2024_12_07 Teatro alla SCALA in diretta a Robecco, Forza del destino al Circolo Cooperativo


CIRCOLO COOPERATIVO "Il Circulin" ROBECCO (SN)

Indirizzo: Via Roma, 11, 20087 Robecco Sul Naviglio MI

SABATO 7 DICEMBRE 2024 ore 17.30

(inizio collegamento ore 18.00 esatte)

Serata inaugurale del Teatro alla Scala
introduzione guidata alla visione dell'opera,
con risottata finale facoltativa al termine.

Teatro alla SCALA - Milano

Stagione 2024-2025

Giuseppe Verdi (1813-1901)

LA FORZA DEL DESTINO

Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave 

tratto da Don Álvaro o la Fuerza del sino di A. Saavedra, duca di Rivas 

Prima rappr. 10 novembre 1862 al Teatro Teatro Imperiale, San Pietroburgo


(1) Le foto degli artisti sono fornite dall'Ufficio Stampa Teatro alla Scala

CAST:

Il marchese di Calatrava, signore di Spagna  (basso)   Fabrizio Beggi

Donna Leonora, sua figlia (soprano)   Anna Netrebko (1)

Don Carlo di Vargas, il fratello  (baritono)  Ludovic Tézier (1)

Don Alvaro, l’amante meticcio, ma figlio di regnanti (tenore) Brian Jagde (1)

e con :

Preziosilla, influencer (mezzosoprano)   Vasilisa Berzhanskaya

Padre guardiano, saggio Abate francescano (basso)  Alexander Vinogradov

Fra Melitone, fraticello vivandiere  (baritono buffo)    Marco Filippo Romano

Curra, cameriera di Leonora (mezzosoprano)   Marcela Rahal

Un alcade, gestore di ristorazione  (basso)   Huanhong Li

Mastro Trabuco,  mulattiere, poi rivendugliolo (tenore brillante)    Carlo Bosi

Un chirurgo, medico di guerra (basso)  Xhieldo Hyseni

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

Direttore    RICCARDO CHAILLY

Regia    LEO MUSCATO

Maestro del Coro Alberto Malazzi Scene    FEDERICA PAROLINI

Costumi    SILVIA AYMONINO

Luci    ALESSANDRO VERAZZI

Nuova produzione Teatro alla Scala

3 ore e 40 minuti circa intervalli inclusi

INGRESSO LIBERO per la visione
(con offerta facoltativa)
COSTO DEL BUFFET 20.00 Euro facoltativo e solo su prenotazione
Per prenotare chiamare 349 825 3070 sig. Attilio


Dopo la chiusura del Cineteatro Agorà di Robecco per ristrutturazione ormai giunta quasi alla fase finale e la forzata chiusura per pandemia, lo scorso dicembre 2023 abbiamo potuto tornare a vedere insieme la PRIMA dal Teatro alla Scala grazie alla disponibilità del Circolo Economico Ricreativo di Robecco SN che ha attrezzato la sala superiore per la visione in diretta su grande schermo dell’opera inaugurale.

Grazie alla direzione organizzativa di Attilio Viganò, che ha da sempre gestito l’organizzazione delle stagioni di “Opera e Arte” al Agorà, l’offerta si ripete anche per il 2024 con la possibilità offerta gratuitamente (con offerta libera all’ingresso) di seguire “La forza del destino” l’opera scelta dalla Scala per aprire la stagione 2024-2025 nella serata del 7 dicembre. Al termine della rappresentazione per chi vuole aderire, prenotando per tempo vista la disponibilità di posti che è solo di 65 posti, sarà possibile prendere parte al buffet dopo teatro al costo di 20.00€ a testa.

Pagina Teatro alla Scala

Buffet dopo l’opera

Selezione di antipasti e formaggi

Risotto Milanese al giallo di zafferano

Panettone

Calice di Vino bianco o rosso


Per prenotare chiamare 349 825 3070 sig. Attilio


Come tradizione alle 17.30 precise inizierà la guida alla visione dell’opera a cura di Mario Mainino, giornalista e musicologo, che ha curato le passate edizioni e il programma di sala.


Riccardo Chailly inaugura la Stagione 2024/2025 con una nuova produzione de “La forza del destino”, il suo nono titolo verdiano alla Scala, con la regia di Leo Muscato e, ancora una volta, con una distribuzione dei ruoli di straordinario prestigio.
Opera drammaturgicamente complessa, nata nel 1862 a San Pietroburgo e approdata in versione definitiva, e rimaneggiata completamente nel finale, alla Scala nel 1869 oltre che con la creazione della celebre Sinfonia.

La forza del destino offre alcune delle più memorabili melodie verdiane. Dal cartellone manca da 24 anni, dalla stagione del centenario verdiano del 2001 quando fu portata alla Scala dai complessi del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, ma Orchestra e Coro scaligeri non la eseguono dal 1999.

“La forza del destino” l’abbiamo vista nella stagione del Cineteatro Agorà Cultura 2018/2019 martedì 2 aprile 2019, e in quella occasione il terzetto delle voci principali era dei nomi previsti per questa inaugurazione ANNA NETREBKO,  JONAS KAUFMANN, LUDOVIC TÉZIER con Orchestra of the Royal Opera House e direttore ANTONIO PAPPANO


Sinossi dell'opera:


Atto 1


Sinfonia
Buona notte, mia figlia
Temea restasse qui fino a domani
Me, pellegrina ed orfana
Ah, per sempre, o mio bell'angiol
Pronti destrieri di già ne attendono
Io sol saprò soffrire
Vil seduttor! Infame figlia
Pura siccome gli angeli

Atto 2


Coro
Ricerco invan la suora e il seduttore
Al suon del tamburo
E che riserbasi allo studente
Padre Eterno Signor
Viva la buona compagnia
Son Pereda, son ricco d'onore
Ah, gnaffe, a me non se la fa

Sono giunta Grazie, o Dio
Madre, pietosa Vergine
Leonora-e-Melitone
Leonora-e-Guardiano
No, venite fidente alla croce
Se voi scacciate questa pentita
E' fermo il voto
Sull'alba il piede all'eremo
Interludio
Il santo nome di Dio Signore
La Vergine degli Angeli

Atto 3


Attenti al gioco, attenti
Interludio
La vita è inferno all'infelice
Don Alvaro salva Don Carlo
Amici in vita e in morte
Arde la mischia
Don Alvaro ferito
Solenne in quest'ora
Morir! Tremenda cosa
Urna fatale del mio destino
Lieta novella, è salvo
Egli è salvo Gioia immensa

Coro Compagni, sostiamo
Carlo sfida Alvaro risanato
Leonora vive
Don Carlo, amico, il fremito
La pattuglia ferma il duello
Lorché pifferi e tamburi
Venite all'indovina
Trabucco poi Preziosilla
Nella guerra è la follia
Poffare il mondo
Rataplan, rataplan, della gloria

Atto 4


Fate, la carità
Ma tai pezzenti son di fecondità
M il padre Raffaele Non voglio più parole, ecc
Pazienza non v'ha che basti Del mondo i disinganni
Giunge qualcuno, aprite
Invano Alvaro ti celasti al mondo
Carlo Ti trovo finalmente
Le minaccie, i fieri accenti
Alvaro No, l'inferno non trionfi
Pace, pace, mio Dio
A confortar correte un uom che muor
Non imprecare umiliati


URNA FATAL DEL MIO DESTINO

L’opera che porta sfortuna, forse legata al fatto che il baritono Leonard Warren morì in palcoscenico proprio al termine dell'esecuzione della sua aria “Urna fatal” al MET di New York. Per il direttore del Teatro Imperiale di San Pietroburgo fu relativamente facile convincere Verdi a scrivere un’opera nuova per la stagione 1861-62, anche per la consistente offerta economica: sessantamila franchi d'oro. 

Il difficile fu invece trovare un soggetto che soddisfacesse sia la censura che il compositore. Dopo lunghe ricerche fu scelto “Don Álvaro, ó La fuerza del sino" di Ángel de Saavedra y Ramírez duca di Rivas.    “Il dramma è potente, singolare, e vastissimo; a me piace assai”: il compositore era attratto dall’intensa tragicità della vicenda, il pittoresco e romantico colore locale, la vastità delle dimensioni, e soprattutto l’implacabilità di quel destino che trascina i protagonisti in situazioni abnormi e metodicamente li elimina. Ma dopo la prima, trionfale rappresentazione a San Pietroburgo il 24 settembre 1862 dove morivano tutti i protagonisti, Verdi sentì la necessità di modificare la conclusione dell’opera, con il perdono finale a don Alvaro. Ci saranno anche altre modifiche nella musica: una, particolarmente importante, è la nuova sinfonia. “Con le gambe aggiustate” – l’espressione è di Verdi – l’opera andò in scena alla Scala il 27 febbraio 1869.

