2019_11_10 Festa di compleanno per I POMERIGGI MUSICALI di Milano

75ª Stagione Sinfonica dell'Orchestra 
I Pomeriggi Musicali 2019-2020
Anniversari
Musica Classica e Sinfonica
Teatro Dal Verme - Milano
Orchestra I Pomeriggi Musicali
75 ANNI DEI POMERIGGI MUSICALI


Festa grande il prossimo 10 novembre 2019 al Teatro Dal Verme di Milano per celebrare insieme alla città di Milano le 75 Stagioni dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali.
Per partecipare ai concerti della giornata celebrativa, basterà recarsi alla biglietteria del Teatro Dal Verme in orario di apertura (dalle ore 11 alle 19) e ritirare i biglietti invito che saranno distribuiti fino al loro esaurimento.

La festa inizierà alle ore 11:00 quando sul palcoscenico del Dal Verme entrerà in scena l’amatissima Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali per presentare lo spettacolo-concerto Le Streghe, liberamente tratto dal racconto di Roald Dahl autore, tra l’altro, di racconti come Matilda La Fabbrica di cioccolato. Lo spettacolo presentato dai Piccoli, interpretato da Chiara Serangeli, con le musiche di Marc-Antoine Charpentier dirette da Daniele Parziani e la regia di Manuel Renga, è perfetto per le famiglie e appassionerà bambini dai tre anni in su.

Alle ore 13:00 sarà la volta di Davide Cabassi, magnifico pianista, protagonista di tanti concerti dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali, che renderà omaggio a Ludwig van Beethoven eseguendone la Sonata per pianoforte n. 8, “Patetica”, e la Sonata per pianoforte n. 2, “Quasi una Fantasia”.

Alle 15:00 e alle 16:30 sarà rispettivamente la volta dell’Ensemble di Fiati I Pomeriggi Musicali e dell’Orchestra d’Archi I Pomeriggi Musicali. Entrambe le formazioni saranno dirette da Alessandro Cadario. I programmi in cartellone sono due piccoli gioielli, tutti da ascoltare: Rondò per fiati, “Rondino” di Ludwig van Beethoven e Serenata per strumenti a fiato, violoncello e contrabbasso di Antonín Dvořák, per i Fiati; la Holberg suite di Edvard Grieg e Afternoon’s Game di Marco Tutino per gli Archi.

Un bel momento di riflessione sarà sicuramente la tavola rotonda  delle ore 18:00, alla quale parteciperanno Gaia Varon, musicologa e giornalista per Radio RAI, Giuseppina Manin del “Corriere della sera”, Michele Dall’Ongaro, critico, musicologo, autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi dedicati alla musica colta, e dialogheranno con il M° Donato Renzetti – protagonista del concerto serale – con Giovanni Benvenuto, neo presidente della Fondazione I Pomeriggi Musicali e con il Direttore artistico dell’Orchestra: Maurizio Salerno. Sarà l’occasione per condividere pareri, aneddoti e ripercorrere la vita artistica dei Pomeriggi Musicali, così come per parlare e presentare i progetti futuri.

Il gran finale alle 20:30: Donato Renzetti dirigerà l’Orchestra I Pomeriggi Musicali al gran completo ne la Sinfonia n. 9, “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvořák. Una sinfonia “Dal nuovo mondo” che simbolicamente apre lo sguardo dei Pomeriggi verso nuovi orizzonti.


Programma della giornata

Ore 11:00 - Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali
Le Streghe, da Roald Dahl
Musiche di Marc-Antoine Charpentier
Voce recitante: Chiara Serangeli
Adattamento e regia: Manuel Renga
Direttore: Daniele Parziani
Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali
Da oltre tredici anni, I Pomeriggi, in collaborazione con l’Associazione Culturale Sconfinarte, investono grandi energie nell’Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali, un progetto formativo denso e articolato, che coltiva insieme la formazione professionale di giovani e giovanissimi musicisti che desiderano una carriera nel mondo della musica colta e l’avvicinamento all’ascolto della musica classica del pubblico di bambini in età prescolare. Le Stagioni dei Piccoli Pomeriggi Musicali, intitolate Ti suono una fiaba, propongono un format che unisce adattamenti originali di fiabe della tradizione, interpretate sul palco da giovani attori e impreziosite dalla presenza dell’Orchestra, nell’ambito di un repertorio ecclettico, che unisce musica colta a brani pop, in linea con l’idea interpretativa sottesa allo spettacolo. 
Il 10 novembre I Piccoli Pomeriggi porteranno in scena Le Streghe di Roald Dahl, autore di capolavori per ragazzi come Gremlins, La fabbrica di cioccolato, Matilda. L’adattamento del testo e la regia sono firmati da Manuel Renga, anima del progetto dalla stagione 2013/2014, la voce recitante sarà di Chiara Serangeli, mentre l’orchestra sarà diretta da Daniele Parziani, preparatore e Direttore Musicale dei Piccoli Pomeriggi fin dalla loro fondazione. 

Ore 13:00
Ludwig van Beethoven, Sonata per pianoforte n. 8, “Patetica”, in do minore, op. 13 Ludwig van Beethoven, Sonata per pianoforte n. 2, “Quasi una Fantasia”, in do diesis minore, op. 27
Pianoforte: Davide Cabassi
Davide Cabassi, pianista di fama internazionale, ospite di tante stagioni e rassegne dell’Orchestra I Pomeriggi, terrà un recital monografico dedicato a Ludwig van Beethoven con l’esecuzione della Sonata per pianoforte n. 8, “Patetica”, e della Sonata per pianoforte n. 2, “Quasi una Fantasia”. Una performance raccolta e intima che si fa portavoce della celebrazione beethoveniana, fil rouge di tutta la 75ª Stagione sinfonica ai Pomeriggi per celebrare il prossimo 250° dalla nascita del grande compositore.

Ore 15:00
Ludwig van Beethoven, Rondò per fiati, “Rondino”, in Mi bemolle maggiore, WoO 25
Antonín Dvořák, Serenata per strumenti a fiato, violoncello e contrabbasso, in re minore, op. 44 
Direttore: Alessandro Cadario
Ensemble di Fiati I Pomeriggi Musicali
La musica di Beethoven torna in forma diversa alle ore 15:00, nel programma dell’Ensemble di Fiati I Pomeriggi Musicali, che ne esegue il Rondò per fiati, “Rondino”, affiancandolo alla Serenata per strumenti a fiato, violoncello e contrabbasso di Antonín Dvořák; L’Ensemble sarà diretto da Alessandro Cadario che ha mosso molti dei primi, importanti passi della sua carriera da direttore e da compositore proprio con I Pomeriggi, fino a esserne nominato Direttore Ospite Principale dell’Orchestra per il triennio 2016 - 2019.

Ore 16:30
Edvard Grieg, Holberg suite, op. 40 
Marco Tutino, Afternoon’s game – Prima esecuzione assoluta
Direttore: Alessandro Cadario
Orchestra d’Archi I Pomeriggi Musicali
Alle ore 16:30 Alessandro Cadario sarà sul podio dell’Orchestra d’Archi I Pomeriggi Musicali. Dopo l’Holdberg suite di Edvard Grieg, verrà eseguito il brano più atteso del pomeriggio: Afternoon’s game di Marco Tutino. Milanese classe 1954, autore di opere eseguite nei più importanti Teatri del mondo, fu l’ideatore, il promotore e – con altri sei compositori – l’autore del Requiem per le vittime della mafia, eseguito nella Cattedrale di Palermo il 27 marzo 1993. A Marco Tutino, che dal 1990 al 1994 è stato Direttore Artistico dei Pomeriggi Musicali, l’attuale Direttore Artistico dei Pomeriggi, Maurizio Salerno, ha commissionato un brano per celebrare il genetliaco dell’Orchestra. Ne è nata una pagina gioiosa, che rappresenta anche un ritorno di Marco Tutino alla scrittura di musica per orchestra dopo molti anni dedicati esclusivamente al teatro musicale.

Ore 18:00
Tavola rotonda
75 anni di storia dei Pomeriggi Musicali
Intervengono: Gaia Varon, Giuseppina Manin, Donato Renzetti, Marco Tutino, Giovanni Battista Benvenuto, Maurizio Salerno
Alle ore 18:00 si aprirà una tavola rotonda aperta al pubblico alla quale partecipano due fra le più conosciute firme della critica musicale. Gaia Varon, musicologa e giornalista per Radio RAI e Giuseppina Manin del “Corriere della sera” dialogano con il M° Donato Renzetti – protagonista del concerto serale – con Giovanni Battista Benvenuto, neo presidente della Fondazione I Pomeriggi Musicali e con il Direttore artistico dell’Orchestra: Maurizio Salerno. Sarà l’occasione per condividere pareri, aneddoti e ripercorrere la vita artistica dei Pomeriggi Musicali, così come per parlare e presentare i progetti futuri.

Ore 20:30
Antonín Dvořák, Sinfonia n. 9, “Dal Nuovo Mondo”, in mi minore, op. 95
Direttore: Donato Renzetti
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Il gran finale della giornata risuonerà nell’Allegro con fuoco della Sinfonia n. 9, “Dal Nuovo Mondo” di Antonín Dvořák, il cui tema principale, riproposto con la forza di un’apoteosi, è perfetta sintesi delle componenti boeme, mitteleuropee e americane del linguaggio sinfonico del suo autore; una Sinfonia “Dal nuovo mondo” che simbolicamente apre lo sguardo dei Pomeriggi verso nuovi orizzonti. 
Sul podio troveremo Donato Renzetti, meraviglioso protagonista di tanti concerti con I Pomeriggi ma anche prestigioso docente di un Corso Direzione d’Orchestra organizzato proprio dai Pomeriggi Musicali nel 2017, nel quale si sono diplomati diversi giovani che oggi ritroviamo a dirigere su importanti podi in Europa.

Per tutti gli eventi l’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti, previo ritiro del coupon disponibile presso la biglietteria del Teatro Dal Verme.

