2013_06_30 LaVerdi presenta Maria de Buenos Aires di Astor Piazzolla

Domenica 30 giugno 2013_06_30 (ore 18.00)
AUDITORIUM DI MILANO FONDAZIONE CARIPLO, largo Gustav Mahler
UN’ESTATE CON LA MUSICA 2013
LA STAGIONE ESTIVA DE laVERDI
Secondo appuntamento

Maria de Buenos Aires
Musiche di Astor Piazzolla
Libretto di Horatio Ferrer
VEDI IL FOTOSERVIZIO DI "CONCERTODAUTUNNO"
http://www.concertodautunno.it/130630-laverdi/130630-laverdi_1.htm

Un’Estate con la Musica 2013, la stagione estiva de laVerdi, è al secondo appuntamento della settimana d’esordio con un evento a tutto tondo per Milano.
Domenica 30 giugno (ore 18.00), all’Auditorium di Milano in largo Mahler, sarà protagonista il tango, con la rappresentazione de Maria de Buenos Aires, tango operita di Astor Piazzolla, composta nel 1967 con il  poeta e amico Horacio Ferrer, autore del testo, con Tania Furia (Maria), Ruben Peloni (Cantor), Sergio Valastro (El Duende), Roberta Beccarini e Pablo Moyano (ballerini), Massimiliano Pitocco (bandoneon), per la regia di Marco Chiarini e la direzione musicale di Mauro De Federicis (tutti i dettagli in allegato). 
"In quanto protagonista di quest'opera, Maria de Buenos Aires personifica il tango : è nata sulle rive dell'enorme foce del Rio de la Plata; alcuni contadini argentini rifugiati ed innumerevoli immigrati europei a metà del XIX° secolo la portano nei sobborghi di Buenos Aires; aspettando la felicità a cui aspira, la milonga argentina, i ritmi a afro-americani del candombe, la habanera ispano-cubana e le danze europee si confondono per formare un tango multiculturale, col suo incomparabile colore fatto di bandonéon e di strumenti a corde" [Astor Piazzolla]
Per informazioni e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org.
Biglietti: Euro 17,00/12,50/9,00

Maria De Buenos Aires
ed. Warner/Chappel Music Argentina
Tango operita di Astor Piazzolla
libretto di Horatio Ferrer
regia di Marco Chiarini ripresa da Sergio Valastro
con
Tania Furia  Maria de Buenos Aires  
Ruben Peloni  Cantor
Sergio Valastro El Duende
Roberta Beccarini/Pablo Moyano  ballerini

Massimiliano Pitocco  bandoneon
Rosario Mastroserio  pianoforte
Mauro De Federicis  chitarra
Marco Felicioni  flauto
Daniele Orlando  violino
Ornela Koka  violino
Laura Pennesi  viola
Massimo Magri  violoncello
Roberto Della Vecchia  contrabbasso
Alfredo Laviano  batteria
Antonio Vitagliani  vibrafono

Direzione musicale Mauro De Federicis 
Direttore dell’allestimento Mirko De Luca 
Fonica Marco D’Eramo 
Elementi di scena Michele Modasferi 
Segreteria di produzione Alessandra Colangelo 
Amministrazione Giacomo Di Marco / Enio Spinozzi 
Produzione
Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli” - Teramo (AdriaticIPA - Archeo.S)

La storia Maria de Buenos Aires è un’opera tango di Astor Piazzolla, composta nel 1967 insieme al poeta e amico Horacio Ferrer, autore del testo. Viene rappresentata per la prima volta al Planet Theatre di Buenos Aires nel 1968, diventando da subito un successo consacrato, qualche decennio più tardi, da Milva e dai Tangoseis che lo  hanno reso internazionale.
Il genio musicale di Piazzolla trova in Maria de Buenos Aires una delle sue più compiute e straordinarie forme di espressione. E’ il linguaggio del nuevo tango, che si esprime qui con elementi originali e innovativi, una fusion  tra tango tradizionale e jazz, con l’uso sapiente delle dissonanze e l’introduzione di nuovi strumenti come la batteria, le percussioni, la chitarra elettrica.
Maria de Buenos Aires è tutto questo e altro ancora, commistione di tradizione e innovazione, un monumento al tango, quello che, come dice Piazzolla, "… se lleva dentro de la piel".
Destinata in origine a una trasmissione radiofonica, l’opera prende immediatamente la via definitiva della destinazione teatrale e trae spunto da una leggenda metropolitana argentina del Novecento, metafora storica della fondazione e rifondazione della città di Buenos Aires attraverso una atavica e straziante rievocazione del suo passato. “Maria de Buenos Aires è il tango è il tango è Buenos Aires”, ha scritto Petra Motta
Metafora e simbolismo permeano fortemente ogni suo momento, in una efficace e sapiente alternanza tra sacro e profano. Leit-motiv sempre evocato, più o meno dichiaratamente, la crisi economica e le nevrosi della società di tutti i tempi, in un crescendo di emozioni che la musica accompagna e sottolinea magistralmente fino allo straordinario atto di partenogenesi del finale in cui la protagonista muore generando repliche di se stessa.
E’ la metafora della città di Buenos Aires e delle sue infinite storie di vita, di amore e di morte, è la vita portata in scena nei suoi aspetti più deliranti con tutte le sue contraddizioni, esaltazioni, emozioni. E’ la vita che si alterna alla morte in uno scenario lucido e dissacrante ma incredibilmente permeato di religiosità, forte come solo l’amore può essere, crudele come l’ineluttabilità del destino.
Magistralmente delineata, la figura femminile della protagonista emerge dal testo di Ferrer senza filtri, spogliata da ogni protezione, rivelata nei suoi sentimenti più profondi e inconfessabili. Lei è l’immagine speculare della città con le sue violenze, i drammi, le leggende e le magie, le allucinazioni di un inferno grottesco evocato dalle fogne del sottosuolo mentre si consuma un’esistenza disperata nella visione preannunciata di un futuro ancora da venire ma già, inesorabilmente, segnato.

La trama Maria, nata in un sobborgo povero di Buenos Aires “un giorno che Dio era ubriaco”, è una giovane operaia di un’industria tessile. Irresistibilmente attratta dalla musica del tango ascoltata per strada sulla porta di un bar notturno, diventa una cantante di tango, finisce per entrare in una casa di tolleranza e lì muore, ancora molto giovane.
In uno scenario alquanto surreale, la sua morte è decisa durante una messa nera tenuta da personaggi malfamati. La sua condanna a morte è anche una condanna all’inferno, e l’inferno è la città di Buenos Aires, dove vaga il suo spettro. La morte è anche il ritorno alla verginità, violata dal poeta folletto che la ingravida con la sua parola. Partorirà una bimba, di nome Maria, simbolo di ella stessa ma anche della città che rinasce ogni volta.
Intorno a Maria si muovono El Cantor, un giovane scrittore, El Duende, il folletto con un gruppo di pittoresche marionette sotto il suo controllo, vari elementi dei sobborghi di Buenos Aires e degli psicanalisti, spettro della crisi argentina degli anni Sessanta con gli innumerevoli casi di nevrosi, disperazione e perdita della propria identità personale, civica e sociale.
E’ il Duende, questa sorta di demone, che va sulla tomba di Maria e la fa rivivere costringendola di nuova alla stessa terribile vita che aveva lasciato, così come è un demone il Bandoneon, che seduce la poverina portandola nel campo del male per la seconda volta. Intorno si muovono ubriachi, assassini, ladri, prostitute e protettori.
Divisa in due parti di otto quadri ciascuna, ogni scena evoca luoghi e ambienti malfamati tipici dei bassifondi di una città di porto con tutti gli eccessi e gli stati d’animo che le appartengono.

