2013_12_14 Percussioni alla TRIENNALE DI MILANO TEATRO DELL’ARTE

sabato 14 dicembre 2013_12_14 ore 19.30
domenica 15 dicembre 2013_12_15 ore 16.00 
blendDRUMStheatre
il più virtuoso percussionista del taiko, 
il tamburo tradizionale giapponese
TRIENNALE DI MILANO TEATRO DELL’ARTE
COME RAGGIUNGERCI
Viale Alemagna 6 – 20121 Milano
Tram 1, 19, 27 – autobus 57, 61, 94
MM 1 e 2 Cadorna Triennale
BikeMi 33
La sede è accessibile alle persone con disabilità
Orario:
martedì > venerdì 14.30-19.30
sabato 10.30-18.30
domenica 10.30-15.00
Telefono 02.72434258

on-line
www.triennale.org

www.midaticket.it

Leonard Eto è certamente il più famoso musicista di taiko - il mitico tamburo giapponese – tra i fondatori del gruppo Kodō, che in Giappone costituisce un’istituzione rispettata al pari di un’orchestra sinfonica, da cui si è staccato per creare uno stile personale ed innovativo.
Le sue esibizioni sono un concentrato di potenza sonora e virtuosità strumentale perché Eto riesce a sfruttare tutte le potenzialità del grande tamburo Taiko con  esecuzioni cariche di forte emotività: egli infatti riesce a trasmettere al pubblico forti emozioni,  spingendolo spesso a danzare, mentre ascolta la sua musica.
La fluidità, la luminosità, la qualità danzante del suono, la coesistenza di forza e leggerezza e la gioia immensa, che riesce a trasmettere al pubblico, sono le caratteristiche dei suoi concerti, vere e proprie performances fisiche e visive di straordinaria originalità.
L’influenza maggiore sulla sua musica deriva dall’ambiente in cui è cresciuto: suo padre, Kimio Eto, è stato il fondatore della scuola Ikuta Eto per suonatori di kotò, strumento musicale giapponese a corde della famiglia della cetra. Dopo la collaborazione con il celebre gruppo di percussionisti Kodò, Leonard ha dato il via alla sua attività di solista, che lo ha portato velocemente a cambiare la modalità con cui viene suonato il taiko e ad orientare la sua arte verso progetti multidisciplinari, che alla musica uniscono danza, pittura live, proiezione cinematografica ed immagine elettronica. Con le sue performances si è esibito così in 35 paesi diversi e ha collaborato con artisti di varie discipline, con musicisti e compositori del calibro di Bob Dylan, INXS, The Chieftains, Bon Jovi, Michael Kamen, Ray Cooper e Roger Taylor (Queen).
Per un anno intero, durante tutto il 2014, Leonard Eto sarà artista in residenza del CRT Milano al Teatro dell’Arte per un progetto sostenuto dalla Agenzia per Giappone per gli Affari Cutlurali. I due concerti/performance in programma il 14 e 15 dicembre costituiscono, quindi, una prima occasione per incontrare musicisti, video artisti e danzatori milanesi con l’obiettivo di coinvolgerli in un processo di  creazione in tre tappe.
Sotto la sigla blendDRUMStheatre - che evidenzia già dal nome la natura fisica e teatrale della sua ricerca artistica – Leonard si propone di comporre con l’apporto anche di artisti italiani  una “Trilogia del Taiko”,  che prevede lo sviluppo di una precisa drammaturgia dei sentimenti che sono da sempre associati al suono dei tamburi.
Nella prima tappa di questa Trilogia il sentimento da esplorare sarà quello della musica percussiva come musica delle origini, associata all’origine della vita, al primo battito del cuore. La musica del taiko avrà ritmi primitivi, echeggerà suoni ancestrali, remoti nel tempo, che sembrano appartenere alla memoria stessa del corpo.
La seconda parte della Trilogia giungerà in marzo e metterà al centro dei suoi ritmi il sentimento della gioia di vivere, della festa, della liberazione del corpo. Il tamburo diventa sorgente e attore di ritmi sfrenati. Il taiko diventa il simbolo stesso della energia creativa dell’uomo.
Come a conclusione di un naturale ritmo biologico, il terzo tempo di questa sinfonia musicale evocherà sentimenti di distruzione e di inevitabile dissoluzione, una sorta di tsunami che evoca la tragedia nucleare che il Giappone si trova realmente ad affrontare in questi giorni; la musica del taiko trasmetterà con forza la determinazione a dare inizio ad un nuovo ciclo di vita, ad una positiva rinascita sul ritmo dello strumento musicale più primitivo e misterioso al mondo.

Biglietti Spettacoli
Platea:  intero 25€ ridotti under 30, over 65 e convenzioni 12,50€
Galleria: intero 22€ ridotti under 30, over 65 e convenzioni 11€
Per aggiornamenti, integrazioni ed eventuali variazioni al programma consultare il sito www.crtmilano.it e www.triennale.org
Al prezzo del biglietto verrà applicato un costo di prevendita fino a tre ore prima

dell’inizio dello spettacolo

2013_12_08 ’CONCERTO DI NATALE’ ORGANIZZATO NELL’ABBAZIA DI MORIMONDO DAL “LIONS CLUB ABBIATEGRASSO”

domenica 08 dicembre 2013 alle ore 17,00
Lions Club Abbiategrasso
Abbazia di Morimondo
GRANDE CONCERTO GOSPEL

Coro: GRUPPO "IL RITMO DELLO SPIRITO GOSPEL CHOIR" di Abbiategrasso.
Direttore: Maestro Alberto Meloni
INGRESSO E' LIBERO E GRATUITO.

Il “LIONS CLUB ABBIATEGRASSO”, per il quarto anno consecutivo, per festeggiare i suoi 35 anni dalla costituzione, organizza il tradizionale ‘CONCERTO DI NATALE’ che si terrà domenica 08 dicembre 2013 alle ore 17,00 nella maestosa Abbazia di Morimondo.
Sarà presente il gruppo Abbiatense “IL RITMO DELLO SPIRITO GOSPEL CHOIR” diretto dal Maestro Alberto Meloni.
Il gruppo musicale il 09 dicembre 2012, ha cantato tra l'altro nello Stadio di Meazza (San Siro) nell'intervallo della partita Inter-Napoli, riscuotendo notevole successo con la canzone “OH HAPPY DAY”.
Il Gruppo musicale è molto affiatato, compatto e legato da profondo affetto ed amicizia, amalgamato anche dagli innumerevoli concerti tenuti sia a livello locale che internazionale.
Nel repertorio dell'evento sono previsti: “DE GOSPEL TRAIN, LIFT YOUR SAVIOR UP, SHADOWLAND,  I WILL BLESS THE LORD, GLORY, HALLELUJAH IS WORTHY” ed altri famosi pezzi gospel.
E' invitata a partecipare tutta la cittadinanza abbiatense e sopratutto tutti gli amanti della musica Gospel.
Sarà un evento indimenticabile.
Per gli amanti della musica è un’occasione da non perdere anche per passare insieme una serata in sana compagnia, ascoltando buona musica che arriva nel cuore delle persone e scambiarsi poi gli auguri in occasione delle prossime festività natalizie. [V. Parisi]


2013_12_14 Mortara on Stage arrivano gli ITALIAN HARMONISTS

Auditorium di Mortara
Mortara on Stage 2013/2014
Sabato 14 dicembre 2013_12_14 - ore 21

Quando la radio
cantava Mille lire al mese...
ITALIAN HARMONISTS
I suoi componenti - di formazione milanese e con esperienze come musicisti in diverse orchestre italiane - sono:
Antonio Murgo, tenore
Luca di Gioia, tenore
Andrea Semeraro, tenore
Giorgio Tiboni, tenore
Guillermo Bussolini, baritono
Jader Costa, pianista (compositore, organista e clavicembalista),
cura gli arrangiamenti musicali dei brani.