2019_11_30 Concerto vocale a Marcallo con Casone con il Duo DORI & DORI

Sabato 30 Novembre 2019 ore 20.30
Sala Cattaneo - Parco Ghiotti - Marcallo con Casone
L’Associazione A-Deus, col patrocinio del
Comune di Marcallo con Casone e la
partecipazione della Proloco presenta
Concerto vocale
Gioia, gioia e delizia ... delizia al cor
Con il Duo
DORI & DORI
Dorela Cela, soprano e Teodora Drozdik-Popovic, mezzosoprano
al pianoforte, Federico Mosquera Martinez
presenta, Adele Ferrari
Ingresso 10 Euro




Programma
Preliminare a sorpresa
Programma 1a parte
Mozart ( da Così fan tutte) Fiordiligi-Dorabella Prenderò quel brunettino
Satie La diva de l’Empire
Mozart (da Nozze Figaro) Susanna-Cherubino Aprite, presto, aprite
Chopin Valzer opera 69
Herbert da The Enchantress, Stellina Art is calling for me
Léhar (Giuditta) Meine Lippen sie kussen so heiss
Offenbach (Racconti Hoffman) Giulietta-Nicklausse Barcarola
Programma 2a parte
Mozart (da Nozze Figaro) Susanna-Marcellina Via resti servita madama brillante
Bizet (da Carmen) Habanera
Puccini (da Bohème) Musetta Quando m’en vo’
Chopin Valzer opera 64 n. 2
Delibes (da Lakmé) Lakmé-Mallika Duetto dei Fiori
Léhar (da Vedova allegra) Vilya lied
Rossini Duetto buffo di due gatti
Adam Noel Noel
e altra canzone natalizia da cantare tutti
Dopo lo spettacolo, aperitivo con “risottata” offerti dall’Amministrazione comunale
Biglietti:
Urp e Proloco
Adele 388 423 7112

2019_11_23 Compagnia Teatro Gifra al Teatro Cagnoni - Vigevano

Sabato 23 Novembre 2019 - ore 21,00
Teatro Cagnoni - Vigevano
Compagnia Teatro Gifra - Vigevano
presenta
Ray Cooney
GLI ALLEGRI CHIRURGHI
per gentile concessione della MTP CONCESSIONARI ASSOCIATI SRL (ROMA)
con
Maurizio Donati, Francesco Maestrone, Vanni Marras, Lucia Volpato, Roberta Vanzini, Barbara Menon, Jennifer Gramegna, Gianrico Franciòli
scenografie: Arch. Davide Buscaglia e Paola Finotello
audio e luci: Mario Ferraris Fusarini
Serata a scopo benefico a sostegno del servizio MENSA DEI POVERI gestito dai Frati Cappuccini di Vigevano.
All’ ospedale Sant'Andrea le giornate sembrano trascorrere tranquillamente. Il dott. Mortimer, il dott. Bonney e il dott. Connoly collaborano con grande professionalità, coadiuvati dalla prof.ssa Drake e dalla caposala Flint. Tutto è davvero tranquillo... TROPPO TRANQUILLO!!! L'arrivo inaspettato di Jane Tate sconvolgerà la routine ospedaliera coinvolgendo i personaggi in una serie di equivoci folli ed esilaranti fino ad un finale inaspettato!
Una commedia brillante in due atti di Ray Cooney. Sul palco la Compagnia Teatro Gifra, compagnia amatoriale e da alcuni anni ufficialmente “Associazione di volontariato”. La serata sarà interamente a scopo benefico a sostegno del servizio “La mensa dei poveri” gestito dai Frati Cappuccini di Vigevano.
Biglietti:
Posto Unico Intero €. 14,00
Posto Unico Ridotto (fino a 11 anni) €. 11,00
Info e prevendita su VIVATICKET.IT oppure al numero 892.234

2019_11_14 Canone Inverso Concerto

Giovedì 14 novembre 2019 Ore 21 
Chiesa di San Bernardino alle Monache
Via Lanzone 13 - Milano (google maps)
MM Sant’Ambrogio, tram 2, 3, 14, bus 58, 94
Ingresso, 10 Euro 
 
"I concerti da camera di Vivaldi"
Arianna Art Ensemble
 
Giorgio Matteoli, Flauto dolce
Gioacchino Comparetto, oboe
Mauro Massa, violino
Alessandro Nasello, fagotto
Andrea Rigano, violoncello
Cinzia Guarino, clavicembalo

Programma

Concerto Rv 105 in sol minore per flauto dolce, oboe, violino, fagotto e b.c.
Sonata Rv 801 in do maggiore per flauto dolce,  violino, violoncello e b.c.
Concerto Rv 103 in sol minore per flauto dolce, oboe e fagotto
Concerto Rv 801 concerto a quattro in Do maggiore per oboe, violino , violoncello e b.c.
Concerto Rv 107 in sol minore per flauto dolce, oboe, violino, fagotto e b.c. 



La grande disponibilità di abili musiciste che Vivaldi poteva avere in qualità di “Maestro de’ Concerti” presso la Pietà a Venezia, contribuì a favorire un’ampia ricerca di diverse combinazioni strumentali, prospettando un’esplorazione più ricca e varia rispetto alla consuetudine, con soluzioni paragonabili a quelle dei Brandeburghesi di Bach.
Composizioni dunque di insolita strumentazione, la maggior parte di questi “Concerti senza orchestra” rivela il gusto vivaldiano per l’onomatopea e per il descrittivismo sonoro; alcuni possono essere considerati come una serie di concerti per flauto, altri invece, per l’alternarsi di episodi stilistici in varie combinazioni strumentali, possono essere considerati assimilabili alla struttura del Concerto Grosso.
Sono opere nelle quali le forme della tradizione musicale barocca sembrano venire intenzionalmente trasformate, sviluppando modelli compositivi più aperti, consentendo di sperimentare nuove possibilità formali e timbriche.

2019_11_12 TEATRO DELLA COOPERATIVA arriva COSÌ PARLÒ MONNA LISA

TEATRO DELLA COOPERATIVA
Martedì 12 Novembre 2019_11_12
Mercoledì 13 Novembre 2019_11_13
Giovedì 14 Novembre 2019_11_14
Venerdì 15 Novembre 2019_11_15
Sabato 16 Novembre 2019_11_16
Domenica 17 Novembre 2019_11_17
COSÌ PARLÒ MONNA LISA
testo e regia Antonio Piccolo
prima milanese
con Stefania Ventura, Melissa Di Genova e con Antonio Piccolo
voci Valentina Acca, Antonia Cerullo, Sara Missaglia
scene Eleonora Scarponi
costumi Antonella Balsamo
aiuto costumi Roberta Blarasin
musiche Mario Autore
luci Marco Macrini
aiuto regia Marco Di Prima
sartoria Costumepoque srl Roma
trucco Baburka Production Factory Roma
foto di scena Pino Le Pera
grafica Angela Torzillo
ufficio stampa Francesco Fusco
produzione Golden Show srl Impresa Sociale Trieste
in collaborazione con
Teatro In Fabula, con il contributo Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Assessorato alla Cultura, sponsor BEKO
Cosa accade a questo mondo? Cosa passa per la testa a quest’uomo del nuovo secolo? È un uomo nuovo, rinascente come il mio Leonardo?
Parigi, 1940. Celestina è una ragazza vivace, curiosa e nel suo quartiere tutti la conoscono come “La Giocondina”. Sì! Lei è la figlia di Vincenzo Peruggia, il ladro della Gioconda. Celestina ha visto Monna Lisa tante volte: sui libri, sui giornali, sulle cartoline che il papà distribuiva in giro, ma dal vivo proprio mai. Non riesce a pensare ad altro: deve assolutamente vedere dal vivo il quadro che tanto ha significato per il suo papà. Lei, però, nel Louvre non può metterci piede. Decide dunque di usare un vecchio stratagemma, chissà che non funzioni ancora!
È notte, il Louvre dorme, ma due occhi penetranti sono aperti e vigilissimi: è lei, Monna Lisa, la Gioconda. La magnetica figura nel quadro osserva, scruta… Parla! “Insomma! È un vizio di famiglia, il vostro: presentarvi di notte, puntarmi una luce in faccia e restare lì imbambolati a guardarmi, senza proferir parola!”. L’incontro è irreale, divertente, fantastico! Ma che accade? Tuonano le bombe su Parigi. Celestina è intrappolata nel Louvre, a farle compagnia l’enigmatica e altrettanto curiosa amica: “Cosa accade a questo mondo? Cosa passa per la testa a quest’uomo del nuovo secolo? È un uomo nuovo, rinascente, come il mio Leonardo?”.
Un dialogo surreale in cui la fantasia e la dialettica dell’autore giocano con il fascino e i misteri che avvolgono la figura della Gioconda. Un pretesto per conoscere l’apice e il fondo dell’essere umano, dell’essere uomo: il genio di Leonardo contro la bassezza dell’uomo della guerra; lo spirito del Rinascimento contro il buio dei Nazionalismi e del razzismo.

TEATRO DELLA COOPERATIVA
via privata Hermada 8 - Milano
Tel. 02 6420761
info@teatrodellacooperativa.it
www.teatrodellacooperativa.it

BIGLIETTERIA
da martedì a venerdì 15.00 – 19.00
sabato 18.00 – 20.00 (nei giorni di replica)
domenica 15.00 – 16.30 (nei giorni di replica)
Il ritiro dei biglietti potrà essere effettuato fino a 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo
I biglietti sono acquistabili anche online sul circuito Vivaticket

ORARI SPETTACOLI
martedì, mercoledì, venerdì e sabato 20.30
giovedì 19.30
domenica 17.00
lunedì riposo
BIGLIETTI
intero 18€ - convenzionati 15€ - under 27 10€ - over 65 9€
giovedì biglietto unico 10€

2019_11_07 IL MAGGIORE DI VERBANIA CELEBRA LEONARDO DA VINCI

IL MAGGIORE - VERBANIA
Fondazione Centro Eventi Il Maggiore
IL MAGGIORE DI VERBANIA CELEBRA LEONARDO DA VINCI
Giovedì 7 novembre 2019 dalle 18 alle 20,30
proiezione del docufilm
"Leonardo. Il ritratto ritrovato"

Due le serate: proiezione del docufilm "Leonardo. Il ritratto ritrovato" e spettacolo "Leonardo da Vinci: anatomie spirituali" con Michele Riondino
A 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci due eventi dedicati al genio toscano al Teatro Il Maggiore di Verbania. Giovedì 7 novembre dalle 18 alle 20,30  proiezione del docufilm "Leonardo. Il ritratto ritrovato" con la partecipazione straordinaria del dottor Nicola Barbatelli, esperto di storia medievale e dell'artista. Barbatelli è lo scopritore nel 2008 della famosa Tavola Lucana, da molti studiosi considerata un autoritratto di Leonardo. In una sorta di "CSI dell'arte" il docufilm ripercorre l'importante rinvenimento e le sue implicazioni: un'indagine che ha coinvolto esperti d'arte di fama mondiale, storici, scienziati e perfino la polizia che ha impiegato le più moderne tecniche a disposizione per cercare di risolvere il mistero. Non mancheranno  i colpi di scena come il ritrovamento nel dipinto della traccia di un pollice, la stessa impronta digitale trovata in una delle più note opere di Leonardo, “Dama con l'ermellino”. Barbatelli introdurrà il video e al termine sarà a disposizione del pubblico per rispondere ad eventuali domande.
La proiezione è promossa dall'associazione Re-Interpreta  e da Piemonte Musei ed è una delle tappe del road show organizzato in Piemonte per la promozione della mostra "Leonardo Da Vinci. I volti del genio" che sarà allestita dal 7 dicembre al 31 maggio 2020 al Mastio della Cittadella a Torino. Un percorso interattivo e multimediale e riproduzioni di opere guideranno il visitatori al clou dell'esposizione, la Tavola Lucana originale.
La partecipazione al roadshow è su invito e riservata ad associazioni culturali e ad altre realtà aggregative. Prenotazioni all’indirizzo eventi@leonardodavincitorino.it.

