2017_03_24 Quinto spettacolo della rassegna PALCO OFF

24–25-26 marzo 2017 | Residenza Urbana Progetto TLLT
Teatro Libero di Milano via Savona, 10 – 20144 Milano
MARI
di e con Tino Caspanello
e con Cinzia Muscolino
produzione Teatro Pubblico Incanto
Premio speciale della Giuria del Premio Riccione Teatro 2003
Spettacolo inserito nella rassegna PALCO OFF
PER INFORMAZIONI
BIGLIETTERIA
Teatro Libero  -   via Savona 10, Milano -  02-8323126   biglietteria@teatrolibero.it
PREZZI   
biglietto intero: 20 euro  /  biglietto ridotto: 15 euro
abbonamento CARTALIBERA PALCO OFF: 6 ingressi a 90 euro
ORARIO SPETTACOLI

venerdì e sabato ore 21.00    -     domenica ore 16.30
ORARIO DEGUSTAZIONI
venerdì e sabato ore 20.30    -     domenica ore 16.00


Mari di Tino Caspanello racconta di viaggi e di attese in un siciliano delicato e musicale, è il quinto spettacolo della rassegna PALCO OFF: una nuova occasione per incontrare la Sicilia negli spettacoli, negli incontri e nelle degustazioni di cibi e vini.
Finalmente ritorna a Milano, dopo 15 anni di tournée, uno dei testi più apprezzati di Tino Caspanello: Mari, vincitore del Premio speciale della Giuria – Premio Riccione Teatro 2003, pubblicato interamente su Hystrio nel 2005. Mari ha avuto un grande successo non solo in Italia, infatti attualmente è nel repertorio di cinque compagnie francesi.
Mari racconta di un uomo e una donna che si salutano sulle rive del mare. L'uomo ansioso di lasciare la riva e la donna che prolunga il momento dell'addio. Un testo delicato e poetico su due solitudini che finalmente, cullate dal suono delle onde, riescono a parlarsi.
Un uomo e una donna, il mare; una lingua, quella siciliana, che non permette di esprimere tutte le profondità di un sentire, una lingua fatta di necessità quotidiane, che possiede solo il presente, dilatato nel testo sulla linea che separa mare e terra, su questo limite mutevole che attrae l'uno e respinge l'altra. Mari è quasi una partitura musicale nella struttura e nel suono delle parole accompagnate dal lento ritmo di un calmo mare notturno. Quante volte in riva al mare abbiamo parlato di Dio e del mondo, o del nostro pane quotidiano. E accade che l'uomo e la donna si parlano, non lo fanno quasi mai, e si sorprendono del loro parlare e anche del loro cantare insieme a quelle materie che solo se le conosci bene ti aiutano ad amare, anche senza la necessità di dirlo. È proprio per scoprire di quale materia siamo fatti che l'uomo invita la compagna a toccare il mare, quell'acqua scura che fa orrore e affascina allo stesso tempo, quell'elemento che ha permesso loro di parlarsi. E quando la donna, arrivata là apparentemente per caso, comincia ad avvicinarsi all'uomo che ama e che se ne sta solo a pensare sulla spiaggia, ecco che i due sciolgono finalmente i nodi che nessuna lingua potrà mai sciogliere, in parole che nessun suono potrà mai restituirci. [Tino Caspanello]

2017_03_30 Eloquenza delle Forti Passioni al Filologico di Milano

Giovedì 30 marzo 2017 ore 20:30
Circolo Filologico Milanese
Via Clerici 11, 20121 Milano
Ingresso gratuito (con accesso dalle ore 19:45)
 CONCERTO
ELOQUENZA DELLE FORTI PASSIONI
Fierezza e profondità nelle arie per basso di Haendel


Direttore: Riccardo Doni

Musiche di G. F. Handel

Un percorso tutto Haendeliano: questo il programma scelto da Andrea Mastroni per i recital barocchi che il basso terrà alla fine del mese di Marzo con l’Accademia dell’Annunciata, sotto la direzione di Riccardo Doni.
Il concerto si svolgerà il prossimo 30 marzo presso la sala Liberty del Circolo Filologico Milanese, uno dei simboli della cultura della città, seguendo a breve il recente debutto del presente programma ad Abbiategrasso, in occasione della quinta giornata europea della Musica antica organizzata dal R.E.M.A. (Reseau Europeene de la Musique Ancienne).
Il basso milanese Andrea Mastroni ha recentemente debuttato al MET nel ruolo di Sparafucile e inaugurato la stagione della Fenice nella prima assoluta dell’Aquagranda di Perocco. Dotato di una vocalità propria del basso profondo, ma al tempo stesso con un’ampia tessitura e grande padronanza delle agilità, ha scelto per questa occasione una serie di arie estremamente esemplificative delle diversità di scrittura, in termini tecnici ed espressivi, che Haendel concepì per i maggiori solisti della scena operistica settecentesca, primo tra tutti Antonio Montagnana.

"ELOQUENZA DELLE FORTI PASSIONI"
FIEREZZA E PROFONDITÀ NELLE ARIE PER BASSO DI HAENDEL

Georg F. Haendel               
OUVERTURE Riccardo Primo, Re d'Inghilterra HWV 23
NEL MONDO E NELL'ABISSO Riccardo Primo, Re d'Inghilterra HWV 23
CONCERTO GROSSO in Sol Maggiore Op 6 n.1 Per archi e b.c. A tempo giusto, Allegro, Adagio, Allegro, Allegro
INVIDA SORTE AVARA   da Ariodante HWV 33           
O VOI DEL MIO POTER MINISTRI ELETTI da Orlando HWV 31
FRA L'OMBRE E GLI ORRORI da Aci Galatea e Polifemo  HWV 72
SUITE  "DER BEGLUKTE FLORINDO" HWV 354 per archi e b.c. Minuetto, Coro, Sarabanda, Gavotta                               
OUVERTURE dal MESSIAH HWV 56
WHY DO THE NATIONS ?  Da Messiah HWV 56
OUVERTURE da  "Orlando" HWV 31
LASCIA AMOR  da  "Orlando" HWV 31
  Andrea Mastroni, basso
ACCADEMIA DELL'ANNUNCIATA
Direttore,  Riccardo Doni

Suoi partner in questa avventura barocca sono i musicisti dell’Accademia dell’Annunciata, diretta da Riccardo Doni. Mastroni e Doni proporranno un excursus che si snoderà dagli anni romani di Haendel (con l’aria Tra l’ombre e gl’orrori), estratta da Aci Galatea e Polifemo e nota per richiedere al solista un’estensione di ben due ottave e mezza), al periodo del successo operistico londinese (con estratti da Riccardo Primo, Orlando, Ariodante) per arrivare agli anni della maturità artistica e al perfezionamento dell’oratorio in lingua inglese (Messiah).  A corredo, l’Accademia e Doni proporranno un excursus altrettanto interessante che vede la presenza di alcune ouverture correlate alle arie, ma altrettanto una rarita’ come la suite dal Florindo, la prima opera che il giovane Händel scrisse per l’opera di Amburgo e di cui, purtroppo, sopravvivono solo poche pagine strumentali.

