2026_07_07 Rassegna di Concerti al Castello di Vigevano edizione 2026

Annunciati oggi nella Aula Consiliare del Comune di Vigevano i concerti che si terranno nel cortile del Castello di Vigevano organizzati dalla AUDERE che già da almeno tre anni porta i grandi nomi della musica leggera e dello spettacolo comico satirico in due trance, la prima dal 7 al 14 luglio 2026 con Federico Buffa, Il Volo, Filippo Caccamo, La vita a 30 anni, Noemi, Giorgia (13/07) e chiusura il 15 con Fiorella Mannoia.
La seconda parte dal 1 al 9 settembre con Federico Basso, i Pooh, Enrico Brignano, Claudio Baglioni (6/09) e Riccardo Cocciante in chiusura al 9 settembre. Le prenotazioni saranno sul sito Ticketone o al biglietteria@audere.srl
Nella foto Marco Sabotti organizzazione rassegna
Nella foto Mario Mainino con Marco Sabotti



Martedì 07 Luglio 2026_07_07

Federico Buffa


Mercoledì 08 Luglio 2026_07_08

Il Volo


Giovedì 09 Luglio 2026_07_09

Filippo Caccamo


Venerdì 10 Luglio 2026_07_10

La vita a 30 anni


Domenica 12 Luglio 2026_07_12

Noemi


Lunedì 13 Luglio 2026_07_13

Giorgia


Mercoledì 15 Luglio 2026_07_15

Fiorella Mannoia



Martedì 01 Settembre 2026_09_01

Federico Basso


Venerdì 04 Settembre 2026_09_04

Pooh


Sabato 05 Settembre 2026_09_05

Enrico Brignano


Domenica 06 Settembre 2026_09_06

Claudio Baglioni
*Annuncio Importante* da A U D E R E
In merito a quanto già comunicato relativamente posticipo del “GrandTour LA VITA È ADESSO” di CLAUDIO BAGLIONI, si informa che, a seguito di tutte le verifiche fatte, la data al Castello Sforzesco di Vigevano (PV), inizialmente prevista per il 6 settembre 2026, non potrà essere recuperata nel 2027.
Si dà pertanto il via alle procedure di rimborso. Di seguito le informazioni:
-Per chi ha acquistato online (su Ticketone e Ticketmaster), il rimborso avverrà in automatico.
-Per chi ha acquistato nei punti vendita sarà possibile chiedere il rimborso, entro il 30 settembre 2026, attraverso il circuito di vendita utilizzato in fase di acquisto.
Tutti i possessori di Ticket riceveranno una comunicazione sull’indirizzo e-mail utilizzato in fase di registrazione, indicando in maggior dettaglio modalità e tempistiche della procedura come previsto dalle Condizioni Generali di Contratto consultabili all’interno della sezione dedicata ai rimborsi sul sito TicketOne.
Per info e supporto, vi invitiamo a contattarci via email a: info@youservizi.it  


Mercoledì 09 Settembre 2026_09_09

Riccardo Cocciante


2026_08_14 Vigilia di ferragosto tra meditazione e ricordi

Arthur C. Clarke
I NOVE MILIARDI DI NOMI DI DIO
" ... quando avremo scritto tutti i nomi che gli abbiamo dato, si calcola che siano circa nove miliardi, Dio avrà raggiunto il suo fine. ... e lassù, senza tanto chiasso, le stelle si stavano spegnendo."

(The Nine Billion Names Of God, 1953) Star Science Fiction Stories, 1953 
Immagine creata by mm con Copilot, testo del racconto tratto da PDF rintracciabile on-line

«È una richiesta un po' insolita» disse il dottor Wagner, con quella che sperava apparisse una lodevole esibizione di tatto. «Per quello che ne so è la prima volta che qualcuno ci chiede di fornire a un monastero tibetano un computer a sequenza automatica. Non desidero certo apparire indiscreto, ma non avrei mai pensato che il vostro, ehm, istituto potesse avere qualche motivo per utilizzare una macchina di questo tipo.  Potrebbe spiegare l'uso che intendete farne?» 
«Volentieri» rispose il lama, lisciandosi la veste di seta e mettendo via con cura il regolo calcolatore che aveva usato per convertire la valuta. 
«Il vostro computer Mark V può eseguire qualunque operazione matematica di routine fino a dieci cifre. Tuttavia, per il nostro lavoro, siamo interessati a lettere non a numeri. Noi desideriamo che modifichiate i circuiti di output, in modo che la macchina stampi parole, non colonne di cifre». 
«Non riesco bene a capire...» 
«Questo è un progetto al quale abbiamo lavorato durante gli ultimi tre secoli, da quando è stata fondata la lamasseria, il monastero, in pratica. È un po' estraneo al vostro modo di pensare, perciò spero che vorrà ascoltare con mente aperta mentre glielo spiego». 
«Naturalmente». 
«In realtà è molto semplice. Abbiamo compilato una lista che conterrà tutti i nomi di Dio». 
«Scusi?» 
«Abbiamo motivo di credere» continuò il lama, imperturbabile, «che tutti quei nomi possano essere scritti con non più di nove lettere in un alfabeto che abbiamo ideato noi stessi». 
«E lo state facendo da tre secoli?» 
«Sì. Ci aspettavamo che ci sarebbero voluti circa quindicimila anni per completare l'impresa». 
«Oh». 

Il dottor Wagner parve un po' stordito. 

«Adesso capisco perché volete affittare una delle nostre macchine. Ma qual è esattamente lo scopo di questo progetto?» 

Il lama esitò per una frazione di secondo, e Wagner si chiese se non l'avesse involontariamente offeso. Ma se era così, non vi fu la minima traccia di fastidio nella sua risposta. 

«Lo chiami pure un rituale, se vuole, ma è una componente fondamentale della nostra fede. 
Tutti i molti nomi dell'Essere Supremo, Dio, God, Jeovah, Allah, e così via, sono soltanto etichette prodotte dall'uomo. 
Qui esiste un problema filosofico d'una certa difficoltà, che non ho intenzione di discutere, ma in qualche punto fra tutte le possibili combinazioni di lettere che possono esistere vi sono quelli che potremmo chiamare i veri nomi di Dio. 
Attraverso una sistematica permutazione delle lettere, abbiamo tentato di elencarli tutti». 
«Capisco. Avete cominciato con AAAAAAAAA... per arrivare a ZZZZZZZZZ...» 
«Proprio così, anche se usiamo un nostro speciale alfabeto. Modificare le scriventi automatiche per risolvere questo aspetto è naturalmente banale. Un problema molto più interessante è quello di progettare dei circuiti adatti per eliminare le combinazioni assurde. Per esempio, nessuna lettera deve comparire più di tre volte di seguito». 
«Tre? Certamente vorrà dire due». 
«Tre è giusto: temo che ci vorrebbe troppo tempo per spiegarle il perché, anche se lei capisce la nostra lingua». 
«Sono certo di sì» si affrettò ad aggiungere Wagner. «Continui pure». 
«Per fortuna sarà una faccenda molto semplice adattare il vostro computer a sequenza automatica per questo lavoro, poiché quando sarà stato programmato in maniera corretta, permuterà ogni lettera volta per volta e stamperà il risultato. Dove sarebbero stati necessari quindicimila anni per completare il lavoro, potremo farlo in cento soltanto». 

Il dottor Wagner quasi neppure si accorgeva del lontano fragore che saliva dalle strade di Manhattan, molto più in basso. Si trovava in un mondo diverso, un mondo di montagne naturali, non create dall'uomo, in alto fra quelle vette lontane, quei monaci avevano continuato a lavorare pazientemente, generazione dopo generazione, compilando le loro liste di parole senza senso. 

Esisteva qualche limite alle follie dell'umanità? 

Comunque, non doveva far trapelare nessun segno dei suoi pensieri interiori. Il cliente aveva sempre ragione... «Non c'è alcun dubbio» rispose il dottor Wagner, «sul fatto che noi siamo in grado di modificare il Mark V così da stampare automaticamente liste di questo tipo. Mi preoccupano molto di più i problemi dell'installazione e della manutenzione. Raggiungere il Tibet, al giorno d'oggi, non sarà facile». 
«Possiamo organizzare tutto noi. Le componenti sono abbastanza piccole da poter viaggiare per via aerea, è uno dei motivi per cui abbiamo scelto la vostra macchina. Se riuscirete ad arrivare in India, provvederemo noi a fornire i mezzi di trasporto da lì». 
«E volete assumere due dei nostri tecnici?» 
«Sì, per i tre mesi necessari al progetto». 
«Non ho alcun dubbio che il nostro ufficio personale potrà occuparsene». 