Lunedì 11 novembre alle 21,00
"Leonardo da Vinci: anatomie spirituali"
Compagnia Egribiancodanza
coreografo Raphael Bianco
Protagonisti a Il Maggiore saranno il corpo e la danza con "Leonardo da Vinci: anatomie spirituali"; il coreografo Raphael Bianco con la Compagnia Egribiancodanza mette in scena uno spettacolo in cui l'organismo composto di carne e sangue e il movimento, quale espressione nello spazio della sua carnalità, diventano i protagonisti assoluti. Protagonista d'eccezione Michele Riondino.
Ispirazione dello spettacolo sono i disegni di Leonardo; il pubblico verrà catturato dagli effetti multimediali: proiezioni, suoni della natura ed echi di musica rinascimentale caratterizzano un evento di forte fascino e di grande rilievo culturale.
Si tratta di una produzione speciale concepita espressamente per Il Maggiore.

BIGLIETTI IN VENDITA online https://www.ilmaggioreverbania.it/it/biglietti/
oppure presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico della sede municipale
p.zza Garibaldi 15 Pallanza
dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30.
presso la biglietteria del Teatro i giorni di apertura per spettacoli.
Diritti di prevendita € 1,50
(fino a 2 ore prima di ogni evento)
INFO  +39 320 41 26 905

2019_10_31 Torna il tradizionale appuntamento de laVerdi con la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi

Giovedì 31 ottobre 2019, ore 20.30
Venerdì 1 novembre 2019_11_01, ore 20.00
Domenica 3 novembre 2019_11_03, ore 16.00
Auditorium di Milano, largo Mahler
laVerdi Stagione Sinfonica 2019-2020
Stagione Sinfonica 2019/20
Messa da Requiem di Giuseppe Verdi 
Torna il tradizionale appuntamento de laVerdi
affidato alla direzione di Claus Peter Flor
Giuseppe Verdi Messa da Requiem
Soprano Erika Grimaldi
Mezzosoprano Roxana Constantinescu
Tenore Matteo Desole
Basso Carlo Cigni
Coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Maestro del Coro Alfonso Caiani
Direttore Claus Peter Flor
VEDI FOTOSERVIZIO CONCERTODAUTUNNO

Tre date, giovedì 31 ottobre (ore 20.30), venerdì 1 novembre (ore 20.00), domenica 3 novembre (ore 16.00), per il tradizionale appuntamento di stagione de laVerdi in occasione dei giorni di Ognissanti con il capolavoro di Giuseppe Verdi, la Messa da Requiem. A dirigere per la prima volta con l’Orchestra sinfonica di Milano il massimo capolavoro sacro verdiano, composto nel 1874, sarà il suo direttore musicale, il Maestro Claus Peter Flor. Una pagina impegnativa, quella del Requiem, scritto nel 1873 per la morte di Alessandro Manzoni ed eseguito il 22 Maggio 1874 nella chiesa milanese di San Marco, in occasione del primo anniversario della morte dello scrittore. Nel Requiem si concretizza l’incontro di Giuseppe Verdi con il sentimento del “Sacro”, e con il difficile rapporto del compositore con la fede cristiana, ma anche la sua ispirazione, a tratti profondamente religiosa. Nel Requiem Verdi riesce a sintetizzare la vocalità di tutti i suoi capolavori del passato: tutte le passioni tante volte evocate sulle scene sono riprese e coinvolte in modo così intenso e completo come solo chi aveva esplorato nel profondo l'animo umano poteva fare. A interpretare le impegnative pagine corali, sul palco dell’Auditorium salirà ancora una volta il Coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi diretto per l’occasione dal Maestro Alfonso Caiani, già direttore del Coro di Voci bianche de la Scala e attuale direttore del  Coro del “Theatre du Capitole” di Tolosa, uno dei direttori di fama internazionale chiamati alla guida del Coro Sinfonico nella Stagione 2019-20. Nelle parti soliste sono stati chiamati alcuni giovani solisti di fama internazionale: gli italiani Erika Grimaldi (soprano), Matteo Desole (tenore) e Carlo Cigni (basso), la rumena Roxana Constantinescu (mezzosoprano).

Conferenza
Il concerto di giovedì 31 ottobre sarà preceduto alle ore 18.00 da una conferenza introduttiva nel foyer della balconata dell’Auditorium: “L’apologia manzoniana di Verdi”.
Relatori Mattero Marni e Laura Nicora.  Ingresso libero.

Biglietti: Serie 1 euro 15.00/36.00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3,
on line: www.laverdi.org

2019_11_04 Zingari di Leoncavallo per il 110 dalla nascita di Gavazzeni al Conservatorio, Milano

Lunedì 4 novembre 2019, ore 20.45
Sala Verdi, Conservatorio Verdi di Via Conservatorio 12, Milano
SERATE MUSICALI Stagione 2019/2020
AB HARMONIAE e SERATE MUSICALI
presentano l'opera
ZINGARI
Omaggio a Ruggero Leoncavallo (1857-1919)
La prima dell’opera è stata rappresentata il 16 settembre 1912 al Teatro Hippodrome di Londra, sotto la direzione dello stesso compositore. La vicenda è basata sull’omonimo poemetto di Alexander Puskin del 1824.
Zingari su libretto di E.Cavacchioli e G.Emanuel

Personaggi ed interpreti:
Fleana, soprano DENIA MAZZOLA GAVAZZENI
Radu, tenore GIUSEPPE VENEZIANO
L'Anziano, baritono GIORGIO VALERIO
Tamar,baritono ARMANDO LIKAJ
Coro degli zingari
Coro Ab Harmoniae
Orchestra Filarmonica Italiana
Daniele Agiman, direttore
Luca Schieppati guida all’ascolto
Maestri del coro Damiano Cerutti e Maxine Rizzotto

Nel centenario della scomparsa di Ruggero Leoncavallo e nel 110° anniversario della nascita di Gianadrea Gavazzeni  (Bergamo, 25 luglio 1909 – Bergamo, 5 febbraio 1996) , una giornata dedicata all’opera "Zingari”. Un doppio omaggio a cura di Denia Mazzola Gavazzeni.

Sarà dedicata alla riscoperta dell’opera “Zingari” di Ruggero Leoncavallo (1857-1919) la giornata organizzata dalla soprano Denia Mazzola Gavazzeni, lunedì 4 novembre 2019 presso il Conservatorio G. Verdi di Milano. Un omaggio che festeggia contemporaneamente il centenario della scomparsa del compositore napoletano e il 110° anniversario della nascita del grande indimenticabile Gianandrea Gavazzeni.
Alle ore 20.45 in Sala Verdi del Conservatorio di Milano, andrà in scena in forma di concerto ZINGARI l’opera in un atto e due quarti su libretto di Enrico Cavacchioli e Guglielmo Emanuel, che vedrà protagonisti l’Orchestra Filarmonica Italiana diretta da Daniele Agiman, Denia Mazzola Gavazzeni nei panni di Fleana, Giuseppe Veneziano, nel ruolo di Radu, Armando Likaj, nel ruolo di Tamar, e Giorgio Valerio, nel ruolo del vecchio. Con la partecipazione di Luca Schieppati che ne guiderà l’ascolto, e del Coro Ab Harmoniae diretto da Damiano Cerutti e Maxine Rizzotto.
Nel corso della giornata, a partire dalle ore 10.30, si terrà nella Sala Biblioteca del Conservatorio di Milano, il convegno “Il verismo di Leoncavallo”, un “colloque” di approfondimento durante il quale nomi quali Matteo Sansone, Cesare Orselli, Johannes Streicher e Bernardo Pieri prenderanno a turno la parola per raccontare del nomadismo in musica e del profilo di un grande compositore quale è stato Ruggero Leoncavallo, attraverso interviste e articoli della stampa angloamericana, nonché della teatralità dell’opera leoncavalliana. Saranno presenti anche Paolo Petronio, autore di numerose pubblicazioni musicologiche, e Ottavio Palmieri, fondatore e presidente del Leoncavallo Festival di Brissago (CH).
L’evento, già applaudito in anteprima a Bergamo lo scorso luglio per Bergamo Estate, è prodotto dall’associazione Ab Harmoniae Onlus in collaborazione con Serate Musicali nell’ambito della stagione concertistica 2019/2020 e prosegue un percorso di ricoperta intrapreso da Denia Mazzola Gavazzeni due anni fa e giunto quest’anno alla terza tappa. Dopo La Falena di Antonio Smareglia, nel 2017, e L’enfante Prodigue di Claude Debussy accanto a L’incantesimo di Italo Montemezzi, nel 2018, quest’anno si celebra Ruggero Leoncavallo, compositore nato a Napoli nel 1857 e morto a Montecatini nel 1919, cento anni fa.
L’opera di Leoncavallo, su soggetto liberamente ispirato all’omonimo poema di Pushkin, che già improntava il nascente Aleko di Rachmaninov, mantiene, nel suo essere dichiaratamente verista, uno stile stringato e conciso, dal forte senso drammatico, con una generosa ispirazione melodica. Tratti che caratterizzano tutte le sue composizioni.

Dall'archivio di Concertodautunno vedi gli spartiti di Ruggero Leoncavallo.
Alla cara memoria di Teresa Jean ved. Jean Paut, mia seconda Madre. R.Leoncavallo
L'azione si svolge lungo le rive del basso Danubio.
Tra il primo e secondo episodio trascorre un anno.
1o Episodio
L'accampamento degli zingari, in un crepuscolo caldo, in riva del Danubio in una verde radura erbosa. Le tende lacere rossigne, sono disposte in un semicerchio a sinistra: l’insieme ai carri della tradizione vagabonda adornati di strani disegni, di tappeti bizzarri con le ménagerie cenciosa che serve alla piccola vita quotidiana dei loro abitatori. In fondo si apre la prateria sconfinata, che si allarga poi in una decorazione ambigua di pioppi altissimi. La lunga riva malinconica del fiume, oltre la quale è piantato il bivacco, è folta di canneti e di salici scompare nel fondo a destra. Il sole vi si annega in una aureola vermiglia. A destra, pure in una penombra diffusa, appare la strada del villaggio fra due siepi di biancospino. Un grande mandorlo in fiore enorme vi si staglia e protende le lunghe rame stellate. È la primavera mite, calma, serena.
Intermezzo
2o Episodio
Una piccola chiesa abbandonata: in vista del paese che si profila lontano, in un orizzonte chiarissimo. Montagne turchine, popolate di case microscopiche e di grandi foreste oscure, addossato alla chiesa, il carro di Fleana e di Radu: con la porta aperta verso la scena.
Due, tre tende illuminate, in cui riposano gli zingari.
Altre si intravedono più in la. Dall'altra parte una capanna contadinesca, fatta di paglia e di legno, il cui battente può chiudersi di fuori: serve di nascondiglio. Il plenilunio. Alcuni zingari sono accosciati, intorno alla fiamma del focolare che arde, vicino al carro. Dormono.

