2012_04_20 Flow in Action Flusso in Azione un lavoro dedicato a performer
Concerti Ciani di Milano
i Concerti Ciani
da martedì 10 a domenica 15 aprile 2012
libero / admission free
RECITAL DI PIANOFORTE
i Concerti Ciani
Pio Albergo Trivulzio, via Trivulzio 2, info 335 6083581
martedì 10 aprile 2012_04_10 ore 15.00
Musiche / musics: D. Scarlatti, J. Haydn, W. Mozart e F. Liszt
Pianoforte ANTONELLO D'ONOFRIO
Libero / admission free
i Concerti Ciani
Residenza Arzaga, via Arzaga 1, info 335 6083581
giovedì 12 aprile 2012_04_12 ore 16.30
Musiche / musics: R. Schumann e M. Ravel
Pianoforte CLAUDIO SOVIERO
Libero / admission free
RECITAL DI PIANOFORTE
i Concerti Ciani
Circolo A. Volta, via G. Giusti 16, info 335 6083581
sabato 14 aprile 2012_04_14 ore 16.00
Musiche / musics: D. Scarlatti, F. Chopin, J. Brahms e F. Liszt
Pianoforte NICCOLO' RONCHI
Libero / admission free
i Concerti Ciani
Residenza Arzaga, via Arzaga 1, info 335 6083581
domenica 15 aprile 2012_04_15 ore 16.30
Musiche / musics: F. Schubert, J. Brahms e M. Ravel
Pianoforte GIOVANNA GATTO
Libero / admission free
Associazione Musicale Dino Ciani
tel. 0324 243046 - cell. 335 6083581
concerti@dinociani.com - www.dinociani.com
cliccare qui per tutti
i Concerti Ciani 2012
2012_04_14 Concerto a Pescara del Duo Maclè
2012_07_28 Prenderà il via Rapallo Musica
14° Festival Organistico Internazionale
"Armonie Sacre percorrendo le Terre di Liguria"
......con grandissimi interpreti ..... grandi novità .... e .... grande musica!
2012_05_05 PERCOTO CANTA
PERCOTO CANTA 2012
Selezioni 2012 dal 5 al 6 maggio 2012_05_05
Sezione cantanti-interpreti
Gabriella Scalise
Luca Pitteri
Sezione cantautori
Marcello Balestra
Rossana Casale
Bungaro
per informazioni: Nevio Lestuzzi Dir. Art. PERCOTO CANTA 348/2260818 (dopo le ore 17) fax 0432/676736 info@percotocanta.it
Michio Kaku - Fisica del futuro edizioni Codice edizioni
Alcuni stralci dal nuovo libro:
Occhiali e lenti a contatto per internet
Ci sono diversi modi per mettere internet in una lente. L'immagine potrebbe essere inviata dagli occhiali direttamente alla lente oculare e poi alla retina. Oppure potrebbe essere proiettata sulla lente degli occhiali, che in tal caso fungerebbe da schermo. O ancora, una piccola lente da orefice potrebbe essere agganciata alla montatura degli occhiali. In questo modo ci connetteremmo a internet come se stessimo guardando un film. A quel punto potremmo gestire la navigazione con un dispositivo manuale wireless connesso a un computer. Oppure, più semplicemente, potremmo muovere le dita nell'aria per controllare l'immagine, poiché il computer sarà in grado di riconoscere la posizione delle nostre dita nel momento stesso in cui le muoviamo.
Gli occhiali del futuro potrebbero anche includere nella montatura una minuscola videocamera capace di filmare l'ambiente circostante e trasmettere direttamente le immagini in rete. In questo modo chiunque al mondo sarebbe nelle condizioni di condividere le nostre stesse esperienze nel momento stesso in cui le viviamo. In altre parole, migliaia di persone vedrebbero ciò che sta passando sotto i nostri occhi. I genitori sarebbero istantaneamente al corrente di ciò che stanno combinando i propri figli, oppure potremmo condividere le nostre esperienze con la persona amata anche quando si trova in un luogo diverso dal nostro. Le persone che assistono a un concerto potrebbero trasmettere la loro eccitazione agli altri fan di tutto il mondo, e gli ispettori degli impianti industriali potrebbero trasmettere in diretta le immagini dei siti visitati. (Immaginiamo una donna che fa shopping mentre altri le inviano commenti istantanei su ciò che sta comprando!)
Le cure mediche del futuro
Oggi se ci troviamo coinvolti in un brutto incidente automobilistico su una strada isolata rischiamo di morire per un'emorragia, ma in futuro saranno i nostri stessi vestiti e la nostra auto a entrare automaticamente in azione ai primi segnali di trauma, chiamando un'ambulanza, localizzandoci con precisione e scaricando la nostra anamnesi completa, anche se ci troveremo in stato d'incoscienza. In sostanza, morire per mancanza di cure sarà assai più improbabile. I nostri abiti sapranno individuare ogni minima irregolarità del battito cardiaco, della respirazione e persino delle onde cerebrali attraverso minuscoli chip inseriti nel tessuto. In altre parole, appena indosseremo i vestiti saremo online e dal medico!
Per diagnosticare un qualche disturbo, il medico ci chiederà di far passare sul nostro corpo una semplice sonda. Nella serie originale di Star Trek abbiamo osservato stupiti un congegno chiamato tricorder, con cui si poteva diagnosticare istantaneamente qualsiasi malattia e osservare l'interno del corpo in ogni suo particolare. Tuttavia, per avere a disposizione un tale congegno futuristico non dovremo aspettare il XXIII secolo! Disponiamo già della MRI (magnetic resonance imaging, imaging a risonanza magnetica), che originariamente veniva eseguita da macchinari del peso di diverse tonnellate e capaci di occupare una stanza, ma che oggi sono già stati portati alle dimensioni di una trentina di centimetri e in futuro potranno diventare come un comune cellulare. Facendo scorrere tale sonda sul nostro corpo potremo vedere sotto la nostra pelle. Successivamente i computer elaboreranno tali immagini 3D e ci forniranno una diagnosi accurata. Sonde del genere potranno rilevare nel giro di pochi minuti l'eventuale insorgenza di una delle tante possibili malattie, compreso il cancro. Le sonde conterranno chip a DNA, ovvero chip di silicio dotati di milioni di minuscoli sensori capaci di individuare la presenza del DNA specifico di varie malattie.
