delle TRASFORMAZIONI
Mameli/Novaro
Ventiquattresima edizione - dal 9 al 24 ottobre
Ritorna Contemporanea Agorà. Il compositore Stefano Gervasoni ospite d’eccezione di una delle rassegne di musica di ricerca più interessanti del panorama nazionale
La XXIV edizione a Udine, dal 9 al 24 ottobre. Ospita 8 appuntamenti e i risultati del concorso che ha visto partecipi 455 composizioni, da 49 paesi.
Le date in breve:
Venerdì 9 ottobre 2020_10_09, ore 21.00 – Teatro San Giorgio – Udine
ELECTRIC
Sergio Sorrentino, chitarra elettrica
Sabato 10 ottobre 2020_10_10, ore 21.00 – Teatro San Giorgio – Udine
DIALOGHI E SUONI
Incontro con Stefano Gervasoni e Michele Biasutti
Sophie Klussmann, soprano
Aldo Orvieto, pianoforte
Alvise Vidolin, regia sonora e live electronics
Domenica 11 ottobre 2020_10_11, ore 18.00 – Teatro San Giorgio – Udine
L’ASCOLTO E LE ARTI NEL XX SECOLO
Das Hören und die Kunst im 20. Jahrhundert
a cura della prof. Susanne Kogler
Domenica 11 ottobre 2020_10_11, dalle ore 20.00 – Teatro San Giorgio – Udine
SONUS
A cura del gruppo di ricerca musicale “Suono – Spazio”
Installazione sonora quadrifonica
OMAGGIO A UNA VISIONE
Primi Voli / Prvi Poleti / First Crossings
a cura di Kinoatelje
Martedì 13 ottobre 2020_10_13, dalle ore 21.00 – Streaming su www.taukay.it
ACUSMATICA
Performance di opere elettroacustiche
a cura di Vittorio Vella
Sabato 17 ottobre 2020_10_17, ore 21.00 – Teatro San Giorgio – Udine
MIKROKOSMOS
Esecuzione delle opere vincitrici della tredicesima edizione
del concorso internazionale di composizione “Città di Udine”
Domenica 18 ottobre 2020_10_18, ore 21.00 – Teatro San Giorgio – Udine
CANTICO ETERNO
Simone Beneventi, percussioni
Sabato 24 ottobre 2020_10_24, ore 21.00 – Palazzo Pico – Fagagna
SOLO
Contemporanea Agorà non si ferma, anzi ritorna con un programma fitto di nomi di rilievo nell’ambito della sperimentazione musicale internazionale. La rassegna di musica di ricerca - che gode del sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli ed è patrocinata da Commissione Europea, Unesco, Ministero degli Affari Esteri e Università di Udine - si svolge a Udine ed in altre località della regione dal 9 al 24 ottobre, organizzata dall’Associazione Culturale Delta Produzioni.
Oltre a Gervasoni, nome di spicco nel panorama compositivo contemporaneo internazionale, sono presenti in calendario la performance delle opere vincitrici della tredicesima edizione del concorso internazionale di composizione “Città di Udine”, installazioni, conferenze, streaming elettroacustici e diversi appuntamenti per strumento solo che vedono protagonisti il chitarrista Sergio Sorrentino e i percussionisti Simone Beneventi e Roberto Dani.
Prenotazioni su www.taukay.it o inviando una e-mail all’indirizzo contemporanea.
IL PROGRAMMA
La ventiquattresima edizione di “Contemporanea” aprirà i battenti il 9 ottobre con un appuntamento dedicato alla chitarra elettrica. Negli spazi del teatro San Giorgio di Udine con inizio alle ore 21.00, sarà possibile ascoltare il progetto musicale intitolato “Electric” del chitarrista Sergio Sorrentino.