Prima parte
Mein kleiner gruener Kaktus
Ma le gambe
La leggenda di Radames
Bellezze in bicicletta
Liebling mein Herz
In un vecchio palco della Scala
Ma l’amore no
Non sei più la mia bambina
Mein Onkel Bumba

Seconda parte
Creole Love Call
Veronika, der lenz ista da!
Tornerai
Quel motivetto che mi piace tanto
Quando la radio
Mille lire al mese
Baciami piccina
Crapa Pelada
Voglio vivere così

Gli Italian Harmonists sono un gruppo vocale italiano che esegue, in maniera ironica ma filologicamente aderente all'armonia originale dei brani, un repertorio swing, jazz e operatic pop basato su canzoni degli anni trenta e quaranta, sia di lingua italiana che di lingua tedesca.
Il loro repertorio comprende brani come Crapa pelada (di Gorni Kramer), Quel motivetto che mi piace tanto, Bellezze in bicicletta, Tornerai (di Dino Olivieri e Nino Rastelli, già cavallo di battaglia della cantante Dalida nella versione in lingua francese J'attandrai).
Altri brani da loro interpretati sono La leggenda di Radames (lanciata dal Quartetto Cetra), Schöne Isabella Von Kastillen (dei berlinesi Comedian Harmonists, attivi negli anni venti e trenta) e Quando la radio (brano che dà il titolo anche al loro album d'esordio).
L’idea di riproporre, ai giorni nostri, un quintetto di voci maschili armonizzate, accompagnate da un pianoforte, nasce grazie ad una felice intuizione del tenore Andrea Semeraro all’interno della realtà musicale del Teatro alla Scala di Milano.
Nel 2006 la formazione è consolidata e riunita sotto il nome di Italian Harmonists decidondo di includere nelle loro esibizioni le canzoni italiane dagli anni ’30 agli anni ’50, mettendo a frutto le indiscutibili capacità di musicista ed arrangiatore del pianista Jader Costa. A impreziosire il loro percorso artistico giungono l’incisione del loro primo disco (“Quando la radio...”), l’assegnazione del “Premio Carosone 2007” e una memorabile esibizione al glorioso “Teatro Derby” di Milano, storica sede che ha tenuto a battesimo la carriera di numerosi artisti del panorama teatrale e musicale milanese.
Il fiore all’occhiello del gruppo è l’esecuzione del loro concerto in diretta radiofonica dalla Sala A di Via Asiago in Roma su RAI Radio3 (per “Radio 3 Suite”) nell’aprile 2008. Gli Italian Harmonists hanno poi l’onore di essere invitati, nell’ottobre seguente, ad esibirsi presso la Cappella Paolina in occasione de “I Concerti del Quirinale”, sempre in diretta radiofonica su RAI Radio3 (in contemporanea diffusione sul circuito Euroradio). Recentemente, oltre all’ ordinaria attività concertistica in tutta Italia (tra cui Trapani, Messina e Palermo), hanno registrato il “sold out” al Blue Note di Milano, tempio mondiale del jazz.

Lo spettacolo recupera il repertorio canzonettistico degli anni della “giovinezza” della radio, il mezzo di comunicazione che proprio negli anni Trenta penetrò nelle case italiane, acquisendo un posto di tutto rispetto nei salotti e portando non solo informazione ma anche musica e canzoni.
È il caso dei grandi cantanti dell’EIAR (la neonata emittente radiofonica italiana) che da Torino irradiava le ugole d’oro di Ernesto Bonino, Alberto Rabagliati, Natalino Otto, il Trio Lescano, Silvana Foresi, così come i vibranti accordi swing delle orchestre di Pippo Barzizza e Cinico Angelini.
Erano gli anni in cui, nel giro di pochi mesi, canzoni come Bellezze in bicicletta o Ma le gambe erano sulla bocca di tutti.
Unica e di strabiliante successo fu anche l’esperienza della formazione vocale creata a Berlino nel ‘27 dal cantante ebreo Harry Frommermann, che, ispirato dalle formazioni di voci armonizzate americane, diede vita ai Comedian Harmonists.
Grazie ai geniali e complessi arrangiamenti vocali, con cui vennero reinterpretate le canzoni del repertorio popolare tedesco, i cinque cantanti con pianista, raggiunsero le vette della popolarità sino a quando l’origine ebera di alcuni dei membri non attirò l’attenzione della dittatura.
Gli Italian Harmonists hanno ideato uno spettacolo in cui la buona musica si accompagna a una superba qualità vocale ed esecutiva, con una scaletta che è un gioco di rimbalzi tra Torino (sede dell’EIAR) e Berlino (città dei Comedian Harmonists).

Gli Italian Harmonists sono:

ANTONIO MURGO – Tenore 
Ha studiato fagotto e canto al Conservatorio di Milano ed ha effettuato numerosi concerti come solista e con le istituzioni corali più importanti della Lombardia. La sua voce dalla facile tessitura acuta è caratterizzata dall'eleganza di fraseggio e dalla straordinaria comunicativa artistica. 
LUCA DI GIOIA – Tenore 
Diplomato in violino, ha suonato nelle più importanti orchestre italiane, partecipando a 6 edizioni del Festival di Sanremo. Durante queste esperienze ha affiancato lo studio del canto che lo ha portato ad affrontare ruoli d'opera e concerti in tutta Italia. Dalla vocalità precisa e possente, cura ogni dettaglio musicale dei brani del gruppo. 
ANDREA SEMERARO – Tenore 
Triestino, inizia a cantare a 6 anni ed ha al suo attivo numerosi concerti come solista. Ha studiato oboe e saxofono, proviene da una famiglia di musicisti e nel 1999 rimane affascinato dal film “Comedian Harmonists”. Nel 2003 coinvolge i colleghi nel progetto degli Italian Harmonists. Dà il suo contributo al gruppo con la sua vocalità dolce e controllata. 
GIORGIO TIBONI – Tenore 
La sua rara versatilità vocale gli ha consentito di spaziare dal barocco al musical, passando per i compositori più classici dell'800. Tenore, con all'attivo varie incisioni discografiche, nel sestetto interpreta una parte baritonale ma spesso in tessitura acuta e con frequenti alternanze timbriche. E' colonna portante della verve comica del gruppo. 
GUILLERMO BUSSOLINI - Bass-Baritone 
Italo-Argentino, si è perfezionato presso il conservatorio e il teatro Colòn di Buenos Aires. Finalista e vincitore di numerosi concorsi internazionali, tiene concerti in vari paesi, affrontando repertori sacri, sinfonici ed operistici. La voce corposa e bronzea unita alla strepitosa presenza scenica, fanno di Guillermo un elemento fondamentale e determinante.
JADER COSTA - Pianoforte 
E' diplomato in pianoforte, organo, composizione organistica, clavicembalo, composizione, strumentazione per banda e musica vocale da camera. Affermato concertista, sostiene il gruppo con il suo tocco delicato, la tecnica raffinata e quella piccola vena di elegante pazzia che ben si integra con lo spirito degli Italian Harmonists. Suoi sono gli originali arrangiamenti del repertorio italiano. 

