2017_03_14 L'ABITO NUOVO di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello

TEATRO SALA FONTANA - Milano
14-19 marzo 2017L'ABITO NUOVO
di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello
regia Michelangelo Campanale
produzione La Luna nel Letto
Cosa accade quando Eduardo De Filippo incontra Luigi Pirandello?
L'abito nuovo è proprio il frutto di questa insolita unione fra i due grandi maestri del teatro e della letteratura.
Una pièce in cui ritroviamo tutti i temi cari ai due autori condensati nella figura dello scrivano Michele Crispucci, un personaggio umile, attaccato alla sua dignità di uomo, una sorta di eroe contemporaneo in lotta contro l'ottuso materialismo dei nostri giorni e il degradante attaccamento degli uomini alle cose, alla roba piuttosto che sentimenti. 

2017_03_25 150° anniversario della nascita di Arturo Toscanini


In occasione del 150° anniversario della nascita di Arturo Toscanini, in tutta Italia si progettano iniziative in suo omaggio. Il Teatro alla Scala lo ricorda con un palinsesto di eventi che include un concerto, una mostra e la presentazione delle ultime novità editoriali.

Il giorno del 150° compleanno, il 25 marzo 2017, il M° Riccardo Chailly riunisce Coro e Orchestra della Scala per un grande concerto alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In programma alcune delle pagine più amate da Toscanini: la Settima di Beethoven, lo Stabat Mater e il Te Deum dai Quattro Pezzi Sacri di Verdi e, in conclusione, l'Inno delle nazioni, che Verdi scrisse con spirito patriottico e di fratellanza tra i popoli per l'Esposizione universale del 1862 (con estratti dell'Inno di Mameli, della Marseillaise e di God Save the King) e che Toscanini assunse come emblema del mondo libero durante la Seconda Guerra mondiale. La voce solista sarà quella del tenore Fabio Sartori, applaudito in tanti ruoli verdiani alla Scala.

Questo concerto sinfonico-corale sarà il cuore del programma toscaniniano alla Scala, che si apre il 14 marzo con la presentazione del nuovo volume delle Lettere di Toscanini in una serata speciale del ciclo “Letture e note al Museo” e prosegue una settimana dopo, il 21 marzo, con l’inaugurazione presso il Museo Teatrale della mostra "Arturo Toscanini. La vita e il mito di un maestro immortale" curata da Harvey Sachs e Franco Pulcini e sostenuta da Salini Impregilo, e la presentazione del volume dallo stesso titolo curato da Marco Capra.

2017_03_22 Camelie Locarno Camelie e cristalli

dal 22 al 26 marzo 2017
20.edizione nelle due suggestive sedi del Castello Visconteo e del Parco delle camelie
Camelie Locarno  Camelie e cristalli
Punto di riferimento fra le manifestazioni primaverili nazionali e internazionali, Camelie Locarno festeggia la 20.edizione nella suggestiva sede del Castello Visconteo e in contemporanea al Parco delle Camelie di Locarno. L’evento è in programma dal 22 dal 26 marzo 2017.

La manifestazione, che di anno in anno totalizza oltre seimila visitatori in cinque giorni e conta fra le principali rassegne mondiali dedicate al fiore simbolo della primavera sul Lago Maggiore, si distribuirà anche nel 2017 su due luoghi principali, collegati fra loro da un bus navetta gratuito. 
Fulcro dell’evento saranno la corte del Castello Visconteo di Locarno e l’attigua Casorella, antica dimora il cui cortile sarà coperto da una tensostruttura. Accanto a una mostra dedicata alle specie  (ossia le piante madri delle camelie), una suggestiva esposizione di fiori recisi esalterà l’esotico splendore della camelia. Accompagnato da musica zen in sottofondo, il visitatore vi potrà ammirare non meno di 250 varietà di camelie. La mostra locarnese si distingue per la cura di ogni minimo dettaglio, i sui addobbi floreali realizzati con grande gusto e un allestimento che punta a valorizzare un luogo storico di grande pregio, ricreandovi un mondo di onirica bellezza primaverile.
Il secondo luogo della rassegna è il rinomato Parco delle Camelie di Locarno, ubicato in riva al lago, in zona Lanca degli Stornazzi. Inserito in un contesto paesaggistico di grande suggestione e incluso fra i Gardens of excellence dell’International Camellia Society e fra i Giardini svizzeri più meritevoli, il parco ospita un migliaio di piante e quasi altrettante varietà di camelie; fra marzo ed aprile si offre allo sguardo del visitatore nel momento di massima fioritura e bellezza. Novità di quest’anno, il parco accoglierà anche delle installazioni floreali, mentre il padiglione che sorge accanto al laghetto artificiale ospiterà una video performance inspirata alle camelie. Sul posto sarà installato pure il tradizionale mercato delle camelie, dedicato alla vendita di piante.
Non mancheranno i consueti stand informativi, le consulenze fitosanitarie e vari momenti collaterali.
Da segnalare, in particolare, i Concerti delle Camelie (il primo dei quali in programma il 24 marzo con l’Ensemble La Lira di Orfeo insieme al controtenore Raffaele Pe nella Sala Sopracenerina nell’omonimo palazzo) e una collaborazione con l’associazione artistica Osa!, che proporrà il 25 marzo un omaggio al Bosco Isolino (il polmone verde nel cuore di Locarno) con una performance intitolata “Gli antenati con le radici - Il bosco rinasce”.  Commedianti e artisti uscenti dall’accademia Teatro Dimitri di Verscio saranno invece protagonisti, al Parco delle camelie, di un “festeggiamento teatrale” per i 20 anni della manifestazione.
Da notare che quest’anno la mostra di fiori recisi al Castello visconteo sarà arricchita da un’esposizione di cristalli curata da Carlo Peterposten, direttore del Museo nazionale del San Gottardo. Saranno esposti (e messi in vendita) diversi pezzi pregiati trovati nel corso degli ultimi anni dallo stesso Peterposten nella regione del San Gottardo, fra la Valle Bedretto, la Val Tremola, la Val Canaria e la regione di Piora. Difficile identificare il pezzo più pregiato che sarà esposto perché, come spiega l’esperto di mineralogia “i cristalli sono in parte paragonabili a dei quadri di autore dove la stima risulta essere soggettiva. Ad esempio, per gli specialisti in materia non conta la grandezza o la lucentezza di un esemplare, ma piuttosto la presenza di diversi minerali su un unico pezzo, anche se questo è di piccole dimensioni, oppure la presenza di un minerale raro. Per chi invece è profano in materia conta molto di più la grandezza e la lucentezza di un cristallo”. Peterposten tiene anche a sottolineare “che con la ricerca di questi cristalli non si procede ad un depauperamento della natura, come tanti pensano, ma alla preservazione di queste bellezze che la natura stessa negli anni procede a distruggere tramite gli agenti atmosferici e l’erosione del suolo”. Il costo dei singoli cristalli varia da qualche centinaio a diverse migliaia di franchi.
INFO PRATICHE
I prezzi di entrata sono fissati a 5 franchi per la visita del solo parco, 8 franchi per l’esposizione al castello e 10 franchi per le due visite combinate. Fino a 16 anni l’entrata è gratuita. Con 30 franchi (prezzo non ancora confermato) è ottenibile un biglietto combinato che consente anche un escursione in battello e l’entrata al Parco botanico delle Isole di Brissago. 
La mostra e il parco saranno aperti dalle ore 9.30 alle ore 18.00.
RailAway emetterà un biglietto combinato a prezzo ridotto (20% sull’entrata e il viaggio in treno) acquistabile nelle principali stazioni delle Ferrovie federali svizzere.
Con il biglietto di Camelie Locarno il visitatore ottiene pure una serie di riduzioni per la funicolare del Sacro Monte della Madonna del Sasso, la funivia di Cardada (straordinario punto panoramico sulle Alpi e il Lago Maggiore), l’entrata al Lido di Locarno.
Per maggiori informazioni:
telefono 0041 848.091.091
Social network Facebook: Ascona-Locarno Turismo  /  Twitter: @asconalocarno