Atto I. È sera, e nella casa di Siviglia il marchese di Calatrava indugia nell’augurare la buona notte alla figlia Leonora Buona notte, mia figlia e, convinto che ella abbia rinunciato a un amore che egli considera indegno per lei, la esorta a confidare nel suo affetto. Ritiratosi il Marchese nei suoi appartamenti, la cameriera Curra si affretta ad aprire la porta che dà sul verone: da lì entrerà don Alvaro, l’uomo che Leonora ama segretamente, e con il quale fuggirà dalla casa paterna. Me pellegrina ed orfana Leonora ha il cuore gonfio di angoscia, ed è combattuta da opposti sentimenti. Quando giunge don Alvaro, che con ardente trasporto la sollecita a fuggire Ah! per sempre, o mio bell'angiol, essa indugia, non sa risolversi, e quando infine si appresta alla fuga Seguirti fino agli ultimi, è troppo tardi. Il Marchese, seguito dai servi, entra nella stanza con la spada sguainata e ripudia la figlia, nonostante don Alvaro protesti l’innocenza di Leonora e offra la propria vita per salvare l’onore. Il Marchese provoca don Alvaro il quale, armatosi a sua volta di pistola, nel intimare ai servi di allontanarsi lascia cadere a terra l’arma; ne parte un colpo che ferisce a morte il Marchese Vil seduttor!... infame figlia!.... Leonora, inorridita, si precipita ai piedi del padre, il quale la respinge e la maledice, spirando tra le braccia dei servi, mentre don Alvaro trascina via Leonora e fuggono.

Atto II. Un’osteria nel villaggio di Hornachuelos, affollata di gente di ogni genere Coro e Ballabile Holà, holà, holà! . Fra gli altri uno studente, che osserva attentamente tutto e tutti: si tratta di don Carlo, fratello di Leonora, sulle tracce della sorella e di don Alvaro, deciso a vendicare la morte del padre. Nell’osteria c’è anche Leonora in fuga travestita da uomo: essa crede che don Alvaro sia stato ucciso dai servi del padre. Don Carlo, insospettito dallo strano aspetto del giovane imberbe, ne chiede invano notizie al mulattiere Mastro Trabuco. Ma il dialogo è interrotto dall’arrivo di Preziosilla, Viva la guerra! … Al suon del tamburo la bella zingara venuta ad arruolare giovani per la guerra in Italia contro i Tedeschi, e da un corteo di pellegrini diretti al convento della Madonna degli Angeli, per il giubileo Padre Eterno Signor.... L’Alcade, infastidito dalla curiosità dello studente, lo invita a raccontare la sua storia. Don Carlo dice Son Pereda, son ricco d'onore, cioè di essere uno studente che ha interrotto gli studi per aiutare un amico a rintracciare il seduttore della sorella per vendicare il padre da questi assassinato. Ora la sorella dell’amico è morta, il seduttore è fuggito in America, e così lui ha deciso di tornare all’università. Preziosilla non crede affatto al racconto dello studente; Ucciso fu quel Marchese? Ma gnaffe a me non la si fà. Leonora si reca al convento della Madonna degli Angeli, decisa di abbandonare il mondo Sono giunta!... grazie, o Dio! Aria Madre, pietosa Vergine . Bussa alla porta, e al guardiano fra Melitone Una donna a quest’ora? Chiedo il Superiore .. giunge il Padre Guardiano, al quale Leonora rivela la propria identità e l’intenzione di isolarsi in un eremo. Il religioso cerca di far meditare Leonora sul passo che si accinge a compiere, e, accertata la fermezza della donna, acconsente a schiuderle le porte di un eremo isolato nella montagna Più tranquilla l'alma sento . Quindi ordina a fra Melitone di radunare nella chiesa i confratelli, ai quali, durante la cerimonia della consacrazione, presenta il penitente senza svelarne il nome e il sesso, e invoca la benedizione della Vergine degli Angeli sul capo di Leonora. Il santo nome di Dio Signore … La Vergine degli Angeli (Padre Guardiano, Leonora, Coro)

Atto III. Don Alvaro, che crede Leonora morta, sotto il falso nome di don Federico Herreros, è divenuto capitano dei granatieri, gloria dell’esercito spagnolo che combatte in Italia presso Velletri. Mentre è assorto nei suoi più tormentosi ricordi La vita è inferno all'infelice... Romanza O tu che in seno agli angeli (egli è di stirpe reale, ma meticcio, figlio di uno spagnolo ed una principessa e ultimo discendente di una dinastia Incas perseguitata dai conquistadores spagnoli), ode suoni di lotta Scena Attenti al gioco... (Coro) e corre in soccorso di un ufficiale spagnolo coinvolto nella lite per una partita di carte, e riesce a salvarlo. L’ufficiale non è altri che don Carlo sotto il falso nome di don Felice de Bornos; i due, non conoscendosi, si giurano amicizia eterna Amici in vita e in morte, e si gettano eroicamente nella battaglia che nel frattempo si è accesa Battaglia Arde la mischia!... . Don Alvaro però viene ferito Piano... qui posi... approntisi il mio letto e trasportato in barella, accompagnato da un chirurgo e da don Carlo, che lo rincuora, e gli promette che una volta guarito sarà insignito dell’ordine di Calatrava. Al sentire questa parola il ferito ha un sussulto, e credendosi ormai in fin di vita, consegna all’amico la chiave di una valigia, nella quale è conservato un plico che custodisce il più geloso segreto della sua vita: se dovesse morire, il plico dovrà essere bruciato Solenne in quest'ora giurarmi dovete ... Or muoio tranquillo.... Il chirurgo porta via il ferito, e don Carlo insospettito vorrebbe aprire lo scrigno Urna fatale del mio destino E s'altra prova rinvenir potessi?... ma frugando vi trova il ritratto di Leonora e comprende chi sia il ferito. In quel momento il chirurgo annuncia che l’operazione è riuscita, don Carlo esulta per la gioia feroce di poterlo uccidere con le proprie mani Egli è salvo!... oh gioia immensa. Nell’accampamento militare presso Velletri, sorge il sole, e l’accampamento si anima di soldati, di vivandiere, di mendicanti, di reclute, Coro Lorché pifferi e tamburi ai quali Mastro Trabuco cerca di vendere la sua povera merce A buon mercato chi vuol comprare? , mentre Preziosilla predice la sorte Venite all'indovina. Giunge anche fra Melitone che rimprovera i peccatori con una buffa predica Pane, pan per carità! Toh, toh!... Poffare il mondo!... Preziosilla per salvare il povero frate minacciato da folla e soldati intona Lasciatelo, ch'ei vada... Rataplan Rataplan, rataplan.

Atto IV. Sono trascorsi cinque anni, e nel chiostro del convento della Madonna degli Angeli fra Melitone distribuisce la minestra ai poveri, Fate la carità (Mendicanti) Aria buffa Che? siete all'osteria?... (Melitone) e si irrita quando i più impertinenti gli ricordano la gentilezza del padre Raffaele (che altri non è che don Alvaro fattosi frate). Anche il Padre Guardiano rimprovera fra Melitone, per la sua insofferenza nei confronti di padre Raffaele Pazienza non v'ha che basti! Del mondo i disinganni (Padre Guardiano, Melitone).
Alla porta si presenta un cavaliere, che chiede di padre Raffaele è don Carlo. I due nemici sono nuovamente di fronte, invano don Alvaro invita a dimenticare il passato ma Don Carlo lo affronta con arroganza ... la macchia del tuo stemma tu seganti con quest’atto! Esso splende più che gemma … Sangue il tinge di mulatto … Ah, segnasti la tua sorte! don Alvaro che si rifiutava di combattere quando viene insultato si ribella, e i due si allontanano per battersi. Una grotta fra rupi inaccessibili. Leonora in eremitaggio, coperta dal saio monacale, ripensa al suo tragico amore, Pace, pace, mio Dio! e invoca il Signore quando ode un improvviso cozzare di spade, giunge don Alvaro con la spada insanguinata perché ha appena ucciso suo fratello, è impuro e chiama il presunto eremita affinché dia l’estrema benedizione al morente. Quando Leonora esce i due si riconoscono, la donna accorre verso il fratello che nel momento di spirare, la uccide con un pugnale compiendo così la sua vendetta. Don Alvaro assiste impotente alla morte dell’amata, Non imprecare, umiliati confortato dal Padre Guardiano che lo esorta alla fede nella pietà divina.


Programma e introduzione alla visione dell’opera a cura di Mario Mainino
www.concertodautunno.it

Nicola LUISOTTI parla di La forza del destino

Tratto da un'intervista al Teatro del Gran Liceu di Barcellona, novembre 2024


Ogni pezzo di teatro ha le sue tradizioni. Pensiamo al Macbeth in Inghilterra che non si può veramente nominare, negli Scottish si dice “opera” oppure “quella opera” e così via.

Però come possiamo fare a meno di un lavoro così straordinario come LA FORZA DEL DESTINO, perché il pubblico dovrebbe privarsene per una sciocca superstizione.

Sì esiste questa superstizione!
Ma noi dovremo superarla perché Verdi se lo merita, il pubblico se lo merita e noi ce lo meritiamo. Verdi lo scrisse in fretta e furia, scrisse molto velocemente.
Ci sono musicisti compositori che hanno un grande talento, ci sono compositori straordinari e poi ci sono nella storia della musica i GENI, ce n'è una decina, specialmente nell'Opera che sono “geni”;  non sanno veramente cosa fanno, lo fanno perché sono Geni, fanno di più di quello che è richiesto senza volerlo, e tutte le situazioni all'interno della Forza del destino ma all'interno del Don Carlo, del Macbeth, del Trovatore, del Rigoletto, della Traviata, tutte le situazioni musicali che Verdi scrive sono sempre appropriate e legate moltissimo al testo, per cui ogni situazione drammatica del testo con la musica acquista ancora più forza.

