2019_10_26 CENACOLO FRANCESCANO apre con TRAVIATA la stagione LECCO LIRICA – 2019-2020

TEATRO CENACOLO FRANCESCANO
LECCO LIRICA – 2019-2020
Piazza Capuccini, 3 Lecco, 23900 Italia

Sabato 26 Ottobre 2019_10_26 ore 21.00
Giuseppe Verdi
LA TRAVIATA
Personaggi
Violetta Valéry (soprano)
Flora Bervoix, sua amica (mezzosoprano)
Annina, serva di Violetta, (soprano)
Alfredo Germont (tenore)
Giorgio Germont, suo padre (baritono)
Gastone, Visconte di Létorières (tenore)
Il barone Douphol (baritono)
Il marchese d'Obigny (basso)
Il dottor Grenvil (basso)
Giuseppe, servo di Violetta (tenore)
Un domestico di Flora (basso)
Un commissionario (basso)
Orchestra: Antonio Vivaldi e Quintetto Spirabilia
Coro: Il Circolo delle Quinte
Direttore: Lorenzo Passerini
Regia e luci: Elena D’Angelo
Maestro del Coro: Ilaria Taroni
Balletto: Arte e Danza Lecco
Coreografie: Cristina Romano
Scene e costumi: Grandi Spettacoli
Direzione di produzione: Aldo Spreafico, Mauro Mosca e Ernesto Colombo

Sabato 16 Novembre 2019_11_16 ore 21.00
Gaetano Donizetti
L’ELISIR D’AMORE
Personaggi
Adina, ricca e capricciosa fittaiuola (soprano)
Nemorino, coltivatore, giovane semplice, innamorato di Adina (tenore)
Belcore, sergente di guarnigione nel villaggio (baritono)
il dottore Dulcamara, medico ambulante (basso buffo)
Giannetta, villanella (soprano)
Orchestra: Antonio Vivaldi e Quintetto Spirabilia
Coro: Il Circolo delle Quinte
Direttore: Lorenzo Passerini
Regia e luci: Elena D’Angelo
Maestro del Coro: Ilaria Taroni
Balletto: Arte e Danza Lecco
Coreografie: Cristina Romano
Scene e costumi: Grandi Spettacoli
Direzione di produzione: Aldo Spreafico, Mauro Mosca e Ernesto Colombo

Domenica 12 Gennaio 2020_01_12 ore 15.30
Franz Lehár
LA VEDOVA ALLEGRA
Personaggi
Anna Glavary – Elena D’Angelo
Conte Danilo – Domingo Stasi
Camillo De Rossillon – Francesco Tuppo
Valancienne – Merita Dileo
Njegus – Matteo Mazzoli
Barone Zeta – Gianni Versino
Conte Kromov – Carlo Randazzo
Contessa Kromov – Paola Scapolan
Contessa Bogdanovitch – Maresa Pagura
Conte Bogdanovitch – Davide Capitanio
Orchestra e balletto: Grandi Spettacoli
Direttore: Sabina Concari
Regia: Elena D’Angelo
Coreografie: Giada Bardelli
Allestimento e costumi: a cura di Elena D’Angelo
Produzione: Gruppo da Camera Caronte

Sabato 21 Marzo 2020_03_21 ore 21.00
Giacomo Puccini
TURANDOT
Personaggi
Turandot, principessa (soprano)
Altoum, suo padre, imperatore della Cina (tenore)
Timur, re tartaro spodestato (basso)
Calaf, il Principe Ignoto, suo figlio (tenore)
Liù, giovane schiava, guida di Timur (soprano)
Ping, Gran Cancelliere (baritono)
Pang, Gran Provveditore (tenore)
Pong, Gran Cuciniere (tenore)
Un Mandarino (baritono)
Il Principe di Persia (tenore)
Il Boia (Pu-Tin-Pao) (comparsa)
Orchestra: Antonio Vivaldi e Quintetto Spirabilia
Coro: Il Circolo delle Quinte
Direttore: Lorenzo Passerini
Regia e luci: Elena D’Angelo
Maestro del Coro: Ilaria Taroni
Balletto: Arte e Danza Lecco
Coreografie: Cristina Romano
Scene e costumi: Grandi Spettacoli
Direzione di produzione: Aldo Spreafico, Mauro Mosca e Ernesto Colombo

https://www.teatrocenacolofrancescano.it/
info@teatrocenacolofrancescano.it
Parcheggio: disponibile nell’area dell’Oratorio a lato della Chiesa dei Cappuccini.

2019_11_03 ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI ALLA Triennale Milano

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno

Triennale Milano
Viale Emilio Alemagna, 6 – Milano
SPAZIO AGORÀ
I POMERIGGI ALLA TRIENNALE
Sei concerti da camera dal 13 ottobre 2019 al 12 maggio 2020

La nuova rassegna, I Pomeriggi alla Triennale, entra nel vivo con il suo secondo appuntamento. La collaborazione tra i Pomeriggi Musicali e Triennale di Milano – due fondazioni vicine non solo sulla mappa cittadina ma altresì sotto il profilo degli intenti – è indirizzata alla riscoperta del repertorio del Novecento, ora abbastanza distante da poter essere collocato nella giusta prospettiva storica, ma al contempo ancora attuale e in grado di parlare al nostro tempo.

Domenica 3 novembre 2019, alle ore 11:00
György Ligeti, 6 Bagatell fúvósötösre (Sei Bagatelle per quintetto di fiati)
Samuel Barber, Summer Music, op. 31
Carl Nielsen, Quintetto per fiati, op. 43
Flauto: Curt Schröter
Oboe: Francesco Quaranta
Clarinetto: Marco Giani
Fagotto: Sarah Ruiz
Corno: Alessandro Mauri
Il cartellone in programma si raccoglie intorno a tre pagine fondamentali del repertorio da camera novecentesco: le Sei Bagatelle per quintetto di fiati di György Ligeti, Summer Music di Samuel Barber e, infine, il Quintetto per fiati di Carl Nielsen. Il primo brano, datato 1953, presenta la trascrizione di alcuni movimenti di Musica ricercata, composta per pianoforte da Ligeti poco tempo prima. Ogni bagatella è formalmente autonoma, ma tutte si iscrivono in un percorso che passa dall’incisività ritmica della prima ai toni funebri della seconda, da quelli elegiaci della terza a quelli brutali della quarta, per tornare, nella quinta, al compianto funebre in memoria di Béla Bartók e concludere poi con forza dirompente nella sesta.
Composta anch’essa nel 1953, Summer Music di Samuel Barber fu a lui commissionata dalla Chamber Music Society di Detroit e in essa confluirono idee di precedenti lavori, compreso il brano per orchestra, mai pubblicato, Horizon. Nata all’inizio per essere eseguita da fiati, archi e pianoforte, la composizione si evolvette in un quintetto con il corno protagonista quando Barber entrò in contatto con alcuni studi scritti dal cornista John Barrows. Tornando un poco più indietro nel tempo arriviamo al Quintetto per fiati di Nielsen, che fu scritto nel 1922 dopo che l’autore ebbe l’occasione di ascoltare quattro membri del Copenaghen Wind Quintet provare la Sinfonia concertante di Mozart.
Le prime parti dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali che si esibiranno in questo programma saranno il flautista Curt Schröter, il Primo oboe Francesco Quaranta, il Primo fagotto Sarah Ruiz e il Primo corno Alessandro Mauri; lo Spazio Agorà di Triennale Milano sarà teatro di questa ricercata performance.


Prossimi appuntamenti

Domenica 22 Dicembre 2019_12_22, ore 18:00 – AGORÀ
Alexandre Tansman, Sonatine, per fagotto e quartetto d’archi
Johann Sebastian Bach, Cantata, in la minore per due violini, fagotto e basso continuo
Antonín Dvořák, Quartetto “L’Americano”
Fagotto: Lorenzo Lumachi
Violini: Fatlinda Thaci, Laura Cuscito
Viola: Laura Vignato
Violoncello: Marco Paolini

Domenica 26 Gennaio 2020_01_26, ore 11:00 - AGORÀ
Nino Rota, Quartetto d'archi
Bela Bartók, Quartetto d’archi n. 2, in la minore, op. 17
Violini: Fatlinda Thaci, Andrea Del Moro
Viola: Lizabeta Soppi
Violoncello: Marija Drincic

Domenica 23 Febbraio 2020_02_23, ore 11:00 - AGORÀ
Charles Koechlin, Trio, in sol maggiore per flauto, clarinetto e fagotto, op. 92
Georges Auric, Trio, per oboe, clarinetto e fagotto
Karl Goepfart, Quartet, in re minore per flauto, oboe, clarinetto e fagotto, op.93
Flauto: Elisabetta La Licata
Oboe: Francesco Quaranta
Clarinetto: Giuseppe Cultraro
Fagotto: Lorenzo Lumachi

Domenica 22 Marzo 2020_03_22 , ore 11:00 - AGORÀ
Ildebrando Pizzetti, Quartetto per archi n. 2
Violini: Igor Riva, Elena Bassi
Viola: Lizabeta Soppi
Violoncello: Andrea Cavuoto
Per tutti i concerti l’ingresso è libero fino a esaurimento posti

Triennale Milano
Viale Alemagna, 6
20121 Milano
T. +39 02 724341
www.triennale.org

