2009 09 23 MiTo = Ives, Copland e Daugherty

Mercoledì 23 settembre 2009 ore 21 – Teatro Dal Verme, Milano
Posto unico numerato 10 euro
Nel Bicentenario della nascita di Abraham Lincoln
Concerto con musiche di Ives, Copland e Daugherty
 
Programma:
 
Charles Ives (1874-1954)
The Unanswered Question
 
Aaron Copland (1900-1990)
Lincoln Portrait
Voce recitante Letizia Moratti, Sindaco di Milano
 
Michael Daugherty (1954)
Letters from Lincoln
Prima esecuzione europea
 
Igor Stravinsky (1882-1971)
The Star - Spangled Banner (versione 1944)
 
Stephan Genz, baritono
 
Filarmonica'900 del Teatro Regio di Torino
Jan Latham-Koenig, direttore
 
Continua, dopo la Tavola rotonda del pomeriggio, l'omaggio per il bicentenario della nascita di Abraham Lincoln, il presidente americano che pose fine alla schiavitù e che influenzò, insieme ad altri uomini, letterati e filosofi, lo sviluppo della nazione americana per tutto il Novecento fino ad oggi.
A questo valoroso uomo politico, artisti e compositori non di rado hanno rivolto la loro attenzione. Il concerto di mercoledì 23 settembre, alle ore 21 al Teatro Dal Verme, esemplifica il pensiero americano attraverso le musiche di Charles Ives, Aaron Copland e Micheal Daugherty.
Prima dell'esecuzione dei brani, Umberto Ceriani reciterà in lingua italiana i testi di Abraham Lincoln.
 
The Unanswered Question (La domanda senza risposta), il più famoso lavoro di Charles Ives, risale al 1906 e formava, assieme a Central Park in the Dark, un dittico intitolato Two Contemplations. Dopo una revisione della partitura nel 1908 ne nacque una versione per orchestra tra il 1930 e il 1935. Lo scopo di questa miniatura musicale, definita dall'autore un cosmic landscape (Paesaggio cosmico), mirava a esprimere il disagio dell'uomo moderno nei confronti del mondo. La tromba, che rappresenta in questo caso l'eroe, pone una domanda sull'esistenza destinata ad essere senza risposta nel silenzio degli archi.
 
Lincoln Portrait di Aaron Copland dello stesso anno di Credo in US di Cage eseguita il 21 settembre nella Basilica di  San Marco di Milano, venne composta e commissionata nel 1942 durante lo sforzo patriottico della Seconda Guerra mondiale. La composizione utilizza estratti dei più importanti documenti su Lincoln e come materiale sonoro alcune canzoni folk del periodo della guerra di secessione. La recitazione dei testi è affidata alla voce di Letizia Moratti, Sindaco di Milano.
 
Commissionato quest'anno dall'Orchesta Sinfonica di Spokane, con i fondi del Bruce Ferden Fund for New Music in occasione del bicentenario della nascita di Abraham Lincoln, Letters from Lincoln di Michael Daugherty, prende spunto dalle lettere del 16esimo presidente americano, ma a differenza della composizione di Copland, quella che emerge in questo caso è una figura meno ufficiale e più sfaccettata in cui ampio spazio viene dedicato alla vita privata. I testi di Lincoln sono cantati dal baritono Stephan Genz.
 
The Star - Spangled Banner (La bandiera adorna di stelle) è l'inno nazionale americano, che venne rivisitato da Stravinsky nel 1944 come segno della sua appartenenza alla cultura americana. L'esecuzione venne però censurata dalla Filarmonica di Boston in ossequio ad una legge che impediva l'armonizzazione dell'inno.
 
Con il sostegno di AON
In collaborazione con Piccolo Teatro di Milano –Teatro d'Europa
 
Filarmonica '900 del Teatro Regio di Torino
La Filarmonica '900 del Teatro Regio di Torino è un'associazione fondata nel 2003 su iniziativa dei professori d'orchestra del Teatro Regio, si compone degli elementi dell'intero corpo d'orchestra del teatro d'opera ed ha al suo attivo sei stagioni sinfoniche.
La Filarmonica '900 accoglie l'eredità dell'Orchestra del Teatro Regio la cui storia (lunga 270 anni) s'intreccia con quella di famosi artisti, a partire da Arturo Toscanini, Giacomo Puccini, Richard Strauss, Maria Callas, sino a Renata Tebaldi, Giuseppe Di Stefano, Placido Domingo e Luciano Pavarotti, solo per citarne alcuni.
Con originalità la Filarmonica '900 si propone di esplorare l'estrema varietà della musica del Novecento, inserendo nel proprio repertorio - accanto ai capolavori di sempre - i grandi lavori della musica sinfonica del ventesimo secolo, riservando una particolare attenzione ai punti d'incontro tra l'idea di musica "colta" e i nuovi linguaggi che ad essa si sono opposti (ma anche confrontati ed infine mescolati); il jazz, la musica per film e la musica popolare.
Nasce così un ricco repertorio formato, in buona parte, dalle opere dei grandi autori del novecento (Mahler, Strauss, Ravel, Prokof'ev, Berg, Copland, Respighi e Sostakovic), alternate a progetti originali, e talvolta inediti, scaturiti dall'incontro meno prevedibile tra i generi. Per fare qualche esempio ricodiamo il progetto Gershwin's World di Herbie Hancock, Poulenc con Stefano Bollani, la partecipazione al restauro di famose colonne sonore originali quali, da ultimo, Cabiria di Pastrone, eseguita dal vivo durante la proiezione del film.
Altra importante realizzazione è stato il Progetto Rota-Casella incentrato intorno alla figura di due compositori italiani del '900, per certi versi trascurati ma di altissimo profilo; progetto che ha dato esito - insieme ad una serie di concerti - ad un progetto discografico.
All'insegna dell'eclettismo sono le numerose collaborazioni con artisti di diversa estrazione musicale quali Herbie Hancock, Salvatore Accardo, Stefano Bollani, Hubert Soudant, Enrico Dindo, Jan Latham-Koenig, Leo Nucci, Dietfried Bernet, Uri Caine, Nicola Piovani, Steven Mercurio, Timothy Brock, Natalia Gutman, Julian Kovatchev, Richard Galliano e Ute Lemper.
Dal 2006 Jan Latham-Koenig ricopre l'incarico di primo Direttore ospite. Nel 2007 si segnala la prima uscita discografica della Filarmonica '900, con un CD dedicato a Francis Poulenc, realizzato da Jan Latham-Koenig e Stefano Bollani al pianoforte. Questa incisione è stata accolta favorevolmente dalla critica internazionale; il BBC Music Magazine le ha riconosciuto come punteggio il "5 Stars".
La Filarmonica '900 è già stata gratificata da tre partecipazioni consecutive al Festival Internazionale Settembre Musica MITO  ed ha al suo attivo importanti scritture internazionali: nell'estate 2004 al Festival Berlioz in Francia (con Laurent Petitgirard e il pianista Jean Philippe Collard); nell'agosto 2005 al noto Festival di Santander, in Spagna (tre concerti con Renée Fleming, Roberto Scandiuzzi e Jan Latham-Koenig); nel 2006 al Rumanian Atheneum di Bucarest-Romania e nell'agosto 2008 al Festival di Muerten-Svizzera (tre concerti diretti da Jan Latham-Koenig e Kaspar Zhender).
Un posto particolare nell'attività della Filarmonica '900 spetta alla registrazione di colonne sonore; collaborazione con il compositore Ezio Bosso che ha permesso la registrazione di musiche per due film di Andrea Porporati: Il dolce e l'amaro e Le ali.
Nel gennaio 2009 la Filarmonica '900 ha registrato la Prima Sinfonia di Ezio Bosso Oceans.

Stephan Genz, baritono
Il baritono tedesco Stephan Genz è nato a Erfurt e ha ricevuto la sua prima formazione musicale come corista nella chiesa di San Tommaso a Lipisa.
Ha proseguito gli studi vocali con Hans-Joachim Beyer al Conservatorio di Lipsia, con Mitsuko Shirai e Hartmut Hall al Conservatorio di Karlsruhe e con Dietrich Fischer-Dieskau ed Elisabeth Schwarzkopf.
Si è quadagnato l'attenzione internazionale ricevendo premi e partecipando a prestigiosi concorsi quali l'International Johannes Brahms Competition ad Amburgo e l'International Hugo Wolf Competition di Stoccarda.
Le compagnie d'opera con le quali Stephan Genz si è esibito includono: le Staatsoper di Berlino e di Amburgo, l'Opéra Bastille di Parigi, il Théatre des Champs-Elysées e il Théatre du Chatelet, il Teatro alla Scala, l'Opera di Losanna e quella di Strasburgo, la Semperoper di Dresda e il Festival di Aix-en-Provence.
Ha collaborato con molti direttori, quali Myung-Whun Chung, Marcus Creed, Gerd Albrecht, Daniel Harding, Philippe Herreweghe, Thomas Hengelbrock, Gustav Kuhn, Sigiswald Kuijken, Jesus Lopez-Cobos, Fabio Luisi, Georges Prêtre, René Jacobs, Giuseppe Sinopoli, Kurt Masur e Nikolaus Harnoncourt.
Ha tenuto, inoltre, concerti negli Stati Uniti, nel Sud America, in Canada, e in tutta Europa. Il suo repertorio include i Requiem di Brahms e di Fauré (entrambi anche incisi), i Lieder eines fahrenden Gesellen di Mahler e quasi tutta la letteratura concertistica per baritono lirico. Ha ottenuto un notevole successo interpretando il War Requiem di Britten con James Judd e l'Orchestre National de Lille di Parigi.
Nel 1999 gli è stato conferito il Premio Brahms a Schleswig-Holstein, e nel 2000 è stato nominato "Giovane Artista dell'anno" dalla critica musicale belga.
Nel 2006/2007 ha fatto il suo debutto orchestrale nel Nord con Ein deutsches Requiem di Brahms insieme alla Indianapolis Symphony Orchestra diretta da Mario Venzago.
Forse ancor più stimato come liederista di primo rango, Genz è stato ospitato alla London's Wigmore Hall, al Concertgebouw di Amsterdam, alla New York's Frick Collection e alla Alice Tully Hall, così come dalle maggiori rassegne liederistiche di Philadelphia, Berkeley, Ann Arbor, Washington, Cleveland, Montréal, Colonia, Bruxelles, Parigi, Firenze, Aix-en-Provence, Tokyo e Feldkirch.
Le sue registrazioni liederistiche hanno meritato alcuni fra i più alti riconoscimenti dell'industria discografica, fra i quail il Timbre de Platine, il Diapason d'or, e - per la sua incisione dei Lieder di Beethoven (Hyperion) - il Gramophone Award e il Preis der Deutschen Schallplattenkritik.
 
