2014_12_19 Concerto a Milano alla Chiesa del Corpus Domini

Venerdì 19 dicembre 2014, ore 21.00
Chiesa del Corpus Domini via Mario Pagano 8, Milano
CONCERTO 
Wolfgang Amadé Mozart:
Missa Solemnis KV337
Concerto per clarinetto KV622
Coro e orchestra Carisch
Sergio Delmastro - direttore
Francesca Gelfi - clarinetto
L'Orchestra Carisch è ancora una volta lieta di collaborare con Sergio Delmastro, oggi alla direzione di un concerto interamente dedicato al repertorio mozartiano: la Missa Solemnis KV337 per voci soliste, coro e orchestra e successivamente il celeberrimo concerto per clarinetto KV622, l'ultimo concerto scritto da Mozart poco prima di morire, con Francesca Gelfi solista al clarinetto. A seguire verranno eseguiti dei canti della tradizione natalizia arrangiati da Andrea Bandel appositamente per questo organico.
Nata dalla rinnovata attenzione di Carisch nei confronti del repertorio classico, l’Orchestra Carisch si propone di promuovere e valorizzare la pratica della musica amatoriale, attività ancora poco diffusa nel nostro Paese, ma capillarmente estesa nel nord d’Europa.
Il progetto è dedicato a tutti quei musicisti che, pur avendo percorso una strada professionale diversa da quella musicale, continuano a coltivare la loro naturale passione artistica. La città di Milano offre scarsi spazi per attività amatoriali di buon livello: ecco che Carisch cerca di colmare questo vuoto culturale.
Ci piace citare le parole di Stefano Bollani: “sono pochissime in Italia le persone che hanno occasione di suonare indipendentemente dal professionismo, e questo va a deperimento della fruizione stessa della musica: sarebbe bello che ci fossero in ogni città cori e orchestre amatoriali in cui medici, avvocati e perché no, anche operai si trovano la sera per suonare Schubert o il jazz”.
Fare musica: questo è il principale obiettivo dell’Orchestra. A tal fine sono previste prove una volta alla settimana indipendentemente dall’attività concertistica. 
Gli autori di Carisch Classica offrono un supporto didattico e tengono stage e seminari rivolti ai musicisti dell’organico, mettendo a disposizione la loro esperienza e professionalità.
Attività di fondamentale importanza per l’orchestra e veicolo di primario interesse per la diffusione della cultura musicale è quella concertistica e divulgativa del repertorio sinfonico, testimonianza dell’attenzione di Carisch nei confronti del vastissimo pubblico della musica, soprattutto giovanile.
L'attività dell'Orchestra Carisch è sostenuta dalla Fondazione Antonio Carlo Monzino (www.fondazioneacmonzino.org)
Per informazioni:

2014_12_12 Teatro Coccia prima assoluta di IL CANTO DELL’AMORE TRIONFANTE

Teatro Coccia, Novara – Stagione 2014/2015
Teatro Coccia - Novara
IL CANTO DELL'AMORE TRIONFANTE
di PAOLO COLETTA
debutta venerdì 12 dicembre 2014, ore 20.30
L’opera in due atti vede la direzione d’orchestra di Nathalie Marin e un giovane cast composto da 
Blerta Zhegu, soprano
Vladimir Reutov, tenore

Alberto Zanetti, baritono.
Con quest’opera il teatro prosegue nel suo percorso di apertura verso i compositori e le opere contemporanei. Il Coccia accoglie una prima esecuzione assoluta, come avvenne nel 2013 con La gatta bianca di Sandra Conte (inserita nel programma di MITO – SettembreMusica), e la produce, investendo così, di fatto, nel futuro dell’opera lirica italiana.
ENSEMBLE MUSICALE DELL'ACCADEMIA LANGHI di NOVARA
Davide Agamennone, violino primo
Andrea Ricciardi, violino secondo
Carmen Munoz Hernandez, viola
Isabella Maria Veggiotti, violoncello
Marco Corleo, contrabbasso
Giovanni Crola, flauto
Stefano Calcaterra, oboe
Gabriele Lupo, clarinetto
Tommaso Ruspa, corno
Luca Barchi, fagotto
Francesco Macrì, Tommaso Albeltaro, Erika Carnovale percussioni
Laura Colombo, arpa

Aberto Veggiotti, pianoforte e maestro collaboratore


LA STORIA
Anno 1542. Una bella e giovane donna, Valeria, è amata da due amici, Fabio e Muzio. Dal primo d'un amore puro e luminoso, dal secondo d'un amore torbido e sensuale.
Valeria sposa Fabio e i due sposi vivono felici. Muzio intraprende un viaggio che lo porterà in Asia. Lì impara a praticare le arti magiche, grazie alle quali, al suo ritorno, riuscirà a piegare Valeria al suo desiderio.
Nella giovane donna riemerge la contraddizione interiore tra anima e corpo, spirito e materia. Pur amando il marito, in preda a un intimo tormento e a dubbi angosciosi si piega a Muzio e ha con lui un convegno amoroso. Nel culmine dell'amplesso, la ragazza sente per la prima volta dalla voce di Muzio «il canto dell'amore trionfante», ammaliante e incantevole melodia che la spinge a darsi interamente a lui.
Dopo quest'esperienza Valeria è profondamente turbata; tornata a posare come modella del quadro che il marito sta dipingendo ritraendola nelle vesti di Santa Cecilia, non può più raffigurare le sembianze della vergine, icona della purezza di spirito. Solo la morte di Muzio, ucciso dal pugnale di Fabio, sembra ristabilire l'equilibrio e ridare a Valeria-Cecilia il suo candore e insieme quell'espressione, il cui smarrimento aveva tanto turbato il marito pittore.