Il dottor Wagner scribacchiò qualcosa su un blocco di appunti sulla sua scrivania. «Ci sono soltanto altri due punti...»
 Prima che potesse terminare la frase, il lama aveva tirato fuori un foglietto. «Questa è la certificazione del mio credito presso la Banca Asiatica». 
«Grazie. Pare... ah... adeguato. La seconda questione è così banale che esito a farvi accenno, ma è sorprendente quanto spesso le cose ovvie vengano trascurate. Di quale fonte di energia elettrica disponete?» 
«Un generatore diesel che fornisce cinquanta kilowatt a centodieci volt. È stato installato circa cinque anni fa ed è molto affidabile. Ha reso la vita nel nostro monastero molto più comoda, ma naturalmente è stato installato soprattutto per fornire energia alle nostre ruote di preghiera». 
«Naturalmente» gli fece eco il dottor Wagner. «Avrei dovuto pensarci». 

Il panorama dal parapetto dava le vertigini, ma col tempo ci si abitua a tutto. Dopo tre mesi, George Hanley non provava più quell'impressione di vertigine alla vista dello strapiombo di seicento metri sull'abisso e della remota scacchiera di campi coltivati nella valle sottostante. 
Era appoggiato alle pietre levigate dal vento e fissava imbronciato le lontane montagne delle quali non si era mai preoccupato di scoprire i nomi. Questa, pensò George, era la cosa più folle che gli fosse mai capitata. «Progetto Shangri-La», qualcuno l'aveva battezzato laggiù nei laboratori della ditta. 

Da settimane ormai il Mark V aveva sfornato chilometri e chilometri di fogli coperti di segni incomprensibili. Con inesorabile pazienza il computer aveva riorganizzato le lettere in tutte le loro possibili combinazioni, esaurendo ogni singola classe prima di passare alla successiva. 
A mano a mano che i fogli emergevano dalle scriventi elettriche, i monaci li tagliavano con estrema attenzione incollandoli in enormi libroni. 
Una settimana ancora e, grazie al cielo, avrebbero finito. 
Quali oscuri calcoli avessero convinto i monaci di non doversi preoccupare di esaminare, dopo, le parole di dieci, venti o cento lettere, George non lo sapeva. 
Uno dei suoi incubi ricorrenti era che ci sarebbe stato un cambio di programma e che il Gran Lama (loro, naturalmente, lo chiamavano Sam Jaffe, anche se non assomigliava neanche un po' all'attore) annunciava all'improvviso che il progetto sarebbe stato prolungato all'incirca fino all'anno 2060 d.C. Erano capacissimi di farlo.
George sentì la grande porta di legno massiccio sbattere al vento quando Chuck uscì fuori, e si fermò a ridosso del parapetto accanto a lui. Come al solito, Chuck stava fumando uno di quei sigari che l'avevano reso così popolare fra i monaci i quali, a quanto pareva, erano più che disposti ad abbracciare tutti i piccoli piaceri della vita, e anche quelli più grandi. 
Questa era una delle cose a loro favore: potevano anche essere pazzi, ma non erano bacchettoni. 
Quei frequenti viaggi che facevano giù fino al villaggio, per esempio... «Ascoltami, George» disse Chuck, con una certa angoscia nella voce. «Ho saputo qualcosa che può significare guai per noi». 
«Cosa c'è che non va? La macchina non funziona come si deve?» 

Quello era il peggior guaio che George potesse immaginare. Avrebbe potuto ritardare il loro ritorno, e nessun'altra prospettiva gli appariva altrettanto orribile. 
Visto come si sentiva in quel momento, perfino la contemplazione d'uno spot pubblicitario televisivo gli sarebbe parsa una manna dal cielo. Per lo meno avrebbe significato un collegamento con casa sua. 
«No, niente del genere». Chuck si appoggiò al parapetto, il che era insolito, giacché quello strapiombo gli aveva sempre fatto paura. 
«Ho appena scoperto cos'è in realtà tutta questa faccenda». 
«Cosa vuoi dire? Credevo che lo sapessimo». 
«Sicuro. Sappiamo quello che i monaci stanno cercando di fare. Ma non ne sapevamo il perché. È la cosa più folle che...» 
«Vuoi dirmelo, allora?» gemette George. «... il vecchio Sam si è appena confidato con me. Tu sai che viene ogni pomeriggio a guardare i fogli mentre si srotolano fuori. Bene, questa volta pareva piuttosto eccitato, o quanto meno, quanto potrà mai esserlo uno come lui. Quando gli ho detto che eravamo arrivati all'ultimo ciclo, mi ha chiesto con quel suo affascinante accento inglese, se mi fossi mai domandato cosa stavano cercando di fare. "Certo" gli ho risposto, e lui me l'ha raccontato». 

«Continua, ci rinuncio». 

«Bene, loro credono che quando avranno elencato tutti i Suoi nomi, e calcolano che ce ne siano all'incirca nove miliardi, Dio avrà conseguito il suo scopo. La razza umana avrà portato a termine il compito per cui è stata creata, e non ci sarà più nessuna ragione per continuare. Addirittura, l'idea stessa è blasfema». 
«Allora, cosa si aspettano che facciamo, che ci suicidiamo?» 
«Non ce ne sarà bisogno. Una volta completata la lista, Dio interviene e conclude ogni cosa... tombola!» 
«Oh, capisco. Quando avremo finito il nostro lavoro, ci sarà la fine del mondo». 
Chuck se ne uscì in una risatina nervosa. 
«È proprio quello che ho detto a Sam. E sai cos'è successo? Mi ha guardato in maniera molto strana, come se io fossi l'idiota della classe, e ha replicato: "Non è niente di così banale"». 
George ci rifletté per un attimo. «È quello che io dico avere la Grande Visione» commentò, qualche istante dopo. 
«Ma cosa pensi che dovremmo fare? Non mi pare che ci sia la minima differenza, per noi. Dopotutto, sapevamo che erano matti». 
«Sì, ma non capisci cosa potrebbe accadere? Quando la lista sarà completata e l'Ultima Tromba non squillerà, o qualunque altra cosa si aspettino, potremmo essere noi a venire incolpati. È la nostra macchina che stanno usando. Questa situazione non mi piace neanche un po'». 
«Capisco» replicò George, lentamente. 
«Qui hai colto nel segno. Ma questo genere di cose è già successo altre volte, sai. Quand'ero ragazzino, giù in Louisiana, avevamo un predicatore quasi del tutto partito con la testa il quale un giorno disse che il mondo sarebbe finito domenica prossima. Centinaia di persone gli credettero, finirono perfino per vendere le proprie case. Eppure, quando non successe niente, non s'infuriarono con lui come ti saresti aspettato. Decisero semplicemente che aveva sbagliato i suoi calcoli e continuarono a credere. Sono convinto che qualcuno ci creda ancora». 
«Bene, questa non è la Louisiana, nel caso in cui non te ne sia accorto. Noi siamo soltanto due e questi monaci sono centinaia. Mi sono simpatici e mi dispiacerà per il vecchio Sam quando si accorgerà che il compito della sua vita si rivolterà contro di lui, ma preferirei lo stesso trovarmi da qualche altra parte».
«Sono settimane che anch'io lo desidero ardentemente. Ma non c'è niente che possiamo fare fino a quando il contratto non sarà concluso e non arriverà l'aereo a riportarci a casa». 
«Naturalmente» disse Chuck, pensieroso, «potremmo sempre tentare un piccolo sabotaggio». 
«Col cavolo che possiamo fare una cosa simile. Non farebbe altro che peggiorare le cose». 
«Non come intendo io. Mettiamola così. La macchina finirà il suo lavoro fra quattro giorni, sulla base delle venti ore giornaliere di oggi. Il trasporto arriverà fra una settimana. D'accordo? Tutto quello che dobbiamo fare è trovare qualcosa che debba venir sostituito, durante i periodi di manutenzione, qualcosa che faccia sospendere il lavoro per un paio di giorni. Noi ripareremo il guasto, naturalmente, ma non troppo in fretta. Se sincronizzeremo le cose per bene, potremmo trovarci giù all'aeroporto quando l'ultimo nome schizzerà fuori dalla stampante. A quel punto, non ce la faranno più a prenderci».
«Non mi piace» disse George. 
«Sarà la prima volta che abbandonerò un lavoro. Inoltre li renderebbe sospettosi. No, resterò qui e accetterò quello che sarà». 

