2026_09_26 AssaggiAMO… TUTTO? ... il teatro per i ragazzi ad Abbiategrasso e a Magenta

Centro Teatro dei Navigli
AssaggiAMO IL TEATRO 2026/27

MAGENTA | Teatro Lirico, Via Cavallari
ore 16:00


Sabato 03 Ottobre 2026_10_03
IL PICCOLO PRINCIPE – Teatro dei Navigli
C’era una volta un bambino… che veniva da un altro pianeta.
Un pianeta minuscolo, grande poco più di una casa, con tre vulcani, una rosa vanitosa… e tanta voglia di scoprire il mondo.
“Il Piccolo Principe” è un monologo teatrale ispirato al capolavoro di Antoine de Saint-Exupéry, pensato per i più piccoli ma capace di emozionare anche i grandi. A guidare il pubblico in questo viaggio immaginifico è Maurizio Misceo, attore e performer di musical, che con parole, musica e trasformazioni sceniche dà vita a un racconto ricco di poesia, ironia e meraviglia. Durante lo spettacolo, i bambini conosceranno il Piccolo Principe e i personaggi che incontra tra un pianeta e l’altro: il re, l’uomo d’affari, l’ubriacone, la volpe…e naturalmente la rosa. In questo percorso, l’attore coinvolge il pubblico in un viaggio emotivo e visivo, arricchito da momenti cantati dal vivo che rendono l’esperienza ancora più magica e coinvolgente.
consigliato dai 4 anni


Domenica 18 Ottobre 2026_10_18
CIRCO PIUMA – Teatro dei Navigli
Circo Piuma è una produzione che nasce con l’intento di avvicinare lo spettacolo dal vivo, nello specifico il linguaggio del circo contemporaneo, alla platea dei più piccoli.
Un gruppo di amici, fantastici e divertenti, hanno creato il circo piuma e stanno cercando la loro amica collaboratrice Piumetta. Creano sin da subito un legame col piccolo pubblico, una complicità che porta all’engagement e alla curiosità, grazie a giochi e piccoli trucchi magici.
In scena una serie di irresistibili numeri di circo contemporaneo (tessuti, cerchio, giocoleria), con semplici e divertenti dialoghi e numerosi momenti di interazione.
consigliato dai 3 anni


Domenica 08 Novembre 2026_11_08
MOBY DICK – I guardiani dell’oca
Moby Dick, è una storia fatta di continui cambiamenti, fatta di vele issate o ammainate, di lanterne dalla fioca luce e di legni vissuti del ponte di una nave in costante movimento nei colori del mare. E’ una storia avventurosa dai dialoghi intensi, comici e a volte poetici; una storia fatta di attori, pupazzi, sagome e ombre, che interagendo nel gioco narrativo, cercano un delicato equilibro affabulatorio capace di conquistare ogni attento ascoltatore. In questa cornice, fatta di una teatralità che non rinuncerà mai alla sua vocazione di stupire con l’essenzialità delle cose semplici, agiranno i principali protagonisti del capolavoro di Herman Melville. Ecco che la sfida sui mari tra Acab e Moby Dick è servita, narrata da chi, testimone inconsapevole della deriva inesorabile di ogni ragione, non rinuncia al suo istinto vitale che lo vede aggrappato ad un pezzo di legno come unico superstite in mezzo ad un mare di solitudine ed immensità.
consigliato dai 5 anni


Domenica 29 Novembre 2026_11_29
CANTO DI NATALE – Teatro dei Navigli

Alla ribalta uno spettacolo irresistibile dal sapore squisitamente natalizio.
La storia è nota. Ebenezer Scrooge, vecchio e tirchio uomo d’affari, burbero e ingrato alla vita, si rifiuta di festeggiare il giorno di Natale, poiché lo ritiene esattamente come tutti gli altri giorni dell’anno… anzi, peggio: non può concludere affari, è solo una perdita di tempo! Ma proprio la Vigilia di Natale riceve la visita dello spirito del suo defunto amico ed ex socio, Jacob Marley, che lo ammonisce e lo avvisa della prossima visita nei giorni successivi di tre fantasmi, che gli daranno la possibilità di redimersi. Seguono infatti le visite di tre Spiriti: Natale passato, presente e futuro. Passando tra ricordi difficili e dolorosi, momenti presenti in cui scorge la gioia di chi il Natale lo festeggia senza aver nulla, e la previsione della sua morte e di come da defunto venga deriso per la sua tirchieria, Scrooge uscirà da questo viaggio definitivamente cambiato, mutato in uomo più gentile e generoso, che saprà accogliere con gioia e generosità il giorno di Natale.
consigliato dai 4 anni


Sabato 06 Febbraio 2027_02_06
ALICE – Teatro dei Navigli
È l’ultimo giorno di scuola e Alice, per essere promossa, deve risolvere un curioso indovinello. Ma dove trovare la soluzione? Il tempo stringe e le idee sembrano non arrivare… ma per fortuna Alice si addormenta ed è così che approda nel mondo dei sogni, abitato da buffi personaggi: il Cappellaio tutto Matto, il Brucaliffo trampoliere, la bizzarra Regina di Cuori, i simpatici fiori canterini e molti altri ancora! Sono proprio loro a guidarla nel sorprendente Paese delle Meraviglie ed è proprio grazie al loro aiuto che Alice riuscirà sciogliere il curioso indovinello, ritrovare la fiducia in se stessa e ad essere così promossa! Un turbinio di trovate esilaranti, la magia dell’imprevisto, la comicità magnetica degli attori fanno di questa versione di Alice uno spettacolo divertente, onirico e dove la fantasia regna sul Mondo delle Meraviglie…e non solo!
consigliato dai 4 anni


Sabato 20 Febbraio 2027_02_20
SUPER IRIS 3000 – Billy Bolla
Il Prof. Arturo Saponaro, alla guida del suo strampalato baule-vettura, viene inviato da un ente misterioso a condurre un’importante ricerca scientifica sulle bolle di sapone.
Fra guasti meccanici, gag clownesche, improvvisazioni con il pubblico e una sequenza infinita di incidenti, riuscirà a compiere la sua missione?
Dietro la più semplice delle domande si può nascondere un universo di risposte…
consigliato dai 4 anni


Domenica 28 Febbraio 2027_02_28
I VIAGGI DI SINDBAD IL MARINAIO – Fratelli di Taglia
Sindbad, ricco mercante di Baghdad, dopo aver sperperato tutti i beni che suo padre gli aveva lasciato in eredità raccoglie i suoi ultimi averi si imbarca e prende il mare: l’unica certezza è che vivrà avventure meravigliose.​ Lo spirito avventuriero di Sindbad ci guiderà per il mare Mediterraneo facendoci vivere fantastiche avventure, scampando terribili pericoli che agli occhi del giovane pubblico sembreranno come dei brutti sogni. Il tema cardine di questa produzione è il viaggio fantastico, conoscenza di mondi nuovi, voglia di divertirsi e mettersi alla prova e attraverso questi elementi approdare alla conoscenza di se stesso. Per questo abbiamo scelto di fare un viaggio per mare accompagnati da un eroe: Sindbad il marinaio.
consigliato dai 4 anni


Sabato 13 Marzo 2027_03_13
POLLICINO POP – Teatro invito
“Essere la moglie di un orco non è facile. Non è mai contento, ha veramente un pessimo carattere e per di più è assolutamente insaziabile. Tutte le sere, tornando a casa, si lamenta per la cena, non ne ha mai abbastanza. E poi mi tocca pulire i suoi stivali (chissà dove andrà a cacciarsi per riempirli così di fango?), e quando alla fine brontolando se ne va a letto, russa come un battaglione di ussari.
Però, in fin dei conti, è un ottimo marito, non fosse per il fatto che è ghiotto di bambini.
Insomma la nostra vita coniugale continuava nel solito noioso tran tran, finché una sera si presentò alla porta quel piccoletto. Lui e i suoi sei fratelli ci hanno messo tutto a soqquadro…” Nuova tappa nell’approccio personale ai classici per l’infanzia, il Pollicino di Teatro Invito si muove sul filo delle emozioni: le paure suscitate dalla fiaba (essere abbandonati, essere divorati…) vengono bilanciate da una messinscena all’insegna dell’ironia, del gioco teatrale, della musicalità.
consigliato dai 4 anni

ABBIATEGRASSO
Ex Convento dell’Annunciata, Via Pontida snc
ore 16:00


Sabato 26 Settembre 2026_09_26
MIO FRATELLO SUGLI ALBERI – Centopercento Teatro
“Io non scenderò più!” così, dal ramo di un leccio, dichiarava un dodicenne ribelle al proprio fratellino, di appena otto anni: la promessa di non toccare più terra e di vivere per sempre sugli alberi. Da qui (e da un piatto pieno di lumache) iniziano le avventure dei due: il maggiore saltando di tronco in tronco, di chioma in chioma, il minore seguendo le vicende del fratello, ora preoccupato, ora esaltato, ora impaurito, ma sempre attratto da un legame che la distanza tra la terra e la foglia più alta non può spezzare. Protagonista dello spettacolo è il fratello minore del ribelle Cosimo; il piccolo Biagio del romanzo di Calvino, testimone e narratore delle azioni del maggiore, per l’occasione, si fa in tre, moltiplicandosi nelle tre attrici e acrobate in scena. In questo adattamento queste saranno messe subito alla prova, ancora dodicenni: Cosimo, senza voltarsi, è appena volato via, aggrappato a una mongolfiera, lasciando il fratellino per la prima volta da solo, senza avere nessuno da rincorrere e nessun “eroe” di cui narrare le gesta. Ecco in discussione, con questo abbandono, l’immagine di un fratello che ha assorbito fino a questo momento le attenzioni di tutti (comprese quelle di Biagio) e, forse, la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo, portando gli occhi verso di sé.
consigliato dai 4 anni


