2023_02_18 Vigevano mostre TONY HASSLER e SILVIA RASTELLI A CURA DI FORTUNATO D’AMICO

 


ENTROMURA L’UNIVERSO FEMMINEO NELLA CULTURA
ALL’ EPOCA DI LUDOVICO IL MORO E NELL’ERA DIGITALE
TONY HASSLER  e SILVIA RASTELLI
A CURA DI FORTUNATO D’AMICO
Inaugurazione 18 febbraio 2023 ore 16.00
Strada Sotterranea del Castello di Vigevano
18 FEBBRAIO – 5 MARZO 2023

A 570 anni dalla nascita di Ludovico Sforza detto il Moro, Duca di Milano, un personaggio chiave nella storia del Rinascimento italiano e lombardo, due artisti, TONY HASSLER  e SILVIA RASTELLI, allestiscono con le loro opere la mostra “Entromura. L’universo femmineo nella cultura, all’ epoca di Ludovico il Moro e nell’era digitale” all’interno degli spazi della Strada Sotterranea del Castello di Vigevano. 
L’evento, curato da Fortunato D’Amico, è un momento di riflessione storica sulle modalità di rappresentazione iconografica, sui flussi culturali tra passato e presente e sulle vicende umane.
Grazie ai celebri profili della cortigiana Cecilia Gallerani, della sposa Beatrice d’Este, dell’amante Lucrezia Crivelli e delle altre donne, non solo quelle presenti alla corte di Ludovico il Moro, l’arte della pittura offre uno spaccato della vita rinascimentale e invita noi contemporanei a confrontarla con le abitudini, i modelli di narrazione e di comunicazione del terzo millennio. 
La mostra non vuol essere un manifesto politico, ma un omaggio all’essere donna, all’identità del femmineo, nelle sue vecchie e nuove accezioni.
Il Rinascimento segna uno dei primi importanti passi verso l’emancipazione della figura femminile e dell’universo femmineo, che  come tutti sappiamo rimane ancora oggi un’argomento di grande attualità. Cosa significa essere donna? 
“Entromura” è un dialogo tra generazioni e sessi differenti, espresso in un variopinto linguaggio multimediale tra danza, pittura, fotografia e tanto altro. La collaborazione tra i due artisti, il fotografo Tony Hassler e la pittrice e performer Silvia Rastelli, promuove un indagine comparativa sull’universo femmineo, mettendo in parallelo le loro opere fotografiche e pittoriche con i ritratti realizzati dai pittori rinascimentali, al fine di scoprire le differenze e le analogie con il presente. 
Il  paragone tra fenomeni attinenti, appartenenti a zone spaziali o temporali distinte  e distanti tra loro, è parte del metodo scientifico. Consente l’interpretazione la comprensione dei contesti  e delle predisposizioni culturali del passato e ci rende consapevoli di ciò che di essi è giunto sino ai giorni nostri, ma anche di come questo patrimonio conoscitivo venga elaborato e re-interpretato quotidianamente.
Il visitatore avrà così modo di raffrontare i linguaggi utilizzati dall’arte di ieri e di oggi attraverso i suoi strumenti di rappresentazione per raccontare la mutevolezza della vita, esaminata scrutando i dettagli delle acconciature, i tessuti, i profili  di quei personaggi immortalati dagli artisti che raccontano la mascolinità, la femminilità, i pregi e le virtù delle vezzosità umane.

Tony Hassler 
È nato a Milano nel 1962 e fin dai primi anni di vita ha cercato di trasformare i suoi interessi e le sue passioni – estetica, arte e comunicazione – in opportunità professionali.

La passione per la fotografia nasce da adolescente, nel 1980 il suo primo reportage fotografico sul terremoto in Irpinia, pochi mesi dopo il primo viaggio in India. Da allora è diventato un instancabile scopritore e l’entusiasmo e la curiosità di esplorare non lo hanno mai abbandonato; nei suoi scatti trasmette emozioni dinamiche, frutto della ricerca del gusto della vita a un’altra velocità.

I suoi lavori, pubblicati in numerose riviste, raccontano le storie delle terre e delle persone del mondo.

Prima di diventare professionista, ha esplorato carriere alternative che gli hanno permesso di cogliere prospettive insolite e di avvicinarsi ai suoi soggetti con un’innata empatia, frutto di una filosofia vissuta ancor prima che pensata.

Ha praticato sport estremi e coltivato la passione per l’arte, il design e la musica jazz, fondendo i suoi stimoli in elementi fotografici che non hanno mai ceduto al disincanto di un professionista.

Etichettarlo come “fotografo” è un eufemismo: spirito libero dall’anima cosmopolita, Tony ha saputo coniugare il gusto della scoperta con uno stile prettamente metropolitano.

Si dedica anche all’insegnamento per la diffusione del linguaggio fotografico. Durante le lezioni e le discussioni, riesce a trarre spunti creativi inediti dal rapporto con i suoi studenti e con il pubblico. Alla costante ricerca di nuovi stimoli, Tony non ha trascurato le tecniche di post-produzione, realizzando proficue collaborazioni con colleghi professionisti e con artisti visivi, che hanno creato opere d’arte sulla base dei suoi scatti.

Quest’arte che genera arte è, forse, la sua più grande soddisfazione!

Le collaborazioni includono:

Rizzoli, Mondadori, Universo Cairo, De Agostini, Condè Nast, Repubblica, Style, Maxim, Corriere Della Sera, Gulliver, Dove, Specchio, Anna, Tutto, Marie Claire, Gentleman, Club 3, Io Donna, Tutto, Newton, Fox, GQ, Alp, V&S, Red Bull, Airone, Il Sole 24 Ore, Grazia.

