2022_03_19 IL CIELO SOTTO MILANO prossimi appuntamenti al teatro sotterraneo

Teatro il Cielo sotto Milano

sabato 19 marzo 2022_03_19, ore 20.30(in italiano) 
venerdì 25 marzo 2022_03_25, ore 20.30(in inglese)
With a little help from my friends
di Anna Zapparoli e Mario Borciani
con Benedetta Borciani, Beniamino Borciani, Elia Bucchieri, Lucrezia Piazzolla
pianoforte Mario Borciani
Una storia mai accaduta prima e mai più ripetuta: quella dei Beatles.
With a Little Help From My Friends è l’affascinante concerto-racconto che ripercorre la parabola artistica e di vita dei Fab Four. Dall’incontro fra John, Paul, George e Ringo alla gavetta nei piccoli club di Amburgo, dal Cavern Club di Liverpool fino ai tour mondiali davanti a folle sterminate, vi racconteremo quel periodo magico – gli anni ’60 - in cui da un’Inghilterra uscita distrutta dalla guerra ma affamata di musica, colori e rinascita, spuntarono fuori quattro ragazzi che cambiarono per sempre le regole del gioco.
Da sempre appassionata al mondo dei Beatles, la Dual Band offre in questa serata-racconto 17 canzoni, fra grandi classici e perle meno conosciute, fino ad arrivare ad alcune gemme solistiche di Paul, John e George; il tutto raccontato in musica e parole, com’è cifra stilistica della band, da un pianoforte e da un quartetto vocale che a sua volta fa tutti gli strumenti.

Sabato 02 Aprile 2022_04_02 ore 20.30
Due radici 
recital del tenore Marco Beasley
con Stefano Rocco (arciliuto, tiorba e chitarra barocca) 
Fra il grande Marco Beasley e la Dual Band è stato subito amore, perché è dual anche lui: dual perché di padre inglese e di madre napoletana, dual perché varia dal rock al barocco, dual perché è attore e cantante (spesso tutte e due le cose insieme). “Dall'Italia all'Inghilterra e ritorno, viaggiando attraverso le musiche di una vita. Un viaggio nel sentimento, un viaggio nel tempo e nello spazio. Un programma che unisce il Sud al Nord, la musica italiana e quella inglese per me che sono nato da una madre di Napoli e da un padre che ha spiccato il volo dalla verde Coventry, in Inghilterra. Uno spazio mentale, uno spazio nell'animo di chi oggi non è più così giovane, ma che si accorge, ogni giorno, di quanta bellezza la vita ancora gli regala, regalandogli la musica. 
Due Radici canta di vita e di morte, di amore e di solitudine, di riso e di pianto: canta l’animo umano, insomma, seguendo un filo preciso: quello della ricerca delle proprie radici come segno di appartenenza a un luogo del cuore. Perché siamo vivi. “

Domenica 03 Aprile 2022_04_03 ore 18.00
Alice - Who dreamed it
Adatto dagli 8 ai 99 anni
Un adattamento di Anna Zapparoli
dai due libri di Alice di Lewis Carroll
con Benedetta Borciani e Beniamino Borciani
scenografie di Barbara Petrecca
musiche di Mario Borciani
Sei un bambino? Sei un genitore con una bambina? Sei un nonno o una nonna con un nipotino? Sei un adulto che sa essere ancora bambino? O sei semplicemente un’appassionata dell’English sense of humour e della bellezza assoluta della lingua di Lewis Carroll?
Se sei una o più di queste cose insieme, questo è lo spettacolo che ti rallegra una domenica sul finir del pomeriggio!
Perché il personaggio di Alice è eterno? Perché Alice è una bambina allo stesso tempo indomita e curiosa, tenera e ragionevole. Tratto dai due libri di Alice di Lewis Carroll, l’adattamento della Dual Band utilizza la struttura drammatica del secondo libro, Attraverso lo specchio: il rovesciamento – appunto speculare – di ogni logica e una gigantesca partita a scacchi, in cui le apparizioni di sogno (il Bruco, il Gatto, il Cappellaio e tanti altri) le si fanno incontro come pezzi di una scacchiera. Alice sceglie di giocare da pedone. E alla fine del suo percorso, come accade ai pedoni, diventerà regina.

Venerdì 08 Aprile 2022_04_08 ore 20.30 
Sabato 09 Aprile 2022_04_09 ore 20.30
La Passione di Porta Vittoria
Versione urbana della Passione secondo Matteo di J.S. Bach
progetto e drammaturgia di Beniamino Borciani
regia di Anna Zapparoli
direzione musicale e tastiera: Mario Borciani
con Stela Dicusară
(soprano), Giulia Taccagni (contralto), Beniamino Borciani (tenore), Lorenzo Bonomi (basso), Simone Draetta (violino) e Ida Febbraio (flauto traversiere)
e le attrici Anna Zapparoli, Benedetta Borciani, Lucrezia Piazzolla
Un incontro ormai abituale, potremmo dire rituale, questo della settimana delle Palme fra la Dual Band e i suoi spettatori, che solo la pandemia ha potuto fermare, e che più di qualunque altro incarna la nostra gratitudine ai grandi del passato perché sanno parlarci del presente e di noi.
Per dirla con le parole di Roberta Demonticelli:
“Io non ho una chiesa dove meditare la Passione. E allora sono andata a vederla, sentirla e camminarci dentro, al Cielo sotto Milano. Mai avevo vissuto tanto a fondo la potenza di Bach e quella di una storia tanto familiare e tremenda, che mette in scena il Popolo (crucifige, crucifige!), il Potere (mi lavo le mani del sangue di questo giusto) e il divino (il morire calpestato e deriso, senza risentimento, mentre il cielo sorride nel canto del gallo). Seguendo la via crucis di chi passa, dietro un pianino sul carretto, nel canto dei discepoli migranti e infingardi, attraverso il passante e le sue voci stridenti di treni e ritardi e scioperi. Fino alla liberazione finale... che uno non s'inginocchia solo per pudore, o reuma impediente. La Dual Band miracolosamente moltiplicata per pane e vino e per suoni e per voci. La passione nel passante - di Porta Vittoria. Non perdetevi quest'ora di arte vera, sconvolgente e quotidiana." Roberta De Monticelli, filosofa 

Giovedì 28 Aprile 2022_04_28 ore 20.30
Progetto Dissemina
La biblioteca delle storie vive
Progetto DisseMina, promosso da Le Belle Arti APS - Progetto Artepassante, 
con il sostegno di Fondazione Cariplo:
bando “Luoghi di innovazione culturale - 2019
Per il nostro teatro, protagonista della stagione in corso è stato un libro – la Divina Commedia – scritto nel Trecento, i cui protagonisti, tranne Dante, sono morti per definizione: eppure è vivo e ci parla da settecento anni. Potenza dei libri e delle biblioteche! E da questo cuore pulsante prenderà vita, all’interno del nostro spazio, nel cuore urbano di una stazione ferroviaria, la nostra Biblioteca di storie vive. Ogni giorno da sette anni ormai sono confluite al Cielo sotto Milano, e nei vari spazi Artepassante del mezzanino di Porta Vittoria, moltissime persone che fanno arte, chi per professione, chi per diletto o studio: attori, ballerini, musicisti, cantanti, scenografi, studenti di età diversissime, insegnanti, genitori, bambini, cori e anche il nostro pubblico. Abbiamo voluto interrogarci come comunità sul tempo diverso, sulla cesura dell’anima che è stata, e in parte è ancora, la pandemia. Il progetto avrà la forma di un docufilm – una prima assoluta per la Dual Band – e sarà costruito su interviste. Parleremo del passato, ma soprattutto cercheremo di mettere a fuoco il presente, e, ancor di più, come ci immaginiamo il futuro. Insomma: ‘sta benedetta ripartenza, al di là di ogni retorica, così come sta avvenendo per ciascuno di noi. Anche scherzando, quando si può. Il nostro è stato un lavoro di ascolto attentissimo, che speriamo possa portare anche risposte utili a creare una comunità sempre più solidale, appassionata e coesa.