La collaborazione dell’Accademia dell’Annunciata con Mastroni continuera’ a breve anche in sala di incisione: infatti, l’orchestra sarà partner dell’artista, nei prossimi mesi, nella registrazione di un cd monografico sempre dedicato ad Händel. Questa nuova pubblicazione andrà ad affiancare l’imminente uscita dei concerti per violino di Felice Giardini, che l’Accademia ha inciso con un solista del calibro di Giuliano Carmignola: due collaborazioni che evidenziano il livello esecutivo raggiunto in questi anni dai ragazzi dell’orchestra.

2017_03_21 Eloquenza delle Forti Passioni alla Annunciata - Abbiategrasso

Martedì 21 marzo 2017_03_21 ore 21.00 
ex Convento dell’Annunciata - Abbiategrasso
STAGIONE 2016 -2017 ACCADEMIA DELL’ANNUNCIATA – III CONCERTO
GIORNATA EUROPEA DELLA MUSICA ANTICA
L’Eloquenza delle Forti Passioni
Fierezza e profondità nelle arie per basso di Händel
Accademia dell’Annunciata
Basso Solo Andrea Mastroni
Direzione e cembalo Riccardo Doni
In programma:
G.F. Handel
Concerti Grossi, Overture
Arie per basso tratte da Riccardo Primo, Alcina, Orlando, Ariodante, Aci Galatea e Polifemo e Messiah
Ingresso: Posto unico € 12

"ELOQUENZA DELLE FORTI PASSIONI"
FIEREZZA E PROFONDITÀ NELLE ARIE PER BASSO DI HAENDEL

Georg F. Händel                    
OUVERTURE Riccardo Primo, Re d'Inghilterra HWV 23
NEL MONDO E NELL'ABISSO Riccardo Primo, Re d'Inghilterra HWV 23
CONCERTO GROSSO in Sol Maggiore Op 6 n.1 Per archi e b.c. A tempo giusto, Allegro, Adagio, Allegro, Allegro
INVIDA SORTE AVARA   da Ariodante HWV 33           
O VOI DEL MIO POTER MINISTRI ELETTI da Orlando HWV 31
FRA L'OMBRE E GLI ORRORI da Aci Galatea e Polifemo  HWV 72
SUITE  "DER BEGLUKTE FLORINDO" HWV 354 per archi e b.c. Minuetto, Coro, Sarabanda, Gavotta                               
OUVERTURE dal MESSIAH HWV 56
WHY DO THE NATIONS ?  Da Messiah HWV 56
OUVERTURE da  "Orlando" HWV 31
LASCIA AMOR  da  "Orlando" HWV 31
  Andrea Mastroni, basso
ACCADEMIA DELL'ANNUNCIATA
Direttore,  Riccardo Doni

Il 3° concerto dell’attuale stagione è inserito nel circuito internazionale della “Giornata Europea della Musica Antica” alla quale l’Accademia dell’Annunciata ha proposto la propria adesione che è stata accolta per la sua specificità nel campo della musica antica. La data del 21 marzo è stata scelta dagli organizzatori europei per un importante motivo; corrisponde infatti al giorno di nascita (21 marzo 1685) di uno dei più grandi compositori della storia ed in particolare della musica barocca: Johann Sebastian Bach. Per celebrare questa importante giornata si è scelto un altro grande della musica: G.F. Handel proponendo un’alternanza di Concerti Grossi, Overture ed Arie per basso tratte da importanti opere e da un famosissimo oratorio. Le opere in questione sono: Riccardo Primo, Alcina, Orlando, Ariodante, Aci Galatea e Polifemo e Messiah. Riccardo Primo fu eseguito per la prima volta a Londra nel 1727 ma, cosa assai incredibile vista la grandiosità dell’opera e dell’ingegno, cadde nel dimenticatoio fino al 1964! Opera in 3 atti narra di un aspetto della vita di Riccardo  Re d’Inghilterra alle prese con vicende amorose. Alcina, opera di rara ed assoluta bellezza e raffinatezza, è tratta invece dall’Orlando Furioso dell’Ariosto dal quale è tratta a sua volta l’opera Orlando. Alcina vide la sua prima rappresentazione nel 1735 mentre Orlando debutto due anni prima nel 1733 al King’s Theater di Londra. Sono delle vere icone nel panorama operistico del compositore sassone ed a oggi sono forse le più rappresentate nei teatri e nei festival che ospitano la musica barocca. Sempre nel 1735 si colloca il debutto, Covent Garden di Londra, dell’Ariodante opera seria in tre atti costruita su un episodio sempre tratto dall’Orlando Furioso. Non ebbe un grande successo e già nel 1736 conobbe un lento declino malgrado fosse un lavoro di grande valore, solo nel 1926 ebbe una rinascita che la porta ancora oggi ad essere amata e seguita con attenzione dal grande pubblico. Del 1708 è invece Aci, Galatea e Polifemo. Più che opera si colloca o meglio definisce come una “serenata a 3 voci”. Assolutamente di rilievo il ruolo di Polifemo cioè del basso che interpreta questo personaggio, al quale è richiesta una estensione vocale assolutamente incredibile. Il Messiah è l’unico oratorio presente nella serata.
Famosissimo ed eseguito in ogni parte del mondo grazie alle sue meravigliose e notissime arie e corali venne composto nel 1741 e fu proposto al pubblico per la prima volta l’anno seguente. Accolto non con molto entusiasmo col tempo ha acquisito sempre una maggior fama fino a diventare in assoluto forse la composizione di Handel più proposta al mondo. Ospite d’eccezione della serata sarà il Basso Andrea Mastroni. Nato a Milano vanta, seppur ancor giovane, una carriera di assoluto valore e rispetto che lo ha portato a esibirsi nei più grandi teatri italiani e mondiali in ruoli da solista di primissimo piano. Personaggi quali Sarastro (Flauto Magico), Don Basilio (Barbiere di Siviglia), Sparafucile (Rigoletto), Figaro e Bartolo (Nozza di Figaro) sono solo un piccolo esempio dei ruoli ricoperti da Mastroni centinaia di volte, ai quali potremmo aggiungerne altri altrettanto famosi.
Come detto vanta presenze nei più grandi teatri del mondo tra i quali vanno segnalati: L’Arena di Verona, La Fenice di Venezia, La Scala di Milano, il Regio di Parma, Il Comunale di Piacenza, il Massimo di Palermo, il Petruzzelli di Bari, il Teatro dell’Opera di Amburgo, di Madrid, di Montecarlo, de Champs Elysee di Parigi, di Amsterdam, Malmoe, Valencia. Ha tenuto una lunga tournèe in Giappone e di recente ha debuttato al Metropolitan di New York. Poter ospitare un artista del calibro di Andrea Mastroni, dopo il violinista Giuliano Carmignola, rappresenta un grande vanto per l’Accademia. Questo a testimonianza della serietà e professionalità del lavoro compiuto in questo anni con e per dei giovani seguendo un percorso ben preciso.