Note sull'opera:
Zingari, opera che evoca anche una certa nostra attualità, racconta una vicenda che entra nel campo nomade e raccoglie suoni di una società nella società, di un sistema di regole senza regole. Se in Pushkin il fervore accattivante, indisponente, arcaico, in quel senso della collettività che annienta il provato, è addolcito e sublimato, in Leoncavallo diventa passione, gelosia, follia e delitto.
La protagonista dell'opera, Fleana, libera e bella, infrange le regole del campo e invita a unirsi alla tribù il principe Radu, fuggito dalla sua vita di agi e certezze per seguirla, per vivere, giorno dopo giorno, la passione per Fleana, amata da lungo tempo, e in segreto, anche da Tamar. Con il permesso del vecchio capo del campo, Fleana sposa Radu con rito di sangue, scatenando le gelosie di Tamar che tenterà  di avventarsi su di lei e di ucciderla. Sui frequenti e insidiosi melismi che Leoncavallo affida alla protagonista, Fleana incanta e soggioga con danze e canti sensuali tutta la comunità.
Il tempo passa, scandito da un intermezzo sinfonico.
Consumata la fiamma d'amore che la divorava per Radu, Fleana volge ora il proprio desiderio a Tamar e, nella passione delle notti d’amore, tradisce Radu. A nulla valgono i patetici richiami e le suppliche di Radu; Fleana, con massima sfrontatezza, persegue nella sua relazione con Tamar. Con perfetta concisione drammaturgica, Leoncavallo trasforma in poche pagine la risata di Fleana in un grido, e, mentre il fuoco appiccato da Radu avvolge il suo carro, bruciano i corpi allacciati degli amanti. Una risata, folle, si leva, alta. È quella di Radu che al sommo della follia e privato del suo sogno, si trafigge ai piedi del carro dell'amata.
La prima dell’opera, accolta con grande successo, fu rappresentata il 16 settembre 1912 al Teatro Hippodrome di Londra, diretta dal compositore stesso. Interpreti principali furono Rinalda Pavoni e Egidio Cunego.

2019_11_03 Tasso, il poeta-principe della poesia in musica

Domenica  3 Novembre 2019 ore 11.00
Tasso, il poeta-principe della poesia in musica
Sala Alessi – Palazzo Marino
Piazza della Scala 2, Milano.
Palazzo Marino in Musica 
Domenica 3 Novembre alle ore 11.00, prosegue Palazzo Marino in Musica con “Tasso, il poeta-principe della poesia in musica".
Il sesto e ultimo concerto della stagione 2019 di Palazzo Marino in Musica vedrà l'esibizione dell’Ensemble vocale Accademia d’Arcadia diretto da Alessandra Rossi Lürig con un particolarissimo programma di madrigali composti su rime di Torquato Tasso. Musiche di Domenico Mazzocchi, Sigismondo D’India, Carlo Gesualdo, Antonio Il Verso, Claudio Monteverdi, Giaches de Wert, Luzzasco Luzzaschi, Luca Marenzio e Salomone Rossi.
Ingresso gratuito con prenotazione
80 biglietti potranno essere riservati online a questo link a partire dalle 10.00 del giovedì precedente ogni concerto.
40 biglietti saranno disponibili presso la biglietteria delle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala 6, a partire dalle ore 10.00 del giovedì precedente il concerto.
E' possibile ritirare fino a due biglietti a persona.
Per motivi di sicurezza, al momento dell’ingresso a Palazzo Marino, è obbligatorio mostrare un documento di riconoscimento.


2019_10_31 laVerdi Conferenza introduttiva al concerto

Giovedì 31 ottobre 2019 ore 18.00
Auditorium di Milano Largo Mahler – Foyer della balconata
Carta da visita indirizzata a Verdi da Alessandro Manzoni, 19 marzo 1869 (Museo Teatrale alla Scala)
L’apologia manzoniana di Verdi
Relatori Matteo Marni e Laura Nicora
Musicare una Messa da requiem vuol dire confrontarsi col  mistero della morte, affacciarsi all’Infinito e superare la propria individualità particolare. L’annuale riproposizione del Requiem è l’occasione per approfondire alcuni luoghi poco frequentati dagli studi su Verdi. Si considererà quindi il “cuore” dell’uomo Verdi: il suo rapporto – vero, presunto o supposto – con la fede e la sua spiccata indole di filantropo. 

2019_11_07 laVerdi Conferenza introduttiva al concerto

laVerdi Stagione Sinfonica 2019/2020
Giovedì 7 novembre 2019 ore 18.00
Auditorium di Milano Largo Mahler – Foyer della balconata
In collaborazione con Associazione Italia Russia
Goya, Il sabba delle streghe
Russia Spirituale, Inghilterra minimalista
Relatori Marco Benetti e Fausto Malcovati

Nella Russia di fine 800 Musorgskij celebra la vittoria della Luce sulle Tenebre, scacciate al suono di una campana. Ai primi del 900 Stravinskij (che ha abbandonato la Russia) celebra la vittoria dell’Amore sul Maleficio, dissolto da uno spirito fiabesco.
Nulla di spirituale o mitico, invece nell’inglese Michel Nyman (1944), uno degli iniziatori del minimalismo musicale. Il suo Concerto per trombone è nato per suggestione della Rough Music, espressione della fine del 600, in italiano “scampanio”.
Indicava “una cacofonia maleducata prodotta battendo vecchi secchi, padelle e barattoli di latta, rivolta contro le persone che offendevano norme comunitarie”: con essa contende il trombone e alla fine prevale.

2019_11_08 Cagliari ai dì dello scudetto TEATRO DELLA COOPERATIVA

TEATRO DELLA COOPERATIVA
STAGIONE 2019 | 2020
RASSEGNA CIONI MARIO
Venerdì 08 Novembre 2019_11_08
Sabato 09 Novembre 2019_11_09
Domenica 10 Novembre 2019_11_10         
RIVA LUIGI ’69 ’70 – Cagliari ai dì dello scudetto
prima milanese
di e con Alessandro Lay
luci Giovanni Schirru
suono Matteo Sanna
scene Mario Madeddu, Marilena Pittiu, Matteo Sanna, Giovanni Schirru
produzione Cada Die Teatro

I gol di Riva Luigi sono stati 252. Non solo: è anche il capocannoniere principe della Nazionale, con 35 reti segnate su 42 partite giocate.
“Che cos'è una lingua?” "Un sistema di segni" risponde nel modo oggi più esatto, un semiologo. Il gioco del football è un sistema di segni; è, cioè, una lingua, sia pure non verbale. La sintassi si esprime nella partita, che è un vero e proprio discorso drammatico. Ci può essere un calcio come linguaggio fondamentalmente prosastico e un calcio come linguaggio fondamentalmente poetico. Per spiegarmi darò alcuni esempi: Bulgarelli gioca un calcio in prosa: egli è un prosatore realista; Riva gioca un calcio in poesia: egli è un poeta realista.
Pierpaolo Pasolini
Nel 1970, quando il Cagliari divenne campione d'Italia, io avevo 8 anni. Non ricordo molto dello scudetto, ma ricordo come era la città, come ci vestivamo, come ci appendevamo ai tram per non pagare, l'album della Panini e le partite a figurine sui gradini della scuola elementare. Ricordo il medagliere, con i profili dei giocatori del Cagliari sulle monete di finto, fintissimo oro da collezionare.
E ricordo vagamente un ragazzo schivo, a volte sorridente, che guardava sempre da un'altra parte quando lo intervistavano. Un ragazzo che puntava i pugni in terra e si faceva tutto il campo correndo ogni volta che segnava un gol…
Alessandro Lay

TEATRO DELLA COOPERATIVA
via privata Hermada 8 - Milano
Tel. 02 6420761
info@teatrodellacooperativa.it
www.teatrodellacooperativa.it

BIGLIETTERIA
da martedì a venerdì 15.00 – 19.00
sabato 18.00 – 20.00 (nei giorni di replica)
domenica 15.00 – 16.30 (nei giorni di replica)
Il ritiro dei biglietti potrà essere effettuato fino a 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo
I biglietti sono acquistabili anche online sul circuito Vivaticket

ORARI SPETTACOLI
martedì, mercoledì, venerdì e sabato 20.30
giovedì 19.30
domenica 17.00
lunedì riposo

BIGLIETTI
intero 18€ - convenzionati 15€ - under 27 10€ - over 65 9€
giovedì biglietto unico 10€

2019_11_09 Mozart Requiem a Villasanta

Sabato 9 novembre 2019 ore 21.00
Chiesa parrocchiale S. Anastasia, Villasanta
THUIA LAB E SKY CHILDKEN ONLUS
Presentano
W.A. MOZART
Requiem in re min. K 626
Corale Polifonica Città Studi di Milano
(Maestro del Coro Andrea Thomas Gambetti)
Coro Musicumozart di Nerviano
(Maestro del Coro Carlo Roman)
Soprano: Olga Angelillo
Mezzosoprano: Irene Ripa
Tenore: Filippo Pina Castiglioni
Basso: Daniele Biccirè
Orchestra Filarmonica Europea
Direttore: Marcello Pennuto
Ingresso 15€

2019_10_18 GIULIO CESARE IN EGITTO al Teatro alla Scala Milano

Dal 18 Ottobre al 2 Novembre 2019
Teatro alla Scala Milano
Venerdì 18 Ottobre 2019_10_18
Lunedì 21 Ottobre 2019_10_21
Mercoledì 23 Ottobre 2019_10_23
Venerdì 25 Ottobre 2019_10_25
Lunedì 28 Ottobre 2019_10_28
Giovedì 31 Ottobre 2019_10_31
Sabato 02 Novembre 2019_11_02
inizio ore 19.30 non 20.00!