L’artista, esponente di spicco tra i solisti del repertorio per chitarra elettrica, alterna l’attività di interprete di Nuova Musica contemporanea (della quale è spesso dedicatario) a quella di musicista sperimentale, improvvisatore e sound artist. Sono molte e prestigiose le collaborazioni con importanti musicisti della scena musicale internazionale.
In programma composizioni di Azio Corghi, Alvin Curran, Nick Didkovsky, Bryce Dessner, Morton Feldman, John King, Steve Reich, Sergio Sorrentino e Van Stiefel.
La sera del 10 ottobre, al teatro San Giorgio con inizio alle ore 21.00, verrà riproposto il format “Dialoghi e Suoni”, un appuntamento già sperimentato con successo in precedenti edizioni del festival.
Sarà presente il compositore di fama internazionale Stefano Gervasoni (attualmente docente di composizione presso il Conservatorio di Parigi) che attraverso un’intervista con il prof. Michele Biasutti racconterà al pubblico alcuni degli aspetti salienti del suo percorso musicale.
Seguirà l’ascolto di alcuni suoi recenti lavori. Saranno in scena la soprano tedesca Sophie Klussmann e il pianista Aldo Orvieto. La regia del suono sarà curata da Alvise Vidolin, uno dei pionieri italiani della musica elettroacustica.
Domenica 11 ottobre alle ore 18.00 al teatro San Giorgio, la professoressa Susanne Kogler, docente presso la Karl Franzens Universität di Graz terrà una conferenza sul tema "L'ascolto e le arti nel XX secolo / Das hören und die Kunst im 20. Jahrhundert". L’appuntamento è organizzato in collaborazione con l’Università di Graz.
Sempre l’11 ottobre a partire dalle 20.00 il teatro San Giorgio si trasformerà in una scatola sonora. Sarà possibile ascoltare “SONUS” un’installazione sonora quadrifonica ispirata dall’antifonario di Ludovico di Teck. La ricerca sonora, accompagnata dalle immagini del codice quattrocentesco, è frutto del lavoro del gruppo di ricerca musicale “Suono – Spazio”, una realtà artistica di recente formazione nata con lo scopo di approfondire lo studio delle interazioni tra il suono e gli spazi architettonici all’interno dei quali frequenze e silenzi possano diventare “architettura” parallela.
Seguirà, grazie alla collaborazione con Kinoatelje, la proposta di video d’autore selezionati nell’ambito del progetto “Omaggio a una visione”. Saranno presentati dei cortometraggi della sezione Primi Voli / Prvi Poleti / First Crossings dedicata allo sviluppo di nuovi linguaggi cinematografici, quest'anno concentrata principalmente sul suono e sulla musica nei film.
Acusmatica è il titolo della proposta in streaming che sarà disponibile dal 13 ottobre sul sito di TEM – Taukay Edizioni Musicali (taukay.it) a partire dalle ore 21.00. La performance sarà incentrata sull’ascolto di materiale musicale elettroacustico proveniente soprattutto dai diversi call for works internazionali, organizzati nel recente passato, che hanno coinvolto migliaia di compositori da tutto il mondo. In programma composizioni di Michele Biasutti (Italia), Rocío Cano Valiño (Argentina), Riccardo Dapelo (Italia), David Holland (UK), Filippo Mereu (Italia), Eduardo Palacio (Messico).
La serata del 17 ottobre alle 21.00, sempre al teatro San Giorgio di Udine, sarà dedicata all’esecuzione delle composizioni vincitrici del tredicesimo concorso internazionale di composizione “Città di Udine”. L’iniziativa, che ha ottenuto grandi risultati di partecipazione con 455 composizioni da 49 nazioni, gode di prestigiosi patrocini da parte di importanti istituzioni pubbliche e private ed annovera Rai Radio3 in qualità di media partner.
L’ensemble strumentale Mikrokosmos sarà il protagonista della serata. In occasione dell’evento si terrà la premiazione dei vincitori alla presenza di esponenti di istituzioni pubbliche e private. L’evento sarà registrato con finalità discografiche.