2013_12_05 LaVerdi concerto con Schubert e Shostakovic

giovedì 5 dicembre 2013_12_05, ore 20.30

venerdì 6 dicembre 2013_12_06, ore 20
domenica 8 dicembre 2013_12_08, ore 16
Auditorium di Milano, largo Mahler

L'OTTAVA SINFONIA DI ŠOSTAKOVIČ
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Oleg Caetani, una delle più prestigiose bacchette sulla scena internazionale, legato da un lungo rapporto di collaborazione eamicizia  con laVerdi, che dirige fin 1999 e con la quale ha inciso il primo ciclo completo delle Sinfonie di Šostakovič, torna all’Auditorium di Milano alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi con un capolavoro dell'autore russo: la Sinfonia n. 8 in Do minore op. 65, che verrà messa a confronto con una pietra miliare dell'Ottocento romantico mitteleuropeo, ovvero la Sinfonia n. 6 in Do maggiore D. 589 "Piccola" del viennese Schubertcontinua
Programma
Si può dire che questo dodicesimo programma de laVerdi sia all’insegna delle svolte. Sono in molti a sostenere che sia l’Ottava la vera sinfonia di guerra di Dmitri Šostakovič. Non la Settima e ben più famosa, detta di Leningrado, composta nel 1941, all’inizio della Seconda guerra mondiale e che un’abile operazione propagandistica trasforma in monumento sinfonico alla resistenza del popolo russo all’invasione nazista. L’Ottava invece nasce in pieno conflitto, nel 1943. Ci sono già tutti i segni della prossima vittoria, però manca ogni trionfalismo. Anzi, è impostata come requiem per gli infiniti caduti in un’immensa tragedia. Sono cinque movimenti che appaiono senza luce e anche senza speranza, con squilli feroci e ostinati oscuri, collegati fra loro da poche note comuni e da un costante, cupo pessimismo. Più breve della Settima, assai meno estroversa, ma sempre di ampie dimensioni (circa 60 minuti), l’Ottava è davvero una svolta nel linguaggio di Šostakovič, preludio alle disperate meditazioni che troveremo in molte delle sue sette sinfonie successive.
Una svolta nel linguaggio sinfonico di Schubert si ha anche nella Sesta sinfonia (1818), detta La piccola non tanto per la sua dimensione artistica, quanto per distinguerla dall’estrema La grande (1826) che ha la medesima tonalità di Do maggiore. La Sesta, in realtà è più ampia e ambiziosa delle precedenti e ne condivide il taglio classico, alla maniera di Haydn, Mozart e del giovane Beethoven. Però sconta la necessità di trovare un linguaggio che vada oltre il Beethoven maturo di Quinta e Settima sinfonia. Infatti, dopo la Sesta, Schubert si ferma per quattro anni, prima di riprendere con l’Incompiuta e appunto La grande. Con le quali Schubert apre il linguaggio sinfonico del secondo Romanticismo. 

ENZO BEACCO


Giovedì 5 dicembre, nel Foyer del bar dell'Auditorium (ore 18.00ingresso libero), in occasione del concerto, ci sarà la presentazione del libro "Šostakovič. Continuità nella musica,responsabilità nella tirannide" di Piero Rattalino (Zecchini Editore). Intervengono con l'Autore: Gianni CervettiEnzo BeaccoFausto Malcovati.
Al termine e prima del concerto, approfittate del ricco buffet che il nostro bar mette a disposizione degli ospiti: 12€ buffet e bevanda.
E per i giovani under35, venerdì 6 dicembre c’è l’happy hour:concerto e buffet con bevanda a 12€! I biglietti, insieme al coupon, si possono acquistare  direttamente in biglietteria, ma se volete essere certi di trovare posto, potete prenotarePer info e prenotazioni:prenotazioni@laverdi.org

sabato 7 dicembre 2013_12_07, ore 21

Auditorium di Milano, largo Mahler
CONCERTO STRAORDINARIO
TORNA IL GRANDE JAZZ
“1938:Benny Goodman alla Carnegie Hall”con la Tomelleri Big Band Jazz
PROGRAMMA
Don’t be that way – Edgar Sampson
Sensation Rag – Edwin Edwards
I’m coming Virginia – Donald Heywood
Stompin’ at the Savoy – Edgar Sampson
One O’Clock Jump – Count Basie
King Porter Stomp – Jelly Roll Morton
Memories of you – Eubie Blake
And the angels sings – Ziggy Elman
Airmail special – Benny Goodman
Bei mir bist du schoen – traditional yiddish
Loch Lomond – Traditional
Bugle call rag – Jack Pettis
Sing Sing Sing – Louis Prima
Honeysuckle Rose – Fats Waller
Avalon – Al Jolson
Moonglow – Eill Hudson
Down south camp meeting – Benny Goodman
Let’s Dance – Benny Goodman

ORGANICO
Trombe Daniele Moretto, Stefano Bassalti, Roberto Villani, Marco Fior
Tromboni Rudy Migliardi, Andrea Andreoli, Claudio Barbieri, Pierluigi Salvi
Sassofoni Gianpaolo Casu, Paolo Kromberg, Alberto Buzzi, Enzo Lamendola, 
Gilberto Tarocco
Pianoforte Fabrizio Bernasconi
Chitarra Sergio Farina
Contrabbasso Marco Mistrangelo
Batteria Tony Bradascio
Voce Celeste Castelnuovo
Vibrafono Marco Bianchi
Clarinetto e Direttore Paolo Tomelleri

Il grande jazz all’Auditorium di Milano con la Big Band di Paolo Tomelleri, reduce dal grande successo dello scorso aprile, a fianco de laVerdi nella esecuzione della Swing Symphony di Marsalis.
Sul palco dell’Auditorium, l’orchestra di 20 elementi guidata da Tomelleri, musicista polistrumentista vicentino, da oltrequarant’anni sulla scena nazionale e internazionale, riproporrà 75 anni dopo il programma del mitico concerto di Benny Goodman alla Carnagie Hall di New York - era il 16 gennaio 1938 - che aprì al jazz il tempio newyorkese della musica classica.   continua
scheda
biglietto
Quel 16 gennaio 1938 alla Carnagie Hall... ll 16 gennaio del 1938 alla Carnegie Hall di New York suona l’orchestra di Benny Goodman. È una data storica perché proprio a quel celebre concerto si fa risalire lo scoppio della swing craze, la follia dello swing. Mentre le note dei musicisti attraversano l’aria, migliaia di giovani, aperte le porte di quello che fino a quel momento era stato considerato il tempio della musica classica, iniziano a ballare fra le poltrone, nei corridoi, nella hall del teatro e ovunque ci sia un po' di spazio. È nata la “swing era”, cioè l’era dello swing, una moda di massa che coinvolge prima gli Stati Uniti e poi il resto del mondo, destinata a durare fino alla fine della seconda guerra mondiale. 

Proprio in quegli anni viene sublimato il rapporto tra il jazz e la danza. Il concerto di Benny Goodman, però, non è solo questo. L’avvenimento non segna soltanto l’inizio della follia dello swing. Dopo quel concerto infatti il jazz, conquistatosi il diritto di entrare nella grande sala costruita dal magnate dell'industria siderurgica Andrew Carnegie, comincia a essere riconosciuto musica d'arte e lascia i club e i locali notturni per entrare nelle sale da concerto e diventare essenzialmente musica d'ascolto. Proprio nel momento in cui si incontrano, attraverso lo swing, la danza e il jazz, quest’ultimo fa un salto di qualità e scarta di lato, lasciando che il compito di far ballare negli anni successivi se lo assumano generi da lui derivati come il rhythm'n blues e poi il rock'n'roll.