Georg Friedrich Haendel
GIULIO CESARE IN EGITTO
Durata spettacolo: 3 ore e 43 minuti incluso intervallo
CAST
Giulio Cesare Bejun Mehta, controtenore
Cleopatra Danielle de Niese, soprano
Cornelia Sara Mingardo
Sesto Pompeo Philippe Jaroussky , controtenore
Tolomeo Christophe Dumaux
Achilla Christian Senn, basso
Curio Renato Dolcini
Nireno Luigi Schifano
Orchestra del Teatro alla Scala su strumenti storici
Direttore Giovanni Antonini
Regia Robert Carsen
Scene e costumi Gideon Davey
Luci Robert Carsen e Peter van Praet
Video Will Duke
Coreografia Rebecca Howell
Drammaturgo Ian Burton
Nuova Produzione Teatro alla Scala 

Prima Parte
PRIMO e SECONDO ATTO (Scene I - VI) 88 minuti / Intervallo 30 minuti
Seconda Parte
ATTO SECONDO (Scene VII - X) e TERZO 105 minuti
Gli estratti cinematografici proiettati durante lo spettacolo provengono da Cleopatra (1963) (Courtesy of Twentieth Century Fox), Cleopatra (1934) (Courtesy of Universal Studio Licensing LCC) e da Caesar and Cleopatra (1945) (Courtesy of ITV Archive).
L'OPERA IN POCHE RIGHE
Il progetto di creare all’interno dell’Orchestra scaligera un ensemble dedito alla prassi esecutiva originale giunge al quarto anno dopo Il trionfo del Tempo e del Disinganno e Tamerlano di Händel e La finta giardiniera di Mozart e segna un punto di svolta. Nasce infatti con questa produzione il Progetto Barocco del Teatro alla Scala, che proseguirà nel 2020 e 2021 con altri due titoli di Händel, Agrippina e Ariodante, e si svilupperà sul territorio nazionale con collaborazioni con altri Teatri e la creazione di una Fondazione per promuovere il repertorio del ‘700. L’allestimento di Giulio Cesare in Egitto, che ha come unico precedente scaligero la produzione diretta da Gianandrea Gavazzeni nel 1957, segna il ritorno alla Scala con una nuova produzione di Robert Carsen e schiera un cast stellare: Philippe Jaroussky al debutto al Piermarini, Bejun Mehta già applauditissimo Tamerlano, Sara Mingardo, Christophe Dumaux e Christian Senn.
Vedi sito

2019_10_26 CENACOLO FRANCESCANO apre con TRAVIATA la stagione LECCO LIRICA – 2019-2020

TEATRO CENACOLO FRANCESCANO
LECCO LIRICA – 2019-2020
Piazza Capuccini, 3 Lecco, 23900 Italia

Sabato 26 Ottobre 2019_10_26 ore 21.00
Giuseppe Verdi
LA TRAVIATA
Personaggi
Violetta Valéry (soprano)
Flora Bervoix, sua amica (mezzosoprano)
Annina, serva di Violetta, (soprano)
Alfredo Germont (tenore)
Giorgio Germont, suo padre (baritono)
Gastone, Visconte di Létorières (tenore)
Il barone Douphol (baritono)
Il marchese d'Obigny (basso)
Il dottor Grenvil (basso)
Giuseppe, servo di Violetta (tenore)
Un domestico di Flora (basso)
Un commissionario (basso)
Orchestra: Antonio Vivaldi e Quintetto Spirabilia
Coro: Il Circolo delle Quinte
Direttore: Lorenzo Passerini
Regia e luci: Elena D’Angelo
Maestro del Coro: Ilaria Taroni
Balletto: Arte e Danza Lecco
Coreografie: Cristina Romano
Scene e costumi: Grandi Spettacoli
Direzione di produzione: Aldo Spreafico, Mauro Mosca e Ernesto Colombo

Sabato 16 Novembre 2019_11_16 ore 21.00
Gaetano Donizetti
L’ELISIR D’AMORE
Personaggi
Adina, ricca e capricciosa fittaiuola (soprano)
Nemorino, coltivatore, giovane semplice, innamorato di Adina (tenore)
Belcore, sergente di guarnigione nel villaggio (baritono)
il dottore Dulcamara, medico ambulante (basso buffo)
Giannetta, villanella (soprano)
Orchestra: Antonio Vivaldi e Quintetto Spirabilia
Coro: Il Circolo delle Quinte
Direttore: Lorenzo Passerini
Regia e luci: Elena D’Angelo
Maestro del Coro: Ilaria Taroni
Balletto: Arte e Danza Lecco
Coreografie: Cristina Romano
Scene e costumi: Grandi Spettacoli
Direzione di produzione: Aldo Spreafico, Mauro Mosca e Ernesto Colombo

Domenica 12 Gennaio 2020_01_12 ore 15.30
Franz Lehár
LA VEDOVA ALLEGRA
Personaggi
Anna Glavary – Elena D’Angelo
Conte Danilo – Domingo Stasi
Camillo De Rossillon – Francesco Tuppo
Valancienne – Merita Dileo
Njegus – Matteo Mazzoli
Barone Zeta – Gianni Versino
Conte Kromov – Carlo Randazzo
Contessa Kromov – Paola Scapolan
Contessa Bogdanovitch – Maresa Pagura
Conte Bogdanovitch – Davide Capitanio
Orchestra e balletto: Grandi Spettacoli
Direttore: Sabina Concari
Regia: Elena D’Angelo
Coreografie: Giada Bardelli
Allestimento e costumi: a cura di Elena D’Angelo
Produzione: Gruppo da Camera Caronte

Sabato 21 Marzo 2020_03_21 ore 21.00
Giacomo Puccini
TURANDOT
Personaggi
Turandot, principessa (soprano)
Altoum, suo padre, imperatore della Cina (tenore)
Timur, re tartaro spodestato (basso)
Calaf, il Principe Ignoto, suo figlio (tenore)
Liù, giovane schiava, guida di Timur (soprano)
Ping, Gran Cancelliere (baritono)
Pang, Gran Provveditore (tenore)
Pong, Gran Cuciniere (tenore)
Un Mandarino (baritono)
Il Principe di Persia (tenore)
Il Boia (Pu-Tin-Pao) (comparsa)
Orchestra: Antonio Vivaldi e Quintetto Spirabilia
Coro: Il Circolo delle Quinte
Direttore: Lorenzo Passerini
Regia e luci: Elena D’Angelo
Maestro del Coro: Ilaria Taroni
Balletto: Arte e Danza Lecco
Coreografie: Cristina Romano
Scene e costumi: Grandi Spettacoli
Direzione di produzione: Aldo Spreafico, Mauro Mosca e Ernesto Colombo

https://www.teatrocenacolofrancescano.it/
info@teatrocenacolofrancescano.it
Parcheggio: disponibile nell’area dell’Oratorio a lato della Chiesa dei Cappuccini.

2019_11_03 ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI ALLA Triennale Milano

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno

Triennale Milano
Viale Emilio Alemagna, 6 – Milano
SPAZIO AGORÀ
I POMERIGGI ALLA TRIENNALE
Sei concerti da camera dal 13 ottobre 2019 al 12 maggio 2020

La nuova rassegna, I Pomeriggi alla Triennale, entra nel vivo con il suo secondo appuntamento. La collaborazione tra i Pomeriggi Musicali e Triennale di Milano – due fondazioni vicine non solo sulla mappa cittadina ma altresì sotto il profilo degli intenti – è indirizzata alla riscoperta del repertorio del Novecento, ora abbastanza distante da poter essere collocato nella giusta prospettiva storica, ma al contempo ancora attuale e in grado di parlare al nostro tempo.

Domenica 3 novembre 2019, alle ore 11:00
György Ligeti, 6 Bagatell fúvósötösre (Sei Bagatelle per quintetto di fiati)
Samuel Barber, Summer Music, op. 31
Carl Nielsen, Quintetto per fiati, op. 43
Flauto: Curt Schröter
Oboe: Francesco Quaranta
Clarinetto: Marco Giani
Fagotto: Sarah Ruiz
Corno: Alessandro Mauri
Il cartellone in programma si raccoglie intorno a tre pagine fondamentali del repertorio da camera novecentesco: le Sei Bagatelle per quintetto di fiati di György Ligeti, Summer Music di Samuel Barber e, infine, il Quintetto per fiati di Carl Nielsen. Il primo brano, datato 1953, presenta la trascrizione di alcuni movimenti di Musica ricercata, composta per pianoforte da Ligeti poco tempo prima. Ogni bagatella è formalmente autonoma, ma tutte si iscrivono in un percorso che passa dall’incisività ritmica della prima ai toni funebri della seconda, da quelli elegiaci della terza a quelli brutali della quarta, per tornare, nella quinta, al compianto funebre in memoria di Béla Bartók e concludere poi con forza dirompente nella sesta.
Composta anch’essa nel 1953, Summer Music di Samuel Barber fu a lui commissionata dalla Chamber Music Society di Detroit e in essa confluirono idee di precedenti lavori, compreso il brano per orchestra, mai pubblicato, Horizon. Nata all’inizio per essere eseguita da fiati, archi e pianoforte, la composizione si evolvette in un quintetto con il corno protagonista quando Barber entrò in contatto con alcuni studi scritti dal cornista John Barrows. Tornando un poco più indietro nel tempo arriviamo al Quintetto per fiati di Nielsen, che fu scritto nel 1922 dopo che l’autore ebbe l’occasione di ascoltare quattro membri del Copenaghen Wind Quintet provare la Sinfonia concertante di Mozart.
Le prime parti dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali che si esibiranno in questo programma saranno il flautista Curt Schröter, il Primo oboe Francesco Quaranta, il Primo fagotto Sarah Ruiz e il Primo corno Alessandro Mauri; lo Spazio Agorà di Triennale Milano sarà teatro di questa ricercata performance.