In programma lavori di Alessandra Bellino (Italia), Hakki Cengiz Eren (Turchia), Carlos Nuñez Medina (Spagna), João Pedro Oliveira (Portogallo), Lina Posėčnaitė (Lituania), Simone Scarazza (Italia), Davor Branimir Vincze (Croazia).
L’ultimo appuntamento udinese del festival si terrà il 18 ottobre con inizio alle 21.00.
Il percussionista e performer Simone Beneventi, premiato con il Leone d’argento alla Biennale musica di Venezia 2010 e protagonista di collaborazioni con importanti compositori d’avanguardia internazionali, proporrà la performance Cantico Eterno, un concerto dove saranno utilizzate percussioni insolite, evocative nel nome e nella sostanza: gong antichi, meccaniche e marchingegni di suggestione insieme sonora e visiva.
In programma composizioni di Mario Bertoncini, Luigi Ceccarelli, Alexander Knaifel, Thomas Meadowcroft.
Il 24 ottobre, grazie alla collaborazione con “Il salotto musicale FVG”, il festival si sposterà a Palazzo Pico di Fagagna. Sarà in scena il percussionista Roberto Dani con la performance “Solo” per batteria preparata. La sua ricerca, incentrata sul confine tra improvvisazione e scrittura, indaga le relazioni tra suono/corpo/spazio.
Dice di lui il musicologo Carlo Boccadoro; “A cavallo tra composizione pura ed improvvisazione, Dani si è da tempo distinto nel panorama internazionale come uno dei più straordinari musicisti in attività, autore di performance che coinvolgono mente, corpo e suono in un tutt’uno di grande potenza espressiva”.
Ventesima
stagione di classica
“In
Cooperativa per amare la musica”
Sei
gridi di separazione
(dal
27 settembre al 22 novembre 2020)
Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89, 20153 Milano
Tel: 0240914901; info@spazioteatro89.org; www.spazioteatro89.org
Biglietti: 7-10 euro.
Riduzioni:
Under
25 e
Over
65.
Convenzioni:
Arci,
Feltrinelli, soci
Coop, Touring Club, IBS, Coop Degradi
e
CPM Music Institute.
Domenica 27 settembre 2020_09_27
Grido 1: Divisi per nascita
Ore 17.30 - Il distanziamento sociale al tempo dei nobili: un tè con Ludovico Sforza e Beatrice d’Este.
Ore 18 - Concerto con musiche di Beethoven, Verdi/Liszt, Hindemith, Weill, Rzewski, Galante.
Külli Tomingas, mezzosoprano; Andrea Scacchi, violoncello; Luca Schieppati, pianoforte.
Un programma vario che asseconda i temi dell’intera stagione, con musiche ispirate dalle rigide divisioni di caste ed etnie diverse (“Aida” di Verdi), dalla conflittualità di classe e di genere nella società borghese (“L’opera da tre soldi”), dalle distopie in cui le macchine sostituiscono gli uomini e gli uomini diventano automi alienati dai propri simili (“Ragtime” di Hindemith, che l’autore chiede venga eseguito “con rigorosità ritmica, come una macchina”) o dal distacco dovuto alla malattia e alla morte (“Note di Pianto” di Carlo Galante su testo di Nicola Gardini), fino all’utopia illuministica del Flauto Magico mozartiano (Beethoven: Variazioni su “Bei Männern, welche Liebe fühlen”).
Domenica 4 ottobre 2020_10_04
Grido 2: Divisi per soldi
Ore 17.30 - Tutta questione di censo, i diritti nello Stato di Milano: un tè con Carlo V d’Asburgo.
Ore 18 - Concerto con musiche di Bach, Haydn, Beethoven, Mendelssohn, Brahms, Gershwin/Heifetz, Rzewski, Pärt.