L’analisi Le scelte vocali e la strumentazione sono tra le peculiarità di Maria de Buenos Aires.
Il colore scuro, sicuramente voluto, della scrittura vocale, dona a tutta l'operita un fascino assolutamente proprio, tipico del tango.
La contrapposizione vocale tra voce maschile e femminile, già in uso da qualche centinaio d'anni, si arricchisce del narratore, con gli inserimenti qua e là del coro parlato, qui interpretato dai tre personaggi principali.
Diverso e originale nella drammaturgia dell'opera il ruolo da protagonista del bandoneon, inteso come uno dei “personaggi” chiave, da interpretarsi probabilmente come una sorta di omaggio o di riconoscimento a quello che è lo strumento per eccellenza del tango, e quindi al tango stesso, a sua volta debitore e inscindibilmente legato alla città di Buenos Aires.
Se possiamo affermare, come credo, che il bandoneon è il tango, proviamo a rintracciare in Maria quegli esempi a supporto, come nella prima parte del Quadro 1, Alevare, riferita non solo all'anacrusi tipica del tango, musicalmente parlando, ma anche alla posizione di attesa dei ballerini prima che il musicalizator (dj nel tango) faccia partire la musica.
Tutti gli elementi, musicali e non, presenti nell’operita, riconducono al tango!
Con uno stile del tutto anticonvenzionale sono presenti anche riferimenti più o meno espliciti alla “musica colta”. Elementi che emergono al primo ascolto, l'incedere quasi ossessivo di progressioni armoniche che ci riconducono alla musica barocca, ritmi ostinati e persuasivi, l'avvicendarsi di danze (tango, milonghe, valzer, habanera) e forme come la fuga, la romanza, la toccata....
Del ritmo, elemento centrale del tango, Piazzolla diceva: “Le mie accentuazioni ritmiche, tre più tre più due, sono simili a quelle della musica popolare ebraica”. Questa formula, 3+3+2, la troviamo ovunque nei lavori del musicista argentino, dalla Maria, ad Adios Nonino fino alle tre Cammorre, pur nella loro diversità stilistica e formale.
Non mancano, nell'operita, spazi improvvisativi voluti dallo stesso autore, nel ritmo in primis ma anche nel voicing accordale, specialmente nella parte della chitarra, un po' alla maniera del jazz, ma diversamente nella pronuncia.
Senza dilungarci oltre, se è vero come è vero  che Astor Piazzolla è stato il compositore – bandoneonista più famoso di tango, oltrechè il più prolifico, è altrettanto centrale il connubio Piazzolla / Ferrer, vincente non solo per il concepimento di Maria de Buenos Aires, ma anche di opere ugualmente straordinarie come Balada para mi Muerte, Balada para un loco (bellissime le versioni di Astor con Milva), Chiquilin de Bachin, La bicicleta blanca, tanto per citarne alcuni.
A questo punto, resta solo da augurare buon ascolto con un solo suggerimento, quello di lasciarsi andare al gioco misterioso e affascinante di Maria tra surreale e realtà, mentre la musica scorre dalle orecchie al cuore, senza cercare una ragione ai tanti perché che forse, volutamente, sono e devono rimanere senza risposta alle domande che l’opera suscita mentre il dubbio e l’illusione diventano compagni di viaggio.
“ Maria è Buenos Aires?” , “ Maria è il tango?” , “ Maria è una prostituta?” , “ Maria è un viaggio tra vita, morte e risurrezione?” 
Le domande restano tutte lì, sospese in una dimensione sovrannaturale che non può essere spiegata, accompagnate da una musica che ti entra nell’anima e non ti lascia più. 

PRIMA PARTE
QUADRO 1: Alevare
Alevare è il gesto di avvio nell’esecuzione del tango, qui con funzione di brano d’ouverture E’ notte, e l’ambientazione è il cortile interno di un quartiere di immigrati a Buenos Aires. Arriva El Cantor, giovane scrittore squattrinato in cerca di un alloggio poco costoso. Dalla porta di un bar poco lontano giunge la musica di un tango che lo ispira a scrivere la storia del Duende, uno spirito birichino e malvagio che rappresenta l’anima di Buenos Aires. Improvvisamente diventa una figura visibile e a sua volta evoca la figura fantastica di Maria.
QUADRO 2: Tema de Maria (Tema di Maria - strumentale)
El Cantor si immedesima sempre più nella drammatica realtà di vita che lo circonda sprofondando fino in fondo nel suo immaginario. Dalla musica del tango gli appare Maria che accorre alla chiamata del Duende e si materializza
QUADRO 3A: Balada renga para un organito loco (Ballata lenta per un organetto impazzito)
L’immedesimazione del Cantor con il suo immaginario lo porta a una sorta di dissociazione che lo fa vivere in due mondi paralleli: El Duende e Maria diventano sempre più reali. El Duende inizia a raccontare la storia di Maria insieme alle voci di un Payador, un giullare, e degli uomini di malaffare che tornano dal mistero
QUADRO 3B: Yo soy Maria (Io sono Maria)
Sorprendendo tutti, Maria comincia a parlare presentandosi alla sua maniera: “Io sono Maria de Buenos Aires, non credete che sia io? Maria dei bassifondi, Maria notte, Maria passione fatale…” ma, non potendo le persone presenti nel cortile vedere le figure fantastiche evocate dal Cantor, ogni suo atteggiamento non riesce a essere condiviso.
QUADRO 4: Milonga carrieguera (3) por Maria la nina (Milonga a Carriego per Maria bambina)
Maria si racconta. Viene evocato  un Passero Sognatore (Porteno Gorriòn con Sueno) che la corteggia dedicandole una poesia. Nonostante la reciproca attrazione e la voglia di lasciarsi irretire dall’ appassionato corteggiamento, lei cede alle forze oscure e si allontana da lui quasi a non volerlo coinvolgere nel suo tragico destino. Lui la punisce condannandola ad ascoltare per sempre la sua voce veemente nella voce di tutti gli uomini
QUADRO 5: Fuga y misterio (Fuga e mistero – strumentale)
El Cantor, preso dal suo mondo fantastico, ignora la terribile realtà che lo circonda. Maria, in preda ad allucinazioni, fugge verso la notte e attraversa silenziosa la città. El Duende assiste impassibile
QUADRO 6 : Poema valseado (Poesia in stile di valzer)
Nuovamente evocata dal Cantor, ricompare Maria accompagnata dal bandoneòn, da cui è attratta e per colpa del quale è caduta in basso. Con il suo canto racconta la sua conversione alla vita oscura, cioè alla vita contemporanea e alle sue modernità, e il suo cedimento alle forze  tentatrici
QUADRO 7: Tocata rea (Toccata dell’accusa)
Ostile a Maria per il suo desiderio di vita, El Duende lotta con la sua voce interiore, impersonata dal bandoneòn, e riflette sulla vita, l’amore, la morte. E’ il celebre duello tra El Duende e il bandoneòn, diventato un personaggio a tutti gli effetti
QUADRO 8 : Miserere Canyengue de los ladrones antiguos en las alcantarillas (Miserere Canyengue dei vecchi ladri nella fogna)
In un’atmosfera allucinata El Cantor continua a vivere nel suo sogno dove compaiono ora gelosia e violenza. Maria scende nelle fogne dove il Ladròn Antiguo Mayor condanna la sua Ombra all’inferno eterno, quello della città, della vita, mentre il suo cuore muore lasciando il corpo della donna in balia dei Ladrones e delle Madamas (ladri e tenutarie). La chitarra accompagna il canto mentre gli strumenti interpretano i cori parlati delle Madamas e dei Ladrones 