Com'è noto, molte persone detestano andare dal dottore. Ma in futuro la nostra salute sarà monitorata silenziosamente e senza alcuno sforzo da parte nostra, anche diverse volte al giorno, secondo un processo automatico di cui non saremo neppure consapevoli. Il gabinetto, lo specchio del bagno e gli abiti conterranno chip a dna capaci di rilevare anche minuscole colonie di cellule cancerose di non più di un centinaio di unità. In futuro ci saranno più sensori nascosti nei bagni e nei vestiti che nei più moderni ospedali di oggi.
Per esempio, soffiando su uno specchio gli permetteremo di individuare l'eventuale presenza di una proteina mutata chiamata p53, implicata nel 50 per cento delle forme più comuni di cancro. Ciò significa che lo stesso termine cancro potrebbe scomparire dal nostro vocabolario!
Automobili senza conducente
Nel prossimo futuro […] andare al lavoro non sarà più così estenuante, perché le automobile ci porteranno automaticamente a destinazione. Esistono già automobili senza conducente che utilizzano il GPS per localizzare la propria posizione con al massimo un metro di approssimazione, e sono in grado di viaggiare per centinaia di chilometri. Nel 2004 la DARPA (Defence Advanced Research Project Agency), un'organizzazione del Pentagono, ha sponsorizzato una competizione chiamata DARPA Grand Challenge, in cui diversi laboratori sono stati invitati a proporre i loro prototipi di auto senza conducente per una gara nel deserto del Mojave con in palio un milione di dollari. La DARPA portava dunque avanti la sua consolidata tradizione di finanziamento di progetti d'avanguardia rischiosi ma visionari.
Mondi virtuali
La realtà virtuale fu introdotta per la prima volta dai militari statunitensi intorno agli anni Sessanta, attraverso simulatori che fungevano da strumenti di addestramento per piloti e soldati. I piloti facevano pratica d'atterraggio sulla pista di una portaerei osservando lo schermo di un computer e maneggiando un joystick. In caso di guerra nucleare, generali e leader politici avrebbero potuto incontrarsi segretamente nel cyberspazio, senza dover abbandonare i loro posti di comando. Oggi grazie alla crescita esponenziale della potenza dei computer possiamo vivere in una realtà simulata e controllare il nostro avatar, ovvero un'immagine animata che ci rappresenta. Possiamo così incontrare altri avatar, esplorare mondi immaginari e persino innamorarci e sposarci.
Vivere una favola
Poiché i computer saranno potentissimi, a basso costo e largamente diffusi, alcuni futurologi hanno spiegato che il nostro futuro potrebbe assomigliare a una favola. Infatti, se davvero conquistassimo un potere come quello degli dèi, la nostra dimora celeste sarebbe sicuramente un mondo fantastico. Il futuro di internet, tanto per fare un esempio, è quello di diventare lo specchio magico di Biancaneve. Sarà sufficiente pronunciare le parole: «Specchio, specchio sulla parete…» per veder apparire un viso amichevole che ci garantirà l'accesso al sapere dell'intero pianeta. Inseriremo chip anche nei giocattoli, rendendoli intelligenti: come Pinocchio, la marionetta che voleva diventare un bambino in carne e ossa; e come Pocahontas parleremo agli alberi e al vento, e questi ci risponderanno. Daremo per scontato che qualunque oggetto abbia una sua intelligenza e quindi sarà ovvio rivolgergli la parola.
Mescolare realtà e realtà virtuale
Verso la metà del secolo dovremmo ritrovarci a vivere in un misto di realtà e realtà virtuale. Attraverso le nostre lenti a contatto o gli occhiali percepiremo simultaneamente le immagini virtuali sovrapposte a quelle della realtà quotidiana. È questa la visione di Susumu Tachi della Keio University, in Giappone, e di molti altri ricercatori. Tachi sta infatti lavorando a speciali occhialini che mescoleranno fantasia e realtà. Il suo primo progetto consiste nel far sparire gli oggetti nel nulla.
Traduttori universali
In Star Trek, nella saga di Guerre stellari e praticamente in ogni altro film di fantascienza accade sempre qualcosa di straordinario: tutti gli alieni si esprimono perfettamente nella nostra lingua! Questo è dovuto alla presenza di un "traduttore universale" che consente ai terrestri di comunicare rapidamente con le diverse civiltà aliene, eliminando il tedioso inconveniente di dover ricorrere al linguaggio dei segni o a gestualità primitive. Sebbene una volta si pensasse che tale congegno futuristico avesse ben poche probabilità di essere costruito, un suo prototipo esiste già. Possiamo dunque immaginare che in futuro i turisti che viaggeranno all'estero e dovranno comunicare con la popolazione locale vedranno apparire i sottotitoli della conversazione nelle loro lenti, come se guardassero un film in versione originale sottotitolata. Forse disporranno anche di computer capaci di fornire loro, tramite auricolare,
una traduzione audio simultanea. In tal modo due persone che parlano lingue diverse, ma entrambe dotate di traduttore universale, potranno intrattenere una normale conversazione nella propria lingua madre, che verrebbe tradotta simultaneamente attraverso l'auricolare. Certo, si tratterà di una traduzione non sempre perfetta, per via dei diversi problemi idiomatici e dialettali e della continua evoluzione delle espressioni d'uso comune, ma sarà sufficiente per afferrare il "nocciolo" della conversazione.