Prossimi appuntamenti

Domenica 22 Dicembre 2019_12_22, ore 18:00 – AGORÀ
Alexandre Tansman, Sonatine, per fagotto e quartetto d’archi
Johann Sebastian Bach, Cantata, in la minore per due violini, fagotto e basso continuo
Antonín Dvořák, Quartetto “L’Americano”
Fagotto: Lorenzo Lumachi
Violini: Fatlinda Thaci, Laura Cuscito
Viola: Laura Vignato
Violoncello: Marco Paolini

Domenica 26 Gennaio 2020_01_26, ore 11:00 - AGORÀ
Nino Rota, Quartetto d'archi
Bela Bartók, Quartetto d’archi n. 2, in la minore, op. 17
Violini: Fatlinda Thaci, Andrea Del Moro
Viola: Lizabeta Soppi
Violoncello: Marija Drincic

Domenica 23 Febbraio 2020_02_23, ore 11:00 - AGORÀ
Charles Koechlin, Trio, in sol maggiore per flauto, clarinetto e fagotto, op. 92
Georges Auric, Trio, per oboe, clarinetto e fagotto
Karl Goepfart, Quartet, in re minore per flauto, oboe, clarinetto e fagotto, op.93
Flauto: Elisabetta La Licata
Oboe: Francesco Quaranta
Clarinetto: Giuseppe Cultraro
Fagotto: Lorenzo Lumachi

Domenica 22 Marzo 2020_03_22 , ore 11:00 - AGORÀ
Ildebrando Pizzetti, Quartetto per archi n. 2
Violini: Igor Riva, Elena Bassi
Viola: Lizabeta Soppi
Violoncello: Andrea Cavuoto
Per tutti i concerti l’ingresso è libero fino a esaurimento posti

Triennale Milano
Viale Alemagna, 6
20121 Milano
T. +39 02 724341
www.triennale.org

2019_10_26 Del mal d'amore (e altri piaceri) un nuovo spettacolo di Anna Zapparoli e Mario Borciani

sabato 26 ottobre 2019, ore 20.45
domenica 27 ottobre 2019_10_27, ore 16.30
Teatro il Cielo sotto Milano, il primo teatro al mondo in un metrò.
Viale Molise, all'interno della fermata del Passante di Porta Vittoria
Del mal d'amore
(e altri piaceri)
un nuovo spettacolo di
Anna Zapparoli e Mario Borciani
con Benedetta Borciani, Beniamino Borciani, Lorenzo Bonomi, Lucrezia Piazzolla, Federica Zoppis
Sapete che ci piace tenere conferenze canore semiserie, sintesi scherzose del “come è successo che...?” Ebbene, nelle due produzioni musicali nuove della Dual di quest’anno i temi sono molto polarizzati: amore e odio (molto polarizzati effettivamente). Cominciamo con l’amore, che è meglio. E più precisamente col mal d’amore – che dal vero fa malissimo, ma che da sentir cantato è deliziosamente, sensualmente masochista. Perché il mal d’amore ci fa cantare? E, più in generale, perché l’australopiteco ha cominciato a cantare? E come cantava? E gli antichi greci poi? Che salti facevano su quei vecchi sassi dell’orchestra?  E perché i primi papi hanno fatto chiudere i teatri obbligando tutti a cantare all’unisono, salvo poi riscoprire – in chiesa – che cantare a tante voci è la cosa più sensuale che c’è? E chi erano, e a quali regole severissime si sottoponevano i cantautori del medioevo? Chi era il re del pop medievale? E chi è il re, la musica o le parole? Chi era Maria d’Avalos, la donna più bella di Napoli, che faceva impazzire d’amore tutti, salvo fare una bruttissima fine? E che cos’è l’armonia per Gesualdo e Monteverdi, che cos'è questo fil rouge che percorre i loro madrigali legando sofferenza e piacere e tagliando l’anima come un pugnale, come Tancredi che affonda la spada nel bel petto di Clorinda senza sapere che è lei…
Tutto questo, e molto altro (anche tutta la musica greca antica rimasta) troverete;  e mai come questa volta incontrerete riso e pianto intrecciati e innamorati l’uno dell’altro.
Ah, e per chi è già venuto e possiede il nostro splendido bicchierino, ricordatevi di portarlo!
tessera annuale (una tantum): €3
contributo di 15€ (spettacolo + un piatto + vino o birra)
under26: 10€ (spettacolo + un piatto + vino o birra)
raggiungibile tramite Passante ferroviario,
tram 12 o 27, bus 73 e filovia 90, 91 e 93
disponibile parcheggio in via Valentino Mazzola
per info e prenotazioni:
chiamare 02 915 38 705 (biglietteria)
o +39 338 191 25 81‬ (Lucrezia)
oppure inviare una mail a
organizzazione@ladualband.com

2019_10_29 La vita è l'arte dell'incontro con Corrado d'Elia e Giovanni Falzone

martedì 29 ottobre 2019 – ore 18.30
Teatro Menotti – via Ciro Menotti 11, Milano
Area M in collaborazione con Compagnia Corrado d'Elia
“La vita è l'arte dell'incontro”
Appuntamento intorno a Dizzy Gillespie
con Corrado d'Elia e Giovanni Falzone
modera Emilio Sioli
In occasione del reading To be or not to bop in scena dal 28 al 30 ottobre al Teatro Menotti di Milano, l'attore Corrado d'Elia (voce narrante di Dizzy Gillespie) e il trombettista Giovanni Falzone (alla testa di Area M Orchestra), in un dialogo a tre moderato da Emilio Sioli (autore e regista dello spettacolo), incontrano il pubblico martedì 29 ottobre alle ore 18,30 per parlare del fascino del jazz, dell'improvvisazione, dell'incontro fra musica e parole. Nel segno di Dizzy Gillespie.
La vita è l'arte dell'incontro, come diceva qualcuno, e - trattandosi di musica jazz - la capacità di interagire fra musicisti è fondamentale.
Oggi raccontiamo una storia meravigliosa, la storia di John Birch "Dizzy" Gillespie una delle menti musicali più geniali del XX secolo che ha fatto dell'incontro con gli altri - i musicisti che lo hanno accompagnato e il suo pubblico - una ragione di vita. La musica ha salvato Dizzy Gillespie da una vita da teppista, come dice lui nella sua autobiografia dal titolo "To Be Or Not To Bop".
Dizzy ha restituito il favore inventando il Be Bop e il Jazz afro cubano.
ingresso libero fino a esaurimento posti
www.corradodelia.it www.area-m.it

2019_11_01 POEMA A FUMETTI Spettacolo su testi e disegni di Dino Buzzati

Venerdì 01 Novembre 2019_11_01 
Sabato 02 Novembre 2019_11_02 
Domenica 03 Novembre 2019_11_03 
Venerdì 08 Novembre 2019_11_08 
Sabato 09 Novembre 2019_11_09 
Domenica 10 Novembre 2019_11_10
SPAZIO BANTERLE - Milano
POEMA A FUMETTI
Spettacolo su testi e disegni di Dino Buzzati
regia e con Paolo Valerio
musiche originali Antonio Di Pofi
eseguite dal vivo al pianoforte da Sabrina Reale
produzione Teatro Stabile di Verona

Allestito in occasione del quarantesimo della scomparsa dello scrittore, Poema a fumetti si avvale della videoproiezione delle immagini originali del “poema” buzzatiano uscito in libreria con grande scalpore nel settembre del 1969, un poema sperimentale che anticipò il graphic novel. Rivisitazione del mito di Orfeo ed Euridice, lo spettacolo propone una selezione delle oltre duecento tavole disegnate da Buzzati e delle relative didascalie: vecchie case popolate da fantasmi, sensuali donne seminude che richiamano l’erotismo di Crepax e Manara, scale metafisiche che non si sa bene dove conducano, strani aldilà dal sapore sartriano, babau, vecchi cani, le immancabili montagne, melusine e scheletri di suicidi e morti in guerra, la disperata ricerca di Dio e, immancabile anche questo, il deserto finale su cui dominano le turrite nubi dell’eternità. Un excursus da pelle d’oca che è una sintesi poetica della visione buzzatiana del mondo. «Capita nella vita – ebbe modo di dire Buzzati – di fare cose che piacciono senza riserve. Poema a fumetti è per me una di queste, come Il deserto dei Tartari e Un amore».
«Paolo Valerio – ha scritto Lorenzo Viganò sul Corriere della Sera del 24 febbraio 2013 in occasione della “prima” – ha metabolizzata e fatta propria l’opera nella sua interezza e riesce con la voce a trasportare lo spettatore dentro la storia, come fosse un film».

ORARIO SPETTACOLI Venerdì ore 20.30 Sabato ore 19.30 Domenica ore 16.30
PREZZI BIGLIETTI
Intero 12,00 euro Ridotto 7,00 euro (under 35, over 65, convenzionati e studenti di teatro)
Info convenzioni su www.incamminati.it
DOVE ACQUISTARE
Online su www.vivaticket.it
In tutti i punti vendita Vivaticket
Presso Spazio Banterle negli orari di biglietteria (nei giorni di spettacolo): venerdì 18.30-20.30 / sabato 17.30-19.30 / domenica 14.30-16.30
PRENOTAZIONI
Preferibilmente scrivendo una mail a biglietteria@incamminati.it
Lasciando un messaggio telefonico o inviando un sms al numero 3482656879, cui seguirà conferma della prenotazione
I biglietti prenotati e non ancora pagati devono essere ritirati entro mezz'ora prima dell’inizio dello spettacolo.

CONTATTI
Spazio Banterle (Centro Culturale di Milano - Largo Corsia dei Servi, 4)
M1 (San Babila) - M1, M3 (Duomo)  bus 54, 60, 61, 73, 84 Tram 15, 23

2019_11_03 Irina Kravchenko al pianoforte per laVerdi Musica da Camera

Domenica 3 novembre 2019, ore 11.00
Teatro Gerolamo - Piazza Cesare Beccaria, 8
laVerdi Musica da Camera 2019-2020
Pensieri al piano
Irina Kravchenko al pianoforte
con Beethoven, Schumann e Čajkovskij
Ludwig van Beethoven Serenata In Mi Maggiore Op.-109
Robert Schumann Carnaval Op.9
Pëtr Il'ič Čajkovskij Dumka Op59
Pianoforte Irina Kravchenko

Ospite del secondo appuntamento della stagione di Musica da Camera de laVerdi in collaborazione con il Teatro Gerolamo, è la pianista lituana Irina Kravchenko, classe 1983, musicista di grande sensibilità e solida tecnica che ha studiato anche al Conservatorio G.Verdi di Milano dove vive da qualche anno.
I “Pensieri al Piano” del concerto in programma domenica 3 novembre alle ore 11.00 sul palco della sala che fin dalla sua costruzione nel 1868 fu definita “Scala in miniatura”, sono tre composizioni di altrettanti giganti della musica a partire da Ludwig van Beethoven del quale verrà eseguita la prima delle tre Sonate per pianoforte da lui composte, la  Serenata In Mi Maggiore Op.-109. A seguire Carnaval Op.9 di Robert Schumann, brano rappresentativo dell’epoca romantica e che vanta un posto importante letteratura pianistica del secolo scorso.
A chiudere, Dumka Op 59, brano da concerto più che da camera, di grande intensità virtuosistica e che per questo occupa un posto speciale nella produzione pianistica di Pëtr Il'ič Čajkovskij e ispirato un'epica e storica canzone popolare slava.

I Biglietti (euro 8,00/28,00) si possono acquistare nei giorni precedenti all’ Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler (mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401)
oppure, la mattina stessa del concerto, direttamente al Gerolamo, Piazza Beccaria 8
on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it . 

