2013_08_25 LaVerdi un film su Wagner con la colonna sonora dal vivo affidata al piano di Orazio Sciortino

Domenica 25 agosto 2013_08_25 (ore 18.00)
Auditorium di Milano, largo Gustav Mahler
Un’estate con la musica 2013
la stagione estiva de laVerdi
Una sera al cinema con Wagner
Proiezione del film Silent Wagner (1913)
con improvvisazioni pianistiche su temi wagneriani

Il cinema è stato uno degli indiscussi protagonisti de Un’estate con la musica 2013. E anche il diciannovesimo e penultimo appuntamento della stagione estiva de laVerdi lo vede di nuovo in cartellone, con una proposta originale, curiosa e ricercata.
Domenica 25 agosto (ore 18.00), all’Auditorium di Milano in Largo Mahler, sarà proiettato sul grande schermo il primo film in assoluto dedicato a Richard Wagner, Silent Wagner, del tedesco Carl Froelich, prodotto nel 1913 in occasione del centenario della nascita del compositore di Lipsia  che vide protagonista, nel ruolo di Wagner, il musicista italiano Giuseppe Becce.
Sul palco di Largo Mahler, a dare voce alle immagini in bianco e nero del lungometraggio, il pianista e compositore Orazio Sciortino, che torna così gradito ospite de laVerdi dopo la sua ultima, fortunata performance lo scorso maggio, nel corso della passata stagione sinfonica. 
Sciortino eseguirà una serie di improvvisazioni pianistiche su temi wagneriani, che si concluderanno – ad accompagnare l’ultima scena del film – con l’esecuzione per intero del Finale del Parsifal, trascritto al pianoforte, unico momento non improvvisato del commento musicale alla proiezione.
Più sotto, l’introduzione al concerto di Orazio Sciortino.
Per info e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org
Biglietti: Euro 17,00

Programma

Carl Froelich (Berlino, 1875 – 1953)
Silent Wagner
con improvvisazioni pianistiche su temi wagneriani
e la trascrizione del Finale di Parsifal
Pianoforte Orazio Sciortino
Soggetto e sceneggiatura William Wauer
Produzione Oskar Messter (Germania 1913)
Interpreti Giuseppe Becce (Richard Wagner), Olga Engl (Cosima von Bülow),
Manny Ziener (Minna Planer), Ernst Reicher (Ludwig II), Miriam Horwitz 
(Mathilde Wesendonk)
Durata 80’ ca. 

Tanto si è dibattuto sul rapporto tra il cinema e Wagner, e sul tributo che la “settima arte” abbia avuto nei confronti del genio di Lipsia, se pensiamo alla Gesamtkunstwerk, “opera d’arte totale” (fusione perfetta di musica, testo, recitazione e psicologia) come antesignana dell’idea stessa di cinema, all’importanza in tal senso della tecnica del Leitmotiv, o se guardiamo all’Anello del Nibelungo come prima forma di saga “fantasy” rappresentata, o se consideriamo l’utilizzo di musica wagneriana in pellicole storiche come Star Wars o Melancholia di Lars von Trier, o più in generale se pensiamo all’influsso che il compositore di Lipsia ha avuto sulla musica da film di tutti i tempi. Si tratta però di una riconoscenza che la cinematografia sembra non aver avuto, per via dei pochi film biografici dedicati a Wagner, nonostante l’interesse e la complessità del personaggio. Rappresentativo nel panorama delle biografie musicali cinematografiche è il film muto Richard Wagner, poi rinominato Silent Wagner. Realizzato nel 1913, proprio per il primo centenario della nascita del compositore, Richard Wagner è tra i primi tentativi del regista Carl Froelich, autore di 77 pellicole nonché artefice del primo film tedesco con sonoro. Si tratta di una pellicola dalla durata consistente per l’epoca, 80 minuti circa, che riporta in maniera quasi aneddotica episodi della vita di Wagner, dall’infanzia fino alla morte, con elementi umoristici e caricaturali, non senza alcune banalità nelle didascalie e a inesattezze biografiche. Nonostante le ingenuità del giovane regista, il film rappresenta un divertente spaccato della cinematografia di primo Novecento, e un quadro sulla considerazione di Wagner a inizio secolo. L’aspetto sicuramente più interessante però è legato senz’altro al suo attore principale, Giuseppe Becce, compositore di musica da film, allievo di Nikisch e di Busoni, nonché collaboratore di grandi registi come Fritz Lang, Murnau, Lubitsch, che venne scelto da Froelich per ricoprire il ruolo di protagonista per la straordinaria somiglianza fisica con il compositore tedesco. Becce ricevette poi l’incarico di comporre l’accompagnamento sonoro della pellicola limitando al minimo le citazioni wagneriane, dal momento che la famiglia Wagner aveva chiesto delle cifre elevatissime per l’utilizzo delle musiche. Pertanto il lavoro di Becce fu quello di integrare musiche di propria composizione ad altre prese in prestito dal repertorio musicale europeo, in una sorta di excursus da Haydn a Wagner. Un aneddoto simpatico racconta che la scena presso i giardini di Villa Wahnfried fu girata in fretta e furia, addirittura in pochi minuti, perché pare che Cosima Liszt Wagner, che ancora risiedeva nella Villa, non concedette il permesso di girare lì; questo spiega anche la brevità della scena e il ritmo accelerato del passo di Becce. Per quanto poco documentato, il fatto potrebbe essere verosimile, considerato il carattere difficile di Frau Cosima, e la diffidenza della famiglia Wagner nei confronti del film e del cinema in generale. Secondo la consuetudine dell’epoca, il commento musicale proposto per la proiezione del film Silent Wagner è totalmente improvvisato nello stile wagneriano, anzi, nei vari stili wagneriani, e utilizzando materiali provenienti dall’Olandese Volante, dal Rienzi, dalla Tetralogia, dal Tristan e dal Parsifal. Le varie sezioni del film sono marcate da linguaggi musicali diversi, seguendo l’evoluzione stilistica wagneriana, dai primi tentativi compositivi alle complessità delle opere della maturità. La tecnica utilizzata rimane quella del Leitmotiv: i vari motivi musicali dei drammi di Wagner vengono però sottoposti a nuove elaborazioni estemporanee con l’obiettivo di sottolineare i climi emotivi e biografici del film, in una sorta di ideale simbiosi tra la vita del compositore e il carattere psicologico dei personaggi del suo teatro. Unico momento del commento musicale non improvvisato sarà nell’ultimissima scena, in cui verrà eseguito per intero il Finale del Parsifal trascritto al pianoforte.
[ Orazio Sciortino ]