«Non mi piace ancora» dichiarò, sette giorni più tardi, mentre i piccoli e robusti pony di montagna li stavano trasportando giù per la strada serpeggiante. «E non credere che io stia scappando perché ho paura. È soltanto che sono dispiaciuto per quei poveracci là sopra, e non voglio trovarmi lì intorno quando scopriranno che razza di gonzi sono stati. Mi chiedo come la prenderà Sam». 
«È strano» replicò Chuck, «ma quando l'ho salutato ho avuto l'impressione che sapesse che stavamo tagliando la corda e che non gliene importasse, perché sapeva che la macchina funziona alla perfezione e che il lavoro sarebbe stato ben presto finito. Dopo... be', naturalmente, per lui non esiste nessun Dopo...» 
George si girò sulla sua sella, e sollevò lo sguardo verso la strada di montagna. Quello era l'ultimo punto da cui era possibile vedere chiaramente il monastero. Il profilo dei tozzi edifici angolosi si stagliava contro il riverbero del tramonto: qua e là baluginavano luci, come gli oblò sulla fiancata di un transatlantico. Luci elettriche, naturalmente, le quali condividevano lo stesso circuito del Mark V. 
Per quanto tempo ancora l'avrebbero condiviso? si chiese George. 
I monaci avrebbero fracassato il computer in preda alla collera e al disappunto? 
Oppure si sarebbero seduti tranquilli, ricominciando daccapo i loro calcoli? 
Lui sapeva esattamente ciò che stava succedendo lassù sulla montagna, in quel preciso istante. 
Il Gran Lama e i suoi assistenti se ne stavano seduti, avvolti nelle loro vesti di seta, intenti a ispezionare i fogli a mano a mano che i monaci cadetti li portavano via dalla stampante, e li incollavano nei grandi volumi. Nessuno diceva niente. 
L'unico suono, là dentro, era l'incessante ticchettio, l'interminabile grandinare dei tasti che colpivano la carta, giacché di per sé il Mark V era del tutto silenzioso mentre smaltiva le molte migliaia di calcoli ad ogni singolo secondo. 
Tre mesi di questo, pensò George, erano sufficienti per far ammattire chiunque.
 «Eccolo là!» gridò Chuck, indicando il fondovalle. «Non è bello?»
 E certamente lo era, pensò George. Il vecchio, ammaccato DC3 spiccava in fondo alla pista come una minuscola croce d'argento. Fra due ore li avrebbe condotti verso la libertà e l'equilibrio mentale. 
Era un pensiero che valeva la pena di assaporare come se si trattasse di un liquore di qualità. George lasciò che gli passasse e gli ripassasse nel cervello, gustandolo, mentre il pony continuava a scendere con passo paziente e pesante il pendio. 
Adesso la rapida notte dell'alto Himalaya era quasi su di loro. Per fortuna la strada era molto buona, secondo la qualità media delle strade in quella regione, e tutti e due erano muniti di torce. 
Non c'era il minimo pericolo, soltanto il lieve disagio dovuto al freddo pungente. 
Il cielo sopra di loro era perfettamente limpido, e acceso dal brulichio delle familiari e amichevoli stelle. Per lo meno, pensò George, non ci sarebbe stato il rischio che il pilota non potesse decollare a causa delle cattive condizioni del tempo. 
Quella era l'unica preoccupazione che gli era ancora rimasta. 
Cominciò a cantare, ma dopo un po' ci rinunciò. 
Quel vasto anfiteatro di montagne che si stagliavano da ogni lato simili a bianchi fantasmi incappucciati, non incoraggiava una simile esuberanza. 
Poco dopo, George diede un'occhiata al suo orologio. 
«Dovremmo esserci fra un'ora» gridò a Chuck, senza voltarsi. 
Poi aggiunse, a mo' di ripensamento: «Mi chiedo se il computer non abbia finito il suo lavoro. Dovrebbe essere all'incirca adesso». 
Chuck non rispose, così George si girò sulla sella. Poteva vedere il volto di Chuck, un ovale bianco rivolto al cielo. «Guarda» bisbigliò Chuck, e George sollevò gli occhi verso il firmamento. (C'è sempre un'ultima volta per ogni cosa.) In alto, senza nessun clamore, le stelle si stavano spegnendo.

2026_09_10 TRAME E INTRECCI al cinema teatro Odeon di Vigevano

All'Odeon di Vigevano è stata presentata la rassegna di film offerti a solo 3.50€ di ingresso
dal 10 al 20 Settembre 2026 
TRAME E INTRECCI

Giovedì 10 Settembre 2026_09_10 ore 16.00 e 21.15
Venerdì 11 Settembre 2026_09_11 ore 18.30
ALLORA BALLIAMO di Amélie Bonnin

Cécile è una giovane chef di successo a un passo dall’aprire il proprio ristorante a Parigi. Tuttavia, quando suo padre viene colto da un infarto, è costretta a tornare nel villaggio d’infanzia, dove ritrova il suo primo amore Raphaël. Tra ricordi che riaffiorano ed emozioni sopite, le certezze incrollabili di Cécile iniziano ad incrinarsi. E forse la vera ricetta della felicità non è quella che aveva immaginato.

Giovedì 10 Settembre 2026_09_10 ore 18.30
Venerdì 11 Settembre 2026_09_11 ore 16.00 e 21.15
MIO FRATELLO È UN VICHINGO di Anders Thomas Jensen

Anker, un ex rapinatore, esce dopo 15 anni di prigione con un solo obiettivo recuperare il bottino nascosto dal fratello Manfred, il quale però soffre di gravi disturbi mentali ed è convinto di essere John Lennon. Quest’ultimo non ha nessuna memoria o volontà di dire dove ha nascosto i soldi

Sabato 12 Settembre 2026_09_12 ore 21.15
Domenica 13 Settembre 2026_09_13 ore 19.00 e 21.15
BENVENUTI IN CAMPAGNA di Giambattista Avellino

La famiglia Fontana — formata dal ricercatore precario Gerry, dalla vigilessa stressata Ilaria e dal figlio Giulio — sfinita dal caos e dallo stress della vita in città, decide di trasferirsi in un vecchio casale di campagna per ricominciare a vivere a contatto con la natura. Ma niente è come lo avevano immaginato riusciranno a sopravvivere alla loro odissea agreste?

Domenica 13 Settembre 2026_09_13 ore 15.00 e 17.00
TOY STORY 5 di Andrew Stanton e McKenna Harris

Nel mondo dei giocattoli è arrivata una nuova, inattesa rivale la tecnologia, che attraverso mille dispositivi ruba il tempo ai giovanissimi e impedisce loro di continuare a giocare nella realtà. Jessie e i suoi amici temono un imminente destino di estinzione. Quando i genitori di Bonnie le regalano un tablet, Jessie si vede perduta e chiede l’aiuto di Woody e Buzz. Nel frattempo da un container escono decine di Buzz Lightyear che individuano nella stella da sceriffo a di Jessie il comando stellare che sono destinati a incontrare, mentre il Buzz originale cerca il momento giusto per chiedere a Jessie di unirsi a lui per sempre.

Giovedì 17 Settembre 2026_09_17 ore 18.30
Venerdì 18 Settembre 2026_09_18 ore 16.00 e 21.15
HEN – STORIA DI UNA GALLINA di György Pálfi

Il film segue la vita di una gallina nera, Hen, fuggita da un allevamento intensivo. La storia è narrata interamente dal punto di vista dell’animale, che si ritrova coinvolto tra dinamiche di cortile e, sullo sfondo, una spietata rete di traffico clandestino di migranti in Grecia.

Giovedì 17 Settembre 2026_09_17 ore 16.00 e 21.15
Sabato 19 Settembre 2026_09_19 ore 18.30
LO CHIAMAVA ROCK ‘N ROLL di Saverio Smeriglio

Mauro è un surfista famoso che, in seguito ad un incidente, perde un amico e si ritrova con un problema invalidante ad una gamba. Costretto a una lungodegenza in una clinica di riabilitazione, conosce Federico, affetto da Atassia di Friedreich e costretto su una sedia a rotelle. L’iniziale scontro tra i due si trasforma in un’amicizia profonda che li porterà a compiere insieme un percorso fuori dagli schemi.

Venerdì 18 Settembre 2026_09_18 ore 18.30
Sabato 19 Settembre 2026_09_19 ore 16.00 e 21.15
IL PRIGIONIERO di Alejandro Amenábar

Algeri, 1575. Islam e Cristianesimo sono in lotta per il dominio del Mediterraneo e i corsari arabi catturano le navi cristiane, vendendo i passeggeri come schiavi o ostaggi. I prigionieri d’alto rango vengono trattenuti dal temuto Hasan Bajà, il Signore d’Algeri detto il Veneziano. Fra i suoi prigionieri c’è Miguel de Cervantes, futuro autore del Don Chisciotte. Miguel si fa benvolere dai compagni di sventura e da Bajà, ma si troverà al centro di attenzioni e gelosie e farà di tutto per sopravvivere ad una situazione di costante pericolo.

Domenica 20 Settembre 2026_09_20 ore 16, 18.30 e 21.00
ELECTION DAY di Giorgio Amato

Nella notte elettorale in cui si decide il suo destino politico, la deputata progressista Renata Innocenti vede la sua carriera sull’orlo del baratro quando il suo compagno e giornalista sportivo, Carlo De Santis, diventa protagonista di un clamoroso scandalo mediatico per avere rivolto a un calciatore un insulto razzista in diretta TV. Tra tensioni familiari, pressioni politiche e colpi di scena, Renata dovrà lottare duramente per salvare tutto ciò che ha costruito.

