2019_09_14 NANDO CRIPPA Still Life una mostra di MEB Arte Studio a Borgomanero

Dal 14 settembre al 26 ottobre 2019
Spazio espositivo della galleria in Via San Giovanni 26, a Borgomanero (NO)
La MEB Arte Studio presenta la mostra

NANDO CRIPPA
Still Life
a cura di Marco Emilio Bertona
testo di Marco Rota

inaugurazione sabato 14 settembre 2019 ore 18.00






STILL LIFE di Marco Rota
"Sicuramente alla domanda: «che cosa significa rosso, blu, nero, bianco?» potremmo indicare certe cose che sono di quel colore. E questo però è tutto: la nostra capacità di spiegare i significati non va oltre." L.Wittgenstein, Osservazioni sui colori
Indicare un’automobile di lusso o una ciliegia come se fossero la stessa cosa sembrerebbe irragionevole a chiunque. Fossero pure di un colore perfettamente identico.
Lo stesso allora si può dire se indichiamo la rappresentazione plastica di un uomo in piedi su una sfera, o sdraiato su un letto, o intento a leggere seduto a un tavolo dalla forma resa all’essenziale. Fossero pure modellati con un identico materiale e colorati con identiche sostanze.
C’è un’evidente crisi dell’idea di significato che ha certo una tradizione precedente le osservazioni di Wittgenstein, ma che il filosofo austriaco ha saputo più e meglio di tutti portare alla luce.
Voler spiegare il significato della parola «rosso» non è allora in linea teorica diverso dal voler spiegare il significato di espressioni come «scultura» (o, se si vuole, di «opera d’arte»).
Resta però che il nostro intuito, più ancora che la nostra ragione e al di là di questa, arriva a cogliere una qualche inaspettata affinità (si potrebbe dire un estremamente minimo comune denominatore) fra un’automobile di lusso e una ciliegia, o anche fra un uomo in piedi su una sfera, o appoggiato a un muretto, un dormiente o un lettore.
E questi seppur minimi indizi possono riportarci sulle tracce di un significato che riusciamo se non altro a intravedere da lontano. E non è qui solo questione di tecniche o di materiali. Aleggia intorno alle opere di Nando Crippa un’atmosfera fatta di silenzio e di immobilità, di quiete e di solitudine (connotazioni peraltro tutte presenti nel titolo dato a questa personale).
Si utilizza di solito in fotografia l’etichetta di «still life» per indicare il lavoro fatto in sala di posa con oggetti inanimati appoggiati su un piano, differenziandolo dunque dal ritratto e ancor più dal reportage. Sembrerebbe quindi paradossale utilizzare questo sintagma per intitolare una mostra fatta di opere in cui è sempre presente (e almeno in apparenza preponderante) una figura umana.
Ma è ancora una volta l’intuito più che la ragione a mostrarci quasi come un’evidenza che una delle possibili traduzioni di «still life», e cioè quel «vita silente» spesso utilizzato da Giorgio De Chirico per le sue tele, è forse la chiave di lettura più utile per decodificare queste sculture di Nando Crippa (artista certo molto lontano dal De Chirico neobarocco, ma non da quello metafisico) e per arrivare a comprenderne la vera natura. Che non è certo una «natura morta».

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