Ma è un ritorno illusorio, perché un giorno Valeria, seduta davanti all'organo per posare, sente all'improvviso il bisogno di trarre dai tasti le note di quel «canto dell'amore trionfante» che aveva appreso nel momento di abbandono da Muzio, e nello stesso tempo dentro di sé il palpito di una nuova vita.
NOTE DI REGIA
Il segno sonoro della contemporaneità, oggi è ancora retaggio di alcuni movimenti del secolo scorso, quando la scrittura poteva rappresentare un atto di eversione, l'espressione extra-musicale di un'idea, di un'ideologia. Ora che questa funzione è dissolta si assiste inspiegabilmente al sopravvivere di certe pratiche di destrutturazione di strutture che di per sé già non esistono più. Si continua a destrutturare cioè qualcosa che è già destrutturato.
Pare esserci un nodo difficile da sciogliere, rappresentato dal rapporto di soggezione e subordina-zione che lega noi autori di oggi ai nostri predecessori e — più precisamente — ai nostri maestri. La crisi di articolazione tra vecchi e nuovi linguaggi, che era la chiave di volta per far nascere veri e propri nuovi sistemi simbolici spesso inaspettati, ha precipitato la creatività dell'avanguardia musicale del nostro Paese (ma forse anche altrove) in una sorta di acquiescenza parecchio conformista che spinge i compositori ad aderire a una specie di alfabeto sonoro che del crisma della sperimentazione ormai conserva spesso solo l'intenzione.
Ma è vero che quello su ciò che è o non è contemporaneo, è un discorso che può facilmente sci-volare sul piano di ciò che è rivoluzione o reazione, apocalittico o integrato, vecchio o nuovo, giusto o sbagliato. Troppo spesso la storia ci ha offerto lo spettacolo della sfida tra punti di vista tanto lontani, eppure in realtà così vicini, rivelandone poi la natura di pretesto tutt'altro che arti-stico. Abbiamo probabilmente qualche strumento in più per evitare il rischio di consentire alla musica di proiettare ombre troppo lunghe sul terreno della filosofia e del pensiero dell'uomo con-temporaneo. Mi limiterei quindi a manifestare e condividere qualche ragionevole dubbio sul dover o non dover aderire necessariamente agli ultimi ritrovati della creatività compositiva della musica cosiddetta contemporanea — e nella fattispecie del teatro musicale che nasce oggi —, e a ridimensionare quella che sembrerebbe la premessa a chissà quale dissertazione sullo stato dell'Arte a una semplice premessa e basta.
Certo è che, in un periodo in cui è evidente una spiccata predilezione e un significativo interesse per il suono in senso grezzo, quasi materico, esplorato in primo luogo nella sua connotazione timbrica, e la concezione tematica della musica suona come retorica, enfatica e superata, mi è sembrata una sfida interessante ripristinare alcuni legami con la tradizione musicale italiana e non so-lo in senso non accademico (il che non significa anti – accademico). Ho colto così l’occasione offerta dalla Fondazione Teatro Coccia di operare con una certa libertà alcuni sconfinamenti.
Come mettere insieme per esempio un cantabile di matrice dodecafonica con veri e propri prelievi dal teatro musicale ottocentesco e del primo novecento: vale a dire arie e, in genere, numeri chiusi, che piombano nella partitura come monoliti nel deserto sconfinato dell'assenza di tonalità.
D'altronde, la scelta di trasporre in opera “Il canto dell’amore trionfante” di Ivan S. Turgenev è derivata in primo luogo dalla dislocazione temporale e spaziale del racconto, ambientato nella Ferrara del 1542, nonostante l’autore fosse russo e vivesse e operasse nell’Ottocento. Questa obliquità è il criterio principale che ha favorito la traduzione del racconto in opera.
Ho così diversificato i linguaggi compositivi, a partire dal patrimonio melodico e vocale del pe-riodo rinascimentale. Pur assente ogni intento di ricostruire l'atmosfera delle corti cinquecentesche in Italia, cercando di non tradire una prospettiva storico-musicale rigorosa, la partitura si propone di interpretare nell'oggi la complessità delle influenze musicali, emblematica proprio di quel periodo.
Come già nei romanzi, così nei racconti di Turgenev i veri eroi sono le figure femminili; sono quelle che più rappresentano l'animo dello scrittore, le sue illusioni e la sua fede.
In questo, dedicato alla memoria di Gustav Flaubert, come in altri racconti ritroviamo il tema del-lo sdoppiamento che si produce sotto l'influenza del dubbio, dello scetticismo, e il dilaniarsi della persona tra amore e passione, tra fedeltà e istinto, tra cultura e natura.
In un clima fantastico e onirico, “Il Canto dell'amore trionfante” presenta anch'esso un elemento costante di buona parte della produzione novellistica turgeneviana: il motivo soprannaturale o al-meno magico che sta alla base della svolta tragica della vicenda dei tre ragazzi.
È proprio la natura fantastica del racconto dello scrittore russo ad avermi sollecitato a spingere sia la scrittura della partitura che quella del libretto, oltreché della messa in scena, su un piano decisamente fantastico. Quasi una preveggenza dei meravigliosi e inquietanti scenari che di lì a qual-che anno sarebbero stati partoriti dal genio di un altro grande romanziere russo: Isaac Asimov. Non sono poche al mondo le edizioni del Canto inserite nei cataloghi della letteratura fantastica, se non addirittura fantascientifica.
Procedendo così per rapide associazioni di idee e forzando questa affascinante ascendenza onirico – metafisica, proprio la musica mi ha consentito di mettere insieme una serie di mondi apparentemente distanti, ma che — grazie al cinema (e quindi alla musica per film) — diventano decisa-mente conciliabili attraverso l’utilizzo del “genere”, così come declinato da due grandi maestri del racconto di genere d'ogni tempo: Hitchcock e Kubrick.
E se ho parlato poco fa di monoliti, cercando di trovare un'immagine per definire qui la natura delle arie, come non prendere a prestito il grande monolito nero comparso nella prima parte di 2001: Odissea nello spazio? E così proseguendo: come non chiedere ancora aiuto al linguaggio filmico di Kubrick quando riprende il tema del doppio sogno schnitzleriano in Eyes Wide Shut per esplorare l'ambivalenza sessuale di un matrimonio felice, cercando di “equiparare l'importanza dei sogni e degli ipotetici rapporti sessuali con la realtà”? È esattamente ciò che accade a Valeria e Fabio, attraverso il loro amico/fratello/amante Muzio.
Di genere in genere, a rapidi balzi, pensare a Hitchcock diventa inevitabile, quando la storia assume le tinte scure del noir e della tragedia, pur non perdendo la proverbiale levità del regista inglese nel raccontare.
Anche in questo caso, la musica di Herrmann, il suo inconfondibile suono, un certo uso convulso degli archi, sono capaci di riassumere in sé un'intera poetica del thriller e del racconto di suspence. Il più piccolo prelievo di tale materia è capace di germinare senso in qualsiasi altro contesto anche lontanissimo.
Detto questo, poiché il cuore pulsante di un'opera di teatro musicale è la voce, non mi resta che ringraziare Blerta, Alberto e Vladimir per aver condiviso e tradotto in realtà quest'idea. 
Quest'opera non sarebbe mai esistita senza l'intuizione e il coraggio di Renata Rapetti; il suo allestimento non sarebbe mai avvenuto senza l'ineguagliabile fiuto di Renato Bonajuto, grazie al qua-le ho avuto la possibilità di conoscere Nathalie Marin, quint'essenza di tutto ciò che un compositore può desiderare dal suo direttore. Dedico “Il canto dell'amore trionfante”, come minacciato da mesi, a PierLuigi Russo.

Paolo Coletta

2014_12_19 ARTEVIVA CONCERTO DI NATALE ALLE GRAZIE

CONCERTO DI NATALE ALLE GRAZIE
con visite guidate al Cenacolo Vinciano

Milano - Basilica di Santa Maria delle Grazie
Venerdì 19 dicembre 2014 - ore 21.15
John RutterMAGNIFICATper soprano solo, coro e orchestra
Autori variSUITE DI NATALEcanti tradizionali di Natale
per soprano solo, coro e orchestra
CORO POLIFONICO THEOPHILUS
ORCHESTRA DA CAMERA ARTEVIVA
direttoreMatteo Baxiu
Informazioni e prevendita online:
www.associazionearteviva.euTelefono: 02.36756460 (da lunedì a venerdì ore 14-17)

Biglietto concerto:
da 18 a 25 euro, 50 euro con visita al Cenacolo

2014_12_11 Giulia Lazzarini parla di MURI il suo ultimo lavoro in scena oggi a Vigevano

Giovedì 11 dicembre  2014   ore 18 
Ridotto del Teatro Cagnoni - Vigevano
ASSOCIAZIONE  AMICI  DEL TEATRO  CAGNONI
INCONTRO CON  L’ ATTRICE
GIULIA LAZZARINI 
Presentata dal dott. Fiorenzo Grassi e Renato Sarti
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
segue aperitivo 
in preparazione della serata
Teatro Cagnoni di Vigevano
Stagione 2014/2015
Giovedì 11 dicembre 2014_12_11 ore 21:00
MURI
ALTRI PERCORSI. Muri - prima e dopo Basaglia - è un testo scritto sulla base di alcune testimonianze di infermiere, soprattutto quella di Mariuccia Giacomini.La protagonista del testo riflette sulla sua esperienza trentennale di infermiera e lo fa con una nostalgia particolare, ma soprattutto con la lucidità di chi si rende conto che la spinta straordinaria (di mutamento) di quegli anni si è affievolita e che rischia di finire inghiottita dall’indifferenza generale. La legge Basaglia è uno dei punti più alti della storia della nostra democrazia. Dobbiamo conoscerla, difenderla, perché bisogna sempre riaffermare con forza che le lancette della storia non si possono – non si devono – riportare indietro.
Teatro della Cooperativa
in Coproduzione con Mittelfest
con il sostegno di Regione Lombardia – progetto Next
con il sostegno della Provincia di Trieste
Presenta
MURI – prima e dopo Basaglia
testo e regia Renato Sarti
con Giulia Lazzarini 
musiche Carlo Boccadoro  
scene Carlo Sala  
luci Claudio De Pace   
Finalista Premio Riccione per il Teatro 2009 - Premio Anima 201

2014_12_16 PAVIABAROCCA concerto alla Chiesa di Santa Maria del Carmine

Martedì 16 dicembre 2014_12_16, ore 21.00
Chiesa di Santa Maria del Carmine - Pavia
PAVIA BAROCCA 2014
RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA DEL COLLEGIO GHISLIERI
CONCERTO SACRO SINFONICO
ANTONIO VIVALDI (1678-1741)
Magnificat RV 610 per soli, coro e orchestra
Concerto in re minore F XI n. 31 per archi e continuo
Dixit Dominus in re maggiore RV594 per soli, doppio coro e doppia orchestra
Karin Selva, Caterina Iora, Marta Redaelli soprani
Marta Fumagalli alto
Michele Concato tenore
Marco Bussi basso
Coro Universitario del Collegio Ghislieri
Ghislieri Choir&Consort
Giulio Prandi, direttore
Serata a favore del programma
“Giovani Artisti” di Ghislierimusica
Promossa da Rotary Club Siziano Inner Wheel Pavia
Con il sostegno di
Rotary Club Pavia Ticinum
Rotary Club Certosa
Rotary Club Voghera
Rotary Club Pavia
Biglietti di ingresso
da euro 6.00 a euro 18.00
www.vivaticket.it
www.ghislierimusica.org
Il penultimo appuntamento per Pavia Barocca 2014 ha in programma un concerto “straordinario”, che “mette insieme” Ghislieri Choir&Consort e il Coro Universitario del Collegio Ghislieri, nel segno di quell’attenzione ai giovani artisti,
che è propria dell’Istituzione pavese. In programma pagine celeberrime di Antonio Vivaldi, nella suggestiva cornice di Santa Maria del Carmine.