Notizie su Giuseppe Becce
Curiosamente, il primo Wagner cinematografico fu un italiano. E tanto più, essendo il germanicissimo Richard Wagner di Froelich apparso nel primo centenario wagneriano, cioè al tempo stesso in quello verdiano. Il vicentino Giuseppe Becce diede al personaggio una caratterizzazione che si potrebbe definire espressionista. Nato nel 1877, si era trasferito a Berlino dopo studi di Filologia a Padova, dedicandosi alla musica. Ebbe due eccezionali maestri di composizione e direzione d’orchestra come Arthur Nikisch e Ferruccio Busoni (del quale sarà allievo uno dei maggiori autori di colonne sonore del Novecento, Dimitri Tiomkin) e già nel 1910 debuttò con l’operetta Il letto della Pompadour, cui seguì nel ’12 l’opera Tullia. Il film su Wagner lo indirizzò definitivamente verso il cinema, per cui elaborò il criterio di “Kinothek” (abbreviazione di Kino-Bibliothek), un catalogo di musiche d’atmosfera da cui attingere per le varie situazioni filmiche. Tra i suoi principali film muti, si ricordano Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene (1920), I misteri di un’anima di Wilhelm Pabst (1925), L’ultima risata (1924) e Tartufo (1926, protagonista il celebre Emil Jannings) di Friedrich Murnau. Con l’avvento del sonoro, Becce si specializzò in trasposizioni di opere e operette, fra cui Fra diavolo (1931) di Mario Bonnard, e nel cinema “di montagna”, genere di grande successo nella Germania del tempo anche per l’impulso di Leni Riefenstahl (con lei collaborò nel 1932 per La bella maledetta). Lavorò anche per film di propaganda nazista. Fra il 1942 e ’43 partecipò in Italia alla realizzazione de La cena delle beffe di Alessandro Blasetti e varie altre pellicole minori. Morì a Berlino Ovest nel 1973. Nel complesso delle sue partiture è stata identificata una “drammaturgia media della musica per film”, che ha influenzato i successivi autori di colonne sonore. Le musiche per Richard Wagner sono state recentemente strumentate da Helmut Imig, che il pubblico de laVerdi ha ascoltato in occasione della proiezione de La febbre dell’oro e di Luci della città di Chaplin.

Film su Richard Wagner
Dopo il film di Froelich, nel 1925 venne realizzato un documentario con lo stesso titolo. Il film successivo Magic Fire (regia di William Dieterle, interprete Alan Badel) è del 1955. Ancora nel 1955 Helmuth Käutner dirige Ludwig II, con Paul Bildt nel ruolo di Wagner protagonista. Nel 1960 Lyndon Brook è Wagner in Canto senza fine di Charles Vidor. Nel 1972 vengono realizzati i due film più significativi: Ludwig di Luchino Visconti con Trevor Howar e Ludwig: Requiem per un Re vergine di Hans-Jürgen Syberberg, interprete Gherard März. Lisztomania di Ken Russel presenta nel 1975 Wagner come un vampiro nazista, interprete Paul Nicholas. Una serie televisiva sulla vita di Wagner è stata realizzata nel 1983 da Tony Palmer, protagonista Richard Burton. 

2013_08_18 LaVerdi estate con il pianoforte di Ilia Kim

Domenica 18 agosto 2013_08_18 (ore 18.00)
Auditorium di Milano, largo Gustav Mahler
Un’estate con la musica 2013
la stagione estiva de laVerdi
Una sera con Verdi,
Wagner e Liszt

Dopo lo scoppiettante Ferragosto con laVerdi Barocca e la Crescendo Big band che hanno eseguito le “Quattro stagioni” di  Vivaldi in versione originale e jazz, Un’estate con la musica 2013 continua il suo viaggio attraverso l’estate milanese con un  recital pianistico tutto da gustare.
Domenica 18 agosto (ore 18.00) all’Auditorium di Milano, sarà la pianista coreana Ilia Kim a salire sul palco di largo Mahler per proporre un programma che vuole innanzitutto essere un omaggio a Giuseppe Verdi e Richard Wagner nell’anno del bicentenario della nascita dei due grandi compositori. Ma non solo.
Ilia Kim, stella di prima grandezza del panorama pianistico internazionale, intratterrà infatti il pubblico dell’Auditorium per questo diciassettesimo appuntamento  della stagione estiva de laVerdi con una scelta di brani che non potrà non coinvolgere lo spettatore sia sotto il profilo artistico che emozionale. 
La serata si aprirà infatti con Preludio, Corale e Fuga di Frank, uno dei brani più celebri del compositore francese. Si prosegue con due trascrizioni per pianoforte di Liszt: l’Ouverture da Tannhäuser di Wagner e Danza sacra e Duello finale da Aida di Verdi. Di grande impatto emotivo la chiusura, con Rachmaninov (Preludio in Do diesis minore op.3, n.2 Le campane di Mosca; Preludio in Si minore op.32, n.10) e Chopin (Scherzo n.2, op.31).
Per info e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org
Biglietti: Euro 17,00

Programma
C.Franck, Preludio, Corale e Fuga
È una delle più celebri composizioni di Franck. Fu eseguita la prima volta a Parigi alla Société Nationale de Musique il 24 gennaio 1885 da Marie Poitevin, alla quale Franck la dedicò. Venne stampata da Enoch, a Parigi, alcuni anni dopo. Brano dalla struttura imponente, complesso, il Preludio, Corale e Fuga presenta chiari richiami allo stile di Johann Sebastian Bach, ma anche a quello di Wagner, al pianismo di Liszt e alla poesia di Schumann.  Il Preludio (Moderato in si minore) è costruito su due fondamentali elementi che si alternano e contrastano: il primo veloce, quasi "improvvisatorio" e il secondo a capriccio dove si accenna il tema della fuga. il Corale (Poco più lento in do minore) è una pagina di intensa poesia, ampia, imponente che sfocia nella Fuga (si minore) presentata con caratteristiche di estremo rigore. Tuttavia, dopo un crescendo e un accordo arpeggiato della dominante, Franck riprende il movimento del Preludio e del Corale riuscendo a sovrapporre le tre parti della composizione attraverso una scrittura perfettamente in equilibrio tra lo spirito classico e quello romantico.