2026_05_10 Palazzo Marino in Musica nuova serie di concerti da maggio a novembre 2026

Palazzo Marino in Musica
CONTROCANTO
10 Maggio – 08 Novembre 2026
XV Edizione / Stagione 2026
Sala Alessi – Palazzo Marino
Piazza della Scala 2, Milano

La melodia singola basta a se stessa. Il controcanto aggiunge una seconda voce: non seguiamo più una linea, ma la relazione tra le linee. È l’inizio della musica in senso completo: trasforma il monologo in dialogo. Due voci che parlano insieme, e ciò che conta è quello che accade nel mezzo. Nel tempo, il controcanto ha assunto molte forme e significati: non è solo una seconda voce, sono i compositori stessi a cercare il dialogo nascosto. Oggi le voci si moltiplicano, e il dialogo potrebbe diventare un intreccio complesso; invece la musica spesso si semplifica. Le ragioni del controcanto ci portano in un mondo ricco di idee: il controcanto ci fa percepire ciò che sta nel mezzo, non la somma, ma lo spazio tra le voci.

La Direzione Artistica Davide Santi e Rachel O’Brien

Domenica 10 Maggio 2026_05_10
IL CORAGGIO DELLO SWING
Millennials’ Orchestra – Lorenzo Baldasso
Diretta da Lorenzo Baldasso, la Millennials’ Orchestra in questo programma mette in dialogo le figure di Benny Goodman e Artie Shaw, protagonisti di una stagione in cui la musica jazz divenne anche strumento di cambiamento sociale, contribuendo al superamento delle barriere della segregazione razziale. Il concerto restituisce questa tensione tra musica e società, intrecciando storia e suono in un racconto coinvolgente.

Negli anni Trenta e Quaranta del Novecento lo Swing non fu soltanto un linguaggio musicale, ma anche un terreno di trasformazione sociale: in un contesto segnato da forti barriere razziali, alcune figure della scena Jazz scelsero di mettere in discussione le consuetudini dell’epoca, aprendo spazi di collaborazione inediti tra musicisti bianchi e afroamericani.
Il percorso proposto attraversa alcune pagine emblematiche di questa storia, a partire da Roll ’Em, legato a Mary Lou Williams, in cui emerge il ruolo sociale di una delle prime grandi figure femminili afroamericane del Jazz, la cui presenza contribuì a ridefinire gli equilibri delle grandi orchestre dell’epoca. Nelle incisioni del Benny Goodman Trio, come Body and Soul e China Boy, la presenza di Teddy Wilson, pianista afroamericano, rappresenta uno dei primi esempi di formazione mista stabile su palcoscenici e registrazioni mainstream, superando le barriere del tempo.
Il dialogo prosegue con i brani dei Gramercy Five di Artie Shaw (The Grabtown Grapple, Hop, Skip and Jump), arricchiti dalla presenza di Roy Eldridge, tra i più importanti trombettisti afroamericani del periodo, elemento decisivo di libertà espressiva e innovazione timbrica. In Any Old Time si evidenzia invece l’esordio con l’orchestra di Artie Shaw di Billie Holiday, cantante afroamericana tra le voci più significative della storia del Jazz.
Don’t Be That Way, legato anche alla scrittura di Edgar Sampson, sassofonista afroamericano, sottolinea il contributo fondamentale di musicisti afroamericani spesso attivi come compositori e arrangiatori dietro il successo delle grandi orchestre dell’epoca, mentre Stompin’ at the Savoy rimanda al Savoy Ballroom di Harlem, luogo simbolo dello Swing in cui la segregazione si dissolveva nella danza, con pubblico e musicisti di diversa provenienza che condividevano lo stesso spazio senza barriere.
Infine, One O’Clock Jump, firmato da Count Basie, pianista e bandleader afroamericano, rappresenta uno dei manifesti della grande orchestra Jazz, divenuto poi patrimonio condiviso dell’intera Swing Era.
Ne emerge così un ritratto dello Swing come spazio di incontro, contaminazione e libertà, in cui la musica ha spesso preceduto i cambiamenti sociali.

Millennials' Orchestra
Direttore e clarinetto solista: Lorenzo Baldasso
Voce: Chiara Pederzani
Batteria: Mauro Mengotto
Contrabbasso: Marco Zammuto
Pianoforte: Alessio Magliari
Chitarra: Federico Lamura
Sax alto: Federico Limardo
Sax alto: Niccolò Dainelli
Sax tenore: Ludovico Cicchitelli
Sax tenore: Alessandro Lenna
Trombone: Gabriel Freitas Santos Cavicchioli
Trombone: Oliseh Francesco Obiarinze
Tromba: Mario Mariotti
Tromba: Cesare Mecca
Tromba: Cristian Barbarino


Domenica 14 Giugno 2026_06_14
RACCONTI NEL MEZZO
Trio Samsonova, Bakholdina, Kravchenko
Julia Samsonova-Khayet, mezzosoprano
Sabina Bakholdina, viola
Irina Kravchenko, pianoforte
Programma
Charles Martin Loeffler (1861–1935)
4 Poems, op. 15 n. 1 e 4
Frank Bridge (1879–1941)
3 Songs for Voice, Viola and Piano, H. 76 n. 1
Rebecca Clarke (1886–1979)
The Clothes of Heaven
Down by the Salley Gardens
Viola Sonata
Johannes Brahms (1833–1897)
Vier Gesänge, op. 43 n. 1 Von ewiger Liebe
9 Lieder und Gesänge, op. 63 n. 5 Meine Liebe ist grün
Zwei Gesänge, op. 91 per contralto, viola e pianoforte
Il programma offre inoltre l’occasione di ascoltare pagine di straordinaria qualità, raramente eseguite.
Tre voci dal timbro scuro — mezzosoprano, viola e pianoforte — diventano protagoniste di un concerto dedicato al dialogo musicale. Nella tradizione, questi strumenti incarnano il controcanto: la linea che risponde, completa, contraddice la melodia. Il programma si apre con i 4 Poems di Charles Martin Loeffler, dove simbolismo e ricerca timbrica si fondono in atmosfere rarefatte. La viola e la voce si intrecciano creando ombre sonore, più che semplice accompagnamento. Frank Bridge prosegue questo percorso di intimità con i 3 Songs H.76, raffinati esempi di scrittura cameristica. Rebecca Clarke porta il controcanto a un livello ulteriore: compositrice e violista, pioniera tra le donne orchestrali. La sua Viola Sonata del 1919, quasi vincitrice del concorso Coolidge, suscitò clamore e incredulità per la sua forza espressiva. Accanto alla sonata, The Clothes of Heaven e Down by the Salley Gardens rivelano la delicatezza lirica della sua scrittura. Johannes Brahms chiude il programma con tre Lieder, dove voce, viola e pianoforte si fondono in equilibrio perfetto. Von ewiger Liebe, Meine Liebe ist grün e i Zwei Gesänge op.91 restituiscono un’intimità appassionata e profonda. Dietro queste musiche si cela la storia di molte compositrici dimenticate: Mendelssohn, Schumann, Boulanger, Clarke. Donne di talento costrette a farsi strada tra ostacoli e silenzi, ai margini del riconoscimento. Per secoli escluse da conservatori, orchestre e premi, hanno aggiunto bellezza alla musica senza occupare il centro della scena. Il concerto diventa così un omaggio a quelle voci che hanno arricchito la storia musicale. Un invito all’ascolto del dialogo tra le voci, tra epoche e sensibilità. Un percorso di intimità e forza, di luce e ombra. Un viaggio nel controcanto come metafora di relazione e profondità. Un tributo alla creatività femminile e alla sua resilienza. Un racconto di musica e di coraggio. Un omaggio alle voci che, pur lontane dal centro, hanno dato forma alla bellezza.


Domenica 12 Luglio 2026_07_12
LE NUOVE MUSICHE
I Madrigalisti Estensi
Valentina Ferrarese, mezzosoprano
Andrea Rigano, violoncello barocco
Giulio Petrella, tiorba
Michele Gaddi, clavicembalista e direttore
Michele Gaddi, insieme a Valentina Ferrarese e ai Madrigalisti Estensi, propone un percorso alle origini della monodia accompagnata tra Cinquecento e Seicento. Da Giulio Caccini a Claudio Monteverdi e Francesco Cavalli, il concerto racconta la nascita di un nuovo linguaggio musicale, centrato sulla voce solista e sull’espressività della parola. Il programma include anche rare pagine provenienti dalla Biblioteca Estense, eseguite in prima esecuzione moderna. 

