2009 09 25 La voce dell'organo nei concerti a Piacenza


Dal 25 settembre al 21 novembre 2009
Piacenza - sedi varie
41a Settimana Organistica Internazionale
Ogni concerto è ad ingresso libero e gratuito.
Il 25 settembre ha inizio, come da tradizione, la 41a Settimana Organistica Internazionale con importanti appuntamenti che ci accompagneranno per circa due mesi, ogni fine settimana fino al 21 novembre.
La rassegna, come al solito di grande interesse e valore artistico propone, in una serie di 9 diversi appuntamenti, il fior fiore del concertismo per organo internazionale con nomi fra i più prestigiosi al mondo che, con programmi sempre accattivanti e nuovi, si cimentano di volta in volta con le particolari sonorità di 6 organi piacentini. Molto particolare ed inusuale sarà poi l'appuntamento che vedrà la presenza del doppio pianoforte a pedaliera in un omaggio a R. Schumann, in visione del bicentenario della nascita.
La manifestazione è realizzata sotto l'alto patronato dell'UNESCO che ne ha riconosciuto – come da anni accade – l'alto valore culturale ed artistico.
Maggiori dettagli sui singoli eventi possono essere trovati sul sito www.gruppociampi.com cliccando "Settimana Organistica Internazionale".
Calendario della manifestazione:
1° CONCERTO
Venerdì 25 settembre 2009
Piacenza, Basilica di S. Savino, ore 21
KLEMENS SCHNORR (Germania)
Musiche di: J. S. Bach, Th. Dubois, L. Boellmann, M. Reger, Ch.-M. Widor
2° CONCERTO
Sabato 3 ottobre 2009
Piacenza, Basilica di S. M. di Campagna, ore 21
PIERRE PINCEMAILLE (Francia)
Musiche di: J. S. Bach, C. Franck, L. Vierne, P. Pincemaille
3° CONCERTO
Sabato 10 ottobre 2009
Cortemaggiore (Pc), Basilica Collegiata, ore 21
FABRIZIO MARCHIONNI (Italia)
Musiche di: F. Marchionni, V. Bellini, C. Franck, E. Gigout, J. Brahms, P. Hindemith
4° CONCERTO
Sabato 17 ottobre 2009
Piacenza, Basilica di S. Savino, ore 21
THIERRY ESCAICH (Francia)
Musiche di: C. Franck, J. Brahms, J. Alain, Th. Escaich, O. Messiaen
5° CONCERTO
Sabato 24 ottobre 2009
Piacenza, Basilica di S. Anna, ore 21
KAREN DE PASTEL (Austria)
Musiche di: G. Frescobaldi, J. K. Kerll, G. Muffat, J. P. Sweelinck,
J. S. Bach, L. Mozart, Anonimo, K. De Pastel
6° CONCERTO
Sabato 31 ottobre 2009
Piacenza, Basilica di S. Giovanni in Canale, ore 21
MICHAEL KAPSNER (Germania)
Musiche di: C. Merulo, G. Böhm, M. Kapsner, G. Frescobaldi,
J. J. Froberger, J. S. Bach, G. Muffat
7° CONCERTO
Sabato 7 novembre 2009
Piacenza, Basilica di S. Savino, ore 21
ETIENNE WALHAIN (Belgio)
Musiche di: J. S. Bach, J. Guillou, F. Liszt/J. Guillou
8° CONCERTO
Sabato 14 novembre 2009
Piacenza, Oratorio di S. Cristoforo, ore 21
JOHANNES SKUDLIK – doppio pianoforte a pedaliera (Germania)
Musiche di: J. S. Bach, R. Schumann, F. Liszt, J. S. Bach/F. Busoni
9° CONCERTO
Sabato 21 novembre 2009
Piacenza, Basilica di S. Antonino, ore 21
Jörg ABBING (Germania)
Musiche di: N. de Grigny, J. S. Bach, R. Schumann, Ch. Tournemire, J. Abbing

2009 09 26 Presentazione dell'album My gaelic heart


Sabato 26 settembre 2009 ore 18.15
Libreria Il Convivio
Corso Garibaldi a Vigevano
My gaelic heart
Raccolta di brani tradizionali irlandesi e scozzesi
Interpretati dalla voce e dall'arpa celtica di Rita Partini.
A tutti gli ospiti sarà offerto un aperitivo di benvenuto.
Avrà luogo il prossimo 26 settembre con inizio alle ore 18,15 presso gli spazi della libreria Il Convivio di corso Garibaldi a Vigevano la presentazione dell'album "My gaelic heart", raccolta di brani tradizionali irlandesi e scozzesi, interpretati dalla voce e dall'arpa celtica di Rita Partini.
L'incontro sarà un'occasione per ascoltare alcuni brani dell'album proposti dal vivo e per conoscere Rita e la sua poetica, in compagnia dei responsabili dello studio After Life Music Dimension dove l'album è stato realizzato.
L'iniziativa è organizzata dall'associazione culturale Il Circolo, che dà inizio in questo modo all'attività del nuovo anno associativo. Il Circolo invita tutti i soci e simpatizzanti a prendere parte alla cena associativa che si terrà la sera stessa, 26 settembre, a partire dalle ore 20.45: per informazioni e prenotazioni, chiamare il numero 3403579427.
Contatti:
Il Circolo – via Boldrini 1, Vigevano 340-3579427
Libreria Il Convivio – corso Garibaldi, Vigevano
0381.81833, libreria@libreriailconvivio.it
My gaelic heart
Rita Partini
Voce, Bodhran, Arpa Celtica
Arpaterapeuta
L'album di esordio di Rita Partini, si compone di dodici tracce complessive, tutte provenienti dalla tradizione celtica e britannica. La gamma espressiva del lavoro è composta dalle tinte tenui del suo canto - che non potrà mancare di ricordare voci "gaeliche" come ad esempio quelle di Enya e Sinead O'Connor - accompagnato da uno strumento particolare come l'arpa celtica. Con Rita Partini abbiamo a che fare con una musicista in grado di realizzare un prodotto artisticamente valido e filologicamente ineccepibile; e infatti uno degli aspetti di maggior pregio della sua opera è proprio la capacità di rifuggire a talune "sirene", mai così attuali in tempi di grande fascinazione per il fantasy e le mitologie celtiche.
Programmaticamente, il "cuore gaelico" di Rita si snoda attraverso una serie di brani popolari in lingua, per l'appunto, gaelica, e in inglese; tra questi ultimi segnaliamo "Greensleeves", un tema attribuito ad Enrico VIII che gli appassionati del pop e del rock definirebbero un vero e proprio standard, se è vero che musicisti di chiara fama come Jeff Beck, John Coltrane e Ian Anderson (il "flauto più famoso del rock", leader dei Jethro Tull) lo hanno proposto all'interno di loro album, sebbene solo in versione strumentale.
La cifra stilistica che caratterizza l'intero lavoro è quella della levità, suggerita dalla voce da soprano leggero di Rita e da uno strumento molto particolare come l'arpa celtica, che insieme ricreano suggestivi paesaggi da sogno, anche grazie all'accorto arrangiamento a sovrapporre nei momenti-chiave cori e controcanti (si ascolti a proposito "Gaelic Set"). In un caso – "My Lagan Love" - è la pura voce di Rita ad ergersi protagonista: una performance che mette a nudo il canto, facendo emergere le sue qualità interpretative. In un caso, invece, il palcoscenico è lasciato alla sola arpa, a menare le danze nella giga di Morrison.
Un lavoro, complessivamente, raccomandabile anche ai non appassionati di musica gaelica: vuoi per la validità artistica, vuoi per la capacità di intrattenere in maniera magnetica l'ascoltatore, dall'inizio alla fine dei suoi 55 minuti. Tra i momenti più emozionanti, oltre ai già citati intarsi canori di "Gaelic Set", segnaliamo il contrasto di "Dance To Your Shadow", che a un certo punto passa dall'atmosfera rassicurante dell'arpa a quella "tribale" del bodhran (unico strumento ammesso nell'album oltre all'arpa) e ad un canto frenetico - tra l'altro in lingua gaelica, a rimarcare ulteriormente il cambio di registro rispetto alla prima parte in inglese.
Senza arrivare ai livelli di un Alan Stivell, "My gaelic heart" è un lavoro destinato a diventare un piccolo classico del suo genere e, ci auguriamo, servire a Rita come trampolino di lancio per una carriera che sta cominciando a dare soddisfazioni (è recentissima la sua applaudita partecipazione al festival internazionale "Celtica" di Courmayeur). Per maggiori approfondimenti e per ascolti in streaming di alcuni brani da lei interpretati, vi invitiamo a visitare i siti www.myspace.com/ritapartini e www.ritapartini.it. Segnaliamo inoltre www.after-life.it, la piattaforma web dello studio After Life Music Dimension che ha prodotto l'album, dove sono reperibili ulteriori informazioni e novità dal mondo della musica. L'album è reperibile presso After Life, in via dei Mulini 1 a Vigevano
Intervista a Rita Partini a cura de "Il Circolo"
Incontriamo Rita Partini in un assolato pomeriggio di agosto. Con lei parliamo del suo album "My gaelic heart", raccolta di brani tradizionali gaelici, realizzato presso gli studi After Life Music Dimension di Vigevano, che vedrà la presentazione ufficiale il prossimo 26 settembre, alle ore 18 presso la libreria Il Convivio di corso Garibaldi a Vigevano.
Può spiegarci cosa si intende esattamente per "musica gaelica"?
Il gaelico è quella lingua, proveniente direttamente dall'antico celtico, che viene parlata ancora oggi in paesi come l'Irlanda e la Scozia. Questa lingua antichissima è stata per secoli avversata dai dominatori inglesi, col risultato che oggi viene parlata solo in zone circoscritte. Per ovviare a questo problema, il governo irlandese ha introdotto corsi di gaelico nelle scuole, e gli studenti delle grandi città come Dublino sono tenuti a fare periodicamente viaggi nei gaeltacht (distretti di madrelingua gaelica) per impratichirsi con la lingua. La musica gaelica è la musica tradizionale di questi paesi, suonata con l'arpa (simbolo dell'Irlanda) e con strumenti quali cornamuse e bodhran (sorta di tamburello) ma anche chitarra, flauto o violino e cantata per l'appunto in gaelico.
Qual è la genesi di "My gaelic heart" e come nasce questa passione per una cultura musicale così lontana, almeno geograficamente, dalla nostra?
Pur non essendo gaelica di nascita, fin da piccola ho sentito molto vicino questa cultura. La prima volta che sono entrata in contatto con questa musica è stato verso i 12 anni, con Enya. L'ascolto delle sue canzoni mi colpì particolarmente, non potei fare a meno di innamorarmi delle sue sonorità così misteriose e del suo cantato così rarefatto; in breve, sentii che quella musica, quello spirito mi appartenevano. Da allora ho approfondito con viaggi, stage e con lo studio questa passione, e dopo anni di concerti sono finalmente giunta a realizzare una mia raccolta che, per l'appunto, prende il nome di "My gaelic heart", a rimarcare questa profonda connessione con il magico mondo gaelico. La mia nascita mediterranea è comunque presente nei solchi dell'album, e posso affermare orgogliosamente che il lavoro finale rispecchi l'incontro tra i miei natali italiani e il mio cuore gaelico.
Cosa ci può dire dell'album e della sua realizzazione?
Si tratta del mio primo lavoro discografico vero e proprio, in pratica una testimonianza su disco di quanto propongo dal vivo. In realtà, durante i miei concerti dialogo molto col pubblico, fornendo la spiegazione dei testi - cosa che per ovvi motivi non ho potuto fare nel ristretto spazio di un CD - e ambientandoli in un contesto misterioso e favolistico, da cui per l'appunto provengono.
Relativamente alla produzione dell'album, ritengo di essere stata fortunata ad aver incontrato Marco Germani, titolare dello studio After Life presso il quale ho realizzato il lavoro. Marco è anch'egli un artista e ha sviluppato una sensibilità particolare che gli ha permesso di entrare subito in sintonia col mio spirito, permettendomi di esprimere le mie idee senza limitazioni.
Tra le sua attività connesse alla musica, c'è anche l'arpaterapia. Di che si tratta?
L'arpaterapia è una branca della musicoterapia: consiste nel suonare l'arpa dal vivo, di fronte a singole persone o gruppi, congiuntamente all'uso della narrazione terapeutica o del canto. E' limitante definirla una semplice tecnica di rilassamento: in generale, serve a favorire lo sviluppo della persona, e non casualmente mi è stato chiesto in più occasioni di realizzare sessioni di arpaterapia per aiutare i ragazzi disagiati. In particolare, vorrei ricordare la bellissima esperienza che ho avuto con i bambini del quartiere Scampia, a Napoli, città dalla quale provengo: a loro tra l'altro dedico due delle canzoni del mio album, vale a dire Éiníní e Beidh Aonach Amárach. La prima è una ninna nanna irlandese, la seconda è il dialogo di una mamma con la figlia di undici anni. A differenza dell'Italia, le canzoni per bambini in Irlanda sono entrate a pieno titolo nel novero delle canzoni tradizionali e anche grandi musicisti si cimentano nell'interpretazione di brani di questo genere.
Da alcuni mesi lei risiede a Vigevano, situazione che le permette di avere una visione imparziale sulla situazione culturale della nostra cittadina.
Mi trovo abbastanza bene a Vigevano, lo trovo un centro a misura d'uomo. E' una cittadina piuttosto tranquilla, cosa che rientra nella mia dimensione. Per quanto io abiti qui da poco, ho notato che ci sono parecchie persone che hanno molto da dire, ma che per qualche strana ragione non si riesca ad esprimere tutte le potenzialità a disposizione. Mi aspettavo inoltre una popolazione più anziana, e invece i giovani sono molti… mi sembra però che questi ultimi non abbiano opportunità per esprimersi e che per farlo debbano spostarsi fuori.
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
Innanzitutto proseguirò nell'ambito gaelico, cercando collaborazioni con altri artisti. Oltre a questo, cercherò di esplorare nuovi territori, nuovi generi musicali, e possibilmente cimentarmi come autrice. Proseguirò inoltre la partecipazione a festival in Italia e all'estero; festival che tra l'altro hanno un ottimo ritorno di pubblico, anche nel nostro paese.
Rita Partini, Voce, Bodhran, Arpa Celtica Arpaterapeuta
Nata a Napoli, si è laureata in Scienze Biologiche svolgendo la tesi sperimentale in Botanica Sistematica. Spinta da una forte ed innata passione, nel 1996 comincia a dedicarsi alla ricerca e allo studio della musica, della cultura e della lingua celtica.
Nel 2000 inizia gli studi da soprano leggero dedicandosi principalmente al caratteristico stile vocale della tradizione celtica, in particolare al canto tradizionale gaelico. Tra i suoi insegnanti di canto: la splendida voce di origine celtico-mediterranea Jenny Sorrenti, il M° Sabatino Raja (scuola Savarese-Callas) e per il canto gaelico Christine Primrose. Sempre nell'anno 2000, Rita comincia lo studio di bodhran e spoons, tipici strumenti a percussione irlandesi. Nel 2002, spinta dal desiderio di arricchire le sue esperienze musicali, si iscrive al Conservatorio di Napoli per intraprendere lo studio dell'arpa.
E' di recentissima uscita (luglio 2009) il suo primo lavoro discografico intitolato "My Gaelic Heart", album prodotto dall'etichetta discografica indipendente "After Life Music Dimension" di Vigevano (PV).
Sia come solista sia in gruppo o in collaborazione con altre formazioni, si è esibita in numerosissime serate, concerti e manifestazioni prestigiose, tra cui in Italia:
· Festival internazionale CELTICA 2009, Courmayeur (AO)
· Festival Interceltico TRIGALLIA, Argenta (FE)
· Settimana della Cultura 2008, col patrocinio della Soprintendenza pei Beni Archeologici Regione Lombardia, Castelseprio (VA)
· Festival "Eldalie" e altre manifestazioni organizzate dalla Società Tolkieniana Italiana
· Ariano Irpino Folk Festival
· i "Venerdi Musicali" del Conservatorio di musica "S.Pietro a Majella" di Napoli
· Maggio dei Monumenti (Napoli)
· Mantra Rock Festival (Napoli)
· Festival Internazionale di Benevento
Nonchè all'estero:
· Durante le importanti Seisiun estive di Rath Cairn (Co. Meath, Ireland), in uno dei rari Gaeltacht della zona (distretto di lingua madre gaelica), avendo l'onore di esibirsi fra numerosi talenti dello sean-nos singing, della musica strumentale e della danza tradizionale, provenienti da svariate regioni dell'Irlanda
· Presso il Sabhail Mor Ostaig College (Isle of Skye, Scotland) strappando lunghi applausi, sul palco del Talla Mhor, al cospetto di un folto ma selezionato pubblico, fra cui non sono mancati artisti del calibro di Christine Primrose (docente di canto gaelico del College) e Rona Lightfoot (una delle prime donne suonatrici di cornamusa), tra le più importanti e preziose custodi della tradizione canora e strumentale delle Highlands.
Ha collaborato inoltre tra gli altri con artisti e formazioni come: Marco Francini, 24 Grana e la Celtic Harp Orchestra.
Attualmente, inoltre, formatasi in Arpaterapia presso la Scuola di Musicoterapia "Arpamagica" (MI) sotto la guida del M° Ludwig Conistabile, sta svolgendo la propria attività di terapeuta rivolta non soltanto agli adulti ma anche a bambini e ragazzi. Oltre che all'attività musicale, Rita si dedica da anni anche ad approfondimenti culturali sui Celti, ed è docente e organizzatrice di corsi, incontri e stage sulla cultura e la spiritualità celtica (Il Cerchio delle Fate).
Per maggior informazioni e immagini: www.ritapartini.it