https://earlymusicday.eu/
https://earlymusicday.eu/events/

2017_03_23 James Feddeck dirige l'Orchestra I Pomeriggi Musicali

72ª STAGIONE SINFONICA
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno

Stagione 2016-2017

Giovedì 23 marzo 2017 ore 21.00
Sabato 25 marzo 2017 ore 17.00
Prova generale aperta al pubblico – giovedì 23 marzo, ore 10.00


Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro 2 – Milano

Weber, ouverture da Oberon
BeethovenSinfonia n. 8, in Fa maggiore, op. 93 
SchumannSinfonia n. 3, “Renana”, in Mib maggiore, op. 97


Direttore: James Feddeck
Orchestra I Pomeriggi Musicali


James Feddeck, giovane bacchetta di soli 33 anni, è atteso al Teatro Dal Verme il 23 e 25 marzo, per il suo debutto in Italia. Direttore in rapida ascesa sulla scena internazionale, Feddeck, vincitore nel 2013 del prestigioso Sir Georg Solti Conducting Award, è un talento puro, che già ha al suo attivo debutti di primo livello, dalla Chicago Symphony alla Minnesota Orchestra, ai quali ora si aggiungerà quello con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali. A proposito del suo esordio italiano Feddeck ci fa sapere: “Questa sarà la mia prima visita assoluta in Italia, non solo la prima volta a dirigere. Il contributo italiano alla musica e la sua ricca storia musicale è ben noto e non vedo l’ora di farne esperienza diretta”. Il programma che il direttore proporrà al Teatro Dal Verme pare perfetto per celebrare l’inizio della Primavera: dal fascino dell’ouverture da Oberon di Carl Maria von Weber, passando attraverso il fresco entusiasmo della Sinfonia n. 8 di Beethoven, fino allo spirito della Sinfonia n. 3, “Renana”, di Schumann. All’interno del cartellone della 72ª Stagione sinfonica dei Pomeriggi Musicali, ancora una volta il podio dei Pomeriggi sarà quindi affidato a un giovane artista in crescita, sempre nell’ottica di proporre il nuovo e far conoscere le più fresche e promettenti generazioni di musicisti al pubblico; tutto ciò trova affinità anche con la maniera che ha lo stesso Feddeck di intendere la direzione d'orchestra: "Penso che il mio compito sia far scoprire esperienze nuove a un pubblico affezionato, ma anche alle persone della mia generazione che magari non conoscono il repertorio sinfonico. Forse l'aspetto più interessante del percorso che vedo davanti a me è avere la possibilità di essere quella forza, di coinvolgere più persone possibili con la musica".

2017_03_18 VERDI AIDA presentata dalla CORALE MONZESE


CORALE MONZESE

Diretta dal M. Aldo RUGGIANO
presenta
Sabato 18 marzo 2017-ore 15.00
Teatro Manzoni di Monza 
Via Alessandro Manzoni, 23, 20900 Monza MB
Giuseppe VERDI - AIDA
Opera in quattro atti su Libretto di Antonio Ghislanzoni

Posti numerati PLATA 25€ GALLERIA 20€ + prevendita.
INFO 333 648 7476

Personaggi ed Interpreti:
Re Alessandro RAVASIO
Amneris Alessandra NOTARNICOLA
Aida Rossana CARDIA
Radamès Diego CAVAZZIN
Ramfìs Carlo MALINVERNO
Amonasro Mauro BONFANTI
Messaggero Riccardo BENLODI
Sacerdotessa Chiara CIURLIA
Coro Corale Monzese - Monza
Coro «Mario Braggio» - Torino
Orchestra Incanto in Musica (30 orchestrali)
diretta dal M° Gianluca RASANO  
Coreografia: Franca Larizza in collaborazione con Asd Koreos
Allestimento e Costumi: GRANDI SPETTACOLI
Luci: Ricardo GALIMBERTI
Trucco e Acconciature: Accademia Professionale PBS Monza - Academia BSI Milano
Regia e Costumi Elena d'Angelo
Coordinamento e realizzazione: Piera DE LUCA - Aldo RUGGIANO

La Sezione Provinciale A.I.D.O. di Monza e Brianza, in collaborazione con altri sponsor e con il contributo del Comune di Monza, invita tutti gli appassionati melomani ad assistere alla rappresentazione di una delle opere liriche più famose al mondo:AIDA di Giuseppe Verdi L’opera in quattro atti, eseguita per la prima volta il 24 dicembre 1871 al Cairo in occasione dell’inaugurazione del canale di Suez, verrà portata in scena sabato 18 marzo 2017 alle ore 15.00 al teatro Manzoni di Monza dalla Corale Monzese diretta dal maestro Aldo Ruggiano.
La prevendita dei biglietti è presso l’associazione Pro Monza in Piazza Carducci; il costo dei posti numerati in platea è di Euro 25,00 ed in galleria di Euro 20,00.
Volontari dell’A.I.D.O. Provinciale di Monza e Brianza distribuiranno al termine agli spettatori materiale informativo dell’Associazione sui prelievi ed i trapianti di organi nel nostro Paese e raccoglieranno le Dichiarazioni di volontà a donare organi e tessuti post mortem di chi vorrà farlo al tavolino A.I.D.O. posto all’ingresso.

Un bel commento su Aida di Verdi :
".. una delle opere di Giuseppe Verdi più belle e più rappresentate in tutti i teatri del mondo, capolavoro in quattro atti su libretto di A. Ghislanzoni, commissionata dal vicerè d’Egitto Ismail Pascià per festeggiare l’apertura del canale di Suez nel 1870, rappresentata per ragioni varie il 24 dicembre 1871 a Il Cairo, continua ad appassionare gli amanti della lirica per la bellezza tutta “umana” della trama, per la profondità della musica e per quell’insieme che si chiama “messinscena” così peculiare, così stupenda, così affascinante. Sorprendono poi le raffinate sottolineature psicologiche, la partecipazione del coro, i cui squarci di rara bellezza coinvolgono emotivamente ancor oggi, nonché l’elegante, ma determinante “colore”, l’esotismo e la calibratissima misura nel determinare gli interventi vocali dei vari personaggi." di Angelo Bellisario

2017_03_19 Una mattina all’opera al Teatro Dal Verme

72ª STAGIONE SINFONICA
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno

LE DOMENICHE DEI POMERIGGI

Una mattina all’opera
Sinfonie, preludi e intermezzi estratti dal repertorio lirico italiano

Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro, 2 – Milano

Domenica 19 marzo 2017, ore 11:00

Direttore: Paolo Belloli
Ensemble di Fiati dei Pomeriggi Musicali

Rossini, sinfonia da L’italiana in Algeri
Mascagni, intermezzo da Cavalleria rusticana
Donizetti, sinfonia da Don Pasquale
Puccini, intermezzo dell’atto III da Manon Lescaut
Rossini, sinfonia da Guglielmo Tell
Verdi, preludio dall’atto I da Traviata
Verdi, sinfonia da Nabucco

Domenica 19 marzo, alle ore 11:00, il pubblico del Teatro Dal Verme potrà trascorrere Una mattina all’opera. Il Maestro Paolo Belloli – autore anche degli arrangiamenti dei brani in programma – dirigerà l’Ensemble di Fiati dei Pomeriggi Musicali in un percorso fra sinfonie, preludi e intermezzi tratti dal grande teatro musicale italiano; ascolteremo le note di Rossini, Mascagni, Donizetti, Puccini e Verdi e ci sembrerà di essere seduti in un palchetto novecentesco a godere di quelle bellissime pagine musicali che tutto il Mondo ci invidia. Il prossimo appuntamento con Le domeniche dei Pomeriggi è fissato per il 26 di marzo, durante il quale, al fianco del quartetto d’Archi dei Pomeriggi Musicali, sarà ospite Davide Cabassi, che si esibirà in un programma interamente dedicato a Schubert. 