Teatro il Cielo sotto Milano,
il primo teatro al mondo in un metrò.
Viale Molise, all'interno della fermata del Passante di Porta Vittoria
per info e prenotazioni
chiamare +39 340 476 30 17 (Anna)
02 915 38 705 (biglietteria)
oppure inviare una mail a

Per garantire la sicurezza di tutti abbiamo predisposto un protocollo anti-Covid in base alle disposizioni prescritte da Governo, Ministero della Salute e Regione Lombardia. Le seguenti misure sono valide fino a nuove disposizioni:

2020_03_20 Mercatino Enogastronomico della Certosa

Data :20/03/2020
Mercatino Enogastronomico della Certosa
Sede via del Monumento, Certosa di Pavia
Città: Certosa di Pavia, Pavia
Sezione #concertodautunnonews: altro
Descrizione: Mercatino Enogastronomico della Certosa

Il MEC torna a giocare in casa: appuntamento all'ombra della Certosa di Pavia domenica 20 Marzo

… L'obiettivo è sempre quello: prendere foodies e turisti per la gola con degustazioni ed assaggi

Mercatino Enogastronomico della Certosa
20 Marzo 2022
Dalle 9 alle 18
Via del Monumento, area parcheggio - Certosa di Pavia (Pv)
Per informazioni 347 7264448

(In caso di pioggia la manifestazione verrà annullata)



Pavia, Marzo 2022 - Il MEC torna a giocare in casa: domenica 20 Marzo, infatti, il farmers' market della Certosa riprenderà possesso dei suoi spazi, dopo qualche mese di assenza, per tornare a prender per la gola turisti e foodies con le eccellenze enogastronomiche dei suoi produttori.

Il farmer's market della Certosa di Pavia marcherà visita dalle 9 alle 18 di fronte allo stupendo monastero dall'iconica facciata, Chartres della bassa padana all'ombra della quale, la terza domenica di marzo, si animerà di tipicità ed eccellenze, coniugando bellezza e bontà grazie alla presenza del MEC-Mercatino Enogastronomico della Certosa.

Squadra vincente non si cambia: farmers' market a filiera sincera e garantita, darà al pubblico la possibilità di degustare ed acquistare il meglio della produzione agricola del Pavese, dell'Oltrepo, della Lomellina, della Valtellina e del vicino Monferrato. Nello specifico, il catalogo di tipicità prevede specialità casearie di latte vaccino e, per quanti tengono d'occhio il tasso di colesterolo, anche di pecora e capra; Varzi DOP (prodotto con l'utilizzo del filetto che è la parte più pregiata del maiale) e salame d'oca di Mortara IGP, pregiata produzione lomellina insieme i prosciutti ed il paté di fegato d'oca; vino, riso e offelle, tipica specialità dolciaria di Parona, in Lomellina. Una vetrina che comprende anche nocciole, miele, distillati e liquori artigianali, pasta fresca, confetture, minestre e zuppe a base di legumi.

La Certosa di Pavia, una delle meraviglie italiane che almeno una volta nella vita meritano davvero di essere visitate, si trova tra Milano e Pavia: dichiarata monumento nazionale italiano nel 1866, diventando così proprietà del Regno d'Italia, fu eretta a partire dal 1396 per volere di Gian Galeazzo Visconti come sacello funebre della famiglia; il monastero fu ultimato nel 1452 e la chiesa nel 1473. La facciata venne realizzata successivamente dai fratelli Mantegazza e da Giovanni Antonio Amadeo (la parte inferiore) e da Lombardo nel XVI secolo (la parte superiore). L'ingresso alla Certosa di Pavia è gratuito: le visite guidate si tengono alle 9, alle 11,30, alle 14,30 ed alle 17 (il cancello all'ingresso viene chiuso una mezz'ora prima dell'ultima entrata).

Facilmente e rapidamente raggiungibile anche in treno da Milano con comodi treni Regionali (uno ogni ora) o in bicicletta da Milano, magari seguendo il cammino di Sant'Agostino, la Certosa si trova ad una trentina di chilometri da Milano (linea 2 della metropolitana, fermata Romolo o Abbiategrasso, http://www.piste-ciclabili.com/itinerari/15-milano-pavia-lungo-il-naviglio-pavese).



Contatti:
Indirizzo e-mail :
Numero di cellulare:
Numero fisso:
Sito Web: http://www.certosatourism.it/Mercatini

2022_03_06 BOEZIANI INCALLITI una stagione musicale dedicata alla figura di Severino Boezio

Serate Musicali di Diapason Consortium-Bottega dei Suoni
Ottava Stagione
"BOEZIANI INCALLITI"
presso l’Auditorium ex Chiesa di San Dionigi di Vigevano.
Piazza Martiri della Liberazione 12 Vigevano (PV)
Primo spettacolo: ore 17.30
Secondo spettacolo: ore 21.00
L’ingresso è gratuito; tuttavia, dato il numero limitato dei posti, si raccomanda la prenotazione su www.diapason.it

Domenica 6 marzo 2022_03_06
COME NASCE UNA CANZONE
con Bottega dei Suoni
 
Domenica 20 marzo 2022_03_20
A PASSO DI TANGO
con Tânia Camargo Guarnieri, violino
al pianoforte da Antonio Bologna

Nell'ambito della programmazione dell'Ottava Stagione delle Serate Musicali di Diapason Consortium-Bottega dei Suoni, dal titolo "BOEZIANI INCALLITI", con la partecipazione della violinista Tânia Camargo Guarnieri, accompagnata al pianoforte da Antonio Bologna, domenica 20 Marzo presso l'Auditorium San Dionigi va in scena un concerto dedicato al tango: un viaggio attraverso i secoli e i compositori che hanno consegnato alla storia il genere musicale che, forse più di ogni altro, dalle sue origini, ai margini della società - nella Buenos Aires di fine Ottocento - poi divenuto "arte bandita e pericolosa", riesce a scuotere la società e le sue convezioni per divenire una danza che riesce a far muovere il mondo intero.

Domenica 3 aprile 2022_04_03
IL GESTO STRUMENTALE
con Bottega dei Suoni
 
Domenica 15 maggio 2022_05_15
BACH FOREVER
con Marco Giarratana
 
Domenica 12 Giugno 2022_06_12
ANIMA MUNDI
con Stellerranti

Tornano le SERATE MUSICALI della Bottega dei Suoni di Diapason Consortium, con un titolo, "BOEZIANI INCALLITI", che intende rendere omaggio alla figura di Severino Boezio (Roma, 475 – Pavia, 525), in virtù del ruolo che rivestì nella sintesi del sapere nel processo di passaggio dalla civiltà antica a quella medievale.
Le discipline, secondo Boezio, esprimono una visione unitaria del sapere, secondo la quale scienza, etica ed estetica non sono elementi contrapposti ma interdipendenti.
È tale visione unitaria del sapere a rendere Severino Boezio il vero e proprio ispiratore dell’orientamento delle attività di Bottega dei Suoni e di Diapason Consortium: Boezio, infatti, costituisce una luminosa testimonianza di come sia possibile distillare il meglio della propria civiltà quale prezioso seme per il futuro.
La novità più evidente della Stagione del 2022 è la collaborazione con la Fondazione Piacenza e Vigevano che finanzia le Serate Musicali nell’ambito del Progetto “Mentoring” e che mette generosamente a disposizione il proprio Auditorium, risolvendo una situazione di imbarazzante impasse relativamente all’utilizzo della “storica” sede delle Serate (la Sala dell’Ottocento di Palazzo Roncalli), resa indisponibile negli ultimi tempi da parte della Proprietà. Gli appuntamenti saranno quindi presso l’Auditorium San Dionigi, in Piazza Martiri della Liberazione 12 a Vigevano (PV) con primo spettacolo alle ore 17.30 e secondo spettacolo alle ore 21. 
Le imprese che supportano la Stagione di Serate Musicali sono: Vigevano Web – Cooperativa Sociale Boethius – Caffè Diem - Maison 39 - Dolce positivo.
Il progetto Mentoring è coordinato da CREA – Centro Ricerche per l’Ecologia Acustica
Le Serate Musicali godono del patrocinio del Comune di Vigevano. 

L’ORGANIZZAZIONE: DIAPASON CONSORTIUM E BOTTEGA DEI SUONI
Diapason Consortium è un consorzio senza scopo di lucro costituito nel 1997 per agevolare la cooperazione nel settore dei servizi. Nel 2013, in occasione dell’apertura della nuova sede lombarda a Vigevano presso il Polo Arti e Mestieri Roncalli, Diapason ha avviato una specifica attività di promozione territoriale. Ad oggi Diapason aggrega 22 consorziati tra PMI, operatori culturali e turistici.
Nel corso del 2014 Diapason Consortium ha ottenuto la rappresentanza per il distretto acqua-riso-leonardo del progetto sistema UnPOxExPO che raccoglie e coordina le attività e la ricettività lungo l’intero asse del Po in occasione dell’esposizione universale.
A partire dal 2016 Diapason Consortium ha ottenuto la rappresentanza per il territorio di Vigevano da parte del MiBAC per la Festa Europea della Musica e per la realizzazione del Progetto “Il Cuore del Po” e da parte del MISE per la realizzazione del progetto “Personal Manufacturing”. Ciò ha consentito di consolidare la compagine consortile e le partnership in funzione dei seguenti ambiti:
Ricettività, Servizi di supporto, Organizzazione eventi, Comunicazione, Formazione
Diapason Consortium si distingue per un orientamento delle attività consortili secondo una marcata connotazione culturale, di servizio alla persona e al territorio, secondo un modello di rete di imprese nella quale trovano spazio di espressione non solo le componenti tecniche, scientifiche, economiche e culturali ma anche quelle estetiche ed emotive secondo una visione integrale dell’uomo. 
Bottega dei Suoni è la community animata da Diapason Consortium e il suo intento è quello di intercettare il bisogno dei musicisti di produrre musica in spirito di condivisione e crescita reciproca.