2009 09 12 Ravello Festival

Sabato 12 settembre 2009
Duomo di Ravello
Accademia San Giorgio di Venezia
Direttore Alessandro Tortato
Un progettoTerritori Divini
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
 
Programma:
 
Felix Mendelssohn Bartholdy
Sinfonia per archi n. 10 in Si minore
Adagio
Allegro
Più presto
 
Franz Joseph Haydn
Sinfonia n. 44 "Trauer-Symphonie" (Sinfonia funebre) in Mi minore Hob. I: 44
Allegro con brio
Menuetto (Canon)
Adagio
Finale. Presto
 
Richard Wagner
Siegfried Idyll (Idillio di Sigfrido)
 
Anche questo concerto vuole brevemente ricordare sia Felix Mendelssohn Bartholdy (1809-1847), che Franz Joseph Haydn (1732-1809), i due compositori di cui ricorre nel 2009 il bicentenario. Della precocità di Mendelssohn abbiamo già accennato, e anche il caso delle giovanili Sinfonie per archi è illuminante in questo senso, in quanto esse furono composte tra i 12 e i 14 anni d'età. In un primo tempo rimasero quasi dimenticate, considerate come esperimenti giovanili. Una volta riscoperte, queste 12 piccole gemme hanno poi trovato un loro posto nel repertorio esecutivo delle orchestre d'archi.
Delle ben 104 Sinfonie che Haydn compose, la Trauer, appartenente al periodo centrale della produzione del compositore, è certo una delle sue migliori. Lo testimonia anche la considerazione che l'autore ebbe di questo lavoro, visto che espresse il desiderio che il movimento lento e cantabile, l'Adagio in Mi Maggiore, fosse eseguito in occasione del suo funerale. Da questo aneddoto prese poi il nome l'intera Sinfonia.
Il Siegfried Idyll (Idillio di Sigfrido) è praticamente l'unico brano orchestrale scritto da Richard Wagner(1813-1883) che richieda un organico contenuto. In realtà si tratta, nelle intenzioni originali dell'autore, di una composizione cameristica, concepita originariamente per soli 13 esecutori. Wagner, per fare un regalo alla moglie Cosima nel giorno del suo compleanno, eseguì per la prima volta il brano dirigendolo personalmente: la mattina del 25 dicembre 1870 Cosima fu svegliata dalle meravigliose e romantiche note dell'Idillio, in un'esecuzione privata all'interno della loro villa a Tribschen, presso Lucerna. Il brano, nel quale compaiono diverse citazioni dall'opera dedicata al grande eroe Sigfrido ("colui che non conosce la paura"), è ricco di riferimenti "segreti" legati alla vita privata di Richard e Cosima: il Tema della pace (dietro il quale sarebbe qui forse rappresentata Cosima), quello di Siegfried tesoro del mondo (inteso forse a rappresentare lo stesso Wagner), il Motivo della decisione d'amore e una ninna-nanna che i due coniugi cantavano solitamente alla figlioletta Eva.
 
Accademia San Giorgio di Venezia
L'orchestra nasce a Venezia nel 1994. Dal 1999 trasferisce la sua sede nell'isola di San Giorgio Maggiore, presso la Fondazione "Cini", con la quale instaura un rapporto di stretta collaborazione finalizzato all'indagine di pagine musicali poco note. Da quella data assume il nome di Accademia di San Giorgio.
L'Accademia di San Giorgio ha collaborato con famosi direttori d'orchestra e prestigiosi solisti Apprezzata dal pubblico e premiata dalla critica, l'orchestra è stata invitata dal Bologna Festival, dal Festival di Salisburgo, dal Festival di Città di Castello, da settembre Musica, dagli Amici della Musica di Firenze, dai Concerti della Normale di Pisa, dal Teatro Manzoni di Milano, dal Teatro Comunale di Treviso. La consuetudine a suonare insieme e il grado di affiatamento raggiunto consentono all'orchestra di esibirsi anche senza direttore. Il repertorio spazia dal barocco alla musica contemporanea, toccando tutti i capolavori scritti per orchestra d'archi
 
Alessandro Tortato, direttore d'orchestra
Nato a Venezia nel 1969, ha conseguito i diplomi di Pianoforte, Composizione e Direzione d'orchestra a Venezia e Vienna. Nel 2003 ha vinto il primo premio al concorso internazionale per direttori d'orchestra di Maikop (Russia), successo che gli ha permesso di esibirsi con la Berliner Kammerphilharmonie nella celebre Philharmonie di Berlino. Nello stesso anno l'Associazione Richard Wagner di Venezia gli ha conferito lo "Stipendium" per il Bayreuther Festspiele 2003. Ha diretto l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali, la Sinfonica Abruzzese, Orchestra dell'Accademia della Scala, Orchestra Filarmonia Veneta, Edinburgh Youth Orchestra, Moscow Chamber Orchestra, Berliner Kammerphilharmonie, Orquestra de Cadaques. Dal gennaio 2009 è direttore principale dell'Orchestra Accademia di San Giorgio presso la Fondazione "Cini" di Venezia.
Laureato in Scienze storico-politiche presso l'Università di Padova ed in Storia presso l'Università di Venezia, ha pubblicato per Mursia La prigionia di guerra in Italia 1915-1919. Scrive per le pagine culturali del Corriere del Veneto – Corriere della Sera.
 