Ritratti:

Antonio Albanese, Giandomenico Basso, Heinz Beck, Ross Brawn, Ferdinando Caraceni, Alessandro Cattelan, Massimo Coppola, Carlo Cracco, Cesare Cremonini, Antonio Di Natale, Shirin Ebadi, Giovanni Gastel, Michele Giuttari, Enus Mariani, Manfred Moelgg, Davide Oldani, Miloud Oukili, Mattia Poggi, DJ Ringo, Sergio Rubini, Giuliano Sangiorgi, Nadia Santini, Dejan Stankovic, Thierri Stern, Romano Tamani, Giovanni Veronesi.

Silvia Rastelli
È nata nel 1983 a Piacenza. Nel 2002 inizia a studiare con il maestro Gianni Zari (già ballerino e coreografo al Teatro La Scala di Milano) con il quale lavora per svariati anni danzando nel ruolo di solista. 

Crea, nel 2003, le scenografie dell’operetta “No No Nanette” di Corrado Abbati al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia. Ancora giovanissima partecipa alla collettiva

 “Laboratorio Brera” nel Castello di Monticelli d’Ongina e allestisce una mostra personale nel Castello di Zavattarello (Pavia). Inizia in questi anni un’intensa attività espositiva. 

Nel 2007 si la laurea in Pittura col massimo dei voti.  2008: recita nel cortometraggio “L’Astronauta” diretto da Maurizio Losi prodotto da Exen Media. Nel 2009, si laurea con la lode nel biennio di “Arti Visive”all’Accademia di Brera di Milano. 

Prosegue l’attività espositiva e quella performativa. Da ricordare, nel 2010 la mostra nella galleria “Rivoli 59” di Parigi (Francia), nella galleria Laboratorio delle Arti in “Arte per Loro” (Piacenza), nella personale “Beauty Demands Protection” presso la Art Hall Gallery a Kiev (Ucraina), alla Biennale Art-Brescia 2011 [catalogo “Art-Brescia 2011”] e infine a Milano in “Arte per Loro” alla Gal-leria della Fondazione D’Ars. Nel 2012 è presente ad Arte Accessibile Milano e al Fuori Salone del Mobile nello Spazio Bossi Clerici di Milano e con una mostra personale a Venezia,  in concomitanza con La Biennale di Architettura.  

All’ Ex-Ansaldo di Milano, partecipa con una mostra e una performance ad “Itacalive”, curata da Silvia Fabbri. Nel 2013 la mostra personale “Luna Rossa” nelle Raccolte Frugone dei Musei di Nervi e Genova curata da Fortunato D’Amico e Maria Flora Giubilei. Nel 2016 inaugura “Anima”, anteprima della mostra personale nella galleria Civico8 di Vigevano. Danza in “Punti di Vista” di E. Rossetti al Teatro Trieste34 di Piacenza. Silvia coreografa e danza nell’Opera Macbeth al Teatro Municipale di Piacenza; lavora come mima in Madama Butterfly al Teatro Municipale di Piacenza e al Teatro Comunale Pavarotti di Modena e come performer in Un Ballo In Maschera al Teatro Municipale di Piacenza e al Teatro Comunale di Ferrara.  Per il Teatro Trieste34 di Silvia danza una propria coreografia nel video Fantacity di Andrea Felice a Roma e dal vivo alla galleria Nemo di Torino e l’assolo “Bambola”, in prima serata in apertura a Quarto Grado su Rete Quattro.  2017: espone e danza tra le sue opere ed una di suo padre ne “L’olio d’artista” al Palazzo delle Stelline di Milano. Danza ne “Ces petits actes qui nous engagent”, una collaborazione tra la compagnia francese Ilimitrof e l’Ensemble Lodi Teatro. A Torino alla Galleria Old-American Design and Art, inaugura la personale “Essere Ritratto” cura-ta dal critico d’arte Francesco Poli. 

Nel 2018, sponsorizzata da Che Banca!  inaugura due mostre personali nelle filiali di Torino e Busto Arsizio e due personali nella Art Gallery Museum di Piacenza e a La Pedrera Art di Soncino, e una bipersonale “Rastelli” con il padre Giorgio Rastelli, al castello di Zavattarello (PV).

Silvia danza e coreografa l’assolo “Come una Bambola” a Quarto Grado su Rete Quattro, e danza due sue coreografie in “Debussy a Quattro Mani” alla Sala Dei Teatini di Piacenza.  Nel 2019 espone 5 opere museali nella collezione del BAG-Bocconi Art Gallery di Milano. Nel 2020 partecipa ad ApArt Fair, nello stand della Casa Museo De Angelis, Padiglione delle Belle Arti di Torino.

Nel 2021  nella strada Sotterranea del Castello, inaugura Human Generation, una mostra bipersonale con il padre Giorgio Rastelli in omaggio a Dante Alighieri. Espone con 7 opere nella Biennale Florence Eternal Feminine.

2023_03_15 Ticino Music Festival anticipazioni e programmi

Gli eventi pre-festival
Ticino Musica Festival  Casella Postale 3027 CH-6903 Lugano
+41 91 980 09 72 info@ticinomusica.com www.ticinomusica.com

Il calendario degli eventi pre-Festival di Ticino Musica 2023 è ricco e variegato. Dopo le audizioni di febbraio ci aspetta, domenica 26 marzo alle ore 17.00 presso la Bottega del Pianoforte di Rivera-Bironico, un concerto organizzato dal Circolo degli Amici di Ticino Musica, in cui si esibiranno giovani e giovanissimi talenti musicali ticinesi in procinto di partecipare al Concorso svizzero di musica per la gioventù. 