Esistono le classi sociali nella musica? Sì, no, forse, dipende dai punti di vista. Ma proviamo comunque in questo concerto a fare un piccolo gioco di società, ascoltando le musiche di alcuni grandi compositori non più soltanto per deliziarci della loro bellezza, bensì anche per cogliere, se riscontrabili, indizi della loro provenienza e/o destinazione dal punto di vista della sociologia della produzione e della fruizione della musica, da Bach ai giorni nostri. A farci da guide in questo percorso vario e stimolante, il violinista Piercarlo Sacco e i pianisti Luca Schieppati e Sonia Candellone, che eseguiranno musiche di Bach, Haydn, Beethoven, Mendelssohn, Brahms, Gershwin-Heifetz, Rzewski e Pärt, che nella logica del nostro gioco socio-economico-musicale potremmo connotare come il Grande Corporativo, il Maestro della Servitù Volontaria, l’Homo Novus, l’Organizzatore/Imprenditore, il Libero Professionista, il Self-Made Man, il Ribelle e il Mistico.
Domenica 11 ottobre 2020_10_11
Grido 3: Divisi per colore o per sangue
Ore 17.30 - L’albinaggio e la gestione degli “stranieri” a Milano: un tè con Maria Teresa d’Asburgo.
Ore 18 - Concerto con musiche di Castelnuovo-Tedesco, Villa Lobos e Colombo-Taccani.
Duo Maria Eleonora Caminada (voce)-Leonardo De Marchi (chitarra a 6 e 10 corde).
Un programma dedicato al tema delle persecuzioni e discriminazioni razziali, con musiche di Castelnuovo-Tedesco, autore costretto a fuggire dall’Europa nel 1938 in seguito alle leggi antisemite del nazifascismo, e di Heitor Villa-Lobos, le cui musiche intrise di folklore brasiliano sono anche espressione della contaminazione tra le civiltà indigene e quelle africane avvenuta durante i lunghi secoli della tratta degli schiavi. In programma anche, in prima esecuzione assoluta, “Stranger”, brano per voce e chitarra a dieci corde scritto da Giorgio Colombo Taccani su un testo composito (termini statunitensi etnicamente dispregiativi, appartenenze razziali riportate dai passaporti sudafricani durante l'apartheid, una breve poesia di Walt Whitman). Una riflessione forte e profonda contro il razzismo, richiesta da Spazio Teatro 89 appositamente per questo appuntamento e dedicata dall’autore al duo, giovane e talentuoso, protagonista del concerto.
Domenica 18 ottobre 2020_10_18
Grido 4: Divisi per (dal) sesso
Ore 17.30 - Duemila anni di donne nella storia di Milano, da Galla Placidia ad Alda Merini
(appuntamento in collaborazione con l’associazione Archivio Rachele Bianchi).
Ore 18 - Concerto con musiche di donne compositrici (Amy Beach, Louise A. Le Beau, Alisson Kruusmaa).
Quartetto delle Cameriste Ambrosiane: Eleonora Matsuno (violino); Claudia Brancaccio (viola); Lucia Molinari (violoncello); Maria Semeraro (pianoforte).
Il repertorio “al femminile” è tuttora poco noto e poco frequentato, nonostante sia ormai acquisito che, con un po’ di paziente lavoro di ricerca, si trovano in esso opere di grande bellezza estetica e imprescindibile interesse storico. Per fortuna, da anni questo lavoro meritorio viene svolto con instancabile e competente dedizione dalle Cameriste Ambrosiane, che anche quest’anno ci faranno conoscere qualche capolavoro sconosciuto di donne compositrici. In programma anche in prima assoluta “The moon is distant from the sea”, scritta appositamente dalla giovane compositrice estone Alisson Kruusmaa che si è ispirata a una poesia di Emily Dickinson.
Domenica 25 ottobre 2020_10_25
Grido 5: Divisi per paura
Ore 17.30 - Inquisizione, guerre e pestilenze a Milano: un tè con Federico Borromeo.
Ore 18 - Concerto con musiche dai tempi delle pesti di Milano (1630) e Londra (1665).