Rvello
 

2009 09 13 MiTo = Nella vecchia fattoria

Domenica 13 settembre 2009 ore 17
Castello Sforzesco, Cortile della Rocchetta, Milano
Alla scoperta del mondo degli animali
con La fattoria dei musicisti nello spettacolo per bambini al Castello
 
Discovery Ensemble
Luigi Di Fronzo, direttore
Clio Cipolletta, voce recitante
Scene e costumi a cura di Paola Giorgi
Coreografie e movimenti mimici, Eleonora e Silvana Burtulla (Professione
danza e balletto)
Progetto, Paola Giorgi e Biagio Iudica
Scene e costumi realizzati da Stefania Coretti, Maria Barbara De Marco,
Consuelo Olivares, Serena Maria Pinto, Elena Rossi, Lucrezia Tagliavini
(Scuola di Scenografia dell'Accademia di Belle Arti di Brera)
Regia audio e registrazione interventi, Attilio Panizzini
 
Ingresso 5 Euro
 
Si chiama la fattoria dei musicisti il nuovo spettacolo del Festival dedicato ai bambini con il Discovery Ensemble, diretto da Luigi Di Fronzo. Nel programma di domenica 13 settembre 2009 alle ore 17 al Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco, la musica farà da guida a storie di cani, gatti, topolini, ricci e scoiattoli della foresta, pesci e musicisti, attraverso capolavori di grandi autori del Novecento e con i commenti registrati di celebri etologi. Uno spettacolo accattivante che propone diverse situazioni del mondo degli animali, sul filo del divertimento leggero, dell'ironia e del sorriso. La finalità è chiaramente educativa: permettere ai più piccoli di conoscere alcune pagine della storia della musica con nuove formule di intrattenimento musicale, uscendo dal rito del concerto.
Il programma musicale coinvolge quattro grandi autori Gershwin, Berio, Janácek e Saint-Saëns con una delle più ironiche partiture di fine secolo.
È di Gershwin Walking the dog, un brano di grande efficacia nonostante la brevità. Fu scritto nel 1937 per il film Shall we dance e interpretato dalla celebre coppia Fred Astaire & Ginger Rogers: in poco più di due minuti la musica accompagna la sequenza in scena di un cane a bordo di una nave di lusso.
Opus number Zoo, per quintetto di fiati è un'opera giovanile di Luciano Berio in cui quattro storielle sono raccontate a turno da tutti i cinque musicisti, con meccanismi ripetuti come carillons e piccole fanfare: storie di un pulcino ed una volpe; di un cavallo, di un topino, di un duello di gatti vanesi per le strade di Firenze.
 
Il programma musicale:
 
George Gershwin
Promenade - Walking the dog (trascrizione per piccola orchestra di Daniele Sacchi)
Walking the dog è un brano umoristico composto da Gershwin nel 1937 per il film Shall we dance con Fred Astaire e Ginger Rogers. La musica accompagna la scena della promenade di un cane su una lussosa nave da crociera.
 
Luciano Berio
Opus number Zoo, per quintetto di fiati
Opus number Zoo, per quintetto di fiati è un'opera giovanile di Luciano Berio, costruita su un testo di tipo dadaista e composto da quattro storie, raccontate dai musicisti stessi: Ballo campestre, Il cavallo, Il topo, I gattacci. Sebbene differente dalle profondità di opere più mature di Berio come il Notturno o la radicalità di Passaggio questo lavoro del 1952 contiene già molte delle innovazioni del grande compositore italiano.
 
Leos Janácek
Concertino per pianoforte e orchestra da camera
Concertino per pianoforte e orchestra da camera del 1925 è un divertente e scherzoso lavoro di Leos Janácek in cui gli animali del bosco si muovono in un contesto carico di allusioni e doppi sensi.
 
Camille Saint-Saëns
Le Carnaval des animaux, grande fantasia zoologica per due pianoforti e piccola orchestra
Il Carnevale degli animali di Saint-Saëns, composto nel 1886, ma eseguito pubblicamente solo nel 1922 dopo la morte dell'autore è forse l'opera più importante del compositore francese. I suoi 14 brani, ognuno dedicato ad un animale sono ricchi di riferimenti satirici al mondo musicale.
  
In collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera – Scuola di Scenografia
Professione Danza e Balletto
 
 
Clio Cipolletta, voce recitante
Classe 1985, nata a Napoli, dopo gli studi nella sua città e le prime esperienze di teatro per la regia di Carlo Cerciello, si iscrive alla Scuola di Teatro del Piccolo diplomandosi nel 2008. Al Piccolo ha recitato nel Gabbiano e nel Giardino dei ciliegi di Cechov (regia di Enrico D'Amato), nella Betìa di Ruzante (regia di Gianfranco de Bosio), in Futur…azione a crepapelle (regia di Emanuele De Checchi), Gl'Innamorati di Goldoni (regia di Massimo De Francovich).
Diretta da Luca Ronconi ha preso parte a Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare. Nella stagione appena conclusa, ha recitato anche in Darwin… tra le nuvole, di Boschi/de Luca/Giorello (regia di Stefano de Luca), Il gatto con gli stivali-Una recita continuamente interrotta di Tieck/Tessitore (regia di Carmelo Rifici) e La cimice di Majakovskij (regia di Serena Sinigaglia).
Nell'estate 2009 ha inoltre recitato in Un altro gabbiano da Checov, per la regia di Luca Ronconi, una produzione del Centro Teatrale Santa Cristina per il Festival dei 2 Mondi di Spoleto.
 
Discovery Ensemble
Pochi rammentano che il termine Discovery che dà il nome all'ensemble fondato a Milano nel 2009 ha una chiara e autentica radice letteraria. Nel racconto The Sentinel (La sentinella, 1948) il superbo scrittore inglese di fantascienza Arthur C. Clarke usò questo termine per indicare l'astronave diretta verso Giove, poi celebrata nel 1969 dal celebre film-cult: 2001 Odissea nello spazio di Kubrick.
Da allora Discovery è rimasta un sinonimo di avventurosa scoperta dell'ignoto, riciclato più tardi nelle prime spedizioni spaziali della Nasa. Ma nel nostro caso Discovery, il gruppo musicale in bilico fra camerismo e situazioni da piccola orchestra, è la premessa ovvia per la riscoperta di pagine musicali desuete, oltre che di un modo diverso di proporre l'intrattenimento musicale: uscendo dal rito del concerto per costruire volta per volta incroci e segmenti di stampo letterario, teatrale e cinematografico.
Un mix di suggestioni culturali che vuol segnare il destino di questo gruppo nato all'interno della Fondazione Amadeus, ma privo in realtà di ruoli fissi e stabili. Si tratta infatti di un ensemble "aperto" - come la dotta e semiologica Opera aperta del volume di Eco -  che si compone e scompone a seconda di necessità e ruoli, cercando sempre di chiamare a raccolta i migliori giovani esecutori di area italiana.
Per questo battesimo si allineano sulla scena strepitose prime parti di illustri compagini milanesi (Scala, Orchestra Verdi, Pomeriggi Musicali, Orchestra Cantelli) ma anche magnifici solisti usciti dal Conservatorio di Milano, appssionati cultori di musica da camera e jazzisti di rango.
L'idea è di continuare su questa strada carica di avventurose scoperte e modi (anche) trasgressivi di offerta al pubblico della grande musica; esplorando gli spazi siderali, lavorando nel teatro musicale da camera, incrociando suggestioni, segni, modi e linguaggi con entusiasmo e tenacia.
 
Luigi Di Fronzo, direttore
Nato a Milano, studi classici e musicali di pianoforte, composizione, analisi musicale, musicologia e direzione d'orchestra in Italia (Conservatorio di Milano, Accademia Musicale Pescarese) e Francia (Nizza, Académie Internationale), Luigi Di Fronzo si laurea con lode in Discipline della Musica all'Università di Bologna. È professore di Storia della Musica al Conservatorio di Milano, critico musicale per La Repubblica e Amadeus, scrittore di saggi e pubblicazioni per teatri e collane editoriali, già coordinatore artistico alla Triennale di Milano per cicli di concerti legati a mostre sul design.
Nel 2009 ha fondato il Discovery Ensemble (legato alla Fondazione Amadeus) al quale hanno aderito prime parti dell'Orchestra del Teatro alla Scala, dell'Orchestra Verdi, dei Pomeriggi Musicali, dell'Orchestra Cantelli, giovani componenti di gruppi da camera, jazzisti e brillanti diplomati musicisti del Conservatorio.
Fra i progetti futuri, segnaliamo la versione originale dell'Appalachian Spring di Copland, la riscoperta di titoli del teatro da camera novecentesco e un nuovo Carnevale degli animali di Saint-Säens nel maggio 2010 con l'Orchestra da Camera Slesiana, in Polonia.
 

Per informazioni:
 
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
www.mitosettembremusica.it

2009 09 13 MiTo = Che cosa è la musica contemporanea??

Domenica 13 settembre 2009 ore 18
Palazzo Clerici, Sala Leopoldo Pirelli, Milano
Attorno alla contemporaneità
Il critico del New Yorker Alex Ross presenta il suo nuovo libro nel convegno
Durante l'incontro il pianista Alfonso Alberti eseguirà al pianoforte musiche di Boulez, Stockhausen, Ligeti.
Ingresso gratuito
 
Arriva finalmente in Italia, presentato a MITO SettembreMusica direttamente dall'autore, Il resto è rumore, il libro di Alex Ross, critico musicale del New Yorker, pubblicato da Bompiani. Il lavoro traccia la storia della musica classica del Novecento, dall'età di Mahler e Strauss a Šostakovič, dall'ascesa dell'atonalità alla dodecafonia fino a Messiaen, Ligeti e al minimalismo, attraverso il racconto di momenti cruciali e opere-simbolo.
 
Al libro di Alex Ross è dedicato l'incontro Attorno alla contemporaneità, domenica 13 settembre 2009 alle ore 18 nella Sala Leopoldo Pirelli di Palazzo Clerici, cui partecipano alcuni esponenti del mondo culturale italiano: Umberto Angelini, il compositore Filippo Del Corno, Guido Guerzoni, ricercatore in storia della cultura dell'università Bocconi, lo scrittore Antonio Scurati, e Elisabetta Sgarbi. Coordina Francesca Colombo, segretario generale del Festival MITO.
L'incontro affronta e sviluppa alcuni degli argomenti trattati dal critico newyorkese. Nel libro di Ross, infatti, la visione storica della musica classica si inserisce nel quadro più ampio degli sviluppi politici, socioeconomici e intellettuali del secolo. Il volume, una lettura accessibile a tutti, non descrive solo gli artisti, ma anche i dittatori, i mecenati miliardari e i dirigenti che tentarono di esercitare il proprio controllo sulla musica, gli intellettuali che si sforzarono di porsi come giudici in fatto di stile; gli scrittori, il pubblico che osannò, vituperò e ignorò ciò che i compositori stavano facendo; le tecnologie, le rivoluzioni, le guerre calde e fredde, i flussi dell'immigrazione e le profonde trasformazioni sociali che rimodellarono lo scenario in cui lavoravano i compositori.
Una visione globale che si interroga sulle ragioni dello sviluppo della contemporaneità.
Col titolo originale, The Rest Is Noise è stato vincitore nel 2007 del National Book Critics Circle Award e del Guardian First Book Award nel 2008; finalista nel 2008 del premio Pulitzer Prize, salutato dal New York Times tra i 10 migliori libri del 2007 e largamente apprezzato dal Washington Post, il LA Times, il New York, il Time, The Economist, e Newsweek.,
 
 
 
In collaborazione con La Milanesiana
ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale)
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2009 09 13 Mito = Le più belle arie di Puccini ma ... non le cantano.