 Aprile presenta un triplo appuntamento che vedrà impegnati, per non dire impegnatissimi, i vincitori delle audizioni di febbraio: i cantanti saranno protagonisti, sabato 22 aprile alle ore 20.30, di un Gala dei Cantanti nel delizioso Teatro Sociale di Arogno. Lo stesso concerto verrà replicato domenica 23 aprile alle ore 11.00 nella Hall del LAC e alle ore 16.00 presso il Parco della Residenza Rivabella di Magliaso. I cantanti saranno accompagnati al pianoforte dal M° Roberto Arosio.

A maggio, con l’estate e l’inizio di Ticino Musica ormai ad un passo, si terranno due eventi da non perdere: in primo luogo l’appuntamento ormai tradizionale ed irrinunciabile con il divulgatore e musicologo Fabio Sartorelli, che con una dinamica conferenza costellata di aneddoti, proiezioni e ascolti di registrazioni d’epoca, racconterà “Il matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa, opera in programma nel cartellone 2023 di Ticino Musica. Vi sarà quindi un secondo appuntamento, nella Hall del LAC, con un nuovo concerto organizzato dal Circolo degli Amici in cui si esibiranno giovani talenti musicali ticinesi in carriera oltre i confini nazionali. 

Il 21 giugno a Riva San Vitale inizieranno le prove dell’Opera studio, che avranno cadenza quotidiana e saranno aperte gratuitamente a tutti coloro che vorranno scoprire quali sono i meccanismi e gli ingranaggi del “laboratorio” che precede la messa in scena di un’opera lirica. 

Sabato 15 luglio, alle ore 20.00, sempre a Riva San Vitale si terrà la prova generale aperta al pubblico a ingresso libero de “Il matrimonio segreto”, una sorta di “prima della prima” che vedrà impegnato il cast di cantanti e l’Ensemble dell’Opera studio “Silvio Varviso” coordinati e diretti da Umberto Finazzi (direzione artistica) e Daniele Piscopo (regia, scene e costumi). Dettagli e prenotazioni a questo link

Iscrizioni alle masterclass e sconti da non perdere

Sono aperte le iscrizioni alle Masterclass di Ticino Musica 2023, che, come di consueto si svolgeranno tutte nel medesimo periodo e nello stesso luogo - fattore che da sempre rende Ticino Musica un'esperienza unica nel suo genere. Il cartellone dell'Academy vede tra i suoi nomi - docenti richiestissimi a livello internazionale - graditi ritorni e attese new entry: Adrian Oetiker (pianoforte), Ulrich Koella (musica da camera con pianoforte e accompagnamento pianistico), Stefano Molardi (organo, clavicembalo, Hammerklavier e Tangentenflügel), Alessandro Moccia (violino), Nils Mönkemeyer (viola), Asier Polo, (violoncello), Andrea Oliva (flauto), Ivan Podyomov (oboe), Calogero Palermo (clarinetto), Gabor Meszaros (fagotto), Jacques Deleplancque (corno), Frits Damrow (tromba), Vincent Lepape (trombone), Pablo Márquez (chitarra). Sconto del 25% sulla quota di partecipazione per chi si iscrive entro il 28 febbraio! Dettagli e iscrizioni a questo link

2023_02_11 Nuovo appuntamento, sabato 11 febbraio 2023, per la stagione musicale del Teatro Sociale di Stradella

ASSOCIAZIONE CULTURALE TETRACORDO ETS
Via Carlo Pisacane, 5 - 27049 Stradella (PV) – Italia

 
Sabato 11 Febbraio 2023, ore 21.00
Stradella - Teatro Sociale 
“Vision for Two – Ten years”
Concerto di anteprima del Festival del Ridotto 2023, promosso in collaborazione con il Rotary Club Oltrepò e con il Forum Austriaco di Cultura Milano con:
KLAUS PAIER (fisarmonica)
ASJA VALCIC (violoncello)
 

Nuovo appuntamento, sabato 11 febbraio 2023, per la stagione musicale del Teatro Sociale di Stradella, organizzata dal Comune di Stradella e dall'Associazione Culturale Tetracordo con la Fondazione Fraschini e diretta da Livio Bollani.
Il concerto, anteprima del Festival del Ridotto 2023 (il cui programma, con eventi in calendario dal 18 marzo al 22 aprile, verrà presentato a breve), è promosso in collaborazione con il Rotary Club Oltrepò e con il Forum Austriaco di Cultura Milano.

A Stradella il fisarmonicista austriaco Klaus Paier e la violoncellista croata Asja Valcic presenteranno il loro album “Vision for Two – Ten years”, registrato nel 2019 e poi seguito da un lungo tour sospeso a causa della pandemia e ripreso nel 2022.
Klaus Paier e Asja Valcic fanno musica in duo dal 2009. Il loro modo di suonare ha deliziato il pubblico e affascinato la critica di tutto il mondo: "Mozzafiato", ha affermato la rivista Der Spiegel; “Sono una partita accattivante" (The Guardian).

KLAUS PAIER (fisarmonica)
Paier è uno dei più eclettici fisarmonicisti europei. Alla domanda su quale sia stata la forma musicale ad averlo più profondamente influenzato, egli risponde: “Nel jazz e nel tango ho trovato la libertà necessaria per poter sviluppare un mio linguaggio musicale personale”.
Nonostante abbia attinto soprattutto da strumentisti come Keith Jarrett, Bill Evans, Charles Mingus e Thelonious Monk, senza dimenticare Dino Saluzzi e il Nuevo Tango di Astor Piazzolla, nelle sue interpretazioni e composizioni trovano spazio anche sonorità con radici storiche tipicamente europee, a conferma di un eclettismo che ne costituisce la cifra stilistica: dal valzer musette alla tarantella, sino alle danze bulgare.