Wagner-Liszt, Tannhäuser, Ouverture (trascrizione per pianoforte)
È certamente una caratteristica di Liszt riutilizzare sotto nuova veste materiale musicale proprio o di altri compositori. Infatti per circa sessant'anni trascrisse per pianoforte, rielaborò, ridusse e parafrasò brani di moltissimi autori, tra cui Paganini, Beethoven, Berlioz, Donizetti, Glinka, Mendelssohn, Mozart, Rossini, Schubert, Tschaikovsky, Verdi e Wagner. 
Riuscì con grande disinvoltura ad affrontare arie operistiche, sinfonie d'opera o complesse architetture sinfoniche, trascrivendo per pianoforte tutto ciò che poteva essere gradito e richiesto dal pubblico. Questi lavori rispecchiano il continuo interesse di Liszt di sperimentare le risorse timbriche e tecniche del pianoforte, sia per approfondire un nuovo linguaggio musicale sia per divulgare a un pubblico sempre più ampio la produzione di compositori del passato o a lui contemporanei. Il singolare rapporto che legò Liszt a Wagner si concretizzò in molti modi: attraverso aiuti economici e una fedele protezione (dopo i fatti che legarono Wagner ai moti insurrezionali del 1849 e che lo videro costretto a fuggire a Zurigo), ma soprattutto attraverso la diffusione e la comprensione della musica del compositore di Lipsia. Fu Liszt che nel 1849 diresse Tannhäuser segnando il primo grande successo dell'opera. Fu sempre Liszt che l'anno successivo convinse i duchi di Weimar a mettere in scena Lohengrin. Lui ne fu il primo direttore tra mille difficoltà legate a un teatro sprovvisto di impianti, scene e costumi. Liszt, nell'arco di trent'anni, trascrisse per pianoforte circa quattordici brani di Wagner. Dell'Ouverture fece anche una parafrasi per pianoforte solo, approntata nel 1848. La scrisse cercando di mantenersi fedele alla versione originale esprimendo, attraverso le potenzialità del pianoforte romantico (arpeggi, ottave, scale), le straordinarie combinazioni armoniche create dalla grande orchestra wagneriana. 

Verdi-Liszt, Aida, Danza sacra e Duello finale (trascrizione per pianoforte)
Delle molte parafrasi da concerto composte da Liszt su temi di Verdi, quella di Aida è forse la meno nota, anche se di notevole qualità musicale. L'interesse di Liszt per il Maestro di Busseto iniziò negli anni Cinquanta: trascrisse l'Ave Maria cantata da Giselda nei Lombardi alla Prima Crociata, lavorò su temi di Ernani (1847), Rigoletto (1859), Trovatore (1860), Don Carlos (1867), per arrivare all'Agnus Dei della Messa da Requiem (1877) e al Simon Boccanegra (1882). 
La Danza sacra e Duetto finale da Aida furono composti nel 1877 e fanno parte delle parafrasi del "periodo tardo". La composizione è originale nella struttura e Liszt, lavorando sulle caratteristiche timbriche del pianoforte, riesce a evocare atmosfere esotiche e a cogliere stimoli preziosi. Da taluni musicologi questo brano non è più considerato una parafrasi, bensì "una vera e propria drammaturgia ridotta nella sola componente musicale".

Rachmaninov
Preludio in Do diesis minore op.3, n.2 (Le campane di Mosca)
Preludio in Si minore op.32, n.10
I 24 Preludi per pianoforte composti da Rachmaninov (quello in do diesis minore op.3 n.2, i dieci dell'op.23 e i tredici dell'op.32) hanno intenti ben diversi da quelli scritti da Bach o da Chopin, non solo perché non rispettano le dodici tonalità maggiori e minori, ma soprattutto perché si accostano a un tipo di composizione più varia ed articolata. 
Il Preludio op.3 n.2 è uno dei brani più famosi del compositore russo. Venne composto nel 1892, poco dopo il diploma al Conservatorio di Mosca. E' scritto nella tonalità di Do diesis minore, è in forma tripartita (ABA) e si svolge in 62 battute. Fa parte dei Cinque pezzi per pianoforte op.3. 
Il Preludio op.32 n.10, andamento "Lento" nella tonalità di Si minore, risale al 1910. Rachmaninov lo scrisse, insieme con gli altri Preludi di quell'opera, al rientro da una tournée negli Stati Uniti nella quale aveva presentato il suo Terzo Concerto per pianoforte e orchestra.

Chopin, Scherzo n.2, op.31
L'estrema popolarità dello Scherzo in Si bemolle minore, composto nel 1837 e pubblicato a Parigi e a Londra nello stesso anno, è dovuta senz'altro all'incisività dei suoi temi bellissimi. Ma il carattere euforico e gioioso di questa pagina, che parrebbe contraddire la tonalità minore d'impianto, è rapportabile al momento di particolare serenità vissuto dal compositore e al raggiungimento del più grande successo presso la società parigina dell'epoca. Come spesso accade nella produzione chopiniana, le opere che raggiungono più direttamente il gusto del pubblico sono anche quelle nelle quali la moderna musicologia ha ritrovato elementi di estremo interesse per l'analisi formale. In particolare, riguardo al famoso inciso di quattro note di apertura, che Chopin stesso definì "la chiave di tutto il pezzo", in quanto "cellula" ricorrente nei vari episodi del brano. [Testi di Laura Nicora]

2013_08_22 LaVerdi estate Una sera con Liszt

Giovedì 22 agosto 2013_08_22 (ore 20.30)
Auditorium di Milano, largo Gustav Mahler
Un’estate con la musica 2013
la stagione estiva de laVerdi
Una sera con Liszt

Dopo la poliedrica performance della coreana Ilia Kim, Un’estate con la musica 2013 propone al pubblico dell’Auditorium di Milano un nuovo recital pianistico, protagonista un solista e compositore di casa nostra, il pesarese Paolo Marzocchi, uno dei musicisti più interessanti nel panorama nazionale sia sotto il profilo strettamente classico sia nell’ambito della musica contemporanea d’arte.
Appuntamento giovedì 22 agosto (ore 20.30) all’Auditorium di Milano in largo Mahler per questo diciottesimo programma della stagione estiva de laVerdi dal duplice volto. 
La prima parte della serata sarà infatti dedicata a Franz Liszt. Del grande virtuoso ottocentesco, Marzocchi presenterà una pagina conosciutissima e popolare, come la Rapsodia ungherese n.2 – certamente della raccolta la più nota e conosciuta al grande pubblico e di più difficile esecuzione, il cui tema è stato ripreso tra l’altro in innumerevoli, noti spot pubblicitari – e una vera chicca come le due Leggende: San Francesco d’Assisi che predica agli uccelli e San Francesco di Paola che cammina sulle acque.
La seconda parte vedrà invece Marzocchi impegnato nell’esecuzione di una propria composizione, Just Like The Movies, ispirata alla tragedia dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 a New York, brano scritto come colonna sonora dell’omonimo film sperimentale di Michal Kosakowski, vincitore del Milano Film Festival edizione 2006 (più sotto, una nota dell’autore racconta la genesi dell’opera).
Per info e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org 
Biglietti: Euro 17,00
Programma
F. Liszt Due leggende
San Francesco d’Assisi che predica agli uccelli
San Francesco di Paola che cammina sulle acque
Nonostante i titoli, Saint François d'Assise: La prédication aux oiseaux (Allegretto in la maggiore) e Saint François de Paule: marchant sur les flots (Andante maestoso in mi maggiore), le due Leggende non hanno un carattere propriamente religioso. Anzi, la loro scrittura pianistica si avvicina maggiormente a quella degli Études d'exécution trascendente e degli Années de pèlerinage. Liszt le compose nel 1863 (furono poi trascritte anche per orchestra) e le dedicò alla figlia, allora sposata con il pianista e direttore d'orchestra Han von Bülow. La Leggenda di San Francesco d'Assisi si rifà al celebre brano dei Fioretti. Liszt esprime il florilegio attraverso un grande impegno tecnico (rapidi di trilli, scale o frammenti di esse e arpeggi) contrapposto ad un ampio episodio cantabile. 
La Leggenda di San Francesco da Paola gli fu invece suggerita da un quadro del pittore Steinle. L'artista ritrasse il celebre episodio in cui il Santo, rifiutato su una barca da alcuni battellieri, attraversò sulle onde lo stretto di Messina.