Jan Latham-Koenig, direttore
Nato in Inghilterra, Jan Latham-Koenig è un vero europeo, avendo origini francesi, danesi e polacche. Ha studiato al Royal College of Music di Londra ed ha iniziato la sua carriera come pianista. Ha vinto numerosi premi, sia pianistici che di direzione d'orchestra, quali il "Gulbenkian Fellowship".
Nel 1976 fonda un versatile ensemble che porta il suo nome, con il quale esplorare originali sentieri musicali; ma nel 1982 decide di dedicarsi completamente alla direzione d'orchestra e debutta alla Radio Scandinava.
Contemporaneamente comincia ad esplorare il repertorio dell'opera italiana. Nel 1988 esordisce in modo sensazionale con Macbeth all'Opera di Stato di Vienna, e dal 1991 diviene suo Primo Direttore ospite, dirigendo qui circa cento spettacoli.
Dirige regolarmente nei più grandi teatri d'opera inclusi il Covent Garden, l'Opéra Nationale di Parigi e i teatri di Berlino, Amburgo, Roma, Lisbona e Santiago in Cile. Dal 1989 al 1992, è stato Direttore musicale dell'Orchestra di Porto, da lui fondata su richiesta del governo portoghese.
Jan Latham-Koenig è molto richiesto come Direttore ospite. Ha diretto le maggiori orchestre del mondo: in America (la Los Angeles Philharmonic e la St Paul Chamber Orchestra), in Giappone (l'Orchestra Sinfonica della città di Tokyo e l'Orchestra Sinfonica di Tokyo), in Francia (l'Orchestre Philharmonique de Radio France e l'Orchestre National Bordeaux Aquitaine), in Germania (la Filarmonica di Dresda, i Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino e le orchestre Westdeutscher Rundfunk, Mitteldeutscher Rundfunk e Sudwestfunk) e nell'Europa del Nord (la Filarmonica della Radio Olandese), la Filarmonica di Rotterdam, le orchestre delle Radio danesi e svedesi e la Filarmonica di Stoccolma).
Dirige regolarmente le migliori orchestre italiane. Nel 2001 è stato molte volte ospite dell'Accademia di Santa Cecilia a Roma per una serie di concerti con l'esecuzione dei Concerti per Pianoforte e Orchestra di Beethoven con Evgeny Kissin. Altri importanti appuntamenti del 2001 hanno incluso un ritorno al Teatro Municipal in Santiago (dove ha diretto la première cilena di Peter Grimes) e al Teatro Colón di Buenos Aires.
Dal 1997 al 2002 Jan Latham-Koenig è stato Direttore Muiscale sia dell'Orchestre Philharmonique de Strasbourg che dell'Opéra National du Rhin.
Fra le produzioni più importanti di quel periodo ricordiamo Turandot, Elektra e il balletto Il Principe delle Pagode. La sua produzione di Les dialogues des carmélites ha vinto il premio Claude-Rostand come migliore produzione di Opera Regionale (1999), ed anche il Diapason d'or come migliore opera video (2001). Altre produzioni a Strasburgo includono il Macbeth, La bohème, Peter Grimes, Tristan und Isolde, Pelléas Mélisande, Die tote Stadt di Korngold e Carmen.
Nel 1999 ha portato l'Orchestre Philarmonique de Strasbourg al Barbican di Londra per un concerto di Gala in celebrazione del 50° anniversario del Consiglio dell'Europa; è in seguito ritornato a Londra con l'Opéra du Rhin per Les dialogues des carmélites al BBC Proms. Fra le alrtre produzioni operistiche ricordiamo Venus und Adonis di Henze (Genova), Tosca (Parigi), Les dialogues des carmélites e Jenufa (Copenaghen) e I Lombardi alla prima crociata (Santiago del Cile).
Dal gennaio 2004 Latham-Koenig è Direttore Artistico del Cantiere Inernazionale d'Arte di Montepulciano e della Young Janacek Philharmonic, e nel gennaio 2005 è stato nominato Direttore Musicale del Teatro Massimo a Palermo. È stato fra i pochi inglesi ad ottenere un simile incarico in un grande teatro italiano; nel 1990 ha anche ricoperto l'incarico Direttore Ospite Principale del Teatro dell'Opera di Roma.
Nel 2006 è stato nominato Direttore Ospite Principale della Filarmonica '900 del Teatro Regio di Torino ed è stato anche l'anno del suo ritorno al Tetaro La Fenice di Venezia; dal novembre è Direttore Musicale al Teatro Municipal di Santiago del Cile, dove la sua prima produzione è stata Tristan und Isolde, seguita da un' acclamata Zauberflöte. Nel 2007 ha diretto una riuscita produzione di Beatrice et Benedicte al Chicago Opera Theater, La piccola volpe astuta alla Deutsche Oper di Berlino, Lohengrin a Mosca e una produzione di Pelléas et Mélisande all'Opera Society canadese.
Ha inciso un CD con la Filarmonica '900 del Teatro Regio dedicato a Poulen, eletto "CD del mese" dal periodico BBC Music Magazine.
 
Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
www.mitosettembremusica.it

2009 09 23 MiTo = Gagaku

Mercoledì 23 settembre 2009 ore 21 – Teatro degli Arcimboldi, Milano
Gagaku, lo spirito del Giappone
Orchestra Imperiale Reigakusha
Sukeyasu Shiba, direttore
 
Posti numerati 10 / 15 euro
 
Continuano gli appuntamenti di MITO con la musica e le tradizioni del Giappone: mercoledì 23 settembre alle ore 21 al Teatro Arcimboldi l'Orchestra Imperiale Reigakusha, depositaria del sapere musicale presso la Casa imperiale giapponese, con il suo direttore Sukeyasu Shiba, conduce alla scoperta del gagaku, l'antica forma d'arte giapponese che unisce musica, danza e canto, espressione raffinata di una tradizione cristallizzata, giunta praticamente intatta fino a noi grazie al sopravvivere della corte imperiale.
La musica del gagaku (termine d'origine cinese che significa "musica elegante"), comparso in Giappone più di 1500 anni fa, è innanzitutto musica cerimoniale, riservata al Palazzo Imperiale e ai templi buddisti e shintô. Il ritmo, in sintonia con la natura, non segue la rigida scansione metronomica della musica occidentale ma è paragonabile piuttosto alle pulsazioni di un respiro. Non solo il ritmo, ma anche le scale musicali, gli strumenti e le sonorità accrescono l'idea di una distanza con il nostro sistema musicale.
Esistono diversi generi di gagaku: il kangen o gagaku esclusivamente strumentale, il bugaku, che associa la danza alla musica, e l'utaimono, che offre un egregio supporto a canti poetici altamente sofisticati. L'orchestra è composta di percussioni e di strumenti a corda e a fiato. Gli strumenti principali sono i flauti, gli oboi, l'organo a bocca shō, strumenti a corda come il liuto biwa e la cetra koto, tamburi, piccoli gong e talvolta una "frusta" (claquette di legno).
Musica antichissima il Gagaku è stata nel Novecento una fonte inesauribile di ispirazione per molti compositori occidentali, così Sept haïkaï (1962) di Olivier Messiaen, Curlew River (1964) di Benjamin Britten,  Ongaku (1957) di Henry Cowell trovano nel materiale sonoro della musica tradizionale giapponese una sfida ed un invito a ad ampliare i canoni musicali occidentali.
 
Il concerto è suddiviso in due parti. La prima parte è riservata al gagaku tradizionale, con un programma di musica strumentale tradizionale, cui fa seguito una parte dedicata alla danza tradizionale Bugaku e Genjoraku, che vede sul palco la danzatrice Kahoru Nakamura. Dopo l'intervallo segue Rodai Ranbu, una composizione del 1988 per i tradizionali strumenti del gagaku, adattata e suddivisa in parti da Sukeyasu Shiba.
 
Orchestra Imperiale Reigakusha
L'Orchestra Imperiale Reigakusha, fondata nel 1985 dal direttore artistico Sukeyasu Shiba, membro anziano del Dipartimento di Musica della Casa imperiale, interpreta le diverse forme di gagaku, dai brani classici alle composizioni più recenti, come l'opera del compositore contemporaneo Toru Takemitsu (1930-1996), In un giardino d'autunno. Sotto l'impulso del suo fondatore, compositore, specialista di ryu- teki e di biwa, Reikagusha riscopre partiture antiche allo scopo di conservare e sviluppare le rappresentazioni di gagaku. Il nome dell'Ensemble fa riferimento a Reirinn Gakuyuusha, uno dei fondatori dell'antica musica cinese, e - pur rivolgendosi alla creazione – esprime in questo modo la propria dedizione ai valori originali del gagaku. Fin dal debutto, questa rinomata formazione ha presentato numerosi spettacoli in Giappone ed è stata invitata ad esibirsi in prestigiose manifestazioni internazionali. Nel 2002 il gruppo ha ricevuto il Premio speciale della giuria dalla Kenzo Nakajima Music Prize e ha vinto il Grand Prix del Festival dell'Arte del Giappone.
 
Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
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2009 09 23 MiTo = Accardo e amici

Mercoledì 23 settembre 2009 ore 21 - Teatro della Società, Lecco
Giovedì 24 settembre 2009 ore 17 – Basilica di San Simpliciano, Milano
 
Il Quartetto del violinista Salvatore Accardo e l'Estrio in un doppio appuntamento a Lecco e a Milano
 
Quartetto Accardo
Salvatore Accardo, violino
Laura Gorna, violino
Francesco Fiore, viola
Cecilia Radic, violoncello
Con la partecipazione di
Giuseppe Russo Rossi, viola
Franco Petracchi, contrabbasso
 
Estrio
Laura Gorna, violino
Cecilia Radic, violoncello
Laura Manzini, pianoforte
 
Programma
 
Felix Mendelssohn-Bartholdy
Trio n. 1 in re minore op. 49
Sestetto in re maggiore op. 110
Quintetto n. 2 in si bemolle maggiore op. 87
 
Con il sostegno di Regione Lombardia
In collaborazione con Comune di Lecco
 
Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un'ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.
 
Il concerto del Quartetto Accardo e dell'Estrio,  mercoledì 23 settembre 2009 alle ore 21 al Teatro della Società di Lecco e in replica giovedì 24 settembre 2009 alle ore 17 nella Basilica di San Simpliciano a Milano, conclude l'omaggio che il Festival MITO dedica a Felix Mendelssohn-Bartholdy nel bicentenario della sua nascita.
La doppia formazione eseguirà per preziose pagine cameristiche dell'autore romantico, con brani che appartengono a diverse fasi della sua evoluzione artistica.
 
I primi abbozzi del Trio n. 1 in re minore op. 49 risalgono al febbraio del 1839. La parte per pianoforte venne poi aggiornata su suggerimento dell'amico Ferdinand Hiller, che viveva a Parigi e fu un grande sostenitore di Chopin e Liszt. Hiller vi aveva trovato alcune parti leggermente fuori moda. Schumann, che eseguì il Trio nel 1840, lo trovò entusiasmante. In esso traspare un pathos che predilige le tinte fosche, ma senza il tono caratteristico di tanta musica romantica.
Il Sestetto in re maggiore op.110 del 1824 fu scritto da un Mendelssohn appena quindicenne, è costruito utilizzando un'ampia varietà di vocaboli e stili musicali, non ancora riformulati in uno stile del tutto nuovo e personale. Qui l'autore prende spunto da Haydn e da Mozart, ma anche dalle saghe nordiche e dall'intrattenimento brillante tipico del gusto Biedermeier.
Infine il Quintetto n. 2 in si bemolle maggiore op. 87 è una composizione della maturità del compositore, scritta nel 1845, due anni prima della sua prematura morte. Si tratta di un pezzo saldamente architettonico, che riprende la lezione dell'ultimo Schubert.
 