2017_03_22#AssociazioneMozartItaliaMilano Orchestra dell'Associazione Mozart Italia di Milano

Mercoledì 22 marzo 2017 ore 21.00
Chiesa di San Marco Milano
Orchestra dell'
Associazione Mozart Italia di Milano
maestro Aldo Bernardi
Dopo il successo degli ultimi concerti, l'AMI-Milano, filiazione milanese della Fondazione Mozarteum di Salisburgo, prosegue con il confronto evolutivo con Ludwig van Beethoven costato ai principali capolavori dell'espressione pre-romantica di Mozart.
Nel terzo imperdibile Concerto, il 22 marzo 2017 alle ore 21, verranno poste a confronto la preziosa Sinf. n 33 KV 319 di Mozart con la genialità contemporaneamente classica e preromantica della Seconda Sinfonia di Beethoven in cui il genio di Bonn utilizza per la prima volta un tono eroico che verrà maggiormente ripreso nelle sinfonie successive. La genesi della seconda (1802-1803) coincide proprio con gli anni della scoperta della malattia che lo porterà alla sordità; ecco quindi come i contrasti, sia ritmici che melodici, senza tralasciare quelli metrici, sono ora spia della drammatica "sofferenza" dell'autore. In apertura la mozartiana Overture da Le Nozze di Figaro.
Nella splendida cornice della Chiesa di San Marco in Milano, vincerà nuovamente la vera musica con il diffondersi di pregevoli note pronte a raggiungere anima e cuore.
Il concerto sarà diretto dal maestro Aldo Bernardi alla guida dell'Orchestra dell'Associazione Mozart Italia di Milano. 

2017_04_01 ANTIGONE un classico greco in chiave moderna

SABATO 01 APRILE 2017 - ore 21.00
Teatro Moderno di Vigevano - Via S. Pio V, 8
!!!"ANTIGONE": un classico greco in chiave moderna!!! 
Le Tre Corde Società Cooperativa - Compagnia Tea

trale della Luna Crescente
"ANTIGONE" con: Cameron Beckett, Luca Cesani, Arianna Marani, Gloria Menduni, Angelica Lucia Ritucci, Laura Tranchini Regia: Corrado Gambi

L'Antigone mette in scena un conflitto di valore universale, quello fra le leggi dello stato e quelle della pietà e dell'amore, e propone una riflessione sul tema della responsabilità individuale. Molto spesso nella storia l'obbedienza alle leggi e agli ordini è stata invocata come giustificazione per commettere o tollerare crimini orrendi; in molte occasioni invece il sottrarsi a leggi considerate “ingiuste” è stato un modo per giustificare l'illegalità. L'Antigone pone quindi alla coscienza, allora come oggi, un dilemma che non ha una risposta univoca, ma che impone ogni volta una riflessione ed una decisione: e proprio in questo stanno la sua forza e la sua perdurante attualità.
L’antefatto è noto…
Siamo a Tebe: il re Edipo, dopo aver scoperto di avere ucciso, senza saperlo, il padre Laio e sposato la madre Giocasta, si acceca e lascia la città. I due figli di Edipo e Giocasta si uccidono a vicenda in duello per conquistare il potere, ma poiche è stato Polinice a prendere le armi contro la città, il nuovo re Creonte decreta che il suo corpo non venga sepolto e sia lasciato in balìa dei corvi e dei cani. Antigone, nipote di Creonte e sorella dei due guerrieri caduti, decide di seppellire comunque il fratello morto, pur sapendo che questa disobbedienza le costerà la vita e nonostante i tentativi della sorella Ismene di dissuaderla: la pietà e l'amore glielo impongono. La collera di Creonte, quando apprende che la sua legge è stata violata, è tremenda: Antigone viene condannata a morire sepolta viva in una grotta. Troppo tardi, preoccupato da foschi presagi, il re dà ordine di liberare la fanciulla: le guardie trovano morti nella grotta Antigone  ed Emone, figlio di Creonte e fidanzato di Antigone, mentre anche la regina Euridice si è uccisa per il dolore. Annientato, Creonte invoca la morte…
Fino a qui è Sofocle… Ma la nostra Antigone è altro…
L’ambientazione è una “morgue” diretta da un medico legale e da un inserviente che “raccontano” le vicende dei personaggi defunti, in una sorta di “affresco” onirico e ai limiti dell’alienato, ma mai macabro.
Qui, Antigone è una ragazza “selvaggia”, adolescente ribelle, magra e scontrosa, inquieta e insoddisfatta, depositaria dell’eredità etica del padre Edipo, desiderosa di dare senso alla propria vita, totalmente incapace a scendere a compromessi, ancor più se mirano ad ottenere una falsa, ipocrita felicità “costi quel che costi”. Una Antigone che arriva ai giorni nostri come simbolo di lotta a guerre e tirannie, metafora del senso della giustizia privata e collettiva, contro la mediocrità e lo squallore di una vita che scorre “voltando lo sguardo da un’altra parte”, fuggendo responsabilità e consapevolezza. E allora i personaggi del Mito si mescolano con i personaggi della Storia… di una Storia… di tutte le Storie… Nello stesso tourbillon drammaturgico troviamo un’Antigone fiera “Jeanne d’Arc” contro l’ipocrisia, un Creonte vecchio e malato, “morto senza ancora sapere di esserlo” che invecchia affidato alle cure di una poco convinta provvisoria badante, un Creonte vittima e carnefice allo stesso tempo, prigioniero della sua “cecità” mascherata da etica… troviamo poi il medico e l’inserviente, “padroni di una casa abitata da morti”, anch’essi nel buio di una storia personale che li emargina e li “dimentica socialmente”…
Insomma un Grand Guignol che prende forma dai personaggi/cadaveri, “storie abbandonate” in modo differente, ma molto simili…
“Teatro nel Teatro”, si potrebbe dire… in un grigio tempo storico che sembra, ahimé, non passare mai di moda…
Info e prenotazioni al numero 348.1127776
Biglietti: INTERO € 13 - RIDOTTO € 10

2017_03_19 Giornata mondiale della poesia a Cigognola

domenica 19 marzo 2017, ore 17,00
PoloCivicoCulturale di Valle Cima
Piazza d’Europa Unita 1, Cigognola
In occasione della Giornata mondiale della poesia

l’associazione culturale L’Officina delle buone idee
in collaborazione con la civica biblioteca di Cigognola
con il patrocinio del Comune di Cigognola

presenta il reading
Suoni di Versi
Parole in versi e in pentagramma

con Patrizia BuiattiPietro ColombiIlaria EvangelistiZelinda GaspariniMaddalena PecoriniCaterina Pelizzari
Nicolò Scarabelli

2017_06_26 Ciclo di seminari interdisciplinari Riflessioni su ritmo e metro

26 giugno - 1 luglio 2017
Venezia - Fondazione Ugo e Olga Levi
LEVI Campus 2017
Terzo ciclo di seminari interdisciplinari 
per dottorati con discipline musicologiche

Nel corso della storia della musica i concetti di ritmo e metro e le loro relazioni sono stati affrontati da specifiche angolature dipendenti dal rapporto della musica con il contesto scientifico, filosofico ed estetico. 
I seminari propongono alcuni snodi fondamentali, esaminando, sulla base di casi emblematici, le soluzioni raggiunte sul versante teorico e pratico, dall’antica Grecia, che fissa precisi orientamenti e la terminologia tecnica, all’età contemporanea estendendosi per quanto concerne il Novecento e l’etnomusicologia ai complessi legami con le scienze moderne come, fra l’altro, fisica, biologia e neuroscienze.