L'etica della lettura del pensiero
Che cosa potrebbe accadere se potessimo leggere costantemente la mente delle persone? David Baltimore, premio Nobel ed ex presidente del Caltech (California Institute of Technology), è stato il primo a preoccuparsi di questa eventualità, e ha scritto: «Possiamo davvero curiosare nei pensieri degli altri? […] Non penso si tratti di mera fantascienza, ma rischiamo di ritrovarci a vivere una realtà infernale. Immaginiamo che cosa potrebbe diventare corteggiare qualcuno che possa leggere i nostri pensieri, oppure negoziare per un contratto se la controparte fosse dotata di un potere del genere!». Nella maggior parte dei casi, riflette Baltimore, leggere il pensiero altrui potrebbe avere conseguenze imbarazzanti, se non addirittura disastrose: «Se interrompessimo un professore nel bel mezzo della sua lezione […] scopriremmo che una parte significativa dei suoi studenti è dedita a crogiolarsi in fantasie erotiche».
Spostare i singoli automi
Richard Feynman sognava il giorno in cui i fisici avrebbero potuto fabbricare le molecole a proprio piacimento, atomo dopo atomo. Se nel lontano 1959 quel sogno sembrava del tutto irrealizzabile, oggi si è almeno in parte avverato. Ho avuto la fortuna di assistervi di persona quando ho visitato l'ibm Almaden Research Center di San José, in California. Ho visto all'opera uno strumento straordinario: un microscopio a effetto tunnel grazie al quale gli scienziati possono vedere e manipolare singoli atomi. Tale congegno è stato inventato nel 1986 da Gerd Binnig ed Heinrich Rohrer dell'IBM, ed è valso loro un premio Nobel. (Ricordo ancora che, quand'ero bambino, il mio maestro diceva che non saremmo mai riusciti a vedere gli atomi, perché erano semplicemente troppo piccoli. All'epoca avevo già deciso di diventare uno scienziato atomico, ed ero convinto che avrei trascorso il resto della mia esistenza a studiare qualcosa che non avrei mai potuto osservare direttamente. Oggi però non solo possiamo vedere gli atomi, ma anche giocarci utilizzando pinzette atomiche.)
Una civiltà planetaria
Gli dèi della mitologia vivevano nello splendore divino del cielo, lontano dagli affari dei comuni mortali. Quelli della mitologia greca se la spassavano nei campi celesti del Monte Olimpo, e quelli della mitologia norrena, dopo avere combattuto per l'onore e la gloria eterni, banchettavano insieme agli spiriti dei guerrieri caduti in battaglia nelle sacre stanze del Valhalla. E noi? Se siamo destinati a raggiungere un potere pari a quello degli dèi entro la fine del secolo, che aspetto avrà la nostra civiltà nel 2100? Dove ci stanno portando tutte queste innovazioni tecnologiche?
Dal controllo alla conservazione della natura
Come abbiamo visto, un tempo eravamo semplici osservatori della danza della natura, poiché guardavamo estasiati le sue meraviglie. Oggi invece siamo più coreografi della natura, poiché possiamo indebolirne le forze un po' qua e un po' là. Ed entro il 2100 avremo imparato a dominarla totalmente: saremo capaci di spostare gli oggetti con la forza del pensiero, di controllare la vita e la morte e di raggiungere le stelle.
tratto da "Fisica del futuro", Michio Kaku, Codice edizioni, pp. 480, euro 29,00, trad. Sergio Orrao e Valeria Lucia Gili.
Ricevuto direttamente dall'Editore
2012_05_27 Concorso musicale Danilo Cipolla 2012
Scuola secondaria di 1° grado ad indirizzo musicale.
Decimo concorso musicale nazionale Danilo Cipolla
L'Istituto comprensivo Corrado Alvaro di Cetraro, unitamente all'amministrazione comunale di Cetraro, all'amministrazione provinciale di Cosenza ed alla regione Calabria e con il patrocinio dell'USR Calabria e del CSA di Cosenza, organizza il decimo concorso musicale nazionale per giovani musicisti intitolato alla memoria dello studente Danilo Cipolla, che si terrà a Cetraro (Cs) dal 27 maggio 2012 al 03 giugno 2012. Il concorso è aperto a:
- alunni delle Scuole Secondarie di I grado ad Indirizzo Musicale;
- ex alunni licenziati dall'a.s. 2009/2010 in poi;
- alunni I classe dei Licei coreutici e Musicali;
- alunni strumentisti dello stesso istituto scolastico;
- cultori di musica.
Al concorso sono ammessi cantanti e strumentisti di cittadinanza italiana. Tutte le spese di viaggio, vitto ed alloggio sopportate dai concorrenti per partecipare al concorso sono a loro completo carico.
Il concorso si articola in sette sezioni ed ogni sezione si divide in categorie. Le partecipazioni sono subordinate all'iscrizione alla gara ed al versamento di una modesta quota di iscrizione. Dal giorno 20 maggio 2012 in poi, si potrà telefonare in orario d'ufficio alla segreteria organizzativa della scuola di Cetraro (Cosenza) tel. 0982.92273 - 0982.91081 oppure non stop 24 ore tel. 33.19.58.92.13 per conoscere i dettagli delle date e degli orari di esecuzione delle prove delle varie sezioni. Le esecuzioni prevedono brani musicali, a seconda della sezione e della categoria di partecipazione del concorrente.
Le sezioni sono..
1).I solisti.
2).La musica da camera.
3).Le orchestre.
4).Le formazioni libere.
5).Il canto lirico.
6).I cori polifonici.
7).Il canto leggero.
