2020_03_27 Le Norme ritrovate

Dall'Archivio di Concertodautunno un articolo [purtroppo non ritrovo ne autore e rivista sul quale fu pubblicato] ma risalente agli anni '80 nel quale si parla di NORMA di Vincenzo Bellini immaginando l'opera scritta da autori diversi nel loro precipuo stile.

«A dare su dei pastiches la benché minima spiegazione si rischia di diminuirne l'effetto».
Marcel Proust


LA NORMA di Claudio Monteverdi.

Prologo - In cielo:
Verosimiglianza e Buon Gusto si disputano il primato del mondo. La Musica promette che in questo giorno dovranno ossequiare e l'uno e l'altra. 
Atto I - Paesaggio ameno. Ninfe ed altre deità silvane intrecciano danze intorno a Norma, che attende la venuta dell'amato Pollione. Giunge invece un messaggero di Oroveso chiedendo guerra: Norma sorride dolcemente e declina l'invito. Altre danze campestri chiudono l'atto. 
Atto II - Paesaggio montano. Mentre attende la venuta dell'amato Pollione. Adalgisa confida all'Eco le sue pene d'amore. La confessione della vergine è udita da Norma, che sta raccogliendo vischio su una quercia vicina. Stupore dapprima, poi disperazione e lamento di Norma in cinque strofe. 
Atto III - Altro paesaggio vaghissimo. Norma incita Clotilde ad uccidere Adalgisa. e a questo scopo le fa indossare la lorica di Pollione. Poi si nasconde. Giunge Adalgisa e corre ad abbracciare l'immagine dell’amato. Mentre Clotilde sta per vibrare il colpo mortale sopraggiunge Oroveso, che disarma Clotilde e ne scopre l'identità. 
Atto IV - Boschetto di allori presso un ruscello. Per non tradire Norma, Clotilde si assume l'intera colpa del misfatto: andrà in esilio. Toccante addio alle Gallie. 
Atto V scena prima - scena dell'Atto II. Teneramente abbracciati. Adalgisa e Pollione progettano la fuga; scena seconda - Un bell'orrido. Norma e Oroveso discutono i piani di guerra. Giunge una messaggera annunciando la tentata fuga di Adalgisa. Pollione viene condotto in sceia, disarmato e incatenato. Lamento di Pollione. Norma uccide Pollione, e poi rivolge contro sé stessa la spada: ma appare Irminsullo, e Norma sale in cielo con lui cantando. (Nota: esiste un altro finale in cui è Pollione a uccidere Norma e a salire in cielo cantando).

POLLIONE IN GALLIA di Georg Frederick Haendel.

(L'intreccio fu considerato estremamente complesso anche dai contemporanei, tanto che si rese necessario, a Londra, la pubblicazione di un libretto annotato.) 
Norma, regina di Gallia, giunge all'accampamento di Pollione, proconsole romano e già suo amante. È accompagnata da Clotilde travestita da filosofo neoplatonico: Norma si è travestita, invece, da aruspice. Nell'accampamento, Pollione convive con Adalgisa, che nelle sue rare sortite si traveste da centurione. Flavio, amico di Pollione e curioso di comprendere ciò che succede nella tenda del proconsole, vi penetra travestito da giovane schiava egiziana: Pollione è lì lì per ..invaghirsene, e la scena che ne segue (affidata originariamente al Farinelli e al Broschi) non manca di una sua tal quale malizia. Nel frattempo, nell'accampamento romano arriva anche Oroveso travestito da Clotilde, con lo scopo di invitare Pollione a un incontro/trappola. Non appena Pollione lo (la) vede, decide di far perdere le sue tracce e si traveste da Norma. Così, accade che la vera Clotilde incontri la falsa Norma, e la vera Norma la falsa Clotilde: ne deriva una serie di equivoci. Vista la situazione, Adalgisa abbandona gli abiti da centurione e si traveste da Oroveso, sperando in questo modo di convincere la sedicente Norma (che in realtà è Pollione) ad andarsene; la vera Norma ruba gli abiti di Flavio sperando così che Pollione le si appalesi; Flavio, rimasto senza vestiti, trova e indossa quelli di Adalgisa; e Clotilde, persasi in un'altra parte dell'accampamento, si traveste da Pollione nella speranza di ritrovare Norma. Gli equivoci aumentano oltre l'immaginabile: ma basta a scioglierli l'arrivo di Cesare, che sposa Norma a Pollione, Adalgisa a Flavio, Oroveso a Clotilde, e a tutti concede il suo augusto perdono.