BIGLIETTERIE
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Largo Gustav Mahler
da martedì a domenica dalle ore 14.30 alle ore 19.00
Lunedì chiuso.
tel. 02.83389.401/402/403 fax 02.83389.300
info@auditoriumdimilano.org
Spazio dedicato presso lo sportello MY LINK POINT CADORNA
Piazza Cadorna ,14
tel. 02/85114865
Lunedì/sabato 10.00/18.00 orario continuato
Domenica dalle 10.00/ 16.00 orario continuato

2013_12_08 Vespri d'organo a Casale Monferrato

Domenica 8 dicembre 2013_12_08, presso la
Chiesa di S. Domenico, si terrà alle ore 17,00 il
Secondo appuntamento dei Vespri d’organo in tempo di Avvento
nuovo progetto di Arte Organistica nel Monferrato. Per questa occasione è stato invitato a suonare sul grande organo Serassi, recentemente ripristinato dall’organaro Fabio Stocco, l’organista milanese Daniele Sacchi.
L’esecuzione sarà proiettata su maxi schermo e l’ingresso è gratuito.
I prossimi vespri in musica si terranno nella chiesa di S. Antonio domenica 15 dicembre con la partecipazione del Coro Andolla di Villadossola e domenica 22 dicembre 2013_12_22, sempre alle ore 17.00.
Daniele Sacchi, organo
Musicista eclettico, già allievo di Giancarlo Parodi al Conservatorio di Milano e vincitore di prestigiosi concorsi internazionali, Sacchi proporrà un percorso organistico interamente dedicato all’Ottocento italiano. Tale repertorio risulta il più adatto alla tipologia dell’organo di S. Domenico ricco di colori e timbri orchestrali che permettono allo strumento di assimilarsi a una vera e propria orchestra sinfonica.
Arte Organistica nel Monferrato si avvale del sostegno del Comune di Casale Monferrato, della Fondazione CRT e della Fondazione CRAL.

2013_12_04 Pavia Barocca presenta un concerto di Capella Sanctae Crucis alla CHIESA DI SAN LUCA. a PAVIA

PAVIA BAROCCA 2013
RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA DEL COLLEGIO GHISLIERI



 Mercoledì 4 dicembre 2013_12_04
Pavia, CHIESA DI SAN LUCA, ore 21.00
 concerto di Capella Sanctae Crucis
UN NATALE LUSITANO
Il tesoro del monastero di santa croce di coimbra
Biglietteria: settore unico

euro 10 intero / euro 8 ridotto / under 30 euro 6

 PAVIA BAROCCA PER I GIOVANI ARTISTI 
In partenariato con il Centre Culturel de Rencontre d’Ambronay, il Collegio Ghislieri realizza un progetto artistico originale che ha per obiettivo la valorizzazione dei migliori giovani ensemble barocchi che si affacciano sulla scena internazionale.
Attraverso lo strumento della residenza, piuttosto raro in Italia ma molto diffuso all’estero, i gruppi selezionati hanno la possibilità di usufruire di spazi e strutture, per sviluppare il proprio progetto, beneficiando anche di incontri formativi sia sul piano del percorso artistico che sul fronte dell’organizzazione, dell’amministrazione e del management, aspetti non trascurabili per chi intende avviare un’attività di alto profilo nel dinamico ma complesso mercato internazionale della musica antica.
Gli esiti del lavoro svolto in residenza sono a disposizione del pubblico di Pavia Barocca, in occasione dei concerti che i singoli gruppi in residenza realizzano appositamente. 

 Programma 
Invocatio Anonimo, Domine ad adiuvandum
Ad hora prima Anonimo, Calenda de Natal, Vox só e a 8 
Intermedium primum Anonimo, Al son que los cristales (Vilancico a 4)
Anonimo, De peña en peña (Vilancico a 8)

Ad Matutinum
Anonimo, Hodie nobis caelorum (I Responso a 8)
Duarte Lobo, O magnum mysterium (IV Responso a 8)
Duarte Lobo, Beata viscera (VIII Responso a 8)

Intermedium secundum
Dom Jorge, Fabordão I tom
Anonimo, Al neglio de Mandiga (Vilancico de Negro a 8)

Ad Vesperas
Anonimo, Christe redemptor omnium (Himno a 8)
in alternatim
Anonimo, Fabordão a4

Intermedium tertio
Diego de Alvarado, Tento VI por Dsolre
Anonimo, Zente Pleto (Vilancico de Negro a 6)

Demissio Pedro de Cristo, Benedicamus Domino

Capella Sanctae Crucis gode del sostegno del CCR di Ambronay nel quadro delle Residenze di Giovani Ensemble, un programma realizzato nell’ambito dell’Accademia Barocca Europea di Ambronay, progetto di inserimento professionale per giovani artisti riconosciuto quale Ambasciatore Culturale dell’Unione Europea. 
Capella Sanctae Crucis è un laboratorio di polifonia portoghese. L’ensemble prende il nome dalla Cappella del monastero di Coimbra, dalla quale provengono i principali manoscritti musicali riscoperti attraverso questo progetto. Il laboratorio mira ad una connessione tra la ricerca musicologica e la pratica musicale, riportando alla luce tesori dimenticati, esito della prosperosa attività musicale di uno dei maggiori centri culturali portoghesi del XVI e XVII secolo: il monastero di Coimbra di Santa Cruz. 
Un Natale lusitano presenta una selezione di musiche composte per le festività natalizie: vi si riconoscono brani liturgici in latino, vilanciones e chaconetas in portoghese e castigliano, che venivano eseguite durante le cerimonie dei mattutini natalizi. 


Prossimi appuntamenti:
Giovedì 12 dicembre 2013_12_12, ore 21
Aula Magna del Collegio Ghislieri, Pavia
NAVIDAD NUESTRA E MISA CRIOLLA
Di Ariel Ramirez
Coro Universitario del Collegio Ghislieri
Giulio Prandi, direttore
Serata a favore del programma “giovani artisti di Ghislierimusica”
Evento promosso da Rotary Club Siziano

Mercoledì 18 dicembre 2013_12_18, ore 21
Pavia, Aula Magna del Collegio Ghislieri
CONCERTO DI NATALE
Inediti sacri del '700 italiano
Ghislieri Choir e Consort
Giulio Prandi, direttore

2013_12_08 Radio a Teatro Libero per una serie di incontri

Sei incontri dall'8 dicembre 2013 al 4 maggio 2014
Teatro Libero presenta
RADIOLIBERA [ON STAGE]
La radio che va in scena di e con Basilio Santoro
Sei eventi per ascoltare la storia delle radio libere, della musica
e di un uomo caduto sette volte, rialzatosi ott
o

Cosa c’è di più lontano dalla radio del teatro? Eppure non è così: il mondo della voce senza volto si incontra con quello dell’azione, in una mise en scène ricca di emozionanti episodi in cui lo spettatore di ogni età riconoscerà se stesso.
L’uomo della radio con la sua macchina del tempo ci farà attraversare frequenze magnetiche ricche di personaggi noti e meno noti del mondo della radio, gli stessi che hanno prestato al mondo della musica la propria voce.

RadioLibera si sviluppa in sei incontri, uno al mese, che ripercorreranno le varie epoche
nelle quali le radio libere, dalla loro nascita nella metà degli anni 70, si sono trasformate fino ad arrivare alle web-radio dei nostri giorni. A fare da sfondo la musica degli ultimi quarant'anni e la storia umana di Basilio Santoro, importante personaggio radiofonico che ha collaborato con le più importanti Radio Italiane fino alla direzione artistica, tra il 2004 e il 2011, di LifeGate Radio, realizzando la sua radio di narrazione che oggi porta in scena.