2014_12_19 Piazza Fontana che suoi che sia se salta una caldaia, cose che succedono

In seguito al rinvio di "Hedda Gabler" da dicembre ad aprile, nella programmazione di Teatro Libero si è aggiunto un altro spettacolo oltre a quelli di cui si è già data notizia in precedenza.
Vista la vicinanza con l'anniversario della strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), venerdì 19 e sabato 20 dicembre la compagnia Fenice dei Rifiuti porterà in scena il suo spettacolo dedicato a quel tragico evento: "Se un pomeriggio d'autunno una caldaia... Lirica rock per PIAZZA FONTANA, dove, come ormai tutti sanno, NON E' SUCCESSO NIENTE".
Dal 19 al 20 dicembre 2014_12_19
Teatro Libero Via Savona, 10 – Milano
SE UN POMERIGGIO D'AUTUNNO UNA CALDAIA ...
Lirica rock per PIAZZA FONTANA, dove, come ormai tutti sanno, NON È SUCCESSO NIENTE
drammaturgia e regia di Alessandro Veronese 
con Laura Angelone, Liliana Benini, Luisa Bigiarini, Sonia Colombo, Francesca Gaiazzi, Flavia Gilberti, Michela Giudici, Susanna Miotto, Alice Pavan, Alessandro Veronese
produzione Fenice dei Rifiuti

Se una notte d’inverno un viaggiatore… è uno dei più bei libri scritti da Italo Calvino, la cui caratteristica principale è quella di proporre “inizi” di racconti senza arrivare ad una conclusione, abbandonandoli all’apice della vicenda narrativa e della curiosità del lettore.
Quando ho deciso di confrontarmi con Piazza Fontana, mi è subito venuto in mente. Ho pensato alle tre lapidi ancora presenti in Piazza Fontana, che già da sole raccontano storie differenti, mai veramente concluse, accomunate da una data e un luogo eppure così profondamente distanti tra di loro. Ho pensato a diciassette famiglie lacerate, a una caldaia che si trasforma in bomba, ho pensato a Pinelli, a Valpreda, a Calabresi, allo Stato, all’eversione nera e rossa, a trentacinque anni di processi – farsa che hanno infine tracciato identikit, nomi e cognomi dei macellai senza però riuscire a garantire (senza VOLERE garantire) una delle chiavi di lettura della civiltà e della maturità di un paese: la certezza della pena. E dopo trentacinque anni, quel pensiero terribile, perfettamente espresso da una prima pagina de «Il Manifesto»: NON È SUCCESSO NIENTE, e sullo sfondo un buco grande così, polvere e macerie.
E da quelle macerie, da quel buco e da quella polvere è nata l’Italia in cui vivo, ed è per questo che ho deciso di voltarmi indietro e andare a cercare le sue origini (le MIE origini) in questa vicenda apparentemente così lontana da me e dalla mia generazione. Voltarmi indietro per guardarmi intorno, cercando la scintilla che ha generato l’incendio. Il punto di svolta della Storia, quella con la S maiuscola. Perché c’è la Storia prima di Piazza Fontana e c’è la Storia dopo Piazza Fontana. Perché ho capito un giorno d’essermi svegliato in un paese figlio di quel pomeriggio di quarant’anni fa. In uno Stato complice (MANDANTE) degli stragisti e impotente (DAVVERO?) di fronte al terrore. Un paese che, comunque, non riesco a smettere di amare e che proprio per questo devo, posso, voglio capire.
C’è un sapore profondamente epico che si propaga dal buco alla Banca Nazionale dell’Agricoltura. Un’epica di dolore, di strazio, un canto che entra sotto la pelle e ti fa vibrare. Dunque musica sul palco, attori impegnati a giocare con gli stili e i generi (come Calvino nel suo libro), navigando tra narrazione, azione teatrale e interventi video. Per far sì che, almeno per una sera, anche se a distanza di quarant’anni, a Piazza Fontana SIA SUCCESSO QUALCOSA. (Alessandro Veronese)

PROMOZIONE
Acquistando contemporaneamente i biglietti per Se un pomeriggio d'autunno una caldaia... e per Sacrificio del fieno, prossimo spettacolo di Fenice dei Rifiuti in scena a Teatro Libero dal 7 al 12 gennaio 2015, si avrà diritto al prezzo speciale complessivo di € 20,00.

BIGLIETTERIA
PREZZI BIGLIETTI
Intero € 19,00
Ridotto under26 e over60 € 13,00
Allievi Teatri Possibili con TPCard € 6,00
Allievi altre scuole di teatro € 10,00
Prevendita € 1,50
ORARIO SPETTACOLI
Da lunedì a sabato ore 21.00
Domenica ore 16.00
ORARI BIGLIETTERIA
Da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Nei giorni di spettacolo:
Da lunedì a venerdì fino alle 21.30
Sabato dalle 19.00 alle 21.30
Domenica dalle 14.00 alle 16.30
CONTATTI 02 8323126 biglietteria@teatrolibero.it
ACQUISTI ONLINE www.teatrolibero.it

2014_12_12 MANON LESCAUT ancora Puccini nella stagione del Mayr-Donizetti

Venerdì 12 dicembre 2014 ore 21,00
Teatro San Giovanni Bosco
Bergamo – via San Sisto, 9 (quartiere Colognola)
CIRCOLO MUSICALE MAYR-DONIZETTI
40ª STAGIONE OPERISTICA 
MANON LESCAUT
Dramma lirico in quattro atti. Musica di Giacomo Puccini.
personaggi e interpreti

Manon Lescaut GABRIËLLE MOUHLEN
Renato Des Grieux DIEGO CAVAZZIN
Lescaut, fratello di Manon CARLO MORINI
Geronte di Ravoir LUCA GALLO
Edmondo FRANCESCO PICCOLI
Un lampionaio MARCO TOMASONI
Un musico IRIS COMPOSTA
Un oste GIOVANNI GUERINI
Il maestro di ballo MARCO TOMASONI
Sergente degli Arceri GIOVANNI GUERINI
Comandante di Marina ANGELO FIOCCO
Un parrucchiere (mimo)
Coro Opera Ensamble
maestro del coro UBALDO COMPOSTA
Studio Danza Ieva
coreogra? e ANNA MARIA IEVA
al pianoforte SAMUELE PALA
direttore DAMIANO MARIA CARISSONI
scene e regia VALERIO LOPANE
Singolo ingresso 15 €
Dopo il fervido successo di Madama Butterfly, il Mayr - Donizetti si presenta al pubblico bergamasco con un nuova produzione pucciniana dedicata al 90° anniversario della morte dell'autore (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924). Il 12 dicembre alle 21, presso il Teatro San Giovanni Bosco di Bergamo, andrà infatti in scena Manon Lescaut (1893).
Opera generalmente considerata come primo lavoro "maturo" di Puccini (vi si trova già tutto lo splendido guizzo inventivo dell'autore), affronta il tema delle passioni giovanili e delle relative contraddizioni. Nel corso del dramma, che inizia e termina con la travagliata unione di Manon e Des Grieux, nonostante le disperate prove, nessuno dei due protagonisti riuscirà ad innescare un’autentica maturazione né di sé né dell'altro. Manon, volubile, si abbandona alle emozioni, incapace di vere aperture al sentimento; De Grieux, idealista, si slancia costantemente al sentimento, a scapito però della ragione. È possibile scaricare liberamente il libretto alla pagina http://www.librettidopera.it/zpdf/manonles.pdf

