2009 05 24 Alla Verdi Schubert e Mozart

STAGIONE SINFONICA
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
giovedì 21 maggio 2009 ore 20.30
venerdì 22 maggio 2009 ore 20.00
domenica 24 maggio 2009 ore 16.00
Da Mozart a Webern, passando per Schubert
Wolfgang Amadeus Mozart
Concerto n. 22 in Mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra K. 482
Franz Schubert - Orchestrazione di Anton Webern -
Sei danze tedesche D. 820
Franz Schubert
Sinfonia n. 6 in Do maggiore D 589 La piccola
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Pianoforte e Direttore Christian Zacharias
Christian Zacharias, direttore e uno dei più interessanti pianisti tedeschi di oggi, sarà il protagonista del Concerto n. 22 per pianoforte e orchestra K. 482 di Mozart. Fu composto per una serie di tre concerti "in abbonamento" a Vienna, organizzati dal compositore per motivi economici, nel dicembre 1785. I concerti per pianoforte rappresentano forse la più eccezionale riuscita del grande compositore nel campo strumentale, per qualità, unicità e ricchezza dell'invenzione. Il Concerto n. 22 riscosse un successo tale che Mozart dovette ripeterne il secondo movimento. E' una pagina di ampie proporzioni, strutturata in due movimenti estremi d'impronta chiaramente virtuosistica e da un movimento centrale contrastante, raccolto e molto espressivo.

Segue l'esecuzione delle Sei danze tedesche D. 820 di Schubert nella versione orchestrata da Anton Webern. Il catalogo delle trascrizioni o rielaborazioni da altri autori di Anton Webern comprende numerose composizioni vocali, come i Lieder di Wolf e Schubert, o i corali di Bach, ma include anche molte riduzioni per un organico cameristico di autori contemporanei. Non è il caso delle Sei Danze Tedesche D 820 di Franz Schubert: composte originariamente per solo pianoforte nell'ottobre 1824, Webern ne rielabora una versione per grande orchestra nel 1931, eseguita per la prima volta a Berlino nello stesso anno.

Chiude il programma la Sinfonia n. 6 in Do maggiore D 589 La Piccola di Franz Schubert. La Sinfonia è detta "Piccola", per distinguerla dall'ultima, il suo capolavoro postumo. Quando Schubert iniziò a lavorare a La piccola, Beethoven aveva già scritto tutte le sue Sinfonie, tranne la Nona. Nonostante ciò, Schubert decise di seguire il proprio percorso artistico, diverso e originale. Pensando all'orchestra come uno strumento, Schubert aggiunse all'orchestra di Haydn soltanto una coppia di clarinetti: il suo mondo sinfonico era completamente trasformato, coinvolgendo tutta l'orchestra in modo organico. La Sesta fu la prima sinfonia di Schubert eseguita in un concerto pubblico, poco dopo la sua morte.

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