Sabato 14 Novembre 2026_11_14
FAVOLE DI NATALE – Teatro dei Navigli
Diretto da Luca Cairati, lo spettacolo vede in scena le talentuose attrici Michela Lo Preiato e Michela Caria, che accompagnano i piu piccoli in un viaggio dolce e magico nel mondo delle fiabe natalizie. Attraverso racconti semplici, musica, colori e personaggi divertenti, i bambini saranno coinvolti in un percorso fatto di sorpresa e meraviglia, dove la magia del Natale diventa gioco e scoperta. Come tutte le produzioni di Teatro dei Navigli, anche questo spettacolo porta, dietro a sorrisi e divertimento, insegnamenti e messaggi importanti, pensati a misura di bambino: valori come l’amicizia, la generosita, la collaborazione e la gioia di condividere. Le storie si alternano in un ritmo leggero e vivace, studiato per catturare l’attenzione dei piu piccoli e stimolare la loro fantasia, rendendo ogni momento un’esperienza speciale da vivere insieme.
consigliato dai 3 anni


Sabato 30 Gennaio 2027_01_30
IL CIRCO DEI BURATTINI – Il cerchio tondo
La narrazione prende vita all’interno di un circo errante, popolato da numerosi ed eccentrici artisti i cui numeri scandiranno lo sviluppo della vicenda principale: l’incontro-scontro tra Maurino (servo di scena sfaticato) e Il Direttore. I due protagonisti rappresentano i principi contrapposti, Il Direttore è esigente e severo, incarna i valori della razionalità e pretende che lo spettacolo del suo circo si svolga con la precisione di un’orologio svizzero. Maurino d’altro canto ha un carattere emotivo e pensa solo alle cose piacevoli della vita: mangiare, dormire e comporre poesie. Questo personaggio nasce come tributo alla maschera napoletana Pulcinella e rappresenta il gioco e l’aspetto fanciullesco che vive in ogni essere umano. Lo scontro tra queste due figure così diametralmente opposte, l’apollineo e il dionisiaco, appare inevitabile, e ci terrà con il fiato sospeso per tutto lo spettacolo, fino a culminare nei momenti finali. Lo scioglimento non avverrà tuttavia grazie al prevalere di uno dei due protagonisti ma, grazie al riconoscimento dell’importanza dell’altro, ad una riconciliazione. Altro tema proposto è quello del cerchio, archetipo del ciclo vitale che a partire dal tendone circolare sotto cui si svolge tutta l’azione, viene più volte riproposto da diversi personaggi e colloca le vicende nel contesto di una simbolica rappresentazione della vita.
consigliato dai 4 anni


Sabato 06 Marzo 2027_03_06
CAVOLI A MERENDA – Ditta Gioco Fiaba
Due serissimi investigatori con impermeabile e cappello sono chiamati a investigare su un delitto improbabile… un affettamento di carote! L’indagine comincia con l’intervento della polizia scientifica e perquisizioni in sala, raccolta di indizi e prove, ma si complica subito di fronte a nuovi crimini.
Le carote non sono le uniche, infatti, ad avere fatto una brutta fine… la città è piena di pomodori schiacciati, cavoli smezzati, sedani a rondelline!
Si indaga, si ricostruisce, addirittura viene interrogata una zucchina che pare sapere molto.
Ma mentre l’identikit del colpevole a mano a mano si completa pare emergere una soluzione inattesa al mistero…
consigliato dai 4 anni


Sabato 20 Marzo 2027_03_20
FAVOLE DI ESOPO AL CHIAR DI VIOLA – Teatro dei Navigli
Favole di Esopo al Chiar di Viola è uno spettacolo a due voci, con l’attrice Michela Lo Preiato e il violista Kirill Vishnyakov, pensato per i bambini della scuola dell’infanzia. Parola, viola e marionette si uniscono in un linguaggio teatrale immaginifico per raccontare tre celebri favole di Esopo: La cicala e la formica, La lepre e la tartaruga e Il leone e il topo. La musica, le immagini e le marionette guidano la narrazione, mentre le parole creano un raccordo emotivo tra i codici teatrale e musicale. Lo spettacolo mescola momenti poetici e comici, trasformando la viola in protagonista che detta i ritmi e la scena, e la recitazione si armonizza al suo volere. Attraverso questa originale combinazione di teatro e musica, i bambini apprendono valori universali come cooperazione, rispetto di sé e degli altri, coraggio e solidarietà, vivendo un’esperienza immersiva che unisce tradizione e contemporaneità.
consigliato dai 4 anni



INFO & PREVENDITA
Biglietti:
Biglietto unico € 8,00
Allievi Centro Teatro dei Navigli € 6,00
Gruppo – famiglia (min. 4 persone) € 6,50 Abbonamenti:
AssaggiAMO… TUTTO! (Abbonamento a tutti gli spettacoli Abbiategrasso + Magenta): € 75,00
AssaggiAMO… MAGENTA! (Abbonamento spettacoli Teatro Lirico Magenta) € 50,00
AssaggiAMO…ABBIATEGRASSO! (Abbonamento spettacoli ex convento dell’Annunciata): € 30,00
ACQUISTO BIGLIETTI & ABBONAMENTI:
c/o l’ufficio di Teatro dei Navigli, sito all’ex Convento dell’Annunciata di Abbiategrasso (Via Pontida snc), dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle ore 19;
c/o il Teatro Lirico di Magenta, Via Cavallari 2, martedì e giovedì h.10 -12 / h. 17 -19 | sabato: h.10-12
online sul sito di Vivaticket.com;
tramite Whatsapp business scrivendo al numero 345 6711773 e aggiungendo al carrello l’evento scelto. Se scegliete questa opzione d’acquisto vi verrà inviato un link dal quale procedere al pagamento. Paga online e ricevi il tuo biglietto digitale! Entra direttamente in sala, senza passare dalla biglietteria!

PRENOTAZIONI:
Per prenotare occorre mandare un messaggio o un whatsapp al numero 345 6711773 o scrivere una mail a info@teatrodeinavigli.com, precisando nome e numero di biglietti.
I biglietti prenotati andranno ritirati almeno 24h prima dello spettacolo.

2026_09_19 TEATRO MARTINETTI DI GARLASCO STAGIONE 2026 AUTUNNO

TEATRO MARTINETTI DI GARLASCO (PV)

Teatro Martinetti Via della Santissima Trinità 6, a Garlasco (PV)
STAGIONE 2026 AUTUNNO

Per ulteriori informazioni e per acquistare i biglietti, 
è possibile contattare la biblioteca “M. Milani” (0382-801009).


Sabato 19 Settembre 2026_09_19

alle 21,15 con l’evento per festeggiare il ventennale di attività, dal titolo “Teatro Martinetti 2006-2026 – Maggio canta Dalla in Jazz”, concerto con Antonio Maggio, artista internazionale che reinterpreterà in chiave jazz alcune delle canzoni indimenticabili del cantautore bolognese


Domenica 20 Settembre 2026_09_20

XX anniversario, è in programma un evento alle ore 17, a ingresso libero, con l’amministrazione comunale, la commissione teatro e le associazioni locali che hanno animato in questi anni il Martinetti.


Sabato 26 Settembre 2026_09_26

“Teatro 18” seconda edizione del music contest, con l’esibizione di artisti emergenti e ospiti speciali, tra cui Pier Davide Carone, Giuseppe Anastasi, Crytical e Giulia Mutti.


Sabato 24 Ottobre 2026_10_24

“Corto Circuito”, spettacolo del comico Leonardo Manera


Sabato 14 Novembre 2026_11_14

“La me fiola sa spusa”, commedia proposta dalla Compagnia del Patatrac insieme all’Università del Tempo Libero


Sabato 21 Novembre 2026_11_21

“La me fiola sa spusa”, commedia proposta dalla Compagnia del Patatrac insieme all’Università del Tempo Libero


Sabato 12 Dicembre 2026_12_12

“Gospel Night” dei Free Gospel Band.


Sabato 26 Dicembre 2026_12_26

38esimo “Concerto della Pace”, promosso dall’associazione Amici della musica A. Huskovic e diretto dal maestro Luigi Bascapè.

2026_11_21 Torna in scena al Lirico di Magenta la storia della giovane gheiscia Cio-Cio San ovvero Madama Butterfly

Al Teatro Lirico di Magenta, sabato 21 novembre 2026 alle ore 20.30, torna in scena Madama Butterfly di Giacomo Puccini, a quasi sette anni dall'ultima rappresentazione, andata in scena nel 2019.

TEATRO LIRICO  
via B.Cavallari, 2 Magenta 
Sabato 21 novembre 2026  ore 20:30
GIACOMO PUCCINI
MADAMA BUTTERFLY
Opera su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Serata benefica a favore di A.I.C.I.T.
INFO E BIGLIETTI:+333 200 1317 - 02 979 2374

Personaggi e interpreti
Madama Butterfly / Cio Cio-san 
HIROKO MORITA (soprano)
B. F. Pinkerton, della marina degli Stati Uniti 
GIAMPAOLO GUAZZOTTI (tenore)
Suzuki, servente di Cio Cio-san 
GIORGIA GAZZOLA (mezzosoprano)
Sharpless, console degli Stati Uniti a Nagasaki 
GIORGIO VALERIO (baritono)
Goro, nakodo 
GIORGIO TIBONI (tenore)
Lo zio Bonzo 
ALBERTO TRONCONI (basso)
Principe Yamadori 
ANTONIO FRANCESCO BUONO (tenore)
Kate Pinkerton 
FERNANDA CIFFRO (mezzosoprano)
Lo zio Yakusidé 
MASSIMO GAVARDI (baritono)
Il commissario imperiale 
MARCO BELLINI (basso)
L'ufficiale del registro 
Artista del coro (basso)
La zia CRISTINA BARBIERI (soprano)
La cugina SIMONA COLOMBO (soprano)
La madre TIZIANA ARENA (soprano)
Dolore Noemi Bolletta (bambino)
Parenti, amiche e amici di Cio‑Cio‑San, servi
Coro Giuseppe Verdi di Pavia 
Maestro del Coro Yutaka Tabata
Orchestra Colli Morenici
Direttore d’orchestra FILIPPO DADONE
Regia Gabriele Bolletta  
Costumi Sartoria Teatrale Bianchi
Presenta Arabella Biscaro 
Audio e luci a cura di Gianni Ciocca
Organizzazione tecnica Giuseppe Lisca – Tiziana Arena

La realizzazione dell'evento è resa possibile grazie all'impegno di Giuseppe Lisca, che da molti anni si conferma un'inesauribile fonte di idee e iniziative per la promozione di spettacoli lirici sempre legati a finalità benefiche. In questa occasione, il ricavato della vendita dei biglietti sarà destinato all'AICT di Magenta.