Note di regia di Valerio Lopane
Manon Lescaut è il terzo dramma lirico di Puccini ma si tratta in un certo senso della sua vera “prima opera”; infatti, proprio con questo melodramma il grande musicista riesce definitivamente a rivelare le sue reali potenzialità ed a trovare un suo linguaggio e originalità compositiva.
Questo aspetto è facilmente percettibile per il taglio particolare e personale dato alla vicenda di questa “donna perduta”. La Manon voluta da Puccini, e creata drammaturgicamente dai numerosi librettisti ingaggiati, è non solo molto diversa, ma quasi antitetica, rispetto alla precedente e più nota “altra” Manon, quella di Massenet. Dal suo ricchissimo epistolario si comprende subito il desiderio di voler cancellare tutto ciò che potrebbe risultare “francese”; cade infatti, in questa nuova trasposizione, il licenzioso clima Rococò e la sensuale galanterie, ma anche quella nebulizzazione sentimentale che nelle prassi precedenti caratterizzava i primi momenti della vita dei due giovani amanti. Sono cancellati anche il dualismo tra misticismo e sensualità, ascetismo e dannazione, ma anche l’ingombrante redenzione finale presenti nel romanzo di Prévost ed in Massenet.
La Manon di Puccini è dunque una figura nuova. Sola e ripiegata su se stessa, si muove con incedere incerto, stanco e privo di intima determinazione. La giovane ragazza, apparentemente guidata soltanto dai sensi, è sempre inappagata nella continua ricerca di “altro" ed incapace di rinunciare ad alcunché. È una donna la cui frivolezza galante produce perennemente instabilità e fughe reali, sventate, sperate. La condotta e la vita di Manon diviene, quindi, immagine della crisi degli ideali borghesi ottocenteschi che tanto sollecitò le coscienze umane alla fine del XIX secolo. Anche la sua sensualità, dapprima negata dal bisogno di verginità, si muta in insoddisfazione e desiderio nevrotico ma inconcludente di colmare un vuoto di sentimenti puri e profondi.
Troppo debole nell’opporsi al padre, troppo facilmente disposta a fuggire con Des Grieux, incapace di rivalsa nei confronti di un fratello più amorale di lei, scivola fino a divenire cortigiana in un lusso che appaga solo la superficialità. Nemmeno le figure che le fanno da corona riusciranno scalfire questa sua condizione di ennuie, che la porterà ad accettare passivamente l’esilio e il marchio d’infamia.
Con questo dramma lirico si chiude la grande stagione romantica per dare spazio alle velleità dell’ultima stagione del Decadentismo.
Secondo questa lettura la mia interpretazione registica si muoverà “per sottrazioni”. Il palcoscenico sarà progressivamente meno ricco di elementi, fino a giungere allo scabro e desertico scenario del finale. Per le scene dei due primi atti attingerò ad opere di due grandi pittori francesi del Settecento (François Boucher e Jean-Honoré Fragonard). Nel terzo e quarto atto inserirò invece elementi quasi coevi di pittura inglese (John Constable e Joseph Mallord William Turner), a segnare il progressivo cammino dalla frivolezza rococò allo schianto sentimentale del primo romanticismo d’oltremanica. Anche il gesto degli artisti si farà sempre meno galante e sempre più naturale fino a suggerire nel finale un realismo quasi verista. La mia regia intende dunque tracciare un cammino che da un luminoso e scintillante Settecento galante fatto di arcadiche campagne e di boudoir tappezzati di seta ci condurrà verso squallidi e cupi porti di mare e, infine, agli arroventati e desolati tramonti desertici del Nuovo Mondo.

Manon Lescaut è, come molte altre opere pucciniane, un’opera di alta qualità musicale. A differenza delle sue consorelle vanta però una meno solida presenza nel repertorio tradizionale e questa sua condizione ne rendere ogni allestimento un fatto assai complesso, se non altro per la necessità di contestualizzare a dovere un racconto meno noto. L’occasione, che viene offerta al pubblico del Mayr - Donizetti è quindi di raro interesse e occorre perciò ringraziare Valerio Lopane (scene e regia) e Damiano Maria Carissoni (direttore) per aver accettato con slancio questa insolita sfida.
In Manon Lescaut la qualità vocale gioca un ruolo fondamentale (basti pensare all’importanza di pagine immortali come Donna non vidi mai; In quelle trine morbide; Sola, perduta, abbandonata); il maestro ha quindi voluto, per i tre ruoli principali, tre voci di grande spessore e di qualità certa: il soprano Gabriëlle Mouhlen (Manon Lescaut), Diego Cavazzin (Renato Des Grieux), Carlo Morini, (Lescaut). Merita una menzione particolare il ritorno di Luca Gallo, che vestirà i panni di Geronte. Francesco Piccoli darà spessore al ruolo di Edmondo.
Con Manon Lescaut si saluta anche il ritorno del pregevole Coro Opera Ensemble, diretto ed istruito dal maestro Ubaldo Composta. Interverrà a caratterizzare le scene di danza lo Studio Danza Ieva di Torino con le coreografie di Anna Maria Ieva, cui va l’amichevole gratitudine del Circolo.
La mano esperta del maestro Carissoni dirigerà l’insieme che sarà completato  al pianoforte dall’abilissimo maestro collaboratore Samuele Pala.
Come di consueto, sarà possibile ricevere informazioni telefonando al numero
035 315854 tutti i giorni dalle ore 13 alle ore 16 o scrivendo all’indirizzo info@mayrdonizetti.it

2014_12_09 San Siro si festeggia al Fraschini di Pavia con Nabucco di G.Verdi

Martedì 09 dicembre 2014_12_09 20:30 LIRICA (turno A)
Giovedì 11 Dicembre 2014_12_11 20:30 LIRICA (turno B)
Giuseppe Verdi
NABUCCO 
Dramma lirico in quattro parti
Libretto: Temistocle Solera
Fonti letterarie: Nabuchodonosor, dramma di Auguste Anicet-Bourgeois
Prima rappresentazione: Milano, Teatro Alla Scala, 9 marzo 1842

PERSONAGGI E INTERPRETI
Nabucco - re di Babilonia (baritono) : Paolo Gavanelli
Ismaele - nipote di Sedecia re di Gerusalemme (tenore) : Gabriele Mangione
Zaccaria - gran pontefice degli Ebrei (basso) : Enrico Iori
Abigaille - schiava creduta figlia primogenita di Nabucco (soprano) : Tiziana Caruso
Fenena - figlia di Nabucco (mezzosoprano) : Raffaella Lupinacci
Il Gran Sacerdote di Belo (basso) : Antonio Barbagallo
Abdallo - vecchio ufficiale del re di Babilonia (tenore) : Giuseppe Distefano
Anna - sorella di Zaccaria (soprano) : Sharon Zhai

Coro del Circuito Lirico Lombardo
Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano
Direttore: Marcello Mottadelli
Regia: Andrea Cigni
scene: EMANUELE SINISI
costumi: SIMONA MORRESI
luci: FIAMMETTA BALDISERRI
Maestro del coro: Antonio Greco

Note di regia Andrea Cigni: C’è un aspetto in Nabucco che mi ha colpito più della sua tradizionale caratteristica di opera di ‘apparato’ e per certi aspetti ‘monumentale’. È il senso drammatico, teatrale ed intimo che in realtà questa storia conserva.
Questo percorso sicuramente più affascinante passa attraverso i protagonisti della vicenda e sicuramente in modo molto forte nel legame che esiste tra Abigaille e Nabucco e tra Abigaille e l’Amore. E la psicologia di questi personaggi è un aspetto che nel mio lavoro vorrei sottolineare e portare all’attenzione dello spettatore.
Il conflitto non è semplicemente religioso, non è culturale, non è tra i popoli. Il conflitto è ben più profondo, non è esterno, è ‘dentro’. Tra un dovere, un dover essere e un voler essere. Come se la storia fungesse da pretesto per ‘attaccare’ delle etichette, attraverso i personaggi, ad alcune ‘persone’ e che queste persone fossero nascoste ‘dentro’ ai ruoli imposti. Il re, la regina, il guerriero, il sacerdote… Il padre, la figlia illegittima, l’amante, il saggio… Preferisco vedere così i personaggi di quest’opera, come persone. Per il messaggio teatrale che ci offrono e che portano e non per l’apparato che si pensa possano rappresentare.
E allora come nelle stanze della memoria, come in un agone drammatico, si muovono questi personaggi dentro a quattro pareti. Pareti che ci narrano di una cultura oppressa e prevaricata e messa in pericolo, ma che servono, annullandosi, al luogo teatrale necessario alla narrazione del dramma, dei drammi.
Innanzitutto non c’è mai la garanzia che lo spazio, pur essendo fisso, sia sempre quello, ma che riveli, nasconda, si modifichi, nel corso della musica e delle azioni; che dentro a questo spazio la luce racconti le sensazioni dei personaggi e descriva i luoghi evocandone il valore e non descrivendone in modo didascalico la presenza. C’è una inquietudine in Nabucco, che si traduce sicuramente nella pagina più famosa del suo coro nel terzo atto e questa inquietudine deve essere narrata e deve essere mostrata.
Pochi simbolici elementi caratterizzano e suggeriscono gli ambienti. Sono elementi funzionali, cioè che funzionano e che fungono al racconto teatrale, oggetti che acquistano un valore e che vedono negato questo valore all’interno della vicenda stessa. Il cavallo superstite di Nabucco (cimelio di chissà quale cultura devastata) diventa il dio da venerare grazie ad alcuni elementi che lo trasformano. Elementi che verranno distrutti al finale dell’opera. Il trono blu, che è la città di Babilonia, sulla quale Abigaille vuole imporre il proprio potere per vendicarsi di un amore non corrisposto e del il senso di vuoto. Il vuoto che si fa oggetto significante per dirci che spesso è la solitudine di questi personaggi che Verdi voleva rappresentare. Specie dei due protagonisti principali, accomunati da una follia neanche troppo celata.
Non m’interessava in questo lavoro riproporre forme e referenti filologici documentari, piuttosto mi interessa raccontare le storie che si intrecciano in quest’opera, seguendo uno sviluppo multipolare e nel raccontare ho bisogno di far sì che anche lo spettatore venga chiamato in causa, attraverso un esercizio di conferimento di senso ad un lavoro di evocazione, suggestione e interpretazione.