                                                   Riflessioni su ritmo e metro
BANDO  

All’introduzione generale seguiranno otto seminari (3-4 ore ciascuno), svolti da docenti dalla specializzazione internazionalmente riconosciuta: Martin Clayton (Durham), Ruth DeFord (New York), Stefan Hagel (Vienna), Pedro Memelsdorff (Tours), Angelo Orcalli (Udine-Parigi), William Rothstein (New York).
Sulla base delle esperienze maturate nelle edizioni 2015 e 2016 e dei suggerimenti pervenuti, la partecipazione interattiva dei dottorandi sarà facilitata attraverso la preliminare costituzione di gruppi di discussione, i cui criteri e compiti saranno decisi collegialmente, e la struttura dei singoli seminari che prevede i necessari spazi per i loro interventi.
Il tema, la sua articolazione e i docenti sono stati decisi, sentiti anche altri colleghi, dal gruppo di lavoro LEVI Campus, costituito da Maria Caraci Vela (Università di Pavia), Roberto Calabretto (Università di Udine), Giuseppina La Face (Università di Bologna), Massimo Privitera (Università di Palermo) e Luisa Zanoncelli (Fondazione Ugo e Olga Levi).
San Marco 2893 - 30124 Venezia info@fondazionelevi.it t. 041-786777

2017_03_28 PROMETEOEDIO di Emanuele Conte al MENOTTI

Da Martedì 28 Marzo 2017_03_28 
a Domenica 02 Aprile 2017_04_02 
TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano
Teatro della Tosse
PROMETEOEDIO
di Emanuele Conte
da Eschilo
regia Emanuele Conte
costumi Daniela De Blasio
luci Tiziano Scali e Matteo Selis
assistente alla regia Alessio Aronne
con
Gianmaria Martini Prometeo
Alessia Pellegrino Bia (Violenza) e Io
Enrico Campanati Ermes
Roberto Serpi Efesto e Coro delle Oceanine
Pietro Fabbri Cratos (Potere) e Oceano
capo macchinista Marco Lubrano
macchinisti Carlo Garrone Fabrizio Camba
attrezzista Renza Tarantino
realizzazione costumi Umberta Burroni e Paola Ratto
direzione tecnica Roberto d'Aversa
acting coach di Gianmaria Martini Paolo Antonio Simioni
produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse
Durata 100 minuti

ORARI SPETTACOLI feriali ore 20.30 mercoledì ore 19.30 (a parte le prime ore 20.30) domenica ore 16.30

Prometeoedio è l’ultimo capitolo della trilogia del potere iniziata nel 2013 con Antigone di Anouilh e proseguita lo scorso anno con il Caligola di Camus.
Emanuele Conte, ideatore e regista della trilogia, ha nel corso del tempo spostato la sua analisi dal potere in quanto tale alla ribellione al potere. In Antigone la protagonista si oppone a un ordine precostituito, Caligola lotta contro sè stesso in quanto incarnazione dell’autorità, mentre in questo terzo capitolo Prometeo si ribella al potere in senso assoluto, quello che va oltre l’uomo e riguarda Dio.
Al centro del lavoro di Conte c’è l’uomo con la sua meravigliosa umanità fatta di imperfezioni, fragilità, debolezze e difetti. L’essere umano viene rimesso al centro della storia e amato per quello che è, un’analisi in aperta antitesi con il pensiero dominante che guarda all'essere umano utilizzando parametri e modelli che danno vita esclusivamente a giudizi negativi. 

Il gesto con cui Prometeo dona all'umanità il fuoco e la consapevolezza è un atto di giustizia compiuto per soddisfare il desiderio di conoscenza dell'uomo, anche se questa sua ambizione porta con sé dolore e sofferenze.
La costruzione drammaturgica è stato un lavoro impegnativo, fatto di riscritture e limature a un testo denso di temi fondamentali, che hanno influenzato nel corso dei secoli molti artisti nei campi del teatro, della letteratura e della musica.
In questa riscrittura ci si sofferma sul tema della ribellione a un Dio tiranno insensibile e impermeabile alle richieste e alle esigenze delle sue creature, sul tema dell’amore per l’umanità e le sue imperfezioni e sul rapporto padre e figlio, argomento che apre a sua volta una serie di implicazioni psicanalitiche da cui il testo è attraversato. 
Prometeoedio è tratto dalla tragedia di Eschilo, nella quale il titano Prometeo viene condannato a soffrire in eterno, incatenato per sempre a una roccia ai confini del mondo, per aver rubato il fuoco, la conoscenza e averne fatto dono all' umanità.
Questa terribile condanna non smuove il pensiero di Prometeo, che nella sua scomoda posizione resta aggrappato alle proprie convinzioni, senza pentirsi del suo peccato perché “io ho dato loro la possibilità di scegliere. Ora potranno decidere se vivere senza farsi domande, spensierati, o abbracciare il pensiero e il desiderio di sapere. È vero tutto questo provoca dolore e sofferenza, ma se questa sarà la loro scelta allora io soffrirò con loro”.
Come gesto estremo Prometeo, nonostante sia consapevole del dolore e della precarietà della vita umana, decide di farsi uomo a propria volta, nella convinzione che la precarietà dei viventi sia comunque preferibile al terrore nel quale vivono gli dei per la paura di perdere la propria immortalità.