I biglietti sono già disponibili e possono essere prenotati ai numeri di telefono indicati nel materiale informativo dell'evento.

La trama dell'opera è universalmente conosciuta, o almeno così crediamo. Racconta la vicenda di una quindicenne giapponese, Cio-Cio-San, detta Butterfly, che si innamora sinceramente del giovane ufficiale della Marina americana Benjamin Franklin Pinkerton. Per lui, però, il matrimonio rappresenta poco più di un passatempo esotico: con la stessa superficialità con cui acquista la casa che li ospiterà temporaneamente, egli "compra" anche il diritto di sposare la giovane secondo le usanze locali, convinto di poter un giorno tornare negli Stati Uniti per unirsi a una vera sposa americana.

Dalla loro relazione nasce un figlio, che Butterfly chiamerà Dolore. La giovane vive per anni nell'attesa fiduciosa del ritorno del marito, certa che egli manterrà la promessa fatta prima della partenza. Quando Pinkerton torna finalmente in Giappone, però, la realtà si rivela tragica: è accompagnato dalla sua legittima moglie americana ed è tornato soltanto per prendere con sé il bambino e condurlo negli Stati Uniti.

Di fronte alla distruzione di ogni speranza e alla certezza di dover rinunciare al figlio, Butterfly, ormai diciottenne, compie il gesto estremo del suicidio, scegliendo di recidere per sempre ogni legame che possa trattenere il bambino nella sua terra natale, il Paese del Sol Levante.

2026_10_04 Nel giorno del ricordo di San Francesco si apre la Stagione 2026-2027 del Gifra a Vigevano

Stagione 2026-2027


Domenica 04 Ottobre 2026_10_04
“Una ballata per Chiara”
Ippolita Baldini, cabarettista e volto noto di Zelig Lab con Lucia, la milanese single in cerca d’amore.

Sabato 24 Ottobre 2026_10_24
“Circostanze condominiali”
i clown TipiAtipici, che portano anche il sorriso nelle corsie ospedaliere.

Sabato 21 Novembre 2026_11_21
Gruppo teatro Astrolabio propone
“L’ultimo scaffale”
regia di Salvatore Poleo
Letture teatralizzate di violenza e di donne e uomini vittime della solitudine.

Sabato 05 Dicembre 2026_12_05
Eugène Ionesco
“La cantatrice calva”
compagnia Teatro a Parte

Sabato 30 Gennaio 2027_01_30
“Donne in guerra”
letture teatralizzate
Gruppo Teatro Gifra e il regista Francesco Maestrone

Sabato 13 Febbraio 2027_02_13
Neil Simon
“La strana coppia”
compagnia La Lampada

Sabato 13 Marzo 2027_03_13
Domenica 14 Marzo 2027_03_14
Sabato 20 Marzo 2027_03_20
Domenica 21 Marzo 2027_03_21
“Questioni di naso (come si umilia un vanesio in due atti)”
liberamente ispirato al “Miles gloriosus” di Plauto
gruppo Astrolabio
regia di Beppe Bianchi e Salvatore Poleo

Sabato 10 Aprile 2027_04_10
concerto
gruppo brit rock dei White Waters

Sabato 01 Maggio 2027_05_01
Domenica 02 Maggio 2027_05_02
Venerdì 07 Maggio 2027_05_07
Sabato 08 Maggio 2027_05_08
Stefano Massini
“7 Minuti”
Gruppo Teatro Gifra
regia di Francesco Maestrone.
Teatro Gifra dei Frati Cappucini
Corso Genova,38  - Vigevano
§§§  

2026_10:10 Beato Matteo e la musica: quali iniziative per Vigevano?

2008!!!
Non so voi, ma dal mio eremo non ho avuto alcuna notizia di iniziative musicali organizzate in occasione della festa del Beato Matteo Carreri a Vigevano. Un uccellino mi ha sussurrato dell'esistenza di una rappresentazione lirica a cura de I Maestri Cantori di Vigevano, ma non sono riuscito ad avere alcun dettaglio: dove, come e quando si terrà.
§§

Mi piace però ricordare che nel 2007, grazie al ragionier Torrielli, iniziai la collaborazione con la Fondazione di Piacenza e Vigevano, producendo il primo spettacolo lirico dedicato a Maria Callas. L'evento era allora collocato alla fine di settembre. L'anno successivo, nel 2008, realizzammo uno spettacolo commemorativo dedicato a Luciano Pavarotti, scomparso pochi mesi prima.

Come le altre produzioni organizzate in quegli anni, anche quell'iniziativa riempì il Teatro Cagnoni. Certo, qualcuno potrebbe osservare che l'ingresso era gratuito, ma non fu soltanto questo a decretarne il successo.

§§

Lo spettacolo venne infatti inserito nel Festival Ultrapadum e la notizia dell'evento raggiunse tutta la provincia attraverso l'opuscolo della manifestazione, distribuito in migliaia di copie. Fu anche un'importante occasione di promozione per Vigevano e per numerose attività commerciali della città.

Oggi si parla molto della necessità di rilanciare Vigevano. Sarà quindi interessante vedere quali iniziative nasceranno in occasione della festa del Beato Matteo. Ormai al 10 ottobre mancano pochissimi giorni.

Per chi non avesse seguito queste vicende, ricordo che successivamente lo spettacolo lirico da me organizzato venne spostato proprio alla vigilia del Beato Matteo. Le ultime due produzioni furono addirittura due opere complete: Cavalleria rusticana e Tosca, con l'orchestra Sinfolario diretta dal maestro Roberto Gianola.

Negli anni successivi l'opera lirica, affidata ad altre compagnie, sembrò diventare uno degli appuntamenti centrali delle celebrazioni dedicate al nostro beato protettore.

Nel frattempo, però, si è iniziato a parlare di costi sempre più elevati per la realizzazione degli spettacoli operistici. Un'altra iniziativa che aveva caratterizzato quelle giornate, il concerto delle formazioni di Ars Cantus di Varese, è invece scomparsa dal programma.

Vedremo se resterà almeno l'appuntamento che ne prese il posto negli anni successivi: il concerto dell'Orchestra di Vigevano.

2026_09_27 Casa della Musica di Mairano inaugura la nuova stagione con due appuntamenti speciali

Casa della Musica di Mairano inaugura la nuova stagione con due appuntamenti speciali!
SUONI NOVELLI
Musica, arti, territorio
L'ingresso è a offerta libera sino ad esaurimento posti.

DOMENICA 27 SETTEMBRE 2026 ore 11.00
Alberto DALGO
Recital pianistico
Temi che ritornano, fermentano e si affinano: tre modi di percorrere la variazione nei lavori di Mozart, Grieg e Mendelssohn.
Al termine del concerto sarà possibile degustare un calice gentilmente offerto da Tenuta Le Fracce.
Prima e dopo il concerto inoltre l'Ape di Ale sarà disponibile per una sosta golosa, tra proposte dolci e salate (consumazioni a pagamento).

DOMENICA 4 OTTOBRE 2026_10_04 ore 17.30
Paolo TOMELLERI
Jazz Quartet
Grandi classici, tra gusto della tradizione e frizzante improvvisazione, interpretati e raccontati da una delle voci più interessanti del panorama musicale italiano.
Al termine del concerto sarà possibile degustare un calice gentilmente offerto da Tenuta Le Fracce.

È consigliata la prenotazione a questo link:
casadellamusica.mairano@gmail.com - 333 582 1619

Per l'occasione un'ora prima di ciascun concerto sarà visitabile la collezione di Casa dell'Art Brut.
Fondazione Bussolera Branca Le Fracce Casa dell'Art Brut

2026_10_10 Il concerto PER ELISA arriva alla sua XX edizione a Magenta

 Graziella e Giuseppe Lisca organizzano

PER ELISA 2026 XX EDIZIONE

Sabato 10 OTTOBRE 2026 ore 21,00

Franz Lehár

La Vedova Allegra


COMPAGNIA D'OPERETTE ELENA D'ANGELO

Cast
ANNA GLAVARY Elena D'Angelo
CONTE DANILO Paolo Cauteruccio
CAMILLO DE ROSSILLON Mattia Pelosi
VALANCIENNE Merita Dileo
NJEGUS Matteo Mazzoli
BARONE ZETA Gianni Versino
direttore Marcella Tessarin
regia Elena D'Angelo
pianoforte Marcella Tessarin
coreografie Martina Ronca
Orchestra e corpo di ballo della compagnia Elena D'Angelo
costumi Grandi Spettacoli
presenta Angelica Scaglioni

Serata benefica a favore di Cuori Grandi ETS

Il ricavato sarà devoluto alla missione in Togo dove opera Maristella Bigogno

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Offerta minima € 15,00

info: Tel. 333 2001317 - 340 2545332

2026_09_12 Il festival LeAltreNote fa tappa al ManLo Museo Archeologico Nazionale di Vigevano

BIGLIETTI: https://portale.museiitaliani.it/b2c/buyTicketless/c7e7016a-e5d7-476d-ace2-f828882f29af/5932

Come per lo scorso anno, il Museo Archeologico Nazionale di Vigevano prosegue la sua collaborazione con il festival musicale LeAltreNote. Sabato 12 settembre, alle ore 18:00, i locali del museo, situati nel Castello di Vigevano, ospiteranno il concerto "Surrealismi e parole in libertà", dedicato al fantastico incontro tra un regista come Federico Fellini e un'artista come Regina Cassolo, della quale è attualmente ospitata una mostra temporanea, almeno fino a quando il Comune di Mede non disporrà di spazi adeguati per accoglierla e ne richiederà il rientro.


