2010_12_18 Kataklò portano al Coccia le loro Love Machines

La Stagione del Teatro Coccia - Novara
Festival di Danza
Sabato 18 dicembre 2010_12_18 ore 21.00
LOVE MACHINES
Un mondo di traverso in cui le cose vanno dritte
Compagnia Kataklò
Coreografie Giulia Staccioli e Jessica Gandini
Musiche originali Sabba D.J.
Costumi Sara Costantini
Lighting Designer Andrea Mostachetti
Management Emanuela Frassinella – Progetti
 
PRESENTAZIONE
 
Una terra misteriosa, un paesaggio che affascina, un panorama che sembra essere senza fine in una dimensione atemporale. Perfetto scenario per le avventure di due sfrontati esploratori in cerca di nuove scoperte e di nuove realtà. La fioca luce delle torce permette di cogliere solo alcuni tratti del luogo in cui si sono inoltrati. Temerari e al contempo impacciati, i curiosi esploratori perlustrano lo spazio circostante desiderosi di svelarne ogni più intimo segreto.
Scoprono così che nell'oscurità si celano oggetti inconsueti: strutture con il piano superiore inclinato, involucri inerti, strani spuntoni, ostili e sinistri.
Le azioni dei due pionieri regalano al pubblico momenti di vivace ilarità. Con divertente invadenza affrontano la pendenza delle strutture e si accorgono che in ognuna di esse vive un corpo in carne e ossa che cammina, pensa, lotta, ama. Un corpo-macchina che rappresenta il motore della materia, la sua anima. Che ha voglia di vivere, di aprirsi al desiderio d amore, divenendo così la metafora di tutto ciò che è passione e desiderio inconscio.
Così accade che allo stesso modo in cui l anima di un essere umano palpita e dà vita alla materia, ognuno di quei corpi dà e prende vita dalla macchina cui è indissolubilmente legato. In questo nuovo mondo non vi sono regole conosciute, né il concetto di dritto e rovescio: agli occhi dei due pionieri forme e pensieri appaiono ribaltati ma in perfetto equilibrio.
A poco a poco i viaggiatori si lasciano coinvolgere dalla giocosa vitalità e dalla contagiosa follia d amore di questo popolo che, attraverso la passione, la curiosità e l intuizione, ha compiuto un percorso ricco e progressivo fino a creare una nuova dimensione in cui tutto è armonia.
Il rapporto uomo-macchina è incentrato su una visione profondamente ottimistica del mondo. È proprio l'idea dell'amore, che genera il mito dell'unione. Grazie alla conoscenza reciproca, la diversità diviene normalità. Come agli occhi di Leonardo da Vinci il non conosciuto genera esperienza, così gli esploratori imparano a vedere ciò che li circonda da un altro punto di vista, un altra angolazione.
 

Giulia Staccioli, coreografa e regista

 

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