Musiche di Caccini, Monteverdi, Blow e Purcell.
Roberto Balconi (controtenore); Giangiacomo Pinardi (liuto).
Un viaggio alla scoperta della musica di un secolo, il ‘600, in cui convivono luci sfolgoranti e tenebre fitte, capaci allo stesso tempo di affascinare, stupire ed inquietare e i cui slanci e furori sempre rimandano a un incombente senso di lutto e di tragedia. In particolare, il duo voce e liuto formato da Roberto Balconi e Giangiacomo Pinardi ha scelto per noi brani cronologicamente vicini alle grandi pesti di Milano e di Londra, tragedie immani che, oltre a segnare drammaticamente un’epoca, hanno anche lasciato tracce profonde nelle coeve creazioni artistiche.
Domenica 8 novembre 2020_11_08
Grido 6: Divisi uno per uno
Ore 17.30 - La società contemporanea tra frammentazione, digitalizzazione, comunicazione e controllo.
Ore 18 - Concerto con musiche di Mozart (Fantasie per organo meccanico K 594, K 608, K 616); Beethoven (3 Pezzi per organo meccanico WoO 33; Sonata op. 81a “Les Adieux”); Stravinsky (Etude for Pianola); Nancarrow (Piano-player etudes); Ligeti (Etude 14); Cognolato (“Sweet City Suite”).
Duo pianistico Davide Cabassi-Tatiana Larionova.
La tentazione di fare a meno degli interpreti: comprensibile desiderio dei compositori per ottenere maggior precisione nella resa della propria musica o tentazione diabolica che disumanizza il rapporto con il pubblico? Oppure, ancora, possibile applicazione del distanziamento sociale nel mondo della musica? Fatto sta che gli strumenti meccanici hanno affascinato tanti compositori, da Haendel a Mozart e Beethoven, fino al Novecento di Stravinsky, Hindemith, Nancarrow e Ligeti. I pianisti Cabassi e Larionova ci faranno conoscere un po’ di questo repertorio realizzato o in trascrizioni pianistiche affidate a interpreti in carne e ossa o da un Disklavier, moderna versione delle pianole meccaniche, partendo da Mozart e arrivando fino alla contemporaneità, con un estratto dalla “Sweet City Suite” per Disklavier di Sebastiano Cognolato.
Domenica 22 novembre 2020,_11_22 ore 20.30
See me, feel me, touch me, heal me
Cine-concerto con la pianista Francesca Badalini e “i Sincopatici”.
Spazio
Teatro 89 in
collaborazione con Serate
Musicali, Coop Lombardia e PopHistory
“In
Cooperativa per amare la musica - I concerti fior fiore Coop”
Sei
gridi di separazione
Piccola
fenomenologia del distanziamento
dal
27 settembre al 22 novembre 2020
Una serie di incontri tra musica e storia per riflettere su un argomento di grande attualità: il distanziamento sociale, necessaria misura di contenimento per proteggerci dal pericolo mortale del Covid-19, ma pur sempre dolorosa rinuncia nei nostri rapporti interpersonali. Prenderà il via domenica 27 settembre la nuova stagione di classica dello Spazio Teatro 89 di Milano, intitolata “Sei gridi di separazione” (parafrando il titolo del bellissimo film “6 gradi di separazione” di Fred Schepisi uscito nel 1995), realizzata in collaborazione con Serate Musicali, Coop Lombardia e PopHistory e in programma fino al prossimo 22 novembre.