2017_03_20 Gli allievi della Scuola Teatri Possibili in scena a Teatro Libero

dal 20 al 23 marzo 2017
Gli allievi della Scuola Teatri Possibili in scena a Teatro Libero
Per gli allievi dei Laboratori e Progetti Spettacolo è arrivato il momento di mettersi in gioco. Sono tutti pronti per salire sul palco di Teatro Libero con originalità e passione.
Programma nel dettaglio:

Lunedì 20 Marzo 2017_03_20 
Mercoledì 22 Marzo 2017_03_22 
Tempeste, a seguito del laboratorio di “creazione teatrale”, condotto da Manuel Renga e Tobia Rossi, gli allievi hanno reinventato in chiave contemporanea e metropolitana, La Tempesta, uno dei testi più affascinanti ed enigmatici del teatro mondiale, ultima grande opera di Shakespeare.

Martedì 21 Marzo 2017_03_21 
Fuori contatto, spettacolo frutto del Laboratorio sul tragicomico condotto da Marisa Miritello. Un lavoro di ricerca sull’esasperazione del sentimento amore/passione/dedizione dell’uomo per un altro essere umano o per un ideale o una religione o qualsiasi altra cosa che faccia scaturire quel tipo di stato d’animo particolarmente obnubilante del lato razionale, cogliendone il lato drammatico e trasponendolo al comico.

Giovedì 23 Marzo 2017_03_23 
L'umano. Né più, né meno, un omaggio a Stanley Kubrick . I nostri allievi, guidati da Mino Manni, saranno i protagonisti di un film, nel quale interpreteranno le scene più significative di alcuni dei capolavori cinematografici di questo grande regista.

Per info e prenotazioni:TEATRO LIBERO
via Savona 10 Milano
www.teatrolibero.it
biglietteria@teatrolibero.it
tel. biglietteria 02-8323126

2017_03_10 Storie di vita vissuta per pianoforte e voce recitante al Coccia


Venerdì 10 marzo 2017 ore 21.00 – Fuori Abbonamento
TEATRO COCCIA - NOVARA
RASSEGNA
FUORI STAGIONE
CROCE E DELIZIA… SIGNORA MIA!
Storie di vita vissuta per pianoforte e voce recitante
di Simona Marchini e Claudio Pallottini
Una serata con Simona Marchini
e al pianoforte Paolo Restani
Coproduzione Fondazione Teatro Coccia Onlus e Simonpietro Cussino, ALTERA ACTIONE

Uno speciale omaggio a Giuseppe Verdi: la voce di Simona Marchini ci racconta tre storie appassionanti - Traviata, Rigoletto, Trovatore - la cosiddetta trilogia popolare - intercalata dalla maestria di Paolo Restani, interprete delle più celebri parafrasi di Liszt su temi verdiani.

L’incontro con l’opera nasce dall’infanzia: eroi, eroine, drammi, passioni… tutto ha nutrito la mia vita, e quella della mia famiglia, da quando ho memoria condivisa con nonni e genitori. Spesso l’immedesimazione era fortemente emotiva, fino alle lacrime. Passavo tutto il repertorio, dal martirio d’amore alla malizia giocosa dell’intrigo sentimentale… Insomma ero totalmente immersa in un fantastico mondo pieno di suoni, costumi, luci e voci “miracolose”… Bene, tutto questo si è sedimentato, depositato, nei molti strati del mio patrimonio di vita e di esperienza ed è diventato “spettacolo”. Credo di avere fatto un genere di teatro dedicato all’opera assolutamente unico: “Salotto Carmen” (1986) e “Dossier Trovatore”
(1990 Festival Verdiano, Parma), e monologhi da personaggio di “Quelli della notte” con tutta l’ingenuità, la tenerezza, e l’immedesimazione di un’anima semplice.
Ironia leggera, ma anche commozione di un “genere” che è denso di storia e di identità culturale. Da qui nasce l’idea di raccontare tre storie appassionanti (Traviata, Rigoletto, Trovatore), la cosiddetta trilogia popolare…a modo mio, coinvolgendo l’arte raffinatissima di Paolo Restani che descrive al pianoforte temi verdiani attraverso la parafrasi di Liszt. E’ sicuramente un connubio audace ma l’intenzione è un intrattenimento colto, gentile, e appassionato su una “materia” che risuona nel profondo di ciascuno di noi. Basta che abbia occhi sensibili e “sorridenti” per guardare il melodramma con l’amore dovuto.
Simona Marchini

Fondazione Teatro Coccia OnlusVia f.lli Rosselli, 47
28100 Novara (NO)
Tel. +39.0321.233200 r.a. - Fax +39.0321.233250

2017_03_17 LE FURBERIE DI SCAPINO di Molière con i ControLuce

Venerdì 17 marzo 2017, alle ore 21
presso PALAZZO MERULA, Sala Conferenze, Vigevano
LE FURBERIE DI SCAPINO di Molière
TRAMA: I giovani Ottavio e Leandro perseguono i propri sentimenti amorosi, andando contro il volere dei rispettivi padri. Solo le "furberie" del servo Scapino potranno tirarli fuori dai guai!
Una commedia che attinge ampiamente al repertorio di maschera, tanti personaggi esilaranti che vengono mossi con maestria dai fili di Scapino, servo ingegnoso che - nell'aiutare i propri padroncini - saprà anche riservarsi qualche soddisfazione personale.
 i ControLuce vi invitano al secondo appuntamento di TEATRO AL LEGGIO, l'esperimento in quattro appuntamenti che vuole avvicinare alla Storia della Commedia teatrale attraverso la lettura drammatizzata dei copioni, a dimostrazione che i grandi testi risultano godibili anche senza le tipiche sovrastrutture teatrali.
Gian Marco Marenghi interpreterà i personaggi di:
SCAPINO, il servo astuto
GERONTE, avaro padre di Leandro
OTTAVIO, figlio di Argante
CARLO, un servitore

Valentina Summa interpreterà i personaggi di:
ARGANTE, collerico padre di Ottavio
LEANDRO, figlio di Geronte
SILVESTRO, servo di Ottavio e alleato di Scapino
GIACINTA, innamorata di Ottavio
ZERBINETTA, zingara innamorata di Leandro

L'ingresso all'evento è LIBERO.