SECONDA PARTE
QUADRO 9 : Contramilonga a la funerala por la primera muerte de Maria (Contramilonga al funerale per la prima morte di Maria)
E’ una milonga lenta con funzioni di recitativo. El Duende piange per la morte di Maria e descrive il funerale con gli esseri delle tenebre
QUADRO 10 : Tangata del alba (Tangata dell’alba – strumentale)
Sepolto il suo corpo, l’ombra di Maria vaga dispersa per la città. El Cantor prende coscienza della sua dissociazione tra mondo reale, crudo, quello del cortile, e mondo immaginario. Reagisce rintanandosi nella scrittura
QUADRO 11 : Carta a los arboles y a las chimeneas (Lettera agli alberi e ai camini)
Sempre più confusa, l’Ombra di Maria, timorosa dell’abbandono e, soprattutto, di essere dimenticata, piange e comunica il suo profondo desiderio di vita in una lettera scritta agli alberi e alle ciminiere della sua città
QUADRO 12 : Aria de los analistas( Aria degli psicanalisti)
Ora l’Ombra di Maria vaga nel circo degli psicanalisti, dove le vittime sono carnefici e i carnefici vittime. Provocata dal Primo Psicanalista, esegue un numero per liberarsi dei ricordi della famiglia, del primo bacio, ma sono ricordi che lei in realtà non ha. E’ la satira della moda in voga nella Buenos Aires degli anni ’60, quando l’intera città doveva essere psicanalizzata
QUADRO 13 : Romanza del Duende poeta y curda (Romanza dello spirito inebriato e poetico)
Il pianoforte accompagna El Duende che, perse le sue tracce, si trasforma in un essere umano, l’oste del bar del cortile, ubriaco.. Attraverso Tre Marionette, in realtà tre avventori della bettola, El Duende incita Maria, disperatamente, a scoprire il mistero del concepimento
QUADRO 14: Allegro tangabile (strumentale)
Le Tre Marionette, ubriache, i loro compari, alcuni puttini e un piccolo campionario di dubbia umanità vagano come impazziti per Buenos Aires in cerca del seme del concepimento da dare all’Ombra di Maria. In un’atmosfera sempre più delirante, le donano il miracolo della fecondità
QUADRO 15 : Milonga de la anunciacion (Milonga dell’annunciazione)
Perfettamente consapevole delle aspirazioni terrene e materiali degli uomini Maria, ora puro spirito, canta le sue pene d’amore e il suo desiderio di procreare e si abbandona alla rivelazione della fecondità
QUADRO 16 : Tangus Dei Ormai
All’alba di una domenica, l’Ombra e una Voce della Domenica percepiscono una strana realtà: in cima a un edificio in costruzione, l’Ombra di Maria partorisce una bambina. Ormai consapevole delle crude e violente realtà terrene, El Cantor vive la domenica della creazione. Il coro delle Impastatrici di Taglierini e dei Muratori Maghi è spaventato perché non è un Bambino Gesù. E’ un’altra Maria? E’ Maria stessa resuscitata? O è un’altra? Tutto è concluso o è solo l’inizio? Sul salmodiare del Duende, le voci confluiscono nel tema di Maria, lontana come il mistero che rappresenta, inspiegabile come il viscerale legame con la città, sconosciuta come l’al di là. E’ il riconoscimento finale del ciclo della vita. 

Tania Furia (Maria) nasce a Milano nel 1979. Fin da giovane si avvicina al mondo teatrale e della musica. Nel 1998 e nel 1999 frequenta il corso di teatro del regista Marco Rampoldi portando in scena Svanevit di Strindberg (dove sarà la matrigna cattiva) e “Le Cognate” di Michel Tremblay, nel personaggio di Germaine, la protagonista isterica e boriosa, presentato come commedia musicata con canzoni cantate dal vivo su musiche e testi di Alessandro Carlà.
Nel 2004 è corista nella band di Malika Ayane the Columbia's Birthday Orchestra.
Dal 2008 prende lezioni di tecnica vocale con la soprano Silvia Chiminelli, riuscendo in poco tempo ad educare la sua calda e potente voce che trova facile espressione nei ritmi del jazz, della bossa nova, soul e blues arricchendo le sue peformance di forza interpretativa e improvvisazione vocale.
E' presente sulla scena musicale milanese con due progetti acustici: con il duo FuriaScrignoliDuo (accompagnata dalla chitarra di Valerio Scrignoli) e il trio JustForThree (chitarra Rino De Patre e basso di Antonio Scrignoli) con repertorio jazz e bossa nova nel primo e di musica italiana e straniere nel secondo, cantando in italiano, inglese, francese, brasiliano, spagnolo.
Dal 2010 è ospite fissa dei concerti di inaugurazione dell’anno giudiziario del T.A.R. di Milano al Teatro dal Verme di Milano e all’Istituto dei ciechi di Milano accompagnata al piano ma anche da due arpe, riscuotendo grande approvazione di pubblico e di critica. Nel marzo 2012 duetta con il tenore Nicola Pisaniello. Nel 2011 partecipa al web contest Popmeup contest, posizionandosi tra gli 8 finalisti e al Melody Festival di Bolghery per la rassegna Musica&vino al Mariva di San Vincenzo in Versilia. Partecipa ai casting di XFactor 5 2011 dove viene selezionata per gli Home Visit tra i 6 finalisti della categoria degli “Over 25”. Nel febbraio 2012 viene scritturata per la Maria de Buenos Aires del Teatro Primo Riccitelli di Teramo nel ruolo di Maria. Nel maggio 2012 è in onda in prima serata su Rai 1 nel programma musicale “Punto su di te”. Dal 2012 collabora con Chris Venola, dj ligure, alla stesura di melodie e testi, di breve uscita un album di Venola dove saranno presenti tre featuring con lei. Tra le sue collaborazioni musicali:Antonio Scrignoli, Malika Ayane, Valerio Scrignoli, Gabriele Boria, Daniele Longo, Simone Daclon,Daniele Longo, Mattia Mancuso, Roberto Rimoldi, Ermanno Principe, Fabio Buono, Alessandro Diaferio, Michele Fazio, Dario Gentile, Gino Carravieri, Bruno D’Ambra, Anjali Perinparaja, Neal Century, Ida Furia, Stefano Berto, Adolfo Valente, Alessandro Lupo Pasini, Nicola Pisaniello, Rino De Patre, Chris Venola.
Tania Furia è un’artista poliedrica: dipinge, lavora la creta, modella (ha posato anche per i fotografi Giovanni Altana e Livio Moiana).

Rubèn Peloni ( Cantor) Nato a Cañada de Gòmez, in Argentina. Nel 1998, mentre si laurea in Architettura, inizia gli studi di canto col maestro Ruben Coria e un anno dopo comincia il percorso nel tango con due formazioni della città di Rosario: “Tritango” e “Yunta Brava”.  In Italia dal 2002 ha costituito “El Esquinazo” insieme al chitarrista e compositore argentino Adrian Fioramonti. Da allora ha collaborato con importanti ensemble come  l’Orchestra Tipica Alfredo Marcucci, Tango Tinto, Hyperion, Lo que Vendrà,  realizzando concerti in Italia ed Europa. Dal 2004 condivide diversi progetti musicali  con il noto pianista argentino Hugo Aisemberg. Dal 2009 collabora con il premio Oscar  Luis Bacalov nello spettacolo “Mi Buenos Aires Querido”,  scritto e musicato da Bacalov, con regia di Carlos Branca. E’ regolarmente invitato come cantante solista a importanti manifestazioni: Concerto “Astor Piazzolla, lo spirito del Tango” al Teatro Rossini di Pesaro con l’Orchestra d’archi di Pesaro e l’ensemble Novitango; Teatro “Piccolo Arsenale” di Venezia col quintetto “Q5Tango” e il bandoneonista Marcelo Nisinman; concerti con l’Orchestre des Pays de Savoie, con l’Orchestra Sinfonica di Budapest, con l’Orchestra Sinfonica di Bari; ha cantato in “Maria de Buenos Aires” al Teatro Greco di Taormina e con l’orchestra del Conservatorio di Vicenza. Ha partecipato in diversi progetti discografici: Tango Tinto “Ojos Negros” (2007); Lo que Vendrà “A Bailar” (2010); Ensemble Hyperion “Tango, epoca de oro” (2011); Alma Migrante “Mi Gran Tango” (2011); Santo Remedio / TANGOS insieme al pianista argentino Pablo Woizinski (2012)