Lo spettacolo, che fa parte di questo festival itinerante, vedrà per la parte musicale la partecipazione del trio eccentrico costituito da Massimo Ghetti al flauto, Alan Selva al clarinetto e Javier Adrian Gonzales al fagotto. I loro interventi musicali saranno alternati alle letture dell'attore Renato Geremicca.

Dopo la tappa vigevanese, il festival LeAltreNote proseguirà domenica 13 settembre alle 18:30 presso il Complesso Monumentale della Certosa di Pavia con un concerto eseguito dal Quartetto Mythos, composto da Francesco Parrino al violino, Stefano Parrino al flauto, Daniele Bogni al violoncello e Dario Bonuccelli al pianoforte.



2026_09_05 Opera in Castello a Galliate, torna l'operetta con la riscoperta di un titolo di rara esecuzione

Castello Sforzesco Di Galliate (Quadriportico)
Sabato 5 settembre 2026 alle ore 21:00
Opera In Castello 2026
Evento di Amici della Musica di Galliate
Emmerich Kálmán
LA DUCHESSA DI CHICAGO
Con: Elena D'Angelo e Matteo Mazzoli
Corpo di Ballo e l'Orchestra 
della Compagnia di Compagnia d'operette Elena D'angelo.
Direzione d'orchestra: Marcella Tessarin
Regia: Serge Manguette
Direzione artistica: Gianni Versino
(In caso di maltempo: Sala "Don Manfredda", Viale Beato Quagliotti 1)

INFO & BIGLIETTI
Prevendite dal 1° agosto:
Erboristeria "Il Fior di Spigo" (Piazza San Giuseppe 18, Galliate)
Profumeria Cristina (Piazza Martiri della Libertà 1, Galliate)
 
UNA SERATA DI GRANDE OPERETTA AL Castello di Galliate
Il fascino del teatro, l'ironia e la grande musica dal vivo vi aspettano per il tradizionale appuntamento con "Opera in Castello"!
Quest'anno l'Associazione Amici della Musica porta in scena "LA DUCHESSA DI CHICAGO" di Emmerich Kálmán, un lavoro brillante, ricco di ritmo ed eleganza.

La duchessa di Chicago è un’operetta in due atti, con prologo ed epilogo, composta da Emmerich Kálmán su libretto di Julius Brammer e Alfred Grünwald, e presentata per la prima volta il 5 aprile 1928 al Theater an der Wien di Vienna. 
L’operetta fonde con brillantezza le sonorità del jazz americano con i motivi della tradizione viennese, richiamando lo stile opera-walzer tipico degli anni Venti e intrecciandolo con elementi musicali ungheresi caratteristici del linguaggio di Kálmán. 
La trama si svolge in un regno immaginario, Sylvaria, in evidente crisi economica e politica, un contesto che richiama vagamente quello della Vedova allegra di Franz Lehár. 
Anche qui la protagonista è una figura centrale e affascinante, ma non si tratta di una vedova bensì di una ricchissima americana che giunge in Europa con l’intenzione di “comprarsi qualcosa di bello”, identificando questo “qualcosa” prima nel palazzo reale di Sylvaria e poi nel principe ereditario. Attraverso il classico gioco del travestimento tra principe e attendente, che ricorda la Cenerentola di Rossini, la giovane americana finisce per innamorarsi dell'attendente (ovvero del principe sotto mentite spoglie), e la vicenda si risolve con un colpo di scena teatrale del tutto imprevedibile. 
La musica alterna e contrappone il valzer viennese e il charleston, generi prediletti rispettivamente dai due protagonisti, che arrivano persino a scontrarsi su quale stile rappresenti meglio la loro identità. Accanto alla coppia principale si sviluppa una seconda storia d’amore: il segretario dell’americana e la principessa destinata inizialmente al principe ereditario che intrecciano infatti una loro personale liaison amoureuse, contribuendo a rendere l’intreccio ancora più vivace e ricco di sfumature. 
L’operetta si distingue così per la sua capacità di mescolare ironia, romanticismo e modernità musicale, offrendo un ritratto brillante dello scontro – e dell’incontro – tra la vecchia Europa e la nuova America degli anni Venti.
Alcuni dei brani dell'operetta LA DUCHESSA DI CHICAGO:
  • “Wiener Musik, wie bist du wunderschön” – “Musica viennese, quanto sei meravigliosa”  (Principe Sándor con gli ufficiali e il coro) 
  • “O, My Golden Baby” – “Oh, mio splendido tesoro”  (James Bondy, il segretario, e la Principessa Rosemarie) 
  • “In Chicago, wissen Sie, da ist das so” – “A Chicago, sai, funziona così”  (Mary, la duchessa di Chicago, e il Principe ereditario Sándor) 
  • “Wir Ladies aus Amerika” – “Noi signore dalla America”  (Mary e coro femminile) 
  • “Ein kleiner Slow-Fox mit Mary” – “Un piccolo slow‑fox con Mary”  (James Bondy e Mary) 
  • “Wie sich’s gehört, so wird’s gemacht” / “Komm, Prinzchen, komm her” – “Come si conviene, così si fa” / “Vieni, principino, vieni qui”  (Finale I – Mary e Sándor) 
  • “Wenn die Garde aufmarschiert” – “Quando la guardia sfila”  (Principessa Rosemarie e Principe Sándor) 
  • “Du lieber, alter Hauptmann” – “Caro, vecchio capitano”  (Mary e Sándor) 
  • “Vom Nationalgefühl, mein Schatz” – “Sul sentimento nazionale, tesoro mio”  (James Bondy e Rosemarie) 
  • “Das war ein schöner Traum” – “È stato un bel sogno”  (Mary – romanza) 
  • “Komm, wir tanzen Shimmy!” – “Dai, balliamo lo shimmy!”  (James Bondy e Principessa Rosemarie – duetto comico)
[Elaborazione testi dal materiale reperibile on-line]

Un poco di storia:
Vedi 2025 Puccini Turandot
Vedi 2024
SING SING SWING
Vedi 2023 Benatzky Al Cavallino Bianco
Vedi 2022 Verdi Rigoletto
Vedi 2021 Verdi Traviata
Vedi 2021 Ricordo di Guido Cantelli
Vedi 2020 Omaggio a Morricone
Vedi 2019 Donizetti L'ELISIR D'AMORE
Vedi 2018 Lombardo e Ranzato CIN CI LA
Vedi 2017 Lombardo e Ranzato IL PAESE DEI CAMPANELLI
Vedi 2016 Lehàr LA VEDOVA ALLEGRA
Vedi 2015 Ardenti palpiti...la melodia dell'opera lirica da Rossini a Puccini
Vedi 2014 Rossini IL BARBIERE DI SIVIGLIA
Vedi 2013 Gala verdiano
Vedi 2012 Mascagni CAVALLERIA RUSTICANA
Vedi 2011 Verdi NABUCCO

§§§

















2026_10_11 SpazioTeatro89 concerti per la stagione 2026-2027

 Spazio Teatro 89 presenta:
27a Rassegna Musicale
“In Cooperativa per Amare la Musica”
in collaborazione con Milano Classica
Foto concerto edizione 2025

È buona e fa bene - Musica, la cura che innamora dall’11 ottobre 2026 al 21 marzo 2027
Nel valutare quale potesse essere un motto che come da ormai lunga tradizione si prestasse a intitolare e a esprimere sinteticamente i contenuti e gli auspici della nuova rassegna concertistica di Spazio Teatro 89, abbiamo deciso di essere consapevolmente e insolitamente espliciti nell’affermare una delle nostre convinzioni più profonde, ovvero che la musica sia cosa buona, anzi buonissima, un culmine evolutivo della specie umana rappreso in suono ritmo e forma, e che in virtù di questa sua bontà sia anche in grado di portare benessere, alla mente e al corpo, al pensiero e al respiro, alla libertà e all’autocontrollo delle emozioni, perchè la musica è sicuramente anche una cura, sia nel suo senso più limitato di terapia, sia e soprattutto nei suoi significati più ampi e più belli di attenzione, accuratezza, sollecitudine, è insomma evenienza che vive e si sostanzia in un “prendersi cura di” i cui punti di partenza e di arrivo pare proprio coincidano con quella empatica capacità di capire e capirsi che con poetica e poietica parola definiamo amore. In più, evocando il concetto di cura ci è sovvenuto anche un altro collegamento, questa volta più obliquo e perché no anche un po’ ironico, ma non meno prezioso per una stagione che, articolandosi fino al marzo 2027, intercetterà l’anno del bicentenario beethoveniano, per celebrare il quale - ebbene sì, sappiatelo - vi somministreremo robuste dosi di “cura Ludovico”, sia con attesissimi concerti monografici (le imperdibili Variazioni Diabelli interpretate da Davide Cabassi; i cinque Concerti per pianoforte e orchestra in versione cameristica con i Solisti di Milano Classica e cinque giovanissimi talenti della tastiera, l’originalissimo “Signora Beethoven”, spettacolo fra teatro e musica della scrittrice/attrice Rita Charbonnier con il pianista Alessandro Commellato), sia con stimolanti percorsi in cui brani noti e meno noti del Titano di Bonn si confrontano con la creatività di altri autori, come nei recital pianistici di Costanza Principe e di Paolo Salvi, o nei preziosi programmi cameristici intessuti dal violista Giuseppe Russo Rossi partendo dal raro Notturno op. 42 e dal Trio Lumia intorno al sontuoso Trio “Arciduca”. Tanto tantissimo Beethoven dunque, ma non solo: a novembre ospiteremo anche il “secondo tempo” delle Partite di Bach interpretate da Maria Clementi; e a dicembre ci scambieremo gli auguri natalizi con un brillante concerto vivaldiano a cura di Piercarlo Sacco, direttore e concertatore dell’ensemble d’archi dell’Istituto Piseri di Brugherio. Vi aspettiamo come sempre nell’auditorium più accogliente di Milano, insieme al Titano, e con il cuore in mano.
Spazio Teatro 89 in sintesi:
• sala e palcoscenico di dimensioni e qualità acustiche ideali per la musica da camera
• programmi vari, rari e interessanti in ambito strumentale e vocale; costante attenzione alla musica del presente
• interpreti di chiara fama e giovani emergenti
• guide all'ascolto sintetiche ma esaurienti a cura della direzione artistica
• connubio di informalità, professionalità e ospitalità nel rapporto tra platea e palcoscenico
• prezzi dei biglietti contenuti, per favorire la partecipazione delle fasce di reddito più deboli
Si ringraziano per il sostegno:
Fondo Morosini per la Musica e la Cultura
Luca Schieppati Tognazzi
Sede dei concerti
Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89 - 20153 Milano Autobus: 49, 78. (Nelle vicinanze: MM5 S.Siro Stadio)
Biglietti: interi € 10; ridotti (under 25, over 65, CartaPiù Feltrinelli, Soci Touring Club) € 7