Il direttore artistico della rassegna organizzata dall’auditorium polifunzionale di via Fratelli Zoia, giunta quest’anno alla ventesima edizione, è il pianista Luca Schieppati, che si domanda: «Una volta usciti, speriamo il più presto possibile, dall’emergenza sanitaria, saremmo disposti ad accettare ulteriori forme di distanziamento? Sono condivisibili gli auspici di chi vorrebbe proseguire l’esperienza dello smart working, della didattica a distanza, della cultura e dello spettacolo sulle piattaforme digitali non più in nome della salute pubblica bensì dell’efficienza e dell’economicità delle prestazioni? Non ritenendo di avere risposte univoche a queste domande sul nostro futuro, ci siamo rivolti al passato, alla Storia che ci piace sempre considerare maestra di vita, per indagare le circostanze, le modalità e le motivazioni mediante le quali, nel corso dei secoli, sono state attuate e giustificate varie forme di “distanziamento sociale”. Da questa indagine, necessariamente parziale e schematica ma comunque, speriamo, capace di stimolare in chi lo desideri successivi approfondimenti, è emerso un percorso in sei capitoli, più un altro a mo’ di coda. Ogni capitolo sarà dedicato a una delle diverse giustificazioni addotte nel passato per attuare separazioni e distanziamenti come forme di controllo, dominio, persecuzione e discriminazione: le caste e i pregiudizi legati alla nascita; le classi sociali e i maggiori o minori diritti legati al censo; il razzismo e le teorie pseudo-scientifiche che lo giustificano; il genere e l’orientamento sessuale; la paura della malattia e della morte; il moderno mito dell’efficienza e dell’organizzazione razionale della società attraverso la digitalizzazione e virtualizzazione del lavoro e dei rapporti umani in generale».
Gli appuntamenti saranno divisi in due parti: un’introduzione storica focalizzata sul contesto locale e curata dal public historian Giorgio Uberti, che potrà essere affiancato da altri esperti e che imposterà i suoi interventi come delle chiacchierate con personaggi storici; a seguire, un concerto in cui le musiche saranno scelte assecondando il tema dell’incontro, con alternanza di brani noti, rarità e prime esecuzioni assolute e con la partecipazione, tra gli interpreti, di musicisti famosi e giovani emergenti, come sempre accade sul palco dello Spazio Teatro 89. Sia le introduzioni storiche sia le brevi guide all’ascolto prima dei concerti saranno nel segno della divulgazione, in un ponderato equilibrio tra cultura, approfondimento dei contenuti e spettacolo, con ampio uso di strumenti multimediali (proiezioni di immagini, filmati, letture di testi poetici e così via).
Il primo appuntamento della nuova rassegna, in programma domenica 27 settembre (ore 17.30; ingresso 7-10 euro), si intitolerà “Divisi per nascita” e affronterà il tema del distanziamento sociale al tempo dei nobili. Oltre al public historian Giorgio Uberti saranno protagonisti Külli Tomingas, (mezzosoprano), Andrea Scacchi (violoncello) e lo stesso Luca Schieppati (pianoforte), che eseguiranno musiche di Beethoven, Verdi/Liszt, Hindemith, Weill, Rzewski e Galante: il ricco programma asseconderà i temi dell’intera stagione, con musiche ispirate dalle rigide divisioni di caste ed etnie diverse (“Aida” di Verdi), dalla conflittualità di classe e di genere nella società borghese (“L’opera da tre soldi”), dalle distopie in cui le macchine sostituiscono gli uomini e gli uomini diventano automi alienati dai propri simili (“Ragtime” di Hindemith, che l’autore chiedeva venisse eseguito “con rigorosità ritmica, come una macchina”) o dal distacco dovuto alla malattia e alla morte (“Note di Pianto” di Carlo Galante su testo di Nicola Gardini), fino all’utopia illuministica del Flauto Magico mozartiano (Beethoven: Variazioni su “Bei Männern, welche Liebe fühlen”).