 
 
Salvatore Accardo, violino
Salvatore Accardo esordisce all'età di tredici anni eseguendo in pubblico i Capricci di Paganini, e a quindici vince il primo premio al Concorso di Ginevra; due anni dopo, nel 1958, è primo vincitore assoluto (dall'epoca della sua istituzione) del Concorso Paganini di Genova.
Il suo vastissimo repertorio spazia dalla musica barocca a quella contemporanea. Compositori quali Sciarrino, Donatoni, Piston, Piazzolla, Xenakis gli hanno dedicato loro opere. Suona regolarmente con le maggiori orchestre e i più importanti direttori, affiancando all'attività di solista quella di direttore d'orchestra. In questa veste ha lavorato con le più importanti orchestre europee ed americane, effettuando incisioni con la Philharmonia di Londra.
La passione per la musica da camera e l'interesse per i giovani l'hanno portato alla creazione del Quartetto Accardo (1992) e, nel 1986, all'istituzione dei corsi di perfezionamento per strumenti ad arco della Fondazione Walter Stauffer di Cremona, insieme a Giuranna, Filippini e Petracchi. Ha inoltre dato vita nel 1971 al Festival "Le settimane Musicali Internazionali" di Napoli e al Festival di Cremona, interamente dedicato agli strumenti ad arco.
Nel 1992, in occasione dei 200 anni della nascita di Rossini, ha diretto a Pesaro e a Roma la prima moderna della Messa di Gloria nella revisione critica curata dalla Fondazione Rossini di Pesaro, incisa dal vivo dalla Ricordi/Fonit Cetra, poi riproposta a Vienna nel 1995 con i Wiener Symphoniker.
Oltre alle incisioni dei Capricci e dei Concerti per violino di Paganini per la DGG e alle numerose registrazioni per la Philips (tra le quali ricordiamo le Sonate e le Partite di Bach per violino solo e l'integrale dell'opera per violino e orchestra di Max Bruch) Accardo ha inciso per ASV, Dynamic, EMI, Sony Classical, Collins Classic e FONE'.
Tra le sue registrazioni segnaliamo: il Concerto in re maggiore e le due Romanze per violino e orchestra di Beethoven, con l'Orchestra Filarmonica della Scala diretta da Carlo Maria Giulini (Sony Classical); Omaggio a Heifetz e Omaggio a Kreisler (FONE'), nelle quali Accardo suona i leggendari violini della collezione del Palazzo Comunale di Cremona; l'integrale delle Sonate per violino e pianoforte di Brahms, i Quartetti di Schubert e i Capricci di Paganini (FONE'); Accardo suona il violino di Paganini (Dynamic). Sempre FONE' ha rimasterizzato con la tecnologia valvolare di alta qualità l'integrale delle opere per violino di Mozart in 13 cd.
Nel corso della sua prestigiosa carriera Salvatore Accardo ha ricevuto numerosi premi, tra i quali il Premio Abbiati della critica italiana per le sue eccezionali interpretazioni. Nel 1982 il Presidente della Repubblica Pertini lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce, la più alta onorificenza della Repubblica Italiana. In occasione della tournée effettuata in Estremo Oriente nel novembre 1996, il Conservatorio di Pechino lo ha nominato "Most Honorable Professor". Nel 1999 è stato insignito dell'ordine "Commandeur dans l'ordre du mérit culturel", la più alta onorificenza del Principato di Monaco. Nel 2002 gli è stato conferito il prestigioso premio "Una vita per la Musica".
Alla fine del 1996 Accardo ha ridato vita all'Orchestra da Camera Italiana formata dai migliori allievi dei corsi di perfezionamento dell'Accademia Walter Stauffer di Cremona. Con loro ha inciso per la Warner Fonit Il violino virtuoso in Italia e I Capolavori per violino e archi (1997). Nel corso del 1999 Accardo ha realizzato, in collaborazione con EMI Classics e l'Orchestra da Camera Italiana, la registrazione dell'integrale dei Concerti per violino e orchestra di Paganini; per FONE' il Concerto per la Costituzione e nel 2003 l'Integrale delle opere  per violino di Astor Piazzolla in tre super audio CD.
Possiede due violini Stradivari: l'Hart ex Francescatti (1727) e l'Uccello di Fuoco ex Saint-Exupéry (1718).
 
Laura Gorna, violino
Nata in una famiglia di musicisti, Laura Gorna si diploma con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Milano sotto la guida di Gigino Maestri, e si perfeziona in seguito con Salvatore Accardo.
Vincitrice del 22° Concorso "Città di Vittorio Veneto", debutta giovanissima alla Sala Verdi di Milano, suonando il Concerto di Khachaturian con l'Orchestra della RAI.
Le sue tournée l'hanno vista esibirsi nelle principali istituzioni musicali italiane e del mondo: Sala Verdi di Milano, Teatro Comunale di Bologna, Teatro San Carlo e Settimane Musicali Internazionali di Napoli, Accademia Chigiana di Siena, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Carlo Felice di Genova, Teatro della Pergola di Firenze, Teatro Olimpico di Vicenza, Auditorium Parco della Musica di Roma, Cité de la Musique di Parigi, Lincoln Center di New York, Opera House di Tokyo, Festival di Verbier e Mentone.
In Italia e all'estero è ospite come solista di numerose orchestre, quali l'Orchestra di Padova e del Veneto, l'Orchestra Regionale Toscana, l'Orchestra Sinfonica Siciliana, I Solisti Aquilani, l'Orchestra da Camera Italiana e la Sudwestdeutsche Philarmonie (sotto la direzione di Stewart Robinson, Baldur Bronniman, Christopher Franklin, Salvatore Accardo e Piero Bellugi).
La grande passione per la musica da camera la porta a diventare membro del Quartetto Accardo e a suonare in diverse formazioni con Patrice Fontanarosa, Bruno Giuranna, Toby Hoffmann, Bruno e Regis Pasquier, Rocco Filippini, Franco Petracchi, Bruno Canino, Giovanni Bellucci, Filippo Faes e Stefania Santangelo. Nel 2005 fonda Estrio con la violoncellista Cecilia Radic e la pianista Laura Manzini. Ha peraltro eseguito e registrato l'opera completa da camera di Johannes Brahms (Vicenza, 2002-2004) e quella di Robert Schumann (Milano, Torino, Bologna, Palermo, 2005-2008).
Laura Gorna è fra gli ideatori del Festival "Notti Trasfigurate" che, dal 2003, si svolge al Teatro Olimpico di Vicenza e di "Lieber Schumann", viaggio introspettivo intorno alla musica da camera del grande compositore. La caratteristica principale di questi progetti è la partecipazione diretta da parte del pubblico (specialmente di giovanissimi) durante lo svolgimento delle prove.
Laura Gorna incide per la casa discografica Foné; le sue più recenti registrazioni comprendono alcuni CD monografici con musiche di Astor Piazzolla, un recital (Ravel, Schumann, Paganini-Szimanowsky), con il pianista Filippo Faes e un CD con Estrio (Schumann/Sostakovic). Ha, inoltre, al suo attivo numerose registrazioni radiotelevisive, tra le quali un documentario musicale per Art'é e i Concerti di Bruch, il Secondo Concerto di Prokofiev e quello di Khachaturian, per Rai Radio 3.
Titolare della cattedra di violino all'Istituto Pareggiato "Claudio Monteverdi" di Cremona, Laura Gorna suona lo splendido violino "Giorgio III" di Giovanni Paolo Maggini (Brescia 1620).
 
 
Francesco Fiore, viola
Nato a Roma, ha compiuto gli studi presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, sotto la guida di Lina Lama e Massimo Paris. Si è successivamente perfezionato con Bruno Giuranna presso la fondazione Walter Stauffer di Cremona.
Vincitore di numerosi premi, si è presto imposto come uno dei musicisti più interessanti dell'ultima generazione, intraprendendo un'intensa attività concertistica quale ospite regolare delle più prestigiose associazioni e festival italiani: a Roma (Accademia Nazionale di S. Cecilia, Istituzione Universitaria dei Concerti, Accademia Filarmonica; Milano, Serate Musicali), a Torino (Unione Musicale) all'Accademia Chigiana di Siena, a Spoleto (Festival dei Due Mondi) al Festival di Brescia e Bergamo, alle Settimane Musicali di Stresa, a Bologna (Musica Insieme), a Firenze, Venezia, Verona, Palermo, Padova e Perugia (Amici della Musica), al GOG di Genova, a Vicenza e Vercelli, (Società del Quartetto), al Festival delle Nazioni di Città di Castello, a Vicenza (Settimana musicale del Teatro Olimpico), a Napoli (Settimane Internazionali di Villa Pignatelli, Teatro S. Carlo e Associazione Scarlatti), al Festival Pontino di Sermoneta, ad Estate Musicale sul Garda e al Bemus di Belgrado.
La sua attività solistica e cameristica lo ha portato a collaborare con artisti quali Salvatore Accardo, Boris Belkin (con i quali ha eseguito, numerose volte, la Sinfonia Concertante di Mozart), Uto Ughi, Pierre Amoyal, Renata Scotto, Bruno Canino, Alfons Kontarskj, Alexander Mazdar, Michele Campanella, Rocco Filippini, Alain Meunier, Bruno Giuranna, Franco Petracchi, Gabriele Pieranunzi, Rainer Kussmaul, Pavel Vernikov e David Lively.
Ha inciso numerosi CD per RCA, ASV, Fonit Cetra, Foné e Musikstrasse. Per quest'ultima ha realizzato la prima incisione mondiale del quartetto di Mercadante per viola solista ed archi, brano del quale aveva effettuato la prima esecuzione moderna al San Carlo di Napoli. Nel febbraio 2006 e nell'aprile 2007 sono stati pubblicati dalla rivista Amadeus due CD con l'integrale dei Quartetti con pianoforte di Fauré e con i Quintetti con clarinetto di Mozart e Brahms.
Insieme a Salvatore Accardo ha partecipato alla registrazione televisiva di due Quartetti di Boccherini assieme, suonando la celebre viola Stradivari custodita presso il Palazzo Reale di Madrid, per un programma realizzato dalla NHK di Tokio, dedicato all'unico quartetto di strumenti Stradivari esistente al mondo.
Dal 1991 è prima viola dell'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma: ha coperto il medesimo ruolo anche presso l'Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala di Milano, presso l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, presso l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino e, invitato da Salvatore Accardo, nell'Orchestra da Camera Italiana.
È docente presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma nel quadro dei Corsi Superiori Biennali.
Suona una viola Joseph Hill (Londra 1774) ed una viola d'amore Raffaele Fiorini (Bologna 1894).
 

Rocco Filippini, violoncello
Nato a Lugano in una famiglia di artisti, Rocco Filippini ha compiuto gli studi musicali sotto la guida di Pierre Fournier. Nel 1964 ha vinto il Concorso Internazionale di Ginevra, iniziando subito dopo la sua carriera. Ha dato centinaia di concerti nei principali centri musicali d'Europa, delle due Americhe, del Giappone e dell'Australia: Teatro alla Scala di Milano, Albert Hall e Festival Hall di Londra, Théâtre des Champs Elysées di Parigi, Philharmonie di Berlino, Musikverein e Konzerthaus  di Vienna, Herkules Saal di Monaco, Concertgebouw di Amsterdam, Lincoln Center di New York, Opera House di Sydney, Suntory Hall di Toky e Teatro Colón di Buenos Aires. Ha partecipato, fra gli altri, ai festival di Lucerna, Spoleto, Salisburgo, Marlboro (dove è stato ripetutamente invitato da Rudolf Serkin), Edimburgo, Stresa, Pesaro, Newport, Gerusalemme, Ravenna ed Helsinki.
Nel 1968 ha fondato il Trio di Milano e, più recentemente, il Quartetto Accardo.
Suona in duo col pianista Michele Campanella, collaborando da anni con alcuni fra i più grandi concertisti del nostro tempo. In tempi recenti, ha intensificato l'attività di direttore d'orchestra, alla testa di complessi quali: l'Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, l'Orchestra da Camera di Mantova, quella di Santa Cecilia, l'Orchestra Verdi e quella dei Pomeriggi Musicali di Milano, la Scarlatti di Napoli, la Filarmonica di Torino ed altre.
Accademico di Santa Cecilia, per venticinque anni docente di violoncello presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, nel 2003 Rocco Filippini è stato nominato da Luciano Berio docente di musica d'insieme ai Corsi di perfezionamento dell'Accademia di Santa Cecilia a Roma.
Nel 1985 ha dato vita ai corsi dell'Accademia Walter Stauffer di Cremona insieme a Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Franco Petracchi. Già membro della facoltà dell'Academy of the European Mozart Foundation, diretta allora da Sandor Vegh, tiene numerosissimi corsi di perfezionamento, anche alla Scuola di Fiesole.
Nel 1997 è stato insignito del Premio della Fondazione del Centenario della Banca Svizzera Italiana per il contributo allo sviluppo dei rapporti culturali tra Svizzera e Italia.
Alcuni tra i massimi compositori contemporanei, quali Luciano Berio, Franco Donatoni e Salvatore Sciarrino, gli hanno dedicato loro opere.
Il suo violoncello è il "Gore Booth", ex-Baron Rothschild di Antonio Stradivari (1710).
 