Rapsodia ungherese n.2 
"Ho voluto fare una specie di epopea nazionale della musica tzigana. Con la parola "rapsodia" ho inteso alludere all'elemento fantasticamente epico che ho creduto di riconoscere in questa musica. Ognuno di questi frammenti non narra alcun fatto, è vero, ma chi sa intenderlo vi coglie l'espressione di alcuni degli stati d'animo nei quali si compendia l'ideale d'una lezione. i Magiari hanno adottato gli tzigani come loro musicisti nazionali. L'Ungheria può dunque a buon diritto avocare a sé quest'arte, nutrita del suo pane e del suo vino, maturata al suo sole e alla sua ombra, e tanto strettamente penetrata nelle sue abitudini da legarsi alle più gloriose memorie della patria". 
Così, nel suo saggio Sugli Zingari e la loro musica in Ungheria, Liszt presentava nel 1859 la serie di diciannove Rapsodie ungheresi. implicitamente dichiarava di riallacciarsi nel suo pianismo, piuttosto che a quelle nazionali, alle tradizioni musicali tzigane di cui allora si era quasi persa traccia. La Rapsodia n. 2 è la più famosa della raccolta e fra quelle di maggiori difficoltà esecutive. Si apre con il tema del Lassan ("lentamente" in ungherese) che Liszt specifica come "molto espressivo" e presenta un carattere nello stesso tempo "spiritoso" e solenne. 
Il Friska (Fresco), ovvero la sezione veloce, occupa una gran parte del brano, in un crescendo sempre più rapido fino al tema della rapsodia, che ne ha assicurato la grandissima popolarità. Il brano è stato incredibilmente impiegato per spot pubblicitari e cartoni animati, fra cui Cat Concerto di Tom & Jerry, che nel 1946 vinse l'Oscar come miglior film d'animazione. 

Marzocchi
Just Like The Movies,   
colonna sonora dal vivo del film sperimentale di Michal Kosakovski 
(Vincitore Milano Film Festival 2006)
L'11 Settembre 2001 è uno strano punto nodale della memoria collettiva del nostro tempo. Si può affermare con ragione che praticamente ognuno di noi ricordi esattamente cosa stava facendo nel momento in cui ha appreso che le Torri Gemelle erano state colpite. Per quello che mi riguarda ero in automobile, e stavo guidando in autostrada; stavo tornando a casa, ascoltando la radio. La radio stava trasmettendo delle notizie improbabili. Mi fermai in una stazione di servizio provvista di televisore giusto in tempo per vedere la prima torre sgretolarsi. Ovviamente non ero sicuro della veridicità di ciò che stava passando sullo schermo. Mentre ciò accadeva, la ragazza dietro al bancone del bar conversava amabilmente di uomini con una sua amica, entrambe incuranti dell'apocalisse in corso. Sicuramente avranno pensato trattarsi di uno di quei film americani in cui succede di tutto. Non nego di aver pensato io stesso che fosse un film catastrofico. Lo era, effettivamente. A circa tre anni dalla tragedia, Michal Kosakowski mi propose di pensare una musica per un cortometraggio realizzato utilizzando solo frammenti estrapolati da film hollywoodiani precedenti l'attentato. 
Ho cercato di pensare alla musica come ad un collante, un tessuto connettivo per gli eterogenei materiali del film. Bisognava dimenticare o non far accorgere lo spettatore che in una scena pioveva e nella seguente c'era il sole, che in una ci si trovava in un grigio inverno degli anni Settanta mentre nella successiva la gente giocava a scacchi in Central Park, in maniche di camicia. Così ho deciso di comporre una "musica da film muto" per pianoforte solo, eseguibile dal vivo, in cui il suono nudo del pianoforte contrastasse severamente con la grandiosità dell'impatto delle immagini, tenendole insieme. E il materiale eterogeneo e frammentato dei film (più di 50) impiegati nel montaggio trova nella musica il collante necessario. 
Il "fantasma" delle atmosfere da musica hollywoodiana appare assieme a uno stralunato rag-time, un omaggio alla musica del primo cinema. In certi momenti suoni di matrice elettroacustica sono aggiunti alle note di pianoforte, e l'esecutore deve interagire con essi. Le parti elettroacustiche sono tratte da un pezzo intitolato B1. Studio per l'attraversamento della Notte, scritto precedentemente e basato interamente su una singola nota di pianoforte. [Paolo Marzocchi]

2013_08_17 Ensemble Classica con Romano Pucci a Orte

Si chiude sabato 17 agosto 2013 con il tradizionale concerto di Ferragosto il tour nella Tuscia dell’Ensemble Classica.
Dopo essere stati ospiti il 14 agosto del Tuscia Operafestival in una serata semplicemente magica nel caratteristico Cortile di Palazzo dei Priori a Viterbo, e il 16 a Pescia Romana in piazza delle Mimose, i musicisti diretti da Romano Pucci, già primo flauto del Teatro alla Scala di Milano, si esibiranno nell’ormai attesissimo “Concerto Italiano” nella caratteristica piazza Belvedere a Orte sabato 17 agosto. Un appuntamento immancabile che da 13 anni richiama un affezionatissimo pubblico, ogni anno più numeroso.  
A partire dalle 21.30, musiche di Rossini, Verdi, Rota, Shostakovic, Gershwin, Piazzolla, Chatzidakis interpretate da Romano Pucci al flauto, Fabio Spruzzola alla chitarra, Ivano Brambilla al clarinetto e al mandolino, Carmelo Bisignano e Igor Della Corte ai violini, Bruno Pucci alla viola e Marco De Masi al violoncello.
Al termine del concerto a ingresso gratuito, il momento conviviale “A tavola con gli artisti”, cena tipica presso la Taverna della Civetta in Contrada San Sebastiano, al costo di 15 euro.
Per informazioni: www.cittadiorte.it – 0761 402893 – 333 2214656. 
Il concerto è inserito all’interno della XII edizione del Festival Internazionale di Organo e Strumenti Antichi, organizzato dall’Associazione Culturale “Incontri Mediterranei”. 
Le manifestazioni sono realizzate con il contributo ed il patrocinio delle seguenti istituzioni:
Regione Lazio, Provincia di Viterbo, Comune di Orte, Fondazione Carivit, Fondazione Carit, Archivio di Stato di Viterbo, Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Università degli Studi della Tuscia, Istituto dell'Organo Storico Italiano, Confesercenti, Assoturismo, Camera di Commercio di Viterbo, Tuscia Viterbese.
Incontri Mediterranei - Ufmaficio Stampam festivalorgano@email.it