C'è una regola del teatro che io ammirò molto e che la trovo necessaria, solamente i grandi hanno questa idea,  “non ce dramma se non si ride all'interno del dramma” e   non si può ridere se non c'è un poco di dramma, per cui le due cose si devono sempre unire in un dramma c'è bisogno anche di ridere, se c'è questo il dramma sarà ancora più forte.

Verdi naturalmente conosce questa regola e riesce a trasformare la materia musicale in realtà.

 Sicuramente uno dei momenti più difficili dell'orchestra è la sinfonia, c’è un momento molto difficile, che non viene mai considerato come tale, che è il momento della “battaglia”,  ci sono dei momenti come l’inizio del secondo atto che c’è un colpo d’arco molto veloce per l’orchestra e per il coro che non sono facili.

Sembrano, quando si sente che funzionano sembra che sia facile, ma credetemi non lo è; eh la Forza del destino poi è anche un'opera molto lunga, c'è molto da suonare e c'è molto da ascoltare, i duetti dei cantanti,  non vi dico per il tenore poverino che se io fossi il tenore non accetterei mai di cantare la Forza del destino perché veramente un'opera difficilissima, anche il baritono, le arie che ha Fra Melitone.

Preziosilla sembra un ruolo brillante leggero, perché Verdi  utilizza già questo tipo di scrittura per Un ballo in maschera, per il paggio, invece qui lo ritroviamo in Preziosilla e con un ruolo da mezzosoprano ma che va fino al “do” e fa delle colature spaventose.

Il Rataplan, questo corso straordinario, dove viene simulato il suono del tamburo;  insomma è un'opera molto complessa, con molti, molti, molti, molti momenti rischiosi però forse è bella anche per questo e il pubblico l’ama anche per questo.

Ogni numero di quest'opera è un numero importante, tutti i numeri sono connessi sempre questo tema del destino, sono questi urti “pam, pam, pam”,i questa cosa che batte, questo suono orribile, che batte non solamente per i personaggi dell'Opera della qualsiasi ma anche per noi.

Il destino bussa sempre da dietro, ci spinge da dietro la schiena e quando arriva diventa presente e quando lo vediamo è già passato.

Ecco perché è importante LA FORZA DEL DESTINO.



Postilla su richiesta del pubblico

“PERCHE’ VERDI SCRIVE LA FORZA PER UN TEATRO IN RUSSIA”

Per capire il perchè di questa scrittura dobbiamo considerare che il fenomeno opera lirica era esploso in tutta Europa e anche nella Russia degli Zar che ne era strettamente legata da intensi scambi commerciali e culturali.

Il settecento fu l’epoca d’oro per l’opera italiana che scatena con il suo apparire in Francia la famosa querelle des bouffons (letteralmente disputa dei bouffons, dal nome delle compagnie italiane di teatro itinerante) dalla prima sollevazione del 1729 alla più famosa in occasione della rappresentazione de La serva padrona nel 1752.

I grandi di Europa richiedevano la rappresentazione di opere in italiano, Francia, Inghilterra, Austria e Russia, ospitavano compositori italiani.

Giovanni Battista Lulli diventato Jean Baptiste Lullì a Parigi
Georg Friedrich Haendel a Londra (Il sassone arrivava da Roma!)
Antonio Salieri e prima Antonio Vivaldi a Vienna

Giovanni Paisiello a Parigi e a San Pietroburgo presso Caterina di Russia

Nel ‘800 Giuseppe Verdi è un compositore di importanza mondiale (il mondo per la musica era ancora solo l’Europa con una punta di oriente in Egitto), è logico che gli arrivassero richiesta dall’estero I masnadieri (His Majesty's Theatre di Londra, 22 luglio 1847); Jérusalem (Teatro de l'Opéra di Parigi, 26 novembre 1847); Les vêpres siciliennes (Teatro dell'Opéra di Parigi, 13 giugno 1855); La forza del destino (Teatro Imperiale di San Pietroburgo, 10 novembre 1862); Don Carlos (Teatro de l'Opéra di Parigi, 11 marzo 1867); Aida (Teatro dell'Opera del Cairo, 24 dicembre 1871).


Segue tratto da https://www.lettera43.it/forza-del-destino-verdi-prima-scala-7-dicembre-san-pietroburgo-manzoni/

Durante l’estate, il lavoro fu concluso a grande linee, salvo la strumentazione, che l’autore si riservava di realizzare una volta giunto a San Pietroburgo. Il contratto era sontuoso: il compenso fu di 60 mila franchi oro, quasi il doppio di quanto Verdi avrebbe ricevuto nel 1867 dall’Opéra di Parigi per Don Carlos. Di che finanziare senza problemi le complesse e costose migliorie che studiava personalmente per la sua tenuta di Sant’Agata. Ai primi di dicembre del 1861, il musicista e la moglie Giuseppina Strepponi arrivarono a San Pietroburgo, ma il debutto dovette essere rinviato alla stagione successiva perché la primadonna della produzione si era ammalata. La coppia ripartì per l’Italia nel febbraio del 1862 e fece ritorno nella Capitale dell’Impero russo nel settembre successivo. 

La forza del destino andò in scena il 10 novembre. Le accoglienze furono moderatamente positive, ma non mancarono riserve da parte della critica nazionalista.


Modifiche alla struttura dal 1862 al 1869

Le modifiche al finale e al terzo atto e il debutto al Piermarini nel febbraio 1869

Non bisogna arrischiare la Forza del destino come è, ma il difficile sta nel trovare questo maledetto scioglimento. Non è il pezzo di musica a farsi che mi dia fastidio: è un affare di due, tre, quattro o cinque giorni, ma bisogna cambiare in modo che il nuovo non sia peggiore del vecchio.” G.Verdi

La Sinfonia

Il breve Preludio scritto per San Pietroburgo fu sostituito dalla “beethoveniana Sinfonia” (così l’ha definita Massimo Mila) che ben presto si è guadagnata vita autonoma nei concerti sinfonici ed è nel repertorio di tutte le grandi orchestre.

Terzo atto

Oltre al nuovo finale, venne ampiamente rimodellato anche il terzo atto, ora concluso dalla scena di massa al campo militare (derivata da un dramma di Schiller, Il campo di Wallenstein e non presente in quello di Saavedra) e dal celebre per quanto piuttosto stucchevole Rataplan intonato dalla zingara Preziosilla, che in precedenza erano collocati a metà dell’atto. 



Il finale

Ben presto, Verdi cominciò a riflettere su una modifica del finale, che aderiva al dramma originale facendo morire di spada o per suicidio tutti tre i protagonisti principali della storia, Don Carlos di Vargas, sua sorella Leonora e l’innamorato di questa, Don Alvaro. 

Questa mattanza non piaceva al compositore, che a lungo pensò a un’alternativa, cercando consiglio nella cerchia degli amici e dei collaboratori. Nella soluzione ebbe un ruolo decisivo il poeta e scrittore Antonio Ghislanzoni, che di lì a poco avrebbe consegnato al compositore il libretto di Aida: Alvaro non muore, ma si ritira definitivamente nel convento dove già aveva trovato rifugio, facendo professione di cristiana rassegnazione di fronte ai colpi tremendi del destino. 

In questa nuova veste, La forza del destino debuttò alla Scala il 27 febbraio 1869


LETTERE DI GIUSEPPE VERDI SU FORZA DEL DESTINO

A Francesco Maria Piave 6 agosto 1861

Ti scrissi ieri che bisognava stringare lo stile della Forza del Destino e dir tutto in poche parole. Questa mattina studiandoci un po’ sopra ho visto che ciò non è impossibile, che anzi si può e si deve fare. Per esempio gli ultimi otto versi del primo atto si possono ridurre in sei e dire lo stesso. Ecco.

AL[VARO]. Signor di Calatrava / Pura siccome gli angeli /È vostra figlia il giuro/ Sol reo son io /Il dubbio che l’ardir mio qui desta, si tolga con la vita/ Eccomi inerme (getta la pistola)
MARC[HESE]. Io muoio!
AL[VARO]. (disperato) Arma funesta!
ELE [ONORA]. (correndo al padre grida) Aita!
MARC[HESE].Lungi da me! Contamina tua vista la mia morte.
ELE [ONORA]. Padre!
MARC[HESE]. Ti maledico!..
EL [ONORA]. Cielo pietade
AL[VARO]. Oh sorte!...

Son brutti versi questi: d’accordo. Ma intanto è certo che si sono risparmiati due versi sopra otto. Tu che sei poeta falli belli e saremo contenti in due. Anche nel Duetto antecedente vi è un punto assai importante e drammatico che resta slavato per troppa abbondanza di parole. Riducendolo in versi sciolti si può dir di più, e con più energia. Ecco:

AL[VARO]. Io sol saprò soffrire. Tolga Iddio che i passi miei per debolezza segua. Sciolgo i tuoi giuri. Le nuziali tede sarebbero per noi segnal di morte. Se tu, com’io, non m’ami… se pentita...
ELE[ONORA].(con entusiasmo) Son tua, son tua, col cuore, colla vita.