 
Giuseppe Russo Rossi, viola
Nato a Bari nel 1983, si è diplomato all'età di diciassette anni in violino e in viola col massimo dei voti, lode e menzione d'onore sotto la guida di Scarpati e Lomartire presso il Conservatorio Piccinni di Bari, ed in musica d'insieme col massimo dei voti e la lode presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma sotto la guida Rocco Filippini, ricevendo la borsa di studio riservata ai migliori diplomati dell'Accademia e vincendo il Premio Sinopoli patrocinato dalla Presidenza della Repubblica.
In tale occasione ha ricevuto il premio dal Presidente della Repubblica; in commissione figuravano Perticaroli, Pappano, Balash e Cagli.
Ha frequentato la facoltà di Lettere moderne e ha tenuto lezioni in qualità di docente per la Cattedra di Letteratura Latina sul parallelismo tra Miles Gloriosus di Plauto e Il ratto dal serraglio di Mozart.
Frequenta le Accademie di Portogruaro e Fiesole (Vernikov e Vinnitski per il violino, Mendelssohn per la viola), la "Perosi" di Biella, la Scuola Musicale di Milano (Braconi), la Chigiana di Siena, la "Walter Stauffer" di Cremona (Giuranna, Bashmet), l'Accademia Internazionale "Trio di Trieste" (De Rosa, Zanettovich e Bronzi), l'Accademia Internazionale di Imola (Masi, Altenberg Trio e Trio Caikovsky) e il Conservatorio russo "Sergej Rachmaninoff" di Parigi.
Ha vinto numerosi concorsi internazionali tra i quali: Vittorio Veneto, Premio Nazionale delle Arti (in giuria Uto Ughi: "Per la raffinatezza, bellezza di suono e musicalità"), Società Umanitaria di Milano, Castrocaro Classica - Migliori Diplomati d'Italia, Concorso EUYO (Orchestra Comunità Europea) come unico violista italiano, Premio "Franco Gulli" per "la maturità interpretativa,il fascino strumentale, il talento comunicativo", Premio "Geminiani" di Verona, Diploma di "Distinguished Artist" all'International Ibla Grand Prize e Concorso di Palmi.
Collabora con l'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano e recentemente ha debuttato come solista con l'ORT sotto la direzione di Gabriele Ferro eseguendo la Sinfonia Concertante di Mozart affiancato dal violino di Marco Rizzi, ha tenuto un importante recital trasmesso in diretta Rai Radio 3 Suite ed ha preso parte in concerti di musica da camera con celebri artisti quali Salvatore Accardo, Bruno Giuranna, Antonio Meneses, Laura De Fusco, Mariana Sirbu, il Quartetto di Cremona e le prime parti dei Berliner Philarmoniker.
Ha, inoltre, eseguito la Sinfonia Concertante di Mozart al fianco di Salvatore Accardo con l'Orchestra di Padova e del Veneto, il Concerto per viola e orchestra "Der Schwanendreher" di Paul Hindemith con l'Orchestra Filarmonica di Roma e recital trasmessi in diretta per la Radio Nazionale di Praga e la Radio Nazionale Irlandese.
È membro del quartetto d'archi Mirus.
 
Franco Petracchi, contrabbasso
Franco Petracchi nasce a Pistoia nel 1937 e compie i suoi studi musicali presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, dove si diploma nel 1958 con il massimo dei voti.
La sua straordinaria carriera di contrabbassista inizia nel 1960 a Venezia, al Festival di Musica Contemporanea, con l'esecuzione della Prima Assoluta del Concerto per contrabbasso e orchestra di Firmino Sifonia.
La critica è unanime nel definirlo "astro nascente del concertismo di questo strumento".
La sua curiosità e il suo eclettismo lo inducono a studiare, nel contempo, composizione con Di Donato e Margola, e direzione d'orchestra sotto la straordinaria guida di Franco Ferrara.
Nello stesso anno vince il Concorso di Primo Contrabbasso alla RAI di Torino e l'anno dopo (1961) si trasferisce presso l'Orchestra Sinfonica della RAI di Roma; in qualità di Primo Contrabbasso vi rimarrà fino al 1980.
La sua attività di virtuoso lo porta a suonare con le più importanti orchestre ed i più importanti direttori. La critica è unanime nel considerarlo non solo uno dei massimi concertisti dei nostri giorni, ma anche caposcuola del suo strumento.
Petracchi dedica molto del suo tempo all'insegnamento. Attualmente la sua attività di docente è concentrata a Ginevra, dove gli è affidata la classe di perfezionamento e "virtuosité", a Cremona presso la Fondazione "Walter Stauffer" dove, insieme agli amici e colleghi Accardo, Giuranna e Filippini, ha fondato la Scuola per Strumenti ad Arco e a Fiesole, dove insegna presso la Scuola di Musica.
Ha tenuto master class in tutte le parti del mondo, da Londra (Guild School of Music, Royal Academy of Music) a Madrid (Reina Sofia), da Salisburgo (Mozarteum), agli Stati Uniti (Cincinnati University, Atlanta University, Chicago University).
Importanti compositori gli hanno dedicato loro opere, e tra essi hanno avuto particolare successo i lavori di Rota, Mortari, Donatoni, Berio e Trovajoli.
Alla direzione d'orchestra, ulteriore aspetto del suo essere musicista completo, Petracchi dedica molta energia e lavoro. In questa veste è sempre più interessato ad un repertorio classico-romantico, non convenzionale e dai particolari contenuti musicali. Questa sua curiosità lo ha portato ad essere autore di revisioni e rielaborazioni di importanti opere di Mozart, Rossini e Rousseau.
Ha diretto anche opere liriche e sinfoniche meno conosciute nei maggiori teatri italiani: Firenze (Maggio Musicale), Napoli (Teatro San Carlo), Pesaro (Rossini Opera Festival), Roma (Accademia di Santa Cecilia e Teatro dell'Opera) e all'estero con orchestre quali - solo per citarne alcune - la London Symphony, la Filarmonica di Tokyo e l'Orchestre de la Suisse Romande.
Franco Petracchi ama svolgere intensa attività di camerista, e in questa veste ha suonato con i più prestigiosi nomi del concertismo internazionale quali Rostropovich, Accardo, Giuranna, Harrel, Vegh, Canino, Ricci, il Quartetto Amadeus e in duo con Filippini.
Tra i riconoscimenti ai quali Petracchi tiene di più vi è quello di Accademico di Santa Cecilia, Accademico della Filarmonica Romana e Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.
Numerosi sono i Premi conferitigli nel corso della sua lunga carriera, tra i quali ricordiamo il "Prix Italia", per la parte musicale del lavoro radiofonico Un contrabbasso in cerca d'amore.
Ha inciso per le più importanti case discografiche: Sony Classical, Philips, Dynamic e Columbia.
Suona un contrabbasso Gaetano Rossi del 1847 ex Bottesini e possiede un Gambusera del 1847 atelier G. Rossi.
 
Cecilia Radic, violoncello
Violoncellista italiana di origine croata, Cecilia Radic è uno dei più apprezzati interpreti della sua generazione. La sua versatilità le permette di alternare con successo ruoli differenti quali quelli di solista, camerista e primo violoncello, affrontando un repertorio estremamente ampio, da Bach a Berio, a Dutilleux.
Diplomatasi al Conservatorio di Milano, ha avuto tra i suoi insegnanti Rocco Filippini, David Geringas e William Pleeth. Dopo aver conquistato numerosi premi giovanili internazionali, debutta giovanissima come solista nel 1992 con l'Orchestra della Rai di Milano in Sala Verdi, con il concerto di Dvorak.
Sempre come solista ha suonato con l'Orchestra Sinfonica Siciliana, I Filarmonici di Verona, l'Ensemble Strumentale della Scala e l'Orchestra da Camera Italiana (con Salvatore Accardo).
Affermatasi definitivamente nel 1996 con la vittoria del concorso internazionale Premio Stradivari-Roberto Caruana, da allora si è esibita per le maggiori stagioni musicali italiane, al Teatro alla Scala, al San Carlo di Napoli, all'Accademia Chigiana di Siena, alla Filarmonica Romana, a Settembre Musica Torino, al Carlo Felice di Genova, al Festival di Ravello e alle Settimane Internazionali di Stresa.
La sua intensa attività internazionale si estende oltre i confini europei, con numerose tournée in Giappone, Sud America e negli Stati Uniti, dove da diversi anni è peraltro ospite dell'International Chamber Music Festival di Sarasota.
Collabora regolarmente con musicisti quali Salvatore Accardo, Bruno Giuranna, Laura De Fusco, Antonio Ballista. Ha suonato, tra gli altri, con Rainer Kussmaul, Isabelle Faust, Jennifer Koh, Derek Han, David Finckel, Massimo Quarta, Ingo Goritzki, Wu Han, Roberto Cominati, Alessandro Carbonare, Rocco Filippini e Franco Petracchi.
Ha all'attivo numerose registrazioni discografiche (per etichette quali Chandos, Stradivarius e Sipario), radiofoniche (RAI e Radio della Svizzera Italiana), televisive (Art'è, in quartetto con Salvatore Accardo).
Suona un violoncello Bernardel del 1837.
 
 
Laura Manzini, pianoforte
«Non credo esista oggi un altro pianista che come Laura Manzini sappia da un momento all'altro adattarsi a tutti i generi di musica, con una facilità e una tecnica eccezionali». Lo ha affermato Salvatore Accardo in una recente intervista a CD Classics.
Rivelatasi giovanissima al grande pubblico, Laura Manzini si diploma con lode e
menzione d'onore presso il Conservatorio di Santa Cecilia, sotto la guida di Sergio Cafaro.
Si perfeziona con Bruno Canino e frequenta i corsi di Alexander Lonquich e Gyorgy Sandor; per la musica da camera è allieva di Riccardo Brengola all'Accademia Chigiana di Siena e del Trio di Trieste alla Scuola di Musica di Fiesole.
All'età di otto anni vince il suo primo concorso. Seguono quindi altri importanti premi e riconoscimenti che la conducono presto ad un'intensa attività concertistica in tutta Europa, Asia, America: Sala Verdi di Milano, Teatro La Pergola di Firenze, Accademia Chigiana di Siena, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Petruzzelli di Bari, Musikhalle di Amburgo, Cité della Musique di Parigi, Suntory Hall di Tokyo, Beijing Century Theater e il Teatro Coliseum di Buenos Aires.
Ha suonato anche con prestigiose orchestre quali i Virtuosi di Santa Cecilia, l'Orchestra da Camera Italiana e i Virtuosi della Filarmonica di Berlino.
Durante un concerto viene ascoltata da Salvatore Accardo, che la invita ad esibirsi in duo al Palazzo del Quirinale in un'occasione molto particolare: un concerto in onore di Mikhail Gorbaciov, durante la prima visita ufficiale del premier russo in Italia. Da allora inizia un'intensa collaborazione che la porta ad effettuare con il celebre violinista tournée in tutto il mondo, incidendo anche numerosi CD.
Il grande interesse per la musica da camera la porta a collaborare anche con altri noti interpreti quali Gary Hoffman, Pamela Frank, Teresa Tunnicliff, Mariusz Patyra, Sergio Cafaro, esibendosi in importanti festival cameristici: le Settimane Musicali Internazionali di Napoli, il Festival di Cremona, il Festival de la Musique en Mer ed il Festival Internazionale di Musica da Camera di Brema dove viene invitata da Bruno Canino a suonare con lui in duo pianistico.
Dal 1994 è titolare della cattedra di Musica da Camera del Conservatorio "Ottorino Respighi" di Latina, avendo ottenuto il primo posto al Concorso Nazionale a cattedre; è, inoltre, spesso invitata a far parte di giurie di concorsi.
Ha registrato vari programmi televisivi per la Rai e numerosi programmi radiofonici per la Rai, la Radio Vaticana e la Radio tedesca. Ha inciso per Fonè, Fonit Cetra e Dynamic.
 

Per informazioni:
 
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
www.mitosettembremusica.it
 

2009 09 23 Amleto a Teatro Libero

Dal 23 settembre al 19 ottobre 2009
Compagnia Teatri Possibili
AMLETO
di W. Shakespeare
progetto e regia di Corrado d'Elia
con Corrado d'Elia, Mimosa Campironi, Giulia Bacchetta, Alessandro Castellucci,
Gustavo La Volpe, Andrea Tibaldi, Nicola Stravalaci, Marco Brambilla, Marco Biraghi
 
Assistente alla regia Luca Ligato
Scene di Fabrizio Palla
Tecnico Luci Alessandro Tinelli
Suoni di Fabrizio Fini
 
ORARIO SPETTACOLI
Lunedì – Sabato:                                     ore 21.00
Domenica:                                    ore 16.00
Riposi: 29 settembre, 6 ottobre, 13 ottobre.
 