ASJA VALCIC (violoncello)
Asja Valcic ha studiato violoncello presso l'Accademia di Zagabria, dove si è diplomata a soli 18 anni, e si è perfezionata in Massachusettes, a Mosca e in Germania. In ambito cameristico ha collaborato, tra gli altri, con G. Schulz (Quartetto Alban Berg), H. Schoneweg (Cherubini Quartet), I. Bolton (Brodsky Quartet), Bieler I. (Melos Quartet), A. Engegard (Quartetto Orlando) e T. Brandis (Quartetto Brandis); come solista, invece, si è esibita con le Filarmoniche di Zagabria, Belgrado e con la Westfalia Chamber Orchestra, sotto la direzione di Kazushi Ono e Zubin Mehta. 
Nonostante la formazione classica, Asja forma con Klaus Paier un duo di world-music dove la percussione e la passionalità la fanno da padroni, senza però togliere spazio all'improvvisazione. Nella loro musica convergono musette francese, tango argentino, danza balcanica, rock e jazz.

2023_02_13 Wackenroder a 225 anni dalla scomparsa

Il 13 febbraio cade il 225 anniversario della morte a soli 25 anni di 


Wilhelm Heinrich Wackenroder 
(Berlino, 13 luglio 1773 – Berlino, 13 febbraio 1798) 
che è stato uno scrittore e giurista tedesco.
animatore invisibile, pur nella sua breve vita, del Romanticismo. 
In Wackenroder, si scorge uno dei più geniali teorizzatori dell'arte romantica.
Fu la lettura di alcune sue note in una enciclopedia raccolta a fascicoli in edicola e poi rilegata, che mi fornì l'autorizzazione ad esprimere le mie sensazioni a seguito di un ascolto musicale pure senza avere le basi tecniche per la lettura dello spartito, mentre le basi di storia della musica e di costruzione del bano musicale da cameristico a sinfonico, da liederistico ad operistico me le stavo formando con i numerosi e giornalieri ascolti musicali di un panorama sempre più vasto per epoca e generi proposti.
vedi alcune note:

2015_10_05 Ada Negri disegnatrice di Grignasco, scomparsa a 89 anni in un ricordo di una sua mostra

Nella foto Ada Negri (1926-2015) disegnatrice
Addio all’artista Ada Negri, ritrattista e pittrice, aveva 89 anni: il funerale lunedì 5/10/2015 alle 15 al cimitero di Grignasco. Lutto nel mondo dell’arte. È morta a 89 anni Ada Negri. Operaia alla Filatura di Grignasco, aveva frequentato la scuola di nudo dell’Accademia di Brera e aveva iniziato a esporre con grande successo. Una settimana prima era mancata la sorella, Mariuccia, di 90 anni. 

Ada Negri (7 giugno 1926 - 2 ottobre del 2015 Grignasco), disegnatrice, ritrattista e pittrice grignaschese. E’ mancata il 2 ottobre del 2015 a 89 anni. La prima mostra di Ada fu allestita nel 1964, a Novara, presso la Galleria La cruna, dove fu notata dal critico Raffaele De Grada, che scrisse su di lei nella prestigiosa rivista Scena Illustrata

Dal 9 luglio al 26 settembre 2010
Pinacoteca di Varallo
Via Pio Franzani, 2
DISEGNI DI ADA NEGRI
Testi di
Carlo Ludovico Ragghianti e Alberto Crespi
Della sua opera hanno scritto
Dino Carlesi
Luigi Cavallo
Alfio Coccia
Alberto Crespi
Raffaele De Grada
Carlo Ludovico Ragghianti
Franco Russoli
Francesco Vincitorio
Ada Negri abitava in frazione Carola 8 - Grignasco(No)




Debbo all'amico Aldo Salvatori la conoscenza di questa singolare artista che egli, gli preme sia chiaro, ha secondato nella sua vocazione e ricerca espressiva, con un colloquio piuttosto che con un magistero, anche se naturalmente il suo esempio è stato illuminante, non però per fortuito incontro, ma per una propensione derivante da una esigenza nativa, per simpatia elettiva.
I disegni presentati in questo volume sono una parte assai piccola, seppure abbastanza rappresentativa, di una produzione che è quasi quotidiana, segue da un abitato stabile le sequenza delle stagioni e dei giorni quali passano nelle valli della Valsesia, dove il sole sposta a cadenze lunghe le ombre dei monti, e tra mattina e sera trascorrono arie che filtrano e vibrano i colori. 




Solo l'occhio poetico registra quest'animazione costante e ne coglie la segreta ricchezza di vita e di contemplazione che si riflette nelle cose, nelle persone, nelle vicende semplici e spesso perenni di un presente intemporale che si apre ogni volta come una scoperta nuova, come una fonte viva e tesa di slancio del sentimento. Ada Negri, espone per quanto so, dal 1964, raramente, e questo libro affascinante documenta il suo lavoro sino ad oggi, di crescente identità e intensità, ma di altrettanto evidente fedeltà ad una visione fermamente radicata in una sensibile certezza, pure in un ciclo palese di eventi interiori che emergono con immediatezza e talvolta con prepotenza nello spettacolo sempre nascente e improvviso della vita così folta e inesauribile nel più breve e consueto ambito, commozione, sorriso, ironia, rapimento, melanconia, compassione, meraviglia, lietezza, empito d'amore.