Domenica 13 Settembre 2026_09_13
DIALOGHI NEL TEMPO
Monica Zhang, pianoforte
Programma:
Johann Sebastian Bach (1685–1750)
Toccata in mi minore, BWV 914
Felix Mendelssohn Bartholdy (1809–1847)
Fantasia in fa diesis minore, op. 28
– Con moto agitato / Andante / Con moto agitato
– Allegro con moto
– Presto
Johann Sebastian Bach
trascrizione di Sergej Vasil’evič Rachmaninov (1873–1943)
Dalla Partita n. 3 per violino solo in mi maggiore, BWV 1006
Preludio
Gavotta
Giga
Sergej Vasil’evič Rachmaninov (1873–1943)
Variazioni su un tema di Chopin, op. 22

Il titolo racconta l’impostazione del concerto: non una sequenza di brani, ma un dialogo tra scritture di epoche diverse. La Toccata BWV 914 di Bach apre con un contrappunto puro; la Fantasia op. 28 di Mendelssohn porta il discorso nel primo Romanticismo, tra rigore ed espressione. Con la trascrizione della Partita BWV 1006, Rachmaninov riscrive Bach nello spazio pieno del pianoforte, e con le Variazioni op. 22 risponde a Chopin come prima aveva risposto a Bach: un arco che da Bach, passando per Mendelssohn, arriva al primo Novecento.
Nata a Milano nel 2007, Monica Zhang ha vinto oltre trenta concorsi internazionali, esibendosi nelle principali sale d’Europa e degli Stati Uniti, anche davanti al Presidente Mattarella. Formatasi in accademie come la Chigiana e la Stauffer, ha ricevuto l’apprezzamento di Evgeny Kissin e inciso per Da Vinci Classics.

Domenica 11 Ottobre 2026_10_11
IL SUONO DISEGNATO
MDI ensemble con ospiti
Una lezione-concerto dedicata a Sylvano Bussotti, una delle figure più originali dell’avanguardia europea. Attraverso partiture grafiche, bozzetti e interpretazioni dal vivo, il pubblico è guidato in un’esperienza che unisce musica, arti visive e teatro, esplorando il confine tra segno e suono.

Domenica 8 Novembre 2026_11_08
ARMONIE VISIVE
Neuma Sax Quartet
Conservatorio “G. Verdi” Milano
Programma dedicato alla musica per il cinema, un repertorio che ha a lungo seguito un percorso parallelo alla tradizione della sala da concerto: talvolta osservato con distanza, ma capace di affermare nel tempo la propria autorevolezza. Con pagine di Ennio Morricone, George Gershwin e Scott Joplin, affidate al Neuma Sax Quartet, queste musiche rivelano la loro autonomia, trasformandosi in un racconto sonoro capace di evocare immagini ed emozioni anche al di fuori dello schermo.

I concerti si tengono domenica mattina alle ore 11.00 in Sala Alessi.
I biglietti d’ingresso sono gratuiti: a partire dalle ore 09.30 del giovedì precedente ogni concerto è possibile ritirarli (fino a un massimo di due biglietti a persona) presso la biglietteria delle Gallerie d’Italia – Milano oppure prenotarli online alla pagina Info e Biglietti.
La rassegna Palazzo Marino in Musica è realizzata in collaborazione con il Comune di Milano ed è organizzata da EquiVoci Musicali.
Le Istituzioni coinvolte nel 2026 come partner sono Comune di Milano, MM Spa, la Centrale dell’Acqua di Milano, Aquaflor, Gallerie d’Italia – Milano, museo di Intesa Sanpaolo e il Conservatorio “G. Verdi” di Milano.
La rassegna è sostenuta da Intesa Sanpaolo.
Sponsor tecnico Fazioli e Serazio pianoforti
La direzione artistica è a cura di Davide Santi e Rachel O’Brien.

2026_08_09 Bellano Festival – 2026 tornano insieme Cavalleria e Pagliacci

Per l'edizione 2026 di Bellano Festival sempre sotto l'egida direttoriale di Roberto Gianola che dai suoi impegni sparsi per il mondo torna ogni anno sulle rive del suo lago per dirigere le produzioni che verranno proposte. Anche quest'anno si rinnova la collaborazione per l'impianto scenico con la Grandi Spettacoli di Elena d'Angelo che ne curerà anche la regia.
Dopo il gala lirico con le voci nuove selezionate dal concorso che si è tenuto domenica 2 agosto, tocca ora al dittico storico di Cavalleria e Pagliacci in scena domenica 9 alle 21.

Bellano Festival – 2026
Giardini Eliporto, Via Martiri della Liberazione Bellano (LC)
Domenica 9 Agosto 2026 ore 21:00

Pietro Mascagni
CAVALLERIA RUSTICANA
opera in un atto su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti
e Guido Menasci, tratto dalla novella omonima di Giovanni Verga.
Personaggi ed interpreti:
Santuzza, giovane contadina (soprano)
HIROKO MORITA
Turiddu, giovane contadino (tenore)
VITALIY KOVALCHUK
Lucia, madre di Turiddu (contralto)
ELENA SERRA
Alfio, carrettiere (baritono)
MATTEO JIN
Lola, moglie di Alfio (mezzosoprano)
NICOLETTA TURLA

Ruggero Leoncavallo
I PAGLIACCI
opera lirica su libretto dello stesso Mascagni
Personaggi ed interpreti:
Nedda, nella commedia Colombina (soprano)
HIROKO MORITA
Canio, nella commedia Pagliaccio (tenore)
VITALIY KOVALCHUK
Tonio, nella commedia Taddeo (baritono)
MATTEO JIN
Beppe, nella commedia Arlecchino (tenore)
SALVATORE ROMEI
Silvio, contadino (baritono)
WILLIAM ALLIONE
Lake Como Philharmonic Orchestra
Direttore – M° Roberto Gianola  
Regia – Elena D’Angelo
Scenografie e Costumi – Grandi Spettacoli
Posti numerati  Cavalleria Rusticana + I Pagliacci 15€  
Prevendita online su www.midaticket.it oppure presso Infopoint Bellano

2026_10_10 Teatro Cagnoni di Vigevano spettacolo di apertura Stagione 2026-2027

TEATRO A.CAGNONI - VIGEVANO
STAGIONE TEATRALE, MUSICALE e DANZA 2026-2027
Direzione artistica (si vedrà) ?????
Assessore alla Cultura Cristiano Primiceri

Commenti di Mario Mainino, promotore culturale, sull'articolo 

Teatro Cagnoni: la stagione fantasma che nessuno ha pensato di programmare
Secondo quanto riportato da A. Vella su L’Informatore Vigevanese, l’amministrazione uscente sembra aver dimenticato un dettaglio marginale nella gestione di una stagione teatrale “di qualità”: programmare gli spettacoli con largo anticipo. Così l’amministrazione uscente ha regalato alla città un finale degno della miglior commedia dell’assurdo: una stagione teatrale… senza averla programmata.
In teoria, entro maggio avremmo dovuto avere una stagione già confezionata, impacchettata e pronta per essere consegnata ai vincitori o ai perdenti delle elezioni. In pratica, non è stata nemmeno inserita in scaletta. Una cosa da niente, insomma: la stagione teatrale del teatro cittadino.
Così, a meno di due mesi dall’apertura, il pubblico attende di sapere come si inaugurerà la stagione 2026-2027.  
Sabato 10 ottobre? Domenica 11? Chi può dirlo. Quel weekend, peraltro, è già affollato: domenica si terrà il tradizionale Palio Storico con figuranti in costume e, la sera, la selezione dell'opera "La traviata" di G.Verdi curata dai Maestri Cantori di Vigevano con la Corale Lirica Ambrosiana, prevista alle 21 all’Auditorium San Dionigi. Insomma, tutto è pronto… tranne il teatro.

L’Amministrazione Paolo Massara, con il nuovo assessore alla Cultura Cristiano Primiceri, è quindi chiamata a fare salti mortali per costruire una stagione che non c’è.
Chi si ritrova ora a gestire il Teatro Cagnoni dovrà  cercare spettacoli disponibili, interessanti e possibilmente non già prenotati da altri teatri più previdenti. 
Il rischio? Aprire le porte e contare centinaia di poltrone vuote, che almeno non protestano.
Le indiscrezioni parlavano di tre spettacoli – uno per ottobre, uno per novembre e uno per dicembre – più il classico gala di San Silvestro (salvo concomitanze) ovvero una programmazione scarsissima ma distribuita.
La realtà? Per ora solo cinque giorni per la Rassegna Letteraria in ottobre e sono in vendita solo tre date, concentrate in sette giorni di novembre. 
Buio in sala... Silenzio... E il pubblico aspetta invano l'apertura del sipario.
Una stagione che non si apre: si accartoccia.