Terza opera composta da Giuseppe Verdi su libretto di Temistocle Solera: il patriottismo e il dramma corale, l’apice raggiunto dal lirismo poetico consentirono a Verdi di conquistare le scene milanesi ed ottenere in breve tempo un posto speciale nel cuore del pubblico. L’opera debuttò alla Scala di Milano nel 1842 riscuotendo un successo che neppure Verdi aveva potuto prevedere e il celebre coro “Va’ pensiero” divenne fin da subito una sorta di inno assunto dalla popolazione nel periodo dei moti risorgimentali. Una “congiuntura favorevole”, che fece avvicinare maggiormente il compositore a Giuseppina Strepponi (prima interprete di Abigaille), sua futura compagna di vita.

Note di Maria Teresa Dellaborra
Dopo l’insuccesso di Un giorno di regno, nel 1842 Verdi tornò al melodramma con l’intenzione di stravolgerne gli schemi melodrammatici convenzionali e il libretto di Nabucodonosor, che Temistocle Solera gli sottopose, gli apparve particolarmente adatto per una simile operazione, nonostante le perplessità e i dubbi dell’impresario Merelli. Un intrigo alla corte di Babilonia si staglia sullo sfondo della lotta tra due popoli: l’Assiro e l’Ebreo, che finisce prigioniero del primo. Entrambi nutrono una fede religiosa precisa: l’idolo Belo contro Jeova ma, secondo il modello del teatro greco, un colpo di scena sovverte la vicenda che giunge a un lieto fine seguendo le regole dell’opera seria settecentesca - ovvero attraverso il pentimento e la morte dell’eroe negativo.
Se la trama e la conclusione della vicenda sono tipiche dell’opera del tempo, molti altri elementi denotano i tratti innovativi impressi dall’autore. Innanzitutto i personaggi si esprimono in modo non consueto: Abigaille, eroina negativa, canta nel più puro stile belcantistico, mentre Zaccaria e Nabucco, virili e imponenti, intonano spesso melodie piane, in un linguaggio molto semplificato, ma danno vita ad ampie scene drammatiche assolutamente inconsuete (come quella del finale primo o del finale secondo quando la cabaletta di Nabucco si trasforma in un patetico adagio, o nell’ estesa scena di Abigaille e Nabucco prima del duetto e nel monologo di Nabucco all’atto della sua conversione); i cori sono di tono semplice, popolareggiante e definiscono l’identità del popolo ebraico. In secondo luogo la successione delle parti convenzionali dell’opera aderisce in modo del tutto nuovo allo svolgimento della tragedia attraverso i momenti ‘solistici’ (la prima cavatina in cui Zaccaria ricorda ai suoi la protezione di Jeova nella storia del popolo d’Israele, e la cabaletta, in cui promette la caduta dell’idolo assiro oppure l’implorazione di Nabucco nell’ultimo atto e il seguente slancio in soccorso di Fenena e degli Ebrei nella cabaletta con coro) e i finali, completamente rivisitati e privi – ad eccezione del primo atto - della consueta stretta; gli ensembles sono poi ridotti a due (terzettino Abigaille-Fenena-Ismaele e duetto Abigaille-Nabucco) e nel contempo inseriti nei finali stessi all’interno dei quali immettono nuova linfa. La massiccia e autonoma presenza del coro, infine, donano a Nabucco una monumentalità che viene ulteriormente rafforzata dall’orchestrazione, volutamente bandistica e d’inflessione folcloristica.
Il pubblico scaligero mostrò di apprezzare queste innovazioni, e seppe cogliere l’estro e il profondo sentimento religioso espresso dal compositore attraverso melodie toccanti come quella del coro Va’ pensiero di cui richiese immediatamente a gran voce il bis.

Un respiro...... [Note musicali di Marcello Mottadelli]
A.“Il respirare: alternarsi dei movimenti respiratori…
B.Sollievo, liberazione, tregua o sosta, pace, liberazione da fatiche, impegni affannosi, preoccupazioni…
C.In musica, sinonimo poco frequente di pausa di breve durata…”
(da Enciclopedia Treccani)
Il mio approccio con l'interpretazione musicale di un'opera, dopo averla ben conosciuta
nei suoi aspetti strutturali e di forma, è la maniaca ricerca di un particolare, anche molto piccolo, che mi sarà fondamentale come chiave di lettura interpretativa. Così come nella vita quotidiana sono proprio i piccoli particolari a fare grandi le cose. Grazie a quel  particolare, a volte, riusciamo a vedere le situazioni da un altro punto di vista, da una diversa angolazione.
Nabucco è per storia e genesi l'opera più risorgimentale del Maestro Verdi, profondamente legata ad un importante periodo storico del nostro paese, ed ad un difficile momento della vita del Maestro, che prima di scrivere Nabucco perse la moglie Margherita Barezzi ed i figli Virginia ed Icilio.
Invito però il pubblico a guardare quest'opera da un'altra angolazione: ad ascoltare il respiro di silenzio che precede il "Va pensiero"... a sentire questo coro come un lungo respiro dalla prima all'ultima nota, a scorgerne i diversi respiri interni fatti di speranza, di pace e di sofferenza…
Il flauto solo nell'introduzione ne è una forte testimonianza e lo ritroviamo anche nell'ultima aria di Abigaille insieme al violoncello solo e corno inglese, sul testo "…Ah tu dicesti o popolo: solleva Iddio l'afflitto..."
Infine, un respiro è ciò che apre e chiude il sipario della nostra vita....

BIGLIETTERIA C.so Strada Nuova 136 - Pavia
Aperta dal lunedì al sabato dalle ore 11 alle 13 e dalle 17 alle 19
Aperta un’ora prima di ogni spettacolo
Tel. 0382-371214
PREZZI Da 55 euro (platea e palchi centrali) a 14 euro (posti in piedi non numerati).
Tutti i prezzi sono pubblicati sul sito www.teatrofraschini.org

2014_12_10 Concerti fuori sede per gli Archi de I Pomeriggi

10 dicembre 2014, ore 21.00
Basilica Santa Maria delle Grazie
Piazza Santa Maria delle Grazie – Milano

16 dicembre 2014, ore 21.00
Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa
Via Neera, 15 – Milano

70ª STAGIONE SINFONICA 2014-2015
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno
I Pomeriggi Musicali per Bianco Inverno
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Ensemble d’Archi dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali
Maestro di concerto al violino: Alessandro Braga

Haendel, Concerto grosso n. 1, op. 6
Sammartini, Christmas concerto n. 6, op. 5
Corelli, Concerto grosso n. 8 “Fatto per la notte di Natale”, op. 6
Händel, Concerto grosso n. 8, op. 6

La Fondazione I Pomeriggi Musicali, in stretta collaborazione con l’Assessorato al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale e Servizi Civici, all’interno del palinsesto organizzato e voluto dal Comune di Milano, Bianco Inverno, propone due serate per celebrare le imminenti festività con la cittadinanza. Nella centralissima Santa Maria delle Grazie e in replica in periferia, in Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, che ospita l’ultima, suggestiva installazione di Dan Flavin, l’Ensemble d’Archi de I Pomeriggi Musicali, guidato dal primo violino, Alessandro Braga, si impegnerà in un programma in cui la letteratura virtuosistica si mischia alla gioia della musica di Natale. Da Händel a Corelli, passando per Sammartini e tornando al maestro di Halle, il violino del M° Braga dialogherà con tutto l’ensemble restituendo quelle magia, elegante e soave, che permea i grandi capolavori del Settecento. Per la replica in Santa Maria delle Grazie, gli spettatori, oltre che godere del concerto, potranno poi spostarsi presso il Chiostro della Magnolia di Corso Magenta 61, dove verrà mostrato in anteprima il video che raccoglie le “voci della città” sull’idea di Città Metropolitana e le Associazione Brand Magenta e 5 Vie offriranno un elegante brindisi d’auguri.