Ciò che colpisce in queste pagine di diario grafico che non è mai abituale, è lo spirito di verità senza limite di convenzione, per cui la realtà si confessa nelle sue esaltazioni e nelle sue miserie, secondo un'esperienza del vivere compiuta con la consapevolezza della nudità dell'esistenza che non tollera parafrasi o velature, dev'essere accettata nel suo transito diverso e nelle sue forme immutabili, fuori di ogni idealismo o d'ogni sofisticazione, con una sorta di dovere semplice e a volte quasi austero. 
La scala delle proiezioni emotive è vasta, perché l'ispirazione si concentra in un piccolo mondo, benché respirato e inventivo, fittamente sorgivo, pieno di umori e d'estri istantanei, awincente per il pullulare dei movimenti, che l'artista non sente di poter rifiutare, in una sorta di incessante slancio o di disposizione comprensiva. Quest'antologia, scelta e ben scelta come raccolta sintomatica, rappresenta quindi un minimo di un lavoro appassionatamente moltipllcato, e che dovrà prima o poi essere più compiutamente rivelato. Ada Negri per anni e anni ha fatto questa vita: operaia tessile in una filanda di Grignasco dove è nata e dove vive e disegna, dopo otto ore di fabbrica alla sera andava a Milano per seguire, presso l'Accademia di Brera, il Maestro di sua scelta, compresa la sua cultura notevolmente decantata e di penetrantissima intelligenza moderna. Attraverso questa l'artista si è misurata con Degas, con Cézanne, con Manet, con Matisse, con una tensione pari a quella con la quale ha accertato nel linguaggio così flessibilmente sensitivo e così puramente esaltante di Salvadori la condizione favorevole per la sua propria espressione. E' così che viene di guardare nei disegni di Ada Negri degli episodi che Bonnard avrebbe potuto firmare, e che hanno un analogo impeto vitale mediato con un'affabilità affettiva e comunicativa; e in altri casi si pensa a Manzo per l'essenzialità struttiva di profili immersi e di gesti nativamente densi e compressi che si liberano. Non si può esitare a riconoscere in questa genuina e chiaramente indipendente artista la spontaneità radicale e l'originalità di uno sguardo intrepido e rivelatore. 
Ada Negri non assiste alle cose usandole come occasioni di forma, e tanto meno se ne distacca per costruire impervie sublimazioni o coltivate astrazioni intellettuali. L'Artista resta inserito in un tessuto di umanità e di esperienza terrestre cui partecipa e per cui declina una lingua sempre più avvertita, spoglia e talvolta adunca nelle morsure del tratto e sempre più addensata nei corpi chiaroscurati o sollevati nelle pulsazioni cromatiche. E' ancora una voce autentica e profonda che proviene da una solitudine remota e gelosa. A questo disegno inerme e indomito si volge la nostalgia e si appaga la gioia per le cose nascoste in noi e ritrovate per il limpido dono, immagini d'infanzia e di adolescenza, di lavoro e di giochi, di quiete serena e di rassegnato dolore, di rigoglio solare e d'ora serale e raccolta, d'urto sensuale e di trasparenza sentimentale. Un canto ingenuo e aperto, che tra la lirica e l'elegìa, in forme sempre discrete, si avvia da farsi da cattivante a imperioso, nel far condividere a chi guarda l'evocazione inestinguibile dell'evenienza, del rinascere umile e sovrano della vita che anche nei momenti fugaci e nelle situazioni elementari può rivelare un contenuto inatteso.
Carlo Ludovico Ragghianti, 1980

Individuati nella matita e nel pastello i propri mezzi elettivi d'espressione fin dagli esordi, Ada Negri si è impegnata in un forte processo di crescita tecnica, supportato da una forza d'animo di incontestabile valore, da un rapporto con l'emozione dawero totale e dall'esempio di Aldo Salvatori, suo indiscusso maestro alla Scuola libera del nudo dell'Accademia di Brera che la pittrice frequenta con caparbia continuità per un decennio tra anni Cinquanta e Sessanta. 
Il suo segno appare di rapido accesso e sicuro spessore dopo aver intuito il portato d'esperienza e l'intelligenza sottile che lo governano. Il ventaglio dei soggetti proposti dalla pittrice testimonia il suo orizzonte quotidiano e il clima in cui la sua esistenza si svolge.
Ognuna delle figure di Ada Negri è percorsa da una tensione che se ne impadronisce totalmente, tramite una rete di segni chiari che si sovrappone ai forti traìettori costruttivi principali. Il colore è concesso per brevi appoggiature, ad allargare con momenti di tenerezza i piani delle immagini. 


Dal 1960 ad oggi il percorso creativo di Ada Negri si presenta di estrema coerenza e costituisce un "corpus" di lavori di sicuro interesse, per quanti confronti si vogliano tentare all'interno della fedeltà alla pittura di figura. Ritratti, figure a mezzo busto o intere, sole o in coppia, di uomini intenti al lavoro o di donne, abbigliate o nude, sovente distese ad occupare diagonalmente il foglio; figure di bambini e figure di animali. Il mondo iconico di Ada Negri risulta capito in profondità e testimoniato con ferma decisione senza compromessi, senza indulgenze, senza eufemismi.
Alberto Crespi, 2003






Ex Asilo "CERINO ZEGNA" TRIVERO - Praz. Ronco
dal 4 al 18 Luglio 1999
DISEGNI DI ADA NEGRI
Testi di Dina Carlesi e Carlo Ludovico Ragghianti
ORARIO DELLA MOSTRA
Domenica dalle ore 16 alle ore 22 
Feriali dalle ore 17 alle ore 2