Sergio Valastro ( El Duende), dopo aver frequentato nella sua città natale il  Corso triennale di avviamento al teatro "Umberto Spadaro " di Catania , diretto dal maestro Giuseppe Di Martino, muove le prime esperienze all'interno del teatro stabile catanese al fianco di nomi quali Giulio  Brogi, Ferro, Sebastiano Tringali, Guia Jelo, Alessandra Costanzo, R . Beranardi.. Si traferisce a Parigi dove incontra Annie Fratellini che lo vuole nel ultimo spettacolo " Concerto per un Clown "e lavora nel suo circo come clown-trapezzista.
Studia mimo corporale all'atelier belleville  con Ivan Baciocchi e Robert Bennet .
Dopo qualche anno ritorna in Italia, incontra e studia con  Rena Mirecka  del living teather; a Reggio emilia frequenta la scuola di commedia dell'arte diretta da Antonio Fava. Con Judith Malina ed Eugenio Barba crea uno spettacolo itinerante per il castello di Scilla e nel frattempo frequenta a Roma il seminario permanente sul metodo Stanislavsky /Strasberg, di Francesca De Sapio, che si trasformerà in una solida e duratura collaborazione.
Torna al teatro classico con "L'edipo re "diretto da Gabriele Lavia, seguono lavori con Dario Fò, Antonio Catania, Marina Massironi, Francesca De Sapio, Daniele Falleri.
Per la televisione lavora con  registi tra i  quali Virzì per la pubblicità Telecom, Bellocchio per Monte dei Paschi di Siena, Miniero e Genovesi per Ferrarelle                             


Massimiliano Pitocco  ha  iniziato lo studio del  bandoneòn nel 1994 dedicandosi al  Tango e in  particolare alla musica di A.Piazzolla; è stato per anni il primo Bandoneonista in Italia e il primo a suonare la musica di A.Piazzolla con il Bandoneòn. Nel ‘95 fonda il “Deux Tango” con il pianista Rosario Mastroserio, nel 1998  il quartetto  "Four for Tango".
Ha  suonato  in qualità di solista con orchestra nei più importanti  teatri di tutto il mondo  come quello di Monaco,  Francoforte, il Concertgebouw di Amsterdam, Bruxelles, Amburgo, Vienna, Parigi, Budapest,  Konzerthaus di Berlino, la Tonhalle di Zurigo e Lucerna, Città del Mexico, Sydney, Tokyo, EAU, San Paolo di Brasile, USA, il Parco della Musica a Roma, il Goldoni di Venezia, la Pergola di Firenze, la Sala Verdi di Milano, il Massimo e il Biondi di Palermo,  il Petruzzelli di Bari, il Comunale di Bologna etc.   
Grande interprete di “Maria de Buenos Aires” di Piazzolla, nel 2002 l’ha suonata e diretta in Svizzera con grande successo di pubblico e di critica.
Ha collaborato  e collabora con  grandi musicisti e attori quali  Milva, Bacalov, Morricone, G.Kremer, Piovani, Capossela, Placido, Mastelloni, D.Riondino, M.A.Zotto, L.Castro. Ha registrato numerose colonne sonore per film di cinema e televisione e inciso diversi CD per le case discografiche Dynamic, Sculture d' Aria, Riovoalto-Ducale, Wide, Azzurra e MAP.   


Rosario Mastroserio, pianista pugliese di grande versatilità, ha tenuto concerti a Parigi, Vienna, Washington, Città del Messico, Buenos Aires, Singapore, Toronto, New York, Dubai, Varsavia, Stoccolma... Ha inciso diversi dischi in duo e con il Four for Tango, con particolarissimo riferimento alla musica di Astor Piazzolla.  Già professore ospite in Vermont ( USA), è docente titolare di pianoforte al Conservatorio N. Piccinni di Bari.


Mauro De Federicis (chitarra e direzione musicale) Dopo il diploma in chitarra, in strumentazione per banda e gli studi di composizione, ha collaborato con diversi artisti tra cui Milva, Paolo Fresu, Bob Mintzer, D.D. Bridgewater, Fabrizio Bosso, Art Van Damme, Franco Cerri.....
Ha suonato alla Carnegie Hall di New York, Operhouse di Vienna, Palau de la Musica
Catalana di Barcellona, Orchard Hall di Tokyo, Concertgebow di Amsterdam, Teatro
St. Martin di Buenos Aires, Piccolo di Milano... oltre a numerosi festivals.
Ha inciso per la Fonè, Abeat Records, Philology, Wide Sound, Aura Music....
E’ docente di Teoria, Solfeggio e Dettato Musicale e chitarra jazz al triennio superiore
al Conservatorio Statale di Musica "G.B. Pergolesi" di Fermo.
Marco Felicioni è docente di flauto, ricercatore e collezionista di flauti storici ed etnici. Diplomato in flauto al Conservatorio di Pescara, si è laureato in Discipline Musicali con il massimo dei voti e la lode. Si è perfezionato con James Galway, Angelo Persichilli, Raymond Guiot, Maxence Larrieu, Alain Marion. Vincitore di vari concorsi nazionali e internazionali, si esibisce in Italia e all’estero. Dal 1997 al 2010 è stato Primo Flauto dell’orchestra del Teatro “Marrucino” di Chieti. Ha inciso più di 20 cd, registrando per il cinema, Rai, RaiSat, Canale 5.


Daniele Orlando, violinista, ha studiato con Denes Szigmondy, allievo di Z. Francescatti, C. Flesch ed intimo amico di Béla Bartòk. In seguito si è perfezionato con Ana Chumachenco e Boris Kuschnir.
All’età di 17 anni, il debutto nei principali Teatri Abruzzesi diretto da Donato Renzetti. In seguito si esibisce con il Concerto di L. van Beethoven, J. Sibelius, F. Mendelssohn, W. A. Mozart e col Concerto per violino, pianoforte e archi di E. Chausson con Bruno Canino. Primo violino dell’Officina Musicale diretta da Orazio Tuccella, è stato membro della Gustav Mahler Junged Orchester, della European Union Youth Orchestra e dell' Orchestra Mozart diretta da Claudio Abbado.


Ornela Koka si è diplomata brillantemente in Violino al Conservatorio di Avellino e successivamente si è laureata con il massimo dei voti e la lode in Discipline Musicali.. Perfezionatasi con Franco Mezzena, Francesco Manara e Salvatore Accardo, svolge un’intensa attività concertistica con gruppi cameristici e con orchestre sinfoniche, collaborando con artisti di fama internazionale. Ha inciso per Naxos, Velet Luna, Cd Classics. Dal 2001 al 2010 è stata Concertino dei Primi Violini nell’Orchestra del Teatro “Marrucino” di Chieti È docente di Violino presso l’Accademia Musicale Pescarese.


Laura Pennesi, violista, svolge attività concertistica in Italia ed all’Estero come solista, in duo e in varie formazioni cameristiche. E’ fondatrice insieme a Cinzia Pennesi dell’Orchestra Accademia della Libellula con la quale ha svolto numerosi concerti insieme a solisti prestigiosi. Collabora con le orchestre più importanti e ha suonato alla III Cumbre Mundial del Tango che si e' svolta a Montevideo (Uruguay)

Massimo Magri svolge intensa attività concertistica come solista e in formazione cameristiche sia in Italia che all’estero. Per vent’anni con I Solisti Aquilani ha partecipato a tournee in giro per il mondo e inciso con le principali etichette discografiche. Ha collaborato inoltre con il Quintetto Italiano, il Quartetto della Scala, esibendosi in sale ed in luoghi prestigiosi tra i quali il Palazzo Reale a Madrid, la Beethoven Hall a Bonn, Schönbrunn a Vienna o l’Auditorium del Gugghenim e la Carnegie Hall a New York. Titolare della cattedra di Violoncello, è attualmente Direttore del Conservatorio di Musica ”L. D’Annunzio” di Pescara.

