2000_01_29 Serata Verdiana nella ricorrenza del Novantanovesimo della morte di Verdi

Sabato 29 gennaio 2000 Ore 21.00
Pavia Lirica
Lungo Ticino Sforza 40/A
Serata Verdiana
Nella ricorrenza del Novantanovesimo della morte di Giuseppe Verdi (27 gennaio 1901) 
con
ROSAURA LONGA, Soprano
AMBROGIO MAESTRI, Baritono 
e con il Maestro
ENRICO ZUCCA al pianoforte
Presenta
MARIO MAININO
In programma scene da Un Ballo in Maschera, II Trovatore, Rigoletto e La Traviata
NEL CORSO DELLA MANIFESTAZIONE VERRÀ' CONSEGNATO IL SIPARIO D'ARGENTO
"AMICI DI PAVIA LIRICA"
Al tenore
IGINIO VALSECCHI
LA CITTADINANZA E INVITATA

GRANDE SUCCESSO PER LA SERATA VERDIANA 
A breve l'apertura il Concorso Voci per la Lirica 2000
A Pavia Lirica, in Lungo Ticino Sforza 40/A, si è tenuta, Sabato 29 gennaio 2000, una Serata Verdiana, presentata da Mario Mainino, nella ricorrenza del Novantanovesimo anniversario della morte di Giuseppe Verdi, avvenuta a Milano il 27 gennaio 1901. E' il primo avvenimento che speriamo aprirà in Italia la via per le manifestazioni che dovrebbero giustamente commemorare, nel prossimo anno, il centenario della scomparsa di uno dei massimi geni del teatro musicale e non solo italiano. Nel corso della serata sono state eseguite quattro grandi scene d'opera tratte da "UN BALLO IN MASCHERA" Atto III - scena I da "RIGOLETTO" ATTO III - finale, da "IL TROVATORE" ATTO IV - scena II "Come albeggi la scure." e per finire da "LA TRAVIATA" ATTO II - scena V "Madamigella Valery..". 
Il soprano Rosaura Longa ha dato voce con grande passione alle eroine verdiane che interpretava accanto al giovane baritono pavese Ambrogio Maestri che ci ha stupito con una voce molto bella, un grande potenza di emissione, solo in parte offuscata da un mancanza di sottolineature in certi momenti che richiedono più mezze voci e che certo acquisterà con l'esperienza. 
Splendidi come sempre gli accompagnamenti del maestro Enrico Zucca che ha eseguito al pianoforte due intermezzi nella prima e seconda parte, la "Meditazione" dalla Thais di Massenet e il "Preludio atto III" da Traviata. 

Nel corso della serata è stato consegnato il 
"Sipario d'argento" al tenore Iginio Valsecchi
Iginio Valsecchi ha calcato le scene d'Italia e d'Europa cantando molti ruoli tra i quali Turandot, Trovatore (ben 200 volte in Germania), Butterfly, Aida accanto a grandi direttori e colleghi.
Dopo il grande successo di questa serata ricordiamo che a breve partiranno le iscrizioni per il concorso Voci per la Lirica dell'anno 2000, per cui se ci fossero dei giovani cantanti che vogliono cimentarsi, possono richiedere informazioni presso Circolo Pavia Lirica via Lungo Ticino Sforza 40 oppure telefonare al 0382.26.055.

Iginio Valsecchi, tenore
Nato nel 1917, fu un grande tenore lirico, iniziò a cantare da bambino, e deve la propria vita al canto. Durante i lunghi otto anni di guerra e prigionia, la sua voce è stata il passaporto per la salvezza; dopo il successo ottenuto da Beniamino Gigli con l'esecuzione di "La donna è mobile", il tenore pavese, che allora non era ancora un cantante professionista, anche se da sempre dotato di una bella voce, si è proposto per cantare quell'aria, ed ecco che mentre altri compagni di prigionia purtroppo non sono riusciti a salvarsi, lui, grazie alle sue doti canore è riuscito a tornare in patria salvo. Tornato a Pavia ha iniziato a prendere lezione dal maestro Ugo Tansini, e successivamente a Torino con la moglie di questi, ma ogni nuovo maestro aveva un idea diversa su come impostargli al voce così un bel giorno decise di fare a meno di un maestro. Il suo debutto avvenne a Intra nel ruolo di Pinkerton con Madama Butterfly di Puccini, il successo fu subito molto forte e fu immediatamente confermato per altre cinque repliche a san Giminiano. Il teatro d'opera nel primo dopoguerra era ancora molto rappresentato.
Da allora Iginio Valsecchi ha calcato le scene d'Italia e d'Europa cantando in molti ruoli tra i quali Turandot, Trovatore (ben 200 volte in Germania), Butterfly, Aida, ecc. E' stato in Olanda, Germania, Israele, ha conosciuto personalmente grandi nomi del passato come Bernardo Del Muro Lomanto, e maestri come Tullio Serafìn, ha un ottimo ricordo di grandi direttori e colleghi, anche di del Monaco che racconta fosse molto disponibile, contrariamene a come viene di solito rappresentato. Non ha mai cantato alla Scala di Milano in quanto per l'unica occasione in cui fu scritturato per Trovatore la rappresentazione si tenne invece al Teatro Lirico. Attualmente non può cantare per problemi cardiaci, ma conserva ancora la bellezza della voce e le noti acute che la caratterizzavano.

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