2009 10 21 Per la Festa del Teatro spettacoli anche al Libero di via Savona a Milano

Al Teatro Libero va in scena Il caso Dorian Gray, una reinvenzione drammaturgica del romanzo di Oscar Wilde, tra eterna giovinezza e incubo.
Dal 21 al 27 ottobre 2009
Compagnia Teatro Zeta
IL CASO DORIAN GRAY
di Giuseppe Manfridi



regia di Pino Micol
con Manuele Morgese
Spettacolo inserito nella "Festa del Teatro"
È possibile prenotare nelle seguenti modalità:
- via e-mail scrivendo a biglietteria@teatrolibero.it
- online collegandosi ai siti www.teatrolibero.it, www.atrapalo.it, www.happyticket.it
- chiamando allo 02-8323126
Lo spettacolo partecipa, con quattro repliche, sabato 24 e domenica 25 ottobre, alla IV edizione della Festa del Teatro, la grande kermesse della scena milanese promossa dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano, dalla Regione Lombardia e dall'AGIS/Lombardia.
È possibile acquistare online collegandosi ai siti:
www.ticket.it, www.bookingshow.com, www.vivaticket.it
I biglietti per la Festa del Teatro, al costo di 4 euro, sono acquistabili dal 16 ottobre presso:
Spazio Oberdan (via Vittorio Veneto, 2 – Milano – tel. 334·98·55·794 )
online, su www.lombardiaspettacolo.com

Tre personaggi e una sola storia che, per ragioni diverse, riguarda ciascuno di essi. Henry, Basil e Dorian. Sofisticato e fatuo come un vero dandy, il primo; morboso e solitario, il secondo; vanitoso e perfido il terzo, Dorian Gray, che nel romanzo di Wilde assurge a protagonista assoluto. Sulla scena, invece, il suo ruolo si equipara a quello degli altri, in uno smontaggio della trama ripensata nei termini di un'indagine processuale. [Giuseppe Manfridi]
Al centro dell'inchiesta un mistero dall'intreccio tanto articolato da non essere noto, nella sua interezza, a nessuno dei tre. Henry, Basil e Dorian si avvicenderanno in una serie di deposizioni corrispondenti ad altrettante visioni dei fatti. Tre punti di vista che, congiunti, offriranno allo spettatore la chiave di questo formidabile enigma, teatralmente concepito come una virtuosistica partitura per attore solista.
L'incalzare del ritmo, sempre più marcato, è tale da far maturare una suspense imprevista, e l'atmosfera gotica che avvolge la vicenda finirà ben presto con l'assumere i connotati di un noir senza precedenti.
L'eterna giovinezza, il corpo esentato dagli insulti del tempo; le brutture destinate a tutti gli uomini indistintamente, trasferite in un quadro, unica vittima dell'infernale clessidra. Impossibile sogno faustiano, concepito e vagheggiato da chiunque. E se succedesse? Quali terrori, quali compromessi estremi, quali baratri di incubi senza risveglio?
Difficile mostrare l'impossibile.
Il genio di Wilde tenta di raccontare i diabolici eventi; Giuseppe Manfridi, autore dello spettacolo, impavido, va oltre e scava nell'anima dei protagonisti. Manuele Morgese, il protagonista, e Pino Micol, il regista, tentano di esorcizzare le paure legate all'evento spaventoso giocando a riproporlo in teatro, unico luogo in grado di reggere l'impossibile, unico luogo in cui l'attore, impasto di realtà e sogno, incarna i personaggi e le loro verità, sempre in bilico fra lucidità e follia.

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