A vestire i panni di Prometeo è Gianmaria Martini che lo scorso anno aveva interpretato Caligola. Ancora una volta l’attore triestino è chiamato a ricoprire un ruolo faticoso sia da uno punto di vista emotivo che fisico. Martini è incatenato al centro della scena e lì resta immobile per tutta la durata dello spettacolo diventando egli stesso parte integrante della scenografia. L’imponente scena occupa tutto il palco ed è realizzata con tubi da impalcatura e grate di metallo, che incombono sul corpo teso e martoriato di Prometeo.
In questo spazio minaccioso si muovono gli altri attori: Roberto Serpi, impegnato in un doppio ruolo: Efesto, il Dio derubato della scintilla di fuoco e costretto da Zeus a infliggere contro la propria volontà la condanna a Prometeo e il Coro delle Oceanine che, con morboso voyeurismo, veglia senza poter fare niente la sofferenza del condannato. 
Enrico Campanati interpreta Ermes, il messaggero inviato da Zeus per parlare con Prometeo e convincerlo a pentirsi per il gesto compiuto e a rivelare la verità sul destino di Zeus e su ciò che porterà alla fine del suo regno. Uno scontro verbale quello tra i due dalla forte violenza emotiva, da cui trapela l’invidia di Ermes per il coraggio con cui Prometeo si ribella al padre prima che diventi padrone. 
Pietro Fabbri, anche lui impegnato nel doppio ruolo di Cratos, incaricato di condurre Prometeo al suo supplizio, e di Oceano, un secondo titano che cerca invano di indurre il protagonista a pentirsi delle proprie colpe.
Alessia Pellegrino è Io, la donna tramutata in giovenca che vorrebbe uccidersi per sfuggire al Tafano che la tormenta. Questa scelta le è negata, poiché il suo destino, come le rivela Prometeo, è quello di dare alla luce colui che lo libererà dal suo supplizio. Io, come tutte le donne del suo tempo, non è padrona né del proprio corpo né del proprio destino. Il suo personaggio risulta di straordinaria modernità proprio per il tentativo, frustrato, di ribellarsi alle costrizioni scelte per lei da altri. 
La figura di Prometeo di Eschilo nel corso dei secoli è stata utilizzato di volta in volta per spiegare tesi e affermare concetti spesso legati alla religione, all’autorità o al potere. Si tratta di un testo permeato di concetti forti e universali che continua ad essere attuale e a rivelare qualcosa su noi stessi.
I costumi sono firmati da Daniela De Blasio e realizzati dalla sartoria del Teatro della Tosse.

BIGLIETTERIA
TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano - tel. 02 36592544 - biglietteria@tieffeteatro.it
PREZZI
- intero 26,50 € (25,00 € + 1,50 € prevendita)
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ORARI BIGLIETTERIA
lunedì e mercoledì 15.00 | 18.00
martedì, giovedì, venerdì 15.00 | 19.00
sabato 15.30 | 19.00
domenica 15.00 | 17.00 solo per la vendita della replica pomeridiana
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2017_03_21 CONTEMPORANEA2017, Una canzone vi seppellirà ovvero PIOMBO

CONTEMPORANEA2017
prima edizione

Teatro Menotti
dal 21 al 26 marzo
PIOMBO
Una canzone vi seppellirà 
prima nazionale

libretto, musiche, testi e regia Gipo Gurrado
con Enrico Ballardini, Davide Gorla, Giulia D’Imperio, Andrea Lietti, Elena Scalet,
GIpo Gurrado (live electronics, chitarre, piano), Mauro Sansone (batteria)
scene e costumi Vittoria Papaleo
luci Monica Gorla
audio Gabriele Simoni (Indiehub)
fotografie Michela Piccinini

Durata 80 minuti

Chiude CONTEMPORANEA2017 il testo originale di Piombo, un musical d’autore coprodotto da Odemà e Tiktalik Teatro, in prima nazionale dal 21 al 26 marzo. In occasione del debutto dello spettacolo il 23 marzo alle 12.00 si terrà l’incontro, aperto al pubblico, Gli anni di piombo_raccontati quarant’anni dopo, a cui interverranno Gherardo Colombo, Lello Gurrado e Piero Colaprico.
Associare la parola musical, con tutto il suo bagaglio di immaginario collettivo, a espressioni come Anni di Piombo e Brigate Rosse appare quasi una contraddizione. Ma è in questo contrasto che si svela il cuore del progetto che vuole raccontare in un modo nuovo un periodo storico drammatico, archiviato forse troppo velocemente.

Cinque attori e due musicisti sul palco portano in scena fatti e personaggi emblematici del terrorismo in Italia, rievocando gli sconvolgenti cinquantacinque giorni del sequestro Moro e riportando in vita un periodo storico, che sembra lontano anni luce dalla società di oggi, eppure pieno di inquietanti similitudini col presente.  Piombo è un modo nuovo di raccontare una delle pagine più controverse della storia italiana e uno degli episodi più bui della nostra Repubblica: i protagonisti del sequestro Moro prendono vita sul palco e vengono mostrati attraverso un punto di vista inedito, lontano dalla retorica e dai luoghi comuni. Piombo coinvolge il pubblico a un livello profondo e viscerale come solo la musica può fare.
23 marzo – ore 12.00
GLI ANNI DI PIOMBO
Raccontati quarant’anni dopo

intervengono
Gherardo Colombo, Lello Gurrado, Piero Colaprico

In occasione del debutto di Piombo, dopo la replica delle 10.30 dello spettacolo dedicato alle scuole, si terrà l’incontro, aperto al pubblico, Gli anni di piombo_raccontati quarant’anni dopo, a cui interverranno Gherardo Colombo, Lello Gurrado e Piero Colaprico.

Gherardo Colombo
Ex pubblico ministero presso la Procura di Milano, poi giudice di Cassazione. Nel 2007 lascia la magistratura per dedicarsi instancabilmente alla promozione della cultura della legalità fra i giovani e a tal fine fonda l’Associazione Culturale Sulleregole.
Oggi è presidente della Casa Editrice Garzanti.

Lello Gurrado
È stato caporedattore della cronaca del Corriere di Informazione, l'edizione pomeridiana del Corriere della Sera, ora scrive romanzi per varie case editrici, tra cui Marcos y Marcos, Fanucci, Il Gattaccio, Radici Future, e si occupa di formazione.

Piero Colaprico
È scrittore di libri gialli e inviato speciale di La Repubblica

BIGLIETTERIA  TEATRO MENOTTI
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-       ridotto over 65/under 14 - 10,00 €

ORARI BIGLIETTERIA
lunedì e mercoledì 15.00 | 18.00
martedì, giovedì, venerdì 15.00 | 19.00
sabato 15.30 | 19.00
domenica 15.00 | 17.00 solo per la vendita della replica pomeridiana

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ORARI SPETTACOLI
feriali ore 20.30
mercoledì ore 19.30
domenica ore 16.30

2017_03_03 CONTEMPORANEA2017 prima edizione al Teatro Menotti - Milano

da Venerdì 03 Marzo 2017_03_03
a Domenica 26 Marzo 2017_03_26
Teatro Menotti - Milano
CONTEMPORANEA2017
prima edizione

Venerdì 03 Marzo 2017_03_03 
Teatro Presente
THE HARD WAY TO UNDERSTAND EACH OTHER
uno spettacolo di Teatro Presente
prima nazionale
Vincitore Premio Scintille 2016 - Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2016
progetto e regia Adalgisa Vavassori