OTTOBRE
Rassegna Letteraria in cinque giorni:
Mercoledì 14 Ottobre 2026_10_14
Domenica 18 Ottobre 2026_10_18 

NOVEMBRE
Tre spettacoli in sette giorni:
Venerdì 20 Novembre 2026_11_20
"In Grato" con il comico Antonio Ornano

Giovedì 26 Novembre 2026_11_26
Maria Pia Timo con il monologo Una donna di primordine

Venerdì 27 Novembre 2026_11_27
"Queen Rhapsody"
con la partecipazione di Beppe Maggioni, finalista di The Voice of Italy


2026_08_10 Carmina Burana per Coro San Gregorio Magno e Orchestra Vivaldi

Da Piuro a Bormio si rinnova anche quest’anno la collaborazione con il Coro San Gregorio Magno di Trecate e l’Orchestra Antonio Vivaldi. Nell’edizione 2026 le due formazioni presenteranno insieme il famosissimo Carmina Burana di Carl Orff, capolavoro ormai conosciuto anche da chi non segue abitualmente la musica classica.

I due concerti si terranno:



  • Piuro, Notte di San Lorenzo – lunedì 10 agosto 2026, ore 21:15, nei giardini di Palazzo Vertemate Franchi. La direzione sarà affidata al maestro Lorenzo Passerini.



  • Bormio – giovedì 13 agosto 2026, ore 21:00, al Pentagono Center. In questo caso la direzione sarà affidata al maestro Ernesto Colombo.

I complessi vocali del Coro San Gregorio Magno di Trecate, cui si unirà il Genova Vocal Consort, saranno diretti dal maestro Mauro Trombetta.

I solisti locali saranno:

  • il soprano Elyem Demirhan,

  • il controtenore Francesco Gonzales,

  • e, nella parte più rilevante che sostiene l’intera architettura del brano, il baritono Carlo Morini.


2026_07_24 Barbiere di Siviglia in scena al Giardino del Tessile di Busto Arsizio

BA Lirica 2026
Mercoledì 24 luglio 2026  - ore 21
Giardino Quadrato del Museo del Tessile
Via Alessandro Volta, 6
BUSTO ARSIZIO (VA)
Gioachino Rossini
IL BARBIERE DI SIVIGLIA
Personaggi ed interpreti:
Il Conte d'Almaviva, innamorato della giovane Rosina (tenore)
ENRICO IVIGLIA
Don Bartolo, dottore in medicina, tutore di Rosina e suo pretendente (basso buffo)
ENRICO MARABELLI
Rosina, sua pupilla (contralto)
MARTA PLUDA
Figaro, barbiere tuttofare (baritono)
GABRIELE NANI
Don Basilio, maestro di musica di Rosina (basso)
GRAZIANO DELLA VALLE
Berta, vecchia governante in casa di Bartolo (soprano)
FRANCESCA MERCURIALI
Fiorello, servitore del Conte d'Almaviva (basso)
MICHELE CHIUSI
Un Ufficiale GIACOMO CAPRA
Orchestra FILARMONICA ETTORE POZZOLI
Direttore LUCA BALLABIO
Regia ALBERTO OLIVA
Comparse LICEO ARTISTICO PAOLO CANDIANI Busto Arsizio
Basso Continuo ISABELLA CHIAROTTI
Assistente alla regia BARBARA PALUMBO
Scenografia GIULIO PACE
Assistenti alla scenografia MARGHERITA PEDATA e GIULIA BESANA
Costumi JESSICA FIUMARA
Trucco e acconciature CHIARA RIVA
con il patrocinio Città di Busto Arsizio
INFO E BIGLIETTI
Biglietteria online su VIVATICKET 
In caso di maltempo lo spettacolo si terrà presso il Teatro Manzoni

2001_01_27 Busseto, stagione del Centenario verdiano a cento anni dalla sua morte

BUSSETO – Centenario Verdiano
Giuseppe Verdi (10/10/1813-27/01/2001)

Attività Teatrale – Anno 2001

Con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Parma, Fondazione Monte di Parma e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.
Organizzazione: Fondazione Arturo Toscanini – Comune di Busseto, Assessorato alla Cultura.

Programma

Gennaio

16 gennaio – ore 21.00 – Chiesa Collegiata di S. Bartolomeo
In memoria di Arturo Toscanini – 44° anniversario della morte
Musiche di G. Verdi
Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini
Coro Filarmonico di Parma
Direttore: Patrick Fournillier

27 gennaio – ore 10.30 – Chiesa Collegiata di S. Bartolomeo
In memoria di Giuseppe Verdi – Centenario della morte
Musiche sacre di G. Verdi
Coro dell’Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi
Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini
Direttore: Romano Gandolfi

27 gennaio – ore 15.00 – Chiesa di S. Michele Arcangelo, Roncole Verdi
L’organo ritrovato – Concerto di inaugurazione dopo il restauro
Orchestra “I Filarmonici di Busseto”
Fondazione Arturo Toscanini

27–30–31 gennaio, 1–2 febbraio – ore 20.30 – Teatro Giuseppe Verdi
Aida – Musiche di G. Verdi
Regia e scene di Franco Zeffirelli
Costumi di Anna Anni
Direttore: Massimiliano Stefanelli

Febbraio

10 febbraio – ore 21.00 – Teatro Giuseppe Verdi
Concerto Sinfonico – Musiche di Fauré, Saint-Saëns, Beethoven
Violoncello: Pierpaolo Toso
Orchestra della Svizzera Italiana
Direttore: Alain Lombard

Marzo

15–17–20–21–22 marzo – ore 20.30 – Teatro Giuseppe Verdi
Verdi, merli e cucù – Cronache Bussetane
Testi di Gustavo Marchesi, regia di Francesco Barilli
Musiche di Roberto Scarcella Perino
Orchestra “I Filarmonici di Busseto”
Direttore: Luciano Cavalli

Aprile

10–12 aprile – ore 20.30 – Teatro Giuseppe Verdi
Falstaff – Musiche di G. Verdi
Allestimento storico del Teatro Verdi di Busseto (1913–1926)
Con il debutto rivelazione del baritono Ambrogio Maestri
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala di Milano
Direttore: Riccardo Muti

Giugno

1 giugno – ore 21.00 – Teatro Giuseppe Verdi
41° Concorso Internazionale Voci Verdiane “Città di Busseto”
Produzione di La traviata e Il trovatore
Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini

Luglio

30 giugno – 4–7–11–13 luglio – ore 21.30 – Teatro all’Aperto di Villa Pallavicino
La forza del destino – Musiche di G. Verdi
Regia e scene di Beppe De Tomasi
Orchestra e Coro della Fondazione Arturo Toscanini
Direttore: Romano Gandolfi

2–6–9 luglio – ore 21.30 – Roncole Verdi
Messa da Requiem – Musiche di G. Verdi
Orchestra e Coro della Fondazione Arturo Toscanini
Direttore: Romano Gandolfi

21–23–25–27–29 luglio – ore 21.30 – Teatro all’Aperto di Villa Pallavicino
Nabucco – Musiche di G. Verdi
Regia di Stefano Monti
Orchestra e Coro della Fondazione Arturo Toscanini
Direttore: Romano Gandolfi

30 luglio – ore 21.30 – Roncole Verdi
Concerto a favore dell’UNICEF
Vincenzo La Scola – Leo Nucci
Musiche di G. Verdi
Coro del Teatro Comunale di Bologna
Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini
Direttore: Nello Santi
Posto unico L. 100.000

Agosto

4 agosto – ore 21.30 – Teatro all’Aperto di Villa Pallavicino
Concerto per i 40 anni di carriera di Renato Bruson
Musiche di G. Verdi
Orchestra e Coro della Fondazione Arturo Toscanini
Direttore: Gustav Kuhn

Ottobre

10 ottobre – ore 20.30 – Teatro Giuseppe Verdi
188º Anniversario della nascita di G. Verdi
Serata d’Opera
I Filarmonici di Busseto – Fondazione Arturo Toscanini
Direttore: Corrado Giuffredi

Informazioni

Ufficio Turistico di Busseto – Tel. 0524 931732
e-mail: info@bussetolive.com – sito web: 
https://bussetolive.com/it/

Il programma completo delle manifestazioni per il Centenario Verdiano potrebbe essere cambiato in corso di esecuzione. La Direzione si riservava di apportare al programma le modifiche rese necessarie da esigenze tecniche o da cause di forza maggiore.

Documenti originali

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2026_07_11 Un viaggio tra poesia e santità Spettacolo teatrale scritto e interpretato da Marina Mariotti



In occasione dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco, lo spettacolo propone un raffinato intreccio di parole, musica e immagini, costruendo un dialogo ideale tra il Santo e Dante Alighieri. Ne nasce un percorso sospeso tra fede e vita, letteratura e umanità: l’incontro simbolico tra due figure universali che, pur lontane nel tempo, continuano a illuminare il pensiero e il cuore contemporanei.

Dante non conobbe Francesco di persona, ma lo “incontrò” attraverso i testi e la memoria tramandata dai frati. A lui dedicò il Canto XI del Paradiso, ambientato nel quarto cielo, quello del Sole, dove il poeta celebra il Poverello d’Assisi come modello assoluto di santità e armonia spirituale.