Roberto Della Vecchia ha intrapreso lo studio del contrabbasso con V. Bellini perfezionandosi poi all’Accademia Stauffer di Cremona con F. Petracchi. E’ tra i fondatori dell’Italian Big Band. Ha all’attivo concerti in Canada, Stati Uniti, Germania, Francia, Emirati Arabi Uniti, Ungheria, Argentina, Polonia, Serbia e Montenegro, Ecuador, Brasile e Venezuela, Uzbekistan. Collabora con Ennio Morricone e la Roma Sinfonietta, l’Orchestra di Roma l’Officina Musicale e l’Orchestra Città Aperta con cui incide colonne sonore per il cinema. Nel 2005 fonda il Quintetto Bottesini, ensemble in cui si esibisce come solista pubblicando anche un cd per il mensile Amadeus. E’ docente al Conservatorio di Musica di Rodi Garganico.
Antonio Vitagliani si diploma in strumenti a percussione al Conservatorio dell’Aquila “A. Casella” con M. Iannaccone. Si perfeziona successivamente con Tomassetti, Caggiano, Freedman. Collaborain un trio Jazz con la Art Television (Tv Araba) e con varie orchestre ed enti musicali. Esegue concerti in varie rassegne. Nel 2003 si diploma in musica jazz con P. Pecoriello conseguendo anche il diploma accademico di II livello in percussioni. Attualmente è docente di percussioni nelle scuole medie a indirizzo musicale.


Alfredo Laviano  nel '94 si diploma in percussioni. Le sue collaborazioni spaziano dalla musica contemporanea al Jazz, dalla musica etnica alla world-music al Teatro e sonorizzazioni di film. Suona con Karl Potter, Massimo Manzi, Renzo Ruggirei, Felice Del Gaudio, lo scrittore Michele Serra, Mara Baronti, Angela Malfitano, Geoff Warren, Carla Bley, Steve Swallow, Paolo Fresu,  Tenores de Bitti, Enrico Rava,...Suona in numerosi festival sia in Italia che all'estero. Incide per Splash Records, Idealsuoni, Wide Sound, EMI, World Music, Dodicilune, CCn'c Records.


Pablo Moyano e Roberta Beccarini  sono stati protagonisti dello spettacolo “Momenti di Tango” della compagnia di Raffaele Paganini in tournè nei principali teatri italiani.  Sono integranti del nuovo spettacolo di Miguel Angel Zotto “Zotto in concerto” che ha debuttato al Teatro Petruzzelli di Bari e in tournè nella stagione estiva e invernale 2012/2013.

Tengono stabilmente corsi a Roma dove dirigono la loro scuola  “Tango al piso” che si caratterizza per l’insegnamento del tango salon. Sono invitati a stage ed esibizioni in festival, eventi e milonghe in Italia e all’estero.

2013_07_06 Santa Maria Maggiore tutti gli appuntamenti dell'estate 2013

TANTI GLI APPUNTAMENI DELL’ ESTATE A
SANTA MARIA MAGGIORE
PRESENTATO IL CALENDARIO

Musica, arte, divertimento: sarà un’estate di eventi nella cornice incantevole della Valle dei Pittori e degli Spazzacamini quella che propongono l’amministrazione comunale e le associazioni di Santa Maria Maggiore. Il ricco programma con un appuntamento diverso praticamente ogni giorno è stato presentato stamattina presso la sala Mandamentale del Vecchio Municipio dal sindaco Claudio Cottini e dai rappresentanti dei tanti sodalizi locali.
<Si tratta di iniziative estive di qualità, curate, mai banali, alcune legate alla nostra storia e tradizione, altre decisamente innovative> ha spiegato il primo cittadino. <Un’offerta all’altezza di una località turistica – ha proseguito Cottini – con opportunità per tutti i gusti. Non è semplice garantire continuità in tempi difficili come questi – ha concluso-, un grazie va alle tante associazioni che collaborano e che con il loro lavoro rendono questo paese accogliente, allietando le giornate di chi è qui in vacanza ma anche dei residenti>.
Numerose le proposte per tutte le età quindi, che si succederanno di settimana in settimana. In più, potrebbe esserci un’importante sorpersa inattesa negli ultimi giorni di agosto, sulla quale però l’organizzazione al momento non ha svelato di più. E’ stata invece mostrata la sagoma di uno spazzacamino, un prototipo legato a un progetto che vorrebbe collocare una serie di questi profili su alcuni tetti di Santa Maria Maggiore

Dal ricchissimo calendario dell’estate 2013 segnaliamo:

La rassegna di concerti “Musica da bere” con la direzione artistica di Roberto Bassa. Primo appuntamento sabato, 6 luglio 2013_07_06 dalle 17,45 nel Parco di Villa Antonia (in caso di pioggia nella Sala Mandamentale) con Maura Alliata (ocarina, flauto) e Alessandro De Bei (fisarmonica) che proporranno brani di Robert Schumann e Nino Rota.  Si prosegue sabato 13 luglio 2013_07_13 alle 17,45 nella Sala Mandamentale con Federica De Stefani e Matteo Molendini al pianoforte in un programma di “Danze” di autori vari. Sabato 27 luglio 2013_07_27 alle 17,45 all’Oratorio di San Giovanni Battista (Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta) autori barocchi con Ariel Guerriero (violino barocco), Massimo Sartori (viola da gamba), Silvano Arioli (cembalo). Sabato 3 agosto 2013_08_03 alle 17,45 all’Oratorio di San Giovanni Battista musiche di Bach, Haendel, Beethoven con Gunilla Kerrich (violino) e Luca Franzetti (violoncello). Sabato 17 agosto 2013_08_17 alle 17,45 appuntamento sempre all’Oratorio di San Giovanni Battista con Carlo Bava (ciaramella) e Giovanni Galfetti (organo). Il 24 agosto 2013_08_24 alle 17,45 nella Sala Mandamentale “Encores: delizie salottiere per flauto e pianoforte”con Francesca Dellea (flauto) e Roberto Bassa (pianoforte).

La Mostra ritrattistica “Facce”. Dedicata agli sguardi storici della ritrattistica vigezzina con un angolo per bambini. Per completare la visita alla mostra, allestimenti presso la scuola di Belle Arti Rossetti Valentini e il Museo dello Spazzacamino. Inaugurazione venerdì 12 luglio 2013_07_12 alle 21. Sarà aperta tutti i giorni dalle 10-12 e dalle 16,30-19 (ingresso 2 euro).

Un weekend da Favola. Dal 19 al 21 luglio spettacolo e intrattenimento per i bimbi. Venerdì 19 alle 21 nel parco di Villa Antonia (in caso di pioggia nella Sala Mandamentale) “Favole sotto le stelle”: la storia di Babar ed Elmer, l’elefantino variopinto. Sabato 20 e domenica 21 per tutto il giorno sotto i portici di Cà d’Simun, di Via Rosmini, di Piazza Risorgimento esposizione “La Storia di Babar”. Domenica 21 alle 17,30 nella Sala Mandamentale spettacolo “Tre Pagliacci”, giochi di intrattenimento e magia con Fabio Arlecchino (ingresso 4 euro).

Letteraltura. Il festival di letteratura di montagna fa tappa a Santa Maria Maggiore il 20 luglio 2013_07_20. Alle 11 incontro in piazza Risorgimento con Andrea Vitali “Lo scrittore di lago sale in montagna”. Alle 17,45 nel parco di Villa Antonia in collaborazione con il Festival chitarristico della Valle Ossola viaggio musicale attraverso le vibrazioni delle corde di una chitarra con Luciano Pompilio. Alle 21 parco di Villa Antonia concerto con ODM Jazz Band diretta da Diego Centurione.

Campionato europeo di tiro da caccia per armi preistoriche. Il 27 e 28 luglio all’agriturismo Pian delle Lutte, diciassettesima tappa del campionato che prevede gare di tiro con l’arco, con il propulsore, di precisione.