Ingresso gratuito con green pass e mascherina FPP2
Concerti offerti dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano nell'ambito del Progetto Mentoring
Organizzazione a cura di Diapason Consortium, Vigevano (PV), Via del Popolo 17, Palazzo Roncalli
WEB & SOCIAL
Prenotazioni: www.diapason.it
Informazioni
facebook: @medium.size.96

2022_03_20 Incontri e risvegli a Casa Schumann con il pianoforte di Paolo Ehrenheim

Spazio Teatro 89
Milano via Fratelli Zoia, 89 
21ma Rassegna Musicale
"In Cooperativa per amare la Musica - I concerti Fior Fiore Coop"
Inizio concerto ore 17.00 Apertura cassa e bar ore 16.30 DURANTE GLI EVENTI E' OBBLIGATORIO MANTENERE LA MASCHERINA CORRETTAMENTE INDOSSATA

Domenica 20 marzo 2022 ore 17:00
Spazio Teatro 89
5° concerto de I Concerti di Spazio Teatro 89
Vie nuove 1853: Incontri e risvegli a Casa Schumann
concerto di Paolo Ehrenheim a ST89
Paolo Ehrenheim, pianoforte
Robert Schumann: Gesänge der Frühe op. 133
Clara Wieck-Schumann: Variazioni su un Tema di Schumann
e
Johannes Brahms: Sonata op. 5

“Vi è un giovane di Amburgo dotato di un tale genio che eclissa tutti gli altri giovani compositori” 
Queste alcune delle parole, tutte al massimo grado elogiative e, col nostro senno di poi, pienamente profetiche, che Robert Schumann dedicò a Johannes Brahms dopo averlo conosciuto personalmente il 30 settembre del 1853 nella sua casa di Düsseldorf. 
Brahms in quell’occasione presentò ed eseguì alcune sue composizioni, tra cui probabilmente anche la Sonata op. 5, recentemente ultimata. Un mese dopo Schumann compose la sua opera estrema per pianoforte solo, i Gesänge der Frühe, la cui enigmatica aura espressiva fu colta immediatamente dalla moglie Clara che li definì “molto originali come sempre, ma anche molto difficili da comprendere, perché suonano tanto strani”. 
A sua volta Clara, raffinata compositrice oltre che osannata interprete, nel giugno 1853 aveva scritto le Variazioni op. 20 su un tema di Robert, il numero 4 dei "Bunte Blätter op. 99". 
Il programma proposto dal giovane e ispirato talento di Paolo Ehrenheim riunisce in stimolante triangolazione queste tre opere concepite in così ravvicinata cronologia, rendendo in tal modo evidenti le “affinità elettive” artistiche e umane condivise dagli Autori. 
tel 02 4091 4901
Spazio Teatro 89, Via Fratelli Zoia, 89, 20153 Milano MI

2022_03_20 CONCERTO Orchestra Filarmonica Europea Giovani a Somma Lombardo

Domenica 20 marzo 2022 Ore 17.15
Parrocchia Santa Agnese Somma Lombardo
Chiesa di S. Vito Via Mameli, 144
CONCERTO

Orchestra Filarmonica Europea Giovani
Dal 2012 progetto per un'orchestra giovanile in collaborazione con Albero Musicale Saronno Solisti
Programma
W.A:Mozart Ouverture dal Flauto magico :
Aria della regina della Notte,
Da Nozze di Figaro: Voi che sapete
Dalla Sinfonia K 550 in sol min. : primo movimento
Haydn dal concerto per violino in sol magg.: primo mov.
K. Stamitz dal Concerto in sol, per Flauto:  primo movimento
L.van Beethoven dal Concerto n.1 per pianoforte e orchestra primo mov. 
Francesca Mancuso - flauto
Federica Cervasio (1° premio Zecchillo Conservatorio Milano 2021) e Anna Chiara Calia - soprani
Anna Mancini - violino
Direttori: Daniele & Marcello Pennuto
Musiche di Stamitz, Haydn, Mozart, Beethoven
L’ingresso è consentito solo con green pass
Facebook: Amici della chiesa di San Vito

2022_01_09 CONTROVENTI la stagione al TEATRO DELLA COOPERATIVA di Milano

TEATRO DELLA COOPERATIVA
STAGIONE 2021|2022
CONTROVENTI
ORARI SPETTACOLI
(salvo diverse indicazioni)
venerdì e sabato ore 20:00
domenica ore 17:00 

EVENTI SPECIALI
9 gennaio 2022_01_09 ore 20:00 
6 febbraio 2022_02_06 ore 20:00 
6 marzo 2022_03_06 ore 20:00 
CABARET
l’arte ribelle
di e con Flavio Oreglio
in collaborazione con Archivio Storico Cabaret Italiano

Basata sui documenti dell’Archivio Storico del Cabaret Italiano e sulle ricerche del Centro Studi Musicomedians, quella che emerge è un’avventura artistica incredibile e meravigliosa.
Il Cabaret è scomparso. Uno strano insieme di generi, come varietà, avanspettacolo, animazione da villaggio e burlesque, ne ha usurpato il nome. Flavio Oreglio ha indagato per ritrovarlo, intraprendendo un lungo viaggio nel passato alla ricerca di indizi illuminanti per dare vita a una vera e propria Restaurazione. E così una storia nascosta sta tornando alla luce e Oreglio ce la racconta. 
È una storia sorprendente e curiosa, che attraversa l’Europa dalla fine dell’Ottocento a oggi e che gioca a ping pong con gli Stati Uniti e il resto del mondo. Un continuum - che unisce grandi personaggi a illustri sconosciuti - fatto di satira, controcultura, anticonformismo, avanguardie, e sberleffo al potere. È storia di parole, poesia, musica, disegni e canzoni, creati da artisti che hanno avuto il coraggio di portare la propria visione del mondo sui palchi di locali e teatri. 
È la storia del Cabaret dalla sua nascita a Parigi nel 1881 fino all’esplosione del fenomeno in Italia negli anni Sessanta. Lo storytelling prevede anche momenti performativi (letture e canzoni) dedicati alle tappe basilari dello sviluppo della storia del cabaret.

12 | 23 gennaio 2022_01_23
MEMORIE DI UNA CICIONA
prima milanese
con Simonetta Guarino
regia Marco Taddei
produzione Compagnia NIM
Il body shaming sta alla Ciciona come l’orso al miele.
“Non sono io che voglio la panza... è la panza che vuole me: il mio tessssoro!”
In scena una Ciciona in Persona e le sue memorie (una “C” sola perché le doppie sono faticose e le Cicione oltre che ciccione sono anche pigre, va da sé).
Cosa si aspetterà il pubblico? Beh, intanto iniziamo con una considerazione di genere: le donne sono definite dal loro aspetto molto dai maschietti.  Una Ciciona, insomma, è molto più interessante di un generico ciccione per chi si dedica all’arte del body shaming. 
Cosa ci svelerà la Ciciona in persona sul palco?  Fantasie imbarazzanti? Aneddoti buffi di rotolini ribelli? Esilaranti brutte figure di un’imbranata over-size?
Cosa altro deve raccontare se non le sue mestizie? Forse raccontare di Noi. Di cosa scatena in tutti noi la Ciciona.
Quale occasione più ghiotta di questa per portare il peggio di noi sotto un palco? 
La ciccia è il pifferaio di questo spettacolo. La protagonista, Ciciona in Persona, invita a teatro il pubblico per parlare di sé come Ciciona ad honorem, Ciciona di lunga data, Ciciona DOC, ma finisce per parlare del pubblico, di tutti noi. Degli stereotipi esilaranti che circondano le Cicione, della paura che fanno le Cicione, della pace che infondono le Cicione, dell’incantesimo collettivo che trasforma la Ciciona in una strega vogliosa di salamini. E come una strega- ciciona inviterà il pubblico ad entrare in un bosco oscuro di racconti e vicende che solo un curriculum cinquantennale di Ciciona in persona potrebbero annoverare e svelerà al pubblico stesso che in fondo, tutti tutti tutti, anche i più secchi, vorrebbero nella propria vita poter essere “cicioni” perlomeno un giorno, almeno per un minuto.  

