2009 10 03 Grande successo di Nabucco

Marco Berdondini riporta la "lirica" a Faenza   
GRANDE EDIZIONE DI NABUCCO AL TEATRO MASINI
Gli entusiasmi di Dimitra Theodossiu (spettatrice) e del critico d'arte Attilia Tartagni di Ravenna

"Uno spettacolo gigantesco!", così Attilia Tartagni, critico d'arte di Ravenna e cronista di eventi culturali, ha definito l'edizione del "Nabucco" di Giuseppe Verdi che, diretta da Marco Berdondini, ha riportato dopo anni di silenzi e miserie musicali la grande opera lirica al Teatro Masini di Faenza.
Il grande soprano greco Dimitra Thoedossiu, che sarà prossimamente protagonista dello stesso titolo a Parma, ha voluto assistere allo spettacolo ed alla fine dell'opera si è precipitata in camerino ad abbracciare la giovane collega Maria Simona Cianchi che ha dato ad Abigaille una interpretazione di estrema intensità emotiva, alternando una vocalità fiammeggiante, come splendidi colpi di lama d'acciaio, a raffinatezze da raggio lunare.
Esaurito da quattro giorni prima della recita, andata in scena sabato 3 ottobre, alle ore 21, il Teatro Masini di Faenza ha dovuto mettere sedie supplementari attorno al pur grande platea per evitare manifestazioni di vivace protesta in chi non era riuscito ad avere i biglietti.
Voluto e realizzato dalla Fondazione Musicale Ino Savini di Faenza, che ha tra i propri sostenitori lo stesso Comune romagnolo, "Nabucco" non solo ha riportato al Masini la grande-lirica, ma anche la bacchetta del suo piu' importante musicista, il M° Marco Berdondini che, alla guida dell'Orchestra Sinfonica Rossini, ha dato un lettura di grande equilibrio della temperamentosa partitura di questo giovanissimo Verdi, così piena di coinvolgenti accensioni, ma anche di qualche momento di "passaggio", che Berdondini ha riletto con la giusta leggerezza.
Fedele poi alla piu' vera tradizione del teatro operistico, il maestro faentino, che tra poco tornerà in Francia per un lungo periodo di lavoro, ha saputo "accompagnare" le voci che aveva a disposizione mettendo ciascuna nella condizione di dare il meglio di sè.
Al fianco della splendida Maria Simona Cianchi tutto il cast, selezionato da Daniele Rubboli, direttore del Laboratorio Lirico Europeo di Milano, il pubblico ha applaudito l'autorità e la bellezza di suono del giovane baritono trevigiano Elia Fabbian, una delle realtà emergenti del palcoscenico italiano, già ampiamente affermato in campo internazionale.
Ovazioni hanno poi sottolineato la prova del basso udinese Abramo Rosalen, un artista che ha dato profonda umanità al Gran Sacerdote Zaccaria, mentre la sua suadente, vellutata voce, facile negli acuti come nelle note piuù gravi sempre perfettamente a fuoco, si espandeva in tutto il teatro.
Di grande professionalità l'Ismaele del tenore romano Romolo Tisano, artista che meriterebbe piu' spazio anche nei teatri italiani,mentre di grande fascino sono stati gli interventi del bel mezzosoprano parmese Sara Rossi (raffinata Fenena) e del gradevolissimo basso milanese Giampaolo Vessella che ha dato spessore umano al sempre bistrattato Sacerdote di Belo.
Senza sbavature e con precisa consapevolezza gli interventi nei ruoli minori del soprano marchigiano Marta Torbidoni (Anna) e del tenore ascolano Carlo Assogna.
Superlativa la prova del Coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno diretto dal celebre Carlo Morganti di Jesi.
Lo spettacolo, proposto in forma oratoriale per la mancanza della buca d'orchestra, è stato presentato da Daniele Rubboli che, prima di ogni parte, ha dato ampie letture dal racconto biblico di Geremia, il profeta che narrò gli anni della sofferta schiavitù del popolo ebraico presso i babilonesi. [Ricevuto grazie alla cortese collaborazione di Daniele Rubboli]

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