Sabato 04 Marzo 2017_03_04 
Il ServoMuto/Teatro
PHOEBUSKARTELL
prima nazionale
Vincitore Premio Scintille 2016
soggetto e regia Michele Segreto

da Martedì 07 Marzo 2017_03_07 
a Domenica 12 Marzo 2017_03_12
Oyes VANIA
Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2015
Menzione speciale alla drammaturgia – Festival Inventaria 2016, Roma
Spettacolo vincitore edizione NEXT 2016
Vincitore bando Go! 2016

da Martedì 14 Marzo 2017_03_14 
a Domenica 19 Marzo 2017_03_19
Teatro dei Gordi – TieffeTeatro Milano
SULLA MORTE, SENZA ESAGERARE
Selezione Visionari Kilowatt Festival 2016
Selezione Visionari Artificio Como 2016
Vincitore all'unanimità del Premio alla produzione Scintille 2015
Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2015, indetto dall’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine: spettacolo vincitore del Premio Speciale, Premio Giuria Allievi Nico Pepe e Premio del Pubblico

da Martedì 21 Marzo 2017_03_21 
a Domenica 26 Marzo 2017_03_26 
Odemà – Tiktalik Teatro
PIOMBO Una canzone vi seppellirà 
prima nazionale
libretto, musiche, testi e regia Gipo Gurrado
con Enrico Ballardini, Davide Gorla, Giulia D’Imperio, Andrea Lietti, Elena Scalet,
GIpo Gurrado (live electronics, chitarre, piano), Mauro Sansone (batteria)
scene e costumi Vittoria Papaleo
luci Monica Gorla
audio Gabriele Simoni (Indiehub)
fotografie Michela Piccinini

ORARI SPETTACOLI 
feriali ore 20.30
mercoledì ore 19.30 
domenica ore 16.30

BIGLIETTERIA
TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano - Tel. 02 36592544 - biglietteria@tieffeteatro.it

PREZZI 
- intero 15,00 € (25,00 € + 1,50 € prevendita)
- ridotto over 65/under 10 - 14,00 € (12,50 € + 1,50 € prevendita)

ORARI BIGLIETTERIA
lunedì e mercoledì 15.00 | 18.00
martedì, giovedì, venerdì 15.00 | 19.00
sabato 15.30 | 19.00
domenica 15.00 | 17.00 solo per la vendita della replica pomeridiana

Acquisti online
con carta di credito su www.teatromenotti.org

La creatività è la modalità elastica del pensiero, che permette di individuare soluzioni nuove, originali e utilizzabili e per la sua stessa definizione trova terreno fertile nelle ultime generazioni di artisti. Non è ovviamente sufficiente prenderne atto in maniera compiaciuta, ma è sempre più necessario avviare azioni concrete di sostegno e sviluppo per favorire il ricambio generazionale che nel teatro italiano di oggi tarda colpevolmente a realizzarsi. È un obiettivo e un compito che il Teatro Menotti si è prefissato da diverso tempo, realizzando iniziative su più fronti, in linea con la visione progettuale del Comune di Milano – Settore Cultura, che ne sostiene l’attività complessiva come Teatro Convenzionato. 
TieffeTeatro realizza, con la prima edizione di CONTEMPORANEA2017 dal 3 al 26 marzo, una vera e propria multiresidenza creativa con 5 compagnie, che presenteranno un programma di spettacoli, e avvia un progetto triennale legato alle nuove creatività, aprendo lo sguardo anche a realtà internazionali. Dà il via, inoltre, a un percorso che si collega con Scintille, bando di concorso per teatranti under 35, promosso dal Teatro Menotti in collaborazione con AstiTeatro e Fondazione Piemonte dal Vivo, progetto che nel giugno 2017 arriverà alla sua settima edizione.

Al programma di CONTEMPORANEA2017, che intende diventare un appuntamento fisso per le nuove creatività teatrali, partecipano le compagnie Oyes, Teatro dei Gordi, Odemà, oltre a Teatro Presente e ServoMuto, le 2 compagnie vincitrici del Premio Scintille 2016. 

CONTEMPORANEA2017 prende il via al Teatro Menotti con il debutto degli spettacoli compiuti dei 2 vincitori ex aequo del Premio Scintille 2016: il 3 marzo Teatro Presente presenta The hard way to understand each other, spettacolo in cui protagonista è il linguaggio del corpo, mentre il 4 marzo ServoMuto proporrà Phoebuskartell, spettacolo che tratta il tema del fenomeno economico noto come obsolescenza programmata.
Dal 7 al 12 marzo andrà in scena lo spettacolo pluripremiato della Compagnia Oyes, Vania, che, attraverso una drammaturgia originale, tratta da uno dei capolavori di Anton Cechov, Zio Vanja, racconta le paure, il senso di vuoto, la difficoltà di sognare dei giovani del nostro tempo. Seguirà dal 14 al 19 marzo il ritorno dello spettacolo di teatro visuale Sulla morte, senza esagerare del Teatro dei Gordi, vincitore del Premio Scintille 2015, e chiuderà la rassegna il testo originale di Piombo, un musical d’autore coprodotto da Odemà e Tiktalik, in prima nazionale dal 21 al 26 marzo. 

*** Informazioni sugli spettacoli ***

Venerdì 03 Marzo 2017_03_03 
Teatro Presente
THE HARD WAY TO UNDERSTAND EACH OTHER
uno spettacolo di Teatro Presente
prima nazionale
Vincitore Premio Scintille 2016 - Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2016
progetto e regia Adalgisa Vavassori
con 
Daniele Cavone Felicioni, Gabriele Ciavarra, Clelia Cicero, Julio Dante Greco, Adele Raes 
creazione collettiva
composizioni sonore Gianluca Agostini
scenografie Stefano Zullo e Hillary Piras
costumi Francesca Ariano
disegno luci Giuliano Bottacin
organizzazione Carolina Pedrizzetti
con il sostegno di Sementerie Artistiche, Manifattura K, Centro Culturale Rosetum
produzione Teatro Presente
Durata 60 minuti
Attraverso i corpi, cinque attori mettono in scena i mondi interiori dei protagonisti.
Per raccontare l'universo dell'emotività, viene accantonata per un momento la parola. Una ricerca caratterizzata da immagini e metafore, gesti minimi e poesia. 
The hard way to understand each other è un delicato dipinto sulla quotidianità contemporanea. 
Una visione ironica del tentativo costante di comprenderci l’un l'altro. È quello che resta delle relazioni fisiche ed emotive in un'era di parole digitali. Una partitura musicale su cui il gesto si muove silenzioso. Come un’emozione che non si può spiegare.


Sabato 04 Marzo 2017_03_04 
Il ServoMuto/Teatro
PHOEBUSKARTELL
prima nazionale
Vincitore Premio Scintille 2016
soggetto e regia Michele Segreto
di e con Gabriele Genovese, Giancarlo Latìna, Michele Mariniello, Marco Rizzo, Matteo Vignati, Pavel Zelinskiy
assistente alla regia Ettore Oldi
movimenti scenici Sara Drago, Roberta di Matteo
arrangiamento brani Mimosa Campironi, Matteo Vignati
disegno luci Mauro Faccioli
si ringrazia Angela Dematté e Lumen – progetti, arti, teatro
Durata primo atto 60 minuti | secondo atto 50 minuti
Nel dicembre del 1924 i principali produttori di bulbi a incandescenza di mezzo mondo si riuniscono segretamente a Ginevra per spartirsi il controllo della produzione e della vendita di lampadine. Oltre a uniformare gli standard produttivi, stabiliscono di ridurre la vita utile delle lampadine da 2500 a 1000 ore per garantirsi un continuo e frequente bisogno, da parte del consumatore, di acquistare nuove lampade. Decidono di produrre lampadine peggiori, per produrne di più. L’accordo prende il nome di PhoebusKartell, o Cartello Phoebus. Nel dicembre del 1924 nasce il primo cartello economico su scala globale e viene messo a punto il fenomeno economico, noto come obsolescenza programmata.
Noi non eravamo presenti. Non sappiamo cosa si siano detti. Questa non è la loro storia.