2019_10_26 Del mal d'amore (e altri piaceri) un nuovo spettacolo di Anna Zapparoli e Mario Borciani

sabato 26 ottobre 2019, ore 20.45
domenica 27 ottobre 2019_10_27, ore 16.30
Teatro il Cielo sotto Milano, il primo teatro al mondo in un metrò.
Viale Molise, all'interno della fermata del Passante di Porta Vittoria
Del mal d'amore
(e altri piaceri)
un nuovo spettacolo di
Anna Zapparoli e Mario Borciani
con Benedetta Borciani, Beniamino Borciani, Lorenzo Bonomi, Lucrezia Piazzolla, Federica Zoppis
Sapete che ci piace tenere conferenze canore semiserie, sintesi scherzose del “come è successo che...?” Ebbene, nelle due produzioni musicali nuove della Dual di quest’anno i temi sono molto polarizzati: amore e odio (molto polarizzati effettivamente). Cominciamo con l’amore, che è meglio. E più precisamente col mal d’amore – che dal vero fa malissimo, ma che da sentir cantato è deliziosamente, sensualmente masochista. Perché il mal d’amore ci fa cantare? E, più in generale, perché l’australopiteco ha cominciato a cantare? E come cantava? E gli antichi greci poi? Che salti facevano su quei vecchi sassi dell’orchestra?  E perché i primi papi hanno fatto chiudere i teatri obbligando tutti a cantare all’unisono, salvo poi riscoprire – in chiesa – che cantare a tante voci è la cosa più sensuale che c’è? E chi erano, e a quali regole severissime si sottoponevano i cantautori del medioevo? Chi era il re del pop medievale? E chi è il re, la musica o le parole? Chi era Maria d’Avalos, la donna più bella di Napoli, che faceva impazzire d’amore tutti, salvo fare una bruttissima fine? E che cos’è l’armonia per Gesualdo e Monteverdi, che cos'è questo fil rouge che percorre i loro madrigali legando sofferenza e piacere e tagliando l’anima come un pugnale, come Tancredi che affonda la spada nel bel petto di Clorinda senza sapere che è lei…
Tutto questo, e molto altro (anche tutta la musica greca antica rimasta) troverete;  e mai come questa volta incontrerete riso e pianto intrecciati e innamorati l’uno dell’altro.
Ah, e per chi è già venuto e possiede il nostro splendido bicchierino, ricordatevi di portarlo!
tessera annuale (una tantum): €3
contributo di 15€ (spettacolo + un piatto + vino o birra)
under26: 10€ (spettacolo + un piatto + vino o birra)
raggiungibile tramite Passante ferroviario,
tram 12 o 27, bus 73 e filovia 90, 91 e 93
disponibile parcheggio in via Valentino Mazzola
per info e prenotazioni:
chiamare 02 915 38 705 (biglietteria)
o +39 338 191 25 81‬ (Lucrezia)
oppure inviare una mail a
organizzazione@ladualband.com

2019_10_29 La vita è l'arte dell'incontro con Corrado d'Elia e Giovanni Falzone

martedì 29 ottobre 2019 – ore 18.30
Teatro Menotti – via Ciro Menotti 11, Milano
Area M in collaborazione con Compagnia Corrado d'Elia
“La vita è l'arte dell'incontro”
Appuntamento intorno a Dizzy Gillespie
con Corrado d'Elia e Giovanni Falzone
modera Emilio Sioli
In occasione del reading To be or not to bop in scena dal 28 al 30 ottobre al Teatro Menotti di Milano, l'attore Corrado d'Elia (voce narrante di Dizzy Gillespie) e il trombettista Giovanni Falzone (alla testa di Area M Orchestra), in un dialogo a tre moderato da Emilio Sioli (autore e regista dello spettacolo), incontrano il pubblico martedì 29 ottobre alle ore 18,30 per parlare del fascino del jazz, dell'improvvisazione, dell'incontro fra musica e parole. Nel segno di Dizzy Gillespie.
La vita è l'arte dell'incontro, come diceva qualcuno, e - trattandosi di musica jazz - la capacità di interagire fra musicisti è fondamentale.
Oggi raccontiamo una storia meravigliosa, la storia di John Birch "Dizzy" Gillespie una delle menti musicali più geniali del XX secolo che ha fatto dell'incontro con gli altri - i musicisti che lo hanno accompagnato e il suo pubblico - una ragione di vita. La musica ha salvato Dizzy Gillespie da una vita da teppista, come dice lui nella sua autobiografia dal titolo "To Be Or Not To Bop".
Dizzy ha restituito il favore inventando il Be Bop e il Jazz afro cubano.
ingresso libero fino a esaurimento posti
www.corradodelia.it www.area-m.it

2019_11_01 POEMA A FUMETTI Spettacolo su testi e disegni di Dino Buzzati

Venerdì 01 Novembre 2019_11_01 
Sabato 02 Novembre 2019_11_02 
Domenica 03 Novembre 2019_11_03 
Venerdì 08 Novembre 2019_11_08 
Sabato 09 Novembre 2019_11_09 
Domenica 10 Novembre 2019_11_10
SPAZIO BANTERLE - Milano
POEMA A FUMETTI
Spettacolo su testi e disegni di Dino Buzzati
regia e con Paolo Valerio
musiche originali Antonio Di Pofi
eseguite dal vivo al pianoforte da Sabrina Reale
produzione Teatro Stabile di Verona

Allestito in occasione del quarantesimo della scomparsa dello scrittore, Poema a fumetti si avvale della videoproiezione delle immagini originali del “poema” buzzatiano uscito in libreria con grande scalpore nel settembre del 1969, un poema sperimentale che anticipò il graphic novel. Rivisitazione del mito di Orfeo ed Euridice, lo spettacolo propone una selezione delle oltre duecento tavole disegnate da Buzzati e delle relative didascalie: vecchie case popolate da fantasmi, sensuali donne seminude che richiamano l’erotismo di Crepax e Manara, scale metafisiche che non si sa bene dove conducano, strani aldilà dal sapore sartriano, babau, vecchi cani, le immancabili montagne, melusine e scheletri di suicidi e morti in guerra, la disperata ricerca di Dio e, immancabile anche questo, il deserto finale su cui dominano le turrite nubi dell’eternità. Un excursus da pelle d’oca che è una sintesi poetica della visione buzzatiana del mondo. «Capita nella vita – ebbe modo di dire Buzzati – di fare cose che piacciono senza riserve. Poema a fumetti è per me una di queste, come Il deserto dei Tartari e Un amore».
«Paolo Valerio – ha scritto Lorenzo Viganò sul Corriere della Sera del 24 febbraio 2013 in occasione della “prima” – ha metabolizzata e fatta propria l’opera nella sua interezza e riesce con la voce a trasportare lo spettatore dentro la storia, come fosse un film».

ORARIO SPETTACOLI Venerdì ore 20.30 Sabato ore 19.30 Domenica ore 16.30
PREZZI BIGLIETTI
Intero 12,00 euro Ridotto 7,00 euro (under 35, over 65, convenzionati e studenti di teatro)
Info convenzioni su www.incamminati.it
DOVE ACQUISTARE
Online su www.vivaticket.it
In tutti i punti vendita Vivaticket
Presso Spazio Banterle negli orari di biglietteria (nei giorni di spettacolo): venerdì 18.30-20.30 / sabato 17.30-19.30 / domenica 14.30-16.30
PRENOTAZIONI
Preferibilmente scrivendo una mail a biglietteria@incamminati.it
Lasciando un messaggio telefonico o inviando un sms al numero 3482656879, cui seguirà conferma della prenotazione
I biglietti prenotati e non ancora pagati devono essere ritirati entro mezz'ora prima dell’inizio dello spettacolo.

CONTATTI
Spazio Banterle (Centro Culturale di Milano - Largo Corsia dei Servi, 4)
M1 (San Babila) - M1, M3 (Duomo)  bus 54, 60, 61, 73, 84 Tram 15, 23

2019_11_03 Irina Kravchenko al pianoforte per laVerdi Musica da Camera

Domenica 3 novembre 2019, ore 11.00
Teatro Gerolamo - Piazza Cesare Beccaria, 8
laVerdi Musica da Camera 2019-2020
Pensieri al piano
Irina Kravchenko al pianoforte
con Beethoven, Schumann e Čajkovskij
Ludwig van Beethoven Serenata In Mi Maggiore Op.-109
Robert Schumann Carnaval Op.9
Pëtr Il'ič Čajkovskij Dumka Op59
Pianoforte Irina Kravchenko

Ospite del secondo appuntamento della stagione di Musica da Camera de laVerdi in collaborazione con il Teatro Gerolamo, è la pianista lituana Irina Kravchenko, classe 1983, musicista di grande sensibilità e solida tecnica che ha studiato anche al Conservatorio G.Verdi di Milano dove vive da qualche anno.
I “Pensieri al Piano” del concerto in programma domenica 3 novembre alle ore 11.00 sul palco della sala che fin dalla sua costruzione nel 1868 fu definita “Scala in miniatura”, sono tre composizioni di altrettanti giganti della musica a partire da Ludwig van Beethoven del quale verrà eseguita la prima delle tre Sonate per pianoforte da lui composte, la  Serenata In Mi Maggiore Op.-109. A seguire Carnaval Op.9 di Robert Schumann, brano rappresentativo dell’epoca romantica e che vanta un posto importante letteratura pianistica del secolo scorso.
A chiudere, Dumka Op 59, brano da concerto più che da camera, di grande intensità virtuosistica e che per questo occupa un posto speciale nella produzione pianistica di Pëtr Il'ič Čajkovskij e ispirato un'epica e storica canzone popolare slava.

I Biglietti (euro 8,00/28,00) si possono acquistare nei giorni precedenti all’ Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler (mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401)
oppure, la mattina stessa del concerto, direttamente al Gerolamo, Piazza Beccaria 8
on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it . 

Programma
Ludwig van Beethoven (1770 - 1827) Sonata per pianoforte n. 30 in mi mag. op. 109
Le ultime tre Sonate per pianoforte di Beethoven nacquero quasi contemporaneamente tra il 1819 e il 1822 e la loro elaborazione si svolse parallelamente a quella della Nona sinfonia e della Missa Solemnis. La prima di esse, op. 109 in mi maggiore, apparve nel novembre 1821 e fu dedicata a Fraulein Maximiliana, figlia diciannovenne di Franz Brentano, l'amico provvido e generoso che gli era stato accanto anche economicamente in quegli anni difficili.
In questa, che è la prima del gruppo delle ultime tre Sonate pianistiche di Beethoven, si evidenziano i connotati del cosiddetto terzo stile di Beethoven: assoluta libertà fantastica che trascende i limiti della tradizionale forma di sonata e tendenza ad una rinnovata linearità del discorso. A proposito di questa composizione i critici ne hanno spesso evidenziate le grandi qualità poetiche, definendo la Sonata op. 109 come una sublimazione lirica delle risultanti emotive della sua drammatica esperienza umana di Beethoven.