2017_03_10 #IlMaggioreVerbania IL BORGHESE GENTILUOMO

Venerdì 10 marzo 2017 ore 21.00
EMILIO SOLFRIZZI 
IL BORGHESE GENTILUOMO
PROSA E…
Di Molière
Con Emilio Solfrizzi
E con Viviana Altieri, Anita Bartolucci, Fabrizio Contri, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, 
Simone Luglio, Elisabetta Mandalari
Costumi Sandra Cardini
Regia di Armando Pugliese
Produzione ErreTiTeatro30, Roberto Toni

La trama de Il borghese gentiluomo è lineare e semplice: un ricco borghese, il signor Jourdain, sogna di diventare nobile, tra persone prive di autentiche qualità come adulatori e scrocconi, che lo raggirano e assecondano la sua follia, pur di ottenerne un guadagno. E’ circondato dal maestro di musica, di ballo, di scherma, di filosofia. La trama si arricchisce delle rivalità tra i diversi maestri che scroccano denaro a Jourdain e ciascuno di loro ritiene e predica che la propria arte, la propria scienza, è il fondamento primo dell’esser un gentiluomo. A questi si contrappone la moglie, donna estremamente pratica e razionale che cerca di farlo rinsavire. Alla coppia dei Jourdain se ne aggiunge una secondaria, i rispettivi servitori dei due coniugi: la servetta Nicoletta, simpatica e coraggiosa, e Coviello, innamorati tra di loro. Ne nasce una farsa, chiassosa e colorata, tipica del teatro comico: quella del Gran Turco. Coviello, vestito da turco e parlando un turco maccheronico, si presenta a Jourdain e gli fa credere che il figlio del Gran Turco, di lignaggio reale, è qui per sposare Lucilla, la figlia di Jourdain. Jourdain, lusingato dalle promesse di nobiltà, cade nel tranello e ne nasce un fragoroso balletto-farsa. Di fronte all’ennesimo rifiuto del ‘borghese’ di dare in sposa sua figlia al non nobile ragazzo che ama, tutti d’accordo gli giocano la beffa finale e anche la moglie che, pur criticandolo aspramente lo ha sempre protetto, gli si schiera contro lasciandolo definitivamente solo nella sua folle utopia. Al termine della vicenda Jourdain continuerà a sognare tutto quello che non potrà mai avere, come succede ai grandi personaggi comici del teatro di Molière.
Come l’avaro, come il malato immaginario, come l’ipocrita Tartufo, anche questo borghese che sogna di diventare un gentiluomo è, nella cultura letteraria europea, un archetipo: è il modello esemplare e imprescindibile del nuovo ricco, dell’arrampicatore sociale, dell’ambizioso che pretende di comprare col denaro quei meriti e quei titoli che non avrà mai.
CENTRO EVENTI MULTIFUNZIONALE IL MAGGIORE
Via S. Bernardino, 49 – 28922 Verbania Pallanza

2017_03_25 Incontri Musicali con l'Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado

Incontri Musicali con l'Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado - XIII edizione
Milano, Castello Sforzesco, Sala della Balla, ore 16.00, € 5/3 fino a esaurimento posti  - 17 dicembre 2016/27 maggio 2017
in collaborazione con il Civico Museo degli Strumenti Musicali di Milano

Telemann fu compositore assai prolifico, forse il più fecondo del suo tempo, attivo in tutti i generi musicali. Scrisse opere teatrali, oratori, cantate sacre e profane, messe, mottetti, lieder e numerosissime opere strumentali. La produzione concertistica comprende quarantasei opere per strumento solista, ventisette “concerti doppi” (due solisti), quindici concerti di gruppo (con più di due solisti), otto concerti grossi.
Nello sterminato materiale lasciato da Telemann, l’Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica si concentra sui concerti doppi, di cui è stata operata una prima selezione per l’appuntamento del 25 marzo diretto da Marco Brolli, all’interno della rassegna Incontri Musicali presso il Castello Sforzesco. La seconda parte dei concerti doppi è programmata per l’ultimo appuntamento del ciclo, il 27 maggio, con la direzione di Roberto Balconi. 
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La rassegna Incontri Musicali promuove i giovani musicisti dell'Orchestra Barocca della Civica, realtà unica in Italia, costituita da studenti iscritti ai corsi di alta formazione della scuola e provenienti da tutto il mondo: Brasile, Argentina, Polonia, Giappone, Francia, Spagna, Grecia, Cile.
L'Orchestra, che vanta normalmente un organico dai 15 ai 30 strumentisti, è
 spesso accolta in spazi prestigiosi, ed è guidata da maestri che insegnano all'interno dell'istituzione e da rinomati direttori ospiti: l'Istituto di Musica Antica della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, tra le altre attività, offre infatti agli studenti l'occasione di esibirsi con professionisti del panorama internazionale.
Tradizionalmente, il concerto aperto al pubblico è il punto d’arrivo di un percorso di studio e concertazione che ha luogo presso Villa Simonetta, sede della Civica: nel corso di ogni anno accademico l’Orchestra prepara ed esegue alcune produzioni destinate all'esterno: il repertorio, per cui vengono utilizzate copie di preziosi strumenti antichi, spazia dal primo Barocco fino al Classicismo.
Gli Incontri Musicali con l'Orchestra Barocca della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, realizzati in collaborazione con il Civico Museo degli Strumenti Musicali di Milano, si protrarranno fino al 27 maggio 2017.

Quarto appuntamento
25 marzo 2017
 
G. Ph. Telemann, I concerti doppi (I parte)
Marco Brollidirettore

Concerto in si min. per 2 flauti traversi, calchedon e archi TWV 53:h1
grave - vivace - dolce - allegro
Marcello Lucifora, Mauro Colantonio, flauti traversieri

Concerto in fa magg. per 2 corni e archi TWV 52:F3
largo - allegro - siciliana - allegro
Antonino Patti, Edoardo Bellini, corni

Concerto in la min. per flauto dolce, viola da gamba e archi TWV 52:a1
[grave] - allegro - dolce - allegro
Nao Kirihata, flauto dolce
Serena Leonardi, viola da gamba

Concerto in sol magg. per 2 violette e archi TWV 52:G3
avec douceur - gay - largo - vivement
Elzbieta Stonoga, Leoluca di Miceli, viole

Concerto in mi min. per flauto dolce, flauto traverso e archi TWV 52:e1
largo - allegro - largo - presto
Ariadna Quappe, flauto dolce
Marcello Lucifora, flauto traversiere



Marco Brolli, nato a Milano, studia flauto presso la Civica Scuola di Musica di Milano (ora Civica Scuola di Musica Claudio Abbado) sotto la guida di Maurizio Pizzigoni. Si diploma nel 1990 presso il Conservatorio "B. Marcello" di Venezia perfezionandosi successivamente con Maxence Larrieu. Si dedica poi alla prassi esecutiva storica sul flauto traversiere studiando con Karl Kaiser, Marc Hantaï, Marten Root e altri. Collabora regolarmente come solista e prima parte con i più prestigiosi ensemble di musica barocca, tra cui Il Giardino Armonico (G. Antonini), Accademia Bizantina (O. Dantone), La Risonanza (F. Bonizzoni), Il Complesso Barocco (A. Curtis) etc., con cui si esibisce per i più importanti festival e stagioni concertistiche internazionali e in numerosi concerti. Ha al suo attivo varie registrazioni discografiche per le etichette Sony Classical, Decca, Deutsche Grammophon, Virgin, Naïve, Winter & Winter, Teldec, Chandos, Stradivarius, Amadeus e radiofoniche per WDR, RTSI, RAI, Radio France e Catalunya Música. Nel 1998 si diploma col massimo dei voti e la lode in Storia e didattica della musica presso la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale di Cremona con una tesi specifica sul flauto traverso. Dal 2013 è docente di flauto traversiere presso il Conservatorio "A. Boito" di Parma e la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano. È spesso invitato a tenere masterclass di flauto traverso barocco e prassi esecutiva presso diversi conservatori e istituzioni musicali.