da Martedì 07 Marzo 2017_03_07 
a Domenica 12 Marzo 2017_03_12
Oyes
VANIA
Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2015 
Menzione speciale alla drammaturgia – Festival Inventaria 2016, Roma
Spettacolo vincitore edizione NEXT 2016
Vincitore bando Go! 2016
ideazione e regia Stefano Cordella
drammaturgia collettiva Cordella, Gemma, Zulli, Korn, Terruso
con Francesca Gemma, Alessandra Mattei, Umberto Terruso, Fabio Zulli
disegno luci Marcello Falco
costumi e realizzazione scene Stefania Corretti, Maria Barbara De Marco
organizzazione Giulia Telli
produzione Oyes
con il sostegno di fUnder 35 e Comune di Gubbio /URA – Regione Umbria (Mibact)
Durata 75 minuti
Tutti, finché siamo giovani, cinguettiamo come passeri sopra un mucchio di letame. A vent’anni possiamo tutto, ci buttiamo in qualsiasi impresa. E verso i trenta siamo già stanchi, è come dopo una sbornia. A quarant’anni poi siamo già vecchi e pensiamo alla morte. Ma che razza di eroi siamo? Io vorrei solo dire alla gente, in tutta onestà, guardate come vivete male, in che maniera noiosa. E se lo comprenderanno inventeranno sicuramente una vita diversa, una vita migliore, una vita che io non so immaginare
Così scriveva Anton Cechov in una delle sue lettere. Ed è proprio dalla stessa pervasiva sensazione di stagnamento ed immobilismo che è nata la necessità di questo lavoro. Come la maggior parte dei trentenni anche noi ci ritroviamo in un limbo poco rassicurante e per non sentire il vuoto ci aggrappiamo al passato e guardiamo al futuro con poche speranze. Il rischio è quello di sopravvivere galleggiando nel letame, di cui scrive Cechov.
E così abbiamo deciso di raccontare le paure, il senso di vuoto, la difficoltà di sognare della nostra generazione attraverso una drammaturgia originale che pone le sue fondamenta sui temi e i personaggi principali di Zio Vanja, uno dei capolavori dell’autore russo.
La nostra vicenda si svolge in un paesino di provincia lombarda e ruota attorno al Professore, costretto a letto da una grave malattia. Non vedremo mai il Professore ma le tragicomiche conseguenze che la malattia produce sul resto della famiglia: la giovane moglie Elena, il fratello Ivan, la figlia Sonia, il Dottore. Come in Zio Vanja anche i nostri personaggi hanno la sensazione di non vivere la vita che vorrebbero. Ma la spinta al cambiamento deve fare i conti con la paura di invecchiare, le rigidità, i sensi di colpa, il timore di non essere all’altezza. Un divertente purgatorio di anime che rimanda all’inerzia della quotidianità e a tutti quei patetici, ma vitali tentativi di darsi un senso.

da Martedì 14 Marzo 2017_03_14 
a Domenica 19 Marzo 2017_03_19
Teatro dei Gordi – TieffeTeatro Milano
SULLA MORTE, SENZA ESAGERARE
Selezione Visionari Kilowatt Festival 2016
Selezione Visionari Artificio Como 2016
Vincitore all'unanimità del Premio alla produzione Scintille 2015
Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro 2015, indetto dall’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine: spettacolo vincitore del Premio Speciale, Premio Giuria Allievi Nico Pepe e Premio del Pubblico

con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo - Progetto Next - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo
Armunia – Campo Teatrale di Milano - Centro Artistico Il Grattacielo - Centro Teatrale MaMiMò- Mo-wan Teatro - Sementerie Artistiche - Concentrica 2016
ideazione e regia Riccardo Pippa
di e con Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza
scene maschere e costumi Ilaria Ariemme - disegno luci Giuliano Bottacin 
cura del suono Luca De Marinis - organizzazione Camilla Galloni, Monica Giacchetto
foto Laila Pozzo
Durata 60 minuti 
Lo spettacolo del Teatro dei Gordi è un omaggio alla poetessa polacca Wislawa Szymborska. Ideato e diretto dal regista veronese Riccardo Pippa, Sulla morte, senza esagerare affronta il tema della morte in chiave ironica e divertente attraverso un uso non convenzionale delle maschere, realizzate dalla scenografa Ilaria Ariemme. Le figure si muovono con verità e leggerezza su un tessuto drammaturgico originale.
Sulla soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, dove le anime prendono definitivo congedo dai corpi, c’è la nostra Morte. I vivi la temono, la fuggono, la negano, la cercano, la sfidano, la invocano. L’unica certezza è la morte, si dice. 
Ma quanti ritardi nel suo lavoro, quanti imprevisti, tentativi maldestri, colpi a vuoto e anime rispedite al mittente! E poi che ne sa la Morte, lei che è immortale, di cosa significhi morire? Maschere contemporanee di cartapesta, figure familiari raccontano, senza parole, i loro ultimi istanti, le occasioni mancate, gli addii; raccontano storie semplici con ironia, per parlare della morte, sempre senza esagerare.

da Martedì 21 Marzo 2017_03_21 
a Domenica 26 Marzo 2017_03_26 
Odemà – Tiktalik Teatro
PIOMBO Una canzone vi seppellirà 
prima nazionale
libretto, musiche, testi e regia Gipo Gurrado
con Enrico Ballardini, Davide Gorla, Giulia D’Imperio, Andrea Lietti, Elena Scalet, 
GIpo Gurrado (live electronics, chitarre, piano), Mauro Sansone (batteria)
scene e costumi Vittoria Papaleo
luci Monica Gorla
audio Gabriele Simoni (Indiehub)
fotografie Michela Piccinini
Durata 80 minuti
Piombo è un musical d’autore. Associare la parola musical, con tutto il suo bagaglio di immaginario collettivo, a espressioni come Anni di Piombo e Brigate Rosse appare quasi una contraddizione. Ma è in questo contrasto che si svela il cuore del progetto che vuole raccontare in un modo nuovo un periodo storico drammatico, archiviato forse troppo velocemente.
Cinque attori e due musicisti sul palco portano in scena fatti e personaggi emblematici del terrorismo in Italia, rievocando gli sconvolgenti cinquantacinque giorni del sequestro Moro e riportando in vita un periodo storico, che sembra lontano anni luce dalla società di oggi, eppure pieno di inquietanti similitudini col presente.  Piombo è un modo nuovo di raccontare una delle pagine più controverse della storia italiana e uno degli episodi più bui della nostra Repubblica: i protagonisti del sequestro Moro prendono vita sul palco e vengono mostrati attraverso un punto di vista inedito, lontano dalla retorica e dai luoghi comuni. Piombo coinvolge il pubblico a un livello profondo e viscerale come solo la musica può fare.