2013_08_16 CONCERTO DELL’ENSEMBLE CLASSICA A PESCIA ROMANA

Venerdì 16 agosto 2013_08_16 alle ore 21.30
Montalto di Castro (VT)
CONCERTO DELL’ENSEMBLE CLASSICA 
A PESCIA ROMANA 
Pescia Romana, Piazza delle Mimose
“Concerto Italiano”

Ensemble Classica
- Romano Pucci, primo flauto dell'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano
- Fabio Spruzzola, chitarra
- Ivano Brambilla, clarinetto e mandolino
- Carmelo Bisignano, violino
- Igor Della Corte, violino
- Bruno Pucci, viola
- Marco De Masi, violoncello

Con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del comune di Montalto e l’organizzazione dell’associazione “Incontri Mediterranei”, si terrà in piazza delle Mimose a Pescia Romana il concerto dell’Ensemble Classica diretto da Romano Pucci, già primo flauto del Teatro alla Scala di Milano.
Con Fabio Spruzzola alla chitarra, Ivano Brambilla al clarinetto e al mandolino, Carmelo Bisignano e Igor Della Corte ai violini, Bruno Pucci alla viola e Marco De Masi al violoncello, l’Ensemble Classica è un progetto musicale articolato su un gruppo agile di strumentisti dotato di un vastissimo repertorio, che presta particolare attenzione alla musica italiana dal periodo barocco ai nostri giorni, eseguita con rigore interpretativo ma soprattutto con la necessaria fantasia mediterranea.
I musicisti provengono da prestigiose esperienze artistiche nei maggiori teatri d’opera italiani – in particolare le collaborazioni con il Teatro alla Scala di Milano ed il Teatro dell’Opera di Roma – e sono risultati vincitori di importanti concorsi di esecuzione strumentale, tra cui il premio “S. Mayr”, il Concorso Internazionale della Radio Svizzera Italiana ed il Concorso “G. B. Ansaldi”.

Incontri Mediterranei - Ufficio Stampa
Valentina Petrucci
0761 402893 - 328 2464626

2013_08_15 LaVerdi per Ferragosto una sera con Vivaldi ba-rock

Giovedì 15 agosto 2013_08_15 (ore 20.30)
Auditorium di Milano, largo Gustav Mahler
Un’estate con la musica 2013 la stagione estiva de laVerdi
Dal barocco al jazz, tutti i colori
delle “Quattro stagioni” di Antonio Vivaldi
laVerdi Barocca
Direttore Ruben Jais

Crescendo Big Band
Direttore Sandro Cerino

Per info e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org
Biglietti: Euro 17,00
Un Ferragosto davvero speciale con laVerdi. Se infatti pensavate di sapere tutto (o quasi) di un’opera come le “Quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, tra le più eseguite in ogni parte del mondo e amate dal pubblico di tutto il mondo, allora abbiamo una sorpresa per voi! Un’estate con la musica 2013 fa spazio a laVerdi Barocca, l’ensemble specialistico della “scuderia” di largo Mahler fondato e diretto dal milanese Ruben Jais, per proporre il capolavoro del genio veneziano. Ma questa volta, sul palco dell’Auditorium, le orchestre saranno due. 
laVerdi Barocca, infatti, sarà affancata dalla Crescendo Big Band, ensemble jazzistico diretto dallo strumentista, compositore e arrangiatore napoletano Sandro Cerino.
I due gruppi alterneranno l’esecuzione dei quattro concerti vivaldiani (Primavera, Estate, Autunno, Inverno) nella versione originale e nella elaborazione jazz: il risultato sarà un affresco musicale certamente originale, che aggiungerà nuovi colori alle “stagioni” vivaldiane, senza nulla togliere al rigore della tradizione.  


Vivaldi dipinge con la musica un tipico paesaggio italiano durante il ciclo naturale delle stagioni e le didascalie dei sonetti anonimi ai quali si riferì (trascrivendoli in partitura, benché non destinati all'esecuzione) ci fanno immaginare ciò che la musica descrive abilmente con i suoni. Nelle Stagioni non immaginiamo solo paesaggi naturali ma, a pensarci bene, anche paesaggi dell'animo che cambiano con il tempo. Vivaldi portò all'apice la forma musicale del concerto per violino solista e orchestra, affidando all'orchestrazione una funzione narrativa attraverso diverse soluzioni tecniche: malinconici e frenetici temi, imitazioni onomatopeiche di personaggi e fenomeni naturali, uso scaltrito delle dinamiche e dei moduli ritmici. Su tutti il trionfo del violino solista, sfruttato in tutte le possibilità timbriche, espressive e tecniche. 
nel celeberrimo Allegro iniziale del primo concerto, La Primavera, il canto degli uccelli festosi viene associato a un tema ripetuto sei volte dal tutti orchestrale. il trionfo della natura si ascolta nel placido scorrere dell'acqua, attraverso i sedicesimi legati degli archi e nell'episodio dei tuoni, realizzato con una stessa nota ribattuta con enfasi. nel Largo seguente spiccano tre elementi complementari, ognuno dei quali rappresentato da uno strumento diverso, che creano un paesaggio sonoro completo: il tema delicato del violino solista interpreta il "Caprar che dorme", "il mormorio di fronde e piante" è affidato al gruppo degli altri violini e infine le note ribattute dalle viole imitano l'abbaiare del cane. Nell'Allegro finale ritorna la danza di "Ninfe e Pastori", il dialogo tra il violino solista e il gruppo orchestrale rende la gioia del risveglio primaverile. 
Il secondo concerto, L'Estate, si apre su una scena degna della migliore Arcadia letteraria.  Un placido pastorello riposa beato al sole, mentre intorno suona un'orchestra di voci della natura: il cucco, la tortorella, il cardellino e i venti Zeffiro e Borea. Ma il tranquillo riposo del pastore dura poco, perché viene disturbato dai venti, dai tuoni e dalle mosche che danneggiano "le altere Spiche" di grano. Per il suo carattere brillante questo concerto rimanda efficacemente l'immagine fonica dell'estate resa attraverso riusciti artifici tecnici; la tempesta viene descritta gradualmente dal pastore: prima da lontano (Allegro non molto - Allegro), quindi il pastore si spaventa per l'improvviso temporale (Adagio presto) e infine la violenza della tempesta in azione (Presto). 
Nell'Allegro del terzo concerto, L'Autunno, Vivaldi mette in scena Bacco, utilizzando due elementi contrapposti: il "ballo e canto dei villanelli" e la descrizione di un contadino ubriaco rappresentato dal violino solista. L'Adagio rappresenta uno dei momenti più lirici dell'opera: il sonno che colpisce i contadini viene reso attraverso un uso moderno sia della timbrica che dell'armonia. il clima trasognato viene bruscamente interrotto dall'Allegro finale che dipinge una scena archetipica di caccia con bestie in fuga, cacciatori e cani al seguito, musicalmente resa attraverso il dialogo serrato del violino solista con l'orchestra. Nel quarto concerto, L'Inverno viene descritto magistralmente nei suoi tre movimenti. Nell'Allegro è protagonista il vento gelido e potente, nell'Adagio il meraviglioso tema del violino solista si staglia sui pizzicati degli archi che simboleggiano la pioggia cadente, mentre nell'Allegro finale ritornano i venti nell'impetuoso tutti orchestrale. Così finiscono le Stagioni di Vivaldi, ma se ne aprono altre quattro. Dopo tutto, un ciclo naturale non s'interrompe mai. 
Lorenzo Sorbo 