2017_03_14 MANON LESCAUT al Teatro Regio di Torino

MANON LESCAUT
GIANANDREA NOSEDA INTERPRETA IL PRIMO GRANDE CAPOLAVORO DI GIACOMO PUCCINI


Al Teatro Regio di Torino, dal 14 al 26 marzo, va in scena l'opera Manon Lescaut di Giacomo Puccini. Gianandrea Noseda torna sul podio dell'Orchestra e Coro del Teatro Regio con un titolo profondamente legato al teatro lirico torinese: Manon Lescaut andò infatti in scena in prima assoluta l'1 febbraio 1893 al Regio di Torino.

La regia dello spettacolo è di Vittorio Borrelli. Nel ruoli principali, María José Siri (Manon), Gregory Kunde (Renato Des Grieux), Dalibor Jenis (Lescaut) e Carlo Lepore (Geronte di Ravoir). Nel corso delle otto recite, si alternano Svetlana Kasyan (Manon), Carlo Ventre (Des Grieux) e Fabrizio Beggi (Geronte). Le scene sono di Thierry Flamand, i costumi di Christian Gasc e le luci di Andrea Anfossi. Movimenti mimici di Anna Maria Bruzzese. Maestro del coro è Claudio Fenoglio.

La 'prima' dell'opera, che ha ricevuto il contributo delle Società Reale Mutua di Assicurazioni, verrà trasmessa martedì 14 marzo alle ore 20 in diretta televisiva su Rai 5 e radiofonica su Radio3, oltre che nei cinema del circuito internazionale "All'Opera" di Rai Com.

2017_03_14 LA BAYADERE danza al Fraschini

Martedì 14 marzo 2017 alle ore 21.00
DANZA AL TEATRO FRASCHINI
LA BAYADERE 
BALLETTO DELL’OPERA NAZIONALE DI ODESSA.
Coreografia Marius Petipa, Vakhtang Chabukiani, Konstantin Sergeyev, Mykola Zubkovsky
Il Balletto Nazionale di Odessa, Ucraina, ha la sua sede presso la prestigiosa Odessa Opera House sul cui palcoscenico si sono esibite le grandi dive del balletto russo, da Anna Pavlova a Galina Ulanova e Maya Plisetskaya. La compagnia di Odessa è una delle più prestigiose istituzioni di balletto classico di tutta la Russia e vanta un ricchissimo repertorio che ha il compito di custodire e immortalare, in particolare la preziosa eredità costituita dai grandi balletti russi. Il corpo di ballo è costituito da oltre 60 ballerini, laureati nelle prestigiose scuole coreografiche di Kiev e di Russia.

Il 23 gennaio 1877 al Teatro Mariinsky di San Pietroburgo va in scena la prima rappresentazione de "La Bayadère", balletto originariamente in quattro atti e sette quadri con apoteosi che narra della tormentata e tragica vicenda amorosa tra la “devadasi” (danzatrice del tempio o baiadera, dal portoghese "bailadeira") Nikia e il giovane generale Solor, capo delle guardie del Rajah.
Il balletto, ambientato in India e fortemente permeato di quell'esotismo così di moda nella seconda metà del XIX secolo, periodo delle grandi esplorazioni geografiche, trae ispirazione da "Sakuntala", balletto su musica di E. Reier, libretto di Théophile Gauthier e coreografia di Lucien Petipa, fratello di Marius, rappresentato in precedenza a Parigi e ben presto dimenticato. Sorte diversa attenderà invece "La Bayadère", destinato a diventare uno dei balletti più celebri e rappresentati di tutto il repertorio classico.
Le redazioni successive alla prima non hanno modificato la sostanza del generale impianto coreografico, essendosi limitate a spostamenti di quadri con il solo intento di migliorare la drammaturgia della narrazione. Nuove danze sono state aggiunte successivamente, ad esempio da Vakhtang Chabukiani nel 1941 e, in seguito, da Konstantin Sergeev.
Insuperabile capolavoro coreografico rimane il quadro detto "delle Ombre", ambientato in un onirico regno dei morti, sublime esempio di atto bianco, dalle rigorose geometrie e dalle complesse figurazioni che si succedono in un'atmosfera ricca di suggestioni, sapientemente creata dal sinfonismo della musica di Minkus.

LA TRAMA
Primo atto - Prima di partire con i suoi guerrieri per la caccia alla tigre, Solor incarica il fachiro Mahedawee di comunicare a Nikia che l'attenderà al tempio. Dal tempio escono solennemente il Grande Brahmino e gli altri sacerdoti per celebrare il rito di adorazione del fuoco. I fachiri e le baiadere, tra cui la bella Nikia, eseguono le danze sacre. Incurante del suo ruolo e del voto di castità, il Grande Brahmino dichiara a Nikia il proprio amore, giurando di deporre ai suoi piedi tutte le ricchezze dell'India, ma ottiene il rifiuto della ragazza. Intanto Mahedawee le trasmette segretamente il messaggio di Solor. Quando scende la notte Solor e Nikia si ritrovano al tempio. Nonostante la sorveglianza del fedele fachiro, che veglia sul loro incontro, il Grande Brahmino riesce di nascosto ad ascoltare la loro conversazione, il giuramento di fedeltà eterna di Solor, la proposta di fuggire insieme. La sua vendetta sarà tremenda. Il mattino seguente il Rajah annuncia alla figlia Gamzatti che oggi potrà finalmente vedere l'uomo da lui sceltole come promesso sposo, il coraggioso Solor. Il Rajah presenta i due giovani e li dichiara ufficialmente fidanzati. Solor è colpito dalla bellezza di Gamzatti, ma il ricordo di Nikia e del giuramento lo tormenta. Prima della festa di nozze, cui dovrà partecipare anche Nikia, come danzatrice del tempio, il Grande Brahmino si reca dal Rajah, chiedendogli udienza riservata per rivelargli un segreto. Sospettando che quanto sta avvenendo sia legato al suo fidanzamento, Gamzatti si nasconde per origliare la conversazone dei due, apprendendo così dell'amore di Nikia e Solor. Anche se adirato nei confronti di Solor, il Rajah non cambia la sua decisione: Solor e Gamzatti si sposeranno e la baiadera dovrà morire. A nulla valgono preghiere e minacce del Brahmino, che non si aspettava una simile decisione: il Rajah è irremovibile. Intanto, Gamzatti convoca Nikia per comunicarle che dovrà danzare alla sua festa di nozze e le mostra il ritratto del fidanzato. Alla vista di Solor, Nikia si rifiuta di danzare, grida che Solor ama solo lei, rifiuta sdegnosamente i regali che Gamzatti le propone perché rinneghi il proprio amore, affema che preferisce morire piuttosto che rinunciare a Solor e, in un impeto di disperazione, cerca di pugnalare la figlia del Rajah.
Secondo atto - Nel giardino del palazzo del Rajah si sta celebrando la festa nuziale. Nikia deve intrattenere gli ospiti danzando, ma non riesce a nascondere il dolore e la delusione. Quando un fachiro le consegna un cesto di fiori a nome di Solor, la danza della baiadera si colma di incontenibile gioia ma, all'improvviso, viene morsa da una serpe, nascosta tra i fiori. Morendo, Nikia intuisce l'inganno e comprende che ad ucciderla è la vendicativa Gamzatti. Il Grande Brahmino le promette guarigione e felicità se solo Nikia gli prometterà amore, ma la baiadera rifiuta, fedele al suo amato Solor. Mentre Nikia muore, Solor si dispera e fugge dalla cerimonia.
Terzo atto - Inconsolabile e tormentato dal rimorso, Solor prega il fachiro Mahedawee di distrarlo dai suoi tetri pensieri. Sotto l'effetto dei fumi del narghilé e della danza magica del fachiro, Solor sprofonda nel mondo dei sogni. Davanti a lui dalle tenebre emergono le ombre, come una lunga catena scendono dai pendii dei monti. Tra le ombre Solor vede Nikia. Risvegliatosi, Solor si precipita al tempio per chiedere perdono agli dei, ma è troppo tardi. La loro furia lo punisce per l'amore tradito, mentre tra tuoni e lampi crollano le pareti del tempio. Per Solor il mondo reale cessa di esistere e l'ombra di Nikia lo trascina con sé.