EVENTI SPECIALI
28 | 30 gennaio 2022_01_28
MIO PADRE
appunti sulla guerra civile
un racconto di e con Andrea Pennacchi
produzione Teatro Boxer
Quando è morto mio padre mi sono svegliato di colpo, come ci si sveglia dopo una festa in cui non ti divertivi e hai bevuto anche il profumo in bagno. È mattina, ti svegli e stai male, ma il peggio è che non ti ricordi niente e c'è un casino da mettere a posto. 
E tuo papà, che era bravo a mettere a posto, non c'è più. 
Così sono finiti i miei favolosi anni Novanta. 
La fine di una festa, la nascita di una nuova consapevolezza.
Come Telemaco, ma più vecchio e sovrappeso, mi sono messo alla ricerca di mio padre e della sua storia di partigiano, e prigioniero, ma più ancora della sua Odissea di ritorno in un’Italia devastata dalla guerra. Sperando di trovare un insegnamento su come si mettono a posto le cose.
TEATRO BOXER
Fondata nel 2004 la compagnia Teatro Boxer è guidata da Andrea Pennacchi. Dottore di ricerca in linguistica, filologia e letterature anglo–germaniche, è attore, drammaturgo e regista teatrale italiano, volto noto del piccolo e del grande schermo. 
Inizia con il Teatro Popolare di Ricerca di Padova e si è formato come attore seguendo maestri come Eimuntas Nekrosius, Carlos Alsina, Cesar Brie, Gigi Dall’Aglio.
In oltre dieci anni di attività ha portato in scena molti spettacoli, tra i quali: Trincee: risveglio di primavera,
Eroi – finalista al Premio off del Teatro Stabile del Veneto – Raixe storte, Quel veneto di Shakespeare,
Lacrime d’amianto e Imprenditori. Numerose le sue lezioni spettacolo per i ragazzi delle superiori: Una
feroce primavera, Viva Verdi!, Galileo - Le montagne della luna e altri miracoli, Capitan Salgari alla
riscossa, Il Tao di Bruce Lee (un drago in giardino).
Ha curato la direzione artistica di Terrevolute – Festival della bonifica a San Donà di Piave e la rassegna
Odeo days di Padova; ha collaborato con l’Accademia Teatrale Veneta di Venezia e la Fondazione Teatro
Civico di Schio. Organizza e segue laboratori di teatro per adulti, adolescenti e bambini.
Per il cinema ha lavorato, tra gli altri, con Carlo Mazzacurati ne La sedia della felicità, con Silvio Soldini in Leoni, Suburra e Il colore nascosto delle cose. Per la televisione ha preso parte, tra le diverse collaborazioni, a Il paradiso delle Signore, Non uccidere 2, Don Matteo, A un passo dal cielo. Ha lavorato con Paola Cortellesi in Petra, serie Sky andata in onda nel settembre 2020. È ospite fisso di Propaganda Live su La7 nel ruolo de Il Poiana.
Teatro Boxer produce spettacoli di prosa e lezioni–spettacolo per ragazzi delle superiori, distribuite grazie alla collaborazione con il circuito Arteven.
Ultime produzioni: The merry wives of Windsor e A midsummer night’s dream di William Shakespeare, spettacoli in lingua inglese creati per gli studenti delle scuole superiori e la lezione-spettacolo Shakespeare at work, per le scuole medie.
Nuovo di debutto: Gulliver's travels, attualmente in tournèe.

ANNULLIAMO "OLTRE IL LAGER" previsto per l'1 e il 2 febbraio.

EVENTI SPECIALI
6 febbraio 2022_02_06
CABARET: L’ARTE RIBELLE
Tre appuntamenti al Teatro della Cooperativa sulla Storia del Cabaret
ITALIA 1890-1945
secondo appuntamento
IL CABARET CHE NON CI FU
di e con Flavio Oreglio
in collaborazione con Archivio Storico Cabaret Italiano
Basata sui documenti dell’Archivio Storico del Cabaret Italiano e sulle ricerche del Centro Studi Musicomedians, quella che emerge è un’avventura artistica incredibile e meravigliosa.
Secondo appuntamento domenica 6 febbraio con Flavio Oreglio al Teatro della Cooperativa per ascoltare una storia poco conosciuta: la storia del cabaret. Dopo aver illustrato, nel primo incontro, la genesi francese e l’esodo europeo del genere, la storia diventa italiana. Nella performance del 6 febbraio Oreglio racconterà quello che è avvenuto in Italia dalla fine dell’Ottocento alla Seconda Guerra Mondiale e, com’è già avvenuto durante il primo appuntamento, anche questa volta si sveleranno collegamenti insoliti tra episodi artistici ed eventi pressoché sconosciuti, che non mancheranno di sorprendere lo spettatore. Futurismo, riviste satiriche, avanguardie artistiche sperimentali, esperienze romane che non hanno avuto seguito, artisti non identificati, connessioni non pervenute… cosa avrebbe potuto esserci e non c’è stato? Cosa si è diffuso in Italia e cosa è stato impedito e/o favorito dal fascismo? Questi sono solo alcuni dei temi che verranno trattati nella narrazione di una storia misteriosa, sulla quale l’Archivio Storico del Cabaret sta facendo sempre più luce. Al termine della performance spazio al teaforum per dibattere e approfondire – con chi lo vorrà – gli argomenti trattati nello storytelling. 
Per chi volesse approfondire la storia e seguire le evoluzioni delle ricerche in tal senso segnaliamo il libro L’Arte Ribelle edito da Sagoma Editore e gli aggiornamenti web curati da Sandro Paté sul sito www.archiviocabaret.it e sui profili Facebook Archivio Storico del Cabaret Italiano e instagram archiviocabaret.  

8 | 13 febbraio 2022_02_08
NON È FRANCESCA
storie di ordinaria contraddizione
prima milanese
di e con Francesca Puglisi
collaborazione drammaturgica Laura Pozone e Riccardo Piferi
supervisione alla scrittura Lucia Vasini
regia Francesca Puglisi e Laura Pozone
disegno luci Alessandro Bigatti
locandina Elisabetta Fusari
produzione Francesca Puglisi e BUSTER
Premio ANIMA MUNDI 2020 – La drammaturgia femminile X edizione
Finalista al Premio Silvano Ambrogi 2020 per la drammaturgia brillante
Quante contraddizioni vivono in ognuno di noi? Le conosciamo? Le accettiamo? Sappiamo gestirle? Francesca, donna contemporanea, femminista del nuovo millennio, può cucinare, pulire e stirare le camicie del proprio uomo senza sentirsi immediatamente catapultata nel Medioevo? Può insegnare a una figlia come conquistare il mondo, mentre abbina i calzini spaiati di tutta la famiglia? Può sentirsi una persona per bene, anche se non ha ancora capito dove va smaltito il Tetra Pak?
Ma soprattutto può dirsi realmente appagata e fiera di sé, sebbene da una settimana non pubblichi nulla sui social? Questi e altri dilemmi assillano la protagonista che prova a rispondere, confessandoci le sue contraddizioni, anche le più intime, dolorose e comiche allo stesso tempo. Incongruenze che sono un’occasione continua per scontrarsi con questa nostra “Società Instagram” che ci vuole eternamente connessi, sempre perfetti e mascherati; ne usciremo vivi? Forse sì, con l’autenticità, il disordine e la sciatteria.
Non è la bellezza che salverà il mondo, no, è il caos, la diversità. Lo spettacolo, un monologo che vede per la prima volta sulle scene l’ausilio di un assistente vocale come spalla comica, è un inno alla consapevolezza di sé, alla libertà della donna, all’amore per le sfumature, proprie e quelle degli altri. È come se Francesca si affacciasse al balcone e gridasse: “Voglio essere me stessa! Non quello che gli altri si aspettano da me! Valgo per quello che sono! Non per la mia immagine!” - Aspe’ però, prima di affacciarsi, meglio darsi una ripassata di rossetto, non si sa mai…”
L’evoluzione delle nostre idee non va sempre di pari passo con la storia genetica e culturale impresse in ognuno di noi.

22 | 27 febbraio 2022_02_22
UORA VO CUNTO
ovvero il Re topo fa alla guerra
testo Mico Pugliares
regia Renato Sarti
con Mico Pugliares
musiche Enzo Di Caro
produzione Teatro della Cooperativa
Per la rassegna Controventi, che celebra i 20 anni del Teatro della Cooperativa, torna dal 22 al 27 febbraio Uora vo cunto-ovvero il re topo fa alla guerra, diretto da Renato Sarti, scritto e interpretato da Mico Pugliares. 
Il Re topo fa alla guerra è una storia fantastica, un’invenzione, una visione, una immaginazione dove gli animali di un’aia vivono un’avventura attuale, ma eterna nella storia dell’umanità: la guerra. È una metafora sulla stupidità dell’uomo traslata nell’irrealtà degli animali.
Topi, capre, pecore e maiali si trovano ad affrontare una terribile guerra contro i dinosauri. Chi vince alla fine? La saggezza, qualità che noi uomini spesso abbandoniamo a sé stessa.
Ma Il Re topo fa alla guerra è soprattutto tentativo e ricerca personale: tentativo di mescolare elementi della tradizione siciliana (i cunti e i canti) con elementi della Commedia dell’Arte, con particolare riferimento a Beppe Nappa, unico zanni di origine siciliana; è tentativo di trasformare la cadenza delle filastrocche in ritmo recitativo. È ricerca di giochi di parole e di suoni, di armonie e disarmonie del dire nello sforzo di trovare un linguaggio personale che parte dall’amore per la propria terra.
“Questa è la storia di un topo… e uora vo cunto come fu.”