2014_12_11 Tornano I Virtuosi Italiani al Dal Verme con un viaggio da Vivaldi a Nino Rota

Giovedì 11 dicembre 2014, ore 21.00
Teatro Dal Verme Via San Giovanni sul Muro 2 – Milano
70ª STAGIONE SINFONICA 2014-2015
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno
CONCERTO SINFONICO
Maestro di concerto al violino: Alberto Martini
I Virtuosi Italiani
In programma
Telemann, Ouverture Don Quixotte, TWV 55:G10
Telemann, Concerto per violino, archi e basso continuo in sol minore, TWV 51:G1
Vivaldi, Concerto in Sol minore per violino, archi e cembalo, “La Notte”, RV 104
Bach, Concerto per due violini in re minore, BWV 1043
Rota, Ballabili dal film di Luchino Visconti Il Gattopardo
Rota, Concerto per archi

Torna ad essere ospitato, all’interno della 70ª Stagione sinfonica dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali, l'ensemble de I Virtuosi Italiani, complesso riconosciuto a livello internazionale per l'eccellente livello artistico, per le idee musicali innovative e per la costante attenzione riservata alla scelta di repertorio, mirata al coinvolgimento di un pubblico sempre più vasto e giovane.
Il concerto presenterà al pubblico alcuni tra i più celebri brani tratti dal repertorio barocco, più un’escursione nel Novecento dedicata alle musiche di Nino Rota. Di Telemann saranno eseguiti l’Ouverture Don Quixotte e il Concerto per violino, archi e basso continuo in sol minore, che vedrà nel ruolo di violino solista Antonio Aiello. Subito dopo, Aiello sarà impegnato nel vivaldiano Concerto in Sol minore per violino, archi e cembalo, “La Notte”, mentre, per il Concerto per due violini in re minore di Johann Sebastian Bach, ascolteremo l’abilità virtuosistica di Luca Falasca e Alberto Martini, il leader dell’ensemble. La chiusura, come si accennava, sarà affidata alla magia delle musiche di Rota: ai suoi indimenticabili ballabili tratti da Il Gattopardo e al suo Concerto per archi.
Dopo il successo riscosso lo scorso 27 novembre, l'ensemble de I Virtuosi Italiani sempre guidato dal loro primo violino, nonché direttore artistico, Alberto Martini, torna a affascinare il pubblico del Teatro Dal Verme di Milano. 

MARTINI ALBERTO, violino
AIELLO ANTONIO, violino
FABLE ELISABETTA, violino
MARZARO MATTEO, violino
LUCA FALASCA, violino
MIORI ILARIOA, violino
CAPRIOTTI VINICIO, violino
GHILARDI FLAVIO, viola
PANDOLFI ALESSANDRO, viola
SAPERE LEONARDO, violoncello
PEGORARO GIORDANO, violoncello
BRAIA SANTE, contrabbasso
VINCENZI MARCO, clavicembalo

Biglietteria TicketOne 
Teatro Dal Verme 
Via San Giovanni Sul Muro, 2 – 20121 Milano 
Tel. 02 87.905.201
dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 18.00
www.ipomeriggi.it 
www.ipomeriggi.it/facebook
www.ipomeriggi.it/youtube
Biglietteria on-line: www.ticketone.it

2014_12_07 Sant'Ambrogio in Oltrepo' opportunità per una gita

Petali di solidarietà – Mercatino in rosa è la prossima iniziativa organizzata dal Comune di Cigognola attraverso la propria Civica Biblioteca e l’associazione culturale L’Officina delle Buone Idee e avrà carattere prettamente natalizio. 
Il Mercatino in rosa (le bancarelle presenti saranno unicamente gestite da donne) si terrà nella Tensostruttura area Circolo/Protezione Civile, Strada Vallescuropasso, dalle 9.00 alle 18.00 di domenica 7 dicembre 2014. 
Si potranno acquistare prodotti di fattura artigianale (saponi, bigiotteria, ceramiche, tessuti), di carattere natalizio (oggetti in feltro ed in lana) e gastronomici (miele, cioccolato, liquori). 
Sarà presente anche un banchetto della solidarietà: il ricavato dalla vendita degli oggetti realizzati dalle volontarie del Gruppo Comunale della Protezione Civile di Cigognola sarà destinato a favore di donne in difficoltà. 
Il pomeriggio, intrattenimento con musica dal vivo, clown, palloncini gonfiabili, carretto gipsy. 
Con gli stessi orari, ma nella sala conferenze del Polo Civico di Valle Cima, Piazza d’Europa Unita n. 1, si terrà la mostra di Maria Chiara Gatti. Qui avremo modo di apprezzare (anche durante l’intera giornata dell’otto dicembre) i raffinati oggetti realizzati dall’Artista partendo da libri antichi, non più restaurabili, ma di grande valore. Le preziose immagini, ulteriormente arricchite da colori, gessi, fili sottili, creano situazioni di grande effetto. 
Nella stessa sala, il pomeriggio alle 16.00, ci sarà l’incontro con la giornalista e scrittrice Elda Lanza che, complice Riccardo Sedini e ... una tazza di pregiato e fumante tè, ci parlerà dei suoi ultimi successi editoriali (Niente lacrime per la signorina Olga e Il matto affogato, entrambi editi da Salani) e della sua lunga e avvincente vita professionale, iniziata con il ruolo di presentatrice della Rai.
 Al termine della mostra e dell’incontro con Elda Lanza, ci si potrà trasferire nell’adiacente Ristorante Domus Paradisi dove, con inizio alle ore 20.00, vi sarà una cena di beneficenza (anche in questo caso, parte del ricavato andrà a favore di donne in difficoltà) durante la quale sarà estratta un’opera della stessa Maria Chiara Gatti. 
L’intera iniziativa è organizzata in collaborazione con Pro Loco di Cigognola e Il Circolo di Vallescuropasso ed ha il patrocinio di Ecomuseo della Vite e del Vino dell’Oltrepò Orientale e dal Distretto del Commercio della Via Emilia.

2014_12_13 Musica e versi dedicati a Dante con il M° Adriano Bassi

SABATO 13 DICEMBRE 2014 ALLE ORE 17.00
Presso IL CIRCOLO DELLA STAMPA
DI MILANO IN CORSO VENEZIA, 48
LA SOCIETA’ DANTE ALIGHIERI DI MILANO
ORGANIZZA
“DANTE TRA POESIA E MUSICA”
UNO SPETTACOLO IN OMAGGIO A
DANTE ALIGHIERI
NEI 750 ANNI DALLA NASCITA

Recital di selezionate letture dantesche introdotte e accompagnate da brani musicali composti ed eseguiti al pianoforte dal M° ADRIANO BASSI con proiezione di diapositive.
Il Dr. Silvano Ciprandi (Presidente della Dante Alighieri di Milano ) e Beatrice Bassi ne leggeranno i testi più significativi.
Un modo originale e nuovo di interpretare la Divina Commedia
INGRESSO LIBERO
Per informazioni: 02. 6692816/ 347.6779797

2014_12_06 Concerto a Villa Oliva

Sabato 6 dicembre 2014 - ore 21.00
Villa Oliva - Via Volta - Cassano Magnago (VA)
Terzo concerto della
9^ Stagione musicale comunale "Villa Oliva" di Cassano Magnago (VA)
Mario Prisuelos, pianoforte
ingresso libero
info: www.sabrinadente.it - 328.6628605

Programma
C. Debussy Estampes
Pagodes
Le soirée dans Grenade
Jardins sous la pluie
M. del Adalid 2 Romanzas sin palabras
Souvenir du Foyer
Chagrin d’amour
Scherzo nº 3
G. Ligeti Musica Ricercata (1951-1953)
Sostenuto / Mesto, rigido e ceremoniale/
Allegro con spirito / Tempo di Valse(poco vivace…à l orgue de la Barbarie)/
Rubato, lamentoso / Allegro molto capriccioso / Cantabile, molto legato/
Vivace. Energico / Adagio. Mesto. Allegro Maestoso / Vivace. Capriccioso/
Andante misurato e tranquillo
A. Edler-Copes Eclipsis

2015_01_11 Prove aperte della Filarmonica della Scala

Al via la sesta edizione delle Prove Aperte della Filarmonica della Scala
In vendita i biglietti per le quattro serate a sostegno del non profit milanese


Dopo il successo delle scorse stagioni, torna l'appuntamento con il ciclo “La Filarmonica della Scala incontra la città”, un'occasione unica per assistere alle prove di quattro concerti che l’Orchestra ha in programma per il 2015 al Teatro alla Scala e al tempo stesso sostenere quattro organizzazioni non profit radicate sul territorio cittadino. La sesta edizione dell’iniziativa è stata presentata a Palazzo Marino alla presenza dell’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno, dell’Assessore alla Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino, del Presidente della Filarmonica della Scala Federico Ghizzoni, del Presidente di UniCredit Foundation Maurizio Carrara e del Direttore artistico della Filarmonica Ernesto Schiavi. Grazie al Main Partner UniCredit e al contributo di UniCredit Foundation, l'intero ricavato delle Prove Aperte quest'anno sarà devoluto a quattro Onlus impegnate nel campo della disabilità. L’iniziativa è resa possibile anche grazie alla collaborazione con il Teatro alla Scala e i media partner ViviMilano e Radio Popolare.
Acquistando i biglietti, il pubblico potrà assicurarsi il medesimo posto per assistere alle quattro Prove, sempre precedute dall’introduzione di un critico musicale.
Dopo l’anteprima gratuita aperta alla città del 19 ottobre, l’ 11 gennaio alle ore 19.30, sarà il Maestro Fabio Luisi che, accompagnato dal violino Joshua Bell, guiderà la Filarmonica della Scala a favore della sezione milanese di UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare.
La prova di domenica 1° marzo, sempre alle ore 19.30, sarà affidata alla direzione del Maestro Myung-Whun Chung che si esibirà a sostegno di HANDICAP… su la testa!.
iSemprevivi+onlus saranno devoluti i fondi raccolti durante la prova di sabato 16 maggio alle ore 9.30, diretta dal Maestro Riccardo Chailly, accompagnato da Maria João Pires al pianoforte.
L’edizione 2015 si chiuderà il 24 maggio alle ore 19.30, quando il Maestro Marc Albrecht, insieme alla pianista Beatrice Rana, salirà sul palco del Piermarini a favore di Progetto Itaca.