Robert Schumann (1810 - 1856) Carnaval Op.9
Centro ideale e incarnazione massima della poetica del primo periodo creativo di Schumann, Carnival fu composto nel 1834-35, rielaborando parzialmente un'opera di minori proporzioni, non entrata a far parte del catalogo dei lavori di Schumann, le Scènes musicales sur un thème connu de Franz Schubert (1833), titolo significativo che lo stesso compositore spiega così in una lettera a Franz Liszt: “Le origini di questa composizione risalgono ad una particolare circostanza. Una delle mie conoscenze musicali essendo originaria di una piccola città dal nome di Asch e siccome le quattro lettere costituenti questo nome figurano ugualmente nel mio, ebbi l'idea di valermi della loro significazione musicale come punto di partenza di una serie di brevi pezzi, nello stesso modo in cui Bach aveva fatto in rapporto al suo patronimico. Sollecitata la fantasìa da codesta trovata, un brano succedeva all'altro senza che me ne avvedessi, e siccome ciò avveniva durante la stagione di Carnevale del 1835, una volta finita la composizione, aggiunsi i titoli e le diedi la denominazione generale di Carnevale”. E in un altro scritto aggiungeva: “Estrella è come un nome che si appone sotto un ritratto per meglio fissarlo nella memoria; Reconnaissance evoca un felice incontro; Aveu una dichiarazione d'amore; Promenade il tradizionale giro della sala da ballo fra due danze con la dama dei suoi pensieri a braccetto.”

Pëtr Il'ič Čajkovskij (1840-1893) Dumka Op59
Sottotitolato "Russian Rustic Scene" (Scéne rustique russe), il brano è stato scritto da Čajkovskij nel febbraio 1886 a Maydanovo. La Dumka è dedicata ad Antoine François Marmontel pianista francese, compositore e professore al Conservatorio di Parigi. "Dumka" è originariamente il nome di un'epica e storica canzone popolare slava del sud-ovest di natura malinconica. Nell’opera di Čajkovskij, l'elegiaco andante cantabile costituisce la cornice della sezione centrale veloce in cui brevi e variati pensieri aumentando di intensità virtuosica, mostrano fuochi d'artificio di brillantezza pianistica. Essendo il suo unico "Morceau de Concert", questo brano occupa un posto speciale tra le opere per pianoforte di Čajkovskij. Come pianista che raramente teneva concerti e occasionalmente si lamentava della mancanza di interesse da parte dei titani della tastiera del suo tempo (Franz Liszt, Hans von Bülow e i fratelli Anton e Nikolaj Rubinstein) nella sua musica, Čajkovskij considerava Dumka come un'opportunità per far conoscere la sua musica fuori dalla Russia. E infatti fu eseguito per la prima volta al Conservatorio di Parigi, il 20 novembre 1893.
Biografia

2019_11_07 Musorgskij, Stravinskij e il contemporaneo Nyman con il direttore Josep Vicent

Giovedì 7 novembre 2019_11_07, ore 20.30
Venerdì 8 novembre 2019_11_08, ore 20.00
Domenica 10 novembre 2019_11_10, ore 16.00
Auditorium di Milano, largo Mahler
laVerdi Stagione Sinfonica 2019/2020
Dall’ombra alla luce 
Musorgskij, Stravinskij e il contemporaneo Nyman con il talento di Josep Vicent
Modest Musorgskij Una notte sul Monte Calvo
Michael Nyman Concerto per trombone (prima italiana)
Igor Stravinskij Uccello di Fuoco (versione 1945)
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Trombone Giuliano Rizzotto
Direttore Josep Vicent

Giovedì 7 novembre 2019, ore 18.00
Foyer della balconata dell’Auditorium
Conferenza
Il concerto di giovedì 7 novembre sarà preceduto alle ore 18.00 dalla conferenza “Estasi russe, minimalismo americano”.
Relatori Marco Benetti e Fausto Malcovati
Ingresso libero.

Per questo nuovo appuntamento laVerdi ospita per la prima volta sul palco dell’Auditorium di largo Mahler il Maestro spagnolo Josep Vicent, 48 anni, direttore artistico e musicale dell’Orchestra ADDA di Alicante in Spagna. Oltre a una brillante carriera internazionale dedicata alla musica sinfonica e operistica, Vicent ha diretto anche musica contemporanea che segue con particolare attenzione (è anche direttore musicale e direttore d'orchestra del famoso gruppo “La Fura dels Baus”).
Giovedì 7 novembre (ore 20.30), venerdì 8 novembre (ore 20.00) e domenica 10 novembre (ore 16.00) il Maestro spagnolo dirige l’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in un programma musicale che alterna luci e ombre, a cominciare dal poema sinfonico Una notte sul Monte Calvo di Modest Musorgskij ispirata dall’oscuro mondo della stregoneria, fino alla musica composta da Igor Stravinskij  per il balletto Uccello di fuoco che racconta il conflitto tra il Principe Ivan e il malvagio mago Kašej, ovvero la lotta eterna tra il bene e il male, tra il buio e la luce.
A completare il sesto programma di stagione, il Concerto per trombone composto nel 1995 da Michael Nyman compositore, pianista, musicologo e librettista inglese, esponente del minimalismo musicale e noto anche per la sua collaborazione con il regista Peter Greenway per il quale ha composto molte colonne sonore tra cui quella per “Lezioni di piano”. Il concerto sarà eseguito per la prima volta in Italia e il ruolo solista sarà ricoperto da Giuliano Rizzotto, primo trombone dell’Orchestra Verdi.

Biglietti: euro 15.00/36.00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3,
on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it .

Programma

Modest Musorgskij (1839 - 1881) Una notte sul Monte Calvo
Come tutte le composizioni di Musorgskij, Una notte sul Monte Calvo ha una storia complicatissima: intricata e lunga la sua gestazione e legata ad una revisione a cura di Rimski-Korsakov, disinvolto amministratore della musica dell'amico dopo la sua morte.
Della composizione si ha la prima notizia in una lettera del settembre 1860 in cui Modest Musorgskij annunciava al collega compositore Milij Alekseevic Balakirev l’intenzione di comporre un'opera di ispirazione soprannaturale in cui avrebbe inserito “un sabba di streghe, diversi episodi di stregoneria, una marcia trionfale…”
La prima versione del poema sinfonico, intitolata “La notte di S. Giovanni sul Monte Calvo” è del 1867 e il programma della partitura era così strutturato “Assemblea delle streghe, loro discorsi e chiacchiere - Il corteo di Satana - Messa nera - Sabba”, ma le aspre critiche di Balakirev convinsero il compositore ad accantonarla.
Cinque anni dopo Musorgskij partecipò al progetto di Gedenov, direttore degli Imperiali teatri di San Pietroburgo per la realizzazione di un’opera-ballet intitolata Mlada e affidata a cinque compositori (oltre a lui, Kuji, Borodin, Rimskij Korsakov e Minkus). Il terzo atto, intitolato Monte Triglav, era una nuova versione di Una notte sul monte Calvo con l’aggiunta di parti vocali e coro. Ma l’opera non fu mai eseguita la partitura andò persa.
Otto anni dopo, nel 1880, appena un anno prima della sua morte, il compositore lavora a due opere liriche che lascerà incompiute; in una delle due, la Fiera di Sorocincy in un  episodio il giovane protagonista sogna un sabba che è un ‘ulteriore versione del poema sinfonico. Ma fu solo dopo la morte del compositore che, paradossalmente, “Una notte sul Monte Calvo” venne alla luce. Nel 1886 infatti Rimski-Korsakov, basandosi sulla versione del 1880 ,ne fece una versione orchestrata in forma di “fantasia per orchestra”. Lo schizzo sinfonico, lasciato da Musorgskij si articolava in quattro momenti: Il convegno delle streghe - II corteo di Satana - Trionfo di Satana - Sabba delle streghe. Rimskij-Korsakov riordinò il brano in sei episodi, aggiungendo un tranquillo finale dopo l'Allegro feroce.
E in questa forma la composizione ha fatto il giro del mondo ottenendo un enorme successo.
Nel 1940 un altro celebre direttore d’orchestra Leopold Antoni Stanislav Bolestawowicz mise  mano di nuovo all’opera con una nuova orchestrazione per il film Fantasia di Walt Disney.

Michael Nyman (23 marzo 1944)
Concerto per trombone (1995)
“Anche se il Concerto per trombone, scritto per Christian Lindberg tra febbraio e settembre 1995, è il mio quarto concerto (gli altri sono: Concerto per sassofono soprano - Where the Bee Dances (1991) per John Harle; The Piano Concerto (1992), per Kathryn Stott; due piani versione per Katia e Marielle Labèque; Concerto per clavicembalo e archi (1995) per Elisabeth Chojnacka), è la prima opera in cui è possibile percepire il rapporto tra solista e orchestra come una narrazione drammatica. Lo sfondo del concerto - a parte il virtuosismo di Christian Lindberg - è un lungo saggio dello storico marxista, E.P. Thompson intitolato "Rough Music", che mi perseguita da alcuni anni e che il Concerto per trombone ha parzialmente contribuito a esorcizzare. Thompson definisce Rough Music come "il termine che è stato generalmente usato in Inghilterra dalla fine del 17 ° secolo per indicare una cacofonia maleducata, con o senza un rituale più elaborato, che di solito dirigeva la beffa contro le persone che offendevano alcune norme comunitarie". Questa cacofonia veniva solitamente prodotta da un gruppo di musicisti eterogenei, che battevano su vecchi secchi, padelle, bollitori e barattoli di latta. (…) Questo concerto è stato commissionato dalla BBC per il 300 ° anniversario della morte di Purcell. In omaggio al compositore la cui musica è entrata per la prima volta nelle mie colonne sonore con The Draughtman's Contract nel 1983, in un concerto per trombone sembrava appropriato citare la musica d'ottone di Purcell. Di conseguenza, le cinque cadenze della musica funebre da lui scritta per il funerale della regina Maria II d'Inghilterra appaiono tre volte: prima sostenute da gong e tam-tam su legni pulsanti che "attaccano" un assolo di trombone; secondo, su trombe e tromboni che il legnoso pulsante tenta di annichilare (cromaticamente), e infine come supporto a potenti squame di corde su cui il solista è melodicamente trionfante. Questo umore del trionfalismo viene immediatamente interrotto dai tre percussionisti che battono un canto derivato dal calcio su classificatori metallici. Questo impulso (di solito in contrasto ritmico rispetto al resto dell'orchestra) guida gli ultimi minuti del Concerto fino a quando il trombonista si ritrova nello stesso angolo sentimentale in cui si trovava all'inizio - un breve momento di tregua prima di un'altra sessione di ricerca forse ... ma il fiato sta ancora perseguitando, e i tamburi d'acciaio si sono infiltrati nella sua melodia ... Nota sul programma © 1997 Michael Nyman