6 marzo 2022_03_06
CABARET: L’ARTE RIBELLE
Tre appuntamenti al Teatro della Cooperativa sulla Storia del Cabaret
terzo appuntamento
IL CABARET A MILANO
Dal secondo dopoguerra a oggi
di e con Flavio Oreglio
in collaborazione con Archivio Storico Cabaret Italiano
Basata sui documenti dell’Archivio Storico del Cabaret Italiano e sulle ricerche del Centro Studi Musicomedians, quella che emerge è un’avventura artistica incredibile e meravigliosa.
Terzo e ultimo appuntamento domenica 6 marzo con Flavio Oreglio al Teatro della Cooperativa per ascoltare ancora una volta una storia poco conosciuta: la storia del cabaret. Dopo la genesi francese e l’esodo europeo e gli avvenimenti in Italia dal 1890 alla seconda guerra mondiale, la storia si conclude con il racconto dei fatti dal secondo dopoguerra a oggi. Titolo della performance Il cabaret a Milano, perché Milano è stata l’epicentro dell’affermazione del cabaret in Italia. Cabaret a Milano e non Cabaret milanese, perché come vedremo, artefici del successo del fenomeno furono artisti provenienti da tutte le parti della penisola. Com’è già avvenuto durante i primi due appuntamenti, anche questa volta ci saranno sorprese e molti luoghi comuni saranno sfatati. Chi furono i protagonisti? Qual è la vera storia del mitico Derby? Con quali altri importantissimi locali condivise l’impresa? Ma non solo: qual è stato il ruolo dei teatri off degli anni ’70? Che influenza ha avuto il ’68? Quando è nato l’errore cabaret = comicità? Che cosa si nasconde dietro la presunta innovazione stand up? In altre parole: chi ha ucciso il cabaret? Finale con teaforum per dibattere e approfondire – con chi lo vorrà – gli argomenti trattati nello storytelling. Per saperne di più segnaliamo il libro L’Arte Ribelle edito da Sagoma Editore e gli aggiornamenti web curati da Sandro Paté sul sito www.archiviocabaret.it e sui profili Facebook Archivio Storico del Cabaret Italiano e instagram archiviocabaret.

9 | 20 marzo 2022_03_09
LA MOLTO TRAGICA STORIA DI PIRAMO E TISBE
CHE MUOIONO PER AMORE
liberamente tratto dalla scena dei comici del Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare
adattamento e regia Renato Sarti
con Federica Fabiani, Milvys Lopez Homen, Marta Marangoni, Rossana Mola, Elena Novoselova e
Rufin Doh Zéyénouin
scene Carlo Sala
musiche Carlo Boccadoro
canzoni originali Cochi Ponzoni e Flavio Pirini
produzione Teatro della Cooperativa
Durata 80 minuti
Prosegue, dal 9 al 20 marzo, la rassegna Controventi per festeggiare i 20 anni del Teatro della Cooperativa con La molto tragica storia di Piramo e Tisbe che muoiono per amore, liberamente tratto dalla scena dei comici di Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, adattato e diretto da Renato Sarti, con la collaborazione musicale di Carlo Boccadoro e le canzoni originali di Cochi Ponzoni e Flavio Pirini.
Quando si parla di comicità, spesso ci si dimentica del contributo fondamentale − per intelligenza e ironia − apportato da attrici del calibro di Franca Valeri, Franca Rame, Ave Ninchi e Tina Pica.
Le tre scene degli artigiani che rappresentano la Tragedia di Piramo e Tisbe durante le nozze dei signori nel Sogno di una notte di mezza estate sono un appuntamento costante del teatro comico, e tanto più i maldestri interpreti della sgangherata compagnia amatoriale cercano di essere tragici e di commuovere il pubblico, quanto più esilarante è il risultato ottenuto.
Alcuni anni fa misi in scena una personale versione del capolavoro di Shakespeare, in cui anche le scene dei comici furono reinventate. La sgangherata compagnia amatoriale non era composta da artigiani che facevano i mestieri tipici del tempo, come nel testo originale, ma dalle dipendenti di una moderna impresa di pulizie, tre delle quali straniere.
Il desiderio di rivedere sul palco quello straordinario gruppo di attrici, affiancate dall’ivoriano Rufin Doh Zéyénouin nei panni del loro datore di lavoro, e il successo a dir poco travolgente di quelle scene, mi hanno convinto a presentarle, ampliate e rivedute, in uno spettacolo a sé stante.
Nel momento in cui ho deciso di adattare questo testo, ero conscio del rischio in cui potevo incorrere, ossia quello di attirarmi le più feroci critiche da parte degli addetti ai lavori e di quegli spettatori legati al testo originale da una sorta di rispetto reverenziale, e direi quasi devozionale. A sostenermi, però, c’era la convinzione che Shakespeare riusciva a coinvolgere il pubblico, perché nelle sue opere non affrontava solo i grandi temi universali della vita e dell’uomo, ma anche perché parlava, in modo diretto e vivo, dei problemi legati al quotidiano. Quando questo non avviene, nel migliore dei casi si rischia di fare un teatro museale. 
Renato Sarti

ANNULLAMENTO sabato 26 marzo per "Muri prima e dopo Basaglia", con il ritorno in scena di Giulia Lazzarini, testo e regia di Renato Sarti. Lo spettacolo sarà quindi in scena soltanto venerdì 25, ore 20, e domenica, ore 17, al Teatro della Cooperativa.

25 e 27 marzo 2022_03_25
MURI
prima e dopo Basaglia
testo e regia Renato Sarti
con Giulia Lazzarini
scene Carlo Sala
musiche Carlo Boccadoro
disegno luci Claudio De Pace
produzione Teatro della Cooperativa
in coproduzione con Mittelfest
con il sostegno di Regione Lombardia - progetto Next 2010
con il sostegno della Provincia di Trieste
Finalista Premio Riccione per il Teatro 2009
Premio Anima 2012
Premio Le Maschere del Teatro Italiano a Giulia Lazzarini come miglior interprete di monologo 2015
Durata 60 minuti

Prosegue Controventi, la rassegna che celebra i vent’anni del Teatro della Cooperativa, con Muri-prima e dopo Basaglia, interpretato da una delle più grandi Signore del Teatro Italiano, Giulia Lazzarini.
Scritto da Renato Sarti, anche regista dello spettacolo, in base alle testimonianze di alcune infermiere, soprattutto su quella di Mariuccia Giacomini, racconta la vita in manicomio prima e dopo la rivoluzione voluta da Franco Basaglia.
Lo spettacolo, pluripremiato, è stato insignito tra gli altri del Premio Le Maschere del Teatro Italiano a Giulia Lazzarini come miglior interprete di monologo 2015.
Trieste, 1972. Avevo cominciato da poco a fare l’attore in un piccolo gruppo teatrale quando la direzione dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale ci concesse l’uso del teatrino situato nel comprensorio manicomiale. La condizione era che alle prove e agli spettacoli potessero avere libero accesso gli utenti. Tra questi c’era Brunetta, una ragazza lobotomizzata, che aveva marchiata sul volto tutta la violenza di cui le istituzioni sono capaci: pochi denti, occhi infossati, cicatrici sulla testa. Insieme a una parte del cervello le avevano tolto anche la capacità di camminare diritta e l’uso della parola. Ciondolava in avanti, tenendo le braccia a penzoloni e si esprimeva a mugugni. Spesso si sedeva con noi alla ricerca di una sola cosa: l’affetto, che per anni le era stato negato, e ricambiava ogni nostra attenzione aprendosi in un sorriso che, nonostante fosse sdentato, era meraviglioso. Nel 1974 mi sono trasferito a Milano. Brunetta non c’è più da parecchi anni, ma i suoi sguardi e la sua storia fanno indelebilmente parte della mia.
Camicie di forza, sporcizia, ricorso massiccio (a volte letale) a docce fredde, psicofarmaci, pestaggi, elettroshock. Lobotomia. Questo era il manicomio prima dell’arrivo di Franco Basaglia: una sorta di lager, in cui veniva perpetrata ogni tipo di coercizione. Con il suo intervento, il dialogo e il rispetto presero il posto della violenza, rendendo labilissima la precaria distinzione tra la “normalità” del personale preposto alla cura e la “follia” dei ricoverati; fra curanti e pazienti scattava una complicità all’insegna della comprensione e della condivisione della umana sofferenza. 
La protagonista riflette sulla sua esperienza trentennale di infermiera e lo fa con una nostalgia particolare, quela del poeta, quela che te sa tropo ben che non pol tornar, ma soprattutto con la lucidità di chi si rende conto che la straordinaria spinta di mutamento di quegli anni col tempo si è affievolita e rischia di finire inghiottita dall’indifferenza generale. La legge Basaglia rappresenta uno dei punti più alti della storia della nostra democrazia. È stata una delle grandi conquiste di carattere sociale, umano e civile del nostro Paese. Dobbiamo conoscerla, difenderla, perché bisogna sempre riaffermare con forza che le lancette della storia non si possono e non si devono riportare indietro. Renato Sarti