Ogni sezione ed ogni categoria prevedono il primo premio assoluto, che consiste in una borsa di studio in denaro oltre che alla coppa, alla targa ed alla medaglia ricordo. L'importo del bonus varia dai cento euro per i giovanissimi partecipanti ai cinquecento euro per le formazioni professioniali.
Per informazioni
segreteria della scuola
telefono 0982 92273.
telefono 0982 91081.
professor Michele Calvelli
Non stop 24 ore tel. 33.19.58.92.13
Istituto comprensivo Corrado Alvaro di Cetraro
2012_04_24 Virgo Vox in concerto a Dubino
2012_05_27 Opera Domani il progetto di avvicinamento dei giovani alla lirica approda a Novara
2012_04_15 Teatro Coccia sostituisce La Cecchina con Il flauto magico
Cecchina, ovvero la buona figliolaSpettacolo annullanto
Sostituito con
Domenica 27 maggio 2012_05_27 ore 16.00
Il flauto magico. Ovvero sconfiggere i mostri di Mozart
Chi fosse già in possesso del biglietto per La Cecchina può utilizzare lo stesso per assistere a
- Il flauto magico (ottenendo il rimborso della differenza di prezzo) oppure può scegliere di sostituire lo spettacolo con uno di quelli ancora in calendario:
- Caravaggio (Festival di danza - venerdì 20 aprile alle 21),
- Tutto su mia madre (Prosa - sabato 21 aprile alle 21 e domenica 22 alle 16)
- Frankenstein (Teatro in inglese - venerdì 11 maggio alle 21).
Fondazione Teatro Coccia
Via f.lli Rosselli, 47
28100 Novara (NO)
Tel. +39.0321.233200 r.a. - Fax +39.0321.233250
www.fondazioneteatrococcia.it
2012_04_14 Bande al Castello Sforzesco di Milano
2012_04_21 Orchestra ospite al Teatro Dal verme della Stagione de I Pomeriggi
67ª Stagione Sinfonica dell’ Orchestra I Pomeriggi Musicali
ORCHESTRA DI PADOVA e DEL VENETO
Direttore e Pianoforte, Francesco Piemontesi
http://concertodautunno-cur.blogspot.it/2012/04/francesco-piemontesi-direttore-e.html
http://concertodautunno-cur.blogspot.it/2010/01/orchestra-di-padova-e-del-veneto.html
In programma
Mendelssohn-Bartholdy
Concerto n.1 in sol minore op.25 per pianoforte e orchestra
Beethoven
Quintetto in mi bemolle maggiore op.16 per pianoforte e fiati
Mozart
Concerto in do maggiore K 503 per pianoforte e orchestra
Il concerto n. 1 in sol minore op.25 è tra le opere più conosciute ed amate di Felix Mendelssohn Bartholdy. Affermatosi fin dalla prima audizione come brano sorprendente e stravagante, grazie alle idee cicliche (ripresa del secondo tema, reminiscenza nel motivo centrale e nel finale), alla mancanza di pause e ritornelli dell'orchestra e all'uso di fanfare nei tre movimenti, provocò un giustificato scalpore e innumerevoli tentativi di imitazione. Composto nel giro di pochi giorni, (tra il 1830 e il 1831) frutto di un'estasi creativa piuttosto frequente nel giovanissimo Felix, non mancò neppure di suscitare commenti da parte di illustri colleghi. Schumann, ad esempio lo descrisse nel seguente modo: «Avresti dovuto vedere Mendelssohn suonare il concerto […]. Quello si sedette ingenuamente al pianoforte come un bambino e prese un cuore dopo l'altro, trascinandoselo dietro a schiere, e quando li lasciò di nuovo liberi, ciascuno sapeva di essere volato in alcune isole greche degli dei […].» Questa sua opera è un «dono leggero e sereno perché egli sempre muove col suo solito passo giocondo; nessuno ha sulle labbra un sorriso più bello del suo […]».
La forma è libera in tutti i movimenti e in particolare nel primo, Molto allegro con fuoco, si evidenzia dalla mancanza dell’esposizione orchestrale introduttiva e dall’alternanza rapida tra orchestra e solista nell’esposizione e nello sviluppo degli elementi tematici. Il primo vero tema è enunciato energicamente dal pianoforte, che, per un ampio tratto, domina la scena con passaggi di bravura, mai abbandonati neppure quando il tutti introduce un secondo motivo. La ripresa del primo tema, un improvviso e audace passaggio modulante preannunciato da trombe e corno, preparano alla nuova entrata del solista che, attraverso un passaggio assolo, trapassa senza soluzione di continuità nell’Andante. Un’espressività dolce e serena sostenuta da un’ispirazione continua rendono affascinante questa pagina, una vera e propria romanza senza parole. Nella declamazione del canto, dalla linea perfetta, non solo è coinvolto il solista, ma anche i vari timbri dell’orchestra tra cui, e con un ruolo preponderante, i violoncelli. Similmente al precedente, questo tempo non si sospende in modo netto, ma si trasforma in un Presto che crea una zona di passaggio dal carattere armonico incerto sino al Molto allegro e vivace dove finalmente ha modo di espandersi il nuovo clima brioso ed energico. Un tema spavaldo seguito da un delicato passaggio pianistico sono il preludio per un vero e proprio episodio sussurrante e sommesso in cui il pianoforte dialoga in pianissimo con l’orchestra. L’enfasi iniziale e i passaggi di bravura riprendono subito dopo in una coda che assomma frasi cantabili declamate all’acuto dall’orchestra e virtuosismi in ottava del solista. L’esecuzione, secondo la migliore tradizione pianistica mendellshonniana, richiede foga e spontaneità, ma nel contempo abbandono e fluidità; tocco legato e cantabile, ma anche robusto e brillante.