Domenica 13 settembre 2009 ore 22
Teatro di Verdura
Fondazione Biblioteca di via Senato, Milano
Nessun Canti
le più belle arie di Giacomo Puccini in chiave jazz nel concerto del Max De Aloe Quartet
 
Posto unico numerato 10 Euro
 
L'armonicista italiano Max De Aloe si presenta per la prima volta al Festival MITO con un concerto pensato esclusivamente per questa occasione:  domenica 13 settembre alle ore 22 sarà al Teatro di Verdura, Fondazione Biblioteca di via Senato, con il suo quartetto omonimo per "Nessun Canti" Giacomo Puccini tra lirica e jazz. Sulla scia del successo del cd Lirico Incanto pubblicato nel 2008, il concerto propone la rivisitazione di celebri arie d'opera di Giacomo Puccini rilette in chiave jazzistica dal musicista recensito tra i venticinque armonicisti jazz più significativi a livello mondiale.
Brani come Sono Andati? Fingevo di Dormire o Sì, mi chiamano Mimì da La Bohème, E lucevan le stelle da Tosca, vengono riletti con una miscela di modernità e passione grazie anche all'originale stile dell'ensemble che vede insieme a De Aloe Roberto Olzer al pianoforte, Marco Mistrangelo al contrabbasso e Nicola Stranieri alla batteria, e che riesce ad avvicinare al repertorio operistico e sorprendere anche un pubblico di non appassionati.
 
In collaborazione con Fondazione Biblioteca di Via Senato
 
 
Max De Aloe, armonica cromatica
Max De Aloe annovera nel suo curriculum prestigiose collaborazioni in sala di registrazione e/o dal vivo con musicisti del calibro di Adam Nussbaum, Bill Carrothers, Eliot Zigmund, Mike Melillo, Thilo Wagner, Don Friedman, Garrison Fewell, Shirley Bunnie Foy, Bibi Rover, Greg Burk, Franco Cerri, Renato Sellani, Gianni Coscia, Gianni Basso, Dado Moroni, Bebo Ferra, Barbara Casini, Umberto Petrin e molti altri.
Ha all'attivo sei album come leader e una quindicina come ospite, ma anche spettacoli in solo, realizzazioni di colonne sonore per spettacoli teatrali e documentari, oltre a collaborazioni con poeti e scrittori.
Di Max De Aloe il direttore di All Music Guide di New York, Thom Jurek, ha scritto: "C'è un mistero nel cuore del sound di Max De Aloe e nelle profonde radici del suo approccio armonico al jazz che è impenetrabile. Il suo è un disco importante in ogni sua parte e quasi certamente farà sì che ognuno ascoltandolo ridarà all'armonica un ruolo di primo piano nella storia del jazz".
Molta considerazione gli hanno riservato, negli ultimi anni, giornalisti e critici italiani nel referendum Top Jazz che il mensile Musica Jazz realizza ogni anno tra sessantacinque giornalisti di jazz di tutte le testate specializzate e dei più noti quotidiani italiani.
Divide la sua attività professionale tra quella concertistica e quella didattica. È fondatore e direttore del Centro Espressione Musicale di Gallarate, dove insegna teoria musicale, pianoforte moderno e armonica cromatica, ed è stato docente  dell'Accademia d'Arti e Mestieri dello Spettacolo del Teatro alla Scala di Milano per i corsi finanziati dal fondo sociale europeo.
 

Nicola Stranieri, batteria
Allievo di Enrico Lucchini e di Tullio De Piscopo, ha completato la propria formazione partecipando a diversi seminari tenuti da importanti musicisti quali Peter Erskine, Enrico Rava e John Riley. Dagli anni '80 si esibisce in storici locali, importanti jazz club e partecipa a diverse rassegne e festival in varie città italiane e straniere.
Ha suonato con importanti musicisti jazz tra i quali: Ralph Alessi, Gianni Basso, Enrico Rava, Gianni Coscia, Ares Tavolazzi, Paolo Paliaga, Giulio Visibelli, Claudio Fasoli, Bebo Ferra, Luis Agudo, Franco Cerri, Garrison Fewell, Andrea Pozza, Rosario Bonaccorso, Andrea Dulbecco, Mauro Negri, Bob Mover, Johannes Faber, Arrigo Cappelletti, Michael Rosen, Paolo Dalla Porta, Max De Aloe, Carlo Actis Dato, Riccardo Fioravanti, Bruno De Filippi, Barbara Casini, Ada Montellanico, Simone Guiducci, Fausto Beccalossi, Frédéric Viale, Michele Franzini, Alberto Mandarini, Adi Sousa e Yuri Goloubev.
Ha inciso in questi anni oltre 15 cd con varie formazioni e pubblicati da varie etichette.
Tra le attività più recenti segnaliamo la realizzazione, nel 2007, del cd Hard Lights (Cappelletti, Alessi, Stranieri) per l'etichetta Music Center e la registrazione con il Michele Gori Quartet del cd My Jazz Flutes pubblicato per l'etichetta Splasc(h) Records. Nel 2008 è stato pubblicato per l'etichetta Videoradio il cd Meu Silencio dell'Antonella Montrasio Mudança Quintet e per l'etichetta CMC Records il cd di Fiorenzo Bodrato ACT NO STRANGE.
Nicola Stranieri collabora a diversi progetti e formazioni, tra le quali: Max De Aloe Quartet, Cappelletti/Alessi/Stranieri Trio, Arrigo Cappelletti Quartet, Michele Gori Quartet, Alberto Barattini Trio, Fiorenzo Bodrato Trio (featuring Carlo Actis Dato). Svolge attività didattica; attualmente è docente presso la Scuola di Musica Dedalo di Novara dove coordina la sezione di jazz e musica moderna.
Roberto Olzer, pianoforte
 
Roberto Olzer, tastiere
Ha iniziato i propri studi musicali presso la Scuola Organistica dell'Alto Novarese sotto la guida di Giancarlo Parodi; li ha proseguiti poi, con lo stesso docente, al Conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano, dove si è diplomato nel 1994 in Organo e Composizione organistica.
Dal 1998 ha approfondito lo studio del pianoforte classico con Alberto Magagni, diplomandosi a pieni voti nel 2003 presso il Conservatorio "Lucio Campiani" di Mantova. Nel 1997 ha conseguito a pieni voti la laurea in Filosofia presso l'Università Cattolica di Milano.
Dal 1994 si è dedicato, con Ramberto Ciammarughi, all'apprendimento della tecnica improvvisativa nel repertorio jazzistico. Attualmente affianca all'attività didattica l'attività compositiva (editi sino ad ora Sciccareddu, Ed. Wicky, e Tetragono per clarinetto e pianoforte, Editions BIM) e quella concertistica, sia in ambito organistico che jazzistico.
Nell'agosto 2002 gli è stato conferito a Quarna (VB) il Premio "Brusoni" per la multiforme attività di promozione musicale.
In ambito jazz ha inciso il cd Folk songs in duo con il chitarrista Fabrizio Spadea, ed il cd Eveline per la Splasc(h) con un sestetto che porta il suo nome ed è formato da Alberto Mandarini, Wally Allifranchini, Rudi Migliardi, Roberto Mattei e Luca Gianninone.
Nel 2006 ha composto, su commissione del comitato italo-svizzero per la commemorazione del centenario dell'inaugurazione del traforo del Sempione, il brano Per Geometrico Destino, per soli, coro ed orchestra, su testo del poeta M. Botti.
 

Marco Mistrangelo, contrabbasso
Bassista e contrabbassista, diplomato al conservatorio di Piacenza, dal 1996 Marco Mistrangelo si dedica principalmente al jazz e alla musica moderna.
Ha collaborato con importanti jazzisti italiani e stranieri tra i quali: Paolo Tomelleri, Bruno De Filippi, Laura Fedele, Emilio Soana, Carlo Bagnoli, Rossano Sportiello, Piero Bassini, Sandro Gibellini, Emanuele Cisi, Sergio Rigon, Mario Rusca, Luciano Zadro, Lino Patruno, Giovanni Falzone, Tony Arco, Paolo Alderighi, Massimo Pintori, Michele Franzini, Max De Aloe e con gli americani Lee Konitz, Dave Liebman, Tom Kirkpatrick, Paul Jeffrey, Carol Sudhalter e Hengelbert Wrobel.
Ha inciso in questi anni oltre 15 cd spaziando tra jazz, musica latina, canzone d'autore e musiche per il teatro.
Ha inciso due dischi di musica brasiliana (Canta Brasil, 1994) e da dieci anni è collaboratore stabile della cantante brasiliana Adi Souza (già con Toquinho e Vinicius De Moraes) con la quale ha registrato nel 2004 il cd Dança da vida.
Dalla data della sua fondazione (settembre 2006) fa parte dell'Officina Sonora, ensemble di venti musicisti coordinato dal pianista e compositore Alessandro Sironi, la cui musica è indirizzata principalmente al mondo del teatro e a quello del cinema.
Svolge parallelamente attività didattica e, attualmente, collabora con diverse scuole in qualità di insegnante di basso elettrico e contrabbasso.
Svolge parallelamente attività didattica e, attualmente, collabora con diverse scuole in qualità di insegnante di basso elettrico e contrabbasso.
 
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2009 09 13 MiTo = La Missa Papae Marcelli durante la liturgia

Domenica 13 settembre 2009 ore 11
Basilica di Sant'Ambrogio, Milano
Missa Papae Marcelli di Palestrina
all'interno della celebrazione liturgica nella Basilica di Sant'Ambrogio
Ingresso libero
I tagliandi di ingresso saranno distribuiti un'ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.
 
Anche quest'anno MITO SettembreMusica ha inserito nel cartellone milanese l'esecuzione di messe musicali scritte da grandi compositori della storia della musica, eseguite nelle principali basiliche di Milano all'interno della celebrazione eucaristica, ricreando l'atmosfera mistica e emotiva originaria del periodo storico della loro creazione.
Domenica 13 settembre 2009 alle ore 11 nella Basilica di Sant'Ambrogio sarà eseguita la Missa Papae Marcelli, una delle composizioni più famose e più alte di Giovanni Pierluigi da Palestrina. La composizione, polifonica a sei voci, comprende i brani dell'ordinarium – Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei - ed è un capolavoro della polifonia rinascimentale, nonché l'ultimo ed il più elevato approdo dell'elaborazione musicale proveniente dall'esperienza medievale del canto gregoriano.
Oltre alla qualità della composizione, essa ebbe il merito di salvare la musica polifonica dalle disposizioni del Concilio di Trento che nel 1563 auspicavano un ritorno alla melodia gregoriana, con l'utilizzo unicamente di testi sacri e soprattutto a favore dell'intellegibilità dei versi, e quindi a discapito della polifonia fiamminga.
 