BIGLIETTERIA
I biglietti dello spettacolo sono in vendita al Teatro Fraschini dal lunedì al sabato
Costo: da 30 euro a 7 euro.
Orari di apertura di biglietteria: dalle 11 alle 13  e dalle 17 alle 19 (da lunedì a sabato). Telefono: 0382/371214
Sono riconosciute riduzioni, oltre che di legge, anche per le scuole e gli studenti universitari.
Tutti i prezzi sono pubblicati sul sito www.teatrofraschini.org

2017_03_17 SPIRITO ALLEGRO protagonista Leo Gullotta

Venerdì 17 Marzo 2017_03_17 
Sabato 18 Marzo 2017_03_18 
Domenica 19 Marzo 2017_03_19 
Teatro Fraschini - Pavia
STAGIONE DI PROSA
SPIRITO ALLEGRO
La commedia brillante inglese in scena da venerdì 17 a domenica 19 marzo. Domenica 19 ore 16. Protagonista Leo Gullotta affiancato da Betti Pedrazzi. Regia Fabio Grossi.
L’autore inglese Noel Coward scrisse Spirito allegro nel 1940 che ebbe da subito riscontro di pubblico; sono seguite una versione cinematografica nel 1945 ed edizioni teatrali a Londra e Broadway. In Italia  si ricordano le edizioni con Aldo Giuffrè, quelle con Lina Volonghi, Lia Zoppelli, Bice Valori nella parte di Madame Arcati.
Commedia di situazione giocata sul filo dell’eleganza, che conserva oggi un senso inalterato sebbene sia completamente mutato il contesto sociale dei suoi esordi. Dialoghi animati e vivaci che non danno spazio a rallentamenti, personaggi simpatici e battute brillanti.
Un affermato scrittore, Charles Condomine, decide di organizzare una seduta spiritica: vi partecipano la seconda moglie Ruth, il suo migliore amico George Bradman con la moglie Violet. La seduta è gestita da Madame Arcati, la quale evoca lo spirito di una bambina (Dafne) e, a catena, arriva lo spirito di Elvira, prima moglie dello scrittore, morta sette anni prima. Madame Arcati non riesce a ricacciare indietro lo spiritello. Da quel momento iniziano strani accadimenti in casa, lo spirito non dà pace all’ex marito, unico in grado di vederlo e sentirlo, combina scherzi a Ruth che per temperamento è il suo esatto contrario; sfociano nel tragico epilogo della morte di Ruth, uscita di strada a causa della manomissione dei freni. Gli spiriti delle due mogli cominciano a litigare al punto di provocare disastri e costringere il povero Charles ad abbandonare la casa.
Parodia del mondo paranormale, forse per esorcizzare l’ombra di morte che aleggiava sulla Gran Bretagna al tempo della scrittura del testo (si era in piena seconda guerra mondiale), la commedia sviluppa anche un altro tema, quello di uno sguardo ironico sulla società alto-borghese degli anni’40.
Il regista Fabio Grossi ricostruisce al meglio l’atmosfera d’epoca con tutti gli elementi scenici, creando un meccanismo teatrale molto rigoroso. Utilizza inoltre un elemento tecnologico, il Video- Mapping, a sostegno dei momenti paranormali della vicenda. Protagonista Leo Gullotta che disegna un personaggio elegante, buffo nell’espressione e pungente nelle battute, soggiogato da un mondo femminile a cui appartengono anche i fantasmi. Pregevole compagnia di attori Federica Bern (Ruth), Valentina Gristina (Elvira), Chiara Cavalieri (Sig.ra Bradman), Sergio Mascherpa (Sig. Bradman) e Rita Abela (la governante) con una Madame Arcati (Betti Pedrazzi) perfettamente animata da disordinata passione per l’occultismo e una ingovernabile tendenza a produrre disastri.
BIGLIETTERIA
I biglietti del concerto sono in vendita al Teatro Fraschini Costo: da 30 euro a 8 euro.
Orari di apertura di biglietteria: dalle 11 alle 13  e dalle 17 alle 19 (da lunedì a sabato). Telefono: 0382/371214
Sono riconosciute riduzioni, oltre che di legge, per le scuole e gli studenti universitari.
Tutti i prezzi sono pubblicati sul sito www.teatrofraschini.org
ACQUISTO ON LINE www.teatrofraschini.org

2017_03_15 FIGLI DI UN DIO MINORE al Teatro Fraschini - Pavia

RASSEGNA ALTRI PERCORSI
Mercoledì 15 marzo 2017_03_15, ore 21
Teatro Fraschini - Pavia
presenta 
FIGLI DI UN DIO MINORE di Mark Medoff. In scena Giorgio Lupano e Rita Mazza. 
traduzione Lorenzo Gioielli
regia Marco Mattolini
scene e costumi Andrea Stanisci
luci Francesco Traverso
musiche Daniele D’Angelo
il tema di Sara è composto ed interpretato da Giorgia
aiuto regia Cristian Giammarini
assistente alla regia Lucia Morelli
casting Laura De Strobel
interpreti LIS Arianna Testa, Elena Ferotti, Giuseppina Guercio
consulente LIS di Giorgio Lupano Vincenzo Speranza
Personaggi e interpreti
JAMES LEEDS - GIORGIO  LUPANO
SARAH NORMAN - RITA  MAZZA
ORIN DENNIS - GIANLUCA  TENEGGI
SIGNORA NORMAN - CRISTINA  FONDI
SIGNOR FRANKLIN - FRANCESCO  MAGALI
LYDIA -  - DEBORAH  DONADIO
EDNA KLEIN - CRISTINA  FONDI