Il Quintetto in mi bemolle maggiore op. 16 per pianoforte e fiati fu scritto da Beethoven tra il 1796 e il 1797 probabilmente su sollecitazione del famoso virtuoso di clarinetto, Josef Beer, col quale il compositore era in contatto e per il quale probabilmente aveva già scritto il Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte op. 11. Sono gli anni di studio e di apprendistato duranti i quali il sedicenne Ludvig investiga, analizza approfonditamente le opere degli altri autori, ma sono anche i tempi dei viaggi come virtuoso di pianoforte, non sempre apprezzato o compreso. Vienna è però la città che ha eletto a proprio domicilio, dopo il trasloco dalla natia Bonn, ed è proprio in questa capitale della musica che respirerà il clima più consono per creare. Il pubblico cosmopolita, attento ad assaporare le novità del momento, che propongono commistioni di stili diversissimi (da quello galante all’ Empfindsamer, dall’italiano al viennese), la presenza di maestri come Haydn, Salieri e di un teorico come Schenk, la frequentazione delle case di aristocratici mecenati rendono esaltante la sua permanenza in città e nel contempo lo inducono a comporre. Porta così a termine variazioni, minuetti, rondò, sonate e varie composizioni da camera tra cui la sonata per corno e pianoforte op, 17 e il quintetto op. 16. La pietra di paragone per questa composizione è il Quintetto K. 452 di Mozart concepito per lo stesso organico strumentale. Il modello è evidente non solo nella forma esteriore in quattro movimenti (Grave, Allegro ma non troppo, Andante cantabile, Rondò allegro ma non troppo), ma anche nello spirito intimo, nella natura dei temi e nella distribuzione dei ruoli. In un’acuta analisi della pagina, il musicologo Charles Rosen ha voluto accostare l’op. 16 al celeberrimo Settimino op. 20 per clarinetto, corno, fagotto, violino, viola, violoncello e contrabbasso - brano che Beethoven completa due anni dopo (1799-1800) -, definendole classicheggianti anziché classiche, come le composizioni di Hummel, in quanto riproduzioni di forme classiche - di quelle di Mozart in particolare – basate dunque su modelli esteriori, mero esito di un impulso classico. Nonostante questo legame inconfutabile, lo stile intimo della musica da camera rivela già la ricchezza dell’inventiva tutta beethoveniana, la fertilità di idee e l’audacia di certi abbellimenti cromatici (presenti ad esempio nell’Andante cantabile). La composizione, pensata per strumentisti a fiato specifici, fu in seguito trascritta anche per archi, adattando ovviamente le tessiture ai nuovi strumenti e testimoniando quanto fosse cara e preziosa al suo autore.
Con il Concerto in do maggiore K 503 per pianoforte e orchestra, Wolfgang Amadeus Mozart concluse trionfalmente il ciclo di dodici opere create negli anni 1784-1786 per arricchire le stagioni concertistiche di Vienna, venendo incontro alle esigenze del folto pubblico che in genere gremiva le sale dei concerti. L’autore stesso lo eseguì per certo almeno una volta in quella città nel 1787, in una delle rare apparizioni pubbliche come pianista nel periodo finale della sua vita, e nel 1789, a Lipsia, durante il viaggio del principe Lichnowsky. La critica di quest’ultimo concerto, apparsa sulle colonne dell’Allgemeine Musikalische Zeitung, fu entusiastica, ma dal resoconto privato di Roschiltz si apprende che la composizione pianistica non venne neppure eseguita in prova in quanto Mozart congedò gli orchestrali con queste parole: «le parti sono scritte giuste, voi suonate bene e io pure». Sette anni dopo la sua morte, la moglie, Kostanze Weber, fece stampare a proprie spese il concerto dedicandolo al principe Luigi Ferdinando di Prussia.
Il KV 503 fu completato il 4 dicembre 1786, due giorni prima della sinfonia intitolata alla città di Praga (KV 504) e le due composizioni, pur con le loro peculiarità, sono accomunate da una concezione formale imponente, oltre che da una ricchezza di scrittura e da un’originalità inconsueta di motivi. La tonalità di impianto è do maggiore, ma in particolare nel primo e nel terzo tempo essa è messa continuamente in discussione sia dall’intermittente passaggio alla corrispondente minore sia dalle modulazioni ad altri ambiti, talora anche molto lontani. Il primo tempo, Allegro maestoso, si apre con un solenne preludio a piena orchestra, in cui i fiati hanno ruolo significativo, e prosegue con l’intonazione del tema principale, brevissimo e dal forte connotato ritmico (piuttosto inconsueto in Mozart), che darà vita a un complesso gioco dialettico tra gli strumenti dell’orchestra ma che coinvolgerà anche il solista. A questo succederanno altri quattro motivi tematici interessanti, rigorosamente inseriti in forma sonata, tutti intrecciati dai vari strumenti ma in modo continuamente diversificato, sebbene le entrate del pianoforte solo rivelino costantemente l’intenzione di riallacciarsi all’idea del tutti. Ad esempio il ritorno del primo tema nella ripresa è preceduto da un lungo intermezzo prima dialogato, poi liberamente virtuosistico che rende l’atmosfera sempre più festosa ed eroica. In netto contrasto si pone l’Andante seguente, in forma sonata. Il clima di fantasticheria è creato grazie a figurazioni dal carattere improvvisativo, virtuosistiche, non definite da un punto di vista melodico, cui segue un’estatica frase del pianoforte, una “poetica riflessione” (Della Croce) che trova come interlocutori privilegiati flauti prima, oboi e fagotti poi. Il rondò Allegretto riproduce la struttura canonica della danza, ma affida la sua originalità alla delicatezza del ritornello e ai cinque episodi che si presentano ogni volta profondamente differenti, fondendo vari modelli di riferimento (francese, italiano). Durezze armoniche, spesso causate da ritardi, alternanza di modo maggiore/minore, esplorazione di varie tonalità accentuano la vigoria del movimento alla quale offre un contributo davvero significativo l’orchestrazione fantasiosa soprattutto nelle parti dei fiati.