Si narra che nel 1555 il neoeletto Papa Marcello II, che regnò solo per tre settimane, a conclusione della Messa di incoronazione avesse rimproverato i cantori, tra cui era presente anche Palestrina, sulla necessità di comprendere il testo di quanto veniva cantato. Il titolo di quest'opera andrebbe quindi letto come Messa cantata secondo le disposizioni di Papa Marcello. Negli anni successivi la Messa è stata eseguita nelle cerimonie di incoronazione pontificia fino al 1963, anno dell'ultima incoronazione, quella di Paolo VI.
L'esecuzione musicale è affidata all' Odhecaton Ensemble sotto la direzione di Paolo Da Col, formazione che ha ottenuto alcuni fra i più prestigiosi premi discografici per l'interpretazione di musica rinascimentale e che dal 2008 dedica grande parte del proprio lavoro alla musica di Palestrina. Celebra Monsignor Erminio De Scalzi.
 
Odhecaton Ensemble
Secondo la rivista francese Diapason, quella dell'Odhecaton Ensemble è stata un'"entrée fracassante" nel mondo della polifonia rinascimentale.
L'Ensemble Odhecaton, sin dal suo esordio nel 1998, ha ottenuto alcuni fra i più prestigiosi premi discografici e il riconoscimento, da parte della critica, di aver inaugurato nel campo dell'esecuzione polifonica un nuovo atteggiamento interpretativo, che fonda sulla declamazione della parola la lettura mobile ed espressiva della polifonia. L'ensemble vocale deriva il suo nome da Harmonice Musices Odhecaton, il primo libro a stampa di musica polifonica, pubblicato a Venezia da Ottaviano Petrucci nel 1501.
Il suo repertorio d'elezione è rappresentato dalla produzione musicale di compositori italiani, francesi, fiamminghi e spagnoli attivi tra Quattro e Seicento.
Odhecaton, sotto la direzione di Paolo Da Col, riunisce alcune delle migliori voci maschili italiane specializzate nell'esecuzione della musica rinascimentale e preclassica. L'ensemble ha registrato in cd sette programmi, dedicati rispettivamente a musiche di Gombert, Isaac, Josquin, Peñalosa, Compère, dei maestri della Picardie e alla riscoperta del repertorio dei compositori spagnoli e portoghesi attivi durante il Seicento nelle isole Canarie. Con questi programmi Odhecaton è ospite nelle principali rassegne di tutta Europa e ha ottenuto i maggiori riconoscimenti discografici: Diapason d'or de l'année, 5 Diapason, Choc (Diapason e Le Monde de la Musique), Disco del mese (Amadeus e CD Classics), Cd of the Year (Goldberg).
Odhecaton ha nel suo repertorio l'Amfiparnaso di Orazio Vecchi, con la partecipazione dell'attore Enrico Bonavera e le scene di Lele Luzzati (estremo lavoro del grande illustratore e scenografo genovese).
Dal 2008 Odhecaton ha rivolto grande parte del proprio impegno interpretativo alla musica di Palestrina.
L'ensemble vocale si avvale occasionalmente della collaborazione di alcuni dei migliori strumentisti specializzati in questo repertorio, tra i quali Bruce Dickey e il Concerto Palatino, Gabriele Cassone, Liuwe Tamminga, Paolo Pandolfo, Jakob Lindberg e l'Ensemble La Reverdie.
 
Paolo Da Col, direttore
Cantante, organista, direttore e musicologo, Paolo Da Col ha compiuto studi musicali e musicologici a Bologna, rivolgendo sin da giovanissimo i propri interessi al repertorio della musica rinascimentale e barocca.
Per oltre vent'anni ha fatto parte di numerose formazioni vocali italiane, tra le quali la Cappella di S. Petronio di Bologna e l'Ensemble Istitutioni Harmoniche.
Dal 1998 dirige l'Ensemble Odhecaton, e guida altre formazioni vocali e strumentali nel repertorio barocco.
È docente del Conservatorio di Trieste. Da Col dirige con Luigi Ferdinando Tagliavini la rivista L'Organo, collabora in qualità di critico musicale con il Giornale della Musica e con altre riviste specializzate. Dirige il catalogo di musica dell'editore Arnaldo Forni di Bologna, ed è curatore di edizioni di musica strumentale, autore di cataloghi di fondi musicali e di saggi sulla storia della vocalità rinascimentale e preclassica.
 
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2009 09 13 MiTo = Maratona al Dal verme

Domenica 13 settembre 2009 ore 15/18/21
Teatro Dal Verme, Milano
Grandi orchestre e grandi interpreti per la Maratona Classica
Catherine Spaak voce recitante nelle Chansons de Bilitis di Debussy
 
Posto unico numerato:
un concerto euro 20
due concerti euro 26
tre concerti euro 33
 
La Maratona Classica del Festival MITO è diventato in questi anni uno degli appuntamenti imperdibili per gli appassionati della musica colta. Domenica 13, infatti, dal primo pomeriggio fino a sera, il meglio del repertorio classico da Beethoven a Hindemith, da Debussy fino all'omaggio a Marcello Abbado, si potrà ascoltare, durante i tre concerti consecutivi, nelle interpretazioni di tre preziose orchestre e ensemble che si alterneranno sul palco del Teatro Dal Verme.
 
Alle ore 15 Orchestra di Padova e del Veneto con Olli Mustonen direttore e pianoforte eseguirà il Tema con quattro variazioni per pianoforte e orchestra d'archi e "I quattro Temperamenti" per pianoforte e orchestra d'archi di Paul Hindemith, e il Concerto n. 3 in do minore per pianoforte e orchestra op. 37 di Ludwig van Beethoven.
In collaborazione con Serate Musicali – Milano
 
Alle ore 18 la Soirée parisienne sarà tutta dedicata al compositore francese Debussy, e vede la partecipazione di Catherine Spaak, voce recitante nelle, per voce recitante, due flauti, due arpe e celesta su testi di Pierre Louÿs con Andrea Ambrosini alla celesta. L'ensemble strumentale è composto da Fulvio Fiorio e Massimo Mercelli al flauto, Massimo Paris alla viola, Patrizia Tassini e Nicoletta Sanzin all'arpa nell' Arabesque, per due arpe, in programma anche la Sonata per flauto, viola ed arpa e Syrinx, per flauto solo.
 
Alle ore 21 il terzo ed ultimo concerto è un omaggio alla carriera di Marcello Abbado. I quattro brani scelti dal maestro per sostanziare l'Omaggio resogli dalla terza edizione del Festival MITO Settembre Musica sono opere relativamente recenti, date alla luce fra il 1994 e il 2006, e vi traspare il profondo sorriso esistenziale di questo compositore.
La Sinfonia degli Arrivi, è una evocazione in sequenza invertita dell'arcinota Sinfonia degli Addii di Franz Joseph Haydn, quelle in cui gli orchestrali abbandonano il palcoscenico nel finale. Il Concerto per arpa e orchestra d'archi fu concepito nel 2003 per la solista Maria Gamboz che, per il pubblico del festival, torna a esibirsi come interprete protagonista. Il Concerto per flauto e orchestra è anche in questo caso affidato a un solista di indubbio valore:la flautista croata Dive Franetovich. L'Ostinato, sopra un ritmo della sinfonia del "Signor Bruschino" di Rossini, per pianoforte, archi e percussione è la più datata fra le composizioni in programma che della celebre pagina di Rossini utilizza la sequenza percussiva scandita sui leggii con gli archetti dei violini.
IL concerto è diretto da Vittorio Parisi con l'Orchestra I Pomeriggi Musicali e Marcello Abbado al pianoforte.
In collaborazione con Fondazione I Pomeriggi Musicali
 
Orchestra di Padova e del Veneto

L'Orchestra di Padova e del Veneto si è costituita nell'ottobre 1966 e, nel corso di quarant'anni di attività, si è affermata come una delle principali orchestre da camera italiane nelle più prestigiose sedi concertistiche in Italia e all'estero.
L'Orchestra è formata sulla base dell'organico del sinfonismo classico e, dalla data della sua fondazione, il suo primo violino è Piero Toso. Peter Maag, il grande interprete mozartiano, ne é stato il direttore principale dal 1983 al 2001.
Alla direzione artistica si sono succeduti Claudio Scimone (dalla fondazione al 1983), Bruno Giuranna (1983-1992), Guido Turchi (1992-1993) e, in veste di direttore musicale, Mario Brunello (2002-2003).
L'attuale programmatore artistico dell'Orchestra è Filippo Juvarra, che collabora con la stessa dal 1984 ed ha contribuito con decisione a dare continuità al profilo artistico e musicale definito (dopo il 1983) da Bruno Giuranna e Peter Maag.
Per questo suo lavoro Filippo Juvarra ha ricevuto nel 2002 il Premio della Critica Musicale Italiana "Franco Abbiati".
Nella sua lunga vita artistica l'Orchestra annovera collaborazioni con i nomi più insigni del panorama internazionale, tra i quali ricordiamo: Accardo, Anderszewski, Argerich, Ashkenazy, Barbirolli, Bashmet, Bream, Buchbinder, Campanella, Carmignola, Chailly, Desderi, Gavazzeni, Goebel, Gutman, Hamar, Hewitt, Hogwood, Kavakos, Koopman, Lonquich, Lupu, Maisky, Melles, Mullova, Mutter, Nanut, Perahia, Perlman, Quarta, Rampal, Richter, Rostropovich, Santi, Shelley, Starker, Stoltzman, Szeryng, Ughi, Vegh, Zehetmair, Zimerman.
L'Orchestra ha dato, attraverso la propria produzione concertistica, un grande impulso alla vita musicale di Padova e del Veneto e, per questo impegno, è stata riconosciuta dallo Stato come l'unica Istituzione concertistico-orchestrale (ICO) operante nel Veneto, e le è stata riconosciuta nel 1994 la personalità giuridica da parte della Regione del Veneto.
L'Orchestra realizza circa 120 concerti l'anno. Anima una propria stagione a Padova e tiene concerti nella regione Veneto, in Italia (per le maggiori società di concerto e festival) e tournée all'estero.
A partire dal 1987 ha intrapreso una vastissima attività discografica; oltre cinquanta incisioni per le più importanti etichette.
 