PRENOTAZIONI:
 
È possibile prenotare nelle seguenti modalità:
- via e-mail scrivendo a biglietteria@teatrolibero.it
- online collegandosi ai siti www.teatrolibero.it, www.atrapalo.it, www.happyticket.it
-chiamando allo 02-8323126
 
È possibile acquistare online collegandosi ai siti: www.ticket.it, www.bookingshow.com, www.vivaticket.it
 
IL CICLO SHAKESPEARIANO
Lo spettacolo AMLETO (con Otello, Romeo e Giulietta, Macbeth, Riccardo III, fa parte del ciclo di produzioni shakespeariane della Compagnia Teatri Possibili. I luoghi dove si svolgono le azioni sono spesso luoghi della mente, dell'immaginario o dell'anima in una logica di labilità del confine tra sogno e realtà.
Tutti gli allestimenti sono caratterizzati da messe in scena originali, un linguaggio visivo marcato e quasi cinematografico, essenzialità nelle scelte di scene e costumi, ritmo sostenuto, uso drammaturgico delle luci e della musica e spesso mancanza totale di coordinate spazio-temporali concrete e naturalistiche .
Un percorso verso la frammentarietà, che qui raggiunge il suo apice, con un taglio fortemente cinematografico.
Con un cast completamente rinnovato, la Compagnia intende coinvolgere ed affascinare gli spettatori con una delle più originali rappresentazioni di Amleto che siano mai state messe in scena.
Amleto: una scatola di ricordi
Con un cast completamente rinnovato debutta al Libero il claustrofobico Amleto di Corrado d'Elia
" …io sono morto e tu continui a vivere…
Racconta di me a chi vorrà saperne di più. Addio, addio! Ti prego, Orazio, ricordati di me.
Continua a ricordare. Ricorda....."
Sono queste le ultime parole che Amleto morente rivolge a Orazio, l'amico carissimo, l'unico sopravvissuto della storia.
E questi accoglie la preghiera e ne diventa il testimone.
Col procedere del tempo però, com'è normale, il ricordo si sbiadisce e si deteriora e nella mente di Orazio la vicenda si confonde e si scompone.
In una stanza vuota Corrado d'Elia racconta, o forse è più esatto dire ricorda, la vicenda di Amleto, così come la memoria di Orazio la rimanda: una sequenza più o meno logica di quadri in cui i volti e le immagini emergono dal buio con la rapidità di un battito di ciglia.
La scena è una stanza della memoria, claustrofobica e senza via d'uscita.
Le azioni si susseguono al ritmo ossessivo del ricordo, si confondono e si mischiano come avviene nella mente di Orazio, che ci restituisce una storia spezzata, frammentaria,ma colma di umanità.
 
Un allestimento di forte impatto emotivo, caratterizzato da un linguaggio visivo marcato, dall'essenzialità di scene e costumi, da un ritmo sostenuto e dall'uso incalzante delle luci e della musica.
Un cast affiatato nel quale Corrado d'Elia interpreta Amleto, con tutta la forza, l'impatto emotivo e l'energia che caratterizzano le sue interpretazioni.

2009 09 26 A Milano si sale alle campane

Sabato 26 settembre 2009 dalle ore 10,30 alle 17.30
TURISMO: IL CAMPANILE DI SAN VITTORE SI APRE AI MILANESI
Dopo il grande successo di pubblico fatto segnare  dall'insolito concerto di campane tenuto lo scorso 3 settembre, sul campanile della Basilica di S. Vittore, nell'ambito della rassegna le Voci della Città, Antichi organi un Patrimonio di Milano, sabato 26 settembre dalle ore 10,30 alle 17.30 avrà luogo una apertura straordinaria della Basilica per consentire ai visitatori di salire sul campanile, accompagnati dai volontari della Federazione Campanari Ambrosiani. L'Assessorato al Turismo, Marketing Territoriale Identità è lieto di poter offrire ai milanesi e ai turisti presenti in città, l'opportunità di esplorare e conoscere un aspetto inconsueto e prezioso del patrimonio artistico della Città.
"Iniziative come queste – precisa l'Assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Identità Massimiliano Orsatti – permettono di affiancare all'offerta turistica della città, anche quella del turismo religioso, oggi sempre più rilevante e  attualmente  espressa compiutamente solo dal Duomo." "Un patrimonio di chiese e abbazie ricco di fascino e tesori d'arte tutti da scoprire – conclude Orsatti - che se adeguatamente valorizzati e
promossi possono rappresentare un interessante itinerario religioso al pari di quelli di Roma o Firenze."
La Basilica verrà aperta alle visite per l'intera giornata per consentire la salita al campanile, in piccoli gruppi guidati. I visitatori una volta percorse le scalinate e giunti sulla cima del campanile,  a circa 50 metri d'altezza, oltre  ad ammirare il panorama affascinante che si affaccia sul centro di Milano, potranno toccare direttamente le campane e capirne i meccanismi di funzionamento e le tecniche che permettono di suonarle armoniosamente. I  maestri campanari saranno a disposizione del pubblico per illustrare i particolari, la storia e le tradizioni dei campanili milanesi.

La giornata di apertura della Basilica vuole essere l'occasione per il rilancio di questo luogo d'arte non ancora sufficientemente apprezzato e conosciuto, sia dai milanesi che dai flussi turistici internazionali, nonostante la sua  collocazione che vede San Vittore a due passi da Sant'Ambrogio, dal Cenacolo e da Santa Maria delle Grazie. L'opening della Basilica è promosso in collaborazione con l'Assessorato Turismo, Marketing Territoriale Identità del Comune di Milano e con il prezioso supporto dei Volontari Touring Club Italiano per i monumenti. L'ingresso  al campanile è gratuito sino ad esaurimento posti.
Note storiche su San Vittore al Corpo:
Complesso monastico olivetano edificato nel '500 su una precedente basilica paleocristiana. La chiesa, progettata da Vincenzo Seregni nel 1533, venne completata in seguito – seppur la facciata sia rimasta incompiuta - col contributo di Pellegrino Tibaldi, Martino Bassi e Galeazzo Alessi.
All'interno si possono ammirare lo straordinario coro ligneo (1583), gli splendidi Angeli musicanti affrescati  nel 1617 sulla cupola da Moncalvo, la cappella Arese - aggiunta nel 1669 da Girolamo Quadrio - e tele di Camillo Procaccini, Francesco Cairo, Daniele Crespi e Ambrogio Figino

2009 09 26 Tradate La chitarra di Paolo Devecchi

Associazione musicale culturale "Più che suono"
Sabato 26 settembre 2009 - ore 21.00
Villa Truffini - Corso Bernacchi - Tradate (VA)
concerto di Paolo Devecchi, chitarra
secondo appuntamento della VIII "Stagione di musica da camera" di Tradate (VA)
ingresso libero
info: www.sabrinadente.it

PROGRAMMA:
M. Giuliani Studi op. 51 (scelta)
Variazioni su un tema originale op. 20
F. Tarrega Tre pezzi scelti
M. M. Ponce 24 preludi (scelta)
P. Devecchi Lucky Charm
E-xplorer
Different Latitudes
Someday my Prince will come (Frank Churchill, arr. P. Devecchi)
Papilio Suite

Paolo Devecchi, chitarra
Si è diplomato col massimo dei voti al Conservatorio "G.Verdi" di Milano sotto la guida di Ruggero Chiesa. Nello stesso istituto ha inoltre conseguito il Compimento del Corso Inferiore di Composizione Tradizionale. Successivamente ha continuato a perfezionarsi con alcune delle più grandi figure del mondo chitarristico, quali Julian Bream, Oscar Ghiglia, David Russell, Manuel Barrueco e Sharon Isbin. Ha ricevuto numerosi primi premi in concorsi nazionali ed internazionali. Nel 1993, in seguito ad audizione pubblica, è stato scelto quale chitarrista aggiunto dell'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Ha collaborato con
l'Orchestra Sinfonica della RAI di Milano, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Carlo Felice di Genova, la Fondazione del Teatro Stabile di Torino e il complesso vocale Eufonè. Si esibisce nell'ambito di importanti rassegne in Italia e all'estero (Francia, Spagna, Svizzera, Repubblica Ceca, Polonia, Germania, Danimarca, e Croazia). Le sue composizioni per chitarra, pur rimanendo saldamente ancorate ad un trattamento "classico", presentano una commistione di influenze, prima tra tutte quella jazzistica. Nel 2008 la rivista tedesca Akustik Gitarre gli ha dedicato un articolo, inserendo altresì un suo brano nel CD antologico.
Ha composto pezzi per chitarra sola, duo, trio e quartetto di chitarre, nonché brani per narratore e chitarra.
Nel 2009, per la riapertura del Teatro Carignano di Torino, è stato scelto quale interprete del ruolo di Teleghin nel dramma di Anton Checov "Zio Vanja", diretto da Gabriele Vacis; in tale veste ha suonato propri arrangiamenti e composizioni originali di ispirazione russa.

prova a cercare

Lucia di Lammermoor scenografie
 
a Pg.17 c'è Gigi Franchini su concertodautunno
 
 
YM

2009 09 22 MiTo = Programma della giornata

MITO SettembreMusica
martedì 22 Settembre 2009, MILANO

ore 17 / Spazio Antologico, East End Studios

Futuristi russi e italiani
Quirino Principe, Paolo Nori, voci recitanti
Elena Vassilieva, soprano
Xenia Ensemble
Ingresso gratuito

ore 21 / CRT - Teatro dell'Arte

Georg Friedrich Händel
Agrippina
Il complesso Barocco
Alan Curtis, direttore
Posto unico numerato € 15

ore 21 / Allianz Teatro, Assago

Tradizioni del Giappone
L'arte dei grandi tamburi taiko
Ensemble Taikoza
Marco Lienhard, direttore
Posto unico numerato € 15

ore 21 / Centre culturel français de Milan, Sala Cinema

Megane (Glasses)
regia di
Naoko Ogigami
Japan, 2007, 35mm, 106'
Ingresso gratuito

Martedì 22 settembre 2009 ore 17 - Spazio Antologico
East End Studios, Milano

Letture e musiche di autori dell'avanguardia futurista tra Russia e Italia con Paolo Nori e lo Xenia Ensemble

Elena Vassilieva, soprano
Xenia Ensemble
Quirino Principe, Paolo Nori, voce recitante

Ingresso gratuito – i biglietti di ingresso saranno distribuiti un'ora prima dello spettacolo direttamente presso la sede del concerto.

Parole e musica nel programma di martedì 22 settembre 2009 alle ore 17 allo Spazio Antologico dal titolo Futuristi russi e italiani. Ideato e progettato da Elisabeth Wilson, Paolo Nori e Quirino Principe, nell'anno del centenario dalla nascita del movimento, lo spettacolo propone testi e composizioni degli autori principali della rivoluzione futurista e delle sue successive metamorfosi degli anni Venti e Trenta. Due nazioni e due culture nazionali coinvolte, quella italiana e quella russa: la prima, culla e molla propellente di un grande movimento d'avanguardia dal respiro internazionale, alle soglie del fascismo, la seconda alle soglie del comunismo sovietico. L'aggressività e la radicalità dei principi fondanti, avvicina le due avanguardie, e crea il collegamento tra i protagonisti letterari, teatrali e musicali: tra Marinetti e Majakovskij, tra Russolo e Mossolov.
Le letture sono affidate allo scrittore Paolo Nori, grande specialista della letteratura russa, e al musicologo Quirino Principe. L'ascolto delle musiche passa attraverso l'interpretazione del soprano Elena Vassilieva e dello Xenia Ensemble: oltre alle opere di Marinetti e Pratella, di Luigi Russolo, il più radicale fra i musicisti del futurismo italiano, si ascolteranno testi di Mario Carli, Ardengo Soffici e dello stesso Pratella, ma sarà data voce anche ad autori che nella maturità abbandonarono il linguaggio futurista rivolgendosi verso nuove estetiche musicali, come gli italiani Gian Francesco Malipiero, Alfredo Casella, Alberto Savinio  e i russi Sergej Prokof'ev,  Nikolaj Obukhov e Igor' Stravinsky.