BIGLIETTI
Interi: Primo Settore (Platea dalla fila 1 alla 30) € 19,00
Secondo Settore (Platea dalla fila 31 alla 40) € 13,50
Balconata € 10,00
Ridotti (Giovani under 26 ; Anziani over 60; Cral ; Associazioni Culturali ; Biblioteche ; Gruppi; Scuole e Università) Primo Settore (Platea dalla fila 1 alla fila 30) € 15,00
Secondo Settore (Platea dalla fila 31 alla fila 40) € 11,50
Balconata € 8,50
INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
Fondazione I Pomeriggi Musicali: Tel 02 87905
www.ipomeriggi.it
BIGLIETTI IN VENDITA PRESSO
Biglietteria Ticket One - Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro, 2 – Milano - Tel. 02 87905201
2012_04_22 Torna in scena lo spettacolo della Ass.Ohibò
L'OMBELICO DI ALVISE
Siamo solo buchi neri dentro buchi neri
Dopo aver fatto tanto parlare di sé sul web, e dopo i successi riscossi nelle repliche dei mesi scorsi, L’Ombelico di Alvise, prima regia di Luca Ligato, torna in scena all’ARCI Ohibò Kasba di Milano domenica 22 aprile 2012.
Uno spettacolo tratto dal racconto omonimo di Claudia Porta, totalmente autoprodotto e che dimostra non solo il grande sforzo fatto, ma anche la grande complicità che lega questo gruppo di giovani promesse unite per il solo desiderio di fare Teatro e di raccontare qualcosa di sincero e puro.
“Siamo solo buchi neri dentro buchi neri”... così recita il testo che racconta la storia di un vero amore e di un ombelico, pronto ad accogliere tutto quello che di meraviglioso c'è nella vita. Una pièce soave e malinconica di due individui in cerca della loro dimensione, del loro posto nel mondo che non può essere che l’uno dentro l'altro.
Ma chi sono Alvise e Gala? Due mondi imprescindibili eppure tanto diversi: lui, dolce, sensibile eppure tanto timido, lei, sola, disperata, con un'incredibile voglia di sentirsi desiderata. Se si pronuncia il loro nome in un unico fiato, AlviseeGala, è come una formula magica pronta a donare alle loro vite un senso assoluto e indescrivibile, una chiave per universi sconosciuti, come quello che si nasconde dentro l'ombelico di Alvise. Un ombelico qualunque se non fosse che Gala, riesce ad inserire, al suo interno, qualsiasi tipo di oggetto...
Lo spettacolo si snoda in non luoghi attraverso una resa scenica completamente caratterizzata dalla bidimensionalità. E così come non esiste una collocazione spaziale, allo stesso modo viene accentuata la totale mancanza di oggetti, seppur nello spettacolo essi siano praticamente i co-protagonisti dei due attori, per spingere lo spettatore ad immaginare piuttosto che a guardare, ad intuire piuttosto che ad assistere inerti.
Un finale a sorpresa che porterà a quella che sarà una vera e propria svolta nella vita dei due ragazzi, per sfuggire alla convenzionalità della vita quotidiana e per non sottomettersi ad una realtà a cui non sentono più di appartenere. Perché cos’è in fondo la realtà? Un insieme di regole e precetti che servono soltanto a reprimere le nostre pulsioni, a stringere i sentimenti in una morsa troppo stretta per dar spazio all’abbandono dei sensi. Una realtà di cui Alvise e Gala si accorgono di non voler far parte.
2012_04_21 Ascona Music Festival primi appuntamenti
Levy nelle registrazioni e nei concerti utilizza sempre un pianoforte Steinway e in questa celebrazione la storica Steinway & Sons di Amburgo ha conferito un riconoscimento speciale a Daniel Levy, quale “Artista Steinway”, per il notevole apporto alla Musica e a tutti gli amanti del pianoforte.
I concerti del Festival 2012 e la Limited Edition costituiscono un evento unico nella scena musicale internazionale, sia a livello artistico, che estetico e culturale, di vaste risonanze atte a raggiungere tutti gli amanti della Musica. La presentazione della Collana Limited Edition, avrà luogo in Aprile ad Ascona e nei maggiori centri europei ed americani.
Un Ciclo magistralmente disegnato di tre Piano Recitals di cui il primo dal titolo “Contrappunti Gloriosi” darà l’avvio al Festival sabato 21 aprile 2012_04_21. Levy interpreterà composizioni di Scarlatti, Bach, Mozart, Haydn e Beethoven.
Tutti i concerti avranno luogo, come sempre, nella Chiesa di S.Maria della Misericordia del Collegio Papio.
Sito web: http://www.academyofeuphony.com/festival/
2012_03_22 LA VOCE DEGLI ANGELI
Animato da concertisti ed interpreti prestigiosi, il Festival si pone, ancora una volta, l’obiettivo di soddisfare gli interessi e le curiosità di un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo.
Il raffinato programma dedica attenzione e spazio alle espressioni più varie dell’arte barocca e gli otto eventi che lo compongono confermano, nella scelta degli interpreti e nella ricercatezza dei repertori, le intenzioni e gli obiettivi del direttore artistico, Lucia Rizzello, di offrire al pubblico uno spettro di repertori il più ampio possibile affiancando, a interpreti prestigiosi, i talenti delle generazioni più giovani.