Ideato per le celebrazioni degli 800 anni dalla morte del Santo e realizzato con il prestigioso patrocinio del Comitato Nazionale @sanfrancesco800, lo spettacolo affronta la figura di Francesco con un approccio storico e filologico, lontano dalle agiografie più semplicistiche. Al centro vi è la complessa “questione francescana”, esplorata attraverso testi, testimonianze e suggestioni sceniche che restituiscono la profondità del suo messaggio.

La produzione, che toccherà oltre venti Comuni italiani, offre al pubblico un viaggio culturale e spirituale di grande intensità, capace di unire la forza della parola dantesca alla modernità del linguaggio teatrale.

Castello Visconteo,
Piazza Castello, 31, 20081 Abbiategrasso MI, Italia

Sabato 11 luglio 2026 – ore 21,00
Nell'ambito della rassegna
Abbiategrasso r)Estate in città 2026
QUANDO DANTE INCONTRÒ FRANCESCO
Un viaggio tra poesia e santità

Spettacolo teatrale scritto
e interpretato da Marina Mariotti

VEDI FOTOSERVIZIO CONCERTODAUTUNNO

Nella rassegna estiva di Abbiategrasso si inserisce un secondo incontro su Francesco di Assisi, patrono d'Italia. Dopo l'incontro con Davide Rondoni, l'attrice Marina Mariotti presenta questa sua creazione "Quando Dante incontrò Francesco", scritto e interpretato da lei, nel quale affianca il fraticello all'immagine di lui che Dante lasciò con i versi dedicategli nella sua Divina Commedia nel canto del Paradiso.

Lo spettacolo è diviso in tre parti: nella prima l'attrice di oggi, con termini che il poverello non conosce, come influencer del suo secolo, dialoga con lui in collegamento diretto con il Paradiso, dal quale Francesco risponde apparendo come un sole luminoso, sole al quale Dante lo paragona nei suoi versi. Con ironia viene presentata la questione francescana, ovvero la matassa, difficile da sciogliere, su quale sia la verità e quale la leggenda delle molte biografie apparse a raccontare la vita del fraticello che parlò a Papi e Sultani.

Nella parte centrale si colloca una pausa divulgativa con l'analisi del testo di Dante per comprendere il significato delle figure retoriche e dell'italiano usato da Alighieri.

Lo spettacolo si chiude poi con la declamazione di questi versi che sono stati analizzati per aiutarne la comprensione. 

Nota a margine, agli spettatori è stato dato gratuitamente un bell'opuscolo, ricco di note e illustrazioni su San Francesco e il testo di Dante

[mm]

2026_07_15 Il Baroque Ensemble alla Chiesa della Madonna del Carmine – Vigevano

Chiesa della Madonna del Carmine – Vigevano
Mercoledì 15 luglio 2026 – ore 21.00
Festa della Madonna del Carmine
OMAGGIO ALLA MADONNA
Preghiera, devozione, memoria e musica
Serata di preghiera in musica

Gruppo da Camera “Baroque Ensemble”
Con la partecipazione del soprano Yoko Noda

Musiche di:
Antonio Vivaldi – Tomaso Albinoni – Ludwig van Beethoven – Franz Schubert – Camille Saint‑Saëns

Ingresso libero

Formazione

Gruppo da Camera Baroque Ensemble

Violini: Paolo Barbaini, Giovanni Paolo Rabai, Simona Ricci, Valentina Targa
Viola: Giuseppe Barbaini
Violoncelli: Emanuele Rossignoli, Alessia Vercesi
Contrabbasso: Mauro Ugazio

Considerazioni sulla serata

Le tradizioni sono dure a morire, anche se purtroppo sono sempre meno quelli che se ne ricordano. Passate le generazioni degli “anta”, la festa della carne celeste – come veniva chiamata un tempo la solennità di metà luglio a Vigevano – continua a rinnovare i suoi appuntamenti classici. Il pubblico arriva, nonostante la concorrenza di ben altri mega‑eventi cittadini, ma resta comunque esiguo, sempre più esiguo.

Parlare di Vivaldi, Albinoni e persino Beethoven oggi non è semplice: la celebre Romanza in Fa maggiore op. 50 è nota al grande pubblico italiano quasi solo per essere stata la colonna sonora dello storico spot del brandy Vecchia Romagna negli anni ’70, nella versione riarrangiata da James Last. Eppure Beethoven è anche l’autore dell’Inno d’Europa: qualcuno dovrebbe ricordarlo almeno per questo.

Il Baroque Ensemble ha costruito un programma elegante, alternando concerti, sinfonie ed elaborazioni originali. Da segnalare l’Ave Verum di Saint‑Saëns in una versione per soli archi, scelta raffinata e non comune.

Sono ormai vent’anni che questo appuntamento si rinnova. Come ha detto don Francesco:
“Chissà se riusciremo a fare concorrenza a San Dionigi…”

2026_07_25 Elisir d’Amore presso Villa Scotti a Mapello

 L’opera “L’Elisir d’Amore” di Gaetano Donizetti è in programma sabato 25 luglio 2026 alle ore 20:45 presso Villa Scotti a Mapello. È un evento organizzato da PromoIsola nell’ambito della rassegna Opera in Villa, con esecuzione integrale in forma scenica.

Sabato 25 luglio 2026, ore 20.45
Villa Scotti, Mapello 
Gaetano Donizetti  
L’ELISIR D’AMORE
Opera lirica in due atti   
Libretto di Felice Romani

Personaggi e interpreti:
Nemorino (tenore): Ricardo Mirabelli
Adina (soprano): Gabriella Locatelli
Belcore (baritono): Michele Govì
Dulcamara (basso buffo): Matteo Peirone
Giannetta (soprano): Giovanna Aquilino
Coro del Ducato di Piazza Pontida  
Orchestra Gianandrea Gavazzeni di Bergamo
Direzione d’orchestra Antonio Brena
Regia Mario Binetti
Maestro del coro Giovanni Guerini
Produzione
PromoIsola – Opera in Villa 2026
Informazioni pratiche
Ingresso: €20 (posti limitati)
Prenotazione: www.isolabergamasca.org o presso la Biblioteca di Mapello
Trasporto: navetta dagli impianti sportivi di Via Lazzarino dalle ore 19:45
In caso di maltempo, l’opera sarà rinviata a domenica 26 luglio 2026

2026_08_01 Craveggia musica con sei concerti in agosto ad ingresso libero

Craveggia in Musica ’26
1-28 Agosto 2026

Chiesa di San Giacomo – ore 21.00

Piazza S. Giacomo 28852 Craveggia VB

Torna anche quest’anno la rassegna Craveggia in Musica, appuntamento estivo che porta nella suggestiva cornice della Chiesa di San Giacomo un ciclo di concerti dedicati alla grande musica classica.
L’edizione 2026 propone sei serate di alto livello artistico, con interpreti di fama e programmi che spaziano dal barocco al romanticismo, fino alle colonne sonore più amate.

Programma:

  • Sabato 1 agosto 2026_08_01 – Ensemble Carlo Coccia Franco Tangari (oboe), Matteo Ruffo (violino) Musiche di J.S. Bach, A. Marcello, A. Vivaldi

  • Sabato 8 agosto 2026_08_08 – Ludovica De Bernardo (pianoforte) Musiche di F. Chopin, F. Liszt, S. Rachmaninov

  • Venerdì 14 agosto 2026_08_14 – Linda Campanella (soprano), Matteo Peirone (basso), Paolo Beretta (pianoforte)

  • Martedì 18 agosto 2026_08_18 – Massimo Gabba (organo) Musiche di W.A. Mozart, C. Franck, T. Dubois, A. Guilmant

  • Sabato 22 agosto 2026_08_22 – Rita Mascagna (violino), Keiko Yazawa (pianoforte) Musiche di L. van Beethoven e C. Franck

  • Venerdì 28 agosto 2026_08_28 – VeCuOs Brass (ensemble di fiati) Musiche da film

Tutti i concerti inizieranno alle ore 21.00. Ingresso libero. Per informazioni: craveggiainmusica@gmail.com

Accanto alla programmazione di musica classica si collocano i concerti Jazz del 12 e del 26 agosto.