La pièce teatrale di Mark Medoff risale al 1978, fu messa in scena in America nel 1980. Quello stesso spettacolo approdò in lingua inglese al Festival dei Due Mondi di Spoleto, dove fu accolta con interesse e partecipazione.
A seguire ci fu un film di successo nel 1986, protagonisti William Hurt e Marlee Matlin (Premio Oscar) che privilegiava però la storia d’amore, comprimendo molto gli aspetti emblematici che, attraverso il tema della sordità, toccava le minoranze.
Allestito per la prima volta in Italia, questo spettacolo è il risultato di laboratori, che hanno coinvolto interpreti non professionisti, della collaborazione con l’Istituto Statale dei Sordi di Roma.
Racconta di Sarah, ex allieva di un istituto per sordi divenuta cameriera all’interno della stessa scuola, e del professor James, logopedista che intuisce le capacità della fanciulla, stabilisce con lei un rapporto affettivo e spezza il suo silenzio.
Allestimento scenico essenziale, che si compone attraverso semplici elementi (panche, lavagna, schermo) che utilizza svariati mezzi di comunicazione, dalla parola al gesto, dalle immagini ai giochi di luce.
Il regista Marco Mattolini inseguiva da molto tempo il progetto di realizzare questo spettacolo, fermamente convinto che il testo sia caratterizzato da un tema importante, senza mai annoiare, alternando momenti di emozione con situazioni ironiche e divertenti. Ha impostato il lavoro con un seminario propedeutico, precedente alle prove, nel quale si sono messi a confronto i due mondi, quello degli udenti e non. Anche in scena assistiamo alla stessa condivisione: la protagonista Rita Mazza, attrice professionista non udente, da anni lavora all’estero, in Germania e Francia dove esistono compagnie professionali per sordi; Giorgio Lupano, di solida formazione, ha imparato, per questa interpretazione, a interagire anche attraverso un italiano “segnato”; segue un gruppo di attori che integra le diversità,  Gianluca Teneggi e Deborah Donadio non udenti e Cristina Fondi e Francesco Magali.
Uno spettacolo dal forte impatto, che pervade il pubblico di emozione, una commedia in equilibrio tra momenti intesi e situazioni comiche, che sostiene l’impegno civile di mostrare un incontro possibile tra due mondi troppo spesso separati.
BIGLIETTERIA
C.so Strada Nuova 136 - Pavia
Aperta dal lunedì al sabato dalle ore 11 alle 13 e dalle 17 alle 19
Aperta un’ora prima di ogni spettacolo Tel. 0382-371214
ACQUISTO ON LINE www.teatrofraschini.org
PREZZI
Costo: da 17  euro a 6  euro.
Sono riconosciute riduzioni, oltre che di legge, anche per le scuole e gli studenti universitari.

2017_03_12 I Solisti Barocchi in concerto

I MUSICI PATAVINI in collaborazione con Ass.ne Amici di Don Floriano
Domenica 12 marzo 2017 ore 17.00
Istituto Barbarigo (Via del Seminario 7, Padova)
I Solisti Barocchi
Matteo Mignolli flauto, Nicola Lamon clavicembalo, Claudio Gasparoni viola da gamba
Vivaldi, Telemann, J.S.Bach, Marcello, Corelli
Biglietti €uro 8 disponibili in loco un'ora prima dell'inizio del concerto. 
L'Associazione I Musici Patavini in collaborazione con l'associazione Amici di Don Floriano parteciperà con i Solisti Barocchi al concerto nell'ambito del Barbarigo Music Festival in programma domenica 12 marzo alle ore 17 nel Salone Nobile dell?Istituto Barbarigo in via del Seminario 7 a Padova.
Ad esibirsi saranno Matteo Mignolli flauto traverso, Claudio Gasparoni viola da gamba e Nicola Lamon clavicembalo, con composizioni di Vivaldi, Telemann, J.S.Bach, Marcello, Corelli.
Ad aprire il programma la Sonata nr. 1 dal "Pastor Fido" di Antonio Vivaldi, seguita dalla Sonata sesta op. 2 in re minore di Benedetto Marcello per viola da gamba e clavicembalo. Ancora in trio sarà eseguita la Sonata metodica nr. 1 in Sol minore di Telemann e poi Nicola Lamon al clavicembalo solo presenterà il Concerto n. 3 in Re minore BWV 974. A conclusione di programma ancora in Trio i Solisti Barocchi eseguiranno le variazioni complete sul tema della Follia scritte da Arcangelo Corelli e per finire dalla suite nr. 2 di Bach il Minuetto e la famosa Badinerie.
Infotel e prenotazioni al numero 388 950 7688

2017_03_10 Teatro de Gli Incamminati FINITEMI. NUDO MICHELANGELO di e con Davide Rondoni

Venerdì 10 Marzo 2017_03_10 ore 20.30
Sabato 11 Marzo 2017_03_11 ore 19.30
Spazio Banterle - Teatro degli Incamminati
FINITEMI. NUDO MICHELANGELO
di e con Davide Rondoni
alla fisarmonica Vittorio Tauro
introduzione Beatrice Buscaroli

L’Italia, la donna, l’uomo, l’amore, l’arte e la vita sono i temi portanti, i cardini di questo monologo su Michelangelo Buonarroti che Davide Rondoni, uno dei massimi poeti contemporanei, porta in scena accompagnato da Beatrice Buscaroli e dalla fisarmonica di Vittorio Tauro. Un’opera intensa e verticale, in cui la voce di uno dei maggiori poeti del nostro tempo interroga il più grande artista italiano intorno ai suoi nodi cruciali: la Cappella Sistina, le lettere a Vittoria Colonna, il rapporto con il Papa.
E poi ancora – la solitudine del genio, la furia dell’arte, l’ossessione della gloria, il tormento della fede, gli amori, le pene, gli abissi e i misteri: il volto di Vittoria Colonna, che una leggenda vuole ritratta da Michelangelo nella Madonna del Giudizio Universale. Cosa accade in quel rapporto celebre e misterioso? La prima parte della performance dà voce a questo mistero. E alla consapevolezza dell'artista nel momento della sua più alta sfida. E poi cos’è quel braccio, l'unica cosa terminata o quasi nella Pietà detta Rondanini, opera ultima di Michelangelo, tutta non finita, abbozzata, incompiuta? Il vecchio scultore lo fissa, tra lucidità e delirio. La tiene a casa sua, ultimo lavoro, quasi ultima ossessione. La poesia come messa a fuoco dell'arte. Una performance di poesia e visione. Uno spettacolo nudo. 
Introduce la lettura una nota di Beatrice Buscaroli, storica dell’arte e autrice di una celebre biografia di Michelangelo. Alla fisarmonica Vittorio Tauro.

Davide Rondoni, poeta e scrittore, una delle voci più significative della poesia contemporanea (ultima sua opera è La natura del bastardo, Mondadori 2016) ha dato voce spesso all'arte e gli artisti con testi dedicati a artisti del passato (da Niccolò dell'Arca a Lorenzo Lotto a Elisabetta Sirani) fino ai moderni e contemporanei (da Bacon ai nostri Luca Pignatelli, Omar Galliani, Giovanni Manfredini e altri). I suoi scritti sull'arte, in versi e in prosa, sono raccolti in Nell'arte, vivendo (Marietti 2011).

PREZZI BIGLIETTI
Intero 12,00 euro
Ridotto 7,00 euro (under 35, over 65, convenzionati e studenti di teatro)
Info convenzioni su www.incamminati.it

DOVE ACQUISTARE
Online su www.vivaticket.it
In tutti i punti vendita Vivaticket
Presso Spazio Banterle negli orari di biglietteria: venerdì 18.00-20.30 / sabato 17.00-19.30 / domenica 14.30-16.30

PRENOTAZIONI
Scrivendo una mail a biglietteria@incamminati.it
Telefonando al numero 348 265 6879
I biglietti prenotati e non ancora pagati devono essere ritirati entro mezz’ora dall’inizio dello spettacolo.

