quella musica spiritosa, innocente e dolce che avevo riscoperto attraverso le registrazioni di mio nonno [Eddie Sandsons, trombettista]», ha scritto Becker. «Purtroppo, mentre componevo Carrying the Past mio padre è morto. Credo che questo intreccio di riferimenti sia perfetto per un brano che, pur conservando l’ottimismo e l’esuberanza ispirata dalla musica di mio nonno, mi sembra ora guardare al passato con un grado maggiore di maturità e di comprensione».
Dall’Egitto al Mali, con Sunjata’s Time: 5. Bara kala ta del griots (poeti e musici giorovaghi) Fodé Lassana Diabaté (1971), sempre in prima esecuzione italiana. Coerente con le sue intenzioni, quelle di riproporre la musica e lo stile della tradizione del popolo Mandé, antica etnia diffusa nell’Africa Occidentale sub sahariana, Sunjata’s Time, è dedicata a Sunjata Keita, una delle gure leggendarie del passato africano, il principe guerriero che fondò l’Impero del Mali nell’anno 1235. Si articola in 5 parti, ognuna delle quali è dedicata a un momento di rilievo nella vita del principe.
Quarta prima esecuzione italiana sarà la versione di Summertime di George Gershwin (1898-1937) arrangiata da Jacob Garchik, compositore, polistrumentista, autore di musica per film, che dal 2006 collabora con il Kronos Quartet e ha adattato per loro più di cento brani.
In programma anche Flow Flow di Laurie Anderson (1947), il brano per violino ed elaborazione elettronica che chiude l’album Homeland (2010). Meditativo, malinconico e basato su sonorità volutamente opache, poco risonanti, nella versione di Garchik diventa più classico, con maggior risalto dato alla linea melodica e alla trasparenza delle armonie.
Clouded Yellow di Michael Gordon (1956), tra i fondatori del collettivo di compositori Bang on a Can, collaboratore di lunga data del Kronos Quartet, è del 2010. Arioso, brillante, volteggiante come la farfalla da cui prende il nome: la Colias crocea (Clouded Yellow). Nelle parole di Gordon stesso, è un’osservazione naturalistica, «un diario di viaggio intorno a un giardino».
Kule Kule del gruppo Konono No 1, fondato a Kinshasa nel 1966 e un punto riferimento nella sperimentazione di un nuovo rapporto tra la musica tradizionale e i mezzi moderni di trattamento elettronico del suono, in un mix speciale di tradizione, tecnologia alta e tecnologia artigianale. Kule Kule è il brano di apertura del loro primo disco, Congotronics (2004) L’arrangiamento di Jherek Bischoff per il Kronos Quartet si avvale di suoni preregistrati in un tentativo di ripensare la scrittura del quartetto d’archi attraverso l’immersione in un territorio sonoro totalmente altro.
Strange Fruit di Abel Meeropol (1903-1986)
è una canzone di denuncia antirazzista che Billie Holiday ha cantato per la prima volta nel 1939. «Gli alberi del sud danno uno strano frutto», dice il testo, «sangue sulle foglie, sangue sulle radici, un corpo nero che dondola nel vento del sud, uno strano frutto appeso agli alberi di pioppo». L’autore del testo, Abel Meeropol, comunista, insegnante ebreo-russo che viveva nel Bronx, l’aveva scritta dopo aver visto una fotografia di due cittadini afro americani linciati nell’Indiana. La musica venne composta più tardi da Earl Robinson e divenne immediatamente una bandiera della lotta per i diritti civili.
Di Terry Riley (1935), One Earth, One People, One Love (da Sun Rings
Sun Rings) è una composizione in 10 movimenti che Terry Riley ha scritto associando al quartetto d’archi suoni generati dai ricevitori con i quali si individuano e si misurano le interazioni fra particelle di onda nel plasma spaziale, fenomeni invisibili come il vento solare o le onde gravitazionali. Fra i materiali registrati c’è anche la voce della poetessa afro americana Alice Walker che, nei giorni che seguirono l’attentato alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001, Riley ascoltò alla radio mentre ripeteva versi scritti per l’occasione, quasi un mantra fatto di tre sole espressioni: One earth. One people. One love. Non è esattamente, chiede Riley, il pensiero che facciamo quando guardiamo l’immagine della Terra vista dallo spazio? Non scopriamo che è una, la stessa per tutti, che l’umanità intera è un unico popolo e che l’amore è lo stesso a ogni latitudine?
Del cantante siriano Omar Souleyman (1966), punto di riferimento mondiale della dabka, una danza popolare diffusa in gran parte del Medio Oriente, ma aggiornata attraverso i suoni della musica pop e l’apporto molto consistente dell’elettronica, in programma La Sidounak Sayyada (I’ll Prevent the Hunters from Hunting You). Un brano che trasuda la sua energia, la sua comunicativa, la sua autenticità, oltre i confini culturali e di pubblico. I suoi cd vengono ascoltati nelle strade e nei mercati in Siria, in Giordania, in Palestina, ma sono anche molto amati in Occidente per la loro potente carica innovativa. La Sidounak Sayyada, brano che il Kronos Quartet esegue in un arrangiamento di Jacob Garchik, è una danza molto animata che Souleyman cantava già nei matrimoni, ai suoi esordi, e che ha inserito nel 2009 all’interno dell’album Dabka 2020.
 In programma anche una trascrizione di un successo degli Who, tra i primi gruppi di musica rock a misurarsi con l’idea di uno spettacolo d’arte totale: Baba O’Riley, di Pete Townshend (1945), chitarrista e leader degli Who, oltre che autore di quasi tutte le loro canzoni. Baba O’Riley era destinata a un’opera rock, Lifehoue. Il progetto non venne portato a termine e venne inserita nell’album Who’s Next, nel 1971. Due le fonti di ispirazione: una filosofica e spirituale, che risale all’insegnamento del maestro indiano Meher Baba; l’altra musicale, che si rifà alla comparsa del Minimalismo americano nei primi anni Sessanta e alla scoperta della musica ripetitiva.
Infine di Steve Reich (1976)
Different Trains. Per il primo movimento (America – Before the War) le voci registrate sono quelle della governante che l’accompagnava da bambino e dell’allora autista di pullman sulla linea New Yok - Los Angeles. Per il secondo movimento (Europe – During the War) la memoria dell’Olocausto e dei viaggi in treno verso i campi di concentramento è affidata alle voci di 3 sopravvissuti. Nel terzo movimento (After the War) tutte le voci si uniscono per raccontare la vita dell’immediato dopoguerra. I suoni dei treni vengono da registrazioni d’epoca.
Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Gaia Varon.
Il testo si avvale del contributo musicologico di Stefano Catucci.

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)