2026_07_25 Concerto lirico sinfonico alla Chiesa di San Gaetano (Milano)

Sabato 25 Luglio 2026 - Ore 20.45
Chiesa Parrocchiale di San Gaetano
Via Mac Mahon, 92, 20155 Milano
CONCERTO SINFONIE IN OPERA
Soprano, Valentina Garavaglia
Tenore, Giorgi Gelashvili
Opera Symphony Orchestra Italy
Direttori vari
Dong Chuanhong, Naziyerke Kelimu, Wang Yushuo, Wu Yike, Zhang Zhangge, Zhang Zijia, Zhu Enjin, Zhu Yuhan.
Entrata libera

Programma della serata:
V. Bellini, da Norma Sinfonia,
V. Bellini, da Norma “Casta diva”
G. Verdi, Sinfonia dal “Nabucodonosor” Nabucco
G. Puccini, da Tosca “E lucevan le stelle
G. Bizet, Ouverture da Carmen,
G. Puccini, da Tosca “Vissi d'arte”
P. Mascagni, da Cavalleria Rusticana “Intermezzo Sinfonico”
G. Puccini, da Madame Butterfly “Addio fiorito asil”
G. Bizet, da Arlésienne, Suite n.2 “Farandole”
G. Puccini, da La bohème "Quando me'n vo"
G. Verdi, La Traviata, Preludio atto 1°
G. Puccini, da Turandot “Nessun dorma”

2026_07_18 Puccini come terza tappa del Festival a Intra

CHIESA DI SANTA MARTA - INTRA
in concerto
Piazzetta On. Menotti, 10, 28921 Pallanza VB Ingresso ad offerta libera (min. consigliata 10 euro) Pro lavori di restauro Chiesa di Santa Marta

Domenica 31 maggio 2026_05_31 - ore 21 STRESA POLYPHONICS Concerto corale con inserti solistici e accompagnamento al pianoforte Damiano Colombo direttore – Mauro Rolfi pianoforte

Sabato 27 giugno 2026_06_27 - ore 21 DUO RANIELLI–SNIDER Brani classici e ritmi moderni e accattivanti Marco Ranielli flauto – Ester Snider pianoforte



Sabato 18 luglio 2026 - ore 21 
A TUTTO PUCCINI
Dalle Villi a Turandot Katia Lippolis, Soprano
Damiano Colombo, Tenore
Roberto Olzer, Pianoforte
Presenta Beatrice Archesso (La Stampa)
Un percorso attraverso tutte le 13 opere del maestro Giacomo Puccini, per una serata unica, unendo, ancora una volta, la grande musica al bene del territorio. Come per l'intero festival, tutti i proventi della serata saranno interamente devoluti al Comitato Pro Restauro per i lavori di salvaguardia della splendida Chiesa di Santa Marta, gioiello di Intra.

Lunedì 21 settembre 2026_09_21 - ore 21 DUO RAMONI – BANDIERA CORO AMICI CANTORES Un duo nuovo, che nasce sotto il patrocinio di Santa Marta, si esibisce su brani classici del repertorio per organo e tromba e che poi affianca il coro Amici Cantores per un grande secondo tempo insieme. Francesco Ramoni tromba – Giacomo Bandiera organo Damiano Colombo direttore

VERBANIA INTRA CHIESA DI S. MARTA COMITATO PRO RESTAURO

www.santamartaintra.it

2026_06_28 Musica a San Dionigi con quattro domeniche in concerti da camera

Auditorium San Dionigi, Vigevano
Fondazione di Piacenza e Vigevano
Musica a San Dionigi 2026
Dal 28 giugno al 19 luglio 2026


Quattro domeniche in concerto, con ingresso libero, ed inizio alle 16:00 onde evitare di incontrarsi il più possibile con stormi di squillanti campane

Domenica 28 Giugno 2026_06_28 ore 16.00
Puccini, Verdi e Costante A. Bossi 
QUARTETTO SIEGFRIED

Carolina Porro (violino primo)
Domenico Scicchitano (violino secondo)
Yoko Morimyo(viola)
Luca Colardo (violoncello)
in programma:
- Giacomo Puccini – Crisantemi
- Giuseppe Verdi – Quartetto in mi minore
- Costante A. Bossi – Quartetto in do minore
In collaborazione con OGB Orchestra Giovanile della Brianza
VEDI FOTOSERVIZIO CONCERTODAUTUNNO
Il Quartetto Siegfried è un rinomato ensemble cameristico italiano, fondato nel 2013 al Conservatorio di Milano. Conosciuto per la straordinaria qualità del suono, ha vinto il prestigioso Premio Franco Abbiati – Premio Farulli.
Oggi, domenica 28 giugno 2026, ha preso il via la rassegna di quattro concerti da camera realizzati con la direzione di Paolo Zeccara in collaborazione con Canone Inverso e il sotegno della Fondazione di Piacensa e Vigevano.
Nonsotante il clima rovente che stiamo vivendo è stata una scommessa vinta programmare il concerto alle 16 del pomeriggio, infatti nonostante il pericolo del caldo estremo un buon numero di appassionati ha sfidato il pericolo delle alte temperature per essere presente. Il programma non era facilissimo, ma intrigante unendo due operisti come Puccini e Verdi con i loro unicom de "Crisantemi" e il Quartedd0 di Verdi per poi proporre un primo ascolto di un Bossi fratello del famoso organista.


La rassegna prosegue domenica 5 luglio con il concerto del pianista vigevanese Paolo Wolfango Cremonte.    

Domenica 05 Luglio 2026_07_05 ore 16.00
Paolo Wolfango Cremonte, pianoforte

in programma:
Ludwig van Beethoven
Le tre “Kurfürsten Sonaten” WoO 47
1. in mi♭ maggiore
2. in fa minore
3. in re maggiore


Domenica 12 Luglio 2026_07_12 ore 16.00
TRIO KOINÈ

Fabrizio Berto, violino
Lorenzo Salmi, violoncello
Alex Yi Wang, pianoforte
in programma:
- Joseph Haydn – Trio in la maggiore Hob. XV:18
- Ludwig van Beethoven – Trio in re maggiore op. 70 “Geistertrio”
In collaborazione con Associazione Sonata Organo


Domenica 19 Luglio 2026_07_19 ore 16.00
ALINDE QUARTETT

Eugenia Ottaviano, Violino
Guglielmo Dandolo Marchesi, Violino
Gregor Hrabar, Viola
Bartolomeo Dandolo Marchesi, Violoncello
con Stefan Heinemeyer (violoncello II)
in programma:
Franz Schubert
Quintetto per archi in do maggiore D. 956
Questo concerto non si terrà in Auditorium ma alla Chiesa di Santa Maria del Popolo, Vigevano
VEDI FOTOSERVIZIO CONCERTODAUTUNNO

La rassegna Musica a San Dionigi 2026 ha offerto come chiusura del ciclo estivo di quattro concerti, nella caldissima domenica del 19 luglio 2026, un appuntamento di rara intensità alla Chiesa di Santa Maria del Popolo di Vigevano, dove l’Alinde Quartett, affiancato dal violoncellista Stefan Heinemeyer, ha interpretato il monumentale Quintetto per archi in do maggiore D.956 di Franz Schubert.

Composto negli ultimi anni di vita, questo capolavoro postumo è uno dei vertici assoluti della musica da camera ottocentesca: un’opera che, se fosse stata conosciuta già all’epoca, avrebbe inevitabilmente ridisegnato la percezione della grandezza schubertiana, ponendola accanto – e talvolta sopra – quella dei suoi contemporanei più celebrati. È noto che Schubert nutrisse una profonda ammirazione per Beethoven, al cui funerale reggeva i cordoni del carro funebre; eppure, ascoltando il Quintetto, si avverte con chiarezza come la sua voce fosse già pienamente autonoma, visionaria, capace di una modernità sorprendente.

La struttura del brano, che aggiunge al quartetto d’archi un secondo violoncello, crea un equilibrio timbrico particolare: talvolta il violoncello aggiuntivo sembra limitarsi a un pizzicato ostinato, quasi un battito cardiaco che sostiene il discorso degli altri strumenti; altrove diventa protagonista di un dialogo serrato, contribuendo a quell’alternanza di atmosfere che rende il Quintetto un viaggio emotivo imprevedibile. Schubert passa con naturalezza da pause liriche sospese a improvvisi lampi drammatici, da pagine di struggente cantabilità a episodi che sembrano evocare marce, canzoni popolari, visioni interiori inquietamente frammentate. È un’opera che anticipa sensibilità e tensioni che avrebbero trovato piena espressione solo decenni più tardi.

L’interpretazione dell’Alinde Quartett è stata un esempio di coesione e maturità musicale. I quattro giovani musicisti – Eugenia Ottaviano, Guglielmo Dandolo Marchesi, Gregor Hrabar e Bartolomeo Dandolo Marchesi – hanno offerto una lettura rigorosa e al tempo stesso vibrante, sostenuta da un’intesa costante, da attacchi perfettamente condivisi e da una cura del fraseggio che ha reso evidente la complessità dell’alternanza lirico-drammatica. Il contributo di Stefan Heinemeyer, violoncellista di grande esperienza cameristica, ha completato l’equilibrio dell’ensemble con una presenza discreta ma essenziale, capace di fondersi con il gruppo senza mai perdere la propria identità sonora.

Il risultato è stato un’esecuzione che ha restituito al pubblico la grandezza di un’opera che, per la sua densità emotiva e la sua architettura visionaria, sembra appartenere a un’epoca successiva a quella in cui fu concepita. Un capolavoro che continua a sorprendere e a commuovere, soprattutto quando affidato a interpreti capaci di leggerne la profondità con lucidità, passione e rispetto. [mm]

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