Il Festival si articola in 8 appuntamenti da marzo a luglio 2012 e ogni appuntamento è contraddistinto da un “tema” che evidenzia un aspetto del poliedrico repertorio barocco : Le printemps des enfants per il concerto inaugurale del 22 marzo 2012_03_22; Vexilla Regis - Musica sacra nel Medioevo per le celebrazioni della Settimana Santa a cura del Coro Gregoriano del Conservatorio “Tito Schipa” “Cum jubilo” diretto da Patrizia Durante; Settecento musicale - Gli Evirati cantori nel Salento, La musica intorno a San Giovanni per l’apertura della settimana dei festeggiamenti di San Giovanni, Concerto con Vittorio Prato celebre basso leccese; Fräulein Nannerl Mozart: una vita nascosta conferenza a cura di Maria Primiceri, docente di Pianoforte al Conservatorio “Tito Schipa”, Danceurs en pleine air Spettacolo di danze storiche in costume, Joas re di Giuda Oratorio di Michele Arditi di Presicce in una prima esecuzione in tempi moderni.
Faranno da cornice architettonica al Festival le chiese e i centri storici di Casarano e Presicce.
Interpreti d’eccezione nel concerto d’apertura, intitolato appunto Le printemps des enfants sono le giovanissime Arianna Picci, allieva di flauto della professoressa Lucia Rizzello e Floriana Provenzano,allieva di Pianoforte del M° Corrado De Bernart al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, che, accompagnate dall’Orchestra da camera del Conservatorio diretta dal M° Ennio Catanese, eseguiranno rispettivamente il Concerto n° 4 per flauto, archi e basso continuo di Antonio Vivaldi e il Concerto KV 107 in Re Maggiore per clavicembalo, archi e basso continuo di W.A.Mozart.
Il Piccolo Coro di voci bianche del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce “Sull’ali del canto”, diretto da Tina Patavia, proporrà, in apertura, un brano intitolato “Le Coucou” di un autore anonimo del XVIII secolo: si tratta di una “canzone a ballo” del Settecento, un Rigaudon, il cui testo annuncia l’arrivo della primavera.
Concluderà il concerto l’Orchestra da Camera del Conservatorio “Tito Schipa” con l’esecuzione della Sonata in si minore n.3 op. III per archi e continuo di Evaristo Felice Dall’Abaco.
UPR Conservatorio “Tito Schipa” Lecce
Corsi di formazione musicali a Urbino
URBINO 2012
La 44a edizione dei corsi di musica antica oltre ai consueti corsi propone quest'anno diverse novità
SEMINARI
Canto barocco Furio Zanasi
Violino barocco Stefano Montanari
Cornetto Josue Melendez
Fagotto Geremie Papasergio
Flauto romantico Enrico Casularo
Chitarra romantica Andrea Damiani
NUOVI CORSI
Clavicembalo Enrico Baiano
Flauto dolce Stefano Bagliano, Antonio Carrilo, Michael Form
Danza barocca Cecilia Gracio Moura
The complete program is on line on www.fima-online.org
Besides the well known courses this year we have some interesting 'new entries'
SEMINARS
Baroque singing Furio Zanasi
Baroque violin Stefano Montanari
Cornetto Josue Melendez
Bassoon Geremie Papasergio
Romantic flute Enrico Casularo
Romantic guitar Andrea Damiani
NEW COURSES
Harpsichord Enrico Baiano
Recorder Stefano Bagliano, Antonio Carrilo, Michael Form
Baroque dance Cecilia Gracio Moura
Ecco i vinsitori del 3° concorso painistico a Spazio Teatro 89
Al termine della serata, in presenza di un folto pubblico che ha atteso con emozione di conoscere il risultato del concorso, la Giuria, presieduta da Hans Fazzari e composta da Philip Fowke, Alexander Korsantia, Anna Kravtchenko, Francesco Nicolosi e dal direttore artistico del concorso, Luca Schieppati, ha comunicato i vincitori:
1° Premio: Aljoša Jurinic (Croazia, 1989)
2° Premio:P ietro Gatto (Italia, 1986)
3° Premio:Leonardo Colafelice (Italia, 1995)
Premio speciale “Acerbi” (alla memoria di Claudio Acerbi, per un candidato al di sotto dei 22 anni particolarmente distintosi): Luca Buratto (Italia, 1992)
Premio speciale per la miglior interpretazione di un bis di Shura Cherkassky:
ex-aequo Konstantin Alexeev (Russia, 1989) e Yuta Yano (Giappone, 1992)
Il concorso, reso possibile dal sostegno della Cooperativa Edificatrice Ferruccio Degradi e dalla collaborazione di Serate Musicali e di Furcht Pianoforti, ha confermato in questa seconda edizione di saper essere punto di convergenza privilegiato per talenti da tutto il mondo: 54 iscrizioni, 42 partecipanti, un altissimo livello qualitativo , una Giuria internazionale prestigiosa, premi in denaro e numerosi concerti per i vincitori, una organizzazione che cerca di unire professionalità e ospitalità (ben 28 concorrenti sono stati ospitati gratuitamente da diverse famiglie milanesi) sono stati gli ingredienti di una formula che si è fin qui rivelata vincente, e che si auspica possa replicarsi nelle prossime edizioni.
2012_04_15 Milano Classica dedica il suo concerto a Poulenc
domenica 15 aprile 2012_04_15, ore 11.00
Palazzina Liberty, Largo Marinai d'Italia
FRANCIS POULENC: CLASSICISMO E AMBIGUITA'in collaborazione con il Conservatorio di Piacenza
FRANCIS POULENC (1899–1963)
Trio per oboe, fagotto e pianoforte (1923)
Sonata per flauto e pianoforte (1957)
Sestetto per quintetto di fiati e pianoforte (1939)
Ensemble Nuages
Info al n. 02.28510173.