Alle 18 di giovedì 1 ottobre 2020 a Novara evento inaugurale di un mese dedicato a Gianni Rodari nel centenario della nascita con i più illustri scrittori per ragazzi novaresi. Incontro in presenza con prenotazione obbligatoria e diretta Facebook, con inaugurazione della mostra “Rodari, le parole animate”, con catalogo, resta aperta fino al 22 ottobre negli orari della Biblioteca
Novara ricorda il centenario della nascita di Gianni Rodari questo giovedì 1° ottobre alle 18 con un evento di riapertura della Biblioteca Civica Negroni e un mese dei Giovedì letterari in biblioteca dedicato a “La fantasia vince il virus” in onore del grande scrittore per l’infanzia nato a Omegna nel 1920. Nella consueta sede di palazzo Vochieri in corso Cavallotti 6, con prenotazione obbligatoria allo 0321 1992282 (un omaggio librario è riservato ai presenti) e diretta Facebook per il resto del pubblico, intervengono i due maggiori autori novaresi per ragazzi, Antonio Ferrara e Anna Lavatelli, con letture di Marianna Cappelli. Nell’occasione il Centro Novarese di Studi Letterari inaugura la mostra “Rodari, le parole animate” sui maggior illustratori dei suoi libri tra cui Altan, Luzzati, Munari, Mirek, Maulini, Verdini, Peg, Rapaccini e altri ancora, che animano le parole delle fiabe del celebre cantastorie. Infatti le sue opere, da Favole al telefono a La grammatica della fantasia, continuano a vivere e a interessare anche grazie alle illustrazioni che le hanno animate oltre che alla possibilità linguistiche, ludiche e creative che costituiscono, come ha scritto Pino Boero, «un’immersione pedagogica di straordinaria attualità». Bisogna avere il coraggio di «sognare grande», scrisse una volta Rodari riflettendo sul «mondo che peggiora, in una società che degrada di giorno in giorno». Rodari lo seppe fare e, dialogando con le parole e la fantasia delle sue storie, seppe coinvolgere nel modo più naturale i bambini di tutto il mondo, come avvien ancora oggi.
Gianni Rodari è nato il 23 ottobre 1920 a Omegna, dove ha vissuto fino all’età di nove anni. Alla morte del padre, avvenuta nel 1930, si trasferisce a Gavirate, paese natale della madre. L’anno successivo fa domanda di ammissione al seminario di Seveso, che abbandona in seguito per dedicarsi agli studi magistrali a Varese. A questi anni risale la sua militanza nell’ambiente cattolico: dal 1935 è presidente dell’Azione Cattolica di Gavirate. La lettura di opere di autori del calibro di Nietzsche, Schopenhauer, Lenin e Stalin lo induce a riflettere sul marxismo come concezione del mondo. Inizia a insegnare in alcuni paesi del varesotto e nel 1941 vince il concorso per maestro a Uboldo. Qui, pur di continuare a vivere, si iscrive al Partito Nazionale Fascista. Nel 1944 decide di iscriversi al Partito comunista e partecipare alle lotte della resistenza. Dopo la guerra viene chiamato a “L’Unità” come cronista e, nello stesso periodo, inizia a scrivere racconti per bambini pubblicando Il libro delle filastrocche e il Romanzo di Cipollino. La grande fortuna arriva negli anni sessanta quando pubblica, a livello nazionale per Einaudi, Filastrocche in cielo e in terra. Tra i suoi libri: Favole al telefono, Gip nel televisore, Il libro degli errori, La freccia azzurra, La torta in cielo, Le filastrocche del cavallo parlante, C’era due volte il barone Lamberto. Le sue opere sono oggi pubblicate da Einaudi Ragazzi, Emme edizioni e Edizioni EL. Nel 1970 vince il Premio Hans Christian Andersen, considerato il Nobel della letteratura per l’infanzia, divenendo il primo italiano tra gli scrittori a riceverlo. È in uscita una raccolta della sua opera nella collana di classici “I Meridiani” della Mondadori.
Antonio Ferrara è nato a Portici, vicino a Napoli, e vive a Novara. Ha compiuto studi artistici e ha lavorato per sette anni presso una comunità alloggio per minori. Autore e illustratore per ragazzi, ha pubblicato con le maggiori case editrici italiane ed è impegnato da anni in progetti didattici di promozione alla lettura e dell’arte. Per le “Rane” di Interlinea ha pubblicato di recente Diritti al cuore e Stasera niente cellulare.