1 | 10 aprile 2022_04_01
MAI MORTI
testo e regia Renato Sarti
con Bebo Storti
luci Nando Frigerio
video Mirko Locatelli
produzione Teatro della Cooperativa
in collaborazione con Teatro dell’Elfo, Teatro 90 Progetti / Maratona di Milano
Durata 60 minuti
Mai Morti è una “affabulazione nera”, che fa discutere, arrabbiare, divide, emoziona e commuove.
Con una scrittura evocativa, Renato Sarti ripercorre la nostra storia recente attraverso i racconti di un fascista mai pentito. È affidato a Bebo Storti il difficile compito di dare voce a questo nostalgico delle “belle imprese” del Ventennio fascista, oggi impegnato in prima persona a difesa dell’ordine pubblico contro viados, extracomunitari, zingari e drogati.
“Mai Morti” era il nome di uno dei più terribili battaglioni della Decima Mas. A questa formazione, che operò a fianco dei nazisti nella repressione anti-partigiana, e al magma inquietante del pianeta fascista il personaggio guarda con delirante nostalgia.
Durante una notte milanese dei nostri giorni, il protagonista si abbandona a ricordi sacri, lontani, cari. Evoca le gloriose azioni della Ettore Muti, come le torture praticate nelle stanze di quello che diventerà il Piccolo Teatro di Milano. Ricorda le stragi compiute dall’Esercito Italiano in Africa e l’uso indiscriminato e massiccio dei gas contro le popolazioni civili. Ad animare i suoi sogni a occhi aperti sono anche alcune vicende del passato più prossimo e del nostro presente: dalla strage di piazza Fontana nella Milano incandescente del 1969, fino al G8 di Genova. 
Un monologo che cerca di rammentare, a chi se lo fosse dimenticato o non l’avesse mai appreso che la parola antifascismo ha ancora un fondamentale e profondo motivo di esistere, e per riflettere su quanto, in Italia, il razzismo, il nazionalismo e la xenofobia siano difficili da estirpare.
Nel 2003 la Mondadori ha pubblicato un cofanetto con testo e videocassetta dello spettacolo.

TEATRO DELLA COOPERATIVA
via privata Hermada 8 – Milano
info e prenotazioni - Tel. 02 6420761 
  

2020_03_19 Villaggio delle Uova

Data :19/03/2020
Villaggio delle Uova
Sede c/o PuraVida, Via Piemonte, Località La Lanca - San Martino Siccomario (PV)
Città: San Martino Siccomario (Pv)
Sezione #concertodautunnonews: altro
Descrizione: 7 week-end a caccia di uova: debutto fissato per il prossimo 19 marzo al Puravida Farm di San
Martino Siccomario (PV). Aperture speciali il 18 Aprile (lunedì dell'Angelo) e lunedì 25 Aprile
Il 19 Marzo Puravida Farm inaugura il primo villaggio a tema uova in Italia presso la Struttura
Puravida a San Martino Siccomario (PV). Dopo il successo della seconda edizione del Villaggio
delle Zucche, lo staff del Puravida Farm ha deciso di replicare l'esperienza cambiando tematica
in vista della stagione primaverile.
L'idea nasce da una tradizione comune a Stati Uniti e paesi nordici, dove nel periodo che
precede la Pasqua la dea Eostre (Easter), raffigurata come un coniglio, dona uova alle persone
per simboleggiare la nascita di una nuova primavera. "L'easter egg hunt", attività che verrà
organizzata soltanto nei weekend di Pasqua, è una caccia alle uova per bambini, i quali
dovranno cercare le uova colorate nascoste nel parco, nelle quali troveranno sorprese quali
caramelle, cioccolatini, giochi etc.
Tutti i weekend dal 19 Marzo fino al 1 Maggio (compresi il 18 e il 25 Aprile) sarà possibile
visitare il Villaggio e trascorrere una giornata immersi nella natura di un parco di 35mila metri
quadrati partecipando a divertenti giochi con animazione, laboratori creativi e percorsi
didattici, sempre diversi ogni settimana: gli alpaca, i rapaci, le api, il cioccolato, la caccia alle
uova e lo sheep dog. Bambini e bambine potranno inoltre destreggiarsi su trattorini elettrici ed
a pedali, sulle macchine elettriche a gettoni, i pedalò, cavalcare il pony e l'asinello, giocare
nella casetta del mais e sui gonfiabili. Nel parco anche un mercatino dove acquistare prodotti
tipici locali brandizzati Puravida Farm.
Molte le novità: tra le collaborazioni siglate quest'anno da PuraVida Farm, quella con il Museo
Ovopinto di Civitella del Lago (Terni) – realtà unica nel suo genere che raccoglie esemplari di
uova decorate e che racconta come arte l'antica usanza contadina locale di dipingere e
decorare le uova nel periodo pre-pasquale - e quella con il Museo di Scienze Naturali
dell'Oltrepò. Quest'ultimo, diretto da Silvia Guioli, racconta l'Oltrepò attraverso il suo passato
(archeologia e paleontologia) e attraverso le specie, animali e vegetali, che lo caratterizzano.
Entrambi i musei saranno presenti con una selezione delle loro collezioni.
Ultima ma non meno importante, tra gli protagonisti del Villaggio, anche la Croce Rossa,
presente con un suo corner: gli operatori intratterranno grandi e piccini con giochi e prove a
tema. Parte dell'incasso derivato dalla vendita delle uova PuraVida Farm sarà devoluto
all'associazione.
Ogni weekend sarà dedicato ad un particolare tema: 7 fine settimana all'insegna del
divertimento e della vita all'aria aperta. Questo il programma:

19-20 Marzo
Benvenuti tra gli alpaca

26-27 Marzo
E' arrivata la Primavera

02-03 Aprile
Le api prendono il volo

09-10 Aprile ​
Profumi e colori

16-17-18 Aprile
La Pasqua – Caccia alle Uova

23-24-25 Aprile
Amici a 4 Zampe

30 Aprile-01 Maggio
Il Saluto del Villaggio

Lo staff del Puravida Farm ha pensato anche alle scuole offrendo la possibilità di una visita ludico-didattica dedicata, durante la settimana per i bambini dai 3 ai 14 anni. Sono previsti due pacchetti: il primo, dalla durata di mezza giornata, comprende la visita alla fattoria dei nostri
animali, un laboratorio ricreativo, l'accesso alle aree giochi e la visita alla mostra; il secondo, invece dalla durata di una giornata, comprende la visita alla fattoria dei nostri animali, due laboratori, l'accesso alle aree giochi e la visita alla mostra.
L'ingresso al Villaggio delle Uova (12 euro) si prenota al link http://www.puravidafarm.it/villaggio-delle-
uova/
ed è gratuito per i bambini da 0 a 3 anni.
In caso di maltempo, vi consigliamo di munirvi di stivali da pioggia, impermeabile o giacca a vento e ombrello per tutta la famiglia.
Contatti:
Indirizzo e-mail :
Numero di cellulare:
Numero fisso:
Sito Web: http://www.puravidafarm.it/villaggio-delle-uova/

2020_03_19 Benvenuti tra gli alpaca

Data :19/03/2020
Benvenuti tra gli alpaca
Sede Villaggio delle Uova c/o PuraVida, Via Piemonte, Località La Lanca - San Martino Siccomario (PV)
Città: San Martino Siccomario (Pv)
Sezione #concertodautunnonews: altro
Descrizione: E' tutto pronto per il debutto del primo Villaggio delle Uova d'Italia: l'appuntamento è per sabato 19 e domenica 20 Marzo con Benvenuti tra gli alpaca. Protagoniste non solo le uova ma anche quelle graziose e simpatiche creature originarie del Sudamerica che sono gli alpaca, mammiferi della famiglia dei camelidi dal pelo morbidissimo. Un animale docile, dal pelo morbidissimo simile a seta che può assumere fino a 22 colorazioni naturali diverse. Grazie al suo carattere buono, paziente e remissivo, viene utilizzato anche nella pet-therapy con bambini, malati e anziani.


In programma
Molte le sorprese in programma nel primo fine settimana del Villaggio: gli organizzatori hanno previsto laboratori creativi, animazione, giochi. Nello specifico, nell'arco della giornata ci sarà la possibilità di partecipare ad un laboratorio didattico per scoprire curiosità e abitudini degli alpaca ma anche a un laboratorio creativo per artisti in erba alle prese con la decorazione degli incarti delle uova di Pasqua (iniziativa, questa, che sarà presente tutti i fine settimana dal 19 Marzo al 18 Aprile).