I colori jazz delle Stagioni
Le Quattro Stagioni sono una delle opere più popolari ed eseguite nel panorama della musica classica. Tuttavia l'intensità delle melodie, la modernità delle armonie e l'incisività dei passaggi virtuosistici fanno si che Antonio Vivaldi non possa essere relegato in unico genere musicale o periodo storico. La sua musica è un grande stimolo per compositori, arrangiatori e musicisti dei giorni nostri. Fu Keir a farmi venire l'idea. Non Keir Dullea, il protagonista di 2001: A Space odissey, ma il valente sassofonista Mauro Cassinari detto appunto 'Keir' per la straordinaria somiglianza con l'attore.  Uno dei primi a far parte della mia formazione di 8 sax chiamata Assaxinaction, Keir possiede doti da improvvisatore, ma svolge la sua attività soprattutto nell'ambito della musica classica. Il fatto che in repertorio avessimo un mio arrangiamento del Tango di Stravinsky e che alcuni brani avessero una struttura da musica contemporanea, più di una volta ci aveva portato a parlare della possibilità di rivisitare brani di musica classica. La mia idea era che tanto più il brano fosse stato barocco, tanto più l'arrangiamento avrebbe potuto essere moderno, in quanto non vincolato da armonie complesse che in qualche modo danno già un indirizzo e un certo senso a una melodia. La mia scelta cadde su Antonio Vivaldi. 
Una cosa che mi aveva colpito era la scoperta della cosiddetta “musica a programma”. Nell'età barocca era in voga darsi un tema per la propria musica e Vivaldi lo aveva fatto in molte sue composizioni come il Cardellino (con assolo di flauto molto cinguettanti) e il Mare (ricco di arpeggi “ondeggianti”). nelle Stagioni, però era andato oltre. Non solo aveva scritto dei versi poetici prima di ogni stagione, ma addirittura aveva specificato come parti e personificazioni dei suoi versi venissero rappresentati. Ed ecco che sotto un'arcata del violoncello da suonarsi sempre forte in un contesto bucolico placido e rilassato c'è scritto: il cane che grida. 
Ho così raccolto il messaggio sonoro ed emozionale di Vivaldi, rispettandone non solo la logica e la costruzione di frasi e modulazioni, ma anche e soprattutto i versi poetici che l'autore aveva affiancato alla musica. Ne risulta un lavoro per orchestra in cui il jazz ritrova una sua dimensione sinfonica oggi caduta un po’ in disuso e la musica classica riacquista lo spirito d'improvvisazione che a partire dalla metà del XVIII secolo è andato perso. In I Colori delle Stagioni entrambi i modi di lettura sono presenti, non solo alternativamente, ma anche simultaneamente. 
Nascono così quattro nuove Stagioni che non hanno la pretesa di sostituire le precedenti, ma di integrarsi ad esse divenendo otto stagioni in I Colori delle Stagioni. Undici esploratori, al termine di un'odissea musicale, approdano ad uno sconosciuto universo sonoro. 
Ogni stagione ha una sua diversa caratterizzazione strumentale e stilistica: Primavera dedicata ai legni e stilisticamente ispirata al periodo delle grandi orchestre (Ellington, Basie, Kenton); Estate dedicata ai sassofoni e in stile latino; Autunno, ottoni in stile West Coast e Inverno ove gli strumenti bassi (clarinetti basso e contrabbasso, flauto basso e tuba) mettono la loro sonorità al servizio della sperimentazione e dell'improvvisazione tonale e atonale. 
L'escursus stilistico era venuto da solo, non l'avevo deciso io, mentre la caratterizzazione mediante strumenti era stata una scelta ben precisa che avevo fatto prima di ogni Stagione. Una cosa che particolarmente mi piaceva era aver recuperato il concetto d'improvvisazione barocca: affianco a molti soli basati sulle armonie, c'erano degli spazi per alcuni solisti (soprattutto per il trombettista esperto di musica barocca F. Grigolo) che avrebbero eseguito cadenze improvvisate come un tempo avveniva, prima che si decidesse di trascriverle e che quindi diventassero obbligate all'interno di un brano. Inoltre erano presenti entrambi i modi di pronuncia: quello jazzistico (odd) per la maggior parte dell'opera e per i soli sugli accordi, ma anche quello classico (even) in alcuni punti scritti da utilizzarsi per le cadenze. 
Alessandro Cerino 

Le partiture delle Stagioni, furono edite la prima volta ad Amsterdam nel 1725 da Michel-Charles Le Cène (Honfleur, 1684 - Amsterdam, 1743) in due volumi. Erano corredate da sonetti esplicativi, con l'aggiunta di alcune lettere dell'alfabeto per mettere in grado il lettore di ritrovare facilmente nella musica i passi corrispondenti del testo.

Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi
www.laverdi.org

2013_08_14 FESTIVAL INTERNAZIONALE DI VILLA FARALDI a Riva Faraldi, IM



Festival Internazionale VILLA FARALDI XXX manifesto - mail
FESTIVAL INTERNAZIONALE DI VILLA FARALDI
30° EDIZIONE
dal 14 al 20 Agosto 2013  a VILLA FARALDI, TOVO, TOVETTO, DEGLIO, RIVA FARALDI (IMPERIA) 
Tutti gli eventi sono ad ingresso libero e gratuito
FESTEGGIATO CON SUCCESSO IL TRENTENNALE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI VILLA FARALDI: IN CHIUSURA LE “CARTOLINE DALL’ITALIA” DI ALCHIMEA
La magia di suoni, parole, tessuti, sapori  e colori ha avvolto la suggestiva vallata del Borgo dell’Arte regalando emozioni e scoperte come da trent’anni il Festival Internazionale di Villa Faraldi sa fare. Quello di Villa Faraldi è un Festival speciale: lo respirano dal suo interno gli artisti coinvolti e lo percepisce da fuori il pubblico. A Villa Faraldi non ci si siede allo strumento e si suona, come non ci si siede sulla sedia e si ascolta: il Festival Internazionale di Villa Faraldi ti travolge e ogni momento diventa una jam session sotto le stelle, la valle ti avvolge e inizia un viaggio immaginario denso di poesia in cui si è i protagonisti.
Sabato 17 Agosto alle 21 e 30 a Riva Faraldi chiude questo percorso tra arte e musica il Gruppo Cameristico Alchimea,  ensemble residente del Festival. Il concerto ha come interpreti il tenore Fulvio Oberto, una delle più belle voci italiane attualmente sulla scena internazionale, Michele Mangiacasale al violino, Sara Terzano all’arpa e Roberto Mattea alle percussioni in un Tour d’Italie attraverso le più note canzoni e arie d’opera appositamente arrangiate per questa originalissima formazione. Il concerto è preceduto nel pomeriggio,  sempre a Riva Faraldi, dal divertente Laboratorio creativo-musicale a cura di ALCHIMEA dal titolo “Mi rifiuto di Suonare”, attività aperta a tutti con lo scopo di sensibilizzare al tema della raccolta differenziata e del riutilizzo dei materiali usati, in questo caso, per costruire strumenti musicali da suonare insieme in un concerto estemporaneo. Anche questi eventi, come tutti gli altri del Festival, sono ad ingresso libero e gratuito.

Il sogno, dunque, continua… il Festival Internazionale di Villa Faraldi ha festeggiato i trent’anni  puntando sulla varietà nel cartellone e su un’eccellente offerta culturale: dalla Musica Classica al Jazz, dalla Lirica alla World Music, dal Teatro all’Arte circense, dalle Arti Figurative alla Scultura, dalla Poesia all’Antropologia, dalle mostre ai Laboratori creativi.
L’idea di ospitare gli eventi nei luoghi più caratteristici dei borghi di Deglio, Tovo, Tovetto, Riva e Villa Faraldi ha stupito anche il pubblico locale: “vivo qui da sempre e non avevo mai visto questa chiesa dentro!!!” E’ stato il commento di molti. Ecco che il Festival diventa scoperta e valorizzazione del territorio, oltre che un messaggio positivo di voglia di proseguire un percorso prezioso  in un momento in cui molte iniziative culturali consolidate si vedono costrette a chiudere o vengono soffocate dai tagli.
Cuore pulsante del Festival sono stati Sara Terzano e Roberto Mattea, musicisti e architetti, curatori della direzione artistica, che hanno scandito concerti e performance al suono di arpa e percussioni. Ideatori del Gruppo Cameristico Alchimea, hanno consolidato così il percorso culturale tra Musica, Arte e Architettura intrapreso da anni  con il progetto “Musica – Magia dei Luoghi”, itinerario musicale in luoghi di pregio.
La scommessa del Sindaco Corrado Elena nel voler proseguire con la trentesima edizione del Festival è stata vinta, dimostrando che con fantasia e creatività si garantiscono la qualità e l’alto livello culturale delle iniziative.
Direzione Artistica: Sara Terzano e Roberto Mattea 
Associazione Culturale Musicale ALCHIMEA  |  www.alchimea.it 
INFO: Comune di Villa Faraldi tel. 0183 – 41025  ALCHIMEA   cell. +39 347 45 85 836   www.alchimea.it A cura di: Associazione Culturale Musicale ALCHIMEA
Concerti nell’ambito di “Musica – Magia dei Luoghi”, itinerario musicale e culturale in luoghi di pregio paesaggistico, storico e architettonico.

CALENDARIO 2013:
Mercoledì 14 AGOSTO 2013_08_14 | VILLA FARALDI - ore 21.30 
 «OLTRE I CONFINI» DALLA CLASSICA AL JAZZ  |  Dino Pelissero Jazz Group VS ALCHIMEA
Un pirotecnico «duello» tra la musica classica ed il jazz si libra tra gli ulivi di Villa Faraldi: Dino Pelissero al flauto e alle kalimbe dialoga con i jazzisti Nunzio Barbieri e Pierre S. J. Touche, musicisti attivi nella scena internazionale anche nella formazione di Paolo Conte, e con il Gruppo Cameristico ALCHIMEA composto per l'occasione da Marco Allora al flauto classico, Sara Terzano all'arpa e Roberto Mattea alle percussioni, musicisti di formazione classica aperti alla scoperta di nuove sonorità e repertori inesplorati vibrando i colori della world music.
DINO PELISSERO JAZZ GROUP vs GRUPPO CAMERISTICO ALCHIMEA
Dino Pelissero, flauto - kalimba
Marco Allora, flauto
Nunzio Barbieri, chitarra
Pierre S.J. Touche, contrabbasso
Sara Terzano, arpa
Roberto Mattea, percussioni
Musiche di J.S. Bach, C.W. Gluck, J. Ibert, P. Gabriel, Don Cherry, D. Pelissero, C. Salzedo
- ore 23.30
 LABIRINTI SEGRETI: Poesie Notturne per Voce femminile e arpa
Voce recitante: Barbara Guerra
Arpa: Sara Terzano
Nell'incanto del notturno una performance di musica e poesia densa di emozione: poesie intime dei classici greci, di Gabriele D'Annunzio e di Emily Dickinson nella vibrazione dal sapore arcaico delle corde dell'arpa.
L’evento si svolgerà nella magica atmosfera della corte della Cappella di Santa Caterina, già atelier del famoso artista norvegese Fritz Røed.
Durante la serata inaugurale del Festival si potranno visitare le mostre di Villa Faraldi ARTE e VITA e incontrare LUIS DEVIN autore del romanzo autobiografico LA FORESTA TI HA — Storia di un’iniziazione.