Anna Lavatelli è nata a Cameri, paese dove attualmente vive. Si è laureata in Filosofia all’Università Statale di Milano e ha insegnato per molti anni Lettere alle scuole medie. Inizia a dedicarsi alla letteratura per ragazzi nel 1986, cimentandosi con i generi più diversi ma sempre con un occhio rivolto ai problemi della società contemporanea. Svolge attività di animazione progettando percorsi didattici di invito alla lettura. Ha vinto molti premi tra i quali quello del Battello a Vapore nel 1993 e il premio Andersen nel 2005 come migliore autrice italiana con Bimbambel.
I Giovedì letterari in biblioteca di ottobre proseguono giovedì 8 ottobre alle ore 18 con Anna Maria Cardano che presenta un incontro dedicato alla fantasia creativa di sei giovani novaresi, suoi studenti (Alessia Contento, Youssef Elaamraoui, Giulia Foglio, Marcello Mazzuccchi, Domenico Popolizio, Marceu Silva), che durante il lockdown, ogni lunedì, hanno condiviso dieci racconti su dieci argomenti per dieci settimane, un vero e proprio “Decameron 2.0”, usando la scrittura come modo per raccontarsi e per superare le distanze durante la chiusura imposta dall’emergenza sanitaria.
Il 15 ottobre alle ore 16 Maria Adele Garavaglia offre “Lezioni di fantastica per una vita più bella” all’interno del Libroforum presentando Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie (1973), opera in cui Rodari ha esposto la sua concezione narrativa e pedagogica che anticipano le proposte della scrittura creativa e oggi continuano ad essere impiegate dagli autori per ragazzi e dagli insegnanti. Infine il 22 ottobre alle ore 18 la rassegna ospita lo storico Cesare Bermani per una conferenza su “Rodari civile” a partire da La storia degli uomini scritta dallo scrittore per i ragazzi ma dedicata anche ai grandi.
Il primo appuntamento è disponibile in diretta streaming sulla pagina
Facebook @novaraletteratura: https://www.facebook.com/
Per partecipare agli eventi è necessaria la prenotazione (fino ad esaurimento posti)
Info e prenotazioni: 0321 1992282, segreteria@letteratura.it
LA FANTASIA VINCE IL VIRUS
NEL CENTENARIO DI GIANNI RODARI
OTTOBRE 2020
EVENTO DI RIAPERTURA DOPO L’EMERGENZA
GIOVEDÌ 1° OTTOBRE 2020_10_01 ORE 18
I segreti di Rodari
Antonio Ferrara e Anna Lavatelli
ricordano il grande scrittore a cento anni dalla nascita
con letture di Marianna Cappelli e inaugurazione della
MOSTRA “RODARI, LE PAROLE ANIMATE”
sui maggior illustratori dei suoi libri
(con omaggio ai presenti)
GIOVEDÌ 8 OTTOBRE 2020_10_08 ORE 18
Decameron 2.0: giovanissimi
si raccontano durante il lockdown
Anna Maria Cardano presenta la raccolta
di novelle dei diplomandi Alessia, Youssef,
Giulia, Marcello, Domenico e Marceu
GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2020_10_15 ORE 16
Lezioni di fantastica per una vita più bella
Libroforum
a cura di Maria Adele Garavaglia
su Grammatica della fantasia di Gianni Rodari
(Einaudi Ragazzi)
GIOVEDÌ 22 OTTOBRE 2020_10_22 ORE 18
La storia è anche dei ragazzi
Conferenza di Cesare Bermani su Rodari civile
a partire da La storia degli uomini
scritta da Gianni Rodari
per i ragazzi ma dedicata anche ai grandi
(evento a cura dell’Istituto Storico Fornara)
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