Programma
Ludwig van Beethoven (1770 - 1827) Sonata per pianoforte n. 30 in mi mag. op. 109
Le ultime tre Sonate per pianoforte di Beethoven nacquero quasi contemporaneamente tra il 1819 e il 1822 e la loro elaborazione si svolse parallelamente a quella della Nona sinfonia e della Missa Solemnis. La prima di esse, op. 109 in mi maggiore, apparve nel novembre 1821 e fu dedicata a Fraulein Maximiliana, figlia diciannovenne di Franz Brentano, l'amico provvido e generoso che gli era stato accanto anche economicamente in quegli anni difficili.
In questa, che è la prima del gruppo delle ultime tre Sonate pianistiche di Beethoven, si evidenziano i connotati del cosiddetto terzo stile di Beethoven: assoluta libertà fantastica che trascende i limiti della tradizionale forma di sonata e tendenza ad una rinnovata linearità del discorso. A proposito di questa composizione i critici ne hanno spesso evidenziate le grandi qualità poetiche, definendo la Sonata op. 109 come una sublimazione lirica delle risultanti emotive della sua drammatica esperienza umana di Beethoven.

Robert Schumann (1810 - 1856) Carnaval Op.9
Centro ideale e incarnazione massima della poetica del primo periodo creativo di Schumann, Carnival fu composto nel 1834-35, rielaborando parzialmente un'opera di minori proporzioni, non entrata a far parte del catalogo dei lavori di Schumann, le Scènes musicales sur un thème connu de Franz Schubert (1833), titolo significativo che lo stesso compositore spiega così in una lettera a Franz Liszt: “Le origini di questa composizione risalgono ad una particolare circostanza. Una delle mie conoscenze musicali essendo originaria di una piccola città dal nome di Asch e siccome le quattro lettere costituenti questo nome figurano ugualmente nel mio, ebbi l'idea di valermi della loro significazione musicale come punto di partenza di una serie di brevi pezzi, nello stesso modo in cui Bach aveva fatto in rapporto al suo patronimico. Sollecitata la fantasìa da codesta trovata, un brano succedeva all'altro senza che me ne avvedessi, e siccome ciò avveniva durante la stagione di Carnevale del 1835, una volta finita la composizione, aggiunsi i titoli e le diedi la denominazione generale di Carnevale”. E in un altro scritto aggiungeva: “Estrella è come un nome che si appone sotto un ritratto per meglio fissarlo nella memoria; Reconnaissance evoca un felice incontro; Aveu una dichiarazione d'amore; Promenade il tradizionale giro della sala da ballo fra due danze con la dama dei suoi pensieri a braccetto.”

Pëtr Il'ič Čajkovskij (1840-1893) Dumka Op59
Sottotitolato "Russian Rustic Scene" (Scéne rustique russe), il brano è stato scritto da Čajkovskij nel febbraio 1886 a Maydanovo. La Dumka è dedicata ad Antoine François Marmontel pianista francese, compositore e professore al Conservatorio di Parigi. "Dumka" è originariamente il nome di un'epica e storica canzone popolare slava del sud-ovest di natura malinconica. Nell’opera di Čajkovskij, l'elegiaco andante cantabile costituisce la cornice della sezione centrale veloce in cui brevi e variati pensieri aumentando di intensità virtuosica, mostrano fuochi d'artificio di brillantezza pianistica. Essendo il suo unico "Morceau de Concert", questo brano occupa un posto speciale tra le opere per pianoforte di Čajkovskij. Come pianista che raramente teneva concerti e occasionalmente si lamentava della mancanza di interesse da parte dei titani della tastiera del suo tempo (Franz Liszt, Hans von Bülow e i fratelli Anton e Nikolaj Rubinstein) nella sua musica, Čajkovskij considerava Dumka come un'opportunità per far conoscere la sua musica fuori dalla Russia. E infatti fu eseguito per la prima volta al Conservatorio di Parigi, il 20 novembre 1893.
Biografia

2019_11_07 Musorgskij, Stravinskij e il contemporaneo Nyman con il direttore Josep Vicent

Giovedì 7 novembre 2019_11_07, ore 20.30
Venerdì 8 novembre 2019_11_08, ore 20.00
Domenica 10 novembre 2019_11_10, ore 16.00
Auditorium di Milano, largo Mahler
laVerdi Stagione Sinfonica 2019/2020
Dall’ombra alla luce 
Musorgskij, Stravinskij e il contemporaneo Nyman con il talento di Josep Vicent
Modest Musorgskij Una notte sul Monte Calvo
Michael Nyman Concerto per trombone (prima italiana)
Igor Stravinskij Uccello di Fuoco (versione 1945)
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Trombone Giuliano Rizzotto
Direttore Josep Vicent

Giovedì 7 novembre 2019, ore 18.00
Foyer della balconata dell’Auditorium
Conferenza
Il concerto di giovedì 7 novembre sarà preceduto alle ore 18.00 dalla conferenza “Estasi russe, minimalismo americano”.
Relatori Marco Benetti e Fausto Malcovati
Ingresso libero.

Per questo nuovo appuntamento laVerdi ospita per la prima volta sul palco dell’Auditorium di largo Mahler il Maestro spagnolo Josep Vicent, 48 anni, direttore artistico e musicale dell’Orchestra ADDA di Alicante in Spagna. Oltre a una brillante carriera internazionale dedicata alla musica sinfonica e operistica, Vicent ha diretto anche musica contemporanea che segue con particolare attenzione (è anche direttore musicale e direttore d'orchestra del famoso gruppo “La Fura dels Baus”).
Giovedì 7 novembre (ore 20.30), venerdì 8 novembre (ore 20.00) e domenica 10 novembre (ore 16.00) il Maestro spagnolo dirige l’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in un programma musicale che alterna luci e ombre, a cominciare dal poema sinfonico Una notte sul Monte Calvo di Modest Musorgskij ispirata dall’oscuro mondo della stregoneria, fino alla musica composta da Igor Stravinskij  per il balletto Uccello di fuoco che racconta il conflitto tra il Principe Ivan e il malvagio mago Kašej, ovvero la lotta eterna tra il bene e il male, tra il buio e la luce.
A completare il sesto programma di stagione, il Concerto per trombone composto nel 1995 da Michael Nyman compositore, pianista, musicologo e librettista inglese, esponente del minimalismo musicale e noto anche per la sua collaborazione con il regista Peter Greenway per il quale ha composto molte colonne sonore tra cui quella per “Lezioni di piano”. Il concerto sarà eseguito per la prima volta in Italia e il ruolo solista sarà ricoperto da Giuliano Rizzotto, primo trombone dell’Orchestra Verdi.

Biglietti: euro 15.00/36.00; Info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler; orari apertura: mar/dom, ore 10.00/ 19.00. Tel. 02.83389401/2/3,
on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it .

Programma

Modest Musorgskij (1839 - 1881) Una notte sul Monte Calvo
Come tutte le composizioni di Musorgskij, Una notte sul Monte Calvo ha una storia complicatissima: intricata e lunga la sua gestazione e legata ad una revisione a cura di Rimski-Korsakov, disinvolto amministratore della musica dell'amico dopo la sua morte.
Della composizione si ha la prima notizia in una lettera del settembre 1860 in cui Modest Musorgskij annunciava al collega compositore Milij Alekseevic Balakirev l’intenzione di comporre un'opera di ispirazione soprannaturale in cui avrebbe inserito “un sabba di streghe, diversi episodi di stregoneria, una marcia trionfale…”
La prima versione del poema sinfonico, intitolata “La notte di S. Giovanni sul Monte Calvo” è del 1867 e il programma della partitura era così strutturato “Assemblea delle streghe, loro discorsi e chiacchiere - Il corteo di Satana - Messa nera - Sabba”, ma le aspre critiche di Balakirev convinsero il compositore ad accantonarla.
Cinque anni dopo Musorgskij partecipò al progetto di Gedenov, direttore degli Imperiali teatri di San Pietroburgo per la realizzazione di un’opera-ballet intitolata Mlada e affidata a cinque compositori (oltre a lui, Kuji, Borodin, Rimskij Korsakov e Minkus). Il terzo atto, intitolato Monte Triglav, era una nuova versione di Una notte sul monte Calvo con l’aggiunta di parti vocali e coro. Ma l’opera non fu mai eseguita la partitura andò persa.
Otto anni dopo, nel 1880, appena un anno prima della sua morte, il compositore lavora a due opere liriche che lascerà incompiute; in una delle due, la Fiera di Sorocincy in un  episodio il giovane protagonista sogna un sabba che è un ‘ulteriore versione del poema sinfonico. Ma fu solo dopo la morte del compositore che, paradossalmente, “Una notte sul Monte Calvo” venne alla luce. Nel 1886 infatti Rimski-Korsakov, basandosi sulla versione del 1880 ,ne fece una versione orchestrata in forma di “fantasia per orchestra”. Lo schizzo sinfonico, lasciato da Musorgskij si articolava in quattro momenti: Il convegno delle streghe - II corteo di Satana - Trionfo di Satana - Sabba delle streghe. Rimskij-Korsakov riordinò il brano in sei episodi, aggiungendo un tranquillo finale dopo l'Allegro feroce.
E in questa forma la composizione ha fatto il giro del mondo ottenendo un enorme successo.
Nel 1940 un altro celebre direttore d’orchestra Leopold Antoni Stanislav Bolestawowicz mise  mano di nuovo all’opera con una nuova orchestrazione per il film Fantasia di Walt Disney.

Michael Nyman (23 marzo 1944)
Concerto per trombone (1995)
“Anche se il Concerto per trombone, scritto per Christian Lindberg tra febbraio e settembre 1995, è il mio quarto concerto (gli altri sono: Concerto per sassofono soprano - Where the Bee Dances (1991) per John Harle; The Piano Concerto (1992), per Kathryn Stott; due piani versione per Katia e Marielle Labèque; Concerto per clavicembalo e archi (1995) per Elisabeth Chojnacka), è la prima opera in cui è possibile percepire il rapporto tra solista e orchestra come una narrazione drammatica. Lo sfondo del concerto - a parte il virtuosismo di Christian Lindberg - è un lungo saggio dello storico marxista, E.P. Thompson intitolato "Rough Music", che mi perseguita da alcuni anni e che il Concerto per trombone ha parzialmente contribuito a esorcizzare. Thompson definisce Rough Music come "il termine che è stato generalmente usato in Inghilterra dalla fine del 17 ° secolo per indicare una cacofonia maleducata, con o senza un rituale più elaborato, che di solito dirigeva la beffa contro le persone che offendevano alcune norme comunitarie". Questa cacofonia veniva solitamente prodotta da un gruppo di musicisti eterogenei, che battevano su vecchi secchi, padelle, bollitori e barattoli di latta. (…) Questo concerto è stato commissionato dalla BBC per il 300 ° anniversario della morte di Purcell. In omaggio al compositore la cui musica è entrata per la prima volta nelle mie colonne sonore con The Draughtman's Contract nel 1983, in un concerto per trombone sembrava appropriato citare la musica d'ottone di Purcell. Di conseguenza, le cinque cadenze della musica funebre da lui scritta per il funerale della regina Maria II d'Inghilterra appaiono tre volte: prima sostenute da gong e tam-tam su legni pulsanti che "attaccano" un assolo di trombone; secondo, su trombe e tromboni che il legnoso pulsante tenta di annichilare (cromaticamente), e infine come supporto a potenti squame di corde su cui il solista è melodicamente trionfante. Questo umore del trionfalismo viene immediatamente interrotto dai tre percussionisti che battono un canto derivato dal calcio su classificatori metallici. Questo impulso (di solito in contrasto ritmico rispetto al resto dell'orchestra) guida gli ultimi minuti del Concerto fino a quando il trombonista si ritrova nello stesso angolo sentimentale in cui si trovava all'inizio - un breve momento di tregua prima di un'altra sessione di ricerca forse ... ma il fiato sta ancora perseguitando, e i tamburi d'acciaio si sono infiltrati nella sua melodia ... Nota sul programma © 1997 Michael Nyman