ORCHESTRA DA CAMERA MILANO CLASSICAVia Leoncavallo 8 - 20131 MILANOTel. 02-28510173 Fax 02-28510174info@milanoclassica.it www.milanoclassica.it
2012_07_15 Summer Jazz Workshop
Summer Jazz Workshop XX edizione
Il Summer Jazz Workshop, seminario internazionale di didattica jazz organizzato da Veneto Jazz e tradizionalmente ospitato a Bassano del Grappa, si terrà quest'anno per la prima volta a Chioggia, vicino a Venezia, dal 15 al 22 luglio 2012, negli spazi della scuola elementare G. Marchetti, con una nuova formula: otto giorni di full immersion senza pausa, con lezioni giornaliere sabato e domenica inclusi!!
Realizzato in collaborazione con la Regione del Veneto, la Provincia di Venezia e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Chioggia, il workshop, giunto alla sua XX edizione, acquisisce quindi una nuova sede, in un contesto formativo qualificato e abbinato all'omonimo festival di Venezia.
Il seminario, uno dei workshop più accreditati a livello europeo, è diretto dai docenti della New School for Jazz and Contemporary Music di New York, un'istituzione nel settore con la quale Veneto Jazz detiene una esclusiva per l'Europa, e con due docenti del Conservatorio di Musica "F. Venezze" di Rovigo. Anche questa edizione prevede una ricca offerta di classi, secondo un programma che vanta lezioni di tecnica strumentale, teoria, arrangiamento, musica d'insieme e Big Band, ma anche jam session e concerti in pubblico.
I giovani musicisti avranno l'opportunità di essere seguiti dai migliori rappresentanti del jazz internazionale, con classi di chitarra, voce, contrabbasso, pianoforte, batteria, tromba, sassofono, ed esperti assistenti e traduttori.
Il corpo docente della New School for Jazz and Contemporary Music è così composto:
Rory Stuart - chitarra;
Amy London - voce;
Adam Holzman - piano;
Jeff Hirshfield - batteria;
Brandon Lee - tromba;
John Ellis - sassofono;
e in collaborazione con i docenti del Conservatorio Musicale "F. Venezze":
Stefano Senni - contrabbasso;
Ambrogio De Palma - teoria.
Sono più di un centinaio e da ogni parte del mondo i musicisti che ogni anno decidono di partecipare al workshop, regalandosi una straordinaria esperienza formativa, ma anche un soggiorno estivo di divertimento e relax, da quest'anno in una delle città più affascinanti del mondo.
Oltre alle cospicue presenze italiane, con provenienze da diverse regioni, Croazia, Austria, Kosovo, Francia, Stati Uniti, Spagna, Turchia, Cina, Olanda, Messico, Gran Bretagna, Russia, Romania, Israele, sono alcune delle nazionalità rappresentate nel seminario, che negli anni ha interessato 25 diversi Paesi.
Accanto a momenti di studio, sono infatti numerose le occasioni di scambio con giovani di diverse nazionalità e di fare musica, durante le jam session notturne e le esibizioni in pubblico quest'anno nell'ambito della tradizionale Sagra del Pesce (sezione Jazz & Fish), parte integrante del workshop, oltre ai saggi finali previsti per sabato 21 e domenica 22 luglio.
Infine, si ricorda che negli anni il workshop ha sfornato numerosi musicisti professionisti, che oggi lavorano e producono in proprio, spesso meritandosi un posto nel cartellone di Veneto Jazz e in altri festival.
Quota di partecipazione: 360,00 euro quota ridotta per chi si iscrive entro il 15 maggio; 400,00 euro quota intera.
Per informazioni e iscrizioni:
Veneto Jazz - workshop@venetojazz.com – www.venetojazz.com - Tel. 0423 452069
2012_04_27 Master Sperimentale di Regia Teatrale
Master di Regia Teatrale condotto da Giovanni Moleri Direttore del Teatro dell'Aleph, della rivista "Colpo di scena" e del festival "ITINERARI".
DAL TESTO ALLO SPETTACOLO, DALLO SPETTACOLO AL TESTO
Il Master è orientato a tutte le figure professionali impegnate nel campo teatrale e il tema trattato riguarderà principalmente il lavoro compositivo della regia teatrale, cioè la comunicazione di segreti e principi di montaggio dello spettacolo teatrale.
Il Master prevede la visione dello spettacolo "Edith Stein – Pensieri tra le ceneri".
Per ulteriori informazioni in allegato inviamo il volantino.
PER INFO E ISCRIZIONI:
Entro il 21 aprile 2012 mandando una e-mail a info@orchestrateatralica.org con Curriculum Vitae. Fa testo a, parità di requisiti, la data di invio riportata sull'e-mail.
- www.orchestrateatralica.org
- info@orchestrateatralica.org
- mobile: 333.9382479
2012_04_19 Verona ospita Classic Music World
Il settore dedicato all'Expo raccoglie tutte quelle aziende che operano nel settore della musica classica
la sezione Tutorial sarà dedicata alleducazione musicale: lezioni concerto dellAccademia del Teatro alla Scala, master class di William Grant Naboré e Katia Ricciarelli e convegni dellAssociazione Liutaria Italiana.
Gli Eventi, i Concerti ed i Concorsi: Andrea Bacchetti, Il Rossignolo, Silvia Chiesa, Alessandro Deljavan, Ingmar Lazar, François Dumont e il Trio Broz sono solo alcuni degli artisti che si esibiranno dal vivo durante i quattro giorni dellAnteprima.
Classical Music World Verona 19-22 aprile 2012.
2012_04_21 Ultimo appuntamento di NT Cultura al Teatro Cagnoni con l'omaggio al grande Vito Pallavicini
2012_04_13 Pieranunzi in concerto al Ghislieri di Pavia
2012_04_19 Dorela Cela canta per gli ammalati dell'Ospedale di Magenta
2012_04_11 Concerto di fiati in Sala Puccini del Conservatorio di Milano
Interspaces (2012)