NORMA di Giuseppe Verdi

Pollione. giovane diplomatico romano, nel corso di una festa a Stonehenge si innamora di Norma, briosa animatrice dei ritrovi luteziani. Alle sue profferte Norma sorride, dapprima: ma poi, quasi senza volerlo, offre al giovane un rametto di vischio contro la promessa di riportarlo «quando sarà appassito». E, rimasta sola, sente confusamente di essere a una svolta nella sua vita. Passa il tempo, e ritroviamo Norma e Pollione nel profondo di una foresta delle Ardenne insieme ai loro due bambini.
La gioia è perfetta: ma per mantenere questo costoso treno di vita Norma ha dovuto impegnare tutto, perfino lo scudo di Irminsul. In assenza di Pollione Norma riceve la visita di Flavio, padre di Pollione, che la supplica di interrompere questa impossibile liaison, tanto fatale alla carriera del figlio. La risposta di Norma è un secco: NO. Flavio si ritira con un niente di fatto, ma la conversazione è stata ascoltata in segreto da Oroveso, padre di Norma e capo del partito d'azione: sconvolto, egli maledice la figlia. Assetato di vendetta, Oroveso organizza un piano: Adalgisa dovrà adescare Pollione in una bettola di Alesia, fargli bere molto Falerno e metterlo a letto. E poi, ucciderlo. Ma Norma scopre il piano, si sostituisce a Pollione e viene uccisa: ad Oroveso non resterà che raccogliere gli ultimi sospiri della morente. Una nomade della tribù degli Iberi rapisce i due bambini.

NORMA di Claude Debussy

Opera di atmosfere, incantamenti, un sottile senso di sopore percorre la platea. In un profondo bosco a occidente Norma vive con Adalgisa, Clotilde, Oroveso. Inoltratasi nel fitto del cuore più buio della foresta, un giorno. Norma fa ritorno al crepuscolo con due figli: nulla le viene chiesto, nulla essa dice. «Ce n'est que deux enfants,qui frissonnent au bout de leurs pauvres pètits coeurs» — osserverà Clotilde  due anni dopo.
In una notte senza luna, appare, sotto il balcone dove Adalgisa legge un libriccino sulla vita delle api, Pollione. Adalgisa capisce. E pian piano, mentre uno dopo l'altro si succedono i tramonti, nei loro cuori si annida un delicato sentimento grave di colpe non commesse, di cose non dette e, forse, neppure pienamente pensate. E Adalgisa langue, si consuma nel dolore davanti alla muta sconsolatezza di Norma, e, lentamente, malinconicamente, dolcemente, silenziosamente, muore. Oroveso e Clotilde si ritirano in un ipogeo votandosi alla contemplazione. Pollione annega in una fontana presso la cui frescura amava suonare il syrinx. Norma e i bambini muoiono di influenza. Da lontano, si sente il suono degli hallalis [corni da caccia]. La foresta tace.

NORMA di Luciano Berio

(in collaborazione con Luca Ronconi) 
La vicenda — e quindi l'elaborazione musicale — si svolge su due livelli, uno mitico e uno quotidiano. Le cellule musicali vengono variamente ordinate secondo un diagramma di compenetrazione dei due livelli narrativi, che viene a sua volta precisato da un contesto di, varianti che includono la temperatura minima del giorno a Darmstadt e a Oneglia, la chiusura del dollaro aTokyo, l'umore di Luca (da —10 a +10) ecc.. e che si concretano in un numero periodico per definizione infinito, ma il cui utilizzo viene ridotto al tempo limite di 2h. Il livello mitico della vicenda è la trama di Norma di Bellini, vissuta come coscienza profonda del microcosmo lombardo, ossia dei protagonisti dell'altro livello narrativo: Norma Lo Gallo, giovane sindacalista all'Alfa Romeo di Arese; Pollione Monaghi. suo amante ed esponente del padronato, che la costringe a svolgere attività antisindacale; Adalgisa Masciadri, dattilografa e nuova vittima del Monaghi; Oroveso Lo Gallo, padre di Norma, pensionato, vecchie-anarchico individualista. Clotilde e Flavio, che non trovano,corrispondente al livello del quotidiano, rappresentano rispettivamente la coscienza storica delle masse e il perbenismo borghese. Le scene di Gae [Aulenti] si richiamano esplicitamente a detti livelli, sintetizzando le scenografie primo Ottocento di Sanquirico con il design anni '50/'60 alla Paolo Tilche.