Igor Stravinskij (1882 - 1971) L’uccello di fuoco (versione del 1945)
La personalità di Igor Stravinskij esplose nel volgere di pochi anni, trasformando l'oscuro musicista di San Pietroburgo in un compositore di successo, grazie ai suoi balletti (L'oiseau de feu, 1910; Petruska, 1911; Le Sacre du Printemps, 1912). Ma in quegli stessi anni altri grandi compositori, da Schönberg a Bartók, da Debussy a Berg i Webern contribuirono a configurare il nuovo canone estetico e linguistico del Novecento, in contrasto con gli eredi della civiltà musicale ottocentesca. Stravinskij aveva studiato con Rimskij-Korsakov che gli sconsigliò di entrare nel Conservatorio di San Pietroburgo. Non sembra che Rimskij-Korsakov fosse particolarmente colpito dal talento di Stravinskij, ed è probabile che, pur ammirandone l'originalità, non lo ritenesse adatto a una vera carriera professionale. Il genio di Stravinskij crebbe così libero dai pregiudizi e dai formalismi accademici, e alimentato da una costante curiosità intellettuale verso tutto ciò che lo circondava, dalla pittura, alla scultura, all'architettura. Stravinskij, come Schönberg del resto, non si riteneva affatto un sovversivo. Era semplicemente un artista libero e privo di di pregiudizi. La musica di Debussy che conobbe sul palcoscenico dell'Opera, il 25 giugno 1910 fu una delle fonti dell'Uccello dì fuoco, ma le radici di Stravinskij affondavano soprattutto nelle tre principali correnti della musica russa: il mondo filo-occidentale del Conservatorio, il nazionalismo del Gruppo dei Cinque e la figura di Cajkovskij. L'Uccello di fuoco (composto nel 1910 e il primo dei suoi balletti, commissionati dai Ballet Russes di Diaghilev) è anche un affettuoso congedo dalla musica di Rimskij-Korsakov, (morto nel 1908). La vicenda fiabesca della lotta tra il mago Katscei e Il Principe Ivan, incarnazioni rispettivamente del male e del bene, ha largamente oltrepassato la soglia del teatro. L'Uccello di fuoco è diventato popolare anche in sala di concerto, attraverso varie Suites trascritte dallo stesso autore. La seconda, del 1919, fu preparata allo scopo di assicurare i diritti d'autore fuori dalla Russia sovietica e rendere l'orchestra più snella per la sala da concerto. In essa Stravinskij concentra in cinque numeri la musica del balletto, eliminando tutte le parti mimate e di raccordo. Nel 1945, l'autore mise a punto negli Usa una nuova versione, sempre per motivi di diritti d'autore. Questa volta però la revisione fu più profonda, non solo per quanto riguarda l'impiego di un'orchestra ancora più leggera della precedente, ma soprattutto per quanto concerne il profilo della vicenda, con il recupero di parte del materiale originario fino a formare una sequenza di dodici numeri. Il coreografo Balanchine impiegò per l'appunto questa Suite per la sua nuova versione del balletto, in uno spettacolo del New York City Ballet nel 1949.

2019_10_24 Orchestra di Padova e del Veneto al Dal Verme da I POMERIGGI

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
75ª STAGIONE SINFONICA 2019-2020
ANNIVERSARI
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno

Giovedì 24 ottobre 2019_10_24 ore 20.00
Sabato 26 ottobre 2019_10_26 ore 17.00
Generale aperta – giovedì 24 ottobre ore 15.00
Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro, 2 – Milano

Schubert Ouverture “Nello stile italiano”, in Re maggiore, D 590
Mozart Sinfonia n. 36, “Linz”, in Do maggiore, K 425
Beethoven Sinfonia n. 4, in Si bemolle maggiore, op. 60
Orchestra di Padova e del Veneto
Direttore: Günter Neuhold

Torna ospite al Teatro Dal Verme l’Orchestra di Padova e del Veneto, per un doppio appuntamento all’interno del cartellone di Anniversari, 75ª Stagione sinfonica dei Pomeriggi Musicali: giovedì 24 ottobre alle ore 20:00 e sabato 26 ottobre, alle ore 17:00 – con l’aggiunta, per il primo anno per l’OPV qui a Milano, di una prova generale aperta al pubblico fissata per giovedì 20 alle ore 15:00.
La compagine di Padova sarà diretta dal M° Günter Neuhold, originario di Graz, classe 1947, il quale vanta collaborazioni con le più importanti orchestre europee, tra cui i Wiener Philarmoniker, i Wiener Symphoniker, la Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI.
Il concerto si aprirà con l’Ouverture “Nello stile italiano” di Franz Schubert, per poi dare spazio alla Sinfonia n. 36 di Wolfgang Amadeus Mozart. Nell’anno che prelude ai festeggiamenti per i 250 anni dalla nascita, l’Orchestra di Padova e del Veneto dedica a Ludwig van Beethoven il finale del concerto, proponendone la Sinfonia n. 4.
Biglietteria TicketOne - Teatro Dal Verme
Via San Giovanni Sul Muro, 2 – 20121 Milano
Tel. 02 87.905.201 - dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00
www.ipomeriggi.it www.ipomeriggi.it/facebook www.ipomeriggi.it/youtube

2019_10_13 Pomeriggi alla Triennale di Milano

Dal 13 ottobre 2019 al 12 maggio 2020
Triennale Milano
Viale Emilio Alemagna, 6 – Milano
I POMERIGGI ALLA TRIENNALE
Sei concerti da camera
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno

Domenica 13 Ottobre 2019_10_13
ore 11.00 – AGORÀ
Georg Philipp Telemann, Fantasia n.2 in la minore per oboe solo
Benjamin Britten, da Six Metamorphoses after Ovid: I Pan, per oboe solo
Karlheinz Stockhausen, Halt, per tromba e contrabbasso
Georg Philipp Telemann, Fantasia n. 8, in mi minore per oboe solo
Benjamin Britten, da Six Metamorphoses after Ovid: III Niobe, per oboe solo
Julien-François Zbinden, Hommage à Bach, per contrabbasso solo
Toru Takemitsu, Paths, per tromba sola
Benjamin Britten, da Six Metamorphoses after Ovid: IV Baccus, per oboe solo
Oboe: Francesco Quaranta
Tromba: Sergio Casesi
Contrabbasso: Paolo Speziale

Domenica 03 Novembre 2019_11_03
ore 11.00 – AGORÀ
György Ligeti, 6 Bagatell fúvósötösre (Sei Bagatelle per quintetto di fiati)
Samuel Barber, Summer Music, op. 31
Carl Nielsen, Quintetto per fiati, op. 43
Flauto: Curt Schröter
Oboe: Francesco Quaranta
Clarinetto: Marco Giani
Fagotto: Sarah Ruiz
Corno: Alessandro Mauri

Domenica 22 Dicembre 2019_12_22
ore 18:00 – AGORÀ
Alexandre Tansman, Sonatine, per fagotto e quartetto d’archi
Johann Sebastian Bach, Cantata, in la minore per due violini, fagotto e basso continuo
Antonín Dvořák, Quartetto “L’Americano”
Fagotto: Lorenzo Lumachi
Violini: Fatlinda Thaci, Laura Cuscito
Viola: Laura Vignato
Violoncello: Marco Paolini

Domenica 26 Gennaio 2020_01_26
ore 11.00 - AGORÀ
Nino Rota, Quartetto d'archi
Bela Bartók, Quartetto d’archi n. 2, in la minore, op. 17
Violini: Fatlinda Thaci, Andrea Del Moro
Viola: Lizabeta Soppi
Violoncello: Marija Drincic

Domenica 23 Febbraio 2020_02_23
ore 11.00 - AGORÀ
Charles Koechlin, Trio, in sol maggiore per flauto, clarinetto e fagotto, op. 92
Georges Auric, Trio, per oboe, clarinetto e fagotto
Karl Goepfart, Quartet, in re minore per flauto, oboe, clarinetto e fagotto, op.93
Flauto: Elisabetta La Licata
Oboe: Francesco Quaranta
Clarinetto: Giuseppe Cultraro
Fagotto: Lorenzo Lumachi

Domenica 22 Marzo 2020_03_22
ore 11.00 - AGORÀ
Ildebrando Pizzetti, Quartetto per archi n. 2
Violini: Igor Riva, Elena Bassi
Viola: Lizabeta Soppi
Violoncello: Andrea Cavuoto
Per tutti i concerti l’ingresso è libero fino a esaurimento posti

Il 13 ottobre 2019 inaugura una nuova rassegna, I Pomeriggi alla Triennale, che vede la collaborazione di I Pomeriggi Musicali e Triennale Milano, due fondazioni vicine non solo sulla mappa cittadina ma altresì sotto il profilo degli intenti. I Pomeriggi alla Triennale daranno vita a un cartellone raccolto intorno al repertorio novecentesco da camera, che non poteva che trovare spazio all’interno di Triennale. Per ciò che concerne il cartellone, i concerti in programma celebreranno il Novecento attraverso autori e repertori cruciali per le sorti della musica, che si intrecciano con quelle vissute dalla nostra Milano. Un autore su tutti: Béla Bartók, la cui morte, 75 anni orsono, nel 1945, coincide con la fine dell’ultima Guerra Mondiale, con la rinascita di Milano dalle macerie e con la Fondazione dei Pomeriggi Musicali. Il Quartetto per archi n. 2 di Ildebrando Pizzetti, oltre a porsi come una buona pietra di paragone per intuire quali fossero le voci della musica coeva a Bartók a Milano, ci riporta tra la seconda metà degli anni Venti e la prima metà dei Trenta, anni in cui Pizzetti diresse il Conservatorio Verdi, proprio gli anni in cui l’architetto Giovanni Muzio progettò e realizzò il Palazzo dell’Arte, sede di Triennale Milano.

Triennale Milano
Viale Alemagna, 6 20121 Milano
T. +39 02 724341
www.triennale.org

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)