Basilio Santoro esordisce giovanissimo, a soli 18 anni, nelle radio libere degli anni 70, la prima HinterlandRadioMilano2, poi con gli amici del Bar fonda RadioMusic che diventerà nel 1982 Radio DEEJAY, approderà anche a Radio105, RadioMonteCarlo, RadioCapital, GammaRadio, LifeGate, fino alla nascita della sua blogradio www.radiolibera.org.
Oltre all’esperienza radiofonica, in età adulta, a 44 anni, ha intrapreso un percorso nell’ambito teatrale in qualità di attore. Tra i diversi format da lui creati e interpretati, ricordiamo: Illogica Allegria e La Stanza dello Scirocco su LifegateRadio. Per questo motivo, i due percorsi creativi da lui intrapresi lo hanno condotto a raccogliere le sua collezione d’umanità radiofonica in una sequenza teatrale.

Premio Fedeltà RadioLibera
Durante il primo incontro di domenica 8 dicembre verrà consegnata una cartolina che permetterà di vincere il “Premio Fedeltà” a chi parteciperà a tutti gli appuntamenti. Portandola con sé a ogni incontro verrà apposto il timbro di RadioLibera e, alla fine, verrà regalata una chiavetta USB personalizzata RadioLibera, dove ci saranno tutte le registrazioni audio e i testi dei sei eventi, il libro completo in PDF e le 100 canzoni più belle che hanno caratterizzato i trentasei anni di esperienza radiofonica di Basilio Santoro.

CALENDARIO DEGLI INCONTRI

Domenica 8 dicembre 2013_12_08, ore 21.00
Domenica 19 gennaio 2014_01_19, ore 21.00
Domenica 23 febbraio 2014_02_23, ore 21.00
Domenica 23 marzo 2014_03_23, ore 21.00
Domenica 6 aprile 2014_04_06, ore 21.00
Domenica 4 maggio 2014_05_04, ore 21.00

Teatro Libero
Via Savona 10 Milano

BIGLIETTERIA
PREZZI BIGLIETTI Prezzo unico: € 13,00

ORARI BIGLIETTERIA
da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Nei giorni di spettacolo:
da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 21.30
sabato dalle 19.00 alle 21.30
domenica dalle 14.00 alle 16.30


INFO E PRENOTAZIONI 02 8323126 biglietteria@teatrolibero.it

2013_12_07 TEATRO ANTONIO BELLONI successo porta repliche, appuntamenti aggiunti

Visto il successo ottenuto, abbiamo aggiunto una replica dello spettacolo
Un amore chiamato Milano
Gran Galà del Cabaret e della Canzone Milanese

alle ore 16, sempre del 7 dicembre 2013.
Il costo del biglietto è di 15,00 euro.
Al termine un breve rinfresco, un caffè o una bibita in compagnia dei protagonisti.
p.s. Sono ancora disponibili posti per lo spettacolo "NOTE AL CINEMA" (4 dicembre), ore 21.00
La serata di giovedì (5 dicembre) è invece annullata.
la prenotazione si può fare sul sito www.teatrobelloni.it oppure telefonando allo 0362.561420.
la biglietteria è aperta il martedì, il giovedì e il venerdì dalle 17.00 alle 19.00 e 30 minuti prima di ogni spettacolo.
TEATRO ANTONIO BELLONI - Associazione culturale - via Colombo 38 - 20825 BARLASSINA MB Tel. 0362.561420

2013_12_05 FIBERGLASS concert a Rome

GIOVEDI 05/12/2013 @ ATLANTICO LIVE - ROMA
La band partenopea si esibirà dal vivo con TRICKY
FIBERGLASS 
featuring 
TRICKY
Il duo composto da Liz Martin e Luca Thomas D’Agiout è stato selezionato da Tricky per eseguire Fireflies in un featuring che si preannuncia denso di emozioni. I Fiberglass saranno sul palco dell’Atlantico di Roma per eseguire il brano scritto per il musicista inglese dal titolo Fireflies.
L'artista di Bristol dopo aver lanciato on line l'iniziativa "Perform with Tricly" ha messo a disposizione una traccia "unfinished" che molte band hanno completato ma solo Fireflies dei Fiberglass è risultata la più apprezzata tra le tantissime tracce italiane arrivate al cospetto del genietto del trip-hip sound.
Dopo aver partecipato all'ultima edizione del Neapolis Festival - che li ha proposti come opening act di Tricky -  i Fiberglass hanno pubblicato a fine novembre il debut album HUSH (richiedi il press kit).
Il brano Fireflies è possibile ascoltarlo a questo link:
https://soundcloud.com/fiberglassband/fireflies-tricky-unfinished
Qui maggiori info su Perform with Tricky:
http://www.trickysite.com/tricky-announces-perform-with-tricky-competition-winners/
"Fiberglass è un mix di alternative rock anni 90, flavours elettronici del decennio precedente e moderno brit-pop. Il duo dal background musicale caotico e follemente eterogeneo si definisce come retro alternative pop."

2013_12_08 CONCERTI DEL Collegium Vocale di Crema


Domenica 8 dicembre 2013_12_08, ore 16.00
Lodi, Chiesa di S. Francesco
Domenica 15 dicembre 2013_12_15, ore 21.00
Crema, Chiesa di S. Bernardino
In collaborazione col Centro Diocesano “G. Lucchi”
Domenica 22 dicembre 2013_10_22, ore 21.00
Crema, Chiesa della SS. Trinità

I CONCERTI DEL 
Coro e orchestra del Collegium Vocale di Crema
Direttore Giampiero Innocente
Programma

F.J. Haydn (1732-1809): Missa Brevis N. 7 “Orgelsolomesse”,
per coro e orchestra d’archi
Eleonora Filipponi mezzosoprano, Riccardo Seresini organo solo
-        Kyrie             (coro e orchestra)
-        Gloria            (coro e orchestra)
-        Credo            (coro e orchestra)
-        Sanctus         (coro e orchestra)
-        Benedictus    (mezzosoprano, organo solo, coro e orchestra)
-        Agnus Dei    (coro e orchestra)


W.A. Mozart (1759-1791): Litaniae de venerabili altaris Sacramento KV 243
per soli, coro e orchestra
Lucrezia Drei soprano, Eleonora Filipponi mezzosoprano, Angelo Arpini tenore, Nicola Fava basso
-        Kyrie                                     (soli, coro e orchestra)
-        Panis vivus                          (soprano e orchestra)
-        Verbum caro                        (coro e orchestra)
-        Hostia sancta                       (soli, coro e orchestra)
-        Tremendum                         (coro e orchestra)
-        Dulcissimum convivium   (soprano e orchestra)
-        Viaticum                               (soprani soli e orchestra)
-        Pignus futurae gloriae       (coro e orchestra)
-        Agnus Dei                            (soprano e orchestra)
-        Miserere                               (soli, coro e orchestra)
Omaggio natalizio
W.J. Kirkpatrick (1838-1921): Away in a manger

Coro e orchestra del Collegium Vocale di Crema
Direttore Giampiero Innocente

Collegium Vocale di Crema
Violini I: Stephen Beszant, Giovanni Livraga, Lucy Manfredi, Lorenzo Benelli, Hanna Knötzele
Violini II: Emanuela Barbieri, Elisabetta Faucher, Stefania Ruini, Maurizio Medici, Anna Forner
Viole: Eugenia Gaboardi, Chiara Nozza Bielli, Claudia Conti
Violoncello: Leonardo Bertazzoni
Contrabbasso: Nicola Moneta
Organo: Riccardo Seresini
Flauti: Giuseppe Mezzadri, Angela Guglielmetti
Fagotto: Stefano Sperati
Oboi: Francesco Aliquò Mazzei, Ruggero Tacchi
Clarinetto: Elisa Sgorbini
Tromba: Alberto Bleve
Corni: Alfredo Conti, Stefano Conti