Fabio Luisi - 11 gennaio 2015_01_11
Brahms: Concerto per violino in re magg. op. 77
Ligeti: Lontano, per orchestra
Varèse: Amériques, per grande orchestra 
Myung-Whun Chung - 1 marzo 2015_03_01
Mendelssohn - Bartoldy: Sinfonia n. 4 in la magg. op. 90 'Italiana'
Brahms: Sinfonia n. 1 in do min. op. 68ono il testo e mi piace il latino
Riccardo Chailly - 16 maggio 2015_05_16
Beethoven: Concerto per pianoforte n. 4 in sol magg. op. 58
Shostakovich: Sinfonia n. 5 in re min. op 47
Marc Albrecht - 24 maggio 2015_05_24
Beethoven: Concerto per pianoforte n. 1 in do magg. op. 15
Brahms: Quartetto n. 1 in sol min. (orchestrazione Schoenberg) 

2014_12_06 LaVerdi per i Piccoli spettatori con un grande appuntamento

Sabato 6 dicembre 2014_12_06 - ore 16.00
Auditorium di Milano - largo Mahler
Crescendo in Musica 2014/15
Un bastimento carico di…
CAROLE NATALIZIE
con le Voci bianche de laVerdi 
…e a sorpresa l’Oratorio di Natale 
di Saint-Saëns…
Coro di Voci bianche de laVerdi
Pianoforte Pietro Cavedon 
Maestro del coro Maria Teresa Tramontin
(Info e prenotazioni: Auditorium di Milano fondazione Cariplo, orari apertura: mar – dom, ore 14.30 – 19.00. Tel. 02.83389401/2/3, www.laverdi.org, biglietti euro 15,00/12,50/7,50).  
Dicembre è il mese del Natale e Crescendo in musica, la rassegna de laVerdi dedicata ai bambini, ai ragazzi e le famiglie, gioca un tris di sorprese con altrettanti appuntamenti per immergersi nell’atmosfera della festa più gioiosa dell’anno. 
Si comincia sabato 6 dicembre (ore 16.00) all’Auditorium di Milano in largo Mahler: protagonista il Coro di Voci bianche de laVerdi, diretto da Maria Teresa Tramontin, con uno spettacolo denso di emozioni e divertimento. La prima parte vedrà l’esecuzione di un evergreen: l’Oratorio di Natale di Saint-Saëns, scritto dal compositore francese nel 1858; la seconda parte sarà invece dedicata alle carole natalizie, capaci di coinvolgere il pubblico giovanissimo (e non solo) dell’Auditorium, con altrettanti classici (e non solo) della tradizione natalizia: da Tu scendi dalle stelle a Merry Christmas, dall’Arlésienne a Stille Nacht, Adeste Fideles, El Nacimiento, God Rest You Merry Gentlemen, The first Nowell e tante altre. 
Ad accompagnare i giovani cantori de laVerdi, il pianoforte di Pietro Cavedon.
Ogni anno, per Natale, proponiamo al nostro pubblico qualcosa di nuovo – spiega Maria Teresa Tramontin – che, insieme con i più tradizionali canti delle feste, contribuisca ad arricchire la conoscenza della letteratura musicale natalizia, coinvolgendo gli ascoltatori sia sotto il profilo emotivo che culturale. Per l’Avvento del 2014 abbiamo preparato l’Oratorio di Natale di Saint-Saëns, un’opera davvero stupenda, che ha una particolarità singolare anche sotto il profilo tecnico: viene infatti eseguita – a differenza delle carole – dal cosiddetto ‘piccolo coro’, costituito da elementi del Coro di voci bianche ma con la caratteristica di lavorare già a quattro voci: baritoni/bassi, mezzosoprani/contralti, tenori e soprani. Si tratta di ragazzi e ragazze dai 14 anni  in su, più maturi dal punto di vista musicale, che ormai frequentano conservatorio e scuole civiche e stanno lavorando per entrare nel Coro sinfonico de laVerdi. Il ‘piccolo coro’ affronta dunque un repertorio diverso, per quattro (e non tre) voci appunto, come l’oratorio di Saint-Saëns”.

Il Progetto Educational, di cui la rassegna Crescendo in Musica fa parte, è patrocinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e sostenuto da Regione Lombardia – Settore Cultura, Intesa San Paolo, con il sostegno di Fondazione Cariplo, di CIDIM, Comitato Nazionale Italiano Musica, e di Donna Kendall Foundation (Corona del Mar, California). 
Giunto alla quattordicesima edizione, il Progetto Educational intende incentivare l’arte dell’ascolto: arte che è alla base non solo della comprensione del linguaggio musicale ma di qualsiasi processo educativo.

2014_12_09 I nuovi spettacoli entrati nel cartellone del Libero di Milano

TEATRO LIBERO Milano Stagione 2014-2015
Dal 9 al 14 dicembre 2014_12_09
Teatro Libero Via Savona, 10 – Milano
COSA VUOI CHE SIA
Siamo state bambine anche noi
in collaborazione con Fernando Coratelli 
luci Alessandro Tinelli
coreografie Chiara Leonetti
produzione Merenda

Cosa vuoi che sia è uno spettacolo che parla delle donne, un monologo interpretato da diverse voci femminili. Differenti realtà che si uniscono in una grande storia, unica e condivisa insieme. È un luogo fisico e dell’anima, in cui gettare la maschera, svelare fragilità, vulnerabilità, sogni e desideri. 
Lo spettacolo porta in scena una polifonia di voci che attraversa quattro quadri ispirati alla vita e alle vicende non solo di donne comuni - specchio dei nostri tempi - ma anche di eroine della storia e del teatro internazionale come Celia della Cerna, madre di Che Guevara, Virginia Wolf, Anna Achmatova e Filumena Marturano.
I diversi quadri vogliono svelare il coraggio al femminile, accompagnando il pubblico nell’esperienza di vivere queste storie in prima persona, cominciando dall’incontro con le tre protagoniste che avverrà prima ancora dell’inizio dello spettacolo. 
In circa un’ora di tempo, le tre attrici vivono vite intense e legate da un fil rouge che si snoda dalla disperazione in cui il silenzio può richiudere, fino al messaggio di speranza per un cambiamento radicale e voluto verso l’incontro con i loro desideri più profondi e più veri.

Per il trailer dello spettacolo clicca qui

“Cosa vuoi che sia…” è la frase con cui una delle prostitute del primo quadro narrativo minimizza – o, almeno, tenta di farlo – quel carico di dolore ed insensatezza, che l’ha condotta a quella vita; e il duende, in fondo, resta sempre quello: quello di donne, che – nonostante tutto – hanno dovuto pararsi e rialzarsi, di fronte agli urti della vita. E, così, quel balletto finale, che le vede artefici di un’inarrestabile spirito di leggerezza, ma anche di non rinuncia, ha lo stesso sapore di una rinascita tanto impalpabile quanto incontrovertibile.”
(Francesca Romana Lino, Platealmente.it)

2014_12_15 I nuovi spettacoli entrati nel cartellone del Libero di Milano


TEATRO LIBERO Milano Stagione 2014-2015
Dal 15 al 17 dicembre 2014_12_15
Teatro Libero Via Savona, 10 - Milano
DOLORES
di Edward Allan Baker
traduzione e adattamento italiano a cura di Alessandra Basile e Lisa Vampa
con Alessandra Basile e Lisa Vampa
produzione Associazione Filodrammatica Effort ABVP