2017_03_11 L'ENHARMONIQUE a San Maurizio al Monastero Maggiore

Abbazie Arte Musica 2017
II appuntamento
Sabato 11 marzo 2017 Ore 21
San Maurizio al Monastero Maggiore
Corso Magenta 15, Milano
MM1 Cairoli, Cadorna – MM2 Cadorna – ATM 1, 4, 16, 19, 27, 50, 58, 61, 94 
L'ENHARMONIQUE 
Laura Santese e Francesca Torri, flauti traversieri barocchi
Marlise Goidanich, violoncello barocco
Emma Bolamperti, clavicembalo
Musiche di Johann Sebastian Bach, Georg Philipp Telemann, Johann Joachim Quantz
Ingresso: posto unico €10
Biglietti in vendita da 30 minuti prima del concerto 
maggiori informazioni su
http://www.canoneinverso.org/event/lenharmonique-suggestioni-barocche-a-san-maurizio/Con il patrocinio di Milano: A Place To Be e della Regione Lombardia
In collaborazione con Touring Club Italiano  

2017_03_22 Spazio Teatro 89 tocca a Madama Butterfly

mercoledì 22 marzo 2017_03_22
giovedì 23 marzo 2017_03_23
Lirica allo Spazio Teatro 89 di Milano:

in scena “Madama Butterfly
Continua la stagione di lirica nell’auditorium milanese

di via Fratelli Zoia 89: mercoledì 22 e giovedì 23 marzo verrà
allestita l’opera più travagliata di Giacomo Puccini
Cio Cio San, soprano Yim Kyoung
Pinkerton, il tenore Davide La Verde
Suzuki – Carlotta Vichi
Sharpless – Luca Simonetti
Goro – Riccardo Benlodi
Lo zio Bonzo – Luca Vianello
Il principe Yamadori – Francesco Ambruoso
Il commissario imperiale – Gabriele Faccialà
L’ufficiale del registro – Mattia Rossi
Kate Pinkerton – Eleonora Boaretto
Dolore – Antonio Travaglini
regia di  Yamala-Das Irmici
Le scene e i costumi sono prerogativa di Francesco Bondì.

Il secondo appuntamento della stagione di lirica dello Spazio Teatro 89 di Milano, curata dall’Associazione VoceAllOpera, è in programma mercoledì 22 e giovedì 23 marzo, quando nell’auditorium di via Fratelli Zoia 89 andrà in scena “Madama Butterfly”, l’opera più travagliata di Giacomo Puccini (ore 20; ingresso 18-20 euro).
Per questo allestimento, Gianmaria Aliverta, direttore artistico e regista di VoceAllOpera, cederà il testimone a Yamala-Das Irmici. Seppure al suo debutto come regista, Irmici non è certo uno sprovveduto: da anni, infatti, lavora come assistente alla regia presso la Fondazione Arena di Verona. La sua idea di regia si rispecchia nei canoni di VoceAllOpera (attenzione maniacale all’aspetto attoriale dei cantanti, capacità di parlare un linguaggio a tutti comprensibile, valorizzazione dei giovani artisti) e, anche in occasione del dramma pucciniano, l’azione scenica si svilupperà a stretto contatto con il pubblico. Lo spettacolo si svolgerà, infatti, direttamente nella platea dello Spazio Teatro 89 e i cantanti si esibiranno in mezzo agli spettatori. A dirigere l’ensemble di VoceAllOpera ci sarà Damiano Cerutti, fine musicista e vero uomo di teatro, che darà una lettura accurata delle parte musicale. Cantante, pianista e direttore d’orchestra, Cerutti offre un vero supporto sia sul versante vocale sia su quello musicale, non limitandosi ad una lettura della partitura ma spendendosi in una vera e propria ricerca drammaturgica, unione perfetta tra parola e musica.
Il cast, come di consueto scelto tramite audizioni, è composto dal soprano Yim Kyoung (che impersonerà Cio Cio San), dal tenore Davide La Verde (nei panni di Pinkerton), Carlotta Vichi (Suzuki), Luca Simonetti (Sharpless), Riccardo Benlodi (Goro), Luca Vianello (lo zio Bonzo), Francesco Ambruoso (Il principe Yamadori), Gabriele Faccialà (Il commissario imperiale), Mattia Rossi (L’ufficiale del registro),  Eleonora Boaretto (Kate Pinkerton) e Antonio Travaglini (Dolore). Le scene e i costumi sono di Francesco Bondì.
Infine, per continuare a portare “tutti all’opera e l’opera a tutti” il coro di VoceAllOpera (diretto da Cerutti) e la Corale Polifonica Sforzesca (diretta da Fabio Moretti) si uniranno per formare un unico gruppo. Tutto ciò è stato possibile grazie alla piattaforma Koral (sviluppata da alcuni coristi di VoceAllOpera), che permette a tutti di imparare le parti corali in poco tempo.
Dopo il successo de Il barbiere di Siviglia di G. Paisiello, l’Associazione VoceAllOpera prosegue la Stagione lirica 2017 allo Spazio Teatro 89 di Milano, portando in scena Madama Butterfly di G. Puccini, nelle serate di mercoledì 22 e giovedì 23 marzo 2017.
Gianmaria Aliverta, direttore artistico e regista dell’Associazione, per quest’allestimento cede il passo al debuttante regista Yamala-Das Irmici che grazie a VoceAllOpera che crede fermamente nei giovani e vuole dare a tutti una possibilità, coronerà il sogno di mettere in piedi uno spettacolo lirico. Seppur al debutto come regista, Irmici non è certo uno sprovveduto: da anni infatti lavora come assistente alla regia presso la Fondazione Arena di Verona. La sua idea di regia si rispecchia appieno nei canoni di VoceAllOpera: come spesso fatto da Aliverta, l’azione scenica di svilupperà a stretto contatto con il pubblico. Lo spettacolo si svolgerà infatti direttamente nella platea dello spazio Teatro 89, cantanti in mezzo agli spettatori, per creare una sinergia vincente.
A dirigere l'ensable di VoceAllOpera una vecchia conoscenza dell’Associazione, Damiano Cerutti, fine musicista e “non scontato” uomo di teatro, che darà una lettura accurata delle parte musicale. Cantante, pianista e direttore d'orchestra, offre un vero supporto sia sul versante vocale che musicale, non limitandosi ad una lettura della partitura ma spendendosi in una vera e propria ricerca drammaturgica, dell’unione perfetta tra parola e musica.
Il cast, come di consueto scelto tramite audizioni, è composto da: Cio Cio San, impersonata dal soprano Yim Kyoung, Pinkerton, il tenore Davide La Verde, Suzuki – Carlotta Vichi, Sharpless – Luca Simonetti, Goro – Riccardo Benlodi, Lo zio Bonzo – Luca Vianello, Il principe Yamadori – Francesco Ambruoso, Il commissario imperiale – Gabriele Faccialà, L’ufficiale del registro – Mattia Rossi, Kate Pinkerton – Eleonora Boaretto, Dolore – Antonio Travaglini. Le scene e i costumi sono prerogativa di Francesco Bondì.
Infine per continuare a portare “tutti all’opera e l’opera a tutti” il Coro di VoceAllopera (diretto da Cerutti) e la Corale Polifonica Sforzesca (diretta da Fabio Moretti) si uniscono per formare un unico coro per quest’allestimento. Questa preparazione è stata possibile grazie alla piattaforma Koral (sviluppata proprio da alcuni coristi di VoceAllOpera) che permette a tutti in pochissimo tempo di imparare le parti corali e quindi poter approcciarsi alla lirica.
La Stagione lirica 2017 di VoceAllOpera è resa possibile grazie alla sinergia con Mare culturale urbano, Spazio Teatro 89 e il Fondo Morosini, senza nessuna sovvenzione pubblica.