Olli Mustonen, direttore
Olli Mustonen occupa un posto unico sulla scena musicale odierna.
Come pianista ha affascinato il pubblico per la tecnica strepitosa e per la genialità d'interprete. Come direttore ha fondato la Helsinki Festival Orchestra ed è Direttore Associato della Tapiola Sinfonietta. In qualità di compositore fa parte di una scuola di musicisti la cui visione è espressa con la medesima vivacità tanto nell'arte dell'interpretazione quanto in quella della composizione ex novo.
Nato a Helsinki, Mustonen ha intrapreso lo studio del pianoforte, del clavicembalo e della composizione all'età di cinque anni. Ha studiato con Ralf Gothoni e, in seguito, pianoforte con Eero Heinonen e composizione con Einojuhani Rautavaara.
Ha suonato in tutte le grandi capitali mondiali della musica, incluse Vienna, Berlino, Amsterdam, Londra, Parigi, Roma, New York e Tokyo.
Si è esibito con le principali orchestre, tra cui: Berliner Philharmoniker, Chicago Symphony, Cleveland Orchestra, DSO Berlin, London Philharmonic, Los Angeles Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Philharmonia Orchestra e la Royal Concertgebouw di Amsterdam.
Ha collaborato con direttori quali: Ashkenazy, Barenboim, Berglund, Boulez, Chung, Dutoit, Eschenbach, Harnoncourt, Masur, Nagano, Salonen e Saraste.
Tra gli impegni della prossima stagione spiccano i concerti con la New York Philharmonic, il Leipzig Gewandhaus, l'Orchestra Filarmonica di Varsavia e l'Orchestra Sinfonica di Milano "Giuseppe Verdi".
Numerosi anche i suoi impegni come direttore, che lo vedono impegnato in produzioni con l'Orchestra Filarmonica di Helsinki, la NHK Symphony Orchestra e la WDR Symphony Orchester di Colonia. 
Attualmente sta compiendo una lunga tournée europea con Steven Isserlis e sarà ospite del Festival di Baden-Baden che gli ha dedicato la rassegna "Artist Portrait of the year".
La sua attività di pianista e di direttore si basa sulla fondamentale esperienza di compositore.
Mustonen sostiene che ogni esecuzione debba sempre destare l'interesse di una prima assoluta e si pone di fronte all'autore trattandolo come un suo contemporaneo. Questa vocazione all'innovazione lo porta a esplorare molte aree del repertorio al di là dei canoni prestabiliti.
 
 
Catherine Spaak, voce recitante
Con un fascino quasi aristocratico, l'attrice francese vanta un indiscutibile appeal. Nata nel 1945 a Boulogne-Billancourt da un'illustre famiglia belga che annovera fra i suoi membri anche eminenti uomini politici e artisti, la Spaak, lascia molto presto la sua amata Francia per iniziare la carriera di attrice in Italia.
Suo padre era lo sceneggiatore Charles Spaak, e lei debutterà per il grande schermo a soli quindici anni nel 1960, in Dolci inganni, diretta da Alberto Lattuada; un ruolo rimasto memorabile che ha consacrato una giovanissima Catherine Spaak come "lolita" del cinema. Ha lavorato moltissimo tra gli anni sessanta e settanta e con i più importanti attori e registi del nostro cinema. Da Monicelli a Dino Risi, in molti l'hanno scelta per la sua sensualità ammiccante. Perchè è stata capace di essere sexy e provocante senza mai essere volgare.
Tra i suoi film più importanti dobbiamo citare L'armata Brancaleone, Adulterio all'italiana, La noia e La voglia matta.
La Spaak, sia come attrice e poi anche nelle vesti di conduttrice, ha dimostrato di sapere essere anche divertente. All'inizio degli anni ottanta ha condotto per quasi quindici anni, con un discreto successo di pubblico, il programma Harem in onda su Rai tre, ha curato alcune rubriche per il Corriere della Sera, Tv Sorrisi e Canzoni e, recentemente, ha condotto un programma su sogni e fenomeni extrasensoriali in onda su La 7.
Giovanissima la Spaak ha sposato Fabrizio Capucci e con lui ha avuto una figlia, Sabrina, che lavora in teatro. Poi c'è stato un matrimonio con il cantante Johnny Dorelli e con l'attore Orso Maria Guerrini. In tutta la sua vita l'ex lolita ha scritto quattro libri, tutti molto autobiografici e mai recensiti; di questo la Spaak non dice nulla, preferisce non lasciar mai trasparire cosa pensa davvero.
Qualcuno ha osato definirla fredda, lei dice che è solo molto riservata.
 

Orchestra I Pomeriggi Musicali
L'Orchestra I Pomeriggi Musicali nacque nell'immediato secondo dopoguerra in una Milano tutta presa dal fervore della ricostruzione. Fu il frutto dell'incontro tra due uomini d'eccezione: l'impresario teatrale Remigio Paone e il critico musicale Ferdinando Ballo. Il primo pensava ad una formazione da camera con la quale eseguire il repertorio classico, il secondo ad un'orchestra in grande stile che sviluppasse un repertorio di musica contemporanea e d'avanguardia. I due punti di vista trovarono una sintesi nell'Orchestra I Pomeriggi Musicali che fin dal primo concerto, il 27 novembre 1945, accostando Mozart e Stravinskij, Beethoven e Prokofjev, inaugurò una formula coraggiosa che la portò al successo.
La lunga storia dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali non ha mai tradito le linee programmatiche e gli obiettivi ideali lanciati più di sessant'anni fa dai padri fondatori dell'istituzione, e oggi conta uno straordinario repertorio che include i più grandi capolavori del Barocco, del Classicismo, del primo Romanticismo e, allo stesso tempo, molta musica Moderna e Contemporanea. La diffusione popolare di quest'ultima fu avviata puntando sui grandi del Novecento, assenti dai cartelloni concertistici durante la dittatura fascista per motivi politici o di stolta autarchia culturale: andavano da Stravinskij a Hindemith, Webern, Berg, Poulenc, Honegger, Copland, Yves, Français. Oltre naturalmente agli italiani, alcuni dei quali non solo poterono presentare le loro composizioni per la prima volta, ma ne scrissero su commissione dei Pomeriggi: Casella, Dallapiccola, Ghedini, Gian Francesco Malipiero, Pizzetti, Respighi.
La tradizione continuò con quelli delle leve successive: Berio, Bussotti, Chailly, Clementi, Donatoni, Hazon, Maderna, Mannino, Manzoni, Margola, Pennisi, Testi, arrivando agli emergenti dei nostri giorni, Fedele, Francesconi, Vacchi, apparsi nelle ultime stagioni. Grandi compositori come Honegger e Hindemith, Pizzetti, Dallapiccola, Petrassi e recentemente Penderecki, hanno diretto la loro musica sul podio dei Pomeriggi Musicali, un podio che è anche stato, per tanti giovani artisti, un trampolino di lancio verso la celebrità; fra questi Leonard Bernstein e Sergiu Celibidache.
Notevole è poi il numero delle future celebrità che sono state consacrate dai Pomeriggi: un albo d'oro che comprende Claudio Abbado, Rudolf Buchbinder, Pierre Boulez, Michele Campanella, Giuliano Carmignola, Aldo Ceccato, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Carlo Maria Giulini, Vittorio Gui, Natalia Gutman, Angela Hewitt, Leonidas Kavakos, Alexander Lonquich, Alexander Igor Markevitch, Zubin Mehta, Carl Melles, Riccardo Muti, Hermann Scherchen, Thomas Schippers, Christian Thielemann, Salvatore Accardo, Antonio Ballista, Arturo Benedetti Michelangeli, Bruno Canino, Dino Ciani, Severino Gazzelloni, Franco Gulli, Nikita Magaloff, Nathan Milstein, Massimo Quarta, Maurizio Pollini, Corrado Rovaris e Uto Ughi.
Ricordiamo inoltre le importanti presenze di Direttori stabili: Nino Sanzogno, il primo, Gianluigi Gelmetti, Gianpiero Taverna e Othmar Maga, per arrivare ai milanesi Daniele Gatti e Aldo Ceccato. In alcuni casi, la direzione musicale è stata affiancata da una direzione artistica: in questa veste Italo Gomez, Carlo Majer, Marcello Panni, Marco Tutino e Gianni Tangucci. Dal 2009 la direzione artistica è affidata a Ivan Fedele, mentre Antonello Manacorda continua a ricoprire il ruolo di Direttore musicale dell'orchestra.
L'Orchestra I Pomeriggi Musicali svolge la sua attività principalmente a Milano e nelle città lombarde, mentre in autunno contribuisce alle stagioni liriche dei Teatri di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Pavia, e alla stagione di balletto del Teatro alla Scala. Invitata nelle principali stagioni sinfoniche italiane, l'Orchestra ha conquistato platee internazionali (recentemente in Spagna, Portogallo, Tunisia, Francia, Germania, Svizzera, Turchia e Austria).
Oggi I Pomeriggi Musicali sono una Fondazione costituita dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, e da enti privati, riconosciuta dallo Stato come istituzione concertistico-orchestrale e dalla Regione Lombardia come ente primario di produzione musicale.
 
Vittorio Parisi, direttore
Nato a Milano ha studiato al Conservatorio "Giuseppe Verdi" pianoforte, composizione e direzione d'orchestra con Mario Gusella e Gianluigi Gemetti e si è poi perfezionato in direzione in Olanda con Kirill Kondrashin.
Ha diretto le principali orchestre sinfoniche e da camera italiane e quelle di numerosi Enti Lirici fra i quali l'Opera di Roma, la Fenice di Venezia, il San Carlo di Napoli, i teatri di Cagliari, Genova, Catania e Treviso, collaborando con registi quali Luca Ronconi, Roberto De Simone, Quirino Conti, Walter Malosti, Giorgio Barberio Corsetti e molti altri. Ha tenuto concerti in Svizzera, Francia, Germania, Stati Uniti, Olanda, Albania, Turchia, Australia e Nuova Zelanda. In particolare ha diretto la Sydney Symphony alla Sydney Opera House e la Auckland Philharmonia; la sua interpretazione della Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorák è stata scelta come primo podcasting sinfonico della Radio neozelandese.
Nel campo della musica contemporanea ha diretto prime esecuzioni assolute di moltissimi compositori, diverse delle quali a lui dedicate, e ha collaborato anche con Berio e Cage. Ha diretto la prima esecuzione pubblica del Don Perlimplin di Maderna e del Sogno di un tramonto d'autunno di Malpiero, la prima scenica del Barrabas di Togni, la prima in epoca moderna del pastiche di Da Ponte L'Ape Musicale e la prima ripresa di Marie Galante di Weill.
Primo direttore dell'Angelicum dal 1984 al 1988, è stato Direttore stabile del Gruppo Nuova Consonanza (Milano) e Direttore artistico e Stabile dei Solisti Aquilani dal 2003 al 2005. Dal 1995 è Direttore artistico e Stabile del Dèdalo Ensemble (Brescia).
Insegna Direzione d'orchestra al Conservatorio di Milano e dalla sua classe sono usciti giovani direttori attualmente impegnati in diversi teatri del mondo. Ha tenuto Master class di Direzione in Australia (Melbourne Symphony Orchestra) e in Albania.
 