Sono brutti e tu falli belli. Anzi tu poeta, dovresti sapere ancora dire di più con meno parole. Intanto è certo che si è accorciato molto, e con questa forma è più drammatica, ed in questa situazione più giusta. Così, vale a dir meglio, dovresti fare in tanti altri punti, e per esempio, dopo il Duetto fi no al Signor di Calatrava ove vi sono molte e molte parole inutili buttate là per far sillabe, o per far rima. [...]

A Francesco Maria Piave 5 novembre 1861

Eccomi a noi. Ti propongo diverse modificazioni che non guastano il libretto e giovano a me. [...] Nell’accampamento ho diverse cose a proporti, e prima di tutto osservo che non si parla mai dell’oggetto principale né degli Esecutori principali, ed ho pensato di aggiungere qualche verso di Recitativo dopo le strofe dell’Indovina. Incominciamo. Il primo Coro sia la prima strofa fuori, la seconda nell’interno. “Venite giovanotti” bisogna cambiare la parola giovanotti perché si ripete troppo, e perché è meglio riserbarla più avanti per le reclute. Ti propongo di levare la scena “Il briccon convien che balli” fino al “Gracchiam via lontan di qui”. È una scena che si allunga inutilmente. Più avanti nella scena delle reclute il tutti dovrebbe essere di quattro versi.

Nella guerra la follia
Deve il campo rallegrar
Viva viva la pazzia
Sola qui ha da regnar

Aggiustali come vuoi pur che siano quattro versi [...]

 

A Vincenzo Luccardi 17 febbraio 1863

[...] Se l’opera a Roma è andata abbastanza bene, avrebbe potuto andare mille volte meglio se Jacovacci potesse una volta mettersi in testa che, per avere dei successi, ci vogliono ed opere adatte agli artisti ed artisti adatti alle opere. È certo che nella Forza del Destino non è necessario sapere fare dei solfeggi, ma bisogna aver dell’anima e capir la parola ed esprimerla. [...] 

A Tito Ricordi maggio 1863

Si dice che la Forza del Destino sia troppo lunga, e che il pubblico sia spaventato da tanti morti! D’accordo: ma una volta ammesso il soggetto come si trova altro scioglimento? Il terzo atto è lungo!! Ma quale è il pezzi inutile? l’accampamento forse? Chi sa! 

Messo in scena come si deve non riuscirebbe inferiore alla scena dell’osteria. Bisognerebbe che scrivessi venti pagine se volessi spiegare tutte le mie idee ma vi basti il dirvi che, secondo me, la Forza del Destino, la Fatalità non può portare all’accomodamento delle due famiglie; il fratello dopo aver fatto tanto fracasso deve vendicare (notate anche che è Spagnuolo) la morte del padre, e mai e poi mai può accondiscendere ad un matrimonio [...]

A Tito Ricordi 8 settembre 1864

[...] Non bisogna arrischiare la Forza del destino come è, ma il difficile sta nel trovare questo maledetto scioglimento. Non è il pezzo di musica a farsi che mi dia fastidio: è un affare di due, tre, quattro o cinque giorni, ma bisogna cambiare in modo che il nuovo non sia peggiore del vecchio. [...] 

A Giulio Ricordi 16 novembre 1868

[...] Si vede troppo la ficella facendo rinvenire i Zingari alla fine: poi si sarebbe troppa stonazione nel colorito di queste scene finali. Una scena di zingari distrarrebbe, prolungherebbe e raffredderebbe che è il peggior dei mali. È inutile; ammesso una volta questo maledetto soggetto, bisogna che muojano i due fratelli Carlo e Leonora. Trovare il modo di ammazzare Carlo, anche fuori di scena, è facile; ma è difficile assai far morire Leonora. Poco importa vi sia un Duetto, un Terzetto, un Coro: bisogna qui badare unicamente alla scena. Non amerei sentire qui il Finale dell’atto secondo. 

È una finzione, una consacrazione che non si può ripetere. In somma bisogna che il Poeta non abbia in vista qui che la scena: della musica non bisogna curarsene. Se il Poeta trova il modo di finire logicamente e teatralmente bene; la musica finirà necessariamente bene. Devo fare una gita in questi giorni a Cremona e Piacenza; vi scriverò quando dovrete venire qui. Intanto cercate: io pure vi studio sopra, e chi sa non si finisca a trovare. In quanto alla definitiva formazione dello spettacolo, parmisi potrebbe dire “ed un’altra opera nuova per Milano da destinarsi”. È impossibile colla migliore volontà del mondo, poter dire ora se troveremo questo scioglimento. Si potrebbe fi ssare addirittura la Forza del destino come sta ora, senza promettere i cambiamenti che contiamo farvi. 

A Tito Ricordi 15 dicembre 1868

[...] Verrò io stesso a Milano, per fare le prove che crederò necessarie della Forza del Destino, cambiando il Finale Ultimo e diversi altri squarci qua e là nel corso dell’Opera. Non voglio aver nulla a che fare coll’Impresa della Scala; non voglio essere messo sul cartellone e non resterò alla prima rappresentazione, la quale non potrà darsi senza mio permesso

Non obbligo a scritturare Tiberini che non conosco, ma se Mongini stesse male o non piacesse a Milano, queste mie obbligazioni saranno come non avvenute. A me resterà la proprietà dei pezzi nuovi, eccettuato solo l’obbligo di darne copia all’Impresa del Teatro di Pietroburgo se te li domanderanno.
In compenso di tutto tu mi accorderai:
1° I diritti d’autore secondo la legge e come si fece pel Don Carlos.
2° Mi pagherai quindicimila Lire. 

A Tito Ricordi dicembre 1868

La scena finale va benissimo. Il coro della Ronda riesce un po’ corto e per non ripetere troppo le parole, converebbe fare altri sei versi. Avrei anche desiderato un po’ più di sviluppo al Recitativo di Carlo prima dell’ultimo duetto “Invano Alvaro ti celasti”, un po’ di storia sul passato. 

Come avrei anche desiderato alla fine del primo Duo fra Carlo e Alvaro fosse espressa più evidentemente la risoluzione d’Alvaro di farsi frate. Qualche cosa d’azione come per esempio buttarsi in ginocchio: “Sii ringraziato o Dio / arme del guerriero lungi da me per sempre / M’allontano dal mondo e finirò in un chiostro” etc.
Insomma qualche cosa, non alla sfuggita, ma di ben chiaro di ben evidente, onde il pubblico possa ben capire il resto del dramma e non restare sorpreso all’apparire d’Alvaro frate. Se il verso rimato lo sturba, si serva dell’endecasillabo sciolto. Direte anche a Ghislanzoni che si è dimenticato dei sei versi dello stornello.
Una parola ancora su Melitone, Preziosilla, Trabucco. Son tre parti comiche, e se i tre artisti non le eseguiranno collo spirito e carattere voluto non avrete un’opera ma un De profundis. […] 

A Opprandino Arrivabene 1° marzo 1869

Sono ritornato qui ieri sera da Milano a mezzanotte stanco morto di fatica. Ho bisogno di dormire quindici giorni di seguito per rimettermi. A quest’ora tu saprai della Forza del destino: vi fu una buona esecuzione ed un successo. La Stolz e Tiberini superbi. Gli altri bene. Le masse, Cori ed orchestra hanno eseguito con una precisione ed un fuoco indescrivibili. Avevano il diavolo addosso. Bene, assai bene. Ho avuto notizie anche della seconda recita: ancora bene, anzi meglio della prima. I pezzi nuovi sono una sinfonia eseguita meravigliosamente dall’orchestra, un piccolo coro di ronda ed un Terzetto col quale si chiude l’opera. Permetti che ti stringa presto la mano e vada a dormire.