In collaborazione con  East End Studios


Elena Vassilieva, soprano
Soprano drammatico 
specializzato nella musica moderna, Elena Vassilieva è nata in Francia, in una famiglia di musicisti. Già all'età di nove anni si è esibita sulla scena, cantando il ruolo di Bastienne (Bastien und Bastienne di Mozart) e all'età di dieci anni ha ricevuto il Primo Premio Golden voice.
Si è anche formata, nell'arco di quindici anni, come danzatrice classica. 




Durante la sua carriera artistica si è esibita in Francia (Parigi, Théâtre du Châtelet, Opéra Comique, Festival Présences alla Cité de la musique), in Inghilterra (a Londra, BBC e Royal College), in Germania, in Austria (a Lokenhaus e a Vienna, Musikverein), in Spagna (Barcellona), in Israele, in Russia (a Mosca, Sala Cajkowskij), in Polonia, in Svizzera (Festival di Ginevra), in Italia (Ferrara), in Olanda (Amsterdam, Concertgebouw), in Finlandia e in Svezia (Stoccolma).
Ha interpretato i ruoli di Magda (La rondine), Manon (Manon di Massenet), Tatiana (Evgenij Onegin), Contessa (Le nozze di Figaro), così come quelli di eroine contemporanee quali Perséphone (Le rapte de Perséphone di André Bon), Madame Euterpova (Help, Help Globolinsk! di Gian Carlo Menotti), Manon (Boulevard Solitude di Hans Werner Henze).
Recentemente ha interpretato altri ruoli del repertorio drammatico, quali Donna Anna (Don Giovanni), Norma, Leonore (Fidelio), Amelia (Un ballo in maschera) ed Elisabeth (Tannhäuser).
Ha ricevuto molti premi di prestigio internazionale; fra questi il "Maîtres du Chant Français" a Tolosa e il Premio "Richard Strauss" a Salisburgo.


Xenia Ensemble
Andrea Manco, flauto
Francesco Pomarico, oboe
Michele Marelli, clarinetto
Claudio Gonella, fagotto
Adrian Pinzaru, violino e viola
Eilis Cranitch, violino
Giunishiro Murakami, viola
Elizabeth Wilson, violoncello
Samuele Sciancalepore, contrabbasso
Caroline Weichert, pianoforte

E' stato fondato a Torino nel 1996 da quattro musiciste con una grande passione per la musica contemporanea e del '900: Adrian Pinzaru e Eilis Cranitch (violini), Michèle Minne (viola) ed Elizabeth Wilson (violoncello).
La formazione di base dell'Ensemble è il quartetto d'archi, al quale vengono spesso abbinati voce, pianoforte e strumenti a fiato. Negli ultimi anni l'interesse verso le influenze etniche sulla musica contemporanea ha portato l'Ensemble ad accostare agli archi strumenti etnici come la pìpa e il dizi cinesi, le tabla indiane, il duduk armeno, l'oud e  geychak iraniani e il chang uzbeko.
In armonia con il significato della parola greca "Xenia", l'Ensemble, da un lato, porta all'estero la musica italiana con programmi comprendenti illustri compositori e giovani autori contemporanei; dall'altro lato, invita e ospita in Italia musicisti e compositori stranieri.
Tra i progetti recenti ricordiamo la messa in scena di Ghost Opera del compositore Tan Dun e la promozione dei programmi "Musica e Parola", tra i quali risaltano quelli dedicati all'Avanguardia russa e americana, ai poeti Puskin e Brodsky e ai compositori Sostakovic e Denisov.
Xenia Ensemble è stato ospite di importanti festival e stagioni concertistiche in Italia e all'estero: MITO Settembre Musica e il Piccolo Regio di Torino, Festival di Ravenna, Cité de la Musique a Parigi, Holland Festival di Amsterdam, Fondazione Gulbenkian di Lisbona, Ilkom Festival di Tashkent, Arts Square Festival di San Pietroburgo, Morgenland Festival (Germania), Alicante Contemporary Music Festival (Spagna), Lieu Unique di Nantes,  Meridian Festival di Bucharest e tanti altri ancora. 
L'Ensemble ha collaborato con diversi compositori quali Giya Kancheli (Georgia), James Macmillan (Scozia), Arvo Pärt (Estonia), Franghiz Ali-Zadeh (Azerbaijan), Gerald Barry (Irlanda), Simon Holt (Inghilterra), Steve Mackey (Stati Uniti) e con musicisti e cantanti tra i quali si distinguono Alexander Balanescu, Dai Ya, Liu Fang, Tamami Tonu, Federico Sanesi, Rohan de Saram, Jorgen Petterson, Cristina Zavalloni, Hilliard Ensemble, Luisa Castellani, Sarah Leonard e l'attore Eugenio Allegri.
Ogni anno l'Ensemble organizza a Torino il Festival di musica contemporanea  EstOvest e il Corso internazionale di musica da camera per giovani strumentisti ad arco a Pra Catinat (Sestriere). Xenia Ensemble è tra i principali attori del Macramé Mediterranean Strands, un progetto multi-culturale che vede coinvolti Italia, Turchia, Romania e Grecia.
Xenia Ensemble ha inciso un cd di musica da camera di Gerald Barry e la raccolta Eastern Approaches con musiche di Kancheli, Yanov-Yanovsky e Ali-Zadeh.

Martedì 22 settembre 2009 ore 21– Allianz Teatro, Milano
I percussionisti giapponesi dell'Ensemble Taikoza con i grandi tamburi taiko all'Allianza Teatro

Programma:

Tradizioni del Giappone
L'arte dei grandi tamburi taiko
Ensemble Taikoza
Marco Lienhard, direttore

Posto unico numerato 15 euro

Il FocusGiappone di MITO SettembreMusica si arricchisce di un concerto spettacolare ed emozionante con i tamburi taiko, martedì 22 settembre 2009 alle ore 21 all'Allianz Teatro, di cui sono maestri indiscussi gli strumentisti dell'Ensemble Taikoza, diretti in questa occasione da Marco Lienhard.
Le dimensioni di questi grandi tamburi a doppia membrana possono arrivare a più di un metro di diametro, scavati in un massello di legno keyaki (zelkova) e rivestiti con pelli grezze tese alle due estremità. Il taiko, per la profondità del suo suono, ha assunto nella millenaria tradizione giapponese, significati e ruoli diversi: nella religione Shinto è stato usato per invocare e intrattenere gli dei, nel Buddismo giapponese il suo suono era la manifestazione della voce del Buddha, o veniva utilizzato per allontanare epidemie e spiriti malvagi.
Al suono dei taiko, delicato come fiocco di neve o possente come tuono, si abbinano i flauti di bambù shakuhachi e fue e la cetra koto in un emozionante impasto sonoro.
Nell'imperdibile concerto di martedì 22 la potenza delle percussioni giapponesi, il dinamismo e l'energia espressa simultaneamente nei gesti e nei ritmi robusti creati da un grande ensemble, l'eccellenza del suono e l'armonia tra gli artisti proiettano lo spettatore in una dimensione superiore.

Programma:
1. Tabi no Omoi (taiko, fue)
2. Haru no Umi (shakuhachi, koto)
3. Amadare, composizione ispirata al festival di Saitama (taiko)
4. Iyomanzai, danza del nuovo anno (taiko, fue)
5. Hachijo, ispirato al festival delle isole Miyake e Hachijo a Sud di Tokyo (taiko, fue)
6. Yagi bushi, danza di samurai della prefettura di Gunma, Nord di Tokyo (taiko, fue)
Intervallo
6. Yagi bushi, danza di samurai della prefettura di Gunma, Nord di Tokyo (taiko, fue)
7. Eisa, festival d'estate di Okinawa (taiko, fue)
8. Nishimonai, danza della notte d'estate della prefettura di Akita (taiko, fue)
9. Odaiko, grande tamburo (taiko, shakuhachi)
10. Yatai Bayashi (taiko, fue)

In collaborazione con Allianz Teatro
Ensemble Taikoza
Marco Lienhard, taiko, shakuhachi, fue
Masayo Ishigure, taiko, koto
Masayuki Mizunuma, taiko
Tiffany Tamaribuchi, taiko
Toni Yagami, taiko, chappa, atari-gane
Chikako Saito, taiko, danza
Marco Lienhard, direttore

L'Ensemble Taikoza è un gruppo di percussioni giapponesi taiko, che impiega ritmi robusti per creare una sorta di energia elettrizzante, capace di ammaliare completamente il pubblico.
Il taiko è un grande tamburo che riempie l'aria di rimbombi simili a colpi di tuono. A questi tamburi, l'Ensemble Taikoza abbina il shakuhachi e il flue, due tipi di flauto, e il koto, una specie di cetra da tavolo a 13 corde. Diversi musicisti del gruppo hanno lavorato con la compagnia Ondekoza, che ha dapprima (nel corso gli anni '60) riportato in auge il taiko in Giappone, per poi farlo conoscere nel mondo intero. L'Ensemble Taikoza è stato fondato nel 1995 da Marco Lienhard, svizzero appassionato alle arti tradizionali del Giappone; l'interesse del gruppo per l'arte del taiko trascende le barriere nazionali e apporta nuova energia a questa forma di musica ancestrale; una musica che utilizza una tecnica corporea vicina a quella delle arti marziali.
Lienhard scopre l'arte ancestrale del taiko nel 1978, in seguito ad un soggiorno di studio linguistico sull'isola di Sado, in Giappone. Rimane affascinato dalle sonorità di questo impressionante tamburo, capace di volta in volta di lacerare l'aria con un colpo di tuono o di evocare la dolce caduta dei fiocchi di neve. Nel 1981, si inserisce nella compagnia "Za Ondekoza" - i demoni del tamburo - e segue il suo stile di vita comunitario e ascetico, sotto l'occhio vigile del maestro fondatore Tagayasu Den. Per quindici anni studia la tecnica della percussione, ma anche il shakuhachi e il koto, due strumenti fondamentali che abbina rapidamente al taiko, creando un complesso originale e innovatore incentrato sul tamburo.
Alla morte del maestro, nel 1995, Marco Lienhard fonda a New York l'Ensemble Taikoza, con diversi virtuosi della musica tradizionale giapponese, in particolare la giovane Masayo Ishigure. Ispirato alle tradizioni del teatro No- e delle sue espressioni musicali, l'Ensemble dà origine a una nuova sonorità che fluttua tra passato e presente, trasportando l'uditorio in una nuova dimensione elettrizzante, alla scoperta di un Giappone fascinoso e impressionista.

 

Martedì 22 settembre 2009 ore 21 – CRT Teatro dell'Arte, Milano
POSTO UNICO NUMERATO 15 EURO

Georg Friedrich Händel
Agrippina

Alexandrina Pendatchanska, Agrippina
Tuva Semmingsen, Nerone
Klara Ek, Poppea
Iestyn Davies, Ottone
Umberto Chiummo, Claudio
Raffaele Costantini, Pallante
Antonio Giovannini, Narciso/Giunone
Matteo Ferrara, Lesbo
Il Complesso Barocco
Alan Curtis, direttore


Dopo Brescia, Agrippina di Georg Friedrich Händel arriva anche a Milano, martedì 22 settembre 2009 sempre alle ore 21 al CRT - Teatro dell'Arte. Considerato il primo capolavoro della storia dell'opera e tra le più rappresentate nel continuo revival del lavoro di Händel, Agrippina vede sul palco un cast internazionale con il soprano Alexandrina Pendatchanska nel ruolo di Agrippina, mentre il mezzosoprano Tuva Semmingsen interpreta Nerone. Il soprano Klara Ek è Poppea, il controtenore Iestyn Davies è Ottone, e ancora il basso Umberto Chiummo è Claudio e Raffaele Costantini è Pallante, il controtenore Antonio Giovannini è Narciso/Giunone, il basso-baritono Matteo Ferrara è Lesbo.
L'Agrippina di Händel, composta nel 1709-1710 in occasione della stagione del Carnevale di Venezia, narra il progetto escogitato da Agrippina per far cadere l'imperatore Claudio ed insediare il figlio Nerone. Il libretto di Vincenzo Grimani, considerato uno dei migliori musicati dal compositore, è ricco di riferimenti politici, e probabilmente riflette la rivalità tra il librettista e il papa Clemente XI. La freschezza e la grande invenzione musicale che la contraddistinguono, pongono quest'opera al vertice della produzione musicale barocca: la vivacità, la scioltezza narrativa del libretto di Grimani si riflettono nella struttura generale dell'opera. L'aria col da capo non è ancora la regola, troviamo ariosi, ariette, un terzetto e un quartetto. Arie come È un foco quel d'amore che provengono in realtà da cantate romane o napoletane. Agrippina è frutto del migliore Händel italiano, che sta per costruire nelle corti europee la sua carriera teatrale. In questi due concerti viene riproposta in forma di concerto con Il Complesso Barocco diretto da Alan Curtis.