Il grido silenzioso di Ada
Un segno leggero e volante, quello di Ada Negri, che talvolta approda nell'arco acuto di un braccio piegato e talvolta nel gesto sospeso nell'aria da "una ragazza sul prato". 
Il suo dono è quello di saper bloccare una emozione, di dare una direzione a uno sguardo acceso, di confessare il pudore di un nudo.
Chissà quale retro terra di pensieri di infanzie di silenzi di amarezze ha consentilo all'autrice di crearsi un suo spazio memoriale entro cui adagiare una provocazione grafica o una acutezza analitica intorno ad un elemento reale. Una vita può essere non solo vissuta ma anche raccontata per immagini, e i linguaggi hanno i loro interni segreti: c'è un timbro per calare un graffio sulla carta oppure un ghirigoro impensato oppure lo zainetto di una "scolaretta" che cammina.
Semmai vieni a chiederti quale esercizio sia stato necessario - e di quale durata - perché la delimitazione degli spazi raggiungesse questa "naturalità" (non naturalistica), non tradisse mai l'ingenuità della visione tramite l'ingenuità del segno: qui nulla sa di naif, anzi, sono proprio alcuni errori di sintassi a convincerci che 1'accademia le è estranea e che la trascrizione è sapientissima, realizzata naturaliter. La guida di Aldo Salvadori deve essere stata inflessibile nel colpire le incertezze della mano durante le sue lezioni milanesi, ma senza mai forzare in direzione delle pedanti correzioni formali o del graziosismo estetico.
La Negri deve avere assimilato e costruito lentamente le strutture interne relative ad una certa realtà da lei osservata: questa realtà ella raccontava mentalmente a se stessa come sogni o favole, per poi rioffrirle ad altri con candore di chi le ha scoperte un atomo prima. La filatrice Ada Negri doveva pure individuare uno strumento per poter penetrare nell'ombra di un'ascella, nelle curve di un oggetto per coglierne il ritmo vitale. Evidentemente in lei si comprimevano urgenze conoscitive serie, curiosità multiformi, se il suo guardare a qualche Maestro le è stato sufficiente per cogliere l'essenzialità di taluni grovigli arcani, sprigionando verità radicali intorno ali' "umano". 
Ogni elemento, guardandolo, iniziava a respirare per lei la terrestrità temuta e cercata, fino ad elevarsi a simbolo espressivo primigenio, senza velami e astuzie. Forse ogni linea diviene per la Negri la giusta significazione per dar corpo a recenti memorie infantili, a immaginati ricuperi dei cuore. 
E' ovvio, quindi, che l'elegia si accordi con queste resurrezioni grafiche e insieme partecipino al loro definitivo successo segnico, senza tuttavia indulgere al graziosimo e all'intellettualismo: la Negri ha l'intuizione delle misure, essa stessa è spazio e gesto e ritmo che sanno delimitare i confini delle figure, le loro inquietudini, i loro respiri, privilegiando i toni bassi e discreti. Infatti ella si affida al chiaro scuro solo quando la figura le sfugge dal segno pulito o forse l'immagine le si offusca dentro.
I critici parlano di diario o di monologo (come se così non dovesse essere) io parlerei, in aggiunta, di "grido", grido placato nella rassegnazione esistenziale, ma mai spento alla felicità, quella che la Negri deve provare nel momento in cui prende coscienza di aver siglato una nascita, creata un'idea, bloccata un'esistenza o un particolare di essa. 
Mi pare che la Negri sappia esprimere la realtà che circonda e sappia riportare sul foglio il suo sentimento scoperto tramite l'emozione visiva che le giunge dall'esterno; è a quel punto che scatta il suo gesto rapidissimo, perfetto o imperfetto che sia, certamente non accademico, sempre partecipe di quell'intimità personale entro cui - come in ogni griglia affettuosa - chiede un movimento, un atteggiamento, una posa. 
Quel "grido" silenzioso - il bisticcio è d'obbligo - segna una "presenza" chiara e certa su questo lembo terrestre. Il resto non conta. Testo di Dina Carlesi 














SPAZIO-ARTE Mostra di ADA NEGRI

12 gennaio - 6 febbraio 1993

01.Ester - 91 - pastello - il viola le si addice ?

02.Michela-91 - pastello-

03.Laura - 88 - pastello - scontrosa ? distante ?

04.Francesca -73 - pastello - assorta ? sola ?

05.Miriam - 90 - pastello - compiaciuta ? originale ?

06.Laura - 86 - pastello -

07.Michela-91 -pastello

08.Rossana - 87 - pastello - beve ? sbadiglia ? o si vergogna ?

09.Rossana - 87 - pastello - ritorno all'infanzia ?

10.Rossana -88 - pastello - acconciatura verde o verde acconciato ? 

11.Michela-91 - pastello

12.Ester - 91 - pastello - triste, pensosa o annoiata ?

13.Miriam - 90 - pastello

14.Enrico - 87 - pastello -fatica del salire ?

15.Maria Teresa - 91 - pastello - ritratto avvolto di viola ?

16.Ester - 91 - pastello -

17.Ester-91 -pastello

18.Ester - 90 - pastello - un pigiama o in pigiama ?

19.Matteo- 88 -pastello

20.Rossana - 87 - pastello

21.Ester-90-pastello

22.Laura - 88 - matita- sogno ad occhi aperti ?

23.Autoritratto - 88 - pastello - turbante o carezza di fidar ?

24.Miriam - 90 - pastello - mani che giocano ?

25.Michela - 91 - pastello - appoggiata a una spalla ?

26.Miriam e...- 91 - pastello - due occhi per un cappello importante ?

27.Due bambine - 69 - pastello - girotondo di amiche gentili ?

28 Ester - 91 - pastello - prima o dopo la fatica è sempre lo stesso ?

29.Miriam - 89 - pastello

30.Rossana - 85 - matita - volumetria naturale ?

31.Rossana - 85 - pastello -sangue alla testa ?

32.Vittorina - 91 - matita - ritratto di un costume ?

33.Carmen - 85 - pastello

34.Miriam -91 - matita

35.Rossana - 81 - pastello - interessata a cosa ? a se stessa ?