SPAZIO TEATRO 89
Indirizzo: via Fratelli Zoia 89, Milano, tel: 0240914901.
Biglietti: intero 20 euro; ridotto 18 euro.

Stagione lirica VoceAllOpera - Il calendario della rassegna

Mercoledì 15-Giovedì 16 febbraio:
Il barbiere di Siviglia di Giovanni Paisiello.
Regia: Gianmaria Aliverta.
Direttore d’orchestra: Ferdinando Sulla.

Mercoledì 22-Giovedì 23 marzo:
Madama Butterfly di Giacomo Puccini.
Regia: Yamala-Das Irmici
Direttore d’orchestra: Damiano Cerutti

Maggio/Giugno (presso Mare culturale urbano):
L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi.

Regia: Gianmaria Aliverta.

2017_04_03 Open Week alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado

3/7 aprile 2017
Open Week alla Civica Scuola di Musica Claudio Abbado
lezioni in aula aperte a tutti
antica, classica, contemporanea, tecnologie, cori, jazz, corsi amatoriali
→Istituto di Musica Antica, Istituto di Musica Classica, Istituto di Ricerca Musicale (IRMus)
Villa Simonetta, via Stilicone 36, Milano
entrata libera senza prenotazione
→ Civici Corsi di Jazz
→ CEM (Centro di Educazione Musicale)
via Decorati al Valor Civile 10, Milano
entrata libera senza prenotazione
Istituto di Musica Antica
Villa Simonetta, via Stilicone 36, MI
3/7 aprile 
ore 10.30 - 12.30; 14.30 - 19.00
 
·         Istituto di Musica Classica
Villa Simonetta, via Stilicone 36, MI
3/7 aprile 
ore 10.30 - 12.30; 14.30 - 19.00
6 aprile 
ore 10.30 - 12.30; 14.30 - 19.00
ore 18.00/20.00 Orchestra dei Giovani
ore 20.30/21.30 I Civici Cori 
 
·         IRMus (Istituto di Ricerca Musicale)
Villa Simonetta, via Stilicone 36, MI
3/6 aprile 
ore 10.30 - 12.30; 14.30 - 17.30
 
·         Civici Corsi di Jazz 
via Decorati al Valor Civile 10, Milano
3/5 aprile
ore 10.30 - 12.30; 14.30 - 18.30
5 aprile
ore 10.30 - 12.30;  14.30 - 17.30
 
·         CEM (Centro Educazione Musicale)
via Decorati al Valor Civile 10, Milano
3/7 aprile 
3 aprile ore 16.00 - 20.00
4 aprile ore  17.00 - 21.30
5 aprile ore 10.00 - 12.00; 17.00 - 21.15
6 aprile ore 11.30 - 12.30; 13.30 - 21.00
7 aprile ore  17.45 - 20.45
 
* * * * * * * * *
- Civica Scuola di Musica Claudio Abbado - Villa  Simonetta
via Stilicone 36, Milano
tel. 02.97.15.24; uff. st. 339.85.30.339 - info_musica@scmmi.it - www.fondazionemilano.eu/musica
- Civici Corsi di Jazz e CEM - Civica Scuola di Musica Claudio Abbado
via Decorati al Valor Civile 10, Milano
tel. 02.54.55.428; uff. st. 339.85.30.339 - civijazz@associazionemusicaoggi.it - www.fondazionemilano.eu/musica

2017_03_10 laverdi Chopin e Bartók con Kopachevsky e Kochanovsky

Venerdì 10 marzo 2017_03_10 ore 20.00
Domenica 12 marzo 2017_03_12 ore 16.00
Auditorium di Milano, largo Mahler
laVerdi Stagione Sinfonica 2017
Chopin e Bartók:
il dominio del concerto  
Philipp Kopachevsky debutta all’Auditorium di Milano
nel mitico “Numero 1” del grande polacco.
A seguire il geniale affresco sinfonico dell’ungherese,
con il ritorno sul podio de laVerdi di Stanislav Kochanovsky
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

A soli 26 anni è già una star planetaria del pianoforte. Solista della Moscow State Academic Philharmonic, vincitore di numerosi concorsi internazionali, è conteso dalle più importanti sale da concerto del mondo. Philipp Kopachevsky, classe 1990, russo della capitale, debutta con laVerdi in una pietra miliare del concertismo storico: il mitico “Numero 1” di Frédéric Chopin.
A fianco di un prestigioso debutto, un atteso ritorno: quello della “bacchetta” di Stanislav Kochanovsky – anch’egli russo ma di San Pietroburgo – che condurrà l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi attraverso i virtuosismi e le sfaccettature di un capolavoro assoluto della letteratura musicale mondiale: l’impervio, difficilissimo Concerto per orchestra di Béla Bartók.
Doppia occasione offerta al pubblico milanese per non mancare a questo evento di cartello: venerdì 10 (ore 20.00) e domenica 12 marzo (ore 16.00), all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo in largo Mahler.
Il concerto di domenica 12 è dedicato alla Fondazione Roberto Franceschi Onlus, a sostegno delle sua attività per i giovani: fondi di ricerca su povertà, disuguaglianza e disagio sociale rivolti a laureandi e dottorandi delle Università lombarde; progetti nelle scuole su Costituzione, diritti, lavoro.  
Venerdì 10, sempre in Auditorium (Foyer della balconata, ore 18.00, ingresso libero), la tradizionale conferenza di introduzione all’ascolto   dal titolo: Il pianoforte romantico e la sua negazione. I relatori Enrico Reggiani ed Enrico Girardi ci condurranno attraverso i due differenti approcci alla forma concertistica del polacco Chopin e dell’ungherese Bartók.

(Biglietti: euro 36,00/16,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar/dom, ore 10.00/19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).  

Programma
Il polacco Chopin e l’ungherese Bartók, al di là dell’anagrafe, sono decisamente due compositori diversi sotto ogni profilo, ma rimane interessante osservare il loro differente approccio compositivo alla forma del concerto. Chopin sfrutta il suo virtuosismo pianistico per costruire – nel 1830, a soli vent’anni - un’opera semplice nella forma e per questo intima, penetrante, che eleva il pianoforte su di un piano superiore rispetto all’orchestra. Bartók, al contrario, lavora sulla costruzione e sulla stratificazione degli elementi, scegliendo una forma di concerto più insolita quale è appunto quella per orchestra.

In sintesi, il concerto per orchestra di Bartók, scritto tra il 1942 e il 1943, è un esercizio di bravura per l’orchestra, che emerge a gruppi concertanti: una sorta di omaggio agli orchestrali, attraverso la possibilità di esprimere i loro virtuosismi. È un brano che laVerdi ha eseguito con una certa frequenza negli anni, sempre entusiasmando il pubblico con la ricchezza timbrica di questa composizione che Bartók, trasferitosi da tempo negli Stati Uniti, dedicò alla Boston Symphony Orchestra.