Alexandrina Pendatchanska, soprano
Alexandrina Pendatchanska è nata a Sofia dove si è laureata in pianoforte e canto alla Scuola di Musica Nazionale. Sua madre, il soprano Valerie Popova, è stata la sua insegnante di canto. Vince a diciannove anni il Concorso di canto «Antonin Dvořak», il Concorso Internazionale di Bilbao e il Concorso UNISA di Pretoria.
A partire dal 1989 si è esibita in teatri quali il Teatro dell'opera di Roma, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Verdi di Trieste, l'Opera di Montecarlo, la Houston Grand Opera, il Bregenzer Festspiele, la Washington Opera, l'Opera di Stato di Amburgo, l'Opera di Santa Fe e il Rossini di Opera Festival di Pesaro.
Nelle stagioni 1997-2001 Alexandrina Pendatchanska si è esibita come Elisabetta nel Roberto Devereux a Torino e a Napoli, Ermione a Santa Fe, Adina a Pesaro, ne La straniera a Catania, in Suor Angelica a Lucca, nella Luisa Miller, come Lucrezia Contarini ne I due Foscari di Verdi a Napoli, ne Il Viaggio a Reims a Bruxelles. Il suo repertorio mozartiano include i ruoli di Donna Anna (Losanna, Houston, Lisbona, New York, Bruxelles, Praga), di Donna Elvira (Washington), di Aspasia (Torino) e di Vitellia (Santa Fe).
Tra le sue esibizioni nella passata stagione sono da ricordare il Concerto di Gala del Nuovo anno dell'Orchestra Nazionale Russa diretto da Vladimir Spivakov a Mosca, il suo debutto al Theatre des Champs-Elysées di Parigi come Stonatrilla ne L'Opera seria, il concerto a Colonia diretto da René Jacobs, l'Ermione di Rossini a New York, il Giulio Cesare all' Innsbrucker Festwochen, La fida ninfa di Vivaldi con l'Ensemble Matheus al Festival d'Ambronay, Donna Anna a Tolosa, Semiramide e Donna Elvira al Theatre des Champs-Elysées, all'Innsbrucker Festwochen, al Baden-Baden Autumn Festival, Luisa Miller alla Deutsche Oper di Berlino, una nuova produzione del Turco in Italia alla Bayerische Staatsoper, la Donna del Lago a New York, La Clemenza di Tito a Bari, Lione e al Teatro Real di Madrid.
I suoi impegni più recenti includono la Petit messe solenelle sotto la direzione di Riccardo Chailly a Lipsia e Londra, l'Idomeneo in forma di concerto con René Jacobs e una nuova produzione dell'Orlando Paladino di Haydn alla Staatsoper di Berlino. Tra i suoi prossimi impegni ci sono la ripresa dell'Orlando Paladino al Festival di musica antica di Innsbruck, una nuova produzione di Agrippina a Berlino e di Idomeneo al Theatre de La Monnaie di Bruxelles. Seguiranno Maria Stuarda a Toronto e una nuova produzione della Finta giardiniera al Theater an der Wien di Vienna.
Alexandrina Pendatchanska si è esibita anche nella Messa da requiem di Verdi, nello Stabat Mater di Rossini, ne Le roi David di Honnegger e con orchestre quali l'Israel Philharmonic Orchestra, l'Orchestra Sinfonica della Rai, la Philadelphia Orchestra, l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, i Solisti Veneti, l'Orchestra Nazionale Russa, l'Orchestra Filarmonica dell'ORF, i Wiener Symphoniker, l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha lavorato con direttori del calibro di Myun-Wyun Chung, Charles Dutoit, Eliahu Inbal, Jesus Lopos-Cobos, Nello Santi, Bruno Bartoletti, Maurizio Benini, Bruno Campanella, Daniel Oren, Evelino Pido', Vladimir Spivakov, René Jacobs.
La discografia di Alexandrina Pendatchanska annovera A life for the Tzar (Antonida) di Glinka per la Sony, The Bells di Rachmaninov per DECCA, la Parisina d'Este di Donizetti per la Dynamics, ma anche il recital di arie d'opera per Capriccio, il Giulio Cesare di Sartorio per ORF, La Clemenza di Tito di Mozart con René Jacobs per Harmonia Mundi e l'album di coloratura drammatica Genuine. Le sue performance come Elisabetta nel Roberto Devereux e Lucrezia Contarini ne I due Foscari sono disponibili in DVD. È inoltre Donna Elvira nell'incisione di Don Giovanni diretta da René Jacobs per Harmonia Mundi (2007).

Alan Curtis, direttore
Nato nel Michigan, Alan Curtis ha insegnato per diversi anni presso la celebre University of California (Berkeley). Attualmente vive in Europa dove suona e dirige concerti e opere liriche.
I suoi interessi musicali relativi al melodramma spaziano da Monteverdi a Mozart, e sulla rivista Orpheus (Berlino), si è parlato di lui come di un "avanguardista della musica antica". Già da studente, negli anni cinquanta, fu il primo ad affrontare i problemi interpretativi dei preludi non misurati per clavicembalo di Louis Couperin, e in breve tempo si è affermato come un pioniere del ritorno agli strumenti originali ed alla prassi esecutiva filologica delle opere barocche.
La sua "restituzione" radicalmente nuova de L'incoronazione di Poppea fu ascoltata per la prima volta a Berkeley (California) negli anni sessanta, e poi allestita con grande successo in una serie di produzioni, ad Amsterdam, Bruxelles, Spoleto, Innsbruck e al Teatro La Fenice di Venezia (edizione, quest'ultima, trasmessa dalla RAI-TV e registrata dalla Fonit-Cetra), e poi stampata da Novello (Londra, 1990).
Molte delle sue incisioni discografiche hanno ottenuto importanti riconoscimenti e premi: l'Admeto di Händel, la Susanna di Stradella, l'Erismena di Cavalli, i Pièces de clavecin di Louis Couperin (Archiv), le Variazioni Goldberg (Angel Studio Series) e le Suite Francesi e Inglesi (Teldec) di Bach. Tra le sue produzioni vanno annoverate quasi un centinaio di incisioni discografiche.
In collaborazione con la coreografa Shirley Wynne, è stato il primo a riportare sulle scene le opere di Rameau con strumenti e coreografie originali.
Il recupero rigorosamente filologico del Sant'Alessio di Landi, con riproduzione esatte delle scene originali attribuite a Pietro da Cortona, a Roma ed Innsbruck nel 1981, ha raccolto grandi consensi, così come le tre diverse produzioni della prima riproposta di Jommelli in tempi moderni: La schiava liberata (Amsterdam 1982 ed 1984; Napoli, Teatro San Carlo 1984; Festival di Berkeley 1990).
A lui si devono anche le esecuzioni in prima moderna della Semiramide di Cesti (Innsbruck 1987) e del Tito (Innsbruck 1983; Venezia e Torino 1984) dello stesso autore - la sua edizione di quest'opera è stata pubblicata da Novello (Londra) - e del Rodrigo di Händel, quest'ultimo ripresentato, per la prima volta dopo che lo stesso Händel lo offrì ai Medici nel 1707, ad Innsbruck, Madeira e Lisbona nel 1984 e riproposto nel 1997 a Siena per l'Accademia Musicale Chigiana, dove è stato anche registrato da Virgin Classics, con grande consenso di critica e pubblico.
La finta pazza di Francesco Sacrati, la prima opera rappresentata in Francia (per lungo tempo creduta persa) ha avuto, ad opera di Curtis, la sua riscoperta in una produzione della Fenice di Venezia, che l'ha messa in scena, nel luglio dell1987, in un "teatro barocco" costruito per l'occasione in Campo Pisani.
Ha diretto inoltre tre allestimenti dell'Armide di Gluck: il primo al Teatro Bibiena di Bologna nel 1984-1985 e l'ultimo al Théâtre Musical de Paris (Châtelet), nel marzo 1987, con la sua orchestra di strumenti originali.
Grande successo hanno ricevuto tre diverse produzioni dell'Ariodante di Handel (Milano, La Scala 1981 e 1982 e Reggio Emilia 1982 con Pier Luigi Pizzi; Innsbruck 1982 e Wexford 1985), Il Giustino di Vivaldi (per il quarto centenario del Teatro Olimpico di Vicenza, ed in seguito portato a Versailles, Venezia, Milano, Buenos Aires, Houston, Ludwigshafen, Solothurn e nel 2001 a Rotterdam dove è stato registrato per Virgin), Il Re pastore di Mozart (allestito per la prima volta a Lisbona nel 1986 con Pier Luigi Pizzi), Paride ed Elena di Gluck (Vicenza), Gli Orazi e Curiazi di Cimarosa (Roma e Lisbona) e Floridante di Händel (tournée in Canada e California, successivamente inciso dalla CBC Canada, 1991 e riproposto nel 2005 al Festival Barocco di Viterbo dove è stato registrato per Deutsche Grammophon-Archiv). Nel 1991 ha diretto Il Ritorno d'Ulisse in patria di Monteverdi (già precedentemente presentato ad Amsterdam e Lisbona) nel settecentesco Teatro Bibiena di Siena, ripreso nel 1993 per le celebrazioni monteverdiane a Treviso e al Semperoper di Dresda e nuovamente nel 2005 ad Oslo. Di questo capolavoro seicentesco Curtis ha anche curato una nuova edizione per Novello
Per il centenario di Goldoni (1993) ha presentato, con la regia di Pier Luigi Pizzi, al Teatro La Fenice di Venezia la prima esecuzione moderna di Buovo d'Antona con musica del napoletano Traetta e libretto di Goldoni (edito da Opus 111 e in partitura da Ricordi).
Ha inoltre diretto, con regia e allestimento di Pier'Alli, per il Teatro Massimo di Palermo Il ballo delle ingrate di Monteverdi e Dido and Aeneas di Purcell (1994) e per il Teatro Filarmonico di Verona La fida ninfa di Vivaldi (1995). Nel 1996, con la regia di Luciano Alberti, ha diretto l'Euridice di Peri nella sfarzosa cornice del giardino di Villa Demidoff a Pratolino (Firenze).
Nel 1995 ha collaborato, insieme al suo ensemble Il Complesso Barocco, con il regista Werner Herzog per il film, Morte a cinque voci, vincitore del Prix Italia 1996 e del Premio Rembrandt (Amsterdam 1996) dedicato alla figura di Carlo Gesualdo da Venosa.
Due produzioni riguardano la prima ripresa in tempi moderni di due opere seicentesche: La liberazione di Ruggero dall'isola di Alcina dovuta a Francesca Caccini, presentata al Teatro Metastasio di Prato (1998), e La patienza di Socrate con due mogli di Antonio Draghi allestita per la Sagra musicale malatestiana (1998).
Nel 2000 è stato invitato a Halle per aprire l'Händel-Festspiel con un Concerto di Gala e per dirigere una nuova produzione di Radamisto con la regia di Lindy Hume. Sempre haendeliane erano le prime assolute italiane di Arminio (International Händel Recording Prize 2002), presentato al Festival di Solothurn (Svizzera), in seguito all'Accademia Chigiana di Siena e con successo strepitoso al Concertgebow di Amsterdam, e quella di Deidamia prodotta nel 2002 sempre dall'istituzione senese e registrata per Virgin Classics (Preis der Deutschen Schallplattenkritik 2003 e International Händel Recording Prize 2004). Il ciclo delle opere handeliane prosegue con Radamisto (Viterbo e Vienna 2003 e registrata per Virgin Classics), con Rodelinda (Deutsche Grammophon-Archiv) presentata a Vienna, Londra, Bilbao e Viterbo, Lotario (BMG Harmonia Mundi) per il Festival haendeliano di Goettingen, Tolomeo (DGG-Archiv) eseguito a Parigi  al Théâtre des Champs-Élysées, Madrid e Valladolid, Giove in Argo portata nel 2007 ai festival di Goettingen, Halle e Hannover, Alcina (DGG-Archiv di prossima uscita) eseguita in versione di concerto nel 2007 al Théâtre de Poissy (Parigi), alla Sala Verdi di Milano (per MITO) e al Festival Barocco di Viterbo, Ezio (DGG-Archiv di prossima uscita) egualmente prodotto per MITO (Torino, Sala Verdi) e il Théâtre de Poissy nel 2008. Ampio successo ha anche riscosso l'allestimento scenico di Fernando re di Castiglia nel 2005 al Sao Carlos a Lisbona, all'Opera di St. Gallen e al Festival dei Due Mondi di Spoleto e pubblicato nel gennaio 2007 (Virgin).
Due recenti produzioni si sono concentrate sulle opere di Vivaldi con la ricostruzione di Alessandro Ciccolini: Motezuma (registrato in prima mondiale per DGG-Archiv), capolavoro ritenuto perduto e restituito al pubblico da Curtis e allestito nel 2007, con la regia di Stefano Vizioli, in più riprese al Teatro Sao Carlos di Lisbona, al Teatro Arriaga di Bilbao, all'Hessisches Staatstheater di Wiesbaden, nonché presentato in forma di concerto a Parigi (Théâtre des Champs-Élysées), a Vienna (Theater an der Wien), Siviglia (Teatro de la Maestranza) e Valladolid; l'Ercole sul Termodonte, presentato con regia scene e costumi di John Pascoe al Festival di Spoleto 2006 e prodotto in DVD per Dynamic.
Per il 50° anniversario dello stesso Festival nel 2007, Curtis è stato impegnato in una nuova produzione di Ariodante di Händel sempre concepita da Pascoe e documentata in DVD da Dynamic.
Il suo interesse per Gluck si è rinnovato di recente con l'Ezio, opera su libretto di Pietro Metastasio, presentata nel 2008 a Vienna (Theater an der Wien) e al Théâtre de Poissy e di prossima uscita.
Nel 2009 sono in programma, in occasione delle celebrazioni per il centenario della scomparsa di Händel, la registrazione di due opere del compositore sassone, Agrippina e Berenice, l'esecuzione di due suoi capolavori nel settore degli oratori - il Messia e Theodora - e un nuovo allestimento dell'Alcina con la regia di John Pascoe per l'Hessisches Staatstheater di Wiesbaden. A questi impegni si aggiungono inoltre la prima ripresa in tempi moderni dell'Ezio di Niccolò Jommelli e un tour di concerti con la partecipazione della scrittrice Donna Leon.
  