Igor Stravinskij (1882 - 1971) L’uccello di fuoco (versione del 1945)
La personalità di Igor Stravinskij esplose nel volgere di pochi anni, trasformando l'oscuro musicista di San Pietroburgo in un compositore di successo, grazie ai suoi balletti (L'oiseau de feu, 1910; Petruska, 1911; Le Sacre du Printemps, 1912). Ma in quegli stessi anni altri grandi compositori, da Schönberg a Bartók, da Debussy a Berg i Webern contribuirono a configurare il nuovo canone estetico e linguistico del Novecento, in contrasto con gli eredi della civiltà musicale ottocentesca. Stravinskij aveva studiato con Rimskij-Korsakov che gli sconsigliò di entrare nel Conservatorio di San Pietroburgo. Non sembra che Rimskij-Korsakov fosse particolarmente colpito dal talento di Stravinskij, ed è probabile che, pur ammirandone l'originalità, non lo ritenesse adatto a una vera carriera professionale. Il genio di Stravinskij crebbe così libero dai pregiudizi e dai formalismi accademici, e alimentato da una costante curiosità intellettuale verso tutto ciò che lo circondava, dalla pittura, alla scultura, all'architettura. Stravinskij, come Schönberg del resto, non si riteneva affatto un sovversivo. Era semplicemente un artista libero e privo di di pregiudizi. La musica di Debussy che conobbe sul palcoscenico dell'Opera, il 25 giugno 1910 fu una delle fonti dell'Uccello dì fuoco, ma le radici di Stravinskij affondavano soprattutto nelle tre principali correnti della musica russa: il mondo filo-occidentale del Conservatorio, il nazionalismo del Gruppo dei Cinque e la figura di Cajkovskij. L'Uccello di fuoco (composto nel 1910 e il primo dei suoi balletti, commissionati dai Ballet Russes di Diaghilev) è anche un affettuoso congedo dalla musica di Rimskij-Korsakov, (morto nel 1908). La vicenda fiabesca della lotta tra il mago Katscei e Il Principe Ivan, incarnazioni rispettivamente del male e del bene, ha largamente oltrepassato la soglia del teatro. L'Uccello di fuoco è diventato popolare anche in sala di concerto, attraverso varie Suites trascritte dallo stesso autore. La seconda, del 1919, fu preparata allo scopo di assicurare i diritti d'autore fuori dalla Russia sovietica e rendere l'orchestra più snella per la sala da concerto. In essa Stravinskij concentra in cinque numeri la musica del balletto, eliminando tutte le parti mimate e di raccordo. Nel 1945, l'autore mise a punto negli Usa una nuova versione, sempre per motivi di diritti d'autore. Questa volta però la revisione fu più profonda, non solo per quanto riguarda l'impiego di un'orchestra ancora più leggera della precedente, ma soprattutto per quanto concerne il profilo della vicenda, con il recupero di parte del materiale originario fino a formare una sequenza di dodici numeri. Il coreografo Balanchine impiegò per l'appunto questa Suite per la sua nuova versione del balletto, in uno spettacolo del New York City Ballet nel 1949.

2019_10_24 Orchestra di Padova e del Veneto al Dal Verme da I POMERIGGI

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
75ª STAGIONE SINFONICA 2019-2020
ANNIVERSARI
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno

Giovedì 24 ottobre 2019_10_24 ore 20.00
Sabato 26 ottobre 2019_10_26 ore 17.00
Generale aperta – giovedì 24 ottobre ore 15.00
Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro, 2 – Milano

Schubert Ouverture “Nello stile italiano”, in Re maggiore, D 590
Mozart Sinfonia n. 36, “Linz”, in Do maggiore, K 425
Beethoven Sinfonia n. 4, in Si bemolle maggiore, op. 60
Orchestra di Padova e del Veneto
Direttore: Günter Neuhold

Torna ospite al Teatro Dal Verme l’Orchestra di Padova e del Veneto, per un doppio appuntamento all’interno del cartellone di Anniversari, 75ª Stagione sinfonica dei Pomeriggi Musicali: giovedì 24 ottobre alle ore 20:00 e sabato 26 ottobre, alle ore 17:00 – con l’aggiunta, per il primo anno per l’OPV qui a Milano, di una prova generale aperta al pubblico fissata per giovedì 20 alle ore 15:00.
La compagine di Padova sarà diretta dal M° Günter Neuhold, originario di Graz, classe 1947, il quale vanta collaborazioni con le più importanti orchestre europee, tra cui i Wiener Philarmoniker, i Wiener Symphoniker, la Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.
Il concerto si aprirà con l’Ouverture “Nello stile italiano” di Franz Schubert, per poi dare spazio alla Sinfonia n. 36 di Wolfgang Amadeus Mozart. Nell’anno che prelude ai festeggiamenti per i 250 anni dalla nascita, l’Orchestra di Padova e del Veneto dedica a Ludwig van Beethoven il finale del concerto, proponendone la Sinfonia n. 4.
Biglietteria TicketOne - Teatro Dal Verme
Via San Giovanni Sul Muro, 2 – 20121 Milano
Tel. 02 87.905.201 - dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00
www.ipomeriggi.it www.ipomeriggi.it/facebook www.ipomeriggi.it/youtube

2019_10_13 Pomeriggi alla Triennale di Milano

Dal 13 ottobre 2019 al 12 maggio 2020
Triennale Milano
Viale Emilio Alemagna, 6 – Milano
I POMERIGGI ALLA TRIENNALE
Sei concerti da camera
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno

Domenica 13 Ottobre 2019_10_13
ore 11.00 – AGORÀ
Georg Philipp Telemann, Fantasia n.2 in la minore per oboe solo
Benjamin Britten, da Six Metamorphoses after Ovid: I Pan, per oboe solo
Karlheinz Stockhausen, Halt, per tromba e contrabbasso
Georg Philipp Telemann, Fantasia n. 8, in mi minore per oboe solo
Benjamin Britten, da Six Metamorphoses after Ovid: III Niobe, per oboe solo
Julien-François Zbinden, Hommage à Bach, per contrabbasso solo
Toru Takemitsu, Paths, per tromba sola
Benjamin Britten, da Six Metamorphoses after Ovid: IV Baccus, per oboe solo
Oboe: Francesco Quaranta
Tromba: Sergio Casesi
Contrabbasso: Paolo Speziale

Domenica 03 Novembre 2019_11_03
ore 11.00 – AGORÀ
György Ligeti, 6 Bagatell fúvósötösre (Sei Bagatelle per quintetto di fiati)
Samuel Barber, Summer Music, op. 31
Carl Nielsen, Quintetto per fiati, op. 43
Flauto: Curt Schröter
Oboe: Francesco Quaranta
Clarinetto: Marco Giani
Fagotto: Sarah Ruiz
Corno: Alessandro Mauri

Domenica 22 Dicembre 2019_12_22
ore 18:00 – AGORÀ
Alexandre Tansman, Sonatine, per fagotto e quartetto d’archi
Johann Sebastian Bach, Cantata, in la minore per due violini, fagotto e basso continuo
Antonín Dvořák, Quartetto “L’Americano”
Fagotto: Lorenzo Lumachi
Violini: Fatlinda Thaci, Laura Cuscito
Viola: Laura Vignato
Violoncello: Marco Paolini

Domenica 26 Gennaio 2020_01_26
ore 11.00 - AGORÀ
Nino Rota, Quartetto d'archi
Bela Bartók, Quartetto d’archi n. 2, in la minore, op. 17
Violini: Fatlinda Thaci, Andrea Del Moro
Viola: Lizabeta Soppi
Violoncello: Marija Drincic

Domenica 23 Febbraio 2020_02_23
ore 11.00 - AGORÀ
Charles Koechlin, Trio, in sol maggiore per flauto, clarinetto e fagotto, op. 92
Georges Auric, Trio, per oboe, clarinetto e fagotto
Karl Goepfart, Quartet, in re minore per flauto, oboe, clarinetto e fagotto, op.93
Flauto: Elisabetta La Licata
Oboe: Francesco Quaranta
Clarinetto: Giuseppe Cultraro
Fagotto: Lorenzo Lumachi

Domenica 22 Marzo 2020_03_22
ore 11.00 - AGORÀ
Ildebrando Pizzetti, Quartetto per archi n. 2
Violini: Igor Riva, Elena Bassi
Viola: Lizabeta Soppi
Violoncello: Andrea Cavuoto
Per tutti i concerti l’ingresso è libero fino a esaurimento posti

Il 13 ottobre 2019 inaugura una nuova rassegna, I Pomeriggi alla Triennale, che vede la collaborazione di I Pomeriggi Musicali e Triennale Milano, due fondazioni vicine non solo sulla mappa cittadina ma altresì sotto il profilo degli intenti. I Pomeriggi alla Triennale daranno vita a un cartellone raccolto intorno al repertorio novecentesco da camera, che non poteva che trovare spazio all’interno di Triennale. Per ciò che concerne il cartellone, i concerti in programma celebreranno il Novecento attraverso autori e repertori cruciali per le sorti della musica, che si intrecciano con quelle vissute dalla nostra Milano. Un autore su tutti: Béla Bartók, la cui morte, 75 anni orsono, nel 1945, coincide con la fine dell’ultima Guerra Mondiale, con la rinascita di Milano dalle macerie e con la Fondazione dei Pomeriggi Musicali. Il Quartetto per archi n. 2 di Ildebrando Pizzetti, oltre a porsi come una buona pietra di paragone per intuire quali fossero le voci della musica coeva a Bartók a Milano, ci riporta tra la seconda metà degli anni Venti e la prima metà dei Trenta, anni in cui Pizzetti diresse il Conservatorio Verdi, proprio gli anni in cui l’architetto Giovanni Muzio progettò e realizzò il Palazzo dell’Arte, sede di Triennale Milano.