Domenica 11 Ottobre 2026_10_11 ore 17
Nel bosco, al chiaro di luna
Quando la musica incontra la natura
Costanza Principe, pianoforte
L. van Beethoven: Sonata quasi una Fantasia op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”; Andante favorì
R. Schumann: Waldszenen op. 82; O. Messiaen: Catalogue des oiseaux
Da sempre i compositori hanno tratto ispirazione dalla natura, di volta in volta imitandone suoni e voci o evocandone suggestioni ed emozioni da essa suscitate. Le Waldszenen di Schumann, pur non rinunciando ad alcuni aspetti descrittivi (squilli di corni, guizzi angosciati di animali braccati, frusci e svolazzi di profetici uccelli) rientrano soprattutto nella seconda eventualità, privilegiando l’introspezione attraverso l’infinita sottigliezza di cangianti armonie, flessuose linee melodiche, ingegnosi contrappunti, in una scrittura di rara flessibilità che ben esprime la trepida e ambivalente inquietudine nel contatto con una natura cui l’uomo romantico sente al tempo stesso di appartenere e di essere estraneo. In questa prevalenza dell’interiorità, Schumann è sicuramente in sintonia con il Beethoven della Sinfonia pastorale,“più espressione del sentimento che pittura”. E proprio di Beethoven ascolteremo la Sonata “Al chiaro di luna”, titolo apocrifo il cui immediato successo ci fa comunque capire l’efficacia del binomio musica/natura nell’epoca della Naturphilosophie di Schelling e di Goethe; e l’Andante favorì, inizialmente scritto per un’altra Sonata dal titolo apocrifo e naturalistico: l’op. 53, ovvero la cosiddetta “Aurora”. Completamente diverso l’approccio novecentesco di Olivier Messiaen, che nel Catalogue des oiseaux parte dall’annotazione quanto più precisa possibile di suoni e ritmi nel canto degli uccelli, trasformandoli in una scrittura pianistica di rara efficacia per luminosa brillantezza e virtuosistica spettacolarità. Siamo due volte grati a Costanza Principe: per il suo ritorno a Spazio Teatro 89 e per bellezza e originalità del programma proposto.

Domenica 25 Ottobre 2026_10_25 ore 17
Signora Beethoven
La storia della donna che Ludwig odiava
Alessandro Commellato, pf.; Rita Charbonnier, autrice e voce recitante
Monologo per voce e pianoforte, dal romanzo Signora Beethoven di Rita Charbonnier (Marcos y Marcos)
Musiche di Beethoven (Fantasia op. 77, estratti dalle Variazioni op. 35, 107, 120)
Da anni Spazio Teatro 89 esplora formule alternative nel proporre la musica cosiddetta classica, con spettacoli che nell’unire musica, narrazione e recitazione riescano a eludere la staticità vagamente ieratica dei concerti tradizionalmente intesi. In ciò ci siamo trovati in perfetta sintonia d’intenti con la scrittrice Rita Charbonnier, che oltre a competenze letterarie e musicali possiede anche le qualità attoriali per mettere in scena personalmente i propri testi dedicati a figure femminili che in qualche modo ebbero a che fare con i grandi musicisti. Da noi, insieme al pianoforte del maestro Alessandro Commellato, verrà per dare voce a Johanna van Beethoven, che di Ludwig van fu cognata e che da lui venne ingiustamente e implacabilmente vessata. Ecco come l’autrice stessa presenta lo spettacolo:
“Johanna van Beethoven, nata Reiss, ha sposato uno dei due fratelli di Ludwig. Per cinque anni le è toccato combattere in tribunale contro il cognato più famoso d’Europa, che voleva toglierle il figlio: e per riuscire a vedere il suo bambino si è travestita da uomo, come la Leonora del Fidelio. Ora prende la parola, con un bicchiere di buon vino in mano e nessuna intenzione di essere diplomatica. In musica, Alessandro Commellato asseconda e contraddice il suo racconto, mentre Johanna avanza una pretesa che nessuno si aspetterebbe: senza di lei, non avremmo la Nona Sinfonia.”

Domenica 08 Novembre 2026_11_08 ore 17
Fantasie notturne
La luce lunare della viola
Giuseppe Russo Rossi, viola; Luca Schieppati, pf.
J.S. Bach/Z. Kodaly: Fantasia Cromatica; G. Ph. Telemann: Fantasia n. 7
L. van Beethoven: Notturno op. 42; P. Hindemith, Sonata "Fantasie" op. 11 n. 4
Il repertorio solistico della viola è tanto esiguo quanto straordinariamente di pregio, e il programma impaginato per noi dal violista Giuseppe Russo-Rossi, interprete colto, sensibile e virtuoso del cui ritorno a Spazio Teatro 89 siamo estremamente felici, ce ne offre una esauriente antologia che parte dal barocco di Telemann, con una delle sue tanto meravigliose quanto poco note Fantasie per viola sola, e arriva alla fluente, esuberante Sonata-Fantasia di Hindemith, capolavoro in cui convivono senza attriti intensità espressionista, costruttivismo neoclassico e lirismo romantico. Al centro del percorso, il raro Notturno op. 42 di Beethoven, unica opera di Ludwig van per viola e pianoforte, auto-trascrizione dalla Serenata per Trio d’archi op. 8 che, nella nuova veste strumentale, aggiunge alla nostalgica grazia settecentesca dell’originale una “tinta” più modernamente romantica. In apertura del concerto, un altro brano per viola sola, la Fantasia cromatica di Bach trascritta da Zoltan Kodaly, omaggio novecentesco a uno dei più impervi e stupefacenti capolavori barocchi, nonché stimolante esercizio di “straniamento timbrico” nel passare dalle sferraglianti sonorità del clavicembalo alla voce lunare della viola.

Domenica 22 Novembre 2026_11_22 ore 17
Clementi plays Bach
Le Partite di Johann Sebastian Bach (2)
Maria Clementi, pianoforte
Johann Sebastian Bach: Partite n. 3, n. 4, n. 5
Pubblicate singolarmente fra il 1726 e il 1730 e poi riunite quale prima delle quattro parti del Clavier-Übung, le Sei Partite di Johann Sebastian Bach sono ormai da tempo uscite dall’ambito didattico in cui lo stesso titolo della raccolta pareva volerle relegare (Clavier-Übung significa Esercizi per tastiera) per entrare stabilmente nel repertorio dei pianisti concertisti. Stabilmente sì, ma non integralmente: se assai gettonate sono sempre le prime due, più infrequente è poter ascoltare dal vivo le altre quattro. Siamo dunque grati a Maria Clementi - il cui smagliante nomen-omen è chiaro segno di predestinazione per affrontare un repertorio che unisca preparazione accademica di altissimo livello, consapevolezza storica e sensibilità interpretativa – per questa sua “integrale”, che dopo il primo capitolo (anzi vien da dire il “primo tempo”, trattandosi di Partite) dell’anno scorso in cui abbiamo ascoltato le Partite n. 1, 2 e 6, conclude quest’anno il percorso, nel beneaugurante giorno di Santa Cecilia, con le n. 3, 4 e 5, in una mirabile ed equilibrata di alternanza astrazione contrappuntistica, danzante eleganza e cantabilità ora profonda ora fiorita.

Domenica 13 Dicembre 2026_12_13 ore 17
Viva Vivaldi!
La leggerezza del Genio, fra sacro e profano
Piercarlo Sacco, direttore e concertatore
Zara Dimitrova, soprano; Külli Tomingas, mezzosoprano
Ensemble d’archi dell’Istituto Piseri di Brugherio
Musiche di Antonio Vivaldi
Concerti per violino e archi op. 3, n. 9 e n. 12; Concerto per due violoncelli e archi RV 531
Concerto per due violini e archi op. 3 n. 11
Mottetto “Nulla in mundo pax sincera” RV 630; Cum dederit, dal Nisi Dominus RV 608
Alla prestigiosa carriera solistica e cameristica, con un repertorio che spazia dal barocco alla musica contemporanea, il violinista Piercarlo Sacco da molti anni affianca anche una intensa attività didattica presso importanti istituzioni, e il concerto che ci propone quest’anno rientra proprio in quest’ultimo ambito: tornerà da noi infatti nella veste di direttore, concertatore e, in senso più ampio, mentore dell’ensemble d’archi formato dagli studenti dell’Istituto Piseri di Brugherio, con un programma interamente dedicato al genio estroso di Antonio Vivaldi, la cui musica di gioiosa vitalità è sicuramente auspicio per le imminenti festività natalizie, nonchè stimolante pietra di paragone per l’ensemble giovanile che la eseguirà. Il repertorio sarà sia strumentale che vocale, sia sacro che profano, con alcuni brani eseguiti dalle voci del soprano Zara Dimitrova e del mezzosoprano Külli Tomingas, tra i quali il mottetto “Nulla in mundo pax sincera”, titolo il cui senso purtroppo è rimasto inalterato dal ‘700 di Vivaldi alla nostra bellicosa attualità.