Soprani: Daniela Assandri, Elisa Barbaglio, Elisa Cazzamalli, Eleonora Filipponi,  Sara Franceschini,  MariaGrazia Gagliardoni, Elena Manzoni, Lorena Mariani, Piera Pelizzari, Ilaria Ventura, Sara Zigatti
Contralti: Federica Belloli, Vanna Moretti, Doriana Peroni, Claudia Pislor, Paola Pisoni, Beatrice Stabile, Laura Stabile, Federica Traspadini
Tenori: Adriano Bianchi, Angelo Arpini, Fabio Corlazzoli, Pierre Galassi, Francesco Paveglio
Bassi: Nicola Fava, Pierangelo Mulazzani, Manuel Ottini, Matteo Panozzo, Alberto Premi, Simone Riccetti, Doriano Soldati, Alfonso Vigani, Renato Zigatti

Un capolavoro poco conosciuto
Nel corso dei secoli dai cataloghi dei grandi musicisti si sono estrapolate opere divenute più famose di altre, oppure particolarmente eseguite e incise, a volte senza poter spiegarne fino in fondo le ragioni. Quando si parla della musica sacra di Mozart immediatamente si pensa al Requiem, alla Messa dell’Incoronazione, forse ai Vespri o a spezzoni di opere ascoltati qua e là.
La maggior parte della produzione sacra del compositore salisburghese rimane sconosciuta, non eseguita o addirittura dimenticata, senza che si sappia il perché.
Il Collegium Vocale di Crema, da sempre attento alla riscoperta di opere meno famose (ma non per questo meno importanti e impegnative sotto il profilo tecnico), propone quest’anno una composizione pochissimo eseguita ma che, a pieno diritto, si può considerare uno dei capolavori sacri dell’ingegno mozartiano: le Litaniae de venerabili altaris Sacramento KV 243.
La parola “litaniae” evoca probabilmente particolari sensazioni e ricordi, reazioni a un mondo tradizionale o devozionale che una troppo frettolosa riforma liturgica (o male interpretata) ha messo in disparte.
Solo il genio di Mozart riesce a trasformare questa lunga sequenza di invocazioni (Kyrie eleison, Panis vivus miserere nobis, ecc.) in una straordinaria teoria di generi musicali, di interventi solistici, corali e strumentali, alternando piani sonori, timbri e dinamiche di grande effetto.
Nulla di monotono, nulla di superato ma solo una grande composizione (circa 35 minuti) in cui l’ascoltatore è portato con una musica sublime alla contemplazione del grande “Mistero dell’altare”, l’Eucarestia (altaris Sacramento).
Composte nel marzo 1776, pochi giorni dopo il ventesimo compleanno di Mozart, rivelano una maturità artistica sorprendente e il tratto ormai deciso e consolidato di un musicista unico nella storia.
Anima profondamente cattolica, quella di Mozart, che alla corte del principe-vescovo di Salisburgo non può che esaltare il nucleo di fede del cattolicesimo, vivendo e lavorando in una città al confine con la Germania in cui il protestantesimo si faceva veicolo della sola fide e sola scriptura.
Siamo lontani dalla mentalità universale ed ecumenica che ormai fa parte del nostro bagaglio culturale e spirituale: in quei tempi la contrapposizione tra confessioni di fede della stessa religione era normale e proprio Mozart ripete più volte “i protestanti non comprenderanno mai la grandezza e la dolcezza di un Agnus Dei”.
Proprio l’Agnus Dei delle Litaniae diviene la sintesi musicale e spirituale di quest’opera: una melodia affidata agli archi e all’oboe riprende un celeberrimo andante di un concerto per pianoforte e orchestra, mentre il soprano disegna melodie di una bellezza che trascende il visibile posto sull’altare (il semplice pane) e ne sottolinea musicalmente quello che invece è (l’Eucarestia).
Mozart prova a penetrare questo mistero con la forza e la dolcezza della sua musica, quanto mai “sacra” e dedita alla liturgia di ogni tempo e di ogni luogo, realmente universale.
La sua musica sembra convincere anche chi non crede in quel misterioso segno che dietro ciò che si vede c’è una presenza invisibile (“latens deitas”), e tale opera di convincimento non viene operata con trattati di alta scuola teologica, ma semplicemente con il disegno musicale, un disegno che parla da solo senza bisogno di altro. E’ l’essenzialità di Mozart, quello che i musicisti chiamano “purezza di suono” che, tecnicamente, si traduce in un enorme lavoro d’insieme ma che sotto un profilo più ampio rivela l’universalità della sua musica.
Come in tutte le opere sacre, il genio salisburghese non manca di firmare il suo prodotto musicale: anche nelle Litaniae c’è la presenza del fugato solenne e austero (Pignus futurae gloriae).
Lo studio dell’armonia e dello stile sacro compiuto a Bologna sotto la guida di Padre Martini emerge ogni qual volta Mozart decide di scrivere un pezzo sacro: il contrappunto rigoroso, che trova fondamento nelle opere di Palestrina, diviene il segno che certifica il sacro. In nessuna opera profana troviamo questa firma inconfondibile che non è la dimostrazione tecnica della bravura del compositore, quanto piuttosto lo sviluppo musicale che diviene simbolo dello sviluppo dialettico della verità, quella verità che il dogma porta in sé come gioco contrappuntistico di mistero-comprensione velata-mistero-contemplazione.
Una lunga citazione dal volume “Mozart” di H.U. Von Balthasar, grande teologo e conoscitore di Mozart, ci aiuta a comprendere meglio l’opera proposta.
“Di fronte a tutta la musica di Beethoven noi sentiamo anche tutte le gocce di sudore che essa è costata al suo inventore. Di fronte a quella di Bach noi percepiamo sempre l'imponenza ciclopica dei volumi e delle architetture. L'enorme opera di Mozart ci appare invece come già nata senza alcuno sforzo, messa al mondo come un figlio già perfetto, giunta alla sua maturità senza turbamenti.      
Ci domandiamo se non sia una sorta di intatto arcobaleno che viene dalla memoria del paradiso terrestre. Mozart vuole, creando e vivendo, far percepire il canto trionfale della creazione innocente e risorta: dove dolore e colpa ci stanno di fronte non già come lontano ricordo, bensì come presente oltrepassato, perdonato, trasfigurato. Non si trova tutto questo, ed esattamente così, nella stessa radice creativa del grande Regina Coeli (KV 276), nei due Vespri , nelle Litanie  e nelle Messe , nelle quali Mozart non trovò affatto necessario nascondere la voce per assumere uno stile spirituale? E invero, che cosa deve essere trasfigurato se non la creazione stessa; e che cosa deve essere redento e venire a preghiera se non la natura, figlia di Dio? Tutto questo non è barocco. E' semplicemente cristiano”.
La Missa Brevis “St. Johannis de Deo”, detta anche “Kleine OrgelosoloMesse,” di Franz Joseph Haydn fu composta nel 1775 per la chiesa di Eisenstadt (a quei tempi Ungheria, oggi Austria) il cui patrono era San Giovanni di Dio (come riportato nel titolo).
E’ una delle messe più amate di Haydn: “brevis” che non equivale a “facile” e “corta”: la scrittura è particolarmente insidiosa ponendo il respiro delle voci sul filo dei sedicesimi dell’orchestra d’archi, obbligando il canto ad una precisione ritmica senza tregua; “brevis” ma che in realtà dura più di alcune messe di Mozart che prevedono organici più ampi.
Il Gloria originale prevedeva solo 31 battute ed era scritto con una struttura in cui il testo si sovrappone per abbreviare i tempi. Vien da pensare che gli ascoltatori (o il celebrante) non fossero molto tolleranti verso l’ascolto della musica: Haydn quindi compone un Gloria brevissimo, rifacendosi, però, in seguito con un Benedictus decisamente ampio, in cui l’organo solo dialoga col soprano in frasi di grande effetto.
Il fratello di Franz Joseph, Michael, quasi volendo riportare ad una maggiore ortodossia liturgica la Messa, scrisse in seguito un Gloria completo prendendo spunto da quello originale: l’esecuzione del Collegium Vocale include questo Gloria nella sua completezza.
Tutte le composizioni di epoca classica che utilizzano un organico ridotto fanno leva sullo sviluppo armonico e melodico per sopperire alla carenza di strumenti o di voci: quello della Missa Brevis è uno dei casi tipici in cui l’uso strumentale essenziale (violini I-II, violoncello e organo) e vocale ha un impiego più serrato, volto alla copertura di ogni spazio lasciato libero dalla musica.
Il titolo, l’organico e le dimensioni (corrette dal fratello) rendono questa composizione di Franz Joseph Haydn decisamente interessante per approfondire lo stile sacro di un’epoca che ancora oggi illumina con la sua fulgida musica i nostri tempi più poveri d’ingegno e di stile.