Triennale Milano
Viale Alemagna, 6 20121 Milano
T. +39 02 724341
www.triennale.org

2019_10_30 IL CODICE DEL DISONORE AL Teatro Moderno

Associazione Culturale Il Mosaico - Vigevano
Nuovi appuntamenti Stagione 2019/2020

Sabato 30 Novembre 2019 - ore 21.00
Teatro Moderno
IL CODICE DEL DISONORE
LA GIORNALISTA DINA LAURICELLA PRESENTA IL SUO NUOVO LIBRO “IL CODICE DEL DISONORE”, EDITO DA EINAUDI
Questo libro nasce da un fenomeno recente di grande importanza: per la prima volta nella storia della ‘Ndrangheta le fi glie e le mogli dei boss collaborano con la giustizia denunciando le loro famiglie. Lo fanno per strappare i propri fi gli a un ineluttabile destino criminale, ma soprattutto per sfuggire loro stesse al “codice d’onore”. Si tratta delle linee guida dei membri della mafia calabrese che si definiscono, a loro volta, uomini d’onore. Direttive che servono a far carriera nel crimine, tramandate per via orale e che negli ultimi decenni hanno trovato conferme scritte o sono state riferite agli inquirenti dai collaboratori di giustizia. Un esempio è la vendetta che incombe sulle donne di ‘Ndrangheta che tradiscono il marito o la famiglia: la morte. Un rito feroce di cui i padri devono farsi garanti per rimediare “all’onta” subita, in nome di ciò che emancipazione, cultura e buonsenso definirebbero più come “codice del disonore”.
 
L’AUTRICE
Dina Lauricella, palermitana, vive a Roma. Ha collaborato con «La Repubblica»,
«L’Espresso», «Il Fatto Quotidiano» e Radio Capital. Arriva in Rai nel 2003 e dal 2007 firma diversi speciali per Michele Santoro, fra cui: “Inferno Atomico”, premio della critica Ilaria Alpi; “Cosa vostra”, dove intervista per la prima volta in tv il figlio di Provenzano e “Stato criminale”, che trae spunto dal libro di cui è autrice con Rosalba Di Gregorio, “Dalla parte sbagliata. La morte di Paolo Borsellino e i depistaggi di Via D’Amelio” (Castelvecchi 2014, 2018), premio Marco Nozza per il giornalismo d’inchiesta. Nel 2014 vince il Premio Nazionale Paolo Borsellino (Targa del Presidente della Repubblica) per il giornalismo. Oggi collabora con Rai3.
INGRESSO GRATUITO
Info al numero 348.1127776, sulla pagina facebook “Teatro Moderno – Associazione Culturale Il Mosaico”, oppure sul sito internet www.teatroilmosaico.it

EVENTO IN OCCASIONE DEL 25 NOVEMBRE 2019
GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
WORKSHOP GOSPEL CON ESIBIZIONE IN OCCASIONE DEL CONSERTO DI NATALE

VOCAL-LAB tenuto da BLACKINWHITE GOSPEL & BLACK MUSIC!DO YOU BELIEVE YOU CAN FLY?
Il Laboratorio propone esercizi di respirazione, vocalizzi, esercizi di propriocezione e la preparazione di brani a 3 parti. Si ricorda che ai fi ni del perfezionamento dell’iscrizione al wokshop, verrà inviato un modulo da compilare e i riferimenti bancari tramite cui effettuare il versamento della quota di partecipazione.TEATRO MODERNO DI VIGEVANOal 21 DICEMBRE del CONCERTO NATALIZIO MUSIC alcuni brani del programma di sala, e avrai l’occasione unica di prepararti con professionisti esperti per vivere una serata indimenticabile volando sulle note insieme a loro nel per preparare insieme ai BLACKINWHITE GOSPEL & BLACK Partecipa al Voca-Lab
Date Vocal Lab
APERTURA ISCRIZIONI WORKSHOP CANTO GOSPEL
- SABATO 16 NOVEMBRE, dalle 15.00 alle 17.00
- SABATO 7 DICEMBRE, dalle 15.00 alle 17.00
- SABATO 14 DICEMBRE, dalle 15.00 alle 17.00
+ PROVA SABATO 21 DICEMBRE PRIMA DELLO SPETTACOLO
Informazioni ed Iscrizioni: c/o Corrado Gambi - TEATRO MODERNO DI VIGEVANO
tel. 347 5548522 - Email: corrado.gambi@gmail.com

EVENTO IN OCCASIONE DEGLI AUGURI NATALIZI

Sabato 21 Dicembre 2019_12_21 - ore 21.00
CONCERTO NATALIZIO
pianoforte: Daniele Perini
voci: Fabrizio Celvini, Mattia Del Conte, Barbara Natta Lagomarsino,
Francesca Tosarello, Gaia Pedrazzini
e con la partecipazione dei frequentanti del Vocal Lab
“DO YOU BELIEVE YOU CAN FLY?”
Blackinwhite è un ensemble di Milano con oltre 15 anni di esperienza, formato da sei musicisti professionisti, cinque vocalists (un soprano, un mezzo soprano, un contralto, un baritono e un tenore) e un pianista. Il suono di queste straordinarie voci armonizzate ha il potere di aprire una porta verso l’infinito trasmettendo amore, gioia ed emozioni. Il repertorio proposto dai Blackinwhite è particolarmente vasto, comprende Spirituals Afroamericani, brani gospel tradizionali, brani gospel anche in francese, brani di contemporary gospel, brani tratti da colonne sonore di fi lm di successo come Sister Act, Fame, Jesus Christ Superstar, Shrek, Romeo & Juliet, Blue Hawaii, e inoltre brani famosi appartenenti ai generi soul, jazz, r&b, pop, originariamente interpretati da artisti di spicco come The Manhattan Transfer, The Andrews Sisters, Natalie Cole, Louis Armstrong, Frank Sinatra, Sam Cooke, Percy Mayfi eld, Perry Como, Mariah Carey, Beyoncé, Michael Jackson, Queen, Pharrel, Alexandra Burke,Elvis Costello.  Un concerto natalizio coinvolgente, impreziosito dalla partecipazione sul palco degli  allievi del Workshop di Coro Gospel “DO YOU BELIEVE YOU CAN FLY?”, Vocal Lab tenuto al Teatro Moderno di Vigevano dalla cantante Barbara Lagomarsino, che interagiscono “live” in alcuni brani con I Blackinwhite!
Dopo il grande successo del Concerto di Natale del 2018, il Gospel torna al Teatro Moderno di Vigevano con un gruppo professionista specialista nel celebre genere tradizionale e nella black music!
Al termine del concerto verrà offerto un brindisi augurale e dolci per tutti i partecipanti -  PREZZO UNICO € 20.
Info e prenotazioni al numero 348.1127776, sulla pagina facebook “Teatro Moderno – Associazione Culturale Il Mosaico”, oppure sul sito internet www.teatroilmosaico.it
Associazione Culturale Il Mosaico
ACQUISTO BIGLIETTI ED ABBONAMENTI:
Informazioni e prenotazioni: www.teatroilmosaico.it | 348.1127776
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2019_10_25 laVerdi Conferenza prima del concerto

Venerdì 25 ottobre 2019 ore 18.00
Auditorium di Milano Largo Mahler – Foyer della balconata
In collaborazione con Associazione Italia Russia
Prokof’ev e la sua “nuova semplicità”
Relatori Fausto Malcovati e Martino Tosi
Se il primo concerto per violino segna l’inizio dell’esilio di  Prokof’ev, il secondo è scritto dopo due decenni di nomadismo in Occidente, nella continua speranza di tornare in patria. In esso riecheggiano sia il cosmopolitismo del compositore sia una “nuova semplicità”, già teorizzata in un manifesto nel 1934, che cerca di conformarsi alla politica culturale di regime.
Nella foto francobollo commemorativo del primo centenario di Prokof’ev, Unione Sovietica, 1991