Mostra dedicata a Vic Vergeat e concerto. L’esposizione dedicata al musicista ossolano sarà inaugurata il 28 luglio alle 11 nella Sala Mandamentale e resterà aperta fino al 4 agosto dalle 17 alle 19. Vic Vergeat si esibirà ’1 agosto alle 21,30 al teatro cinema comunale.

Festa dell'Aria. Il 2,3,4 agosto al Centro del Fondo, organizza l'associazione Volo Libero "I Barbagianni". Griglia e musica, sabato pomeriggio dimostrazione di volo di aeromodelli e gara di centro con parapendio, domenica pomeriggio in allegria con i Falconieri delle Orobie, dimostrazioni di volo di rapaci grandi e piccini.

Ciao Signor G. Sabato 3 agosto 2013_08_03 alle 21,30 nel parco di Villa Antonia (in caso di pioggia nella Sala Mandamentale) serata di teatro-canzone a 10 anni dalla scomparsa di Giorgio Gaber, con Luca Maciacchini, nell’ambito del Festival del Teatro e della Comicità.

“Elisir del Benessere”. Il 9, 10, 11 agosto presso le cellette della Torre del Vecchio Municipio un percorso tutto da annusare verso il progetto della “Casa del profumo”, in collaborazione con il Consorzio Erba Böna (ingresso a 2 euro). Conferenze il 7,14 e 21 settembre con il Consorzio Erba Böna e il Comune di Santa Maria Maggiore dedicate alle erbe alpine.

Torneo di Tennis “Valle Vigezzo”. Si giocherà dall’11 al 14 agosto presso i campi del tennis Pineta.

Ricordando “A pata Vèrta”.  Il 12 agosto alle 21 in piazza Risorgimento serata di canto popolare spontaneo con accompagnamento di “stincheet”.

Speciale Fiori di Fuoco. Il 14 agosto alle 21,30 presso il Centro del Fondo tornano i fuochi d’artificio, in collaborazione con Provincia del Vco e Distretto Turistico dei Laghi.

Inaugurazione Lavatoi. Nell’ambito del progetto Interreg Alp Stone appuntamento il 24 agosto alle 11 al Lavatoio di via Roma (angolo Via Delle Torri).

Sgamela'a 'd Vigezz. Domenica 25 agosto torna la marcia non competitiva lunga 26 km.

XXIII Raduno Internazionale dello Spazzacamino. Dal 30 agosto al 2 settembre la storica manifestazione che culmina con la sfilata di domenica 1 settembre la mattina a Santa Maria Maggiore.


2013_06_30 Pavia Barocca torna al Castello di Sant'Alessio con il concerto di un progetto in residenza

PAVIA BAROCCA 2013
RASSEGNA INTERNAZIONALE DI MUSICA ANTICA DEL COLLEGIO GHISLIERI 

Ultimi appuntamenti, prima della pausa estiva, per la Rassegna Internazionale di Musica Antica del Collegio Ghislieri Pavia Barocca 2013
 
domenica 30 giugno 2013_06_30 alle ore 16.00
al Castello di Sant’Alessio
in Sant’Alessio con Vialone
Concerto di Radio Antiqua, nato nell’ambito di un progetto di residenza presso il Collegio Ghislieri

Il variato stile
Musiche di Dieupart, Telemann, Bach, Schaffrath, Vivaldi

Radio Antiqua
Progetto di Residenza presso il Collegio Ghislieri

Nella prima metà del XVIII secolo le ricche corti tedesche costituiscono l’ambiente ideale per la nascita di una produzione musicale di altissimo livello; un mirabile scenario in cui virtuosi, mecenati, compositori e perfino intere orchestre confluivano da ogni parte d’Europa, creando un’occasione privilegiata di confronto e di reciproca influenza stilistica. Ecco dunque che gli autori francesi cominciano a comporre “alla maniera italiana”, i tedeschi a scrivere sotto l’influenza dello stile francese, e così via.

Il programma presentato da Radio Antiqua, approfondito nel corso della settimana di residenza presso il Collegio Ghislieri, esplora questo vivace contesto musicale, in cui si intuisce la tensione verso una nuova Europa “cosmopolita” e moderna.

Ingresso al concerto da euro 6.00 a euro 10.00

Il concerto è realizzato in collaborazione con Oasi di Sant’Alessio

Possibilità di visita all’Oasi alla mattina, con biglietto integrato (concerto + visita) a euro 18.00
e pranzo alla griglia presso il bar dell’Oasi.

 mercoledì 3 luglio 2013_07_03 alle ore 21.00
presso la Libreria Il Delfino
il ciclo La parola sonora,
che ha visto in questi mesi la realizzazione di diversi reading letterari,
dedicati ai temi e alla possibili letture del Barocco
Infinite Jest. Letture da David Foster Wallace
Appuntamento del ciclo La parola sonora,
a cura di Antonio Gurrado e Maria Emanuela Oddo

Reading letterario che guarda al Barocco nel senso più ampio del termine e ai suoi molteplici livelli estetici per offrire al pubblico nuove occasioni di incontro ed approfondimento, secondo la tradizionale caratteristica multidisciplinare dell’offerta culturale del Collegio Ghislieri. Uno sguardo sulla “baroccaggine del mondo”, attraverso la sensibilità dell’occhio contemporaneo, per stimolare visioni nuove e, forse, sorprendenti.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
In collaborazione con la Scuola per Attori del Teatro Fraschini e Libreria Il Delfino
  
Pavia Barocca dà quindi appuntamento al proprio pubblico dopo la pausa estiva, con il primo concerto del ciclo autunnale, fissato per martedì 17 settembre. In programma il Mattutino de’ Morti di Davide Perez «composto nel 1770 per ordine della Casa Reale, in occasione del pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora del Capo (situato al Cabo Espichel, affacciato sull’immensità dell’oceano Atlantico), il Mattutino de’ Morti era considerato un paradigma della musica sacra nel Portogallo settecentesco e restò in repertorio a Lisbona fino alla fine del secolo XIX. Fu pubblicato a Londra da Robert Brenner nel 1774 in una preziosa edizione che ebbe sottoscrittori illustri quali Johann Christian Bach, Carl Friedrich Abel, Charles Burney e John Hawkins. Una copia di questa edizione è conservata presso la Biblioteca musicale François-Lang della Fondation Royaumont. Scritto per sei cantanti solisti, coro e orchestra, il Mattutino de’ Morti di Perez fa un uso raffinato dello stile concertato, della retorica musicale e dei colori orchestrali (dando uno speciale rilievo espressivo alle viole e ai fiati), così come di un eloquente discorso melodico affidato all’epoca a cantanti virtuosi della Cappella Reale di Lisbona, per la maggior parte italiani». (Cristina Fernandes)

Il concerto di settembre si inscrive nel programma della tournée internazionale di Ghislieri Choir & Consort, al via il prossimo 21 agosto: ospite dei maggiori festival europei, il gruppo presenterà proprio il lavoro di riscoperta, edizione ed esecuzione del Mattutino dei morti, come da calendario seguente:

21 agosto: apertura del Festival de la Chaise Dieu
23 agosto: Festivale de Sablé
24 agosto: apertura della Saison musicale de Royaumont
26 agosto: Utrecht, Festival Oudemuziek
15 settembre: Bucarest Festival George Enescu
17 settembre: 09 Pavia, Pavia Barocca
18 settembre: Torino, Festival MITO

12 ottobre: Anversa, AMUZ
Per ulteriori informazioni:
Ghislierimusica
Piazza Ghislieri 5
27100 Pavia
+39 0382 3786266

Duello Pianistico – Liszt and Thalberg

Ma tu guarda come Internet docet, una scena avvenuta a Parigi nei saloni della Principessa Cristina di Belgioioso viene collocato a Pavia, in quanto chi scrive confonde la principessa con la cittadina pavese.
Cristina di Belgioiso, personaggio chiave del Risorgimento italiano, ed in fondo anche infatuata di F.Liszt organizzò a Parigi un concerto per raccogliere fondi per i rifugiati politici e per rendere più accattivante la serata volle mettere a confronto due astri del pianismo di quel tempo che con i loro concerti avevano talmente infiammato l'auditorium parigino creando due fazioni a pro di uno o dell'altro.