Dolores è uno spettacolo che parla di violenza domestica, stalking e abuso sui minori.
Un atto unico in cui i due personaggi, le sorelle Sandra (Lisa Vampa) e Dolores (Alessandra Basile), raccontano il loro dramma condito da situazioni tragicomiche ed espressioni colorate, svelando al pubblico un terribile passato caratterizzato da brutalità familiari
Le protagoniste provengono da una famiglia disagiata e violenta, dove il padre alcolizzato ha seminato il terrore per anni. Nonostante i loro ricordi d’infanzia comuni, i loro modi di affrontare la sofferenza sono opposti e apparentemente inconciliabili: Sandra, casalinga, madre e moglie remissiva che si nasconde nelle piccole certezze apparenti della sua quotidianità; Dolores, trentenne allo sbando, perennemente in lotta con sé oltre che con la famiglia e i partner violenti.
Sandra è a casa da sola che si gode il suo momento di relax settimanale, lontana da figli e marito, quando compare Dolores, che chiaramente non è la benvenuta …
Dopo un inizio burrascoso e verbalmente violento - Sandra rinfaccia a Dolores la serie di relazioni fallimentari con uomini più che mai discutibili - lo spettatore viene traghettato nei trascorsi delle due donne, in un turbinio di emozioni e sentimenti dai toni drammatici contrapposti a momenti di grande ilarità.
Autore di questa pièce del 1986 è il newyorkese Edward Allan Baker, la cui scrittura risulta estremamente interessante, realistica e piena di ritmo.
Dolores, black comedy con un finale inatteso, è una bella sfida per attori e registi.
La traduzione e l’adattamento in italiano, ad opera delle stesse attrici, sono stati una prova di grande scrittura, in quanto la traslazione di luogo e cultura non ha intaccato lo smalto del testo originario.
L’attenta regia di Adriana Milani sottolinea lo straordinario e sincero legame tra le due sorelle, offrendo, in modo delicato e sensibile, ciò che l’autore ha così generosamente scritto.
Le vicende di Sandra (Lisa Vampa) e Dolores (Alessandra Basile) sono quelle di milioni di donne vittime di violenza, omertà, ignoranza.
Dolores è dedicato a tutte le Sandra e Dolores del mondo, ai loro diritti di donne e alla libertà anche quando manca il coraggio di denunciare.
Dolores rappresenta la speranza e il desiderio che tutta questa violenza un giorno finisca e che nessuna donna e nessun bambino debbano più avere paura.
"I write about people born to brick and asphalt, who don't have bad days, they have bad years.” (E. A. Baker )

Lo spettacolo ha avuto il Patrocinio di:
Regione Lombardia - Assessorato delle Pari Opportunità,
Amnesty International Sezione Italia,
Terre des Hommes Italia (campagna “Indifesa” per la tutela delle bambine da violenza e abusi).
L’iniziativa ha suscitato interesse ed è stata condivisa anche dalla Fondazione Doppia Difesa.
Per il trailer dello spettacolo clicca qui: https://www.youtube.com/watch?v=rrNzT7RQo2Y 

Qualche estratto dalla critica:
“Dolores, prima ancora che una storia di violenze domestiche, è un testo che fornisce infiniti spunti di riflessione sulla condizione femminile nel mondo di oggi. Il fatto che l’opera l’abbia scritta Edward Allan Baker, ovvero un uomo, fa ben sperare: significa che le due metà del cielo, in certi casi, riescono a comunicare tra loro proficuamente.”
(Francesco Mattana, Vita.it)

“La visione di Dolores è un'esperienza che consiglio a tutti: riuscire - nell'arco di meno di un'ora di performance - a raccontare per bene la sofferenza che si può respirare tra le mura domestiche è un esercizio che riesce a pochi. Riesce solo a quelli bravi. […]
Non ci sono tempi morti: si segue tutta d'un fiato questa pièce, senza mai annoiarsi. […]
Questo spettacolo cattura perché parla di noi, e lo fa con un linguaggio popolare (e popolaresco) veramente efficace.”
(Francesco Mattana)

“... un dialogo intenso e coinvolgente, attraverso il quale lo spettatore viene traghettato nei trascorsi delle due donne, fra tragedia, le emozioni e i sentimenti evocati dal loro passato, e commedia, lo sguardo ironico con cui nel presente le due donne rivivono e metabolizzano i loro trascorsi.”
(Sabrina Minetti, Mondo Rosa Shokking)

PROMOZIONE:
Chi volesse assistere a questo e allo spettacolo precedente, Cosa vuoi che sia, sempre incentrato sulla figura femminile, in scena a Teatro Libero dal 9 al 14 dicembre, può acquistare i biglietti in un’unica soluzione al vantaggioso prezzo di  € 24,00.

BIGLIETTERIA
PREZZI BIGLIETTI
Intero € 19,00
Ridotto under26 e over60 € 13,00
Allievi Teatri Possibili con TPCard € 6,00
Allievi altre scuole di teatro € 10,00
Prevendita € 1,50

ORARIO SPETTACOLI
Da lunedì a sabato ore 21.00
Domenica ore 16.00


ORARI BIGLIETTERIA
Da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00
Nei giorni di spettacolo:
Da lunedì a venerdì fino alle 21.30
Sabato dalle 19.00 alle 21.30
Domenica dalle 14.00 alle 16.30

CONTATTI
02 8323126

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2014_12_07 Concerto a San Francesco della Orchestra Città di Vigevano e della Cappella della Cattedrale

Domenica 07 Dicembre 2014, ore 21.00
Chiesa di S.Francesco - Vigevano

Elevazione Spirituale a S.Ambrogio

S.E. Mons. Vescovo con la Chiesa Vigevanese
onora il Santo Patrono

Orchestra Città di Vigevano
Cappella Musicale della Cattedrale di Vigevano
Direttore:
Andrea Raffanini
Solisti:
Ilaria Torciani, soprano
Beatrice Oteri, flauto
Pirro Gjikondi, violino
Maestri del Coro:

Don Paolo Lobiati, Gianpiero Fornaro

§§§§§§§§§§§
PRIMA PARTE
Ludwig Van Beethoven (1770 – 1827)
Romanza per violino e orchestra in Fa maggiore n°2 op.50
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)
Andante in do maggiore per flauto e orchestra KV315
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)
Exsultate, Jubilate mottetto per soprano e orchestra KV165
(1.Exsultate, Jubilate 2.Recitativo: Fulget amica dies 
3. Tu virginum corona 4. Alleluja)
SECONDA PARTE
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)
Ave Verum Corpus mottetto per coro e orchestra KV618
Johann Sebastian Bach (1685 – 1750)
Jesu Bleibet meine Freude 
corale dalla cantata Herz und Mund und Tat und Leben BWV147 
Giulio Caccini [attrib.] (1550 ca. – 1618)
Ave Maria
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)
Laudate Dominum per soprano e orchestra
dai Vesperae Solemnes de Confessore KV339

L'Orchestra Città di Vigevano nasce in stretta collaborazione con l'Istituto “Costa”, la più antica ed importante istituzione musicale della città i cui allievi, negli anni, si sono distinti in alcune fra le più importanti realtà orchestrali italiane. Tra i suoi elementi cardine il maestro Alberto Stagnoli, violino di spalla e tutor degli archi, attualmente coordinatore didattico del “Costa”.

Con il forte intento di formare le generazioni musicali future e di legare questa nuova realtà al territorio, fanno parte dell'Orchestra Città di Vigevano professionisti di alto livello, cui si affiancano gli allievi ed i giovani più meritevoli che oggi frequentano l'Istituto “Costa” oltre che gli ex allievi che l'Istituto cittadino ha diplomato negli ultimi decenni.
Nata anche come diretta emanazione dell'Orchestra “In Crescendo”, protagonista negli ultimi anni degli appuntamenti musicali presso l'Auditorium San Dionigi, in un periodo non roseo anche per istituzioni sinfoniche importanti, vittime e preda della crisi economica che miete vittime soprattutto nel settore culturale, l'Orchestra Città di Vigevano, la Fondazione Piacenza & Vigevano che da sempre la sostiene e il suo direttore artistico Piero Corvi, lavorano con grande forza di volontà ad ambiziosi progetti, tra i quali l'intento di dare alla popolazione una istituzione musicale capace di produzioni artistiche di buon livello, tali da poter accompagnare e sottolineare i momenti più importanti della vita vigevanese.
E’ per questo che l’orchestra “In Crescendo” nel corso del 2013 ha ottenuto – con delibera della Giunta Comunale – il titolo e la denominazione di Orchestra Città di Vigevano. Numerosi i progetti già realizzati nel 2013, tra i quali la rappresentazione in forma scenica di una selezione del Barbiere di Siviglia, la collaborazione con Enrico Beruschi per la realizzazione della favola musicale di Prokofev Pierino e il Lupo, il sodalizio con prestigiosi cantanti come il soprano Ilaria Torciani, il baritono Davide Rocca e il basso Luciano Andreoli.
Nel 2014, in seno all'Orchestra Città di Vigevano, nasce un gruppo da camera formato dai solisti e dalle prime parti dell'Orchestra stessa: i "Cameristi di Vigevano" si esibiscono in varie formazioni e con repertori che spaziano dalla musica antica e barocca al repertorio liederistico e strumentale del primo Novecento.

Orchestra Città di Vigevano
Sede operativa: Piazza Calzolaio d’Italia, 1
27029 Vigevano (PV)

Associazione Gabriel Fauré
Sede legale: Via San Barnaba, 25
27020 Olevano di Lomellina (PV)
Sede operativa: Corso della Repubblica, 9
27029 Vigevano (PV)
L’Associazione Gabriel Faurè è referente per le attività dell’Orchestra Città di Vigevano

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)