Giuseppe VERDI

La Forza del Destino (The Force of Destiny) 

Milanov Di Stefano Warren Elias Tozzi

THE CAST

Leonora Zinka Milanov

Don Alvaro Giuseppe Di Stefano

Don Carlo Leonard Warren

Preziosilla Rosalind Elias

Padre Guardiano Giorgio Tozzi

Fra Melitone Dino Mantovani

Marquis of Calatrava Paolo Washington

Curra Luisa Gioia

Mayor of Hornachuelos Virgilio Carbonari

Trabucco Angelo Mercuriali

Un medico  Sergio Liviabella

Orchestra and Chorus of the Accademia di Santa Cecilia, Roma

Fernando Previtali Conductor

Bonaventura Somma, Chorus Master

(Recorded in Italy) L.14400 LM-6406(4)

Selected by the Metropolitan Opera


Vigevano, sabato 7 dicembre 2024
"Disperso vada il mal pensiero" ... ancora poche ore e vedremo l'evento lirico dell'anno. L'apertura della stagione al Teatro alla Scala di Milano ha la maggior rilevanza tra le programmazioni liriche italiane ed eco mediatico con diffusione in cinema e location varie oltre che alla prima serata in diretta televisiva.
Per l'edizione del 7 dicembre 2024 andrà in scena LA FORZA DEL DESTINO di G.Verdi e vorrei anticiparne l'ascolto con la registrazione di una grande voce di Vigevano, che in una apertura scaligera avrebbe avuto pieno titolo di apparire. Una voce indimenticabile di baritono, quella di Gianni Maffeo che incise "La forza del destino" per la Fratelli Fabbri editori e che io comprai a fascicoli in edicola, come pure comprai le altre sue incisioni che apparvero in quella collana.
Questa sera sarò a introdurre la visione a Robecco, come tante e tante altre aperture scaligere, non saremo al Cinema Teatro Agorà che non è ancora riaperto, ma al "Circulin" Circolo Ricreativo, sono ancora pochissimi i posti disponibili per chi in zona ci voglia venire.
Alle 17.30 racconterò qualcosa sull'opera e poi via al collegamento in diretta con la Scala. L'ingresso è libero, solo che volesse accedere alla apericena deve pagarne il costo al Circulin. [mm]
Giuseppe Verdi
LA FORZA DEL DESTINO

The cast:
Il Marchese di Calatrava: Gino Calò
Leonora: Emma Renzi
Don Carlo: Gianni Maffeo
Don Alvaro: Angelo Mori 
Preziosilla: Stella Sylva
Padre Guardiano: Silvano Pagliuca
Fra Melitone: Orazio Mori
Curra: Mirella Marcossi
Un Alcade: Giorgio Federici 
Mastro Trabuco: Pier Francesco Poli
Un chirurgo: Nello Carpi
Orchestra e Coro dell'Opera Stabile del Viotti 
diretti da Ino Savini
Maestro del Coro: Fulvio Fogliazza


Maestri collaboratori: Beppe Mazzotti e Ronaldo Rosa
Registrazione effettuata presso il Teatro Angelo Masini di Faenza
Direttore artistico: Joseph Robbone
Tecnico del suono: Thomas Gallia Assistente musicale: Paolo Dery
Pubblicazione periodica settimanale - Anno II n. 21 esce il giovedì
Diffusione: Fratelli Fabbri Editori S.p.A. - Via Mecenate, 91 tel. 5095 Milano
Distribuzione per l'Italia: A & G. Marco s.a.s. Via Fortezza, 27
tel. 2526 Milano L. 1.500 L'Editore si riserva la facoltà di modificare il prezzo nel corso della pubblicazione, se costretto da mutate condizioni di mercato. F.F.E. 268144


Da questa edizione in Youtube è reperibile di Gianni Maffeo la scena di Don Carlo di Vargas:
"Morir tremenda cosa"

Da questa edizione in Youtube è reperibile di Gianni Maffeo il duetto tra Don Carlo di Vargas (Gianni Maffeo) e don Alvaro (Angelo Mori):
"Invano Alvaro ti celasti al mondo"

§§§

2024_12_04 AMBROGIO, UNA LUCE DA MILANO testo e musica per raccontarne la perdita

Basilica di San Lorenzo Maggiore

Mercoledì 4 dicembre 2024 2024 – ore 21,00
Fondazione Ambrosianeum
AMBROGIO,
UNA LUCE DA MILANO

Prima esecuzione assoluta


VEDI FOTOSERVIZIO CONCERTODAUTUNNO

Adattamento teatrale: Simone Tansini
Musiche: Maestro Adriano Bassi
Interpreti:
Riccardo Falco, attore
Marco di Giorgio, attore
Sabrina Sparti, soprano
Coro Schola Gregoriana Laudensis
Giovanni Bianchi, direttore del coro
Gruppo strumentale:
Claudio Ballabio, chitarra
Alberto Anhaus, percussioni
Rahia Awalom, violoncello
Laura di Monaco, arpa

Ieri sera, mercoledì 4 dicembre 2024, nella splendida e suggestiva cornice della Basilica di San Lorenzo a Milano, si è tenuta la prima esecuzione assoluta di una "sacra rappresentazione" moderna sulla vita e in particolare sulla morte di Sant'Ambrogio. Il vuoto lasciato dalla sua scomparsa, a Sant'Agostino è diventato il soggetto di una libro dal titolo "La vita di Ambrogio narrata da Agostino", romanzo di Marco Garzonio – Edizioni PIEMME, che ha affascinato i due autori di questa nuova opera, Simone Tansini che ne ha curato la riduzione teatrale e il maestro Adriano Bassi che l'ha rivestita di musica.
In teoria sarebbe divisa in due atti ma è stata eseguita senza soluzione di continuità per quasi due ore di impegno.
Notevole la parte affidata alle voci attoriali di Riccardo Falco e Marco di Giorgio, l'uno costantemente in primo piano a raccontare la vicenda e l'altro presente solo in voce, nascosto al pubblico da una delle grandi colonne, arrivava come una voce misteriosa, quasi un invito della coscienza a meditare sui fatti e sulle motivazioni di esse raccontate dallo storiografo.
Gradissimo il contributo della parte testuale ma la musica del maestro Bassi ha fatto la sua parte al successo di questa nuova opera. Il maestro Bassi - come ha sottolineato lui stesso nella introduzione - ha voluto ispirarsi al passato e inserire quanto del linguaggio moderno potesse accostarvisi senza contrasti e soprattutto senza sconvolgere gli uditori con quelle che io chiamerei "astruse corbellerie" di tanti autori d'oggi che cercano solo di stupire con effetti speciali.
La costruzione musicale qui è stata efficace ma mai invadente o soverchiante il testo, diversi brani sono stati eseguiti dal Coro Schola Gregoriana Laudensis diretto da Giovanni Bianchi ovviamente in stile  con l'epoca di Ambrogio, ma poi si inseriva la parte strumentale affidata in molti passaggi alla voce sola del violoncello di Rahia Awalom ed alle percussioni di Alberto Anhaus.
Molto, molto interessante la scelta di affidare diversi interventi alla bella voce del soprano Sabrina Sparti con dei vocalizzi, stile Vocalise (Rachmaninov) tanto per dare l'idea, quasi a voler dire che quando si prega le parole non hanno più importanza ma conta di più l'emozione.
Quindi uno spettacolo veramente interessante che speriamo abbia più di questa unica rappresentazione, ma che sia nei mesi più caldi perchè il clima natalizio lo abbiamo veramente vissuto visto che in Basilica la temperatura era da ... Polo Nord. [mm]

Mercoledì 4 dicembre 2024 ore 21.00
Basilica di San Lorenzo Maggiore
Corso di Porta Ticinese, 35 Milano
AMBROGIO, UNA LUCE DA MILANO
Spettacolo in musica e parola dal titolo "La vita di Ambrogio narrata da Agostino" tratto dal romanzo di Marco Garzonio – Edizioni PIEMME
Adattamento teatrale: Simone Tansini
Musiche: Maestro Adriano Bassi
Interpreti:
Riccardo Falco, attore
Marco di Giorgio, attore
Sabrina Sparti, soprano
Coro Schola Gregoriana Laudensis
Giovanni Bianchi, direttore del coro
Gruppo strumentale:
Claudio Ballabio, chitarra
Alberto Anhaus, percussioni
Rahia Awalom, violoncello
Laura di Monaco, arpa
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Organizzazione: Fondazione Ambrosianeum
Segreteria Fondazione Culturale Ambrosianeum 02 86464060 info@ambrosianeum 
https://ambrosianeum.org/2024/11/28/ambrogio-una-luce-da-milano/


2024_12_15 Mercatino del Ri-Uso Nuova Vita alle Cose

Data :15/12/2024
Mercatino del Ri-Uso Nuova Vita alle Cose
Sede Allea di viale Matteotti
Città: Pavia
Sezione #concertodautunnonews: altro
Descrizione: Mercatino del Ri-Uso Nuova Vita Alle Cose
15 Dicembre 2024
Dalle 10 alle 18
Allea di viale Matteotti, Pavia
Per info: Associazione Culturale ArcadiNoé, 347 7264448

Pavia, Dicembre 2024 – Torna anche a dicembre il Mercatino del Ri-Uso Nuova Vita alle Cose di Pavia: l'appuntamento con la manifestazione organizzata da l'Associazione ArcadiNoé in collaborazione con il Comune di Pavia è fissato per domenica 15 Dicembre. Dalle 10 fino alle 18, l'Allea di viale Matteotti si riempirà di bancarelle, colori e sorprese.

L'ultima data del 2024 vedrà la presenza de Scatole di Natale , un progetto che vuole regalare sorrisi a chi ha bisogno e che magari di ragioni per sorridere non ne ha molte. Una realtà di solidarietà e beneficenza nata nel 2020 con lo scopo di portare un dono a chi non poteva averlo, facendo in modo che nessuno rimanga senza una sorpresa sotto l'albero. Nello specifico si tratta di una raccolta di regali donati a chi non può permetterselo. 15 le associazioni di volontariato e le realtà sociali coinvolte: negli ultimi l'associazione ha confezionato decine di migliaia di regali, con la speranza, da parte degli organizzatori, di fare ancora meglio. Ogni scatola deve contenere una cosa golosa, una cosa calda come un maglione o una sciarpa, un passatempo, un prodotto per la cura di sé e un biglietto di auguri carino e gentile.

