Domenica 28 Giugno 2026_06_28 ore 16.00
QUARTETTO SIEGFRIED
- Giacomo Puccini – Crisantemi
- Giuseppe Verdi – Quartetto in mi minore
- Costante A. Bossi – Quartetto in do minore
In collaborazione con OGB Orchestra Giovanile della Brianza
Il Quartetto Siegfried è un rinomato ensemble cameristico italiano, fondato nel 2013 al Conservatorio di Milano. Conosciuto per la straordinaria qualità del suono, ha vinto il prestigioso Premio Franco Abbiati – Premio Farulli.
Domenica 05 Luglio 2026_07_05 ore 16.00
Paolo Wolfango Cremonte, pianoforte
in programma:
Ludwig van Beethoven
Le tre “Kurfürsten Sonaten” WoO 47
1. in mi♭ maggiore
2. in fa minore
3. in re maggiore
Domenica 12 Luglio 2026_07_12 ore 16.00
TRIO KOINÈ
Fabrizio Berto, violino
Lorenzo Salmi, violoncello
Alex Yi Wang, pianoforte
in programma:
- Joseph Haydn – Trio in la maggiore Hob. XV:18
- Ludwig van Beethoven – Trio in re maggiore op. 70 “Geistertrio”
In collaborazione con Associazione Sonata Organo
Domenica 19 Luglio 2026_07_19 ore 16.00
ALINDE QUARTETT
Eugenia Ottaviano, Violino
Guglielmo Dandolo Marchesi, Violino
Gregor Hrabar, Viola
Bartolomeo Dandolo Marchesi, Violoncello
con Stefan Heinemeyer (violoncello II)
in programma:
Franz Schubert
Quintetto per archi in do maggiore D. 956
Questo concerto non si terrà in Auditorium ma alla Chiesa di Santa Maria del Popolo, Vigevano
La rassegna Musica a San Dionigi 2026 ha offerto come chiusura del ciclo estivo di quattro concerti, nella caldissima domenica del 19 luglio 2026, un appuntamento di rara intensità alla Chiesa di Santa Maria del Popolo di Vigevano, dove l’Alinde Quartett, affiancato dal violoncellista Stefan Heinemeyer, ha interpretato il monumentale Quintetto per archi in do maggiore D.956 di Franz Schubert.
Composto negli ultimi anni di vita, questo capolavoro postumo è uno dei vertici assoluti della musica da camera ottocentesca: un’opera che, se fosse stata conosciuta già all’epoca, avrebbe inevitabilmente ridisegnato la percezione della grandezza schubertiana, ponendola accanto – e talvolta sopra – quella dei suoi contemporanei più celebrati. È noto che Schubert nutrisse una profonda ammirazione per Beethoven, al cui funerale reggeva i cordoni del carro funebre; eppure, ascoltando il Quintetto, si avverte con chiarezza come la sua voce fosse già pienamente autonoma, visionaria, capace di una modernità sorprendente.
La struttura del brano, che aggiunge al quartetto d’archi un secondo violoncello, crea un equilibrio timbrico particolare: talvolta il violoncello aggiuntivo sembra limitarsi a un pizzicato ostinato, quasi un battito cardiaco che sostiene il discorso degli altri strumenti; altrove diventa protagonista di un dialogo serrato, contribuendo a quell’alternanza di atmosfere che rende il Quintetto un viaggio emotivo imprevedibile. Schubert passa con naturalezza da pause liriche sospese a improvvisi lampi drammatici, da pagine di struggente cantabilità a episodi che sembrano evocare marce, canzoni popolari, visioni interiori inquietamente frammentate. È un’opera che anticipa sensibilità e tensioni che avrebbero trovato piena espressione solo decenni più tardi.
L’interpretazione dell’Alinde Quartett è stata un esempio di coesione e maturità musicale. I quattro giovani musicisti – Eugenia Ottaviano, Guglielmo Dandolo Marchesi, Gregor Hrabar e Bartolomeo Dandolo Marchesi – hanno offerto una lettura rigorosa e al tempo stesso vibrante, sostenuta da un’intesa costante, da attacchi perfettamente condivisi e da una cura del fraseggio che ha reso evidente la complessità dell’alternanza lirico-drammatica. Il contributo di Stefan Heinemeyer, violoncellista di grande esperienza cameristica, ha completato l’equilibrio dell’ensemble con una presenza discreta ma essenziale, capace di fondersi con il gruppo senza mai perdere la propria identità sonora.
Il risultato è stato un’esecuzione che ha restituito al pubblico la grandezza di un’opera che, per la sua densità emotiva e la sua architettura visionaria, sembra appartenere a un’epoca successiva a quella in cui fu concepita. Un capolavoro che continua a sorprendere e a commuovere, soprattutto quando affidato a interpreti capaci di leggerne la profondità con lucidità, passione e rispetto. [mm]




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