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
www.mitosettembremusica.it
 

2009 09 12 Leonardo a Vigevano si apre il suo laboratorio

Aprile 2009 - Maggio 2010
Leonardo a Vigevano
Un anno di eventi nel segno del genio del Rinascimento
Venerdì 11 settembre 2009 Castello di Vigevano - Sala dell'Affresco - Seconda scuderia
LEONARDO: ANTEPRIMA DEL LABORATORIO DI LEONARDO
(Immagine uniche della visita in anteprima alla mostra le trovate qui : http://www.concertodautunno.it/leonardo/leo-090910.htm)


La straordinaria inventiva tecnica di Leonardo da Vinci attraverso i suoi numerosi appunti che riprendo vita grazie ad un software tutto "made in Italy" ideato da Leonardo3 che da la possibilità ai visitatori di entrare nella pagina e darle vita.
dopo LEONARDO: UNA MOSTRA IMPOSSIBILE (L'opera pittorica di Leonardo da Vinci nell'epoca della sua riproducibilità digitale) e LE ACQUE DUCALI, LA VILLA SFORZESCA, IL TICINO arriva al Castello di Vigevano Seconda Scuderia IL LABORATORIO DI LEONARDO (I codici, le macchine, i disegni). Oggi venerdì 11 settembre 2009 si è tenuta la presentazione iniziativa con una visita in anteprima al Laboratorio di Leonardo per gli addetti all'informazione.
La seconda scuderia si trova in vicinanza all'ingresso al cortile del Castello Sforzesco di Vigevano (lato chiesa di San Pietro Martire).
La conferenza stampa si è tenuta nella Sala dell'Affresco del Castello Sforzesco di Vigevano, con numerosi giornalisti presenti.
Dopo l'introduzione al progetto di Alessandro Mazzoli, si è succeduto l'intervento di Massimiliano Lisa di LEONARDO3, e di Mario Taddei "Tu quello che non ci hanno su Leonardo lo trovate qui.." che ha voluto sfatare alcune leggende metropolitane sulla vita e l'opera di Leonardo.
Oltre al bellissimo catalogo della mostra è possibile trovare anche Il CODICE DEL VOLO, frutto degli studi di Edoardo Zanon in prevendita solo presso la mostra. Che è stato brevemente illustrato dall'autore Edoardo Zanon, direttore artistico di LEONARDO3.
L'intervento di Gianpietro Pacinotti Ass.Comune di Vigevano ha chiuso la conferenza ed è iniziata la visita guidata.
All'ingresso della mostra allestita nelle Seconda Scuderia del Castello Sforzesco di Vigevano ci si arriva attraverso la Mascalcia, trasformata per l'occasione in box office, con pubblicazioni e gadget ed il ricco catalogo (in due lingue) della mostra e, come già detto, il "Codice del Volo" in anteprima sulla uscita nazionale, acquistabile solo all'interno della attuale mostra.

Mario Taddei ha guidato ed illustrato i singoli momenti espositivi, in particolare il primo che ci troviamo di fronte proprio al nostro ingresso alla zona espositiva il LEONE MECCANICO elaborata dal disegno nel "Codice di Madrid", sicuramente uno dei pezzi di maggior impatto tra quelli presentati. Può venire smontato in modo virtuale e ricomposto, ma attenzione !! Se si sbaglia un pezzo occorre ripartire dall'inizio, occhio a scegliere bene. E nella numerosa serie di parti è una impresa ... leonardesca!!!!
Nella prima parte della iniziativa, con la MOSTRA IMPOSSIBILE, non si è parlato del lato spettacolare della personalità di Leonardo, ma qui abbiamo almeno una delle sue invenzioni che ci riporta alla MUSICA. La CLAVI-VIOLA, uno strumento molto complesso come ci ha spiegato Edoardo Zanon : Uno strumento forse mai realizzato in pratica per le enormi difficoltà di intonazione. Noi stiamo facendolo costruire non modello ma come vero e proprio strumento musicale da un maestro liutaio e speriamo di riuscire a suonarlo in un futuro concerto"
Il programma interattivo permette di smontarlo e vederlo nelle varie parti. Si parte dal disegno originale e si arriva a vedere il modo in cui Leonardo pensava si dovesse suonare questa CLAVI.VIOLA, ovvero imbragata alle spalle del suonatore che la poteva suonare marciando.
Troviamo ancora la Bombarda multipla, una delle macchine da guerra; il SOLDATO ROBOT una splendida idea di ANDROIDE.


Quei temerari sulle macchine volanti ... povero Leonardo, lui non c'è riuscito perchè aveva solo legno, corde e carrucole, ma quando ci hanno provato con moderni materiali ( al titanio ) .. accidenti ma vola per davvero!!!!
Troviamo il famoso CODICE ATLANTICO, ma mentre gli originali si prendono ... con il contagocce, qui si sfogliano, si animano si ruotano anche se ... non si toccano!! Ed è molto meglio così.
E ancora il manoscritto B; il Codice del Volo; disegni e tavole.
Un rebus? L'autoritratto giovanile di Leonardo,


che ne dite sarà proprio lui quello sguardo così intenso e magnetico. Provate a controllare, ma mi sa che è più brillante nell'originale che nella ipotesi ricostruita.
La mostra, che apre al pubblico nella giornata di sabato 12 settembre 2009, prosegue sino al 5 aprile 2010.
Costo di ingresso di 7 Euro e possibilità di prenotare la visita. Lo spazio non è enorme, purtroppo la prima scuderia del castello non è ancora utilizzabile per iniziative così articolate. Quindi probabilmente in caso di forte afflusso l'accesso sarà limitato a piccoli gruppi per volta in modo da potere usufruire con più calma delle postazioni interattive.
Info tel. 02-4335.3522 servizi@civita.it www.leonardovigevano.it

2009 09 10 Maestro Leonardo Fiorentino

Dal 10 settembre al 2 dicembre 2009
Santa Maria delle Grazie (ingresso via Caradosso, 1) e Pinacoteca Ambrosiana Milano
Fortezze, Bastioni e Cannoni
Maestro Leonardo Fiorentino in Milano
E' stata presentata questa mattina alla stampa in presenza dell'Assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Identità Massimiliano Orsatti la mostra "Fortezze, Bastioni e Cannoni"- Maestro Leonardo Fiorentino in Milano, la prima di un ciclo di esposizioni tematiche sul Codice Atlantico. La mostra propone per la prima volta in assoluto, la sequenza completa degli studi e dei disegni di Leonardo sull'architettura militare contenuta nel Codice Atlantico, 45 disegni originali che documentano l'evoluzione del pensiero architettonico e scientifico del genio di Vinci, visibili al pubblico dal 10 settembre al 2 dicembre presso Santa Maria delle Grazie (ingresso via Caradosso, 1) e la Pinacoteca Ambrosiana.
"La mostra Fortezze, Bastioni e Cannoni rappresenta una nuova testimonianza del genio eclettico di Leonardo che ogni ospite della città oggi può vivere e ammirare, grazie a questi 45 capolavori esposti per la prima volta ma anche attraverso percorsi ad hoc e itinerari turistici capaci di mostrare, in maniera completa ed esaustiva, la presenza di Leonardo a Milano." "Percorsi - continua Orsatti - che spaziano dalla pittura con il famoso Cenacolo, alla navigazione dei navigli milanesi, simbolo stesso della passione del genio di Vinci per l' ingegneria idraulica sino all'interazione con le sue macchine militari custodite nel Museo della Scienza e della Tecnica." "Il milanese" Leonardo – conclude l'Assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Identità Massimiliano Orsatti - con la sua arte, la sua creatività e capacità di innovazione diventa sinonimo stesso dell'anima e delle tante eccellenze di Milano, città che si appresta a ospitare Expo 2015".
"L'Assessorato al Turismo, Marketing Territoriale, Identità del Comune con entusiasmo ha coordinato e sostenuto la Veneranda Biblioteca Ambrosiana e la Fondazione Cardinale Federico Borromeo nella realizzazione di questa importante iniziativa. Tale mostra non rappresenta solo il primo appuntamento di un più ampio ciclo di 24 esposizioni atte a diffondere il pensiero del genio di Vinci nel mondo, ma un ideale filo conduttore con l'attività di promozione condotta dall'Amministrazione per valorizzare a livello internazionale uno dei suoi più significativi e importanti patrimoni artistici e culturali, Il Codice Atlantico, perché Leonardo è la storia e l'identità di Milano", così l'Assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Identità Massimiliano Orsatti.




DUE OPERE ESPOSTE
06 – Foglio 33 Codice Atlantico : Due mortai che lanciano palle esplosive
CA, f. 33 recto (ex 9 v-a) - Circa 1485 (o poco dopo / or shortly after) mm 410 x 219
Tracce di matita nera (?), punta di stile, penna e inchiostro, inchiostro diluito e acquerello, con ripassature sulla parte destra
Due grandi bombarde lanciano proiettili di varie dimensioni e di varia forma che, dopo essere cadute a terra, esplodono lanciando piccole palle metalliche.




07 – Foglio 157 Codice Atlantico : Studi per spingarde a organi
C.A. f. 157 recto (ex 56 v-a) - Circa 1480-82
Matita nera, penna e inchiostro mm 187 x 270
Tre modelli di spingarda ad organi, ovvero bombarde multiple di cui la prima poggia su un carro e le due rimanenti su cavalletto regolabile in altezza.

2009 09 12 MiTo = Musica e nuove tecnologie

Sabato 12 e domenica 13 settembre 2009 ore 22
Politecnico di Milano - Bovisa
Mixed Reality Performance
realtà parallele si incontrano per una nuova esperienza d'ascolto al Politecnico di Milano
Programma
Terry Riley
"In C", per Orchestra di Laptop e strumenti acustici
Juan-Pablo Caceres e Robert Hamilton
Canned Bits Mechanics, per tre remoti disklavier al CCRMA, piano e visualizzazioni in Sirikata
Robert Hamilton e Juan-Pablo Caceres
Dei Due Mondi, per esecutori interattivi in Sirikata
Dialoghi, improvvisazioni in rete
Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un'ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto, fino ad esaurimento dei posti disponibili.


MITO SettembreMusica apre alle nuove tecnologie e al loro utilizzo nella musica con Mixed Reality Performance, un esperimento in cui musicisti di diversi continenti creano nuovi spazi performativi attraverso la realtà virtuale della rete. 
In prima assoluta a Milano sabato 12, e in replica domenica 13 settembre 2009, alle ore 22 nell'aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano Bovisa, il concerto è uno degli esempi più innovativi della cosiddetta musica neurale o " rizomatica", un esperimento d'interazione tra musicisti, collocati in spazi diversi e lontani, che invita mette in gioco il tradizionale concetto del concerto nell'era di Internet, per proporne una forma nuova che trascende dagli spazi fisici sfruttando la tecnologia.

Ogni brano eseguito prevede la partecipazioni di musicisti live e remote: a Milano un pianista suona al centro della sala, i suoni prodotti vengono trasmessi via rete e manipolati al computer dagli altri musicisti dell'ensemble, collegati dalla California, e restituiti in tempo reale dai diffusori sonori installati nella sala a Milano. Schermi giganti proiettano scenari virtuali realizzati in Sirikata, la recente piattaforma informatica open source che crea spazi, orizzonti e paesaggi visuali digitali.
Sirikata, sviluppata appositamente per progetti pedagogici, artistici e culturali, è uno spazio virtuale in cui i performer producono il suono attraverso i loro spostamenti e le loro azioni. Le informazioni su dove ci si sta muovendo o cosa si sta facendo vengono inviate ad un "sound server", un software creato per spazializzare il suono in modo da attribuirgli una posizione percettiva nello spazio della sala. A Milano un sistema sonoro surround verrà posizionato tra il pubblico, i suoni generati nel mondo virtuale sembreranno così nascere dallo spazio fisico della performance. Lo spettatore è immerso in un mondo sinestetico ricreato, attraverso la spazializzazione degli stimoli uditivi e visivi, in un unica esperienza tridimensionale. Su un altro monitor un pubblico di avatar assiste al concerto in diretta attraverso il mondo virtuale di Second Life.
Il programma del concerto prevede, oltre a brani Juan-Pablo Caceres e Robert Hamilton anche l'evocativo "In C" per orchestra di Laptop e strumenti acustici di Terry Riley, un brano basato su sfumature sonore che si sviluppano su un modello musicale minimale.