Domenica 24 Gennaio 2027_01_24 ore 17
Tre per un Trio
L’Arciduca musico, l’Ongarese a Londra, il Salisburghese sul Baltico
Trio Lumia
Francesca Leonardi, pf.; Germana Porcu Morano, vl.; Matilda Colliard, vcl.
L. van Beethoven: Trio op. 97 “Arciduca”
F.J. Haydn: Trio Hob. XV/25 “Gypsy”; A. Pärt: Mozart Adagio
Chi sia l’Arciduca musico è abbastanza facile: Rodolfo d’Asburgo-Lorena, ultimo figlio dell’imperatore Leopoldo II, arcivescovo dell’arcidiocesi boema di Olomouc in Boemia e poi cardinale,e soprattutto appassionato musicista allievo di Ludwig van Beethoven nonché dedicatario di un numero impressionante di capolavori del Maestro, tra i quali appunto il sontuoso Trio op. 97 detto “dell’Arciduca”. Meno intuitivo è forse riconoscere gli altri due personaggi-brani musicali cui allude il titolo del nostro concerto: l’Ongarese a Londra è il Trio “Gypsy” scritto da Haydn durante una delle sue trasferte nella capitale britannica e concluso da uno spigliatissimo Rondò “All’Ongarese”. Infine, il Salisburghese sul Baltico è il divino Mozart, il cui malinconico Adagio dalla Sonata per pianoforte K 280 è stato trascritto per Trio dall’estone Arvo Pärt. A interpretare questo viaggio attraverso l’Europa tra ‘700 e ‘900 sarà per noi il Trio Lumia, formato da tre giovani musiciste il cui versatile talento ha saputo trovare un perfetto equilibrio fra individualità solistiche e alchimie cameristiche.

Domenica 07 Febbraio 2027_02_07 ore 17
Suggestioni, ossessioni, pulsazioni
Beethoven e i Romantici, fra eredità e reminiscenze
Paolo Salvi, pianoforte
R. Schumann: Esercizi in forma di Variazioni su un Tema di Beethoven
F. Schubert: Improvviso op. 90 n. 3; B. Campodonico: Allegretto (Bagatella für Beethoven)
L. van Beethoven: Sonata quasi una Fantasia op. 27 n. 1
F. Liszt: Fantasia quasi Sonata Apres une lecture du Dante
I lettori di libri gialli sanno che gli indizi non sono prove, ma sanno anche che possono comunque essere probanti qualora siano “gravi, precisi e concordanti”. Orbene, la piccola ipotesi proposta dal programma di questo concerto è basata su indizi e non su prove, ma si ritiene che tali indizi siano molto convincenti. L’ipotesi è che l’Allegretto della 7a Sinfonia di Beethoven, con la sua costante pulsazione di dattili (lunga-breve-breve) e spondei (lunga-lunga) alternati, sia divenuto per Schubert fonte di ispirazione ricorrente e persino ossessiva. Gli indizi constano di varie composizioni schubertiane che utilizzano la stessa pulsazione (l’elenco è lungo, ma ricordiamone almeno alcune: i Lieder Der Tod und das Mädchen, Der Wanderer e Trockne Blumen; gli Improvvisi op. 90 n. 3 e op. 142 n. 3; il secondo tema del Lebensstürme). E poi vi sono gli indizi indiretti rinvenibili in Schumann, grande assimilatore di tracce musicali significanti, che nel terzo movimento della sua Fantasia sovrappose citazioni del fatale Allegretto beethoveniano e dello schubertiano Improvviso op. 90 n. 3, e che proprio al Tema della 7a dedicò una serie di enigmatici e incompiuti “Esercizi in forma di Variazione”. A questa ipotesi, che farà da riferimento anche a un breve brano di Beatrice Campodonico (Allegretto – Bagatella für Beethoven), il colto e sensibile pianista Paolo Salvi accosta anche un altro confronto diretto fra le feconde ispirazioni del Titano di Bonn e la generazione romantica, con l’ascolto ravvicinato della beethoveniana Sonata quasi una Fantasia op. 27 n. 1 e della Fantasia quasi Sonata “dopo una lettura di Dante” di Franz Liszt, ambiziosa struttura in cui convivono le simmetrie delle forme classiche, la libertà dell’improvvisazione, la sinestesia del poema sinfonico.

Domenica 21 Febbraio 2027_02_21 ore 17
Dica “33”
Le Variazioni Diabelli di Beethoven
Davide Cabassi, pianoforte
L. van Beethoven: 33 Variazioni su un Valzer di Anton Diabelli, op. 120
Da alcuni anni l’eletta schiera di interpreti che si sono dedicati all’esecuzione integrale delle Sonate per pianoforte di Beethoven si è arricchita di un nuovo protagonista: Davide Cabassi, che procede nella colossale impresa consapevole dei gloriosi precedenti da cui attingere ispirazione, ma senza mai rinunciare alla sorgiva spontaneità del suo pianismo, da sempre votato a una calda, eloquente, gioiosa espressività, dunque perfettamente in sintonia con l’esortazione che Beethoven inserì prima dell'inno alla Gioia: “Amici, non questi suoni, bensì altri più piacevoli e gioiosi!”.
Dopo aver eseguito e inciso un ampio numero di Sonate. Cabassi affronta adesso alle monumentali 33 Variazioni su un Valzer di Diabelli, capolavoro estremo nel quale Beethoven riversa ispirazioni di ogni genere, riflessioni storiche ed estetiche, commossa partecipazione, ironico distacco. Alla gioia (beethoveniana) di ospitare nuovamente un interprete che ci onora della sua presenza fin dalle primissime annate della nostra rassegna, si unisce dunque l’orgoglio di presentare una autorevole interpretazione di un brano che per la sua evidente, trascendentale difficoltà esecutiva e concettuale è da sempre di rarissima esecuzione.

Domenica 07 Marzo 2027_03_07 ore 17
Domenica 21 Marzo 2027_03_21 ore 17
I magnifici cinque
I 5 Concerti di Beethoven per pianoforte e orchestra
I Solisti di Milano Classica
Pianisti:
Valeria Bianchi, Deng Fuke, Cezar Platon, Gabriele Corsello, Sebastiano Benzing
7 marzo: Concerti n. 1, n. 2 e n. 3
21 marzo: Concerti n. 4 e 5
Scritti fra il 1795 e il 1809, i cinque Concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven delineano un percorso di progressiva elaborazione di forme e contenuti che si pone come un ponte solido e perfettamente compiuto fra l’influenza mozartiana e le molteplici successive derivazioni, con i primi due Concerti che pur nel rispetto delle ereditate convenzioni esibiscono un virtuosismo modernamente spettacolare, il Terzo che definisce una sorta di paradigmatico “stile Impero” affine al gusto delle coeve opere di Cherubini e Spontini, fino alla rivoluzionaria libertà di concezione del Quarto,in cui il dialogo fra solista e orchestra si fonde in un’ininterrotta e inesauribile effusione lirica, e del Quinto, primo esempio di “concerto sinfonico” in cui il pianoforte è trattato al pari di una sezione dell’orchestra, con una scrittura totalmente integrata in partitura che non prevede le tradizionali cadenze affidate all’estro creativo del solista. Ascoltare questi cinque capolavori - nella versione con quartetto d’archi di Franz Lachner (1803-1890) - suddivisi in due concerti nell’arco di due settimane è sicuramente esperienza ad altissimo tasso di emozione, tanto più perché affidati alla sensibile maestria dei Solisti di Milano Classica e, per le parti solistiche, al talento di cinque giovani interpreti che alle precoci qualità tecniche e musicali sapranno unire l’energico, contagioso entusiasmo della loro invidiabile età.