Il Complesso Barocco
Fondato nel 1979 ad Amsterdam da Alan Curtis, uno dei più affermati specialisti nell'interpretazione della musica preromantica, il Complesso Barocco ha cominciato la sua attività come orchestra internazionale barocca, nutrendo un particolare interesse per la musica italiana.
Dal 1992 l'ensemble, formato da giovani solisti, ha stabilito la propria sede in Italia e si è rivolto anche verso la musica vocale del tardo Rinascimento e del Barocco, dall'ultima fioritura del madrigale fino all'opera del XVIII secolo.
Considerato una delle più prestigiose orchestre europee con strumenti originali, il Complesso Barocco è ospite delle più importanti rassegne concertistiche e festival in Europa e negli Stati Uniti.
L'eccezionale qualità interpretativa del Complesso Barocco ha favorito l'incontro con il regista Werner Herzog, che ha scelto l'ensemble come protagonista del film Morte a cinque voci (Prix Italia 1996 e Premio Rembrandt, Amsterdam 1996) dedicato alla figura di Carlo Gesualdo da Venosa.
Molto ricca è la discografia che ha inizialmente interessato il repertorio madrigalistico con le registrazioni, per Virgin Classics, del Primo Libro di Madrigali di Michelangelo Rossi (Preis der Deutschen Schallplattenkritik 1997 e Premio Internazionale del Disco "Antonio Vivaldi" 1998), dei madrigali di Antonio Lotti, dell'integrale dei duetti da camera di Claudio Monteverdi in due cd, Zefiro torna (Diapason d'or de l'eté 1998) e Amor dicea, dei cicli del Pastor Fido di Sigismondo d'India, Monteverdi e Marenzio e l'integrale del Libro Sesto delli madrigali di Carlo Gesualdo, questi ultimi editi da Symphonía. Accanto a questo repertorio, si è delineato un ampio interesse per l'oratorio, documentato dalla Susanna di Alessandro Stradella (EMI), dal Sansone di Benedetto Ferrari (pubblicato da Virgin Classics e vincitore del Diapason d'or 2000), dall'Assalonne punito di Pietro Andrea Ziani e dal David di Francesco Bartolomeo Conti, e per la cantata italiana con le Lettere amorose di Domenico Scarlatti registrate sempre per Virgin Classics.
Il Complesso Barocco, sotto la guida di Alan Curtis, ha anche rivestito un ruolo fondamentale nella restituzione delle opere di Georg Friederich Händel con strumenti originali nell'ambito del revival che questo autore ha beneficiato dagli anni Settanta del Novecento ad oggi.
A partire da Admeto, prima opera haendeliana a essere riproposta con prassi esecutiva filologica in tempi moderni e recentemente riedita da Virgin, il catalogo delle produzioni dedicate al grande compositore sassone, sempre documentate attraverso registrazioni, si è arricchito di titoli noti e di altri meno frequentati distinguendosi per uno stile esecutivo sensibile all'espressione e in continuo aggiornamento sulle ricerche della musicologia specifica: Rodrigo (segnalata per l'opera italiana nel Premio Internazionale del Disco "Antonio Vivaldi" 2000), Arminio (International Handel Recording Prize 2002), Deidamia (Preis der Deutschen Schallplattenkritik 2003 e International Händel Recording Prize 2004), Lotario (per BMG), Rodelinda (per Deutsche Gramophon-Archiv), Radamisto (International Händel Recording Prize 2005), Fernando re di Castiglia, Floridante, Tolomeo, Alcina e Ezio, queste ultime due di imminente pubblicazione nel 2009 in occasione della ricorrenza del centenario della scomparsa del compositore tedesco.
L'interesse dell'ensemble, relativamente all'opera, si è rivolto anche verso Vivaldi (Il Giustino, Ercole su'l Termodonte, Motezuma), Gluck (Ezio) e Domenico Scarlatti. In particolare di quest'ultimo, in occasione del centenario della morte (2007), è stato riproposto Tolomeo e Alessandro in prima mondiale al Festival della Piccola Accademia di Montisi (Toscana), a Santiago de Compostela (Festival Via Stellae) e a Madrid (Ciclo Los Siglos de Oro) dove è stato registrato per Decca. Nel 2009 l'opera sarà ripresa per il Théâtre des Champs Élysées a Parigi e per il Theater an der Wien di Vienna.
Nella stagione 2007/2008 Il Complesso Barocco è stato in residenza al Théâtre de Poissy (Parigi).
Nell'immediato futuro sono previste le registrazioni di altre due opere di Händel, Agrippina e Berenice, la prima esecuzione in tempi moderni dell'Ezio di Niccolò Jommelli.

Per informazioni:
Biglietteria MITO
Urban Center - Galleria Vittorio Emanuele 11/12
telefono 02.88464725
www.mitosettembremusica.it

 

2009 09 27 Cesena omaggio a Pavarotti

Cesena, Teatro A. Bonci
domenica 27 settembre 2009 ore 21.00
Concerto in onore del grande tenore LUCIANO PAVAROTTI
"Penso che una vita per la musica  sia una vita spesa  bene ed é a questo che mi sono dedicato"
Luciano Pavarotti (1935-2007)
 
COMUNE DI CESENA
Assessorato alla Cultura
in collaborazione con
CORO LIRICO "M. CALLAS" CESENA
CONCERTO LIRICO DI BENEFICENZA
Omaggio al grande tenore
LUCIANO PAVAROTTI
2° ANNO DALLA SCOMPARSA
OSPITE D'ONORE DELLA SERATA
NICOLETTA MANTOVANI
 

con la partecipazione straordinaria di
RAFFAELLA BATTISTINI Soprano
FABIO ARMILIATO Tenore
SARAH M'PUNGA M.Soprano
ALBERTO GAZALE Baritono
 
Coro Lirico "M. CALLAS" Cesena
direttore SILVIA BIASINI
pianista M° DRAGAN BABIC
 

Brani tratti dalle Opere di Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Puccini, Mascagni
presenta SILVIA GAVAROTTI
regia di LUCIANA BERRETTI
 
La beneficenza verrà devoluto al reparto di Terapia  Intensiva Pediatrica Ospedale "M. Bufalini' di Cesena, progetto già iniziato nel 2003 dal M° Luciano Pavarotti 2010

Indirizzi internet:  www.teatrobonci.it www.bonciparla.it  Indirizzo e-mail: info@teatrobonci.it 
Prevendita presso il botteghino del Teatro(tel. 0547 355959)  nei giorni 24-25-26 settembre 2009 dalle ore 10,00 alle ore 12,30  e il 27 settembre dalle ore 20,00 alle ore 21,00  fino ad esaurimento posti.
Ingresso: Platea  P  10,00 - Palchi e Loggione  P  5,00

2009 09 23 Audizioni al Ghislieri

Mercoledì 23 settembre 2009, ore 18
Aula Magna del Collegio Ghislieri
Piazza Ghislieri, 6 - PAVIA
Coro del Collegio Ghislieri
AUDIZIONI 2009/2010
Carmina Burana di Carl Orff
brano in preparazione per l'autunno 2009:
Ghislierimusica indice delle audizioni per il Coro del Collegio Ghislieri. Le audizioni, che non richiedono alcuna competenza musicale specifica, prevedono un breve esame conoscitivo sulle caratteristiche vocali dei candidati.
I cantori del Coro del Collegio Ghislieri hanno la possibilità di:
- partecipare alle produzioni concertistiche del coro
- seguire lezioni di teoria musicale di base
- seguire lezioni individuali di tecnica vocale
- assistere alle prove di Arìon Choir & Consort
- usufruire di riduzioni su biglietti e abbonamenti per la Satgione del Collegio Ghislieri
Le audizioni si terranno mercoledì 23 settembre 2009 alle ore 18 presso l'Aula Magna del Collegio Ghislieri (Piazza Ghislieri, 6 - Pavia) Per iscriversi o richiedere ulteriori informazioni è sufficiente inviare un e-mail a:
coro@ghislierimusica.org indicando il proprio nominativo e un recapito telefonico. Per ulteriori informazioni sull'attività di Ghislierimusica vi invitiamo a visitare il nostro sito:  www.ghislierimusica.org
 
 

2009 09 24 Pavia e il mare

Giovedì 24 settembre 2009 Ore 21.00
Presso la Sala Consiliare di "Villa Imbaldi"
Comune di Cura  Carpignano
Biblioteca comunale "Villa Imbaldi"
Il Comune di Cura Carpignano e la Biblioteca comunale "Villa Imbaldi" sono lieti di invitare tutta la cittadinanza  a riscoprire le tradizioni più antiche e gloriose della città di Pavia
"Pavia repubblica marinara insospettata"
Il mare di Pavia
Relatore:
Dott. Enrico Cernuschi
 

 

Contatore visite e album degli ospiti (se volete lasciare un commento, grazie)