36.Miriam - 91 - matita- occhi e capelli: il resto è silenzio ?

37.Miriam -9U -pastello

38.Matteo - 88 - matita

39.Carmen - 89 - matita - compostezza compiaciuta ?

40.Carmen - 90 - pastello - misteriosa ?

41. Autoritratto - 91 - pastello - archi intrecciati attorno a uno sguardo

42.Carnieri - 90 - pastello

43.Donatella - 84 - pastello

44.Michela -91- pastello - nuova Sfinge ?

45.Carmen - 88 - pastello

46. Autoritratto - 90 - pastello - sciarpe per riscaldare un volto ?

47.Vittorina - 91 - matita- legge o fa finta ?

48.Ester-91 -matita

49.Miriam - 92 - matita - dolcezza interiore ?

50.Ester - 90 - pastello

51.Vittorina - 91 - matita - fattrice maldestra ?

52. Autoritratto - 91 - pastello - trono e corona per un volto che scruta ?

53.Ester - 91 - pastello - da sotto la visiera ?

54.Ester-91 -matita

55.Don Gianluca - 92 - pastello - molto abbottonato ?

56.Ester - 91 - matita - ventaglio o paravento ?

57.Ester - 90 - matita - mani che tengono ? che offrono ?

58.Enrica - 88 - matita - profilo di un carattere volitivo ?


















2023_01_25 IL DELITTO DI VIA DELL'ORSINA al Lirico di Magenta

IL DELITTO DI VIA DELL'ORSINA
di Eugène-Marin Labiche
traduzione Andrée Ruth Shammah e Giorgio Melazzi
con Massimo Dapporto, Antonello Fassari, Susanna Marcomeni
e con Marco Balbi, Andrea Soffiantini, Christian Pradella, Luca Cesa-Bianchi
adattamento e regia Andrée Ruth Shammah

Uno spettacolo di grande "teatro come si faceva una volta" ovvero un testo semplice che crea ogni spunto di divertimento partendo da un semplice equivoco che hai giorni nostri potremmo chiamare una "fake news" ma nel senso che lo diventa qualsiasi notizia, pur se vera, ma se letta nel momento sbagliato. Quindi Labiche ha creato partendo da quello una macchina inarrestabile che conduce al finale inaspettato con un attimo di suspense per la presunta tragedia che si è compiuta ( o forse no!).
La compagnia si è mossa in scena con la regia di Andrée Ruth Shammah come il meccanismo di un perfetto orologio svizzero, non solo con per gli attori recitanti ma anche per il "servo di scena" nei suoi interventi senza parole.
Lo spettacolo è andato in scena al TEATRO LIRICO DI MAGENTA mercoledì 25 gennaio 2023 con uno straordinario successo di pubblico, sfiorando il tutto esaurito al massimo per una decina di posti e confermando il pubblico magentino come uno dei più rispondenti della zona per quanto riguarda le presenze al Lirico per teatro di prosa, musica o opera lirica.

Per chi se lo fosse perso IL DELITTO DI VIA DELL'ORSINA è possibile rivederlo sabato 4 e domenica 5 febbraio al Teatro Coccia di Novara

Segue presentazione della prima a Magenta – Mercoledì 25 gennaio 2023 ore 21 si alza il sipario sulla nuova stagione di prosa 2023 al Teatro Lirico. Il Comune di Magenta, in stretta collaborazione con Teatro dei Navigli, è orgoglioso di inaugurare la stagione con questo magnifico spettacolo, prodotto dal Teatro Franco Parenti.
 
Svegliarsi una mattina senza sapere nulla della notte appena trascorsa, non da soli, ma con uno sconosciuto nel letto, avendo in tasca, chissà perché, del carbone. E leggere sul giornale di una carbonaia uccisa. Ma se fossimo stati noi? – si chiedono i due. Questa paradossale situazione apre la commedia di Eugène Labiche Il delitto di via dell’Orsina, ed è l’immagine che sceglie la regista Andrée Ruth Shammah per dare forma al generale “risveglio” dopo questi anni segnati dalla pandemia. Shammah si è armata dell’ironia affilatissima e insieme profonda del maestro del vaudeville francese e ha scelto come compagni nel progetto una coppia di attori eccezionali quali Massimo Dapporto e Antonello Fassari. La regista ha rimesso mano al testo di Labiche, lo ha spostato nel tempo, evocando un altro maestro del ridere con profondità: Eduardo De Filippo. Così, il meccanismo perfetto di equivoci e ambiguità, svela le infinite possibilità del pensiero umano, suggerisce una riflessione sulla gravità delle intenzioni anche quando non è detto che si traducano in azioni. Il tentativo di ricostruzione della notte “rimossa” dei due protagonisti, alla ricerca di smentite o coincidenze tra loro e il delitto di via dell’Orsina, diventa per Shammah l’espediente per affrontare, con sorniona leggerezza, la crisi di identità da cui ancora sembra difficile emergere, spaesati, oscillanti tra l’idea di non avere responsabilità e il presentimento di non essere innocenti.
 
Sono disponibili ancora pochi biglietti per questo primo imperdibile appuntamento di prosa al Lirico!
 
BIGLIETTERIA E INFO:
 
INFO & PREVENDITA 
ABBONAMENTO 5 SPETTACOLI: Platea 70€; Galleria 50€; Ridotto fino a 26 anni 40€
BIGLIETTI: Platea 16€; Galleria 12,00€; Ridotto fino a 26 anni 10€; scolaresche 5,00€.
 