2019_10_27 Anastasiya Petryshak, violino

Domenica 27 ottobre 2019, dalle ore 17.30
Palazzina Liberty “Dario Fo e Franca Rame”
Largo Marinai d'Italia, Milano
apertura porte ore 17.30
concerto ore 18.30
Anastasiya Petryshak per Milano Classica alla Palazzina Liberty
MILANO CLASSICA XXVIII Stagione 2019/2020
"Palazzina Liberty in Musica"
Anastasiya Petryshak, violino
Lorenzo Meo, pianoforte
Ange Terrible
Nei salotti della Belle Èpoque
Nell’originale salotto bohémien di Palazzina Liberty, aperitivo con la violinista Anastasiya Petryshak protagonista di #TheClassicalExperience. Musiche di Debussy, Ravel e Messiaen.
PROGRAMMA
CLAUDE DEBUSSY (1862 – 1918) Sonata n. 3 in sol minore per violino e pianoforte L148
MAURICE RAVEL (1875 – 1937) Sonata n. 2 in sol maggiore per violino e pianoforte
OLIVIER MESSIAEN (1908 – 1992) Thème et variations
MAURICE RAVEL (1875 – 1937) Tzigane
Le inedite, suggestive atmosfere di #TheClassicalExperience tornano domenica 27 ottobre, a partire dalle 17.30, con un nuovo appuntamento firmato da Milano Classica. Il nuovo palco aperto a 360° su Palazzina Liberty, completamente trasformata in lounge informale, tra accoglienti tavolini, comodi divanetti, drink, finger-food ed esclusivi privè, vedrà protagonista la bellissima e bravissima violinista Anastasiya Petryshak accanto al pianista Lorenzo Meo.
La Belle Èpoque e i cafè di inizio Novecento rivivranno nell’originale salotto bohémien di Palazzina Liberty. Petryshak e Meo proporranno un dialogo aperto che, novità propria del format lanciato quest’anno, avvicina gli spettatori al palcoscenico rendendoli protagonisti. E in mezzo a loro, al termine del concerto, gli artisti siederanno per bere qualcosa e scambiare quattro chiacchiere.
La serata si aprirà sulle note della Sonata n. 3 in sol minore per violino e pianoforte L148 di Claude Debussy (1862-1918), scritta dal compositore poco prima di morire, espressione al contempo di un’angoscia profonda ma anche di una disperata vitalità che si cela dietro ai giochi neoclassici del sonatismo debussiano. La Sonata n. 2 in sol maggiore per violino e pianoforte di Maurice Ravel (1875-1937), originariamente dedicata alla virtuosa del violino Hélène Jourdan-Morhange, fu eseguita per la prima volta nel 1927 con al violino George Enescu.
Seguirà il Thème et variations di Olivier Messiaen (1908-1992), che il compositore scrisse nel 1932 per sé e per la sua prima moglie, la violinista Claire Delbos. Cinque variazioni di un semplice tema cullante. A chiudere la serata, Tzigane di Ravel, rapsodia dall’inizio totalmente improvvisatorio, seguito da un tema e delle variazioni e da un ipervirtuosistico finale.
Il sesto appuntamento del cartellone di Milano Classica prosegue dunque la novità lanciata nella proposta che, emblematicamente, va sotto l’hashtag #TheClassicalExperience: un format di fruizione del concerto classico che avvicina gli spettatori al palcoscenico, rendendoli protagonisti e aprendo le porte a quel pubblico di curiosi attratti dall’esperienza culturale ma non abituati alle modalità tipiche delle sale da concerto. «L‘esperienza inusuale da noi creata – spiegano il Direttore Generale di Milano Classica Ernesto Casareto e il Segretario Artistico Claudia Brancaccio – unisce il mondo della musica classica a chi è incuriosito da un‘iniziativa artistica originale e dalla vocazione internazionale simbolo oggi più che mai di una metropoli dalle tante identità».
www.milanoclassica.it
BIGLIETTI
Palco: € 100,00* | Intero: € 15,00
Ridotto (under25 e over65): € 10,00
* il palco puo’ accogliere fino a 5 persone e include una bottiglia (spumante, vino o superalcolico) accompagnata da mandorle tostate
Informazioni e prenotazioni info@milanoclassica.it | +39 02 28510173




2019_10_24 THE FULL MONTY al Teatro della Luna di Assago

DAL 24 OTTOBRE AL 17 NOVEMBRE 2019
TEATRO DELLA LUNA  ASSAGO
Peep Arrow Entertainment su licenza esclusiva MTI Europe
presenta
PAOLO CONTICINI e LUCA WARD con GIANNI FANTONI, JONIS BASCIR
e con NICOLAS VAPORIDIS
THE FULL MONTY
Libretto di TERENCE MCNALLY
Musica e Liriche DAVID YAZBECK
Tratto dal film della Fox Searchlight Pictures e scritto da Simon Beaufoy, prodotto da Uberto Pasolini e diretto da Peter Cattaneo
regia e adattamento italiano di MASSIMO ROMEO PIPARO
adattamento liriche Francesca Nicotra - Massimo Romeo Piparo

Calendario spettacoli dal 24 ottobre al 17 novembre
giovedì ore 20.30
venerdì ore 20.30
sabato ore 15.30 e 20.30
domenica ore 15.30
Giovedì 24 Ottobre 2019_10_24
Venerdì 25 Ottobre 2019_10_25
Sabato 26 Ottobre 2019_10_26
Domenica 27 Ottobre 2019_10_27

Giovedì 31 Ottobre 2019_10_31 
Venerdì 01 Novembre 2019_11_01 
Sabato 02 Novembre 2019_11_02 
Domenica 03 Novembre 2019_11_03 

Giovedì 07 Novembre 2019_11_07 
Venerdì 08 Novembre 2019_11_08 
Sabato 09 Novembre 2019_11_09 
Domenica 10 Novembre 2019_11_10 
Giovedì 14 Novembre 2019_11_14 
Venerdì 15 Novembre 2019_11_15 
Sabato 16 Novembre 2019_11_16 
Domenica 17 Novembre 2019_11_17 

L’effetto sorpresa è assicurato, con qualche ingrediente “hot”, tantissimo divertimento e una colonna sonora travolgente: a vent’anni dalla prima edizione del Musical di Broadway, torna in Italia “The Full Monty”, la commedia musicale firmata da Massimo Romeo Piparo, con un cast e un'edizione completamente rinnovati.
Nei panni degli intraprendenti disoccupati che si improvvisano spogliarellisti per necessità, il pubblico vedrà, protagonisti d’eccellenza, i campioni di incasso del musical dei record “Mamma Mia!”, Paolo Conticini e Luca Ward che, con Gianni Fantoni, Jonis Bascir e con Nicolas Vaporidis, insieme a un grande cast di oltre 30 artisti, daranno “corpo” e anima a questo gruppo di dinamici operai rimasti senza lavoro ma non senza idee.
Lo spettacolo, tratto dall’omonimo film inglese campione d’incassi del 1997, è stato scritto da Terrence McNally e musicato da David Yazbeck, per la regia e l'adattamento italiano di Piparo, racconta una bellissima storia di riscatto sociale: al centro della commedia la vicenda di Giorgio, Aldo, Davide, “Cavallo”, Marcello e Davide, un gruppo di disoccupati che, per sbarcare il lunario, decidono di diventare spogliarellisti pur non avendo alcuna esperienza nel “settore”.
Per la prima volta nella storia di questo titolo, la vicenda è stata spostata dalla Sheffield del film e la Buffalo del Musical, all’italiana Torino, che dopo aver attirato con le sue grandi industrie persone da ogni angolo d’Italia nell’età dell’oro dell’occupazione, adesso fa i conti con la crisi economica e la fine di un’epoca. Con una vita e un salario completamente da reinventare, i 6 operai si rimboccheranno le maniche riuscendo con coraggio e un pizzico di incoscienza a dare una svolta alle loro vite: nonostante la timidezza, il senso di inadeguatezza e le iniziali difficoltà, non solo lo striptease non avrà più segreti, ma riusciranno a conoscere più a fondo se stessi e a ritrovare i valori dell’amicizia e della solidarietà.
“Quando nel 1997 uscì il film The Full Monty, veniva stigmatizzata attraverso la commedia una piaga della società di quell’epoca: la grande trasformazione dell’economia industriale con una conseguente perdita di milioni di posti di lavoro in tutta Europa. La disoccupazione sembrava un fulmine a ciel sereno con cui iniziare a fare i conti. Ebbene riproporre ancora oggi questo titolo ha il sapore amaro della presa d’atto che questi conti non sono ancora chiusi! La incredibile attualità di questo testo fa sentire forte la sua voce ancora nel 2019 e forse ancora di più di allora. Il lavoro E’ il tema dei temi. La disoccupazione ha trasformato il nostro Paese come l’intera Europa. Ed ecco che il Musical, genere di intrattenimento popolare per eccellenza, corre a ricoprire il proprio ruolo di “specchio della realtà” proponendo due ore e mezza di puro divertimento lascando riflettere lo spettatore su come a volte basti un’idea, una semplice idea, qualunque essa sia, per dare una svolta alla propria vita. Credendo però in sé stessi. Ecco, se c’è un motivo per non perdere questa commedia ricca di sfumature è proprio la carica esplosiva di autostima e incitazione a reagire che trasmette.” (Massimo Romeo Piparo)
A condurre il pubblico nel vivo dell’appassionante storia di “The Full Monty” un cast di grande talento: le star indiscusse del musical italiano degli ultimi anni, Paolo Conticini e Luca Ward, che con la loro verve hanno entusiasmato le centinaia di migliaia di spettatori di “Mamma Mia!”, Gianni Fantoni, già protagonista nell’edizione del 2013, Jonis Bascir e Nicolas Vaporidis, quest’ultimo al suo debutto assoluto nel musical. Con loro, condivideranno il palcoscenico importanti attori della commedia musicale italiana, Sebastiano Vinci, Laura Di Mauro, Elisabetta Tulli e Valentina Gullace, i giovanissimi Tancredi Di Marco e Christian Roberto - cresciuti nella “scuderia” del Sistina e già protagonisti dell’indimenticabile Billy Elliot, e la partecipazione di Paila Pavese, che, oltre ad aver recitato al fianco di attori come Gigi Proietti e Vittorio Gassman, ha prestato la propria voce a celebri personaggi di cartoni animati e film d’animazione, tra tutti Anastasia e Jessica Rabbit.
Grazie a una colonna musicale trascinante, con l’orchestra diretta dal Maestro Emanuele Friello, il Musical conquisterà il cuore del pubblico perché quella di “The Full Monty” è una storia divertente e al tempo stesso capace di far riflettere, con tanti riferimenti anche all’attualità dei nostri giorni. Senza contare che le spettatrici più “golose” non resteranno di certo deluse: basterà attendere il finale dello spettacolo, quando il gruppo dei mitici disoccupati garantirà per i loro occhi, in un seducente e allegro chiaroscuro, il full monty, “il servizio completo”….
Le scenografie di “The Full Monty” sono di Teresa Caruso, i costumi di Cecilia Betona, le coreografie di Roberto Croce e il suono di Davide Zezza.