Giampiero Innocente
Direttore del Collegium Vocale di Crema
www.collegiumvocale.it

2013_12_04 Concerti al Concorso Marco Fiorindo di Torino

XIII EDIZIONE Concorso Internazionale di Musica ‘Marco Fiorindo’
4-6 DICEMBRE 2013 | NICHELINO (TORINO)
CONCERTI: Teatro Superga - Piazzetta Macario, NICHELINO (TORINO) 
Mercoledì 4 Dicembre 2013_12_04 ore 21
Concerto d’apertura
Venerdì 6 Dicembre 2013_12_06 ore 21
Concerto finale dei vincitori del Concorso
ingresso libero e gratuito.

Ritorna per la XIII Edizione il Concorso Internazionale di Musica ‘Marco Fiorindo’ che si svolgerà a Nichelino (Torino) dal 4 al 6 dicembre 2013 e che quest’anno è dedicato al sassofono. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Fiorindo in collaborazione con l’Associazione Fiatinsieme e con il patrocinio dell’Associazione De Sono, Città di Nichelino, Consiglio Regionale del Piemonte, Provincia di Torino e Fondazione CRT, si articola in 3 sezioni: sassofono solista, che quest’anno sarà accompagnata dall’Orchestra Fiatinsieme nalla prova finale; sassofono giovani under 18 e musica da camera. Gli iscritti hanno raggiunto la quota di 114 proveninti da Giappone, Israele, Iraq, Kazakistan, Australia, USA, Slovenia, Portogallo, Olanda, Spagna, Francia, Germania, Inghilterra, Bosnia – Erzegovina e, naturalmente, Italia.
Il concorso si aprirà mercoledì 4 Dicembre ore 21 al Teatro Superga di Nichelino (Torino) con un concerto d’eccezione che vedrà come protagonisti proprio i membri della giuria accompagnati al pianoforte da  Antonella Pedico.

Programma del Concerto d’Apertura:
Gabriel FAURE (1845-1924) – Fantaisie Op.79 in mi minore Andantino, Allegro
Lev PUPIS, sassofono
Francis POULENC (1899-1963) Sonate (1962) Allegro tristamente (Allegretto), Romanza, Allegro con fuoco
Claude DELANGLE, sassofono
Francis POULENC (1899-1963) Trio (1926) Presto, Andante, Rondo
Daniel GAUTHIER e Matjaz DREVENSEK, sassofono
Antonella PEDICO, pianoforte

Dopo tre giornate di selezioni, Venerdì 6 Dicembre sempre al Teatro Superga alle ore 21, si terrà il Concerto dei vincitori durante il quale si esibiranno e verranno premiati i primi 3 classificati di ogni sezione. Chiuderanno la serata i vincitori della sezione sassofono solista che quest’anno saranno accompagnati dall’Orchestra Fiatinsieme diretta dal M° Enea TONETTI.
Per informazioni: info@fiorindo.org      cell. +39 338 2472079
Rif. Comunicazione:  ALCHIMEA   alchimea@alchimea.it    cell. +39 347 45 85 836

GIURIA CONCORSO INTERNAZIONALE DI MUSICA ‘MARCO FIORINDO’
Mario GIOVANNELLI (Italia), Matjaz DREVENSEK (Slovenia), Daniel GAUTHIER (Canada), il Presidente Claude DELANGLE (Francia), Pietro Marchetti (Italia)

2013_12_06 Norma nella stagione lirica del Teatro Coccia dirige Matteo Beltrami

Venerdì 6 dicembre 2013_12_06 - ore 20.30 - Turno A
Domenica 8 dicembre 2013_12_08 - ore 16.00 - Turno B
Teatro C.Coccia - Novara
"NORMA"
Tragedia lirica in due atti
Musica di Vincenzo Bellini
Libretto di Felice Romani, tratto dalla tragedia “Norma ou l’infanticide” di A. Soumet
Prima rappresentazione
Milano, Teatro alla Scala, 26 dicembre 1831

Personaggi e interpreti:
Norma, druidessa, figlia di Oroveso (Soprano) ALESSANDRA REZZA
Pollione, proconsole di Roma nelle Gallie (Tenore) ROBERTO ARONICA
Adalgisa, giovane ministra del tempio d’Irminsul (Mezzosoprano) VERONICA SIMEONI
Oroveso, capo dei Druidi (Basso) LUCA TITTOTO
Clotilde, confidente di Norma (Mezzosoprano) ALESSANDRA MASINI
Flavio, amico di Pollione (Tenore) GIACOMO PATTI
due fanciulli, figli di Norma e Pollione
Druidi, bardi, eubagi, sacerdotesse, guerrieri e soldati galli
Cavalieri, dame, paggi, alabardieri

Orchestra Filarmonica del Piemonte
Coro Schola Cantorum San Gregorio Magno
Direzione d'Orchestra Matteo Beltrami
Regia Alberto Fassini, ripresa da Vittorio Borrelli
Maestro del coro Mauro Rolfi
Scene e costumi William Orlandi
Allestimento Teatro Regio di Torino
Produzione Fondazione Teatro Coccia

Fondazione TEATRO COCCIA
Via f.lli Rosselli, 47 28100 - Novara (NO)
Tel. +39.0321.233200 Fax +39.0321.233250 Biglietteria +39.0321.233201

Note
Di pochi mesi posteriore a Sonnambula, Norma rappresenta la più interessante espressione del genio belliniano: straordinaria nella potenza lirica e nell'acutezza dell'introspezione caratteriale dei personaggi, soprattutto di Norma, la cui personalità viene delineata con particolare efficacia nelle situazioni di drammaticità e in quelle di tristezza e di abbandono.
La calma spirituale di "casta diva", pervasa di un'intensa religiosità, viene a contrastare con l'angoscia e la disperazione della grande scena iniziale del secondo atto e con il furore tremendo e vendicativo del terzetto che chiude il primo atto, in cui il carattere fiero e coraggioso di Norma trova la sua totale esplicazione. Ma il momento di più vibrante intensità è sicuramente il finale del secondo atto: lo strazio di Norma ("Qual cor tradisti"), la sua prostrazione, la sua disperata implorazione ("Deh! Non volerli vittime") sono momenti in cui la melodia, la vocalità intensa e straziante realizza un quadro vibrante di emozioni tra i più significativi di tutto il melodramma.
(da "L'opera e le sue storie" di Mario Pasi e Guido Cavallera; ed. Curci, Milano 1991)