Duello Pianistico – Liszt and Thalberg 
Liszt’s 200th birthday falls this week on Saturday 22 October, and on Wednesday at Hatchlands in Surrey I’m giving a recital on an 1845 Erard piano signed by Thalberg, his greatest rival. 
‘Old Arpeggio’ was the nickname given to Sigismund Thalberg because of a particular feature of his piano writing, which sometimes gave the melody to the thumbs while surrounding them with arpeggios above and below, sounding as if he had three hands.
Thalberg was a fine pianist according to contemporaries Mendelssohn, Hallé and Clara Schumann; even Chopin said that he ‘played excellently’… and Paris divided itself into Thalbergian and Lisztian supporters in 1836.
There were inflammatory remarks in the press, rival concerts in the Conservatoire (Thalberg) and the Opéra  (Liszt) in March 1837, culminating in a pianistic duel as part of a benefit concert for Italian refugees organised by Princess Belgiojoso in her salon. 
Although many artists played in the event, it was  the contributions by the two pianists which caught the public imagination.
‘Never was Liszt more controlled, more thoughtful, more energetic, more passionate; never has Thalberg played with greater verve and tenderness. Each of them prudently stayed within his harmonic domain, but each used every one of his resources. 
It was an admirable joust. The most profound silence fell over that noble arena. 
And finally Liszt and Thalberg were both proclaimed victors by this glittering and intelligent assembly… Thus two victors and no vanquished …’ wrote critic Jules Janin in the Journal des Débats; 
Although the Princess’s verdict was:  ‘Thalberg is the first pianist in the world – Liszt is unique.’
The instrument used for the duel was also an Erard – purchased by the Princess with Liszt there at the time, according to the Erard register of instruments (third entry, 13317, right).
The actual instrument was rediscovered in Miami in 2001. 
[Posted on October 17, 2011 by Christine Stevenson]

Verità fantasia
Il 200° compleanno di F.Liszt cade questa settimana il sabato 22 ottobre 2011, e mercoledì alle Hatchlands nel Surrey si tiene un recital su un pianoforte Erard 1845 firmato da Thalberg, il suo più grande rivale.
'Old Arpeggio' era il soprannome dato a Sigismund Thalberg a causa di una particolare caratteristica della sua scrittura pianistica, che a volte ha dato la melodia per i pollici mentre li circonda con arpeggi di cui sopra e di sotto, suonando come se avesse tre mani.
Thalberg era un ottimo pianista secondo i suoi contemporanei Mendelssohn, Hallè e Clara Schumann; Chopin ha detto che "suona eccellentemente" ... e Parigi nel 1836 si divise in thalberghiani e sostenitori lisztiani.
Ci furono commenti infiammati sulla stampa, concerti dei due rivali in Conservatorio (Thalberg) e all'Opéra (Liszt) nel marzo 1837, culminando con un duello pianistico come parte di un concerto di beneficenza per i profughi italiani organizzata dalla principessa Belgiojoso nel suo salone.
Anche se molti artisti suonarono in quella serata, fu la presenza dei due pianisti catturò l'immaginazione del pubblico.
'Mai Liszt fu più controllato, più riflessivo, più energico, più appassionato; mai Thalberg suonò con maggiore verve e tenerezza. Ognuno di loro suonò con prudenza all'interno del proprio dominio armonico, ma ognuno utilizzò tutti i suoi mezzi.
Fu un torneo ammirevole. Il più profondo silenzio cadde su quella nobile arena.
E, infine, Liszt e Thalberg furono entrambi proclamati vincitori di questo scintillante e intelligente confronto ... quindi due vincitori e nessun vinto ... 'scrisse il critico Jules Janin nel Journal des Débats;
Anche se il verdetto della principessa Cristina di Belgioioso fu: 'Thalberg è il primo pianista al mondo - ma Liszt è unico.'
Lo strumento utilizzato per il duello era un Erard - acquistato dalla Principessa con Liszt lì in quel momento, in base al registro Erard di strumenti (terza voce, 13317, a destra).

2013_06_28 Ultimo appuntamento della rassegna organistica Monumenti sonori

Venerdì, 28 giugno 2013_06_28  ore 21.00
Chiesa di San Pietro Martire (Beato Matteo) Vigevano
Rassegna
“Monumenti sonori”
organizzata dal Comitato “Cantica Organi” di Vigevano
Fabio Re, Enrico Fossati e Gian Mauro Banzòla,organisti lomellini 
Ingresso libero

Con questo venerdì, 28 giugno, si concluderà la piccola rassegna di elevazioni organistiche dal titolo “Monumenti sonori”, organizzata dal Comitato “Cantica Organi” di Vigevano, gruppo fondato circa un anno fa da organisti vigevanesi e lomellini, tutti fondatori dell’Associazione Voxorgani, nato per valorizzare e tutelare il pregiatissimo patrimonio organario e organistico presente sul nostro territorio. Lo scopo della rassegna “Monumenti sonori” (organizzata con la preziosa collaborazione dell’associazione “concertodautunno” di Vigevano), è quello di far conoscere gli organi più belli e monumentali presenti in Lomellina; dopo aver apprezzato lo scorso primo giugno le sonorità romantiche del Mascioni di Cassolnovo (2.632 canne), magistralmente valorizzato dall’arte e sensibilità musicale di Andrea Berti, è ora il turno del grande Serassi-Lingiardi-Krengli (1818-1867-1927, 2.500 canne) custodito nella chiesa di S. Pietro Martire a Vigevano.
L’elevazione di questo venerdì, che avrà inizio alle ore 21.00 e che sarà ad omaggio di San Cristoforo, patrono e titolare della parrocchia del Beato Matteo, avrà il titolo “vetuste e gotiche armonie” e vedrà alternarsi alla consolle gli organisti lomellini Fabio Re, Enrico Fossati e Gian Mauro Banzòla, artisti ampiamente conosciuti dal pubblico vigevanese.

Di seguito il programma in dettaglio.

Organista Fabio Re:
Marco Enrico Bossi (1861-1925)  
Entrée Pontificale
Rédemption
Preludio Festivo 
Franz Liszt (1811-1866)
Tu es Petrus

Organista Enrico Fossati:
Johann Sebastian Bach (1685-1750) 
Corale dalla Cantata BWV 147
Preludio al Corale "Herzlich tut Mich Verlangen" BWV 727
Preludio al Corale "Herr Christ, der eing gottes sohn" BWV 601 
Lorenzo Perosi (1872-1956)
Preludio su un Kyrie
Benedictus (dalla « Missa Eucharistica »)
Preludio in Fa maggiore 

Organista Gian Mauro Banzòla:
Frederic Archer (1838-1901)
Trumpet March
Londonderry Air
Gian Mauro Banzòla (contemporaneo)
Fantasia Carrillon

Organista Fabio Re:
Louis Vierne (1870-1937)
Final (dalla “Première Symphonie”) 

L’organo monumentale Serassi-Lingiardi-Krengli della Chiesa di S. Pietro Martire in Vigevano (PV) : Lo strumento, che si trova posto in grande cantoria sopra l'ingresso, in una grandiosa cassa neogotica, con torri laterali decorata da intarsi, guglie, merlature, ispirate al gotico fiammeggiante, fu costruito dai Serassi di Bergamo nel 1818 e poi ampliato dai Lingiardi di Pavia nel 1867. Nel 1927 fu oggetto di una riforma secondo il gusto ceciliano operata dai Krengli di Novara, che portò l’organo ad assumere la conformazione attuale. Consta di due tastiere cromatiche da 58 note e di una pedaliera distesa concavo-radiale, cromatica di 27 note; la trasmissione è meccanica per le tastiere e pedaliera, ed elettrica con leve Barker per registri e combinazioni. Le canne in totale sono 2.524. Lo strumento è stato oggetto di un intervento di pulitura nel 1992, ad opera di Carlo Feggi di Novara, durante il quale è stato asportato il violone di zinco al pedale aggiunto da Krengli, e sostituito con un Basson 16' ad ancia (ex trombone bassi 16' Lingiardi del grand'organo), e il concerto violini 2 file soprani dell'espressivo, sempre di Krengli, è stato sostituito con una Sesquialtera 2 file nuova. Un ulteriore intervento di manutenzione straordinaria è stato recentemente eseguito dall'organaro Alessandro Venchi di Pavia, che ha riportato lo strumento alla primitiva funzionalità.