Biglietti
Poltronissima Luna € 59,00
Poltronissima € 49,00
Prima Poltrona € 39,00
Seconda Poltrona € 29,00

2019_10_16 Musica e danza legate alla festa di Sukkot

Mercoledì 16 ottobre ore 18.30
Sala Viscontea dei Pilastri - Castello Sforzesco- Milano
Musica e danza legate alla festa di Sukkot
Stellerranti Pier Gallesi fisarmonica e voce
Riccardo Ferraresi percussioni
Ingresso libero.
Associazione Culturale Naar Israel 
Piazza Castello 5 - Milano
info naarisrael10@gmail.com

2019_11_09 laVerdi Crescendo in Musica 2019-2020 L’uccello di fuoco

Sabato 9 novembre 2019, ore 16.00
Auditorium di Milano, largo Mahler
laVerdi Stagione Sinfonica 2019-2020
Crescendo in Musica 2019-2020
L’uccello di fuoco
La favola in musica di Stravinskij
per raccontare la lotta del bene contro il male
Musiche di Stravinskij
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
voce recitante e direttore Paolo Marzocchi 
Età consigliata: da 5 anni

L’Uccello di fuoco di Igor Stravinskij nasce come musica per un balletto ma è talmente carica di immagini evocate dai suoni che si presta ad essere eseguita anche in forma di Suite sinfonica e fruita facilmente da ogni tipo di pubblico. Anche per questo laVerdi l’ha scelta come seconda proposta della rassegna Crescendo in musica, dedicata ai piccoli spettatori e alle loro famiglie, sabato 9 novembre alle ore 16.00 all’Auditorium di Milano in largo Mahler. A Paolo Marzocchi, pianista, compositore e abilissimo affabulatore, con grande esperienza di spettacoli con i più piccoli, è affidato il compito di raccontare questa fantastica storia anche attraverso la musica di Stravinskij.
Nel suo duplice ruolo di voce recitante e direttore dell’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, il Maestro catturerà il pubblico di grandi e piccoli con l’antica fiaba russa che narra la lotta tra il principe Ivan e il malvagio mago Kašej, ovvero la lotta eterna tra il bene e il male. Al centro della vicenda l'Uccello di fuoco, magica creatura dal piumaggio rosso oro che dopo essere stato catturato dal Principe nel giardino incantato del mago, viene rimesso in libertà in cambio dell’aiuto per distruggere il regno dei malvagi e diventare il nuovo re della terra liberata, accanto alla più bella delle principesse.

Biglietti: euro 12.50/15.00 adulti – euro 7.50 bambini under 14 anni; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org

2019_10_26 Tributo a Fabrizio de André con laVerdi diretta da Geoffrey Wesley

Sabato 26 ottobre 2019, ore 20.30
Auditorium di Milano, largo Mahler
laVerdi Stagione Sinfonica 2019-2020
laVerdi POPs 2019-2020
De André sinfonico
Tributo a Fabrizio de André 
con laVerdi diretta da Geoffrey Wesley
e le voci di Peppe Servillo e Pilar
De André sinfonico
Voci Peppe Servillo
Pilar (Ilaria Patassini) 
Coro Galbiati
Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore Geoff Westley 
Dopo i successi delle scorse stagioni dei tributi sinfonici alla musica di Queen, Abba e Bowie, l’Orchestra Verdi prosegue con successo nella strada - ancora poco praticata in Italia dalle altre orchestre sinfoniche - di eseguire con una compagine generalmente votata alla musica classica celebri brani che fanno parte della tradizione musicale rock e pop, arrangiati in chiave sinfonica. Un’operazione utile non solo ad avvicinare due generi musicali solo apparentemente lontani, ma anche a creare un ponte ideale tra il pubblico dei concerti rock e quello della musica sinfonica. Il tris di appuntamenti della rassegna POP’s nella Stagione 2019-20 viene inaugurato sabato 26 ottobre alle ore 20.30 dal tributo alla musica di uno dei più grandi artisti italiani, Fabrizio De André, scomparso 20 anni fa a 59 anni. Un omaggio scritto e ideato dal Maestro inglese Geoff Westley, tastierista, arrangiatore e direttore inglese che ha costruito la sua carriera tra la musica leggera (ha collaborato con i più grandi artisti italiani ed è stato anche direttore artistico del Festival di Sanremo 2018) e la musica classica. Nel 2011 Geoff Westley, aveva ideato un tributo sinfonico alla musica di De André, registrato con la London Symphony Orchestra. Ospite per la prima volta de laVerdi, Westley dirigerà all’Auditorium di Milano, largo Mahler, l’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, con brani tratti dal grande repertorio di un autore famoso non solo per la profondità dei suoi testi, ma anche per la complessità musicale delle sue canzoni. In programma: Preghiera in gennaio, Ho visto Nina volare, Hotel Supramonte, Valzer per un amore, Disamistade, Don Raffae’, Anime salve, Le nuvole, Tre madri, Laudate Hominem. A completare il cast di questo concerto davvero speciale ed eseguito dal vivo per la prima volta, sul palco dell’Auditorium ci saranno le voci di Peppe Servillo, cantante degli Avion Travel e interprete raffinato della musica contemporanea e Ilaria Patassini, in arte Pilar, cantante e attrice tra le più interessanti delle nuove generazioni. Come già avvenuto in altri tributi sinfonici non mancheranno le parti corali affidate in questo caso al Coro Galbiati.

Biglietti: euro 10.00/25.00 Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org

2019_10_19 laVerdi e le stelle

Sabato 19 ottobre 2019, ore 18.00
Auditorium di Milano, largo Mahler
laVerdi Stagione Sinfonica 2019-2020
Musica & Scienza 2019/20
La musica delle stelle
Beethoven e i buchi neri: dialogo tra
laVerdi e l’astrofisico Iovenitti
Musiche di Beethoven
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Relatore Simone Iovenitti (astrofisico)
Direttore Ruben Jais
Primo appuntamento con Musica & Scienza, la novità assoluta che laVerdi propone nella Stagione 2019/20, per raccontare la musica e il suo legame con la scienza. Una sfida che si declina in quattro lezioni-concerto sorprendenti e intriganti che vedono l’Orchestra sinfonica di Milano diretta dal Maestro Ruben Jais, che de laVerdi è anche direttore generale e direttore artistico, confrontarsi sul palco dell’Auditorium con alcuni importanti scienziati insieme ai quali verranno analizzate le affinità, le analogie e le similitudini tra il pensiero compositivo e scienze quali la Fisica, la Psicanalisi, le Neuroscienze e l’Astrofisica, quest’ultima protagonista del primo appuntamento, sabato 19 ottobre 2019, alle ore 18.00. 
Nella prima parte della lezione-concerto, con l’ausilio di emozionanti immagini dallo spazio, l’astrofisico Simone Iovenitti introdurrà il pubblico al mondo delle pulsar, oggetti compatti di origine stellare che si sono evoluti nel tempo raffreddandosi e addensandosi e che emettono suggestivi fenomeni luminosi che riusciamo osservare dalla Terra grazie a potenti telescopi. Questi impulsi si ripetono da 13 miliardi di anni e sono gli orologi più precisi dell’universo. La pulsazione della luce emessa costituisce l'orologio più preciso dell’universo: nonostante la complessità di questi fenomeni la radiazione generata ci investe, come un faro nella notte, con una regolarità assoluta. Proprio questa caratteristica accumuna queste stelle al primo tempo della Quinta Sinfonia di Beethoven, la cui complessità musicale è in realtà caratterizzata dalla ripetizione incessante e regolare di un unico frammento armonico: esattamente come il segnale luminoso di una pulsar.
Ed è a questo punto che lo scienziato cede il passo al musicista, con il Maestro Ruben Jais chiamato a introdurre le caratteristiche musicali del capolavoro di Beethoven, regalandone al pubblico anche l’ascolto di brani scelti eseguiti dall’Orchestra sinfonica di Milano.

La seconda parte della lezione-concerto è dedicata ai buchi neri, che sono un’altra evoluzione della materia stellare. Se la pulsar lampeggia per milioni di anni, il buco nero, generato dal collasso di un corpo stellare, non emette alcun tipo di radiazione. Questo avviene poiché la densità del buco nero è decisamente più elevata: la massa del Sole va racchiusa in 10 km per avere una pulsar, in meno di 3 km per avere un buco nero.
Questa situazione estrema genera degli interessanti giochi di luce sulla radiazione che proviene da stelle limitrofe: da Terra vediamo in cielo forme non reali come archi, cerchi e disegni particolarissimi, che costituiscono una variazione apparente della Natura. Nella Quinta sinfonia avviene un fenomeno analogo, come ci spiegherà Ruben Jais, quando nel secondo movimento la variazione sul tema prende il sopravvento e ci mostra apparentemente dei suoni inesplorati e irriconoscibili.
Ci sono infine conseguenze catastrofiche quando i processi astrofisici generano oggetti compatti come i buchi neri: le stelle vicine possono essere risucchiate dalla gravità e la materia può scaldarsi fino ad emettere molta più energia che nella fusione nucleare, in un agglomerato di radiazione e gravità decisamente "esplosivo".
Anche in questo caso la parola passa alla bacchetta di Ruben Jais, perché nella Quinta l'accumulo di materia armonica porta nel quarto tempo ad una vera e propria detonazione della carica sonora, in un bagliore difficilmente comparabile. Ed è con questa nuova emozionante prospettiva, sinfonica e astrofisica insieme, che riascolteremo le note del capolavoro di Beethoven.
Simone Iovenitti, astrofisico
Nato a Milano, prima ancora che al telescopio pone le mani sul pianoforte. Coltiva la passione per la musica, studiando anche chitarra e percussioni, esibendosi in numerosi concerti come al Teatro Nazionale (2012) o all'Ippodromo di San Siro (2014). Nel frattempo però dedica i suoi studi all'astrofisica e dopo la laurea magistrale in fisica lavora sul lensing gravitazionale, sulla polarizzazione del fondo cosmico a microonde e sulle esplosioni dei gamma-ray burst, lungo la strada del dottorato di ricerca presso l'Università degli Studi di Milano, che oggi lo ha portato a lavorare sul progetto ASTRI dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF/OAB). Nel tempo libero pratica alpinismo e scialpinismo sulle vette delle nostre Alpi, ma ultimamente si concentra sempre più sulla divulgazione della scienza: collabora col Planetario di Milano, Pint Of Science, Festival della Scienza, e soprattutto ha fondato il gruppo "PhysicalPub" con cui continua a coltivare e trasmettere la passione per le stelle.

