2014_10_04 Gioele Muglialdo e Mauro Bonfanti, baritono in concerto a Bareggio

Sabato 4 Ottobre 2014_10_04 ore 21:00
Bareggio Chiesa Parrocchiale SS Nazaro e Celso
"OMBRA DI NUBE..."
Recital del baritono Mauro Bonfanti
Mauro Bonfanti, baritono
Gioele Muglialdo, pianista

PROGRAMMA
Giuseppe Giordani (1751/1798) “Caro mio ben”
Alessandro Scarlatti (1660/1725) “Gia’ il sole dal Gange”
Stefano Donaudy ( 1879/1925) "O del mio amato ben"
Luis Niedermeyer (1802/1861) “Pieta’ Signore”
Licinio Refice (1883/1954) “Ombra di nube”
Astor Piazzolla (1921/1992) “Ave Maria”
Massenet (1842/1912) “Méditation” da Thais - pianoforte solo
Giuseppe Verdi (1813/1901) "O dei verd'anni miei" da Ernani
Giuseppe Verdi (1813/1901) “Cortigiani vil razza dannata” da Rigoletto
Enrique Granados (1867/ 1916) Danza Spagnola n. 5 - pianoforte solo
Libero Bovio (1883/1942) “Tu ca nun chiagne”
Augustin Lara (1900/1970) “Granada”
Paul Anka (1941/vivente) “My Way”

Nuova collaborazione tra il baritono Bonfanti e il M° Muglialdo dopo i successi in Cina: il programma di questo recital abbraccia composizioni di autori che variano dal 1600 al secolo scorso. Si passa dall'esecuzione di arie antiche della nostra tradizione sino a due celebri arie del nostro più grande operista romantico: Giuseppe Verdi. Il rispetto per la Chiesa che ospiterà' il concerto è assicurato principalmente dall'assoluta elevatezza musicale di tutti i brani proposti ma, in particolare, intendiamo rendere più preciso omaggio al luogo sacro con tre brani d'ispirazione religiosa: "Pieta' Signore" di Niedermeyer, la mistica lirica "Ombra di nube" del sacerdote compositore Licinio Refice, e la tenera ed ispirata semplicità dell'Ave Maria del compositore italo argentino Astor Piazzolla. La chiusura del concerto è affidata a tre canzoni classiche che non hanno bisogno di presentazioni: le celeberrime "Tu ca nun chiagne", "Granada" e "My way".
Il concerto verra' eseguito con un pianoforte accordato secondo il diapason a 432 Hz, prescritto dallo stesso Verdi.
"...Giuseppe Verdi, nel 1884, propose in una lettera alla Commissione Musicale del governo italiano l'adozione del diapason scientifico (Do=256 Hz, corrispondente al La=432 Hz) per il bene dei cantanti e dell'interpretazione musicale, e chiese a "tutto il mondo musicale" di adottare questa accordatura, visto che "la musica è un linguaggio universale, perché dunque la nota che ha nome La a Parigi dovrebbe essere un Si bemolle a Roma?" Giuseppe Verdi si rifiutò di dirigere una sua opera, la Forza del Destino, a Napoli perché l'orchestra era accordata al La=450 (come lo è in molti teatri lirici odierni, ad esempio Salisburgo, Berlino e Firenze,..)." 
"Esiste un punto in cui l'armonia musicale e quella spirituale convergono" 
(Pitagora, La Musica delle Sfere)
Il DO centrale del pianoforte intonato sul LA a 440 hz è 261,626 Hz mentre lo stesso DO intonato sul LA a 432 Hz è 256 Hz che è multiplo di 8 (x 32 = 256) che è la frequenza base della Terra.

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