ORARI
TEATRO LIRICO MAGENTA: Via B. Cavallari 2, Magenta
Martedi e Giovedi 10:00-12:00 e 17:00-19:00 / Sabato 10:00 - 12:00
Tel. 0297003255 – www.teatroliricomagenta.it
 
TEATRO DEI NAVIGLI: ex Convento dell’ Annunciata – Via Pontida, Abbiategrasso
dal Lunedì al Sabato 15:00-19:00
Tel. 3456711773  / info@teatrodeinavigli.com
















2023_02_04 TEATRO DEI NAVIGLI ALICE testo di Michela Caria - regia di Luca Cairati con Valerio Ameli - Michela Caria - Maurizio Misceo

SABATO 4 FEBBRAIO 2023 ore 16.00
TEATRO DEI NAVIGLI
ALICE
testo di Michela Caria - regia di Luca Cairati
con Valerio Ameli - Michela Caria - Maurizio Misceo
Lo spettacolo è rivolto a bambini dai 4 ai 10 anni.
BIGLIETTO UNICO: 5€ 


Sabato ore 16 presso l'ex Convento dell'Annunciata momento dedicato ai bambini! A grande richiesta torna "Alice" una produzione di Teatro dei Navigli, testo di Michela Caria e regia di Luca Cairati. Uno spettacolo magico e onirico che fa vivere un'avventura da sogno nel Paese delle Meraviglie, dove l'impossibile diventa possibile e la realtà è guidata dalla fantasia. Siete pronti a viaggiare insieme ad Alice?
Secondo appuntamento di AssaggiAMO IL TEATRO 2023! L’amata rassegna di teatro per bambini e famiglie  organizzata in collaborazione con il Comune di Abbiategrasso, riporta in scena a grande richiesta Alice. Uno spettacolo, magico e divertente, liberamente ispirato a  “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, scritto da Michela Caria e diretto da Luca Cairati, che la compagnia Teatro dei Navigli ha voluto rivisitare in chiave moderna e onirica, lasciando intatta l’essenza di una storia senza tempo. Lo spettacolo dopo aver incanto migliaia di bambini e aver girato per tutta l’Italia, torna questo sabato 4 Febbraio h.16 all’ex Convento dell’Annunciata e sabato 11 Febbraio h.16  al Teatro Franco Parenti di Milano.
Un turbinio di trovate esilaranti, la magia dell’imprevisto, la comicità magnetica degli attori fanno di questa versione di Alice uno spettacolo divertente, onirico dove la fantasia regna sul Mondo delle Meraviglie.
È l’ultimo giorno di scuola e Alice, per essere promossa, deve risolvere un curioso indovinello. Il tempo stringe e lei non riesce a trovare la soluzione, ma per fortuna la bambina si addormenta e approda nel mondo dei sogni abitato da buffi personaggi. Inizia così un viaggio stupefacente dove Alice incontrerà personaggi buffissimi, vivrà avventure sorprendenti e ci insegnerà che l’impossibile diventa possibile grazie alla fantasia. Conosceremo il Cappellaio tutto Matto, il Brucaliffo trampoliere, la bizzarra Regina di Cuori e altri divertenti personaggi che guideranno Alice nel sorprendente Paese delle Meraviglie e l’aiuteranno a sciogliere il curioso indovinello e a ritrovare la fiducia in se stessa. Pronti a compiere questo viaggio straordinario al fianco di Alice? Un  viaggio che stimola la nostra fantasia e ricorda che in fondo dentro ad ognuno di noi c’è un po’ di Alice.

345 6711773
Ufficio: ex Convento dell’Annunciata, Via Pontida, Abbiategrasso (MI)
Apertura al pubblico: dal lunedì al venerdì, h. 15.00 – 19.00

2023_02_18 CIRCOLO VOLTA FESTIVAL DELL’OPERETTA

CIRCOLO ALESSANDRO VOLTA
Via G. Giusti, 16 - Milano
Sabato, 18 febbraio 2023 ore 21:15
Associazione Nazionale “Lirica Domani”
Direttore Artistico Vincenzo Puma - tenore
FESTIVAL DELL’OPERETTA

Interpreti:
Vincenzo Puma - tenore
Irina Ghivier - soprano
Ayaka Tsuchida- soprano
Anastasia Rokochuk - soprano
Andrea Carta-Mantiglia - tenore
Al pianoforte: Yutaka Tabata
Flautista: Marianna Isella
Con la partecipazione della ballerina: Natsu Funabashi
Concerto, ore 21.15 - 20,00 euro; Studenti - 15,00 euro
Cena su prenotazione, ore 19.30 - 25,00 euro

Chi volesse servirsi dei mezzi pubblici, può utilizzare le seguenti linee ATM:
Tram 2 - 4 - 12 - 14; MM2 (fermata Moscova) - MM5 (fermata Monumentale);
Bus 43 - 57 - 97; In zona si trovano molti parcheggi pubblici e privati.
Per informazioni: tel. 339 5274923
e-mail: vincenzopuma@liricadomani.com

2023_02_08 Il maestro Dorsi con la Youth Orchestra alla Chiesa di Sant Maria ad Fontes

CHIESA DI SANTA MARIA ALLA FONTANA
Mercoledì 8 febbraio 2023 ore 21.00
CONSERVATORIO SALA VERDI
Giovedì 9 febbraio 2023 ore 20.30
CONCERTO della YOUTH ORCHESTRA
del CONSERVATORIO VERDI
INGRESSO LIBERO
in programma
GUSTAV HOLST
Brook green suite
FRANZ JOSEPH HAYDN
Concerto in re maggiore n. 2 per violoncello e orchestra
MICHELE MAZZOLA, violoncello
LUDWIG VAN BEETHOVEN
Sinfonia in re maggiore n. 2 op. 36
YOUTH ORCHESTRA
FABRIZIO DORSI, direttore
In collaborazione con 
CHIESA DI SANTA MARIA ALLA FONTANA

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)