Giovedì 15 AGOSTO 2013_08_15 | ore 21.30 TOVO FARALDI 
TRA TERRA E CIELO
LA FUCINA DEL CIRCO
Spettacolo aereo di tessuti e trapezio per ricamare nel cielo della vallata di Tovo Faraldi linee di sogno e disegni magici. Una danza aerea e sonora dove luci e suoni si mescolano al ritmo del corpo. L'artista crea musica con il movimento e le coreografie di luci seguono i suoi gesti. Produrre con il corpo emozioni visive e sensoriali.
A cura di “La Fucina del Circo” – Martina Nova
ore 23.30 TOVETTO FARALDI 
ARGENTO DI LUNA E D'ULIVI
Spettacolo per Voce Recitante, Arpa celtica e Percussioni
Mario Brusa, attore
Duo Arpa e percussioni ROSARTHUM
Sara Terzano, arpa celtica
Roberto Mattea, percussioni
I suoni della terra, del mare e del cielo in un contrappunto di arpa e percussioni tessono immaginari scenari con la nota voce di Mario Brusa per ricreare paesaggi sonori nella notte stellata.
Musiche di tradizione celtica, C. Salzedo, S. Terzano, E. Morricone



Venerdì 16 AGOSTO 2013_08_16| ore 21,30 DEGLIO FARALDI 
ASSOLO IN DUO
Duo Violino e Fisarmonica
Giovanni Sardo, violino
Sergio Scappini, fisarmonica
Viaggio immaginario guidati dal timbro caldo del violino di Giovanni Sardo e dalla fisarmonica virtuosa di Sergio Scappini, titolare della cattedra di Fisarmonica presso il Conservatorio «G.Verdi» di Milano e vincitore del concorso per «Fisarmonica di Palcoscenico» del Teatro alla Scala di Milano. Itinerario dalle colonne sonore di Nino Rota e Walt Disney alla musica tradizionale passando per l'appassionata suite della Carmen di Bizet.
Musiche: N. Rota, G. Bizet, S. Scappini, tradizionali e dai film di Walt Disney



Sabato 17 AGOSTO 2013_08_17 | ore 21,30 RIVA FARALDI 
CARTOLINE DALL'ITALIA
Gruppo Cameristico ALCHIMEA
Fulvio Oberto, tenore
Michele Mangiacasale, violino
Sara Terzano, arpa
Roberto Mattea, percussioni
Ricordi in musica del tour d'Italie sulle ali di un appassionante e originale excursus nel bel canto italiano tra repertorio popolare e arie d'opera con il tenore Fulvio Oberto, una delle più promettenti voci italiane e il Gruppo Cameristico Alchimea, ensemble residente del XXX Festival Internazionale di Villa Faraldi, nell'inedita formazione di violino, arpa e percussioni.
Musiche di: G. Donizetti, G. Verdi, P. Mascagni, G. Rossini, De Curtis



VITA E ARTE | FUORI FESTIVAL: 
NATURAL ART COMMUNICATION
Continuazioni | Paolo Prieložný
Inaugurazione a Villa Faraldi | 20 agosto ore 21.00
Centro Culturale Fritz Røed
accompagnamento musicale: Louasso Blues Band
info orari mostra - contact: 00421908665576
Dal 14 al 17 agosto a Villa Faraldi
Il Ristorante Bellavista ospiterà la «Mostra Bijoux» e nel Centro Storico “La Cantina dei ricordi” Antonio e Gabriele Poli due artisti milanesi a Villa Faraldi
Inaugurazione 14 agosto ore 21,00



Mercoledì 14 AGOSTO | ore 21.30 VILLA FARALDI
LA FORESTA TI HA | STORIA DI UN’INIZIAZIONE
Luis Devin
Nel corso della serata d’apertura del Festival, incontro con l’antropologo e compositore Luis Devin con brani tratti dal suo libro «La Foresta ti ha», appassionante romanzo scritto in prima persona dall’unico bianco iniziato dai pigmei tra i suoni e i misteri della foresta.  www.luisdevin.com


Sabato 17 AGOSTO | ore 18.30 RIVA FARALDI 
MI RIFIUTO DI SUONARE
Laboratorio creativo-musicale a cura di ALCHIMEA
Suonare con il materiale di recupero: gli oggetti che buttiamo via diventano musica: coinvolgente laboratorio per costruire strumenti musicali con bottiglie, latte, tappi, cartoni e giocare con la fantasia.
Concerto finale estemporaneo con gli strumenti costruiti insieme.



Nella migliore tradizione di Deglio, Riva, Tovetto, Tovo e Villa Faraldi al termine di ogni evento e di ogni serata assaggi gastronomici.
Associazione Culturale Musicale ALCHIMEA  |  www.alchimea.it
INFO: Comune di Villa Faraldi tel. 0183 - 41025
A cura di: Associazione Culturale Musicale ALCHIMEA 

2013_08_14 Festival Internazionale di Organo e Strumenti Antichi - XII Edizione

Festival Internazionale di Organo e Strumenti Antichi  - XII EdizioneInvito a concerto
Mercoledì 14 Agosto 2013_08_14, ore 21.00
Viterbo, Cortile del Palazzo dei Priori
Concerto Italiano
Ensemble Classica Trio
- Romano Pucci, primo flauto dell'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano
- Fabio Spruzzola, chitarra
- Ivano Brambilla, clarinetto e mandolino
In collaborazione conTusciaOpera Festival – Biglietto di ingresso 10 euro
 
Venerdì 16 Agosto 2013_08_16, ore 21.30
Pescia Romana, Piazza delle Mimose
Concerto Italiano
Ensemble Classica
- Romano Pucci, primo flauto dell'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano
- Fabio Spruzzola, chitarra
- Ivano Brambilla, clarinetto e mandolino
- Carmelo Bisignano, violino
- Igor Della Corte, violino
- Bruno Pucci, viola
- Marco De Masi, violoncello
Ingresso libero
 
Sabato 17 Agosto 2013_08_17, ore 21.30
Orte, Piazza Belvedere
Concerto Italiano
Ensemble Classica
- Romano Pucci, primo flauto dell'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano
- Fabio Spruzzola, chitarra
- Ivano Brambilla, clarinetto e mandolino
- Carmelo Bisignano, violino
- Igor Della Corte, violino
- Bruno Pucci, viola
- Marco De Masi, violoncello
Al termine del concerto del 17 agosto, a ingresso gratuito, l'immancabile momento conviviale "A tavola con gli artisti", cena tipica presso la Taverna della Civetta in Contrada San Sebastiano, al costo di 15 euro. Per la cena è necessaria la prenotazione.
 

Per informazioni: www.cittadiorte.it – 0761.402893 – 333.2214656