Atto I La vicenda si svolge nelle Gallie, all’epoca dell’invasione Romana
Nella foresta sacra dei Druidi il gran sacerdote Oroveso annuncia l’arrivo di Norma, la sacerdotessa sua figlia, che compirà il sacro rito in omaggio alla divinità lunare.
Intanto Pollione, segreto amante di Norma da cui ha avuto due figli, incontra l’amico Flavio e gli confida di essersi innamorato di un’altra sacerdotessa (Adalgisa) e di voler con lei fuggire alla volta di Roma, temendo l’ira e la vendetta di Norma.
I guerrieri Galli esortano Norma ed Oroveso a dare l’ordine di sterminare gli oppressori romani, ma Norma, quale interprete della volontà divina, asserisce che l’ora della rivolta non le è ancora stata comunicata dagli dèi. Intona quindi una preghiera alla luna, al termine della quale congeda l’assemblea dei Galli, che si allontana invocando il giorno della vendetta.
Nella sacra foresta rimane solo Adalgisa, subito raggiunta da Pollione che la invita ad abbandonare le sue divinità e a seguirlo a Roma; la fanciulla, alfin convinta, promette di fuggire con lui l’indomani.
Nella sua abitazione, Norma confida a Clotilde d’aver appreso che Pollione è richiamato in patria: teme che il proconsole abbia intenzione d’abbandonarla e le affida i due figli per poter rimaner da sola ma la raggiunge Adalgisa che, ignorando la relazione tra Norma e Pollione, le confida il suo colpevole amore senza rivelare l’identità dell’amato; narra il primo incontro e Norma commossa, al ricordo del suo idillio con Pollione, scioglie Adalgisa dai suoi voti e la congeda, invitandola a vivere liberamente con l’amato.
All’arrivo inatteso del proconsole, Norma comprende che è proprio lui l’uomo amato dalla fanciulla ed in preda al furore, la mette in guardia contro l’infedeltà del romano.
Adalgisa, sconvolta dalle rivelazioni, rimprovera Pollione di averla ingannata e rifiuta di seguirlo.
I Druidi, intanto, richiamano Norma alla celebrazione dei sacri riti; Pollione si allontana, furente, e Adalgisa informa Norma che intende rinunciare al proprio amore.
Atto II Nella abitazione di Norma
Norma decide di vendicarsi uccidendo i due bambini avuti da Pollione; ma quando entra, nottetempo, nella stanza in cui dormono brandendo un pugnale, il sentimento materno prevale. Fa chiamare Adalgisa e le affida i figli , pregandola di condurli all’accampamento romano: lei ha deciso di morire.
Adalgisa, disperata, tenta di dissuaderla, e promette di intercedere in suo favore presso il proconsole romano, al quale ella ha definitivamente rinunciato; commossa, Norma l’abbraccia e le assicura la sua eterna amicizia.
Nella foresta intanto, Oroveso annuncia ai guerrieri galli la prossima partenza di Pollione, che verrà sostituito da un proconsole ancor più temibile; ma invita tutti ad attendere con pazienza l’ora dell’insurrezione dato che Norma non ha ancora dato il responso.
Norma spera ancora che Pollione possa tornare al suo amore, ma Clotilde la dissuade, rivelandole che il proconsole è deciso a rapire Adalgisa e a condurla a Roma.
Sconvolta e desiderosa di vendetta, Norma chiama a raccolta i guerrieri galli, annunciando loro che è giunta l’ora di ribellarsi a Roma. Poco dopo Pollione, sorpreso nel sacro recinto delle vergini, viene arrestato e condotto al tempio; Norma vorrebbe ucciderlo ma poi, mossa a pietà, allontana tutti col pretesto d’interrogare il prigioniero, per scoprire l’identità della sacerdotessa sua complice.
Rimasti soli, Norma lo supplica di tornare al suo amore ma Pollione rifiuta, poi, di fronte alla minaccia di uccidere i due figli e mandare al rogo Adalgisa, accetta le condizioni impostegli. Rientrano i guerrieri e i sacerdoti e Norma annuncia loro d’aver scoperto il nome della donna spergiura e traditrice: tra lo stupore e la costernazione generale accusa se stessa del misfatto, e ordina che venga eretto il rogo sul quale andrà a morire.
Prega Oroveso di prendersi cura dei figli (“Deh, non volerli vittime”) e si avvia verso il rogo, mentre Pollione, straziato dal rimorso e resosi conto d’amare ancora quella donna generosa e sublime, decide di seguirla unendosi al suo tragico destino.

2013_12_03 Con le canzoni dei Mattia Bazar al Teatro della Luna

Teatro della Luna - Assago (Milano)
Martedì 3 dicembre 2013
Con le canzoni dei Mattia Bazar
Uno show scritto da Carlo Marrale con Marco Marini
SOLO TU
Con Lisa Angelillo e Michele Carfora
Una storia irriverente e garbata, ricca di colpi di scena, ambientata in Italia con personaggi nei quali molti uomini e donne possono riconoscersi. Canzoni e musiche dei Matia Bazar che hanno regalato grandi emozioni a diverse generazioni. Tutto questo è “SOLO TU!” il pop musical in scena al Teatro della Luna di Milano – Assago dal 3 all’8 dicembre.
Gli autori, Carlo Marrale, fondatore dei Matia Bazar (ha firmato canzoni come "Ti Sento", "Stasera che sera","C´é tutto un mondo intorno", “Vacanze Romane”), e Marco Marini, musicista, regista e produttore genovese, hanno voluto valorizzare il patrimonio culturale rappresentato dalla canzone italiana d’autore contaminandolo con un genere teatrale giovane, moderno e coinvolgente. Hanno utilizzato il fil rouge dei brani più belli dei Matia Bazar per raccontare una storia contemporanea di vita, relazioni e sentimenti fra le persone.
Protagonista è Cinzia, madre premurosa e moglie di Walter, troppo bello e in forma per non farla sentire inadeguata. Cinzia è interpretata da Lisa Angelillo (cantante e attrice con una ricca esperienza teatrale e televisiva, al fianco dei volti più autorevoli del teatro e dello spettacolo in Italia, non ultimo ha ricoperto – ottenendo un enorme successo di pubblico – il ruolo di Tanya nel musical “Mamma mia!”). La scoperta di un tradimento rivoluzionerà la vita di Cinzia e quella di tutti i personaggi coinvolti, in una girandola di situazioni e nuovi equilibri sentimentali, fino all’incontro con Brucel’imprenditore/poeta interpretato da Michele Carfora (ballerino, attore e cantante, tra i più prestigiosi interpreti italiani di musical, ha ricoperto ruoli da protagonista in opere del calibro di "Grease", "Rent", “Sette Spose per Sette Fratelli” e "Cats"). Nel cast anche Andrea Bottesini(attore e tenore lirico, uno dei comici più eclettici del laboratorio Zelig) nel ruolo di Dan, amico diCinzia e del fratello Gabri. Gli altri interpreti sono Alessandro Arcordia (“Giulietta e Romeo”, “Shrek”), Marco Trespioli (“Les Misérables”, “Shrek”), Valeria Camici (“Biancaneve il musical”),Gianluca Roncari (“Biancaneve il musical”) e Giordana Faggiano (“Giulietta e Romeo”) oltre all’ensemble composto da Naomi Piga, Stefano Tubolino, Flavio Parodi, Omar Bresciani e Alice Andreoli. La regia è di Elena Dragonetti, lo show designing di Emiliano Morgia, la scenografia di Laura Benzi, coreografa è Antonietta Scuderi, gli arrangiamenti musicali sono curati da Carlo Marrale e Emiliano Cioncoloni

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)