2026_07_07 Rassegna di Concerti al Castello di Vigevano edizione 2026

Annunciati oggi nella Aula Consiliare del Comune di Vigevano i concerti che si terranno nel cortile del Castello di Vigevano organizzati dalla AUDERE che già da almeno tre anni porta i grandi nomi della musica leggera e dello spettacolo comico satirico in due trance, la prima dal 7 al 14 luglio 2026 con Federico Buffa, Il Volo, Filippo Caccamo, La vita a 30 anni, Noemi, Giorgia (13/07) e chiusura il 15 con Fiorella Mannoia.
La seconda parte dal 1 al 9 settembre con Federico Basso, i Pooh, Enrico Brignano, Claudio Baglioni (6/09) e Riccardo Cocciante in chiusura al 9 settembre. Le prenotazioni saranno sul sito Ticketone o al biglietteria@audere.srl
Nella foto Marco Sabotti organizzazione rassegna
Nella foto Mario Mainino con Marco Sabotti



Martedì 07 Luglio 2026_07_07

Federico Buffa


Mercoledì 08 Luglio 2026_07_08

Il Volo


Giovedì 09 Luglio 2026_07_09

Filippo Caccamo


Venerdì 10 Luglio 2026_07_10

La vita a 30 anni


Domenica 12 Luglio 2026_07_12

Noemi


Lunedì 13 Luglio 2026_07_13

Giorgia


Mercoledì 15 Luglio 2026_07_15

Fiorella Mannoia



Martedì 01 Settembre 2026_09_01

Federico Basso


Venerdì 04 Settembre 2026_09_04

Pooh


Sabato 05 Settembre 2026_09_05

Enrico Brignano


Domenica 06 Settembre 2026_09_06

Claudio Baglioni
*Annuncio Importante* da A U D E R E
In merito a quanto già comunicato relativamente posticipo del “GrandTour LA VITA È ADESSO” di CLAUDIO BAGLIONI, si informa che, a seguito di tutte le verifiche fatte, la data al Castello Sforzesco di Vigevano (PV), inizialmente prevista per il 6 settembre 2026, non potrà essere recuperata nel 2027.
Si dà pertanto il via alle procedure di rimborso. Di seguito le informazioni:
-Per chi ha acquistato online (su Ticketone e Ticketmaster), il rimborso avverrà in automatico.
-Per chi ha acquistato nei punti vendita sarà possibile chiedere il rimborso, entro il 30 settembre 2026, attraverso il circuito di vendita utilizzato in fase di acquisto.
Tutti i possessori di Ticket riceveranno una comunicazione sull’indirizzo e-mail utilizzato in fase di registrazione, indicando in maggior dettaglio modalità e tempistiche della procedura come previsto dalle Condizioni Generali di Contratto consultabili all’interno della sezione dedicata ai rimborsi sul sito TicketOne.
Per info e supporto, vi invitiamo a contattarci via email a: info@youservizi.it  


Mercoledì 09 Settembre 2026_09_09

Riccardo Cocciante


2026_08_14 Vigilia di ferragosto tra meditazione e ricordi

Arthur C. Clarke
I NOVE MILIARDI DI NOMI DI DIO
" ... quando avremo scritto tutti i nomi che gli abbiamo dato, si calcola che siano circa nove miliardi, Dio avrà raggiunto il suo fine. ... e lassù, senza tanto chiasso, le stelle si stavano spegnendo."

(The Nine Billion Names Of God, 1953) Star Science Fiction Stories, 1953 
Immagine creata by mm con Copilot, testo del racconto tratto da PDF rintracciabile on-line

«È una richiesta un po' insolita» disse il dottor Wagner, con quella che sperava apparisse una lodevole esibizione di tatto. «Per quello che ne so è la prima volta che qualcuno ci chiede di fornire a un monastero tibetano un computer a sequenza automatica. Non desidero certo apparire indiscreto, ma non avrei mai pensato che il vostro, ehm, istituto potesse avere qualche motivo per utilizzare una macchina di questo tipo.  Potrebbe spiegare l'uso che intendete farne?» 
«Volentieri» rispose il lama, lisciandosi la veste di seta e mettendo via con cura il regolo calcolatore che aveva usato per convertire la valuta. 
«Il vostro computer Mark V può eseguire qualunque operazione matematica di routine fino a dieci cifre. Tuttavia, per il nostro lavoro, siamo interessati a lettere non a numeri. Noi desideriamo che modifichiate i circuiti di output, in modo che la macchina stampi parole, non colonne di cifre». 
«Non riesco bene a capire...» 
«Questo è un progetto al quale abbiamo lavorato durante gli ultimi tre secoli, da quando è stata fondata la lamasseria, il monastero, in pratica. È un po' estraneo al vostro modo di pensare, perciò spero che vorrà ascoltare con mente aperta mentre glielo spiego». 
«Naturalmente». 
«In realtà è molto semplice. Abbiamo compilato una lista che conterrà tutti i nomi di Dio». 
«Scusi?» 
«Abbiamo motivo di credere» continuò il lama, imperturbabile, «che tutti quei nomi possano essere scritti con non più di nove lettere in un alfabeto che abbiamo ideato noi stessi». 
«E lo state facendo da tre secoli?» 
«Sì. Ci aspettavamo che ci sarebbero voluti circa quindicimila anni per completare l'impresa». 
«Oh». 

Il dottor Wagner parve un po' stordito. 

«Adesso capisco perché volete affittare una delle nostre macchine. Ma qual è esattamente lo scopo di questo progetto?» 

Il lama esitò per una frazione di secondo, e Wagner si chiese se non l'avesse involontariamente offeso. Ma se era così, non vi fu la minima traccia di fastidio nella sua risposta. 

«Lo chiami pure un rituale, se vuole, ma è una componente fondamentale della nostra fede. 
Tutti i molti nomi dell'Essere Supremo, Dio, God, Jeovah, Allah, e così via, sono soltanto etichette prodotte dall'uomo. 
Qui esiste un problema filosofico d'una certa difficoltà, che non ho intenzione di discutere, ma in qualche punto fra tutte le possibili combinazioni di lettere che possono esistere vi sono quelli che potremmo chiamare i veri nomi di Dio. 
Attraverso una sistematica permutazione delle lettere, abbiamo tentato di elencarli tutti». 
«Capisco. Avete cominciato con AAAAAAAAA... per arrivare a ZZZZZZZZZ...» 
«Proprio così, anche se usiamo un nostro speciale alfabeto. Modificare le scriventi automatiche per risolvere questo aspetto è naturalmente banale. Un problema molto più interessante è quello di progettare dei circuiti adatti per eliminare le combinazioni assurde. Per esempio, nessuna lettera deve comparire più di tre volte di seguito». 
«Tre? Certamente vorrà dire due». 
«Tre è giusto: temo che ci vorrebbe troppo tempo per spiegarle il perché, anche se lei capisce la nostra lingua». 
«Sono certo di sì» si affrettò ad aggiungere Wagner. «Continui pure». 
«Per fortuna sarà una faccenda molto semplice adattare il vostro computer a sequenza automatica per questo lavoro, poiché quando sarà stato programmato in maniera corretta, permuterà ogni lettera volta per volta e stamperà il risultato. Dove sarebbero stati necessari quindicimila anni per completare il lavoro, potremo farlo in cento soltanto». 

Il dottor Wagner quasi neppure si accorgeva del lontano fragore che saliva dalle strade di Manhattan, molto più in basso. Si trovava in un mondo diverso, un mondo di montagne naturali, non create dall'uomo, in alto fra quelle vette lontane, quei monaci avevano continuato a lavorare pazientemente, generazione dopo generazione, compilando le loro liste di parole senza senso. 

Esisteva qualche limite alle follie dell'umanità? 

Comunque, non doveva far trapelare nessun segno dei suoi pensieri interiori. Il cliente aveva sempre ragione... «Non c'è alcun dubbio» rispose il dottor Wagner, «sul fatto che noi siamo in grado di modificare il Mark V così da stampare automaticamente liste di questo tipo. Mi preoccupano molto di più i problemi dell'installazione e della manutenzione. Raggiungere il Tibet, al giorno d'oggi, non sarà facile». 
«Possiamo organizzare tutto noi. Le componenti sono abbastanza piccole da poter viaggiare per via aerea, è uno dei motivi per cui abbiamo scelto la vostra macchina. Se riuscirete ad arrivare in India, provvederemo noi a fornire i mezzi di trasporto da lì». 
«E volete assumere due dei nostri tecnici?» 
«Sì, per i tre mesi necessari al progetto». 
«Non ho alcun dubbio che il nostro ufficio personale potrà occuparsene». 

Il dottor Wagner scribacchiò qualcosa su un blocco di appunti sulla sua scrivania. «Ci sono soltanto altri due punti...»
 Prima che potesse terminare la frase, il lama aveva tirato fuori un foglietto. «Questa è la certificazione del mio credito presso la Banca Asiatica». 
«Grazie. Pare... ah... adeguato. La seconda questione è così banale che esito a farvi accenno, ma è sorprendente quanto spesso le cose ovvie vengano trascurate. Di quale fonte di energia elettrica disponete?» 
«Un generatore diesel che fornisce cinquanta kilowatt a centodieci volt. È stato installato circa cinque anni fa ed è molto affidabile. Ha reso la vita nel nostro monastero molto più comoda, ma naturalmente è stato installato soprattutto per fornire energia alle nostre ruote di preghiera». 
«Naturalmente» gli fece eco il dottor Wagner. «Avrei dovuto pensarci». 

Il panorama dal parapetto dava le vertigini, ma col tempo ci si abitua a tutto. Dopo tre mesi, George Hanley non provava più quell'impressione di vertigine alla vista dello strapiombo di seicento metri sull'abisso e della remota scacchiera di campi coltivati nella valle sottostante. 
Era appoggiato alle pietre levigate dal vento e fissava imbronciato le lontane montagne delle quali non si era mai preoccupato di scoprire i nomi. Questa, pensò George, era la cosa più folle che gli fosse mai capitata. «Progetto Shangri-La», qualcuno l'aveva battezzato laggiù nei laboratori della ditta. 

Da settimane ormai il Mark V aveva sfornato chilometri e chilometri di fogli coperti di segni incomprensibili. Con inesorabile pazienza il computer aveva riorganizzato le lettere in tutte le loro possibili combinazioni, esaurendo ogni singola classe prima di passare alla successiva. 
A mano a mano che i fogli emergevano dalle scriventi elettriche, i monaci li tagliavano con estrema attenzione incollandoli in enormi libroni. 
Una settimana ancora e, grazie al cielo, avrebbero finito. 
Quali oscuri calcoli avessero convinto i monaci di non doversi preoccupare di esaminare, dopo, le parole di dieci, venti o cento lettere, George non lo sapeva. 
Uno dei suoi incubi ricorrenti era che ci sarebbe stato un cambio di programma e che il Gran Lama (loro, naturalmente, lo chiamavano Sam Jaffe, anche se non assomigliava neanche un po' all'attore) annunciava all'improvviso che il progetto sarebbe stato prolungato all'incirca fino all'anno 2060 d.C. Erano capacissimi di farlo.
George sentì la grande porta di legno massiccio sbattere al vento quando Chuck uscì fuori, e si fermò a ridosso del parapetto accanto a lui. Come al solito, Chuck stava fumando uno di quei sigari che l'avevano reso così popolare fra i monaci i quali, a quanto pareva, erano più che disposti ad abbracciare tutti i piccoli piaceri della vita, e anche quelli più grandi. 
Questa era una delle cose a loro favore: potevano anche essere pazzi, ma non erano bacchettoni. 
Quei frequenti viaggi che facevano giù fino al villaggio, per esempio... «Ascoltami, George» disse Chuck, con una certa angoscia nella voce. «Ho saputo qualcosa che può significare guai per noi». 
«Cosa c'è che non va? La macchina non funziona come si deve?» 