Ci saranno inoltre anche i Villaggi SOS e la Stravaganza Onlus con l'obiettivo di raccogliere donazioni dal ri-uso. La Stravaganza Onlus avrà anche un banchetto dove venderà idee regalo home-made.

Il Mercatino del Ri-Uso Nuova Vita alle Cose si conferma manifestazione attesissima: orientata al futuro di tutti, tra decluttering, Marie Kondo e coscienza ecologica, promuove non solo le buone pratiche della cultura del riuso ma anche la salvaguardia dell'ambiente attraverso il riutilizzo di un prodotto e la socialità di una giornata insieme.

Al mercatino delle pulci nel cuore di Pavia si può trovare di tutto un po' ma soprattutto ciò che è vecchio e abbandonato in cantina torna a rivedere la luce e, grazie alla filosofia delle 4 R Riduco, Riuso, Riciclo, Recupero, può trasformarsi in qualcosa di utile e trovare spazio in un'altra casa. Abbigliamento, accessori, libri, vinili, cose per la casa, curiosità: organizzato dall' Associazione ArcadiNoè e patrocinato dal Comune di Pavia, ogni data vede l'adesione di centinaia di privati cittadini di Pavia e provincia. Tanti coloro che sono in lista d'attesa: l'organizzazione prevede la partecipazione a rotazione, previa prenotazione, dei cittadini partecipanti.





Contatti: Associazione Culturale ArcadiNoé
Indirizzo e-mail : mariateresanoe18@gmail.com
Numero di cellulare: 347 7264448
Numero fisso:
Sito Web:

2024_12_17 CONCERTO DI NATALE

 Martedì 17 Dicembre 2024 Ore 21.00
Teatro Cagnoni Vigevano
CONCERTO DI NATALE
con:
Ducale Jazz Band - Vigevano
St George Pop Choir -  Vigevano
Color Sound Children Choir -  Vigevano
Compagnia La Goccia - Novara
Dance Studio - Vigevano 
Happy Days - Trecate
Laiki Hula - Trecate
Ingresso € 15 
Il ricavato della serata sara' devoluto al Reparto Neonatologia dell'Ospedale di Vigevano
Con il Patrocinio Comune di Vigevano
Prenotazioni Tel 342 827 2313 Rotary Vigevano Castello

2024_12_14 Concerto degli auguri della Fondazione di Piacenza e Vigevano al Cagnoni

CIVICO TEATRO CAGNONI-VIGEVANO(PV)
SABATO 14 DICEMBRE 2024 ORE 21.00
Concerto offerto alla cittadinanza 
dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano
CHRISTMAS IN BLUE
musiche di: G.Gerswhin, D.Shostakovic

Manuel Signorelli, pianoforte
Orchestra Sinfonica Città di Vigevano (1)
Andrea Raffanini, direttore
Al termine del concerto, che ha il patrocinio del Comune di Vigevano, si terrà un brindisi
beneaugurale nel Foyer e nel ridotto del Teatro, a cura di DOLCE POSITIVO.
Ingresso gratuito con prenotazione dei posti disponibili che sarà possibile a partire dal giorno 11 dicembre 2024 presso la biglietteria del Teatro. Info: 0381 - 82242 Orari biglietteria: dal martedì al sabato dalle 17.00 alle 20.00
Programma musicale:
George Gershwin, Rhapsody in Blue (1924)
Dmitri Shostakovich (Šostakovič),Suite for Variety Orchestra No. 1 in otto movimenti
1. March
2. Dance No. 1
3. Dance No. 2
4. Little Polka
5. Lyric Waltz
6. Waltz No. 1
7. Waltz No. 2
8. Finale
(1) nel decimo anniversario della Stagione Musicale in Vigevano della Orchestra.
dal comunicato stampa
CHRISTMAS IN BLUE: AL CAGNONI IL CONCERTO DI NATALE
OFFERTO DALLA FONDAZIONE DI PIACENZA E VIGEVANO
Il 14 dicembre l’evento gratuito con protagonista l’Orchestra Sinfonica Città di Vigevano
L’attesa del Natale al Teatro Cagnoni si celebra con un concerto gratuito offerto alla città dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. L’evento è in programma sabato 14 dicembre alle 21 e vedrà protagonista l’Orchestra Sinfonica Città di Vigevano che, in occasione del decennale della sua stagione musicale, proporrà Christmas in blue: musiche di Gershwin e Sostakovic, la direzione di Andrea Raffanini e Manuel Signorelli al pianoforte.
«È bello poter tornare ospiti al Cagnoni, nell’anno della riapertura ufficiale che lo ha riconsegnato alla città in una veste degna dei suoi antichi splendori - commenta Luigi Grechi, vicepresidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano -. Si tratta di un evento che abbiamo pensato come momento culturale, e credo che l’accurato programma che la serata ha in serbo non deluderà i melomani più esigenti, e anche come omaggio del nostro ente alla città, un momento di aggregazione che sia per tutta la comunità un’opportunità per ritrovarsi e scambiarsi gli auguri in vista delle festività natalizie».

2024_12_08 Concerto dell’Immacolata a LODI con Mendelssohn e il Collegium Vocale di Crema

Domenica 8 dicembre 2024 ore 16.00
Chiesa di S. Francesco - Piazza Ospitale, 26900 Lodi LO
CONCERTO DELL'IMMACOLATA
Coro e Orchestra del Collegium Vocale di Crema
Giampiero Innocente, direttore
in programma:
Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847)
“Lauda Sion” Op. 73 per quattro voci soliste, coro e orchestra
Finale dalla Sonata VI (orchestra d’archi)
"Wie der Hirsch schreit nach frischem Wasser" Salmo Op.42 
Dal comunicato stampa:
Nella penultima tappa della tournée dei 30 anni (Venezia, Alzano L., S. Fiorano e Crema), il Collegium Vocale di Crema sarà di scena a Lodi, Domenica 8 dicembre alle ore 16.00, nel tradizionale concerto dell’Immacolata presso la chiesa di S. Francesco.
Il gruppo cremasco, forte dei suoi 70 elementi tra coro e orchestra eseguirà due opere di Mendelssohn, il Lauda Sion op. 73 e il Salmo 42.
La prima fu già eseguita nel 2009, mentre in prima assoluta sarà il Psalm 42, composto sul famoso testo biblico “Come una cerva anela ai corsi d’acqua”: quest’opera fu definita da Schumann come la migliore espressione della musica sacra di Mendelssohn. Momenti musicali drammatici, sottolineati dalla arie eseguite dal soprano Veronika Kralova, si alterneranno a quelli più sereni del coro per concludere con un impegnativo fugato finale dove voci e strumenti riempiranno il grande spazio della Chiesa di S. Francesco.
Il concerto sarà in collaborazione con l’Associazione “Mons. Quartieri” di Lodi, realtà con cui il Collegium Vocale collabora da 25 anni.
L’ultima esecuzione come concerto dei 30 anni sarà domenica 15 dicembre 2024 a Crema, Chiesa-Auditorium di S, Bernardino.

Coro del Collegium Vocale di Crema
Soprani: Elisa Barbaglio*, Myriam Bergamaschi, Cinzia Denti, Sara Faraoni, Angelica Flestea, Mariagrazia Gagliardoni*, Lorena Mariani, Elena Manzoni, Giusi Pecoraro, Graziella Tiboni, Francesca Urzì, Daniela Zilioli*
Alti: Daniela Assandri, Benedetta Bassi*, Christina Cattaneo, Petra Ermert, Maureen Haley, Wendy Hall*, Giovanna Lobbia*, Doriana Peroni, Vanna Moretti, Christine Rudy, Sara Testa*
Tenori: Ermanno Anzani*, Angelo Arpini*, Fabio Corlazzoli*, Domenico Donesana, Angelo Mazzoletti, Giampaolo Rosi
Bassi: Giovanni Casanova, Giuseppe Gualandris*, Gianni Lobbia, Paolo Martignoni*, Eugenio Nicotra, Matteo Panozzo*, Marcello Anselmi Tamburini, Matteo Anselmi Tamburini
*Solisti movimento 9

Orchestra del Collegium Vocale di Crema
Violini: Stephen Beszant, Giovanni Livraga, Fabio Usubelli, Patrizia
Grignani, Paolo Barbaini, Veronica Moruzzi, Stefania Ruini, Sara Bruzzese, Tommaso Lanzara, Riccardo Reiter, Giulia Galbiati, Antonino Sottile, Eugenio Carini
Viole: Beppe Barbaini, Elisa Locatelli, Alberto Simonetti, Robert Mathieu
Violoncelli: Leonardo Bertazzoni, Maria Bocconi
Contrabbassi: Roberto Illari, Michele Bianchessi
Oboi: Ruggero Tacchi, Francesco Aliquò Mazzei
Flauto: Angela Guglielmetti
Clarinetti: Barbara Martini, Lorenzo Magrini
Organo: Matteo Marni
Trombe: Daniele Rossoni, Cecilia Ravasio, Lorenzo Pandolfi
Timpani: Nicola Moneta

