2014_04_23 Teatro Libero debutta il nuovo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Corrado Accordino, D'Artagnan, in scena fino all'11 maggio

Debutto nazionale di
D'ARTAGNAN
scritto, diretto e interpretato da Corrado Accordino
assistente alla regia Valentina Paiano
scene e costumi Maria Chiara Vitali
produzione La Danza Immobile/Teatro Binario 7

dal 23 aprile all'11 maggio 2014
da lunedì a sabato ore 21.00 - domenica ore 16.00
Teatro Libero - Via Savona 10, Milano
Lo spettacolo non sarà in scena nelle seguenti date: venerdì 25 aprile, lunedì 28 aprile, giovedì 1 maggio, lunedì 5 maggio.
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Chi sono i re e le regine da proteggere oggi? Qual è l'ideale a cui votare la propria vita? Chi sono i Richelieu che tramano nell'ombra? E quali sono le ombre che ci fanno tremare? Una sola risposta, una sola arma: il rischio! che giustifica il pensiero. Il rischio è l'unica scusa che abbiamo per vivere.
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PREZZI BIGLIETTI
Intero: € 21,00 Under 26: € 17,00 Over 60: € 13,00
Allievi Scuola Teatri Possibili in corso con carta TP CARD: € 10,00
Per informazioni e prenotazioni
Tel. 02 8323126
biglietteria@teatrolibero.it
Commento di CONCERTODAUTUNNO:
Fumo negli occhi e nelle narici con sprazzi di voce dal vivo e voci registrate, per questo "Radiodramma socio-letterario" tra fumose nebbie che Corrado Accordino (nella foto al termine dello spettacolo) ha presentato in prima assoluta al Teatro Libero di Milano.
Come ormai ci siamo abituati il titolo è molte volte solo un pretesto e anche "D'Artagnan" entra in scena come un prologo in apertura di questo non lungo monologo, si parte da una fonte letteraria sino
 a trasformare D'Artagnan in un archetipo dell'uomo che non si arrende mai
"mi batterò per chi, mi batterò per cosa ... Mi batterò!". L'umo viene rappresentato in questa "nuova moderna solitudine" attraverso la "potenza immaginifica" del teatro, un teatro che è "un luogo della mente" e quindi pochi elementi scenici, poche luci e lo stesso attore protagonista che scompare, per immergerci nel buio, (accidenti anche alla nebbia artificiale, il buio sarebbe bastato) e da questo buio emerge con potenza la voce di Corrado Accordino.
La "voce" questa meraviglia che da sola regge la teatralità e porge i contenuti - moltissimi - forse anche troppi - di questo radiodramma dal vivo dove le "sollecitazioni del pensiero", "le forme del senso", sono veramente tante e tante come le considerazioni sulla vita 
"La vita è un rosario di piccole miserie, che il filosofo sgrana ridendo." 
(Athos; cap. XLVIII Affare di Famiglia di Alexander Dumas padre) 
dove solo "amare è l'unico sentimento che da un senso alla vita".
Tante sollecitazioni che meriterebbero avere un testo stampato da portarsi via per leggere e meditare.
Ma "allora quando lo dice ? cosa ? ma ovvio Tutti per uno, uno per tutti."  
In tanta serietà di argomenti, espressi da Accordino che appare appena appena nella penombra in una abito alla Jesus Christ, arrivano inaspettati i commenti di due strampalati spettatori che si inseriscono 
con diversi siparietti registrati commentando la struttura e lo svolgimento della serata ... 
il primo spettacolo che si critica da solo con questi commenti ironici ed esilaranti.

NOTE DI REGIA:
Niente è più legittimo per un moschettiere che combattere per offrire agli uomini una vita migliore in una società più giusta!
Spogliare le ipocrisie, offrire agli uomini una possibilità di levarsi contro gli elementi e acquisire una dimensione più grande di se stessi!
Questo è il mio giuramento!
Un eroe romantico, leale e coraggioso. Per questo, poco moderno. Un uomo intelligente, fidato, onesto. Appunto, poco moderno. Una vita non corruttibile, non in vendita, non negoziabile. Decisamente, poco moderno. D'Artagnan e i suoi amici sono moschettieri, fedeli al proprio giuramento ma soprattutto fedeli a un'idea, disposti a combattere, spada alla mano e sguardo fiero. Non  hanno paura della morte se la morte è la naturale conseguenza delle propria lealtà. Uomini che sanno scegliere e sulla base delle proprie scelte decidere come agire. Uomini d'azione, che sanno usare la furbizia per difendersi e l'intelligenza per attaccare.
Immaginate ora un uomo, con gli stessi ideali e illusioni da moschettiere di D'Artagnan, la stessa arroganza e spavalderia, immerso però nel nostro tempo. Chi sono i re e le regine da proteggere oggi? Qual è l'ideale a cui votare la propria vita? Chi sono i Richelieu che tramano nell'ombra? E quali sono le ombre che ci fanno tremare? Una sola risposta, una sola arma: il rischio! che giustifica il pensiero. Il rischio è l'unica scusa che abbiamo per vivere. “Si vive sull'inizio di una guerra, prima del secondo tempo che non vedremo mai, si vive di orge di luce, in un formicaio commerciale, si vive di slogan, di recite funebri, di musica adatta e di adatte eccitazioni. Si vive come un tragico americano su un'autostrada senza fine, in una lingua pericolosa l'inventario delle cose da salvare in poche righe, nello spazio di una mano c'è tutto quello che conosciamo di noi. Si vive e non sempre si muore, con le armi in pugno.  Anche se vorremmo, anche se sarebbe una fotografia più riuscita”. (Corrado Accordino)


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