Protagonista del Villaggio anche la Croce Rossa Italiana che sarà presente con la sua ambulanza: gli operatori saranno impegnati non solo nelle attività di soccorso al pubblico ma anche in giochi, animazione e prove a tema assistenza, guidando piccoli e grandi alla scoperta di cosa fa e come opera la CRI.

Tra gli ospiti del Villaggio, farà il su debutto sabato 19 Marzo anche il Museo Ovopinto di Civitella del Lago (Terni) le cui creazioni, in trasferta per l'occasione, verranno esposte in una singolare mostra. Il Museo Ovopinto è museo unico al mondo, un piccolo gioiello nato per raccogliere ed esporre tutte le uova dipinte messe insieme dall'Associazione Culturale giovanile che da ben 23 anni bandisce la Mostra Concorso Nazionale "Ovo Pinto" (uovo dipinto, in dialetto). In questa cittadina l'antica usanza contadina di dipingere le uova durante il periodo pasquale è stata elevata a prestigiosa e raffinata arte.
Tra le collaborazioni che caratterizzano questa prima edizione del Villaggio delle Uova anche quella con il Museo dell'Oltrepò, diretto da Simona Guioli, che sarà presente con una selezione delle collezioni di botanica, zoologia, paleontologia, archeologia, mineralogia.
Dal 19 Marzo fino al 1 Maggio (compresi il 18 e il 25 Aprile) sarà possibile visitare il Villaggio e trascorrere una giornata immersi nella natura di un parco di 35mila metri quadrati partecipando a divertenti giochi con animazione, laboratori creativi e percorsi didattici, sempre diversi ogni settimana. Bambini e bambine potranno inoltre destreggiarsi su trattorini elettrici ed a pedali, sulle macchine elettriche a gettoni, i pedalò, cavalcare il pony e l'asinello, giocare nella casetta del mais e sui gonfiabili.
Tante le attività proposte: ce n'è per tutti i gusti e le età. Attività che mettono fame: per placare lo stomaco vari corner di street food ed un ristorante pizzeria dove si potranno gustare piatti tipici del territorio e pizze nelle più svariate declinazioni.
Nel parco gli organizzatori allestiranno anche un mercatino dove acquistare prodotti tipici locali brandizzati Puravida Farm, tra cui le Uova di Pasqua. Parte dell'incasso derivato dalla vendita delle uova PuraVida Farm sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana, sede di Pavia.
Che aspetti a scoprire il nuovo Villaggio targato Puravida Farm?


19-20 Marzo 2022
Benvenuti tra gli alpaca
Villaggio delle Uova c/o PuraVida Farm
Via Piemonte – Loc. La Lanca 27028 San Martino Siccomario (PV)
(su Google maps: Puravida, San Martino Siccomario)
Per info: +39 0382 559326 - Email: info@puravidafarm.it - www.puravidafarm.it
Contatti:
Indirizzo e-mail :
Numero di cellulare:
Numero fisso:
Sito Web: http://www.puravidafarm.it/villaggio-delle-uova/

2022_03_27 TEATRO COCCIA l'opera nuova di Federico Gon UN BULLO IN MASCHERA

TEATRO C.COCCIA - Novara
STAGIONE PRIMAVERA 2022
Domenica 27 marzo 2022 ore 16:00
lunedì 28 marzo 2022 ore 09:00 e 11:30 - recite per le scuole
TEATRO COCCIA
CHI HA PAURA DEL MELODRAMMA?
UN BULLO IN MASCHERA
Musica di Federico Gon
Soggetto e libretto Stefano Valanzuolo

Foto Coccia Il gruppo di lavoro al centro l'autore Federico Gon
Personaggi ed interpreti:
Bruno, un allenatore Giuseppe Matteo Serreli (Accademia AMO)
Dino, un portiere in serie A Yuxiang Liu (Accademia AMO)
Maria, la ragazza di Dino Yo Otahara (Accademia AMO)
Ale, un giovane portiere Francesco Califano (Allievo attore della scuola del Teatro Musicale)
Nelson, un giovane bullo Samuele Bazzi (Allievo attore della scuola del Teatro Musicale)
Attore Leonardo Pesucci
Coro e comparse Allievi Attori della Scuola del Teatro Musicale
Direttore d’orchestra Margherita Colombo
Regia Alberto Jona
Scene e costumi Matteo Capobianco
Disegno luci Alberto Jona e Ivan Pastrovicchio
Ensemble del Teatro Coccia
Produzione Fondazione Teatro Coccia di Novara in collaborazione con STM – Scuola del Teatro Musicale

L’incasso della recita di Domenica sarà devoluto al Fondo Emergenza Ucraina, costituito presso la Fondazione Comunità Novarese onlus che nasce per raccogliere donazioni a sostegno dell’accoglienza, sul territorio della provincia di Novara, dei profughi di guerra
“Un bullo in maschera”: il titolo allude al repertorio operistico classico ma i toni presi in considerazione sono decisamente più moderni e, all’occorrenza, informali. La storia rimanda alla trattazione di un argomento molto delicato e attuale, quello del bullismo, che tocca da vicino l’universo infantile e adolescenziale. Un tema, questo, che ha ricevuto finalmente attenzione specifica in epoca recente. Qui lo si affronta in un’ottica totalmente nuova, musicale, destinate a risultare leggera nella forma, ma non per questo superficiale. 
Svelare al pubblico dei più giovani il mondo dell’opera, con il suo codice privilegiato, le sue irrinunciabili convenzioni e i suoi piccoli riti. Questo è la mission alla base del progetto denominato “Un bullo in maschera”. 
Il titolo allude, con toni da parodia, al repertorio operistico classico ma i toni presi in considerazione, pur nel rispetto di un linguaggio nobilmente riconoscibile, sono decisamente più moderni e, all’occorrenza, informali. La storia, innanzitutto, rimanda alla trattazione di un argomento molto delicato e scabrosamente attuale, quello del bullismo, che tocca da vicino l’universo infantile e adolescenziale. Un tema, questo, che ha ricevuto finalmente attenzione specifica in epoca recente, il che rende plausibile il tentativo di rilanciarne l’analisi anche in un’ottica totalmente nuova, specificamente musicale, destinate a risultare leggera nella forma, ma non per questo superficiale.
LA STORIA
Alcuni ragazzi stanno prendendo le misure per delimitare il campo da gioco.
Dispongono gli zaini per terra, disegnando le due porte, poi cominciano a formare le squadre, ma lasciano in disparte uno del gruppo. È Ale, che si lamenta della sua perenne condizione di riserva. Quando, però, l’improvviso infortunio di uno dei portieri lo fa rientrare in gioco, Ale inciampa goffamente sugli zaini e incassa un clamoroso goal: tutti lo prendono in giro...
Una compagnia di artisti di strada, che poco distante sta montando il palco per un piccolo spettacolo di suoni e luci, assiste alla scena. Uno degli attori si avvicina ai ragazzi per raccontargli cosa fosse capitato a lui da piccolo, all’epoca in cui si divertiva a fare il portiere e sognava di diventare un campione. La sua storia assomiglia a quella di Ale. Eppure, l’intervento non basta a frenare gli stupidi atti di bullismo nei confronti del portierino. Così, gli attori si cambiano d’abito e decidono di raccontare ai ragazzi una storia vera e propria, mettendo in scena una piccolissima opera musicale in cui, per una volta, si parlerà di calcio.
Inizia così la rappresentazione de “Il bullo in maschera”. I piccoli calciatori, abbandonando per un po’ palloni e porte, si dispongono tutt’intorno agli attori, seduti a terra, per assistere all’improvvisata performance della compagnia di strada. E noi con loro…

Se l’argomento al centro della storia, dunque, spicca per attualità, ancor più originale sembra essere il contesto all’interno del quale la vicenda viene calata dagli autori. “Un bullo in maschera” è, infatti, la prima opera lirica ambientata nel mondo del calcio.. La miscela originale e inedita di sport, musica e indagine sociale tocca in via diretta la sensibilità degli spettatori più giovani, ma non solo.
Un gioco, insomma; ecco come va considerato “Un bullo in maschera”. Un divertissement, certo, che parla di cose serissime ma si propone di farlo senza inutili appesantimenti, confondendo gli schemi dell’opera con quelli affascinanti del calcio.

La trama del “Bullo”, semplicissima, si snoda attraverso due piani narrativi.