Biglietti: euro 10.00/15.00 Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, on line: www.laverdi.org

2019_10_27 laVerdi musica da camera

Domenica 27 ottobre 2019, ore 11.00
Teatro Gerolamo - Piazza Cesare Beccaria, 8
Musica da Camera 2019-2020
Francia 
Debussy e Ravel al Teatro Gerolamo
con I solisti de laVerdi e Nordio
Claude Debussy Quartetto in Sol minore op. 10 L85
Maurice Ravel Quartetto per archi in Fa maggiore
Violino Domenico Nordio
I Solisti de laVerdi
Violino Luca Santaniello
Viola Gabriele Mugnai
Violoncello Tobia Scarpolini

La Stagione 2019-20 di Musica da Camera che per il primo anno vede la collaborazione con il Teatro Gerolamo, propone 8 appuntamenti, sempre la domenica mattina alle ore 11.00, nel delizioso teatro di Piazza Beccaria, recentemente restaurato.
Quest’anno il programma musicale della rassegna della domenica mattina è un viaggio che parte dalla Francia e passando per Italia, Russia, Austria, Ungheria, Boemia, arriva in Finlandia e Norvegia.
Prima tappa, la Francia, domenica 27 ottobre (ore 11.00) con due grandi compositori rappresentanti del cosiddetto impressionismo musicale, Claude Debussy e Maurice Ravel, i cui due Quartetti, gli unici per archi da loro composti, presentano molte affinità e punti di contatto.
Debussy compose il suo unico Quartetto per archi in Sol minore op.10 a 31 anni; dieci anni dopo, Maurice Ravel, a 28 anni compose il suo Quartetto per archi in fa maggiore, la sua prima grande opera che offre un'incredibile rassomiglianza con la musica di Debussy. Due compositori che hanno molti punti in comune, soprattutto nella loro modernità, e che l’ascolto di queste due composizioni così simili e allo stesso tempo originali saranno certamente apprezzate dal pubblico.
La tappa francese della rassegna di Musica da Camera vede sul palco del Gerolamo il grande violinista italiano Domenico Nordio, che dal 2017 è anche Artista residente de laVerdi  e che guiderà l’ensemble composto da prime parti dell’Orchestra Verdi, Luca Santaniello (violino), Gabriele Mugnai (viola) e Tobia Scarpolini (violoncello).

I Biglietti (euro 8,00/28,00) si possono acquistare nei giorni precedenti all’ Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler (mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401)
oppure, la mattina stessa del concerto, direttamente al Gerolamo, Piazza Beccaria 8
on line: www.laverdi.org

2019_10_25 Prokof’ev e Čajkovskij con laVerdi diretta da Kochanovsky e il violino di Carolin Widmann

Venerdì 25 ottobre 2019, ore 20.00
Domenica 27 ottobre 2019_10_27, ore 16.00
Auditorium di Milano, largo Mahler
laVerdi Stagione Sinfonica 2019-2020
Stagione Sinfonica 2019/20
Anima Russa
Prokof’ev e Čajkovskij con laVerdi diretta da Kochanovsky e il violino di Carolin Widmann
Sergej Prokof'ev Concerto per violino e orchestra n. 2 in Sol minore op. 63
Petr Il'ič Čajkovskij Suite n. 3 in Sol maggiore op. 55
Violino Carolin Widmann
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore Stanislav Kochanovsky

L’anima russa di due grandi compositori, Prokof’ev e Čajkovskij, affidata in questo quarto appuntamento della stagione sinfonica 2019-20 de laVerdi alla sensibilità di un direttore che proviene dalla stessa terra: Stanislav Kochanovsky, nato a San Pietroburgo e considerato oggi fra i più brillanti e promettenti direttori russi emergenti. Un programma di grande impatto che evidenzia due facce dell’animo russo, una più romantica, quella di Čajkovskij e l’altra, di Prokof’ev, più razionale, ma entrambe decisamente emozionanti e coinvolgenti.
Per il suo graditissimo ritorno sul palco dell’Auditorium, Kochanovsky dirige l’Orchestra sinfonica di Milano venerdì 25 ottobre (ore 20.00) e domenica 27 ottobre (ore 16.00). Nella prima parte il Concerto per violino e orchestra n.2 composto da Sergej Prokof'ev nel 1935, vent’anni dopo il suo primo concerto per violino e orchestra, ed eseguito per la prima volta il 1° dicembre dello stesso anno a Madrid dal famoso violinista francese Robert Soëtens con un'accoglienza trionfale. Il ruolo solista qui è affidato alla grande sensibilità della violinista tedesca Carolin Widmann, musicista straordinariamente versatile, con una carriera luminosa che va dai grandi classici a opere contemporanee appositamente composte per lei e che per la prima volta è ospite sul palco dell’Auditorium di largo Mahler. La seconda parte del concerto vede protagonista la musica di Petr Il'ič Čajkovskij che con la Suite n. 3 in Sol maggiore op. 55 esplora una forma più libera rispetto a quella sinfonica che - come spiegava lo stesso compositore - gli permetteva esprimersi con maggior libertà e spontaneità. Composta nel 1884, la Suite fu eseguita a San Pietroburgo il 24 gennaio 1885 diretta da Hans von Bülow e salutata da un successo trionfale.

Conferenza
Venerdì 25 ottobre ore 18.00- Foyer della balconata
In collaborazione con Associazione Italia Russia
Prokof’ev e la sua "nuova semplicità"
Relatori Fausto Malcovati e Martino Tosi   Ingresso libero.

Biglietti: euro 36.00/15.00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org

2019_10_18 Patrick Fournillier aa Boléro di Ravel a Barbablù di Campogrande

Venerdì 18 ottobre 2019, ore 20.00
Domenica 20 ottobre 2019_10_20, ore 16.00
Auditorium di Milano, largo Mahler
laVerdi Stagione Sinfonica 2019-2020
Ossessione
Da Boléro di Ravel a Barbablù di Campogrande
con laVerdi diretta da Fournillier
N.Campogrande Le Sette Mogli di Barbablu
M.Ravel
La Valse
Boléro
Voce recitante Ottavia Piccolo
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore Patrick Fournillier

“Ossessione” è il titolo scelto da laVerdi per descrivere il programma che venerdì 18 ottobre 2019 (ore 20.00) e domenica 20 ottobre (ore 16.00) mette in scena due conosciutissimi capolavori del francese Maurice Ravel, ispirati ai ritmi e ai colori trascinanti della danza e il melologo Le sette mogli di Barbablù, del compositore contemporaneo Nicola Campogrande, presentato in prima assoluta.  A dirigere l’Orchestra sinfonica di Milano per questo programma decisamente intrigante, torna il suo Direttore Principale ospite, il francese Patrick Fournillier. Con il melologo Le sette mogli di Barbablù, composto nel 2018, Nicola Campogrande invece racconta l’ossessione di Barbablù e delle sue sette mogli prigioniere nei sotterranei del suo castello, basandosi sul celebre racconto di Anatole France e alla sua ironica riscrittura della storia in cui, rovesciando i ruoli, cerca di dare una lettura più profonda dei rapporti tra uomo e donna. Nicola Campogrande ha trasformato quel testo in un melodramma per attrice e orchestra, intorno alla voce di Ottavia Piccolo, attrice che non ha bisogno di presentazioni. “Quando mi sono imbattuto nel testo di Anatole France, - racconta Campogrande - dopo aver valutato e scartato alcune altre ipotesi, ho gioito: aveva il brio, l’intelligenza, il ritmo, l’irriverenza che cercavo. E dunque ho preso a leggerlo e rileggerlo, sempre con la matita in mano, tagliandolo progressivamente sempre di più – sarebbe stato impensabile usarlo tutto per un melologo della durata di quello che avevo in mente. Volevo arrivare a una ragionevole essenzialità, per lasciare alla musica la possibilità di esplorare le derivazioni, le allusioni alle quali facevo cenno. Il Barbablù di Anatole France è un uomo sfortunato, co-protagonista di un racconto sarcastico dove le figure femminili sono molto più complesse rispetto alle “povere ragazze” della tradizione. E io ho cercato di mantenere un tono leggero, ironico, che mi è servito per proseguire, insieme a lui, una riflessione su un tema drammatico come quello della violenza sulle donne in modo forse meno primitivo rispetto a quello diffusosi in questi anni.” Il melologo di Campogrande, composto su commissione della Università Iulm, sarà eseguito all’Auditorium di largo Mahler in prima assoluta.
La danza come mezzo per reagire alla pesantezza ritmica della tradizione sinfonica classico-romantica è protagonista della seconda parte del concerto, con la musica di Maurice Ravel, compositore francese del Primo Novecento. La Valse celebra le atmosfere leggere tipiche del grande valzer viennese, con la sua musica sfolgorante e vorticosa ma nella parte finale fa intravedere quelle “Nubi tempestose” della prima guerra mondiale che aveva lasciato un segno indelebile in quel mondo sfavillante. L’altro brano di Ravel in programma è il celebre Boléro, ispirato alla omonima danza tradizionale con un ritmo peculiare spesso scandito dalle nacchere e composto per la ballerina Ida Rubinstein.  Con il suo ritmo ossessionante, frenetico e sensuale, nel tempo si è affermato come uno dei grandi classici del Novecento ed è stato utilizzato nel cinema, in teatro e nella danza moderna.
Nelle due date del concerto sarà ospite in Auditorium la Fondazione Ivo de Carneri onlus, nata nel 1994 per ricordare la figura dell’insigne ricercatore e professore di Parassitologia prematuramente scomparso nel 1993. La Fondazione Ivo de Carneri da 25 anni è impegnata nella lotta e nello studio delle malattie infettive e parassitarie e nella promozione di progetti per il miglioramento della salute e lo sviluppo economico delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo.  In occasione del concerto, la Fondazione Ivo de Carneri raccoglierà fondi per portare a termine - nell’isola di Pemba, (Arcipelago di Zanzibar, Tanzania), dove la Fondazione opera - la costruzione di un pozzo per dare acqua sicura a 300 famiglie del villaggio di Mtamba (a sudest di Chake-Chake, capoluogo di Pemba) e continuare i corsi di formazione del personale sanitario locale in ecografia.

Conferenza
Il concerto di venerdì 18 ottobre sarà preceduto alle ore 18.00 da una conversazione di  Nicola Campogrande con Marco Benetti nel foyer della balconata dell’Auditorium. Ingresso libero.

Biglietti: euro 36.00/15.00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org 

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)