Quello era il peggior guaio che George potesse immaginare. Avrebbe potuto ritardare il loro ritorno, e nessun'altra prospettiva gli appariva altrettanto orribile. 
Visto come si sentiva in quel momento, perfino la contemplazione d'uno spot pubblicitario televisivo gli sarebbe parsa una manna dal cielo. Per lo meno avrebbe significato un collegamento con casa sua. 
«No, niente del genere». Chuck si appoggiò al parapetto, il che era insolito, giacché quello strapiombo gli aveva sempre fatto paura. 
«Ho appena scoperto cos'è in realtà tutta questa faccenda». 
«Cosa vuoi dire? Credevo che lo sapessimo». 
«Sicuro. Sappiamo quello che i monaci stanno cercando di fare. Ma non ne sapevamo il perché. È la cosa più folle che...» 
«Vuoi dirmelo, allora?» gemette George. «... il vecchio Sam si è appena confidato con me. Tu sai che viene ogni pomeriggio a guardare i fogli mentre si srotolano fuori. Bene, questa volta pareva piuttosto eccitato, o quanto meno, quanto potrà mai esserlo uno come lui. Quando gli ho detto che eravamo arrivati all'ultimo ciclo, mi ha chiesto con quel suo affascinante accento inglese, se mi fossi mai domandato cosa stavano cercando di fare. "Certo" gli ho risposto, e lui me l'ha raccontato». 

«Continua, ci rinuncio». 

«Bene, loro credono che quando avranno elencato tutti i Suoi nomi, e calcolano che ce ne siano all'incirca nove miliardi, Dio avrà conseguito il suo scopo. La razza umana avrà portato a termine il compito per cui è stata creata, e non ci sarà più nessuna ragione per continuare. Addirittura, l'idea stessa è blasfema». 
«Allora, cosa si aspettano che facciamo, che ci suicidiamo?» 
«Non ce ne sarà bisogno. Una volta completata la lista, Dio interviene e conclude ogni cosa... tombola!» 
«Oh, capisco. Quando avremo finito il nostro lavoro, ci sarà la fine del mondo». 
Chuck se ne uscì in una risatina nervosa. 
«È proprio quello che ho detto a Sam. E sai cos'è successo? Mi ha guardato in maniera molto strana, come se io fossi l'idiota della classe, e ha replicato: "Non è niente di così banale"». 
George ci rifletté per un attimo. «È quello che io dico avere la Grande Visione» commentò, qualche istante dopo. 
«Ma cosa pensi che dovremmo fare? Non mi pare che ci sia la minima differenza, per noi. Dopotutto, sapevamo che erano matti». 
«Sì, ma non capisci cosa potrebbe accadere? Quando la lista sarà completata e l'Ultima Tromba non squillerà, o qualunque altra cosa si aspettino, potremmo essere noi a venire incolpati. È la nostra macchina che stanno usando. Questa situazione non mi piace neanche un po'». 
«Capisco» replicò George, lentamente. 
«Qui hai colto nel segno. Ma questo genere di cose è già successo altre volte, sai. Quand'ero ragazzino, giù in Louisiana, avevamo un predicatore quasi del tutto partito con la testa il quale un giorno disse che il mondo sarebbe finito domenica prossima. Centinaia di persone gli credettero, finirono perfino per vendere le proprie case. Eppure, quando non successe niente, non s'infuriarono con lui come ti saresti aspettato. Decisero semplicemente che aveva sbagliato i suoi calcoli e continuarono a credere. Sono convinto che qualcuno ci creda ancora». 
«Bene, questa non è la Louisiana, nel caso in cui non te ne sia accorto. Noi siamo soltanto due e questi monaci sono centinaia. Mi sono simpatici e mi dispiacerà per il vecchio Sam quando si accorgerà che il compito della sua vita si rivolterà contro di lui, ma preferirei lo stesso trovarmi da qualche altra parte».
«Sono settimane che anch'io lo desidero ardentemente. Ma non c'è niente che possiamo fare fino a quando il contratto non sarà concluso e non arriverà l'aereo a riportarci a casa». 
«Naturalmente» disse Chuck, pensieroso, «potremmo sempre tentare un piccolo sabotaggio». 
«Col cavolo che possiamo fare una cosa simile. Non farebbe altro che peggiorare le cose». 
«Non come intendo io. Mettiamola così. La macchina finirà il suo lavoro fra quattro giorni, sulla base delle venti ore giornaliere di oggi. Il trasporto arriverà fra una settimana. D'accordo? Tutto quello che dobbiamo fare è trovare qualcosa che debba venir sostituito, durante i periodi di manutenzione, qualcosa che faccia sospendere il lavoro per un paio di giorni. Noi ripareremo il guasto, naturalmente, ma non troppo in fretta. Se sincronizzeremo le cose per bene, potremmo trovarci giù all'aeroporto quando l'ultimo nome schizzerà fuori dalla stampante. A quel punto, non ce la faranno più a prenderci».
«Non mi piace» disse George. 
«Sarà la prima volta che abbandonerò un lavoro. Inoltre li renderebbe sospettosi. No, resterò qui e accetterò quello che sarà». 

«Non mi piace ancora» dichiarò, sette giorni più tardi, mentre i piccoli e robusti pony di montagna li stavano trasportando giù per la strada serpeggiante. «E non credere che io stia scappando perché ho paura. È soltanto che sono dispiaciuto per quei poveracci là sopra, e non voglio trovarmi lì intorno quando scopriranno che razza di gonzi sono stati. Mi chiedo come la prenderà Sam». 
«È strano» replicò Chuck, «ma quando l'ho salutato ho avuto l'impressione che sapesse che stavamo tagliando la corda e che non gliene importasse, perché sapeva che la macchina funziona alla perfezione e che il lavoro sarebbe stato ben presto finito. Dopo... be', naturalmente, per lui non esiste nessun Dopo...» 
George si girò sulla sua sella, e sollevò lo sguardo verso la strada di montagna. Quello era l'ultimo punto da cui era possibile vedere chiaramente il monastero. Il profilo dei tozzi edifici angolosi si stagliava contro il riverbero del tramonto: qua e là baluginavano luci, come gli oblò sulla fiancata di un transatlantico. Luci elettriche, naturalmente, le quali condividevano lo stesso circuito del Mark V. 
Per quanto tempo ancora l'avrebbero condiviso? si chiese George. 
I monaci avrebbero fracassato il computer in preda alla collera e al disappunto? 
Oppure si sarebbero seduti tranquilli, ricominciando daccapo i loro calcoli? 
Lui sapeva esattamente ciò che stava succedendo lassù sulla montagna, in quel preciso istante. 
Il Gran Lama e i suoi assistenti se ne stavano seduti, avvolti nelle loro vesti di seta, intenti a ispezionare i fogli a mano a mano che i monaci cadetti li portavano via dalla stampante, e li incollavano nei grandi volumi. Nessuno diceva niente. 
L'unico suono, là dentro, era l'incessante ticchettio, l'interminabile grandinare dei tasti che colpivano la carta, giacché di per sé il Mark V era del tutto silenzioso mentre smaltiva le molte migliaia di calcoli ad ogni singolo secondo. 
Tre mesi di questo, pensò George, erano sufficienti per far ammattire chiunque.
 «Eccolo là!» gridò Chuck, indicando il fondovalle. «Non è bello?»
 E certamente lo era, pensò George. Il vecchio, ammaccato DC3 spiccava in fondo alla pista come una minuscola croce d'argento. Fra due ore li avrebbe condotti verso la libertà e l'equilibrio mentale. 
Era un pensiero che valeva la pena di assaporare come se si trattasse di un liquore di qualità. George lasciò che gli passasse e gli ripassasse nel cervello, gustandolo, mentre il pony continuava a scendere con passo paziente e pesante il pendio. 
Adesso la rapida notte dell'alto Himalaya era quasi su di loro. Per fortuna la strada era molto buona, secondo la qualità media delle strade in quella regione, e tutti e due erano muniti di torce. 
Non c'era il minimo pericolo, soltanto il lieve disagio dovuto al freddo pungente. 
Il cielo sopra di loro era perfettamente limpido, e acceso dal brulichio delle familiari e amichevoli stelle. Per lo meno, pensò George, non ci sarebbe stato il rischio che il pilota non potesse decollare a causa delle cattive condizioni del tempo. 
Quella era l'unica preoccupazione che gli era ancora rimasta. 
Cominciò a cantare, ma dopo un po' ci rinunciò. 
Quel vasto anfiteatro di montagne che si stagliavano da ogni lato simili a bianchi fantasmi incappucciati, non incoraggiava una simile esuberanza. 
Poco dopo, George diede un'occhiata al suo orologio. 
«Dovremmo esserci fra un'ora» gridò a Chuck, senza voltarsi. 
Poi aggiunse, a mo' di ripensamento: «Mi chiedo se il computer non abbia finito il suo lavoro. Dovrebbe essere all'incirca adesso». 
Chuck non rispose, così George si girò sulla sella. Poteva vedere il volto di Chuck, un ovale bianco rivolto al cielo. «Guarda» bisbigliò Chuck, e George sollevò gli occhi verso il firmamento. (C'è sempre un'ultima volta per ogni cosa.) In alto, senza nessun clamore, le stelle si stavano spegnendo.

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