2024_12_08 Concerto dell'Immacolata a Corbetta con Requiem di Mozart

Italian Harmonists
Civico Coro Polifonico Curia Picta Corbetta
Orchestra Filarmonica Dei Navigli
Citta' Di Corbetta
Domenica 8 Dicembre 2024 ore 20:45
Collegiata Parrocchia di San Vittore Martire
Via S. Vittore, 1, 20011 Corbetta MI, Italia
In collaborazione con il Comune di Corbetta
CONCERTO DELL'IMMACOLATA
WOLFGANG AMADEUS MOZART
REQUIEM IN RE MIN.KV 626
con
Lorena Balbo Soprano
Maria Miccoli Contralto
Michele Mauro Tenore
Gabriele Valsecchi Basso
Civico Coro Polifonico Curia Picta
Orchestra Filarmonica Dei Navigli
Andrea Semeraro Direttore
Ingresso libero

2024_12_08 ARTISTI DEL TEATRO ALLA SCALA in concerto alla Abbazia della Colorina - Nerviano

Domenica 8 Dicembre 2024 - Ore 18.00 
Abbazia della Colorina - Nerviano (1)
L'Universo di Maio presenta
UNA VOCE PER CHI NON HA VOCE
Concerto di Beneficenza a favore delle attività sul territorio


ARTISTI DEL TEATRO ALLA SCALA
Nadia Engheben - Soprano
Lucia Bini - Mezzosoprano
Antonio Murgo - Tenore
Cesare Zanetti, Anna Cima - Violino 
Rosaria Mastrosimone - Viola 
Flavio Bombardieri - Violoncello
e con:
Domenico Murgo - Violino
Marcello Murgo - Violoncello
Informazioni: luniversodimaio@gmail.com
(1) Santuario Abbazia della Colorina, Via Colorina, 20014 Nerviano MI, Italia

2024_12_11 ARTISTI DEL TEATRO ALLA SCALA in concerto a Nerviano

Mercoledì 11 dicembre 2024 ore 21.00 
Sala Bergognone Piazza A.Manzoni 14 - Nerviano
L'Universo di Maio presenta
UNA VOCE PER CHI NON HA VOCE
ARTISTI DEL TEATRO ALLA SCALA
Nadia Engheben - Soprano
Lucia Bini - Mezzosoprano 
Antonio Murgo - Tenore 
Paolo Sala - Pianoforte
e con:
Domenico Murgo - Violino
Marcello Murgo - Violoncello
Lisa Serra, narrazione

"perchè non c'è errore più grande di quello di non fare niente per paura di non fare abbastanza"
Concerto di Beneficenza a favore delle attività sul territorio - con il patrocinio del Comune di Nerviano.
Informazioni e prenotazioni: luniversodimaio@gmail.com
Sabato 21 dicembre 2024
Il Concerto sarà replicato a favore degli ospiti della Fondazione Lampugnani

2024_11_30 JOHN WILLIAMS IL MAGO DELLE COLONNE SONORE al Teatro Belloni

Teatro Antonio Belloni - Via Colombo 38 Barlassina MB
Sabato 30 novembre 2024, ore 21.00
JOHN WILLIAMS
IL MAGO DELLE COLONNE SONORE

Dal 1970 al 2022 un fantastico viaggio nelle musiche composte da John Williams per il Cinema, arrangiate e eseguite da Riccardo Zangirolami e Francesco Tamburini con la narrazione di Andrea Scarduelli e la regia e le luci di Giovanni Belloni. 
In programma:
Jane Eyre (1970)
Fiddler on the Roof  |  Il violinista sul tetto (1971)
Jaws  |  Lo squalo (1975)
Star Wars (1977)  |  Guerre stellari (1977)
E.T. the Extra-Terrestrial  |  E.T. l’extra-terrestre (1982)
Schindler’s List  |  La lista di Schindler (1993)
Sabrina (1995)
Tribute to the Film Composer  Medley (2002)
Memoirs of a Geisha  |  Memorie di una geisha (2005)
Elegia per violoncello e pianoforte (2007)
The Fabelmans (2022)
Per prenotare potete telefonare alla Signora Pamela Lizio al 338 5901328 oppure connettervi alla biglietteria elettronica del Teatro Belloni:

2024_11_30 Convegno sullo scrittore Gianni Cordone

Convegno 30 novembre 2024 ore 9,30 
Auditorium San Dionigi 
“ConCordone” 

CONVEGNO 30 nov 2024 9,30 - 12,30
Auditorium S. Dionigi Vigevano
Piazza Martiri della Liberazioneù
ore 9,30 Saluti Istituzionali
ore 9,45 Inizio Lavori
PIETRO FERRARI: “L’eredità pedagogica di Gianni Cordone: l’innovazione delle strutture e dei metodi”
PINUCCIA ANTONINI: “Lavorare con Gianni Cordone: l’esperienza di un insegnante”
PIETRO MODINI: “L’insegnamento collaborativo tra docenti”
IOLE SAVIOLI BARETTONI: “Con Cordone: la pedagogia sociale di Oltremare”
PAOLO COLLI: “Vigevano: Oltremare dà voce a trecento immigrati – una testimonianza inedita di Gianni Cordone”
ANDREA PICCOLINI: “Documentario dei laboratori di lettura su Pelucco”
ORNELLA VALERIO: “La scuola con gli occhi di Gianni Cordone, ieri oggi domani”
Conduce e modera MARZIA SEGU’
Coordinamento organizzativo: Maria Rita Merati
Con la partecipazione degli alunni delle classi
4A Scuola Regina Margherita
4 e 5 Scuola San Giuseppe
5 Scuola Don Comelli
In occasione del 30° anniversario della morte di Gianni Cordone, verrà offerto a insegnanti, educatori, genitori un moderno contributo sul valore educativo del racconto per ragazzi e, più in generale, sul “piacere di leggere”, per mantenere vivo il suo contributo pedagogico e sociale. 
Vista l’importanza per la città di Vigevano dello scrittore saggista e educatore Gianni Cordone, già Direttore Didattico del Circolo “Regina Margherita”, promotore dell’Associazione Oltremare e a cui è intitolata la “Biblioteca dei Ragazzi” viene organizzato il presente convegno per il trentennale della morte avvenuta nel 1994. 
Cordone ha diretto la Casa Editrice per ragazzi Scholanova con la quale ha pubblicato i suoi libri nella collana “Il piacere di Leggere”. 
La sua produzione letteraria comprende 20 titoli di testi per ragazzi dai 6 ai 12 anni. Ha pubblicato la prima opera nel 1975 sui Decreti Delegati (Genitori in cattedra) presso l’editrice “Le Stelle di Milano”. Gli sono state intitolate le scuole primarie di Cilavegna e di Linarolo Po oltre che la Biblioteca dei Ragazzi di Vigevano. 
Il convegno, di cui alleghiamo locandina, permetterà ai partecipanti di approfondire le proprie nozioni sulla proposta di lettura in classe, sulla qualità dei testi e sullo specifico pedagogico della trasmissione e progressione dei personaggi della fiaba secondo Propp. 
I relatori sono personalità che hanno conosciuto direttamente lo scrittore e il pedagogista, svolgendo insieme a lui attività didattica presso le scuole da lui dirette. 
Sono stati svolti laboratori di lettura animata con le scuole Regina Margherita, San Giuseppe e Don Comelli, del suo classico “Pelucco”, esperienza di cui verrà presentata una breve clip documentativa, per socializzare con le nuove generazioni di alunni il suo messaggio educativo. Un’occasione, quindi, per fare il punto sull’eredità pedagogica di Cordone invitando le varie generazioni di docenti vigevanesi a confrontarsi sui temi lanciati a suo tempo dal pedagogista, come l’inclusione, i migranti e la società in genere. 
Nato a Vigevano nel 1928 Gianni Cordone ci ha lasciato nel 1994. Cordone, già direttore didattico e fondatore di Oltremare, ha diretto la Casa Editrice per ragazzi Scholanova con la quale ha pubblicato i suoi libri nella collana “Il piacere di Leggere”.
BIBLIOGRAFIA DI GIANNI CORDONE 
Tutti i libri di Cordone: Buona Pasqua al condominio, 1981; Storia di Pelucco, 1982 (Illustrato da Bianca Bianchi); Criniera Rossa, 1983; La collana della regina madre d'Inghilterra, 1983; Dedicato a Jacopo, 1984; Il signor sindaco è diventato matto, 1985; Vanda, 1985; Le avventure dell'articolo "lo", 1986; Il fantasma della scuoia, 1987; Saltarello e Dondolino, 1987; Florindo e la rapina a mano armata, 1988; Cagnolino Dalcodino, 1988; Il diavolo Berlicche, 1988; Natale con Mohamed, 1990; Cesco in Sardegna, 1990; Anna e il mostro, 1990; Hanno rapito la bambola rosa, 1991; Chi ha rubato l'argenteria, 1991; Il muro alto, 1992; Pia, la maga dei capelli rossi, 1992; Questi libri sono disponibili presso la Biblioteca dei Ragazzi di Vigevano Il premio “Gianni Cordone”, Concorso Nazionale della narrativa per ragazzi, organizzato dalla Biblioteca dei Ragazzi e dall’Associazione Gianni Cordone (ora chiusa) venne istituito nel 1998 e riproposto per 14 edizioni (ultima 2012)