Quello del presente, ossia della realtà, rimanda alle vicende di un gruppo di aspiranti calciatori, sospesi tra la voglia di successo, incomprensioni, eccessi e successi accarezzati. Quello della finzione, ossia del racconto, invece chiama in causa una compagnia di attori-cantanti, chiamati a mettere in scena la favola del calcio, per coinvolgere e infine sorprendere un gruppo di giovanissimi campioni, spegnendo qualsiasi velleità di bullismo nelle gioie del gioco più bello del mondo. Ci sono tutti i personaggi del melodramma classico, ma ognuno di loro viene ridisegnato, qui, per assomigliare quanto più possibile, in fondo, ai protagonisti di oggi. Come a ribadire che l’opera lirica non è terreno esclusivo di dei ed eroi, ma semplicemente parla di ciò che ci stia a cuore.

Alle novità sostanziali, rappresentate dalla scelta del tema e del contesto (il bullismo, il mondo del calcio), se ne aggiunge un’altra importante, soprattutto formale: “Un bullo in maschera”, infatti, si presenta come opera interattiva, al cui svolgimento, cioè, il pubblico viene invitato a contribuire in modo decisivo, scegliendo tra le ipotesi possibili e alternative messe a disposizione dalla struttura del libretto. E la storia del “Bullo”, alla fine, resta un bel pretesto per mostrare al pubblico come in musica si possa trattare ogni argomento, fin anche quello più delicato, col tocco lieve e serio chi sappia giocare.

Note di regia di Alberto Jona
Un bullo in maschera di Federico Gon e Stefano Valanzuolo interseca una pluralità di temi in modo stimolante e affascinante: da una parte contemporanei, il calcio, il cinema e il bullismo, che purtroppo ben conosciamo, dall'altra il melodramma, non immediatamente facile per un pubblico giovane, perché non vi è abitudine di frequentare questo genere, il suo codice e il suo mondo narrativo.
L'opera è una sorta di romanzo di formazione, un racconto che un adulto, ormai affermato allenatore di calcio, fa a due giovani, un bulletto e un bullizzato, per portarli alla consapevolezza di sé. Un inizio nel presente in un campetto da calcio quasi improvvisato dove un gruppo di adolescenti organizza una partita ed esclude e bullizza un compagno, e un tempo passato, che è quello del racconto esemplare, che porta alla presa di coscienza. Molti gli stimoli che il testo e la partitura propongono: da una parte il gioco scenico del flash back, dall'altra i codici del melodramma e del calcio.

In un'opera contemporanea che debutta credo che si debba rispettare le indicazioni del librettista e del compositore, lo spazio e il tempo. Diverso e più complesso è il rapporto con il repertorio operistico tradizionale, che il pubblico già conosce, in cui il regista può permettersi una lettura più personale, un approccio meno canonico per rileggere un'opera, un personaggio o una vicenda. In una prima assoluta contemporanea credo invece che il dovere del regista sia di essere al servizio della composizione e dell'opera nella sua totalità, per restituire al meglio il pensiero del compositore e del librettista, condividendo le scelte con loro.
Lo spazio scenico ha per me una fortissima valenza narrativa, per cui abbiamo immaginato con lo scenografo Matteo Capobianco, una struttura girevole che provi a visualizzare scenicamente lo scorrere del tempo così importante nell'opera. La scena girevole rappresenta due momenti temporali diversi con un gioco di colori, sgargianti per il presente, e in qualche modo sbiaditi per il passato (come le foto analogiche degli anni '80).

Molte le tecniche cinematografiche che ho pensato di proporre, reinventate teatralmente, dal rallenti al piano sequenza, dall'uso della moviola al gioco cromatico, grazie agli stimoli stessi del libretto di Valanzuolo che, come in Sliding doors, propone di ribaltare determinate situazioni e immaginare altri possibili sviluppi della vicenda narrata.
Stessa cosa per il codice scenico che da una parte utilizzerà una gestualità naturalistica contemporanea e dall'altra, nel momento in cui si entra nella stilizzazione del melodramma, la gestualità scenica tipica dell'opera.
Infine per mettere in scena il calcio ho pensato a una stilizzazione anti-naturalistica che racconti lo sport in modo inaspettato senza “gareggiare” mai con cinema e televisione.
L'opera di Gon e Valanzuolo è anche un tuffo divertito nel mondo del melodramma, nel suo codice, nei suoi vezzi. Una scommessa per avvicinare l'opera ai ragazzi utilizzando un linguaggio divertente, colto e ricco di citazioni musicali e testuali, che verranno esplicitate attraverso l'ingresso in scena dei personaggi evocati musicalmente, Violetta Valery, Filippo II, Tosca, Rigoletto, Orfeo...
Un bullo in maschera è per me una scommessa entusiasmante in cui i diversi linguaggi teatrali si combinano e dialogano per divertire ma insieme far rifletter il pubblico giovane, e non solo.



di Matteo Capobianco
Un bullo in maschera di Federico Gon e Stefano Valanzuolo si sviluppa su un doppio piano temporale, presente e passato.
A tal proposito con la scenografia si vuole rappresentare tale meccanismo narrativo. Lo scorrere del tempo verrà tradotto nello spazio scenico mediante una grande struttura girevole. La rotazione antioraria ci riporterà nel vissuto, quella oraria ci porterà nel qui e ora, rendendo possibile continui salti temporali.
Sulla struttura vedremo da un lato rappresentata la piazza di un paese ipotetico dove i ragazzi stanno giocando, così com'è ai giorni nostri, la stessa ruotando di 180° ci porterà nello stesso luogo, ma indietro nel tempo.
Gli edifici, resi con effetti prospettici e in scala leggermente ridotta, saranno una serie di case e palazzi alberi e altri elementi urbani, in grado di trasformarsi in altri elementi differenti, aprirsi per svelare contenuti, elementi di scena e creare passaggi.
La stessa architettura la ritroveremo sull'altro lato, quello dedicato al passato, ma con un gioco di similitudine e differenze, ad esempio un grande albero sarà un alberello, al posto di un edificio moderno troveremo una vecchia abitazione etc.
Ciò che si svolge in proscenio fino in sala invece sarà il nostro immaginifico campo da calcio, alcuni personaggi sfonderanno la quarta parete, interagendo direttamente dalla sala con il palco, attraverso un passaggio a lato della buca d'orchestra, creando uno sviluppo verticale della scena e favorendo l'interazione con il pubblico, coinvolto in prima persona nella storia.
La differenza spazio-temporale sarà sottolineata anche con un gioco cromatico, sia per la scenografia che per i costumi, sgargianti per il presente, e in qualche modo sbiaditi in tinte pastello desaturate, per il passato (come le foto analogiche degli anni '80).

L'opera andrà in scena con un corollario di iniziative ASPETTANDO “UN BULLO IN MASCHERA OVVERO L’OPERA NEL PALLONE”

Inoltre a partire da Lunedì 14 fino a Sabato 19 Marzo, in occasione della Festa del Papà sarà possibile acquistare i biglietti a un costo speciale di 10,00 euro sia per adulti che per i bambini. Per tutta la famiglia! Sarà sufficiente inserire il codice L5FF8GRR nel momento dell’acquisto online o recarsi presso la biglietteria del Teatro (da Martedì a Sabato dalle 10.30 alle 18.30) dove lo sconto sarà applicato automaticamente.

Alla recita di Domenica 27 Marzo si arriverà anche a seguito di un ricco calendario di appuntamenti in presenza e virtuali. Si parte con L’ora del Te su Sipario Virtuale, a cura di Luca Baccolini. In attesa della prima il giornalista incontrerà Corinne Baroni, Stefano Valanzuolo, Federico Gon e Alberto Jona (rispettivamente il 16, 18, 22 e 24 Marzo alle ore 19) nell’area riservata agli approfondimenti online sul sito della Fondazione Teatro Coccia https://www.fondazioneteatrococcia.it/sipario-virtuale.html (Il progetto Sipario Virtuale del Teatro Coccia è sostenuto da SCENA UNITA - per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo, fondo privato gestito da Fondazione Cesvi - organizzazione umanitaria italiana laica e indipendente, fondata a Bergamo nel 1985 – in collaborazione con La Musica Che Gira e Music Innovation Hub).

Giovedì 17 Marzo 2022_03_17 alle 18 al Circolo del Lettori di Novara il direttore d’orchestra Margherita Colombo sarà ospite della decima del festival Voci di Donna, a dialogo con la giornalista de La Stampa Maria Paola Arbeia, per parlare dell’opera e anche della figura della direzione d’orchestra declinata al femminile. Ingresso gratuito con prenotazione del posto https://novara.circololettori.it/un-bullo-in-maschera-ovvero-lopera-nel-pallone/ 

Mercoledì 23 Marzo 2022_03_263 alle 18.30 in Teatro un nuovo appuntamento aperto a tutti che unisce i temi della finzione con quelli della realtà: Cartellino Rosso contro il Bullismo scendono in campo Teatro, Sport, Attualità. A confrontarsi sul tema: Marilinda Mineccia, già Procuratore della Repubblica, Dario Bergamelli, difensore del Novara Football Club (partner del progetto) e Alberto Jona. Modera Luca Baccolini. Ingresso gratuito con biglietto.