Con la partecipazione di Jeffrey T. Schnapp, fondatore e direttore del Stanford Humanities Lab e Juan-Pablo Caceres, Robert Hamilton, Chryssie Nanou del Center for Computer Research in Music and Acoustics.

Mixed Reality Performance è un progetto commissionato dal Festival MITO, in collaborazione con lo Stanford Humanities Lab, lo Stanford Center for Computer Research in Music and Acoustic della Stanford University e il Politecnico di Milano.

Per informazioni:
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Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
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2009 09 12 MiTo = Occhio ai decibel

Sabato 12 settembre 2009 ore 22 - Superstudio Più Central Point, Milano
Il suono dei numeri in Datamatics [2.0] di Ryoji Ikeda
 
Prodotto da Forma
Co–commissionato da AV Festival 06, ZeroOne San Jose & ISEA 2006
Co–prodotto da les Spectacles Vivants, Centre Pompidou, and YCAM
con il sostegno di Recombinant Media Labs
 
Ingresso 5 euro
 
Datamatics [2.0] è un progetto artistico che esplora il potenziale sensoriale del flusso invisibile di dati numerici che ogni giorno scorre nelle nostre azioni quotidiane. La performance audio-video di Ryoji Ikeda al Festival MITO, in programma sabato 12 settembre 2009 alle ore 22 al Superstudio Più Central Point, materializza questi dati focalizzando l'attenzione sulla relazione tra il suono dei dati, e i dati del suono.
Un flusso continuo di particelle puntiformi, modellato sul moto dei corpi celesti e avvolto da impulsi sonori intermittenti, diventa un gioco architettonico fatto di mappe stellari proiettate su uno schermo gigante che si susseguono in simbiosi con i suoni. La musica e le soundscapes di Ikeda, con una forza ipnotica davvero unica, esplorano confini estremi quasi a significare che la materia che ci circonda sia sottomessa alle leggi dal regno virtuale dei numeri. L'evento fa parte di "FocusGiappone".
 
Il concerto prevede l'utilizzo di luci stroboscopiche e di musica a volume molto alto, all'inizio del concerto verranno quindi distribuiti per il pubblico tappi per le orecchie. Non è possibile effettuare nessun tipo di registrazione, né audio né video.
 
 
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2009 09 12 MiTo = Fiato alle trombe

Sabato 12 settembre 2009 ore 18 – Palazzo Marino, Cortile d'onore, Milano
Trumpet voluntary
Civica Orchestra di Fiati
Gabriele Cassone, direttore e tromba solista
In collaborazione con Civica Orchestra di Fiati in occasione del 150° anniversario
Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un'ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.
 
Nella splendida cornice del Cortile d'Onore di Palazzo Marino, MITO SettembreMusica presenta, sabato 12 settembre alle 18, la Civica Orchestra di Fiati diretta da Gabriele Cassone, storica formazione bandistica milanese fondata nel 1859 col nome di Corpo di Musica Municipale, poi divenuta Civica Banda Musicale.
Il programma da concerto di domenica 21 presenta l'orchestra di fiati da molteplici inquadrature con pagine di Claudio Monteverdi, Gioachino Rossini, Almilcare Ponchielli e Jean-Baptiste Arban: la banda ha avuto, per lungo tempo, un importante funzione culturale, facendo conoscere brani celebri della letteratura orchestrale anche fuori dalle sale da concerto, ha avvicinato molte persone allo studio di uno strumento, ed è per questo che oggi, matura ed evoluta grazie al costante impegno di eccellenti strumentisti, continua ad esercitare tutto il suo fascino.
 
Civica Orchestra di Fiati
Fonti storiche fanno risalire al lontano 1859 la nascita del Corpo di Musica della Guardia Nazionale, nucleo da cui trae origine l'attuale Civica Orchestra di Fiati giunta quest'anno a celebrare i 150 anni della propria storia.
Tra alterne vicende, nel corso del tempo, la continuità della tradizione bandistica milanese è comunque garantita da diverse formazioni. Nel 1876, infatti, il complesso cittadino assume la denominazione di Corpo di Musica Municipale, fino a quando, nel 1921, il testimone viene raccolto da alcune formazioni aziendali tra le quali spicca quella dell'Azienda Tranviaria Milanese.
Nel 1972 la Giunta del Comune di Milano delibera la costituzione della Civica Banda Musicale, che solo in seguito assumerà la denominazione di Civica Orchestra di Fiati non trascurando mai la vocazione istituzionale, ma sottolineando con un preciso taglio concertistico le scelte programmatiche.
Dal 1991 la banda elegge a sede della propria attività la Palazzina Liberty, lo storico edificio di Largo Marinai d'Italia.
In virtù di un rinnovato smalto, accompagnato da un costante interesse di pubblico, la Civica Orchestra di Fiati, prima compagine italiana, riceve l'invito a partecipare, nel 1996, al Mid–West International Band and Orchestra Clinic di Chicago. Nell'agosto del 2007, in occasione di una breve tournée in Umbria, l'orchestra inaugura, sotto la direzione del Maestro Andrea Franceschelli, il Festival Internazionale di Corciano (PG).
L'Amministrazione Comunale continua a sostenerne l'attività al servizio della città. Nel corso di quest'anno si alterneranno alla direzione musicale, o si esibiranno come solisti, alcuni tra gli artisti più affermati in campo nazionale ed internazionale: Fabrizio Dorsi, Mario Marzi e Gabriele Cassone.  
 
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2009 09 12 MiTo = Si canta barocco

Sabato 12 settembre 2009 ore 16
Basilica di San Calimero, Milano
Mottetti e Cantate nel Settecento
Il programma musicale:
Johann Sebastian Bach
Cantata "Jauchzet Gott in allen Landen!" BWV 51
Georg Friedrich Händel
Salve Regina per soprano, 2 violini, organo e basso continuo
Suite per tromba e archi
Antonio Vivaldi
Mottetto "In furore justissimae irae" in do minore per soprano e archi RV 626
Allievi dell'Istituto di Musica Antica
dell'Accademia Internazionale della Musica
Antonio Frigé, direttore e organo
Tomoko Nakahara, soprano
In collaborazione con Fondazione Orchestra Scuole Civiche di Milano
Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un'ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Il programma del concerto di Sabato12 settembre 2009 alle ore 21nella Basilica di San Calimero è dedicato al fascino dalla voce femminile nella musica del Settecento
Alla voce del soprano Tomoko Nakahara, con gli Allievi dell'Istituto di Musica Antica dell'Accademia Internazionale della Musica e la direzione di Antonio Frigé, sono affidate alcune delle pagine vocali più preziose del barocco musicale, in grado di esprimere con particolare enfasi, lo spettro delle passioni umane, incluse quelle sacre: La cantata Jauchzet Gott in allen Landen! di Bach, il Salve Regina di Händel e il mottetto vivaldiano In furore justissimae irae. Al di la dei titoli, protagonista assoluto di questo concerto è il mottetto cattolico per voce sola e strumenti che, sviluppatosi assiduamente in ambienti veneziani, si impose nel primo Settecento come vero e proprio pendant della scena operistica e della cantata, valicando presto i confini nazionali e confessionali. Completa il programma la Suite per tromba ed archi di Händel, lavoro strumentale di grande virtuosismo e ricercatezza melodica.
La cantata Jauchzet Gott in allen Landen! , una delle quattro cantate sacre di Bach, è forse uno dei brani più celebri del grande compositore tedesco. Scritta a Lipsia nel 1730 rimane incertezza sulla sua destinazione, impiegata per scopi liturgici, pare plausibile che un ruolo vocale tanto virtuosistico, che tra l'altro raggiunge per tre volte e per salto il Do sovracuto, sia stato pensato non per una voce bianca del coro di Lipsia, ma per una ambito di corte con l'impiego di una cantante donna o un castrato.
Il Salve Regina di Händel, risale al primo decennio del Settecento ed in particolare ad un soggiorno italiano. Venne probabilemente composta nel 1707 ed eseguita a Roma presso la Chiesa di Santa Maria in Montesanto in Piazza del Popolo. Emerge lo spirito virtuosistico che porta all'esposizione della voce, sempre sopranile, al di sopra dell'accompagnamento strumentale, qui ridotto, secondo la consuetudine italiana, ai soli violini e al basso.
La Suite per tromba ed archi, è una pagina strumentale di grande vitalità e ricercatezza melodica. Si tratta di un lavoro apocrifo, comparso a Londra nel 1733e debitore in gran parte della Water Music Suite.
Il mottetto vivaldiano In furore justissimae irae risale agli Venti del Settecento, composto nella più pura tradizione veneziana in occasione del Carnevale romano, ed è forse uno dei brani più rappresentativi della spiritualità barocca, che alterna energia e suadente cantabilità incantatoria a rappresentare rispettivamente l'ira divina e il pianto del penitente, passioni opportunamente amplificate dall'accompagnamento strumentale.
Ensemble dell'Istituto di Musica Antica Accademia Internazionale della Musica
L'Ensemble dell'Istituto di Musica Antica dell'Accademia Internazionale della Musica di Milano è il frutto dell'attività didattica dell'Istituto, noto per la lunga tradizione e l'alto valore internazionale dei suoi insegnanti. Strutturato come le più importanti scuole di musica antica europee, unico in Italia, attrae studenti da ogni parte del mondo.
Matteo Frigé, tromba naturale
Giorgio Tosi, violino I
Isotta Grazzi, violino II
Maria Antonietta Lo Sito, viola
Nicola Brovelli, violoncello
Carlo Sgarro, contrabbasso
Grasiela Setra Dantas, clavicembalo
Antonio Frigé, direttore e organo
Diplomato in organo, composizione organistica e clavicembalo presso il Conservatorio di Milano, ha intrapreso un'intensa attività concertistica che lo ha portato a suonare per le più prestigiose società concertistiche, in tutta Europa e negli Stati Uniti.
Particolarmente interessanto alla letteratura del Sei-Settecento eseguita su strumenti storici, ha pubblicato una trentina di CD e collabora con l'Istituto Vivaldi per le edizioni critiche delle opere del compositore. Dal 1982 suona in Duo con Gabriele Cassone e, nel 1989, ha fondato l'Ensemble Pian & Forte.
Ha registrato per la RAI, RTSI, ORF, Radio Classica (España); attualmente è docente di Basso continuo e Musica da Camera presso l'Istituto di Musica Antica dell'Accademia Internazionale di Musica di Milano, ed è organista presso la chiesa di S.Francesco di Paola e la Basilica di S. Simpliciano.
Tomoko Nakahara, soprano
Nata in Giappone, si è laureata in canto presso l'Università di Mukogawa sotto la guida Andrea Barandoni, conseguendo poi un master presso la medesima università. In Italia dal 1997, si è perfezionata in canto rinascimentale e barocco con Claudine Ansermet. Si è specializzata poi all'Accademia Internazionale della Musica di Milano, conseguendo il diploma in Polifonia Rinascimentale sotto la guida di Diego Fratelli. Ha ottenuto presso l'Accademia di Musica e Danza "F. Gaffurio" di Lodi il diploma del "Laboratorio permanente di Musica Italiana del Seicento", diretto da Roberto Gini.
Nel 2000 ha conseguito il primo premio nel concorso indetto dal Rotary Club, per la sezione di musica antica. Da molti anni svolge intensa attività concertistica in Giappone e in Italia come solista e come membro di vari gruppi di musica antica.
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