2013_06_27 Da non perdere l'ultimo lavoro di Corrado d'Elia di nuovo in scena sino al 13 luglio a Teatro Libero


Giovedì 27 giugno 2013_06_27
TEATRO LIBERO - Milano Via Savona 10
ULISSE, il ritorno
viaggio poetico nell'uomo e nell'oggi
progetto, drammaturgia e regia
di Corrado d'Elia
con Sara Bertelà, Giovanni Franzoni e Franco Ravera
assistente alla regia Andrea Finizio
scene Fabrizio Palla
luci Alessandro Tinelli
fonica Giulio Fassina
produzione Teatro Libero
INFO E PRENOTAZIONI  02.8323126 biglietteria@teatrolibero.it
Intero: € 21,00 Under 26: € 17,00 Over 60: € 13,00 allievi con carta TP CARD: € 10,00
ORARIO SPETTACOLI Dal lunedì al sabato ore 21:00 domenica riposo
ORARIO BIGLIETTERIA Dal lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00
Nei giorni di spettacolo: da  lunedì a venerdì fino alle 21:30 sabato dalle 19:00 alle 21:30

SCENA 0 - PROEMIO 
- Che cos'è il tempo? -
SCENA 1 - L'ACCOGLIENZA DELL'OSPITE
- luogo del quasi arrivo - 
SCENA 2 - CICLOPI
- al confine -
SCENA 3 - CALIPSO 
- lo sguardo perduto -
SCENA 4 - LA DISCESA NELL'ADE 
- l'ultima polaroid -
SCENA 5 - MENTORE, L'AMICO
- Utopie -
SCENA 6 - CIRCE
- L'ultimo giorno - 
SCENA 7 - TRA SCILLA E CARIDDI
- Girare in tondo -
SCENA 8 - NAUSICAA 
- il giorno di festa - 
SCENA 9 - ALCINOO
- l'uomo che salva i libri - 
SCENA 10 – GLI ATTORI
- la vita -
SCENA 11 - RIPRESA QUADRO PRIMO
- luogo del quasi arrivo -

In scena dal 27 giugno al 13 luglio a Teatro Libero il nuovo, attesissimo spettacolo di Corrado d'Elia. Una drammaturgia originale, che indaga la necessità di “tornare a casa”, a noi stessi, a quello che più ci appartiene... Alla ricerca del senso stesso del nostro viaggiare.
Il racconto di Omero è solo il punto di partenza.
Come nei viaggi che si rispettano, salpiamo, pieni di eccitazione, senza davvero sapere dove arriveremo e cosa troveremo all'arrivo. Questo in fondo è il nostro spettacolo, un viaggio poetico nell'uomo e nell'oggi, una riflessione necessaria sul contemporaneo, sui disastri del nostro tempo e su cosa vuol dire oggi essere artisti. In un’epoca in cui non si respirano più sogni, gli ideali muoiono, e l’etica e l’utopia vanno scomparendo, come non fermarsi per un po' e chiedersi: “Chi siamo? E dove stiamo andando?”. Ecco che dunque la necessità di "tornare a casa" vuole dire innanzitutto tornare a noi stessi, a quello che più ci appartiene, a quello che davvero siamo e che forse col tempo ci siamo dimenticati di essere. Tornare all'inizio, dunque, al nostro primo sguardo, ai nostri primi ricordi, per comprendere come eravamo e come avremmo forse dovuto essere. 
Tre personaggi, tre naufraghi della vita, che insieme, in uno spazio che è insieme teatro, imbarcazione e sala da ballo, raccontano la propria storia, mentre presente e passato si confondono in un'atmosfera onirica e malinconica.
Sullo sfondo il continuo rimando ai personaggi di Omero, ma soprattutto alle atmosfere profonde e poetiche dei film di Theo Angelopoulos, regista greco da poco scomparso, cui è dedicato lo spettacolo.
Un grande omaggio al teatro e alla sua forza vitale, impulsiva e purificatrice.

Commenti in corso di "viaggio":
ULISSE IL RITORNO: DIARIO DI VIAGGIO (a cura di Serena Lietti) Inizia una nuova settimana, portandosi con sé un copione ormai definitivo, tra tagli, riscritture e nuove idee. Una creazione continua, dal primo giorno di prove a oggi, che ha impreziosito il testo attraverso il lavoro di gruppo e il continuo confronto con gli attori e il loro sentire. All’ombra della guerra
, in un costante rimando al declino dell’oggi, Ulisse incede attraverso luoghi dimenticati e ritrovati, sotto la pioggia, tra la neve, nella nebbia. Nel peregrinare avanti e indietro nel tempo incontra figure dai rimandi omerici, che sono al contempo personaggi, attori e uomini. Alcune scene hanno ormai una forma quasi definita, ci si muove con sicurezza. Si procede così sistemando le altre: gli attori seguono liberamente la spontaneità del momento, prima sotto l’intelligente e sensibile guida dell'assistente Andrea Finizio, per poi proporle a Corrado. Passo dopo passo lo spettacolo prende vita…


Note e commenti


Lo spettacolo ha debuttato ieri sera, giovedì 27 giugno 2013, di fronte ad un pubblico entusiasta e numeroso come sempre trepidante per vedere cosa avesse ideato il beniamino del pubblico milanese Corrado D'Elia con questa sua attesissima visione del dramma (?) di Ulisse.
La scena si apre (..) su di una serie di tavoli da osteria, sotto file di luminarie, l'idea che ho avuto è che si fosse in riva al mare, "il mare migliore è quello che non abbiamo navigato". Parte la musica, che come sempre ha una importanza vitale e che connota tutto il resto come un giro di danza con pause dove si inseriscono le varie scene come sopra, il richiamo all'Ulisse della letteratura e molto più lieve che non il richiamo alla contemporaneità oppure alla universalità dei sentimenti dei personaggi che cambiano "maschera" ma che in fondo sono facce diverse dei sentimenti che proviamo ognuno di noi.
Due microfoni ai tavoli di lato esterno amplificano le voci quando la frase vuole essere più scolpita, il resto detto a voce naturale, quasi sussurrato non vuole essere "lapidario" ma evocativo delle paure, delle nostalgie del ritorno, del luogo dove siamo che non è (purtroppo) quello dove vorremo essere.
Il protagonista (Giovanni Franzoni) forse Ulisse, forse un figlio, forse un amante, forse un viaggiatore qualunque, si confronta di volta in volta con Nausicaa, la madre, la moglie (Sara Bertelà), mentre Franco Ravera è padre, autista (che non vede nella nebbia), ma direi anche "impresario".
Se per un navigante il mare migliore è quello "non navigato" ecco che per l'attore "lo spettacolo migliore" è quello che non sarà rappresentato. Infatti D'Elia nella sua creazione dramamturgica ha scadagliato i sentimenti dell'uomo ma anche il suo personale approccio con la creazione, scena prima e ultima, con il protagonista (Giovanni Franzoni) che riceve "dall'impresario" (Franco Ravera) la notizia che "il suo spettacolo non si farà".
Quello che ho apprezzato particolarmente è il lavoro della regia, semplicemente linda, un lavoro che si snoda come una tranquilla serata notturna, fatta di movimenti dolci, danza e musica, e senza mai alzare più di tanto in toni.