2024_12_15 Bohème al Teatro di Varallo Sesia onora l'anno pucciniano

COMUNE DI VARALLO SESIA
Domenica 15 dicembre 2024 - ore 16.30 
TEATRO CIVICO DI VARALLO SESIA
Varallo (VC), P.zza Vittorio Emanuele II
GIACOMO PUCCINI
LA BOHÈME
opera lirica in quattro quadri 
su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica


Personaggi ed interpreti:
Mimì (soprano) SEON YOUNG PARK
Musetta (soprano) JINSOL KIM
Rodolfo, poeta (tenore) AGOSTINO SEMPIO
Marcello, pittore (baritono) JAEHONG JUNG
Schaunard, musicista (baritono) CRISTIAN BRUSA
Colline, filosofo (basso)  JONGEON SUNG
Benoît, il padrone di casa (basso) DEVIS LONGO
Parpignol, venditore ambulante (tenore) EDOARDO MELIS
Alcindoro, consigliere di stato (basso) DEVIS LONGO
Sergente dei doganieri (basso) DEVIS LONGO
Doganiere (basso) 
"Monelli" voci bianche
Coro di voci bianche diretto da FIORENZA ALBORGHETTI
 al pianoforte: EUNMI AHN
Maestro concertatore: FULVIO BOTTEGA
Soluzione scenica e regia: GUIDO ZAMARA
Figuranti:
CINZIA VISMARA, TOMMASO GIUSTO, LORENZO CAMERONI, DAVIDE ROSA
Costumi: Ass. "CESIRA FERRANI" - Camburzano
Pianoforte: Ditta BIOLCATI - Biella
Presenta Piera Mazzone
Tecnico audio e luci: GRAZIANO GIACOMETTI
INFORMAZIONI ED ACQUISTO BIGLIETTI: 340 503 8977
POSTO UNICO € 15.00
I biglietti dell'opera "La Bohème", che sarà rappresentata al Teatro civico domenica 15 dicembre alle ore 16:30, saranno in vendita a € 15,00 (in contanti) da mercoledì 27 novembre presso la Biblioteca civica (via Umberto I n. 69) nei seguenti orari:
- lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì: ore 14:30-18:30;
- martedì: ore 9:00-12:00 e 14:30-18:30;
- sabato: ore 09:00-12:00.

2024_12_09 La Schola Cantorum San Gregorio Magno di Trecate in tour con Requiem di Verdi

Dal 9 al 13 dicembre 2024
Il Coro Schola Cantorum San Gregorio Magno di Trecate con l'Orchestra Filarmonica del Marocco affrontano il grande Requiem di Verdi a Tangeri, Rabat e Casablanca!

Lunedì 9 dicembre 2024 – 20:00
Palazzo delle Arti e della Cultura (1)
TANGERI

Martedì 10 dicembre 2024 – 20:00
Teatro Mohammed V
RABAT

Giovedì 12 dicembre 2024 – ore 20:00
Venerdì 13 dicembre 2024 – ore 20:00
Teatro Maometto VI
CASABLANCA

Giuseppe Verdi (1813-1901)
Messa da Requiem 
per coro, voci soliste e orchestra (1874)
Dedicato ad Alessandro Manzoni
Prima esecuzione Chiesa di San Marco, Milano, 22 maggio 1874.
Giorgia Gazzola, mezzosoprano
Coro Filarmonico del Marocco
Orchestra Filarmonica del Marocco
Olivier Holt, Direttore

Il coro novarese che in passato ha sempre avuto importanti collaborazioni come con l'Opera Giocosa di Savona chiude un anno pieno di impegni portando la sua collaborazione all'estero unendosi per un gruppo di circa 150 artisti in scena per il Requiem di Verdi.
L'Orchestra Filarmonica e il Coro del Marocco presenteranno dal 9 al 13 dicembre il Requiem di Verdi in collaborazione con il Coro italiano di Trecate.
Questa collaborazione tra l’Ambasciata d’Italia, l’Istituto Italiano di Cultura di Rabat e la Fondazione Ténor per la Cultura consolida un partenariato artistico votato all’eccellenza e alla diffusione delle grandi opere classiche.
I concerti sinfonici con coro sono prodotti dall'Orchestra Filarmonica del Marocco in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia in Marocco, l'Istituto Italiano di Cultura di Rabat e il Comitato Nazionale Musicale Italiano (CIDIM), in partenariato con la Fondazione Tenore per la Cultura; e con il sostegno del Ministero della Cultura, del Teatro Mohammed V, della Wilaya di Tangeri e della regione Casablanca-Settat.

Programma musicale
Giuseppe Verdi , Requiem
Suddivisione
1. Introito
Requiem (coro)
Kyrie (solisti, coro)
2. Sequenza
Dies irae (coro)
Tuba mirum (coro)
Mors stupebit (basso)
Liber scriptus (mezzosoprano, coro – solo coro nella versione originale)
Quid sum miser (soprano, mezzosoprano, tenore)
Rex tremendae (solisti, coro)
Recordare (soprano, mezzosoprano)
Ingemisco (tenore)
Confutatis maledictis (basso, coro)
Lacrymosa (solisti, coro)
3. Offertorio (solisti)
Domine Jesu Christe
Hostias
4. Sanctus (doppio coro)
5. Agnus Dei (soprano, mezzosoprano, coro)
6. Communio (mezzosoprano, tenore, basso)
Lux aeternam
7. Libera me (soprano, coro) ***
Libera me
Dies irae
Requiem aeternam
Libera me 
(***) unico pezzo nato precedentemente per la Messa in memoria di G.Rossini progettata a più mani.

(1) Il Dar el Makhzen o Palazzo del Sultanato è un edificio storico e museo di Tangeri, in Marocco. Era la residenza dei sultani del Marocco durante il loro soggiorno in città, oggi sede del Museo delle arti e delle antichità marocchine.

2024_12_14 CONCERTO di NATALE a Pero

Comune di Pero Provincia di Milano
Parrocchia della Visitazione di Maria Vergine
Piazza della Visitazione, 1, 20016 Pero MI
Sabato 14 Dicembre 2024 ore 21:00
CONCERTO di NATALE
A. Vivaldi 
Gloria in Re Maggiore RV589 per soli, coro e orchestra
Arie e pagine corali da opere di Verdi, Rossini, J. S. Bach,
Mozart, Mendelssohn, Haendel e Adam
soprano Antonella Matarazzo
contralto Alessandra Notarnicola 
Corale Lirica Ambrosiana
Orchestra Thais
Direttore Roberto Ardigò
Accesso Libero (fino ad esaurimento posti)
Le offerte raccolte durante la serata saranno interamente devolute alla Parrocchia per le opere caritative

2024_12_01 Il Messia di Haendel in tre serate a sostegno di Erone Onlus

ERONEONLUS

Chiesa di Santa Maria della Pace Brescia
Via della Pace, 10, 25122 Brescia BS
Domenica 1 Dicembre 2024 ore 16:00


Basilica San Fedele Como
Piazza S. Fedele, 22100 Como CO
Domenica 8 Dicembre 2024 ore 21:00


Chiesa di Santa Francesca Romana Milano
Via Alvise Cadamosto, 5, 20129 Milano MI
Venerdì 13 Dicembre 2024 ore 21:00


Georg Friedrich Håndel
MESSIAH
Selezione dell'oratorio HWV 56
Corale Lirica Ambrosiana
Orchestra THAIS
Direttore: M° Andrea Colzani
Violino solista: M° Monica Vacatello
Organo e clavicembalo solista: M° Ivan Ronda
Direttore del coro: M° Roberto Ardigò
SUAVITAS
INGRESSO A OFFERTA LIBERA
Il ricavato sarà devoluto a sostegno dei progetti dell'associazione Erone Onlus


2024_11_30 Puccini LA BOHÈME in selezione alla Sala Polifunzionale di Corbetta

Regione Lombardia Biblioteca di Corbetta
Sala Polifunzionale Piazza 1° Maggio, 9, 20011 Corbetta MI
Sabato 30 Novembre 2024 ore 17.30
Giacomo Puccini
LA BOHÈME
Libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
da Scènes de la vie de bohème di Henry Murger
Selezione dell'opera in forma semiscenica


Personaggi e interpreti:
Mimi LORENA BALBO
Musetta GIOVANNA AQUILINO
Rodolfo MICHELE MAURO
Marcello GIORGIO VALERIO
Schaunard DAVIDE ROCCA
Colline GABRIELE VALSECCHI
Benoit/Alcindoro GABRIELE BOLLETTA
Parpignol ANDREA SEMERARO
Un monello ANAHÌ GIULIANO
Sergente dei doganieri DIEGO BAGNOLI
Coro Piccoli Cantori di Corbetta
diretto da ANDREA SEMERARO
Orchestra Thais
con la partecipazione del Corpo Filarmonico G. Donizetti
Maestro concertatore e direttore DAVIDE CASAFINA
Opera realizzata all'interno del progetto Corbetta Scapigliata 

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)